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Speaker : PRESIDENTE.
La seduta è aperta. (Segue inno nazionale) Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta.
Procediamo con la seduta odierna e se non vi sono interventi al riguardo... Consiglieri, prendete posto. Consigliere Mazzotta, prenda posto.
Diamo per approvato il verbale della seduta del 14 luglio scorso.
Hanno chiesto congedo la Vicepresidente Vaccarella e il consigliere De Leonardis.
Procediamo preliminarmente le comunicazioni ai sensi dell’articolo 30 del Regolamento interno. Invito il consigliere segretario a dare lettura delle interrogazioni e delle mozioni presentate, nonché delle proposte e dei disegni di legge assegnati alle Commissioni. Prego, consigliere.
Speaker : DI CUIA.
Presidente, sono stati assegnati alla Commissione I: disegno di legge n. 121 del 22 luglio 2026 “Variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2026 e pluriennale 2026-2028. Recupero delle eccedenze di gettito 2025 di cui al decreto del Presidente della Giunta regionale n. 2/2026 ed ulteriori necessità di spesa”; deliberazione dell’Ufficio di Presidenza n. 23 del 23 luglio 2026: “Bilancio di previsione 2026 e pluriennale 2026-2028 del Consiglio regionale. Proposizione aggiornata della deliberazione dell’Ufficio di Presidenza di prima variazione da presentare al Consiglio regionale della Puglia.
Alle Commissioni IV e V congiunte Proposta di legge a firma del Consigliere Pagliaro e altri “Modifiche alla legge regionale 12 dicembre 2016 n. 38 recante ‘Norme in materia di contrasto agli incendi boschivi e di interfaccia per il rafforzamento dell’efficacia sanzionatoria a tutela dei soprassuoli percorsi dal fuoco’”.
Sono state presentate le seguenti mozioni: Piemontese ed altri “Sistema portuale Puglia”, Scalera “Iniziative per il rafforzamento del polo universitario jonico e per la valorizzazione di Taranto quale città universitaria attraverso il ricorso alle risorse del Just Transition Fund ai programmi della strategia europea per la Blue economy e l’inserimento di specifiche misure nel documento di economia e finanza regionale”. Scalera “Iniziative regionali per la prevenzione, la diagnosi precoce e la presa in carico della MASH e richiesta al Governo nazionale di inserimento della patologia nei livelli essenziali di assistenza”.
Fischetti ed altri “Potenziamento delle infrastrutture ferroviarie della provincia di Taranto”, Fischetti ed altri “Richiesta al Governo nazionale di ripristinare il finanziamento di 1 miliardo di euro, destinato alla realizzazione dell’impianto di preridotto nell’ambito del processo di decarbonizzazione dello stabilimento siderurgico di Taranto”.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Segretario.
Esaurite le comunicazioni di rito, passiamo all’esame dei punti all’ordine del giorno.
L’ordine del giorno è stato integrato e modificato, come stabilito in sede di Conferenza dei Capigruppo.
Il primo punto ad essere trattato sarà il DDL n. 114, iscritto al punto n. 1 all’ordine del giorno.
Seguirà la trattazione della deliberazione dell’Ufficio di Presidenza n. 23 del 2026 e l’esame dei disegni di legge n. 118 e n. 121 recanti “Variazioni al bilancio”.
A seguire, verrà preso in esame il DEFR e, successivamente, i debiti fuori bilancio.
Poi si procederà secondo l’ordine del giorno prestabilito, tenendo conto che, dopo l’ultima proposta di legge iscritta al punto n. 7 all’ordine del giorno, è inserita la proposta di legge atto consiliare n. 105/A, iscritta all’ordine del giorno su richiesta del firmatario, consigliere Tutolo, ex articolo 17 del Regolamento interno del Consiglio.
Inoltre, dopo l’ultima mozione iscritta all’ordine del giorno, la mozione n. 49 è iscritta, Atto consiliare 91 M, e depositata dal consigliere Cera nel corso della precedente seduta consiliare.
Procediamo quindi con il primo punto all’ordine del giorno: Disegno di legge n. 114 del 1° luglio 2026 “Definizione agevolata della tassa automobilistica regionale e disposizioni in materia di contrasto all’evasione dei tributi regionali. Recepimento degli articoli 10-quinquies e 14-bis del decreto-legge 27 marzo 2026 n. 38, convertito con modificazioni dalla legge 22 maggio 2026 n. 88 (atto consiliare 186/A)”.
Relaziona su questo punto all’ordine del giorno il consigliere Ubaldo Pagano. Prego, consigliere.
Speaker : PAGANO, relatore.
Grazie, Presidente.
Colleghe e colleghi, il disegno di legge n. 114, d’iniziativa della Giunta, recepisce nel nostro ordinamento una facoltà che è stata resa possibile dal legislatore nazionale, riconoscendo alle Regioni con la legge di bilancio 2026 e le successive modificazioni la possibilità di utilizzarla.
Lo facciamo dando seguito a un preciso indirizzo che già questa Assemblea, con la mozione n. 3 dello scorso 26 maggio, aveva dato, impegnando la Giunta ad aderire alla definizione agevolata della tassa automobilistica.
Il provvedimento si articola in due titoli, corrispondenti a due obiettivi distinti, ma entrambi complementari: da un lato la cosiddetta rottamazione quinquies del bollo auto, dall’altra l’istituzione di un fondo strutturale per rafforzare la nostra capacità di contrastare l’evasione dei tributi regionali.
Il primo titolo consente ai contribuenti di regolarizzare le pendenze relative alla tassa automobilistica affidate all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
Voglio però essere chiaro su un punto, perché evidentemente è il cuore politico di questa misura: non stiamo facendo alcun regalo agli evasori, sono esclusi dalla sanatoria i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti a tutela del patrimonio erariale pubblico, e soprattutto, il contribuente che aderisce resta comunque vincolato a versare per intero il tributo dovuto, otre alle spese di notifica e a quelle per le procedure esecutive.
Ciò che viene meno sono soltanto le sanzioni, gli interessi di mora e l’aggio di riscossione. Per favorire la più ampia adesione, il pagamento potrà avvenire in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027, oppure dilazionato, così come prevede la normativa nazionale, fino a un massimo di 54 rate bimestrali, quindi una durata di nove anni, di importo non inferiore a 100 euro ciascuna. L’intera attività istruttoria, la piattaforma telematica e l’invio delle comunicazioni sono a carico dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, senza che questo comporti alcun onere organizzativo o finanziario aggiuntivo per la Regione. È stata una delle questioni dirimenti, su cui è stato superato un iniziale parere negativo degli uffici regionali.
Consentitemi di spendere qualche parola sui numeri: il magazzino dei carichi 2000-2023 supera complessivamente 780 milioni di euro, di cui circa 548 milioni di solo tributo, a cui vanno aggiunti 47 milioni di interessi, 148 milioni di sanzioni e 38 milioni di costi di notifica. Si tratta, però, in larghissima parte di crediti storici e deteriorati. Le curve di riscossione coattiva ci dicono che questi ruoli hanno un indice di recupero effettivo che si attesta in media intorno al 5 per cento. Sono crediti che ordinariamente difficilmente rientrerebbero nelle casse regionali. Proprio per questo, il bilancio della Regione, con un comportamento prudente e virtuoso negli anni, ha già accantonato quasi il 96 per cento di queste somme nel Fondo crediti di dubbia esigibilità. In altre parole, queste entrate erano già in gran parte sterilizzate e non spendibili. È questa la ragione per cui la rinuncia a sanzioni e interessi, che pure grava sulla carta su un monte crediti di oltre 190 milioni di euro, si traduce, al netto degli accantonamenti già prudenzialmente effettuati, tenuto conto di un tasso di adesione realisticamente stimato, in una netta perdita di bilancio per l’intero periodo 2026-2036 quantificata in circa 279.000 euro. È una cifra assolutamente contenuta e integralmente già coperta a fronte della prospettiva concreta di anticipare e accelerare l’incasso di crediti che, diversamente, resterebbero in larga misura inesigibili.
Aggiungo che la Giunta, sempre in coerenza con l’indirizzo dell’Aula, ha valutato la possibilità di estendere la sanatoria anche alle annualità successive al 2023, ma ribadisco che tale estensione non è risultata tecnicamente praticabile. Per quegli anni la riscossione non era ancora stata affidata all’agente nazionale e gestirla in proprio avrebbe imposto alla Regione oneri e infrastrutture digitali sproporzionati rispetto alla possibilità di riscossione e, quindi, di ricevere un beneficio. Rispetto a questa eventualità mi sia concesso di esprimere il mio personale parere, motivato da una ragione semplice: includere nella rottamazione anche le pendenze più recenti potrebbe avere effetti di gran lunga peggiori dei benefìci stessi, perché si manda un messaggio sbagliato, oltre che contrario ai fini di questo provvedimento, ossia non pagare le tasse è sempre più conveniente che pagarle, perché prima o poi arriva una sanatoria.
Da questo punto di vista, non solo una ragione tecnica, ma ritengo anche una ragione politica fondata ha suggerito di essere più prudenziali rispetto alle annualità di riferimento che possono rientrare in questa rottamazione.
Il Titolo II da corpo alla parte, a mio avviso, più lungimirante, perché istituiamo il Fondo per il potenziamento degli strumenti di contrasto dell’evasione dei tributi regionali. È un meccanismo messo a punto dall’Assessore Leo che è particolarmente rigoroso e non comporta ulteriori oneri.
Il Fondo si autoalimenta fino all’1 per cento del gettito effettivamente recuperato l’anno precedente, grazie all’attività di contrasto all’evasione sui tributi a gestione diretta che ‒ ricordo ‒ sono bollo auto, tasse di concessione, addizionale sul gas naturale ed ecotassa.
Nessun onere a carico del bilancio corrente, perché per il 2026 la dotazione è pari a zero e, dal 2027, il finanziamento discende interamente dalle somme recuperate. Le risorse, cui abbiamo dato un vincolo di destinazione, sono destinate a investimenti tecnologici, all’interoperabilità delle banche dati con le Amministrazioni statali, utilissime a fare il contrasto all’evasione fiscale e alla formazione molto specialistica del personale che sarà dedicato.
È un investimento su noi stessi, più recuperiamo evasione e più rafforziamo gli strumenti per recuperarne ancora, è un circolo che riteniamo possa essere virtuoso e che consolida l’internalizzazione della gestione del bollo auto, che è già stata avviata dalla Regione e che poggia su un principio costituzionale, quello sancito dagli articoli 3, 53 e 97 della Carta, per cui il corretto adempimento fiscale è condizione di equità e di finanziamento delle funzioni pubbliche.
Questo provvedimento quindi tiene insieme due esigenze, la giustizia sociale e il rigore dei conti. Da un lato, tendiamo la mano alle cittadine, ai cittadini e alle imprese in difficoltà, offrendo loro una via d’uscita sostenibile da pendenze spesso risalenti nel tempo, dall’altro massimizziamo il recupero del gettito arretrato e con il Fondo costituiamo una macchina amministrativa più capace di far pagare chi non paga. Ecco perché è un buon provvedimento.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagano.
Ci sono interventi su questo punto all’ordine del giorno? Si è iscritto a parlare il consigliere Mazzotta. Prego, consigliere.
Speaker : MAZZOTTA.
Presidente, non ci fa prenotare, quando schiacciamo si attiva direttamente il microfono, quindi magari ci sarà qualche problema tecnico.
Presidente, si sente?
Speaker : PRESIDENTE.
Il problema è che i microfoni si sentano un po’ meno del solito, regia. Soprattutto, ai consiglieri non è permesso di prenotarsi.
Speaker : MAZZOTTA.
C’è scritto praticamente “microfono”, appena noi schiacciamo si attiva il microfono ma non ci fa prenotare.
Comunque, al di là di questo, volevo intervenire su questo punto perché tenevo a ribadire il nostro voto favorevole al punto. Però, assessore, tutto quello che ha detto il consigliere Pagano ci trova pienamente d’accordo. Peccato che questo valga solamente per il bollo auto e non valga per gli altri tributi regionali, in quanto noi abbiamo fatto una mozione presentata nei mesi scorsi, ma ancora non c’è stata la possibilità di discutere in Aula, in quanto… Non si sente?
Speaker : PRESIDENTE.
C’è sicuramente un problema tecnico, perché si sentono meno, i microfoni, l’avevo già notato. Se i tecnici ci aiutano.
Speaker : MAZZOTTA.
Provo a continuare a fare l’intervento.
Parlavo del mio dispiacere di non potere ancora una volta portare la nostra mozione in Consiglio, in quanto è una mozione che sulla scia di quello che ha detto pocanzi il Presidente Pagano, il Presidente della Commissione bilancio, sulla facilità di esigibilità dei crediti con la possibilità della rottamazione, chiaramente questo vale anche per gli altri tributi regionali. Mi dispiace che ancora non sia stata esaminata, la nostra mozione, perché credo possa essere d’aiuto per i cittadini, ma anche per l’ente che recupera maggiormente e facilitato a recuperare le risorse.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Mazzotta.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Romito.
Speaker : ROMITO.
Grazie, Presidente [...] politica più florida dopo le elezioni di ieri, quindi mi consentirete di dire come la penso.
Presidente, io ho ascoltato la relazione del Presidente Pagano e devo rappresentare la mia totale avversione a questa impostazione generale di vita, perché il collega Pagano ci dice che per questioni tecniche ed economiche, poi soltanto dice il collega Pagano, che è una persona sincera, anche per questioni politiche, da questa rottamazione si sono esclusi i tributi, in particolare il bollo auto, successivi al 31 dicembre 2023. Questo lo si è fatto per ragioni di giustizia sociale ed equità. Allora, rispetto a questo io ho una versione più liberale della vita e mi occupo di diritto tributario da qualche anno: alla giustizia sociale e alla giustizia contributiva non ci deve pensare il Consiglio regionale, ci pensa l’articolo 53, secondo comma, della Costituzione, articolo sul quale, peraltro, i nostri Padri costituenti si soffermarono a lungo, perché è quel principio che caratterizza il nostro sistema fiscale e tributario come progressivo e non proporzionale, quindi chi più ha più paga in modo più che proporzionale al variare del proprio reddito. Dunque, è già la nostra straordinaria Costituzione che mette al sicuro il principio della giustizia sociale e dell’equità tributaria. Noi da legislatori regionali dovremmo fare, invece, un altro ragionamento: come possiamo incassare più soldi per finanziare tutte quelle attività che sono necessarie per la vita della nostra Regione? Per farlo è del tutto evidente che non serve rottamare ‒ di questo si parla, rottamazione, da una parte, e definizione agevolata, dall’altra ‒ tributi assai antichi, perché di questi circa 550 milioni di euro di crediti solo per la parte dei tributi, escluse le sanzioni, gli interessi e i costi di notifica, quelli più risalenti nel tempo sono certamente crediti che la Regione Puglia non incasserà mai, perché quando arriva al ruolo l’iscrizione di un tributo siamo già in una fase assai patologica della definizione del rapporto fra Agenzia e contribuente. Questo cosa vuol dire? Che quando ‒ tanti commercialisti in Aula annuiscono, perché comprendono quello che sto dicendo ‒ si arriva all’iscrizione al ruolo è assai difficile che il contribuente possa decidere di aderire alla rottamazione, perché siamo già in una fase molto avanzata e patologica della fase di riscossione e autoliquidazione del tributo.
Diversa è la definizione agevolata, è in quel momento storico che il contribuente ha vantaggio nel non procedere con un contenzioso che darà vita ad un ruolo e quindi pagare quello che è giusto pagare, secondo l’Ente regionale in questo caso, e mettersi al pari.
Quindi io dico che abbiamo perso una grandissima occasione, perché i tributi più giovani, quelli successivi al 31/12/2023, sono quelli che molto più naturalmente il contribuente avrebbe definito con la definizione agevolata, cosa che la Regione Puglia non ha fatto.
Peraltro, Presidente, stiamo parlando di cifre mostruose, 550 milioni di euro solo come sorte capitale, 47 milioni di euro di interessi, 150 milioni di euro di sanzioni. Ci vogliamo rendere conto che probabilmente l’attuale sistema attraverso cui la Regione Puglia, con il bollo auto tassa gli automobilisti è una tipologia di tassare i pugliesi che non sta portando ad alcun risultato? Perché se facessimo una banale divisione, entità dei crediti che la Regione Puglia avanza per numero di automobilisti, avremmo che ogni automobilista pugliese deve alla Regione Puglia più di 350 euro nel momento stesso in cui acquista un’auto, 350 euro per tutti i 2.700.000 automobilisti pugliesi circa. È evidente che è un sistema che ha la totale incapacità di arrivare al punto, cioè riscuotere i tributi, questa volta sì, per garantire equità sociale e giustizia.
Io credo che la Regione Puglia, accedendo soltanto alla rottamazione dei tributi entro il 31/12/2023, abbia perso una grande occasione semplicemente per dotarsi di più finanza e quindi consentire a tante attività di poter trovare una voce di finanziamento.
Noi, Presidente ‒ e concludo ‒ sappiamo bene quanto è complicato oggi, approvare nuove leggi, perché quel fondo che dovrebbe finanziarle oggi è sostanzialmente azzerato. Abbiamo una Regione, come vedremo al punto successivo con il DEFR, che ha grande necessità di liquidità, abbiamo perso, per furia ideologica e per una semplice retrospezione intellettuale, un’occasione per incassare più denari, che avremmo messo a disposizione dalla Regione Puglia.
Sono del tutto contrario a questo modo di vedere la vita. Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Romito.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pagliaro che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Presidente.
Prima dell’intervento specifico su questo punto del disegno di legge n. 114 sulla rottamazione, vorrei ancora una volta ritornare su una verità scomoda che riguarda il nostro Consiglio. Dobbiamo avere il coraggio di dirci le cose in quest’Aula.
Chiediamo, ancora una volta, quanti soldi ci sono per mettere in atto le leggi che approviamo in Consiglio, quanti euro ci sono. Zero.
Il fondo per le nuove leggi è vuoto, e le leggi che approviamo, che non hanno alcuna spesa prevista, che fine fanno? Rimangono nei cassetti della burocrazia della Regione Puglia.
Noi su questo vogliamo ancora una volta accendere un faro. Stessa cosa vale per le mozioni. Anche per le mozioni la storia è identica. Noi qui ci lavoriamo, lavoriamo in tanti, facciamo tutto quello che possiamo, nell’interesse dei cittadini pugliesi, poi la burocrazia blocca tutto e non riusciamo a dare risposte ai cittadini.
Oltretutto, quando noi approviamo una mozione, i cittadini aspettano risposte, ci chiedono “ma come mai nonostante sia stata approvata una mozione che prevede, ad esempio, riguardo le sanzioni per le mancate disdette all’ASL, sei mesi e soltanto sei mesi, e poi mi arriva comunque una richiesta di denaro, addirittura di sei, sette anni fa per una presunta mancata disdetta?”
Noi abbiamo approvato questa mozione, ma non si è dato seguito. I malati aspettano anni per mammografie, per TAC, ma le ASL continuano a mandare le sanzioni a casa della gente per presunte dimenticanze, che sono vecchie, addirittura fino a dieci anni.
Abbiamo raccolto la denuncia di un cittadino che proprio due giorni fa ci ha fatto sapere che nonostante avesse disdetto questa prenotazione, comunque è stato colpito da questa pesca a strascico, che viene fatta, una vergogna. È una vergogna.
Le ASL dovrebbero essere vicine ai cittadini, invece che fanno? Rastrellano risorse non dovute. Ne abbiamo parlato anche in occasione di Consigli di anni fa: l’assessore Palese prese un impegno solenne, poi abbiamo approvato una mozione, però ancora questa mozione non ha avuto seguito.
Così come un vi faccio un altro esempio, quello della cosiddetta trasparenza, di cui vi riempite tanto la bocca. Abbiamo approvato la nostra mozione che impone di pubblicare gli importi fino all’ultimo centesimo dei finanziamenti pubblici che vengono concessi dalla Regione. Eppure, niente, non si riesce a sapere nulla.
Vorremmo anche su questo che ci fosse un’attuazione di questa mozione, come di tante altre, sia proposte di legge, di mozioni. Tutti noi consiglieri dovremmo richiedere che possa essere data la giusta dignità al Consiglio e al nostro lavoro, riconoscimento nel nostro lavoro. Legiferare a costo zero significa, di fatto, azzerare il ruolo del Consiglio regionale. Addirittura ci vengono anche espropriati 35 milioni, che sono frutto di una corretta, saggia e attenta amministrazione dei fondi del Consiglio regionale. Ma di questo parleremo più in là. Noi speravamo in una discontinuità. Sarebbe stata più una promessa elettorale, ma il Consiglio regionale non può approvare leggi solo a costo zero. Lo ripeto ancora una volta: vorrei che possa essere ridata dignità a questa Assise, altrimenti si potrebbe trasformare in un vero e proprio teatrino inutile. Delle volte facciamo anche delle mozioni, ma sono delle bandierine che non hanno alcun senso. È come la pace nel mondo: siamo tutti d’accordo.
Vengo a questo disegno di legge. Come sapete, assessore Leo, è una mozione che abbiamo approvato insieme, siamo convinti che questa legge può consentire di mettersi in regola con i bolli auto non pagati dal 2000 al 2023, versando solo l’importo dovuto, senza sanzioni e interessi di mora. Fin qui tutto bene. Meno debiti, più strada: la rottamazione del bollo conviene a tutti. C’è un ma: la possibilità di rottamare il bollo si ferma al 2023, perché nel 2024 e nel 2025 non sono state aggiornate le piattaforme digitali regionali, che sono collegate con l’Agenzia delle entrate. Quindi, questa falla del sistema regionale impedisce di rottamare i bolli auto degli ultimi due anni. Noi di Fratelli d’Italia sosteniamo con convinzione la rottamazione della tassa automobilistica, in linea con la volontà del Governo Meloni, perché questo significa andare incontro alle famiglie e alle imprese, ma ancora una volta, purtroppo, paghiamo l’inefficienza del passato Governo regionale, che non si è dato da fare per ammodernare la sua piattaforma informatica. Questo è un danno per tutti: che sia chiaro!
Chiediamo all’assessore Leo se stiamo provvedendo ad aggiornare la piattaforma per il recupero dei bolli auto, perché, se così non fosse, la Regione continuerà nella sua linea di inefficienza.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : MINERVA.
Presidente, stimolato dagli interventi del consigliere Pagliaro, che ha fatto cinque minuti di introduzione su un punto che sta all’ordine del giorno successivamente, e del consigliere Romito, che ha provato a vanificare un impegno che abbiamo messo a dare risposta alla loro mozione e alla richiesta che loro avevano fatto all’Assessore Leo, che ringrazio perché ha preso l’impegno in Conferenza dei Capigruppo ed ha portato una norma in Consiglio, che, se il consigliere Romito la vuole tenere sul tecnicismo, dico che attiene alla stessa norma nazionale, perché la norma nazionale ci dice che l’Agenzia delle entrate può fare le istruttorie soltanto per i debiti già iscritti al ruolo.
Se altrimenti dovessimo interpretarlo come ha detto lui, dovremmo mettere la Regione Puglia a costruire tutta la parte istruttoria, con un costo incredibile.
C’è poi il tema della politica, e io preferisco tenerla sulla politica, Capogruppo Romito. È una scelta quella di utilizzare questa norma e di darle applicazione in questa maniera, perché noi andiamo incontro alle persone che non hanno pagato una tassa per bisogno, perché in stato di necessità, perché non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. Se dovessimo dare quella interpretazione liberale, dico io forse liberista, che ha provato a dare con la sua lettura, dovremmo incentivare gli evasori, cioè dire alle persone “non pagate, tanto poi arriva la rottamazione della Regione Puglia e contenti tutti”.
Noi, invece, abbiamo un’impostazione politica diversa, che è quella di andare incontro a chi ha bisogno, a chi ha necessità con un’iniziativa una tantum, che tiene conto delle indicazioni della legge nazionale, ed evitare che la Puglia si riempia di furbetti, che tanto sanno che faremo la rottamazione e quindi non pagheranno.
Ha detto bene, la sua interpretazione liberale noi non la condividiamo, condividiamo una visione che invece tiene conto delle difficoltà delle famiglie e in questa maniera abbiamo provato a costruire l’interpretazione di quella norma e l’applicazione di quella norma.
Per questo ringrazio ancora l’Assessore Leo e per queste ragioni, ovviamente, voteremo favorevoli a un provvedimento che viene incontro alle richieste che voi stessi avevate fatto con una mozione.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Fischetti, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : FISCHETTI.
Grazie, Presidente, buongiorno a tutti e a tutte.
Anche il Gruppo consiliare Prossima voterà a favore di questo disegno di legge, il n. 114, ma alcune precisazioni credo siano dovute, anche alla luce degli interventi che abbiamo ascoltato in Aula.
Come ha anticipato giustamente il collega Minerva, la nostra è una posizione sicuramente di natura politica, in quanto avremo sempre uno un occhio di riguardo per coloro che si trovano in difficoltà e che non hanno potuto adempiere alle obbligazioni tributarie per problematiche di natura economica reali. Non saremo mai, invece, al fianco di chi non versa le imposte, non adempie agli obblighi tributari per il solo fine di procedere a una evasione fiscale che poi si riverbera inevitabilmente su tutti i cittadini pugliesi.
Io non sono assolutamente d’accordo con quanto esposto dal collega Romito circa la situazione patologica rappresentata dalla semplice cartella esattoriale. Indubbiamente, non è una situazione patologica, che invece si verifica nella fase dell’esecuzione. Vorrei poi ricordare che il sistema sanzionatorio non è previsto e non è disciplinato dall’ordinamento regionale, bensì dal decreto legislativo 471 del 1997, con precisione, all’articolo 13. Quindi, nel momento in cui si contesta l’entità delle sanzioni, probabilmente l’indirizzo di questa contestazione è errato e non è certamente l’Amministrazione regionale.
Da ultimo, concordo con quanto già esposto dal collega Ubaldo Pagano circa l’impossibilità di procedere a un’estensione della definizione agevolata per le annualità 2023 e successive, tanto per le ragioni politiche che sono state già esposte, e sulle quali ovviamente siamo d’accordo dal punto di vista ideologico, ma soprattutto perché c’è un impedimento di natura tecnica.
Nel momento in cui la norma nazionale prescrive la possibilità di operare con la rottamazione, o con la definizione agevolata esclusivamente in presenza di ruoli affidati all’agente della riscossione, è evidente che per le annualità 2023 e successive questa condizione non si è verificata, quindi, oltre al dato politico già esposto, vi è un impedimento di natura tecnica.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Fischetti.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Vurchio, che ne ha facoltà.
Prego, consigliere.
Speaker : VURCHIO.
Grazie, Presidente e colleghi consiglieri. Intervengo brevemente su questo provvedimento di natura finanziaria, perché il taglio che voglio dare è sicuramente un taglio non solo tecnico ma anche di natura politica. Esprimo le mie congratulazioni all’assessore Leo che ha voluto accogliere e portare la nostra istanza e, quindi, oggi trasformare in approvazione e, quindi, in indirizzo politico questa idea che va non solo nella direzione di voler ammortizzare, ridurre quella grande mole di credito che la Regione Puglia in tutti questi anni ha collezionato, stiamo parlando di circa 800 milioni di euro, che non possono rimanere fermi in magazzino, ma che devono essere in qualche modo utilizzati e trasformati in risorse reali da destinare a quelle che sono le esigenze di una comunità. È importante chiarire subito un punto: oggi non siamo chiamati a votare un favore nei confronti di chi non ha pagato il bollo auto. Sarebbe una lettura semplicistica e fuorviante. Siamo chiamati, invece, a valutare uno strumento che consente alla Regione di trasformare quei crediti, come ho già detto, per la loro anzianità e per le ordinarie dinamiche delle riscossioni coattive, che rischiano di rimanere inesigibili ancora per molti anni o addirittura di non essere recuperate affatto. Meglio recuperare oggi il tributo o tentare di recuperare il tributo dovuto, rinunciando alle sanzioni e agli interessi, ormai difficilmente esigibili, piuttosto che continuare a mantenere nei bilanci quei crediti destinati con ogni probabilità a rimanere ancora per molto tempo sulla carta.
Questo non deve far venire meno il principio della legalità fiscale: chi paga regolarmente le imposte deve continuare a rappresentare il modello di riferimento della nostra comunità. Proprio per questo, la definizione agevolata deve essere accompagnata anche da un rafforzamento delle attività di accertamento e di contrasto all’evasione, affinché simili strumenti restino eccezionali e non diventino un’attesa ricorrente.
Il magazzino ruoli ammonta a 548 milioni come sorte capitale, dato particolarmente rilevante, che deve farci riflettere. Non siamo davanti alla cancellazione di un credito facilmente riscuotibile, per la quale ‒ lo ripeto e lo sottolineo ‒ molto probabilmente risulterebbe e risulterà ancora di difficile riscossione.
Prima di esprimere un giudizio su questo provvedimento, dobbiamo appunto guardare a questi 783 milioni. La domanda però che dobbiamo porci non è se sia giusto o meno rinunciare a somme che difficilmente verranno incassate, ma quale sia lo strumento più efficace per trasformare una parte di questi crediti teorici in risorse realmente disponibili per la comunità pugliese.
Credo quindi che questo vada nella direzione giusta e per queste ragioni considero il provvedimento equilibrato, utile e coerente con l’interesse pubblico, perché consente di recuperare queste risorse, che potranno essere reinvestite poi nei servizi ai cittadini e rende più efficiente la gestione delle entrate regionali. Grazie.
Grazie, consigliere Vurchio.
Si è iscritto a parlare l’Assessore Sebastiano Leo. Prego, Assessore, ne ha facoltà.
Speaker : LEO, assessore al bilancio e al personale.
Grazie, Presidente.
Gentile Presidente, colleghe e colleghi consiglieri, ci troviamo oggi a discutere il disegno di legge n. 114, approvato in Commissione Bilancio all’unanimità e per questo ringrazio tutti i commissari della I Commissione, un provvedimento di fondamentale importanza che mira ovviamente a coniugare il sostegno ai cittadini in difficoltà con la necessaria fermezza nel contrasto all’evasione fiscale regionale.
È fondamentale sottolineare, però, che questa Amministrazione ha fornito una risposta concreta, agendo sul tributo del bollo auto, che rappresenta il 90 per cento dei tributi propri della Regione.
Tra l’altro, la mozione è stata presentata dalle opposizioni in sede di Consiglio regionale e per questo ringrazio l’opposizione.
Questo intervento, quindi, non è solo un atto tecnico, ma recepisce importanti disposizioni nazionali, in particolare i decreti-legge nm. 38, 50, 19 del 2026, per modernizzare l’amministrazione finanziaria della nostra Regione.
I punti cardine di questa riforma, come è stato già ampiamente detto e raccontato, sono essenzialmente due, la definizione agevolata della tassa automobilistica e l’istituzione di un Fondo strategico per potenziare la lotta all’evasione.
La rottamazione della tassa automobilistica. Il DDL n. 114 introduce quella che possiamo definire una rottamazione quinquies per i carichi della tassa automobilistica regionale, affidati all’agente della riscossione tra il 2000 e il 2023.
È la norma nazionale, come è stato già ampiamente detto, che prevede sino al 2023. Dopo, è chiaro, non avremmo avuto il supporto dell’Agenzia delle entrate, e questo è stato evidenziato in varie sedi, infatti, la norma fu emendata in questo senso.
Poi, come è stato ampiamente detto, è un’impostazione politica che noi abbiamo voluto dare. Quindi, vantaggio per il cittadino, i contribuenti potranno regolarizzare la propria posizione pagando il solo tributo con l’abbattimento di sanzioni e interessi. Modalità: a partire dal 15 ottobre 2026, l’agente della ristorazione renderà disponibili i dati nell’area riservata del proprio sito, permettendo ai cittadini di aderire e scegliere tra un pagamento in un’unica soluzione, o una rateizzazione fino a 54 rate.
Equità al bilancio. Questa misura non è un condono indiscriminato, lo abbiamo detto, è stato più volte detto, ma una risposta alla crescente complessità della gestione dei tributi, aggravata dalla crisi d’impresa e dall’insolvenza che colpiscono il nostro territorio.
Al contempo, ci permette di pulire il bilancio regionale, prevedendo per l’esercizio 2026 la cancellazione di residui attivi non più esigibili per oltre 25 milioni di euro.
Fondo per il contrasto all’evasione, altra dinamica e altro binario che noi abbiamo certamente seguito. Non ci limitiamo quindi a gestire il passato, ma investiamo nel futuro. Con l’articolo 10 e il successivo articolo 1, istituiamo formalmente il fondo per il potenziamento degli strumenti di contrasto all’evasione dei tributi regionali.
Alimentazione del fondo, quindi. Il fondo sarà alimentato mediante l’accantonamento di una quota fino all’1 per cento delle entrate effettivamente riscosse, grazie all’attività di recupero dell’evasione.
Obiettivi. Queste risorse saranno destinate quindi all’acquisto di software avanzati, al potenziamento delle banche dati, alla formazione del personale. L’obiettivo, quindi, è chiaro: rendere l’amministrazione fiscale pugliese più efficiente e moderna, distinguendo chiaramente tra adempimento spontaneo e quello indotto dall’azione regionale.
Colleghi, quindi, l’esigenza di rafforzare la gestione delle entrate deriva da una realtà operativa complessa, con un numero elevatissimo di imposizioni tributarie che mette a dura prova le nostre strutture regionali. Non possiamo rischiare di compromettere l’efficienza complessiva dell’azione amministrativa. Quindi, questo DDL si colloca nel quadro delle riforme strutturali necessarie per incrementare il gettito attraverso una lotta seria all’evasione, basata sui princìpi di solidarietà e legalità.
Data la necessità, quindi, di agganciarsi ai tempi strettissimi imposti dalle norme statali per l’operatività dell’Agenzia delle entrate e riscossioni, si rende quindi necessaria la dichiarazione di urgenza del presente provvedimento, ai sensi dell’articolo 44 dello Statuto.
Per queste ragioni invito l’Aula a sostenere con convinzione il disegno di legge n. 114. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore.
È chiusa la discussione, per cui possiamo passare alla votazione, rammentando che, ai sensi dell’articolo 35 dello Statuto regionale, le deliberazioni concernenti materie tributarie e di bilancio sono valide se adottate con il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri regionali in carica. Occorre, quindi, per questa votazione, il voto favorevole di ventisei consiglieri.
Segretaria, se non erro, è pervenuto anche un emendamento aggiuntivo.
Andiamo con l’articolato. L’emendamento lo votiamo alla fine essendo emendamento aggiuntivo.
Passiamo alla votazione dell’articolo 1.
È aperta la votazione.
Avete votato tutti? Consigliere Spaccavento, ha votato? Bene.
Avete votato tutti? Il consigliere Lobuono non riesce a votare. Il voto è favorevole?
Chiedo ai tecnici di intervenire, perché così c’è da uscire pazzi. Vi chiedo di intervenire, sennò dovrei computare ogni volta il voto di chi non riesce a essere registrato.
È chiusa la votazione.
Presenti 48 (non è registrato il voto del consigliere Lobuono), votanti 48, favorevoli 48.
L’articolo 1 è approvato con 48 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 2.
È aperta la votazione.
Provi a estrarre e a rimettere la tessera. Provi. Vediamo. Bene, quindi è riuscito a votare.
È chiusa la votazione.
Presenti 47, votanti 47, favorevoli 47.
L’articolo 2 è approvato con 47 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 3.
È aperta la votazione.
Avete votato tutti? Bene.
È chiusa la votazione.
Presenti 47, votanti 47, favorevoli 47.
L’articolo 3 è approvato con 47 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 4.
È aperta la votazione.
Avete votato tutti? Consiglieri, votate.
Consigliere Scalera, vuole votare? Bene, hanno votato tutti.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 47, votanti 47, voti favorevoli 47.
L’articolo 4 è votato con 47 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 5.
È aperta la votazione.
Chi deve votare? Consigliere Lanotte. Hanno votato tutti.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 48, votanti 48, favorevoli 48.
L’articolo 5 è approvato con 48 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 6.
È aperta la votazione. Avete votato tutti?
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 48, votanti 48, favorevoli 48.
L’articolo 6 è approvato con 48 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 7.
È aperta la votazione. Consiglieri, votate.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 48, votanti 48, voti favorevoli 48.
L’articolo 7 è approvato con 48 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 8.
È aperta la votazione. Avete votato tutti?
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 47, votanti 47, favorevoli 47.
L’articolo 8 è approvato con 47 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 9.
È aperta la votazione. Votare, consiglieri. Avete votato tutti?
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 48, votanti 48, voti favorevoli 48.
L’articolo 9 è approvato con 48 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 10.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 48, votanti 48, favorevoli 48.
L’articolo 10 è approvato con 48 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 11.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 44, votanti 44, voti favorevoli 44.
L’articolo 11 viene approvato con 44 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 12.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 47, votanti 47, favorevoli 47.
L’articolo 12 è approvato con 47 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 13.
È aperta la votazione.
Votate, consiglieri. Consigliere Laghezza, vuole votare? Consigliere Lanotte, vuole votare?
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 49, votanti 49, favorevoli 49.
L’articolo 13 è approvato con 49 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 14.
È aperta la votazione.
Hanno votato tutti?
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 49, votanti 49, voti favorevoli 49.
L’articolo 14 è approvato con 49 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 15.
È aperta la votazione.
Avete votato tutti?
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 49, votanti 49, voti favorevoli 49.
Passiamo alla votazione dell’articolo 16.
È aperta la votazione.
Pardon, c’è un emendamento aggiuntivo che mi sfuggiva, quindi revoco la votazione, perdonatemi, metteremo in votazione successivamente l’articolo 16.
Emendamento presentato dall’Assessore Piemontese che, se ritiene, può illustrarne il contenuto, spiegando anche l’urgenza.
Speaker : PIEMONTESE, assessore alle infrastrutture e alla mobilità.
Grazie, Presidente.
Chiedo ai colleghi dell’Aula di valutare, parliamo di un emendamento molto semplice, cioè la nostra legge regionale sul trasporto pubblico locale del 2002 prevede la possibilità per gli studenti, per i pendolari, per tutti di poter fare l’abbonamento, non so perché sia regolamentato così, solo mensile, siccome c’è stata un’evoluzione nel corso di questi vent’anni e gli studenti e i pendolari chiedono anche la possibilità di potersi muovere e di avere abbonamenti trimestrali o semestrali sulla base dell’anno scolastico, questo emendamento propone di aggiungere la seguente lettera “abbonamenti di durata superiore al mese, compresi quelli scolastici”.
Lo abbiamo inserito in questo veicolo normativo perché, siccome stiamo lavorando al bonus sui trasporti per studenti medi e per studenti universitari, questa modifica ci consentirebbe di snellire e di semplificare il tutto, quindi è una semplicissima modifica che non ha alcun impatto finanziario e per questa ragione chiedo a tutti naturalmente di votarlo. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Assessore Piemontese.
Prego.
Speaker : PIEMONTESE, assessore alle infrastrutture e alla mobilità.
Dopo la lettera c) del comma 2 dell’articolo 27 della legge regionale n. 18 del 2022 è aggiunta la seguente lettera “abbonamenti di durata superiore al mese, compresi quelli scolastici o annuali”. Questo è l’emendamento.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Assessore Piemontese. Se non ci sono interventi, passerei alla votazione di questo emendamento aggiuntivo.
È aperta la votazione.
Deve votare, consigliere Mazzotta? Hanno votato tutti.
È chiusa la votazione.
Presenti 48, votanti 48, favorevoli 48.
L’emendamento è approvato con 48 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 16.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 47, votanti 47, favorevoli 47.
L’articolo 16 è approvato con 47 voti favorevoli.
Metto in votazione la legge.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 49, votanti 49, favorevoli 49.
Il disegno di legge n. 114 è approvato all’unanimità dei consiglieri presenti.
Passiamo al punto all’ordine del giorno successivo: “Deliberazione Ufficio di Presidenza n. 23 del 23 luglio 2026: ‘Bilancio di previsione 2026 e pluriennale 2026-2028 del Consiglio regionale. Proposizione aggiornata della Deliberazione dell’Ufficio di Presidenza di prima variazione da presentare al Consiglio Regionale della Puglia’”.
Invito il Presidente della I Commissione, Ubaldo Pagano, a relazionare in merito. Prego, consigliere Pagano.
Speaker : PAGANO, relatore.
Grazie, Presidente. Io mi ero permesso, essendo questa una delibera dell’Ufficio di Presidenza votata all’unanimità, di chiedere ai consiglieri della minoranza se potessi depositare la relazione dandola per letta e, trattandosi, peraltro, di modifiche di poco conto, procedere direttamente alla votazione. Se sono d’accordo.
Speaker : PRESIDENTE.
Se non ci sono problemi procediamo. Ha chiesto di intervenire il consigliere Tammacco. Prego, consigliere, ne ha facoltà.
Speaker : TAMMACCO.
Grazie, Presidente. Presidente, ieri ho avuto la sfortuna di sostituire in Commissione il mio collega Passero, dico sfortuna perché ho potuto chiedere informazioni in merito a questa variazione di bilancio. Siccome riguarda noi consiglieri regionali, ossia il nostro Consiglio regionale, ho chiesto informazioni dettagliate, che naturalmente in parte mi sono arrivate, perché è stato un ulteriore ordine del giorno supplementare, in merito ad alcuni punti e, quindi, a maggiori spese, ad esempio, che stiamo sopportando. Ho scoperto, ad esempio, che rispetto al 2025 ad oggi abbiamo raddoppiato il numero dei festival, il pagamento dei festival, ai quali sinceramente io avrei voluto partecipare, perlomeno ad alcuni. Sicuramente saranno tutti meritori di finanziamenti, però abbiamo raddoppiato i fondi. Io avrei voluto partecipare in particolare ‒ non so se si è tenuto, oppure mi direte quando si terrà ‒ al Festival della disperazione, ai vari premi, a tutte queste cose, perché io ci voglio partecipare. Ma il bello è che, rispetto a sei dell’anno scorso, se non mi sbaglio, diceva il Presidente ieri in Commissione, oggi ne abbiamo già quattordici finanziati, per una somma, se non erro, di 70.000 euro in più rispetto all’anno precedente. Mi aiutino l’assessore e il Presidente. Questo senza nulla togliere, sicuramente, alla caratura degli eventi, dei festival, delle attività, ma deriva sicuramente da due fatti, uno che alcuni festival non sono potuti rientrare in finanziamenti chiesti anche precedentemente al settore della cultura, dove c’erano alcuni dirigenti o capi di dipartimento che assicuravano i finanziamenti alle associazioni, agli enti, e poi si è fatta l’attività ma non sono stati finanziati, e quindi si trovano a dover finanziare ulteriori attività.
Abbiamo riscontrato un aumento considerevole dei costi di resocontazione previsti. I costi di resocontazione non sono altro che i costi di presenza, dei verbali e delle registrazioni delle Commissioni. Direte: quest’anno, nel 2026, già ne abbiamo fatte di più, si prevedono di farne di più rispetto al 2025, ma 70.000 euro in più sta a significare che quando noi, ad esempio, andiamo a istituire, ad esempio, una Commissione speciale dicendo che non ci sono variazioni di spesa, ebbene, ad ogni Commissione che noi istituiamo le variazioni di spesa ci sono, perché non sono solo i gettoni oppure le indennità di chi presenzia o del Presidente della Commissione, ma sono tutte le spese aggiuntive, quindi anche qui abbiamo raddoppiato le spese, altre 70.000 euro in più.
Abbiamo poi non so quante spese sul settore informatico, quando noi possiamo andare sull’intelligenza artificiale, per cui credo obiettivamente che certo non si tratti... però si dice “abbiamo trovato come interessi attivi una somma maggiore di 1 milione di euro”, se non erro, che sicuramente va a superare queste spese, ma ciò non significa che possiamo spendere come vogliamo e dove vogliamo.
Ciò che non mi dà più fastidio, ma mi fa pensare di più è che con centinaia di Comuni presenti in Puglia solo 14 Enti siano stati beneficiari in pochi giorni di questi finanziamenti, questo non mi va giù, per cui non so se questa variazione di bilancio sia urgente, se questa variazione di bilancio debba essere obbligatoriamente approvata oggi, chiedo a tutti i colleghi e all’Assessorato, laddove fosse possibile, di ritirare questa delibera per maggiori approfondimenti nella I Commissione cui sarò presente quale uditore e andare punto per punto, perché se i costi della politica si devono ridurre, si devono ridurre anche quelli strumentali, non possiamo pensare che ad oggi si possano spendere un sacco di soldi, anche 10.000 euro in più, 20.000 euro in più, 50.000 euro in più di soldi non nostri, ma dei cittadini pugliesi, per cui io chiedo di rivedere questa delibera che state portando. Diversamente, voterò in maniera contraria.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie. Ci sono altri interventi? Se non ci sono altri interventi, io ritengo che si debba procedere con la votazione.
Prego, consigliere Romito.
Speaker : ROMITO.
Presidente, in realtà questo è soltanto uno dei due punti attraverso cui il Consiglio regionale, grazie alle proprie risorse, contribuirà al piano di risanamento che è stato messo in campo dalla Giunta per limitare i danni che tutti conosciamo, che hanno portato all’ormai celebre aumento delle aliquote destinate alle Regioni per quanto riguarda le addizionali dell’IRPEF.
Presidente, rispetto a questo credo sia necessario prima di tutto appuntare la diligenza con cui il Consiglio regionale della Puglia fino ad oggi ha messo da parte i soldi come il buon padre di famiglia, per sostenere attività che possano essere un vanto per il Consiglio regionale.
In secondo luogo, Presidente (lo dico a lei perché è il nostro rappresentante sindacale in qualità di Presidente dell’Aula), le chiedo, perché sarei intervenuto nella successiva proposta, ma lo faccio adesso, sintetizzando al massimo l’intervento, è assai inusuale che si imponga anche lessicalmente al Consiglio regionale un’attività, in questo caso un recupero di fondi che sono propri del Consiglio regionale.
Siccome il lessico ha molta importanza nel nostro ordinamento, ma anche ella vita di tutti i giorni, mi auguro, Presidente, che fatti questi due passi siano gli ultimi, rispetto ai quali si impone al Consiglio regionale della Puglia, organo collegiale autonomo e democraticamente eletto e rappresentativo, in modo diretto dei cittadini, pugliesi qualcosa, o in ordine a qualcosa da fare o a limitazioni che la Giunta intende imporre – ripeto ‒ al Consiglio regionale, perché, Presidente, non è questa la seduta per le polemiche, siamo all’ultima o penultima seduta prima della sospensione dei lavori, quindi non è questo il tempo delle polemiche, ma il Consiglio regionale della Puglia fino ad oggi non ha dato modo anche rispetto alle cose che abbiamo letto sui giornali e su cui siamo sempre intervenuti in via autonoma, almeno come Centrodestra, come opposizione in questa Regione ormai da qualche anno, non abbiamo mai dato modo ad alcuno di appuntare le modalità attraverso cui vengono impiegate le risorse. Fa bene il collega Tammacco a guardare con attenzione la programmazione culturale che è stata finanziata negli ultimi anni, anche e soprattutto con riferimento alle iniziative di cui ha parlato, però, Presidente, chiedo a lei un intervento di moral suasion anche nei confronti degli estensori delle delibere che arrivano in Aula, perché imposizioni al Consiglio regionale non ne possono esistere. Ci possono essere inviti, ci possono essere compartecipazioni, ci possono essere riflessioni, ma non imposizioni all’unico organo democraticamente eletto, che è il Consiglio regionale, non è la Giunta. Personalmente non accetteremo più imposizioni e non ne prenderemo più.
Presidente, mi auguro che, attraverso la sua abilità e il suo rispetto per le Istituzioni, anche da un punto di vista lessicale, possa essere superata questa grave caduta di stile, rispetto a cui mi asterrò dal parlarne nel prossimo intervento, perché questo attuale lo ha assorbito completamente.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Romito.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pagano, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : PAGANO.
Signor Presidente, sarò fulmineo. Solo per chiarire: dalle parole del collega Romito evidentemente c’è un equivoco funzionale rispetto all’obiettivo di questa delibera dell’Ufficio di Presidenza, che non contiene quello di cui lui parlava in inizio, cioè non si parla dei 35 milioni, non si autorizza assolutamente nulla. Come il consigliere, che ha sicuramente più esperienza di me, saprà, con l’approvazione del consuntivo che abbiamo fatto al 30 giugno abbiamo già cristallizzato la situazione del bilancio del Consiglio regionale. Dopodiché, la prossima variazione di bilancio che andremo ad approvare, che è quella predisposta con disegno di legge dalla Giunta, andrà a prelevare 35 milioni dal bilancio consolidato del Consiglio regionale. Quindi, in questa deliberazione non c’è quella vicenda. Siccome ne avevamo parlato con il Capogruppo Pagliaro e ci eravamo intesi sul fatto che non c’era la vicenda dei 35 milioni, che capisco possa essere oggetto di un confronto. Per questa ragione mi sono permesso soltanto di sottolineare che non c’entra niente con questa deliberazione.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagano.
Se non ci sono altri interventi, passo alla votazione del punto all’ordine del giorno.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 45, votanti 44, astenuti 1, voti favorevoli 43, contrari 1.
Il provvedimento è approvato con 43 voti favorevoli.
Mettiamo in votazione l’immediata eseguibilità per alzata di mano.
Chi è favorevole?
È approvata l’immediata eseguibilità.
Procediamo ora con il disegno di legge n. 118 del 10 luglio 2026: “Ratifica del provvedimento di variazione al bilancio di previsione 2026-2028, adottato in via d’urgenza con deliberazione della Giunta regionale del 23 giugno 2026, n. 823, ai sensi dell’articolo 51-bis del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 ‒ 202/A”.
Relaziona il Presidente della I Commissione, consigliere Pagano. Prego.
Speaker : PAGANO, relatore.
Presidente, colleghe e colleghi consiglieri, il disegno di legge è stato esaminato nella seduta del 27 luglio dalla I Commissione che, esaurita la discussione, ha inteso esprimere all’unanimità il parere favorevole, pertanto il provvedimento lo abbiamo sottoposto all’esame di questa Assemblea.
Il disegno di legge n. 118 dispone la ratifica della variazione di bilancio di previsione 2026-2028 adottata in via d’urgenza dalla Giunta regionale con deliberazione 23 giugno 2026, n. 823, ai sensi dell’articolo 51-bis del decreto legislativo n. 118 del 2011.
Consentitemi una premessa che chiarisce i contorni del provvedimento in esame. Lo scorso febbraio la I Commissione e poi il Consiglio hanno affrontato e approvato la decisione di chiudere la stagione delle anticipazioni di liquidità. In quell’occasione abbiamo dato conto della cancellazione del debito regionale verso lo Stato azionando la facoltà prevista dalla legge di bilancio statale per il 2026. Contestualmente, abbiamo assunto, con la deliberazione consiliare dello scorso febbraio l’impegno pluriennale, richiesto dai criteri previsti dalla legge statale a tutela degli equilibri di finanza pubblica (comma 642), a mantenere applicato al bilancio di previsione dal 2026 al 2051 un risultato di amministrazione pari all’importo determinato sul rendiconto 2024.
Oggi, ne completiamo il percorso attuativo sul versante contabile, dall’impegno sul risultato di Amministrazione passiamo alla variazione di bilancio, che dà corpo al versamento annuale allo Stato.
L’esame è un atto che dà seguito all’impegno preso alcuni mesi fa in un quadro di rinnovata collaborazione tra livelli dello Stato, in questo caso nazionale e regionale, in un quadro normativo, l’articolo 1, commi da 638 a 648 della legge n. 199 del 2025, che dispone, dal 1 gennaio 2026, l’estinzione dei debiti regionali verso lo Stato per le anticipazioni di liquidità e il correlato superamento dell’obbligo di accantonamento del Fondo anticipazioni di liquidità in sede di rendiconto già dall’esercizio 2025.
Il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze ha definito il riparto, in particolare il comma 641 stabilisce che entro il 30 giugno, in ciascuno degli anni dal 2026 al 2051, le Regioni beneficiarie versano alle entrate del bilancio dello Stato un importo pari ai minori oneri derivanti dalla cancellazione del debito.
È da questa scadenza che discende l’urgenza, per garantire il versamento entro quel termine la Giunta ha dovuto adottare la variazione con la deliberazione del 23 giugno, avvalendosi quindi dello strumento introdotto dallo stesso legislatore statale con la legge n. 199 del 2025.
Il nuovo articolo 51-bis del decreto legislativo n. 118/2011 consente alla Giunta di adottare in via d’urgenza le variazioni di competenza del Consiglio, salvo ratifica, a pena di decadenza, entro i 60 giorni successivi, un modello molto simile alla conversione dei decreti-legge.
Questo è esattamente ciò che siamo chiamati a fare oggi e che evidentemente ci pone in una condizione risolutiva.
Nel merito, la variazione ha un contenuto rigorosamente compensativo. Da un lato, riduce gli stanziamenti destinati al pagamento delle rate di quota capitale e di quota di interessi delle anticipazioni di liquidità, che, per effetto della legge n. 199/2025, non sono più dovute, dall’altro iscrive il corrispondente incremento degli stanziamenti destinati ai trasferimenti dello Stato, ossia il contributo alla finanza pubblica che la Regione verserà annualmente, che sarà pari a 24,85 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2026, 2027 e 28, in linea con l’impegno pluriennale che abbiamo assunto a febbraio.
La variazione, inoltre, recepisce sul versante contabile il venir meno dell’obbligo di accantonamento del Fondo anticipazioni di liquidità. Sul versante delle entrate, si traduce nella riduzione dell’utilizzo del Fondo di anticipazione di liquidità per 464 milioni di euro sull’esercizio 2026 e in competenza per 446,8 milioni sul 2027, fronte del corrispondente venir meno in uscita delle poste destinate al rimborso delle anticipazioni.
Si tratta esclusivamente di una diversa allocazione di risorse già iscritte a bilancio, non vi è alcun incremento della spesa complessiva autorizzata, non vi sono nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, ma il testo lo formalizza all’articolo 2 con la clausola di invarianza finanziaria e in questo senso si è espressa anche la Sezione Bilancio e Ragioneria.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagano.
Ci sono interventi? Se non ci sono interventi, passo la parola all’Assessore Leo. Prego, Assessore.
Speaker : LEO, assessore al bilancio e al personale.
Colleghi consiglieri, ringrazio intanto il presidente Pagano per l’ottimo lavoro che sta svolgendo in I Commissione.
Con questo punto noi sottoponiamo all’approvazione definitiva del Consiglio regionale il disegno di legge di ratifica della deliberazione di Giunta regionale n. 833 del 23 giugno 2006,
Si tratta dell’ultimo, fondamentale passaggio di un percorso tecnico e amministrativo di straordinaria rilevanza per i conti della Regione Puglia, che abbiamo avviato insieme proprio in quest’Aula, lo scorso febbraio.
Pochi giorni fa, la Giunta ha approvato in via d’urgenza la variazione di bilancio e lo schema di disegno di legge che oggi giunge al vostro voto per la definitiva ratifica.
Si tratta di un’operazione di fondamentale importanza prevista dalla legge di bilancio nazionale, che ci permette di fare una vera e propria pulizia e semplificazione dei conti regionali. Nello specifico, la norma statale sancisce l’estinzione ex lege dei debiti regionali verso lo Stato per le vecchie anticipazioni di liquidità, comprese quelle dell’ex DL 35 del 2013, il cui debito residuo per la nostra Regione ammontava a oltre 462 milioni di euro.
Cancelliamo quindi definitivamente dai nostri documenti contabili oltre 461 milioni di euro di debiti storici verso lo stato delle vecchie anticipazioni liquidità, trasformandoli in contributi annuali di finanza pubblica.
La legge nazionale infatti prevede che, invece di pagare la rata del mutuo, verseremo allo Stato un contributo annuale alla finanza pubblica di 24,8 milioni di euro fino al 2051. È la stessa identica cifra che già pagavamo ogni anno.
Che cosa rappresenta questo? Per il bilancio della Regione e per le tasche dei cittadini non cambia nulla. Non spenderemo un euro in più, come è già stato detto dal Presidente Pagano. Ma cancellando il debito, eliminiamo l’obbligo di accantonare ogni anno il Fondo di garanzia (cosiddetto “FAL”). Rendiamo così il bilancio della Regione Puglia più snello, più trasparente e più facile da leggere per tutti quanti.
È un atto, quindi, di buonsenso amministrativo che trasforma un vecchio debito in un accordo di stabilità con lo Stato, rendendo la nostra Regione più solida e moderna. Pertanto, vi chiedo di votare favorevolmente a questo disegno di legge di ratifica.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore.
Metto in votazione il disegno di legge n. 118.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 42, votanti 42, favorevoli 42.
Il provvedimento viene approvato all’unanimità dei presenti.
Metto in votazione l’immediata eseguibilità per alzata di mano.
Favorevoli? È approvata.
Procediamo ora con il disegno di legge n. 121 del 22 luglio 2026 “Variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2026 e pluriennale 2026-2028. Recupero delle eccedenze di gettito 2025 di cui al Decreto del Presidente della Giunta regionale n. 2/2026 ed ulteriori necessità di spesa” ‒ 205/A.
Relaziona il Presidente della I Commissione, Ubaldo Pagano. Prego, consigliere.
Speaker : PAGANO, relatore.
Grazie. La variazione di bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2026 e pluriennale 2026-2028 prevede il recupero delle eccedenze di gettito 2025 di cui al decreto del Presidente della Giunta regionale n. 2 del 2026 e ulteriori necessità di spesa.
Il disegno di legge è stato esaminato nella seduta del 27 luglio 2026 dalla I Commissione che, esaurita la discussione, ha inteso esprimere a maggioranza dei voti dei commissari presenti parere favorevole sul disegno di legge. Dunque, lo stiamo sottoponendo all’esame di questa Assemblea legislativa.
Si tratta di un provvedimento che interviene su tre piani, che è bene tenere distinti nella nostra discussione: il completamento già nell’esercizio in corso di un’operazione avviata con la manovra di copertura del disavanzo sanitario; il reperimento delle risorse che quel completamento rende necessario; l’adeguamento di alcune autorizzazioni legislative di spesa e il finanziamento di esigenze gestionali sopravvenute.
Relativamente all’articolo 1, con il decreto n. 2 del 2026, il Presidente della Giunta, nella qualità di Commissario ad acta, ai sensi dell’articolo 1, comma 174, della legge nazionale n. 311 del 2004, ha assicurato copertura con risorse del bilancio autonomo a una quota dei maggiori costi sostenuti nel 2025 dalle aziende del servizio sanitario regionale per 107,604 milioni di euro. Nell’ambito di quella manovra 25,382 milioni di euro di gettito dell’addizionale regionale IRPEF di competenza 2026 sono stati destinati al ripiano delle perdite del Servizio sanitario regionale. Per garantire la copertura delle spese che quel gettito finanziava si è, quindi, proceduto, come prevede la norma, all’iscrizione per pari importo di una quota delle maggiori entrate incassate nel 2026 a titolo di eccedenze di gettito 2025, ai sensi dell’articolo 77-quater del decreto-legge n. 112 del 2008. Quelle eccedenze, però, sono somme che la Regione è tenuta a riversare alle entrate dello Stato in sede di conguaglio, ai sensi del comma 6 del medesimo articolo 77-quater. Il decreto n. 2 del 2026 aveva perciò iscritto un accantonamento di 12.691.000 euro per ciascuna delle annualità 2027 e 2028, spalmando la restituzione su due esercizi futuri.
L’articolo 1, quindi, sceglie una strada diversa e, a mio avviso, più rigorosa, anticipa integralmente la restituzione all’esercizio 2026, incrementando di 25.382.000 euro lo stanziamento 2026 del Fondo iscritto alla missione 20 e riducendo correlativamente di 12.691.000 euro lo stanziamento di ciascuna delle due annualità successive.
Il risultato è che l’obbligazione verso lo Stato viene onorata per intero nell’esercizio in cui è sorta e il bilancio 2027-2028 si libera di un vincolo che avrebbe condizionato la programmazione del prossimo triennio.
Questa scelta ha ovviamente un costo immediato e, di conseguenza, rende necessario il contenuto di cui all’articolo 2. Il Consiglio regionale ha approvato il proprio rendiconto 2025 con deliberazione del 30 giugno 2026, dalla quale risulta un avanzo di Amministrazione complessivo di 78.354.000 euro, di cui una quota disponibile pari a 51.041.000 euro.
L’articolo 2, quindi, dispone che l’Assemblea legislativa riversi alle entrate del bilancio regionale 35 milioni di euro di quella quota disponibile, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge, con iscrizione al Titolo 3 in termini sia di competenza che di cassa.
Per dirla breve, sono trasferimenti correnti che la Regione ha erogato al Consiglio e che il Consiglio non ha impiegato. Restituirli è una scelta che quest’Assemblea fa consapevolmente, perché quelle risorse vanno a finanziare in via prevalente l’anticipazione della restituzione delle eccedenze impiegate nella manovra di copertura del disavanzo sanitario.
Detto in termini che credo debbano restare a verbale, 35 milioni di euro di risorse dell’Assemblea legislativa non spese vengono restituite al bilancio regionale e concorrono a rendere maggiormente sostenibile, senza esercizi futuri che possano rinviare l’operazione, +’operazione di ripiano del disavanzo del Servizio sanitario regionale.
In una fase in cui il tema della sostenibilità finanziaria della sanità pugliese è al centro del dibattito pubblico e del confronto con lo Stato, mi pare e pare a tutta la maggioranza un segnale di responsabilità istituzionale, che vale la pena sottolineare e che, evidentemente, anche la Commissione ha riconosciuto come tale.
Gli articoli 3 e 4, invece, hanno natura diversa, sono norme di adeguamento e di autorizzazioni legislative di spese già esistenti, che non hanno potuto produrre effetti per mancanza di dotazione sulle annualità successive.
L’articolo 3 modifica l’articolo 167 della legge di stabilità regionale in materia di corso di laurea magistrale a ciclo unico in Farmacia, istituito dall’Università degli Studi di Bari presso la sede di Taranto.
Nel 2025 l’avvio non è stato possibile, perché non risultavano assegnate le dotazioni per le 2 annualità successive, cioè 2026 e 2027. La norma sposta al 2026 il termine iniziale e ridefinisce lo sviluppo pluriennale della spesa: euro 148.221,11 per il 2026, euro 271.738,70 per il 2027, euro 395.256,29 per il 2028, con una proiezione ‒ lo dico chiaramente ‒ che si estende fino al 2042, alla quale si provvederà con le prossime leggi di bilancio.
Su questo punto è evidente che stiamo dando finalmente copertura integrale a una necessità, quella di avviare la Facoltà di Farmacia nella sede di UNIBA di Taranto. È un segnale positivo ed è corretto anche definire che con questo voto, che su questo punto specifico abbiamo dato all’unanimità, facciamo una cosa utile a un territorio e diamo soprattutto sostanza a una promessa fatta in passato.
L’articolo 4 assegna a 300.000 euro, per ciascuna annualità 2026, 2027 e 2028, alla Scuola di specializzazione interateneo dei beni archeologici, avviata con convenzione tra Regione, Università di Bari e di Foggia e Comune di Canosa, per il triennio 2023-2025. Si tratta di garantire continuità a un’esperienza che ha prodotto oltre 10 campagne di scavo e collaborazioni scientifiche internazionali, con spese che sono state regolarmente rendicontate senza alcun rilievo.
L’articolo 5 reca le disposizioni finanziarie e approva la variazione di cui all’Allegato A. Gli oneri diretti degli articoli 1, 3 e 4 ammontano a 25.830.221 euro per il 2026, mentre le altre annualità le lascio agli atti.
Per il 2026 la copertura è assicurata dai 35 milioni versati dal Consiglio regionale, ai sensi dell’articolo 2, per il 2027 e il 2028 dalle minori spese, conseguenti alla rimodulazione del Fondo di cui all’articolo 1.
Le risorse residue sono destinate, secondo il dettaglio dell’Allegato A al referto tecnico, alle esigenze di funzionamento e a interventi già previsti dalla normativa vigente senza introdurre nuove autorizzazioni legislative di spesa. Cito le voci più significative, che sono evidentemente legate al funzionamento degli uffici della Regione, tra cui i rimborsi di entrate erroneamente riscosse, i buoni pasto e i servizi di vigilanza, l’automazione dei servizi amministrativi. Un punto sui servizi di vigilanza: abbiamo rimpinguato il capitolo per rendere in maniera cogente e incontrovertibile la possibilità di imporre un salario minimo che non vada al di sotto dei 9 euro. Abbiamo rimpinguato il Fondo regionale dei trasporti per l’esercizio dei servizi ferroviari, il funzionamento dell’aeroporto “Gino Lisa” di Foggia, interventi a sostegno dell’accoglienza e della gestione dei flussi migratori, la promozione dei prodotti agricoli nelle varie fiere che facciamo nel corso dell’anno e i cui contratti, ovviamente, devono essere stipulati nell’anno precedente, il conferimento di funzioni alle autonomie locali e un fondo speciale per rimpinguare alcuni capitoli della cultura.
Con l’articolo 6, sostituendo il rimborso forfettario annuo di 1.000 euro per ciascun componente del collegio dei revisori con il rimborso delle sole spese effettivamente sostenute e documentate, secondo criteri stabiliti dall’Ufficio di Presidenza. Il referto stima un onere a regime di 5.400 euro annui, con copertura nell’ambito delle risorse già disponibili a legislazione vigente.
Nel complesso, la manovra chiude in pareggio su tutte e tre le annualità, 35 milioni in entrata e in spesa nel 2026, saldo zero nel 2027 e nel 2028, e quindi assicura pienamente il mantenimento degli equilibri di bilancio.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagano.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pagliaro. Prego, consigliere, ne ha facoltà.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Presidente. Vorrei tornare un attimo indietro sulla ratifica del provvedimento di bilancio, dal momento che dobbiamo necessariamente fare un po’ di chiarezza. Ancora una volta la Regione Puglia deve dire grazie al Governo nazionale di centrodestra. Questa volta chiedo all’assessore Leo, al quale riconosco onestà intellettuale, di sottolineare questo aspetto. Questa volta lo deve fare perché viene cancellato l’obbligo di accantonamento del Fondo anticipazione liquidità nel rendiconto, che, come giustamente mi suggerisce il mio collega Caroli, è un fardello pesantissimo. In questo modo la Regione non paga più le rate di ammortamento né la quota capitale nella quota di interesse al MEF. Questa cancellazione del debito a livello statale evidenzia quanto la Puglia, negli anni passati, abbia fatto ricorso a droghe contabili (anticipazioni di liquidità) per coprire ritardi nei pagamenti e disavanzi nella sanità. È un colpo di spugna governativo che salva le casse regionali da una gestione per nulla ottimale. Ecco perché noi abbiamo votato favorevolmente a questo provvedimento.
Arrivando alla variazione di bilancio, quello che adesso è in corso di votazione, il disegno di legge n. 121, anche in questo caso noi voteremo a favore, e lo motiviamo. Questi 35 milioni che vengono sottratti dal Consiglio regionale, che sono frutto di risparmi e della buona gestione del Consiglio regionale, dobbiamo darne atto perché da una parte c’è una Giunta un po’ sprecona, anzi più che un po’, il Consiglio regionale ha una gestione virtuosa delle proprie risorse. Però, chiediamo che queste risorse, Presidente, vengano utilizzate per ridurre l’aumento dell’addizionale IRPEF a favore dei cittadini. Crediamo che la Regione non possa continuare così, a rastrellare e a pretendere sacrifici dai cittadini per i suoi errori di amministrazione e la sua incapacità gestionale.
Quei 35 milioni chiaramente non bastano. La Regione tagli sui costi superflui. Noi continueremo su questa linea. Martelleremo come abbiamo fatto fino adesso e non faremo mai alcuno sconto, perché crediamo che la Regione Puglia sia un’idrovora di spesa pubblica. Vi è la necessità assoluta di ridurre una serie di sprechi, come abbiamo già evidenziato in tante occasioni.
Il bilancio non può essere gestito ricorrendo a emergenze e spostando soldi da una parte all’altra. Servono programmazione, trasparenza e scelte precise sulla priorità dei cittadini pugliesi. Semplificare la vita di chi vive e lavora nella nostra terra è un dovere e il primo passo per sbloccare le vere potenzialità della nostra comunità. Però, noi non vediamo in questo bilancio una visione del futuro, una Puglia nuova, una Puglia migliore. Si galleggia e si tira a campare, senza assicurare neppure un euro ‒ lo ripeto ancora una volta ‒ per le nuove leggi del Consiglio regionale. Noi siamo qui per presentare, discutere, approvare leggi, frutto di un lavoro importante da parte di tutti noi consiglieri regionali, e non siamo qui per votare provvedimenti senza un euro di spesa.
Chiediamo ancora una volta di ridare dignità al nostro ruolo, e questo vale veramente per tutti noi. Ci sia data la possibilità di migliorare la vita dei cittadini e di poter legiferare nell’interesse supremo dei pugliesi. Questo è un appello che continuo e continuerò a rivolgere, perché sono convinto che sia giusto dare senso alla nostra attività quotidiana. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Fischetti, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : FISCHETTI.
Il provvedimento che oggi ci apprestiamo a votare è un provvedimento importante, ma mi corre l’obbligo di rettificare alcune esternazioni che provengono dal consigliere Pagliaro nel momento in cui vuol ringraziare per l’ennesima volta il Governo per aver consentito alle Regioni italiane di avere delle maglie di bilancio più larghe.
Questo semplicemente perché la norma deve essere letta con consapevolezza, dobbiamo dire chiaramente al Consiglio e ai pugliesi che esiste una eliminazione delle quote di ammortamento che derivano da quel debito, ma quelle quote di ammortamento vengono compensate nella stessa, identica misura da capitoli di spesa che sono stati individuati in maniera corretta dagli uffici finanziari della Regione Puglia.
Dal punto di vista della composizione della spesa, sicuramente non vi è alcuna variazione, né alcun beneficio per l’Ente Regione. Dov’è il beneficio? Nel momento in cui si procede alla cancellazione del Fondo anticipazioni ma anche lì, nel momento in cui il consigliere Pagliaro chiede di poter utilizzare queste somme per ridurre l’addizionale regionale IRPEF, dovrebbe chiederlo alla Corte dei conti, che invece è ormai orientata a indirizzare le Regioni nel senso che quelle somme dovranno essere utilizzate esclusivamente per la spesa in conto capitale e non già per la spesa corrente.
Abbiamo quindi una difficoltà oggettiva, che è rappresentata da un preciso orientamento della Corte dei conti, per cui l’indirizzo che ci viene proposto non è tecnicamente praticabile, è molto semplice, fa riferimento all’addizionale regionale piuttosto che alla spesa sanitaria, però, quando si fanno delle proposte, sarebbe opportuno che fossero verificate dal punto di vista tecnico.
La maggioranza e il Gruppo consiliare Prossima sicuramente voteranno a favore di questo provvedimento. Il miglioramento della capacità di spesa ‒ ripeto ‒ in conto capitale dovrà essere verificata con puntualità dagli uffici, giacché vi sono comunque ai limiti imposti dalle normative, quella nazionale, statale, ma anche quella comunitaria, per cui è tutto da verificare questo ampliamento della capacità di spesa.
Sicuramente vi è un miglioramento nella parte del bilancio, che è rappresentata dal risultato di Amministrazione, quindi alcune manovre potranno essere più semplici. Tuttavia, ciò deve essere ‒ ripeto ‒ verificato in maniera puntuale, con i limiti di spesa che rimangono quelli, quindi non vengono ampliati dalla legislazione né nazionale, né europea.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Fischetti.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : MINERVA.
Grazie, Presidente.
In realtà le parole del Presidente della I Commissione, il Presidente Pagano, sono state esaustive e ci hanno dato una chiave di lettura che, nella sua descrizione tecnica, ha già raccontato la ratio di un provvedimento che tiene insieme da un lato la responsabilità, a cui siamo chiamati come amministratori pubblici, dall’altro la visione e le scelte politiche che stanno alla base dei provvedimenti che proviamo a portare in Aula.
Responsabilità significa non lasciare risorse ferme quando possono essere restituite alla collettività. Capacità di mettere in piedi politiche che danno lustro al territorio e che hanno dentro una visione significa dare la possibilità ai ragazzi di provare a restare in questo territorio grazie alle scelte che noi facciamo.
Responsabilità significa, per esempio, recuperare integralmente le eccedenze di gettito utilizzate per la copertura del disavanzo sanitario e garantire la restituzione, secondo quanto previsto dalla legge.
Scegliamo di riportare nel bilancio regionale 35 milioni di euro, lo facciamo con la responsabilità delle cose che abbiamo detto fino adesso, che se chiediamo sacrifici ai pugliesi, dobbiamo dimostrare di essere in grado di farli anche noi, rinunciando a qualcosa nell’immediato per dimostrare che tutti insieme facciamo delle scelte che ci danno la possibilità di dare equilibrio ai nostri conti. Ma non c’è solo questo in questa manovra, c’è anche la possibilità di raccontare concretamente che cosa intendiamo per futuro. La facoltà di farmacia a Taranto, i grandi partner con cui in questi anni le specializzazioni in beni archeologici hanno collaborato, fino al British Museum di Londra, sono la testimonianza e la dimostrazione che i nostri investimenti danno la possibilità ai ragazzi di restare in Puglia e di provare a costruire i propri sogni.
Poi c’è il tema del lavoro e dell’attenzione ai lavoratori, che abbiamo avuto in questi mesi con i dibattiti, Presidente Capone e Presidente Angolano, nelle vostre Commissioni che hanno tenuto conto delle esigenze che i lavoratori ci hanno rappresentato, quelle esigenze che la politica ha voluto mettere a terra attraverso l’approvazione della legge sul salario minimo, che senza questo intervento non avrebbe trovato un allineamento fra ciò che questo Consiglio ha approvato e ciò che gli appalti hanno portato ad essere. Quindi, c’è la responsabilità degli amministratori pubblici, ma c’è la scelta politica di investire nel futuro, di investire nel lavoro. C’è la scelta che non dimostra semplicemente l’amministrazione di un bilancio utilizzato come meri numeri da far quadrare, ma come responsabilità politica e scelte di investimento per il futuro che noi siamo qui ad assumerci.
Per queste ragioni il Partito Democratico voterà in maniera favorevole a questo provvedimento.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Non ci sono altri interventi, quindi è chiusa la discussione. Ha chiesto di intervenire l’assessore Sebastiano Leo. Prego, assessore.
Speaker : LEO, assessore al bilancio e al personale.
Grazie, Presidente. Prima di passare a questo punto, vorrei ricordare al consigliere e Presidente Pagliaro che io testualmente nel disegno di legge n. 118 ho letto questo: si tratta di un’operazione di fondamentale importanza prevista dalla legge di bilancio nazionale. Poi, se vuoi, dico che sono stati bravi e belli. Però, io l’ho specificato, ovviamente. Cerco di essere sempre intellettualmente onesto.
Grazie, Presidente e colleghe e colleghi consiglieri. sottopongo oggi all’attenzione e all’approvazione di quest’Aula il disegno di legge n. 121, che reca un importante variazione di bilancio di previsione della Regione Puglia per il triennio 2026-2028. Non si tratta di un mero atto contabile, ma di una manovra di assestamento organica, con un preciso valore politico ed economico: da un lato, ottimizziamo le risorse disponibili e mettiamo in sicurezza i conti; dall’altro, sblocchiamo investimenti strategici per la formazione universitaria e la cultura.
Rigore, responsabilità e recupero dei costi della politica. Il centro finanziario di questo provvedimento si fonda su un’operazione di virtuosa efficienza amministrativa. Grazie a un’intesa trasparente, prevediamo che il Consiglio regionale versi alle entrate del bilancio regionale i 35 milioni di euro attinti dalla quota disponibile del proprio risultato di amministrazione. È un segnale molto chiaro di responsabilità istituzionale: recuperiamo risorse dai costi della macchina politica per destinarle alle vere priorità dei cittadini.
Nello specifico, questa disponibilità ci consente di regolare e chiudere definitivamente partite finanziarie pregresse legate alla gestione del disavanzo sanitario. C’è un dato politico di fondamentale importanza che ci tengo a sottolinearlo. Grazie a questo intervento svincoliamo ben 25,38 milioni di euro derivanti dall’extragettito, che erano stati congelati per la sanità e che ora non sarà più necessario utilizzare per tale scopo. Questi investimenti sul futuro riguardano l’università, sicuramente. C’è un sostegno all’istruzione universitaria a Taranto, con il corso di laurea in farmacia. Diamo finalmente certezza e copertura finanziaria pluriennale al corso di laurea magistrale a ciclo unico in farmacia dell’Università degli studi di Bari, sede di Taranto. Nel corso del 2025, come molti di voi ricorderanno, non è stato possibile dare corso a quanto previsto inizialmente dalla legge nazionale, poiché non risultavano assegnate dotazioni finanziarie per l’annualità 2026-2027.
Valorizzazione della ricerca archeologica. Questo disegno di legge prevede, inoltre, una dotazione finanziaria pari a euro 800.000 per il finanziamento della Scuola di specializzazione in beni archeologici.
Infine, per garantire il corretto funzionamento degli organi di controllo, viene aggiornata la disciplina dei rimborsi spese per i componenti del collegio dei revisori, specificando le modalità di rimborso per gli spostamenti necessari all’esercizio delle loro funzioni.
In conclusione e in sintesi, possiamo dire che il disegno di legge n. 121 dimostra che questa Amministrazione sa coniugare rigore tecnico con la visione politica. Garantiamo la stabilità dei conti, soprattutto in ambito sanitario, e a riallocare risparmi amministrativi verso settori strategici come università e ricerca.
Per tutte queste ragioni chiedo a quest’Aula un voto favorevole e responsabile per l’approvazione del provvedimento. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Assessore Leo.
Procediamo con la votazione del Pdl 121.
È aperta la votazione.
Chi deve votare? Le posso garantire che non è comparso nulla sullo schermo. Consigliere Cera, mi dica, posso chiudere la votazione e poi la faccio parlare? Perché siamo in sede di votazione. Non è apparso nel sistema, va bene, chiusa la votazione la faccio parlare subito dopo.
È chiusa la votazione.
Presenti 28, votanti 28, favorevoli 28.
L’articolo 1 è approvato con 28 voti favorevoli.
Prego, consigliere Cera.
Speaker : CERA.
Purtroppo ci sono evidenti problemi tecnici oggi che non si riescono a risolvere.
Il problema è questo: noi abbiamo portato adesso in votazione un intero disegno di legge, il quale ricomprendeva varie situazioni. Avremmo gradito ( era questo l’invito che facevo alla maggioranza, ecco perché non abbiamo votato) che i vari problemi all’interno di quel disegno di legge potessero essere scissi, quindi portare i 35 milioni di euro del Consiglio regionale da una parte, e l’archeologia, la farmacia e quant’altro da un’altra.
Capisco l’abilità politica nel mettere nell’intero disegno di legge tutto, capisco l’abilità politica di mettere il bavaglio e di non far parlare le persone, però abbiate anche la compiacenza di mettere nelle condizioni l’opposizione di fare anche il proprio.
La mia richiesta era quella di emendare quel disegno di legge, mettere farmacia, archeologia e tutto il resto da una parte, i 35 milioni di euro del Consiglio regionale dall’altra, anche perché è vero che i 35 milioni di euro verranno restituiti per l’extra gettito, ma è pur vero ‒ diciamoci la verità ‒ che non è la prima volta che il Consiglio regionale utilizza i risparmi del Consiglio regionale, perché nel 2025 con l’Amministrazione Emiliano avevamo già utilizzato 30 milioni di euro per il disavanzo della sanità e non è la prima volta che utilizziamo questa cosa.
Tra l’altro, voglio dirvi un’altra cosa. Parliamo di risparmi dei costi della politica, da consigliere regionale ‒ lo dico anche al Presidente Decaro ‒ non per forza nelle battaglie politiche bisogna trovare il cattivo, noi siamo consiglieri regionali, se facciamo una Commissione in più è nostro compito fare le Commissioni, riunirci per capire i vari problemi.
Tra l’altro, voglio dirvi un’altra cosa: il Consiglio regionale non si occupa soltanto di costi della politica, abbiamo il compito di avvicinare le scuole al Consiglio regionale, abbiamo il compito di avvicinare le associazioni al Consiglio regionale, abbiamo il compito di avvicinare le nostre mediateche, le biblioteche, i poli museali al Consiglio regionale. Non facciamo solo politica, esclusivamente politica in questo Consiglio regionale, perché il messaggio che sta uscendo fuori è che il Consiglio regionale utilizza i costi della politica per ripianare il debito sulla sanità, e non è corretto, perché è quello che noi facciamo è ridurre i benefici e i servizi ai cittadini, perché quello che noi riduciamo è l’assistenza alle scuole, l’assistenza alle associazioni, l’assistenza ai poli museali, l’assistenza alle biblioteche, non compriamo più volumi per le biblioteche, e dobbiamo anche dirlo.
Ai cittadini che pagano le tasse, quindi, li togliamo due volte, in termini di servizi, perché non diamo più servizi, e in termini di tasse. Questo bisogna dirlo. Quindi, non è un risparmio, è una doppia beffa per il cittadino pugliese, perché togliamo servizi e pagheranno più tasse. Io questo ci tengo a dirlo. Io capisco la comunicazione politica che uno ci tiene a fare “riduciamo i costi della politica, ci togliamo di tutto e di più”. Non è così. Il Consiglio regionale già l’anno scorso ha tolto 30 milioni di euro di risparmio. E non è la prima volta. Anche nel corso degli anni è successo questo, è successo questo! Vogliamo prenderci i meriti di aver tolto i 35 milioni di euro? Prendiamoci anche i meriti, mettiamoci questa spilletta. Però, dobbiamo sapere che sono risparmi del Consiglio regionale, risparmi che potevamo gestire diversamente e dare ai cittadini pugliesi in termini di servizi.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Cera.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Tutolo.
Speaker : TUTOLO.
Grazie, Presidente. Semplicemente perché a me pare un po’ diversa la storia, nel senso che ci sono 35 milioni di euro in più nella disponibilità del Consiglio regionale per quella che è l’attività che svolge e bene ha fatto il Presidente a diminuire l’impatto sull’IRPEF utilizzando quella parte in più. Non si toglie assolutamente nulla di più di quello...
Io vorrei semplicemente poter intervenire. Ho ascoltato con attenzione e interesse. Lei potrebbe fare la stessa cosa.
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere Cera, per cortesia. Lei non può intervenire fuori microfono, per cortesia.
Speaker : TUTOLO.
Rispetto a questi 35 milioni ‒ poi correggetemi se sbaglio ‒ il mio pensiero è che probabilmente è sovra-finanziato il Consiglio regionale, perché se ogni anno abbiamo una capacità, nonostante tutto, di mettere da parte dei soldi significa semplicemente che probabilmente siamo anche sovra-finanziati.
È la mia idea. Non è che c’è qualcuno che può sovrapporsi alla mia idea.
Speaker : PRESIDENTE.
Perdonatemi, consigliere Cera e consigliere Tutolo, forse voi giocate a recitare un ruolo per poi essere rilanciati sui social divertendovi e usando quest’Aula per farvi pubblicità. Da adesso in poi non ve lo consentirò più. Chi interviene fuori microfono verrà cacciato dall’Aula, perché non è un atteggiamento corretto nei confronti degli altri.
Prego, consigliere Tutolo.
Intanto, Presidente, la invito a fare attenzione alle parole che usa, perché se c’è un attore qui non voglio dire che è lei ma sicuramente non sta da questa parte. Quindi, faccia attenzione alle parole che usa e abbia rispetto per le persone che stanno facendo l’intervento. Evidentemente non si è capito. Quando si parla al plurale “state facendo la parte per farvi rilanciare”, non è mia abitudine. Sto semplicemente esprimendo il mio pensiero, e spero che mi sia consentito.
Per me quei 35 milioni sono risorse finanziarie in più che avevamo nelle casse del Consiglio regionale... Probabilmente il milione di euro della variazione di bilancio di prima, gli interessi attivi significano cosa? Che c’è una giacenza così importante da produrre un milione di euro di interessi attivi. Per produrre un milione di euro di interessi attivi significa che hai tanti soldini giacenti là, che non sono utilizzati. Ebbene, dal mio punto di vista è inutile tenere quei soldi fermi e chiedere altri 35 milioni di euro ai cittadini per coprire quel disavanzo. E non entriamo di nuovo nella questione disavanzo, perché ci sarebbe ancora molto da dire, specialmente a chi parla di venti anni di centrosinistra e buona parte di quei venti anni li ha passati nel centrosinistra, avendo una memoria selettiva, per cui da un certo punto in poi si dimentica della propria storia e pare che sia stato dall’altra parte per tutta la vita, quando così non è.
Io credo che sia meglio prendere quei 35 milioni di euro per colmare quel disavanzo e non chiedere quei 35 milioni di euro in più a quelli che già ci hanno messo quell’altra parte. Mi pare chiaro, mi pare evidente.
Sembra che oggi stiamo tagliando qualche servizio, Presidente. Con questi 35 milioni tagliamo qualche servizio ai cittadini della regione? Non mi pare. Ai consiglieri forse. Nemmeno ai consiglieri. Scusate, stavano fermi là.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Romito, che ne ha facoltà.
Speaker : ROMITO.
Presidente, io avevo già fatto prima l’intervento sul punto, poi mi sono assentato, però il collega Tutolo è sempre fonte di stimolo, e non è affatto un doppio senso, perché quello che ha detto ora il collega Tutolo è davvero una presa di coscienza della minorità del Consiglio regionale rispetto alla Giunta ed è una presa di coscienza a cui io non mi affido assolutamente.
Per comprendere quello che stiamo facendo e fare un esempio didascalico, così semplice che è difficile da non comprendere anche per chi magari ha delle posizioni non proprio in linea con la logica, è come se noi, Presidente, in un condominio avessimo in un’abitazione un condomino che per anni ha messo da parte i soldi, ha pagato l’acqua, ha pagato le quote condominiali, è stato sempre puntuale ed in regola con i propri adempimenti.
Al piano di sotto, collega Tutolo, c’è invece un condomino che, siccome ha cambiato auto ogni due anni, siccome ha gestito male le risorse non come il buon padre di famiglia, siccome ha tardato nel pagare l’acqua, siccome ha tardato nel pagare il condominio, ha generato un debito collettivo.
La sua impostazione è che per pagare quel debito collettivo sia giusto che il condomino operoso, che ha adempiuto puntualmente ai propri obblighi, e quel condomino, collega Tutolo, siamo noi, il condomino operoso siamo noi, quindi quel condomino operoso che ha risparmiato, ha posto in essere tutti di comportamenti diligenti pagherà i debiti della cicala. Questo è, collega Tutolo.
Se poi lei mi vuole dire che è giusto così, perché ha un atteggiamento deferente nei confronti della Giunta, io, che assessore nella mia vita sono stato per caso soltanto un anno di 16 di carriera istituzionale, questo atteggiamento deferente non lo tengo, consigliere.
Io invece ho l’atteggiamento dignitoso del consigliere regionale, che rivendica le proprie prerogative, e all’interno di quelle prerogative c’è anche il bilancio autonomo del Consiglio regionale, ed è tale, autonomo, perché questa è un’Assemblea legislativa, è una roba diversa dalla Giunta, collega. Noi due siamo consiglieri regionali, eletti democraticamente, non ci ha nominato nessuno, siamo stati eletti, in virtù di questa elezione diretta noi godiamo di una autonomia, che riverbera i propri effetti anche sotto il profilo contabile, economico, vedi bilancio.
Ecco perché, collega, non serve alimentare una polemica ulteriore, per far fronte a esigenze di natura economica e di interesse pubblico, noi non stiamo facendo qualcosa di buono, di dovuto o di legittimo. Noi stiamo decidendo che il Consiglio regionale contribuisce in quota parte a quella richiesta, a quella necessità economica di cui abbiamo parlato per mesi.
Questo per reinquadrare, sotto un profilo di verità e di attenzione, le cose che siamo soliti dirci in quest’Aula e che però assumono un valore. Grazie, collega, soprattutto perché so che lei questo animo da barricadero e da semplice, umile consigliere regionale lo porta dentro esattamente come noi, quindi non faccia il difensore della Giunta, non faccia il difensore dei potenti, perché noi siamo invece gli ultimi e abbiamo il diritto di avere lo stesso rispetto che hanno anche i primi, collega.
Quando ce ne ricorderemo noi, probabilmente le cose andranno in maniera diversa. Grazie, collega Tutolo.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Romito.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva. Prego, consigliere.
Speaker : MINERVA.
La formazione cattolica mi induce a ricordare al Presidente Romito che sempre beati gli ultimi che saranno i primi, e gli ultimi non sono quelli che pensano di esserlo, perché nella nostra povertà d’animo sappiamo che, attraverso gli interventi in Aula, attraverso i consigli e la possibilità di dirottare il dibattito e di costruire un percorso che tiene dentro anche attraverso il bilancio, come ho detto prima, le scelte politiche, abbiamo una grande facoltà, quindi non ci sentiamo sicuramente gli ultimi, né il consigliere Tutolo stava giustificando qualcosa o qualcuno, stava raccontando e spiegando ciò che ha esplicato il Presidente Pagano, ciò che noi abbiamo ribadito, riconoscendo a quest’Aula il ruolo di interpretazione e di visione politica che dobbiamo avere, ma anche di responsabilità, perché siamo degli amministratori e pensiamo di interpretare il nostro ruolo da ultimi in questa maniera.
I cittadini poi ci diranno se da ultimi ci premieranno per essere i primi in base al lavoro che abbiamo svolto.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Non ci sono altri iscritti a parlare, quindi passo alla votazione dell’articolo 2.
È aperta la votazione.
Non avete l’articolato davanti? Dovreste avere i documenti. “Disposizioni in materia di utilizzo della parte disponibile del risultato di Amministrazione 2025 del Consiglio regionale”. È chiusa la votazione.
Presenti 45, votanti 45, favorevoli 45.
L’articolo 2 è approvato con 45 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 3 (Modifiche dell’articolo 167 della legge regionale n. 42/2024).
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 44, votanti 44, voti favorevoli 44.
L’articolo 3 è approvato con 44 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 4 (Modifica dell’articolo 81 della legge regionale n. 32/2022).
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 44, votanti 44, voti favorevoli 44.
L’articolo 4 è approvato con 44 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 5 (Disposizioni finanziarie e variazioni al bilancio di previsione 2026 e pluriennale 2026-2028).
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 42, votanti 32, astenuti 10, voti favorevoli 32.
L’articolo 5 è approvato con 32 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 6 (Disposizioni in materia di rimborso spese per i componenti del collegio dei revisori. Modifiche all’articolo 57 della legge regionale n. 45/2012).
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 41, votanti 32, astenuti 9, favorevoli 32.
L’articolo 6 è approvato con 32 voti a favore.
Ci sono due emendamenti aggiuntivi a firma dell’assessore Pentassuglia e del consigliere Minerva. Assessore, vuole illustrarne i contenuti? Prego, assessore Pentassuglia.
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore alla salute e al benessere.
Grazie, Presidente. Avevo chiesto ai Gruppi di poter presentare questi due emendamenti. Uno è l’abrogazione di un articolo di una norma del 2025 che confligge con una norma precedente sull’autismo, per evitare l’impugnativa della Corte, l’altro è la proroga di un anno per le aziende private accreditate che non sono nelle condizioni di presentare le certificazioni per una serie di motivazioni, che stanno dall’aumento dei prezzi ad altro, come recita la relazione, a cui si dà l’ulteriore proroga di un anno per definire il percorso.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Ci sono interventi? Nessuno.
Passo alla votazione “[...] dopo il relativo comma 6-quater del seguente ulteriore comma”.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 43, votanti 43, voti favorevoli 43.
L’emendamento n. 1 è approvato con 43 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione del secondo emendamento: “Abrogare il comma 4-bis dell’articolo 9 della legge regionale n. 12 dell’11 luglio 2025”.
È aperta la votazione.
L’ho appena letto. Quello che ho appena letto.
È chiusa la votazione.
Presenti 44, votanti 44, favorevoli 44.
L’emendamento 2 è approvato all’unanimità.
Passiamo alla votazione dell’articolo 7.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 44, votanti 30, astenuti 14, favorevoli 30.
L’articolo 7 è approvato con 30 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione del DDL n. 121.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 44, votanti 31, astenuti 13, favorevoli 31.
Il DDL n. 121 è approvato con 31 voti favorevoli.
Procediamo con il DEFR: «Deliberazione della Giunta regionale n. 902 del 30/06/2026 “Documento di economia e finanza regionale ‒ DEFR 2027-2029. Adozione”».
Invito il Presidente della I Commissione, Ubaldo Pagano, a relazionare in merito. Prego, consigliere Pagano.
Speaker : PAGANO.
Grazie, Presidente.
L’Aula si accinge oggi all’approvazione finale del documento di economia e finanza regionale 2027-2029 adottato dalla Giunta con deliberazione n. 902 del 30 giugno.
Do atto che nella seduta del 27 luglio la I Commissione, acquisiti anche i pareri espressi dalle altre Commissioni permanenti, ha esaminato il documento e formulato parere favorevole a maggioranza dei presenti, sottoponendo, così, la delibera all’approvazione definitiva dell’Assemblea.
Prima di entrare nel merito dei contenuti, richiamo la funzione istituzionale del DEFR, che, ai sensi del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e del principio contabile applicato, concerne la programmazione di bilancio e deve uniformarsi agli indirizzi economico-finanziari cardine della Regione, ma di intesa con gli equilibri di finanza pubblica.
Il DEFR in esame presenta un elemento di novità, di rilievo: è il primo documento programmatico della nuova consiliatura e recepisce le linee di mandato illustrate dal Presidente Antonio Decaro nell’atto dell’insediamento del Consiglio regionale, nelle more della nuova organizzazione regionale delineata dai decreti adottati nei primi mesi del 2026.
Sul piano metodologico occorre segnalare una peculiarità del ciclo di programmazione. A seguito della riforma della governance economica europea e con la direttiva 2024 n. 1265, è ancora in corso la ridefinizione dei documenti di programmazione nazionale, in attesa che la normativa statale adegui i propri documenti di finanza pubblica, il presente DEFR è stato comunque predisposto sulla base del documento di finanza pubblica 2026 del Ministero dell’economia e delle finanze.
La prima parte, curata dalla Sezione Statistica, fotografa lo scenario economico, finanziario e demografico. Il quadro internazionale e nazionale è segnato evidentemente da forte incertezza geopolitica, da tensioni commerciali e da una dinamica di crescita debole, con rischi evidentemente orientati al ribasso.
Per l’Italia, le previsioni elaborate da Prometeia indicano un PIL in crescita dello 0,4 nel 2026 e dello 0,5 nel 2027. Con riferimento alla Puglia, nel 2025 il prodotto è cresciuto in misura contenuta. Secondo l’indicatore trimestrale dell’economia regionale di Banca d’Italia, il PIL è aumentato dello 0,4 a prezzi costanti, a fronte di una media dello 0,7 del Mezzogiorno e dello 0,5 in Italia.
Sull’andamento ha inciso la debolezza di servizi e industria e il calo relativo dell’agricoltura, mentre il settore delle costruzioni ha registrato una marcata espansione, beneficiando anche degli effetti del PNRR sulle opere pubbliche, che, come sapete, ha questo come ultimo anno per il completamento.
Peraltro, nel comparto siderurgico permangono criticità sullo stabilimento di Acciaierie d’Italia di Taranto, con livelli produttivi in linea con il 2024 e decisamente inferiori ai valori storici. Ahinoi, peraltro, il decreto emesso ieri dal Consiglio di Stato ci pone in una condizione in cui entro la fine dell’anno quel quadro potrebbe addirittura peggiorare.
Il turismo, pur in significativa espansione, si conferma però come un settore a bassa produttività del lavoro, con salari particolarmente contenuti, quindi a bassissimo valore aggiunto. Le previsioni collocano la Puglia in posizione mediana nel contesto nazionale, con un profilo di maggiore resilienza all’interno della ripartizione meridionale.
Il tasso di disoccupazione, in riduzione dal 10,1 all’8,7 per cento, è sicuramente uno dei dati maggiormente positivi. Restano, tuttavia, elementi di forte criticità: un divario occupazionale di oltre undici punti percentuali in meno rispetto al dato nazionale e un dato disponibile delle famiglie sostanzialmente stagnante rispetto al 2025. Questo evidentemente si riverbera in maniera marcata sulla nostra capacità fiscale. Quindi, tutti i ragionamenti che abbiamo fatto sulla nostra capacità di recupero del divario rispetto all’erogazione di alcuni servizi, come quelli erogati dal Servizio sanitario regionale, scontano una nostra minore capacità fiscale per poter contribuire agli stessi servizi.
Particolarmente allarmante, però, è il quadro demografico. Le proiezioni prefigurano uno spopolamento continuo e progressivo, che è accelerato anche dalla diminuzione della popolazione straniera che, nel frattempo, ha inteso stabilirsi sul nostro territorio. Si tratta di una tendenza strutturale che, in assenza di inversioni nei tassi di fecondità o nei flussi immigratori, condizionerà l’intero assetto economico e sociale regionale. Difficilmente avremo la possibilità di riuscire a garantire la manodopera che serve al nostro sistema produttivo.
La seconda parte, predisposta dalle strutture regionali competenti, costituisce il corpo più ampio del documento e illustra il quadro finanziario e le singole politiche settoriali. Sul piano della gestione finanziaria, il documento espone il rispetto degli equilibri di bilancio in un quadro di sostenibilità. Il totale complessivo degli stanziamenti, comprensivo del disavanzo di amministrazione, ammonta a circa 21 miliardi di euro a fine esercizio 2025. La spesa per la Missione 13 “Tutela della salute” assorbe il 55,54 per cento degli stanziamenti complessivi, a riprova del peso preponderante della sanità sul bilancio regionale, seguita dalle Missioni Sviluppo economico e competitività e Trasporti e diritto alla mobilità.
Sul fronte delle risorse per lo sviluppo e la coesione, il documento richiama il PSC della Regione Puglia, con una dotazione complessiva di 7,682 miliardi, di cui 7,191 miliardi assegnati alla sezione ordinaria e 491 milioni alle sezioni speciali. L’accordo per la coesione a valere sull’FSC 2021-2027 assegna alla Puglia 4,588 miliardi di euro, il programma regionale FESR-FSE Plus 2021-2027 è il principale strumento del ciclo comunitario in corso. Le risorse del PNRR, la cui dotazione complessiva ammonta a 194 miliardi di euro, atterra per qualche decina di miliardi di euro anche sulle entità territoriali che insistono in Puglia.
In materia agricola, il documento richiama la programmazione del complemento regionale per lo sviluppo rurale del Piano strategico PAC 2023-2027, la cui dotazione complessiva dal 2014 al 2022 è stata di 1 miliardo 235 milioni di euro.
Il documento dà inoltre conto in modo analitico delle numerose politiche settoriali: programmazione sociale, sesto Piano regionale delle politiche sociali 2026-2028, Reddito di dignità, presa in carico integrata di disabilità e non autosufficienze, politiche per minori e famiglie, contrasto alla violenza di genere e sostegno al Terzo settore, infrastrutture per la mobilità, trasporto pubblico locale, la strategia digitale regionale, la competitività e l’innovazione innestata all’interno della Zona economica speciale unica, la cui transizione energetica e la crescita digitale del territorio sono sicuramente una stella polare su cui muoverci. Ancora, l’educazione, l’istruzione, la formazione e il lavoro e l’urbanistica attraverso una rinnovata tutela del paesaggio all’interno di nuove politiche abitative.
Ampio spazio è dedicato anche ai temi del regionalismo differenziato e del federalismo fiscale, che ci occuperanno sicuramente in maniera più stringente nei prossimi mesi, nelle prossime settimane.
La terza parte declina gli obiettivi strategici triennali e operativi delle strutture dipartimentali, in stretta coerenza con quanto già espresso nelle linee di mandato dal Presidente Decaro, fondate su un concetto fondamentale, cioè prendersi cura della Puglia in tutte le sue dimensioni, e sulla gestione delle grandi transizioni, ecologica, digitale e demografica, come opportunità di sviluppo equo e sostenibile. Cinque direttrici su cui evidentemente si gioca il futuro della Puglia. Tra queste, è evidente che tra quelle che possiamo definire più sfidanti vi è guidare la transizione e creare lavoro di qualità, che punta a un modello che unisca competitività, sostenibilità e lavoro dignitoso, superando la logica degli incentivi generalizzati, e la creazione di una Puglia Innovation Valley, un supporto alle microimprese, attrazione di investimenti sostenibili tramite un one stop shop regionale, lo sviluppo di aree produttive ecologicamente attrezzate e il potenziamento dei centri per l’impiego e il rafforzamento delle filiere agroalimentari.
Tali indirizzi si raccordano con gli altri documenti di programmazione dell’Ente, in primo luogo la Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, il Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO) e l’agenda di genere, oltre a numerosi piani settoriali, Piano regionale della prevenzione, VI Piano delle politiche sociali, PPTR, Piano regionale dei trasporti, Piano di gestione dei rifiuti, Piano strategico del turismo Puglia 365, Strategia di specializzazione intelligente.
Il DEFR conferma la propria natura di documento di visione politica e di raccordo tra il programma e il Governo regionale e le risorse economiche disponibili che servono ad attuarlo. Esso non si limita a fotografare un contesto regionale caratterizzato da alcuni punti di forza consolidati, come l’export e il dinamismo del mercato del lavoro rispetto al Mezzogiorno, ma anche sulla capacità di spesa dei fondi di coesione, che hanno tutto il nostro rispetto se sono declinati verso la possibilità di essere realmente utilizzati, non dimenticandoci le criticità strutturali significative. In primo luogo, la crisi demografica, il rallentamento degli investimenti dovuto all’incertezza internazionale delle varie crisi di guerra che abbiamo, la fragilità di conti sanitari e il persistente divario con il resto del Paese.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagano.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pagliaro. Ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Presidente.
Noi votiamo no, perché il primo DEFR della legislatura si rivela un documento puramente di gestione passiva, non offre una visione di lungo periodo, subisce i tagli e il rallentamento economico, rinuncia a proporre quella discontinuità necessaria per rilanciare il PIL, tutelare i conti e riorganizzare servizi prioritari come la sanità.
Il DEFR certifica una stagnazione della crescita pugliese sotto il più 0,5 per cento per il biennio 2026-2027. La programmazione regionale si limita a una mera presa d’atto del declino senza proporre strategie d’urto o piani di attrazione degli investimenti. Il contributo richiesto alla Puglia per il risanamento dei conti pubblici salirà dai 97 milioni di euro che sono previsti nel 2027-2028 fino a 108 milioni nel 2029.
Questo documento non chiarisce come intenda tutelare i servizi essenziali e le fasce deboli da questa emorragia imponente di risorse. A fronte di un sistema sanitario gravato da buchi di bilancio e sforamenti della spesa farmaceutica e dei dispositivi medici, le soluzioni proposte rimangono generiche. Sullo spopolamento demografico e il declino determinato da questo, i temi proposti vengono trattati come meri dati statistici e inevitabili, rinunciando a una visione integrata per trattenere il capitale umano nel territorio.
Pur riconoscendo l’esistenza di una distribuzione asimmetrica della spesa a svantaggio delle aree interne e periferiche, il DEFR non introduce alcun meccanismo correttivo per garantire la parità di servizi tra le diverse Province. Anche questo è un tema che più volte abbiamo sottoposto, chiedendo che la Regione Puglia possa avere le stesse opportunità per tutti i territori, stessi servizi e stessi diritti, quindi votiamo convintamente no a questo DEFR, sperando che si possa migliorare il prossimo anno.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Cera, che ne ha facoltà. Prego, consigliere... c’è Vurchio prima, prego, consigliere Vurchio, chiedo scusa.
Speaker : VURCHIO.
Grazie, Presidente.
Presidente e colleghi, i provvedimenti di carattere finanziario che abbiamo portato oggi all’attenzione della massima Assise regionale, già abbondantemente esaminati nelle apposite Commissioni, possono apparire ad una lettura superficiale come atti eminentemente tecnici. In realtà, rappresentano delle scelte profondamente politiche, perché dietro ad ogni numero, ogni capitolo di bilancio, ogni variazione di bilancio si nasconde una precisa idea di Regione e soprattutto di futuro. Alcune variazioni di bilancio oggi portate in questa Assise sono state condivise con la minoranza ed è un risultato già positivo.
Il documento di economia e finanza regionale 2027-2029 è, come è già stato detto, il primo documento di programmazione economica e finanziaria di questa XII legislatura. Non è soltanto il presupposto tecnico per la predisposizione del bilancio, ma è il documento che dice ai pugliesi cosa vogliamo costruire nei prossimi anni.
Siamo sicuramente chiamati ad amministrare una Regione complessa, fatta di grandi eccellenze, ma anche di profonde fragilità. Esiste una Puglia che cresce, che attrae investimento, turismo, innovazione, ricerca, ma esiste anche una Puglia che continua a soffrire lo spopolamento, la disoccupazione, le carenze dei servizi, il progressivo indebolimento del tessuto produttivo e sociale. Governare significa tenere insieme queste due realtà, caro Presidente Decaro.
La politica regionale deve avere, quindi, il coraggio di non concentrare gli investimenti esclusivamente dove lo sviluppo è già consolidato, ma di accompagnare anche quei territori che, pur avendo enormi potenzialità, non sono ancora riusciti ad esprimerle pienamente. Questo significa ridurre le distanze tra costa ed entroterra, tra aree metropolitane e piccoli Comuni, tra territori che beneficiano quotidianamente di grandi infrastrutture e altri che attendono ancora collegamenti efficienti, servizi sanitari adeguati, occasioni di lavoro, opportunità per i giovani.
Per questo considero questo documento di economia e finanza regionale non soltanto un documento contabile, ma una dichiarazione di responsabilità politica di questa maggioranza.
Naturalmente dobbiamo fare i conti con una realtà che nessuno può ignorare: le risorse pubbliche, purtroppo, non sono illimitate. Il bilancio regionale è sottoposto ai vincoli della finanza pubblica nazionale, ai princìpi della contabilità armonizzata, ai limiti imposti dagli equilibri di bilancio e alla necessità di garantire la sostenibilità della spesa nel tempo. Ogni euro può essere speso una sola volta, ed è proprio qui che entra in gioco il valore della politica. Amministrare non significa distribuire risorse indistintamente, ma stabilire delle priorità, scegliere dove investire oggi per costruire opportunità domani.
In questo senso assume particolare rilievo il provvedimento relativo al FAL (Fondo anticipazione di liquidità) appena giunto in questa assise. Non si è trattato semplicemente di una variazione tecnica: è una scelta che restituisce evidentemente alla Regione una maggiore capacità di investimento. La cancellazione del Fondo anticipazione di liquidità ha liberato e libererà importanti margini finanziari, che potranno essere utilizzati esclusivamente per nuovi investimenti. Questo significa più possibilità di finanziare infrastrutture, edilizia sanitaria, scuole, interventi per la difesa del territorio, opere pubbliche e programmi di sviluppo. È un risultato importante perché rafforza la solidità finanziaria della Regione senza compromettere gli equilibri di bilancio.
La disponibilità di maggiori risorse finanziarie ci impone una responsabilità ancora più grande: dovremo decidere come utilizzare le risorse e credo che la priorità debba essere una sola: ridurre le disuguaglianze territoriali. Ogni investimento dovrà essere valutato non solo per il suo valore economico ma anche e soprattutto per la capacità di generare coesione sociale, occupazione e sviluppo diffuso. Lo stesso ragionamento vale anche per il riversamento delle risorse destinate al recupero delle eccedenze di gettito. Anche questa non è una operazione soltanto contabile, è una scelta che guarda alla stabilità dei conti pubblici, perché una Regione finanziariamente solida è una Regione più credibile agli occhi della comunità, più autonoma nelle proprie decisioni e più capace di programmare nel medio e anche nel lungo periodo. Una buona amministrazione non si limita a chiudere un bilancio in equilibrio. Un buon amministratore è colui che crea le condizioni affinché le future generazioni possano contare su una Regione capace di investire senza compromettere il proprio futuro finanziario. Per queste ragioni ritengo importante che una parte delle risorse continui a essere destinata alla formazione universitaria e alla ricerca. L’università non è un costo, ma è un investimento. Ogni giovane che riusciamo a trattenere sul nostro territorio rappresenta un patrimonio di competenze, di innovazione e di sviluppo.
Lo stesso vale per la valorizzazione del nostro patrimonio archeologico e culturale. E lo abbiamo fatto oggi con le variazioni di bilancio. La cultura non deve essere considerato un settore marginale, ma uno dei principali motori economici della nostra regione. La Puglia possiede un patrimonio storico, artistico e paesaggistico straordinario, che può generare occupazione stabile, turismo di qualità e nuove imprese nei servizi culturali. Ma dobbiamo fare un passo ulteriore. Non possiamo limitarci a finanziare eventi, ma occorre costruire una vera politica culturale che renda fruibili i nostri beni durante tutto l’anno, che coinvolga i giovani, che sostenga le imprese creative e valorizzi i piccoli borghi, le aree interne e le comunità locali.
Lo stesso vale per il turismo. La sfida non è aumentare semplicemente il numero dei visitatori, ma distribuire i flussi durante l’anno, creare economia nei territori meno conosciuti, promuovere un turismo lento, sostenibile, religioso, naturalistico, enogastronomico e culturale. Ogni territorio della Puglia deve poter raccontare la propria identità.
Penso anche allo sport. Lo sport non è soltanto agonismo, è salute, è inclusione sociale, educazione, prevenzione del disagio giovanile.
Rigenerazione urbana. Investire negli impianti sportivi, nelle associazioni, nei progetti dedicati ai giovani significa anche investire nella loro qualità di vita e nella vita delle nostre comunità, così come penso che la sanità debba continuare ad essere una priorità assoluta. I cittadini non giudicano i bilanci, i numeri, i cittadini giudicano i servizi, giudicano il tempo necessario per una visita specialistica, giudicano la qualità delle cure, la presenza di un ospedale efficiente, di una medicina territoriale vicina alle persone e di servizi adeguati agli anziani e alle persone fragili.
Il bilancio deve servire esattamente a questo, migliorare concretamente la vita delle persone.
Infine, credo che questa legislatura debba caratterizzarsi per una visione dello sviluppo che tenga insieme la crescita economica, la sostenibilità ambientale e la giustizia sociale, tre obiettivi che non possono essere separati. La crescita economica senza equità produce solo nuove disuguaglianze, la sostenibilità ambientale senza sviluppo rischia di bloccare i territori, la giustizia sociale senza risorse economiche resta soltanto una vana promessa. La nostra sfida è trovare un punto di equilibrio tra tutte queste esigenze.
Caro Presidente, è questa la responsabilità della politica, è giusta la responsabilità della maggioranza che oggi sostiene il Governo regionale, non limitarsi ad amministrare l’esistente, ma costruire una Puglia più competitiva, più giusta e più coesa, capace di offrire le stesse opportunità a chi vive nelle grandi città e a chi abita nei piccoli Comuni, nelle aree interne, nel Gargano, nella BAT, nel Salento e nella Murgia, nel Subappennino Dauno.
Questa, a mio avviso, è la vera sfida che ci consegna il documento di economia e finanza regionale e che dovrà accompagnare tutte le future scelte di bilancio di questa Regione. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Vurchio.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Cera, che ne ha facoltà. Prego.
Speaker : CERA.
Presidente e colleghi consiglieri, ho letto con molta attenzione il documento di economia e finanza della Regione, 900 pagine che avrebbero dovuto raccontare come cambierà la Puglia. Invece sapete cosa raccontano? Come giustificare tutto ciò che non cambia. Per questo io lo ribattezzo “documento degli alibi”, perché ogni volta che c’è un problema la colpa è di qualcun altro: se manca il personale sanitario, è colpa dello Stato; se la sanità chiude con un disavanzo di 350 milioni di euro, è colpa dello Stato; se migliaia di pugliesi continuano a curarsi fuori dalla regione, è colpa dello Stato; se il Gargano ogni estate brucia, è colpa dello Stato. Mi chiedo: questa Regione governa oppure commenta quello che succede? Governare significa assumersi responsabilità, non cercare ogni giorno un responsabile diverso.
Voglio parlare del Gargano. Mentre noi siamo qui dentro a discutere documenti, poche ore fa, a Peschici, c’erano famiglie che guardavano il fuoco avvicinarsi, c’erano imprenditori che vedevano il lavoro di una vita andare in fumo, c’erano anche cittadini terrorizzati. Mentre il Gargano bruciava, i primi mezzi di soccorso, i primi mezzi aerei hanno impiegato un’ora per raggiungere quell’inferno. Qual è stata la risposta? La colpa è dello Stato. No, è troppo comodo. La lotta attiva agli incendi boschivi è una competenza della Regione: la Regione organizza il sistema, la Regione programma, la Regione pianifica, la Regione sceglie come prepararsi.
Sono andato a leggere proprio questo documento di economia e finanza, e sapete cosa mi aspettavo? Un piano straordinario per il Gargano e per gli incendi boschivi, investimenti, nuovi mezzi, obiettivi, tempi di intervento, una strategia chiara. Sapete cosa ho trovato? Parole. Tante parole: resilienza, governance, prevenzione, innovazione. Quando, però, cerchi risposte concrete a un problema che ogni estate si ripropone quelle risposte non ci sono. È questa la differenza tra la propaganda e il Governo: la propaganda descrive i problemi, il Governo li risolve.
E poi arriviamo alla sanità. Qui la distanza tra quello che raccontate e quello che vivono i pugliesi diventa enorme. Da una parte, la Giunta regionale celebra gli indicatori, dall’altra il vostro stesso documento di economia e finanza certifica 351 e non 49 milioni di euro di disavanzo. Da una parte, dite che il sistema funziona e dall’altra continuano a partire migliaia di pugliesi per farsi curare altrove, con una mobilità passiva che pesa circa 250 milioni di euro.
Sapete qual è il dato che più mi ha colpito di questo documento di economia e finanza? Che lo stesso documento riconosce che gran parte di questa mobilità non riguarda prestazioni di alta complessità. Questo significa una cosa sola, che troppi cittadini lasciano la Puglia per prestazioni che dovrebbero trovare qui in Puglia. Questa non è una statistica, è una sconfitta politica.
Poi ho guardato le previsioni economiche, e anche qui c’è qualcosa di incredibile. Nelle prime pagine sembra di leggere il racconto di una Regione modello, poi arrivano le vostre previsioni, quelle che fa la Giunta regionale, che ci dice che nel 2029 la Puglia continuerà ad avere meno occupazione della media nazionale, meno ricchezza, meno produttività, un PIL per abitante ancora molto distante dal resto dell’Italia. Allora, permettetemi una domanda: se dopo altri tre anni il risultato previsto è che il divario resterà così alto, che cosa avete programmato? Qual è il cambiamento? O avete programmato la rassegnazione?
Sapete qual è il vero problema di questo documento di economia e finanza? Che non manca di parole, manca di coraggio, perché racconta una Puglia ideale, ma fuori da quest’Aula rimane una Puglia reale, la Puglia delle liste d’attesa, la Puglia delle imprese agricole che vedono il fuoco divorare anni di sacrificio, la Puglia dei giovani che continuano a partire, la Puglia dei territori che aspettano infrastrutture, la Puglia dei sindaci che vengono lasciati soli davanti alle emergenze.
Concludo. Noi oggi non votiamo contro perché siamo opposizione, noi votiamo contro perché amiamo questa terra e perché crediamo che i pugliesi meritino una Regione che davanti ai problemi dica “ce ne occupiamo noi”, non una Regione che davanti a ogni emergenza risponda sempre allo stesso modo: “è colpa di qualcun altro”.
Il giorno in cui chi governa smette di cercare alibi, inizia finalmente a trovare le soluzioni, e la Puglia ha bisogno davvero di soluzioni, non di alibi. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Cera.
Ha chiesto la parola il Presidente Decaro. Prego, Presidente.
Speaker : DECARO, Presidente della Giunta regionale.
Consigliere Cera, non intervengo su tutto quello che ha detto, perché ho provato a spiegarlo più volte, ma evidentemente non vuol sentire o comunque vuole utilizzare quello che rimprovera a noi, cioè la propaganda, però devo specificarle, siccome sugli incendi parliamo della vita delle persone, che non esiste una Regione in Italia che abbia una flotta di Canadair.
I Canadair sono 18, la flotta è nazionale, è gestita dal Centro nazionale dei Vigili del fuoco, le Regioni si dotano di veicoli leggeri, di elicotteri, la Puglia ne ha due grazie a una convenzione che è stata fatta con il privato, l’unico che ha partecipato alla gara, ci occupiamo della Protezione civile locale e i Vigili del fuoco coordinano le attività anche sul Gargano, senza l’ok dei Vigili del fuoco non si può decidere se evacuare o tornare all’interno delle strutture. Questo dice l’organizzazione della Protezione civile.
Da questa parte politica non trova interventi che hanno cercato di scaricare sul Governo nazionale il problema della Protezione civile, perché, quando si sta davanti a un incendio, si cerca di collaborare tutti insieme.
Non ho nemmeno rivendicato il fatto di aver scritto una lettera al Dipartimento della Protezione civile per dire di allocare almeno uno dei Canadair nella nostra Regione, perché mi è stato spiegato dal Direttore del Dipartimento che in questo momento ci sono delle questioni di carattere tecnico e non si può fare, non ho fatto polemica, non mi sono permesso, ho fatto tutte le riunioni con la Protezione civile nazionale, quindi da questa parte politica nessuno ha utilizzato l’incendio per fare battaglia politica o per scaricare la responsabilità su qualcuno.
Mi è stato detto che ci sono Canadair a Ciampino, ci sono Canadair in Calabria, delle persone che stanno alla Protezione civile nazionale mi fido, mi dicono che i tempi sono limitati, l’organizzazione la fa lo Stato. Mi fido di queste cose, quindi sentirmi dire che abbiamo fatto polemica cercando di scaricare sul Governo nazionale questioni legate alla Protezione civile non ci sto. Le lascio dire tutto quello che vuole, lei lo dice, è la sua posizione. La posizione mia sulle liste d’attesa, sulla mobilità passiva è nota, l’ho rimarcata più volte. Lei ha la sua posizione e io la mia, però ‒ la prego ‒ su questioni che hanno a che fare con la vita delle persone cerchiamo di spiegare come funziona la macchina organizzativa della Protezione civile, che ringrazio per gli interventi che sono stati fatti, perché senza quei canadair non avremmo spento gli incendi a Gallipoli, non avremmo spento l’incendio nel Gargano. Magari faremo in Consiglio regionale un dibattito su come dobbiamo organizzare il servizio di prevenzione, su come dobbiamo organizzare il servizio dello spegnimento. C’erano volontari, c’era l’ARIF, c’erano i Vigili del fuoco, c’erano i Carabinieri, c’è stato uno spiegamento di forze. L’altra notte c’erano quasi 100 persone ‒ per la precisione 96 ‒ che presidiavano l’incendio nel Gargano per evitare che potesse rianimarsi con l’arrivo del vento.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Presidente Decaro.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Falcone. Ne ha facoltà.
Speaker : FALCONE.
Dopo aver sentito parlare di incendi, mi è sembrato doveroso intervenire. Credo che sul tema degli incendi serva innanzitutto rispetto: rispetto per chi domenica ha visto il fuoco arrivare a pochi metri dalle case, dalle strutture ricettive, dalle attività economiche; rispetto per i cittadini, per i turisti evacuati, per gli operatori, per i Vigili del fuoco, per il personale ARIF e della Protezione civile, per tutti i volontari che hanno lavorato senza sosta; rispetto anche per la rabbia che oggi c’è nel Gargano, perché quella rabbia è comprensibile. Il Gargano non scopre oggi gli incendi: li ha vissuti nel 2007, con una tragedia che costò anche vite umane, li ha vissuti nel 2023, nel 2024 e purtroppo anche quest’anno.
Voglio dire subito che nelle ultime ore è emerso un elemento che cambia la natura stessa di questa discussione: abbiamo appreso che la matrice di questi incendi potrebbe non essere accidentale, ma dolosa. Addirittura non si può escludere una regia di stampo mafioso. Se questo dovesse essere confermato, allora non staremmo più parlando soltanto di un’emergenza ambientale, ma di un attacco diretto al nostro territorio, alla sua economia, alla sicurezza nelle nostre comunità.
Di fronte a un attacco di questa natura la Puglia non può permettersi divisioni. Non può esserci, su questo, maggioranza e opposizione, non possono esserci colori politici. Chi appicca il fuoco per un interesse criminale non fa distinzioni tra chi governa e chi sta all’opposizione, colpisce tutti noi, colpisce l’intera comunità pugliese, e allo stesso modo, tutti noi insieme dobbiamo rispondere con la stessa fermezza, senza se e senza ma.
È con questo spirito che affronto oggi il resto di questo intervento, non come una parte politica che difende il proprio operato, ma come rappresentante di un territorio che chiede unità, un territorio che rappresento e per il quale sento il dovere di chiedere che si faccia sempre di più.
Ho ascoltato l’intervento del consigliere Cera: quando dice che attendere quasi un’ora l’arrivo del Canadair è troppo, io sono d’accordo. Un’ora è troppo, lo pensavo prima dell’incendio di Peschici, e lo penso ancora oggi. Ma fermarsi alla denuncia non basta. Non abbiamo il dovere di capire perché questo accade, e soprattutto, cosa possiamo fare perché non accada più.
Vorrei ricordare un fatto: così come ha anticipato già il Presidente, il 9 luglio, quindi, ben 17 giorni prima dell’incendio di Peschici, il Presidente Antonio Decaro ha formalmente chiesto al Dipartimento nazionale della Protezione civile, la revisione del Piano nazionale di rischieramento della flotta antincendio dello Stato, chiedendo il posizionamento stabile di un velivolo anche presso l’aeroporto Gino Lisa di Foggia.
Questo significa che la Regione aveva già individuato quella criticità. L’incendio di Peschici, purtroppo, non ha fatto altro che confermare quanto quella richiesta fosse fondata e urgente.
I Canadair sono mezzi della flotta dello Stato, e la loro dislocazione è di competenza nazionale, così come ha già detto il Presidente. Proprio per questo continueremo a sostenere con forza la richiesta che il Gino Lisa diventi una base stabile della flotta antincendio nazionale. Ma sarebbe un errore pensare che tutto si risolva con un Canadair in più, perché gli incendi si combattono molto prima che decolli un aereo: si combattono con la prevenzione, con la manutenzione dei boschi, con il presidio del territorio, con la sorveglianza tecnologica, con il rafforzamento delle strutture operative, con un piano antincendio sempre più moderno e costruito sulle reali esigenze dei territori.
In queste settimane ho lavorato ad una proposta organica proprio su questi temi, un lavoro nato dall’ascolto dei Sindaci, degli operatori del territorio e di chi ogni estate vive questa emergenza.
Molte delle misure che avevo individuato sono già in fase di attuazione da parte della Giunta regionale. Su questo tema certamente l’assessore Ciliento potrà confermare quanto già si sta facendo: penso alla ricostituzione della flotta aerea regionale, all’attivazione della sala operativa H 24, al rafforzamento del dispositivo regionale, alla richiesta già avanzata al Governo per il posizionamento dei Canadair al Gino Lisa e alla predisposizione del nuovo Piano regionale AIB. Questo dimostra che la Regione non è rimasta immobile, ma voglio dirlo con altrettanta chiarezza: non basta ancora.
Gli incendi, che in questi stessi giorni hanno colpito anche il Salento, ci ricordano che non siamo di fronte a un’emergenza che riguarda soltanto il Gargano, siamo di fronte ad una sfida che coinvolge l’intera Puglia.
Per questo, credo sia arrivato il momento di fare un salto di qualità, dobbiamo rafforzare la prevenzione in tutta la Regione, dobbiamo investire ancora di più nella manutenzione del patrimonio boschivo, nelle tecnologie di monitoraggio, nei droni, nei sistemi di allerta precoce, nei presìdi permanenti e nella presenza capillare dello Stato e della Regione sui territori più esposti, perché ogni incendio spento prima che diventi incontrollabile è una vittoria per tutti i pugliesi.
Io non chiedo ai cittadini del Gargano di fidarsi delle parole, chiedo di giudicarci dai risultati.
Per quanto mi riguarda, continuerò a battermi affinché il Gino Lisa ospiti stabilmente un velivolo della flotta antincendio dello Stato, affinché venga completato il presidio di Mandrione, affinché il nuovo Piano AIB rafforzi realmente la prevenzione e la capacità di intervento e affinché il Gargano diventi un modello di sicurezza ambientale per tutta la Puglia, perché il mio compito oggi non è spiegare perché il Gargano ha bruciato, il mio compito è fare tutto ciò che è nelle mie possibilità per non ritrovarci il prossimo anno ancora una volta a piangere gli stessi boschi, a evacuare le stesse spiagge e a porci le stesse domande.
Su questo non devono esserci maggioranza e opposizione, ci deve essere un solo obiettivo: proteggere il patrimonio naturale della Puglia, difendere le nostre comunità e consegnare alle future generazioni un territorio più sicuro di quello che abbiamo ereditato. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Falcone. Ha chiesto di intervenire la consigliera La Ghezza, che ne ha facoltà. Prego, consigliera.
Speaker : LA GHEZZA.
Grazie, Presidente.
Il documento di economia e finanza regionale, come è stato detto, apre la programmazione economica e finanziaria della Puglia per il prossimo triennio e traduce gli indirizzi politici della nuova legislatura in obiettivi, che dovranno orientare l’attività della Giunta, dei Dipartimenti e dell’intera Amministrazione regionale.
Offre quindi una visione della Puglia di lungo periodo, contrariamente a quanto riferito dalla minoranza, che continua a lamentarsi dei numeri della mobilità passiva, ma non si unisce alla nostra battaglia contro l’autonomia differenziata e contro le intese preliminari per il trasferimento delle funzioni sulla tutela della salute, quindi questa è sicuramente una contraddizione da parte della minoranza.
Questo documento è la traduzione della visione politica che abbiamo condiviso con il Presidente Antonio Decaro. Il Gruppo del Movimento 5 Stelle, quindi, guarda con favore a questo documento, che assume come riferimenti, come punti importanti la cura delle persone, la transizione ecologica e digitale, la tutela del territorio, la costruzione delle comunità e la capacità della Regione di creare reti tra istituzioni, imprese e cittadini.
In particolare, per esempio, il documento parla chiaramente della necessità di una Puglia più accessibile e interconnessa e si concentra sui trasporti e sul superamento del divario tra i centri urbani e le aree interne. Il documento pone anche un accenno particolare al welfare come tema trasversale, parla di centralità della disabilità, del contrasto alla povertà educativa, della necessità di politiche integrate sia per le cronicità che per l’invecchiamento e anche di protezione delle vittime di violenza. Viene sottolineata l’importanza di investire sui giovani per evitarne l’allontanamento e favorire il radicamento sul territorio. Sono menzionati il sostegno alla natalità, il contrasto alla povertà educativa e il diritto alla casa. Tutti obiettivi specifici che condividiamo.
Si riconosce l’agricoltura come pilastro economico e identitario della nostra regione. Viene menzionata l’emergenza idrica, con l’obiettivo di intervenire sul problema e sulla manutenzione delle reti, per una distribuzione efficiente e anche per evitare gli sprechi. Si interviene sul turismo, con l’obiettivo di valorizzare le peculiarità della nostra regione attraverso la destagionalizzazione del turismo e la valorizzazione del patrimonio culturale.
Ora è importante che questi obiettivi vengano trasformati in politiche riconoscibili, con tempi certi e risultati verificabili. Questo documento sicuramente deve diventare uno strumento vivo, accompagnato da indicatori chiari, dalla possibilità di controllare lo stato di attuazione degli interventi e da un confronto costante con i territori, così la nostra programmazione acquisirà sempre più credibilità dinanzi ai cittadini, agli amministratori e alle imprese, che potranno verificare il raggiungimento degli obiettivi.
Il Movimento 5 Stelle, quindi, esprime un voto favorevole su questo provvedimento in esame e il nostro sostegno sarà accompagnato da un’attività attenta di proposta, ma anche di verifica e di controllo, perché gli obiettivi contenuti in questo documento possono diventare risultati concreti e percepibili. Sappiamo bene che la Puglia ha bisogno di una programmazione capace di tenere insieme sviluppo economico, giustizia sociale, tutela dell’ambiente e qualità della vita, e tutti insieme lavoreremo perché questo avvenga.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Falcone. Ha chiesto di intervenire il consigliere Fischetti. Ne ha facoltà.
Speaker : FISCHETTI.
Grazie, Presidente.
Il documento di economia e finanza regionale che ci apprestiamo ad approvare è il primo atto della programmazione che interessa questa nuova Amministrazione regionale, quindi è un atto di particolare rilievo, di particolare importanza, non può essere derubricato, come qualcuno ha inteso fare, esclusivamente a un mero atto tecnico che riporta numeri che non dovrebbero poi corrispondere ad atti concreti. Quegli atti che invece questa Amministrazione vorrà porre in essere, e dobbiamo dire che lo sta già facendo, anche alla luce dei primissimi interventi che sono stati posti dal Governatore in primis, ma da tutta la Giunta.
Nel momento in cui si fa riferimento a contestazioni da parte della maggioranza rispetto all’operato del Governo, si è detto che qualsiasi problematica attinente alla Regione Puglia viene addebitata alla gestione governativa. Ebbene, mi pare che si verifichi esattamente il contrario, ovvero, non si ha la responsabilità di riconoscere quali sono le competenze proprie della Regione Puglia e quali sono le competenze proprie del Governo, dello Stato, e non si ha la consapevolezza delle inevitabili interconnessioni che ci sono tra questi due enti.
Guardate, se c’è una spesa della Regione Puglia è perché ci sono delle entrate. Lo dico facendo riferimento a quanto riferito dal responsabile della Sezione statistica in Commissione bilancio. Il responsabile della Sezione statistica ha evidenziato chiaramente come vi sia una forte sperequazione tra le risorse che vengono destinate alle Regioni meridionali e le risorse che invece vengono destinate alle Regioni del nord. Credo che questa non sia una responsabilità della Puglia, che non sia una responsabilità dell’amministrazione regionale, tantomeno del Presidente della Regione.
Io invito i colleghi dell’opposizione a fare una riflessione su queste argomentazioni, che non sono le mie, ripeto, sono delle argomentazioni tecniche, che vengono portate in Commissione bilancio e che derivano da un’analisi, da uno studio dei numeri e non esclusivamente da propaganda politica.
Il fondo perequativo, i fondi perequativi vengono definiti con tecniche contabili che non sono di competenza della Regione Puglia, e noi, con i trasferimenti esigui che ci vengono concessi, a noi come ‒ lo ripeto ‒ a tutte le Regioni del Sud, siamo costretti a organizzare le nostre politiche, le politiche del welfare, le politiche ambientali, le politiche economiche, tutta la programmazione che interessa la Regione Puglia.
Colgo l’occasione per fare una digressione, che poi non è tale, poiché quando parliamo di programmazione economico-finanziaria parliamo di distribuzione delle risorse e, nel momento in cui in questi giorni si discute di autonomia differenziata sanitaria, credo che questa sia anche l’occasione giusta, il luogo più adeguato a contestare fermamente ciò che sta accadendo. Noi come Regione, ma noi come Meridione nella sua totalità abbiamo più necessità di risorse, quindi non possiamo accettare la sottoscrizione di preintese che obbligano, sostanzialmente, il Governo a prediligere il rapporto con alcune Regioni. Lo ha spiegato benissimo il Presidente nella sua comunicazione a mezzo stampa: nel momento in cui questo tipo di politica dovesse passare e, quindi, essere praticata avremmo serie difficoltà, perché i medici più bravi avranno interesse a collocarsi presso quelle regioni che hanno la possibilità di pagare di più, il che significa che i nostri pazienti avranno, anch’essi, l’interesse alla mobilità passiva e, quindi, a trasferirsi per le cure presso quelle Regioni, ma dovremmo pagare noi, alimentando ancor di più questo divario tra il nord e il sud e il possibile disavanzo finanziario. Una serie di implicazioni che, probabilmente, chi sta provando a sottoscrivere le preintese non considera, cercando di giustificare questo atteggiamento con l’individuazione, esclusivamente teorica, di livelli essenziali di assistenza. Dico teorica perché, finché non verranno individuati i capitoli di spesa adeguati a poter finanziare in maniera corretta e caratterizzante l’uguaglianza, quel principio di uguaglianza che abbiamo sempre sostenuto, naturalmente non potremo mai avere livelli di prestazione sanitaria che siano identici o, comunque, partano dallo stesso livello per tutte le regioni italiane.
Il nostro documento di economia e finanza regionale, come già è stato ampiamente dibattuto, non entrerò nel merito degli argomenti singoli, fa riferimento anche alla questione dei trasporti. Anche qui devo necessariamente sottolineare quello che è accaduto non tantissimo tempo fa rispetto alla città da cui provengo, alla Provincia da cui provengo, ovvero Taranto: la polemica riguardante il Frecciarossa. Ancora una volta si cerca di invocare politiche di mercato tralasciando il fatto che il diritto alla mobilità è un diritto costituzionalmente garantito, un diritto che dovrebbe appartenere a tutti, al di là delle logiche di mercato. Questa Amministrazione regionale ha messo a disposizione 1,5 milioni di euro per garantire la mobilità ai cittadini di Taranto e ai cittadini di tutta la Provincia di Taranto. Si parla in questo documento di centralità delle politiche del welfare, delle politiche giovanili, di contrasto alla povertà educativa, di accesso alle soluzioni abitative, soprattutto per i più giovani.
Sicuramente invito tutti a riflettere sul voto e a non strumentalizzare necessariamente il proprio posizionamento politico. Probabilmente nel documento non è tutto perfetto, non lo sarà mai, ma andare ogni volta a screditare completamente e totalmente ciò che viene realizzato dagli uffici certamente, ma con l’indirizzo politico della maggioranza non credo sia un atteggiamento responsabile che i cittadini pugliesi condividono.
Un’ultima riflessione voglio farla anche sull’interconnessione tra la Giunta e il Consiglio regionale. In un precedente intervento si è fatto riferimento a una distinzione a compartimenti stagni, che non condivido e che non corrisponde non solo alla realtà, ma neanche alla natura normativa dei due organismi. È evidente che c’è un’interconnessione, c’è un’interconnessione anche di natura economico-finanziaria, c’è un atto di indirizzo politico che viene praticato dalla Giunta. Il documento di economia e finanza regionale è sicuramente la prova più plastica di ciò che io sto dicendo.
Il voto del Gruppo consiliare Prossima sarà sicuramente favorevole rispetto a un documento che avvia una stagione che, dal nostro punto, di vista, sicuramente migliorerà questa regione.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Fischetti.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Vurchio, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : VURCHIO.
Presidente, sono già intervenuto, chiedo scusa.
Speaker : PRESIDENTE.
Allora non può intervenire.
Non ci sono altri interventi, per cui è chiusa.
Consigliere Romito, prego.
Speaker : ROMITO.
Presidente, il collega Fischetti è sempre ispiratore di riflessioni altre. Nel suo intervento ha citato il convitato di pietra di questo Consiglio regionale, cioè, questa benedetta autonomia: le pre-intese, la solita retorica per la quale c’è il Governo dei cattivi, che vuole dividere la Repubblica e dare più forza alle Regioni del nord e affamare quelle del sud… Insomma, la solita retorica che conosciamo già perfettamente.
Rispetto a questa retorica, secondo me è il caso, però, di rinfrescarci la memoria. A Bari, collega, si dice “accidit li vecchi percè sapn le fatt”, “uccidete i vecchi perché sanno i fatti”. Io non sono vecchio, non troppo vecchio, ormai ho qualche anno anche io, soprattutto di esperienze istituzionali, ma non sono troppo grande. Però i fatti li so lo stesso. Per sapere i fatti, grazie a Dio, basta studiare.
Colleghi, noi ci dovremmo chiedere: ma questa brillante idea di rendere più autonoma la Repubblica, in senso federale, lei ricorderà bene che nei lavori preparatori alla Costituzione, i più straordinari giuristi di questo Paese discussero a lungo se dotare il nostro Paese di un sistema di tipo regionale, di tipo addirittura federale, o se propendere per uno Stato unitario e stato-centrico. Alla fine, come al solito, si trovò una soluzione all’italiana: ci inventammo il regionalismo.
Però il regionalismo non è sempre stato così, collega, perché questa forma accentuata di autonomia, lo leggerò secondo gli scritti della Costituzione, non secondo l’opinione di Fabio Romito, non è caduta dal pero, o non è stata una eventualità imponderata.
Collega, chi ha deciso che questo Paese dovesse dare più autonomia alle Regioni, anche alle Regioni del nord di cui parlate sempre voi, sapete che è stato, colleghi? Sono stati i vostri nonni, bisnonni, gli zii, i trisavoli, cioè sono stati i vostri parenti più o meno diretti, che nel 2001 si inventarono una riforma, quella del Titolo V della Costituzione, approvata dal 64 per cento degli italiani il 7 ottobre 2001 e che ha cambiato l’architettura istituzionale e costituzionale del Paese.
In quel Governo, quel Governo che ha partorito la riforma del Titolo V della Costituzione, quella che nella nostra Carta si occupa dei livelli di autonomia, erano presenti, nell’ordine: Giuliano Amato (non credo fosse un esponente di centrodestra), Franco Bassanini (non credo fosse propriamente un esponente conservatore), Livia Turco (anche lei, a mia memoria, credo appartenesse a una cultura politica molto più vicina alla sua che alla mia) e, per ultimo, Piero Fassino. Ce lo ricordiamo tutti, lui e le sue previsioni, non occorre citarlo. Quindi, la riforma del Titolo V della Costituzione, antesignana delle preintese di cui oggi voi parlate, è farina del vostro sacco: Governo 2001, referendum 7 ottobre 2001, legge costituzionale n. 3 del 2001. Io lo insegno al primo anno di giurisprudenza quando tengo i seminari rispetto alle materie del federalismo fiscale, di cui mi occupo da qualche tempo.
Vediamo cosa diceva la Costituzione, la più bella, quella che non va mai cambiata, prima del 2001 e vediamo cosa ha detto dopo il 2001, quando voi ci avete messo mani. Articolo 114: “La Repubblica si riparte in Regioni, Province e Comuni”. Lei comprenderà come al centro di tutto ci fosse lo Stato, la Repubblica, che veniva accomunata alle altre ripartizioni, solo dopo venivano le autonomie locali. Articolo 114 dopo la riforma costituzionale: “La Repubblica ‒ lo Stato è già una cosa diversa dalla Repubblica, vengono scissi questi due concetti ‒ è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato”. Siete voi che avete inteso dare più autonomia ai Comuni, più autonomia alle Città metropolitane, più autonomia anche alle Regioni. Collega, se questo nell’articolo 114 è chiaro, è ancora più chiaro nell’articolo 117, che è quella parte della Costituzione che contiene, per esempio, il principio di sussidiarietà, uno dei più belli della nostra Carta, che prima della riforma del 2001 conferiva alle Regioni molte meno competenze rispetto a quelle che ha conferito loro dopo la riforma. Tant’è vero che, se nel testo previgente l’articolo 117 rubricava che “la Regione emana per le seguenti materie norme legislative nei limiti e nei princìpi fondamentali stabiliti dalla legge dello Stato”, citandoli, nella riforma successiva questo paradigma viene capovolto e, quindi, alle Regioni vengono attribuite una infinità di competenza in più. Le dico un’altra cosa, collega: questa riforma è stata tecnicamente sbagliata, perché oggi la Corte costituzionale per la gran parte, collega, sa di che cosa si occupa? Dei conflitti di attribuzione, ovvero tutte quelle circostanze in cui la Regione dice “questa competenza è mia e lo Stato dice “no, hai sbagliato, Regione Puglia, quella competenza non puoi esercitarla”. Questa riforma, in senso costituzionale, chi l’ha partorita? L’ha fatto la sua parte politica, collega. È troppo facile, nelle vostre digressioni retoriche, accusare gli altri di qualcosa che voi avete ideato, iniziato e approvato. Questi sono i fatti, queste sono le carte.
Dopodiché, siccome vi piace la retorica, continuerete a dirlo, e anche rispetto a questo io sorrido. State attenti perché con le pre-intese, con l’autonomia del Governo dei cattivi sarà diversa la sanità in Puglia rispetto alla Lombardia, le liste d’attesa in Veneto rispetto alla Puglia saranno diverse, il diritto alla salute sarà più garantito a nord rispetto al sud. Ma voi dove vivete oggi? Dove vivete voi, in Friuli o vivete in Puglia? Oggi, con le vostre leggi e con i vostri livelli di autonomia, la sanità è già ‒ le do questa notizia ‒ grandemente differente rispetto a dove uno nasce.
Quello che noi dovremmo fare è avere più responsabilità, perché dall’autonomia rinviene responsabilità. Se la Corte dei conti ‒ non Fabio Romito; io ho solo una qualità, ogni tanto leggo i giornali, cerco di leggere più giornali, non soltanto quelli italiani, mi informo ‒ in sede di pre-parifica, questo ho letto sui giornali, ha puntato la vostra gestione sanitaria rispetto alle stabilizzazioni, rispetto alle assunzioni di personale, rispetto alla vostra modalità di gestione, collega, lei con chi se la deve prendere? Con la Regione Veneto, che riesce a fare i compiti a casa, o con chi, invece, nel corso degli anni ha deciso di prendere una strada totalmente diversa?
Vi ricordate la battuta del mestiere più pericoloso in Puglia? L’assessore alla sanità in Puglia è uno dei mestieri più pericolosi: ne abbiamo cambiati undici in quindici anni. In Veneto, per esempio, ne hanno cambiati tre in quindici anni. Questo non vuol dire che sono più bravi per forza: vuol dire che hanno saputo programmare meglio, hanno saputo gestire meglio quelle risorse.
Smettiamola con questo piagnisteo degli anni Novanta, per il quale ci sono i cattivi che vogliono affamare le regioni del sud e le povere orfanelle regioni del sud che hanno, invece, bisogno di più soldi perché dobbiamo fare più cose. È sbagliato. Iniziamo a pensare a quello che in altre regioni d’Italia, non per forza del nord, hanno già fatto, per esempio sull’approvvigionamento del materiale protesico. Ci devono spiegare i signori perché in Puglia, senza autonomia, una protesi costa mediamente due volte e mezzo quello che costa nella media nazionale. Che diavolo c’entra l’autonomia con tutto questo?
Quando il Presidente della Regione, senza polemica, senza propaganda e senza retorica, ci chiederà di contribuire insieme a battaglie che abbiano un senso per la perequazione territoriale, per la perequazione rispetto alla sanità intesa sotto il profilo del Sistema sanitario nazionale, del Fondo sanitario nazionale.
Noi ci saremo, perché per quanto ci riguarda, e per quanto mi riguarda, il mio datore di lavoro è uno, ed è il cittadino pugliese, anche quello che ha votato per lei. Lui è il mio datore di lavoro, e io al cittadino pugliese rispondo, né ai partiti, né al centrodestra, né alla sinistra, né ai 5 Stelle. Io sono un servitore dei cittadini pugliesi, quello che dovremmo essere tutti, lasciando da parte, però, l’inutile retorica, la dialettica politica, perché quando si parla, in questo caso di un documento che programma l’avvenire della nostra Regione, dovreste raccontarci perché negli ultimi vent’anni ci siamo spopolati, come se fossimo una piccola cittadina del Texas.
Voi dovreste spiegarci perché senza autonomia, senza differenziazioni, senza Regioni buone e Regioni cattive, già oggi i giovani dalla Puglia se ne scappano, con una percentuale che è tre volte superiore alla media nazionale.
Allora, anziché raccontare come al solito la filastrocca che vi hanno insegnato e che voi recitate, in modo anche assai garbato e competente, lo fate da vent’anni, per forza di cose, non foss’altro che per abitudine, dovreste riuscire a farlo. Ma proviamo a raccontare alla gente, proviamo a dire alla gente quali sono i veri problemi di questa Regione. Solo così potremo insieme aiutarci e aiutare la nostra Regione a risolverli. Ma se continueremo, Presidente, davvero, siccome si aprirà una stagione, io so, molto focosa, non per le temperature, non per gli incendi sul Gargano, ma perché ci approssimiamo alla campagna elettorale per le elezioni politiche, il mio auspicio è che almeno l’Aula del Consiglio regionale della Puglia possa fare ciò per cui i pugliesi ci hanno votato: le leggi.
Le polemiche, le battute, l’autonomia differenziata, i cattivi contro i buoni, questa roba la lasciamo al bar dello sport, quando il lunedì si commentano le partite di calcio. Noi qui dobbiamo occuparci di fatti reali.
E allora, se costituzionalmente i padrini di questa riforma siete stati voi, almeno abbiate il buongusto di non tirare in ballo quello che altri Governi, compresi i Governi di centrosinistra, hanno fatto nel corso degli ultimi venti anni, per arrivare a forme diverse di autonomia, che sempre la Costituzione, la più bella del mondo, già garantisce.
E allora, Presidente, e mi taccio, come ho già detto una volta, ma repetita iuvant, nessuno dai banchi di questa parte dell’emiciclo, del centrodestra, avrà mai in animo di votare anche soltanto un singolo provvedimento che non possa andare nell’unica direzione di dare più opportunità al sud, in questo caso alla Puglia. Però, prima di parlare degli altri, a me hanno insegnato a fare i compiti a casa. È la prima cosa. Dopo possiamo parlare degli altri, ma la prima cosa è fare i compiti a casa, farci trovare pronti.
È questa la sfida che io voglio cogliere, ed è questo, delle parole che voi avete fin qui proferito, in senso anche provocatorio, che io voglio trattenere. L’auspicio è che tutta l’Aula del Consiglio regionale, in disparte le polemiche inutili, che non vanno di pari passo con la storia, possa occuparsi dei pugliesi. Lo ripeto, il Presidente, quando avrà bisogno o avrà voglia di coinvolgere il centrodestra in battaglie che riterrà giuste e che noi riterremo di condividere, ci avrà al suo fianco, come è sempre stato negli ultimi quindici anni. Nessuno di noi penserà mai di votare un singolo provvedimento che possa dare un’opportunità indebita in più a una Regione del nord rispetto alla Regione Puglia. Quello che non mi si può dire, però, è che vale il principio “mal comune mezzo gaudio”, perché rispetto a questo, cari colleghi, noi l’opportunità per investire di più nella medicina di emergenza-urgenza e nei medici di pronto soccorso l’abbiamo già avuta attingendo alle risorse proprie del Consiglio regionale, come hanno già fatto, ad oggi, decine di altre Regioni italiane. Personalmente in tal senso ho presentato, per molti bilanci, emendamenti che andavano in questa direzione, sempre respinti, salvo poi avere un’apertura nell’ultimo bilancio regionale dalla macchina burocratica della Regione, che ha avuto l’opportunità di condividere una ratio che sta a cuore di tutti quanti, un’idea, un destino, un obiettivo che tutti quanti abbiamo in animo di raggiungere.
Concludo: quando ci sarà da difendere le ragioni della nostra Puglia e del nostro territorio non ci saranno differenze, non ci saranno ordini di partito, non ci saranno ordini di scuderia che tengano, però il compito che tutti noi dobbiamo darci è di provare ad affrontare queste discussioni con più serietà e meno retorica.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Romito.
Ha chiesto di intervenire il consigliere De Santis, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : DE SANTIS.
Grazie, Presidente. Trovo davvero imbarazzante, dopo quattordici minuti e trenta secondi di propaganda, l’invito finale di non buttarla in politica e di non fare propaganda. Lo dico perché l’articolo 118 modificato nel 2001 con la riforma del Titolo V, che è stata poi approvata dagli italiani attraverso un referendum confermativo, a differenza di quello che si sta attuando in Parlamento in queste ore e in questi giorni, che si sta facendo passare l’autonomia differenziata, bocciata dalla Corte costituzionale, attraverso delle deleghe in bianco che si stanno dando al Ministro per gli affari regionali per poter decidere su quattro materie importanti di delegare...
Grazie, consigliere Romito. Mi sta ascoltando? Capisco che vuole rimanere della sua posizione politica, perché ha difeso in maniera egregia il nord del Paese e le posizioni della Lega Nord, di Umberto Bossi, di Matteo Salvini. La ringrazio per ascoltarmi, perché è davvero imbarazzante che lei, dopo quattordici minuti di propaganda, mentre io sto parlando, sto rispondendo alle falsità che lei ha detto, va via da quest’Aula. Chi parla, a differenza del consigliere regionale Fabio Romito, quando c’è stato bisogno di dire al proprio Segretario nazionale che stava facendo una cavolata lo ha fatto, mentre i consiglieri di centrodestra di questa Regione contro l’autonomia differenziata e contro le pre-intese stanno in silenzio. Anzi poco fa abbiamo ascoltato il consigliere Romito difendere l’autonomia differenziata in maniera assurda. Uomini dalla grande statura, anche di questa Regione, penso ad Aldo Moro, penso a Peppino Di Vittorio, penso a uomini e donne che hanno costruito la Repubblica italiana proprio sul principio dell’articolo 118, della solidarietà, della sussidiarietà tra gli enti, viene cancellata quella storia da queste pre-intese che sono state bocciate dal massimo organo del nostro Paese di tutela e difesa della Costituzione, che è la Corte costituzionale.
Queste quattro pre-intese fanno esattamente il contrario di quello che ha appena asserito il consigliere Romito in quest’Aula: tolgono le risorse al mezzogiorno d’Italia e le distribuiscono alle quattro Regioni più ricche del Paese. Sulla sanità sarà un disastro, perché sulla sanità si creerà una concorrenza sleale incredibile. Se già oggi abbiamo difficoltà ad assumere medici nei pronti soccorsi, nel 118, perché non partecipano ai concorsi, sarà ancora più difficile trattenere qui i migliori scienziati, i migliori medici, i migliori operatori sanitari, i migliori professori universitari, perché queste pre-intese danno la possibilità a queste quattro Regioni del nord di fare addirittura contratti pubblici diversi, rompendo l’unità nazionale. Lo dico agli amici che dicono di essere a difesa dell’Italia, dell’unità nazionale: è una sciagura per il mezzogiorno. È una sciagura perché queste pre-intese rischiano di affossare la grande crescita che, invece, è stata certificata dall’ISTAT, dalla Banca d’Italia, e che in questo documento del DEFR viene rimarcato: la Puglia è stata la regione meridionale che è cresciuta di più negli ultimi dieci anni, passando da un PIL di 61 miliardi, a 94 miliardi al 31 dicembre 2025. Non lo dice De Santis, o il Presidente Decaro, lo dicono Banca d’Italia e Istat.
Siamo cresciuti negli ultimi dieci anni, nell’occupazione, facendo più 114.000 occupati, in questa Regione. Naturalmente, la congiuntura nazionale e internazionale, i costi dell’energia, le difficoltà delle famiglie e delle imprese a fare gasolio, benzina, l’aumento del prezzo delle materie prime, dei prodotti nei supermercati stanno mettendo in crisi il Paese.
Nei prossimi anni questa congiuntura, questa crescita incredibile che noi abbiamo avuto, rischia di frenarsi perché il Paese ha frenato, in questi ultimi due anni, e nei prossimi tre, come previsto dai documenti del Ministero dell’economia e delle finanze.
Tant’è che sulle accise, si fa un intervento che dura per due settimane (quindici giorni) e lo si fa proprio per la mancanza di risorse economiche. Senza fare polemica, ho voluto ristabilire un po’ di verità, soprattutto perché questa storia delle pre-intese non pesa sul futuro personale dei singoli consiglieri regionali che sono seduti, ma peserà sui nostri figli, sui nostri nipoti. Non solo abbiamo oggi, ancora, dopo cinquant’anni di lotte meridionali, penso ad Antonio Fitto, meridionalista affianco ad Aldo Moro, e a quanto ha combattuto per la salvaguardia del Mezzogiorno; penso a Beppe Trisorio Liuzzi, primo Presidente della Regione Puglia, che ha combattuto a favore del meridionalismo e della perequazione delle risorse.
Ancora oggi viviamo con una spesa storica, come si evince dal documento di programmazione che stiamo per approvare, tale che oggi, nelle Regioni meridionali, in Puglia, nei Comuni meridionali, la spesa dello Stato che viene devoluta ai Comuni è inferiore almeno di un terzo, a volte di due terzi su alcune materie rispetto alle risorse che vengono stanziate in altre zone del Paese. A questo aggiungiamo l’autonomia differenziata, e rischiamo davvero di far frenare la crescita del Mezzogiorno, di conseguenza, la crescita dell’Italia. Io eviterei di fare propaganda, ma vorrei che una discussione seria su questo, visto che la consigliera La Ghezza e i Capigruppo di maggioranza hanno presentato una mozione, la si faccia nel più breve tempo possibile e si possa discutere nel merito di queste cose. Fate come ho fatto io qualche anno fa, quando ho contestato il mio Segretario nazionale del Partito Democratico: abbiate il coraggio di non difendere la maglietta di partito, ma di difendere la nostra terra, il sud e il Mezzogiorno d’Italia.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere De Santis.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Scatigna... Lei è già intervenuto, consigliere Romito. Prego, per fatto personale.
Speaker : ROMITO.
Il collega De Santis ha dichiarato in Aula che io ho riferito falsità. Le falsità me le deve spiegare, collega De Santis, me le deve dettagliare, perché la falsità è una cosa molto pesante da riferire a un collega. Comunque, io non credo di aver detto falsità. Posso aver detto qualcosa di scomodo, Presidente, ma non ho detto falsità. Certamente non ho difeso Regioni ricche del nord, Presidente, perché non ci interessa, non ne hanno bisogno e non lo faremo mai.
Presidente, ciò che probabilmente il collega De Santis vorrebbe sottacere e che con grande verve ha provato a celare nel suo intervento è che noi non dovremmo, collega, per nostro garbo e per nostro senso di responsabilità, preoccuparci soltanto di ciò che peserà sui nostri figli, ma lei dovrebbe preoccuparsi di quello che già oggi pesa sui nostri figli, per esempio gli scandali nella sanità, le decine e decine di indagini che hanno visto coinvolti manager che voi avete scelto, per esempio sono le raccomandazioni nei concorsi pubblici.
Speaker : PRESIDENTE.
Collega, ha chiesto di intervenire per fatto personale.
Speaker : ROMITO.
Presidente, per esempio le retribuzioni affidate a ruoli inventati, come quello di vicecapo di gabinetto, che questa Regione ha pagato per anni. Non mi risulta che in Regione Lombardia o in Regione Veneto il vicecapo di gabinetto percepisca uno stipendio pubblico.
Presidente, se da questo lato abbiamo avuto garbo, senso delle Istituzioni e soprattutto correttezza istituzionale, dall’altro lato ci deve essere esattamente lo stesso trattamento. Oppure, Presidente, i guantoni possiamo toglierceli tutti quanti. Siamo abituati, in anni e anni di lotte, a toglierci i guantoni. Siamo abituati, Presidente. Non ci spaventa nulla.
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere Romito, lei doveva intervenire per fatto personale. Grazie.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Scatigna.
Speaker : SCATIGNA.
Grazie, Presidente. Intanto chiederei di conoscere quel grande scienziato che ha progettato le sedute di questo Consiglio regionale. Io sto cercando anche di dimagrire, ma in ogni caso sto sempre scomodo quando provo a intervenire. Cercherò nel mio intervento di riportare la discussione alla nostra regione.
Ho ascoltato con grande attenzione l’intervento di tutti i colleghi, sia di quelli che hanno detto che non sapevano se volevano intervenire, come la collega Falcone, che poi ha letto per un quarto d’ora non so quanti fogli, sia l’intervento della consigliera Maria La Ghezza. Collega, quando mi candidai capoclasse la prima volta alle scuole elementari lessi più o meno un intervento come quello che ho ascoltato da quei banchi, e quell’intervento diceva, presidente Decaro: ci vogliono più spazi di aggregazione per i giovani, si devono piantare più alberi, più verde. Poi mi candidai alle scuole medie, e lessi lo stesso intervento. Poi da Sindaco istituì il Consiglio comunale dei ragazzi e i ragazzi dicevano sistematicamente: ci vogliono più spazi di aggregazione, ci vuole più verde. Queste cose, dette e ridette, magari migliorate e ammodernate con l’intelligenza artificiale, possono anche andare bene, però dobbiamo cominciare a parlare della realtà pugliese.
Ho anche apprezzato l’intervento del collega Vurchio, il quale ha fatto una serie di passaggi, dimenticando, però, forse uno dei più importanti. Abbiamo avuto la possibilità di studiare, facendo parte della Commissione bilancio, con il Presidente Pagano, abbiamo affrontato l’argomento con l’assessore Leo, tutta la complessità del DEFR, ma se provassimo a sintetizzarlo, cosa manca? Intanto manca la voglia, la volontà, la disponibilità, giustamente da questa parte, di prendere lezioni politiche di chi in coalizione, parlo del PD e parlo del Movimento 5 Stelle, ha azzerato la voglia di lavorare di un’intera generazione ‒ il Governo nazionale ha cercato di intervenire e ci è anche riuscito ‒ e ha trasferito un concetto di assistenzialismo nei confronti dei pugliesi, che ha portato a un distacco netto tra la politica che cerca di rappresentare politicamente i cittadini e i cittadini che sistematicamente, per colpa del vostro atteggiamento, non vanno più a votare nemmeno per noi.
Sempre cercando di sintetizzare i problemi reali, il consigliere Vurchio ‒ Giovanni, scusa se ti prendo ad esempio, ma sono le parti che ho condiviso del tuo intervento ‒ ha parlato delle piccole realtà. Il distacco socioeconomico tra i piccoli borghi, le piccole realtà e le grandi città è ormai evidente. Sapete come si colma? Si colma in maniera semplice, perché non basta soltanto approfittare del fatto che i cittadini dei piccoli paesi riescono a barcamenarsi, sanno stare al mondo, si ingegnano e mutano le loro predisposizioni, dotando questi piccoli borghi di infrastrutture. Noi non chiediamo chissà quali strade megagalattiche, chissà quali ponti, chissà quali trafori; noi chiediamo perfino che si vengano a chiudere le buche delle strade che portano a questi piccoli borghi.
Non ho sentito parlare di viabilità, in questo DEFR, e questo è un dramma. Non ho sentito parlare di recuperi di condizioni che servono alla Puglia a crescere e ad accrescere il proprio appeal. Non lo dico perché la settimana scorsa un personaggio di fama mondiale ha scelto Locorotondo per sposarsi; lo dico perché quando diventai Sindaco, e chiamo a testimoniare Donato Pentassuglia, che è mio concittadino, oltre che mio collega in Consiglio regionale, c’erano, nel mio paese piccolo, cinque ristoranti e trenta B&B.
Oggi, i ristoranti sono più di 100, i B&B sono quasi 600. Ma questo non grazie a qualcuno, se non grazie all’esempio che cittadini di un piccolo borgo, se si uniscono, se hanno fiducia nelle Istituzioni, di qualunque livello esse siano, aiutano il territorio a crescere. Solo che in Puglia i Comuni sono più di 250, quindi non basta la fortuna di un piccolo Comune. Bisogna estendere questo messaggio.
Detto questo, Presidente, qual è lo spirito del mio intervento? Lo spirito del mio intervento è ridare lustro all’istituzionalità suprema che ogni consigliere regionale dovrebbe ricoprire e dovrebbe trasferire.
Io non posso accettare, con tutto il rispetto, che un assessore regionale indossi una maglietta che vada contro le forze dell’ordine. Assessore Miglietta, lei magari avrebbe dovuto indossare il gilet di una delle forze dell’ordine che difendono le persone e difendono il territorio. Mi scusi se ho divagato, però chiaramente hanno fatto tutti… La taglia dell’assessore Miglietta c’è, è la mia che forse non c’è.
Tutti hanno fatto riferimenti a battaglie nazionali, a battaglie politiche, ma noi siamo consiglieri regionali della Puglia. Noi abbiamo un dovere etico, politico, morale, umano nei confronti dei cittadini che rappresentiamo. Quindi, Presidente Decaro, questo io mi augurerei che fosse un DEFR di transizione, un DEFR che però prenda coscienza e consapevolezza dei disastri che la gestione precedente alla vostra ha causato, e che riesca a impostare un’azione politica della quale io sono convinto voi siete e sarete capaci, se vorrete anche insieme a noi, nei confronti di una Puglia che merita di meglio.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Scatigna.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva. Lei, però, è già intervenuto. Per fatto personale? Quindi, lei interverrà per fatto personale. Non è che un altro interviene per fatto personale e non lo fa, poi siamo titolati a fare la stessa cosa.
Per quale fatto personale vuole intervenire? Ha ragione il collega, lui l’ha spiegato. Qual è il fatto personale? Lui ha annunciato qual era il fatto personale. Prego.
Speaker : FISCHETTI.
Grazie. Dato che il collega Romito fa riferimento al fatto personale per un’affermazione che credo sia nella logica del dibattito politico facendo riferimento a delle falsità, io sono stato accusato di non conoscere la storia della Costituzione italiana, quindi credo, sulla base della stessa argomentazione, di potermi difendere e replicare. Non accettiamo da nessuno lezioni di diritto costituzionale, tra l’altro lezioni smentite dalla stessa Corte costituzionale, che, come ha egregiamente esposto il collega De Santis, ha bocciato la norma sull’autonomia differenziata che mirava a creare un divario netto tra le Regioni del sud e le Regioni del nord. Per cui, quando si citano le norme, quando si cita l’excursus normativo che ha portato oggi a una discussione, bisognerebbe avere anche l’onestà intellettuale di dire che la stessa Corte costituzionale ha posto un freno. Oggi, attraverso una scappatoia di natura amministrativa, si cerca di far passare dalla finestra ciò che non è passato dalla porta. Ma, come è stato anticipato anche dal nostro Presidente, vi possiamo garantire che, rispetto a questo argomento, interverrà anche la Regione Puglia con ricorsi, qualora quelle preintese dovessero essere approvate.
Invito, pertanto, il consigliere Romito, prima di darci lezioni di diritto costituzionale, a portare fino alla fine la discussione e a parlare anche di qual è stato l’esito di quella interpretazione, perché nella prima versione in cui si faceva riferimento all’autonomia differenziata o al federalismo, meglio, tra Regioni, erano previsti livelli essenziali di assistenza che devono essere garantiti da capitoli dello Stato. Non si può soltanto, dal punto di vista teorico, fare riferimento a una equiparazione di livelli assistenziali, quando poi, di fatto, non ci sono.
Visto che hai citato anche la Corte dei conti, la Corte dei conti ha certificato, al contrario di ciò che è stato sostenuto, che il deficit sanitario in Puglia, come in tantissime altre Regioni d’Italia, lo abbiamo detto mille volte, dipende dall’incremento dei costi pari al 3.6 per cento, dati della Corte dei conti e certificati anche dal MEF.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Fischetti.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva. Ne ha facoltà.
Speaker : MINERVA.
Grazie, Presidente.
Avrei voluto anch’io tenere un intervento di tipo tecnico-istituzionale, parlare del documento che abbiamo appena votato, nonostante l’illustrazione così chiara del Presidente Pagano, però ho assistito a lezioni di storia e di politica con un’interpretazione soggettiva, su cui mi permetterà di procedere a una mia personale ricostruzione, che è quella di una generazione, di un pezzo di popolo, di un pezzo di società che, invece, ha scelto di stare da tutt’altra parte e di militare nel Partito Democratico proprio perché è la narrazione a cui abbiamo creduto, cioè quella che c’è stata in Italia, al netto delle questioni che giustamente riportate da un punto di vista storico hanno provato a dare più potere alle Regioni, nella consapevolezza che alla base, secondo il principio costituzionale di sussidiarietà, ci doveva essere quella solidarietà tra le Regioni e che quelle divisioni di competenze dovevano essere atte ad aiutare le Regioni più deboli. Invece a un certo punto abbiamo assistito, a metà degli anni Novanta, a un leader politico che parlava di devolution e che stava in un partito politico preciso, che era lo stesso partito politico che ai nostri padri, ai nostri nonni, quando andavano a insegnare nel nord scrivevano “non vogliamo i terroni nelle nostre classi”, che ancora oggi hanno detto agli studenti che sono andati a studiare al nord “non vi do la casa perché siete figli di terroni”. Queste umiliazioni noi le abbiamo subite, le abbiamo vissute e le abbiamo combattute, ed è per questo che quelli come me e Domenico De Santis, a differenza vostra, consigliere Romito, sono stati, stanno e staranno sempre nello stesso partito.
Capisco che è difficile da parte sua giustificare le scelte dei suoi leader, anche perché voi tre oggi presenti qui state nella Lega per una questione opportunistica. Oggi vi conviene stare là, ieri stavate in un altro partito, domani probabilmente starete in un altro partito.
Noi siamo dalla stessa parte, nello stesso partito, perché crediamo nei valori che difendiamo. E quando i nostri leader, come ha detto il Segretario – o sbaglio? – abbiamo il coraggio di dirlo.
Voi avete scelto un partito che ha fatto la guerra al Sud, e l’ha fatto apertamente. I disagi che il leader scomparso da poco ha creato alle nuove leadership della Lega sono dovute proprio al fatto che dopo aver detto per anni che bisognava sostenere le ragioni delle Regioni del nord, è sceso al sud a prendere i voti. Ma noi ce le ricordiamo, quelle magliette, “prima Milano”, “prima la Lombardia”, “i piemontesi prima di tutto”, salvo poi venire a trovare quelli che avevano bisogno di una casa politica al Sud, e che erano pronti a ricollocarsi e a mettersi il Power Ranger solo in cambio di un’elezione.
Noi stiamo nel Partito democratico, che siamo eletti o non lo siamo, quando vinciamo e quando perdiamo. Proprio perché crediamo nella politica, quella che fa appassionare i cittadini, che non a caso continuano a votarci, diciamo sempre le stesse cose, stando dalla stessa parte, nella consapevolezza che questa, al netto delle altre cose inesatte che ha detto, consigliere, cioè che è colpa del centrosinistra se c’è una denatalità, addirittura, impegniamoci a fare più figli… Io mi sto impegnando, fra venti giorni mi nasce la secondogenita, ma visto che ha portato su questo terreno di scontro la battaglia politica, mi piace ricordare che in questi vent’anni, a proposito di fiducia nelle nuove generazioni, che questa è stata la Regione dei Bollenti Spiriti, dei Princìpi Attivi, è stata la Regione che dopo anni ha riportato la copertura delle borse di studio al 100 per cento, che investirono negli studentati, che ha aperto le università, come abbiamo votato oggi la Facoltà di farmacia a Taranto. Tutto si può dire, tranne che le politiche giovanili della Puglia, in questi vent’anni non siano invidiate anche dalle Regioni del nord.
Proprio perché, consigliere Scatigna, siamo convinti di quello che facciamo, se un assessore decide di indossare una maglietta per difendere un pensiero o una battaglia giusta, al netto del ruolo che ricopre in quel momento, se lo sente nel cuore, è libera di farlo. Vi ricordo che da questa parte, dal Partito democratico è partita la mozione per chiedere al Governo la copertura del numero delle forze dell’ordine che per il blocco del turnover non riuscivano neanche a fare i turni nei commissariati. E abbiamo ringraziato il Governo. Lo abbiamo ringraziato, consigliere Caroli. Ma anche chi difende lo Stato, quando sbaglia, dobbiamo avere il coraggio di dirlo. Quando io avevo quindici anni ricordo ancora quello che è successo nella scuola Diaz, dove persone sono state massacrate e sono stati violati i diritti umani, e noi dobbiamo dire che in quel caso lo Stato ha sbagliato, perché se ci giriamo dall’altra parte siamo complici con chi costruisce uno Stato fondato non sul diritto, sulla giustizia e sui valori, ma su altro. E noi quei valori li difendiamo, ovunque e sempre, al netto delle cose che dico.
Capisco che siete scossi perché l’avete messa sulla politica e non pensavate che fossimo in grado di rispondervi, ma adesso vi chiedo di riportare la discussione a un livello istituzionale e di dirci se siete d’accordo o se siete contrari sul documento che abbiamo approvato. Se non lo siete, come giustamente può essere, lo dite e votate in maniera contraria. Ma non portate la battaglia politica su questo piano, perché su questo noi abbiamo, a differenza vostra, la schiena dritta e la coerenza per difendere i nostri valori al di là...
Consigliere Caroli, non ce l’ho con lei. Io sono sempre stato nello stesso partito. Sto parlando ai tre consiglieri della Lega: ognuno di loro ha cambiato almeno due o tre partiti. Quindi, lezioni di morale e di difesa dei valori politici e dei leader nazionali a me non le deve fare nessuno.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Scalera, che ne ha facoltà. Prego, consigliere Scalera.
Speaker : SCALERA.
Grazie, Presidente, per avermi dato la parola. Oggi mi sembra che, più che parlare del DEFR, di questo documento, si stia parlando di nordisti contro sudisti, della guerra narrata nel De bello Gallico. Non si sta capendo se dobbiamo parlare dei temi che appartengono alla Puglia e ai pugliesi, o se dobbiamo fare, come si è fatto fino ad oggi, solo demagogia politica.
La coerenza dei consiglieri la dobbiamo dimostrare non certamente al collega Minerva, ma la dobbiamo dimostrare ai nostri elettori, che hanno sempre avuto fiducia in noi e ci hanno sempre eletti. Il problema forse ce l’ha il collega Minerva quando parla della Lega. Forse ha dimenticato che proprio lui ha governato con la Lega. Forse il collega Minerva ha dimenticato, per coerenza, che il PD ha governato per diversi anni con la Lega, e non con la Lega di Salvini: con la Lega di Bossi, che era un’altra Lega. La Lega, lo dobbiamo dire, ha avuto le sue trasformazioni politiche e Salvini ha dato voce ai territori. Se oggi noi siamo nella Lega è perché stiamo dando voce a questi territori, ai territori che rappresentiamo, ai territori che la gente a noi ha dato con il proprio voto, con una scelta democratica, legittima, e ci fa sedere in questi banchi. A quella gente noi dobbiamo dare conto anche della nostra coerenza. Ognuno pensi alle coerenze proprie, non certamente alle coerenze degli altri.
Mi rivolgo al Presidente Decaro. Caro Presidente, io sono un consigliere regionale di campagna, tutte queste cose non le capisco, quindi devo andare subito all’atto pratico. Quando ho letto questo documento, il DEFR, mi sono reso conto, dal mio modo di vedere e di leggere, che è un documento che non ha visione per la Puglia e per i pugliesi, è un documento che trascura proprio il mondo agricolo. Non si parla del Tributo 630, di che cosa se ne vuole fare. Lo devo chiedere al collega Minerva e agli agricoltori, che oggi stanno pagando le tasse, che oggi non sanno come devono andare avanti, che oggi non sanno se il loro prodotto per la mancanza di controlli, perché vengono prodotti dall’estero, proprio nel tuo territorio, che è territorio di produzione di olio, oggi arriva olio da tutte le parti, e nessuno sta pensando a vedere come bloccare questi fenomeni.
Io dico una cosa: quando un documento si deve fare, si deve pensare ai cittadini, alla Puglia, ai pugliesi, ai comparti, a vedere quali sono i comparti che sono trainanti per la nostra economia. Altro che vedere se la nostra Costituzione è stata cambiata, se è la più bella del mondo, se i Padri costituenti… Avete citato Moro: prima di citare Aldo Moro – io appartengo a quella storia – sciacquatevi la bocca. Perché Aldo Moro non aveva niente a che fare con voi, con la vostra cultura, era un’altra cosa: erano momenti storici diversi, erano momenti storici che l’Italia e gli italiani hanno vissuto e li hanno vissuti sulla propria pelle.
Aldo Moro è stato ed è per l’Italia e gli italiani non solo un grande statista, uno che ha pagato con la propria vita… Forse mi ricordo: si chiamavano Brigate rosse, o Avanguardia Nazionale? Chi lo ha rapito? Forse sto avendo dei momenti di amnesia mentale, sarà forse l’età, ma sono state le Brigate rosse che sicuramente non appartenevano alla nostra cultura, al nostro modo di essere, a quello che noi rappresentiamo oggi in quest’Aula. Quindi, prima di citare nomi e cognomi, dovete guardare la storia, chi siamo e da dove veniamo.
Per quanto riguarda poi l’appartenenza alla Lega, e se abbiamo cambiato partiti politici, per quanto ci riguarda, noi crediamo in questo progetto politico, siamo seduti in quest’Aula, porteremo avanti le nostre istanze, così come lo stiamo facendo nelle nostre Commissioni. Dobbiamo ricordare, voglio ricordarlo a me stesso ma soprattutto a tutti quanti, che questa è un’Assise legiferante, che deve fare le leggi.
La demagogia politica, gli scontri o gli incontri, facciamoli fuori da quest’Aula. Non mi pare… Dall’inizio della legislatura ad oggi, quante leggi abbiamo approvato? Quante leggi sono state fatte oggi per la Puglia e per i pugliesi?
Signor Presidente, io non me lo ricordo il numero, perché purtroppo mi sta venendo l’Alzheimer, ma se lei me lo dice, forse una, due, tre… Sono passati sei mesi di legislatura, cominciamo a pensare alla Puglia, ai pugliesi, ai momenti di difficoltà che la nostra gente sta avendo, cominciamo a pensare alla politica sociale che in questo DEFR manca completamente, cominciamo a pensare alle politiche che vanno in funzione dei cittadini, che vanno in funzione dei giovani che vanno via dalla Puglia, che vanno in funzione dell’università, che viene il più delle volte trascurata. Io condivido con il collega che ha parlato prima di me, anche se è dell’altra parte, perché su questi temi, come ho sempre detto, dobbiamo mettere da parte la cultura di appartenenza e lavorare per il bene comune su temi come l’università che va valorizzata, la ricerca. Rispetto a queste cose non credo che la visione, come dicevo prima, di questo DEFR guardi al mondo agricolo, all’occupazione, ai giovani, guardi a queste tematiche che oggi purtroppo la Puglia rimpiange, piangendo lacrime amare. Forse questo ventennio di gestione di centrosinistra ha portato la Puglia e i pugliesi a essere inginocchiati rispetto ad altre regioni, che sicuramente non sono soltanto quelle del nord.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Scalera.
Ha chiesto di intervenire la consigliera La Ghezza, che ne ha facoltà. Prego, consigliera.
Speaker : LA GHEZZA.
Grazie, Presidente. Sarò breve, soltanto per replicare al consigliere Scatigna, che oggi addirittura è andato a scomodare il reddito di cittadinanza. Altro che demagogia! Stiamo parlando degli obiettivi e del programma della Puglia, che ho detto essere da noi condivisi e che abbiamo condiviso con il Presidente, e lei addirittura è andato a scomodare il reddito di cittadinanza. Mi aspetto nei prossimi interventi il Superbonus, le solite cose che continuate a lamentare, nonostante il centrodestra ne abbia approfittato. Consigliere Scatigna, le sfugge evidentemente che i percettori del reddito di cittadinanza lo utilizzavano per integrare lo stipendio, con cui non arrivavano neppure a fine mese. Se si riferisce, invece, alle truffe, ci sono i dati che parlano: sono state meno dell’1 per cento. Comunque, si stava lavorando per migliorare la misura, il sistema dei controlli e l’incrocio tra le banche dati.
Voi continuate a fare una battaglia ideologica contro il Movimento 5 Stelle, ma in realtà non la fate contro la nostra forza politica, ma la fate contro i più fragili, come se la povertà fosse una colpa, invece per noi non è assolutamente così.
Noi abbiamo una visione, a differenza vostra. La favola che volete raccontare sulla mancanza di lavoratori perché percettori del reddito di cittadinanza non trova riscontro da nessuna parte, tantomeno nei numeri. Noi ci preoccupiamo dei temi sociali, ci preoccupiamo di sostenere i lavoratori, i cittadini più fragili, le imprese in difficoltà, di sostenere i disoccupati, e continueremo orgogliosamente a farlo, a differenza vostra, cosa che non fa il Governo nazionale, che non si rende conto che la gente non riesce ad arrivare a fine mese, che la benzina ormai è alle stelle. Di tutto questo non parlate. Venite qua a fare demagogia, senza avere assolutamente cognizione della realtà.
Noi le nostre misure le abbiamo sostenute e continuiamo a sostenerle e a difenderle, perché i numeri parlano chiaro. Per quanto riguarda, invece, le sue lezioni, verrò a scuola da lei, visto che i suoi social sono sicuramente un’ottima cartina di tornasole.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Non ci sono altri interventi.
Dichiaro chiusa la discussione.
In sede di replica interviene l’assessore Leo. Prego, assessore.
Speaker : LEO, assessore al bilancio e al personale.
Grazie, Presidente. Un saluto a tutti.
Vorrei fare pochissime considerazioni e soprattutto desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento agli uffici regionali, in particolare gli uffici finanziari e statistici, per la competenza, la professionalità e l’impegno nel mettere a disposizione di tutti noi questo straordinario documento di economia e finanza. Ringrazio i miei uffici per questo eccellente lavoro.
Chiaramente non mi sarei aspettato dall’opposizione un’approvazione, un voto favorevole, però, secondo me, siamo stati un po’ ingeneroso ‒ utilizzo il plurale ‒ nel giudicare questo documento. In realtà, questo documento di economia e finanza, che io vi chiedo, ovviamente, di approvare, è un manifesto politico ed economico con cui la Puglia definisce la rotta nei prossimi tre anni.
Io mi sarei aspettato un atteggiamento di sfida: va bene, vediamo cosa riuscite a fare, cosa si farà. Questo è il documento. In realtà, che cosa stiamo facendo? Non è una semplice scadenza contabile, ma è l’atto di indirizzo con cui la nuova Amministrazione tradurrà il progetto elettorale in scelte programmatiche e finanziarie reali.
Quando insieme al Presidente Antonio Decaro abbiamo attraversato la Puglia durante la campagna elettorale, abbiamo assunto un impegno di verità: prendersi cura di tutta la Puglia, della Puglia che corre veloce nei settori dell’innovazione e del turismo, ma anche, ovviamente, della Puglia che fatica, su questo non ci sono dubbi, delle grandi città metropolitane, come dei piccoli Comuni dell’interno, delle campagne e dei quartieri periferici.
Il nostro documento recepisce integralmente i cinque assi strategici della nostra visione del futuro. È mio dovere, però, in questo caso, evidenziare prima di tutto il quadro di regole entro cui ci muoviamo. La nuova governance economica europea ed il Piano strutturale di bilancio di medio termine impongono vincoli stringenti alla spesa primaria netta, con un tetto di crescita media programmato all’1,6 per cento annuo nazionale.
In questo perimetro, affiancato dal documento di finanza pubblica (DFP 2026), la Puglia dimostra una piena maturità contabile e mantenimento dell’equilibrio di bilancio senza rinunciare alle leve fondamentali per lo sviluppo.
Il DEF 2027-2029 analizza quindi con lucidità i dati macroeconomici e democratici della nostra Regione. Affrontiamo ovviamente criticità strutturali note, un certo gap di produttività in alcuni settori e l’impatto del declino demografico. Ma il documento individua le soluzioni trasformando queste fragilità nelle cinque leve strategiche che abbiamo individuato: guidare la transizione e creare lavoro di qualità, prendersi cura delle persone e ridurre le disuguaglianze, costruire fiducia e creare comunità, costruire reti e governare cicli, tutelare il territorio e governare i rischi.
Sotto il profilo strettamente finanziario, il DEF 2027-2029 garantisce il pieno rispetto degli equilibri dei saldi di finanza pubblica, orienta la gestione del patrimonio del personale regionale e adegua le strutture all’efficienza contabile con il completamento della piattaforma SAP e del portale EmPULIA.
Oltre quindi alla solita performance finanziaria, i punti di forza della Regione Puglia sono rappresentati da un ampio piano di investimenti finanziari, da fondi dell’Unione europea nazionale, un basso livello di indebitamento, sebbene questi elementi positivi poi sono indubbiamente contratati da un tessuto socioeconomico regionale che manifesta alcune fragilità.
È nella vostra disponibilità il fascicolo tecnico, e resto a disposizione per tutti gli approfondimenti conoscitivi. Vi chiedo pertanto un voto favorevole per approvare il documento di economia e finanza regionale 2027-2029 e dare avvio a questa nuova stagione di Governo per tutta la Puglia.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore Leo.
Passiamo alla votazione del punto all’ordine del giorno.
Ci sono dichiarazioni di voto? Se qualcuno si prenota, io gli do tranquillamente la parola. Non accusate il Presidente quando non siete pronti voi a pigiare il tasto. Prego, per dichiarazione di voto, il consigliere Romito.
Speaker : ROMITO.
Presidente, con senso di coerenza e di responsabilità, come abbiamo preannunciato nel corso di questa discussione, voteremo contro questo documento, perché per noi, Presidente, la coerenza è un valore estremamente importante, e lo è sempre, non a convenienza. Non so se ricordate quando per combattere lo smog nelle grandi città si utilizzava lo strumento delle targhe alterne. I più furbi avevano tutte e due le targhe, quelle pari e quelle dispari, a seconda della giornata, quella che gli conveniva di più. Noi non faremo come chi, per esempio, candidandosi a sindaco della propria città cercava i voti di quel partito politico che ha avuto in amministrazione. Collega Minerva, lo ha avuto in amministrazione. Collega Minerva, lo ha avuto in Giunta e lo ha avuto in maggioranza. Allora, collega Minerva, io la invito a utilizzare questa virtù, quella della coerenza, sempre, e non come quelli automobilisti che utilizzavano le targhe alterne a seconda della propria convenienza.
Quel partitaccio di cui parlava lei, quello del nord che affamata il sud e che inveiva contro i meridionali, collega, è lo stesso che disprezzava lei e che disprezziamo noi. Ma non può utilizzare i voti, i consensi e soprattutto la rispettabilità di chi quel partito lo ha interpretato e rappresentato nel suo territorio quando servono per vincere le elezioni, poi quando non servono più sono i cattivi che dicevano le banalità contro i meridionali. Cerchiamo di non utilizzare più questi argomenti retorici, perché io conosco la sua buonafede e so anche che lei, come noi, è un pugliese appassionato.
Ciò che chiedo in quest’Aula, Presidente, è cercare sempre di osservare con coerenza i percorsi che la Puglia ci chiede, non i destini personali. Presidente Minerva, dei nostri destini personali interessa davvero a pochi, molto spesso non interessa neanche ai nostri stessi partiti. A noi deve interessare, però, il destino dei pugliesi, perché sono loro che rappresentiamo. Allora, collega, con lo stesso spirito di coerenza con cui noi abbiamo sempre rivendicato la nostra opinione, anche quando era assai scomodo... Collega, non mi vorrà dire che è più facile in Puglia candidarsi con la Lega che con il Partito Democratico, che governa ogni centimetro di questo territorio da vent’anni? Non ci vorrà per caso far credere che ci vuole più coraggio a stare da quel lato quando pigiate i bottoni e decidete le sorti dei cittadini o con una firma vergate nomine che sono oggi, sì, oggetto finalmente di una condivisione collegiale? Non ci vorrete a dire che ci vuole più coraggio a stare da quel lato che a stare da questo? Perché qui non parleremmo più di coerenza, ma di intelletto.
Collega, siccome io ho stima per l’intelletto, la coerenza e soprattutto l’onestà intellettuale di tutti, io non verrò mai a sindacare su quello che lei ha ritenuto essere più giusto per la sua comunità, in quel caso anche chiedere voti e cercare voti della forza politica che ha descritto prima. Non citerò mai i percorsi politici dei colleghi di maggioranza e neppure di quelli di opposizione, perché cambiare idea spesso è sinonimo di intelligenza e non di convenienza.
Inoltre, Presidente, un appunto: chi le parla ‒ anche questo interessa davvero a nessuno, ma interessa alla mia coscienza e alla mia dignità politica ‒ ha sempre militato nel centrodestra, cosa assai complicata a Bari città, cosa assai difficile in questa Regione, da quando aveva 20 anni ad oggi, che di anni ne ha 38. Di partiti politici, collega Minerva, sa quanti ne vedremo ancora? Nuovi, meno nuovi, vecchi, utili, meno utili, un po’ più pop, un po’ meno facili da votare, a seconda delle mode politiche. L’unica cosa che non deve cambiare mai, guardandoci negli occhi, è il rispetto che noi dobbiamo ai nostri cittadini, è il compito che i cittadini ci affidano vedendoci a sedere qui.
Io ho avuto l’onore di essere rieletto in Consiglio regionale per la seconda volta nel centrodestra, per la seconda volta all’opposizione, per la seconda volta, mi creda, collega, con l’unica qualità che potevo esporre per cui chiedere consenso, che era quella della mia coerenza. Chi sta con noi sa bene quanto è complicato stare all’opposizione. Chi sta con noi sa bene che non ci saranno corsie preferenziali. Non le parlo di opinioni: le parlo di atti che abbiamo letto sui quotidiani, sugli organi di stampa, tutti gli aspetti patologici che solo chi amministra può avere, non chi sta all’opposizione.
Colleghi, sempre perché dei destini personali e dei curriculum di ciascuno interessa davvero a nessuno, io non le parlerò né dei partiti politici in cui ho militato né della carriera professionale che con grande sacrificio ho dovuto conquistare in una Regione come la nostra.
Chiedo però, collega, che non lo faccia neppure lei, perché diversamente saremmo costretti, nel corso della legislatura, a ricordarci sempre vicendevolmente quali sono le cadute di stile, le cadute di coerenza, le digressioni dialettiche che ciascuno è tenuto spesso a riferire pur di tenere alta la propria idea e di rivendicare i propri princìpi.
Presidente Matarrelli, le riconosciamo da sempre un ruolo di grande terzietà nel dibattito d’Aula: avrei potuto rispondere anche la seconda volta al collega rispetto alle questioni di carattere personale, perché io non credo di aver mai offeso nessuno, e neppure credo di aver mai proferito in quest’Aula parole di falsità. Ci possono essere idee diverse, opinioni completamente differenti. Ci possono anche essere sensi e sensibilità politiche differenti. Ma falsità, collega, da questo lato dell’Aula io non ne ho riferite mai, e spero e mi auguro di non doverlo fare mai. In quel caso, evidentemente, avremmo fallito, e avrò fallito la mia missione non di politico, ma di cittadino prestato a rappresentare la propria Regione in questo organismo.
Concludo, Presidente, perché non voglio sottrarre ulteriore tempo, né voglio trasformare questo in un dibattito fra colleghi, abbiamo le stanze e i corridoi per farlo, questa è l’Aula del Consiglio regionale. Tenevo però a rappresentare i concetti che egregiamente ha espresso il collega Scalera, che ha espresso prima di me il collega Cera, e che condivide il collega De Blasi. Sono certo che da ora in avanti riusciremo a parlarci con la schiettezza, la sincerità e la coerenza che il nostro essere uomini ci impongono. Ecco perché voteremo contrariamente rispetto a questo provvedimento.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Prego, consigliere Minerva.
Speaker : MINERVA.
Ovviamente, la dichiarazione di voto, come ha fatto il collega Romano, avrà una premessa.
Mi dispiace, collega Romito, se ha preso sul personale un ragionamento politico che ho fatto in conseguenza al suo ragionamento, che non ho definito falso, ma che ho definito di interpretazione soggettiva, o di narrazione soggettiva.
Prima di arrivare alle motivazioni del voto positivo, mi preme però ricordare, sempre per non lasciare a chi ci ascolta una interpretazione soggettiva, la sua, di quello che dice, che io non sono mai stato candidato con i simboli della Lega nella mia coalizione. Io sono stato scelto per fare il candidato Sindaco da persone che quando hanno deciso di sostenermi hanno lasciato le tessere partito e che, quando le hanno riprese, sono state cacciate dalla coalizione, e io, coerentemente, anche quando dovevo perdere le elezioni, sono rimasto nel mio campo, nonostante qualcuno mi pregasse di andare con loro. Comunque, se ho vinto le elezioni la prima e la seconda volta a Gallipoli, la prima e la seconda volta in provincia, è stato fatto con il voto dei cittadini a Gallipoli e dei consiglieri comunali alla provincia su politiche apertamente di sinistra. Ad esempio, rispetto ‒ ne abbiamo parlato ‒ alla foto che ha fatto sulla spiaggia libera l’altro giorno sono stato il primo sindaco in Puglia ad attuare il piano pubblico di salvataggio, anche contro molti interessi di parte, perché i cittadini hanno dato la fiducia a un sindaco che, avendo la tessera del Partito Democratico, era di sinistra. Su quelle politiche ho costruito un consenso, che è dato dalla coerenza e dalle proposte che mettiamo in campo.
Non lo so, consigliere Romito, se è più facile stare da quella parte e dire che è sempre colpa di chi sta da questa parte se ci sono problemi in sanità, che a ogni cittadino che ti ferma dici “non è colpa mia, è colpa di Decaro, o di Minerva, o di Tutolo”. Io penso che sia più difficile stare da questa parte. Non so se è più facile essere eletti nella Lega o nel Partito Democratico, io so che per poter essere letto ho dovuto prendere tre volte i voti del primo eletto della Lega nello stesso collegio.
Per queste ragioni, in coerenza con il nostro percorso politico e con la nostra capacità istituzionale, come ho detto prima, di aver costruito un documento che tiene dentro le responsabilità di chi amministra, anche quando bisogna dire cose vere ma non bellissime alle persone, la forza di tenere una visione politica in cui ci sono le idee è per noi il motivo per cui siamo in quest’Aula e approviamo leggi e provvedimenti, come faremo con questo. Ripeto, lo ha detto il Presidente della I Commissione, lo ha detto l’assessore, lo abbiamo detto noi negli interventi, è un documento che tiene dentro la responsabilità, la visione, la capacità di dire la verità alle persone, la capacità di costruire sogni, che proviamo a raggiungere passo dopo passo, giorno dopo giorno, con il nostro impegno, con il nostro sudore e con le difficoltà che si hanno nello stare da questa parte del Consiglio, ossia dalla parte della maggioranza, che è la parte che non solo deve fare le scelte ascoltando i cittadini, ma deve anche assumersi delle responsabilità. Per queste ragioni annuncio il voto favorevole del Partito Democratico.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
È iscritto a parlare il consigliere Scianaro. Ne ha facoltà.
Speaker : SCIANARO.
Grazie, Presidente.
Sarò brevissimo. Oggi siamo qui a discutere di un documento di economia e finanza, però ‒ lasciatemelo dire ‒ abbiamo parlato di tutto e di più e non dei reali problemi dei cittadini. Noi siamo stati eletti per rappresentarli, per venire incontro ai loro disagi. Mi chiedo, lo chiedo al consigliere Minerva, a chi mi ha preceduto da quei banchi, se vi sentite soddisfatti di come vanno le cose in questa Regione, se non siete sobbarcati di telefonate, come noi, per le attese nei pronti soccorsi.
Penso sia sotto gli occhi di tutti. Non voglio entrare nel merito, però rendiamoci conto: stiamo qua a discutere più che altro dell’aria fritta, delle appartenenze politiche. Vorrei ricordare, invece, quanti sono i problemi che attanagliano i cittadini, come le tasse. Oltre a non dare loro servizi, adesso li abbiamo anche caricati di un aumento dell’IRPEF.
Ricordiamoci che la Puglia sicuramente vive un momento di grande felicità per quanto riguarda il momento turistico, è stata sede di G7, tra poco inaugureremo i Giochi del Mediterraneo, quindi grande attenzione. Adesso sforzatevi, in questi anni. Approverete questo documento, speriamo che il prossimo sia diverso, dove ci potremo confrontare e discutere dei reali problemi.
Si è aperto un ospedale nuovo dove non c’è linea telefonica. Mi accompagni, la porto con me: tocchi con mano le banalità che i suoi concittadini devono vivere quotidianamente. Il medico del pronto soccorso sta tutta la giornata al telefono per trovare un posto-letto per centralizzare un malato grave, quando non ci sono posti-letto da nessuna parte. Questi sono i problemi che dovremmo discutere quanto prima e risolvere. Fino a oggi, secondo me, abbiamo detto solo chiacchiere.
Nel prossimo futuro non vorrei essere nei panni di chi governa, perché sicuramente tante sono le criticità, le ultime le abbiamo viste in queste poche: il nostro meraviglioso territorio è stato interessato da questi fenomeni di incendi boschivi, da nord a sud, che sicuramente non fanno bene nemmeno all’immagine del nostro territorio.
Anticipo il mio voto negativo. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Scianaro.
Prego, consigliere Caroli.
Speaker : CAROLI.
Considerato…
Speaker : PRESIDENTE.
Se non usciva è colpa nostra.
Per dichiarazione di voto.
Speaker : CAROLI.
Stante il suo atteggiamento, mi atterrò magari a una tempistica circoscritta, così non le creerò problemi.
Assessore, l’ho seguita in Commissione. Mi creda, lei ha profuso un impegno importante, così come gli uffici, la rappresentazione fatta sia dai tecnici, sia di natura informatica, che di natura meramente e prettamente finanziaria, e ha rappresentato una determinata situazione.
Io l’ho seguita dell’ultima dichiarazione. Mi creda, ero convinto che lei potesse davvero convincerci, o perlomeno portarci a votare no, ma su una posizione differente.
A me spiace che lei non abbia trattato gli elementi che in questo momento contraddistinguono le difficoltà di questa terra e di questa regione, che sono le costruzioni, perché dobbiamo pensare al futuro, dobbiamo pensare sicuramente, come hanno detto i colleghi, all’occupazione, quindi alle difficoltà dell’occupazione ordinaria, dell’occupazione femminile e dell’occupazione giovanile. Sono dati Istat, e sono dati della Banca d’Italia, da cui non si può prescindere e c’è una grossa sofferenza.
Ma quello che a me preoccupa, e su questo io faccio appello a lei, faccio appello al Presidente Decaro e faccio appello all’intera Giunta, sono i capisaldi dell’economia regionale. Parlo del mondo delle costruzioni, del mondo dell’industria, del mondo dell’agricoltura, del mondo del turismo e del mondo delle infrastrutture.
Siamo in grossissima difficoltà in agricoltura. Oggi l’agricoltura è debole, e non lo dico io, non lo dice questa parte politica, lo attestano in maniera chiara ed inequivocabile Banca d’Italia e Istat. In agricoltura, al netto della devastazione che c’è stata nel centro e nel sud della Puglia, c’è grande difficoltà, in tutti i settori agricoli. Ed è lì che bisogna intervenire e definire in maniera importante.
Abbiamo l’industria, che è ferma. Sicuramente incide in maniera negativa la questione Ilva. Ma manca di effervescenza, manca di freschezza, manca di volontà di investire. Le costruzioni in questo momento sono l’unico settore che, con una percentuale degna di considerazione, traina la Puglia. Ma qui bisogna tener conto di quella che è l’incidenza che il PNRR ha avuto e di quello che seguita ad avere un qualcosa che ha attinenza con il turismo ma che, in realtà, poi va a confluire nel mondo delle costruzioni, ovvero gli investimenti che investitori esteri o provenienti dal nord Italia seguitano a portare sulla nostra terra.
C’è un problema infrastrutturale. Assessore, bisogna agire. C’è un grosso deficit infrastrutturale. Sicuramente la questione del Freccia Rossa da Taranto, una questione che ha riempito le pagine dei giornali e i telegiornali. Bisogna intervenire. Decine, decine e decine di milioni di euro spesi. Assessore, ora bisogna capire delle Ferrovie Sud Est, al netto di una quantità industriale di risorse spese, cosa ne vogliamo fare. Capisco che lei, probabilmente, in questo momento è in disappunto rispetto a quello che le sto dicendo, ma io che lo vivo personalmente mi rendo conto di quante risorse sono state spese. Se tutto questo porterà ad avere una regione e un servizio che seguiterà a viaggiare a cinquanta chilometri orari, caro assessore Pentassuglia, che per collegare la Valle d’Itria a Bari imporrà ai fruitori un impegno di quasi due ore, due ore e mezza, probabilmente il risultato non lo abbiamo ottenuto.
Le chiedo, assessore al bilancio, di intervenire su questi punti cardine. Ricordatevi questo: oggi su questi elementi che stiamo trattando incidono in maniera importante le risultanze dell’atterraggio degli investimenti figli della ZES, che hanno contribuito sia in termini di crescita del PIL sia in termini di crescita, intendendo per tale anche la crescita occupazionale, a conseguire un risultato importante.
Fermiamoci un attimo. Sicuramente avete scritto un documento importante, ma in questo momento la Regione ha bisogno di essere meglio attenzionata e, probabilmente, programmare meglio il futuro.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Caroli.
Se non ci sono altri interventi, metto in votazione il DEFR.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 39, votanti 39, favorevoli 28, contrari 11.
Il provvedimento è approvato a maggioranza con 28 voti favorevoli.
Metto in votazione l’immediata eseguibilità, per alzata di mano.
È approvata.
Essendo giunti all’orario stabilito per la chiusura dei lavori, sciolgo il Consiglio.
