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CONTATTACI
Speaker : PRESIDENTE.
(Segue inno nazionale)
Buongiorno a tutti.
Dichiaro aperta la seduta.
Prima di procedere con l’ordine del giorno, vorrei formulare i miei auguri all’assessore Liuzzi, che ieri è diventata mamma del piccolo Enea. A lei e all’intera famiglia vanno gli auguri dell’intero Consiglio regionale.
Procediamo con l’approvazione del verbale della seduta del 30 giugno scorso.
Se non ci sono interventi al riguardo, diamo per approvato il verbale.
Non ci sono interventi.
Procediamo preliminarmente alle comunicazioni, ai sensi dell’articolo 30 del Regolamento interno.
Invito la Vicepresidente a dare lettura delle interrogazioni, delle mozioni presentate, nonché delle proposte e dei disegni di legge assegnati alle Commissioni. Prego, consigliera Vaccarella.
Speaker : VACCARELLA.
Grazie, Presidente.
Assegnazioni alle Commissioni.
Prima Commissione: “Riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 23 giugno 2011 n. 118 relativi ai disegni di legge dal n. 104 al n. 113 del 30 giugno 2026; disegno di legge n. 114 del 1° luglio 2026 “Definizione agevolata della tassa automobilistica regionale e disposizioni in materia di contrasto all’evasione dei tributi regionali. Recepimento degli articoli 10 quinquies e 14 bis del decreto-legge 27 marzo 2026 n. 38, convertito con modificazioni dalla legge 22 maggio 2026 n. 88”.
III Commissione: Proposta di legge a firma del consigliere Romito “Istituzione del Garante regionale per i diritti degli animali e ulteriori disposizioni in materia di animali”. Sempre III terza Commissione: Proposta di legge a firma del consigliere Mazzotta ed altri “Modifiche e integrazioni della legge regionale n. 2 del 7 febbraio 2020 (Norme sul controllo del randagismo, Tutela degli animali d’affezione e prevenzione del maltrattamento”.
V Commissione: proposta di legge a firma del consigliere Mazzotta e altri “Modifiche alla legge regionale 10 aprile 2015 n. 17 (Disciplina della tutela e dell’uso della costa)”.
VI Commissione: proposta di legge a firma del consigliere Romito “Norme per la valorizzazione della cultura della house music, del vinile, delle arti onore digitali, della produzione musicale elettronica e della figura professionale del DJ e del Producer”.
VI e IV Commissione (parere): proposta di legge a firma del consigliere Passero “Resta in Puglia 2030 – Programma regionale per il radicamento, il rientro e l’autonomia professionale dei giovani”.
VII Commissione: proposta di legge a firma del consigliere Minerva e altri “Modifica alla legge regionale 10 novembre 2016 n. 29 (Istituzione di una Commissione regionale di studio e di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia)”.
Mozioni presentate.
Consigliere Lanotte e altri: “Riconoscimento della figura dell’assistente personale automotive nel sistema della mobilità regionale”.
Pagliaro e altri: Piano rigenerazione olivicola, stanziamento risorse residue per sgravio tributo 630 agricoltori pugliesi colpiti dalla Xylella.
Consigliere Mazzotta: “Reddito di merito”.
Consigliere Matarrelli: “Crisi umanitaria nella Striscia di Gaza. Appello per un intervento concreto a livello statale”.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, vicepresidente Vaccarella.
Proseguiamo con le comunicazioni del Consiglio.
Si comunica che il Consiglio dei ministri, in data 2 luglio 2026 ha deliberato di non impugnare la legge regionale n. 5 del 6 maggio 2026 recante “Provvedimento di riconoscimento dei debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettere a) ed e) del decreto legislativo 23 giugno 2011 n. 118, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2014 n. 126”.
Ho esaurito le mie comunicazioni.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Spaccavento. Prego, ne ha facoltà consigliere.
Speaker : SPACCAVENTO.
Grazie, Presidente, grazie consiglieri e cittadini.
Colgo l’occasione di intervenire, ovviamente rapidamente, perché oggi è un giorno per me importante. È un giorno importante anche per la comunità molfettese, e penso sia un giorno importante per la comunità pugliese.
Oggi, 34 anni fa, veniva ucciso sul sagrato di San Bernardino, una chiesa molfettese vicino al Comune, il Sindaco Giovanni Carnicella, un Sindaco giovane, eletto da cinque mesi, che aveva assunto un motivo, nella sua formazione politica: come diceva lui l’idea di governo ha un preciso concetto, l’efficienza e il rigore, non col clamore, e il mio modo di onorare la funzione che mi è stata affidata e la fiducia che in me è stata riposta.
Il Sindaco Carnicella alle 14,30 del 7 luglio di 34 anni fa venne sparato con un fucile a canne mozze per aver detto “no”, per aver rifiutato un semplice concerto che si sarebbe dovuto fare a Molfetta.
Quell’omicidio segnò la vita di tanti molfettesi e cambiò Molfetta, perché Molfetta, in quell’anno, era la patria dello spaccio.
Da allora iniziò un periodo di rinascita della comunità, proprio dall’uccisione del Sindaco Carnicella.
Don Tonino Bello, nella sua omelia, descrive quell’omicidio con queste parole, che io preferisco ricordare e soprattutto lasciarvi come memoria – e poi gradirei che tutto il Consiglio e tutti noi facessimo un minuto di silenzio per il ricordo di questa grande persona della nostra terra. Don Tonino dice “un delitto atroce, assurdo, sproporzionato, semmai ci può essere proporzione quando uno dei due termini del rapporto è la vita umana, nel movente e nell’esecuzione. È la città che rimane sgomenta, mentre si ripercorre all’indietro la sua storia, e vede per la prima volta le pagine della sua civilissima vicenda millenaria, macchiate da un così funesto sfregio di sangue.
Ma chi ha sparato non è un mostro, non è neppure un pazzo, e forse neppure un criminale, nel senso classico del termine: non è un mostro, è un nostro. Ecco perché quel fucile a canne mozze apre un discorso alla cui logica nessuno di noi può sottrarsi, dichiarando ipocritamente la sua estraneità”.
Don Tonino conclude così la sua omelia. Io vorrei ricordare Gianni Carnicella per quello che è stato: un uomo delle istituzioni, un uomo che ha voluto far rispettare il rigore delle Istituzioni.
Chiederei un minuto di silenzio per Gianni.
Speaker : PRESIDENTE.
Se siamo tutti d’accordo, e mi pare di sì, ovviamente concediamo un minuto di silenzio per ricordare Gianni.
(L’Assemblea osserva un minuto di raccoglimento)
Procediamo con l’ordine del giorno, così come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, che vede al primo trattare la mozione presentata dal sottoscritto, che mi pare di aver capito verrà sottoscritta da tutti i consiglieri regionali presenti, che riguarda i bambini di Gaza, la n. 83. A seguire, sarà presa in esame la proposta di legge a firma del consigliere Minerva e altri sulla Commissione criminalità, atto consiliare n. 184, poi discuteremo la mozione n. 81 sulla Xylella, iscritta al punto n. 10) all’ordine del giorno, e a seguire si procederà con i punti n. 1), n. 2) e n. 3) dell’ordine del giorno e successivamente con la proposta di legge a firma del consigliere Minerva e altri, atto consiliare n. 97, e si proseguirà secondo l’ordine del giorno.
Procediamo, quindi, con la mozione presentata dal sottoscritto: “Crisi umanitaria nella striscia di Gaza. Appello per un intervento concreto a livello statale”, atto consiliare n. 83.
Il Consiglio regionale della Puglia,
premesso che:
- il 10 ottobre 2025 all’interno della Striscia di Gaza è entrato in vigore l’ultimo cessate-il-fuoco, sulla base del quale sarebbe dovuto riprendere il transito e la consegna degli aiuti umanitari della popolazione ivi residente;
- nonostante il cessate-il-fuoco, come si apprende dalla cronaca pressoché quotidiana, la situazione umanitaria nella Striscia risulta essere ancora drammatica a causa dei blocchi imposti dallo Stato di Israele e dalla cronica carenza di viveri di prima necessità (acqua potabile, medicinali e altri beni importanti);
- tale circostanza rappresenta una grave e reiterata violazione dei diritti dell’uomo e dei suoi più elementari bisogni, nonché dei princìpi fondamentali del diritto internazionale umanitario;
- la descritta condizione è di estremo disagio, principalmente per i bambini che vivono all’interno della Striscia; secondo quanto riporta il comunicato stampa della organizzazione non governativa “Save the Children” del 2 luglio 2026, che cita dati del Site Management Cluster (meccanismo di coordinamento interagenzie che ha lo scopo di fornire alle persone colpite da disastri naturali e agli sfollati interni a causa di conflitti i mezzi per vivere in ambienti sicuri, dignitosi e adeguati), dopo mille giorni di guerra a Gaza almeno 21.000 bambini hanno perso la vita, oltre 800.000 bambini e adolescenti risultano sfollati, 7.000 sono i minori non accompagnati o separati dalle proprie famiglie e circa 245.000 sono a rischio o colpiti da malnutrizione;
- la IV Convenzione di Ginevra del 12 agosto 1949, relativa alla protezione delle persone civili in tempi di guerra, ratificata e resa esecutiva in Italia con la legge del 27 ottobre 1951, n. 1739, impone alle parti in conflitto l’obbligo di consentire il libero passaggio di medicinali, viveri e indumenti destinati ai civili e di proteggere i minori, gli ospedali e il personale sanitario;
- la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, a ratifica dall’Italia con legge 27 maggio 1991 n. 176, impone agli Stati di adottare ogni misura possibile per assicurare la protezione e la cura dei minori coinvolti in conflitti armati (articolo 38) e di promuovere il recupero fisico e psicologico e il reinserimento sociale delle minori vittime di conflitti armati (articolo 39);
- la risoluzione n. 2728 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 25 marzo 2024, nel richiedere un immediato cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, evidenziava la necessità di rispettare gli obblighi derivanti dal diritto internazionale, con particolare riferimento alla protezione dei civili, e sollecitava la rimozione di tutti gli ostacoli alla fornitura di assistenza umanitaria su larga scala;
Rilevato che:
- la Regione ha supportato sin dal primo momento l’iniziativa promossa dall’Associazione culturale L’isola che non c’è, finalizzata a candidare i bambini di Gaza al premio Nobel per la pace, allo scopo di continuare a puntare i riflettori sulle sofferenze della popolazione che vive nella Striscia di Gaza e per garantire il diritto all’infanzia, questo Consiglio regionale ha affisso sulla propria sede il banner Nobel per la pace ai bambini di Gaza, aderendo all’iniziativa della suddetta associazione, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della tutela dell’infanzia e dei soggetti più vulnerabili nei contesti di guerra e, contestualmente, promuovere la cultura della pace, del dialogo e della solidarietà;
- il futuro di una nazione e di un popolo dipende soprattutto dai bambini e la loro salvaguardia rappresenta un dovere inderogabile per tutte le Istituzioni pubbliche, a qualsiasi latitudine esse si trovino;
Considerato che:
- ai sensi dell’articolo 11 della nostra Costituzione, l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, promuove e favorisce le organizzazioni internazionali, il cui scopo è assicurare la pace e la giustizia fra le nazioni, ai sensi dell’articolo 1 dello Statuto della Regione Puglia quest’ultima è fondata sul rispetto della dignità, dei diritti e della libertà delle persone umane. Inoltre, dispone che la Regione riconosca nella pace e nella solidarietà altrettanti diritti fondamentali dei popoli e delle persone; l’articolo 5, infine, sancisce che la Regione tutela l’infanzia e i diritti dei minori;
- la violazione sistematica delle norme del diritto internazionale umanitario da parte dello Stato di Israele e la crisi umanitaria in atto nella Striscia di Gaza impongono a tutte le Istituzioni della Repubblica, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze, di adoperarsi affinché siano ripristinate condizioni minime di sopravvivenza per la popolazione civile, con particolare riguardo ai minori;
si impegna, quindi, il Presidente della Giunta regionale a sollecitare il Governo nazionale:
1. ad un’azione coordinata e concreta anche in sede di Unione europea nei confronti di Israele, affinché venga consentito un maggiore, immediato accesso agli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, venga rispettato il diritto internazionale e umanitario e tutelata la popolazione civile, con particolare attenzione ai bambini, rimuovendo tutti gli ostacoli alla distribuzione di viveri, acqua potabile, medicinali e beni di prima necessità alla popolazione civile;
2. a farsi promotore presso la Conferenza Stato-Regioni di un’iniziativa congiunta delle Regioni italiane per sollecitare il Governo ad attivarsi ulteriormente nei confronti delle competenti sedi internazionali affinché sia pienamente assicurata la protezione della popolazione civile nella Striscia di Gaza, con speciale attenzione ai minori, ai feriti, ai malati e al personale sanitario e umanitario ivi presente;
3. a trasmettere la presente mozione al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Presidente del Senato della Repubblica, al Presidente della Camera dei deputati e alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite.
Questa è la mozione.
Ci sono interventi sulla mozione? Ha chiesto di intervenire il consigliere Romito. Ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : ROMITO.
Grazie, Presidente. Io sono molto contento che il Consiglio regionale si possa esprimere definitivamente rispetto a un tema, quello di Gaza, che troppe volte ha visto l’Occidente completamente sordo e cieco rispetto a quello che avviene in quella parte di mondo, e io credo che l’Occidente per molti anni a venire proverà una grande vergogna per le sue omissioni rispetto alla violenza che si è consentita in quella terra così sfortunata. Allora, il fatto che oggi il Consiglio regionale della Puglia, senza alcun tipo di timore e senza alcun tipo di ambiguità, si esprima rispetto a quello che sta accadendo in quella parte di mondo è per me motivo di orgoglio.
Io, Presidente, in questo intervento vorrei rivolgere dal Consiglio regionale della Puglia un grazie pieno di amore, pieno di rispetto, pieno di riverenza, pieno di grande ammirazione per un uomo straordinario, un uomo di Chiesa, un uomo di Stato, una persona che ha dimostrato coraggio e dignità da vendere, il Cardinale Pizzaballa, Patriarca latino a Gerusalemme, il Capo della Chiesa cattolica in Terra Santa. Il Cardinale Pizzaballa è sempre stato in prima linea per provare a difendere i più deboli a Gaza, per provare a rendere l’Occidente partecipe di quello che sta capitando. Allora, Presidente, io vorrei lasciare il posto alle parole del Cardinale rispetto alle mie, ben più autorevoli. Pizzaballa ci scrive che Gaza è un disastro, le città sono rase al suolo, livellate, azzerate. Rafah non esiste più, ciò che mi colpisce di più è viaggiare su strade fortuite, in mezzo alle tende, alle fognature, qui vive la gente di Gaza.
Un aspetto che le immagini non riescono a rendere sono poi gli odori, una delle piaghe più presenti in questo momento, sono i topi che mordono, mordono soprattutto i bambini e Gaza è piena di bambini, una situazione che il Cardinale definisce catastrofica.
“Se un po’ di cibo ‒ aggiunge il Cardinale ‒ oggi riesce ad entrare a Gaza, tutto il resto è ancora proibito, i prodotti dual use non possono entrare e con dual use intendono persino i banchi di scuola, le matite, i quaderni, il vetro con cui si fanno le finestre.
Noi vogliamo riempire le scuole, ma manca quasi tutto, si cerca di rimediare riciclando pezzi qua e là. Quel che serve subito, come mi hanno detto gli operatori sanitari, è personale preparato a gestire i traumi anche psicologici di bambini e mamme. Sarà una questione di cui prendersi cura con tutta la sensibilità del mondo. Lo dirò in modo poco diplomatico, ma io provo una grande pena, non riesco a comprendere, in Palestina non vige la legge e, se c’è, non è fatta per i palestinesi.
Ai coloni israeliani viene permesso tutto, fanno check point ovunque, tagliano gli alberi, non ti fanno coltivare la terra, aggressioni, furti, insulti sono diventate scene quotidiane.
Io credo che questo sia davvero inaccettabile e credo che l’Occidente abbia il dovere di rispondere con fermezza, anche attraverso l’utilizzo delle sanzioni, soprattutto rispetto a questi criminali che si fanno chiamare coloni, che hanno reso e rendono la vita impossibile a migliaia di bambini, a migliaia di mamme, a migliaia di agricoltori, che hanno avuto la sola sventura di nascere in una parte sfortunata di questo pianeta. L’ho sempre detto, contrariamente a quelle che sono le sensibilità (le chiamo così) di una parte del Centrodestra, contrariamente anche a quelle che sono state le sensibilità istituzionali del Partito a cui sono iscritto, credo che rispetto ad un tema così gigantesco non ci possa essere alcuna ragione di Stato, ci debba essere soltanto una ragione, che è quella dell’umanità, della pietà cristiana, della dignità dell’essere umano.
Rispetto a questo, io voterò favorevolmente a questa mozione e credo che sia fin troppo poco rispetto a quello che ogni politico, ogni uomo delle Istituzioni di questo Paese dovrebbe fare per difendere i più deboli.
Oggi più deboli sono i cittadini della Palestina, oggi i più deboli sono i bambini morsi dai topi e noi non possiamo accettare e tollerare che tutto questo avvenga nel silenzio complice dell’Occidente!”.
Grazie, Cardinale, per aver reso onore alla nostra fede, grazie, Cardinale Pizzaballa, per averci resi orgogliosi di quello che un uomo come lei è riuscito a fare in quella terra complicata in un momento così drammatico.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Romito.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pagliaro che ne ha facoltà, prego, consigliere.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Presidente.
Non possiamo che condividere questa mozione che viene presentata dal nostro Presidente Matarrelli, che ringraziamo per aver avuto questa attenzione e questo pensiero verso i bambini di Gaza. Condanniamo fermamente ogni violazione del diritto internazionale e umanitario, condividiamo che si faccia pressione su Israele per rimuovere tutti gli ostacoli alla distribuzione di viveri, acqua potabile, medicinali e beni di prima necessità, alla popolazione civile.
Ma voglio ricordare che il Governo Meloni è già impegnato in uno sforzo generoso a sostegno della popolazione civile di Gaza. L’Italia è fra i principali Paesi non islamici ad avere evacuato feriti per curarli negli ospedali italiani, e ad inviare aiuti di prima necessità nella Striscia.
Attraverso la cooperazione italiana sono stati erogati oltre 110 milioni di euro per gestire la crisi umanitaria nei territori palestinesi. Grazie alla nostra Aeronautica militare decine e decine di bambini palestinesi, bisognosi di cura, sono arrivati in Italia per essere assistiti nei nostri ospedali.
Il Governo ha anche inviato pediatri e specialisti negli Emirati Arabi Uniti per curare i minori sfollati. C’è anche il progetto Food for Gaza promosso dal Ministero degli esteri per garantire la sicurezza alimentare della popolazione civile di Gaza, in collaborazione con l’Organizzazione internazionale, come la Croce Rossa e il Programma Alimentare Mondiale.
Noi siamo vicini da sempre al popolo palestinese, che è innocente, e che non è giusto che patisca le conseguenze terribili del conflitto con Israele, e crediamo che il Governo italiano non si tirerà indietro rispetto alle richieste di questa mozione, che sollecita un impegno ancora maggiore sul piano degli aiuti umanitari.
Anche in un altro teatro di guerra, aperto ormai da quattro anni e mezzo, quello in Ucraina, l’Italia e il Governo Meloni sono in prima linea negli aiuti umanitari, soprattutto ai bambini, e non solo in Ucraina, ma un po’ ovunque.
Il nostro Governo si è sempre distinto per questa attenzione verso i Paesi colpiti da conflitti bellici. Il Ministero dell’istruzione ha stanziato oltre 31 milioni di euro per finanziare i progetti di accoglienza scolastica, per garantire la continuità educativa dei minori in fuga dal conflitto.
Sul fronte sanitario, l’Italia ha aperto canali di assistenza dedicati per i bambini ucraini bisognosi di cure urgenti.
Tornando a questa mozione specifica, questa mozione che discutiamo oggi, salvare, proteggere e dare una speranza di futuro al popolo palestinese e ai suoi bambini è un dovere morale, che condividiamo, dunque il nostro voto alla mozione è favorevole.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Mazzotta. Ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : MAZZOTTA.
Grazie, Presidente, soprattutto perché oggi porta all’attenzione dell’Aula un tema tanto importante quanto sentito. Su queste vicende non ci sono colori politici che tengano, non ci sono situazioni che possano vederci divisi. Preannunciando il voto chiaramente favorevole alla mozione, credo sia una mozione che riguarda tutti noi, perché riguarda la vicinanza che si ha verso persone che in questo momento soffrono e patiscono le pene perché nate in una parte del mondo differente dal nostro. Noi siamo vicinissimi alla gente di Gaza, siamo vicini ai bambini, che purtroppo non vivono la serenità che possono vivere altri bambini in altre parti del mondo.
Il Governo, insieme al Ministro degli affari esteri, Antonio Tajani, hanno fatto molto in termini di aiuti umanitari. Ricordo i tantissimi bambini trasferiti in ospedali pediatrici italiani, perché le missioni umanitarie che l’Italia ha posto in essere e tutte le azioni che questo Governo ha posto in essere sono per la salvaguardia delle persone e dei bambini. Il nostro Governo ha dimostrato di essere vicino. Oggi noi stiamo facendo un atto bellissimo, perché portare all’attenzione del Consiglio regionale una mozione di così tanta umanità ci consente, oggi, di scrivere una pagina importante del Consiglio regionale soprattutto in termini di vicinanza a un popolo martoriato da vicende rispetto a cui molte volte non ha colpe.
Grazie, Presidente, e confermo il nostro voto favorevole.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Mazzotta.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Barone. Ne ha facoltà.
Speaker : BARONE.
Grazie, Presidente. Grazie soprattutto per questa mozione. A parte sentire tutti i consiglieri, anche quelli dell’opposizione, avere a cuore queste vicende, ciò che sta succedendo al di là del mare, dove non è in atto una guerra, ma vi è un esercito molto preparato e armato, con tecniche di ultima generazione, contro dei bambini, delle persone, delle mamme, delle donne inermi, che non hanno armi, che si devono andare a nascondere, che devono capire come riuscire a sopravvivere giorno dopo giorno.
Non so se avete visto, ci sono state anche immagini di tante persone che sono andate al mare, in mari che sono totalmente inquinati poiché si buttano a mare tutti i liquami, quindi non era certamente un momento di benessere come sulle nostre coste.
A distanza di pochi chilometri dalle nostre coste, si sta vivendo qualcosa che sta uccidendo l’umanità. Abbiamo un conflitto di un esercito armato contro persone inermi, bambini per lo più, quindi io sono molto contenta che oggi se ne parli, perché quello che oggi sta vincendo è soprattutto il silenzio, sembra quasi che si provi a far sparire la notizia, che non esista, perché se non se ne parla, è come se una cosa non esistesse, invece continua e continua in maniera anche molto violenta.
Del resto, dalla fine del conflitto sono ben 2.400 le violazioni al cessate il fuoco, con più di 1.000 palestinesi ammazzati e prima la mozione parlava di 275 bambini, ma questi sono numeri anche aleatori, perché tante famiglie non verranno mai trovate, saranno sotto le macerie, magari nessuno le ricorderà, avremo anche noi sulla nostra coscienza la responsabilità di aver permesso tacendo, cosa che oggi non avviene grazie a questa mozione, facendo finta che vada tutto bene, che la cosa non esista, invece esiste eccome.
Del resto, in questi anni, perché sono più di due anni, sono 300 circa i giornalisti ammazzati, secondo alcuni report dell’ONU non è mai successo che in una zona di guerra tanti fossero gli uomini della stampa ammazzati, e anche questo è un modo per far tacere.
Inoltre, come sappiamo bene, è vietato entrare nella striscia di Gaza, ma anche in altre zone di Israele alla stampa estera, per non poter documentare, per non poter certificare, quindi vige il silenzio ed è bello che oggi una mozione del genere permetta in qualche modo alla Regione Puglia di avere un’altra posizione e una postura differente.
Del resto, è di qualche giorno fa un report dell’ONU, che è passato totalmente in sordina e in cui diversi medici internazionali, diversi infermieri hanno documentato quello che dei bambini stanno vivendo. Addirittura sentivo che c’è stato un drone che ha colpito un bimbo neonato che in quel momento veniva allattato dalla mamma, cioè hanno mirato a un neonato, come hanno mirato a una bimba mentre faceva alcune lezioni in una scuola, ovviamente, senza tetto, e hanno ucciso una bambina. Questo è nero su bianco in questo report ONU, che è sparito da ogni agenzia di stampa, da ogni notizia, perché spesso e volentieri vige il silenzio.
Abbiamo fatto finta che ci fosse il cessate il fuoco, mentre le violazioni sono continue, le morti sono continue, i bimbi non hanno più voce.
Al netto del banner, che bellissimo, al netto del voler sì che i bimbi possano essere premiati con il Premio Nobel della pace, credo che i bimbi abbiano necessità non di premi, ma soprattutto di cibo, di medicine e di poter semplicemente vivere nella loro terra, con il rispetto di tutti i popoli, con la dignità che dovrebbe essere concessa a ogni essere umano, ma dovrebbe essere concessa ancor di più ai bambini, che invece diventano il primo bersaglio di questi violenti, di questi uomini senza alcun tipo di vergogna e di dignità.
Sono quindi molto contenta e mi unisco fortemente alle parole e al ringraziamento che il consigliere Romito ha fatto al Cardinale Pizzaballa, perché ci vuole coraggio a denunciare quando i topi mordono i bambini.
Io non sono mamma, non ho avuto questa fortuna, ma credo che per ognuno di voi, guardando e pensando ai propri bambini e sapendo che possono essere aggrediti dai topi, possa essere qualcosa di molto grave, su cui non possiamo assolutamente tacere, ma dobbiamo necessariamente alzare la voce.
Sottoscrivo fortemente questo tipo di appello e credo che purtroppo, finché durerà questa violenza, questo genocidio, noi dovremo continuare assolutamente a supportare, per quanto possibile da politici, da uomini e donne delle Istituzioni, la forza e la possibilità di vivere di questi bambini, qualcosa che è veramente indecente e avviene a pochissimi chilometri dal mare.
Mentre noi sulla spiaggia ce la godiamo e passiamo il nostro tempo, dall’altra parte si muore come se niente fosse, quindi grazie veramente e la sottoscriviamo.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Barone.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva. Ne ha facoltà.
Speaker : MINERVA.
Grazie, Presidente.
Ci sono momenti in cui il nostro ruolo va oltre il semplice impegno istituzionale, in cui quest’Aula è chiamata non soltanto alla bagarre politica e all’approvazione delle leggi, ma ci sono momenti come questo, in cui tutti noi siamo chiamati a schierarci dalla parte dell’umanità, e la consapevolezza che anche con le sue parole, insieme ai nostri gesti, possiamo decidere da che parte stare, mentre il resto del mondo ha scelto il silenzio, mentre un pezzo enorme di Istituzioni ha scelto di voltarsi dall’altra parte, oggi il Consiglio regionale della Puglia sceglie convintamente da che parte stare.
Gli interventi di chi mi ha preceduto li ho ammirati molto, il consigliere Romito da sempre un punto di vista che ci emoziona su questi temi, ma non possiamo far finta che quello che sta accadendo non sia un obbrobrio per l’essere umano, un obbrobrio nel pieno non rispetto del diritto internazionale, e ce lo dicono i dati UNICEF, 21.000 bambini palestinesi sono morti, 44.000 bambini sono rimasti feriti o hanno subìto una mutilazione, circa 56.000 bambini sono rimasti orfani a causa di questo conflitto, di questa prevaricazione, di questa cattiveria, che ha nomi e cognomi, come quello del Premier di Israele, che ha molti complici, come Presidenti di potenze internazionali, che postano video con l’intelligenza artificiale sulle possibili vacanze in quelle spiagge. Noi guardiamo i telegiornali e ci voltiamo dall’altra parte, quando ci sono morti che sono innocenti e che, come è stato detto prima, hanno solo la colpa di essere nati nel posto sbagliato e nel momento sbagliato.
Non possiamo non renderci conto che il futuro a quella generazione è stato completamente sottratto. Da diversi anni i bambini non vanno a scuola, da diversi anni i bambini non possono giocare per strada, non perché vengono sgridati, come accade qui, da qualche genitore, ma perché le bombe e le mine possono farli esplodere da un momento all’altro. Mentre noi siamo qui, continua la vergogna del diritto internazionale che non viene rispettato. Nella Striscia non arrivano gli aiuti, la protezione civile e i Medici Senza Frontiere vengono bloccati e non viene permesso loro di svolgere quel ruolo che lo stesso diritto internazionale permette loro.
Il 22 marzo 2024 questa Assise, su proposta del grande consigliere regionale Michele Mazzarano, ha votato un’altra mozione con la richiesta al Governo del riconoscimento dello Stato palestinese. Ecco, questa mozione, ringraziando il Presidente Matarrelli per averla voluta portare in Aula e ringraziando le associazioni che l’hanno proposta e sostenuta, si incardina in quella idea in cui le Istituzioni scelgono da che parte stare. Non scelgono il silenzio, scelgono l’umanità, sempre e a ogni costo, al di là dei partiti politici, al di là del dibattito istituzionale, con la fermezza di chi considera la libertà di un popolo sovrana, al di là dei confini riconosciuti da una norma, che riconosce il diritto alla felicità dei bambini, il diritto di costruire il futuro anche attraverso l’istruzione, anche attraverso la possibilità di giocare per strada, come diritti inviolabili che noi tutti vogliamo difendere.
Votiamo allora convintamente, questa mozione, nella consapevolezza che ognuno di noi debba avere il coraggio di farsi un esame di coscienza nella consapevolezza che oggi sono orgoglioso, insieme al mio Gruppo, di far parte di questo Consiglio regionale che sceglie da quale parte stare e sceglie di stare dalla parte dell’umanità e dalla parte della ferma condanna di quello che stanno facendo Israele, il suo esercito e il suo Premier, e della felicità che invece dovremmo con più forza provare a restituire a quei bambini che sono sopravvissuti alle brutture, alle cattiverie di una guerra che porta soltanto il nome di valori economici, fatta in nome di una tentata supremazia etnica.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Passero che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : PASSERO.
Grazie, Presidente.
Oggi in questo Consiglio si discute di una storia di umanità, di una storia di bambini che hanno tutti il medesimo diretto, ossia il diritto che abbiamo avuto tutti noi quando siamo stati bambini. Penso al diritto di crescere, al diritto di studiare, al diritto di giocare, ma soprattutto anche al diritto di essere curati.
Oggi non si chiede di schierarci tra i Governi, ma si chiede di schierarsi a favore dell’umanità. La Regione Puglia ha una tradizione di accoglienza, e soprattutto una tradizione di ponti. Quando si parla di bambini, non ci sono bandiere. La Puglia è da sempre stata una terra di confine, una terra che ha teso sempre la mano: penso ai Balcani, penso all’Albania, penso all’Ucraina.
È questa la nostra identità, e oggi questo Consiglio regionale fortifica e conferma questa identità di disponibilità e di generosità verso magari territori che hanno difficoltà, come quelli di Gaza.
Con questa mozione su cui oggi, lo anticipo, esprimiamo il parere favorevole a nome del Gruppo Per la Puglia, non facciamo politica estera, ma con questa mozione si fa politica umana, ed è il motivo per il quale, ovviamente, sono convinto, anche condividendo gli interventi di tutti coloro i quali mi hanno preceduto, che quest’Aula oggi confermerà all’unanimità una mozione di alta qualità.
Grazie ancora al Presidente per averla presentata, e soprattutto grazie a tutti i consiglieri regionali che oggi condivideranno questa mozione.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Passero.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Fischetti, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : FISCHETTI.
Buongiorno, Presidente. Buongiorno a tutti. Grazie per aver redatto e proposto al Consiglio regionale intero questa importantissima mozione.
Come diceva qualcuno in quest’Aula prima di me, oggi non siamo chiamati soltanto a esercitare un ruolo istituzionale o politico, ma dobbiamo sforzarci tutti di esercitare quella umanità che, ahimè, soprattutto in quelle zone di guerra, soprattutto a Gaza, si è totalmente persa.
Devo dire che fa male come cittadino italiano sapere che non tutti sono pervenuti nei tempi giusti a queste considerazioni. Voglio ricordare quanta fatica si è fatta prima di utilizzare un termine, che credo sia l’unico termine giusto per rappresentare ciò che accade ed è accaduto in quei luoghi di guerra, ovvero genocidio. Voglio ricordare una locuzione che è stata utilizzata a mio giudizio impropriamente, ovvero “Israele ha superato i limiti a Gaza”: era questa l’espressione massima che si riusciva ad articolare in presenza di un vero e proprio massacro, come se l’uccisione di 21.000 bambini fosse soltanto una questione di misura e non ciò che la Corte penale internazionale ha giustamente definito immediatamente un crimine di guerra, condannando il Primo Ministro israeliano Netanyahu.
Vorrei ricordare che nei prossimi giorni è convocato il cosiddetto Board of Peace, capeggiato dagli Stati Uniti d’America, e questo Consiglio fa un po’ paura a chi conosce bene le vicende che riguardano quella Striscia, perché l’intenzione sarà riavviare un processo di guerra che lentamente si prova invece ad arginare.
Perché dico questo? Perché da fonti autorevoli che vengono divulgate anche sui più importanti quotidiani e giornali, sulle più importanti testate giornalistiche, sembra che Israele voglia addirittura provare a mettere sul patibolo i rappresentanti di Gaza, Hamas, accusando tutti di non aver rispettato il cessate-il-fuoco, dopo che la stessa Israele non lo ha rispettato per ben 2.400 volte.
Nell’esprimere convintamente il voto favorevole alla mozione da parte di tutto il Gruppo consiliare Prossima, che rappresento, vorrei nuovamente invitare tutta la maggioranza, ma tutto il Consiglio regionale a esprimersi in tal senso, perché la presenza compatta e unità della Regione Puglia, che in passato ha già dato prova della vicinanza a Gaza e soprattutto ai bambini e alle bambine di Gaza, penso che debba continuare e debba rappresentare un faro anche per le altre Regioni italiane.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Se non ci sono altri interventi, metterei in votazione la mozione. Non ci sono altri interventi.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 49, votanti 49, favorevoli 49.
La mozione è approvata all’unanimità.
Ringrazio tutti i consiglieri, ma anche l’associazione “L’Isola che non c’è”, che oggi ci ha permesso di poter approvare all’unanimità una mozione importante, che guarda al futuro, che guarda alla pace, che guarda alla salvaguardia dei bambini soprattutto.
Passiamo al prossimo punto all’ordine del giorno. Il secondo punto, così come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, è la proposta di legge a firma del consigliere Minerva e altri “Modifica alla Legge Regionale 10 novembre 2016, n. 29 (Istituzione di una Commissione regionale di studio e di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia)”, atto consiliare n. 184/A.
Relaziona il Vicepresidente della VII Commissione. Prego.
Speaker : DELL’ERBA, relatore.
Grazie, signor Presidente del Consiglio. Colleghe e colleghi consiglieri, la proposta di legge posta oggi all’attenzione del Consiglio regionale a firma dei consiglieri Minerva ed altri prevede la modifica della legge regionale 26 ottobre 2016, n. 29, istitutiva della Commissione regionale di studio e di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia.
La predetta Commissione è stata istituita ai sensi dell’articolo 31 dello Statuto regionale e dell’articolo 15 del Regolamento interno del Consiglio regionale. La stessa persegue l’obiettivo di approfondire la conoscenza del fenomeno mafioso e corruttivo, promuovendo iniziative volte a stimolare la riprovazione sociale e a rafforzare la cultura della legalità.
Fra le sue funzioni principali rientrano, inoltre, il monitoraggio delle azioni della criminalità organizzata di tipo mafioso e la collaborazione sinergica con la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e con l’Autorità nazionale anticorruzione.
L’iniziativa legislativa si compone di un articolo, volto a perseguire due obiettivi principali. In primo luogo, interviene sul comma 5 dell’articolo 2 della legge regionale n. 29/2016, per disporre la proroga della Commissione, estendendone l’operatività e l’efficacia fino al termine della dodicesima legislatura consiliare.
Tale misura si rende necessaria per garantire la continuità dei lavori ispettivi, consultivi e di monitoraggio, a supporto delle politiche regionali sulla legalità, valorizzando così l’importante percorso già tracciato nelle precedenti legislature.
In secondo luogo, la proposta persegue una finalità di contenimento della spesa, attraverso l’abrogazione dell’articolo 6-bis della medesima legge, eliminando di fatto l’indennità di funzione, precedentemente prevista per il Presidente della Commissione.
Il provvedimento non comporta oneri aggiuntivi a carico del bilancio della Regione Puglia. A tal fine, è stato presentato un apposito emendamento, volto a esplicitare l’invarianza finanziaria.
Nella seduta di ieri, 6 luglio, la VII Commissione consiliare ha esaminato la proposta di legge, procedendo alla votazione dell’articolo, dell’emendamento aggiuntivo relativo alla norma finanziaria e del testo complessivo così emendato.
All’esito delle votazioni, la Commissione, all’unanimità dei commissari presenti, ha espresso parere favorevole al testo di legge così emendato, a firma dei consiglieri Minerva ed altri, recante la “Modifica alla legge regionale 10 2016 n. 29”.
L’articolato che si propone all’approvazione dell’Aula si compone di tre articoli, poiché in sede di drafting normativo l’articolo 1 è stato scorporato in due distinti articoli, recanti ciascuno modifiche a due diversi articoli della legge n. 29 del 2016.
Concludo rivolgendo un sincero ringraziamento alle colleghe e ai colleghi consiglieri, al dirigente e a tutta la struttura della VII Commissione per il prezioso e costante supporto e per il lavoro svolto. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie. Si è iscritto a parlare il consigliere Minerva, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : MINERVA.
Grazie, Presidente. È una norma di legge di cui sono primo firmatario, ma per onestà dobbiamo dire che in realtà tutti i Capogruppo sono primi firmatari, in quanto frutto di un accordo con tutto il Consiglio.
L’esperienza del Presidente Perrini della scorsa legislatura è stata un’esperienza positiva, nella consapevolezza che questa Commissione può attenzionare i fenomeni di cui il Vicepresidente della VII Commissione ha parlato prima, e che ci dà la possibilità di avere un focus, un’attenzione specifica, oltre che una presenza pedissequa in giro per il territorio rispetto alle iniziative dei Prefetti, dei Sindaci e delle attività che testimonia un’attenzione della Regione Puglia, ma anche una voglia e una forza di presenziare e di stare dalla parte delle politiche attive per la legalità.
Abbiamo voluto, con un senso di responsabilità, ovviamente non prevedere nessun gettone di presenza per la Commissione e nessuna indennità per il Presidente, nella consapevolezza che c’era il senso profondo, la voglia di tenere il Consiglio della Regione Puglia presente sulle iniziative che guardano ai temi della legalità in maniera attiva.
Per questo, e con questa volontà nasce questa norma. Grazie a tutti i Capogruppo che l’hanno sottoscritta e grazie alla VII Commissione, che l’ha evasa per poterci permettere di discuterla e approvarla in Consiglio.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pagliaro, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Presidente.
Con questa proposta di legge condivisa in modo bipartisan, è vero, l’abbiamo sottoscritta tutti i Capigruppo presenti in Consiglio, la Commissione sulla criminalità viene confermata per la legislatura in corso, avendo avuto una funzione molto importante, direi positivissima, grazie all’incessante lavoro del nostro collega, Presidente Renato Perrini.
Questa volontà unanime conferma l’importanza, l’utilità e anzi la necessità, diremo, di un luogo istituzionale di confronto e approfondimento sui fenomeni legati alla criminalità organizzata, portando anche la testimonianza di chi è in prima linea contro la mafia, quello che è stato fatto negli ultimi anni grazie a Renato Perrini.
In una Puglia tormentata dagli assalti ai portavalori e ai bancomat, riteniamo inconcepibile che, dopo sei mesi dall’avvio di questa legislatura, questa Commissione non si fosse ancora insediata, quindi abbiamo voluto fortemente che ciò avvenisse e crediamo che sia molto utile oggi affrontarlo tra i primi temi all’ordine del giorno.
In dieci anni di attività, in particolare ‒ ripeto ‒ grazie all’impegno del Presidente Perrini nell’ultima legislatura, ha contribuito, pur senza funzioni investigative, a stimolare e diffondere un livello di attenzione più alto su fenomeni che non sono purtroppo episodici, ma sono ormai sistematici in un tessuto sociale inquinato da infiltrazioni malavitose, che vanno dal Gargano al Salento.
Ecco perché riteniamo che questa Commissione abbia tutti i requisiti per divenire permanente, idea peraltro condivisa anche dai colleghi di maggioranza.
Consentitemi di fare un augurio di buon lavoro a chi probabilmente guiderà questa Commissione, il collega Luigi Caroli, quindi continuiamo in questa direzione e distinguiamoci ancora una volta per la lotta alla criminalità e alla mafia in questa Regione, quindi il nostro voto è ovviamente favorevole.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Lobuono. Ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : LOBUONO.
Grazie, Presidente.
Devo dire che ero un po’ stupito del fatto che questa non fosse una Commissione permanente e che non fosse ancora stata istituita dal momento stesso in cui si è insediato a tutti gli effetti il Consiglio.
Credo che il voto favorevole che è venuto fuori a livello unanime nella Commissione che ha analizzato il problema testimoni la volontà di cercare, nel corso di questa legislatura, di tornare a intervenire sui problemi legati alla Commissione antimafia, per renderla una Commissione operativa che abbia pari dignità di tutte le altre Commissioni, perché ritengo che un Consiglio regionale importante come quello della Puglia abbia il dovere di dotarsi di una Commissione antimafia, che possa operare anche a livello nazionale con le altre Commissioni nazionali.
Il voto favorevole è scontato. Ringrazio e faccio gli auguri a chi sarà chiamato a seguire in prima persona questa Commissione.
Ringrazio anche la consigliera Antonia Spina, con la quale abbiamo condiviso proprio ieri questa visione di portare avanti in futuro la Commissione.
Buon lavoro quindi al futuro Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Lobuono.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Barone. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : BARONE.
Grazie, Presidente.
È un po’ antipatico, però tenevo a dire tanto al consigliere Pagliaro, quanto al consigliere Minerva, che non ci sono, che in realtà, prima di Perrini ne sono stata Presidente io.
Questa Commissione nacque proprio per impulso del Movimento 5 Stelle nel 2015, quando entrammo, ovviamente, poi, con la piena approvazione di tutte le forze politiche, e con piena unanimità. Nacque con la legge n. 29 del 2016 e io sono stata la prima Presidente. È anche antipatico dire “guardate che ero io”, ma non fa nulla. non è neanche questo, perché non è detto che tutti lo sapevano.
È stato importante, però, averla istituita già qualche anno fa, perché durante quella legislatura, e chi era presente lo sa bene, approvammo anche il testo unico per la legalità nel quale mettemmo insieme tutte quelle leggi, quelle norme che riguardavano i vari aspetti legati alle storture, se vogliamo, dal caporalato, al gioco patologico, piuttosto, ovviamente che a tutta la mancanza di trasparenza nell’ambito dell’amministrazione.
Quindi oggi questa Regione Puglia non soltanto ripristina, e ne siamo ovviamente molto contenti, la Commissione antimafia, ma ha anche in dote un testo unico per la legalità, che è del 2019, che in qualche modo già dettava, se vogliamo, le direttrici legate a tutte quelle che sono le componenti utili tanto alle amministrazioni, quanto ai cittadini, per poter navigare nella norma regionale almeno della legalità e della trasparenza.
Del resto, proprio durante quel Testo Unico, e mi piace sottolinearlo perché molti di voi lo conoscono, nacque la Fondazione Stefano Fumarulo, che molti di voi probabilmente hanno conosciuto, che ha il nome di questo giovane dirigente della Regione che ha perso la vita durante la prima legislatura del Governo Emiliano, che ha dato la vita, anzi, proprio, provando in quel caso a distruggere, seppure fosse possibile, il ghetto di Rignano, il cosiddetto Gran Ghetto.
Quindi decidemmo di intitolare la fondazione a Stefano Fumarulo durante quella prima legislatura, con la Commissione antimafia. Quindi è importante, credo, ricordare un po’ la storia, perché questa Commissione ha avuto tanti aspetti importanti. Quando ero Presidente, ma lo stesso è successo con il Presidente Perrini, abbiamo ascoltato ovviamente Comuni, io ascoltai l’ABI, l’Associazione Bancaria d’Italia, perché provammo a fare qualcosa contro l’usura, venne don Ciotti il 21 marzo a Foggia, venne pure in Commissione, quindi è stato fatto un gran lavoro di ascolto, di impegno, ma soprattutto di volontà di incidere, cercando di creare una rete con le altre Commissioni antimafia presenti.
Del resto, oggi l’utilità di tutto questo è sotto gli occhi di tutti, quindi producemmo tanto lavoro già al tempo, nacque sotto la spinta del MoVimento 5 Stelle nel 2015, con l’unanimità di tutti e nacque perché in un primo momento si pensava di dare soprattutto l’aspetto ambientale, poiché per report annuale di Legambiente la Puglia nel 2015 era prima per reati ambientali. Sono andata a controllare prima di fare il discorso e quest’anno siamo secondi per reati ambientali, quindi non ci spostiamo di molto, però l’aspetto ambientale fu il primo a sollecitare questa Commissione.
In primo luogo, volevamo fosse attenta ai reati ambientali, poi decidemmo insieme a tutte le forze politiche, perché ci fu unanimità, di allargare e dare maggiore spazio e visibilità a tutte le problematiche che purtroppo affliggono questa Regione, quindi voto favorevole, ma soprattutto grande supporto, provando nuovamente a incidere, come è giusto che sia, per migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini, in particolare nei nostri Comuni. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Barone
Ha chiesto di intervenire la consigliera Spina. Ne ha facoltà.
Speaker : SPINA.
Grazie, Presidente. Volevo rappresentare che ieri, durante la Commissione, si è svolto un bel lavoro di squadra, tutti i colleghi commissari hanno esaminato il lavoro svolto precedentemente dai due passati Presidenti della Commissione, elogiando sia il lavoro fatto che l’attività stessa che la Commissione ha svolto dal 2016 in poi e tutti i colleghi sono stati concordi sulla grande utilità che la Commissione ha nel novero del lavoro svolto.
È stato anche rappresentato che la Commissione nazionale antimafia ha chiesto formale collaborazione con questa Commissione per gli accadimenti che hanno interessato la Puglia nell’ultimo periodo.
In virtù di questo fatto, pur avendo condiviso l‘opportunità che questa Commissione cominci quanto prima il suo lavoro, quello che ha interrotto con la fine dell’ultima consiliatura è stato unanimemente rappresentato alla Commissione: l’opportunità che la Commissione stessa smetta di essere Commissione speciale, quindi fatta con un rango diverso da quello delle altre Commissioni per partire contestualmente ai lavori del Consiglio regionale, quindi con i lavori delle altre Commissioni, e che quanto prima si possa, con una modifica del regolamento, riportare questa Commissione come l’VIII Commissione consiliare, riconoscendole il rango che tutti quanti abbiamo riconosciuto per il lavoro che è stato svolto.
Oltretutto, ritengo che anche l’abrogazione dell’articolo 6-bis, che è contestuale a questa proposta di legge, contribuisca a rendere di minor peso e di minor importanza il lavoro pregevole che la Commissione fa.
Non lo diciamo solo noi, ma questo ci è stato riconosciuto anche da enti esterni al Consiglio regionale. Per cui io invito il Consiglio regionale stesso, i Capigruppo e i colleghi… Oggi avrei voluto presentare una mozione che andava a modificare la norma che è stata presentata, ma ho ritenuto di non doverlo fare, perché se l’obiettivo di togliere le risorse a questa Commissione è quello della spending review, avremmo potuto togliere le risorse a tutti i Presidenti delle Commissioni, per pari opportunità e in considerazione del fatto che è veramente irrisoria la spesa che comporta l’indennità di funzione di questa Presidenza. Penso che se parliamo di spending review avremmo dovuto farla per tutte le Commissioni; se invece riteniamo, come è giusto, che ci sia il diritto sacrosanto di poter svolgere in piena autonomia un lavoro così importante come quello di questa Commissione, l’emendamento e la modifica all’articolo 6-bis non andavano sicuramente fatti per lo stesso motivo. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Spina.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Minuto. Prego.
Speaker : MINUTO.
Grazie, Presidente.
La nascita di una Commissione permanente antimafia in Consiglio regionale rappresenta per noi un segnale veramente importante, ma non può restare solo un gesto simbolico.
Se vogliamo dare una risposta concreta all’escalation di violenza che sta interessando l’intera Puglia, è necessario affiancare all’analisi e alla programmazione un’azione istituzionale incisiva. Per tale motivo, credo che la maggioranza regionale debba cogliere questa occasione per superare le contrapposizioni politiche con il Governo nazionale e aprire un confronto leale e costruttivo sul tema della sicurezza, tema a noi molto caro.
La criminalità organizzata non ha colore politico, lo abbiamo sempre detto, e non può essere affrontata con logiche di schieramento. Prima qualcuno in Consiglio ha ricordato l’uccisione del nostro Sindaco, Gianni Carnicella. Io lo ricordo bene perché c’ero, ero piccolina, ero una ragazzina, ci furono una serie di telefonate ed eravamo tutte lì in fila al Pronto Soccorso, al 118, per cercare di donare il sangue e non fu cosa.
È rimasto nei nostri cuori Gianni Carnicella, lo ricordiamo ogni giorno.
Non meno importante, voglio ricordare un altro episodio accaduto qualche giorno fa: un ragazzino di 24 anni viene ucciso da un ragazzino di 17 anni, signori. È un episodio terribile ed è accaduto qualche giorno fa.
Il mio è solo un pensiero ad alta voce e, se mi permette, un suggerimento che do alla Regione, al Presidente. In molte città pugliesi manca ancora un presidio della Polizia di Stato, mentre in altri territori gli organici risultano insufficienti rispetto a tutte le esigenze del territorio pugliese.
Le Questure sono sotto organico: bisogna rafforzare la presenza dello Stato per garantire concretamente maggior sicurezza ai cittadini. Mi rivolgo alle donne, e alle colleghe care che mi hanno preceduto: va bene la cultura della legalità, sicuramente quello che è stato fatto in passato è ottimo; la promozione della stessa va bene, una Commissione antimafia sarà davvero però utile solo ed esclusivamente se si farà promotrice di proposte concrete, chiedendo con forza maggiori risorse, nuovi commissariati e il potenziamento degli organici, in una collaborazione istituzionale che metta al centro esclusivamente l’interesse della Puglia.
Concordo con chi mi ha preceduto: risparmiare sulle risorse. Ma delle due, l’una, dobbiamo capire: se questa è una Commissione importantissima, perché dobbiamo poi – mi domando – risparmiare? Il lavoro va fatto e chi lavora va premiato. Concludo: davanti alla violenza e alla criminalità serve soltanto unità. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, consigliera.
Si è iscritto a parlare il consigliere Vurchio. Prego.
Speaker : VURCHIO.
Grazie, Presidente, colleghe, colleghi.
Tenevo ad intervenire su un argomento che abbiamo trattato in VII Commissione, che ci ha visto tutti quanti uniti, e che vorrei che si lasciasse al termine della trattazione di questa modifica al disegno di legge, un messaggio chiaro ai pugliesi: che quando si tratta di contrastare fenomeni criminali organizzati, la politica in qualche modo sa di trovare la propria unità e mettere al primo posto l’interesse dell’intera comunità.
Con questa modifica normativa, in sostanza, viene assicurata la piena operatività ad una Commissione che ha visto lo svolgere di una serie di iniziative, naturalmente precedente a questa XII legislatura, e che mi preme anche ringraziare i Presidenti che hanno avuto il compito di avviare i lavori di questa consiliatura, quindi ben venga che questa Commissione possa riprendere la sua operatività e che questa Commissione, ancorché speciale, possa anche diventare istitutiva con le altre Commissioni e che possa trovare argomentazioni sui quali operare e lavorare per approfondire i fenomeni mafiosi e corruttivi, per monitorare i tentativi di infiltrazione nell’economia legale, per promuovere la cultura della legalità e soprattutto per formulare proposte utili a rafforzare la prevenzione e la trasparenza dell’azione amministrativa.
Grazie ai commissari e ai Presidenti di Commissione e soprattutto grazie a tutto il Consiglio regionale che vorrà approvare all’unanimità questa normativa. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei.
Se non ci sono altri interventi, mettiamo in votazione l’articolo 1 della proposta di legge.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 47, votanti 47, favorevoli 47.
L’articolo 1 è approvato all’unanimità.
Mettiamo ora in votazione l’articolo 2.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 47, votanti 47, favorevoli 47.
L’articolo 2 è approvato all’unanimità.
Metto ora in votazione l’articolo 3.
Dichiaro aperta la votazione.
Non funziona? Bene, grazie. Dichiaro chiusa la votazione.
Dobbiamo aggiungere il voto del consigliere Cera.
Presenti 47, votanti 47, favorevoli 47.
L’articolo 3 è approvato all’unanimità.
Votiamo ora il provvedimento nella sua interezza.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Il consigliere Cera ha votato? Allora manca il voto del consigliere Spaccavento.
Presenti 47, votanti 47, favorevoli 47.
Il provvedimento è approvato.
Passiamo ora all’altro punto all’ordine del giorno, come indicato in Conferenza, la mozione Pagliaro ed altri sulla Xylella, atto consiliare n. 81/M.
Cedo la parola al consigliere Pagliaro.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Presidente. Impegnare i fondi non spesi del Piano di rigenerazione olivicola per sostenere economicamente gli agricoltori pugliesi colpiti da Xylella e vessati dal pagamento del tributo 630: Questo è l’impegno che consegniamo alla Giunta regionale con questa mozione, che è frutto di un accordo trasversale tra tutti i Gruppi consiliari, condivisa anche dall’assessore Paolicelli, che ringraziamo per la sua collaborazione istituzionale.
Vogliamo così tendere una mano ai produttori olivicoli delle aree devastate dal batterio, per aiutarli a rialzarsi da questa sciagura. Al danno si è aggiunta la beffa, perché, pur avendo visto azzerato il proprio reddito, questi agricoltori sono sottoposti a questo obbligo di pagare il tributo 630 preteso dal Consorzio di bonifica Centro-Sud Puglia, nonostante le manutenzioni di canali, fiumi, argini e opere di difesa idraulica siano ferme, scarse o parziali.
Abbiamo sempre sostenuto che esigere un tributo da chi non riceve il servizio dovuto è ingiusto, soprattutto per chi ha perso tutto a causa della Xylella e ancora oggi fatica a rimettersi in piedi. Questa mozione prevede una misura una tantum, che attinge ai fondi non spesi del Piano di rigenerazione olivicola finanziata nel 2019 dal Governo nazionale con 300 milioni di euro, per rilanciare il settore olivicolo pugliese fortemente abbattuto dalla Xylella.
Il 630 – lo ribadiamo con forza – è un balzello insopportabile, una vera vessazione, e lo è ancora di più per chi non ha i soldi per pagarlo e si trova a dover subire perfino il fermo amministrativo dei propri mezzi, che significa la paralisi per le aziende. Questo è inaccettabile.
Su questo argomento, sia chiaro, del tributo 630 e sul carrozzone del Consorzio di bonifica Centro-Sud Puglia, vera idrovora della spesa pubblica, torneremo prestissimo. La battaglia continuerà, non ci siano dubbi su questo – mi rivolgo a chi pensa che forse con questa piccola boccata d’aria e d’ossigeno fermeremo la nostra attività – perché si possa, una volta per tutte, definire questa annosa questione.
Per questo, la mozione punta a ridare una boccata di ossigeno ai nostri agricoltori schiacciati dalla Xylella e dall’imposizione di un tributo non dovuto. Quindi, chiaramente annunciamo un voto favorevole, con la speranza che possa avviarsi una nuova fase, che l’assessore Paolicelli ci sembra abbia voluto intraprendere, di collaborazione fattiva e attiva a tutti i livelli con i nostri agricoltori e con la minoranza, che da tempo chiede risposte per questo settore distrutto dalla Xylella e in grave difficoltà.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere.
Prego, consigliere Scalera.
Speaker : SCALERA.
Grazie, Presidente.
Oggi su questo tema mi riprometto di essere calmo perché, così come sono state condotte le cose, credo che in questo momento e con questa mozione ci sono territori di serie A in Puglia e territori di serie B, agricoltori di serie A e agricoltori di serie B.
La mozione oggi all’esame di quest’Aula affronta una questione che da troppo tempo rappresenta una delle più gravi ingiustizie subite da migliaia di cittadini, subite da agricoltori e proprietari di immobili del nostro territorio. Parliamo appunto del contributo consortile, che ha il codice 630, un tributo che, secondo la normativa regionale vigente, può essere richiesto esclusivamente in presenza di un beneficio diretto e specifico, derivante dalle opere e dalle attività di bonifica.
Questo principio è chiaramente sancito dagli articoli 17 e 18 della legge regionale n. 4 del 2012 e non lascia spazio ad alcuna interpretazione. Eppure per anni, in vaste aree della Puglia, quel beneficio non è stato concretamente assicurato, lo hanno denunciato i Comuni, lo hanno denunciato le organizzazioni professionali agricole, il Garante del contribuente; e lo ha riconosciuto perfino il Commissario straordinario del Consorzio di Bonifica del Centrosud Puglia, affermando che solo nel corso del 2025 sono stati avviati interventi organici e funzionali di bonifica sull’intero comprensorio.
Di fronte a questa realtà, appare difficile comprendere come si possa continuare a pretendere il pagamento di un contributo fondato su servizi che di fatto non sono mai stati resi. Mentre in quest’Aula oggi noi discutiamo di questa mozione, migliaia di famiglie e di imprese agricole stanno ricevendo cartelle, ingiunzioni di pagamento, fermi amministrativi e pignoramenti.
È bene che queste cose si sappiano e si rendano pubbliche. Non stiamo, cari colleghi, parlando di una questione teorica o giuridica. Stiamo parlando di persone che rischiano di perdere la serenità delle proprie famiglie, la liquidità delle proprie aziende, e in molti casi, la possibilità stessa di continuare a produrre.
È una situazione, questa, che richiede risposte immediate, senza alcun rinvio. È proprio per questo, assessore, che ritengo indispensabile che il Governo regionale chiarisca oggi alcuni aspetti fondamentali, perché da queste risposte dipende il senso stesso del provvedimento che ci apprestiamo a votare.
La prima domanda riguarda la provincia di Taranto: vorrei sapere con assoluta chiarezza se i ventinove Comuni della provincia di Taranto rientrano tra i beneficiari di questa mozione. Qualora vi rientrino, desidero sapere se gli agricoltori del territorio dovranno presentare perizie tecniche per dimostrare i danni provocati dalla Xylella, oppure se beneficeranno automaticamente delle misure previste, evitando così ulteriori adempimenti burocratici e nuovi costi a loro carico.
Ritengo che i nostri agricoltori abbiano già pagato un prezzo altissimo. Sarebbe inaccettabile oggi costringere gli stessi ad affrontare un nuovo percorso amministrativo per ottenere un diritto che dovrebbe essere loro riconosciuto senza ulteriori ostacoli.
La seconda questione riguarda le procedure esecutive. Vorrei sapere se il Governo regionale intenda assumersi l’impegno concreto di intervenire immediatamente presso le società incaricate della riscossione per chiedere la sospensione dei pignoramenti, dei fermi amministrativi e di ogni altra procedura esecutiva riferita al tributo 630.
La terza questione riguarda i piani di zona. Vorrei sapere a che punto è il lavoro dell’Assessorato, qual è lo stato di avanzamento e quali sono le tempistiche previste per la loro definizione, anche perché il Consiglio e i cittadini hanno il diritto di conoscere lo stato reale di questo percorso, perché proprio dalla pianificazione dipende la corretta organizzazione degli interventi futuri e la certezza che situazioni come quella che oggi stiamo affrontando non abbiano più a ripetersi.
Concludo, assessore, rivolgendomi direttamente a lei. Le dico subito che mi riserverò di intervenire in dichiarazione di voto e che il mio voto potrà essere favorevole solo qualora mi saranno date certezze sui temi da me posti. In caso contrario, sono pronto a continuare questa battaglia, la battaglia che ho portato avanti anche negli anni passati contro questo tributo, che ho sempre ritenuto uno scippo fatto alla comunità pugliese. Nelle prossime ore, se non sarò soddisfatto delle risposte che lei, assessore, mi darà, sono pronto a depositare una mozione che contiene tutti i requisiti che oggi in quest’Aula ho proposto ed enunciato.
Grazie per l’ascolto. Grazie, Presidente, per avermi dato la parola.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, consigliere.
È iscritto a parlare il consigliere Scatigna. Ne ha facoltà.
Speaker : SCATIGNA.
Grazie, Presidente. Intanto, cari colleghi, dovremmo compiacerci del fatto che stiamo discutendo di questa questione in maniera civile, in maniera politica, in maniera serena. Voglio ricordare, infatti, che l’ultimo anno della scorsa consiliatura è stato caratterizzato dalla discussione in almeno 7-8 Consigli regionali in cui ci sono stati diversi momenti di alta tensione, momenti di scontro, momenti di polemica. Quindi, compiacciamoci del fatto che questa mozione aiuta a distendere gli animi.
Questa mozione serve soprattutto a sensibilizzare l’assessore Paolicelli ad avere un’attenzione che non deve solamente riguardare, anche giusta, se vogliamo, la rappresentatività territoriale di ogni consigliere regionale, ma deve riguardare la rappresentatività istituzionale dell’intero Consiglio regionale. Mi permetto di suggerire e di consigliare all’assessore nella sua azione, visto che si sta anche circondando di strumenti umani che hanno la competenza, la preparazione e anche la bravura dell’individuazione, di concentrarsi anche sui focolai, che magari non riguardano solamente quelle zone in cui c’è un’altissima densità, un’altissima concentrazione del danno e naturalmente una evidente devastazione. Ci sono tante aree geografiche della Puglia che sono state certificate dagli enti preposti come focolai che potrebbero poi diventare un’ennesima estensione di disastri. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Scatigna.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Cera. Ne ha facoltà.
Speaker : CERA.
Grazie, Presidente.
Il mio non è un discorso o una dichiarazione sulla mozione. Volevo però fare appello all’assessore all’agricoltura, perché quando vado a leggere la mozione il titolo porta “Piano rigenerazione olivicola. Stanziamento risorse residue per sgravio tributo 630 agricoltori pugliesi colpiti dalla Xylella”. Però, quando vado ad approfondire la mozione, nel corpo della mozione si fa menzione solo del tributo 630 richiesto dal Consorzio di bonifica Centro-Sud Puglia.
Sappiamo benissimo, assessore, che il problema Xylella è un problema che, purtroppo, attanaglia quasi tutto il territorio pugliese, quindi io le chiedo di attenzionare bene il problema e magari estendere questa mozione anche a chi in questo momento sta avendo problemi per questo fenomeno, e penso soprattutto ai nuovi focolai, quelli per esempio incentrati sul Gargano. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Cera.
Non ci sono altri interventi. Interviene l’assessore Paolicelli. Prego, assessore.
Speaker : PAOLICELLI, assessore all’agricoltura e allo sviluppo rurale.
Grazie, Presidente.
Voglio ringraziare tutti i consiglieri, anche perché tutti i Capigruppo hanno firmato la mozione, di maggioranza e di opposizione, tutti, nessuno escluso. Quindi, la mozione è condivisa e se c’era da scrivere qualcosina o qualcosa da sistemare è stata condivisa con tutti. Infatti, ho presentato un emendamento, condiviso prima chiaramente con i proponenti, alla parte finale, dove si propone che qualsiasi rimodulazione va concordata, ai sensi dell’articolo 23 del decreto interministeriale, dal Ministro, compreso il partenariato, che fa parte del Comitato di coordinamento, che gestisce le modifiche al Piano di rigenerazione olivicola del 2019-2020, i famosi 300 milioni, all’interno del quale ci sono delle economie che non toccano gli investimenti, quindi chi deve fare investimenti viene garantito, non c’è alcuna decurtazione di risorse per gli investimenti, ma su comunicazione che erano dell’Assessorato e che li metto a disposizione per questa procedura.
Chiaramente è un inizio di attenzione che ‒ dobbiamo dirci la verità – è stata avviata già dal mio collega e predecessore Donato Pentassuglia, che ringrazio, perché io ho ancora qui la carta della Corte dei conti, che a fine 2019 è stata notificata all’Assessore al bilancio, che richiamava l’Assessorato e richiamava la Sezione di coordinamento per i Consorzi tutti.
Nello specifico, è necessario che emergano le azioni poste in essere per il riequilibrio della gestione corrente, la ristrutturazione debitoria consortile e c’è un elenco preciso, e chiedeva di non utilizzare risorse regionali. Dal 2003, abbiamo avuto una Commissione consiliare dove abbiamo specificato tutto, tutto parte dal 2003, da quando c’è stata una sospensione del tributo che ha maturato una serie di stanziamenti, che ogni anno il Consiglio regionale faceva ai quattro Consorzi di bonifica, perché il Consorzio di bonifica unico è l’insieme dei quattro Consorzi che si sono uniti e hanno portato più debiti e crediti rispetto a alla situazione patrimoniale.
Ogni anno, dal 2003 parliamo di 33 milioni circa annuali, fino ad arrivare nel 2007 a 25 milioni, 2008 13 milioni, altri 14 milioni, 2009, 29 milioni, 2010 altri 29 milioni, 2011 14 milioni, e votavano i consiglieri regionali, questa anticipazione; 8 milioni nel 2024, che è stato l’ultimo anno. Nel 2025, anche qui, è stata fatta un’azione, e c’erano molti di voi, in Consiglio regionale con me, non abbiamo più dato questa anticipazione, o queste risorse dal Consiglio regionale, quindi ai soldi di tutti, destinati, e lì la discriminazione c’era. Si è avviato un percorso, il quale deve seguire diverse direttrici.
Come sapete, è chiaro che la strada era stata già spianata dal mio collega Pentassuglia: dal primo momento ho messo la faccia su un tema molto complicato, complicatissimo.
Ho chiesto la collaborazione istituzionale non soltanto del Consiglio regionale, ma anche del Ministero e del Sottosegretario La Pietra, che ringrazio pubblicamente per la disponibilità e per coordinarci in un percorso che vede, come dicevo prima, diverse direttrici: una è attivare, come diceva il consigliere Scalera, che so che è una battaglia che vede tutti, ci sono anche territori, come quello di provenienza anche del sottoscritto, che quotidianamente riceve sollecitazioni, che però bisogna contemplare: bisogna capire come stiamo arrivando ad un utilizzo di risorse per alleggerire il carico nei confronti di chi ha subìto non soltanto il danno e la devastazione della Xylella, ma anche quello di dover pagare servizi che non soltanto non venivano, ma non potevano neanche esser fatti. Per questo quindi nasce questa ipotesi che, come ripeto, può essere soltanto l’inizio.
Intanto, il tributo proviene dal regio decreto del 1933, che poi ogni Regione ha fatto proprio con la legge regionale 4 del 2012. Attraverso quella norma, che vi chiederò a breve anche di aggiornare, proprio perché è propedeutico per avere il piano di classifica nuovo, il collega si riferiva al piano di classifica.
Quindi, in che modo bisogna intervenire? Innanzitutto bisogna lavorare sulla struttura. In questo si è avviata una fase di ristrutturazione importante. Poi i lavori: da maggio 2025 si è avviata un’azione coordinata insieme ad ARIF, con una convenzione, che ha fatto prima il mio collega e che io ho rinnovato, per la pulizia dei 1.800 chilometri di canali. Ad oggi ‒ situazione aggiornata, che ho dato a tutti i colleghi ‒ siamo a 853 chilometri per la pulizia straordinaria. Calcolate che c’è di tutto nei canali, auto, detriti, alberi. Quindi, è chiaro che lì bisogna intervenire con un servizio straordinario, con macchine straordinarie.
Per avere una quantificazione più reale del tributo 630 è necessario il piano generale di bonifica, che è partito nel 2021 e terminato nel 2025, ed è stato fondamentale ed è propedeutico per il piano di classifica. Il piano di classifica, piano che non è più adeguato, quello vecchio che abbiamo, ha condizioni territoriali, idrauliche, ambientali e socioeconomiche del comprensorio differenti rispetto alla realtà attuale. Quindi, si è avviato il procedimento per il nuovo piano di classifica. Intanto aggiornerà i piani di classifica dei quattro Consorzi e se ne farà uno solo. Un piano di classifica che ha una procedura. A seguito della modifica, che mi auguro si possa fare nell’ultimo Consiglio di luglio, si potrà affidare l’incarico per fare la relazione ai progettisti per il piano di classifica del Consorzio di bonifica Centro Sud Puglia. Che cosa prevede? Ho fatto un cronoprogramma dei quindici mesi, dal momento in cui si affida l’incarico al momento in cui termina l’azione del piano. Siete stati anche amministratori locali, per cui sapete quanto ogni procedura ha i suoi tempi e quanto è importante stare dietro. Analisi preliminare nel primo mese, riesame critico del piano di classifica dei singoli Consorzi soppressi, redazione del piano di classifica nuovo, redazione del riparto della contribuenza consortile, assistenza e affiancamento al Consorzio nelle fasi di consultazione territoriale e dialogo con le istituzioni proposte. Qua sarà fondamentale il supporto del Consiglio regionale e faccio davvero appello a tutti.
Monitoraggio e assistenza nelle fasi di prima applicazione del Piano di riparto e nelle fasi di emissione del ruolo di contribuzione: quanto inciderà il tributo nella nuova fase? Predisposizione del Catasto consortile, suddiviso nei quattro distretti del Consorzio. Questo, senza sbagliare un giorno, sono 15 mesi esatti e io mi auguro che vengano rispettati.
Io starò dietro, ma servirà l’aiuto di tutti, quindi sarà fondamentale per svolgere l’attività che abbiamo già depositato in Commissione e ringrazio il Presidente Tutolo per darci lo spazio in Commissione di portare gli aggiornamenti rispetto alla pulizia dei canali, alle attività che vengono fatte, ed è un dato di fatto, non è un racconto, perché bisogna sempre dire la verità.
Dal primo momento a tutti i Comitati, a tutte le associazioni ho sempre detto la verità su come stanno le cose, anche quelle più scomode, perché purtroppo, quando abbiamo il compito di amministrare, dobbiamo dire le cose che fanno piacere e anche quelle che non fanno piacere.
Si era avviata un’attività sin dal collega mio predecessore con l’accordo di tutta la Commissione Politiche agricole e del Ministero all’agricoltura, ora in fase di trattazione col Ministero dell’economia per un’altra attività, quella dello stralcio di tutte le cartelle.
Oggi, con questa mozione, tutto il Consiglio regionale sta dando un impegno alla Giunta regionale ad impegnare le risorse residue dei 300 milioni stanziati per l’attuazione del Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia per intervenire e sgravare chi ne ha diritto e chi ha subìto il danno, e abbiamo l’elenco dei Comuni che riguardano sia la Xylella fastidiosa che la Xylella nelle diverse sottospecie, come la fastidiosa-fastidiosa e la multiplex, dove si amplia il territorio di Comuni che hanno purtroppo subìto in questo territorio, attraverso un provvedimento una tantum, gli olivicoltori sui terreni che risultano improduttivi a causa del batterio Xylella. Due, di chiedere al Governo nazionale, attraverso l’interlocuzione con il Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali – e qui ha aggiunto un emendamento, ai sensi dell’articolo 23 del decreto interministeriale che coordina il Ministro dell’agricoltura con gli altri due Ministeri più le associazioni di categoria che debbono dare il consenso per la rimodulazione delle risorse, per utilizzarle attraverso AGEA. L’ho chiesto, l’ho detto al Sottosegretario: attraverso AGEA si deve dare la possibilità di intervenire, di sgravare le somme, innanzitutto con la verifica di quanto quota il tributo nella porzione di territorio colpito da Xylella; due, quante sono le economie del decreto interministeriale del 2020; poi nulla vieta, una volta individuato il procedimento di sgravio, di intervenire in una situazione che ha delle criticità. Nessuno dice nulla, ma dobbiamo recuperare 23 anni. Io 23 anni fa stavo a scuola, mi stavo per diplomare, era un altro periodo. Oggi però mi sto assumendo, insieme a tutti voi, una responsabilità che viene da lontano, che dobbiamo recuperare tutti insieme, e abbiamo avuto un’apertura, nell’intervenire attraverso procedure, perché il Governo può intervenire attraverso procedure per attenuare la situazione del tributo attuale, senza dimenticare quello che invece è il compito del Consorzio unico e dell’Assessorato agricoltura, cioè, munire il Consorzio unico di bonifica del nuovo piano di classifica.
Da lì sarà determinante quanto quoterà il tributo, e il tributo ovviamente deve essere commisurato al servizio che viene dato. Questo è il compito che ci viene dato: dare più servizi ai nostri agricoltori e a chi ogni giorno coltiva la terra e prova a dare davvero un servizio importante a tutta a tutta la nazione.
Io davvero ringrazio ancora per il contributo di tutti. Come ho sempre detto, è un inizio. Ho già fatto una nota, chiedendo al Consorzio di bonifica di chiamare e di intervenire su Agenzia delle entrate, le agenzie di riscossione, che fanno riscossione dei tributi non pagati, di non effettuare il fermo amministrativo per i debiti inferiori a 1.000 euro. Ci sono anche, purtroppo, procedure – ma questa è una politica loro – di fermi amministrativi per importi anche irrisori. Ecco, oltre al danno anche la beffa. Su questo abbiamo scritto ufficialmente e ci sono interlocuzioni in corso per procedere a una rivisitazione, come abbiamo proceduto alla rivisitazione del regolamento per allungare il periodo di rateizzazione dello stesso tributo, proprio per andare incontro a quelle che sono le esigenze delle nostre aziende agricole sane, che vogliono assolutamente continuare a pagare avendo un servizio giusto e corretto.
Ringrazio ancora tutti per la disponibilità e per il modo col quale stiamo affrontando una discussione seria e importante, che incide sull’agricoltura pugliese. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
La ringrazio, assessore. A questo punto metto in votazione la mozione, a cui però c’è un emendamento a firma dell’assessore: «Al punto 2, dopo le parole “forestali”, aggiungere le seguenti: “ed il Comitato di coordinamento ai sensi dell’articolo 23 del decreto interministeriale 2484 del 2020”».
Scusate, la discussione si era chiusa. L’ho chiusa. Comunque, mi fido, e che motivo avrebbe per dirmi una cosa diversa? Diciamo che non è consueto, però insomma procediamo con l’intervento… A prescindere da tutto, prego, consigliere.
Speaker : SCALERA.
Grazie, Presidente.
Dopo le dichiarazioni dell’assessore Paolicelli, credo di aver capito che c’è un impegno – e correggimi, se sbaglio, perché da questo dipende la dichiarazione di voto che farò – del Governo regionale ad ampliare i territori che sono esclusi e per quanto riguarda le società di riscossione a bloccare le procedure esecutive.
Speaker : PRESIDENTE.
Sicuramente non è così. Il dialogo non è il modo migliore di procedere. Però, siccome sul tema c’è una sensibilità diffusa, credo che si possa derogare alle regole, quindi chiedo all’assessore di interagire con il consigliere Scalera, che pone una questione in termini estremamente costruttivi.
Speaker : PAOLICELLI, assessore all’agricoltura e allo sviluppo rurale.
Solo per specificare, collega Scalera, che si amplia in base al tipo di problematica ricevuta e di danno ricevuto. Noi stiamo intervenendo sul territorio colpito da Xylella, nelle diverse sottospecie, Xylella fastidiosa, Xylella fastidiosa-fastidiosa e Xylella multiplex, che hanno colpito il territorio pugliese, per intenderci, anche la parte di Cagnano Varano, che è stata colpita dalla Xylella, mi auguro in maniera delimitata, a anzi mi auguro che non ce ne sia più, seppur non rinviene nel Consorzio di bonifica Centro Sud. Ho fatto un esempio per rispondere anche al collega, ma ritorna a quello che diceva lei.
Ci sono, per fortuna, ancora dei comuni che non sono colpiti da Xylella. Quelli non è che devono pagare. Stiamo intervenendo nella decurtazione, sempre attraverso le interlocuzioni, attraverso il riutilizzo di economie. È una parte che viene decurtata. Dopo che verrà approvata dal decreto interministeriale la modifica, verrà avviata una procedura per la decurtazione di una quota parte del tributo per quelli colpiti da Xylella.
C’è un tema, la Xylella, per il quale si interviene. L’impegno che posso prendere è questo: mantenere l’interlocuzione con il Ministero, perché se domani mattina cambia la situazione, e purtroppo, come abbiamo visto, cambia continuamente l’area delimitata, è chiaro che stamattina è cambiata l’area delimitata, quindi alcune porzioni di territorio che non c’erano sono arrivate perché c’erano due alberi infetti.
Chiaramente, cambia a seguito di questa variazione, cambia di conseguenza anche chi potrà averne diritto e chi no. Questo è l’impegno che posso prendere.
L’altro impegno che ho preso già, perché abbiamo già scritto alle agenzie di riscossione, alle tre, è di non effettuare la procedura di pignoramenti e fermi amministrativi per quelli che hanno un debito inferiore a 1.000 euro.
Questo non è un impegno. Ho già scritto. Spero di essere stato chiaro.
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere Scalera, prego. Non aveva esaurito, abbiamo fatto un’eccezione.
Il consigliere Scalera non aveva esaurito il suo intervento, aveva chiesto all’assessore di specificare questo punto.
Per cui, prosieguo con il suo intervento.
Speaker : SCALERA.
L’ultima cosa che dovevo chiedere all’assessore è questa: quali misure si intendono adottare per compensare quegli agricoltori che si vedono recapitare queste cartelle? Noi cioè abbiamo territori esclusi perché non hanno avuto la Xylella, ma qua si perde il concetto principale: che il tributo 630 è un tributo che non devono pagare né gli agricoltori, né i cittadini pugliesi, perché non c’è un servizio. Se il tributo è ad un servizio dato, e questo servizio non viene dato, non si deve pagare. Io pago se ho un servizio…
Speaker : PRESIDENTE.
Prego.
Speaker : SCALERA.
Se mi fate finire l’intervento.
Speaker : PRESIDENTE.
Prego, consigliere.
Speaker : SCALERA.
Io mi sono riproposto, Presidente, oggi, di essere calmo, di stare tranquillo, e il mio spirito è uno spirito costruttivo. Tantomeno, caro Presidente… Presidente, qua fanno battute. Se cominciamo a fare battute, qua non ne usciamo più, oggi.
Speaker : PRESIDENTE.
Vi chiedo di non intervenire fuori dai microfoni e soprattutto di non fare battute quando parlano i consiglieri. Prego.
Speaker : SCALERA.
Tra l’altro, Presidente, siccome io lo ritengo un argomento molto serio e importante non solo per il mio territorio, ma per l’intero territorio pugliese, su questi temi mi sono più volte non solo interfacciato con l’assessore Paolicelli, sono andato anche a Roma (lei stesso mi ha firmato la missione) e ho parlato con il Presidente della Commissione agricoltura e con lo stesso Ministro dell’agricoltura. Quindi, è un tema importante rispetto al quale tutti dobbiamo vedere come risolvere il problema, visto che il comparto agricolo oggi in Puglia è la cenerentola dei comparti, almeno viene visto – è una mia impressione – da questo Governo regionale come la Cenerentola, come se gli agricoltori fossero gli ultimi della classe, senza capire e senza sapere che il comparto agricolo è uno dei comparti trainanti dell’intera economia pugliese.
Detto questo – lo voglio ricordare prima a me stesso e poi a tutti quanti – ritengo che questa mozione… Vi dico subito che il mio voto sarà favorevole, perché non voglio, per i territori che usufruiranno di questo beneficio, essere contro. Ma vi dirò, congiuntamente al mio voto favorevole, che non sono soddisfatto di come stanno andando le cose, perché territori che vengono esclusi non è giusto che debbano continuare a pagare e che debba avere le ganasce alle proprie auto chi non paga.
L’impegno che io volevo prendere, proprio alla luce del nuovo bilancio che andremo a fare nei prossimi mesi, il bilancio di questa Giunta regionale e dell’intero Consiglio regionale, è che nel bilancio si possa pensare ai territori esclusi, perché non ci devono essere agricoltori di serie A e agricoltori di serie B, cittadini di serie A e cittadini di serie B. Il fatto che alcuni territori non sono stati colpiti dalla Xylella fastidiosa o dalla Xylella fastidiosa-fastidiosa non deve essere una nota di demerito per cui, siccome non sono stati colpiti dalla Xylella, devono pagare, devono andare avanti e pagare un tributo ingiusto, che non è dovuto.
Io lo ribadisco e continuerò le mie battaglie. Pur votando a favore di questa mozione, continuerò questa battaglia perché il tributo 630 sia sospeso, a prescindere dalla Xylella fastidiosa o dalla Xylella fastidiosa-fastidiosa. Grazie, Presidente.
(Applausi)
Speaker : PRESIDENTE.
Intanto non sono consentiti applausi durante la discussione in Consiglio.
Io concedo la parola solo, perdonatemi, al consigliere Lanotte, perché come dice… Fatemi dire e poi dopo giudicatemi: mi era sfuggito, scusatemi, che c’erano due prenotati prima della chiusura.
Non ci sono più interventi. La discussione era chiusa, perdonatemi.
Per dichiarazione di voto… Perché se ne va, consigliere? Torna a posto, fammi dire.
Perdonatemi: mi era sfuggito che nel momento in cui io ho chiuso la discussione… Questo è un altro ragionamento.
Consentiamo un giro di dichiarazioni di voto, una per Gruppo. Perdonatemi: per dichiarazione di voto, un intervento per gruppo massimo.
Si è iscritto il consigliere Tutolo. Prego, consigliere.
Speaker : TUTOLO.
Grazie, Presidente.
Io volevo sottolineare un paio di aspetti. Il primo è che quella norma che prevede che il tributo 630 è dovuto per lavori di miglioramento, di bonifica, e quant’altro, è rinveniente da un regio decreto. Noi ogni tanto facciamo finta di dimenticare che siamo la Regione, e che quindi abbiamo dei limiti, nella nostra potestà. Quella norma quindi noi l’abbiamo dovuta pari pari recepire, e ritengo anche che sia giusta. Ma attenzione: è giusta per tutto il territorio della Puglia, è giusta per tutti quanti. Tutti quelli che non hanno avuto dei benefici non dovrebbero pagare quel tributo 630, perché manca il sottostante.
La mozione di oggi, mi par di capire, è di altra natura. La mozione di oggi vuole dire infatti che per i territori colpiti dalla Xylella, siccome ci sono delle risorse avanzate, non utilizzate per quella cosa, togliamo il tributo 630 a questi signori per questo specifico fatto. Io avrei messo pure per la siccità, non soltanto per la Xylella, perché ci sono problemi e problemi e Dio sa quanto nel nostro territorio è costata a migliaia di aziende agricole la siccità, cioè la non possibilità di fare quello che si è sempre fatto, per cui ci sono fasci di cambiali così.
Oggi sentire questa roba mi sembra veramente surreale. A me sembra incredibile questa storia. Io ritengo che se un tributo è dovuto o non è dovuto in base a un servizio che è stato reso o meno, ma veramente siamo noi a dover decidere se è stato fatto il lavoro? Che ne so io, io non lo so dove è stato fatto e dove non è stato fatto e non posso essere io a decidere, collega Scalera. Forse non ti è chiaro, io il sopralluogo sui territori dove hanno fatto il beneficio e dove non lo hanno fatto non l’ho fatto e non lo voglio fare. Ma di che stiamo parlando?
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere Scalera, si accomodi, per cortesia.
Consigliere Scalera, stia al suo posto.
Speaker : TUTOLO.
Non credo che per fare il mio intervento debba chiedere a te cosa devo dire. Devo chiedere a te quello che devo dire?
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere Scalera, sta intervenendo il consigliere Tutolo.
Speaker : TUTOLO.
Siamo veramente alla follia.
Speaker : PRESIDENTE.
Basta! Consigliere Scalera, si accomodi. Consigliere Tutolo, lei si attenga… Basta. Consigliere Tutolo, prosegua il suo intervento senza interloquire. Si rivolga alla Presidenza.
Speaker : TUTOLO.
Volevo chiedere se ho detto qualcosa di dissennato, qualcosa che va al di là delle norme. Mi pare una richiesta assolutamente legittima quella di guardare dappertutto, a tutti i territori, e soprattutto, ripeto, noi chi siamo per giudicare se sono stati fatti o non sono stati fatti dappertutto? Ci saranno sicuramente una moltitudine… Alcuni territori sono stati peggio trattati rispetto ad altri, ma vi posso garantire che anche altrove ci sono gli stessi identici problemi.
Speaker : PRESIDENTE.
Per cortesia! Consigliere Tutolo, chiuda il suo intervento.
Speaker : TUTOLO.
Ma qual è il problema? Tu hai fatto i sopralluoghi? Tu sei deputato. Tu non hai capito il tuo ruolo! Quello il suo ruolo non l’ha capito qual è, ma veramente!
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere Tutolo, chiuda il suo intervento. Chiuda il suo intervento, per favore! Chiuda il suo intervento, per favore, consigliere!
Prego.
Speaker : TUTOLO.
Sono stato in ossequioso silenzio, ad ascoltare gli interventi di tutti. Non ho detto una parola mentre intervenivano altri, pur non condividendo né l’impostazione, né il contenuto.
Dopodiché, prendo atto che quando intervengo e quando devo intervenire per dire una cosa che mi pare naturale, banale, non è possibile farlo, perché se non va in una certa direzione, per qualcuno non va bene bene.
Ebbene, non mi sottrarrò mai di esprimere il mio pensiero, l’ho fatto adesso e lo farò sempre, anche a costo di sembrare antipatico a qualcuno, o a più di qualcuno. Ma non è che sono qui per essere simpatico o antipatico a qualcuno, sono qui per esprimere il mio pensiero liberamente, senza pensare a quello che può pensare chiunque altro rispetto a quello che è il mio.
Speaker : PRESIDENTE.
Ci sono altri interventi?
Dichiarazioni di voto, però non so se avete visto che sono andati… Possiamo andare al voto? Consigliere Scianaro, possiamo andare al voto? Possiamo andare al voto direttamente, visto che gli animi sono accesi? Consigliere Fischetti, possiamo andare al voto?
Grazie. Io ringrazio tutti i consiglieri per aver compreso che è arrivato il momento di mettere al voto la mozione.
È aperta la votazione. Prima c’è l’emendamento, che avevo già letto prima.
Si vota per l’emendamento. È aperta la votazione. L’avevo detto prima: «Al punto 2, dopo la parola “forestale”, aggiungere le seguenti: “ed il Comitato di coordinamento ai sensi dell’articolo 23 del decreto interministeriale 2484 del 2020”».
Prego, chi deve votare? Ci sono postazioni che non funzionano, quindi Spaccavento non riesce a votare. A fianco a Spaccavento riesce a votare? No, non risulta.
Bene, avete votato? Quindi, Spaccavento, il suo voto è favorevole.
È chiusa la votazione.
Presenti 41 (visto che Spaccavento non riesce a votare), votanti 41, favorevoli 41, nessun voto contrario.
L’emendamento è approvato.
Ora passiamo alla votazione della mozione, così come emendata.
È aperta la votazione. Chi deve votare? Spaccavento, il suo voto è favorevole. Chi deve votare? Hanno votato tutti, avete votato tutti? Posso chiudere la votazione?
È chiusa la votazione.
Presenti 41, votanti 41, astenuti 1, favorevoli 40 (va aggiunto il voto di Spaccavento).
No, c’è un astenuto più un voto che non è registrato. Siamo in 41.
Perdonatemi, presenti 41, votanti 40, astenuto 1, favorevoli 40 (perché va aggiunto il voto favorevole del consigliere Spaccavento).
La mozione è approvata.
Passiamo al prossimo punto all’ordine del giorno: Proposta di legge a firma del consigliere Scalera e altri “Istituzione della Giornata regionale per l’utilizzo sicuro, responsabile e consapevole della rete internet e dei social” (atto consiliare 58).
Relazione del Presidente della III Commissione. Prego, Presidente.
Speaker : SPACCAVENTO, relatore.
Signor Presidente, colleghe e colleghi consiglieri, ho l’onore di relazionare oggi in Assemblea su una proposta di legge che la III Commissione ha approvato all’unanimità nella seduta del 10 giugno scorso, la proposta di legge del consigliere Scalera, che penso si possa calmare in questo momento.
Questa proposta di legge è il segno che su certi temi c’è trasversalità e unanimità e si può parlare a una sola voce. I dati ISTAT ci dicono che quasi l’85 per cento dei ragazzi tra gli undici e i diciannove anni possiede già un profilo social, percentuale che sale al 97 per cento tra i diciassette e i diciannove anni, numeri che raccontano una generazione che vive, comunica, studia e socializza sui social, dentro la rete. Non possiamo né vogliamo demonizzare questo mondo. Può essere un’opportunità. Ma ci sono, con grande onestà, anche dei rischi. L’accesso precoce alle piattaforme, spesso con profili falsi, il fenomeno dello sharenting, le forme di dipendenza comportamentale, come l’internet gaming disorder, fino a conseguenze serie come ansia, isolamento, calo del rendimento e, nei casi più gravi, isolamento estremo.
Ma c’è un livello di analisi che dobbiamo avere il coraggio di portare in quest’Aula, quella che chiamiamo dipendenza dai social. Non è una metafora, è un fenomeno con basi neurobiologiche, ormai documentate dalla letteratura scientifica. Gli studi delle neuroscienze hanno dimostrato che lo scrolling compulsivo attiva i medesimi circuiti di ricompensa dopaminergica coinvolti nelle dipendenze comportamentali da sostanza. Ogni notifica, ogni “mi piace”, ogni nuovo contenuto genera un piccolo rilascio di dopamina, che il cervello, soprattutto quello ancora in formazione, come quello degli adolescenti, impara a cercare in modo sempre più compulsivo. Si genera così il meccanismo dal craving, quello riconosciuto anche nelle astinenze da sostanze.
Non è un caso che oggi parliamo di internet gaming disorder e di dipendenza da social usando lo stesso linguaggio clinico e gli stessi servizi che da decenni si occupano di altre dipendenze. I nostri SerD hanno registrato più volte questo fenomeno e la nostra Commissione si è già soffermata più volte sul numero crescente di prese in carico per dipendenze comportamentali. È una nuova dipendenza che si affaccia con forza nei nostri servizi territoriali e le nostre ASL devono imparare a riconoscere e a trattare con strumenti adeguati, investendo in formazione specifica per gli operatori.
Nei casi più estremi, questo isolamento da dipendenza digitale sfocia nella sindrome dell’hikikomori, il ritiro sociale totale degli adolescenti, che richiede una risposta sociale sanitaria integrata non più procrastinabile.
Altre nazioni si sono preoccupate di questo fenomeno, fino ad arrivare, in Regno Unito, al divieto d’accesso ai social per gli under-16. Ovviamente, non è il modello che noi proponiamo, non è il modello che intendiamo acquisire, però è bene dirlo con chiarezza: qui non parliamo di divieti, né di restrizioni, ma di sensibilizzazione, di educazione, di consapevolezza sociale.
Il tema della tutela dei minori on line, però, è oggetto al centro dell’agenda politica e dell’agenda politica europea, quindi anche della Regione Puglia. Ecco perché questa legge non è soltanto una norma di sensibilizzazione culturale, ma è anche, nella sostanza, un atto di prevenzione sanitaria che si inserisce nello stesso solco delle politiche regionali sulle dipendenze patologiche.
Di fronte a questi numeri la Commissione non si è limitata a registrare il problema, ma ha scelto di costruire una risposta istituzionale concreta. Qui vorrei sottolineare due scelte politiche significative, che la Commissione ha voluto imprimere al testo originario attraverso un lavoro emendativo che ne ha rafforzato la sostanza.
La prima riguarda il titolo. Abbiamo voluto inserire espressamente il riferimento alla sensibilizzazione digitale, perché non si tratta soltanto di celebrare una giornata simbolica, ma di costruire un percorso culturale che accompagni famiglie, scuole, istituzioni nella consapevolezza digitale.
Sapere cosa significa stare in rete, riconoscere i rischi, esercitare un uso responsabile, una consapevolezza che non si esaurisce in un giorno, ma che quel giorno deve contribuire a costruire.
La seconda è per me la più importante: è quella che abbiamo aggiunto all’articolo 2, non ci siamo fermati alla semplice istituzione di una ricorrenza – la legge la fissa del secondo martedì di febbraio – ma abbiamo voluto che la Giunta regionale, d’intesa con l’Ufficio di Presidenza dei Consiglio, definisca ogni anno un programma annuale di iniziative e le relative modalità organizzative: è la differenza tra una data e una pubblica proposta strutturata. Senza questa previsione il rischio sarebbe di mettere una data sul calendario.
Con questa scelta, invece, diamo concretezza e continuità alla Giornata, anno dopo anno, con un impiego verificabile delle istituzioni regionali.
Signor Presidente, colleghi, viviamo in un tempo in cui la rete è ormai parte della vita quotidiana dei nostri figli, dei nostri studenti, dei nostri giovani, dei nostri nipoti, ma anche di ciascuna e ciascuno di noi. A noi spetta il compito di discernere e di ribilanciare in un contesto nel quale sempre più spesso la rete e i social rappresentano il luogo privilegiato per la formazione dei nostri giovani. Le istituzioni non possono e non vogliono restare spettatrici, e noi oggi lo stiamo dimostrando con questa proposta di legge che lega tutti i consiglieri.
Per questo chiedo a tutta l’Assemblea, raccogliendo lo spirito unitario che ha animato il lavoro in Commissione, di approvare questa proposta di legge. Noi siamo, come dice il testo di una canzone, l’elemento umano nella macchina, lo siamo insieme ai nostri ragazzi, ai nostri giovani, alle nostre ragazze. Tutelare la loro consapevolezza digitale vuol dire avere a cuore la loro sicurezza, che vogliamo costruire insieme ogni anno, con un programma che non resti sulla carta, ma che diventi attivazione collettiva permanente. Vi ringrazio.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Spaccavento.
È aperta la discussione. Ha chiesto di intervenire la consigliera Barone. Ne ha facoltà.
Speaker : BARONE.
Grazie, Presidente.
Indubbiamente ci uniamo alle parole del Presidente Spaccavento, ma ci uniamo anzitutto al lavoro fatto in Commissione, perché indicare una giornata può essere, fra le tante giornate mondiali, regionali, nazionali, una delle tante, però chiaramente stiamo dando un valore proprio perché i ragazzi più giovani, ma anche gli adulti… Purtroppo il problema di questa eccessiva digitalizzazione inizia con i ragazzi, che probabilmente non hanno visto mai una vita alternativa senza telefono, senza cellulare, senza social. Noi che abbiamo avuto la fortuna di goderci quei momenti sappiamo bene, con nostalgia, quanto fosse bello non avere il telefonino, aspettare il suono del citofono o la telefonata. Era un momento con una narrazione ben differente, con una dolcezza e una tenerezza un po’ diversa rispetto a quello che probabilmente vivono nella loro normalità e nella loro quotidianità i giovani.
Quindi, è importante indicare una giornata dando attenzione a quel disagio. È indubbio – è stato detto benissimo prima di me – quanto questo uso distorto dei social sia dannoso, probabilmente coinvolge ognuno di voi, me per prima, sicuramente è un uso distorto e non accettabile. Ancor di più, a cascata, magari per chi non ha vissuto una vita senza telefonino e chi vive oggi una quotidianità, una normalità spesso e volentieri, isolandosi rispetto anche alla propria famiglia, ai propri amici. Ci sono ragazzi che vivono la giornata chiusi nella propria camera, magari soltanto con lo schermo del telefonino, piuttosto che del computer, dove esprimono loro stessi. Quindi, è indubbio che c’è un problema sociale, sanitario, che andrebbe affrontato a 360 gradi.
Chiaramente, nell’appoggiare totalmente questa proposta, noi abbiamo però fatto… È importante partire anche da quello che questo Consiglio regionale ha già fatto: abbiamo già approvato all’unanimità una legge contro il bullismo e il cyberbullismo, quindi ci sono stati anche dei soldi già dedicati.
Crediamo che vada messo tutto a sistema, perché se poi si lavora per spot è anche complicato riuscire ad avere un’unica visione e un’unica direzione. Invece, in pratica, è importante sapere quello che è stato fatto, quindi, tante leggi già approvate, già delle misure che sono entrate nel vivo. Ricordo, quando sono stata assessora, ma lo potrà dire anche l’assessore Casili, alcune misure hanno già avuto delle scuole come protagoniste contro il bullismo e il cyberbullismo. Quindi, c’è un impegno costante della Regione, che però non può essere isolato rispetto alle attività che vanno fatte nelle associazioni, nei Comuni, nelle famiglie, nelle parrocchie.
Io credo che in questo momento quello che è un disagio giovanile urla rispetto a una difficoltà veramente di comunicazione che è molto più ampia, quindi, sicuramente ben vengano giornate dove si potrà anche un po’ coagulare quanto fatto, ripartendo, cercando di dare un impianto differente che provi a creare un sistema, cioè una rete di azioni, perché sennò lavoriamo a spot.
Quindi, ben vengano le giornate, approviamo il tutto, cerchiamo di creare un’unica regia, che può essere magari anche proprio l’Assessorato al welfare stesso che se ne carichi come ha fatto e come fa, perché è proprio l’impegno che però non è soltanto sociale, ma è sanitario, è anche un po’ della scuola, quindi, c’è da fare rete, sempre di più.
Il lavoro c’è, l’impegno c’è, ma sicuramente giornate come queste alzeranno i riflettori e faranno sì che ci sarà una riflessione ancora più approfondita da parte delle istituzioni per ascoltare i ragazzi, perché forse il primo passaggio è proprio quello: l’ascolto che va forse amplificato e migliorato.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Barone. Ha chiesto di intervenire il consigliere Pagliaro, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Presidente. Chiaramente, noi siamo favorevoli a questa proposta di legge che istituisce la Giornata regionale per l’utilizzo sicuro di internet e dei social sul modello della Regione Veneto, che l’ha già istituita nel 2024. Tutti noi sappiamo che l’uso incontrollato e smodato dei social e della rete stanno mettendo a rischio la salute psicofisica dei minori, fino a spingerli all’isolamento sociale. Quindi, ben vengano le azioni di studio e di ricerca sui pericoli legati all’uso non protetto dei social media e del web. Ancor meglio, l’attenzione che si presta sull’uso consapevole e critico dell’intelligenza artificiale: su questo ci sarebbe da approfondire ancora di più la questione.
È bene soprattutto agire sulla prevenzione dei rischi con progetti educativi per imparare a usare internet come strumento scolastico e di lavoro, dominando questo strumento e non diventandone vittime.
Visto che spetterà alla Giunta definire ogni anno le iniziative per la ricorrenza della giornata e le relative modalità organizzative, ci auguriamo che venga coinvolta anche l’opposizione, perché su questa materia così delicata per il presente e per il futuro dei nostri giovani non devono esistere orticelli ideologici. Quindi, votiamo favorevolmente questa legge e vi chiediamo un coinvolgimento totale di tutti i consiglieri di tutti i Gruppi consiliari.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Il consigliere Vurchio ha chiesto la parola. Prego.
Speaker : VURCHIO.
Grazie, Presidente, assessori, colleghe e colleghi. Desidero innanzitutto rivolgere un sentito ringraziamento al consigliere proponente, ai componenti e al Presidente della III Commissione, che hanno approfondito questo disegno di legge, migliorandolo e licenziandolo all’unanimità. Auspico naturalmente che anche il Consiglio regionale faccia nello stesso modo, anche perché l’umanità su un tema come questo non è un fatto scontato, significa che la Commissione prima e auspico il Consiglio regionale dopo ha saputo riconoscere una priorità, che riguarda tutte le famiglie pugliesi, al di là delle appartenenze politiche. Parliamo di una legge semplice nella sua struttura ma imponente nel suo significato.
Oggi internet, i social, gli smartphone, come già abbondantemente detto, non sono più semplici strumenti tecnologici, sono il luogo in cui i nostri figli crescono, si confrontano, imparano, si divertono, e purtroppo a volte si smarriscono.
Lo dico da padre: anch’io vivo ogni giorno la difficoltà di educare i miei figli ad un uso equilibrato del cellulare, è una sfida che accomuna milioni di famiglie. Lo smartphone ormai è diventato quasi un’estensione della persona. Accompagna i ragazzi dalla mattina alla sera, entra nelle loro emozioni, nelle loro amicizie, nello studio e perfino nel modo in cui costruiscono la propria autostima. È proprio per questo che credo sia sbagliato contrapporre il mondo digitale alla vita reale.
Il progresso non si ferma e nessuno di noi pensa che internet o i social siano un nemico, anzi, la rete è una straordinaria opportunità, un’occasione di conoscenza, di formazione, di lavoro, di innovazione, di libertà.
Questa è la parte migliore della rivoluzione digitale, ma ogni rivoluzione porta con sé nuove responsabilità, accanto alle opportunità crescono anche i rischi: dal cyberbullismo alle fake news, alle truffe informatiche, all’isolamento sociale, alle dipendenze digitali, alla perdita della privacy, e oggi più che mai l’utilizzo anche distorto dell’intelligenza artificiale.
Viviamo in un tempo nel quale diventa sempre più difficile distinguere ciò che è reale da ciò che è costruito artificialmente. Un video può essere manipolato, una voce riprodotta, un’immagine alterata, fino a sembrare autentica.
È per questo che l’educazione digitale non può più essere considerata una materia accessoria. È una nuova forma di educazione civica, così come insegniamo ai nostri ragazzi il rispetto delle regole della strada, dobbiamo anche insegnare loro le regole della cittadinanza digitale: il rispetto delle persone, la tutela della propria identità, il valore della verità, la responsabilità delle parole e delle immagini condivise on line. Questa legge va esattamente in questa direzione, che non vuol dire proibire, non vuol dire limitare, ma vuol dire soprattutto educare e anche costruire con consapevolezza.
Nessuna legge potrà mai sostituire il ruolo educativo dei genitori, degli insegnanti; ma una buona legge può anche creare occasioni di confronto, promuovere campagne di sensibilizzazione, come quella per la quale stiamo discutendo, e far crescere una cultura della responsabilità. Credo che la Regione debba essere protagonista di questa sfida, investendo nella formazione dei giovani, dei docenti e delle famiglie affinché il digitale sia sempre uno strumento che amplia le opportunità e non un fattore che alimenta le fragilità.
Per queste ragioni il voto del nostro Gruppo è favorevole. Non è soltanto un consenso a un provvedimento legislativo, è l’affermazione di un principio. La tecnologia deve restare al servizio della persona, mai il contrario. Se riusciamo a trasmettere questo messaggio ai nostri giovani, avremo fatto qualcosa di importante non solo per il loro presente ma soprattutto per il loro futuro. Per cui, una proposta che istituisce una giornata dedicata a questo tema credo vada nella direzione giusta e meriti un voto favorevole.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Vurchio.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Romito. Ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : ROMITO.
Grazie, Presidente. Per esprimere il mio apprezzamento per il lavoro svolto dal collega Scalera e dai colleghi commissari nel produrre una buona legge regionale, che ci aiuterà a rendere sempre più edotti i nostri giovani, i ragazzi rispetto all’utilizzo consapevole della rete. Peraltro, Presidente, viviamo un momento storico assai strano, dove il bullismo e il cyberbullismo è praticato addirittura da Capi di Stato. Dunque, io credo che dovremmo rivolgere prima di tutto alla sensibilità e alla onorabilità di ciascuno di noi un invito a utilizzare in modo intelligente e dignitoso la rete, perché purtroppo abbiamo piene le cronache di notizie legate a giovani che sono arrivati a togliersi la vita, non potendo più sopportare le angherie, il bullismo, la cattiveria, la violenza gratuita.
Io non so se questa legge riuscirà a modificare, purtroppo, l’andazzo di questi tempi, in cui si è persa completamente la rotta, un tempo malato, Presidente, un tempo in cui attraverso una telefonata si decide di eliminare addirittura la squalifica in un campionato mondiale di calcio. Questo è un tempo veramente strano. Allora, rispetto a tutto quello che passa e a tutto quello che accade in un momento sempre più complesso e complicato della nostra vita moderna, credo che da legislatori possiamo offrire il nostro piccolo, modesto e, spero, non insignificante contributo per fare delle leggi giuste. Il tempo ci dirà se sono state anche utili. La nostra coscienza, però, ci impone di lavorare in questa maniera.
Ecco perché voteremo favorevolmente l’iniziativa promossa dal collega Scalera e spero ne seguiranno anche altre.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Romito.
Non ci sono altri interventi. Se non ci sono dichiarazioni di voto procederei con la votazione degli articoli della norma.
È aperta la votazione sul primo articolo.
Votate. Chi deve votare? Avete votato tutti? Bene.
È chiusa la votazione.
Presenti 37, votanti 37, voti favorevoli 37.
L’articolo 1 è approvato all’unanimità dei presenti.
Passiamo alla votazione dell’articolo 2.
È aperta la votazione.
Chi deve votare? Avete votato tutti?
È chiusa la votazione.
Presenti 38, votanti 38, favorevoli 38.
L’articolo 2 è approvato all’unanimità dei presenti.
Passiamo alla votazione dell’articolo 3.
È aperta la votazione.
Avete votato tutti? Bene.
È chiusa la votazione.
Presenti 37, votanti 37, favorevoli 37.
L’articolo 3 è approvato all’unanimità dei presenti.
Metto in votazione la norma nella sua interezza.
È aperta la votazione.
Avete votato? Chi deve votare ancora? Consigliere Scalera, ha votato? Chi deve votare? Lei è il relatore, presentatore. Chi deve votare?
È chiusa la votazione.
Presenti 38, votanti 38, favorevoli 38.
La proposta di legge è approvata all’unanimità.
Il consigliere Scalera chiede 30 secondi per i ringraziamenti. Prego, consigliere.
Speaker : SCALERA.
Grazie, Presidente.
Signor Presidente, colleghe e colleghi consiglieri, desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento all’intero Consiglio per l’approvazione unanime di questa proposta di legge che rappresenta un segnale importante di attenzione verso le nuove generazioni e verso delle sfide educative sociali più rilevanti del nostro tempo.
L’istituzione della giornata regionale dell’uso consapevole dei social media non ha un valore meramente simbolico, ma costituisce un impegno concreto affinché istituzioni, scuole, famiglie, operatori educativi e associazioni possano collaborare nella promozione di una cultura digitale fondata sulla consapevolezza, sulla responsabilità e soprattutto sul rispetto della persona.
Viviamo in un’epoca in cui il digitale, così come è stato detto dai colleghi e dai Presidenti dei Gruppi che hanno votato favorevolmente questa proposta di legge, rappresenta una straordinaria opportunità: di crescita, di conoscenza e di partecipazione.
Allo stesso tempo, non possiamo però ignorare i rischi che un utilizzo improprio della rete può comportare, soprattutto per i bambini adolescenti, dal cyberbullismo alla diffusione di contenuti inappropriati, dalla dipendenza digitale alla violazione della privacy.
Con questo provvedimento la Regione Puglia afferma con chiarezza che la risposta a tali criticità non può essere il divieto o la demonizzazione della tecnologia, ma l’educazione, la prevenzione, la promozione di un utilizzo consapevole degli strumenti digitali.
La scelta di celebrare questa giornata nel secondo martedì di febbraio, in concomitanza con l’iniziativa internazionale promossa a livello europeo e condivisa da oltre cento Paesi, rafforza il legame della nostra Regione con un percorso comune che coinvolge istituzioni e continuità di tutto il mondo nella costruzione di un ambiente digitale più sicuro e inclusivo.
L’unanimità registrata oggi in questa Assise assume un significato particolare importante su temi che riguardano la tutela dei minori, la qualità dell’educazione e il futuro delle nostre comunità. Il Consiglio regionale ha saputo esprimere una posizione condivisa, dimostrando che il bene delle nuove generazioni rappresenta un valore che va oltre ogni appartenenza politica. Per questo, desidero rivolgere un sentito ringraziamento a lei, Presidente Matarrelli. Ma un grande ringraziamento lo devo fare al Presidente della III Commissione, il collega Spaccavento, agli uffici che hanno accompagnato il percorso del provvedimento e a tutti i colleghi consiglieri che, con il loro contributo e con il loro voto favorevole, hanno consentito di raggiungere questo risultato.
L’auspicio è che questa giornata diventi ogni anno un’occasione di confronto, formazione e sensibilizzazione, capace di coinvolgere l’intera comunità regionale e di contribuire a formare cittadini digitali più consapevoli, più responsabili e soprattutto più rispettosi degli altri.
Grazie, Presidente. Grazie a tutti voi. Auspico che i prossimi provvedimenti vadano così come è stato votato questo. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Scalera.
Passiamo al successivo punto all’ordine del giorno, visto che non abbiamo ancora raggiunto l’orario della fine dei lavori: disegno di legge n. 46 “Valutazione di impatto generazionale e valutazione di impatto di genere nell’ambito dei disegni di legge, delle proposte di legge e dei regolamenti delegati ai sensi del comma 1 dell’articolo 44 dello Statuto regionale. Modifiche alla legge regionale 2 novembre 2011 n. 29 ‘Semplificazione e qualità della normazione’”. Atto consiliare 107.
Relaziona il Presidente della II Commissione. Prego, consigliere Borraccino.
Speaker : BORRACCINO, relatore.
Grazie, Presidente.
È un provvedimento importante, intergenerazionale, che introduce dei criteri che abbiamo provato a trasformare da astratti in concreti, sull’impatto generazionale e di genere all’interno della normativa regionale. È stato un lavoro condiviso dalla Commissione, tant’è vero che il punto è stato approvato all’unanimità dopo tre sedute e dopo una serie di emendamenti approvati, condivisi da maggioranza e opposizione. In particolare, mi riferisco a una serie di emendamenti e subemendamenti che la Vicepresidente del Consiglio Vaccarella insieme al consigliere segretario Di Cuia, in rappresentanza dell’Ufficio di Presidenza, hanno presentato e che sono stati condivisi da tutti.
C’è stato il supporto prezioso dell’assessore Ciliento, che è intervenuta presentando emendamenti, e oggi stesso presenterà un altro emendamento a firma del Governo per portare avanti questa norma che, di fatto, apre nuove opportunità, a partire dalla normativa regionale, da tutti i disegni di legge che noi faremo, dal punto di vista della parità di genere e soprattutto dell’impatto generazionale, quindi aprire le porte ai giovani all’interno delle istituzioni e soprattutto all’interno delle norme che noi, da qui in avanti, approveremo in Consiglio regionale.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Borraccino.
È aperta la discussione. Ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva. Ne ha facoltà.
Speaker : MINERVA.
Grazie, Presidente. Devo dire che oggi siamo contentissimi, in questo Consiglio pieno di norme che approviamo, di portare finalmente in discussione una norma a cui si sta lavorando da tempo e per la quale ringrazio in particolare l’assessore Ciliento.
È una norma che risponde ad una domanda ben precisa: per chi lavoriamo quando pensiamo una norma, a chi indirizziamo la nostra attività quando approviamo una legge, quando ne discutiamo, quando proviamo ad emendarla?
In questa norma c’è la risposta a queste domande, che sono le domande che attanagliano la nostra attività politica, la nostra azione quotidiana, il nostro muoverci sul territorio come rappresentanti di cittadini e cittadine che ci danno fiducia e in noi ripongono le loro speranze?
Con questa norma stiamo specificando che ogni nostra azione, ogni legge, ogni discussione ha nelle future generazioni i destinatari di ciò che oggi facciamo. Ci sono state importanti discussioni al Parlamento europeo, a seguire dagli anni Novanta in poi, ci sono state importanti discussioni nelle assise di rappresentanza parlamentare delle più moderne democrazie, che ci hanno tenuto a considerare le norme che si discutono e si applicano nel presente valevoli per garantire speranza e futuro alle nuove generazioni.
Con questa legge, noi introduciamo la valutazione di impatto di genere e di impatto generazionale in un momento storico in cui conosciamo i gap che ancora ci sono fra gli uomini e le donne di questo paese, a partire da quello sul tema del lavoro, sul tema salariale della retribuzione, a partire dal tema sui diritti fino al tema delle opportunità. Come dice qualcuno, non c’è solo un tema di pari opportunità, ma c’è un tema di pari possibilità perché per come è strutturato o è strutturata oggi la società, ancora uomo e donna non hanno le stesse possibilità, non partono dalla stessa linea di inizio. Così per le nuove generazioni. Spesso non pensiamo che con il nostro agire andiamo ad intervenire su situazioni che precludono la possibilità a chi domani dovrà vivere nella nostra terra, nella nostra Puglia, nella nostra Italia, nella nostra Europa, nel nostro mondo, in questo pianeta la possibilità di avere le stesse opportunità e le stesse possibilità che stiamo avendo noi.
Per questo è una norma fondamentale ed importante. E per questo, con l’emendamento a nostra firma, abbiamo voluto introdurre all’articolo 3 anche le valutazioni relative al genere e alle generazioni anche in sede di VIR, di valutazione di impatto della regolamentazione, perché c’è bisogno anche di un controllo e di un’iniziativa di verifica rispetto all’impatto reale delle leggi che approviamo nel tempo futuro.
Presidente, non prendo altro tempo e colgo l’occasione per fare gli auguri all’assessore Leuzzi per l’arrivo del suo secondogenito, dedicando l’approvazione di questa legge a Enea. Simbolicamente, lo faccio a tutti i nati in questi giorni, a quei bambini e a quelle bambine che sono venuti al mondo e che saranno o sapranno in futuro che in Consiglio regionale i loro genitori, i loro nonni, chi fa parte di una generazione diversa dalla loro si impegna affinché ogni singola norma possa avere un impatto positivo sul loro futuro.
Quindi, all’assessore Leuzzi i nostri auguri, a Enea e a tutti i bambini appena nati e a tutte le bambine neonate la dedica dell’approvazione di questa norma.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Vurchio, che ne ha facoltà.
Prego, consigliere.
Speaker : VURCHIO.
Grazie, Presidente.
Assessori, colleghe e colleghi, sarò sicuramente telegrafico.
Vorrei innanzitutto rivolgere un sentito ringraziamento all’assessore Debora Ciliento e agli uffici regionali che hanno lavorato per la predisposizione di questo importante disegno di legge, e a tutti i colleghi della Seconda Commissione che hanno contribuito al suo approfondimento.
Essendo componente Segretario della Seconda Commissione, egregiamente presieduta dall’amico, collega Borraccino, che ho avuto modo di apprezzare il percorso di confronto e di maturazione di un provvedimento che a mio avviso introduce un principio importante nel modo di fare politica e soprattutto di costruire le decisioni legislative.
Questa legge ci richiama a una responsabilità fondamentale: cioè, la politica non può limitarsi solo a governare il presente, ma deve anche avere la capacità di guardare al futuro.
La valutazione dell’impatto generazionale e dell’impatto di genere non deve essere letta come un ulteriore adempimento burocratico, ma come uno strumento di qualità della nostra azione politica. Ogni scelta che assumiamo in quest’Aula produce conseguenze sulla vita delle persone, sulle famiglie, sui giovani, sulle donne, sul territorio, sull’ambiente, sull’opportunità di crescita e di sviluppo di questa comunità.
Oggi più che mai, in una fase caratterizzata anche da grandi trasformazioni sociali ed economiche, la politica ha il dovere di interrogarsi non soltanto sull’efficacia immediata di alcuni provvedimenti, ma anche sugli effetti che gli stessi produrranno nell’immediato futuro. Allo stesso tempo, la valutazione d’impatto di genere rappresenta anche un passo importante, perché ci ricorda che una crescita autentica non può prescindere dalla piena valorizzazione del ruolo delle donne nella società, nel lavoro, nelle istituzioni e anche nei processi decisionali.
Credo che questa legge debba essere anche considerata un punto di partenza. Mi permetto, caro assessore, di suggerire che nel percorso di attuazione possa essere importante anche prevedere momenti di formazione e confronto rivolti ai consiglieri regionali, agli uffici e a tutti coloro che partecipano alla costruzione delle politiche pubbliche, affinché la valutazione generazionale e di genere diventi realmente parte integrante della nostra cultura istituzionale.
La buona politica è quella che sa anticipare i bisogni, ascoltare la società e assumere le decisioni pensando a chi verrà dopo di noi. Per queste ragioni, esprimo il mio voto favorevole a questo provvedimento, ringraziando ancora una volta l’assessore, gli uffici e tutti i colleghi della Commissione per il lavoro svolto. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Vurchio. Ha chiesto di intervenire il consigliere Romito. Ne ha facoltà.
Speaker : ROMITO.
Grazie, Presidente. Io mi auguro che questa proposta di legge sull’impatto generazionale nelle future norme regionali non sia semplicemente un adempimento burocratico, ma invece nasconda e celi in sé la volontà di occuparsi dei giovani, anche e soprattutto nella nostra regione.
Vede, Presidente, i giovani sono i grandi assenti nella politica legislativa della Regione Puglia negli ultimi venti anni. A sostegno di questa tesi ci sono i numeri, li abbiamo ripetuti tante volte: 130.000 giovani pugliesi sono andati via negli ultimi anni; abbiamo un tasso di laureati che fuggono dalla Puglia che è quattro volte superiore alla media nazionale. Questi dati ci certificano e ci restituiscono una grande difficoltà da parte dei giovani pugliesi nel trovare opportunità nella nostra Regione. Questa norma è un primo passo verso una reale attenzione nei confronti di migliaia di pugliesi che hanno il solo difetto della giovinezza anagrafica.
Vi anticipo, Presidente, che sto presentando una proposta di legge tesa esclusivamente a occuparsi dei giovani pugliesi, che prevedrà, anche all’interno delle politiche di sostegno alle industrie, alle imprese e all’artigianato, politiche di favore per quelle imprese che assumeranno giovani pugliesi under-35, perché abbiamo intere categorie di cittadini che restano fuori dall’attività legislativa della Regione Puglia, penso alla Generazione Z, che è completamente assente da qualsivoglia ragionamento. Parliamo di giovani e giovanissimi, che trovano risposte molto spesso soltanto nei social e non nella politica. Invece, quei giovani, i nostri giovani ci hanno insegnato tanto anche nell’ultima tornata referendaria, in cui hanno deciso di essere protagonisti della vita politica di questo Paese, indipendentemente da come abbiano deciso di votare.
Credo che la Regione Puglia debba fare molto di più per i propri ragazzi, anche per evitare che accada quello che è accaduto in questo Paese in anni assai lontani. Mi riferisco agli anni Settanta, quando il Governo Rumor, credo fosse il 1974 o il 1975, il IV Governo Rumor decise di approvare le baby pensioni per chi aveva versato vent’anni di contributi nello Stato e venticinque anni negli Enti locali, un peso tra gli 8 e i 10 miliardi di euro, che ogni anno lo Stato continua a pagare, per scelte sbagliate che non hanno tenuto conto delle future generazioni, quelle generazioni che oggi rivendicano attenzione e a cui abbiamo il dovere di dare risposte e soprattutto di dare ascolto.
Io mi impegno e mi impegnerò a farlo in tutta l’attività legislativa da consigliere della Regione Puglia, lo faremo con atti legislativi ad hoc e concreti che possano dare risposte ai nostri giovani, e credo e spero, Presidente, che quello di oggi sia solo l’avvio di una politica rinnovata, anche all’interno del Consiglio regionale, che possa guardare ai nostri giovani non come comparse ma come protagonisti.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Romito.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pagliaro, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Presidente. Sarò brevissimo. Il nostro compito non è votare manifesti ideologici ma valutare l’efficacia delle leggi regionali, e questo disegno di legge così come è formulato solleva qualche dubbio. Tuttavia, condividiamo i princìpi di questa attenzione nella formulazione delle leggi regionali alle donne e ai giovani, con l’auspicio che non sia solo un esercizio di facciata, ma che sia qualcosa di concreto, che valuteremo nel corso del tempo.
Intanto votiamo a favore di questo provvedimento.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Ha chiesto di intervenire la consigliera La Ghezza, che ne ha facoltà.
Prego, consigliera.
Speaker : LA GHEZZA.
Grazie, Presidente., La Puglia è una tra le prime Regioni in Italia ad introdurre le valutazioni di impatto generazionale e quella di impatto di genere nell’ambito dei disegni di legge, delle proposte e di leggi e regolamenti regionali. È un passaggio che non è soltanto una formalità per adeguarsi ad una disposizione nazionale, ma è un atto concreto di attenzione al futuro delle nuove generazioni e anche per analizzare l’impatto delle norme sulla parità di genere e sulla riduzione delle diseguaglianze.
Con questa legge facciamo effettivamente un ulteriore passo avanti. Non possiamo limitarci a valutare l’impatto economico delle norme, ma dobbiamo pensare al futuro, all’impatto ambientale e al benessere sociale.
Per questo ci tengo a ringraziare l’assessore Casili e l’assessora Ciliento per aver predisposto, per aver presentato questo disegno di legge. Comunque ringrazio tutta la Commissione per il grande lavoro fatto su questo tema.
È un segnale chiaro ed evidente di una visione strategica dettata dalla necessità di trasformare un principio astratto di sviluppo sostenibile in una pratica di Governo quotidiana.
Questo disegno di legge, queste valutazioni che andremo a fare consentiranno di avere non soltanto delle leggi legittime, ma che saranno anche giuste. Quindi, quella in cui noi crediamo è una Puglia inclusiva, in cui lo sviluppo economico va di pari passo con la sostenibilità ambientale e con l’equità sociale. E questo provvedimento va assolutamente ed effettivamente in questo senso.
Il nostro voto sarà quindi favorevole. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera La Ghezza. Ha chiesto di parlare la consigliera Capone che ne ha facoltà. Prego, consigliera.
Speaker : CAPONE.
Grazie, Presidente.
Stiamo per approvare una legge importante, non perché ridurrà la discrezionalità politica, ma perché serve regolarla, a capire meglio come quello che si propone, a studiare meglio i dati statistici che sono la base, a comprendere come si possano prevenire fenomeni che sono gravi, quali la disparità salariale, la disparità di genere e una troppo disattenta valutazione delle conseguenze delle norme sui giovani.
Questi sono i problemi che abbiamo. Sempre più giovani vanno via dall’Italia, non solo dal sud, come è stato per tanto tempo. Vanno via dall’Italia perché la disparità salariale soprattutto, ma anche le minori condizioni di opportunità giovano ai ragazzi, in un mondo che diventa sempre più globale, per scegliere altre destinazioni di vita, dove più facilmente trovano servizi, dove più facilmente ottengono una retribuzione proporzionale al loro studio, alle loro competenze, al lavoro da svolgere, dove sostanzialmente più facilmente possono formarsi una famiglia, chiedere un mutuo, avere una prospettiva di vita migliore.
Allora dobbiamo chiederci cosa possiamo fare noi quando facciamo la legge: ci chiediamo effettivamente se la nostra legge, o il nostro regolamento incida in maniera più favorevole per i giovani, oppure no?
La norma statale che è stata fatta nel 2025 in qualche modo induce a ragionare meglio sotto questo profilo. Sono molte le Regioni che hanno adottato normative per fare la valutazione dell’impatto di genere; pochissime quelle che invece attengono alla valutazione rispetto alle generazioni.
Questa norma mette insieme le due condizioni, anche perché giovani e donne sono effettivamente i soggetti più discriminati nel panorama italiano, quindi, è fondamentale intervenire per entrambi.
Che cosa è successo nel corso del tempo? Chi ha già ragionato sulla valutazione dell’impatto di genere non ha potuto vedere grandi benefici in termini di gender gap, come si dice, cioè, in termini di miglioramento delle condizioni di vita delle donne. Noi stessi che abbiamo fatto nella scorsa legislatura, e siamo stati i primi in Italia, tanto che poi il Governo replicò una buona parte della nostra legge, la legge sulla parità retributiva, dobbiamo riconoscere che questa legge ancora non è attuata. Le differenze di retribuzione tra uomini e donne sono ancora adesso numerose.
Qual è l’effetto di una legge di questo tipo? L’effetto è soprattutto di studio, di migliore regolazione, di migliore incidenza sulle politiche da compiere in maniera tale che in futuro non si abbiano le conseguenze che si sono avute in passato.
Voglio dire che è un fenomeno, quello di valutare meglio le condizioni quando si norma, che bisognerebbe trattare in maniera più competente ovunque. Qual è allora la proposta che dobbiamo fare? Agire con norme che effettivamente tutelino in futuro la presenza dei giovani. Esempio: cosa possiamo fare noi sui trasporti?
Il Consiglio regionale dei giovani, il Consiglio che abbiamo noi costituito qui, attraverso le votazioni dei ragazzi, ha fatto una proposta di legge per avere il trasporto gratuito dei ragazzi nell’ambito delle sedi di dove studiano. È una norma, questa, che può essere valutata con un importante impatto generazionale? Ma certo che lo è, e lo è anche sotto il profilo degli anziani, perché anziani e giovani, ma ne abbiamo discusso con l’assessora Ciliento, all’epoca, che venne nel Consiglio regionale dei giovani, anziani e giovani sarebbero notevolmente favoriti nel loro benessere se ci fosse il trasporto gratuito, come c’è in altre parti d’Europa. Alcune regioni, ad esempio la Toscana, hanno già provveduto. La Regione Puglia ha introdotto degli incentivi, ha introdotto degli sconti, ma oggettivamente su questo si può disciplinare ulteriormente.
Ancora, è possibile immaginare, attraverso la valutazione d’impatto di genere, quale sarà l’impatto relativo alla normativa zerosei che abbiamo fatto nella scorsa seduta? È importante. La valutazione dell’impatto di una norma di questo tipo sicuramente ci ha consentito… Non era prevista ancora la legge che stiamo approvando oggi, ma l’abbiamo fatta nel momento in cui ne abbiamo discusso in Commissione. Quella normativa ci consentirà sicuramente di generare una migliore opportunità sia per i giovani sia per le donne, quindi sia sotto il profilo dell’impatto di genere, sia sotto il profilo dell’impatto generazionale la normativa zerosei aiuta enormemente.
Ecco, questo credo che sia il senso di questa normativa, per cui il nostro voto – l’ha già annunciato il Capogruppo e a lui mi rimetto – come consiglieri regionali del PD è non solo favorevole, ma fortemente a sostegno, e daremo tutto il nostro contributo nelle Commissioni perché un’applicazione di questa norma sia effettivamente operativa. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Capone. Ha chiesto di intervenire il consigliere Fischetti. Ne ha facoltà.
Speaker : FISCHETTI.
Grazie, Presidente.
Intanto, anticipo il voto favorevole del Gruppo consiliare Prossima. Ringrazio tutti i componenti della II Commissione, il Presidente Mino Borraccino per aver licenziato, anche in tempi brevissimi, questo importante provvedimento. Un ringraziamento particolare va esteso anche agli uffici del Consiglio regionale, gli uffici legislativi, in particolar modo, che hanno lavorato per la stesura di questo disegno di legge. Chiaramente ringrazio l’assessora, che ha dato il suo importantissimo contributo.
Quindi, un lavoro di squadra che ha prodotto un testo che ha un obiettivo importante, quello di migliorare la qualità legislativa di quest’Aula. Il risultato deve intendersi ancor più importante, giacché la Puglia è la prima Regione che porta a casa un risultato di questo tipo, dopo che è intervenuta la legislazione nazionale e dopo la riforma dell’articolo 9 della Costituzione, che introduce la parità di genere e l’impatto generazionale. Su quest’ultimo argomento credo che un passaggio vada evidenziato.
Noi siamo una Regione che sta puntando moltissimo sui giovani. È stato già detto ampiamente, anche durante il dibattito politico, che la fuga dei ragazzi dal sud Italia in generale è un vulnus che dobbiamo provare a superare tutti insieme.
Nel momento in cui vengono introdotte nel panorama normativo leggi come queste, credo che si stia facendo un passo importante, perché quando ciascuno di noi prova a redigere un testo di legge, o a proporre un emendamento ha il dovere di chiedersi se tali interventi abbiano un impatto e quale impatto possano avere, sia sui giovani che sulle donne, perché voglio ricordare che la valutazione di impatto è sia generazionale che di genere.
Nel momento in cui stavamo affrontando le questioni normative per portare in Aula questo provvedimento, ci siamo resi conto che effettivamente, anche nel panorama regionale, nell’ordinamento regionale probabilmente qualche elemento va modificato, qualche intervento normativo va effettuato. Ci sono, inevitabilmente è così, esistono anche a livello nazionale, delle norme che confliggono con questo tipo di orientamento che noi oggi vogliamo dare.
Sono sicuro che siamo sulla strada corretta. Il tracciato è quello giusto e stiamo dando un segnale importante a tutti i generi e soprattutto a tutti i giovani che intendono investire, restare sul nostro territorio e contribuire alla crescita della Puglia.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Fischetti.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Passero che ne ha facoltà.
Prego, consigliere.
Speaker : PASSERO.
Grazie, Presidente.
Nel ringraziare per il lavoro svolto sia l’assessora Ciliento che l’assessore Casili, la II Commissione – di cui ringrazio anche il Presidente Borraccino per aver condotto i lavori su questa proposta di legge in maniera impeccabile – ha svolto su questo provvedimento un lavoro approfondito, un lavoro serio, un lavoro costruttivo, arrivando ad un testo che ritengo particolarmente importante per la qualità della legislazione regionale.
Il punto centrale è molto chiaro: la legge non deve essere valutata soltanto per la sua correttezza formale o per la copertura finanziaria, ma deve essere valutata anche e soprattutto per gli effetti che produce sulle persone, sui territori, sulle donne e sugli uomini, ma soprattutto sulle generazioni future.
È questa la vera novità culturale di questo provvedimento. La valutazione di impatto generazionale serve ad introdurre nella produzione legislativa una domanda che viene troppo spesso lasciata sullo sfondo: quali sono le conseguenze che questa decisione porterà su chi verrà dopo di noi? È una domanda necessaria, perché ogni scelta pubblica, anche quando sembra riguardare il presente, produce degli effetti nel tempo.
Le politiche ambientali, sociali, economiche, formative, sanitarie, occupazionali incidono direttamente sulla possibilità delle future generazioni di vivere in un territorio più giusto, più sostenibile e più equilibrato. Non si può parlare di giovani soltanto nei convegni o nelle campagne di comunicazione, o nelle emergenze. Bisogna inserire il punto di vista dei giovani all’interno del procedimento legislativo ordinario, e dobbiamo essere proprio noi, la classe dirigente che si deve assumere le responsabilità di tutelare chi verrà domani, dopo di noi.
Questo disegno va esattamente in quella direzione, perché è importante che la Regione si doti di strumenti capaci di valutare in maniera preventiva a tutti gli effetti delle decisioni sulla parità sostanziale tra donne e uomini. Una Regione moderna non deve misurare soltanto quanto spende, ma anche quali risultati produce con la sua legislazione. Questo vale soprattutto quando parliamo di giovani. Le nuove generazioni chiedono istituzioni capaci di ascoltare, capaci di programmare, e soprattutto capaci di assumersi delle responsabilità.
Chiedono politiche che non guardino esclusivamente all’immediato, ma che costruiscono opportunità reali. È proprio in questa prospettiva che anche le proposte che arriveranno nei prossimi mesi sul tema del radicamento dei giovani, sulla loro permanenza sul territorio e sul rientro delle competenze dovranno essere lette con questa sensibilità: non come interventi isolati ma come vere e proprie politiche da valutare nel loro impatto concreto sul futuro della nostra Regione.
Questo disegno di legge ci aiuta proprio a fare un passaggio in materia istituzionale, ci dice che ogni norma deve rispondere essenzialmente a tre quesiti: è sostenibile? È equa? E soprattutto produce effetti sulle generazioni presenti e future? Se saremo capaci di far vivere davvero questi strumenti, la Regione Puglia potrà sicuramente migliorare la qualità delle proprie leggi e rendere più forte quel legame tra istituzioni e cittadini, di cui tutti parliamo, ma che probabilmente abbiamo bisogno di rafforzare.
Per tale motivo, a nome del Gruppo per la Puglia, esprimiamo pieno sostegno a questo provvedimento, perché valutare l’impatto generazionale e di genere non significa appesantirne il procedimento legislativo, ma significa renderlo più giusto, renderlo più responsabile, ma soprattutto renderlo più vicino alla realtà delle persone.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Passero.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Cera. Ne ha facoltà.
Speaker : CERA.
Grazie, Presidente, colleghi. Nessuno può essere contrario all’idea di scrivere leggi migliori e nessuno può essere contrario a valutare gli effetti delle nostre decisioni sulle future generazioni o sulla parità tra uomini e donne.
Assessore la domanda è un’altra. Questo provvedimento renderà davvero migliori le leggi della Regione Puglia oppure aggiungerà soltanto altra burocrazia? Da anni sentiamo parlare di semplificazione amministrativa, oggi invece introduciamo un nuovo passaggio procedurale, demandando tutto a un regolamento della Giunta regionale, che definirà ovviamente criteri e modalità. Ma chi garantirà che queste valutazioni siano davvero oggettive? E chi verificherà la qualità delle analisi? Quali saranno i parametri utilizzati?
Una relazione può essere uno strumento utile oppure può diventare una semplice relazione un documento da allegare per adempiere a un obbligo formale. Noi non abbiamo bisogno di altra carta, abbiamo bisogno però di leggi che funzionano e prima di inventare nuovi strumenti sarebbe opportuno misurare gli effetti delle politiche che già esistono. Qual è stato, per esempio, l’impatto sulla riforma della salute? Forse ne parleremo il 14, nel prossimo Consiglio regionale.
Perché i giovani continuano a lasciare la Puglia? È un’altra domanda. Perché la mobilità sanitaria cresce, perché il lavoro stabile continua a mancare, perché tanti Comuni perdono popolazione? Ecco, le future generazioni non si tutelano con una relazione allegata a un disegno di legge; si tutelano offrendo, per esempio, ospedali efficienti, strade moderne, infrastrutture, lavoro, opportunità. Per questo motivo chiediamo che questo strumento non diventi un esercizio burocratico, ma abbia indicatori chiari, misurabili e soprattutto verificabili, altrimenti rischiamo di produrre l’ennesimo adempimento amministrativo senza cambiare una virgola nella vita dei pugliesi.
La vera valutazione d’impatto è quella che ci consegneranno i cittadini tra cinque o dieci anni e ci diranno se i loro figli sono rimasti in Puglia oppure sono andati via, sono stati costretti ad andarsene. È a questo giudizio che saremo chiamati a rispondere.
Immaginate uno scenario del genere: la Giunta regionale presenta una legge da 500 milioni di euro sulla sanità e poi alla legge alleghiamo tre pagine, in cui si dice che l’impatto sulle future generazioni è positivo perché migliora il servizio sanitario. Fine. Formalmente la valutazione è stata fatta, ma chi stabilisce che sia vera? Chi ci dice che quell’analisi sia seria? Esiste o esisterà un organismo indipendente che la certifica? Se la risposta è no, la valutazione rischia di essere soltanto un’autocertificazione della Giunta regionale.
Presidente e assessore, se la Giunta valuta sé stessa, il rischio è che ogni provvedimento risulti sempre positivo. Non basta chiamare un documento “valutazione di impatto” perché diventi una valutazione oggettiva. Servono criteri chiari, indicatori misurabili e controlli indipendenti, altrimenti stiamo creando un nuovo adempimento burocratico, e sinceramente non è uno strumento di buona amministrazione.
Per questa ragione il mio sarà un voto non sfavorevole ma di astensione, perché vedrò quali saranno gli effetti di questo adempimento.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Cera.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Lanotte, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : LANOTTE.
Grazie, Presidente. Il consigliere Cera mi ha preceduto nei contenuti per cui, per un’economia di intervento del dibattito, cercherò di essere quanto più sintetico possibile. Tuttavia, l’impostazione data dal collega Cera è un’impostazione di serietà. Ho sentito che il Presidente Decaro si vantava, per certi versi giustamente, del fatto di essere il Governatore più amato d’Italia, rivendicando e ancorando questo risultato alla sua serietà e sobrietà istituzionale. Ebbene, anche noi nella nostra attività legislativa dovremmo essere sobri e seri e raccontare le cose per quelle che sono, temo francamente che questa valutazione di impatto generazionale, consigliere Cera, si riduca poi banalmente ad un’enunciazione di principio, ad una dichiarazione che poi chi deve verificare? Come la possiamo verificare? Con quali strumenti la possiamo ritenere raggiunta positivamente per le giovani generazioni, o non raggiunta?
Io credo invece che le conclusioni si tireranno alla fine di questa legislatura. Riusciremo a capire solo alla fine di questa legislatura se abbiamo operato per le giovani generazioni, se abbiamo concretamente posto in essere misure e attività che hanno tutelato le giovani generazioni.
Mi viene banalmente in mente, per essere un po’ contabile, nonostante non sia il mio profilo, la questione relativa alla qualità della spesa. Se la spesa che noi generiamo è una spesa positiva, se è una spesa sostenibile per le giovani generazioni, oppure se è un debito che noi stiamo lasciando alle nuove generazioni, se è un debito della spesa sanitaria, se è un debito assistenzialista, se è un debito che non produce poi effettivamente degli effetti e dei riverberi positivi sulle nuove generazioni.
Il rischio, francamente, colleghi, è che tutto si limiti ad apporre un ulteriore bollino, un ulteriore timbro sulle leggi che andremo a fare, ma che poi concretamente non dia delle valutazioni valutabili, mi scuserete il gioco di parola, sotto l’aspetto del raggiungimento dell’obiettivo, che è quello di tutelare le nuove generazioni.
Io credo quindi che per una questione di serietà, il nostro voto non potrà che essere di astensione rispetto a questo provvedimento, e lo dico perché noi abbiamo una sfida importante, nella prossima legislatura: non conosciamo le misure di bilancio che verranno predisposte, le misure a sostegno delle giovani assunzioni. Prima il consigliere Romito si faceva promotore di un impegno relativo alla effettiva tutela delle giovani generazioni. Ebbene, ci siamo confrontati, abbiamo pensato che per esempio, uno di questi incentivi a favore delle nuove generazioni, consigliera Minuto, potrebbe essere quello di riconoscere un abbattimento, se non l’esenzione totale del tributo che qualcuno prima di me definiva “imposta rapina”, che è l’IRAP, a favore di tutte quelle piccole e medie imprese che dovessero assumere i giovani under 35, assessore Ciliento. Quello, sì, significa dimostrare di aver fatto qualche cosa con un impatto positivo a favore delle nuove generazioni, non già una mera enunciazione di principio, tipo “ci impegniamo a verificare, ci impegniamo a dire che questa legge ha scontato la valutazione di impatto generazionale” (mi verrebbe da dire “ambientale”), però effettivamente questo è.
Io esorto tutti ad essere più concreti, a portare avanti un percorso legislativo che con fatti e produzione legislativa possa concretamente dimostrare che questa legislatura si connota come una legislatura vicina alle nuove generazioni. Per questo, finché non ci saranno degli atti concreti, ma tutto si limiterà a delle enunciazioni di principio, io non potrò certamente essere contrario a queste enunciazioni di principio, ma non posso dare un voto favorevole a una mera enunciazione di principio.
Voterò favorevolmente quando ci saranno atti e leggi concrete a favore dei giovani. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Lanotte.
Non ci sono altri iscritti a parlare, quindi procederei con la votazione degli articoli.
In prima battuta, metterei in votazione l’unico emendamento a firma dell’assessore Debora Ciliento all’articolo 1. Ovviamente il referto immagino sia favorevole.
Metto in votazione l’emendamento 1 all’articolo 1. Chiedo il parere del Governo, che pare essere scontato, visto che è richiesto dall’assessore.
È aperta la votazione.
Chi deve votare? Votate tutti. Consiglieri presenti, per favore, votate.
Avete votato tutti. È chiusa la votazione.
Presenti 35, votanti 34, astenuto 1, voti favorevoli 34.
L’emendamento 1 è approvato con 34 voti favorevoli.
Metto in votazione l’articolo 1, così come emendato.
È aperta la votazione. Votate, consiglieri. Chi deve votare? C’è qualche consigliere che non vota? Avete votato tutti?
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 35, votanti 34, astenuti 1, voti favorevoli 34.
L’articolo 1, così come emendato, viene approvato con 34 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 2.
È aperta la votazione.
Votate, votate tutti.
Avete votato tutti? Bene.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 35, votanti 34, astenuti 1, voti favorevoli 34.
L’articolo 2 è approvato con 34 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 3.
È aperta la votazione.
Prego, consiglieri, votate. Non vi distraete, consiglieri, votate.
È chiusa la votazione.
Presenti 34, votanti 33, astenuti 1, voti favorevoli 33.
L’articolo 3 è approvato con 33 voti favorevoli.
Votiamo l’articolo 4.
È aperta la votazione.
Votate, consiglieri. Votate tutti. Votate, consiglieri e assessori.
È chiusa la votazione.
Presenti 35, votanti 34, astenuti 1, voti favorevoli 34.
L’articolo 4 è approvato con 34 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 5.
È aperta la votazione.
Votate, consiglieri. Votate tutti, consiglieri e assessori.
È chiusa la votazione.
Presenti 35, votanti 34, astenuti 1, favorevoli 34.
L’articolo 5 è approvato con 34 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 6.
È aperta la votazione.
Votate, consiglieri. Votate tutti, assessori e consiglieri. Avete votato tutti?
È chiusa la votazione.
Presenti 34, votanti 33, astenuti 1, favorevoli 33.
L’articolo 6 è approvato.
Mettiamo in votazione l’articolo 7.
È aperta la votazione. Prego, votate, tutti, consiglieri, assessori. Avete votato tutti? È chiusa la votazione.
Presenti 35, votanti 34, astenuti 1, favorevoli 34.
L’articolo 7 è approvato.
Mettiamo in votazione l’articolo 8.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 35, votanti 34, astenuti 1, favorevoli 34.
L’articolo 8 è approvato.
Mettiamo in votazione l’ultimo articolo, l’articolo 9.
È aperta la votazione. Prego, votate consiglieri, assessori, assessori e consiglieri. Avete votato tutti.
È chiusa la votazione.
Presenti 35, votanti 34, astenuti 1, favorevoli 34.
L’articolo 9 è approvato.
Adesso mettiamo in votazione la legge nella sua interezza e non andate via perché dobbiamo votare anche l’immediata eseguibilità, dopo.
È aperta la votazione… Non ce la facciamo, possiamo chiedere ai consiglieri, se vorranno, io non posso. Avevamo stabilito l’orario; se siamo tutti d’accordo, possiamo procedere, altrimenti dovremmo votare per la prosecuzione.
Intanto votate. Prego, votate. Avete votato tutti?
È chiusa la votazione.
Presenti 36, votanti 34, astenuti 2, voti favorevoli 34.
Il disegno di legge è approvato.
Dovremmo tornare un attimo indietro per votare l’urgenza della Commissione speciale.
Vi chiedo per alzata di mano di votare per l’urgenza, quindi sul provvedimento precedente, quello sulle Commissioni.
La procedura d’urgenza è approvata all’unanimità.
Ora mettiamo in votazione l’urgenza sulla norma appena approvata.
Chi è favorevole? Tutti favorevoli.
Consigliere Minerva, cosa vuole chiedermi? Prego.
Speaker : MINERVA.
Vorrei chiedere al Consiglio, anche se non c’è tempo, visto che la prossima norma, quella sulle Onlus, è una cosa importante, senza rimandarla di venti giorni, se velocemente la possiamo discutere oggi.
Chiedo. Poi, se non è possibile direte di no.
Speaker : PRESIDENTE.
Io sono dell’avviso che approvare norme, e farne tante, significa qualificare il lavoro del Consiglio. Se sull’argomento non ci sono contrapposizioni, io farei una cosa rapida, e il merito sarebbe di tutti noi, perché questa norma va nella direzione di tutelare le associazioni che non avrebbero dovuto pagare l’Irap, se non erro, se non avessimo commesso errori noi.
Senza interventi. La discussione generale è già stata effettuata.
Se non ci sono interventi, io metterei in votazione l’articolo, se siamo tutti d’accordo… Siamo tutti d’accordo o no? Diamo per letta la relazione.
La conosciamo, l’abbiamo sviscerata in Commissione, quindi la conosciamo bene. Siamo d’accordissimo.
Metto in votazione l’articolo 1.
È aperta la votazione (DDL – 175/) articolo 1.
Prego, è aperta la votazione. Avete votato tutti?
È chiusa la votazione.
Presenti 34, votanti 34, voti favorevoli 34.
L’articolo 1 è approvato.
Metto in votazione l’articolo 2. È aperta la votazione.
Votate, per favore, consiglieri. Ci sono tanti consiglieri che non hanno votato. Prego, votate.
È chiusa la votazione.
Presenti 37, votanti 37, favorevoli 37.
L’articolo 2 è approvato con 37 voti favorevoli.
Passo alla votazione della norma nella sua interezza.
È aperta la votazione.
Votate, assessori e consiglieri.
È chiusa la votazione.
35 presenti, votanti 35, favorevoli 35.
La norma è approvata con 35 voti favorevoli.
Metto in votazione l’immediata eseguibilità per alzata di mano.
Se mi consentite, vorrei intanto ringraziare tutti voi, soprattutto le opposizioni, per lo stile e la collaborazione dimostrati anche in questa occasione del Consiglio odierno. Il vostro stile, invece, deve migliorare. Voi della maggioranza siete più forti, quindi è più facile avere stile.
Annuncio che il prossimo Consiglio si terrà il 14 luglio e sarà il Consiglio monotematico sulla sanità.
Grazie.
La seduta è tolta (ore 16.40).
