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Speaker : PRESIDENTE.
La seduta è aperta. (Segue inno nazionale) Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta.
Come convenuto in Conferenza dei Capigruppo, il punto n. 3) e il punto n. 7) all’ordine del giorno sono rinviati al prossimo Consiglio regionale. Purtroppo, essendo venuto a mancare il fratello del consigliere Pagliaro, al quale rivolgo le sentite condoglianze da parte dell’intero Consiglio regionale, molti consiglieri dovranno raggiungere il caro Paolo per sostenerlo in questo momento così difficile. Anticipo che i lavori si concluderanno alle ore 15.30. Anticipo, altresì, che quasi certamente il prossimo Consiglio regionale si terrà il 13 ottobre.
Il consigliere Romito ha chiesto la parola prima di procedere con la seduta. Prego, consigliere.
Speaker : ROMITO.
Grazie, Presidente. L’occasione mi è propizia per rivolgere il nostro in bocca al lupo, ritengo a nome di tutto il Consiglio regionale della Puglia, a un cittadino italiano che ultimamente non se l’è passata troppo bene, che era in un territorio estero, a Cuba, per ragioni umanitarie e lì è stato colpito da un malore che ne ha causato il ricovero immediato nelle strutture dell’Avana, dove è stato curato, nonostante le mille difficoltà di quel popolo e le mille difficoltà a cui quella sanità è stata costretta nel corso di questi ultimi anni. Il nostro in bocca al lupo, Presidente, va ad Alessandro Di Battista, al quale spetterà una lunga battaglia. Noi gli auguriamo di rimettersi al più presto.
Questa occasione, Presidente, mi è propizia per fare un in bocca al lupo e rivolgere un pensiero a tutti i nostri concittadini pugliesi che stanno vivendo un momento di difficoltà e che oggi, mentre noi siamo qui, sono ricoverati nei nostri ospedali e stanno lottando per la propria vita.
Presidente, sono certo che i colleghi consiglieri regionali saranno concordi nel rivolgere il nostro più gigantesco in bocca al lupo ad Alessandro Di Battista e a tutti i concittadini pugliesi che in questo momento stanno vivendo un momento di difficoltà e che sono ricoverati nei nostri ospedali.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Romito.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Barone. Prego.
Speaker : BARONE.
Grazie, Presidente. Ringrazio il consigliere Romito per la sensibilità e ci accodiamo al suo augurio. In questo momento siamo molto toccati da quanto sta capitando ad Alessandro, che per tutti noi è un grande amico e una bellissima persona. Del resto, mentre era ricoverato a Cuba, continuava a pensare ai palestinesi, pubblicava ancora storie riguardanti quelle atrocità che stanno capitando in Israele e in Palestina, proprio perché ha e ha sempre avuto un cuore enorme. Ha due bimbi piccoli, per cui sicuramente la nostra vicinanza è totale. È veramente una bellissima persona, un gran combattente, un gran guerriero, sebbene ieri abbia detto che questo termine non gli piace. Però, crediamo che gli si calza a pennello proprio per le tante battaglie, per le tante prese di posizione nette e coerenti che in questi anni lo hanno caratterizzato.
Ci uniamo alla grande vicinanza manifestata a lui e a tutta la sua famiglia, nonché a ogni singolo cittadino pugliese che affronta un momento così delicato. Allo stesso tempo, sono qui a chiedere una preghiera a chi crede, perché probabilmente l’unico vero strumento che abbiamo per poter fare qualcosa di nostro a favore di Alessandro e di tutte le persone che stanno soffrendo come lui.
Grazie per il pensiero. Dalla Puglia, regione che lui ama, parte un grandissimo abbraccio e magari tante preghiere. Grazie ancora e in bocca al lupo.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Barone. Prego, consigliere Tutolo. Vi chiedo di poter procedere poi con i lavori. Grazie.
Speaker : TUTOLO.
Grazie, Presidente. Innanzitutto mi associo a quello che hanno appena detto i colleghi. Inoltre, ne approfitto per richiamare un altro argomento, se lei me lo consente, quello del reddito minimo dei dipendenti regionali. Noi in Commissione abbiamo più volte affrontato questo tema e ringrazio pubblicamente la consigliera, la collega Angolano, per aver affrontato questo tema insieme a tutti quanti i colleghi. Quindi c’è, come dire, una unanimità di intenti, credo, da questo punto di vista, però questa situazione non si riesce a sbloccare. Cioè ad oggi, nonostante una legge, nonostante gli stanziamenti, nonostante i pareri dell’Avvocatura regionale, che sono assolutamente positivi sulla possibilità di dare quel diritto che è stato voluto dal Consiglio regionale, ad oggi non c’è ancora evidenza di questo, dell’applicazione di questa legge.
Io le chiedo, Presidente, di chiarire una volta per tutte questa roba qua, perché non è possibile che si fa una legge, si destinano i fondi e poi resta inapplicata, soprattutto quando tutti noi unanimemente abbiamo fatto comunicati di giubilo, di soddisfazione e quant’altro.
Non voglio fare polemica, collega. L’avete votato anche voi e ne sono… Lo avete votato anche voi e sono certo che lo rivotereste cento volte, perché sono quelli che incontriamo quotidianamente, tutti i giorni insieme. Lo avete votato pure voi, quindi non è polemica questa, però manco può durare all’infinito questa storia. Quindi capire, dopo l’ultima Commissione che abbiamo fatto, dove è stato chiaramente… Lo ha messo per iscritto l’Avvocatura regionale che non ci sono cause ostative, i soldi ci stanno. Io mi chiedo quando questi ragazzi avranno questa soddisfazione.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Tutolo. Procediamo con la seduta odierna. Se non vi sono interventi… Diciamo che non è il momento, è improprio, però giustamente… Giustamente, giustamente… Giustamente dicevo, giustamente concedo la parola anche a lei.
Speaker : DE LEONARDIS.
Grazie, Presidente. Presidente, grazie perché…
Speaker : PRESIDENTE.
Un conto era ricordare. In sede di Conferenza dei Capigruppo avevamo concesso di intervenire a sostegno di questa battaglia che sta conducendo il buon Di Battista. Poi Tutolo è intervenuto su un argomento che non è iscritto all’ordine del giorno, ovviamente concedo la parola anche alle opposizioni.
Speaker : DE LEONARDIS.
Tutti noi abbiamo a cuore il personale degli uffici regionali, coloro che sono qui con noi, che collaborano alla nostra attività giorno per giorno. Quindi condividiamo, apprezziamo l’intervento del consigliere Tutolo e lo facciamo nostro, ma a questo punto c’è da chiedersi: la responsabilità della mancata applicazione di questa norma non è la nostra, perché noi siamo all’opposizione, è del Governo, del Consiglio regionale? La critica del collega Tutolo, e che noi condividiamo, a chi è rivolta? Chi avrebbe dovuto fare qualcosa e non l’ha fatta, perché non l’ha fatta?
Queste sono le domande che vogliamo porre oggi, in quest’Aula a tutto il Consiglio regionale, chiedendo questo al Governo e al Presidente del Consiglio.
Guardate, è un tema che ci appassiona, ci interessa e non può sembrare che siamo noi che non abbiamo l’interesse per queste persone che oggi non hanno quanto gli spetta, ma deve essere una parte ben precisa.
Quindi, se il collega Tutolo fa un’accusa al Governo, noi siamo al fianco e vogliamo capire anche la motivazione, il perché tutto questo non va avanti. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere De Leonardis.
Procediamo con la seduta odierna.
Se non vi sono interventi, al riguardo diamo per approvato il verbale della seduta del 18 settembre scorso… In realtà, si è avviato un dibattito inappropriato, perché noi avevamo concesso l’opportunità di esprimere questa vicinanza ad Alessandro Di Battista, andando oltre l’ordine del giorno. Poi, è intervenuto il consigliere Tutolo, però non era il momento e non era sede affinché intervenisse.
Hanno chiesto congedo l’assessore Paolicelli, la consigliera Capone, il consigliere Pagliaro.
Procediamo preliminarmente alle comunicazioni, ai sensi dell’articolo 30 del Regolamento interno. Invito la Vicepresidente Vaccarella a dare lettura delle interrogazioni, delle mozioni presentate, nonché delle proposte e dei disegni di legge assegnati alle Commissioni.
Prego, consigliera… Doveva chiederlo ai sensi dell’articolo 37. Doveva chiederlo ai sensi dell’articolo 37.
Speaker : VACCARELLA.
Interrogazioni a risposta scritta.
Consigliera Minuto: “Ospedale delle Murge ‘Fabio Perinei’ di Altamura. Criticità”.
Passo alle mozioni.
Consigliere Lobuono e altri: “Piano straordinario regionale per la distillazione di crisi è il riequilibrio del mercato vitivinicolo pugliese”.
Consigliere Spaccavento e altri: “Introduzione della codifica autonoma del rapporto albumina/creatinina urinaria e rafforzamento delle attività di prevenzione e diagnosi precoce della malattia renale cronica nella Regione Puglia”.
Consigliere Pagliaro e altri: “Incentivi adozione fotovoltaico integrato in nuove costruzioni e ristrutturazioni edili”.
Borraccino e altri: “Depotenziamento infrastrutturale e quantitativo del sistema eolico offshore al porto di Taranto, a causa della decurtazione dei fondi da parte del MASE”.
Assegnazioni alle Commissioni.
Commissione I: “Riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 relativi ai disegni di legge dal n. 138 al n. 143 del 22 settembre 26”.
“Deliberazione dell’Ufficio di Presidenza n. 31 del 18 settembre 2026 ‘Variazione al bilancio di previsione 2026/2028 – esercizio finanziario 2026 – per applicazione della quota disponibile dell’avanzo di amministrazione al 31.12.2025 in ossequio all’articolo 2, comma 1, della legge regionale del 30 luglio 2026 n. 17 ‘Variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2026 e pluriennale 2026/2028. Recupero delle eccedenze di gettito 2025 di cui al decreto del Presidente della Giunta regionale n. 2/2026 e ulteriori necessità di spesa’”.
Assegnazioni alla IV Commissione: “Disegno di legge n. 144 del 22 settembre 2026 ‘Modifiche alla legge regionale 1 dicembre 2017, n. 49 (Disciplina della comunicazione dei prezzi e dei servizi delle strutture turistiche ricettive nonché delle attività turistiche ricettive ad uso pubblico gestite in regime di concessione e delle rilevazioni dei dati sul movimento turistico ai fini statistici)”.
Petizione regionale sulla pesca del polpo di scoglio (octopus vulgaris). Proponente il signor Enrico Grandi – Presidente Coordinamento regionale ambientalisti italiani”.
V Commissione: Petizione regionale sulla legge regionale 10 del 2023 e sulla legge regionale 4 del 2006 in tema di guardie ecologiche volontarie, proponente il signor Enrico Grandi, Presidente Coordinamento regionale ambientalisti italiani.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, vicepresidente Vaccarella. Passo alle comunicazioni.
Si comunica che il Consiglio dei Ministri, in data 24 settembre 2026, ha deliberato di non impugnare le seguenti leggi regionali: legge regionale n. 16 del 30 luglio 2026, recante “Definizione agevolata della tassa automobilistica regionale e disposizioni in materia di contrasto all’evasione dei tributi regionali. Recepimento degli articoli 10-quinquies 14-bis del decreto-legge 27 marzo, convertito con modificazioni nella legge del 22 maggio 2026, n. 88, “Modifiche della legge regionale 31 ottobre 2002, n. 18 ‒ Testo unico sulla disciplina del trasporto pubblico locale”.
Legge regionale n. 17 del 30 luglio 2026, recante “Variazione al Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2026 e pluriennale 2026-2028. Recupero delle eccedenze di gettito 2025, di cui al decreto del Presidente della Giunta regionale n. 2/2026 e ulteriori necessità di spesa”.
Esaurite le comunicazioni del rito, passiamo all’ordine del giorno.
L’ordine del giorno, come da comunicazione del 25 settembre scorso, è stato definito con la decisione della Conferenza dei Capigruppo.
Procediamo con il punto n. 1) all’ordine del giorno: Proposta di Legge ‒ Stefano Minerva ‒ “Modifiche all’art. 3 della legge regionale 24 settembre 2012, Atto consiliare.
Relaziona il Presidente della V Commissione, se c’è, la consigliera Loredana Capone. Chi interviene al posto della consigliera Capone? Il Consigliere Minerva. Prego, consigliere Minerva.
Speaker : MINERVA.
Grazie, Presidente. La Presidente Capone è assente giustificata oggi, quindi presento direttamente la proposta di legge a mia firma, ma condivisa e concordata con l’assessore Ciliento.
In realtà, è una proposta di legge che modifica l’articolo 3 della legge regionale n. 25 del 2012 e lo scopo è quello di espungere dal testo della stessa norma la norma che disciplina le modalità di approvazione del PEAR all’articolo 22, comma 2.
Questa modifica si rende necessaria in quanto il PEAR non ha natura legislativa, ma ha natura di programmazione e pianificazione e gli indirizzi per la programmazione sono già previsti dalla stessa legge.
Onde evitare dunque di creare confusione e in particolare confondere il piano legislativo con quello procedimentale, abbiamo proposto questa legge al fine di elidere ogni possibile conflitto e per questo ho presentato questa proposta di modifica della norma che va a semplificare le approvazioni, senza creare confusione fra il piano di pianificazione e di programmazione e il piano legislativo.
Presento oggi stesso un emendamento alla norma, anche questo già condiviso con l’assessore, rispetto ad una serie di semplificazioni sulle autorizzazioni ambientali, semplificazioni che aiuteranno gli uffici e la parte tecnico-burocratica ad essere più veloce e ad avere una maggiore collaborazione da parte degli uffici territoriali delle Province e dei Comuni. Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Ci sono interventi sul punto all’ordine del giorno? Ha chiesto di intervenire la consigliera Angolano, che ne ha facoltà. Prego, consigliera.
Speaker : ANGOLANO.
Grazie, Presidente, grazie, colleghi consiglieri e Giunta tutta.
Prendo la parola per esprimere la piena ed intatta adesione alla proposta di legge promossa dal collega Stefano Minerva, che chiede di modificare l’articolo 3 della legge regionale n. 25 del 2012, in riferimento alla regolazione delle fonti rinnovabili.
Potrebbe sembrare, dinanzi ad una osservazione piuttosto limitata e superficiale, un mero intervento di tecnica legislativa, un’eliminazione formale di un richiamo statutario, ma invito a considerare questa modifica (è la riflessione su cui mi sono soffermata) come quello che davvero rappresenta, cioè un atto di chiarezza procedurale, di efficienza amministrativa e di responsabilizzazione politica del nostro organo consiliare.
Chiariamo un punto fondamentale, a scanso di ogni equivoco, e il collega Minerva ha sottolineato questo aspetto poco fa, perché con questo provvedimento non si espropria il Consiglio regionale di alcuna prerogativa, la competenza ad approvare il PEAR, il Piano Energetico Ambientale Regionale rimane ben salda, integra ed esclusiva in capo a quest’Aula, quindi nessuno sta trasferendo poteri alla Giunta, né tantomeno riducendo lo spazio di dibattito democratico.
Cosa facciamo con questo intervento normativo? Saniamo un disallineamento formale. Il PEAR, per sua stessa natura, non è un atto di natura legislativa, ma è uno strumento di programmazione strategica e settoriale, quindi sostenere che ogni aggiornamento o approvazione del PEAR debba seguire la veste della legge formale significa confondere la cornice di principio con lo strumento operativo. Inserire il richiamo corretto, quindi di conseguenza, significa fornire, regalare, offrire snellezza all’azione della Puglia, senza cedere un millimetro di controllo del Consiglio.
Per pianificare lo sviluppo delle rinnovabili, per individuare le aree idonee e non idonee con rigore scientifico e tempestività, per offrire certezze alle imprese che vogliono investire, per esempio, in idrogeno verde, eolico, solare, sostenibile e per proteggere il suolo agricolo dagli assalti speculativi serve, appunto, un PEAR aggiornato, moderno, dinamico e operativamente agile. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Angolano. Ci sono altri interventi sul punto all’ordine del giorno? Se non ci sono… Prego, ha chiesto la parola… Forse, assessore… C’erano i consiglieri. Forse lei interviene in sede di replica. Giusto, assessore? Conferma?
Bene. Ha chiesto di intervenire il consigliere Gatta, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : GATTA.
Sì, grazie, Presidente. Rispetto alla modifica che si è discussa in Commissione, da parte della minoranza, da parte del Gruppo di Fratelli d’Italia, c’era la disponibilità a votare quella modifica. Rispetto a questi nuovi emendamenti presentati, noi non intendiamo approvarli, considerato che comunque li abbiamo visti solo in questo momento. Quindi, rispetto all’impianto e rispetto alla modifica che è stata portata in Commissione, c’era la disponibilità, seppur con un approfondimento. Noi andiamo ad approvare il PAUR non solo, non più con una legge, ma con una delibera di Consiglio, dove comunque ci esponiamo anche a una possibilità di maggiori contenziosi. Però tutto sommato comunque ritenevamo condivisibile ai fini di uno snellimento delle procedure.
Considerato che apprendiamo che sono stati presentati altri emendamenti, noi non abbiamo avuto possibilità di leggerli. Quindi su questi nuovi emendamenti noi non possiamo dare il voto favorevole. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Gatta.
Ha chiesto, aveva chiesto di intervenire… Chi? Avete rinunciato? C’era un altro consigliere che aveva chiesto di intervenire, che ha rinunciato.
Se non ci sono altri interventi, cedo la parola all’assessore Ciliento, che aveva chiesto. Ah no, chiede di intervenire il consigliere Minerva. Prego, consigliere.
Speaker : MINERVA.
Stavo concordando con l’assessore Ciliento. È vero, l’emendamento è stato presentato solo perché l’assessore con l’ufficio aveva avuto un confronto e pensavamo che potesse essere migliorativo, però, siccome è giusto che non è stato approfondito, propongo di votare la legge, visto che l’avete già votata in Commissione. Approfondiamo l’emendamento e lo riportiamo alla prossima volta.
Speaker : PRESIDENTE.
Quindi, consigliere Minerva, lei ha ritirato l’emendamento, giusto? Vuole ritirare l’emendamento. Bene.
Ha chiesto di intervenire il consigliere… La consigliera Spina. Prego, consigliera.
Consigliere Caroli.
Speaker : SPINA.
Allora, in virtù del fatto che è stato ritirato l’emendamento, rispettiamo così come hanno votato i consiglieri. Quindi rispettiamo il voto che i nostri colleghi in Commissione hanno fatto. Il nostro voto sarà favorevole, se l’emendamento viene ritirato.
Speaker : PRESIDENTE.
Se non ci sono altri interventi, posso procedere con l’apertura della votazione.
Mettiamo in votazione la proposta di legge Stefano Minerva, modifica all’articolo 3 della legge regionale 24 settembre 2012, n. 25.
Articolo 1.
È aperta la votazione.
Avete votato tutti? Bene, è chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 43, votanti 43, favorevoli 43.
L’articolo 1 del provvedimento è approvato all’unanimità.
Passiamo alla votazione dell’articolo 2.
È aperta la votazione.
Deve pigiare con più energia. Allora, chi non ha avuto l’opportunità di votare? Solo il consigliere Romito e la consigliera Starace.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 42, più Romito 43, votanti 43, favorevoli 43.
L’articolo 2 del provvedimento è approvato.
Adesso metto in votazione l’intera norma.
È aperta la votazione.
Chi deve votare? Consigliere Romito, è riuscito a votare? Consiglieri Vietri, qui risulta che ha votato.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 44, votanti 44, favorevoli 44.
Il provvedimento è approvato all’unanimità dei presenti.
Metto in votazione l’urgenza per alzata di mano.
È approvata all’unanimità.
Passiamo al secondo punto all’ordine del giorno: “Disegno di legge n. 126 del 28/07/2026 ‘Riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera e), del decreto legislativo del 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal decreto legislativo n. 126/2014, derivante dalle spese per il ricovero in clinica dello Stallone murgese ‘T.F. Narciso’ di proprietà della Regione Puglia’”.
Relaziona il Presidente della I Commissione. Prego, Presidente.
Speaker : ROMITO.
Presidente, una pregiudiziale sul punto.
Speaker : PRESIDENTE.
Prego, consigliere Romito.
Speaker : ROMITO.
Presidente, una pregiudiziale sul punto perché oggi apprendo che la Regione Puglia, fra i vari possedimenti che può annoverare, ha anche quello di uno stallone murgiano, che ha anche un nome, Narciso. Chi mi conosce, Presidente, sa quanto io ami gli animali e ora che so dove sono ricoverati, a Noci, sarà mia cura recarmi direttamente in questo centro per vedere quanti cavalli abbiamo a disposizione. Però, prima di esprimere il voto rispetto a questa delibera, Presidente, vorrei fare una domanda: la Regione Puglia come si trova ad avere uno stallone murgese di proprietà? Fra i mille problemi e le mille crisi che abbiamo da gestire e da risolvere, non so per quale motivo ci troviamo lo stallone Narciso, che spero stia bene, perché l’abbiamo curato. Mi auguro davvero che stia bene perché ‒ lo ripeto ‒ io sono un animalista convinto. Se sta un gatto randagio lo vado ad accudire, se sta un cane randagio uguale. Sono proprio un animalista convinto. Ma noi come ci troviamo a tenere uno stallone chiamato Narciso? Abbiamo una foto? Abbiamo un modo per capire la genesi di questa vicenda?
La mia richiesta è finalizzata unicamente a questo: capire la genesi di questo debito fuori bilancio così particolare.
Speaker : PRESIDENTE.
Ha chiesto di intervenire l’assessore Pentassuglia, che evidentemente vuole offrire delucidazioni sul punto all’ordine del giorno. Prego, assessore.
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore alla salute e al benessere.
Signor Presidente e colleghi, rispondo io, vista l’assenza del collega Paolicelli, che per competenza doveva e poteva rispondere. Comunque, avendo io la delega al benessere animale e venendo dal territorio murgese, nel combinato disposto tra murgese e asino stiamo rilanciando il mulo di Martina Franca, per sua conoscenza.
L’Istituto di Incremento Ippico di Foggia è la struttura regionale per la conservazione del murgese, e partecipando alle fiere acquista gli stalloni da far girare per gli allevamenti come Regione Puglia. Noi abbiamo un Istituto di Incremento Ippico adiacente l’Università di Foggia, con degli spazi bellissimi, che mi auguro che vengano messi nelle condizioni non solo di essere visitati. A proposito di benessere animale, gli abbiamo comprato la giostra, perché i cavalli non devono stare nel recinto, devono essere accuditi seriamente. Soprattutto, per chi non lo sa, a Foggia ci sono carrozze e finimenti dei murgesi del periodo storico, che se messi in vetrina, per Foggia e la Puglia – li abbiamo portati anche a Verona, il Ministro Lollobrigida è rimasto colpito positivamente da queste carrozze e da questi finimenti – mette nelle condizioni di governare non solo gli stalloni del murgese di Martina Franca, ma anche l’asino, che ha una sua storia, una sua tradizione e che lì viene governata.
Il tutto è gestito e viene governato nella sua strutturazione dall’Assessorato alle risorse agroalimentari.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore Pentassuglia.
Ci sono altri interventi? Ha chiesto di intervenire la consigliera Rosa Barone, che ne ha facoltà. Prego, consigliera.
Speaker : BARONE.
Ovviamente mi associo alle parole dette dall’assessore Pentassuglia, che ha conosciuto, probabilmente, la struttura, in seguito al vecchio ruolo che ricopriva, di assessore all’Agricoltura.
Inviterei proprio Romito e chi vuole a venire a visitare l’IRIIP, perché, come diceva prima l’assessore, è meraviglioso, è una struttura del 1915, realizzata da Marcello Piacentini, quindi ha veramente un prestigio anche dal punto di vista strutturale, veramente unico, oltre che sono bellissimi i cavalli.
È per noi un motivo di prestigio, di vanto, di orgoglio, anche perché non siamo l’unica Regione che ha questo tipo di impegno e di attività, ce ne sono altre. Ce ne sono in Campania, a Santa Maria Capua a Vetere, in Sardegna, cioè, è per noi un vanto, come Regione, non soltanto avere nella nostra disponibilità questi stalloni, ma anche permettere che la loro progenie possa continuare, che vengano preservati il loro valore, la loro qualità, anche dal punto di vista proprio della razza, quindi il prestigio.
Quindi, al contrario. Comprendo, magari, per chi non è avvezzo, ma noi che viviamo a Foggia, con l’assessore Piemontese e con il Sindaco del tempo decidemmo di dar vita a questi Campi Diomedei, che sono a ridosso di questa struttura e dell’IRIIP.
Veramente vi invitiamo a visitarli, perché se riusciranno ad essere messi in condizione di diventare sempre più importanti, più imponenti, entrando in un impegno anche da parte della Regione, come avviene a Verona, quando c’è la mostra equina, dei cavalli. Questo permette un notevole flusso di economia, di persone, c’è gente, veramente è una fiera che muove centinaia e migliaia di persone e di appassionati. Probabilmente lo stesso avverrebbe per la Fiera di Foggia, che è vicinissima. per di più. all’IRIP stesso, si potrebbe pensare veramente in grande, cercando di creare e di dar vita a un modo differente di intendere i cavalli, gli stalloni, e perché no, anche alcune proprietà regionali che non viste nel perimetro più rigido possibile, possono avere uno sviluppo alternativo e possono veramente, forse, creare un lavoro, un’opportunità e permettere a tanti nostri cittadini pugliesi di rimanere delle proprie città.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Barone. Ha chiesto di intervenire il consigliere Tutolo, che ne ha facoltà.
Speaker : TUTOLO.
Io ho ceduto volentieri la parola all’assessore, perché se ne è occupato aggiungo anche egregiamente, in qualità di assessore. Mi sorprende quindi questo intervento del collega Romito, e spero che sia del collega Romito, perché se con questo intervento si voleva quasi ridicolizzare qualcosa, è questo che voglio capire: se è una posizione politica, di una parte politica, quella di ridicolizzare quello che c’è in quella struttura, e preciso che non c’è soltanto lo stallone Narciso, ci sono anche gli asini di Martina Franca, se dovesse essere questo l’intento, quello di ridicolizzare qualcosa di invece molto importante, che ha una tradizione, una cultura, qualcosa di molto radicato, e che è uno dei vanti di quel territorio, ebbene, vi invito a formalizzarla per capire se è tutta la minoranza ad avere questa idea di quel luogo, assolutamente da visitare, prima di capire come mai siamo proprietari di cavalli stalloni. Ripeto, non siamo solo proprietari di cavalli stalloni ma anche di asili, perché ciò che da sempre fa quell’istituto è preservare quelle razze e farle procreare, affinché quella specie resti.
Spero che sia soddisfatta la curiosità del collega Romito.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Tutolo.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : MINERVA.
Volevo chiedere un’altra cosa ma, poiché stiamo parlando di stalloni, mi piace ricordare che gli stalloni sono utilizzati dalle nostre forze dell’ordine per difendere i nostri cittadini e che per la prima volta sono stati dati anche alla polizia tedesca, venuta da noi a chiederci la disponibilità di questa razza pregiata.
Volevo chiedere al Presidente Matarrelli se è possibile sospendere i lavori per cinque minuti, perché devo chiedere un approfondimento ai Capigruppo rispetto a un tema che in emergenza è venuto fuori. Abbiamo bisogno di un confronto prima di procedere alla discussione degli altri punti.
Speaker : PRESIDENTE.
Ovviamente per sospendere i lavori del Consiglio occorre mettere in votazione la proposta del consigliere Minerva.
Se non ci sono obiezioni, mettiamo in votazione la richiesta di sospensione.
È aperta la votazione.
Come no, si può richiedere la sospensione. Riguarda il punto all’ordine del giorno la sospensione, giusto? Collega Minerva, lei mi ha chiesto cinque minuti di sospensione su questo punto all’ordine del giorno, giusto? Sì, sul debito fuori bilancio. È sul debito…
Bene, votate, consiglieri, votate. Dai, votate. È chiaro. È stata richiesta la sospensione su questo punto all’ordine del giorno. È stato chiaro il consigliere Minerva. Prego, votate… È stato chiaro. Il consigliere Minerva è stato chiaro.
Bene, è chiusa la votazione… Abbiamo votato sulla sospensione, non sul numero legale. Quindi volete la verifica?
I lavori riprendono tra un’ora.
Prego, consigliera Minerva.
Speaker : MINERVA.
È colpa mia, Presidente, ma abbiamo concordato con i Capigruppo sia la ripresa del Consiglio sia la presentazione di alcuni emendamenti, ora a disposizione dell’Ufficio di Presidenza, al punto n. 2) all’ordine del giorno.
Speaker : PRESIDENTE.
Ovviamente chiedo se tutti i consiglieri sono d’accordo, perché non abbiamo ancora raggiunto un’ora di intervallo.
Se siete tutti d’accordo, alzate la mano.
Nessuno è contrario.
Possiamo riprendere i lavori.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Stefano Minerva, che ne ha facoltà. Prego, consigliere Minerva.
Speaker : MINERVA.
Presidente, come detto, abbiamo presentato alcuni emendamenti al punto n. 2) all’ordine del giorno. Uno rimedia a un refuso su una data di un emendamento che avevamo già votato, l’altro recepisce la proposta di legge voluta dal Presidente Decaro e dalla Giunta sullo slittamento dei termini per la presentazione della SCIA e di tutte le iscrizioni agli elenchi comunali delle strutture turistiche.
Grazie al lavoro fatto, da diversi anni nella regione Puglia il turismo continua a essere avanguardia nel nostro territorio e la nostra terra continua a essere super-attrattiva. Abbiamo le strutture ancora piene di turisti e molte associazioni di categoria ci hanno chiesto di avere più tempo per riuscire a sbrigare le pratiche burocratiche. Quindi, alleghiamo un emendamento che recepisce la proposta di legge con cui si sposta il termine previsto del 30 settembre al 31 dicembre, concedendo così alle attività più tempo per adempiere alla burocrazia necessaria per essere in regola. Li abbiamo firmati con tutti i Capigruppo, quindi c’è una volontà unanime. Ringrazio i colleghi, scusandomi per il fastidio che ho loro arrecato, ma ritenevamo importante riuscire a chiudere oggi questo provvedimento.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Ci sono altri interventi? Se non ci sono altri interventi, pongo in votazione l’emendamento n. 1 sostitutivo dell’articolo 1 del disegno di legge, che avete concordato in sede di Conferenza dei Capigruppo.
Lo metto in votazione.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 42, votanti 42, favorevoli 42.
L’emendamento passa con il voto unanime dei presenti.
Passiamo alla votazione dell’emendamento n. 2.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 41, votanti 41, favorevoli 41.
Anche il secondo emendamento è approvato all’unanimità dei presenti.
Metto in votazione l’emendamento aggiuntivo n. 3, così come concordato in sede di Capigruppo.
È quello relativo alla proroga del termine della presentazione della SCIA. È quello che avete concordato.
È aperta la votazione.
Avete votato tutti?
È chiusa la votazione.
I consiglieri presenti sono 43, i votanti sono 43, i favorevoli sono 43, quindi anche il terzo emendamento è approvato all’unanimità.
Abbiamo messo in votazione i tre emendamenti e ora mettiamo in votazione la legge nel suo complesso.
È aperta la votazione.
Avete votato tutti?
Assessore Pentassuglia, lei ha votato?
È chiusa la votazione.
Presenti 42, votanti 42, voti favorevoli 29, voti contrari 13.
Il provvedimento è approvato con 29 voti favorevoli. Sono 42 a votare, perché c’è una postazione che non funziona.
Mettiamo in votazione l’urgenza per alzata di mano.
Favorevole? Contrari?
È approvata l’urgenza.
Passiamo alla discussione delle mozioni, a partire dal quarto punto all’ordine del giorno, la mozione a firma del collega Paride Mazzotta e altri “Introduzione di una definizione agevolata (rottamazione) dei tributi regionali”.
Prego, consigliere Mazzotta.
Speaker : MAZZOTTA.
Grazie, Presidente. Abbiamo finalmente l’occasione di discutere in Aula questa mozione, che è stata presentata diversi mesi fa. Devo dire che l’altro giorno ho aperto il giornale e c’era scritto che 139 Comuni in Puglia hanno aderito alla Rottamazione Quinquies voluta dal Governo Meloni. Ciò vuol dire che è stata apprezzata dai Comuni pugliesi questa misura adottata dal Governo italiano.
Con questa mozione, chiediamo di adottare una misura, questa volta cime Regione Puglia, sulla rottamazione dei tributi regionali. Volevo chiarire che non è un condono, ma la rottamazione è solamente l’eliminazione delle sanzioni amministrative e degli ulteriori interessi maturati, quindi è una misura che va a favore del cittadino, ma non elimina il tributo, quindi la Regione non perde il tributo, non perde quello che le è dovuto, ma da una possibilità al cittadino di pagare con maggiore serenità.
La Regione può sicuramente essere facilitata da questo, perché recupera le somme in maniera più celere, senza dover avviare una serie di iniziative che porterebbe a un contenzioso e a tempi più lunghi, quindi è sicuramente una misura che favorisce, da una parte, la Regione, che ha maggiore certezza e velocità di ricevere il dovuto, dall’altra il cittadino o l’impresa, perché ha facilità di pagare con maggiore celerità.
Assessore, chiaramente ci aspettiamo che questa mozione venga accolta dal Governo regionale, in modo da poter offrire questa possibilità. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Mazzotta.
Ha chiesto di intervenire l’assessore Sebastiano Leo, che ne ha facoltà. Prego, assessore.
Speaker : LEO, assessore al bilancio e al personale.
Grazie, Presidente.
Io ho parlato più volte con il collega e amico, consigliere Mazzotta, della inopportunità di questa mozione per diversi motivi.
Intanto, voglio precisare che parliamo ovviamente di Regioni, quindi non di Comuni, e su venti Regioni italiane solo cinque Regioni hanno aderito alla rottamazione, la Puglia, l’Umbria, la Basilicata, la Campania e il Lazio, in maniera diversa. Quindi chiaramente questa rottamazione che noi, grazie anche all’impulso… Rottamazione bolli. Noi abbiamo proceduto a fare, ad accettare la vostra mozione, ad ampliarla e quindi accettare la rottamazione.
Come è noto, questa legge di bilancio, quindi ha dato anche quello che ha citato il consigliere Mazzotta. Ha dato dei limiti normativi e temporali, a cui si aggiungono valutazioni di merito. Intanto dobbiamo dire che il limite, il primo limite oggi, in questo momento, è il termine per le Regioni e gli enti locali per aderire alla rottamazione quinquies, che è fissata al 31 luglio 2025. Quindi non potremmo usufruire, utilizzare questa legge nazionale… 2026, scusa. Fosse il 2025, purtroppo siamo nel 2026. Io tornerei indietro di almeno altri dieci, quindici anni.
Poi ci sono dei limiti, diciamo così, che riguardano intanto il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, la cosiddetta Ecotassa. Di questi due tributi potremmo parlare, perché IRAP e IRPEF non sono di nostra competenza, e la tassa di concessione regionale in materia di igiene e sanità. Sono tutti e due tributi chiaramente che noi abbiamo preferito non seguire la rottamazione, perché avremmo in qualche modo dato… Non c’è il deterrente per quanto riguarda l’Ecotassa, che già gode di meccanismi di premialità. Quindi l’importo finanziario marginale è rivolto ad un limitato numero di professionisti e riguarda la tassa di concessione regionale in materia di igiene e sanità.
L’altra è che, in ragione dei termini temporali, come ho già detto, che fissavano il 30 luglio 2026. Quindi, io penso che in ragione di queste limitazioni, la mozione in oggetto, intesa nella sua generalità, non è condivisibile dal Governo.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore Leo. Ha chiesto di intervenire il consigliere Pagano, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : PAGANO.
Grazie, Presidente. Diciamo, in una interlocuzione proattiva con il collega Mazzotta, io ho provato anche a capire il senso delle richieste che venivano fatte e sinceramente, come sapete, noi non abbiamo una possibilità nostra sponte di intervenire legislativamente per entrare nel merito di un allargamento di quelli che sono i binari su cui si muove il livello nazionale, livello nazionale che è intervenuto da questo punto di vista nella scorsa legge di bilancio e ha individuato alcuni parametri e alcune scadenze per poter intervenire, almeno per quanto afferisce le Regioni.
Noi, anche cogliendo una proposta che proveniva anche da un consigliere regionale dell’opposizione, il collega Scalera, abbiamo fatto un approfondimento, anche a fronte di una prima relazione da parte degli uffici del Dipartimento economia e ragioneria della Regione Puglia, i quali ci dicevano che, dal punto di vista della capacità di recupero di gettito, non ci sarebbe stato nessun tipo di convenienza. Ciò detto… E che però, a fronte della scarsa capacità di recupero, avremmo dovuto affrontare una organizzazione di stralcio che non ci avrebbe consentito, nel breve periodo, comunque di poter avere un delta positivo rispetto a quello che era il vantaggio per una platea molto ridotta di contribuenti.
Allora, cosa abbiamo fatto? Abbiamo chiesto di poterci uniformare rispetto a quello che veniva fatto anche da altre Regioni, che avevano manifestato la stessa volontà, e da questo punto di vista l’agente per la riscossione nazionale, Agenzia delle entrate, ci ha detto, da questo punto di vista, che fino a una certa data… O meglio, i ruoli iscritti entro una certa data e riferibili ad anni fiscali ben definiti potevano essere trattati nella rottamazione che poteva essere avviata ai sensi della normativa nazionale e altri, invece, sarebbero stati eventualmente soltanto a carico dell’organizzazione regionale. Noi ci siamo attenuti, così come hanno fatto tutte le altre Regioni, che, come giustamente ricordava l’ottimo assessore Leo, hanno aderito a questa possibilità del Governo nazionale, alle stesse regole di ingaggio che hanno messo in campo altre Regioni. Ora, io non riesco a comprendere, se non il senso di voler eventualmente e semplicemente fissare un principio, un presupposto, cioè che la formazione politica che rappresenta egregiamente il collega Mazzotta vuole sottolineare il fatto che, da questo punto di vista, chi non paga le tasse non è detto che sia di per sé un evasore. Magari è una persona che non ce la fa a poter adempiere e da questo punto di vista gli dobbiamo dare un ulteriore aiuto.
Vorrei che però noi cogliessimo anche il senso di quello che facciamo nel concreto, perché questa eventualità, unitamente anche al rafforzamento dell’attività di controllo… Perché se esiste questa fattispecie che ho spiegato, esiste anche la fattispecie inversa, che dice, purtroppo, ahinoi, secondo soprattutto tutte le ricerche che vengono condotte, una platea che se dovesse fare affidamento sul presupposto che prima o poi arriva sempre una rottamazione piuttosto che un condono, in virtù di questo non conviene pagare le tasse quando ci sono le scadenze, perché tanto prima o poi questo avverrà.
Guardate, io lo dico semplicemente per ricordare il dato che forse al collega è sfuggito: Itinerari Previdenziali ci ha detto, proprio l’altro ieri, che il 42 per cento degli italiani non ha redditi, o meglio, non paga tasse e vive evidentemente a carico della collettività, e tuttavia beneficia gratuitamente di tutti i servizi dello Stato e degli enti locali.
In un momento in cui dobbiamo provare a potenziare i servizi per rendere la sanità migliore, in un momento in cui abbiamo la necessità di fare in modo che i servizi essenziali, come il trasporto pubblico, come le borse di studio – anzi, colgo l’occasione per ringraziare l’assessore Miglietta e il Presidente Decaro per aver trovato copertura al finanziamento totale degli idonei alle borse di studio – in un momento come questo, in cui evidentemente il bisogno sociale sta crescendo, complice anche la situazione geopolitica internazionale, noi su cosa ci andiamo a concentrare nella discussione in questo Consiglio? Su una mozione che ripete qualcosa che noi abbiamo già fatto due mesi fa e che intenderebbe estenderla, contrariamente a quello che hanno fatto altre Regioni, anche Regioni governate dallo stesso colore politico del collega Mazzotta.
Lo dico perché sennò sembriamo, all’esterno, un po’ disadattati rispetto alle questioni importanti di cui siamo chiamati ad occuparci. E su cui, e ringrazio proprio il collega Mazzotta, spesso e volentieri ci troviamo accomunati dalla stessa tensione morale e sociale rispetto alle esigenze che emergono dal territorio.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagano.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Mazzotta, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : MAZZOTTA.
Grazie, Presidente.
Sia il discorso del collega, assessore Sebastiano Leo, che quello del collega Pagano hanno seguito due binari: da una parte ci hanno spiegato perché non è più applicabile questa possibilità di rottamazione, tra l’altro dicendo che c’era una scadenza al 30 luglio di quest’anno, nonostante noi la mozione l’avessimo preparata mesi e mesi prima, nonostante più volte mi sia stato detto che gli uffici stavano valutando la possibilità dell’applicazione di questa mozione o meno e delle convenienze da parte della Regione, quindi c’è stato un continuo ritardo, perché, l’assessore mi diceva, gli uffici stavano cercando di comprendere come meglio poter applicare o meno questa mozione.
Ma c’è un altro aspetto importante, l’aspetto che dopo ha sottolineato il collega Pagano, cioè quello che quella parte politica è contro qualsiasi forma di rottamazione. Quindi questo è il dato politico: che il centrosinistra in Puglia dice che è contro la rottamazione, quindi che è contro l’aiuto, sostanzialmente, che si può dare in questo momento alle persone che, ripeto, non chiedono il condono, ma chiedono solamente di non pagare interessi e di non pagare ulteriori vessazioni, perché hanno ritardato il pagamento di una tassa regionale.
Per quanto riguarda l’ultimo l’ultima cosa che ha detto il collega Pagano, volevo ricordare che il Governo Meloni, con il Ministro Bernini hanno stanziato, per quanto riguarda le risorse della copertura per gli idonei alle borse di studio, 850 milioni, di cui 288 milioni proprio negli ultimi giorni. Quindi, una nota di merito va anche a questo Governo, che è sempre molto attento alle esigenze degli italiani.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Mazzotta.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : MINERVA.
Solo per ricordare che la Regione Puglia ha già fatto quattro rottamazioni, quando ci sono le condizioni non si tira indietro, il centrosinistra pugliese, dall’andare incontro alle richieste che si ritengono giuste, per cui è doveroso dare risposte.
Tengo a collegarmi ai ringraziamenti al consigliere Pagano, al Presidente, all’assessore e a tutti i consiglieri che hanno voluto fortemente trovare la soluzione per coprire le 28.000 borse di studio per gli studenti.
È vero che dal Governo c’è stato un aiuto, ma nel frattempo non ci si è accorti che il numero dei richiedenti è aumentato per i parametri stabiliti dal livello nazionale, e che anche con quei soldi non sarebbero stato possibile coprire tutte le borse di studio. Grazie all’impegno del Presidente Decaro, e anche – lui non poteva ringraziarsi da solo – del Presidente della I Commissione, che ha dato un contributo fondamentale, e dell’assessore Silvia Miglietta, con una scelta politica ha spostato 19 milioni di euro per andare a dare copertura anche ai 4.000 studenti che solo con le risorse del Governo sarebbero rimasti fuori.
Quindi, grazie al Governo, per quello che ha fatto, ma grazie allo sforzo politico della Regione, che ha dato una risposta straordinaria all’esigenza di far rispettare il diritto costituzionale con una scelta politica e che ha voluto continuare a dimostrare con i fatti che la Regione Puglia investe nel concetto di crescita culturale e di sapere, come avanguardia di emancipazione e di cambiamento per le future generazioni.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Non ci sono altri iscritti a parlare, per cui, dopo aver richiesto il parere dell’assessore, metterei in votazione il provvedimento.
Assessore, il parere mi pare di aver capito che è negativo. Giusto? Bene.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione… Vietri favorevole. È chiusa la votazione… Lo mettiamo dentro. Hanno votato, hanno votato. Ho visto che della postazione hanno votato per Vietri.
Presenti 42, votanti 41, astenuti 1, favorevoli 16, contrari 25.
La mozione è respinta.
Passo al quinto punto all’ordine del giorno. Mozione Antonio Tutolo ed altri: “Semplificazione dei controlli sulle imprese agricole, alimentari e mangimistiche; implementazione dati dal registro unico dei controlli sulle imprese agricole, alimentari e mangimistiche; potenziamento dell’istituto della diffida nel settore agroalimentare ‒ 16 M”.
Prego, consigliere Tutolo.
Speaker : TUTOLO.
Sarò breve. Credo che tutti conoscono il problema.
C’è questa istituzione del registro unico dei controlli ispettivi, che è praticamente non dico inattuata, ma non gli si dà la giusta importanza. Quello che serve è l’implementazione e la comunicazione di tutti i dati tra le varie amministrazioni e i vari enti e i vari organi di controllo. Questo per evitare la sovrapposizione di controlli e magari ripetuti controlli sempre alle stesse imprese, mentre ce ne sono alcune che non li hanno mai. Questo perché magari oggi va, che ne so, la Polizia da Tutolo, domani va un altro, poi va un altro ancora, mentre alcuni altri non sono mai oggetto di controlli.
È una legge che gli dobbiamo dare un aiuto per una completa attuazione. Quindi serve la comunicazione dei dati immediatamente di tutti gli organi investiti, sia quelli regionali sia quelli statali. Ognuno deve comunicare la propria attività.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Tutolo.
Ci sono interventi su questo? Prego. Prego, consigliere Gatta.
Speaker : GATTA.
Grazie, Presidente. Io su questa mozione non posso non essere favorevole rispetto alla sollecitazione che il Gruppo “Con”, con il consigliere Tutolo, chiede al Governo regionale. Meglio tardi che mai, considerato che… “Per”, “Per”… Va beh, diciamo che si cambia spesso sigle, quindi…
Allora, rispetto a questa mozione. io ritengo, per le stesse ragioni che diceva il collega Pagano, che le mozioni devono essere anche ponderate. Penso che è un provvedimento e un obbligo di legge, consigliere Tutolo. È un decreto legislativo del 2015, allora Ministro Martina, e a distanza di ben undici anni, rispetto ad altre Regioni, per esempio la Regione Veneto e anche alla Regione Calabria, la Regione Puglia non ha fatto nulla per snellire le procedure delle aziende agroalimentari e per metterle nelle condizioni anche di una maggiore competitività rispetto ad altre aziende di altre regioni.
Allora, dico meglio tardi che mai, va bene, ma tra l’altro, anche con una proficua interlocuzione avuta con l’assessore Paolicelli qualche giorno fa, mi diceva, considerato che la mozione è stata presentata a febbraio e oggi ci troviamo a fine settembre, mi sembra una mozione inutile, in quanto l’Assessorato all’agricoltura sta già provvedendo. Ha già provveduto a prevedere questo portale, dopo, ripeto, ben undici anni, e a mettere nelle condizioni le nostre aziende agricole e agroalimentari di essere al pari di altre aziende di altre regioni.
Per questo chiedo alla maggioranza di ritirare questa mozione, per gli stessi motivi che diceva il collega Pagano. Le mozioni servono quando comunque hanno un senso. Qui ci troviamo di fronte a un obbligo di legge e finalmente la Regione Puglia, così come mi ha detto l’assessore Pollicelli, sta adempiendo a questo obbligo di legge. Per questo vi chiedo di ritirare questa mozione. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Gatta.
Ci sono altri interventi? Consigliere Tutolo, prego.
Speaker : TUTOLO.
…confermare la mozione. È chiaro che è uno strano modo di essere d’accordo su una mozione chiederne il ritiro, però capisco la… Non so come definirla, onestamente. Anzi, no, non è vero che la capisco, non la capisco, perché essere favorevoli a una mozione e chiedere il ritiro… Collega, io l’ho ascoltata con interesse e con attenzione, come faccio sempre. Questa insofferenza, ogni volta... Provi a interrompere il mio discorso, anche banale. Ho detto semplicemente che hai ha aperto il discorso, dicendo “sono assolutamente favorevole, finalmente…”, dopodiché, dici di ritirare questa mozione. Ebbene, mi dispiace, io confermo la mozione.
Se proprio vuoi, vota contrario, regolati come meglio credi, ma è chiaro che non c’è nessuna motivazione…
Speaker : PRESIDENTE.
Si rivolga alla Presidenza, lei si deve rivolgere alla Presidenza.
Speaker : TUTOLO.
Presidente, io ho paura. Se non faccio un esercizio mi blocco, io ho pure una certa età, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Non polemizzate tra di voi. Prego.
Speaker : TUTOLO.
A me piace guardare pure il pubblico, se no è finita. Se ci volete dire pure chi dobbiamo guardare… Presidente, non mi affascina, da quel punto di vista, non solo lei, ma proprio per un fatto naturale.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere.
Se non ci sono altri interventi, chiedo al Governo il parere… Ha chiesto di intervenire la consigliera Spina, che ne ha facoltà.
Prego, consigliera.
Speaker : SPINA.
Grazie, Presidente.
Io penso che l’intervento del collega Gatta sia stato abbastanza incisivo e chiaro. Il problema è che noi non siamo contro la mozione, ma solleviamo la questione che dopo tanti anni la Regione Puglia non ha adempiuto, non ha dato seguito a quella che era una norma di legge. Quindi, proprio per questo motivo noi abbiamo chiesto il ritiro della mozione. La mozione è ultronea, quindi è una censura a ciò che non è stato fatto sino ad oggi da parte dell’Amministrazione regionale.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Spina.
Se non ci sono altri interventi, chiedo il parere al Governo. Prego, Vicepresidente.
Speaker : CASILI, assessore al welfare e allo sport.
Parere favorevole.
Speaker : PRESIDENTE.
Vuole intervenire anche dopo? Bene.
La parola al consigliere Caroli. Ne ha facoltà, prego.
Speaker : CAROLI.
Grazie, Presidente. Tenuto conto di quanto rappresentato dai colleghi in precedenza, noi comunichiamo la non partecipazione al voto.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
È aperta la votazione. Avete votato tutti? Bene.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti e votanti 26, favorevoli 26.
La mozione è approvata con 26 voti favorevoli.
Passiamo alla discussione del sesto punto all’ordine del giorno, la mozione a firma della consigliera Maria La Ghezza “Mozione su disegno di legge: Consenso – 25/M”.
Prego, consigliera La Ghezza.
Speaker : LA GHEZZA.
Grazie, Presidente, buon pomeriggio a tutti.
Con questa mozione sottoscritta dai Gruppi di maggioranza, Movimento 5 Stelle, PD per la Puglia e Prossima, sul cosiddetto Disegno di legge Bongiorno, chiediamo alla Giunta per quanto di propria competenza, di attivarsi con il Governo nazionale e il Senato affinché vengano riconosciuti come violenze gli atti sessuali senza consenso libero e attuale.
Il disegno di legge, modifica dell’articolo 609 bis del codice penale in materia di violenza sessuale e di libera manifestazione del consenso, così come riformulato al Senato dalla Presidente della Commissione giustizia, Giulia Bongiorno, incide sulla definizione giuridica del reato di violenza sessuale, e in particolare sul ruolo del consenso della persona offesa.
La riformulazione adottata, infatti, si discosta in modo significativo dal modello del consenso approvato all’unanimità dalla Camera dei deputati con il disegno di legge 1693, frutto di un ampio confronto parlamentare e anche con la società civile. Il modello del consenso approvato dalla Camera fonda la definizione di violenza sessuale sull’assenza di un consenso libero, esplicito, attuale e revocabile, in linea con la Convenzione di Istanbul e con le più avanzate legislazioni europee, mentre il testo base adottato al Senato reintroduce in modo surrettizio una centralità del dissenso, ponendo l’attenzione su comportamenti di resistenza, opposizione o rifiuto, anziché sulla responsabilità di chi compie l’atto di verificare la presenza di un consenso.
È una impostazione che rischia di riprodurre schemi culturali e giuridici già ampiamente criticati, in cui l’onere della prova e della credibilità ricade sulla persona che subisce la violenza.
Il testo base, infatti, omette di riconoscere esplicitamente che il silenzio, l’immobilità, lo shock, la paura o la dissociazione non possono mai essere interpretati come consenso, in contrasto con le evidenze scientifiche e con le pratiche di tutela delle vittime.
Ebbene, una riforma della disciplina della violenza sessuale non può prescindere da un chiaro riconoscimento del principio secondo cui solo un sì è un sì, e che ogni altra situazione costituisca una violenza.
È quindi dovere delle Istituzioni territoriali farsi interpreti delle istanze della società civile e delle organizzazioni che quotidianamente operano per il contrasto alla violenza di genere. Non possiamo prescindere da un principio fondamentale di civiltà giuridica e culturale, quello per cui un sì è un sì e ogni altra situazione costituisce violenza. Su questo non possiamo assolutamente arretrare.
Per questo, nella mozione chiediamo alla Giunta di farsi interprete della volontà del Consiglio regionale per sollecitare il pieno recepimento del modello del consenso, già approvato all’unanimità dalla Camera dei Deputati, coerentemente con la Convenzione di Istanbul e con le richieste delle associazioni femministe e antiviolenza.
Chiediamo anche di sostenere ogni iniziativa istituzionale volta a garantire una normativa chiara, efficace e rispettosa dei diritti e dell’autodeterminazione di tutte le soggettività oppresse e in particolare delle donne.
Non possiamo tornare indietro di decenni sul tema del consenso. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera La Ghezza.
Ci sono interventi sul punto all’ordine del giorno? Ha chiesto di intervenire il consigliere Fischetti. Prego, consigliere.
Speaker : FISCHETTI.
Grazie, Presidente, colleghi e colleghe, soltanto per anticipare e sottolineare il voto favorevole del Gruppo consiliare Prossima, che ha sottoscritto questa proposta che proviene dal MoVimento 5 Stelle e che condividiamo pienamente.
La dialettica tra dissenso e consenso può sembrare esclusivamente un formalismo, ma di fatto non lo è, soprattutto nel momento in cui si ragiona giuridicamente, si analizza un testo di legge, in cui i termini hanno una loro importanza e rilevanza anche in sede processuale.
Come già esplicitato in maniera egregia dalla collega La Ghezza, non è possibile che una donna che in un momento di violenza sia presa da paura, panico e quindi paralisi nella propria azione volta a una potenziale difesa, debba giustificare il proprio atteggiamento e debba necessariamente esprimere un dissenso. Si tratta di un punto di vista non soltanto sostanziale, ma giuridico, che noi sosteniamo con forza e per questo motivo anticipiamo il nostro voto favorevole.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Fischetti. Ha chiesto di intervenire la consigliera Lettori, che ne ha facoltà. Prego, consigliera.
Speaker : LETTORI.
Grazie, signor Presidente, assessori e colleghi consiglieri. Oggi non possiamo restare in silenzio di fronte a un arretramento culturale e giuridico, che rischia di far scivolare il nostro Paese indietro di cinquant’anni. Il dibattito che si sta consumando sul disegno di legge Buongiorno impone una riflessione e soprattutto una presa di posizione coraggiosa da parte di questo Consiglio regionale.
La mozione che discutiamo oggi, che sostengo con convinzione, è nata dalla volontà condivisa di più Gruppi e non rappresenta un semplice atto formale, è un grido di allarme ed un invito forte, perché la nostra Assemblea si esprima su un punto di civiltà giuridica e culturale, che non ammette ambiguità: la centralità del consenso come fondamento imprescindibile della libertà sessuale.
Qui non stiamo discutendo di tecnicismi giuridici, ma della dignità stessa delle persone e della qualità della nostra democrazia. Il Partito Democratico, insieme a tante associazioni, sostiene con forza il paradigma “senza consenso libero e attuale, è violenza”, che è il principio sancito dalla Convenzione di Istanbul, un pilastro rispetto al quale non è possibile accettare interpretazioni al ribasso.
Sostituire questo concetto con quello di dissenso o volontà contraria, come propone la relatrice Buongiorno, significa spostare il peso della prova sulle spalle della vittima, significa chiedere a una donna, in un momento di fragilità estrema, di dimostrare di aver detto no, ignorando la realtà di quei blocchi psicologici e fisici che spesso accompagnano la violenza.
È un ritorno a logiche che credevamo superate, dove l’attenzione non è sull’assenza di una libera volontà, ma sul comportamento di chi subisce. Non ci consola, né ci convince la spiegazione del Governo nazionale su possibili rischi di vendette personali o ingolfamento dei tribunali, sono scuse per evitare di guardare in faccia la realtà, la necessità di un cambio di passo culturale che parta dal riconoscimento che solo un sì consapevole e senza costrizioni rende un rapporto un atto di libertà.
Colleghi, la Puglia ha sempre dimostrato di essere una terra capace di innovazione sociale. Oggi abbiamo l’opportunità di essere ancora una volta capofila nel difendere un paradigma che mette al centro la persona e il suo diritto all’autodeterminazione.
La nostra Regione – è bene sottolinearlo ‒ non sta intraprendendo questo percorso da sola, questo impegno è parte di una linea politica nazionale chiara, una battaglia di civiltà portata avanti in diverse Regioni italiane, dall’Emilia-Romagna alla Calabria, passando per la Valle d’Aosta. Non siamo davanti, quindi, a un’istanza isolata, ma alla trasposizione sul territorio di una visione che vuole allineare l’Italia agli standard europei definiti dalla Convenzione di Istanbul.
La nostra voce, unita a quella di altre Assemblee regionali, vuole mandare un segnale unico al Parlamento: il paradigma senza consenso è violenza. Questo è un pilastro non negoziabile per la nostra democrazia.
Il mio invito rivolto a tutti, maggioranza e opposizione, al voto favorevole non riguarda un semplice atto di adesione a un testo, ma vuole rappresentare una scelta di campo, quella per una società dove il rispetto dell’altro non è un’opzione, ma la regola fondamentale alla base della convivenza civile. Ve lo chiedo, colleghi, perché non si tratta di un tema di parte, ma di un tema di civiltà, e la civiltà è un valore che appartiene a tutti. Per questo, un voto unanime dimostrerebbe che la Puglia è, ancora una volta, avamposto di diritti e non spettatrice di passi indietro.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Lettori.
Ha chiesto di intervenire il consigliere De Leonardis, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : DE LEONARDIS.
Grazie, Presidente. Non voglio entrare nel merito della mozione, perché questo è un tema come potrebbero essere tanti altri temi che riguardano la vita del Paese, ma voglio entrare nella questione del lavoro di questo Consiglio regionale. Oggi andiamo a chiedere al livello nazionale di modificare una norma e io mi chiedo: colleghi del Partito Democratico, esiste un Gruppo del Partito Democratico al Senato della Repubblica che si occupa di entrare nel merito delle leggi? Chiedo ai colleghi del Movimento 5 Stelle: avete una rappresentanza parlamentare che si occupa di entrare nel merito di questa legge, di presentare emendamenti, di chiedere modifiche?
In Consiglio regionale dovremmo occuparci delle materie di nostra competenza, la sanità, che conosciamo, le liste di attesa, le persone che purtroppo hanno bisogno della sanità e non riescono a raggiungerla, le questioni ambientali, ricordo la legge sulle energie alternative. Dobbiamo occuparci delle materie di nostra competenza. La Costituzione ha ben delineato quali sono le nostre competenze e quali sono le competenze dello Stato. No, noi siamo così bravi da fare una mozione per dire ai nostri rappresentanti a livello parlamentare quello che devono fare e quello che non devono fare.
La Costituzione, peraltro, dà anche una funzione ai partiti, colleghi. Ognuno di noi, o quasi tutti è in un partito, e i partiti hanno i propri rappresentanti, all’interno del Parlamento, che possono legittimamente intervenire sulla discussione che è in vigore.
Ora, impegnare il nostro tempo – non parlo della questione, in generale – a discutere di cose che non sono di nostra competenza, secondo me non serve e non diamo una bella impressione ai pugliesi di quello che è oggi il Consiglio regionale.
Queste cose lasciamole fare dove vanno fatte, e diamo un senso diverso al nostro lavoro, e diamo un’idea del Consiglio regionale diversa rispetto a quella che vogliamo dare.
Noi su questo non voteremo, ancora una volta, perché riteniamo che siano temi che vanno trattati nei luoghi dove abbiamo i nostri rappresentanti eletti. Abbiate pazienza, cerchiamo di guidare questo Consiglio regionale nella giusta strada, evitiamo di fare queste cose che devono essere fatte in altri luoghi, e diamo una dignità al nostro lavoro, per favore, da questo punto di vista.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere De Leonardis.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Lanotte, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : LANOTTE.
La ringrazio, Presidente, signor Vicepresidente della Giunta regionale, assessori, colleghe e colleghi consiglieri.
Io credo che ad un certo punto ciascuno di noi dovrebbe rendersi conto che tutto ha un limite. Non entro nel merito del tema sulla tutela del consenso delle donne, su ciò che può essere ritenuto o non ritenuto violenza sessuale.
Per entrare nel merito di questa materia, qualcuno dovrebbe sapere che ha l’obbligo di farsi eleggere in Parlamento. Diversamente, assisteremmo all’ennesimo tentativo di questo Consiglio regionale di qualificarsi come campione degli annunci, dei buoni propositi e delle buone intenzioni.
Mi avete costretto ad assistere ad una discussione, meno male che non ho votato, sulla valutazione d’impatto giovanile delle future generazioni, quando fate le leggi: un’altra bollinatura che andrà data alle leggi, di appesantimento burocratico, un’altra enunciazione di principio la cui praticità io, per quanto da operatore del diritto, mi voglia sforzare di trovare, mi consentirete, non la riesco a trovare, collega Scatigna. Non la riesco a trovare.
Quando uno fa le leggi si deve stare a preoccupare della valutazione di impatto giovanile per legge, non come se fosse un fatto ontologico, che sta in ciascuno di noi quando legifera, quello di avere una visione su quello che è l’impatto che la legge deve avere sulle giovani generazioni.
Però dobbiamo sancire con una bollinatura. Appesantiamo ancora di più una struttura burocratica che stenta a fare delle leggi. Nel 2025 c’è una censura dalla Corte dei conti, che invita la Puglia a non legiferare più senza che vi sia una copertura e un impegno di risorse economiche. Quindi, questo è il Consiglio regionale degli annunci…
Consigliere De Santis, io so che le dà fastidio che io metta in campo tutta la mia arrabbiatura e quindi mi vuole interrompere per detonarmi, però non glielo consentirò, perché io al posto suo mi sentirei offeso se un consigliere regionale, Tutolo, deve presentare una mozione per dire al Governo regionale di applicare una legge dello Stato e se un consigliere regionale viene a dire che il suo voto e quello di chi l’ha preceduto non vale niente sul salario minimo, e lei continua a ridere in quest’Aula! Lei non ha la capacità di affermare le proprie prerogative di consigliere regionale! Ecco perché io sono arrabbiato e intervengo in quest’Aula in questo modo e mi scuso, Presidente, con lei, se sto un attimino alzando il tono della discussione.
Valutazione d’impatto giovanile. Mozione per chiedere alla Regione di applicare una legge regionale… Nazionale. Leggi che non prevedono un impegno di spesa la Corte dei conti l’ha censurate nel 2025. Io volevo sentirvi parlare di liste di attesa che non accennano a diminuire, di risonanze magnetiche prenotate al 2030. Parlare della crisi olivicola, della crisi dell’uva, del vino. Su questo volevo discutere con voi e poi ci sentiamo dire che una mozione sulla rottamazione dei tributi era inapplicabile perché il termine entro il quale la Regione si sarebbe dovuta adeguare era il 30 luglio 2026 e quella mozione è stata presentata, se la memoria non mi inganna, nel mese di marzo del 2026, collega Pagano, al di là del merito della mozione… Al di là del merito della mozione.
Allora io vi invito davvero tutti quanti ad interessarci delle nostre competenze. Oggi non sarà oggetto di discussione la proposta di legge relativa alle case in locazione turistica, ma anche là, se ci sforziamo un attimo di leggerlo bene il testo, ci rendiamo conto di come vi sia stato un intervento che in qualche modo va oltre le nostre, esula dalle nostre competenze, allorquando ci prendiamo la briga di dire che il parametro in base al quale si possono approvare le case per i turisti deve essere parametrato al numero delle stanze di albergo presenti nel territorio. La materia della concorrenza, signori, non è della Regione. È dello Stato italiano.
Di queste cose noi ci vogliamo interessare? Noi qua non stiamo facendo enunciazioni di principio, siamo chiamati a legiferare.
Chiamatemi per legiferare, sono pronto, come sul fine vita, ad intraprendere un discorso di confronto ‒ consigliere Minerva, mi rivolgo a lei come Capogruppo del Partito Democratico ‒ ma sui temi, non sulle enunciazioni di principio.
Ecco perché anch’io non parteciperò alla votazione di questa mozione e mi scuso ancora se ho trasceso con il tono della voce. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva, che ne ha facoltà. Prego, consigliere Minerva.
Speaker : MINERVA.
Presidente, non volevo intervenire, perché gli interventi dei miei colleghi di maggioranza avevano già espresso la nostra visione collettiva rispetto a questo tema, ma le sollecitazioni fatte dagli interventi che mi hanno preceduto, dagli ultimi due in particolare, mi costringono a prendere la parola per specificare alcune cose.
Intanto, con questa mozione la consigliera La Ghezza e tutti noi firmatari abbiamo dato seguito ai compiti di un consigliere regionale, che, oltre a quelli di legiferare, sono quelli di chiedere attraverso le mozioni al Presidente della Regione e alla Giunta di intervenire presso gli organi competenti con delle indicazioni che il Consiglio da, quindi non solo presso il Senato della Repubblica, il Consiglio dei Ministri, la Conferenza delle Regioni.
Questa mozione lo fa, al netto del fatto che possa non essere una legge della Regione, su un tema che riguarda le nostre vite e l’educazione che vogliamo dare ai nostri figli e alle nostre figlie, e un consigliere regionale non può girarsi dall’altra parte quando si parla di un tema di questo genere, e, siccome non si vuole prendere una posizione diversa rispetto a quella di questo Governo, la si butta in caciara e si butta la palla in calcio d’angolo!
Discutiamo delle leggi su cui vogliamo confrontarci, delle cose su cui abbiamo ragione o torto, sulle leggi su cui può esserci una posizione condivisa, ma non giriamoci dall’altra parte quando anche in questo Consiglio regionale, che dovrebbe parlare anche di leggi, viene sottoposta una mozione che ha a che fare con ciò che accade nella quotidianità, che accade nelle vite delle nostre ragazze, e dei nostri ragazzi, che accade in una cultura misogina, maschilista, patriarcale, che ci porta ancora oggi a vedere quello che sta succedendo.
Pochi giorni fa, Cecchettin è stato qui e lo abbiamo ascoltato, quindi quello che diciamo è che culturalmente per noi è impensabile eliminare, come ha fatto il Senato, la parola “consenso” da quel disegno di legge, che, così come era stato fatto alla Camera ci andava bene, lo condividevamo e l’abbiamo condiviso con i nostri colleghi onorevoli e senatori, ma siccome siamo cittadini di questo territorio, siccome siamo a maggior ragione, consiglieri regionali, abbiamo il dovere, rispetto al tipo di mondo che vogliamo costruire, di non girarci dall’altra parte sulla virgola rispetto alla discussione. È competenza di un consigliere regionale presentare una mozione, lo abbiamo fatto, si porta in discussione oggi. È giusto, capisco che dovete trovare le scuse per non votarlo. Io vorrei vedere cosa pensano su questo tema al di là del voto la consigliera Spina e la consigliera Minuto. Voglio capire cosa pensano le donne di centrodestra rispetto al tema del consenso, al tema dell’educazione affettiva, al tema del rapporto fra uomo e donna, al tema della costruzione culturale che vogliamo dare a questo Paese e ai nostri giovani. E questo è la sede in cui si discute anche di queste cose, anche se non sono una legge.
Noi chiediamo con questa mozione, come ho già detto, ma forse qualcuno è intervenuto senza neanche leggerla, al Presidente Decaro e alla Giunta regionale di farsi portavoce negli organi competenti rispetto a questo tema, che è un tema che sentiamo, che sentiamo sulla nostra pelle, che sentiamo rispetto a una deriva in cui la nostra società sta andando e che, a volte, purtroppo giustifica comportamenti che non vorremmo mai vedere per le nostre madri, le nostre figlie, le nostre amiche, su un disegno di legge, come dice il consigliere Pagano.
È bellissimo discutere di leggi, ma la consigliera La Ghezza e gli altri firmatari hanno voluto portare all’attenzione la discussione rispetto a un tema che sentiamo nostro, rispetto a cui noi ci vogliamo girare dall’altra parte, anche quando la competenza non è strettamente legata alle funzioni della Regione. Ma ‒ lo ripeto ‒ sta nelle competenze di noi consiglieri regionali chiedere un impegno su questo tema e sta a noi discutere rispetto a questioni che stanno purtroppo cambiando in peggio l’umanità. Per queste ragioni noi non solo abbiamo firmato la mozione, consigliera La Ghezza, e la ringraziamo per aver posto il tema al Consiglio regionale, ma con forza chiediamo nella mozione che si prenda un impegno, che quella legge possa essere cambiata e che la Giunta regionale, al netto di deputati e senatori, si faccia portavoce del punto di vista della Puglia, ossia che in quel testo di legge deve tornare la parola “consenso”, perché senza quella parola si snatura la stessa legge e non si dà la possibilità di essere liberi. Libere devono essere le nostre ragazze, liberi devono essere i nostri ragazzi.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Angolano, che ne ha facoltà. Prego, consigliera.
Speaker : ANGOLANO.
Grazie, Presidente. Io mi auguro che tutti abbiano letto bene il contenuto di questa mozione, perché se è stata attentamente letta, ritengo che davvero sia molto, ma molto difficile non concordare, e questo al di là dell’appartenenza e dei colori di ciascuna bandiera. Prima di entrare nel merito del mio intervento, quindi della mozione per la quale ringrazio non soltanto la nostra capogruppo Maria La Ghezza, ma tutti gli altri consiglieri che hanno voluto firmare, rispondo intanto all’obiezione del consigliere De Leonardis, che sollevava la questione delle competenze.
Consigliere, collega, noi in realtà non soltanto rimarchiamo la posizione che prendiamo quest’oggi, ma la ribadiamo fortemente, perché sì, è vero, noi portiamo a tutti i livelli istituzionali (comunale, provinciale, regionale, finanche alla voce del Parlamento), la questione. E sa perché? Perché quando si tratta di difendere i diritti dei più fragili, siamo sempre consapevoli delle nostre competenze, per ciò che è stato detto prima anche dagli altri colleghi.
Evidentemente, questa azione politica, oggi, rientra perfettamente nelle nostre competenze, le Conferenze Stato-Regioni, ma anche il sol fatto, qui, oggi, di prendere una posizione in quest’Aula. Guardiamo all’obiettivo: e l’obiettivo è far sentire forte la voce su temi di questa importanza.
Lo ricordava prima la consigliera La Ghezza. Quando avete organizzato la conferenza-stampa, avete precisato che uno degli obiettivi era proprio questo, fare fronte comune su un tema di questa importanza. Scusate se mi permetto di sottolinearlo, ma ritengo che questo sia un tema di grande ed estrema importanza, e penso anche, forse, neanche di minore importanza rispetto alla questione che prima l’opposizione ha sollevato, per esempio, sul cavallo della Murgia. Penso che non possa essere di minore importanza e interesse rispetto a quell’altro tema.
Quindi, questa azione, dicevo, rientra a pieno titolo nelle nostre competenze, perché vedete, anche in questa terra e su questa terra noi ce le piangiamo le vittime di violenza, siamo tutti pugliesi, seguiamo tutti la cronaca. Forse qualche Consiglio fa, abbiamo anche fatto riferimento ad una situazione drammatica di questo tipo.
Come diceva il collega Minerva poco fa, noi non ci possiamo girare dall’altra parte, non possiamo rimanere indifferenti, perché questo è il nostro modo di fare politica, che sia Regione, che sia al Parlamento, che sia Comune o che sia Provincia. Sulla fragilità di alcune categorie, della vulnerabilità della donna e sulla violenza noi vogliamo parlare ad ogni livello e abbiamo competenze per farlo anche in quest’Aula.
Ora, entrando nel merito… Mi sono permessa di rispondere al collega De Leonardis. Entrando invece nel merito, io prendo la parola non solo come firmataria, insieme alle colleghe e ai colleghi che ringrazio, ma anche con la responsabilità della Presidenza della Vi Commissione consiliare, che quotidianamente si confronta anche con i diversi fenomeni sociali, culturali e di tutela dei diritti del nostro territorio. Siamo chiamati a votare un atto di fondamentale importanza, come dicevo, di importanza politica, di preminenza politica, ma di profonda civiltà.
Questa mozione impegna la nostra Regione a far sentire la propria voce a Roma, al Senato e al Governo, di fronte a quello che non esito a definire un preoccupante arretramento sul tema del contrasto alla violenza di genere. A proposito del disegno di legge sull’articolo 609-bis del codice penale, la Camera dei deputati aveva intrapreso inizialmente una strada virtuosa, approvando all’unanimità il testo. Poi sappiamo, la storia ci consegna un risultato diverso. Un principio chiaro che stabilisce una verità elementare, come si diceva già prima, che solo un sì è un sì, e dobbiamo continuare a ripeterlo, e la responsabilità di verificare quel consenso spetta a chi compie l’atto.
Purtroppo la Commissione giustizia del Senato, attraverso la riformulazione, ha scelto diversamente. Quindi ha scelto di stravolgere quell’impianto, come si diceva, è ha reintrodotto la centralità del dissenso. Che cosa significa questo in termini pratici? Perché queste storie sono sulla nostra pelle e non sono lontane soltanto a Roma, soltanto ai parlamentari che se ne occupano. Sono sulla nostra pelle. La pelle delle nostre ragazze, delle nostre amiche e di tante donne.
Significa che l’attenzione si sposta ancora una volta, come diceva prima la collega Lettori, sulla vittima. Significa che in un’aula di tribunale non si chiederà più all’imputato come ti sei assicurato del suo consenso, ma si tornerà ancora una volta a chiedere alla donna quanto hai gridato? Quanto hai pianto? Quanto hai lottato? E tutto questo ignora deliberatamente le evidenze scientifiche, il trauma, la paura, il silenzio, la dissociazione davanti a un abuso e non possono mai, ripeto, mai, essere interpretati come un consenso.
Accettare questo testo base significa avallare un’impostazione ideologica che svuota di contenuto il concetto stesso di autodeterminazione, significa scoraggiare le denunce, dire alle donne che lo Stato, anziché proteggerle, tornerà a metterle sul banco degli imputati. Le associazioni femministe hanno lanciato un grido d’allarme in questo senso.
Permettetemi, colleghi, di inserire questo quadro di arretramento normativo in un contesto culturale ancora più ampio, ma purtroppo coerente nelle sue storture, perché io mi chiedo come possiamo pensare di decostruire la violenza se parallelamente, per esempio, a livello nazionale, assistiamo a scelte come la cosiddetta Legge Valditara, che vieta l’educazione sessuale nelle nostre scuole.
Vedete, è tutto collegato, la scuola dovrebbe essere il primo luogo in cui si insegna il rispetto del corpo dell’altro, il valore del consenso e quindi l’affettività.
La violenza sessuale ‒ e chiudo ‒ non è un’emergenza passeggera, è un fenomeno strutturale e diffuso, e si combatte non solo con la repressione, ma con leggi chiare e con l’educazione.
Per queste ragioni, chiediamo di sollecitare il pieno ripristino del modello del consenso approvato alla Camera. Dobbiamo pretendere una normativa che sia efficace, chiara e rispettosa della dignità delle donne, e la Puglia ‒ lo ribadisco ‒ non può restare a guardare, in silenzio, mentre si compie un passo indietro di decenni sui diritti e sulla pelle delle donne.
Mi auguro che si esprima un voto favorevole e convinto a questa mozione. Lo dobbiamo alle vittime, lo dobbiamo al lavoro dei Centri antiviolenza, lo dobbiamo a tutte le donne, anche quelle oggi qui presenti. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, consigliera.
Prego, consigliere Pagano.
Speaker : PAGANO.
Grazie, Presidente.
Mi correva l’obbligo di dover reintervenire, sebbene su un’altra mozione, per replicare a quanto dichiarato in maniera impropria dal consigliere Lanotte, a cui riconosco una grande capacità oratoria e soprattutto una inclinazione quasi naturale ad aumentare i decibel degli interventi per provare ad affermare la veridicità di quello che sta dicendo, ma una cosa anche detta urlando, se è una fesseria, resta una fesseria.
Io non ho contestato il fatto che abbiano depositato, o meglio abbiano preteso la calendarizzazione di una mozione che riguardava la rottamazione dei tributi regionali, io ho detto una cosa di più: ho semplicemente detto che non solo abbiamo preso per buono quello che ci veniva sollecitato anche dal centrodestra, ma abbiamo fatto di meglio. Non ci siamo limitati ad affrontare una mozione che impegnava il Governo a fare qualcosa, abbiamo fatto qualcosa. Abbiamo presentato una proposta di legge a firma dell’assessore competente e in quella proposta di legge abbiamo contenuto tutto il dettaglio tecnico che era fattibile non solo per Regione Puglia, ma anche per l’agente della riscossione. Ci siamo comportati nella stessa maniera in cui si sono comportate altre Regioni, tra cui Regioni governate dal centrodestra.
Se questo non basta a testimoniare la nostra attenzione, evidentemente c’è un problema di schizofrenia istituzionale. Ricordo a me stesso, infatti, che a quella proposta di legge il centrodestra ha votato a favore. Quindi, semmai avrebbe dovuto essere quello il luogo della discussione. Farlo oggi, quando sono perenti i termini per potervi aderire, serve soltanto a piantare la bandierina, che è cosa diversa rispetto alla mozione di cui stiamo discutendo.
Il collega Minerva ha fatto una grandissima lezione di diritto costituzionale, condita dalla sua innata capacità di essere emozionale. Ma è proprio l’abbiccì del diritto pubblico costituzionale nella sua declinazione di diritto parlamentare che ci dice che proprio durante l’iter di formazione delle leggi, quindi quando le Camere sono chiamate ad affrontare un disegno di legge, che le Regioni, attraverso la Conferenza Unificata, possono e devono dare dei pareri e, laddove lo ritengano, anche proporre degli emendamenti. Quindi, con questa mozione stiamo dicendo al nostro Governo regionale: vai sul tavolo della Conferenza delle Regioni e dì che questo disegno di legge che stanno facendo è una porcheria. Gli stiamo anche indicando le ragioni per cui è una porcheria. Stiamo semplicemente adempiendo al dettato costituzionale. A meno che il Titolo V della Costituzione non abbia subito delle modifiche nel corso degli ultimi tempi, visto che l’ansia della campagna elettorale, soprattutto sull’autonomia differenziata, vi sta facendo correre troppo spediti, speriamo non contro il muro.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagano.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Scatigna, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : SCATIGNA.
Grazie, Presidente. Cari colleghi, io non entrerò nel merito della questione poiché non è politicamente elegante parlare di spot.
Però vorrei invitare lei, Presidente, e tutti i Capigruppo, a una riflessione: noi stiamo investendo il nostro tempo in un Consiglio regionale relativamente lungo, in cui abbiamo parlato di problemi non certo fondamentali o insormontabili della gestione della Regione Puglia, e adesso stiamo parlando, già da un sacco di tempo, di quella che potrei considerare un’offesa che i consiglieri regionali di maggioranza rivolgono ai loro rappresentanti istituzionali parlamentari.
La riflessione che vi invito a fare è che nelle celle frigorifere della vostra supponenza, e a volte, a tratti, dei vostri deliri di onnipotenza, ci sono, per esempio, alcune proposte di legge, che manco a farlo apposta sono, credo, attinentissime a questo tema, una in particolare a mia firma, in cui si chiedeva, e parlo al passato perché ormai è stata presentata due volte nella scorsa legislatura e in questa, di istituire dei punti di ascolto per le donne vittime di violenza in ogni presidio ospedaliero.
Caro Stefano Minerva, in qualità di Capogruppo, in questo caso verso quale parte vi siete girati voi, perché probabilmente io mi sono distratto? E visto che si parla anche, nel tuo intervento, di educazione da dare ai nostri figli – io ho una figlia femmina, immaginate un po’ se non sono sensibile all’argomento – che fine hanno fatto tutte le proposte, assessore Piemontese, riguardo la costituzione di un osservatorio permanente che debba, dovrà e spero si occupi del trasporto pubblico scolastico? Quanti altri nostri figli devono rimanere a terra dalla mattina alla sera, perché la Sud-Est non riesce a prendersi le sue responsabilità e non riesce a coprire tutte le tratte? E visto che abbiamo parlato della cura del nostro stallone Narciso, quanti altri allevamenti di murgesi, di asini, di agnelli devono chiudere perché sono sistematicamente vittime di attacchi di lupi? Quanti bambini devono ancora essere vittime di attacchi di lupi? Anche qui c’è una proposta di legge di monitoraggio, controllo, selezione e spostamento.
Presidente Matarrelli, la prego di portare in Consiglio regionale anche questi argomenti, che credo siano di estrema urgenza e di estrema attualità.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Scatigna.
Ha chiesto di intervenire l’assessore Marina Leuzzi, che ne ha facoltà. Prego, assessore.
Speaker : LEUZZI, assessore all’urbanistica e alla casa.
Grazie a tutti. Grazie, Presidente, grazie per il dibattito. Ringrazio i consiglieri che hanno firmato e portato in Consiglio questa mozione, una mozione che ho anch’io richiesto ai nostri consiglieri, come Alleanza Verdi e Sinistra non abbiamo un Gruppo consiliare... ho chiesto al Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
L’assessore può chiedere la parola. È previsto dal regolamento.
Speaker : LEUZZI, assessore all’urbanistica e alla casa.
Non sto facendo una dichiarazione, mi stavo assumendo la responsabilità di aver supportato...
Vi ruberò solo un minuto per dire che come Alleanza Verdi e Sinistra, insieme agli altri Partiti di maggioranza, abbiamo portato in tutta Italia, sia nei Consigli comunali che nei Consigli regionali, compatti questa mozione, perché è chiaro che non è una mozione che ricade su una legge o su un’attività legislativa, ma è una mozione che ci permette di dare un messaggio che la politica ha la responsabilità di dare, siamo amministratori, ma anche politici, ed è giusto che le donne pugliesi sappiano cosa pensa questo Consiglio regionale rispetto a un’azione legislativa di questo Governo, che incide sulla vita di tutte le donne, donne giovani, donne libere, che hanno bisogno di sapere che in Puglia l’apparato politico è con loro.
Quando i consiglieri hanno detto “non giratevi dall’altra parte” è perché abbiamo bisogno di far sapere che noi non ci giriamo. Non è soltanto un girarsi dall’altra parte. Probabilmente è il contesto politico che ci impone di prendere una posizione e di dare un messaggio chiaro: le donne pugliesi non sono sole in questa battaglia.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore Leuzzi. Consigliere Minerva, lei è già intervenuto. Per fatto personale? Qual è il fatto personale?
Speaker : MINERVA.
Per dire al collega Scatigna che, quando propone delle cose lui, sono sempre d’accordo, per cui approfondirò da Capogruppo, visto che da quella parte non mi sono arrivate proposte di legge, sia la proposta di legge che ha fatto sui centri antiviolenza, sia la proposta di legge sul lupo, e me ne farò carico per poterle portare in Consiglio.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Non essendovi altri interventi, chiedo al Governo di esprimere il parere sulla mozione. Prego, Vicepresidente Casili.
Speaker : CASILI, assessore al welfare e allo sport.
Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE.
Bene, avendo registrato il parere favorevole del Governo, metto in votazione la mozione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 26, votanti 26, favorevoli 26.
La mozione è approvata con 26 voti favorevoli.
Essendo giunti all’orario previsto della chiusura dei lavori, sciolgo la seduta.
Ci vediamo probabilmente il 13 ottobre per il prossimo Consiglio regionale. Ovviamente saranno convocati i Capigruppo per definire l’ordine del giorno.
