Di seguito una breve descrizione dei principali servizi disponibili:
Cliccando su “CC”, nell’angolo in basso a destra del video, è possibile attivare o disattivare la visualizzazione dei sottotitoli.
Per ciascuna seduta sono disponibili:
- le trascrizioni integrali degli interventi;
- l’elenco degli interventi in ordine cronologico e dei punti all’ordine del giorno trattati.
La mediateca è interamente esplorabile.
- Ricerca semplice per:
- Oratore: consente di selezionare solo le sedute di Consiglio in cui uno o più oratori selezionati sono intervenuti.
- Argomento all’ordine del giorno: consente di selezionare solo le sedute di Consiglio durante le quali sono stati trattati gli argomenti di interesse.
- Data o periodo temporale: consente di selezionare le registrazioni di sedute svoltesi durante uno specifico arco temporale o in una specifica data.
- Ricerca Avanzata: è possibile ricercare singole parole, nomi, frasi, argomenti trattati durante le discussioni in Consiglio e ottenere come risultato tutte le registrazioni delle sedute durante le quali se ne è discusso, potendo riascoltare tutti i punti esatti in cui sono state pronunciate la parole di interesse.
Alla data odierna i social abilitati sono:
Per attivare il servizio è sufficiente registrarsi inserendo l’indirizzo email sul quale si desidera ricevere l’alert e indicare le parole/argomenti di interesse.
Dopo aver impostato i criteri delle notifiche, si riceverà un’email contenente:
- l’indirizzo internet della seduta on line di riferimento
- la sessione di seduta con i criteri di ricerca impostati
- l’elenco dei link alle porzioni di Consiglio in cui vengono pronunciate le parole specificate nei criteri di ricerca. Le parole trovate sono evidenziate in corsivo.
CONTATTACI
Speaker : PRESIDENTE.
Buongiorno a tutti.
(Segue inno nazionale)
Dichiaro aperta la seduta.
Se non ci sono interventi al riguardo, diamo per approvato il verbale della seduta del 30 settembre scorso. Ci sono interventi sul punto? No. Possiamo quindi darlo per approvato.
Procediamo, preliminarmente alle comunicazioni ai sensi dell’articolo 30 del Regolamento interno.
Invito la Vicepresidente Vaccarella a dare lettura delle interrogazioni… Pardon, ha chiesto congedo il consigliere Cera.
Diamo la parola al Segretario Di Cuia.
Speaker : DI CUIA, Consigliere Segretario.
Do lettura delle assegnazioni alle Commissioni.
È stata assegnata alla Commissione I: “Riconoscimento di legittimità debiti fuori bilancio, ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 23 giugno 2011 n. 118, relativo al disegno di legge n. 146 del 5 ottobre 202 e ai disegni di legge dal n. 147 al n. 152 del 13 ottobre 2026.
Disegno di legge n. 145 del 29 settembre 2026 “Assestamento e Variazione al Bilancio di Previsione per l’esercizio finanziario 2026 e pluriennale 2026-2028”; deliberazione della Giunta regionale n. 1338 del 09/10/2026 “Bilancio consolidato della Regione Puglia ‒ esercizio finanziario 2025 ‒ artt. 11-bis e 68 del decreto legislativo n. 118/2011 e ss.mm.ii. ‒ Approvazione”.
Alla Commissione III: proposta di legge a firma della consigliera Barone e altri “Misure di sostegno alle vittime dell’usura e ai soggetti sovraindebitati per l’accesso alle procedure di composizione della crisi”; proposta di legge a firma del consigliere Scalera “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore nei luoghi di vita e di assistenza”.
Alla Commissione V: proposta di legge a firma del consigliere Tutolo “Modifiche alla Legge Regionale Puglia n. 1 del 23 gennaio 2013”.
Sono state presentate le seguenti interrogazioni a risposta scritta: Scalera “Coerenza tra le Linee di indirizzo regionali sulle tecnologie per il monitoraggio del glucosio e il relativo Piano terapeutico per i pazienti con diabete mellito di tipo 2 in terapia insulinica basale”.
Mozioni: Pagano ed altri “Fondazione lirico-sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari. Iniziative per la soluzione della vertenza sulla sede del Teatro Petruzzelli e a tutela della continuità artistica e occupazionale”; Perrini ed altri “Iniziative straordinarie e regionali per l’inclusione lavorativa dei lavoratori con disabilità grave e privi di qualifica professionale. Focus Provincia Ionica ed estensione alle realtà critiche della Regione Puglia. Attivazione tavoli tecnici ARPAL”; Tutolo “Iniziative per il riordino della geografia giudiziaria e il potenziamento dei presidi di Giustizia nel territorio della Capitanata”.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Di Cuia.
Passo alle comunicazioni. Si comunica che la Corte costituzionale, con sentenza n. 161 del 6 ottobre 2026, ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’articolo 8-bis della legge regionale 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali seminterrati e interventi esistenti e di aree pubbliche non autorizzate), in combinato disposto con l’articolo 27, comma 1, della legge regionale 30 dicembre 2021, n. 51.
Si comunica, altresì, che la Corte costituzionale, con sentenza n. 163 dell’8 ottobre 2026 ha dichiarato, con riferimento alla legge regionale 29 settembre 2025, n. 15, recante “Provvedimento di riconoscimento di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73 comma 1, lettera e), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126, e disposizioni diverse”: l’illegittimità costituzionale dell’articolo 5, comma 1, lettera b); l’illegittimità costituzionale dell’articolo 11, comma 1, lettera d) limitatamente alle parole ‘fatte salve le limitazioni di cui al comma 5’; l’illegittimità costituzionale dell’articolo 14, comma 1, lettere g) e k); l’inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell’articolo 11, comma 1, lettera b) e c)”.
Esaurite le comunicazioni di rito, prima di passare all’ordine del giorno, ho visto che si è prenotato a parlare sull’ordine dei lavori il consigliere Scalera, che ha facoltà di intervenire.
Prego, consigliere.
Speaker : SCALERA.
Grazie, Presidente.
Prendo la parola in apertura dei lavori di questa seduta di Consiglio per lanciare un appello e sensibilizzare le coscienze di tutti su una questione che riguarda la vita di una giovane iraniana.
Mi riferisco a Najmeh Amini, studentessa di appena 23 anni, condannata a morte in Iran con l’accusa di blasfemia per un contenuto pubblicato sui social media. Secondo le notizie diffuse dalla stampa e dalle organizzazioni per i diritti umani, la giovane è detenuta in carcere ed è stata condannata anche ad oltre 12 anni di reclusione per ulteriori accuse.
La sentenza capitale, secondo le poche informazioni disponibili è ancora soggetta ad impugnazione. Amini è stata arrestata durante le proteste che hanno attraversato l’Iran nel gennaio scorso.
Qualche giorno fa, attraverso un suo appello diffuso in una registrazione audio, Amini ha chiesto che la sua voce venga ascoltata e che la comunità internazionale si mobiliti. Sono parole, queste, che non possono lasciarci indifferenti.
Dietro questa vicenda c’è una giovane donna con la propria vita, i propri affetti, i propri sogni e il proprio futuro, che rischia di essere privata definitivamente della possibilità di vivere.
Spetta a tutti noi affermare con chiarezza un principio irrinunciabile, quello della tutela della vita, quello della tutela della dignità umana e dei diritti fondamentali, che non possono conoscere confini geografici, non possono conoscere confini culturali e religiosi. La libertà di espressione, il diritto a un processo equo e la possibilità di difendersi da un’accusa sono princìpi essenziali della convivenza civile e dell’ordinamento internazionale dei diritti umani.
La pena di morte rappresenta una misura irreversibile, che impone alla comunità internazionale di agire con la massima determinazione.
L’allarme è ancora più grave se si considera il quadro generale. Secondo l’organizzazione Iran Human Rights, nei primi nove mesi del 2026 sono state documentate oltre 600 esecuzioni in Iran, mentre secondo Amnesty International nel 2025 in Iran sono state giustiziate almeno 2.159 persone. Un dato che richiama l’urgenza di un’azione internazionale concreta e coordinata.
Di fronte a tutto questo ritengo che anche il nostro Consiglio regionale debba far sentire la propria voce. La Regione non dispone direttamente degli strumenti di politica estera, ma può e deve utilizzare le proprie prerogative istituzionali per richiamare l’attenzione su una vicenda che investe valori universali e che non può essere relegata a una questione distante dalla nostra comunità.
Per queste ragioni rivolgo un appello al Presidente del Consiglio regionale e al Presidente della Giunta regionale, affinché ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, intraprenda ogni iniziativa utile ed urgente, presso il Governo italiano, affinché il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale si attivi con la massima tempestività attraverso i canali diplomatici e nelle sedi multilaterali competenti per salvare la vita di questa giovane donna, la vita di Amini, che ha soli 23 anni.
Non chiedo che le Istituzioni regionali si sostituiscano alla diplomazia italiana. Chiedo invece che la Regione Puglia faccia la propria parte con responsabilità e tempestività, affinché il nostro Paese utilizzi tutti gli strumenti a sua disposizione. Signor Presidente, colleghi consiglieri, non sappiamo quale sarà l’esito di questo appello – sto per concludere, Presidente –, sappiamo però che ogni iniziativa diplomatica possibile deve essere tentata prima che sia troppo tardi.
Concludo richiamando proprio le parole attribuite ad Amini nel suo appello nella detenzione: “Sono una giovane donna innocente, ho speranze e sogni, ho una madre e un padre che mi aspettano. Ricordate il mio nome, potrebbe arrivare il momento in cui non sarò più in grado di parlare. Ma finché sono in vita, mi aggrappo ad una speranza, voglio solo una cosa: siate la mia voce, non dimenticatemi”.
Caro Presidente del Consiglio, care colleghe e colleghi, noi abbiamo il dovere di non dimenticare questa giovane donna, e facciamo in modo che questa voce non rimanga inascoltata.
A tal proposito, ho presentato – anzi, depositerò alla Presidenza del Consiglio – la mia mozione. Spero, e credo, che tutto il Consiglio possa firmarla.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Scalera.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : MINERVA.
Sull’ordine del giorno, a inizio seduta, Presidente, per chiedere il rinvio del punto n. 3) all’ordine del giorno, la legge sulle aree idonee.
Speaker : PRESIDENTE.
Occorre mettere in votazione la richiesta di rinvio del punto all’ordine del giorno.
È aperta la votazione.
Chi è a favore? Votate, prego.
È chiusa la votazione.
La richiesta è approvata con 42 voti favorevoli.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Tutolo. Prego, consigliere.
Speaker : TUTOLO.
Grazie, Presidente. Io voglio chiedere il sostegno al Presidente della Giunta regionale, al Presidente del Consiglio e a tutto il Consiglio regionale su un tema molto importante per il mio territorio: parliamo della geografia giudiziaria. Domani nella Commissione di giustizia della Camera comincia l’iter di discussione della revisione della geografia giudiziaria e saprete che in provincia di Foggia c’è un solo tribunale, e vi volevo dare alcuni dati che vanno a giustificare questa mia richiesta. Ripeto, chiedo il sostegno di tutta la Regione Puglia, perché credo che sia un problema della Regione Puglia e non un problema strettamente territoriale.
Negli anni 2011 e 2012 è stata messa in atto la riforma della geografia giudiziaria, attraverso la quale si è giunti alla soppressione di tutte le sezioni distaccate di tribunali, che erano 220, e alla riduzione dei tribunali, che erano 165. Ebbe esecuzione con i decreti legislativi 7 settembre 2012 n. 155 e n. 156, a seguito dei quali materialmente gli accorpamenti vennero posti in essere nel settembre 2013, con delle appendici ulteriori, ovvero nella Capitanata la soppressione del tribunale di Lucera, con il suo accorpamento al tribunale di Foggia, avvenne materialmente il 1° settembre 2015. Dei 165 tribunali esistenti ne furono soppressi 26. Il progetto della riforma della geografia giudiziaria prevedeva che sarebbero intervenute le soppressioni di tribunali, dovendo tener presenti i seguenti criteri: la popolazione, l’estensione del circondario, il numero dei procedimenti, l’organico della magistratura, l’orografia del circondario, la presenza di criminalità organizzata.
Inoltre, non potevano essere soppressi i tribunali aventi sede nei capoluoghi di provincia e ogni distretto di Corte d’appello non avrebbe potuto avere meno di tre tribunali.
Sulla base di tali criteri, il tribunale di Lucera era il settantaduesimo, cioè, dopo aver messo in atto i calcoli che erano alla base della revisione della geografia giudiziaria, risultava settantaduesimo. Fatalmente, si è ritrovato tra i 26 che sono stati chiusi.
È ovvio che è stata una mancanza politica, una debolezza politica, una non considerazioni né nel territorio e dei bisogni veri, né dei parametri che la legge stessa aveva alla base.
Inoltre, in Capitanata furono soppresse tutte le sei sezioni distaccate dei tribunali che avevano sede ad Apricena, Cerignola, Manfredonia, Rodi Garganico, San Severo e tribunale, anche quest’ultima facente parte del circondario giudiziario di Foggia.
Le conseguenze di tali soppressioni sono state dannosissime, ovviamente, per la provincia, cominciando dal carico processuale: il numero di cause civili e penali venutesi a riversare sul tribunale di Foggia è divenuto complessivamente pari ad un numero di 79.891 procedimenti, tale da collocare il Tribunale di Foggia al quarto posto in Italia come numero di procedimenti. Cioè, dopo Roma, Napoli e Milano viene Foggia, prima di Torino, di Bari, di Salerno, di Catania, di Firenze, di Lecce, di Palermo, di Bologna: prima di tutti questi c’è Foggia.
Dopodiché, il numero dei magistrati: Roma ne ha 379, Napoli 348, Milano 295, Torino 162, Palermo 125, Catania 110, e non mi dilungo oltre. Foggia ne ha 65, cioè, è il terzo tribunale per estensione, per carichi pendenti, ma è nell’ultima colonna per presenza di magistrati.
Questo significa una cosa molto pratica: che con 1.214 procedimenti a proprio carico per ogni giudice, è tribunale e quindi i magistrati che stanno a Foggia hanno il più alto carico di lavoro d’Italia, non ce n’è un altro di tribunale con un più alto carico di lavoro. La conseguenza la farò ancora più breve. La conseguenza è che si raggiunge frequentemente la prescrizione dei processi e Dio sa quanto invece ci sarebbe bisogno di giustizia.
Quindi mi indica il Presidente giustamente di abbreviare e lo faccio tranquillamente. Io chiedo semplicemente sostegno. L’ho presentata come mozione. Domani, grazie al collega Caroli che l’ha voluta calendarizzare e grazie, attenzione, a chi ha presentato degli emendamenti in quella sede e mi riferisco all’onorevole Lasalandra. Io spero che verranno sostenuti da tutti questi emendamenti, perché non è una questione di una parte politica o di un territorio, ma è della intera regione Puglia. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Tutolo.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Romito, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : ROMITO.
Presidente, io invece intervengo sull’ordine dei lavori,
in particolare con una pregiudiziale. È intervenuta… Per fortuna siamo stati fortunati una volta ogni tanto. È stata depositata in cancelleria il 9 ottobre, la settimana scorsa, la sentenza della Corte costituzionale in merito all’impugnativa proposta dal Governo rispetto alla legge regionale dell’Emilia-Romagna in materia di locazioni turistiche e di strutture extralberghiere, esattamente la stessa norma che noi ci apprestiamo a discutere quale primo punto all’ordine del giorno.
Aggiungo, Presidente, che questa sentenza, quella della Corte costituzionale, ha ritenuto illegittima la legge regionale dell’Emilia-Romagna agli articoli 4 e agli articoli 5, il primo che prevedeva delle incombenze burocratiche in più sotto il profilo urbanistico. Il secondo articolo, il n. 5, è esattamente speculare all’articolo della legge regionale pugliese che oggi noi discuteremo.
Peraltro, le modalità… Segretario, gliel’avevo… Sì. Peraltro, fra i motivi di ricorso che sono stati presentati dall’Avvocatura e che sono stati ritenuti coerenti dalla Corte costituzionale, vi è la violazione degli articoli 3, 41 e 42 della Costituzione in merito alla limitazione del diritto alla proprietà privata, alla libertà d’impresa, l’alterazione della concorrenza, la disparità di trattamento fra imprenditori sia nel mercato del prodotto sia in quello geografico, violazione dell’articolo 117 della Costituzione. Cioè la Corte costituzionale rispetto alla legge regionale dell’Emilia-Romagna, che differisce da quella pugliese, ma che per alcuni aspetti può essere collimante, l’ha ritenuta illegittima.
In particolare, da uno studio che noi abbiamo fatto approfondito, alcuni articoli della legge regionale pugliese, come l’articolo 2, comma 3, lettera c), l’articolo 3, comma 2, l’articolo 5, comma 3, l’articolo 5, comma 4, sono suscettibili di analoga interpretazione e dunque potrebbero essere oggetto dell’impugnativa del Governo e della successiva delibazione di incostituzionalità della norma.
Allora, rispetto a questo, che è un fattore dirimente, io chiedo all’Aula di voler procedere con la trattazione del punto n. 2 all’ordine del giorno del Consiglio regionale, così da richiedere una ATN aggiornata alla luce della sentenza della Corte costituzionale, non di un’interpretazione di Fabio Romito, e metterci nelle condizioni di poter votare serenamente rispetto a quello che la Corte costituzionale ha detto una settimana fa, non un anno fa. Diversamente, il Consiglio regionale della Puglia si assumerà, io lo sto dicendo volutamente al microfono, Presidente, si assumerà la responsabilità di discutere e approvare una norma che ha tutti i crismi dell’incostituzionalità, così come è stato deciso la settimana scorsa dalla Corte.
Mi auguro che si possa avere un atteggiamento responsabile e che quindi si possa procedere alla revisione dell’ATN, procedendo così al secondo punto dell’ordine del giorno di questo Consiglio regionale.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Romito. Intanto ci sono degli interventi previsti già, che immagino sono sull’ordine dei lavori, ma lei ha chiesto il rinvio del punto all’ordine del giorno… Va bene. Allora, intanto ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : MINERVA.
Comprendo che c’è la gara, quando riusciamo a portare una legge, a provare a farcela rimandare, come è stato fatto più volte, perché poi si possa uscire sui giornali dicendo che il Consiglio regionale non approva leggi o negli interventi, come è successo nella scorsa seduta, possa essere detto ai consiglieri di maggioranza dai consiglieri di opposizione che dobbiamo portare leggi e non solo mozioni, ma l’approfondimento, consigliere Romito, lo abbiamo fatto.
È completamente diversa l’impostazione della legge della Puglia, che non va a modificare la legislazione urbanistica inserendo questa norma all’interno di quella pianificazione urbanistica, ma abbiamo seguito già, rispetto ad una legge analoga, cioè quella della Toscana, tutta una serie di verifiche fatte dalla Corte costituzionale e abbiamo adeguato la nostra proposta di legge a quelle eccezioni fatte a quella forma di impostazione. Quindi tutto ciò che è stato rilevato rispetto alla legge dell’Emilia-Romagna non ha nulla a che fare con la legge che proponiamo noi oggi.
Si lega a settori completamente diversi. Noi interveniamo sulla pianificazione, non già sulle norme urbanistiche, come invece ha fatto l’Emilia-Romagna. Quindi non ritengo che ci siano le condizioni per ritirare la norma. La discutiamo e ognuno o durante la discussione può decidere di presentare gli emendamenti, di non presentarli, di votarla o di non votarla, ma non ritengo che ci siano le condizioni per ritirare la norma.
Speaker : PRESIDENTE.
Allora mettiamo un po’ di ordine… Bene, bene, allora, perdonatemi, lei ha formalmente richiesto l’inversione dell’ordine del giorno. Allora, il consigliere Minerva è contrario alla inversione del punto? Quindi uno contrario. C’è uno favorevole eventualmente oppure passiamo alla votazione?
Collega Pagliaro, prego… No, no, uno a favore e uno contrario… Non abbiamo? Perdonatemi… Al microfono, consigliere. Recuperi la sua postazione e intervenga al microfono.
Speaker : ROMITO.
Presidente, per chiarirci. Siccome il collega Minerva ha detto il centrodestra accusa la maggioranza di portare solo le mozioni, non le leggi, noi vogliamo portare la legge, Minerva, nessuno ha detto di non portare questa legge. Noi vi stiamo dicendo di chiedere agli uffici, non alla politica, al Consiglio regionale, agli uffici, di voler aggiornare l’ATN di questa norma sulla scorta, uno, dell’emendamento che voi avete proposto modificativo di un articolo e che ci presentate oggi; due, di una sentenza della Corte costituzionale.
Quindi, noi non vi stiamo dicendo di ritirare la norma e portarla fra tre anni. Vi stiamo dicendo ‒ Segretario, lo dico a lei, Presidente del Consiglio regionale, lo dico a lei ‒ di aggiornare l’ATN da parte degli uffici perché mettano il Consiglio regionale nella condizione di poter affrontare con scienza e coscienza questa discussione. Dopodiché, collega Minerva, se gli uffici ci diranno ‒ ma lo devono fare gli uffici ‒ che quella sentenza in via assoluta non è perimetrabile e sovrapponibile alla legge regionale pugliese, io sarò ben lieto di continuare questa discussione, ovviamente secondo il mio punto di vista, che potrà essere discorde rispetto agli uffici. Ma esistono le ATN per questo. Quindi, la modifica si rende necessaria perché la settimana scorsa, non tre mesi fa, è stata resa una pronuncia dalla Corte costituzionale. Ecco perché ‒ lo ribadisco ‒ non chiediamo il ritiro del punto, perché bisogna affrontare, discutere e votare le leggi, bensì chiediamo l’inversione, ovvero che si proceda con il secondo punto all’ordine del giorno, per poi tornare, ad ATN ricevuta, al primo punto. Questo è quello che vi stiamo chiedendo.
Concludo. Ove mai, collega Minerva, il Governo dovesse impugnare questa norma e ove mai dovessimo subire il vaglio di legittimità costituzionale da parte della Corte, voi ne sarete esclusivamente e personalmente responsabili. Siccome ci avete raccontato e ci avete detto ‒ e io mi fido, perché io guardo alla buonafede di tutti ‒ che su un’altra norma assai importante, quella sulle aree idonee, dobbiamo trovare una compensazione fra chi ha un’impostazione più a tutela del paesaggio e chi vuole essere più conforme alla norma nazionale, perché non dobbiamo subire il vaglio della Corte costituzionale, se questo è il principio, questo principio vale sempre, non vale soltanto in alcuni perimetri della legislazione. Dunque, secondo il vostro principio, quello che ci avete riferito, noi vi chiediamo di darvi causa, di darvi seguito e, quindi, attendere l’ATM. Questa è la nostra richiesta. Nessuno ha chiesto di ritirare alcunché.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Romito.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pagliaro, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Presidente. Prima di iniziare l’intervento riguardo al punto n. 1), intervengo, come di consueto, per invitare la Giunta a dare seguito alle leggi e alle mozioni approvate dal Consiglio regionale. Credo che non possiamo continuare a discutere, approvare provvedimenti e poi lasciarli sulla carta, senza dare risposte ai cittadini che leggono sui giornali quando approviamo delle leggi e delle mozioni, ma poi non vedono conseguenza.
Proprio ieri in Commissione anche il collega Romito ha chiesto che si desse attuazione alle leggi approvate... Ci arrivo, ci arrivo. Faccio una premessa nell’interesse di tutti. Siamo alle solite: è nell’interesse di tutti dare senso al lavoro dei consiglieri regionali. Lo dico ogni volta…
Speaker : PRESIDENTE.
Vada avanti, consigliere.
Speaker : PAGLIARO.
… e lo faccio questa volta.
Tengo ancora una volta a ribadire che è necessario che si dia seguito alle leggi approvate. Proprio ieri in Commissione il collega Romito ha chiesto che si dia attenzione anche a questa cosa importantissima che riguarda l’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari. Di leggi approvate e di mozioni ne abbiamo proprio tante; così come chiedo anche ai Presidenti di Commissione di convocare con tempestività le audizioni.
Non è accettabile che i consiglieri regionali, i cittadini, gli amministratori, i portatori di interesse debbano attendere mesi e mesi per essere ascoltati su questioni importanti.
Il Consiglio regionale deve poter lavorare e incidere. Le leggi vanno attuate e le mozioni devono trovare risposte alle tante istanze che provengono dai territori.
Vengo a questo punto al primo punto all’ordine del giorno e rimango sul tema. Premesso che ci sono tante leggi, Stefano, e se vogliamo approvarle, ne abbiamo tantissime, non c’è una volontà dilatoria, che sia chiaro, però oggi ci troviamo a discutere un disegno di legge che calpesta i princìpi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale, a partire dalla tutela della proprietà privata e della libertà di iniziativa economica garantite dagli articoli 3 e 41 della nostra Carta.
La Giunta regionale si ostina a portare in quest’Aula un provvedimento dirigista, punitivo e ideologico, pensato con la presunzione che la casa dei pugliesi, frutto di sacrifici di una vita, una riserva di valore, o un piccolo strumento per integrare il reddito familiare sia un bene sotto tutela pubblica a disposizione dei desideri regolati e dei divieti dei Sindaci o della burocrazia regionale.
Colleghi della maggioranza, fate attenzione: voi pensate di blindare un provvedimento forte, ma state ignorando colpevolmente ciò che la Corte costituzionale ha sancito in modo inequivocabile con la recentissima sentenza n. 164 del 9 ottobre 2026. La Consulta ha demolito l’architettura normativa di una legge gemella, quella della Regione Emilia-Romagna, dichiarando incostituzionali in toto gli articoli cardine che imponevano restrizioni e regimi speciali alle locazioni brevi. La Corte costituzionale ha smontato esattamente il vostro castello di carta, basato su due argomenti insormontabili che oggi inchiodano anche la Regione Puglia alle proprie responsabilità: la palese irragionevolezza e violazione dell’articolo 3 della Costituzione. La Consulta ha stabilito che è del tutto irragionevole imporre un regime restrittivo a un mutamento di destinazione d’uso equiparando chi affitta occasionalmente o in forma non imprenditoriale a una struttura ricettiva, alberghiera o industriale. Colpire… Stiamo parlando di questo, di cosa dobbiamo parlare?
Speaker : PRESIDENTE.
Vada avanti, consigliere. Si avvii a conclusione.
Speaker : PAGLIARO.
Colpire indiscriminatamente l’attività sporadica e non imprenditoriale…
Speaker : PRESIDENTE.
Basta, per cortesia.
Speaker : PAGLIARO.
Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Prego, prego. Prego, prego.
Speaker : PAGLIARO.
Devono decidere loro cosa devo dire io? Ditemi… Le regole, sono le regole… Posso?
Colpire indiscriminatamente l’attività sporadica e non imprenditoriale, senza una soglia minima di utilizzo, significa violare il principio di uguaglianza e proporzionalità.
La sproporzione territoriale e il finto contrasto all’overtourism. La Corte ha ribadito che misure restrittive applicate in modo uniforme su tutto il territorio regionale sono costituzionalmente illegittime, perché sproporzionate. L’overtourism è un fenomeno eventualmente circoscritto a specifiche aree urbane o località turistiche. Non si può imbrigliare un’intera regione con una museruola normativa che colpisce anche i borghi e le aree interne, dove la locazione turistica rappresenta l’unica boccata d’ossigeno all’economia e alla vitalità dei territori.
Volete che lo faccio dopo? Lo posso fare dopo, non cambia nulla. Non cambia nulla.
Speaker : PRESIDENTE.
Si avvii a conclusione.
Speaker : PAGLIARO.
Le regole sono…
Speaker : PRESIDENTE.
Cinque minuti. Sennò andiamo oltre i cinque minuti. Si avvii a conclusione.
Speaker : PAGLIARO.
La verità, cari colleghi della sinistra…
Speaker : PRESIDENTE.
No, cinque minuti sono in tutto.
Speaker : PAGLIARO.
Quindi che dobbiamo fare?
Speaker : PRESIDENTE.
Infatti. Si avvii a conclusione perché erano cinque minuti. Prego, prego, si avvii a conclusione. Grazie, consigliere. Si avvii a conclusione.
Speaker : PAGLIARO.
La verità, cari colleghi della sinistra, è che voi non state governando il turismo. A proposito, chiediamo che venga nominato un assessore, insomma, perché il Presidente ha già tante cose da fare. State facendo ostruzionismo contro i cittadini. Volete trasformare i Comuni in podestà fiscali e urbanistici, autorizzati a imporre tetti numerici e barriere burocratiche.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Speaker : PAGLIARO.
Per favore, Presidente.
Come le folli pretese di polizze assicurative obbligatorie per i privati o complicatissime pratiche SUAP, che soffocano il mercato e la libertà di impresa.
La sentenza della Consulta vi dice chiaramente che non potete usare la pianificazione…
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere, l’ho detto anche al consigliere Scalera e al consigliere Tutolo. Dopo i cinque minuti ho chiesto di avviarsi a conclusione. Per tutti, l’ho fatto con Scalera e con Tutolo.
Speaker : PAGLIARO.
Vorrei motivare…
Speaker : PRESIDENTE.
Poi può intervenire successivamente anche.
Speaker : PAGLIARO.
Vorrei motivare le motivazioni della richiesta…
Speaker : PRESIDENTE.
Prego, però lo faccia sinteticamente. L’ho chiesto anche a Scalera e Tutolo prima. Avrà osservato, perché oltre i cinque minuti poi si dà un minuto in più. Prego, prego.
Speaker : PAGLIARO.
Sulla questione dell’Iran importantissima abbiamo sforato. Fate in modo che si possa anche completare questo ragionamento.
Speaker : PRESIDENTE.
Rapidamente, però.
Speaker : PAGLIARO.
Per queste ragioni, perché questo DDL nasce già zoppo, incostituzionale e marcatamente illiberale, il Gruppo di Fratelli d’Italia si oppone. Non permetteremo che si calpestino i diritti dei piccoli proprietari e dei risparmiatori pugliesi. Per questo chiediamo una ATN aggiornata o addirittura di ritirare questo provvedimento e di passare al secondo punto all’ordine del giorno.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Ha chiesto di intervenire il presidente Decaro, che ne ha facoltà. Prego, Presidente.
Speaker : DECARO, Presidente della Giunta regionale.
Grazie, Presidente. Grazie per avermi dato la parola, solo per rassicurare i consiglieri regionali rispetto al fatto che gli uffici ovviamente hanno fatto le verifiche rispetto alla sentenza della Corte Costituzionale di qualche settimana fa, che si riferiva a una legge dell’Emilia-Romagna. Non ci sono profili di illegittimità dal punto di vista dei riscontri che sono stati fatti dalla Corte costituzionale su questa norma, che non ricalca la norma dell’Emilia-Romagna, ma ricalca un’altra norma, che è quella della Toscana, che non ha avuto, rispetto alle verifiche della Corte Costituzionale, nessun profilo di illegittimità.
Aggiungo che i due emendamenti che sono stati presentati da alcuni consiglieri sono due emendamenti tecnici, firmati ovviamente dai consiglieri, che sono stati prodotti dagli uffici proprio per adeguarci a una proposta di Regolamento europeo di un mese fa e a una sentenza della Corte costituzionale che riguardava proprio una norma del 2025 della Regione Puglia, che modificava una norma del 2017, rispetto ai codici identificativi. Quindi sono degli emendamenti tecnici, a dimostrazione del fatto che, se ci fossero stati dei profili di illegittimità rispetto alla sentenza della Corte costituzionale, sarebbero arrivati degli emendamenti proposti dagli uffici tecnici, come accade, che sarebbero stati sottoscritti poi dai consiglieri regionali.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, presidente Decaro.
A questo punto io devo mettere in votazione la richiesta di inversione dell’ordine del giorno. Giusto, Romito?
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 44, votanti 44, 17 favorevoli, 27 contrari.
La richiesta di inversione dell’ordine del giorno è respinta.
Quindi, procediamo con l’ordine del giorno, così come previsto. Punto n. 1, disegno di legge n. 76 del 19 maggio 2026: “Disposizioni in materia di locazioni turistiche e modifiche alla legge regionale 1° dicembre 2017, n. 49 (Disciplina della comunicazione dei prezzi e dei servizi delle strutture turistiche ricettive nonché delle attività turistiche ricettive ad uso pubblico gestite in regime di concessione e della rilevazione dei dati sul movimento turistico a fini statistici). Atto consiliare 146/A.
Relaziona il Presidente della IV Commissione. Prego, Presidente, ne ha facoltà. Tutolo, prego.
Speaker : TUTOLO, relatore.
Io credo che tutti siano a conoscenza di quello che è il DL e quindi supererei la fase della presentazione, perché c’è stata la Commissione. È stata praticamente ampia, con tante sedute di audizioni. Quindi credo che tutti quanti hanno preso coscienza e conoscenza di quello che è il provvedimento.
Speaker : PRESIDENTE.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva. Ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : MINERVA.
Grazie. Grazie, Presidente. Siamo oggi a presentare una un DL voluto direttamente dal presidente Decaro, seguito dall’alloro assessore al turismo Starace e condiviso da tutti noi. È una norma che prende in considerazione, al netto delle questioni dette prima, su cui mi permetterò di ritornare un solo minuto, l’esigenza di costruire una possibile pianificazione in un settore, in un sistema che è stato un grande volano per la regione Puglia e che ha permesso a questo territorio di essere conosciuto in tutto il mondo, ma costruire filiere economiche che hanno fatto sì che una percentuale importante del PIL pugliese venisse dal settore del turismo. Ma come tutte le grandi cose in espansione, il ruolo della politica e dell’Amministrazione è quello di provare a costruire delle regole che, però, tengano conto non soltanto del settore turistico e del settore economico. Capisco chi vuole difendere soltanto le imprese e gli imprenditori. Ma io penso che dobbiamo provare ad avere una visione più larga e provare, attraverso i nostri provvedimenti, a tenere insieme anche quei diritti o quelle difficoltà che i nostri cittadini iniziano a sentire quando c’è un grande sviluppo in un settore, ma quando non c’è una pianificazione o la possibilità di avere un minimo di controllo su questa.
Presidente, l’altro giorno sono stato a trovare gli studenti, i ragazzi nelle tende, i Giovani Democratici e l’Unione degli Universitari (UDU) che manifestavano in base a una necessità che sentivano di far percepire al mondo intero, ovvero quella di vivere la condizione di studenti nei grandi centri universitari senza trovare più un alloggio, che è lo stesso ragionamento che affrontiamo con i nostri amministratori locali quando parliamo di spopolamento delle aree o dei centri turistici, che stanno vedendo i centri storici perdere quella autenticità che è la base dell’attrazione della nostra regione rispetto ad altri posti del mondo, perché il mare bello c’è in tanti posti del mondo, le cattedrali piene di arte ci sono in tanti altri posti del mondo, l’autenticità della nostra gente è solo nei centri storici della Puglia. Lo dico con cognizione di causa, e magari il collega Scalera si arrabbierà se lo ricordo, ma sa che sono stato dieci anni sindaco di una città turistica: ci rendiamo conto di come, ai fini della possibilità di vedere gli anziani nei nostri centri storici, stiamo perdendo questa autenticità in quanto tutte le case diventano B&B o case in affitto. È certamente legittimo, ma abbiamo la necessità di ragionare con i nostri amministratori rispetto alla possibilità di far sopravvivere quella autenticità, di dare quella risposta al diritto all’abitare, che è un’esigenza che in Europa sta venendo fuori con moti importanti e che ha messo anche in difficoltà alcuni Governi.
Per tutti noi che facciamo politica sul territorio, è facile constatare come le giovani coppie, specialmente nei posti turistici, non trovino più una casa ad un prezzo accessibile, perché gli investimenti nel mondo del turismo, in mano sempre più ai grandi gruppi, stanno togliendo la disponibilità delle case dal mercato. Sappiamo, in particolare dopo che è stato eliminato il fondo per la morosità incolpevole da questo Governo, a sostegno delle famiglie fragili, quanto sia difficile, specialmente nei grandi Comuni, o nei Comuni turistici trovare una casa in affitto per le famiglie con figli o senza, che devono cambiare abitazione, perché ovviamente diventa più comodo mettere a reddito una casa, affittarla per tre o quattro mesi e poi tenerla chiusa per tutto il resto dell’anno.
Il diritto alla libera impresa rimane un diritto costituzionale, ma il diritto all’abitare e la possibilità di conservare la nostra autenticità devono stare insieme e devono legarsi. Questo è quello che fa questa norma, e mi dispiace per chi probabilmente non l’ha letta approfonditamente e dice che è un attacco ai piccoli investitori, che è un attacco al sistema del turismo. Tutt’altro.
Provo a trovare alcune forme di regolamentazione, mettendo ordine in un sistema che aveva necessità di essere uniformato. Lo fa questa norma con l’articolo 1, in cui riunisce sotto la denominazione di locazione breve sia la locazione turistica per antonomasia, sia il cosiddetto affitto breve. Queste due fattispecie, cioè, che afferiscono anche a norme giuridiche e a discipline diverse, le locazioni turistiche hanno la disciplina all’interno del codice civile, a partire dall’articolo 1571 in poi, l’affitto breve ha invece tutta una serie di esoneri, come ad esempio dall’obbligo di registrazione del contratto, dato dalla brevità dell’affitto, che non è per forza ai fini turistici, ma può essere per fini straordinari abitativi.
Nel punto 2 c’è il cuore di questa normativa. Anche qui, qualcuno ha detto che noi imponiamo. Noi, invece, costruiamo la possibilità per le amministrazioni locali di pianificare il futuro dei loro Comuni. I piani regolatori sono uno strumento urbanistico con cui pianificano il futuro. Noi stiamo dando la possibilità ai sindaci di alcuni Comuni… Dico anche qui, non vale per tutta la Puglia, sempre per chi non ha letto bene la norma, ma soltanto per i capoluoghi di provincia e per i Comuni turistici, che sono meno di 40 in tutta la Puglia, la possibilità di costruire una pianificazione per evitare in alcune aree gli affitti brevi, cioè per evitare, per scelta di pianificazione da parte degli amministratori locali e dei Comuni, la possibilità di svuotare tutte le case delle nostre nonnine, di non darle neanche alle famiglie del posto, ma di metterle automaticamente e direttamente in affitto.
Il punto n. 3 ci dice che chi lo fa in forma imprenditoriale, insomma, ha l’obbligo della SCIA. Chi non lo fa in forma imprenditoriale deve comunque predisporre l’obbligo di comunicazione attraverso la CIA.
Presentiamo, come ha detto il Presidente, due emendamenti tecnici, uno che ci adegua al regolamento europeo, perché anche l’Unione europea si è resa conto che c’è una necessità di pianificare rispetto al futuro dell’abitare, perché altrimenti perdiamo l’autenticità dei centri storici. Con l’altro ci adeguiamo alla sentenza n. 163 del 2026, che sostanzialmente ci chiede di certificare il fatto che l’iscrizione al CIR, quindi al Codice identificativo regionale, vale solo ai fini di pianificazione e di studio, ma non ha nessuna influenza, né aggiuntiva né ostativa, rispetto al CIN, il codice identificativo nazionale.
Caro Fabio, noi conosciamo bene la differenza fra i Paesi di common law e quelli di civil law. Il legislatore fa il legislatore. Abbiamo, come ha detto il Presidente, già adeguato la normativa alle eccezioni che pensiamo riguardino la nostra norma e siamo convinti di quello che stiamo facendo. Minacciare in Aula vi assumete le responsabilità: le responsabilità ce le assumiamo nel momento in cui votiamo. Le ATN sono state già prodotte rispetto all’impatto che la norma ha Toscana ha avuto, che è quella a cui ci siamo ispirati da un punto di vista della disciplina.
Ho già ribadito che non stiamo facendo come l’Emilia-Romagna, che ha chiesto di cambiare la destinazione d’uso per gli affitti brevi, quindi andando oltre le proprie prerogative, ma lo abbiamo fatto all’interno delle possibilità che il nostro ordinamento ci dava.
Penso che sia una norma di buonsenso, penso che al diritto all’abitare abbiamo la necessità di dare una risposta, perché il nostro compito è quello, con le leggi, di pianificare il futuro e di costruire, attraverso l’ascolto delle esigenze territoriali delle nuove generazioni e dei comuni, un futuro che dia la possibilità ai Comuni di pianificare, ed è quello che stiamo facendo, altrimenti è inutile che parliamo di spopolamento di aree, è inutile che parliamo di aree interne, è inutile che proviamo a dire ai nostri giovani che devono restare se non trovano neanche la stanza in affitto. Ma proviamo a mettere insieme il riconoscimento dei vari diritti dando un’opportunità, perché è sotto gli occhi di tutti che nei comuni turistici, come è vero che va difeso e tutelato l’impressionante incremento turistico che abbiamo avuto in questi anni, è vero anche che dobbiamo tutelare le famiglie che vogliono trovare una casa, i giovani che vogliono andare in affitto, lasciando ai sindaci la possibilità di costruire con i loro consigli comunali una pianificazione territoriale che oggi non potevano fare.
Riteniamo di aver fatto un ottimo lavoro. Ringrazio ancora il Presidente Decaro e la consigliera Starace per averci proposto questa normativa. Ringrazio la IV e la V Commissione e i suoi presidenti per aver portato avanti la discussione della norma. Se dovessimo riuscire ad arrivare al voto e votare positivamente su questa norma, avremmo fatto ciò che dovevamo fare, ossia dare la possibilità ai Comuni di pianificare, dare la possibilità di tenere insieme il diritto all’abitare con le prospettive turistiche di questo territorio, che sono fondamentali.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Vurchio, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : VURCHIO.
Grazie, Presidente, assessori, colleghe e colleghi consiglieri. Vorrei affrontare questo provvedimento partendo da una considerazione semplice ma decisiva: quando un fenomeno economico cresce al punto da modificare l’organizzazione delle nostre città, e la vita della nostra comunità, la politica non può limitarsi a prenderne atto, deve comprenderlo, deve governarlo, trovare un equilibrio tra i diversi interessi, tutti legittimi, evitando di trasformare questa questione complessa in uno scontro tra categorie.
Il disegno di legge 76 interviene proprio su questo equilibrio, e riguarda una delle sfide più importanti per il futuro turistico della Puglia: come continuare a sostenere un settore che produce lavoro, reddito, opportunità senza compromettere la disponibilità delle abitazioni per chi in quei territori vive, studia, lavora durante tutto l’anno.
Mi sono un po’ divertito a scendere nei dettagli, nei particolari, nei numeri, nelle percentuali, proprio per avere più la consapevolezza che votare favorevolmente questo provvedimento è essenziale per l’intera comunità. Prima di entrare nel merito, desidero anch’io ringraziare l’assessore allo sviluppo economico, la collega Starace, per il lavoro portato avanti, il Presidente Tutolo, per aver guidato un confronto articolato e approfondito, tutti i commissari della maggioranza e della minoranza, presenti nella IV Commissione, che hanno contribuito all’esame del testo, e anche gli uffici regionali per il prezioso supporto tecnico ed istruttorio.
Questo ringraziamento, però, lo estendo anche alle diverse associazioni di categoria che abbiamo incontrato durante le Commissioni, agli operatori, ai rappresentanti dei Comuni. Non dimentico gli studenti e gli altri soggetti coinvolti: tutti hanno contribuito a portare avanti questo provvedimento.
La qualità della legge si misura anche in questo, nella capacità di ascoltare tutte quelle posizioni differenti e trasformare quel confronto in una disciplina più chiara, più equilibrata e concretamente applicabile.
Per comprendere perché sia necessario intervenire dobbiamo proprio partire dai numeri, la forma mentis. Nel 2025 la Puglia ha superato 6,7 milioni di arrivi e i 22,7 milioni di presenze turistiche. Nello stesso periodo la banca dati regionale registrava 44.883 immobili attivi destinati alle locazioni turistiche. Ecco, secondo alcuni dati regionali, quei flussi legati alla tipologia di trasferimento rappresentavano il 18,7 degli arrivi e il 17,1 delle presenze turistiche complessive, con una crescita rispetto all’anno 2024 rispettivamente del 27,7 e del 24,8.
Ci troviamo quindi di fronte a un comparto che cresce a un ritmo sensibilmente superiore rispetto a qualsiasi aspettativa, e sono dati ancora provvisori, perché il quadro generale del turismo nel 2025 non è ancora sufficiente a restituire quella dimensione del fenomeno e la necessità che la politica possa esercitare una riflessione soprattutto sulla normativa. Questi numeri naturalmente non devono essere utilizzati per demonizzare le locazioni turistiche. Sarebbe un errore, perché dietro questo settore ci sono proprietà, proprietari, famiglie, imprese, lavoratori e un’offerta ricettiva che contribuisce in modo significativo all’attrattività della nostra regione.
Allo stesso tempo sarebbe altrettanto sbagliato ignorare tutte quelle conseguenze che una crescita così rapida può produrre in alcuni contesti: la riduzione delle abitazioni disponibili per gli affitti ordinari, la maggiore difficoltà per studenti e lavoratori, e lo hanno manifestato nel corso delle audizioni, la pressione sui centri storici e le trasformazioni che interessano la vita quotidiana di ciascun residente. Il punto, dunque, non è scegliere tra turismo e residenzialità. Il punto è fare in modo che la crescita del turismo non finisca per compromettere il diritto a vivere nei nostri territori.
Anche i dati relativi alle principali destinazioni pugliesi ci aiutano a comprendere quanto sia complessa la situazione di cui stiamo discutendo. Nel 2025 Bari ha superato 2,2 milioni di presenze, con una crescita del 22,1 per cento rispetto all’anno precedente. Vieste si è attestata a circa 2,18 milioni di presenze, mentre Lecce ha superato 1,1 milioni; Gallipoli e Monopoli registrano circa 868.000 e 865.000 presenze, mentre Polignano a Mare supera le 536.000 presenze, con una crescita di quasi il 17 per cento. Sono realtà importanti, ma non sono realtà identiche.
Bari è una grande città, con funzioni amministrative, universitarie, commerciali, sanitarie, che convivono con una forte attrattività turistica. Lecce unisce la dimensione culturale e universitaria a quella turistica. Località come Vieste, Gallipoli, Monopoli, Polignano presentano delle dinamiche differenti anche per quanto riguarda la stagionalità.
Per questa ragione non possiamo immaginare una risposta univoca per tutta la Puglia. I dati sulle presenze turistiche da soli non ci dicono quanti alloggi siano effettivamente sottratti alla residenzialità di ogni Comune. Per comprendere davvero l’impatto del fenomeno servono informazioni più puntuali, il numero e la distribuzione degli alloggi turistici, il rapporto tra posti e letto, la popolazione residente, la disponibilità di abitazioni.
Insomma, è proprio questo il passaggio in cui la legge deve dimostrare la propria utilità: offrire a quei Comuni gli strumenti adeguati a leggere la realtà e intervenire sulla base dei dati verificabili, non di impressioni, semplificazioni e contrapposizioni ideologiche.
Come ha detto bene il collega Minerva, il cuore centrale è nell’articolo 2 del provvedimento, che consente ai Comuni interessati, nei limiti previsti dalla legge, di individuare zone o aree omogenee, di stabilire criteri e limiti per le nuove locazioni turistiche, compresi eventuali limiti numerici.
È un importante passaggio, perché riconosce che il fenomeno non produce lo stesso impatto in ogni parte della città. Una zona caratterizzata da una forte concentrazione di alloggi turistici e una ridotta disponibilità di abitazioni per i residenti può richiedere delle misure diverse rispetto ad un quartiere nel quale il fenomeno è marginale.
I Comuni, quindi… Chiedo scusa, Presidente, chiedo solo un po’ di silenzio in Aula, per cortesia.
Speaker : PRESIDENTE.
Consiglieri, un po’ di silenzio in Aula, per favore.
Speaker : VURCHIO.
Si fa fatica a concentrarsi.
Speaker : PRESIDENTE.
Consiglieri, prendete posto.
Speaker : VURCHIO.
Grazie per la sensibilità, Presidente.
I Comuni dovranno fondare le proprie scelte su analisi territoriali attendibili, evitando sia divieti indiscriminati sia regolamenti privi di obiettivi chiari e verificabili. È importante anche il regime transitorio previsto per le unità immobiliari, già utilizzate legittimamente.
Le nuove regole devono governare l’evoluzione del mercato, senza ignorare le attività già avviate nel rispetto della normativa vigente ed evitare che si producano effetti sproporzionati nei confronti di chi ha investito e organizzato la propria attività sulla base delle regole esistenti. È in questo quadro che si inserisce un elemento importante, che abbiamo trattato anche in Commissione: l’emendamento ha preso come riferimento le locazioni in forma imprenditoriale, escludendo dalla restrizione dell’articolo 2 i piccoli proprietari che affittano fino a due unità immobiliari. Anche questo è un chiarimento importante perché consente di distinguere l’attività professionale organizzata dall’integrazione del reddito familiare.
Faccio fatica, Presidente. Come lei, anch’io ho fatto il Presidente del Consiglio ed esigevo il silenzio dell’Aula. C’è rispetto verso chi parla e rispetto verso chi ascolta.
Si tratta di un chiarimento importante perché consente di distinguere, come dicevo, l’attività professionale organizzata dall’integrazione del reddito familiare. Una distinzione che tiene conto della realtà concreta di molti piccoli proprietari pugliesi, senza per questo creare una zona d’ombra rispetto agli obblighi di legge. Quindi, la trasparenza, la sicurezza, la correttezza amministrativa e il rispetto delle regole devono, infatti, restare obiettivi comuni per tutti.
Il provvedimento interviene anche in un terzo punto importante, quello che riguarda la questione legata alla SCIA, distinguendo tra allocazione esercitata in forma imprenditoriale e non imprenditoriale. Per la prima è prevista la SCIA, per la seconda una comunicazione di inizio attività attraverso il SUAP comunale.
Il testo disciplina inoltre le comunicazioni relative alle variazioni, sospensioni, cessazioni, rafforzamento e collegamento con il sistema informativo regionale della Puglia Promozione.
Questa parte può apparire meno evidente, ma è altrettanto importante. Senza dati aggiornati e senza procedure chiare, nessun Comune può programmare in modo efficace, nessun sistema di controllo può funzionare pienamente. Dobbiamo quindi puntare ad una disciplina che sia comprensibile per i cittadini e sostenibile per gli operatori.
Vorrei anche sottolineare un altro aspetto: questa legge da sola non può servire a risolvere l’emergenza abitativa. Occorre intervenire anche sull’offerta degli alloggi a canone accessibile, sul recupero del patrimonio inutilizzato, sulle politiche abitative per studenti, lavoratori e sulla capacità dei Comuni di pianificare il proprio sviluppo urbano.
Per questo il disegno di legge dovrà essere accompagnato anche da dati pubblicati e aggiornati da un monitoraggio costante e continuo da parte dei Comuni. E dobbiamo poter verificare nel tempo stesso che quelle misure adottate possano produrre i risultati auspicati.
La finalità non può essere quella di fermare il turismo, ma di renderlo compatibile con la vita delle comunità. La Puglia ha costruito in questi anni una parte importante della propria crescita e sulla capacità di attrarre visitatori italiani e stranieri. Dobbiamo continuare a investire sulla qualità dell’offerta, sulla destagionalizzazione, sui collegamenti, sulla promozione dei territori meno conosciuti e sulle professionalità degli operatori.
Ma una destinazione non è affatto un guardare a monumenti, spiagge, ristoranti e strutture ricettive. È fatta anche di residenza, negozi di vicinato, artigiani, studenti, lavoratori. E se parliamo di questo e perdiamo questo equilibrio, rischiamo anche di impoverire proprio ciò che rende quei territori più attrattivi e più vivibili.
Il lavoro svolto nella IV Commissione va letto in questa prospettiva come risultato di un percorso di ascolto, di confronto, e soprattutto di esame delle diverse criticità, finalizzato alla ricerca di un punto di equilibrio tra la libertà economica Mi avvio alle conclusioni.
La tutela della proprietà, il diritto alla residenzialità e il governo del territorio. Il nostro obiettivo deve essere proprio questo: creare una Puglia che debba continuare ad accogliere di più, ma vivere anche meglio. Una regione nella quale il turismo crea queste opportunità senza che diventi un ostacolo per chi cerca casa è il nostro obiettivo. Questo è il senso della buona legislazione: non inseguire il fenomeno quando già è esploso, ma governarlo con equilibrio, dati e soprattutto grande responsabilità politica.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Vurchio.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Romito, che ne ha facoltà. Chiedo ai consiglieri regionali di guadagnare il proprio posto. Per favore, un po’ di ordine in Aula.
Prego, consigliere Romito.
Speaker : ROMITO.
Utilizzo le ultime parole del collega Vurchio, perché ha detto una cosa che condivido: la politica non dovrebbe rincorrere i fenomeni e provare ad aggiustarli quando ormai hanno causato tutte le conseguenze, ma anticiparli. È esattamente quello che voi non avete fatto. Peraltro, questa sessione di Consiglio regionale mi fa fare ‒ Presidente, deve sapere che io sono un amante della storia ‒ un salto nel passato di duecento anni, perché questa seduta di Consiglio regionale mi ricorda il Congresso di Vienna, quel momento storico, siamo tra il 1814 e il 1815, in cui le potenze che avevano battuto Napoleone Bonaparte ‒ peraltro da barese devo tantissimo all’epopea di Napoleone perché ci ha donato Gioacchino Murat, Bari si è liberata il 25 aprile grazie a Gioacchino Murat, quindi chi vi parla non può che essere un sostenitore dell’epopea napoleonica ‒ e oggi voi qui ci state facendo fare un salto nel passato di duecento anni. Potrei dare anche i ruoli: c’era il Regno Unito, che lo possiamo far fare a Minerva, avevamo Alessandro lo Zar, che lo potrebbe fare o Pagano o De Santis, abbiamo Decaro che potrebbe svolgere il ruolo di Francesco I d’Austria. Ciascuno di noi potrebbe avere una piccola parte in questa tragedia che è il Consiglio regionale di questa mattina. Arrivo alla promessa maggiore, quella che secondo la logica aristotelica era la promessa più importante, quella da cui discendeva tutto il resto del ragionamento, ma da questa premessa, che io vi sintetizzo in poche parole, si comprenderà la natura del mio intervento e dell’idea che provo a rappresentarvi: voi state approvando una legge di destra, non state approvando una legge di sinistra.
Seconda argomentazione: dopo che avrete approvato questa legge, che non è una legge di sinistra, a Bari e in altri capoluoghi, in molte città e in molti di quei quaranta Comuni, qualcuno stapperà una bottiglia di ottimo champagne, qualche altro dovrà comprendere invece come provare a dare un futuro al proprio figlio.
Voi con questa legge state sedimentando le rendite di posizione, con questa legge voi state arricchendo e contribuendo a dare valore a chi quei fenomeni turistici li ha letti dieci anni fa, e oggi si trova a gestire centinaia di posti letto, centinaia di strutture, centinaia di unità abitative.
Voi oggi, con questa legge, che non è di sinistra, state consentendo a pochi privilegiati di stappare un’ottima bottiglia di champagne. Quindi, certamente non state facendo né qualcosa che aiuterà i cittadini a riappropriarsi delle proprie città, tantomeno qualcosa che servirà ai nostri studenti per trovare degli alloggi a buon mercato, e a chi ha deciso di tornare in Puglia, di avere un’abitazione. State facendo nient’altro che una legge di estrema destra.
Aggiungo: se oggi per ventura si trovasse a camminare dalle parti del Consiglio regionale Bersani, che è un vostro maestro di vita, re delle liberalizzazioni, sarebbe inorridito nel leggere le cose che voi avete scritto. Oggi infatti non soltanto state calpestando la proprietà privata, ma nella impostazione sovietica che vi appartiene può anche essere un corollario legittimo al vostro intendere la politica. Ma state facendo qualcosa di ancora peggio: state escludendo la possibilità per molti di poter intraprendere un’attività economica, consentendo a pochi di reimmettere le proprie licenze sul mercato a tre volte il prezzo che oggi sarebbe pagato da chiunque altro per iniziare questa attività.
Le cose allora dobbiamo dircele per quelle che sono: oggi state facendo un regalo a chi in questa Regione gestisce centinaia di alloggi, migliaia di posti letto, perché, ove mai questi soggetti privati, legittimamente dovessero intendere o provare a vendere, o a cedere la propria attività, grazie alla vostra legge, con cinque minuti di orologio, quella licenza varrebbe tre volte il valore che invece avrebbe avuto ieri, o ieri l’altro. Quindi, complimenti perché evidentemente state facendo qualcosa che di certo non è nell’interesse di tutti, ma di alcuni.
E allora veniamo al fenomeno di cui si dovrebbe occupare questa legge: il turismo. Cito alcuni numeri, perché qualcuno diceva che per leggere un fenomeno bisogna studiarne almeno il suo significato. Puglia: 20 milioni di pernotti circa nell’ultima stagione, con una bella percentuale in più rispetto all’anno passato. La città di Bari, per esempio, 2,2 milioni di pernottamenti. Allora, però, dopo che abbiamo letto questi maxi-numeri, dobbiamo vedere come vengono disciplinati questi pernottamenti. In altre parole, questi turisti dove dormono oggi? Mentre noi stiamo parlando e tutti voi siete bravi a dire quanto è cresciuta la Puglia per il turismo, il turismo vuol dire economia, il turismo vuol dire sviluppo e crescita, vediamo per sostenere questo turismo e per arrivare a questo livello di turismo e di benessere legato al turismo dove alloggiano i poveri malcapitati che da qui in avanti si troveranno a venire in Puglia. Vi dico prima il trend italiano, vi do qualche numero, poi vi dico quello pugliese. In Italia ancora oggi il 53,8 per cento dei pernotti avviene in regime alberghiero e soltanto il 35,7 per cento in regime extralberghiero. Vediamo la Puglia. La Puglia ha molti alberghi? No. La Puglia ha molte strutture ricettive che possano essere qualificate come tali? No. La Puglia fino ad oggi è cresciuta e si è potuta sostenere grazie al sacrificio, all’operosità, all’ingegno e alla voglia di migliorare la propria condizione economica di migliaia di cittadini, che da domani in alcuni comuni questa possibilità non l’avranno più grazie alla vostra norma. Infatti, in Puglia soltanto il 46 per cento di questi pernotti avviene il regime alberghiero, il 54 per cento ‒ udite, udite ‒ avviene in quelle stesse strutture che voi da oggi in avanti state provando a limitare. Quindi, il turismo si sostiene, si accresce e fa diventare la Puglia quella che è grazie a queste strutture che voi oggi volete limitare. 8 milioni di pernotti nella città di Bari contro 10,2 milioni nelle strutture extralberghiere. Sapete quante sono le strutture alberghiere in Puglia? Sono circa 1.000. Nella mia città, nel capoluogo di regione sono 44. 1.000 in tutta la regione, 44 nel capoluogo di regione. Quindi, oggi restiamo a galla dal punto di vista turistico grazie alle 46.371 locazioni turistiche non imprenditoriali, alle 6.934 locazioni turistiche imprenditoriali, ai 3.636 affittacamere. Noi siamo in piedi grazie a loro. È questo il volano economico che la nostra regione ha utilizzato anche come sostegno al reddito, quando opportunità di lavoro non c’erano. Ed è grazie al sacrificio di questi pugliesi che noi abbiamo sostenuto la crescita turistica nella nostra regione, perché di 570.000 posti letto circa che esistono oggi in Puglia, 110.000 soltanto avvengono in regime alberghiero, 470.000 nelle strutture che da oggi in avanti grazie a voi saranno limitate.
Nella provincia di Bari sono 40.000 i posti letto, di cui 24.000 in strutture extra-alberghiere e 16.000 in alberghi. Con la vostra legge in vigore, cinque anni fa questi numeri ce li saremmo sognati, e la Puglia sarebbe ancora al palo, sotto il profilo turistico, in disparte le low-cost, in disparte Ryanair, in disparte i soldi che abbiamo investito per sostenere il turismo.
Da un lato la Regione Puglia sostiene il turismo attraverso gli interventi sulle compagnie low cost, attraverso le agenzie che negli anni hanno svolto questo lavoro; dall’altra parte, voi decidete di dismettere questi investimenti e di porre una cesura alle nuove attività, garantendo così un larghissimo profitto a chi quelle attività le ha già. E parliamo di un profitto importante: io ho fatto delle verifiche, e ho letto di società – parlo della mia provincia, quella di Bari – che fatturano 1,5 milioni, 2 milioni, 700.000 euro, 800.000, 730.000 euro grazie alle locazioni non alberghiere che voi state contribuendo a blindare con la legge di oggi. Voi state inevitabilmente abbassando l’offerta di camere e di posti letto, impreziosendo quelle che esistono già, fregandovene dei turisti, fregandovene di sostenere il turismo, fregandovene di dare opportunità a chi oggi vorrebbe nella propria abitazione – udite, udite – fare quello che ritiene, perché questo prevede la nostra Costituzione, perché alla libera iniziativa privata e alla proprietà privata può essere si posto un freno, ma unicamente per ragioni di pubblica utilità: per realizzare una strada, per realizzare un ponte, per realizzare un sottoservizio, non per consentire a qualcuno che sta già bene di stare ancora meglio.
Ecco perché state facendo una legge che certamente non è di sinistra. Questa legge sarebbe un eccellente pamphlet della sinistra pugliese barese: che cosa significa? Ragionare e provare a risolvere fenomeni complessi con uno slogan elettorale, perché in Puglia, nella mia provincia, nella mia città abbiamo un problema gigantesco che è la necessità di alloggi, di abitazioni e di residenze. Voi cosa fate? Anziché cambiare la legge regionale e consentire piani di accelerazione in determinate zone che i Comuni dovranno individuare per realizzare alberghi, per realizzare sviluppo, per realizzare economia, anziché creare dei piani di accelerazione per zone degradate delle città, soprattutto dei capoluoghi, immagino a una zona straordinaria di Bari, il quartiere Libertà, pieno di casupole a uno o a due piani, che sono diventate oggetto del degrado di questi ultimi anni, anziché investire sulle nuove residenze da immettere sul mercato a prezzi calmierati per aiutare i cittadini ‒ questo sì che sarebbe di sinistra ‒ voi vi limitate allo slogan. Grazie a questa legge nei luoghi che definiranno i Comuni non si potranno più aprire nuove locazioni turistiche, così quegli immobili torneranno in affitto per la povera signora della città vecchia, per lo studente che non può trovare una camera. È falso. State raccontando idiozie. E sapete perché? Collega Minerva, sapete perché state raccontando idiozie? Ve lo spiego sempre con i numeri. Ho questo difetto. Nella nostra città, Bari, e nella sua provincia, se non sbaglio, questa legge non è ancora in vigore. È corretto? È corretto. Sa quanti immobili vuoti ci sono a Bari, collega Minerva? 27.000. Senza che questa legge regionale sia in vigore. Non è quello il problema. Collega Minerva, non è quello il problema. Ci sono 27.000 alloggi vuoti già oggi. Non risolverete nulla con questa legge, salvo fare un regalo a chi, come ho detto prima, quelle rendite di posizione già oggi le ha, nel 2026. Quindi, con questa legge voi non state aiutando gli studenti, perché gli studenti si aiutano realizzando nuovi studentati, moderni, efficienti, dignitosi, non affittando delle catapecchie a 500 euro a camera, non consentendo a chi oggi ha un’abitazione, perché questo la legge non lo può escludere, di subaffittare le proprie camere a prezzi esorbitanti, non arredate, non ristrutturate. Vergogna! È una vergogna!
Voi continuate a provare a risolvere problemi complessi con degli slogan elettorali. Questo non fa onore alla nostra onestà intellettuale, non fa onore al nostro ruolo di legislatori. Dovremmo immaginare e realizzare delle zone di accelerazione turistica, d’accordo con la ZES, senza consentire mostri in località che dovremmo tutelare. Questa è la mia coscienza da ambientalista, da uomo libero, da uomo libero! Questa è la mia coscienza. Ma dovremmo incrementare quelle attività, non vietare, invece, a una persona, a un cittadino, a un giovane di intraprendere un’attività commerciale. Quindi, da un lato siete per la liberalizzazione sempre e comunque. Voi vorreste liberalizzare tutto, tranne i bed and breakfast, tranne le locazioni turistiche non alberghiere. È tutto scritto, collega Minerva. Deve leggere la sua legge. Non l’ho scritta io, l’avete scritta voi.
Voi, purtroppo, continuate imperterriti, e mi consentirete di banalizzare e di semplificare dei concetti complicati, perché è giusto arrivare alla gente. e perché è giusto che chi sta a casa, chi guarda il Consiglio regionale percepisca quello che state realizzando voi con questa legge, che non è di sinistra; che non aiuterà i cittadini pugliesi a trovare nuovamente alloggi; che non aiuterà gli studenti a trovare delle stanze dignitose; che non aiuterà il turismo pugliese a migliorare; che non aiuterà la Regione Puglia ad avere più occupazione.
Tutto questo non avverrà attraverso questa legge regionale. Siccome io ho sempre fiducia in chi mi sta di fronte, e credo nell’onestà intellettuale di tutti, poiché abbiamo presentato molti emendamenti per cercare di migliorare questa norma, vi prego di leggerli con grande attenzione, senza spirito partitico. Lo ripeto: basterebbe studiare i dati per comprendere quanto il problema sia molto più profondo di una legge regionale sulla materia turistica, perché se solo studiasse i dati, vi rendereste conto che l’aumento degli affitti è sempre direttamente proporzionale all’aumento dei costi di vendita, perché ci sono poche residenze.
Se aumentano del 20 per cento i costi d’acquisto per le nuove abitazioni, aumentano del 40 per cento le richieste d’affitto, sono tutti dati. In alcuni casi l’aumento del costo di acquisto è del 28 per cento, l’aumento degli affitti negli ultimi cinque anni è del 45, non è neanche così proporzionale. Dovremmo immaginare allora tutti insieme dei percorsi virtuosi, questa volta sì, per fare qualcosa che non è né di destra, né di sinistra, ma è qualcosa di giusto: consentire ai Comuni, e certe volte imporre ai Comuni, di pianificare lo sviluppo urbanistico di una città. È troppo facile vietare, senza prima fare i compiti a casa.
Chi vi parla ha svolto per qualche anno il ruolo di consigliere di opposizione nella città di Bari, che ha ancora uno strumento urbanistico, collega De Santis, fermo agli anni Settanta. Lo strumento urbanistico della città di Bari è fermo agli anni Settanta. Se noi avessimo approvato un Piano urbanistico generale nuovo, moderno, attento alle esigenze del 2026, non degli anni Settanta, avremmo intuito che c’è bisogno di residenze; avremmo intuito che c’è bisogno di studentati; avremmo intuito che c’è bisogno di altri alberghi, perché negli anni Settanta la vita era diversa, l’accezione e l’idea di Puglia erano diverse da quelle che sono oggi, nel 2026. Allora, prima di imporre delle regole, delle limitazioni, proviamo a chiedere ai Comuni di fare i compiti a casa, cominciando dall’approvare gli strumenti urbanistici che mettano nelle condizioni le città di essere davvero moderne. Attenti a quelle necessità di socialità, che io e i colleghi di centrodestra condividiamo per primi, perché sono l’unico argomento per cui noi oggi dovremmo essere consiglieri regionali della Puglia, provare a risolvere quei disagi, quelli dei cittadini pugliesi che vivono negli alloggi popolari, che vanno ristrutturati, provare a immaginare un percorso per ricucire le periferie, che spesso sono lontane decine di chilometri. Questo è quello che noi dovremmo fare attraverso il nobile strumento della pianificazione, non vietare o decidere quale deve essere il senso dell’economia di un territorio, perché questo non lo fa la politica, questo lo fa il mercato, in un Paese civile.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Romito.
Ha chiesto di intervenire il consigliere De Santis, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : DE SANTIS.
Grazie, Presidente. In realtà la battuta iniziale del consigliere Romito la voglio cogliere, perché soprattutto nella sua prima parte dell’intervento ho condiviso l’analisi. Poi, quando mi ha definito Nicola II, sinceramente all’inizio del suo intervento ho pensato che fosse il mio Rasputin questa mattina. Però, devo dire che le conclusioni del suo intervento non mi convincono per nulla, e non mi convincono per nulla perché in questi mesi davanti ai fenomeni di cui stiamo discutendo questa mattina, la certificazione dell’aumento degli affitti, dello spopolamento dei residenti dei centri storici, tutte le università pugliesi ‒ non Domenico De Santis, le università pugliesi ‒ si sono confrontate in seminari, discussioni, analisi, studio e ricerche e ci raccontano, sì, i dati che ha enunciato il consigliere Romito, ma ci raccontano anche quali soluzioni adottare in Puglia per evitare non solo quello che già sta capitando, la sofferenza di famiglie che non hanno più la possibilità di vivere nei centri storici, che si rivolgono agli amministratori e ai sindaci delle nostre città perché la pensione o il reddito che hanno non gli consente più di poter avere una casa dignitosa e il fatto che i nostri giovani non riescono a trovare un luogo dove poter vivere a un costo che sia dignitoso. È un tema che riguarda solo la Puglia? No. È un tema che riguarda l’Europa, è un tema che riguarda tutte le grandi città delle nazioni europee, dove il turismo è un pezzo importante dell’economia locale.
Il 23 settembre è successo qualcosa di davvero molto grave in Spagna, dove Maricarmen Abascal è stata presa ed è stata portata via, dopo 62 anni, dalla propria abitazione. Cito questo perché il consigliere Romito ha ragione: bisogna, e noi dobbiamo farlo, programmare quello che può avvenire nei prossimi anni, perché nei prossimi anni può avvenire quello che già sta avvenendo a Roma, a Milano, a Madrid, a Barcellona, a Londra, a Berlino, nelle grandi capitali europee, ovvero che non sia semplicemente l’iniziativa privata che viene mantenuta e viene salvaguardata anche dopo questa legge, certo, però con dei limiti, ma avviene che oggi, nei centri dove ci sono milioni e milioni di turisti, sono i fondi di investimento che acquistano centinaia e migliaia di appartamenti, svuotando i centri storici e gestendo gli affitti, le vendite, le ristrutturazioni.
Ora, siccome questo è quello che sta già avvenendo fuori di noi, e dobbiamo essere capaci di capire quali sono i movimenti che avvengono in altre nazioni, in altre grandi città, dobbiamo capire che noi abbiamo la necessità di intervenire e di dare delle regole chiare a tutti i Sindaci pugliesi. Saranno poi loro chiamati a programmare e a decidere, laddove è possibile, che queste limitazioni previste dalla legge regionale debbano essere svolte, e laddove non è possibile, perché ci sono naturalmente realtà dove allo stato non c’è l’overtourism, ci sono città costiere dove questo problema non esiste, ma ci sono anche città dove noi stiamo svuotando completamente i centri storici, e svuotare i centri storici significa svuotare la nostra anima, la nostra storia, il profumo della braciola la domenica mattina nei nostri centri storici, la grande capacità di accoglienza degli abitanti pugliesi, che sono un tratto distintivo anche dell’accoglienza, del motivo per cui milioni di persone vengono da noi, perché anche le tradizioni, il mangiare, il colore delle nostre stradine dei centri storici sono un pezzo della nostra identità, che noi non possiamo perdere. Vent’anni fa la Puglia aveva 10 milioni di presenze turistiche, nel 2025 abbiamo superato 22 milioni di turisti. Buona parte dell’accoglienza oggi, come diceva il consigliere Romito, è costituita dall’extralberghiero, quindi da questo punto di vista io ritengo con lui, ma non in questa norma, che vada costruita una pianificazione seria e oculata per incentivare, senza rovinare l’ambiente, strutture turistico-alberghiere e ricettive che siano al passo con i tempi, che siano ecocompatibili, che costruiscano investimento economico serio. Ma non possiamo consentire che ci sia una deregolamentazione totale. Non possiamo consentire che per vivere famiglie anche del ceto medio debbano andare a 10, 15 o 30 chilometri dalle grandi città, da dove sono nati. Non possiamo pensare che la politica non si debba occupare della pianificazione anche delle scelte di dove si vive, di come si vive e della qualità della vita.
Io prendo le cose buone dell’intervento del consigliere Romito, ma dico anche che questa legge è di sinistra perché è una legge che prova a evitare che la povera gente per necessità scappi dai centri storici delle nostre città. È una legge di sinistra perché pone un tetto, un limite all’aumento incontrollato degli affitti. È una legge di sinistra perché, nello spirito di quella che è la normativa nazionale sugli affitti brevi, che nasce dall’esigenza che la famiglia prende un pezzo della propria abitazione o la seconda casa e la mette a disposizione per l’accoglienza, perché questo è l’affitto breve, non possa diventare sfruttamento delle nostre realtà, occupazione massiccia delle realtà abitative.
Guardate, è successo a me. Quando ho messo il cartello di vendita ‒ abitavo nel centro di Bari ‒ le uniche telefonate che arrivavano i primi mesi alle agenzie erano solo di società che gestivano gli affitti brevi, naturalmente anche con offerte interessanti di affitto per il proprietario. Ma noi, davanti a questa deriva dobbiamo porre un tetto, un limite, e dobbiamo provare, così come prevede la legge, a pianificarlo con i Sindaci, perché noi non imponiamo una scelta tout court, ma i Sindaci e le amministrazioni locali, con le associazioni territoriali, con i cittadini, dal basso, costruiranno la pianificazione. Se questo significa porre un freno all’aumento degli affitti, questa legge è di sinistra, e io per questa legge voterò con tutto il Gruppo, con tutto il Partito democratico, assolutamente a favore, perché significa provare a dare una risposta alla povera gente nel nostro territorio, che rischia di essere cacciata dall’aumento impennante degli affitti. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, consigliere.
Si è iscritta per intervenire la consigliera La Ghezza. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : LA GHEZZA.
Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti.
Mi dispiace che qualcuno dai banchi della minoranza abbia fantasiosamente interpretato questa norma, perché veramente non abbiamo nulla di cui vergognarci, anzi, io suggerisco di andare a rileggere il testo, visto che, collega Romito, non riguarda le attività già esistenti. Lei parla di domani, ma non riguarda le strutture ricettive tradizionali ed extra-alberghiere, come gli alberghi, i B&B, gli affittacamere e le case vacanza. Quindi, quello che le suggerisco di fare è innanzitutto di rileggere il testo della norma che stiamo discutendo.
Anch’io vorrei partire da quello che è accaduto pochi giorni fa, perché credo che meglio di molti numeri racconti il motivo per cui oggi siamo chiamati a discutere, e mi auguro, anche ad approvare questa legge.
Il 12 ottobre a Lecce alcuni studenti universitari hanno montato le tende davanti all’Università per protestare contro il caro affitti. Tre giorni dopo, il 15 ottobre, altri studenti sono scesi in piazza a Bari, davanti alla Prefettura e all’Università, per denunciare le medesime difficoltà.
A Bari hanno pronunciato parole che credo meritino di essere ascoltate anche in quest’Aula: “Questa città non ci può cacciare, vogliamo restare e vogliamo contare”. Sono parole che dovrebbero interrogarci tutti profondamente, perché dietro quelle proteste ci sono ragazze e ragazzi che chiedono semplicemente di poter studiare e costruire il proprio futuro, senza che il costo di una stanza diventi un ostacolo insormontabile per loro e per le loro famiglie.
Credo che queste richieste debbano portarci a riflettere su una difficoltà che va ben oltre il mondo universitario, e che riguarda oramai tante persone. Penso ai giovani che iniziano a lavorare e che vorrebbero andare a vivere da soli, alle coppie che cercano una casa per costruire una famiglia, ai lavoratori che si trasferiscono per un’opportunità di lavoro e a quanti, pur avendo un reddito, faticano a trovare un’abitazione compatibile con le proprie possibilità economiche. È una situazione che conosciamo bene e che negli ultimi anni si è accentuata in diversi territori della Puglia, soprattutto in quelli che hanno visto una maggiore crescita turistica. La nostra regione è diventata una delle destinazioni più apprezzate, con numeri importanti e risultati che rappresentano una grande opportunità economica. Il turismo ha consentito la nascita di nuove attività, ha creato occasioni di lavoro e ha contribuito a far conoscere nel mondo il nostro patrimonio storico, culturale, paesaggistico ed enogastronomico. È un settore fondamentale per la Puglia e abbiamo tutto l’interesse a sostenerne la crescita, lavorando perché possa continuare a produrre occupazione e benessere.
Allo stesso tempo, proprio perché conosciamo il valore di questo settore, abbiamo il dovere di interrogarci su come accompagnarne lo sviluppo e sulle conseguenze che una crescita particolarmente intensa può produrre nella vita quotidiana delle nostre comunità. Credo che molti di noi abbiano avuto occasione di osservare quello che sta accadendo in alcuni centri storici pugliesi, dove negli ultimi anni si è registrata una progressiva trasformazione del patrimonio abitativo. Sempre più immobili vengono destinati all’ospitalità turistica, mentre diventa più difficile trovare case da affittare stabilimenti a famiglie, studenti e lavoratori. Con il passare del tempo questi cambiamenti rischiano di modificare anche il tessuto sociale ed economico dei nostri paesi. I residenti diminuiscono, alcune attività commerciali e artigianali tradizionali lasciano spazio a servizi rivolti prevalentemente ai visitatori e i rapporti di vicinato, che per generazioni hanno caratterizzato la vita delle nostre comunità, tendono progressivamente a indebolirsi.
Credo che, quando parliamo di identità e di tutela dell’identità dei luoghi, dovremmo pensare principalmente a questo. L’identità di una città vive di sicuro nei suoi monumenti, nei suoi palazzi e nelle sue tradizioni, ma vive anche nelle persone che la abitano ogni giorno, nei bambini che frequentano le scuole, negli anziani che si ritrovano nelle piazze, nelle botteghe artigiane, nei mercati e in tutte quelle relazioni che rendono un luogo riconoscibile e diverso da qualsiasi altro. Chi visita la Puglia cerca proprio questa autenticità: la possibilità di entrare in contatto con comunità che hanno conservato nel tempo una propria storia e un proprio modo di vivere. Se queste comunità si impoveriscono e i centri storici perdono progressivamente i loro abitanti, rischiamo di compromettere anche una parte di quella ricchezza che ha reso i nostri territori così attrattivi.
Questa riflessione ci spinge a guardare allo sviluppo turistico in una prospettiva più ampia che tenga insieme le opportunità economiche, la qualità della vita dei residenti e la salvaguardia del patrimonio culturale e sociale. Lo sappiamo bene ‒ lo dico alla minoranza ‒ che le difficoltà nell’accesso alla casa hanno cause diverse e che sarebbe semplicistico attribuire esclusivamente alla diffusione degli affitti brevi.
Su questo tema pesano la carenza di alloggi disponibili, la presenza di numerosi immobili inutilizzati, l’aumento dei valori immobiliari, la difficoltà di accesso al credito, l’indebolimento delle politiche pubbliche per la casa e anche le preoccupazioni dei proprietari rispetto ai rischi dell’allocazione di lungo periodo.
Tuttavia, dobbiamo riconoscere che in determinati territori la concentrazione delle locazioni turistiche può contribuire ad aggravare una situazione già difficile, riducendo ulteriormente l’offerta abitativa destinata ai residenti.
I dati della Regione Puglia ci aiutano a comprendere la dimensione del fenomeno e sono tutti riportati all’interno della normativa che oggi stiamo discutendo. Nel maggio scorso risultavano quasi 45 immobili attivi destinati alle locazioni turistiche, e nel 2025 questa forma di ospitalità ha rappresentato il 18,7 per cento degli arrivi e il 17,1 per cento delle presenze turistiche regionali.
Parliamo quindi di una componente ormai strutturale della nostra offerta turistica, che merita attenzione e che richiede una capacità di programmazione adeguata alla sua importanza.
Il provvedimento che oggi discutiamo nasce proprio dall’esigenza di mettere a disposizione delle amministrazioni comunali strumenti ulteriori per governare questo fenomeno, tenendo conto delle caratteristiche e delle necessità dei singoli territori.
La legge consentirà quindi ai Comuni interessati da significativi flussi turistici, eventualmente, di individuare specifiche aree in cui introdurre, attraverso propri regolamenti, criteri e limiti per le nuove locazioni turistiche, sulla base di valutazioni motivate e nel rispetto dei princìpi di necessità, proporzionalità e non discriminazione.
Ritengo importante che questa possibilità venga riconosciuta ai Sindaci, perché sono le amministrazioni locali a conoscere più da vicino le trasformazioni dei propri territori e le difficoltà che i cittadini incontrano quotidianamente.
Da amministratrice comunale so quanto possano essere diverse le esigenze delle nostre realtà. Ci sono territori in cui il turismo rappresenta ancora un’opportunità di crescita da sviluppare pienamente, e altri in cui la pressione turistica è diventata così intensa da richiedere una maggiore attenzione agli equilibri abitativi e sociali.
Affidare ai Comuni la possibilità di valutare se e come intervenire consente di rispettare queste differenze, evitando soluzioni uniformi che rischierebbero di non rispondere alle necessità concrete delle comunità.
Del resto, anche a livello europeo sta crescendo l’attenzione per questi temi. La Commissione europea, infatti, lo scorso 9 settembre ha presentato una proposta di regolamento sull’accessibilità economica e sulla disponibilità degli alloggi che affronta anche la possibilità di intervenire sulle locazioni di breve durata nelle aree caratterizzate da una particolare pressione abitativa. La proposta è ancora all’esame delle Istituzioni europee, ma testimonia quanto il rapporto tra lo sviluppo turistico e il diritto all’abitare sia diventato una questione centrale, su cui le amministrazioni pubbliche sono tenute a confrontarsi.
In questo quadro assume particolare rilevanza anche l’emendamento all’articolo 2, che estende la possibilità di intervento alle locazioni turistiche esercitate in forma non imprenditoriale. Questa modifica si basa sulla considerazione per cui gli effetti della concentrazione degli alloggi turistici in una determinata zona dipendono dall’utilizzo complessivo degli immobili e dalla loro incidenza sul mercato abitativo locale. Pensiamo a un centro storico nel quale numerosi proprietari decidano di destinare ciascuno una seconda abitazione alle locazioni turistiche: anche quando si tratta di singole attività non imprenditoriali, la loro concentrazione può incidere significativamente sulla disponibilità di case per chi desidera vivere stabilmente in quella zona. D’altra parte, secondo i dati di Pugliapromozione riferiti a settembre scorso, le locazioni turistiche gestite in forma non imprenditoriale rappresentano tra l’85 e il 90 per cento del totale regionale. Sono dati che ci fanno comprendere quanto sia importante considerare il fenomeno nella sua interezza, lasciando ai Comuni la possibilità di adottare misure proporzionate alle effettive esigenze del territorio.
In tutto questo è apprezzabile l’attenzione rivolta ai proprietari che utilizzano una porzione della propria residenza principale per offrire ospitalità e integrare il reddito familiare, perché in questi casi ci troviamo di fronte a situazioni diverse che meritano di essere considerate nella loro specificità. La capacità di tenere conto di queste differenze è essenziale per costruire una disciplina che sia equilibrata, tuteli l’interesse generale e, allo stesso tempo, rispetti le esigenze delle famiglie e di quanti operano regolarmente nel settore.
Ritengo altrettanto importante che la disciplina regionale venga costruita nel pieno rispetto del quadro costituzionale e delle competenze statali. La recente sentenza della Corte costituzionale, la n. 163 del 2026, è intervenuta sulla normativa pugliese relativa al codice identificativo regionale dichiarando illegittima la previsione che subordinava l’ottenimento del codice identificativo nazionale al rilascio del codice regionale.
Per questo è opportuno che la maggioranza sostenga l’emendamento all’articolo 6, che chiarisce la funzione informativa, statistica e di monitoraggio della Banca dati regionale e del CIR, salvaguardando la piena autonomia della disciplina nazionale relativa al CIN.
È importante che questa legge possa essere applicata con certezza e che i Comuni dispongano di strumenti giuridicamente solidi, evitando criticità che potrebbero comprometterne l’efficacia.
Vorrei però tornare al tema da cui sono partita, perché penso che sia necessario accompagnare l’approvazione di questa norma con una riflessione più ampia sulle politiche abitative all’interno della nostra Regione. La possibilità di regolamentare le nuove locazioni turistiche in determinate aree rappresenta certamente un passo in avanti. Ma conosciamo bene la complessità delle difficoltà che tante persone incontrano quando cercano una casa.
L’auspicio è che i Sindaci colgano l’opportunità offerta da questa legge, continuando però a utilizzare anche tutti gli altri strumenti che hanno a disposizione per affrontare le esigenze abitative dei cittadini: mi riferisco alla pianificazione urbanistica, all’edilizia convenzionata, al recupero di alloggi inutilizzati.
Il diritto alla casa deve essere una priorità costante dell’azione amministrativa. Non si può intervenire soltanto quando le difficoltà diventano emergenze. Come Movimento 5 Stelle, abbiamo dedicato a questo tema una parte importante del nostro programma regionale, individuando una serie di interventi che riteniamo necessari per migliorare l’accesso all’abitazione, soprattutto per i giovani e per le fasce di popolazione più esposte alle difficoltà economiche. Penso, per esempio, al rafforzamento dei fondi per il sostegno agli affitti e alla morosità incolpevole.
Un’attenzione particolare deve essere rivolta agli studenti universitari, attraverso azioni mirate. Le proteste dei giorni scorsi ci ricordano quanto sia urgente intervenire, anche perché le conseguenze di questa situazione possono essere molto pesanti sul futuro dei nostri giovani. Una ragazza o un ragazzo che rinunciano a frequentare l’Università per il costo di un alloggio, vedono ridursi le proprie opportunità di formazione.
Una famiglia che non riesce a sostenere quelle spese si trova davanti a rinunce che possono incidere profondamente sul percorso di vita dei propri figli. Lo stesso ragionamento vale per il mondo del lavoro, perché la difficoltà di trovare una casa può diventare un ostacolo anche per chi vorrebbe trasferirsi in Puglia o accettare una opportunità di lavoro nella nostra Regione.
Se vogliamo che la Puglia sia sempre più attrattiva per i giovani, per le professionalità qualificate e per le imprese, dobbiamo preoccuparci anche di garantire condizioni abitative adeguate. Accanto a tutto questo, considero fondamentale rafforzare il contrasto all’abusivismo nel settore delle locazioni turistiche attraverso controlli efficaci e una collaborazione sempre più stretta tra Istituzioni e Amministrazioni locali.
Io credo che la discussione di oggi ci offra l’occasione per riflettere sul modello di sviluppo che vogliamo perseguire nei prossimi anni. La Puglia ha compiuto un percorso importante nella valorizzazione del proprio patrimonio e nella costruzione di un’identità turistica riconosciuta e apprezzata. Abbiamo il compito di proseguire su questa strada, rafforzando la qualità dell’accoglienza, sostenendo le imprese e favorendo un turismo capace di distribuire le opportunità economiche durante tutto l’anno e su un numero sempre maggiore di territori. All’interno di questo percorso dobbiamo prestare la stessa attenzione alla qualità della vita delle nostre comunità, perché la crescita culturistica possa continuare a rappresentare un’opportunità condivisa anche da chi nei nostri territori vive, lavora e desidera costruire il proprio futuro.
Personalmente, quando penso alla Puglia che vorrei lasciare ai miei figli e alle nuove generazioni, immagino una regione capace di accogliere sempre più visitatori, conservando, però, quella dimensione umana che caratterizza i nostri paesi e le nostre città. È con questo spirito che sosteniamo la legge e che continueremo a lavorare per una Puglia capace di crescere, valorizzando e preservando le comunità, che ne costituiscono la ricchezza più grande.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, consigliera.
Cedo la parola alla consigliera Capone, chiedendo, però, all’Aula un po’ di silenzio, perché davvero non si capisce nulla così. Grazie.
Speaker : CAPONE.
Grazie a lei, Presidente. Care colleghe e cari colleghi consiglieri, Presidente Decaro, oggi affrontiamo un tema importante che traccia la strada dell’economia, il governo del territorio, ma anche la vita quotidiana delle nostre comunità. Come al solito facciamo in quest’Aula, io credo che dobbiamo ragionarne al di là delle appartenenze, per il bene dei cittadini pugliesi, non solo quelli che vivono oggi, ma anche quelli che abiteranno la nostra Puglia nel futuro.
Credo che non esista da una parte il turismo e dall’altra la vita delle nostre comunità nelle città pugliesi. Ho avuto l’onore, il privilegio, direi, di essere assessora al turismo e alla cultura in questa Regione e ho visto come la regione è cambiata. Lo abbiamo fatto insieme, insieme agli imprenditori, insieme ai cittadini, insieme a tutti coloro i quali volevano investire per far sì che i ragazzi e le ragazze non andassero via dalla nostra regione, per dare un altro supporto all’economia e dare un’altra possibilità ai giovani che volevano restare: di quello stiamo parlando, del diritto di restare, trovando opportunità nel nostro territorio.
Quella scommessa l’abbiamo vinta insieme: nel 2025 la Regione Puglia ha registrato 6,600 milioni di arrivi e quasi 22,7 milioni di presenze, con una crescita sostanzialmente a doppia cifra.
Ricordo che un Presidente del Consiglio, venendo a inaugurare la Fiera, una volta disse che lo sviluppo che stava ricevendo la Puglia era due volte quello di Firenze. Lo diceva con una punta di ammirazione, ma lo diceva anche sostenendo come noi stessimo correndo su una strada che doveva dare opportunità di lavoro. Io credo che questa strada noi non la dobbiamo perdere. Noi abbiamo oggi una presenza di immobili attivi nel nostro territorio di 44.883, abbiamo accolto il 18,7 per cento degli arrivi e il 17,1 delle presenze.
Tutto questo è stato permesso anche dalle locazioni brevi, lo dobbiamo dire, così come dobbiamo dire, e lo dobbiamo dire sinceramente, che se c’è stato un percorso verso la destagionalizzazione che abbiamo fortemente voluto per evitare il turismo di massa, per evitare che venisse solo in estate, per evitare che ci lavorassero nel turismo solo coloro i quali dovevano dedicarsi e potevano dedicarsi due mesi l’anno, allora questo è avvenuto in virtù dei tanti proprietari di case che hanno deciso di ristrutturarle per offrirle ai turisti. Ed è avvenuto senz’altro modificando l’aspetto dei nostri centri storici: laddove c’erano palazzi degradati, si sono realizzate strutture attraenti, laddove c’erano case che purtroppo non avevano neanche i servizi igienici principali, con il nostro codice del turismo, il CIS, noi abbiamo investito perché ci fossero invece alloggi accoglienti.
Tutto questo sicuramente doveva fare il paio con la creazione di nuove strutture per le giovani coppie. Non c’è stata una riforma importante sulla casa, direi che non c’è stata dai tempi di Fanfani, quindi, purtroppo, è cominciata a nascere una guerra tra poveri: una guerra tra poveri, nei nostri centri storici, e questo noi dobbiamo tenerlo presente, perché non è possibile costruire il futuro della nostra Regione sulla base di un conflitto sociale.
Abbiamo la necessità di considerare anche che molte abitazioni che sono presenti nelle località turistiche si sono svuotate di quelle presenze che facevano comunità, di quelle presenze che davano identità ai nostri luoghi, e non possiamo permettercelo. Abbiamo bisogno di comunità, perché quando i turisti si muovono, tra l’altro, si muovono sapendo che vanno a cercare luoghi unici, e i luoghi unici li trovano laddove ci sono le botteghe, laddove ci sono i piccoli bar, laddove ci sono i piccoli luoghi che, anche attraverso una perfetta sintonia con il loro quartiere, mostrano la loro identità. Si è discusso tanto delle donne che fanno le orecchiette a Bari, così come tanto delle donne che ricamano le borse a Lecce e nel Salento e presentano i loro laboratori ai turisti. Tutto questo deve rimanere nei nostri centri storici, nelle nostre località turistiche. Senza questo perdiamo tutti quanti d’identità. Ecco perché serviva un testo di legge che mettesse in equilibrio l’esigenza della nostra comunità di rimanere accogliente e l’esigenza di rimanere accogliente senza trasformarsi in una sorta di nuova Venezia, che offre un panorama di turisti di tutto il mondo, ma non offre l’identità. Ecco, su questo si è lavorato.
Oggi abbiamo un testo di legge che non nega l’opportunità e la necessità delle locazioni turistiche, non nega che la destagionalizzazione si possa esercitare attraverso di loro, insieme agli alberghi, che ci auguriamo sempre di più rimangano aperti durante tutto l’anno, mentre rileviamo che ci sono ancora città turistiche, soprattutto quelle balneari, in cui si chiude alla fine di agosto o all’inizio di settembre, perché non è questa legge che trasforma il modo di fare impresa, ma siamo noi a dover chiedere a chi fa impresa di non speculare, di non badare al solo profitto utile, ma di pensare anche alla necessità della responsabilità sociale. Ripeto, tutto questo si deve fare, ma la legge non solo non lo impedisce ma lo stimola. Si chiede ai sindaci, che sono i soggetti alla governance della prossimità, di intervenire perché ci siano dei piani che rispettino le comunità e le nuove esigenze, perché ci siano dei piani. E sulla pianificazione si sperimenta l’Amministrazione, perché fare i piani delle coste, fare i piani urbanistici è una responsabilità importante, ma non spetta alla Regione e quella responsabilità la dobbiamo vivere insieme. Noi gli abbiamo dato uno strumento, come ha fatto la Toscana, la cui legge è stata ritenuta legittima, dalla Corte costituzionale, perché non agisce sulla pianificazione urbanistica, agisce sulla necessità di tutelare tutti i cittadini senza discriminarne qualcuno, e qualcuno discriminato sarebbe sempre il più debole, il più povero, l’hanno detto prima Stefano Minerva, Domenico De Santis, i colleghi che mi hanno preceduta.
Io voglio concludere allora dicendo che questa, che secondo me è una buona legge, vale però quanto la sua applicazione, e per questo credo che dobbiamo assumerci tre impegni, e ce li dobbiamo assumere anche qui in Regione, accanto all’impegno di pianificazione dei Sindaci. Il primo è quello di accompagnare i Comuni, perché non immaginiamo che ci siano tutti Comuni turistici che hanno davvero un ufficio turismo. L’ho potuto verificare da assessore, stimolandoli, invece, a costruire uffici che possano rilevare i flussi, che possano aggiornare anche le attività delle loro città, tenendo conto dell’accoglienza, che possano tenere conto delle esigenze di residenti insieme a quelle dei turisti.
Il Distretto urbano del commercio doveva servire a quello. Spesso ha funzionato, qualche volta non ha funzionato, ma serve a mettere insieme le diverse comunità. Quindi, i regolamenti locali andranno costruiti, e questo davvero è un auspicio che mi sento di lanciare da questo Consiglio, con la partecipazione di residenti, operatori e associazioni di categoria, anche sulla base della banca dati che la Regione fornisce. Il secondo auspicio, anzi appello, è di non lasciare indietro i piccoli proprietari. Chi mette a reddito in regola la casa di famiglia è parte della soluzione, e va sostenuto, non va scoraggiato. È per questo che ci riferiamo nella legge al regolamento comunitario, che dice che chi ha la residenza nel luogo che mette in locazione breve, non entra nelle limitazioni della legge, e non può entrare nelle limitazioni dei regolamenti comunali.
Il terzo: dobbiamo liberare il turismo dalla stagionalità. Nessun limite riempirà da solo le nostre case d’inverno. Lo faranno la cultura, gli eventi, i cammini, i congressi, l’enogastronomia, le aree interne, quello su cui abbiamo lavorato negli ultimi vent’anni, e che non si deve fermare. Lo faranno politiche che rendono conveniente affittare a lungo termine a famiglie, studenti e lavoratori.
Il turismo ha cambiato il volto della Puglia e noi ne siamo orgogliosi. Ma ora abbiamo la responsabilità di fare in modo che questo successo non ci tolga ciò che ci rende unici. Vogliamo una Puglia che viva tutto l’anno. Per farlo non basterà questa legge. Ecco perché i tre appelli. Ma questa legge sicuramente vi concorre, ma soprattutto concorre all’idea che una comunità per vivere ha bisogno di tenere conto delle esigenze di tutti i suoi cittadini. Allora certamente dobbiamo investire sul cohousing, dobbiamo investire sugli studentati, e dobbiamo investire sul cohousing perché a una vecchina un regolamento comunale non potrà dire: guarda, ti faccio un quartiere tutto per te. Anzi, dovrà dire: guarda che noi stiamo lavorando per generare un quartiere che tenga conto del rischio della tua solitudine. Uno studente che va in una città non lo si può mettere solo ed esclusivamente nello studentato, ma gli si deve lasciare la scelta. Vivere all’interno di una città, nel suo centro storico può voler dire, talvolta, toglierlo da questo, avvicinarlo alle biblioteche, ai servizi, al teatro, al cinema, a tutto ciò che in una città c’è, che non può essere destinato solo ai turisti.
Sarà certamente un compito arduo per i sindaci, ma la Regione gli deve stare accanto ‒ su questo con il Presidente abbiamo più volte riflettuto ‒ e gli deve stare accanto aiutando a costruire quegli uffici che poi devono fare i regolamenti e fornendo l’assistenza tecnica attraverso cui questo deve accadere. C’è Pugliapromozione, ci sono le altre agenzie della Regione, lo possiamo fare benissimo. L’importante è non lasciare i Comuni da soli.
Questa Puglia io credo che debba continuare a costruire e siccome in questi vent’anni siamo cresciuti probabilmente più di qualunque altra regione abbiamo la possibilità di farlo e di dire a quegli chef che oggi trovano in altri luoghi la possibilità di lavorare tutto l’anno: venite da noi, perché se venite da noi non è che state soltanto due mesi, ma avrete un contratto che potrà farvi durare almeno otto mesi. Gli altri quattro mesi, come sappiamo, servono all’organizzazione. Per tutto questo sono necessari gli alberghi e sono necessarie le locazioni. L’importante è che tutti insieme non si mangino le necessità di studenti, di famiglie giovani, di giovani coppie, che magari, per l’aumento degli affitti, non potranno permettersi più di avere una casa.
Grazie a tutti.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera.
Prego, consigliere Fischetti.
Speaker : FISCHETTI.
Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti e a tutte. In via preliminare mi corre l’obbligo di ringraziare Graziamaria Starace per il lavoro puntuale e scientifico che è stato portato avanti in questi mesi per giungere finalmente oggi al testo della legge sulle locazioni turistiche.
Io inizierei dall’oggetto della norma. Mi dispiace che ci siano pochi reduci nei banchi dell’opposizione, evidentemente qualcuno non ha letto le definizioni che vengono indicate nel testo e nell’articolato. Quando si parla di locazioni brevi, non si parla di strutture extralberghiere. Avete fondato per 20 minuti una discussione su un’argomentazione che è profondamente errata. Lo dice la legge 49 del 2017 e anche quella del 2025 della Regione Puglia. Perché? Perché, consigliere Romito, la nostra norma, quella che oggi andiamo ad approvare, non riguarda le locazioni e le strutture extra alberghiere, che sono tutt’altra cosa. Facciamo anche un elenco di quali sono queste strutture: sono i B&B, le cosiddette case vacanza (CAV) e gli affittacamere.
La legge che oggi andiamo a discutere, che andremo ad approvare, invece, riguarda le locazioni turistiche di breve durata, di una durata massima di 30 giorni che, ripeto, nulla hanno a che vedere con tutto ciò che è stato detto precedentemente.
È evidente, da questo corollario, che tutto ciò che ne consegue crolla in maniera misera e non può essere portato avanti come una battaglia contro questo testo legislativo.
Anche perché si è prima provato a portare avanti un atteggiamento di ostracismo, paventando una illegittimità costituzionale di questa norma, cosa che non esiste, e poi vedremo anche le motivazioni per cui non c’è questa ipotesi di illegittimità costituzionale.
Poi, addirittura, si è provato a dire, per convincerci, forse, che questa non è una norma buona, che si tratta di una legge che non è di sinistra, quindi, a questo punto, io invito coloro che siedono ai banchi dell’opposizione a votarla, questa norma, se ritenete che non sia di sinistra.
Ora io vorrei leggere alcuni passaggi della pronuncia della Corte costituzionale, che certificano la legittimità e l’utilità di questa legge. Cito testualmente, non è una mia libera interpretazione: “Le scelte regionali sono, però, soggette a un test di proporzionalità, in quanto devono ‒ lo ripeto, devono ‒ perseguire un interesse meritevole di protezione, con un metodo idoneo, necessario e proporzionato”. Che cosa vuole dire la Corte costituzionale? Che quella norma della Regione Puglia è affetta da un vizio di illegittimità poiché non è una legge proporzionata, è una norma estesa a tutto il territorio della regione Emilia-Romagna e a tutte le residenze. Naturalmente questo aspetto non poteva non essere eccepito dalla Corte costituzionale.
In Regione Puglia, invece, che cosa avviene? Vengono selezionati i Comuni che possono ‒ non c’è neanche un obbligo ‒ decidere di porre delle limitazioni qualitative e quantitative. Sono soltanto 44, compresi i capoluoghi di provincia, i cui sindaci possono liberamente, sulla base delle proprie esigenze, decidere di limitare il numero di locazioni turistiche e/o di individuare quali sono le zone destinate a queste locazioni turistiche. Questa scelta del legislatore regionale va nella stessa direzione della Corte costituzionale, che avete citato in premessa e che dovreste citarla in maniera contraria, per sostenere questa legge. Cito anche qua testualmente: “Le leggi regionali possono, ad esempio, contemplare un contingentamento delle locazioni turistiche in determinate zone”. Lo dice la Corte costituzionale. Vi porto un esempio che potrà ancora di più far comprendere la bontà e la legittimità di questa norma. Cito sempre la Corte costituzionale. Lo stesso legislatore statale ha previsto l’intervento regolamentare urbanistico del Comune di Venezia, al fine di fissare limiti massimi per la destinazione degli immobili residenziali destinati alle locazioni turistiche brevi.
Lo ha fatto anche lo Stato, quindi ci chiediamo perché invece la legge della Regione Emilia-Romagna viene di fatto cassata dalla Corte costituzionale. L’articolo 4 di quella norma prescrive un obbligo di titolo edilizio per la destinazione di locazione turistica, quindi introduce un sistema di autorizzazione che è di competenza statale e che non può essere certamente disciplinato attraverso una norma regionale che ha un altro spirito: quello che attiene al cosiddetto overtourism, che deve essere limitato in favore di chi, ed è questo il carattere di sinistra della norma che non capisco come non si fa a comprendere, a vantaggio degli studenti, a vantaggio degli anziani, a vantaggio di tutti coloro che hanno un diritto ad avere un’abitazione, e questo diritto viene costantemente scippato in taluni Comuni, in talune aree di alcuni Comuni, pochi, ed è giusto e corretto che intervenga il legislatore regionale a disciplinare questo aspetto.
Infine, sempre per chiarire quale sia lo spirito che ha mosso la Corte costituzionale, perché il mio intervento oggi è stato dirottato in questa direzione, nel momento in cui già nelle vostre premesse è stata posta un’eccezione che è irricevibile e che, mi dispiace dirlo, è volta esclusivamente a paralizzare l’azione legislativa di quest’Aula.
Leggo ancora: nella sentenza n. 186 del 2025 questa Corte ha chiarito che lo scopo di limitare l’overtourism è meritevole di protezione, perché esso ha prodotto una contrazione degli alloggi disponibili per lavoratori e studenti fuori sede – è esattamente lo spirito di questa legge – con conseguente effetto inflazionistico sul costo degli alloggi stessi. Inoltre, l’overtourism può determinare la trasformazione urbanistica di interi quartieri e centri”. Si diceva prima in maniera egregia: vogliamo evitare che ci siano questi ghetti per cui in determinate aree c’è una sorta di inaccessibilità da parte degli studenti, dei lavoratori, degli anziani, che non riescono a trovare ‒ e la Spagna ce lo ricorda in questi giorni ‒ una soluzione abitativa.
È per queste motivazioni, sgombrando il campo da qualsiasi dubbio che possa attenere alla legittimità costituzionale, sgombrando ogni dubbio che possa riguardare l’appartenenza a una determinata area politica, che noi del Gruppo Prossima indubbiamente voteremo convintamente questa norma. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei.
Prego, consigliere Scatigna.
Speaker : SCATIGNA.
Grazie, Vicepresidente. Sono stato al mio posto ad ascoltare tutti gli interventi con attenzione e con rispetto, stesso rispetto che in questo momento non tanto sto notando. Ma poco male, poiché bisogna cercare di adattarsi.
Io, al di là dei tecnicismi attraverso i quali molti miei colleghi hanno cercato di indirizzare la discussione a proprio vantaggio politico, mi soffermerei su una serie di riflessioni, che in realtà non avevo preparato, ma mi sono venute in mente a mano a mano che ascoltavo gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto. Credo sia doveroso da parte nostra fare una disamina che parta da qualche anno fa, da qualche anno indietro, quando la Puglia non era ancora il fenomeno turistico che è diventato oggi, quando la Puglia non aveva ancora questo tipo di attrattività, quando il Governo regionale, come al solito di centrosinistra, anzi all’epoca più di sinistra, collega Borraccino, che di centrosinistra, cominciava a essere nemico delle persone. Io chiamo a testimoniare un autorevolissimo esponente di maggioranza di oggi, che si chiama Donato Pentassuglia, ma che era autorevole già allora. Fu costretto a presentare una proposta di legge a tutela dei muretti a secco: questo vuol dire che quando il Governo regionale decise di affidare le sorti dell’urbanistica e del territorio ad un’esimia, eccellente professionista, qual era Angela Barbanente, portammo la filosofia a scontrarsi contro la realtà, portammo uno studio di Firenze ad equiparare i confini dei terreni della Daunia con quelli della Valle d’Itria. Quando volete, si responsabilizzano i Sindaci, quando volete si chiamano i Sindaci a decidere; quando invece non volevate, noi Sindaci eravamo costretti a subire il divieto, perché vi inventaste 14 vincoli. Signori, la Puglia ha 14 tipi di vincoli diversi, e non consentivate a chi magari aveva risparmiato una vita per cercare di restaurare, di ristrutturare a regola d’arte un fabbricato rurale, perché gli vietavate con il PPTR, che è stato un dramma per l’economia locale, per l’artigianato locale nelle zone dalle quali io provengo, anche di fare un semplice bagno di due metri per tre. Avete vietato di farlo, benché in pietra e con tutte le caratteristiche costruttive. Io da sindaco, Antonio, se lo vuoi sapere, ho chiesto e ottenuto la concessione edilizia per i recinti dei miei cani. Ma in questo poco male, anzi, è giusto che sia così.
Io e Donato Pentassuglia proveniamo da una terra che ha saputo adattarsi, da una terra che ha saputo rivisitarsi, da una terra le cui famiglie hanno tratto beneficio dal fatto di questa esplosione turistica, perché non hanno visto, la maggior parte dei propri figli, pur avendo studiato, andar via.
Noi quindi siamo stati felici di aver accompagnato questa fase, pur avendo voi imposto alle amministrazioni locali l’ennesima tegola anti-economia che si chiamava e si chiama tuttora Commissione locale per il paesaggio, una Commissione che deve decidere se io posso fare la rampa, se ho un disabile in famiglia, al cancello di casa mia.
Tutta questa burocrazia ha dimostrato che il centrosinistra è sempre stato nemico dell’economia, è sempre stato un nemico del progresso economico e in questo caso specifico nemico dell’artigianato locale. I nostri maestri della pietra oggi sono scomparsi perché non avete dato più la possibilità alla gente di ristrutturare gli immobili in pietra. Sapete quanti matrimoni sono saltati perché per ottenere le concessioni ai fini di ristrutturare semplicemente, non sconvolgendo lo stato delle cose, lo stato dell’arte, ci hanno messo anni per essere rilasciate? Sapete quanta gente ha chiesto e acceso mutui, che ha iniziato a pagare, non potendoli destinare realmente alle strutture per le quali li aveva chiesti? Tutto questo ha uno spirito di interpretazione diverso da quello della Corte costituzionale, diverso da quello dell’ATN. Noi parliamo di vita vera, parliamo di artigianato, parliamo di economia, parliamo di un aspetto socioeconomico che tocchiamo da anni con mano e che conosciamo meglio di tutti i burocrati del mondo messi insieme. Ecco perché avete favorito l’intasamento dei centri urbani, l’intasamento dei centri storici, perché non avete consentito a chi voleva ampliare e mettere a disposizione del flusso turistico gli immobili che sono nati per diventare questo.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, consigliere.
Si è iscritto a parlare il consigliere Caroli. Va bene. Prego, consigliere Borraccino.
Speaker : BORRACCINO.
Devo dire, in premessa, che è piacevole il balletto delle prenotazioni. Si attacca e si stacca, per intervenire dopo.
Vi confesso che io non sarei dovuto intervenire, perché questa è una legge che non ho seguito in Commissione, dal momento che non faccio parte della IV Commissione. È una legge che presentava il Presidente della Regione, quindi ovviamente, essendomi informato, come tutti voi, su quello che sta avvenendo sulla carenza di case, soprattutto nei centri storici delle grandi città e dei comuni ad alta frequenza turistica, ovviamente io non sarei dovuto intervenire. Devo dire la verità: ci sono state alcune questioni che hanno stimolato la mia voglia, oggi, di parlare, non per ultimo il mio amico Scatigna. Ma avevo già deciso di fare l’intervento, perché poi, caro Tommaso, mi devi spiegare, se il PPTR non ha funzionato, perché in Puglia, in questi anni, manco a farlo apposta, dall’approvazione del PPTR dell’assessora Angela Barbanente, perché in Puglia è aumentato il valore della tipicità pugliese. Probabilmente è perché con quella legge del più bravo assessore all’urbanistica che abbiamo avuto negli ultimi anni, non me ne voglia la mia amica Marina Leuzzi, la Puglia è cresciuta anche grazie a quella norma.
Dicevo: l’amico Fabio Romito insisteva, sembrava quasi l’avvocato difensore del centrosinistra, anzi della sinistra che questa non è una legge di sinistra.
Dico a Fabio che questa, invece, è una legge di sinistra, ma che la bontà delle leggi non si vede se sono leggi di sinistra o se sono leggi di destra. Certo, questa ha una matrice e una cultura che viene dal rispetto dei centri abitati, che viene dal rispetto e dalla volontà di tutelare i cittadini, che viene dal rispetto di 200.000 famiglie che o non riescono a trovare casa in fitto, o ce l’hanno e hanno un prezzo esorbitante, perché oggi, soprattutto, nelle grandi città, c’è la volontà di alzare i prezzi, perché c’è una richiesta forte delle locazioni brevi turistiche.
Quello che voglio dire oggi è innanzitutto che proprio essendo una legge di sinistra, noi non obblighiamo nessuno. Dico all’amico Fabio Romito che l’articolo 2, sia al comma 1 che al comma 3 specifica in maniera chiara che i “Comuni possono”. Noi non stiamo obbligando nessuno. Stiamo invece mettendo i Comuni che hanno voglia di fare questo, nelle condizioni di avere uno strumento regolatorio rispetto alla giungla che oggi esiste. Oggi esiste una giunga, da questo punto di vista, quindi noi consegniamo nelle mani dei Comuni capoluoghi di Provincia in primis e dei Comuni con un’alta presenza turistica, ad economia turistica, questo strumento regolatorio che possono utilizzare o possono non utilizzare.
C’è un altro aspetto. Questo è uno strumento regolatorio per le erogazioni turistiche in forma imprenditoriale. Ho sentito alcune voci di persone che parlavano e dicevano: noi stiamo limitando la libertà di alcune persone che vogliono utilizzare quello strumento per fare un B&B, per fare una locazione turistica. C’è anche lo strumento dell’allocazione turistica non in forma imprenditoriale, ma dove la persona risiede a Bari Vecchia, in quell’appartamento, e decide di fittarne un altro. Perché nasce l’esigenza di questa norma? Perché oggi la città di Bari, e non soltanto la città di Bari, anche il centro storico di Taranto oramai, l’isola vecchia, la città vecchia, oramai assomigliano in molti giorni della settimana e in alcuni mesi dell’anno a quegli studios dove si giravano i film a Cinecittà. Durante la produzione, quando si giravano le scene di quei film erano pieni di attori, appena chiudevano gli studios diventavano dei cimiteri. Oggi molti quartieri di molti comuni e di molte città assomigliano a questo: l’estate sono pienissimi, l’inverno non ci abita nessuno. Anche durante alcune fasi dell’estate durante il weekend sono strapieni, nei primi giorni della settimana non c’è nessuno. Ecco perché noi abbiamo voluto mettere in campo questa legge, perché di fatto esiste, è vero. Lo dicono tutti, lo dicono gli studi di tanti giornali, che non sono l’Unità o il Manifesto, caro amico Scatigna (lo dico perché io e te scherziamo sempre su queste cose) ma sono giornali liberi, indipendenti. Alcune volte addirittura il giornale di Confindustria, Il Sole 24 Ore, che io alcune volte leggo, ha fatto uno studio su questi temi. Allora noi dobbiamo limitare questo, che non significa chiudere la possibilità di fare questo. Tant’è vero che la Puglia ha investito tantissimo sull’aspetto dell’economia turistica anche con gli strumenti della pianificazione regionale e della competitività. Lo dico agli amici dell’opposizione, ma lo dico a tutti quanti noi: una delle cose che noi dovremmo vedere quando metteremo in campo i nuovi bandi, per esempio per PIA e MiniPIA dovremmo evitare alcuni errori che noi abbiamo fatto. Per esempio, abbiamo destinato tantissime risorse, fino al 70 per cento del fondo perduto per quanto riguarda l’acquisto degli immobili, così come dovremmo limitare anche gli interventi per le opere murarie, equiparandole quantomeno agli acquisti di macchinari ed attrezzature.
Se noi abbiamo utilizzato, e oggi siamo nelle condizioni di non poter offrire bandi rispetto a persone, tranne quelli più piccoli per i nidi, per quanto riguarda imprenditori che vogliano venire ad investire in Puglia è perché abbiamo forse, da ex assessore allo sviluppo economico, riconosco anche l’errore che ho fatto io in quei due anni, quando ho retto quell’Assessorato, probabilmente abbiamo spinto molto sulle risorse a fondo perduto per gli acquisti degli immobili. C’è stata quindi una crescita enorme, da questo punto di vista, che noi dobbiamo evitare.
La nostra azione è quella di evitare la desertificazione della nostra Regione, tant’è vero che stiamo dando atto e stiamo dando seguito, finalmente finanziandola, ad una vecchia legge. Due legislature fa iniziammo la discussione, e finalmente adesso ci sono le risorse a disposizione, che sono quelle per le aree interne. In Puglia abbiamo individuato cinque aree interne, proprio per dare la possibilità a quelle aree e a quei Comuni delle aree interne di evitare lo spopolamento di quelle aree, ma non possiamo fare questo e nello stesso tempo poi consentire lo spopolamento di Bari Vecchia, dell’isola Vecchia di Taranto, del centro di Lecce, di Polignano a Mare, di Gallipoli, di tutte le località turistiche.
Quindi, ben venga questa legge, e con affetto dico al mio amico Fabio Romito di stare tranquillo, che lui questa legge giustamente non la vota, non soltanto perché non la condivida, ma perché è una legge di sinistra.
E lui, da buon leghista, quindi non la può votare.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Borraccino.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Gatta, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : GATTA.
Grazie, Presidente. Prendo la parola oggi con profonda preoccupazione, ma anche con la ferma intenzione di smontare un provvedimento che, dietro la retorica del Governo dell’assetto del territorio, dell’assetto turistico e della tutela dei centri storici, cela un’operazione giuridicamente debole, politicamente miope e profondamente punitiva nei confronti dei territori e dei cittadini pugliesi.
Ci vengono presentati in questo disegno di legge i dati eccezionali del turismo regionale registrati nel 2025: oltre 6,6 milioni di arrivi e quasi 22,7 milioni di presenze. Numeri straordinari, figli del lavoro, degli investimenti e dei sacrifici di migliaia di operatori turistici, di piccoli proprietari, di famiglie che hanno scommesso sulla nostra regione. Ebbene, qual è la risposta che questa maggioranza offre a una Puglia che cresce? La risposta è la criminalizzazione del settore, l’imposizione di un cappio burocratico. Si prova a giustificare l’impianto di questo disegno di legge evocando a scudo la giurisprudenza della Corte costituzionale, in particolare la sentenza n. 186 di dicembre 2025, che ha salvato l’articolo 59 della legge della Regione Toscana. Ma fatemelo dire con chiarezza: questo è un uso strumentale dell’interpretazione data dalla Consulta. La maggioranza omette di dire o forse finge di ignorare che la Corte costituzionale ha ritenuto legittima la norma toscana unicamente perché essa si inseriva all’interno di un sistema rigoroso di pianificazione urbanistica regionale, fondato su dati istruttori soliti volti a contemperare in modo proporzionato i diritti costituzionali in gioco.
La realtà dei fatti, colleghi, è ben diversa, e ce lo dimostra la più recente e dirompente attualità giurisprudenziale, la sentenza n. 164 del 2026 con cui la Corte costituzionale ha letteralmente bocciato la legge della Regione Emilia-Romagna in materia di locazioni brevi. La Consulta, in quel caso, ha sanzionato duramente l’Emilia-Romagna per aver introdotto restrizioni e vincoli di destinazione d’uso scollegati da una reale proporzionalità, violando palesemente gli articoli 3 e 41 della nostra Costituzione, ossia il principio di uguaglianza e la libertà di iniziativa economica e privata. Ebbene, con il testo che oggi portate all’esame di quest’Aula la Puglia sta replicando esattamente, comma per comma, lo stesso identico modello che la Corte costituzionale ha appena spazzato via. Mentre in Toscana la limitazione era l’ultimo anello di una catena di pianificazione urbanistica complessa, in Puglia si scarica sui sindaci una patata bollente. Ricordo che in IV Commissione, quando è stato audito anche il rappresentante dell’ANCI, il Sindaco di Monopoli, lui espresse grosse perplessità. In Puglia si scarica sui sindaci delegando alle Amministrazioni locali il potere di decidere in modo discrezionale le sorti della proprietà privata.
Il risultato sarà una Babele normativa: regolamenti diversi, criteri difformi, che calpestano il principio di certezza del diritto, aprono la strada a una valanga di ricorsi al TAR e vìolano il principio di proporzionalità sancito dalla giurisprudenza costituzionale.
Si colpisce il cittadino che affitta una seconda casa per sbarcare il lunario, equiparandolo a un grande operatore speculativo, creando una palese disparità di trattamento rispetto ad altre forme di ricettività extra alberghiere. Sostanzialmente, uno che si è fatto con tanti sacrifici una seconda casa, non è che può fare quello che vuole, ma deve fare quello che dice la sinistra, cioè, deve dare la casa a chi non ce l’ha: questo è il vostro principio, questo è il vostro concetto di libertà.
Quanto alla marcia indietro sul CIN e all’improvvisazione legislativa, basta leggere l’articolo 6 di questo disegno di legge per misurare il grado di confusione in cui naviga questa Giunta. Siete costretti a correre ai ripari, abrogando i riferimenti al Codice identificativo nazionale che avevate ostinatamente inserito solo pochi mesi fa con la legge regionale n. 15 del 2025. Perché lo fate? Perché il Governo vi ha minacciato l’impugnativa costituzionale, per invasione di competenza statale inclusiva, costringendovi a una ritirata umiliante, in nome del principio di leale collaborazione.
Un Consiglio regionale serio non legifera per tentativi ed errori, non produce enorme usa e getta, correndo dietro alle bocciature annunciate da Roma. Un impianto sanzionatorio e burocratico asfissiante: SCIA, CIA e presunzioni. Gli articoli 3, 4 e 5 caricano ai proprietari, siano essi in forma imprenditoriale o non imprenditoriale, una morsa burocratica sproporzionata: SCIA telematica, comunicazione di inizio attività, obblighi di polizza assicurativa per responsabilità civile verso i clienti, comunicazione al DMS regionale e all’applicativo SPOT, presunzioni rigide di imprenditorialità al superamento di due appartamenti. Tutto questo senza offrire un solo incentivo, senza detassare, senza prevedere un piano di sostegno per chi sceglie la locazione a lungo termine.
Si pensa di risolvere la crisi abitativa con la clava della sanzione e della burocrazia. Colleghi, diciamo la verità ai pugliesi: il problema della carenza di alloggi a lungo termine nei centri storici delle nostre città d’arte e delle nostre coste non si risolve strangolando le locazioni turistiche. Il caro-affitto e l’emergenza abitativa sono figli dell’assenza totale di una politica regionale per l’edilizia residenziale pubblica, del degrado di enormi patrimoni immobiliari pubblici abbandonati e del fallimento dei piani di rigenerazione urbana. E in questi anni di Governo regionale di centrosinistra che cosa avete fatto? Dare la caccia alle locazioni turistiche serve solo a coprire le vostre responsabilità politiche, tra l’altro ‒ consentitemelo ‒ senza neppure un assessore regionale al turismo, illudendo i cittadini che basti un divieto amministrativo per abbassare il costo degli affitti.
Questo disegno di legge nasce vecchio, nasce giuridicamente fragile, segnato dagli stessi identici vizi di illegittimità costituzionale che la Consulta ha appena sanzionato bocciando la legge dell’Emilia-Romagna. È un provvedimento che calpesta la libertà di iniziativa economica, divide i territori in una giungla di regole comunali e punisce ingiustamente le famiglie pugliesi.
Come opposizione non possiamo e non saremo mai complici di un atto legislativo così viziato e demagogico. Per tutte queste ragioni preannuncio il mio voto contrario e vi invito a ritirare questo testo, prima che sia la Corte costituzionale in maniera impietosa a cancellarlo definitivamente.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Gatta.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Lanotte, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : LANOTTE.
Grazie, Presidente, signore e signori della Giunta, colleghe e colleghi consiglieri. Ha ragione il collega Romito: questa è una legge sovietica, una legge che muove da una rappresentazione...
Chiariamoci, Presidente, questa è una battuta che faccio al collega Minerva. Secondo me lei ha un pregiudizio nei confronti del collega Romito, nel senso che il collega Romito dice “a” e lei interpreta “b”. Voi ascoltate. Arriviamo al principio della rappresentazione surrettizia. Voi rappresentate surrettiziamente gli interventi del collega Romito...
Speaker : PRESIDENTE.
Per amore di verità, consigliere Lanotte, il consigliere Romito ha detto che è una legge di destra ma anche sovietica. Prestate attenzione.
Speaker : LANOTTE.
Esatto. Ringrazio il Presidente che, da soggetto terzo dell’Assemblea, ascolta tutti e non rappresenta surrettiziamente gli interventi. Ma il vizio di rappresentare surrettiziamente le cose e la realtà non lo perdete mai, perché lo ritroviamo testualmente in questa proposta di legge. Voi surrettiziamente dite ai cittadini pugliesi di voler utilizzare questa legge per superare il problema dell’emergenza abitativa che sottrae immobili nei centri storici che sono presi d’assalto dai turisti e da persone – ho preso nota prima –: pensionati, giovani coppie che acquistano un piccolo immobile, prima di acquistare la casa più grande, quando magari riescono a mettere su famiglia, o giovani che ricevono questa eredità dal nonno defunto.
Sono queste le persone che prenderebbero d’assalto i centri storici, mettendo a repentaglio la possibilità di abitare nelle nostre città. In realtà, queste sono persone che provano a sbarcare il lunario e a mettere il pane insieme alla pasta sul tavolo, utilizzando una piccola eredità, o un acquisto fatto in giovane età, facendolo diventare una piccola fonte di reddito. Lo diceva bene il consigliere Gatta: voi state punendo la proprietà privata, perché quando parlate di piccoli proprietari, riferendovi a due appartamenti, in realtà dimenticate il fatto che una casa turistica sostanzialmente è composta da un piccolo bagno e da un monolocale. Un monolocale, per essere abitabile, deve essere di almeno 9 metri quadrati per ospitare una persona. Questo significa che se una unità immobiliare che io ho ereditato da mio nonno era di 60 metri, posso aver ben realizzato, da quella unità immobiliare, tre piccole unità immobiliari. Questo significa che io non sono più ritenuto un piccolo proprietario, ma vengo ritenuto un grande proprietario. E in ragione di questa grandezza, che vedete solo voi, sono costretto a dovermi sobbarcare tutta una serie di oneri burocratici che rappresentano la vera catena dello sviluppo economico non solo della Puglia, ma dell’intera Italia.
Su una cosa allora credo che siamo d’accordo tutti quanti: il turismo è una delle poche leve economiche di questa regione, e il turismo ce l’ha dato Madre Natura, in questa Regione, perché ci ha dotato di bellezze come il Gargano, come il Salento, ma anche l’ingegno dell’uomo con l’architettura, con i monumenti. Fermatevi.
Fermatevi, perché rischiate di compromettere anche una delle poche leve dell’economia pugliese, con il rischio serio che non andrete a colpire chi vorreste colpire, perché chi esercita queste attività in nero continuerà a farlo. Voi non lo riuscirete a individuare.
L’altra questione che mi preme sottolineare è la vaghezza della norma, la vaghezza del riferimento normativo. Voi parlate, nonostante comprimiate libertà costituzionali come la proprietà privata, di criteri, di ogni altro elemento utile e di decoro degli ambienti. Chi li stabilisce questi criteri? Chi stabilisce se un ambiente è decoroso? Chi stabilisce qual è ogni altro elemento utile quando bisogna andare a regolamentare un’attività? Voi non state offrendo strumenti ai sindaci, voi state consegnando contenziosi ai sindaci.
La cosa che io credo sia vera in tutta questa vicenda, di qui l’ispirazione sovietica della legge e la rappresentazione surrettizia, che reitero come concetto, è che voi dovete avere il coraggio di dire che state confermando un oligopolio. Infatti, nel momento in cui limitate o addirittura impedite la possibilità di esercitare una nuova attività di locazione breve turistica, voi state di fatto agevolando che si è portato avanti con il tema, chi oggi esercita un’attività di bed and breakfast. Poi mi dovreste spiegare qual è il motivo secondo il quale un’attività di B&B non va a ledere la residenzialità, a differenza di un’attività turistica di locazione.
Io credo invece che, se vogliamo essere più efficaci, dobbiamo non fare come in America quando si approvò il periodo del proibizionismo, che paradossalmente sortì l’effetto contrario: si limitava il commercio dell’alcol per eliminare il contrabbando, ma in realtà il contrabbando continuò ad esistere e, allo stesso tempo, continuò ad aumentare anche l’uso di alcol da parte degli statunitensi. Io penso che, se invece avessimo voluto rendere un servizio all’emergenza abitativa di questa terra, di questa regione, oggi, al posto di questa legge, vi sareste dovuti presentare in Assise regionale con l’indicazione di fondi regionali, di risorse proprie della Regione per costruire nuovi alloggi o nuove case popolari, oppure per dar vita a interventi di edilizia privata che consentano la possibilità di convenzionare il prezzo di vendita al prezzo della locazione, con il contributo da parte della Regione.
Questo sicuramente avrebbe reso un servizio per combattere l’emergenza abitativa, non certamente una legge che in realtà nei suoi effetti avrà semplicemente quello di rafforzare l’oligopolio esistente al danno della libertà economica, della libertà privata. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
A lei, consigliere.
Prego, consigliere Caroli.
Speaker : CAROLI.
Grazie, Presidente.
Signor Presidente, colleghi consiglieri, intervengo sul disegno di legge n. 76 per richiamare l’attenzione sulla questione che riguarda profondamente l’identità della Puglia, il futuro dei trulli e il loro utilizzo nell’ambito delle locazioni turistiche.
Non condivido, anche se rispetto la sua esigenza di governare la crescita del turismo, tutelare il diritto all’abitare e preservare la vita delle nostre comunità. Ritengo però che questi obiettivi richiedano disposizioni capaci di distinguere le diverse realtà dei territori.
Un appartamento situato in un centro urbano e un trullo recuperato nelle campagne della Valle d’Itria, o le abitazioni storiche situate in uno dei 257 Comuni pugliesi possono avere, anzi, hanno caratteristiche e funzionamento molto diversi. Non possiamo presumere che il loro impiego turistico produca sempre gli stessi effetti sulla disponibilità di abitazioni per i residenti.
Il recupero di un trullo naturale inutilizzato può rappresentare un investimento nella conservazione del paesaggio, nella manutenzione della campagna e del lavoro degli altri artigiani locali.
Per molte famiglie, inoltre, la possibilità di ricavare un reddito dall’ospitalità contribuisce a sostenere i costi della conservazione di questi manufatti. La questione che pongo alla Giunta è quindi precisa: i requisiti e le procedure previsti dal disegno di legge consentono di utilizzare legittimamente questi edifici nel rispetto delle loro caratteristiche storiche? Oppure rischiano di determinare un’esclusione di fatto? Penso alle superfici, alle altezze, alla conformazione degli ambienti e alla documentazione necessaria per attestare l’idoneità dell’immobile. Sono aspetti che devono essere chiariti attraverso un coordinamento puntuale con le disposizioni applicabili al patrimonio edilizio storico e tradizionale.
La sicurezza degli ospiti e la salubrità degli ambienti devono essere garantite. Allo stesso tempo dobbiamo evitare che l’applicazione di requisiti incompatibili con la struttura originaria degli edifici finisca per ostacolarne il recupero o per incoraggiare trasformazioni che ne comprometterebbero il valore. Chiedo, pertanto, che il testo riconosca espressamente la specificità dei trulli e delle altre costruzioni tradizionali pugliesi, individuando, nei limiti delle competenze regionali, condizioni chiare per il loro utilizzo turistico e modalità di verifica adeguate alle loro caratteristiche. Chiedo, inoltre, che le eventuali limitazioni comunali siano motivate sulla base delle condizioni effettive delle singole aree. Il recupero di un edificio rurale abbandonato deve essere valutato anche per il contributo che può offrire alla conservazione del territorio, distinguendolo dai casi in cui l’attività turistica sottragga concretamente abitazioni alla residenza stabile. Serve, infine, chiarezza per chi ha già investito e opera legittimamente. Proprietari e Amministrazioni devono poter contare su regole comprensibili, procedure uniformi e regime transitorio adeguato.
I trulli, caro Presidente, sono un patrimonio che la Puglia ha la responsabilità di custodire. Questa legge deve offrire strumenti per mantenerli vivi, sicuri e riconoscibili, consentendo che un utilizzo turistico responsabile contribuisca alla loro conservazione e a garantire flussi turistici importanti. Invito, pertanto, la Giunta e il Consiglio a chiarire questo punto e a recepire il nostro emendamento, una disposizione specifica che impedisca esclusioni indiscriminate e tuteli insieme il patrimonio, le comunità e il lavoro dei nostri territori.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Caroli.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pagano, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : PAGANO.
Grazie, Presidente. Io personalmente, ma penso di interpretare gli umori di tutti noi della maggioranza, ringrazio il consigliere Caroli per aver posto con forza e con energia il tema in una evidente scopertura di carattere logico della normativa di riferimento, che ovviamente non è quella che stiamo approvando, ma è la norma più in generale.
È chiaro che utilizzare questa norma come veicolo per poter intervenire sul merito sicuramente ci pone nelle condizioni di dare una risposta efficace e tempestiva ad un problema che è reale e che sicuramente può contribuire anche a migliorare quella offerta tipizzata che noi abbiamo in testa. È chiaro che trattare alla stessa maniera una unità immobiliare che nasce in un caseggiato, in un immobile, in un edificio che è moderno, quindi con i canoni rispondenti alle più recenti tecnologie, non è la stessa cosa che fare riferimento a delle strutture che hanno svariati secoli di riferimento. Così come questo tipo di possibilità, sicuramente è un acceleratore straordinario a dare la possibilità anche al recupero, alla ristrutturazione dei trulli e soprattutto del complesso ipogeo dei trulli, perché quelle strutture hanno dei costi di recupero molto elevati, e se a fronte di quel recupero non si può neanche immaginare di destinarle a una finalità che ha avuto un grandissimo successo, soprattutto nell’ultimo decennio, e cioè la possibilità di ricezione turistica, la deterrenza a poter utilizzare questo strumento finisce per essere un nemico verso la tutela e il recupero di una tipicità come quella pugliese di avere appunto i trulli.
Quindi, personalmente lo ringraziamo, sicuramente siamo molto sensibili al tema che lui ha posto, evidentemente, un tema che ci accomuna soprattutto perché viviamo in un territorio disseminato di trulli, e che soprattutto, stanti gli ultimi dati, vedete la capacità di incoming turistico che ha avuto la Valle d’Itria negli ultimi anni, sicuramente rappresenterà ancora di più una possibilità, anche per evitare che comunque si proceda all’utilizzo per fini turistici, ma magari nell’assoluta illiceità. E questo ovviamente crea un momento, nella disciplina del settore, che non fa comodo a nessuno.
Da questo punto di vista, quindi, noi voteremo l’emendamento, la proposta che sta facendo il collega Caroli, e sicuramente questa è una di quelle pagine che hanno migliorato nella stesura definitiva questo provvedimento, a testimonianza del fatto che non c’è nessuna preclusione rispetto all’obiettivo di fondo che intendevamo raggiungere.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagano.
Non ci sono più iscritti a parlare, quindi chiudo il dibattito.
Se non ci sono dichiarazioni di voto, metto in votazione il provvedimento.
Abbiamo diversi emendamenti. Sul primo articolo abbiamo il primo emendamento, a firma del consigliere Romito e altri.
Emendamento n. 1: all’articolo 1, dopo le parole “preservazione del tessuto sociale”, sono aggiunte le seguenti parole: “nel rispetto del diritto di proprietà privata e della libera iniziativa economica di cui agli articoli 41 e 42 della Costituzione italiana”.
Il referto è favorevole. Chiedo il parere del Governo su questo emendamento. Prego, Presidente.
Speaker : DECARO, Presidente della Giunta regionale.
Parere favorevole.
Speaker : PRESIDENTE.
Metto in votazione l’emendamento in questione. È l’emendamento al DDL n. 76 del 19.05.2026. Prego, mostriamolo al Presidente.
Speaker : DECARO, Presidente della Giunta regionale.
Confermo il parere favorevole.
Speaker : PRESIDENTE.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 42, votanti 42, favorevoli 42.
L’emendamento Romito è approvato all’unanimità.
Vi è un ulteriore emendamento sul primo articolo: “Rispetto del diritto della proprietà privata”, il riferimento normativo è l’articolo 1, proposta emendativa: “all’articolo 1, comma 1, dopo le parole ‘perseguendo la preservazione del loro tessuto sociale’, vengono aggiunte le seguenti parole ‘anche mediante strumenti di incentivazione’”.
Il referto è favorevole, se non erro. Chiedo il parere al Governo. Prego, Presidente.
Speaker : DECARO, Presidente della Giunta regionale.
Parere negativo.
Speaker : PRESIDENTE.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione sull’emendamento n. 2.
Presenti 39, votanti 38, un astenuto, favorevoli 10, contrari 28.
L’emendamento è respinto.
Abbiamo un altro emendamento all’articolo 1, il n. 3, a prima firma del consigliere Romito: “all’articolo 1, comma 1, dopo le parole ‘un’offerta sufficiente ed economicamente accessibile di alloggi destinati alla locazione a lungo termine’ sono aggiunte le seguenti parole ‘ricorrendo a limitazioni dell’attività turistica solo ove strettamente necessario e in via residuale‘“.
Presidente?
Parere contrario.
Con il parere contrario del Governo, mettiamo in votazione l’emendamento n. 3.
È aperta la votazione. Consigliere Tutolo, vuole votare? Non vuole votare, bene. È una scelta.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 40, votanti 40, favorevoli 12, contrari 28.
L’emendamento n. 3 è respinto.
Abbiamo un ulteriore emendamento, il n. 4, sempre all’articolo 1, sempre a prima firma del consigliere Romito. Proposta emendativa: all’articolo 1, dopo il comma 2, è inserito il comma 2-bis: “Le disposizioni della presente legge non si applicano alle locazioni di singole unità immobiliari residenziali, con durata complessiva non superiore a dieci giorni al mese, effettuato in modo occasionale e per le quali non sussista alcun obbligo di segnalazione o comunicazione ai sensi degli articoli 3 e 4 della presente legge”.
L’emendamento è ritirato dal presentatore.
Poi abbiamo Perrini, Caroli e altri: “L’articolo 10 del decreto-legge n. 76/2020 dispone eccezioni in materia di rilascio di certificazioni di agibilità e abitabilità relative ad immobili antecedenti all’istruzione del decreto ministeriale del 5 luglio 1975, con dimensioni non soggette al DPR n. 380/2001. L’intervento è necessario per salvaguardare la legittimità turistica di immobili storici che non possono rispettare le norme di cui all’articolo 24, comma 5-bis, del DPR n. 380, come nei casi dei trulli e comunque delle strutture storiche” eccetera, eccetera, eccetera.
Su questo il parere del Governo.
Speaker : DECARO, Presidente della Giunta regionale.
Parere favorevole.
Speaker : PRESIDENTE.
Sull’emendamento in questione Perrini e altri il parere è favorevole da parte del Governo.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Voti favorevoli 42, a fronte di 42 presenti e 42 votanti.
Quindi, è approvato all’unanimità.
Ci sono altri emendamenti all’articolo 1? O possiamo andare alla votazione dell’articolo n. 1, così come emendato? Non abbiamo ulteriori emendamenti.
È aperta la votazione sull’articolo 1 della norma, così come emendato.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 41, votanti 41, favorevoli 29, contrari 12, considerato il voto contrario del consigliere Ferri, a cui non funziona la tastiera.
Io so che una serie di emendamenti si intendono ritirati, previo accordo già formulato, ad eccezione, se non erro, quindi correggetemi se commetto un errore, di un emendamento all’articolo 2, commi 1 e 3, che recita: “l’articolo 2, comma 1, prevede che i Comuni a più alta densità turistica e tutti i Comuni capoluogo di Provincia possano, con proprio regolamento, individuare zone o aree in cui definire criteri e limiti specifici per lo svolgimento delle attività di locazione turistica in forma imprenditoriale”.
“L’articolo 2, comma 2, lettera… prevede che tali criteri e limiti possano consistere nella limitazione per determinate zone omogenee nello svolgimento di attività di locazione turistica. La proposta emendativa all’articolo 1, comma 2 e comma 1, articolo 2, comma 1, dopo le parole ‘tutti i Comuni Capoluogo di Provincia’ sono inserite le seguenti ‘previo adeguamento e approvazione definitiva del Piano urbanistico generale, che individui specifiche aree a vocazione turistico-alberghiere con procedure autorizzative semplificate”. L’altro emendamento, per intenderci, per comprendere, se è così, se tutti gli altri si intendono ritirati. Io sto citando i due che sono rimasti in piedi: all’articolo 2… È la prosecuzione? Quindi è un solo emendamento? “All’articolo 2, comma 2, lettera a) nell’eliminazione per determinate zone omogenee dello svolgimento dell’attività turistica è soppressa.
È rimasto solo questo emendamento? Più altri due, che sono all’articolo 7.
Stiamo mettendo un po’ di ordine rispetto all’accordo che avete fatto in precedenza.
Intanto procediamo con la votazione dell’emendamento.
Speaker : ROMITO.
Presidente, chiedo di illustrarlo.
Speaker : PRESIDENTE.
Il consigliere Romito chiede di illustrare l’emendamento in questione ed essendone il primo firmatario ne ha facoltà. Prego.
Speaker : ROMITO.
Presidente, mi consentirà di illustrarne almeno uno, stante la necessità di approvare altre norme che sono presenti in questo ordine del giorno.
Questo emendamento, che ha una valenza evidentemente politica e non tecnica, dice una cosa molto semplice: giacché noi stiamo intervenendo rispetto a un ambito molto vasto, perché oggi in Puglia le attività che sarebbero state attinte da questa norma, ove fosse stata approvata tempo addietro, sono 46.371 più 6.934, perché originariamente nel testo base non erano ricomprese le locazioni turistiche non imprenditoriali, poi attraverso un emendamento sono state ricomprese anche quest’ultime. Parliamo di numeri giganteschi: 46.371 più 6.934. Per rispondere con ironia a qualche collega di maggioranza che è intervenuto prima di me, stiamo parlando dell’80 per cento delle strutture esistenti in Puglia. Questi sono i dati. Il resto sono le chiacchiere e le opinioni. Quindi, noi stiamo intervenendo sulla stragrande maggioranza delle strutture che oggi esistono e sostengono l’economia turistica pugliese.
Che cosa stiamo dicendo con questo emendamento? Una cosa molto semplice: prima di imporre altri limiti, i Comuni facciano i compiti a casa. Che cosa vuol dire? I Comuni nelle loro competenze, la principale in materia urbanistica, hanno quella di approvare gli strumenti urbanistici. Parliamo in particolare del piano urbanistico generale. Questo emendamento dice: prima di vietare a un privato di utilizzare la propria casa come meglio ritiene, diritto costituzionale, i Comuni hanno l’obbligo di intervenire per fare due cose. La prima cosa: intervenire sui piani urbanistici generali e approvarli. La città di Bari, da dove provengo, capoluogo di regione, il piano urbanistico generale non ce l’ha. Andiamo avanti con uno strumento degli anni Settanta, credo fosse ancora in bianco e nero, la televisione. Questo emendamento dice: prima di tutto i Comuni facessero i compiti a casa, e approvassero i Piani urbanistici generali, perché attraverso i Piani urbanistici generali nella nostra prospettazione politica si risolvono i problemi che questa legge, invece, non risolve.
Il problema gigantesco degli studenti che non hanno degli alloggi, prevedendo delle zone per gli studentati è il problema che oggi questa legge regionale si propone di risolvere: quello relativo alla capacità di una città di non essere invasa da turisti e desertificate di cittadini, perché anche questo lo si può fare nei Piani urbanistici generali, incentivando, attraverso la nuova legge urbanistica regionale che giace nel cassetto, strumenti attraverso cui si può avere interesse a immettere sul mercato residenze a prezzi più economici rispetto a quelli attuali. Come abbiamo avuto modo infatti di dimostrare, parlo sempre della città capoluogo, Bari, oggi, senza che questa legge, che risolverebbe tutti i problemi, secondo voi, sia approvata, ci sono 24.000 alloggi vuoti, che non sono affittati. Quindi, il problema, per tabulas si evince, non è determinato dalle locazioni turistiche, ma è determinato da altri 100 fattori che i Comuni possono affrontare e risolvere, pianificando lo sviluppo urbanistico di una città: zone di accelerazione per alberghi, che in Puglia sono soltanto 1.000 rispetto alle 46.000 locazioni turistiche non imprenditoriali, 6.900 locazioni turistiche imprenditoriali, migliaia di B&B, affittacamere, eccetera, solo 1.000 alberghi. Quindi, zone di accelerazione turistica per alberghi, in modo da immettere sul mercato turistico degli alloggi, dei posti letto in più, come volete fare voi, ma dall’altro lato i Comuni devono consentire ai cittadini di non spopolare le città da cui provengono.
Diceva prima la Presidente Capone che le nostre tradizioni sono la cosa più bella che ci rende veramente pugliesi. Sono d’accordo, ma il problema della persona che viene sfrattata dal proprio alloggio non è risolvibile attraverso una legge che vieta le locazioni turistiche, ma è risolvibile, possiamo provare a risolverlo, immettendo sul mercato residenze a costi più economici rispetto a quelli che esistono oggi.
Esiste una sola legge, non quella della Regione Puglia, né quella del Parlamento italiano, né le direttive europee. È la legge del mercato, funziona così da 2000 anni. Se noi non consentiamo di immettere nuove residenze nelle città, noi non risolveremo questo problema, e anzi, ci troveremo di qui a qualche tempo a registrare magari dei flussi turistici inferiori rispetto a quelli attuali, perché ci sarà meno offerta di posti letto che già nella nostra regione non sono poi così tanti.
Dunque, e concludo, questo emendamento politico dice una cosa molto semplice: prima ancora di vietare noi Istituzioni dobbiamo essere bravi a fare i compiti a casa, ovvero approvare gli strumenti urbanistici, ammodernarli e renderli conformi alle esigenze del 2026, non degli anni Settanta, perché il mondo in questo tempo è assai cambiato.
Comprendo il parere politico contrario della maggioranza, voi comprenderete, invece, che per noi questo emendamento è l’architrave di come non immaginiamo la Puglia, vale a dire quella che state dipingendo e tratteggiando attraverso questa legge regionale.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Romito.
Su questo emendamento chiedo il parere del Governo. Presidente, c’è il parere sull’emendamento.
Speaker : DECARO, Presidente della Giunta regionale.
Parere contrario.
Speaker : PRESIDENTE.
Con il parere contrario da parte del Governo, metto in votazione l’emendamento.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti e votanti 41, favorevoli 12, contrari 29.
L’emendamento non è approvato.
Passiamo all’articolo 2. Ci sono ulteriori emendamenti. Stiamo mettendo ordine negli emendamenti.
C’è un ulteriore emendamento all’articolo 2: “Alla fine della rubrica dell’articolo 2 aggiungere le parole ‘e non imprenditoriale’”; “alla fine del comma 1 si aggiunge le parole ‘e non imprenditoriale’”; alla fine del comma 2, aggiungere i seguenti punti-elenco con lettere f) e g) “f) dell’evoluzione di tali fenomeni del tempo”; “g) delle disposizioni derivanti dalla disciplina nazionale e comunitaria”; “all’articolo 2, dopo il comma 4, introdurre il seguente comma 5 ‘5. I criteri e i limiti dello svolgimento delle attività di locazione turistica di cui al presente articolo non si applicano alle attività esercitate dagli host (locatori) presso la propria residenza principale’”.
Metto in votazione l’emendamento dopo avere acquisito il parere del Governo. Presidente, su questo emendamento. Ha chiesto la parola il Presidente.
Speaker : DECARO, Presidente della Giunta regionale.
Parere favorevole.
Speaker : PRESIDENTE.
Bene, il parere favorevole.
Metto in votazione l’emendamento n. 2, Minerva, all’articolo 2.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 41, votanti 39, astenuti 2, favorevoli 28, contrari 11.
Va aggiunto il voto contrario del consigliere Ferri.
L’emendamento è approvato.
Ora passiamo alla votazione dell’articolo 2 così come emendato.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 41, votanti 41, favorevoli 29, contrari 12.
Va aggiunto il voto contrario del consigliere Ferri.
L’articolo 2 è approvato.
Passiamo alla votazione dell’articolo 3, che non ha emendamenti. Su questo articolo sono stati ritirati gli emendamenti.
È aperta la votazione sull’articolo 3.
Avete votato tutti?
È chiusa la votazione. Consigliere Ferri, è riuscito a votare? Bene.
Consiglieri presenti 42, votanti 42, voti favorevoli 29, voti contrari 13, per cui l’articolo 3 è approvato con 29 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 4, che non ha emendamenti. Non ci sono emendamenti, perché sono stati ritirati.
È aperta la votazione. Prego, consiglieri, votate. Prego, consiglieri votate. Avete votato tutti?
È chiusa la votazione.
Presenti 41, votanti 41, voti favorevoli 29, voti contrari 12.
L’articolo 4 è approvato con 29 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 5. Non ci sono emendamenti neanche a questo articolo, per cui è aperta la votazione. Prego, votate. Non è stato ritirato? Perdonatemi, se non è stato ritirato… Mi sono fidato di quello che ho sentito.
Se avete votato tutti, chiudo la votazione.
Consiglieri presenti 40, votanti 40, voti favorevoli 28, voti contrari 12.
Quindi, l’articolo 5 è approvato con 28 voti favorevoli.
Passiamo ora alla votazione dell’articolo 6. Ci sono emendamenti?
C’è un emendamento a firma della maggioranza, che sostituisce l’articolo 6. Ne conoscete i contenuti, posso metterlo in votazione?
È aperta la votazione. Prego, consiglieri, votate. Avete votato tutti?
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 39, votanti 39, voti favorevoli 29, voti contrari 10.
L’emendamento Minerva all’articolo 6 è approvato con 29 voti favorevoli.
Essendo l’emendamento sostitutivo, l’articolo 6 si intende approvato.
Ora passiamo all’articolo 7.
Vi è un emendamento a firma del consigliere Romito: “Nell’accertamento delle violazioni e nell’applicazione delle sanzioni amministrative previste dalle normative regionali sono garantiti il rispetto delle disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689, e delle altre norme vigenti in materia di procedimento sanzionatorio, nonché il diritto degli interessati di presentare scritti difensivi e documenti all’autorità competente”.
Il consigliere Romito chiede di intervenire per illustrare l’emendamento. Prego, consigliere Romito.
Speaker : ROMITO.
Grazie, Presidente. Ho ritenuto di dover illustrare questo emendamento, perché così avranno più facilità i colleghi di maggioranza a bocciarlo. Questo emendamento si pone semplicemente l’obiettivo di tutelare, secondo gli strumenti legislativi e normativi presenti e attuali, lo stato di diritto: mi fai la sanzione, io posso difendermi e controdedurre.
Io comprendo ‒ spero di essere smentito ‒ la natura sanzionatoria sovietica punitiva e coercitiva di chi scrive una legge per proibire, bloccare e fermare l’iniziativa economica privata, però ci consentirete almeno di difendere l’aspetto più chiaro, l’aspetto costituzionalmente più importante: il diritto alla difesa. Noi non abbiamo introdotto nuove norme. Io non ho introdotto una norma semplificata per aiutare. Noi abbiamo detto: fermo restando le norme che già esistono, lì dove vi sono le sanzioni, contribuiamo a creare il contraddittorio, quindi la leale collaborazione fra pubblica amministrazione e privati.
Presidente, l’ho convinta? Bene, questa arringa ha cagionato un vantaggio per i nostri cittadini.
Grazie, Presidente. Mi fermo qui.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Romito.
Chiedo il parere sull’emendamento del Governo. Prego, Presidente Decaro.
Speaker : DECARO, Presidente della Giunta regionale.
Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE.
Metto in votazione l’emendamento Romito all’articolo 7, con parere favorevole da parte del Governo.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 42, votanti 42, favorevoli 42.
L’emendamento Romito all’articolo 7 è approvato all’unanimità.
Metto in votazione l’articolo 7, così come emendato.
È aperta la votazione. Avete votato tutti?
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 41, votanti 41, voti favorevoli 29, voti contrari 12.
L’articolo 7 è approvato con 29 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 8. Non ci sono emendamenti. È aperta la votazione. Consigliere Tutolo, è regolare? Consigliere, lei si astiene dal voto, non prenderà parte alla votazione? Bene. È cosa legittima.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 40, votanti 40, favorevoli 29, contrari 11.
L’articolo 8 è approvato con 29 voti favorevoli.
Passo alla votazione dell’articolo 9, ultimo articolo della norma.
Non ci sono emendamenti.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 41, votanti 41, voti favorevoli 29, voti contrari 12.
L’articolo 9 è approvato con 29 voti favorevoli.
Ora metto in votazione il disegno di legge nella sua interezza.
È aperta la votazione.
Perdonate, intanto ritiro la votazione e chiedo se ci sono interventi per dichiarazione di voto. La votazione è annullata. Prego.
Speaker : PAGLIARO.
Presidente, solo per riaffermare che continuiamo a pensare che questa sia una legge dirigista, punitiva e ideologica, pensata con la presunzione che la casa dei pugliesi, frutto dei sacrifici di una vita, sia un bene a disposizione di regolatori, di divieti dei sindaci ‒ che Dio ce la mandi buona ‒ e della burocrazia regionale. Ripeto, così non si sta governando il turismo. A tal proposito, ricordiamo che siamo ancora senza assessore al turismo, Presidente, quindi chiediamo di nominare un assessore al turismo, vista l’importanza di questo settore per la nostra regione.
Si vuole trasformare i comuni in potestà fiscali e urbanistici, autorizzati a imporre tetti numerici e barriere burocratiche che soffocano il mercato e la libertà di impresa.
Per tutte queste ragioni e per tante altre, poiché questo DDL è marcatamente illiberale, il Gruppo di Fratelli d’Italia si oppone votando in maniera contraria a questa legge.
Speaker : PRESIDENTE.
Prego, consigliere Caroli.
Speaker : CAROLI.
Grazie, Presidente. Sarò telegrafico.
Ferma la posizione già rappresentata dal mio Capogruppo, utilizzo l’opportunità della dichiarazione di voto per ringraziare tutti i Gruppi di minoranza, i Gruppi di maggioranza, il Presidente e tutti i dirigenti per l’opportunità che mi hanno dato di poter attenzionare una questione molto delicata. Quindi, ringrazio tutti voi per la sensibilità dimostrata rispetto ad una questione che atteneva a decine di migliaia di strutture ricettive che in questo momento sono una sorta di traino rispetto a quello che è il progetto turistico della nostra Regione.
Grazie ancora.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Ha chiesto di intervenire il Presidente Decaro. Prego, Presidente, ne ha facoltà.
Speaker : DECARO, Presidente della Giunta regionale.
Grazie, Presidente.
Ho ascoltato attentamente la discussione di oggi. Anch’io voglio ringraziare i consiglieri, non solo quelli di maggioranza, ma anche quelli di minoranza per la discussione in Aula, ma anche per la mediazione che abbiamo fatto rispetto agli emendamenti, tutti tecnicamente ammissibili, nel senso che sono state fatte delle valutazioni politiche da parte della maggioranza. Alcuni emendamenti sono stati approvati anche dalla maggioranza, altri no, come è giusto che sia, perché su alcuni temi è giusto che ci siano delle sensibilità politiche, che sono delle sensibilità politiche diverse.
Ho apprezzato però i toni e i modi di affrontare un tema importante, che viviamo anche fuori da quest’Aula. Volevo chiarire che questa non è una legge contro qualcosa, non è contro lo sviluppo del turismo, non è contro gli operatori turistici, o i singoli cittadini che avviano un’attività di tipo economico e di sostegno al reddito, perché senza lo sviluppo del turismo, non avremmo avuto i dati economici sia sull’occupazione, sia sul prodotto interno lordo, della nostra regione.
Il turismo fa il 17 per cento del PIL, paragonato all’agricoltura, che è il 6 per cento del PIL, dimostra che è tre volte superiore. Già l’agricoltura è un pilastro, per la nostra economia, è già un dato importante rispetto ai dati del resto d’Italia, perché la media del PIL in agricoltura è il 3 per cento nel nostro Paese, quindi a dimostrazione che il turismo è importante.
Come si è sviluppato il turismo? Anche grazie agli affitti brevi, perché se andiamo a guardare sempre i numeri, 100.000 posti letto per strutture ricettive, 180.000 posti letto per bed and breakfast, 280.000 posti letto per gli affitti brevi, non avremmo ottenuto quello sviluppo del turismo senza gli affitti brevi. Non li vogliamo eliminare, vogliamo che ci sia un riequilibrio anche dal punto di vista territoriale, perché in alcune zone del nostro territorio viviamo il fenomeno dell’overtourism, cioè la gentrificazione. Ci sono centri storici dei comuni più grandi o i centri dei comuni balneari dove c’è una gentrificazione e l’espulsione dei residenti. Quindi, abbiamo voluto ascoltare anche le voci che sono fuori di quest’Aula, degli studenti, che nelle città universitarie trovano affitti solo molto alti, delle giovani coppie, che non trovano una casa in affitto, se non nelle zone di estrema periferia. La cosa che più mi ha preoccupato negli anni in cui ho fatto il sindaco era la persona più anziana che ha vissuto tutta la vita all’interno di un alloggio, magari nel centro storico, dove ha creato la propria socialità per tutta la sua vita, a un certo punto le arriva l’avviso di sfratto quando sta per scadere il contratto di fitto perché quel locale va messo per gli affitti brevi. Non so se vi ricordate delle immagini in cui, un giorno, da sindaco mi arrabbiavo perché avevano messo fuori da un appartamento i mobili, il carrozzino. C’era la vita di una persona, che era stata messa fuori da quell’alloggio, perché quell’alloggio i proprietari lo mettevano per affitto breve, lo mettevano a reddito. Non è una cosa negativa. Ma quando si concentra rischiamo di creare problemi anche ai turisti, perché il turismo arriva nelle nostre città, nei piccoli borghi e nei centri storici anche per vivere l’esperienza. Si parla di turismo esperienziale. Che cosa vogliono vivere? La nostra tradizione, la nostra identità, i nostri sapori. Ho sentito l’intervento del collega De Santis: il sapore della braciola col sugo. Quello a Bari. Ci sono i pezzetti da qualche altra parte. I ciceri e tria. Ci sono tanti sapori. Però, se se ne vanno tutti i residenti ‒ l’ho detto qualche volta ‒ si ritroveranno un tedesco, un francese o un americano, che non è l’inizio di una barzelletta, è quello che accadrà, se ce ne andiamo tutti noi, non si vivrà nemmeno l’esperienza. Quindi, non abbiamo voluto dare un blocco, ma abbiamo detto solo ai comuni turistici, che sono 39, che si sommano ai comuni capoluoghi di provincia: Amministrazioni comunali, avete la possibilità di scegliere una limitazione in alcune zone del vostro territorio, magari per creare le condizioni in altre zone del vostro territorio. Nei comuni più grandi ci sono zone dove magari arrivano gli affitti brevi e si fa anche una riqualificazione immobiliare, perché in questi anni c’è stato lo sviluppo del turismo, la riqualificazione immobiliare, la riqualificazione dal punto di vista paesaggistico.
Noi stiamo ascoltando le voci di chi sta fuori e di chi cerca una casa con un prezzo calmierato, cosa che oggi in alcune zone della nostra regione è diventata difficile. Ci sono tante zone dove, invece, spero possano arrivare le locazioni brevi, perché ci sono piccoli borghi delle aree interne, della nostra terra, dove nessuno realizzerà un albergo con i posti letto, una struttura ricettiva, non sarebbe nemmeno giusto farla, andremmo forse a rovinare lo skyline, il paesaggio.
Invece, gli occhi dei visitatori potranno scoprire quei luoghi grazie alla possibilità di qualche residente, di qualche cittadino, di mettere a disposizione il proprio alloggio per gli affitti brevi, dando la possibilità a tante persone di conoscere dei luoghi che ancora oggi non conosciamo, e per evitare quello spopolamento, adottando una sorta di agenda del controesodo, dando un’opportunità economica, una possibilità di sviluppo anche a tanti luoghi che invece in questi anni si sono spopolati.
Non saremo noi a decidere dove e quando, però proviamo a dare ai Sindaci gli strumenti per tutelare la propria comunità, e soprattutto per tutelare quella parte più fragile della comunità pugliese e per dare, soprattutto ai giovani, la possibilità di decidere di restare qui e di costruire qui il futuro proprio e della propria famiglia. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Presidente Decaro.
Non ci sono altri interventi. Quindi, procediamo con la votazione della norma nella sua interezza.
È aperta la votazione. Avete votato tutti?
Possiamo chiudere la votazione.
Consiglieri presenti 41, votanti 41, voti favorevoli 29, voti contrari 12.
Quindi, il DDL n. 76 è approvato con 29 voti favorevoli.
Ora mi chiedeva di intervenire l’assessore Leo. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : LEO, assessore al bilancio e al personale.
Grazie, intanto, per la parola.
Io penso che i punti finanziari vadano approvati perché c’è la scadenza del 31 ottobre. C’è la scadenza, quindi è chiaro che per me sono assolutamente importanti e vincolanti, questi punti.
Io quindi, Presidente, chiederei di approvare questi tre punti all’ordine del giorno, soprattutto rendiconto e bilancio consolidato, altrimenti bisogna ritornare nei prossimi giorni. Questo è ovvio.
Speaker : PRESIDENTE.
Assessore, affinché io possa comprendere la richiesta. Lei mi ha chiesto di accorpare la discussione sui tre punti all’ordine del giorno, che andremo a votare evidentemente singolarmente.
Non so se questa proposta è accolta.
Consigliere Romito, io vi dico soltanto questo: in caso di mancata approvazione del rendiconto saremo costretti... Va bene.
Ha chiesto la parola il consigliere De Leonardis. Consigliere, ha intenzione di intervenire? Prego, noi ci appelliamo alla sua saggezza.
Speaker : DE LEONARDIS.
Grazie, ma non mi pare il caso, Presidente, in questo momento, affidarsi alla mia saggezza. Il tema è il seguente: è stata data nella Conferenza dei Capigruppo un’organizzazione del Consiglio… Quella a Gallipoli, qua è una cosa, invece, diversa. Si fa l’organizzazione… Ognuno arriva quando vuole, non è che dobbiamo timbrare il cartellino, consigliere… Non insulto mai. Diciamo una cosa da diversa.
Presidente, non riesco a intervenire.
Speaker : PRESIDENTE.
Per cortesia, fate intervenire il consigliere De Leonardis, e poi, a margine di questo confronto, avrei da dire qualcosa anche io.
Speaker : DE LEONARDIS.
Grazie, Presidente. Innanzitutto voglio dire sommessamente questo. La Conferenza dei Capigruppo, fissato l’ordine del giorno da parte del Presidente, che fissa l’ordine del giorno, organizza i lavori dell’Aula. Quindi, al di là della questione “un’ora di più, mezz’ora di più”, i lavori vengono organizzati dalla Conferenza dei Capigruppo. per modificare questo è necessario avere l’unanimità del consenso da parte di tutti i Gruppi. Il rendiconto non è un argomento qualsiasi, ma è un argomento altamente politico, perché si va a valutare quello che il Governo ha fatto nell’ultimo anno, quindi capire se le azioni che sono state messe in campo con il bilancio di previsione sono puntualmente riportate nel rendiconto di gestione. Quindi, è un punto altamente politico, che richiede un’attenzione particolare e anche una nostra presenza in Aula. Alcuni di noi, non è il mio caso, perché sono arrivato questa mattina presto e andrò via alla fine. hanno posticipato un appuntamento, una visita medica, qualcosa, sia di maggioranza che di opposizione. Quindi, Presidente, è nelle sue competenze convocare il Consiglio regionale quando vuole. Non deve sicuramente chiederlo a noi. Siccome adesso è terminato, lei convochi il Consiglio regionale quando ritiene più opportuno, nei termini previsti dalla legge per approvare il rendiconto, che non mi sembra che se non l’approviamo entro il 30 succeda qualcosa... Quali sono le sanzioni? Presidente, fino al 30 ottobre sono dieci giorni, quindi anche martedì prossimo potremmo fare un Consiglio. Comunque, sarà il Presidente a decidere quando convocarlo. È nelle sue competenze.
Speaker : PRESIDENTE.
Il Presidente non parla mai, ma oggi dovete consentirmelo. Collega, poi le darò la parola. Anch’io ho diritto di parola, alla pari degli altri consiglieri. Per fortuna, il Presidente ha facoltà di parlare quando ritiene.
Guardate che oggi inauguriamo una nuova stagione: da oggi in poi non indicheremo mai più un orario di chiusura dei lavori, mai più! Se è questo l’atteggiamento, da oggi in poi noi organizzeremo i lavori con l’ordine del giorno e ce ne andremo quando i lavori finiranno, perché quello è un accordo tra persone che per dieci mesi sono riuscite a mettersi d’accordo. Oggi c’è stata una difficoltà determinata dal ritardo dell’arrivo di tanti consiglieri, anche dell’opposizione, e noi per bon ton e per cortesia istituzionale abbiamo posticipato l’inizio dei lavori di un’ora. Quindi, non mi pare una tragedia proseguire, almeno col rendiconto, lì dove è prevista una penale, nel caso in cui non dovessimo approvarlo entro il 30.
Poi potremmo stabilire un’altra data, entro il 30, ma significa dover assecondare le esigenze di ognuno. E vi posso garantire che non potremmo andare oltre questa settimana, quindi il Consiglio si farebbe o domani, o massimo giovedì o venerdì, non oltre.
Io ritengo che alla luce del fatto che per 10 mesi ci siamo messi d’accordo e siamo andati anche oltre l’orario, in altre occasioni, proprio perché abbiamo preso atto dei ritardi, ritengo che almeno su questo punto ci si possa ritrovare. Altrimenti, vi posso garantire che se oggi si conserva un atteggiamento rigido, l’orario di chiusura dei lavori non sarà indicato mai più, perché non è previsto dal regolamento.
È un accordo tra di noi che abbiamo sempre rispettato. Prego, consigliere Tammacco.
Speaker : TAMMACCO.
Grazie, Presidente.
Posso? Presidente, io credo che sia il caso di affrontare tutti e tre i punti finanziari, anche perché ci sono delle scadenze importanti. Se noi non dovessimo approvare il bilancio consolidato, non riusciremmo ad assumere, tra l’altro, un bel po’ di giovani che stanno attendendo di poter essere assunti non da un giorno, non da un mese, ma da anni, perché dovevamo utilizzare dei fondi del 2024.
Tra l’altro, l’Assemblea è sovrana, in questo senso. Quante volte la riunione dei Capigruppo ha deciso un ordine del giorno, si è venuti in Aula, e quell’ordine del giorno è stato completamente stravolto dall’Assemblea, perché sovrana? Tra l’altro, ci siamo anche attardati, e in questo senso, facendo parte della VII Commissione, vorrei invitare i commissari e tutti i colleghi a modificare anche parte del regolamento, perché il regolamento è obsoleto. Ma quante volte, tra l’altro, si è venuti in Aula, anche oggi per sostenere degli emendamenti presentati all’ultimo momento, che avevano necessità di essere valutati sia sotto l’aspetto tecnico che sotto l’aspetto politico? Abbiamo ritardato il termine dei lavori del primo punto all’ordine del giorno.
Pertanto, ritengo necessario che si portino a termine questi punti, e credo di parlare a nome anche di molti colleghi fra noi. Non so se qualcun altro interverrà. Però, assolutamente non c’è la possibilità di rinviare ciò che non è rinviabile perché l’Assemblea è sovrana e perché i punti finanziari vanno fatti oggi. Il fatto delle ore 17 non era contemplato nell’ordine del giorno, perché le 17 non indicano ciò che viene discusso o ciò che non viene discusso. Chi se ne deve andare se ne va comunque, indipendentemente dai punti che devono essere discussi. Per cui, chiedo all’Aula di procedere con i prossimi punti all’ordine del giorno, semmai accorpandoli in un’unica discussione e votandoli in maniera differente.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Tammacco.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva, spero brevemente. Prego, consigliere.
Speaker : MINERVA.
Brevemente, Presidente. Non facciamo una bella figura, perché è vero che c’è un accordo di massima sul far terminare alle 17 i lavori, ma se l’ordine del giorno ci chiede di andare avanti perché ci siamo attardati sugli emendamenti presentati oggi, perché ci siamo visti di là per provare a venirvi incontro rispetto agli emendamenti, se decidete di andarvene non fate una bella figura. Più volte ci siamo fermati dopo le 17, ci sono le tre leggi da votare, abbiamo volutamente messo nell’ordine del giorno la legge Scalera e l’altra legge proposta dal centrodestra proprio per venirci incontro. Mi dispiace, consigliere, capisco che fa parte del partito che ha votato l’autonomia differenziata, ma Foggia sta più a nord di Gallipoli, non per questo mi deve discriminare. Invece di perdere tempo, avremmo già potuto votare i tre punti all’ordine del giorno.
Questo è un ostruzionismo becero. Chiediamo di votarlo perché l’Aula sta chiedendo di votarlo. Quindi, votiamo.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Gatta. Prego, consigliere.
Speaker : GATTA.
Grazie, Presidente. Nessuno vuole fare ostruzionismo, assolutamente. I Capigruppo hanno fissato un orario. Tra l’altro, sinceramente, non capisco, Presidente, questo orario perché io, avendo fatto il sindaco, quando convocavo un consiglio comunale con i punti all’ordine del giorno, facevamo tutti i punti all’ordine del giorno. Non è che quando conviene alla maggioranza trattiamo i punti e andiamo oltre l’orario prestabilito, e quando poi ci sono punti e proposte di legge che interessano la minoranza, rispettiamo gli orari.
Secondo me, noi dobbiamo trovare una mediazione. Rinviamo questo Consiglio, anche perché non è che stiamo per approvare qualsiasi punto, ma dobbiamo approvare il rendiconto di bilancio, che è qualcosa di importante, è un documento politico. Perché si vuole comprimere una discussione rispetto a un documento importante della Regione?
Ho capito, sono le 17.15, dobbiamo ancora trattare tre punti, tra cui il rendiconto di bilancio. Penso che un minimo di discussione lo dobbiamo fare. A questo punto, facciamo tutti i punti previsti all’ordine del giorno, facciamoli tutti, quindi ad oltranza.
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere Pagano, prego.
Speaker : PAGANO.
Grazie, Presidente.
Io penso che di provocazione in provocazione non avremmo inquadrato il problema vero che ci occupa in questa ultima coda del Consiglio, quindi mi permetto, con umiltà e con rigore intellettuale di richiamarmi al senso di responsabilità dei colleghi dell’opposizione.
Capisco il posizionamento di carattere politico determinato dalle discussioni più disparate, ma è evidente che in questa fase esistono dei problemi oggettivi legati anche alla incapacità, in questo frangente, di poter immaginare la riconvocazione, riscontrando le disponibilità di tutti quanti, entro il termine previsto per l’approvazione del consolidato.
Capisco, e vi assicuro che non farò nessun tipo di provocazione politica, anche perché, come sapete, nei lavori che svolgiamo in Commissione quasi mai ci adombriamo in discussioni di carattere epistemologico, ma in questo caso, mi pare evidente che a un richiamo fatto dalla Presidenza del Consiglio, che ha dimostrato in questi mesi di essere sempre molto partecipe delle richieste e delle sensibilità che provenivano soprattutto da parte dell’opposizione rispetto a qualcosa che ha evidentemente un risvolto pratico molto serio, da questo punto di vista si possa provare a fare un passo in avanti. Quindi, da parte mia vi faccio un appello in questa fase a evitare di continuare a discutere, perché se dobbiamo stare sul merito della questione è evidente che quando si fanno degli accordi quegli accordi vanno rispettati. Siccome qui è nata una questione relativa al fatto che abbiamo licenziato la norma, potendo anche accogliere alcuni degli emendamenti, utilissimi, che sono stati fatti dall’opposizione, i lavori sono andati avanti per più tempo di quello che immaginavamo. Abbiamo cominciato, ahinoi, forse colpevolmente da parte di tutti, con un’ora di ritardo. Io penso che, se ci ritagliamo mezz’ora di tempo, tutti quanti noi facciamo una cosa utile per la Puglia, perché, come discutevamo, ma lo sapete benissimo, qui trattasi di rendiconti e il rendiconto di per sé è una fotografia, e sulla fotografia è evidente che abbiamo chiavi di lettura differenziate, e quindi non c’è da questo punto di vista una notazione punto per punto che vada sottolineata. È chiaro che possiamo tranquillamente raccontare la fotografia in una dichiarazione di voto che superi l’impasse di cui stiamo discutendo ormai da quaranta minuti.
Lo dico in maniera seria e non perniciosa, anche perché se il Presidente avesse potuto accogliere l’invito a una riconvocazione alla prossima settimana lo avrebbe sicuramente fatto. Io mi sono premurato anche di parlarne con lui, quindi è evidente da questo punto di vista che non ci sono quei margini. Quindi, vi prego: proviamo ad andare avanti su questa cosa. Lo dico senza intento polemico. Anzi, se qualcuno può averlo inteso in questa maniera, vi assicuro che non era mia intenzione.
Presidente Pagliaro, tutti noi abbiamo avuto una sensibilità oltremodo e avremo ancora più sensibilità rispetto, giustamente, alle prerogative che potranno emergere nel concreto, però su questa vicenda, che vi assicuro ha un rilievo importante e voi ne conoscete sicuramente più di me la portata, proviamo a dare un segnale distensivo, anche perché questo non cambierà gli umori dei pugliesi sul profilo nazionale o su quelle che saranno le prossime scadenze.
L’avete sempre fatto, sicuramente. Ha ragione, Presidente. Penso che lo abbiamo fatto anche su un caso personale.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Intanto tengo a precisare che la mia posizione non è legata alla visione di una parte, ma al timore che l’ente, l’istituzione possa subire una penalità, per cui non sono né da una parte, né dall’altra, come sapete, in queste vesti non potrei esserlo mai, quindi è l’unico elemento di preoccupazione.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Romito. Io ritengo che se si può proseguire con i lavori, almeno su quei punti dove noi potremmo incorrere in penalità, sarebbe cosa saggia. Se non dovessero esserci le condizioni, comunque il Consiglio dovrà tenersi prima del 30, a prescindere da quanto queste penalità incidano o meno sulla vita, ma è una condizione in cui non voglio mettere mai l’ente che rappresentiamo.
Prego, consigliere Romito.
Speaker : ROMITO.
Presidente, noi apprezziamo l’intervento garbato del collega Pagano, che ha detto le cose che sono accadute non negli ultimi cinque anni, ma nelle ultime tre ore.
Essere tacciati anche di aver fatto ostruzionismo, è veramente l’apoteosi della follia. Lo ricordo per chi ha una memoria con qualche difficoltà, non per le ore, ma per i minuti: noi abbiamo approvato adesso il primo punto all’ordine del giorno, una norma che il Presidente Decaro ha presentato, e a cui la maggioranza teneva. Lo dico a tutti i colleghi, così non mi riferisco a qualcuno in particolare: ritirando gli emendamenti che erano stati definiti politicamente non concordi, ma tecnicamente ineccepibili, abbiamo ritirato gli emendamenti, non li abbiamo discussi, abbiamo consentito che i lavori si svolgessero, com’era giusto che fosse, in un’Assemblea legislativa. Ma ostruzionismo di cosa? Mi verrebbe da rispondere in barese!
Non lo faccio perché mi ricordo di essere un consigliere regionale: ma ostruzionismo di cosa? Vi volete riprendere? Ci avete chiesto, nonostante il termine dei lavori “possiamo proseguire con il rendiconto, perché si deve approvare entro il 30?” Non è l’atteggiamento dello sferzare l’avversario, è un atteggiamento diverso, istituzionale.
Ci si deve chiedere, per interesse della Puglia, giacché siamo arrivati lunghi, e siete arrivati lunghi: si può proseguire il Consiglio regionale? Non questo atteggiamento di sfida e di scherno. Ma dove state, a casa vostra? Non mi sto riferendo soltanto a lei: ma dove state, a casa vostra? Allora, con garbo, con i modi e con i toni che si devono tenere fra Istituzioni, si chiede un atteggiamento di responsabilità, come abbiamo sempre avuto in quest’Aula. E non ci venite a insegnare la lezione, a noi che vi abbiamo consentito nel corso degli anni e della precedente legislatura di votare provvedimenti che non sarebbero mai passati, con garbo e con senso delle Istituzioni. Dopodiché, siccome ci state dicendo che siete tutti preparati, che avete studiato tutti il rendiconto e che siete in grado di comprenderlo, io chiedo all’assessore Leo, che è un’altra figura istituzionale molto esperta del Consiglio regionale, di iniziare a dare lettura dell’intero provvedimento concernente il rendiconto. Non il provvedimento, l’intero provvedimento. Cosicché noi, che invece siamo degli sprovveduti e non eravamo preparati per ascoltare il rendiconto, staremo incollati sulle sedie ad ascoltare. Non lo so quante sono, 700 pagine? Stiamo qua ad ascoltare le 700 pagine, che è il verbo della Giunta regionale, cosicché ci insegnate come si sta in Consiglio regionale e come ci si comporta da Istituzioni. È un mio diritto chiederlo ai sensi dello Statuto e del Regolamento.
Se questo è l’atteggiamento da parte della maggioranza, noi dobbiamo rispondere con altrettanta chiarezza. Ringrazio il collega Pagano.
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere Lanotte, prego. Lei svolge una funzione analoga alla mia, quindi mi comprende.
Speaker : LANOTTE.
Grazie, Presidente. Io, svolgendo una funzione analoga alla sua da quattro anni, penso di essere nella mia città da quando c’è stata l’elezione diretta del sindaco, penso di essere il Presidente più longevo. Non so se è una nota di vanto o di demerito. Ma al netto di questo, devo dire che sono rimasto sorpreso, quando ho messo piede per la prima volta in questa Assise, sull’indicazione dell’orario di chiusura dei lavori. È stata una novità per me, che non ho mai condiviso.
Speaker : PRESIDENTE.
Diciamo che nelle Assemblee legislative...
Speaker : LANOTTE.
Infatti la differenza probabilmente è perché questa è un’Assemblea legislativa, mentre i consigli comunali non lo sono. Ma al netto di questo, pur non condividendola, mi sono adeguato. Pacta sunt servanda: se voi avete avuto da decenni una linea, voi ufficio, di indicazione di questa chiusura dei lavori, è un conto. Quindi, non capisco per quale motivo può essere cambiata. Ma al netto di questo, siccome io non ho alcuna difficoltà, l’unico messaggio che non può passare questa sera è che tra i banchi dell’opposizione ci siano persone che non vogliono adempiere alla loro funzione. Guardate, lo scorso Consiglio regionale io sono intervenuto lamentando il fatto che noi approviamo leggi che enunciano princìpi e buone intenzioni, ma che non avendo copertura economica, probabilmente non riescono ad incidere fattivamente nella vita dei pugliesi, quindi figuratevi se io stasera posso avere la benché minima difficoltà a rimanere fino alle 3 del mattino del giorno 21 ottobre.
Io non ho nessun problema. Sto qua, voglio continuare a stare qua. Chiedo che venga discusso integralmente l’ordine del giorno per il quale sono stato convocato in Consiglio regionale. Aggiungo, a questo punto, che ho apprezzato il tono di disponibilità e di apertura al dialogo da parte del Presidente della I Commissione, Pagano, al quale mi permetto di ricordare in maniera molto pacata che quando abbiamo affrontato in Commissione bilancio il rendiconto, un commissario dell’opposizione aveva rilevato in maniera arguta che mancasse il numero legale, senza l’opposizione, e chi sta parlando e sta intervenendo in questo Consiglio oggi, in questo momento, ha chiesto al Commissario di rimanere in Aula, pur votando contrariamente al rendiconto, per portare avanti speditamente i lavori delle Commissioni e consentire che questo Consiglio regionale oggi si esprimesse sul rendiconto.
Non è colpa mia se al precedente Consiglio regionale, per ragioni, ci mancherebbe, che non voglio stare a sindacare, non discuto, è stata ritirata la legge sui fitti brevi. Questo ce lo dobbiamo ricordare. È stata posticipata a questo Consiglio, ma era calendarizzata per il precedente. L’abbiamo rinviata, ci siamo venuti incontro, e ci mancherebbe, per le esigenze che vanno al di là della politica e anche delle istituzioni, mi permetto di dire.
Però stasera i lavori dovevano terminare alle 17. Siccome io tutto voglio fare, lo dico in dialetto, così ci comprendiamo, fuorché passare nell’opinione pubblica come sfaticato, io rimango in Consiglio regionale. Chiedo all’assessore, associandomi alla richiesta del consigliere Romito, che venga data lettura dell’intero provvedimento e che i lavori vengano affrontati fino alla fine, fino al punto n. 12.
Oggi dobbiamo discutere fino al punto n. 12. Non c’è scadenza, abbiamo voluto portare avanti i lavori in questo senso e io chiedo che vengano consumati tutti i punti all’ordine del giorno, con attenta e dettagliata discussione.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere Romito, ha chiesto la parola? Prego, consigliere De Leonardis.
Speaker : DE LEONARDIS.
Presidente, il tema è uno: noi vorremmo che quando si prende un accordo... Già a quest’ora non potremmo essere più qui, perché la Conferenza dei Capigruppo decide sull’ordine dei lavori e lei che è il testimone e il principale protagonista di quella Conferenza avrebbe già dovuto chiudere il Consiglio regionale. È sempre stato così. Ora mi sembra che ci siano delle esigenze da parte del Governo. Io non sono sicuro che, se non lo facciamo oggi o non lo facciamo entro la fine di ottobre, ci siano problemi. Non sono sicuro di questa cosa. Comunque, si è deciso che possiamo procedere con il rendiconto. Però, questa deve essere un’eccezione. Non può essere che, se la Conferenza dei Capigruppo decide un percorso, poi questo percorso non si fa più... Il rendiconto si poteva mettere anche al primo punto dell’ordine del giorno, perché la legge sugli affitti brevi non è che aveva una scadenza. Se ci sono delle scadenze sul rendiconto e sul consolidato, vediamo di procedere, ma questa è un’eccezione. Non è che noi accettiamo che questa proposta diventi una consuetudine, perché le regole sono ben altre, come voi avete detto all’inizio dei lavori, quando ognuno discute di tutto. Il collega Scalera ha parlato di una cosa, il collega Tutolo ha parlato del Tribunale di Lucera, ognuno si esprime liberamente, non seguendo l’ordine del giorno, e poi è chiaro che non ci troviamo con l’ordine dei lavori.
Il povero Pagliaro non l’avete fatto parlare. Per questa volta e solo per questa volta andiamo su questa cosa.
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere De Leonardis, la ringrazio.
Io però tengo a precisare che per mia natura sono rigorosamente… Perdonatemi: siccome tengo molto agli impegni che assumo e alla parola, è una mia abitudine, chi mi conosce lo sa, oggi noi non avremmo proseguito con i lavori se le opposizioni non avessero concordato, io l’ho detto chiaramente, avrei fissato un’altra data per il Consiglio, prima del 30, quindi non avrei mai forzato la mano, perché non è nella mia natura.
Per il resto, le regole vanno rispettate, e questo vale per tutti, ovviamente, con la giusta tolleranza che ha contraddistinto tutti noi in questi mesi. Prendo atto di questo intervento del consigliere De Leonardis, che immagino riguardi l’intera parte dell’Aula, quindi ringrazio tutti i consiglieri presenti, perché questo ci permette di proseguire con i due punti all’ordine del giorno, che necessariamente devono essere… Perdonatemi.
La richiesta del consigliere De Leonardis… Grazie.
L’assessore Leo ha chiesto di poter accorpare la discussione dei due punti all’ordine del giorno, che sono rispettivamente il disegno di legge n. 59 del 29.4.2026 “Rendiconto generale della Regione Puglia per l’esercizio finanziario 2025” e la deliberazione della Giunta regionale n. 1338 del 9 ottobre 2026 “Bilancio consolidato della Regione – Esercizio finanziario 2025, articoli 11-bis e 68 del decreto legislativo n. 118/2011”.
Invito a relazionare sui due punti, perché la discussione viene accorpata, fermo restando che ci saranno due votazioni distinte, il Presidente della I Commissione, consigliere Ubaldo Pagano, ringraziando ovviamente tutti i consiglieri che ci permettono di proseguire nei lavori.
Speaker : PAGANO, relatore.
Grazie, Presidente. Voglio non solo ringraziare per la disponibilità che è stata data, che è conforme, peraltro, a tutta quella che abbiamo avuto nella I Commissione durante i nostri lavori, ma anche chiedere ai colleghi consiglieri della minoranza se ritengono che debba tenere una relazione più approfondita oppure che possa depositarla agli atti. La posso dare per letta oppure devo procedere alla lettura? Perfetto, la ringrazio.
Speaker : PRESIDENTE.
Ci sono interventi? Prego, consigliere Pagliaro.
Speaker : PAGLIARO.
Quindi la diamo per letta. Consentitemi una piccola chiosa. Come avete visto, sono stato silenzioso, in collaborativo silenzio. Mi auguro, però, che questo gesto, ancora una volta, di disponibilità da parte nostra venga apprezzato oggi e sempre. Quindi, quando ci sarà occasione ‒ e succederà ‒ come è successo in passato, non dandoci la possibilità di discutere delle leggi che avevamo in programma e in calendario, attenendoci scrupolosamente all’orario di chiusura, vi prego di tenerne conto. Ripeto, se vogliamo aprire una nuova stagione di collaborazione, io non ho alcun problema a farlo.
Su un bilancio di oltre 16 miliardi di euro l’avanzo realmente utilizzabile non vincolato o bloccato da accantonamenti si riduce a soli 5,150 milioni di euro. Il grosso delle risorse è immobilizzato dai vincoli e dalle necessità di accantonare oltre 1,280 miliardi a copertura dei crediti inesigibili. C’è una mole di oltre 15 miliardi e 700 milioni di euro di residui attivi accumulati, segno di una grave difficoltà o lentezza strutturale della macchina regionale nel riscuotere i propri crediti e liquidare le somme impegnate negli anni precedenti.
I bilanci della Regione Puglia ci raccontano la storia di un disastro finanziario guidato da voi. Siamo davanti a una gestione opaca e pericolosa per le tasche dei nostri cittadini.
In un solo anno, il 2025, l’anno delle elezioni regionali, il fondo di cassa si è quasi prosciugato, passando da oltre 952 milioni a 95 milioni e 500.000 euro. Sono spariti dalle casse regionali ben 853 milioni di euro di liquidità. I risparmi sui conti della Banca d’Italia sono crollati da 2 miliardi e 600 milioni a 1 miliardo e 800 milioni. In un solo anno è stato bruciato quasi un miliardo di euro di contanti, togliendo alla Puglia l’ossigeno finanziario e la flessibilità per pagare i servizi essenziali.
Dove vanno a finire i soldi dei pugliesi? Vanno a finire, a pagare gli errori e i debiti di chi ha malgovernato. Avete spolpato la Puglia, il saldo della gestione finanziaria è sprofondato a meno 24 milioni di euro.
Paghiamo milioni di interessi passivi allo Stato e a Cassa depositi e prestiti per colpa di cambiali e ritardi. Ma il vero dramma i cittadini lo vivono sulla propria pelle, sulla sanità carente e tasse rincarate. Centinaia di milioni di euro dei pugliesi congelati e inutilizzabili, e per giunta totale mancanza di trasparenza. La Corte dei conti vi ha letteralmente bocciato sul metodo, parlando di carenze informative gravi.
I controllori dicono che avete unito i conti della Regione usando stime provvisorie e non bilanci veri e approvati. Non dite quali enti avete consolidato. Avete inserito una maxioperazione da 735 milioni di euro sui treni, senza spiegare un bel nulla e avete nascosto i dettagli delle cancellazioni dei debiti interni.
È un bilancio basato sul gioco delle tre carte. I revisori hanno trovato debiti e crediti che non quadrano fra la Regione e le sue agenzie, come ARES e Aeroporti di Puglia.
Ora avete l’obbligo tassativo di fare ordine entro il prossimo 31 dicembre. Se non lo farete, esploderanno debiti nascosti che lascerete in eredità a tutti noi e a tutti i pugliesi.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Prego, consigliere De Leonardis.
Speaker : DE LEONARDIS.
Grazie, Presidente. Discutiamo oggi del rendiconto, che è, sì, un atto che riguarda la chiusura di un anno, ma è anche un atto politico molto importante per tirare le somme e cercare di capire quello che è stato fatto in Puglia in questo 2025, per cercare di capire se qualche problema è stato affrontato, se in minima parte qualche problema che attanaglia questo territorio è stato risolto, se la gestione del centrosinistra in questi anni è stata una gestione positiva o negativa, se ha portato qualche risultato. Le materie di competenza della Regione sono tante, sono notevoli, sono importanti, determinano o meno la crescita di una regione, incidono profondamente sulla pelle dei cittadini. Abbiamo tante competenze, dall’ambiente all’agricoltura, dalla sanità ai trasporti e alle infrastrutture, che incidono fortemente, quindi oggi dobbiamo cercare di fare una valutazione su quello che è stato il 2025 per questa regione.
Il nostro giudizio politico sull’operato del vecchio Governo, perché ‒ diciamo la verità ‒ il 2025 è il vecchio Governo, anche se ci sono attori che in continuità stanno governando e portando avanti quello che c’era nella scorsa consiliatura, è assolutamente negativo. Ma è negativo non per una valutazione personale, ma per una serie di dati di fatto che ci sono e che vanno valutati in vari ambienti. Per esempio, in agricoltura abbiamo temi che ci portiamo dietro e che sono irrisolti purtroppo da tanti anni. Il precedente Governo non li ha affrontati e sono temi importantissimi. Come non ricordare il buco dei Consorzi di bonifica. Vedo l’assessore Pentassuglia che mi guarda, perché lui aveva la delega all’agricoltura. Purtroppo dobbiamo dire che ancora oggi il Consorzio di bonifica Centro Sud Puglia purtroppo non è ripartito nella sua interezza. I ritardi ci sono, il piano di classifica non è stato ultimato, le difficoltà le capiamo, però i dati di fatto sono quelli.
Prego? Gli altri della Capitanata hanno una funzionalità diversa. Ma io capisco, è un problema non di poco conto, però sono pure 15 anni che stiamo con questo “coso”, almeno qualche cosa in più ce la saremmo aspettata, diciamo così.
Questi, purtroppo, sono i dati di fatto. Questa è la situazione.
C’è poi un problema che riguarda, purtroppo, anche qui, il sud della Puglia, che sta arrivando anche al nord, il tema Xylella. Abbiamo speso decine e decine di milioni. Io ricordo in quest’Aula Emiliano che magnificava le consulenze che sarebbero state date alle Università pugliesi per affrontare questo tema.
Collega Tutolo, purtroppo, la Xylella non siamo riusciti ad arginarla. Adesso il Governo nazionale ci ha fatto arrivare delle risorse per rimettere a posto le cose. Gli ultimi sono i 30 milioni che riguardano la possibilità dei rimpianti, degli sforzi, il tanto vituperato Governo Meloni, che in quest’Aula è diventato il principale accusato. Qua parliamo più del Governo Meloni che dei temi e della questione del Governo regionale.
Al volo, perché non prevedere… Sul tema agricoltura, sapevamo tutti che c’erano sul vino delle importanti giacenze. Perché non prepararsi prima per capire come affrontare e come dare un sollievo a questo settore? Ci sono delle risorse dell’Assessorato all’agricoltura che vanno indirizzate. Bisogna capire come indirizzarle verso un settore, verso un altro.
Si sarebbe potuto dare quindi un sollievo a queste cantine, a queste cooperative che hanno questi problemi. Oppure, per esempio, fare a proposito del gasolio agricolo, come ha fatto la Regione Calabria, che ha messo delle risorse proprie, dei soldini propri, per abbassare il prezzo del gasolio agricolo a favore degli agricoltori. Hanno messo lì 20 centesimi per ogni litro, questi soldi andavano, direttamente, tramite il portale che abbiamo, direttamente agli agricoltori.
Non voglio poi parlare della questione dell’olio, che è assolutamente similare e identica a quella del vino, ma comunque questo è un tema fondamentale.
Vorrei dire due parole anche sull’ambiente. Sull’ambiente, purtroppo, abbiamo speso decine e decine di milioni di euro. Anche le agenzie con cui la Regione collabora, l’ASSET e altro, non hanno portato quei risultati che ci si aspettava. L’erosione costiera non è stata bloccata. Il Piano dei rifiuti non si è chiuso. Il piano dei rifiuti in Puglia è ancora lì, non riusciamo ad arrivare alla chiusura dei rifiuti. Questo che cosa comporta? Che ai cittadini dobbiamo aumentare la TARI. Quest’anno ancora una volta i Comuni sono stati costretti ad aumentare la TARI ai cittadini pugliesi per l’incompetenza e l’incapacità del Governo regionale di chiudere un ciclo dei rifiuti. È di tutta evidenza. Difatti, se noi avessimo chiuso il ciclo dei rifiuti, avremmo dato la possibilità ai cittadini pugliesi di avere notevoli vantaggi dal punto di vista della TARI.
Questi sono alcuni flash, alcune situazioni che voglio evidenziare per far capire di che cosa stiamo parlando in questa Regione, di quali sono i problemi, di quali sono le attività, di quello che facciamo e di quello che non facciamo.
Il bilancio è una materia complessa. Quest’anno non sono voluto andare in Commissione bilancio, ma devo dire che purtroppo negli ultimi anni c’è stata una sterzata sul bilancio. Questa Regione, al di là dei colori politici, aveva intrapreso una volontà di risanamento dei conti: si era andati alla rinegoziazione dei mutui, alla riduzione del debito, a un miglioramento del rating, anche tramite le agenzie. Purtroppo da due anni a questa parte c’è stata un’inversione di tendenza, c’è stata una volontà di riattivarsi con i mutui, di ripartire con il debito, di non avere i conti a posto. Addirittura per il deficit sanitario si è andati a intaccare il bilancio del Consiglio regionale, per due volte, cosa che non si era mai fatta e non si era mai vista, perché il bilancio del Consiglio regionale è sempre stato un unicum che non è mai stato toccato. Questo per fare un piccolo, piccolissimo passaggio da questo punto di vista.
Vorrei, poi, parlare dell’economia di questa regione. Quest’anno il PIL in Puglia è cresciuto dello 0,4 per cento, ultima regione del sud, perché nel Mezzogiorno nel 2025 il PIL è cresciuto dello 0,7 per cento. Ultima regione del Mezzogiorno. È cresciuto anche meno della media nazionale, che è stata dello 0,5 per cento. Tutti quanti sappiamo che, per le politiche del Governo Meloni, per la ZES, per tutte queste attività che sono state messe in campo dal Governo Meloni, il sud è stato avvantaggiato ed è cresciuto più del nord. Ebbene, le azioni di contrasto della Puglia sono evidenti e non sono state capaci di accompagnare la Regione e il Governo nazionale per uno sviluppo e per una crescita. Questi sono i dati che vengono fuori dalla Banca d’Italia. C’è stata una riduzione dello 0,3 per cento dell’occupazione, al contrario di quello che è successo in tutta Italia.
Vorrei, poi, dire una cosa importante anche ai colleghi di tutte le province: abbiamo una Puglia a due velocità, abbiamo Bari, anzi, direi Bari città, che cresce e si sviluppa, dove si sono concentrate le attenzioni del Governo regionale uscente, perché se voi andate a vedere tutti gli investimenti delle società più importanti sono avvenuti a Bari città. Le infrastrutture più importanti, gli investimenti sono stati fatti a Bari città. Tutte le altre province della Puglia decrescono.
Se andate a farvi un giro nei nostri uffici regionali, in tutta la Puglia, colleghi di maggioranza, vedrete che non sono scoperti, che non c’è più personale della Regione in questi uffici. A Foggia interi uffici sono scoperti: l’Ufficio urbanistica, faccio un esempio, così come anche nelle altre province. C’è stato un accentramento a Bari, la Regione sta diventando come se fosse una piccola provincia di Bari, quindi Bari ricresce del 5,8 per cento, la BAT e Lecce dell’1 per cento, Brindisi perde l’1,1 per cento, Foggia il 3,5 per cento, Taranto, purtroppo, per la grave crisi che ha, di oltre il 5 per cento. Questi sono i dati crudi della verità.
C’è bisogno, Presidente Decaro, di un’inversione di tendenza, di non avere più questo baricentrismo, di tornare a far sì che la Regione guardi all’intero territorio regionale, Presidente Decaro, non solo a Bari. Anche oggi, la legge sugli affitti brevi è stata incentrata paradossalmente quasi esclusivamente su Bari città, perché il problema era su Bari città, mentre nelle altre province, gli altri Comuni avevano altri tipi di problemi.
Dobbiamo essere più attenti a tutta la Regione, a tutte le province, a tutti i Comuni. Questo è un tema che va affrontato, in questa consiliatura, non possiamo più permetterci che ci sia una regione che cresce a due velocità: da una parte Bari, dall’altra le altre province, dobbiamo avere una crescita univoca, sennò questo ci porterà a far sì… Ma questo si vede anche per la questione demografica: tutte le province pugliesi perdono abitanti. L’unico Comune che li guadagna è Bari.
Assolutamente, siamo a favore di Bari, non abbiamo niente contro Bari – non so se perché lei fa più figli, Presidente – ma qua dobbiamo prestare attenzione a tutte le province, assolutamente e questo è un tema importante.
Dal punto di vista dell’economia, oltre a questo vorrei dire che è successo qualcosa di paradossale, in questa consiliatura. Se io sono un imprenditore pugliese, che mi programmo di fare uno sviluppo della mia azienda, che voglio far crescere il mio settore, oggi, come mi ritrovo ad interfacciarmi con le Istituzioni di questo territorio? Mi ritrovo che tutti i bandi sono bloccati. Io non posso programmare la mia attività di sviluppo della mia azienda, non ho la possibilità di andare a cercare uno sviluppo di lungo periodo, perché purtroppo i bandi PIA e MiniPIA, PIA Turismo e MiniPIA Turismo, i contratti di programma sono tutti bloccati, contratti di programma che potrebbero far venire nel nostro territorio imprese di certe dimensioni che contribuirebbero a uno sviluppo importante. Presidente Decaro, occorre una razionalizzazione: dobbiamo capire che tipo e che qualità di investimenti vogliamo in Puglia, piccole aziende, grandi aziende, che cosa vogliamo aiutare e dove spingere questi bandi per aiutare quali settori. Questo bisogna cercare di fare. Capisco che le risorse non sono illimitate, ma se si cerca di dare tutto a tutti non si riesce a dare uno sviluppo. Dobbiamo seguire quello che di buono ha fatto il Governo Meloni con la ZES e con tutte queste attività che hanno portato veramente sviluppo e crescita, e questo in quest’Aula non l’ho sentito.
Il turismo. Presidente, il turismo è veramente il nostro importante volano di sviluppo. Io mi chiedo, Presidente: perché non nomina un assessore al turismo? Qual è il motivo politico o personale? Perché non nomina un assessore al turismo? Lei ha mille cose da fare. Un giorno la vedo a Bruxelles, un giorno la vedo alla Conferenza Stato-Regioni, un altro giorno la vedo da un’altra parte. Noi ci iniziamo a chiedere quali sono le motivazioni per cui il settore trainante dell’economia pugliese viene tralasciato e abbandonato. Se ci fosse un assessore al turismo i risultati che oggi ci sono sarebbero raddoppiati, triplicati.
Presidente, non sto dicendo che non va bene. Sto ponendo una questione politica e vorremmo una risposta perché non nomina un assessore al turismo. È legittimo chiederglielo, Presidente? Questo lo lasci giudicare a noi: vedremo se è così o meno. No, io non lo posso fare, purtroppo, perché farei crescere troppo questa regione. Però, facendo cambio io e il collega Minerva, lui viene a vivere a Foggia e io vado a Gallipoli, potrei acquisirei delle competenze in materia turistica.
Vorrei fare anche qualche passaggio sul tema dei temi: gli 8 miliardi di euro di cui il Governo regionale dispone e di come li spende, sulla qualità della spesa sanitaria, su quello che oggi abbiamo, sul perché siamo in Piano di rientro.
Ma voi lo sapete perché siamo in Piano di rientro da tanti anni? Questo è nato quando Donato Pentassuglia era anche assessore alla sanità nel secondo Governo Vendola. All’epoca, nel secondo Governo Vendola, siccome c’era una cosa che si chiamava Patto di Stabilità, che valeva per tutte le Regioni, nel secondo Governo Vendola – Toni, c’eri pure tu – non avendo voluto sottostare a queste regole, la sanzione è stata Piano di rientro in sanità, cittadini pugliesi che avranno difficoltà nelle cure, blocco delle assunzioni, mancano i medici, perché tanti medici erano con contratti a tempo determinato – volevo dire Antonio Tutolo, che tira sempre fuori questa questione – e dopo il primo, secondo, terzo anno, questi bravi medici purtroppo hanno preferito andare fuori, dove gli facevano dei contratti a tempo indeterminato, e noi dall’epoca siamo in Piano di rientro.
Donato l’altra volta ci stava facendo uscire dal Piano di rientro. Spero che questa volta ci farà riuscire dal Piano di rientro, ma i problemi sono sempre tutti là. Da vent’anni la mobilità passiva non è diminuita in maniera assoluta, i viaggi della speranza non sono diminuiti, per le case di comunità lascio a Pagliaro questo argomento, che ha una amabile rapporto di conversazione con l’assessore Pentassuglia, siamo l’ultima Regione, per quanto riguarda la spesa per le case di comunità, le liste d’attesa, nonostante gli sforzi lodevoli, da parte di questo Governo regionale, sono sempre là. Non mi sembra che il 2025 possa essere ricordato, così come gli anni precedenti, come un anno positivo per la Puglia. Questo è il mio pensiero e volevo rendervene edotti. Ecco perché il rendiconto, secondo me, è un atto politico molto importante, in cui dobbiamo portare tutti questi temi all’attenzione dell’Aula.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere De Leonardis.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Romito, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : ROMITO.
Presidente, solo per puntualizzare alcune cose che ha detto il collega De Leonardis, che in buona fede tutela legittimamente tutta la Puglia, ma in particolare la provincia del suo collegio, ed è giusto così.
Però Giannicola, se no poi questi si convincono che sono bravi. Se Atene piange, Sparta non ride. Giannicola, ti posso dare del tu, perché a un collega di centrodestra non si dà del lei, lo diamo soltanto alla Giunta e ai colleghi di maggioranza.
La città di Bari, la povera città di Bari negli ultimi dieci anni ha perso 12.000 abitanti. Io non so in quali dati Bari è cresciuta demograficamente. La città di Bari negli ultimi dieci anni ha perso 12.000 abitanti. Però, qualcuno potrà dire, sempre per fare l’avvocato del diavolo: ho capito, Romito, ma si sono trasferiti da Bari e sono andati a vivere a Bitritto, a Cassano, a Triggiano e a Bitetto. Quindi, Bari città si è spopolata, ma la provincia è cresciuta. No, anche nella provincia di Bari negli ultimi dieci anni contiamo 50.000 abitanti in meno, al netto evidentemente del calo demografico e del saldo fra nuove nascite e morti. Io credo che il tema di programmazione sia un tema veramente generale, perché su alcuni aspetti... E ha detto bene il collega Ubaldo Pagano. Nella sua relazione si è lasciato andare a delle considerazioni politiche che evidentemente sono proprie della sua appartenenza politica. Poi le leggerò. Però, è evidente che il rendiconto è una fotografia dello stato delle cose dal punto di vista economico e finanziario, e noi dobbiamo guardarci in faccia dicendo delle cose che evidentemente non possono andare avanti e non possono andarci bene, da Foggia fino al Salento, perché abbiamo delle storture che ormai sono diventate quasi come un’abitudine, un’odiosa abitudine, una litania a cui noi dobbiamo abituarci, ripeto, di storture ne abbiamo in tutto il territorio regionale, così diverso, così particolare da provincia a provincia, partendo dalla mia comunità, quella di Bari, per finire ad un’altra comunità straordinaria, che è quella di Foggia, dove in uno dei posti più belli del nostro Paese, in uno dei posti più belli d’Europa, le Isole Tremiti, noi continuiamo a portare l’acqua potabile con la nave, spendendo 1,5 milioni di euro all’anno, 3 milioni in due anni. L’appalto è di ventiquattro mesi, prorogabile in dodici. Quindi, spendiamo 1,5 milioni di euro all’anno, nel 2026, per portare l’acqua potabile in un posto straordinario, che sono le Isole Tremiti. Allora mi domando: per quale motivo nei passati dieci non abbiamo immaginato, per esempio, di realizzare una condotta che possa portare alle Isole Tremiti l’acqua, i sottoservizi e l’energia, che invece ancora si produce attraverso una centrale a diesel che inquina e da cui deriva un costo energetico di gran lunga superiore alla norma del territorio regionale? Questo accade in uno dei posti più belli della Puglia in assoluto, che sono le Isole Tremiti.
Accade la stessa cosa, gli stessi sprechi li abbiamo letti e li abbiamo visti, le stesse inefficienze le abbiamo lette e le abbiamo viste a Bari, le abbiamo viste a Brindisi, quando per poter mettere 10 milioni di euro in più sulla ristrutturazione degli alloggi di edilizia popolare, si è dovuto fare un tavolo di concertazione infinito, passando per il Salento, per la Provincia della BAT, la più giovane delle Province, ma che nel corso di questi ultimi anni ha visto una grande sofferenza dal punto di vista dell’attenzione della Regione Puglia.
Quindi, io credo che il tema non sia semplicemente quello dell’allocazione delle risorse e di come le impieghiamo, ma proprio sulla natura dell’ente regionale, ma è una discussione che ci porterebbe via troppo tempo, perché non ha a che fare con i livelli di finanza pubblica, ma con i livelli istituzionali e con le geometrie costituzionali del Paese, che non sono argomento di questo Consiglio regionale.
Quello che però io dico è che noi abbiamo il dovere, in questa sessione, in questa seduta, di rappresentare la verità e allora vengo alle annotazioni polemiche. Il collega Pagano scrive addebitando a questo Governo la richiesta di pesanti, cito, contributi richiesti dallo Stato al comparto regionale: 280 milioni nel 2025 e così via nel 2026 e nel 2027 e 2028.
Purtroppo, collega Pagano, io condivido l’annotazione di doglianza, perché appare davvero grottesco che le Regioni, il fratello piccolo, debba contribuire alle finanze del fratello più grande, dello Stato. Ma questo non è un atteggiamento che ha caratterizzato questo Governo della Repubblica, è purtroppo una prassi che ha caratterizzato tutti i Governi della Repubblica che hanno chiesto continuamente alle Regioni dei sacrifici.
Quindi, rispetto alla annotazione polemica, ma ognuno di noi fa il suo mestiere ed è giusto che lei lo faccio da Presidente della Commissione bilancio del Partito democratico, dovremmo guardare in faccia la realtà e trovare insieme… Parteciperete da qui a qualche giorno al Festival delle Regioni. Per quanti consiglieri vi parteciperanno, assessori e direttori, credo che sia più il Festival di Sanremo che il Festival delle Regioni, perché mi pare che state in 200, là, Ma giacché andate al Festival delle Regioni, proviamo a ridisegnare insieme un’architettura costituzionale del Paese che preveda, anziché continui sacrifici, rispetto a questo ente, degli aggravi di responsabilità, a fronte di una maggiore autonomia di spesa.
Riprendo la battuta sull’autonomia differenziata che ha fatto qualcuno: per quanto mi riguarda, io l’autonomia la studio da quando ero ragazzino all’Università, la insegno, e ci ho fatto la mia tesi di dottorato di ricerca. L’autonomia vuol dire responsabilità prima di ogni altra cosa, vuol dire responsabilizzare gli enti locali, poi parliamo di risorse. Per quanto mi riguarda, la prima cosa è la responsabilità, perché, a differenza dei parlamentari, noi veniamo eletti direttamente e democraticamente dai cittadini pugliesi, a cui dobbiamo rispondere. In questo intervento non sto facendo polemiche, altrimenti avrei dovuto citare, per esempio, l’intervento del Capogruppo della Regione Veneto del Partito Democratico, il quale, nell’attribuzione dei livelli di autonomia alla Regione Veneto, si è astenuto. Il Capogruppo del PD si astiene non perché è contrario all’autonomia, ma perché questa autonomia dà poche competenze alla Regione Veneto. Questo è successo. È successo in Italia, in un altro Consiglio regionale, era il Capogruppo del Partito Democratico. Questo per raccontarci che sulle questioni che entrano direttamente nelle vite dei cittadini pugliesi, perché noi siamo eletti dai cittadini pugliesi e a loro rispondiamo, fortunatamente, non ci possono essere differenze o pregiudizi concettualmente dati e non risolvibili. Al contrario, quando io leggo che le entrate tributarie in questa Regione sono arrivate a una cifra astronomica di quasi 10 miliardi di euro, io mi pongo un problema, perché noi soltanto qualche mese fa abbiamo chiesto ai cittadini... La dico ancora più correttamente la cifra: parliamo di una cifra vicina ai 10,149 miliardi di euro. È veramente una cifra mostruosa. È una montagna. Allora personalmente ‒ e non continuo a leggere nel dettaglio le pieghe tecniche del rendiconto perché annoierei chi ci sta ascoltando ‒ mi interessa e mi appassiona molto di più provare insieme a ragionare su come impiegare bene le risorse, anziché vestire di volta in volta o i panni dei difensori d’ufficio del Governo, o i panni dei difensori d’ufficio di ventidue anni di centrosinistra. Ventidue anni di centrosinistra. Poi dovremo anche guardare in faccia la realtà. Nel giudizio di parifica della Corte dei conti è stata posta un’attenzione molto seria e particolare in ambito sanitario al disavanzo legato alla mobilità passiva, che tutti quanti conosciamo: è quella voce passiva della sanità che la Regione Puglia deve sostenere per tutti quei pugliesi che vanno a curarsi altrove, fuori regione. Insieme stiamo provando a ragionare su come bloccare, su alcuni DRG, quelli meno impattanti sulla salute delle persone... Sugli interventi salvavita va da sé che un cittadino in Italia, grazie a Dio e grazie al Sistema sanitario nazionale, è libero di curarsi dove ritiene. Su altre discipline è evidente che noi dobbiamo pensare anche agli interessi economici della Regione Puglia, che non può continuare a sostenere, incrementare e foraggiare il privato convenzionato. Questo è stato fatto negli ultimi ventidue anni: continuare a consentire che il privato utilizzasse i budget delle Regioni come un supermarket: lo finisco in Puglia, e me li porto in Emilia-Romagna, li finisco in Lombardia e me li porto in Puglia, li finisco in Puglia e me li porto in Campania. Questo è quello che noi dovremmo provare a raccontarci, e questo è quello che noi dovremmo provare ad affrontare da legislatori, e per farlo, però, ci vuole pure coraggio.
Assessore Pentassuglia, come le ho già detto in Commissione, ci sono cose che meritano tempo, per essere risolte, altre che meritano tempo e coraggio. Abbiamo approvato due anni fa una norma che con grande coraggio, decide di girare pagina su una delle medicine più importanti che esistono nella vita delle persone: la medicina pediatrica, è la medicina dei bambini, dei nostri figli, dei più fragili. Anche la medicina pediatrica contribuisce a quel buco gigantesco di mobilità passiva, lei lo sa, perché i dati li ha letti, che la Regione Puglia è costretta a sostenere per tutti quei genitori, quelle mamme, quei padri di famiglia che sono costretti a curare i propri figli fuori Regione.
Anche qui: avevamo e abbiamo due opportunità. La prima è continuare a fare quello che abbiamo fatto fino a oggi, cioè nulla, cioè, continuare a immaginare che la sanità pediatrica possa essere, nella nostra Regione, gestita principalmente dal Giovanni XXIII, che altro non è che il fratello piccolo del Policlinico di Bari, con tutto ciò che ne consegue sotto il profilo dell’allocazione delle risorse finanziarie, delle risorse umane, delle risorse strumentali, dei piani di programmazione, dei protocolli d’intesa.
Questa è la strada che la Regione Puglia ha adottato nel corso degli ultimi 15 anni. Dall’altro lato c’è il coraggio di voler pensare a cambiare pagina e a rendere davvero la Puglia l’hub del Mediterraneo per la medicina legata ai più piccoli, ai nostri bambini. Per farlo abbiamo individuato uno strumento-ponte, che è il passaggio dal Policlinico di Bari alla ASL, ed è soltanto il preambolo, alla nostra idea di legislatura, quella di arrivare a definire un’azienda che si occupi esclusivamente di medicina pediatrica, d’intesa con il Governo, concordandolo con il Governo. Questo dovrebbero fare le Istituzioni.
Se dovessimo continuare invece a giocare di rimessa, con la tattica politica, con quello che conviene di più e quello che conviene di meno, perché è evidente che per quanto riguarda la medicina pediatrica tutto verte, e lei lo sa bene, assessore, sulla natura universitaria di quel polo, sulla necessità di non perdere la natura universitaria di quel polo. Ma io mi domando: qual è l’interesse preminente? In un giudizio si contemperano gli interessi? Qual è l’interesse preminente? La salute dei bambini? La necessità di dotarci di una istituzione pediatrica che possa diventare, negli anni, centro di eccellenza, od ottenere ‒ di questo si tratta, ‒ le quattro, cinque o sei cattedre? Per quanto mi riguarda non c’è da perdere tempo. Noi dobbiamo pensare alla salute dei bambini, anche recuperando l’idea universitaria di quel polo successivamente. Ma bisogna avere coraggio.
Abbiamo molto di rado l’opportunità di parlare di politica in questo Consiglio regionale, perché siamo sempre chiamati a risolvere le incombenze, i debiti fuori bilancio, le leggi che scadono fra tre giorni e, quindi, non possono essere discusse, tutte cose che abbiamo visto nella precedente legislatura e in quest’altra. Io mi auguro che questi spazi così risicati di manovra politica e di discussione politica ci possano servire per riscoprirci legislatori, soltanto dopo politici, prima di tutto legislatori.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Romito.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Tutolo, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : TUTOLO.
Grazie, Presidente. Non volevo non perché non ne avessi voglia o non avessi argomenti, però visto che si è discusso molto sull’opportunità di continuare o non continuare non volevo dilungarmi. Però, sono costretto a questo punto, perché ci sono stati degli interventi che meritano probabilmente qualche risposta. Quando sento dal collega De Leonardis sulla questione del carburante per gli agricoltori, ad esempio, chiedere alla Regione quello che può fare, diciamo che nel nostro piccolo quel poco che possiamo fare lo faremo. Chi potrebbe fare ben altro spero che lo faccia. E cerco di tradurre le parole in numeri, perché quelli sono oggettivi. Il Ministero dell’economia e delle finanze, non Antonio Tutolo, dice che sono stati spesi finora di aiuti per cercare di calmierare i prezzi dei carburanti 2,7 miliardi di euro, in generale. Questo è stato fatto: sono stati presi questi 2,7 miliardi ed è stato fatto questo sconto ‒ udite, udite ‒ di 6 centesimi di euro per tutti i cittadini, cioè non togliendo nulla a nessuno, perché i 6 centesimi di euro al litro significa che, quando vai a fare il gasolio, risparmi su 20 euro che vai a mettere alla pompa la bellezza di 60 centesimi. Ognuno di noi, quando va a fare il rifornimento e inserisce la 20 euro in quello non servito, in quell’altro, paga 60 centesimi in meno, invece di 20 euro, 19, 40. Questo è lo scotto. Però, collega, io parlo in generale, fammelo fare, questo ragionamento, poi ti piacerà o non ti piacerà, lo so che probabilmente non ti piacerà, però sono numeri.
Io credo che probabilmente sarebbe stato più opportuno, premesso che sicuramente il caro gasolio incide su tutti i cittadini, questo è pacifico, togliere 6 centesimi a tutti significa non dare niente. Nel tuo intervento hai detto che quando si vuole dare tutto a tutti… Mi pare proprio questo, il caso: probabilmente andavano aiutate con quelle risorse, quelle categorie più in sofferenza, quindi gli autotrasportatori, gli agricoltori, gli ambulanti, non una miseria a pioggia, perché in quella maniera non si è aiutato nessuno. Quei 6 centesimi non hanno aiutato nessuno, quei 2 miliardi e 700 milioni di euro, concentrati sulle categorie che vivono mille altri problemi, probabilmente avrebbero avuto un effetto diverso. Però è un mio pensiero, è legittimo quello che è stato fatto, ma credo che un effetto diverso sarebbe stato quello di darlo a delle categorie.
Dopodiché, però, devo aggiungere anche altro. Quello che è stato speso, i 2 miliardi e 700 milioni di euro, sono probabilmente, anzi, non probabilmente… Sempre numeri del Tesoro dicono che a luglio del 2026 le entrate extra nelle casse dello Stato grazie all’aumento, quindi le accise e l’Iva in più sono di 2 miliardi e 900 milioni di euro solo nel mese di luglio.
Da marzo a settembre sono stati spesi 2,7 miliardi. Solo a luglio sono stati incassati 2,9 miliardi: marzo, aprile, maggio, giugno, agosto, settembre e ottobre. Tutti gli altri incassi extra, perché non sono stati messi per scontare quelle risorse, gli aumenti del gasolio? Sta facendo cassa anche il Ministero, sull’aumento del gasolio, invece di metterli tutti quanti, perché quei soldi non vengano messi tutti quanti per abbassare…? Non dico di procedere a quello che era stato detto in campagna elettorale, di eliminare le accise, perché è chiaro che quella era una campagna elettorale, lo sappiamo che le campagne elettorali vivono anche di quello, e nessuno dice questo.
Ma oggi chi ci sta guadagnando di più da questi aumenti è lo Stato, è il Ministero dell’economia. Sono dati del Ministero dell’economia. Quindi, immediatamente basta mettere sul piatto e sono oltre 12 miliardi quelli incassati in più che si potrebbero spendere per alleviare le sofferenze delle categorie che mi pare chiaro hanno veramente problemi. Quindi, venire a dire qua in Regione sull’aumento del gasolio per gli agricoltori mi pare veramente curioso.
Sull’agricoltura devo leggere un comunicato che avete fatto voi: “Il Governo Meloni è il Governo del fare, non delle chiacchiere. Oggi qualcuno ringrazi e chieda scusa”. Questo era il 2025. “Qualcuno oggi dovrebbe non solo ringraziare il Governo Meloni, ma anche chiedere scusa per l’inerzia ventennale che ha assetato la Capitanata e prodotto danni inestimabili all’agricoltura. Sono stati, infatti, stanziati 190 milioni di euro per la realizzazione di una delle infrastrutture idriche strategiche non solo per la Capitanata, ma per lo sviluppo”. Questo è un comunicato di Fratelli d’Italia, del Gruppo regionale di Fratelli d’Italia del 2025. Di quei 190 milioni di euro non si è visto nulla. E voi volete pure che ringraziamo. Di cosa? Dopodiché, quelli del 2025 abbiamo capito che erano inesistenti, perché facevate la corsa a chi da Roma annunciava il finanziamento e diceva “qua a Bari sembra che non sappiamo nulla”, ora lo diciamo pure noi. Avete detto tutti insieme una cosa che non esiste, perché non esiste nessun finanziamento oggi, se non quello della progettazione. Qualche settimana fa la senatrice ha rilanciato con un nuovo finanziamento di 140 milioni, un’altra volta, sempre per la stessa opera. Se uno è distratto e legge l’anno scorso 190, quest’anno 140, si chiederà: ma quanto costa tutto questo? Neanche sapendo che non c’è ancora un euro su quella roba.
Attenzione, i problemi di oggi sono problemi incidentali, spero di passaggio, spero che presto possano normalizzarsi. Sono quelli strutturali di cui si sente il bisogno, e non se ne può più di sentirsi dire “finanziati, finanziati, finanziati”.
Io spero che prima della fine di questo mandato il Governo finanzi veramente quell’opera. Dopodiché, sicuramente io ringrazierò. Nulla da chiedere scusa, perché non sento di dover chiedere scusa a nessuno, perché ho fatto quello che è il mio lavoro. Chiedere è un sacrosanto diritto per una terra che ha sete, perché quando scrivete “abbiamo risolto la sete della Capitanata”, attenzione, sono parole importanti, pesanti. Chi fa l’agricoltore, magari ci crede pure, e non è giusto che venga trattato in quella maniera. Quindi, attenzione, quando si dicono le cose che non sono reali.
Finanziatela… Non mi sono mai sottratto… Io ho sempre detto: maledetti quegli altri che manco hanno finanziato, perché sono opere di 50 anni, questa, Piano dei Limi, Palazzo d’Ascoli. La sete non passerà mai, perché noi invasiamo il 10 per cento dell’acqua piovana, e c’è mancanza di investimento da sempre. Però, onestamente, non avevo mai immaginato che si potessero fare proclami privi di prove concrete.
Dopodiché, capisco che ci sta tutto e il contrario di tutto, però, attenzione. Si vuole dare una mano adesso agli agricoltori e agli autotrasportatori? Oggi vedremo cosa ha prodotto questo incontro al Ministero. Spero che questo incontro abbia prodotto qualcosa di positivo per la categoria, perché non è che possiamo fare quelli che sperano che non si risolva nulla per creare il malcontento, assolutamente no. Ma se si vuole, ripeto, ci sono oltre 10 miliardi di euro presso il Ministero del tesoro per poter calmierare questo disastro che sta avvenendo. Attenzione: sono soldi non di chissà chi, ma dei cittadini, di tutti quanti quelli che ogni giorno vanno a mettere il gasolio e pagano l’extra Iva, le extra accise, tutti i giorni quotidianamente. Una minima parte, un 10-20 per cento sono stati utilizzati per abbassare di 6 centesimi le accise, e l’80 per cento è finito nelle casse dello Stato. Magari sperano di fare la manovra, quella di 23 miliardi, con i soldi del pieno dei cittadini non della Puglia, ma d’Italia. Questi sono numeri del Ministero dell’economia. Poi possiamo parlare di tutto, però almeno su queste cose mi sento di dover dire la mia, perché onestamente ignorare queste verità mi sembra impossibile.
Ripeto e insisto, il giorno in cui quell’opera sarà finanziata io sarò il primo a dire: grazie. Però, smettiamola di dire cose che non sono reali, perché non è vero assolutamente nulla.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Tutolo.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Gatta, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : GATTA.
Grazie, Presidente. Io penso che dovremmo riprendere quelle che sono le nostre prerogative di consiglieri regionali e non parlare di questioni che non competono a questa Assise. Il consigliere Tutolo, anziché parlare del rendiconto di bilancio, ha parlato di quelle che sono le rivendicazioni di un territorio, quello della Capitanata, sulla questione della crisi idrica. Sappiamo bene che questo per il consigliere Tutolo è stato un cavallo di battaglia durante la campagna elettorale delle scorse elezioni regionali. Ma deve sapere il consigliere Tutolo ‒ probabilmente spesso non viene informato dal Governo regionale ‒ che qui abbiamo anche l’assessore Piemontese che può dare quelle giuste rassicurazioni al consigliere Tutolo rispetto al progetto del “tubone”, quando, nel 2025, non nel 2021, quando l’assessore Piemontese, già assessore alle infrastrutture, parlava di un’opera che si doveva realizzare nel giro di qualche mese. Ma con questo non voglio dare responsabilità all’assessore Piemontese, perché sicuramente aveva già dato disponibilità in quell’occasione al Consorzio di bonifica di Capitanata. Stiamo parlando del 2021-2022. Aveva dato la disponibilità anche di metterci le risorse. Stiamo parlando, consigliere Tutolo, di un’opera che interessa più regioni e per questo probabilmente l’assessore Piemontese non la informa rispetto a quelle che sono state le azioni del Governo nazionale, i passaggi. Proprio qualche giorno fa si è avuto un incontro tra la Regione Puglia e la Regione Molise per la realizzazione di questa importante infrastruttura.
Il Governo di centrodestra, a differenza degli altri Governi, quasi tutti di centrosinistra, ha fatto rientrare nell’agenda di Governo la questione della risorsa idrica. Ha previsto i primi 15 milioni di stanziamento per la progettazione, e si sta andando avanti con la progettazione – e l’assessore Piemontese ne è a conoscenza – si sta chiudendo l’accordo tra la Regione Puglia e la Regione Molise. Il commissario ha detto prima si chiude l’accordo, e la disponibilità economica non di 40 milioni, ma di 180 milioni già c’è. Non abbiamo ancora il progetto esecutivo. Fino a quando non si ha il progetto esecutivo, non possiamo dire la cifra precisa.
Io lo so, consigliere Tutolo, che lei è poco informato rispetto a quello che spesso il Governo regionale porta avanti come azione. Come ricordo, per esempio, le sue anticipazioni rispetto alla strada provinciale, la 109 che lei annunciava con il finanziamento da parte della Regione in quell’accordo di coesione tra la Lucera-San Severo, poi smentito dal Governo regionale.
Si informi, prima, rispetto a quelle che sono le azioni che il Governo regionale sta facendo in sinergia con il Governo nazionale. Rispetto al rendiconto, oggi abbiamo dei rilievi pesanti da parte della con della Corte dei conti, sia per quanto riguarda la spesa sanitaria, sia per quanto riguarda i ritardi della liquidità. Ma nello stesso tempo, non posso non prendere in considerazione quello che diceva il consigliere De Leonardis. Non è vero quello che dice il consigliere Tutolo, che il Governo nazionale non ha fatto nulla rispetto a questa crisi produttiva, soprattutto delle filiere.
Quando parliamo di crisi delle filiere, stiamo parlando soprattutto delle crisi di filiere produttive che interessano il nostro Mezzogiorno, il nostro territorio, perché mi sa che la mobilitazione è solo e soltanto al Sud.
I problemi sono legati alle nostre filiere, alle filiere del grano, alla filiera dell’olio e alla filiera del settore vitivinicolo. Il Governo che ha fatto in questi mesi, consigliere Tutolo? Non è vero che non ha fatto nulla. Innanzitutto, per quanto riguarda le accise in agricoltura, l’Italia è l’unico Paese dove il gasolio agricolo è abbattuto da accise, con uno stanziamento di circa un miliardo, rispetto ad altri Paesi. Andate a vedere quanto costa il gasolio agricolo in Francia, in Germania, in altri Paesi europei. Il gasolio ha gli stessi prezzi di quello per l’autotrazione. Ha fatto un credito d’imposta sui carburanti agricoli con la domanda che è scaduta a fine settembre. Ha fatto un provvedimento da 135 milioni per il caro-fertilizzanti, con un contributo ad ettaro per le principali cultura. Le domande si apriranno a giorni e saranno versate direttamente sui conti correnti delle aziende da AGEA. E qui se dico sciocchezze mi potrà smentire l’assessore Paolicelli, che interviene in maniera differente rispetto al consigliere Tutolo, che ogni volta vuole fare demagogia. Ieri ho apprezzato il tono e i modi dell’assessore Paolicelli quando ha tenuto quell’incontro con i manifestanti, coinvolgendo tutta la Commissione e dicendo che c’è un lavoro sinergico con il Governo nazionale. Ha previsto un provvedimento per i frantoi con 40 milioni per la cosiddetta “cambiale agraria”, per dare liquidità e per cercare di smaltire le giacenze. Nell’ultima Commissione politiche agricole abbiamo avuto il via libera dal Ministero al documento di accompagnamento olivicolo (DAO) per una migliore tracciabilità del prodotto, di concerto con la Regione Puglia, consigliere Tutolo. Maggiori controlli alla GDO, con importanti risultati: sono state sequestrate già oltre 140.000 bottiglie d’olio. Poi avremo il “decreto coltivaitalia”, con uno stanziamento da oltre un miliardo, che sarà approvato nei prossimi giorni, i primi di novembre, che prevede 300 milioni per il nuovo piano olivicolo e 300 milioni per le più importanti filiere. È notizia di qualche ora fa che il Governo ha stanziato circa un miliardo per gli autotrasportatori.
Le Regioni che cosa possono fare? Le Regioni possono fare, consigliere Tutolo. È inutile che butta la palla in tribuna e attacca sempre il Governo nazionale. Le Regioni possono fare. Le Regioni possono destinare una parte del CSR per il caro-fertilizzanti. Guardate, l’80 per cento delle risorse della politica agricola comunitaria viene gestita dalle Regioni, non dal Ministero, consigliere Tutolo. La Puglia ha una dotazione di 1,2 miliardi per il settore agricolo da gestire. Consigliere Tutolo, alcune Regioni stanno adottando misure per il caro gasolio, con fondi del bilancio autonomo. La Regione Calabria, come diceva il consigliere Tutolo, 15 milioni, la Regione Lazio, 45 milioni, oltre al CSR, assessore, arrivando a ben 75 milioni.
Un po’ tutte le Regioni si stanno attivando per destinare risorse proprie. La Puglia cosa fa? Fa enunciazioni: 60 milioni, ho sentito, giorni fa, in un video social del Presidente: 60 milioni per dare risposta all’agricoltura. Stiamo parlando di 30 milioni del vecchio Piano olivicolo per la rigenerazione della Xylella, e sono come i vecchi carri armati del ventennio, e 30 milioni e 10 milioni per il caro gasolio e 20 milioni per le filiere. Ma quando le daremo, queste risorse? Lei, assessore, deve fare una riprogrammazione di questo CSR: significa che dobbiamo aspettare l’anno nuovo, questo va detto, ai nostri agricoltori.
Per questo, e chiudo, c’è un avanzo d’amministrazione – consigliere Tutolo, è qui che la sfido – di 5 milioni dal rendiconto, destiniamolo al mondo agricolo. E c’è anche un avanzo, dal bilancio del Consiglio regionale, di 15 milioni: destiniamolo all’autotrazione.
Questo bisogna fare, non demagogia.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Gatta.
Ha chiesto di intervenire il consigliere De Leonardis, che ne ha facoltà, per fatto personale.
Speaker : DE LEONARDIS.
Per fatto personale, perché, Presidente, ascoltando il collega Tutolo, mi sarei aspettato un discorso sul rendiconto generale.
Oggi stiamo parlando del rendiconto generale, invece si è parlato di questioni che io personalmente, forse in un comunicato stampa del gruppo consiliare, ma su cui personalmente, per dirlo, chiaramente, non sono mai intervenuto sulla stampa, ho sempre fatto azioni politiche diverse. Peraltro, l’unica azione che ho fatto in questo Consiglio regionale nel 2005-2006 fu evitare il commissariamento dei Consorzi di bonifica della provincia di Foggia con un emendamento che li escludeva, perché in quel caso il buco dei Consorzi di bonifica non sarebbe stato di 300 milioni, ma forse parleremmo oggi di 600 milioni.
Quindi mi sarei aspettato dal collega, amico Tutolo, delle risposte sul piano dei rifiuti, quello che voleva fare, come evitare l’aumento della TARI. Sulle liste d’attesa, sulla mobilità passiva, sui temi nostri.
Collega Tutolo, io non ho mai parlato di accise nazionale. Io ho parlato di gasolio agricolo regionale. Quindi, dire a me che ho parlato di una cosa della quale non ho parlato non mi sembra il caso. Lei ha detto che De Leonardis ne ha parlato. Poi, se lei, con la sua grande competenza, riesce a capire che i miliardi che vengono dalle accise e dall’IVA che c’è in più perché è aumentato il gasolio agricolo si possono dare all’autotrasporto, sta svolgendo una funzione da Ragioniere generale dello Stato. Evidentemente ha delle competenze che esulano. Ma io non ho mai parlato di queste cose in quest’Aula. Mi sono limitato a stare sul tema, a non parlare di una questione da campagna elettorale, perché è facile fare questioni da campagna elettorale. Questa questione sta da tanti anni e ora dice che a lei non interessa il Governo di prima o il Governo di dopo. Interessa a tutti, siamo tutti quanti interessati a questo tema. Il nostro sforzo è affrontare questo tema, risolverlo. Ci impegniamo su questa cosa. Io personalmente uscite pubbliche sulla stampa non ne ho fatte su questa questione. Probabilmente è stata una questione del Gruppo. Non sempre si riesce a verificare e a controllare ogni questione.
Collega Tutolo, mi aspetto che il discorso che mi farà di replica sarà su questo. Spero mi dirà: le liste d’attesa le abbatteremo così; la mobilità passiva la affronteremo così; il deficit della sanità lo faremo così; riusciremo a ridurre le tasse in questo modo; faremo chiudere il ciclo dei rifiuti. Sul carburante agricolo io ho lanciato un’idea: copiamo la Calabria, mettiamo delle risorse nostre, del bilancio autonomo, oltre, come ha detto il collega Gatta, che potremmo rimodulare quelle del CSR. Ma là i tempi sono più lunghi. Dobbiamo dirlo chiaramente, perché ci sono dei passaggi da fare a livello nazionale e a livello comunitario.
Queste sono le questioni. Il tema è ben preciso. Oggi stiamo discutendo del rendiconto regionale. Poi se andiamo a fare questioni di Ragioneria generale dello Stato, ci può stare perché facciamo campagna elettorale, oggi ci sono questi blocchi stradali, ma esulano dalla questione specifica sia il tubone, sia l’accisa nazionale. Non possiamo fare niente noi. Anzi, possiamo mettere delle nostre risorse per cofinanziare questo collegamento dal Molise alla Puglia. Se lei mi dice “mettiamo queste risorse come Regione per aiutare il cofinanziamento” noi ci siamo e siamo qua ad appoggiarla.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere De Leonardis.
Ha chiesto di reintervenire, consigliere Tutolo? Prego, consigliere. Un attimo, le devo dare ancora la parola. Prego, intervenga.
Le chiedo di farlo brevemente, è già intervenuto.
Speaker : TUTOLO.
Grazie.
Io resto sorpreso. Collega Scalera, esiste ancora la dichiarazione di voto… Ho capito, però siccome adesso sei tornato dalla scampagnata, non hai capito a quale punto siamo.
Se posso, collega Scalera, volevo chiedere all’assessore Piemontese, perché o io parlo una lingua strana, o non capisco. Fatemi capire: mi avete nascosto che sono stati stanziati 190 milioni? Assessore, una preghiera. Mi avete nascosto che sono arrivati i 190 milioni? I 140? Sono i 15 milioni per la progettazione, che le ho detto io: quelli sono arrivati. Quelli sono arrivati, non è che ci possiamo… Sulla Lucera- San Severo, caro Nicola Gatta, ex Presidente della Provincia di Foggia, che della Lucera-San Severo non ha saputo manco l’esistenza… Quale progetto hai fatto tu, che manco [...] era lì? Ora ti dico un’altra cosa: documenti, 28.7.2025. La Regione Puglia chiede la rimodulazione dell’FSC il 1° agosto 2025, con Registro Ufficiale 0010495 del Ministero dei trasporti, a firma del direttore generale del Ministero dei trasporti, dottoressa Sgariglia! Quella richiesta di rimodulazione viene approvata. Dopodiché, all’improvviso, chissà per quale ragione, si inceppa il meccanismo. Nel frattempo muoiono persone lì. Nel frattempo c’è il Ministero, perché è il Ministero e, quindi, la Sovrintendenza, che ha bloccato l’iter perché non è d’accordo. È il Ministero a dover intervenire. Tant’è che adesso la Provincia scriverà al Ministero, prima che muoiano altri. Questi sono i documenti, non le chiacchiere. I documenti! Registro ufficiale 00010495.
Io ho la pazienza di ascoltarvi, dovete avere la pazienza di ascoltare me. Non è che i numeri e i dati danno fastidio. Dopodiché ho detto una cosa banale, che credo sia normale. Io ho detto semplicemente che il Governo ha incassato oltre 12 miliardi di euro di extragettito sul gasolio e ne ha investiti 2,9 miliardi di euro, che sono...
Speaker : PRESIDENTE.
Dovrebbe attenersi all’ordine del giorno, consigliere, è vero.
Speaker : TUTOLO.
No, non è vero niente.
Speaker : PRESIDENTE.
Come no?
Speaker : TUTOLO.
Perché se uno mi chiede cosa fa la Regione Puglia ‒ qua stiamo parlando di politica ‒ per il caro-carburante, non è che possiamo ignorare che c’è un Governo che ha preso 10 miliardi di euro di extragettito e se li è messi da parte, probabilmente per metterli in campagna elettorale, cercando di togliere il ballo ai moscerini che d’estate ci danno fastidio. Ma di che parliamo? Ma veramente non si può parlare in quest’Aula, non si può fare un ragionamento sulle risorse.
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere, il suo tempo a disposizione è ultimato, per cui si avvii alla conclusione. Grazie, consigliere Tutolo.
Ci sono altri iscritti a parlare? Ha chiesto di intervenire l’assessore Sebastiano Leo. Prego, assessore.
Speaker : LEO, assessore al bilancio e al personale.
Grazie, Presidente. Scusatemi, per favore. Chiedo scusa intanto al pubblico, perché queste cose penso che…
Speaker : PRESIDENTE.
Perdonatemi, perdonatemi, perdonatemi, un attimo di silenzio.
Speaker : LEO, assessore al bilancio e al personale.
Grazie, Presidente…
Speaker : PRESIDENTE.
Perdonatemi, consentitemi un attimo, anche per rispondere al consigliere Tutolo, che si è distratto.
Mi scusi, consigliere, così come ho fatto con gli altri consiglieri, esaurito il tempo a disposizione le ho chiesto di avviarsi a conclusione, e mi pareva che lei avesse concluso, ma il tempo a sua disposizione era esaurito, glielo posso garantire. Non le toglierei mai la parola, lei lo sa.
Prego, assessore.
Speaker : LEO, assessore al bilancio e al personale.
Grazie, Presidente. Grazie a tutti, grazie alla maggioranza, grazie alla minoranza per averci dato la possibilità di relazionare e, penso, di approvare il rendiconto generale e il bilancio consolidato. Vorrei fare in premessa. Farò una relazione molto breve, ma voglio fare in premessa questa dichiarazione e prendo questo impegno. Io sono convinto che dobbiamo lavorare insieme, e sono anche convinto che il bilancio di previsione lo dobbiamo fare insieme. Questa è una promessa che faccio, e vi coinvolgerò certamente nel bilancio di previsione, che penso che sia l’atto più importante che una Regione possa fare.
Sebbene si tratti, come abbiamo già detto, di due momenti di voto formalmente distinti, è ovvio che la scelta di unificare la discussione in Aula risponde indubbiamente ad una logica di coerenza sostanziale. Infatti, non è possibile comprendere appieno la portata del rendiconto, senza guardare al contempo al quadro complessivo e integrato del nostro perimetro pubblico allargato, così come viene fotografato dal bilancio consolidato.
Il rendiconto costituisce ovviamente un documento attraverso il quale si espongono e vengono approvate dal Consiglio le risultanze complessive della gestione amministrativa e politica di un intero anno, consentendoci di rendere conto alla collettività l’impiego delle risorse pubbliche.
Desidero dirlo subito con chiarezza: il bilancio della Regione Puglia è solido, in salute e gestito in modo rigoroso e virtuoso. Abbiamo raggiunto il pieno conseguimento degli equilibri di bilancio e una gestione corrente che consente di finanziare nuovi investimenti, cofinanziare i fondi comunitari e sostenere la sanità regionale.
Non lo diciamo noi. Lo certifica la Sezione regionale di controllo della Corte dei conti che lo scorso 29 luglio ha approvato il giudizio di parifica, attestando la correttezza dei nostri conti e il pieno rispetto dei tre valori degli equilibri finanziari. Lo certificano anche le grandi agenzie internazionali, come Moody’s, che ha promosso la Puglia migliorando il rating con outlook stabile, riconoscendo la solidità finanziaria dell’Ente, pur in un contesto di forte pressione, specialmente sanitaria.
C’è poi un dato storico che voglio sottolineare: per la prima volta dopo oltre dieci anni la Regione Puglia chiude l’esercizio con un risultato di amministrazione sostanziale positivo, pari a oltre 5,1 milioni di euro, azzerando completamente il disavanzo storico.
Questo percorso di risanamento è stato accompagnato sul fronte del bilancio consolidato da un lavoro propedeutico rigoroso, dall’aggiornamento del perimetro di consolidamento fino all’accoglimento tempestivo delle indicazioni del Collegio dei revisori dei conti. Sotto il profilo finanziario la delibera di consolidamento ha natura ricognitiva, ovviamente, e non comporta alcun onere e nuova spesa a carico del bilancio regionale, confermando inoltre la neutralità rispetto agli indirizzi di impatto di genere.
Tutto questo, ovviamente, come sappiamo, ne abbiamo parlato più volte, sia oggi che negli scorsi Consigli regionali, è stato raggiunto navigando in acque decisamente tempestose. Viviamo un momento molto particolare di geopolitica che mette tutto il mondo in difficoltà. Alle difficoltà globali (conflitti, inflazione, caro-energia) si sommano le forti preoccupazioni per le scelte del legislatore statale sul concorso della finanza pubblica. Nonostante questo scenario complesso, i numeri di rendiconto 2025 confermano una gestione attenta ed efficiente. Nell’esercizio 2025 sono state impegnate spese per quasi 16 miliardi di euro, di cui oltre 11 miliardi già pagati al 31 dicembre e 4,6 miliardi in fase di completamento. La distribuzione delle risorse riflette la priorità politica del Governo regionale: tutela della salute circa 10 miliardi di euro; trasporti e diritto alla mobilità oltre 1,1 miliardi di euro; sviluppo economico e competitività oltre 700 milioni di euro; politiche sociali e famiglia 352 milioni di euro; sviluppo, sostenibilità e ambiente oltre 350 milioni di euro; politiche per il lavoro e formazione circa 300 milioni di euro; istruzione e diritto allo studio 152 milioni di euro; agricoltura e pesca quasi 126 milioni di euro; edilizia abitativa e assetto del territorio 89 milioni di euro; beni e attività culturali 84 milioni di euro;: turismo oltre 44 milioni di euro; energia 7,4 milioni di euro. Sul fronte degli investimenti strutturali abbiamo aperto cantieri per oltre 100 milioni di euro, manutenzione straordinaria, riqualificazione e difesa delle coste, senza contrarre un solo euro di nuovo debito.
La Corte dei conti ha certificato il pieno rispetto dei limiti di indebitamento. La spesa da indebitamente è ferma al 2,7 per cento delle entrate tributarie, a fronte del limite massimo del 20 per cento.
Chiudono il quadro due indicatori di efficienza della macchina amministrativa. Tempi di pagamento: la Puglia paga le imprese e i fornitori con oltre 15 giorni di anticipo rispetto alle scadenze di legge, immettendo liquidità reale nel tessuto economico, fondi comunitari e PNRR. Nel 2025 sono stati pienamente raggiunti tutti i target di spesa.
Si può fare di più e meglio, certamente e noi cercheremo di fare ancora meglio. Signor Presidente, colleghi consiglieri, l’esame congiunto del rendiconto e del bilancio consolidato nel 2025 ci restituisce l’immagine di una Regione solida, credibile, capace di sanare le criticità del passato e di consegnare una rete pubblica ed efficiente a supporto del territorio. La tenuta dei conti nel nostro Gruppo pubblico è presupposto indispensabile per continuare a garantire servizi di qualità e sviluppo.
Auspico pertanto che l’Aula sappia cogliere il valore politico e strategico di questi risultati, esprimendo un voto favorevole su entrambi i provvedimenti.
Grazie a tutti.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore Leo.
A questo punto, devo mettere in votazione i due provvedimenti, distintamente, ovviamente.
Quindi, metto in votazione il disegno di legge sul Rendiconto generale.
Metto in votazione l’articolo 1.
È aperta la votazione. Avete votato tutti?
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 37, votanti 37, voti favorevoli 30, voti contrari 7.
L’articolo 1 è approvato con 30 voti favorevoli.
Metto in votazione l’articolo 2.
È aperta la votazione. Avete votato tutti?
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 38, votanti 38, voti favorevoli 30, voti contrari 8.
L’articolo 2 è approvato con 30 voti favorevoli.
Metto in votazione l’articolo 3.
È aperta la votazione. Avete votato tutti? Chi deve dare ancora? C’è qualcuno che non ha votato? Avete votato tutti.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 38, consiglieri votanti 38, voti favorevoli 30, voti contrari 8.
L’articolo 3 è approvato con 30 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 4.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 37, votanti 37, voti favorevoli 29, voti contrari 8.
L’articolo 4 è approvato con 29 voti favorevoli.
È aperta la votazione sull’articolo 5.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 38, consiglieri votanti 38, voti favorevoli 30, voti contrari 8.
L’articolo 5 è approvato con 30 voti favorevoli.
Mettiamo in votazione l’articolo 6.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 38, votanti 38, voti favorevoli 30, voti contrari 8.
L’articolo 6 è approvato con 30 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 7.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 38, votanti 38, voti favorevoli 30, voti contrari 8.
L’articolo 7 è approvato con 30 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 8.
È aperta la votazione.
Consiglieri, votate, per favore. Non vi distraete.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 38, votanti 38, favorevoli 30, contrari 8.
L’articolo 8 è approvato con 30 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 9.
È aperta la votazione.
Votate, consiglieri. Non vi distraete, votate. È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 38, votanti 38, favorevoli 30, contrari 8.
L’articolo 9 è approvato con 30 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 10.
È aperta la votazione. Prego, consiglieri, votate. Avete votato tutti?
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 38, votanti 38, voti favorevoli 30, voti contrari 8.
L’articolo 10 è approvato con 30 voti favorevoli.
È aperta la votazione sull’articolo 11. Votate consiglieri, prego. Avete votato tutti?
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 38, votanti 38, voti favorevoli 30, voti contrari 8.
L’articolo 11 è approvato con 30 voti favorevoli.
Mettiamo in votazione l’articolo 12.
È aperta la votazione. Avete votato tutti?
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 37, consiglieri votanti 37, favorevoli 30, contrari 7.
L’articolo 12 è approvato con 30 voti favorevoli.
Mettiamo in votazione l’articolo 13.
È aperta la votazione. Votate, consiglieri.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 38, votanti 38, favorevoli 30, contrari 8.
L’articolo 13 è approvato con 30 voti favorevoli.
Metto in votazione la legge nella sua interezza.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 38, votanti 38, favorevoli 30, contrari 8.
Il DDL n. 59 è approvato con 30 voti favorevoli.
Metto in votazione l’immediata eseguibilità, cosiddetta urgenza per alzata di mano. Prego.
È approvata.
Passiamo all’approvazione dell’altro punto all’ordine del giorno, che era la deliberazione della Giunta regionale n. 1338 del 9 ottobre 2026, bilancio consolidato della Regione Puglia, esercizio finanziario 2025, articoli 11-bis e 68 del decreto legislativo n. 118 del 2011.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 37, votanti 37, favorevoli 30, contrari 7.
La deliberazione è approvata con 30 voti favorevoli.
Così come concordato, i lavori terminano qui. Come? Perdonatemi, non avevate avvisato. Vi era sfuggito di avvisare il Presidente del Consiglio. Chiedo perdono. Consigliere Scatigna, lei sa che... È una delibera e la delibera è immediatamente pubblicabile. Intanto chiedo scusa perché non mi era stata comunicata questa notizia. Quindi, dobbiamo procedere con quale punto all’ordine del giorno? Bene. Quindi, presenta una mozione? Bene. Ripeto, chiedo scusa, ma non ero stato informato di questa cosa. Prego, consigliere Scatigna.
Speaker : SCATIGNA.
Grazie, Presidente. Se vi prendevo, vi prendevo per sfinimento su questa questione. Ecco perché ci tenevo. Sono anni che provo a discutere di questa problematica, che ormai è evidente. A tal proposito, mi corre l’obbligo di ringraziare il Capogruppo del PD Stefano Minerva e l’assessore Francesco Paolicelli. Stefano Minerva perché è stato di parola, in quanto aveva assicurato di occuparsi più attentamente della questione. Francesco Paolicelli per la sua costante collaborazione.
Chiedo di trasformare questa proposta di legge in mozione e con il vostro permesso, poiché è breve, la leggo, al fine di sgombrare il campo da tutte quelle eventuali polemiche che non riguardano assolutamente quella che è la mia proposta. Naturalmente, Presidente, devo anche esprimere, mio malgrado, una tristezza nei confronti dell’organo di supporto alla legislazione di noi consiglieri regionali, poiché confermo che non prevedeva nessun tipo di impegno di spesa.
Però ormai è superato, andiamo avanti.
Oggetto: “Istituzione di un piano regionale di monitoraggio e censimento del lupo in Puglia – Premesso che il lupo è una specie selvatica di rilevante interesse naturalistico, che svolge un ruolo importante nell’equilibrio degli ecosistemi; negli ultimi anni si è registrato un progressivo ritorno e una diffusione della specie in diverse aree della regione Puglia, con particolare riferimento al Parco nazionale del Gargano, al Parco nazionale dell’Alta Murgia e al territorio del Salento.
La presenza del lupo può determinare situazioni di conflitto con le attività agricole e zootecniche, in particolare, in relazione alla predazione degli animali allevati, con conseguenti ripercussioni economiche operanti per gli allevatori.
Considerato che il Parlamento europeo ha sostenuto la modifica del quadro europeo relativo allo status di protezione del lupo, in coerenza con le modifiche intervenute nell’ambito della Convenzione di Berna, prevedendo un passaggio da una protezione rigorosa a una protezione non rigorosa.
La gestione della specie deve essere fondata su dati scientifici aggiornati, sul monitoraggio delle popolazioni e sul rispetto della normativa europea e nazionale vigente in materia di conservazione della fauna selvatica.
Un sistema strutturato di monitoraggio e censimento consentirebbe di acquisire informazioni attendibili sulla consistenza della popolazione, sulla distribuzione territoriale, sui fenomeni di ibridazione e sulle cause dei conflitti con le attività umane.
La prevenzione dei danni, la tempestiva verifica delle segnalazioni e la collaborazione fra Istituzioni, comunità scientifica, enti gestori delle aree protette e rappresentanze del mondo agricolo costituiscono strumenti fondamentali per favorire la coesistenza tra fauna selvatiche e attività produttive.
Ritenuto che sia necessario dotare la Regione Puglia di un quadro conoscitivo aggiornato e omogeneo sulla presenza del lupo sul territorio regionale, sia opportuno rafforzare gli strumenti di prevenzione, assistenza agli allevatori e gestione delle situazioni di conflitto, assicurando al contempo la tutela della biodiversità e degli equilibri ecosistemici.
Tutto ciò premesso e considerato, il Consiglio regionale della Puglia impegna il Presidente della Giunta regionale e l’assessore all’agricoltura a promuovere l’elaborazione e l’attuazione di un piano regionale di monitoraggio e censimento del lupo in Puglia, finalizzato alla conoscenza scientifica della specie, alla conservazione della biodiversità e alla prevenzione dei conflitti con le attività antropiche; a coordinare le attività di monitoraggio attraverso l’Assessorato regionale competente in materia ambientale, promuovendo la collaborazione con ISPRA, università pugliesi, enti gestori dei parchi nazionali e regionali, carabinieri forestali e altri soggetti istituzionalmente competenti.
Ho specificato che ritira la proposta di legge. In buona sostanza, colleghi, si chiede soltanto di istituire questo tavolo di concerto fra tutti gli attori che consenta un monitoraggio puntuale e un censimento e che aggiorni i lavori di Commissione e del Consiglio sulla situazione dei lupi in Puglia, onde evitare il proliferarsi incontrollato di questa specie e il problema di coabitazione non tanto con l’uomo quanto con le attività che l’uomo cura.
Consegno in Presidenza la mozione. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere Scatigna, cortesemente, deve dire al microfono di aver ritirato la legge e di averla... L’ha detto? Va bene, okay.
Si è iscritto a parlare il consigliere Tutolo.
Speaker : TUTOLO.
Grazie, Presidente. Chiedo semplicemente al collega Scatigna ‒ probabilmente mi sono distratto ‒ se non è compreso il territorio dei Monti Dauni. È partito dal Gargano... Scusate, nell’incipit iniziale mancano i Monti Dauni. Io chiedo semplicemente di aggiungerli. Sono assolutamente favorevole.
Gentilmente, Segretario, l’incipit iniziale ce lo può rileggere? Ho capito bene. Quindi, chiedo semplicemente se possiamo aggiungere i Monti Dauni. Non sto dicendo di no. È scritto “con particolare riferimento”, se c’è un particolare riferimento c’è anche in quel territorio. Solo questo.
Speaker : PRESIDENTE.
Mettiamo in votazione la mozione presentata. Si voti.
La mozione è approvata all’unanimità.
Non essendoci altri punti, dichiaro la seduta sciolta.
