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Speaker : PRESIDENTE.
La seduta è aperta. (Segue inno nazionale) Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta.
Se non vi sono interventi al riguardo, diamo per approvato il verbale della seduta del 26 maggio scorso.
Ci sono interventi? Quindi, diamo per approvato il verbale.
Hanno chiesto congedo l’assessore Leo per motivi istituzionali e il consigliere Basile.
Ha comunicato la propria assenza l’assessore Starace per motivi personali.
Procediamo preliminarmente alle comunicazioni ai sensi dell’articolo 30 del Regolamento interno. Invito la Vicepresidente Vaccarella a dare lettura delle interrogazioni e delle mozioni presentate, nonché delle proposte e dei disegni di legge assegnati alle Commissioni.
Speaker : VACCARELLA.
Assegnazioni alle Commissioni.
Commissione I: riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettere a) ed e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, relativi al disegno di legge n. 78 e ai disegni di legge dal n. 80 al n. 82 del 22 maggio 2026, ai disegni di legge dal n. 83 al n. 89 del 26 maggio 2026 e dal n. 90 al n. 95 del 3 giugno 2026.
Commissione IV e V (Parere): proposta di legge a firma del consigliere Gatta ed altri “Sviluppo e rigenerazione delle aree interne”.
Commissione VII: proposta a firma della consigliera Vaccarella ed altri “Proposta di legge alle Camere, ai sensi dell’articolo 121 della Costituzione, relativa all’introduzione al diritto di voto in un comune diverso da quello di residenza per ragioni di studio, lavoro e cura”.
Interrogazioni a risposta scritta.
Consigliere Pagano: “Episodi di furto e danneggiamento ai danni degli impianti irrigui dell’Arif interessati dagli interventi di ammodernamento ‒ Misure di sorveglianza e videosorveglianza a tutela dell’investimento pubblico e del servizio irriguo”.
Mozioni presentate.
Vaccarella ed altri: “Promozione di un’alimentazione sostenibile negli eventi istituzionali, nelle mense pubbliche e nelle politiche agroalimentari della Regione Puglia”.
Consigliere Scalera: “Attuazione uniforme del servizio mensa e del riconoscimento dei buoni pasto per i dipendenti del Servizio Sanitario Regionale”.
Consigliere Pagliaro ed altri: “Mezzi di protezione civile inutilizzati da assegnare per attività antincendio”.
Consigliere Scalera: “Istituzione della Giornata Regionale dedicata alla Malattia di Huntington e promozione di interventi regionali per il sostegno alle persone affette dalla patologia, ai familiari e ai caregiver”.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Vicepresidente Vaccarella.
Si comunica che il Consiglio dei Ministri, in data 4 giugno 2026, ha deliberato di non impugnare la legge regionale n. 4 del 8 aprile 2026, recante “Norme di interpretazione autentica in materia di proroga delle graduatorie concorsuali e di immobili del patrimonio regionale assegnati alle forze dell’ordine”.
Esaurite le comunicazioni di rito, passiamo all’esame dei punti all’ordine del giorno.
Mi ha chiesto di intervenire sull’ordine del giorno il consigliere Romito. Sull’ordine del giorno immagino. Prego, le do la presidente.
Speaker : ROMITO.
Presidente, grazie. Sull’ordine del giorno e sull’ordine soprattutto di quest’Aula. Noi siamo l’Assemblea legislativa della Puglia e abbiamo il dovere di far applicare le norme quando le approviamo in quest’Aula, spesso dopo lunghe discussioni, anche in Commissione. Era il dicembre del 2024 e quest’Aula ha dibattuto a lungo su un tema fondamentale, il 19 dicembre 2024, l’autonomia dell’ospedale pediatrico “Giovanni XXIII”, Presidente. In quella seduta di Consiglio regionale, nella quale approvammo anche il bilancio, il Consiglio di questa Regione approvò a maggioranza una norma che avrebbe consentito all’ospedale pediatrico di Bari “Giovanni XXIII” di divenire autonomo. Fu una lunga discussione, Presidente. Da dicembre 2024 siamo arrivati a giugno 2026 e quella norma ordinamentale e non finanziaria non è mai stata applicata. Noi, Presidente, abbiamo il dovere di compulsare gli uffici affinché mettano in atto tutto ciò che il Consiglio regionale delibera perché, Presidente, e concludo, io raccolgo l’urlo di dolore di un genitore che ha denunciato per la propria figlia di un anno e mezzo tempi di attesa di due anni per una visita allergologica.
Presidente, quando il Consiglio regionale fa il suo lavoro e cerca di migliorare questa regione attraverso l’unico strumento che abbiamo, le leggi, noi abbiamo il dovere di chiedere agli uffici, alla burocrazia, all’apparato di applicare quelle norme, perché sono passati due anni e quella norma ancora è su un binario morto. Noi abbiamo la necessità di garantire una sanità pediatrica d’eccellenza nel nostro territorio per 8.000 famiglie pugliesi che ogni anno curano i propri figli fuori regione e che costano a questa Regione 20 milioni di euro.
Presidente, termino facendo a lei questo appello per l’alto senso delle Istituzioni che ha garantito a quest’Aula fin dall’insediamento del suo mandato. Faccia rispettare le leggi che il Consiglio regionale della Puglia approva. Faccia rispettare le leggi che i consiglieri regionali si assumono la responsabilità di approvare, Presidente, altrimenti è proprio inutile che noi stiamo qui.
Speaker : PRESIDENTE.
La ringrazio. In realtà non era sull’ordine del giorno, però comprendo il senso del suo intervento. Vi prego di intervenire sull’ordine del giorno. In apertura si può intervenire sull’ordine del giorno e non per altro. Se avete da dire altro, ditelo durante i vostri interventi. Ci sono altri punti all’ordine del giorno. Avete lo spazio per potervi esprimere, per cui, se gli interventi che si sono prenotati ora hanno a che fare con l’ordine del giorno, io concedo la parola. Altrimenti… Poi successivamente, durante il dibattito, tra l’altro essendo un dibattito su una norma, avete anche tempi di gran lunga superiori rispetto a quelli a cui siamo abituati, potete intervenire sino a 15 minuti a testa.
Io vi chiedo di intervenire successivamente sugli argomenti che non hanno a che fare con l’ordine del giorno del Consiglio.
Intanto vedo che sono state ritirate le richieste di intervento. Vi ringrazio per aver compreso questo mio invito e passerei all’ordine del giorno.
I primi due punti all’ordine del giorno riguardano i debiti fuori bilancio. Essendo pervenuti ulteriori debiti fuori bilancio iscritti all’ordine del giorno integrativo e considerato che il DDL n. 70 iscritto al punto n. 1 dell’ordine del giorno è da stralciare, in quanto già assorbito dalla legge regionale n. 6 del 2026, si è provveduto a redigere un emendamento tecnico per accorpare tutti i debiti iscritti nella seduta odierna: emendamento sostitutivo dell’articolo 1, unico articolo, del disegno di legge n. 74 del 19 maggio 2026, che siamo chiamati a votare.
Prendiamo quindi in esame il punto n. 2 all’ordine del giorno: “Disegno di legge n. 74 del 19 maggio 2026. Riconoscimento di debito fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo del 23 giugno 2011, n. 118; Consorzio di bonifica dell’Ufita; contributo codice tributo 630 anno 2023; cartella di pagamento emessa dall’Agenzia delle entrate-Riscossione numero, per la quota di competenza di euro; atto consiliare 144/A”.
Relaziona il presidente della I Commissione. Invito il presidente della I Commissione Ubaldo Pagano a relazionare in merito. Prego, consigliere Pagano.
Speaker : PAGANO.
Signor Presidente, colleghi consiglieri, l’Assemblea è chiamata oggi a deliberare su un’attività istruttoria che è stata fatta dalla I Commissione nel corso delle ultime due sedute e che ha riguardato la verifica tecnica di una serie di debiti fuori bilancio, che oggi approdano in Aula per il riconoscimento definitivo. Nella seduta del 27 maggio 2026 abbiamo esaminato due disegni di legge, il n. 74 e il n. 77 del 2026, ed è stato approvato un emendamento che accorpa tutti i debiti all’ordine del giorno utilizzando il disegno di legge n. 74 del 2026 come testo base, in virtù del principio di economia procedurale.
Si è trattato esclusivamente di debiti derivanti da sentenze esecutive ai sensi della lettera a) dell’articolo 73 del decreto legislativo n. 118/2011, per un importo complessivo di 230.649,05 euro. Nella seduta invece dell’8 giugno 2026, la I Commissione ha esaminato un blocco di disegni di legge, il n. 78/2026 e dal n. 80 al n. 89 del 2026, ed è stato approvato un emendamento utilizzando il disegno di legge n. 83 del 2026 come disegno di legge veicolo per l’accorpamento. Anche in questo caso si è trattato di debiti tutti riconducibili alla casistica di cui all’articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo n. 118 del 2011, ovvero derivanti da provvedimenti giurisdizionali resi esecutivi dell’autorità giudiziaria, qui per un importo complessivo di euro 37.931,81.
Abbiamo, attraverso l’attività istruttoria degli uffici, verificato la legittimità di tutti gli esborsi dovuti a seguito di contenziosi che hanno visto soccombente l’ente in diversi ambiti, prevalentemente di contenzioso civile e risarcitorio, debito amministrativo per contributi consortili, contenzioso amministrativo, tributario e per debiti per il pagamento spese di giustizia. Volendo riassumere, l’intero pacchetto di provvedimenti che l’Aula si accinge a votare, riconosce debiti per un totale di 268.580,86 euro.
Si evidenzia che sotto il profilo procedurale abbiamo, anche in questo caso per l’Aula, depositato un emendamento sostitutivo del disegno di legge n. 74/2026, in questo caso, come previsto, a firma del presidente Matarrelli, che opera una razionalizzazione definitiva di tutti i testi. Nello specifico, l’emendamento n. 1 sostituisce l’articolo 1 del disegno di legge n. 74 e permette di accorpare tutte le fattispecie riconducibili alle sentenze esecutive, ai sensi dell’articolo 73, comma 1 decreto legislativo n. 118 del 2011.
Lascio ora la parola al presidente Matarrelli per l’illustrazione tecnica dell’emendamento finale, in maniera tale che, laddove lui abbia bisogno di un qualsiasi ausilio nello specifico dei singoli debiti fuori bilancio, io sono comunque a sua disposizione. In caso contrario, il suo emendamento, che poi immagino porrà ai voti, sarà assorbente di tutti quanti gli altri.
Speaker : PRESIDENTE.
Sì, sì, è assorbito. L’ho sottoscritto, quindi possiamo mettere in votazione, eventualmente non ci fossero interventi. Quindi, se non ci sono interventi, metto in votazione l’emendamento sostitutivo.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 42, votanti 35, astenuti 7, favorevoli 28, contrari 7.
Metto in votazione l’immediata eseguibilità per alzata di mano.
È approvata.
Abbiamo già votato l’articolo sostitutivo.
Quindi, è approvato.
Procediamo con il terzo punto all’ordine del giorno, che rinviamo, su richiesta dell’assessore Leo, che oggi per motivi istituzionali non può essere presente. Ovviamente, abbiamo concordato con i Capigruppo il rinvio.
Quindi, procediamo con una mozione d’urgenza, così come concordato, a prima firma del consigliere Fischetti, che riguarda i 10 attivisti della Spedizione di Terra della Global Sumud Flotilla, che sono stati catturati nei pressi di Sirte, in Libia, eccetera.
Diamo parola al primo firmatario della mozione. Prego, consigliere Spaccavento.
Speaker : SPACCAVENTO.
. Grazie, Presidente, grazie a tutti. Soprattutto, ringrazio i consiglieri che hanno accettato questa mozione urgente.
Presidente, vengo da una città che si chiama Molfetta, una città che ha avuto tanti anni fa un vescovo salentino, che era amato sia dai cattolici che dai laici. È un vescovo che si è prodigato per gli ultimi, soprattutto per il valore della pace.
Penso che don Tonino abbia lasciato in tutta la Puglia e, secondo me, in tutta l’Italia questi valori come semi che ha realizzato con tutti questi giovani che si occupano e promuovono i valori della pace, del pacifismo.
Penso che proprio questo insegnamento di don Tonino venga preso da molti ragazzi di oggi, e soprattutto da quelli che oggi sono stati imprigionati per aver portato vessilli di umanità verso la Palestina.
Io penso che oggi dobbiamo tutti riconoscere, e lo deve fare anche l’Italia, che chi porta fuori questi valori va tutelato e va assolutamente protetto.
Vengo da Molfetta, il paese di Nico Centrone, ma vengo dalla Puglia, la Regione di Dina, anche se risiede a Torino. Questi sono giovani che insieme a 200 persone si sono esposti, che hanno esposto la loro vita per i valori della pace.
Io ringrazio tutti i consiglieri che hanno voluto firmare questa mozione, ricordando al Presidente della Regione di far valere la sua figura, insieme a quella del Governo che si sta impegnando tuttora in questa missione di liberazione dei nostri concittadini, di far valere la sua parola in tutte le sedi istituzionali opportune, affinché Nico e Dina tornino liberi a casa.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Spaccavento.
Ci sono altri interventi sul punto all’ordine del giorno? Prego, consigliere Pagliaro.
Speaker : PAGLIARO.
Don Tonino è un patrimonio di tutti, quindi non possiamo che apprezzare la premessa del collega.
Noi ci dichiariamo favorevoli a questa mozione, però dobbiamo fare qualche precisazione: di fronte a vicende che coinvolgono la libertà e l’incolumità di cittadini italiani, nello specifico nostri corregionali pugliesi, la prima reazione non può che essere di profonda partecipazione umana.
Esprimiamo così la massima solidarietà alle famiglie di Nico Centrone e Dina Alberizia, che stanno vivendo ore di legittime e straziante angoscia, acuita dalle notizie sullo sciopero della fame.
Su questo non ci sono divisioni ideologiche, la vita e la tutela dei nostri connazionali all’estero sono beni primari e indiscutibili. Tuttavia, proprio per la delicatezza della situazione, la politica ha il dovere della responsabilità, non della propaganda o della scappatoia emotiva. Non possiamo accettare che si dipinga un quadro di inerzia istituzionale come la stessa mozione ricorda nelle premesse. Su questo, collega, consentimelo, il Governo italiano, attraverso l’ambasciata a Tripoli, il consolato a Bengasi e la Farnesina, si è attivato fin dal primo minuto. I nostri diplomatici hanno già garantito la presenza dei connazionali davanti al magistrato e inoltrato le dovute richieste di visita consolare. La diplomazia ufficiale è l’unico canale efficace in contesti complessi come quello libico. Le fughe in avanti o le pressioni scomposte rischiano solo di irrigidire le autorità locali e danneggiare i nostri stessi cittadini. Quindi, attenzione.
La complessità di questo scenario internazionale è evidente ed è gestita ai massimi livelli dal nostro Governo. Proprio questa mattina il Ministro degli affari esteri Antonio Tajani ha dimostrato la consueta fermezza e trasparenza, usando parole estremamente dure e nette nei confronti del Ministro israeliano Ben Gvir, figura peraltro oggetto di attenzione anche da parte della Procura di Roma. Questo dimostra nei fatti come l’esecutivo italiano non utilizzi doppi pesi o doppie misure. La nostra linea di politica estera è rigorosissima, ancorata al diritto internazionale, alla tutela dei diritti umani, alla ricerca della stabilità in Medio Oriente, senza subire condizionamenti o timidezze da nessuna parte politica.
Siamo favorevoli alla mozione che la Regione Puglia esprimerà in questa direzione.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro. Ci sono altri interventi? Prego, consigliere Romito. Ha chiesto la parola, ha facoltà di intervenire.
Speaker : ROMITO.
Grazie, Presidente. Fa bene la nostra Regione a gridare rispetto a quello che è accaduto a due nostri concittadini, perché quanto sta avvenendo ormai da troppo tempo in spregio di tutte le norme del diritto internazionale è diventato e diventa ogni giorno più intollerabile e inaccettabile, così come sono inaccettabili e intollerabili le parole di un uomo, di cui non pronuncerò il nome per dignità di quest’Aula, che oggi ha apostrofato il nostro Paese come “il Paese delle ciabatte”. È quel Ministro di cui ha avuto modo di occuparsi, come al solito con grande statura il nostro Presidente della Repubblica, che ha inteso vilipendere dei prigionieri rapiti in acque internazionali.
Rispetto a questo, io l’ho già detto, la mia posizione è una posizione di coscienza. È una posizione di chi ama la storia e la studia da diversi decenni e che non può tollerare che i cittadini italiani, quand’anche pongano in essere manifestazioni tipicamente politiche e probabilmente inefficaci sotto il profilo concreto, debbano essere tutelati. Sono cittadini italiani e nessun Governo estero può permettersi di rapire in acque internazionali cittadini italiani, di prendersi gioco di loro mentre sono in catene, di vilipendere l’onore e la dignità della Repubblica italiana. Questo signore, di cui non pronuncerò il nome, che è in compagnia di altri sodali a lui vicini sia per intelletto, molto basico, sia per valori morali, anch’essi assolutamente risibili, queste persone devono sapere e devono conoscere ‒ spero gli arrivi questo messaggio ‒ che per la Regione Puglia non soltanto non sono persone gradite, ma la Regione Puglia pretende il rilascio immediato dei propri cittadini. Mi dividerà sempre da chi manifesta contro il Governo del Paese, mi dividerà sempre da chi manifesta dimenticandosi spesso di portare con sé la bandiera italiana. Sarò sempre accanto di chi, invece, perché italiano dovesse mai essere perseguito in ogni parte del mondo.
L’avevo già detto ai colleghi di maggioranza, ho apposto la mia firma su quella mozione. Peraltro, le mie posizioni personali in materia di politica estera sono note ai più. Dunque, preannuncio fin da adesso il mio voto favorevole a questa mozione.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Romito.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : MINERVA.
Grazie, Presidente. Grazie al collega Spaccavento e al collega Fischetti che ci hanno sottoposto questa mozione, che abbiamo firmato tutti insieme. È una bella immagine di una Puglia che si schiera contro le brutture di chi attua, secondo princìpi soltanto propri, il diritto internazionale di chi vuole difendere due ragazzi che, per passione e amore verso il mondo e perché sentivano dentro di loro un’ingiustizia consumarsi dall’altra sponda del mare, hanno deciso di percorrere quelle acque, con la consapevolezza che ci potessero essere dei problemi, ma consci che il loro destino personale non contava quando a contare, invece, dovevano essere le idee e la voglia di lottare per un mondo più giusto.
Alcune settimane fa erano stati rapiti altri volontari della Flotilla e c’era anche un’attivista originaria di Melissano che ha raccontato alla famiglia di come sono stati costretti a baciare quella bandiera, inginocchiati, privati di cibo e acqua, frustati, presi a calci, contro ogni rispetto della dignità e dell’essere umano.
Quello che sta accadendo nel mondo non può lasciarci indifferenti, Presidenti che così si fanno chiamare, Capi di Stato che si alzano la mattina e decidono di occupare o bombardare questo o quell’altro Stato, nel silenzio quasi totale del mondo. È una vergogna contro cui tutti siamo chiamati a protestare e a contestare!
Ringrazio il consigliere Romito in particolare per le sue posizioni sempre nette sulla politica estera. Noi siamo pugliesi, siamo italiani, ma soprattutto siamo esseri umani e dobbiamo sempre essere in grado di schierarci non solo per la difesa del diritto internazionale, ma anche per la difesa della dignità dell’essere umano.
In questo caso, questi due ragazzi sono stati privati della libertà personale, sono stati privati della possibilità e capacità di dare un segnale al mondo, quello che, per lottare contro un mondo ingiusto, vale la pena di attraversare il mare e provare a cambiare la rotta di questa umanità che sta facendo affondare la parte bella dei nostri valori.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Barone. Ne ha facoltà, prego, consigliera.
Speaker : BARONE.
Volevo semplicemente esprimere, in maniera più ufficiale possibile, la mia contentezza e la volontà di sottoscrivere questa mozione. È molto importante che in quest’Aula si continui a parlare di Gaza, l’abbiamo fatto nella scorsa legislatura in maniera, secondo me, ì importante e va dato atto soprattutto al consigliere Mazzarano, che volle veramente segnare il passo, per quanto fosse importante.
Nella stessa maniera, dimostrare una forte vicinanza e solidarietà a questi ragazzi, che mettono a rischio la propria vita per trasformare l’indifferenza in attenzione verso chi non ha voce, chi dall’altra parte del mare, a pochi chilometri da qua, da queste coste, paga sulla propria pelle la grossa indifferenza di molti Stati europei, quindi veramente grazie per aver portato in quest’Aula questa grande vicinanza e solidarietà verso tutti quei ragazzi che hanno voluto dare con la propria vita la propria testimonianza non soltanto a parole, ma sottolineando l’importanza dei valori dei diritti civili, della solidarietà e di sentirsi tutti unici e tutti fratelli su questo stesso mondo. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Barone.
Sono esauriti gli interventi, per cui metto in votazione la mozione.
È aperta la votazione.
C’è qualcuno che non ha ancora votato? Prego, Assessore.
Bene, hanno votato tutti.
È chiusa la votazione.
Presenti 43, votanti 42, astenuti 1... non funziona, quindi presenti 43, votanti 43, quindi bisogna aggiungere il voto del compierlo Lobuono, voti favorevoli 43.
La mozione è approvata all’unanimità.
Passiamo ora al punto all’ordine del giorno successivo: “Disegno di legge n. 22 del 17/02/2026 “Disposizioni attuative in materia di utilizzo delle acque superficiali e sotterranee. Leggi regionali n. 7/2025 e n. 15/2025” ‒ Atto consiliare 33 A”.
Relazione il Presidente della V Commissione, la consigliera Loredana Capone, a cui concedo la parola. Prego, consigliera Capone.
Speaker : CAPONE.
Grazie, Presidente.
Si tratta innanzitutto di modifiche alla legge regionale n. 7 del 30 maggio 2025 e alla legge regionale 29 settembre 2025 n. 15. Signor Presidente, colleghi consiglieri, il disegno di legge in esame in primo luogo intende accogliere le osservazioni formulate dal Governo rispetto ad alcune nostre norme, in particolare dall’Ufficio legislativo del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica che, con nota protocollo n. 27759 del 29/10/2025, ha eccepito alcuni profili di potenziale illegittimità costituzionale di alcune disposizioni della legge regionale n. 15 del 2025, la quale, come sappiamo, apportava modifiche alla legge n. 7 sempre del 2025.
Riprendo le osservazioni ministeriali brevissimamente, per dimostrare come le abbiamo incardinate in questa legge, correggendo le norme precedenti e accogliendo le osservazioni. Al punto a) si sosteneva “l’articolo 14, comma primo, lettera g), nel modificare l’articolo 11, comma 10 della legge regionale n. 7/2025, prevedeva che non fosse richiesto il parere vincolante dell’Autorità di bacino nel caso di derivazioni ad uso idroelettrico; l’articolo 14, comma 1, lettera k), nel modificare l’articolo 21, comma 1 della legge regionale n. 7 del 2025, eliminava ogni valutazione discrezionale dell’autorità concedente in quanto, attraverso la soppressione della parola “massima” stabiliva una durata fissa quindicennale per le concessioni.
Le sopra descritte censure ora vengono superate con il disegno di legge in esame, rispettivamente dagli articoli 5 e dall’articolo 8, lettera a). Mediante l’accoglimento delle osservazioni formulate dal Ministero operato con i sopradescritti interventi legislativi, dobbiamo ritenere dunque che venga meno l’oggetto del contendere, con riferimento al ricorso presentato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri dinanzi alla Corte costituzionale, limitatamente ai profili di illegittimità costituzionale contestati nei confronti del sopracitato articolo 14, comma primo, lettere g) e k) della legge regionale n. 15 del 2025.
In secondo luogo, però, il disegno di legge in esame persiste nell’esigenza di tutela della risorsa idrica e della falda e persegue, anche attraverso l’attività emendativa che abbiamo svolto in Commissione e per la quale ringrazio ogni consigliere e consigliera che vi si è dedicato, in particolare la consigliera Rossella Falcone e il consigliere Gatta, che avevano presentato anche delle proposte di legge, poi tramutate in emendamenti, dicevo, anche attraverso questa attività emendativa questo disegno di legge persegue gli obiettivi di semplificazione amministrativa e di una più ordinata gestione della legge regionale n. 7 del 2025, proprio in sede di prima applicazione, mediante la riapertura di termini che sono scaduti o la proroga di scadenze.
Infatti, è opportuno considerare che la legge regionale n. 7 del 2025 è entrata in vigore il 30 maggio 2025 e diverse associazioni di categoria hanno rappresentato alcune difficoltà applicative della legge, soprattutto ovviamente in sede di prima applicazione, in riferimento ai termini per la comunicazione dei volumi, per il pagamento del canone di concessione e al termine per potersi avvalere dei benefici nella legge previsti. Dunque, il legislatore regionale, con il disegno di legge in esame, al fine di consentire agli utenti di adempiere correttamente ai nuovi obblighi prescritti e per evitare che le difficoltà operative in sede di prima applicazione si traducessero in un ingiusto aggravio sanzionatorio per le imprese agricole pugliesi, ha concesso una proroga dei suddetti termini, limitatamente, ovviamente, al primo anno di applicazione, mediante le modalità stabilite dagli articoli 10, 13 e 14 del disegno di legge in esame.
Inoltre, si è ritenuto opportuno ridurre le sanzioni amministrative previste dalla legge regionale 7/2025 da euro 360 ad euro 103. Inoltre, l’articolo 15 del disegno di legge in esame prevede di modificare il punto 6 dell’Allegato 4 della legge regionale 7 del 2025, al fine di meglio chiarire le condizioni ambientali che determinano la maggiorazione della parte variabile del canone di concessione, e ciò in linea con le definizioni nazionali ed europee fatte proprie dagli strumenti di pianificazione regionale in materia di tutela delle acque.
Il legislatore regionale, all’articolo 1 del disegno di legge, ha esplicitamente richiamato poi i princìpi costituzionali previsti dagli articoli 9, 32 e 41 della Costituzione, che rispettivamente sanciscono, come è noto a tutti noi: la tutela ambientale, la tutela della salute e la tutela dell’iniziativa economica d’impresa. Infatti, con il disegno di legge in esame, anche mediante l’attività emendativa, si contemperano gli interessi e i princìpi fondamentali per la Regione Puglia, ossia la tutela ambientale, la tutela e la salvaguardia delle risorse idriche, sempre scarse, come sappiamo, e l’attività di impresa, svolta da imprese agricole pugliesi spesso piccole.
Nel corso dei lavori della Commissione sono stati presentati complessivamente 47 emendamenti di modifica della legge regionale 7/2025. Di questi, 21 sono stati approvati.
Pertanto, il disegno di legge si compone complessivamente di 16 articoli, e nello specifico, poi, l’articolo 16 contiene la clausola di invarianza finanziaria. Nella seduta del 28 maggio 2026, la V Commissione, dopo ampia e approfondita discussione, ha espresso parere favorevole al disegno di legge a maggioranza dei voti dei commissari presenti.
Oggi, con gli uffici, abbiamo predisposto, e veramente devo ringraziare gli uffici, l’hanno fatto loro, degli emendamenti tecnici di drafting, perché in alcuni bisognava collegare tre leggi e in alcuni casi era saltata la correzione della sanzione, per esempio, da 360 a 103 euro.
Insomma, si tratta di emendamenti tecnici che ho provveduto a depositare. Ringrazio ancora tutti coloro che ci hanno lavorato e rimettiamo alla valutazione del Consiglio regionale il provvedimento nel suo complesso, come emendato.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, consigliera.
Ha chiesto la parola la consigliera Falcone. Prego.
Speaker : FALCONE.
Presidente e assessori, colleghi e colleghe, questo provvedimento nasce da un’osservazione elementare: quando una legge entra nella vita reale, può emergere la necessità di correggere alcuni aspetti per renderla più chiara, più efficace e più vicina alle esigenze dei cittadini e delle imprese. È quanto è accaduto proprio con la legge regionale n. 7 del 2025 sulle acque sotterranee.
Su questi temi sono arrivate proposte sia dalla maggioranza che dall’opposizione. Questo è un elemento che considero positivo, perché dimostra che le criticità affrontate oggi erano reali e avvertite da tutto il territorio.
Gli emendamenti approvati dalla Commissione, così come detto dalla Presidente Capone, vanno tutti nella stessa direzione: semplificare dove è possibile, chiarire le procedure, ridurre gli adempimenti inutili, favorire la regolarizzazione delle utenze e rendere più efficiente il rapporto tra utilizzatori e amministrazione. Lo abbiamo fatto, però, senza perdere di vista il principio fondamentale che ispira questa legge, ossia la tutela della risorsa idrica.
La Puglia conosce bene gli effetti della siccità e dei cambiamenti climatici. L’acqua è un bene sempre più prezioso e va gestito con responsabilità. Ma allo stesso tempo dobbiamo garantire alle nostre imprese agricole, che rappresentano una componente essenziale dell’economia regionale, strumenti e regole che consentano loro di continuare a produrre e a competere.
La sfida non era scegliere tra la tutela dell’acqua e l’agricoltura, la sfida era tenere insieme entrambe queste esigenze. È questo l’equilibrio che abbiamo cercato di costruire: meno burocrazia dove non serve, più certezza delle regole, più efficienza amministrativa, senza alcun arretramento sul fronte dei controlli e della salvaguardia della risorsa.
Con queste modifiche miglioriamo una legge importante, sosteniamo il comparto agricolo e rafforziamo una gestione più ordinata e sostenibile dell’acqua.
Per queste ragioni esprimo soddisfazione per il lavoro svolto in Commissione da tutti i miei colleghi, che ringrazio, e auspico il voto favorevole dell’Aula. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, consigliera.
Ci sono altri interventi? Prego, consigliere Gatta.
Speaker : GATTA.
Buongiorno e grazie, Presidente. Saluto i colleghi. Oggi finalmente approda in Aula questa importante legge regionale, che ha avuto un impatto abbastanza significativo nei mesi scorsi, perché la legge, come è stato già detto dai miei colleghi, è una legge regionale, la legge n. 7, che è stata approvata nel maggio 2025, che è una legge che ha dimostrato di essere una legge abbastanza complicata nell’applicazione, ma anche dannosa per le aziende agricole, soprattutto in un momento come quello dell’anno scorso, del 2025, che è stato per le nostre aziende agricole un anno complicato a causa dell’emergenza idrica.
Avevamo già denunciato in campagna elettorale come la legge n. 7 penalizzasse gli agricoltori pugliesi, una legge che, anziché supportare il settore, aggravava di oneri burocratici e finanziari le nostre aziende agricole.
Se è giusta la regolamentazione nell’utilizzo delle acque, è importante farlo con criterio, senza gravare su un comparto già vessato dalla burocrazia, dalle calamità e dai tributi. L’abbiamo detto più volte, serviva un bilanciamento di questa legge, oltre al sacrosanto diritto della tutela delle acque e dell’ambiente, serviva anche l’altrettanto sacrosanto diritto di tutelare le nostre aziende agricole nell’operare per il nostro territorio.
Rivendichiamo gran parte delle modifiche a questo testo. Abbiamo presentato una proposta di modifica alla legge come Gruppo di Fratelli d’Italia lo stesso giorno che il Governo regionale ha presentato un DL, con 14 emendamenti di modifica alla legge n. 7, che poi sono stati trasformati, come diceva la collega Falcone, per facilitare l’iter in Commissione, in emendamenti, abbiamo lavorato in Commissione e per questo mi sento in dovere di ringraziare la Presidente Capone e tutti i colleghi, quindi il consigliere Tutolo, la consigliera Falcone, con i quali abbiamo fatto un lavoro sinergico in piena sintonia.
Rivendichiamo anche l’aver presentato degli emendamenti importanti, che hanno sicuramente migliorato questa legge, come per esempio la riduzione delle sanzioni amministrative da 360 a 103 euro, la durata delle analisi da tre a cinque anni e tante altre modifiche proposte dai colleghi e approvate insieme all’unanimità.
In Commissione sul voto finale ci siamo astenuti perché ritenevamo utile un ulteriore approfondimento per il voto finale, come in questa sede… Come in questa sede e anche nella Capigruppo abbiamo chiesto un rinvio dell’approvazione di questa legge perché c’è da approfondire. Così come abbiamo visto che, a distanza di cinque mesi, questa legge è stata modificata non solo con il disegno di legge della Giunta, ma è stata, possiamo dire, quasi totalmente stravolta per gli aspetti amministrativi, avevo chiesto nella Capigruppo un rinvio anche di una settimana, dieci giorni per l’approvazione definitiva.
Non c’è stata questa disponibilità da parte dei Gruppi di maggioranza. Siamo qui come Gruppo di Fratelli d’Italia eventualmente ad approvare gli emendamenti e poi a valutare se il voto finale sarà favorevole, anche in base ad un ulteriore emendamento che ho presentato, ma mi sembra anche da parte di altri ulteriori emendamenti che sono stati presentati dai colleghi del Gruppo di minoranza. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere. Prego, consigliere Minerva.
Speaker : MINERVA.
Se c’è bisogno di approvare degli emendamenti, io chiederei la sospensione di dieci minuti, non il rinvio del punto. Ne avevamo discusso con la Conferenza dei Capigruppo, perché riteniamo inutile, dopo tutto lo straordinario lavoro fatto che è stato richiesto, di rinviare il punto. Io direi, Presidente, sospendiamo dieci minuti, guardiamo gli emendamenti. Aspettiamo i referti tecnici e così, se sono positivi, li presentiamo e continuiamo la discussione.
Speaker : PRESIDENTE.
Metto in votazione per alzata di mano la richiesta di… Chiedo scusa. Prego, consigliere Lanotte.
Speaker : LANOTTE.
Grazie, Presidente, signore e signori della Giunta, colleghi e colleghe consiglieri, io invito tutti quanti ad una riflessione di buonsenso, che riprende il concetto elaborato dal consigliere Gatta.
Noi abbiamo effettuato un lavoro in Commissione, e per questo ringrazio tutti i commissari che hanno avuto un atteggiamento e un approccio assolutamente responsabile, finalizzato non certo a boicottare o a fare ostruzionismo su questa legge.
Se però noi stiamo per approvare una legge e ci viene detto, prima di mettere in votazione e di discutere questa legge, che già ci sono degli emendamenti tecnici, e voglio ricordare a tutta l’Assise che stiamo parlando di una legge che a distanza di appena cinque mesi viene rimessa in discussione, il buonsenso non dovrebbe spingere ciascuno di noi ad aderire ad una richiesta di rinvio? Non mi pare alle calende greche, ma al prossimo Consiglio regionale, così come richiesto dal consigliere Gatta? Noi cioè siamo di fronte ad una proposta di legge che sappiamo già che è imperfetta, perché ci è stata preannunciata la presentazione di altri emendamenti, seppur di carattere tecnico.
Una legge che è stata licenziata cinque mesi fa, cinque mesi dopo viene ripresa dalla Giunta e dal Consiglio regionale.
Ora, lo spirito e la necessità di fare una legge più concreta, più vicina alle esigenze di tutti gli stakeholders penso che venga riconosciuta da tutti. Ma iniziare a fare una legge chiedendo già una sospensione per presentare degli emendamenti di carattere tecnico, secondo me è come voler correre verso un obiettivo che penso sia condiviso da tutti, ma che rischiamo poi ci metta nelle condizioni fra sei mesi, perché lo dice il precedente, di dover riprendere questa legge, perché ci rendiamo conto che siamo stati poco avveduti, poco attenti, oppure perché ci vogliamo mettere la medaglietta di aver approvato la prima proposta di legge di questo Consiglio regionale.
Quindi io, senza alcuna vis polemica, invito tutti quanti al buonsenso, ad una riflessione e ad accogliere, perché io vi aderisco, la richiesta di rinvio effettuata dal consigliere Nicola Gatta.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
A lei, consigliere.
Prego, consigliere Tutolo.
Speaker : TUTOLO.
Per il fatto stesso che l’abbiamo fatta noi, questa legge non poteva essere perfetta, quindi è imperfetta per definizione. L’abbiamo fatta noi, dei poveri esseri umani.
Però provo a dirvi per quale ragione io sono contrario a rimandare. Una delle norme previste in questa legge, secondo me quella più importante in assoluto per la categoria degli agricoltori, è quella che dà la possibilità di mettere in regola, di regolarizzare dei pozzi abusivi.
Voglio ricordare ai miei colleghi che la sanzione prevista per questo problema va da un minimo di 10.000 euro a un massimo di 50.000 euro, quindi non bruscolini. Se domani mattina c’è qualche agricoltore, che non è, attenzione, che ha fatto il pozzo abusivo perché… Sappiamo che c’è stata una siccità violenta, sappiamo che molti si sono ritrovati con il prodotto sul campo senza acqua fornita dal Consorzio di bonifica, perché non ce n’era, e hanno praticamente probabilmente trivellato abusivamente. Ora bisogna dare la possibilità assolutamente di regolarizzare e non sia mai che nel frattempo, ripeto, ci sono dei controlli che sanzionano. Parliamo di 50.000 euro, non dei 300 euro, dei 108 euro, 50.000 euro.
Molti agricoltori manco lo sanno che si paga 50.000 euro se li beccano. Quindi io credo che ci sia la possibilità di approvare oggi questa. Poi, siccome non era perfetta, non è perfetta e probabilmente mai lo sarà, se ci sarà bisogno di fare qualche ulteriore modifica, la faremo insieme, come abbiamo fatto con queste; ma non possiamo sine die rimandare qualcosa che da quel mondo è aspettata.
Voglio ricordare che ce n’è un’altra di norma altrettanto importante che andiamo a fare oggi, se il Consiglio sarà d’accordo, che è quella dell’utilizzo delle acque per chi fa, che ne so… Nel caso degli affitti brevi, nei casi… Oggi noi andiamo ad approvare un emendamento che permette uno snellimento di questa procedura. Andiamo a prevedere addirittura la non necessità della voltura nella misura in cui, dopo 30 giorni, c’è il silenzio-assenso. Quindi è una facilitazione enorme per gli agricoltori. Io credo che approvare oggi questa legge va a risolvere buona parte dei problemi che vivono gli agricoltori.
C’è un altro emendamento che voglio ricordare, che va a tirar fuori da questa legge l’80 per cento di quelli che oggi sono definiti pozzi, ma che non saranno più pozzi perché di fatto non sono pozzi. Quelli che non attingono dalla falda oggi hanno gli stessi impegni e obblighi degli altri pozzi, quindi con l’apposizione del contatore. Voglio ricordare ‒ attenzione ‒ che questa dell’apposizione del contatore non ce la siamo inventata con la legge del 2025, è una norma imperativa, una norma che rinviene dalle varie norme nazionali che si sono stratificate nel tempo, che quindi è un obbligo per noi fare nostra, che ci piaccia o non ci piaccia.
Ritengo quindi ‒ ripeto ‒ che sia importante, cari colleghi, oggi andare avanti nei lavori di approvazione di questa legge, dopodiché, se si presenterà il bisogno, l’esigenza di fare qualche ulteriore modifica, la faremo, abbiamo tempo per poterla modificare.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere.
Prego, consigliere Minerva.
Speaker : MINERVA.
Poiché ha chiesto 10 minuti di sospensione per approfondire l’emendamento proposto da Gatta, stavamo ragionando perché, se non c’è il parere tecnico, a questo punto non chiediamo neanche la sospensione.
Se il Centrodestra vuole questi 10 minuti per approfondire quell’emendamento, altrimenti votiamo la legge così come sta.
Nell’intervento dopo spiegherò perché non aveva senso rinviarla, perché, ogni volta che arriva una legge, ci chiedono la cortesia di rinviarla e noi la rinviamo, ci promettono che la approfondiscono e votano favorevole, poi vengono in Commissione e si astengono o votano contrari, quindi, consigliere, è una cortesia che stiamo facendo al consigliere Gatta, perché... allora rispondo a lei e all’intervento fuori luogo che ha fatto.
Ci avete chiesto il rinvio della legge dello 06 per discutere, l’abbiamo rinviata di un mese, la riportiamo e mi pare che oggi non votiate a favore. Ci avete chiesto approfondimenti in Commissione, abbiamo portato questa legge in quattro o cinque Commissioni consecutive per accogliere e ragionare con tutti gli emendamenti, anche quelli ottimi fatti dal consigliere Gatta, e vi siete astenuti sulla votazione della legge.
Ci chiedete di rinviare ancora di una settimana, vi diciamo che, siccome è un solo emendamento quello che non ha il parere tecnico ed è fatto da un vostro consigliere, vi diamo la disponibilità a ragionare e a capire la fattibilità tecnica di questo emendamento, che va valutata ai fini della costituzionalità della stessa norma e ci dite “no, rimandiamo”, quindi è più una presa di posizione piuttosto che una consapevolezza di ragionare, perché ì quella legge, consigliere, è stata già mandata e messa agli atti, è stata già discussa in Commissione, chi ha voluto studiarla se l’è studiata e sa quali sono i problemi, se vuole votarla o non vuole votarla.
È in discussione un emendamento del consigliere Gatta, stiamo facendo una cortesia istituzionale per capire se c’è il referto tecnico.
Se volete che lo approfondiamo, sospendiamo dieci minuti. Se non volete che lo approfondiamo, continuiamo, andiamo a votazione, e poi ci dovete dire perché votate contrari.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Prego, consigliera Barone.
Speaker : BARONE.
Presidente, è veramente molto inopportuno questo discorso, questo rimpallare e nuovamente rimandare, procrastinare. Credo che sia una totale mancanza di rispetto, non nei confronti di quest’Aula, ma verso i cittadini che aspettano queste modifiche, che sono state richieste dagli stessi cittadini, dagli stessi enti, dagli agricoltori, dalle varie cooperative, insomma, sono stati motivi di lavoro e di impegno nelle Commissioni.
Io sono stata presente a tutte le Commissioni ed è stato veramente anche molto interessante l’approfondimento che è stato svolto durante tutte quelle sessioni. Veramente, è assolutamente fuori luogo questo voler dare, fra virgolette, fastidio, e non voler approfondire, applicare, non votare… Dare fastidio nel rimandare, nel procrastinare qualcosa che è pronto, e che è stato assolutamente già approfondito nelle varie Commissioni.
Inoltre, è frutto del lavoro, l’ha detto bene prima Nicola Gatta, tanto delle opposizioni, quanto della maggioranza. Quindi, riteniamo che poiché le leggi sono per i cittadini, e sono i cittadini che l’attendono, noi abbiamo l’obbligo, oggi, di portare a casa questa legge, non per nostro interesse, ma per interesse di chi fuori da queste Aule attende leggi come queste, che sono richieste e importanti per la vita quotidiana e per il lavoro quotidiano dei nostri concittadini.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Ha chiesto la parola il consigliere Gatta, prego.
Speaker : GATTA.
Grazie, Presidente.
Io penso di aver fatto un intervento di buonsenso. Ho anche ringraziato i miei colleghi commissari in Commissione per aver fatto un lavoro sinergico nel migliorare una legge che è stata approvata solo sei mesi fa, non certamente da me, ma da alcuni consiglieri regionali che stanno dall’altra parte, e che in campagna elettorale in maniera chiara abbiamo denunciato, poiché era una legge dannosa per le aziende agricole.
Abbiamo presentato una proposta di modifica alla legge, a differenza del Governo regionale, che ha presentato un DL solo di proroga delle norme. L’abbiamo stravolta, abbiamo lavorato insieme e l’abbiamo migliorata. Quindi, il rinvio non era per fare ostruzionismo, ma era per approfondire una legge che, guardate, è molto tecnica, molto complicata, approvare oggi una legge dove fra una settimana ci accorgiamo che è sfuggito qualcosa, come per esempio ancora nella giornata di ieri, ancora nella giornata di ieri abbiamo avuto il testo definitivo con gli emendamenti da portare in maniera condivisa. Tra l’altro, mezz’ora fa mi ha detto l’avvocato che bisogna ancora ulteriormente modificare quegli emendamenti. Quindi la nostra richiesta era di spostare l’approvazione della legge di una settimana, cara consigliera Barone, di una settimana.
Quindi noi vogliamo porre rimedio a delle scelte che non sono state coerenti con quello che tra l’altro avevano, attraversavano le aziende agricole l’anno scorso con una crisi idrica. Allora, dico, prima di andare ad approvare una modifica di legge dopo solo sei mesi, prendiamoci un’altra settimana. Verifichiamo in maniera precisa e puntuale e poi possiamo approvare la legge e, perché no, anche all’unanimità. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
A lei. Ha chiesto la parola il consigliere Lanotte. Prego.
Speaker : LANOTTE.
Grazie, Presidente. Io non riesco davvero a giustificare la scomposta reazione del Capogruppo del Partito Democratico, che conoscevo come una persona mite e gentile, dal linguaggio mite e gentile e puntuale. Invece, mi rendo conto che in quest’Aula il rispetto istituzionale viene sostituito da termini come fuori luogo, inopportuno, fastidio. Si potrebbe dire inconferente, buonsenso di fronte ad una constatazione oggettiva che adesso mi spinge rete ad esternare all’Aula, consigliere Minerva.
Lei non era in V Commissione quando è mancato il numero legale in V Commissione, visto che parlate di necessità di correre, di andare avanti; numero legale che in alcuni momenti è stato garantito dall’opposizione. Però l’opposizione non può sostituirsi, già agli inizi di questa legislatura, alla maggioranza. Quindi non mi si venga a dire che da una parte c’è chi dà fastidio, chi fa interventi fuori luogo, chi è inopportuno, quando a fare mancare il numero legale e a risparmiare almeno dieci giorni… Perché, è vero, consigliere Gatta e consigliere Dell’Erba, mi pare che fosse o il venerdì Santo o il giovedì Santo. Poi abbiamo dovuto fare la pausa eccetera. Siete stati voi che irresponsabilmente non eravate in Aula in Commissione.
Noi vi abbiamo chiesto un fatto di buonsenso, perché non serve avere una laurea in giurisprudenza per ricordarsi che c’è un principio, che è quello dei criteri, a cui una norma deve sempre attenersi, come la tassatività, la certezza e quant’altro. Voi vi state presentando in quest’Aula per approvare una proposta di legge sapendo che ci dovete venire a chiedere l’approvazione di emendamenti tecnici. Le norme si scrivono perbene oppure si fanno giusto per farle? E non mi si venga a dire ‒ mi dispiace, comunque nominerò il consigliere che ha espresso questo concetto che forse si sarebbe potuto esprimere meglio ‒ che bisogna correre perché c’è il rischio che qualche abusivo venga sanzionato. Non me lo si venga a fare in quest’Aula questo ragionamento.
Vi prego, io non sto chiedendo niente, io sto chiedendo semplicemente di risparmiarci la probabilità di correre il rischio che fra dieci mesi ci troveremo di nuovo a dover mettere mano a questo progetto di legge. Quindi, dimentico i termini “fuori luogo”, “inopportuno”, “fastidioso”, dimentico che è mancato il numero legale in Commissione. Avremmo risparmiato dieci giorni, Capogruppo Minerva. Avremmo risparmiato dieci giorni. Dimentico tutte queste cose. Vi chiedo per i pugliesi, per i pugliesi che vogliono rispettare le leggi e che vogliono la certezza del diritto, di prenderci una settimana, il prossimo Consiglio regionale è già calendarizzato, ma facciamo le cose perbene, facciamo le leggi perbene. È anche su questo che si misura la qualità legislativa di un Consiglio regionale: scrivere leggi chiare, norme certe e scritte con criterio, non per andare avanti e per superare l’ansia di aver licenziato la prima proposta di legge del Consiglio regionale della legislatura 2026. Ve lo chiedo davvero nell’interesse dei pugliesi.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Ha chiesto la parola il consigliere Scalera. Ne ha facoltà.
Speaker : SCALERA.
Presidente, io avevo deciso di non intervenire perché ho condiviso gli interventi del collega Gatta e del collega Lanotte, ma quando in questa Assise viene a mancare il rispetto istituzionale, il rispetto dell’Aula, il rispetto di ognuno di noi mi corre l’obbligo non solo di fare l’intervento, ma di richiamare i colleghi all’ordine e al rispetto e a mettere da parte la cultura di appartenenza, per lavorare per il bene comune, per il bene dei pugliesi.
Credo che questa maggioranza fino ad oggi non abba ancora dato dimostrazione di lavorare per il bene comune. L’unica cosa che ha saputo fare è mettere tasse e balzelli in ogni occasione e in ogni legge, in ogni pensiero. Non ha avuto una visione nuova della Puglia, una visione che deve dare ai pugliesi serenità.
Parlare di questo disegno di legge, la legge 22, relativa all’utilizzo delle acque superficiali, come se questa legge salvasse il comparto agricolo… Gli agricoltori oggi hanno le tasche piene di pagare balzelli, di pagare tasse e di lavorare bene, di fare prodotto di eccellenza, e non riuscire a commercializzarlo.
Il problema del comparto agricolo non è l’acqua interna, e poi ritornerò ai termini che sono stati usati in questa Assise e che hanno ripetuto i colleghi, fuori luogo. Questo è il luogo dove si discute, ci si confronta e si parla. E quando si approvano leggi di questa natura, devono essere tutti consapevoli che ci deve essere un solo obiettivo: il bene comune, i pugliesi.
E fino ad oggi tutto questo non è stato fatto. Dare fastidio a chi? State dando voi fastidio al comparto agricolo, avete avuto una grande opportunità, e nel passato devo ricordare che per due anni – due anni – le Commissioni non sono state capaci di deliberare niente perché mancava il numero legale. E se non ci fossero state le opposizioni, o le minoranze a mantenere il numero legale, oggi noi stavamo parlando di niente, non della legge 22.
La legge 22 è stata fatta l’ultimo giorno, scippando questa legge come se il problema del comparto agricolo fosse l’emungimento delle acque, il sottosuolo. I problemi del comparto agricolo sono altri: è il caporalato, il problema del comparto agricolo è la commercializzazione del prodotto, il problema del comparto agricolo è la Xylella. Potrei stare fino a domani mattina. Peraltro, non dimentichiamo quello che è accaduto per il tributo 630. Non dimentichiamo la protesta degli agricoltori che in quest’Aula sono venuti a protestare perché non ne potevano più, perché oggi l’agricoltura… Anzi, devo dire che gli agricoltori sono quelli che oggi devono essere da noi, consiglieri regionali e istituzioni, definiti eroi, che stanno portando avanti le terre. E voi? Voi che cosa avete fatto? Quando hanno protestato li avete cacciati dall’Aula e oggi mi venite a parlare di obiezioni indebite. Indebite di che cosa? Indebite di che cosa?
Quindi, rinviare oggi la legge. Devo dire che non ci sono soltanto gli emendamenti di Gatta, signor Presidente. Io ne ho presentati tre emendamenti oggi. Allora, rinviare, riportarla in Commissione per dare ai pugliesi una legge condivisa… Qua noi non lo stiamo facendo per creare ostruzionismo o per creare disservizio o per fare chissà che cosa o per tirare… Non ci sono le elezioni che dobbiamo portare l’acqua al mulino ognuno di noi. Cerchiamo di lavorare almeno in questi momenti, momenti diversi, momenti che appartengono alla Puglia e ai pugliesi, dare alla Puglia e ai pugliesi una visione.
Signor Presidente, io oggi, se chiedo la verifica del numero legale, non so se ci sono tutti i consiglieri regionali presenti. Poi devono venire da noi a farci lezioni, per che cosa? Per senso di responsabilità, Presidente, la sfido. Chiedo il numero, oggi, in questo momento. Prima di concludere chiedo il numero legale, se sono presenti in Aula tutti. E poi vediamo... Non lo posso fare? Perché? Allora, scusa, Tutolo, io non ti ho interrotto… Tutolo, io non ti ho interrotto…. Tutolo, non ti ho interrotto… Io ho parlato dall’inizio di rispetto dell’Aula, di rispetto dell’Aula… Rispetto dell’Aula.
Allora questo rispetto noi lo esigiamo, lo vogliono i pugliesi, perché le nostre istanze non sono istanze di parte che portiamo nelle istituzioni, ma sono istanze che vengono dal territorio. Sono istanze che gridano vendetta, perché oggi la Puglia, così come ce l’avete lasciata, è da vergognare. Vi dovevate vergognare di venire in quest’Aula a parlare di rispetto e di queste cose!
Oggi non sto qui a fare polemiche o politica, perché le facciamo in altre sedi, però quello che voglio dirvi è riflettiamo, mettiamo da parte la cultura di appartenenza e i Partiti politici e cominciamo a lavorare per la Puglia e i pugliesi. Se si farà questo (credo di interpretare il pensiero di tutta la minoranza), noi ci saremo, come ci siamo sempre stati anche in passato, anche quando due anni fa e per due anni abbiamo mantenuto il numero legale in Aula quando voi non lo avevate.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, consigliere Scalera.
Ha chiesto la parola la consigliera Capone. Prego.
Speaker : CAPONE.
Possiamo assumere un atteggiamento dignitoso? Presidente, possiamo assumere un atteggiamento dignitoso? Il numero legale si chiede al momento della votazione, non quando vuole lei!
Rispetto alla Commissione e al lavoro della Commissione dobbiamo fare due precisazioni. La prima: l’emendamento presentato oggi dal consigliere Gatta è stata la causa della richiesta della sospensione per avere il referto... mi era stata già data la parola e lei ha interrotto. Presidente, facciamo un po’ d’ordine?
Speaker : PRESIDENTE.
Perdonatemi, ho dovuto espletare un brevissimo bisogno fisiologico, chiedo scusa, sono appena entrato.
Appena lei finisce di parlare, faremo la verifica del numero legale... Non c’ero, scusate. È stata fatta prima del suo intervento… Perdonatemi, però, io non c’ero. Chiedo scusa con la “s” maiuscola, ma capiterà anche a voi di avere un bisogno fisiologico. Capiterà. Perdonatemi, non mi accusate di essere andato un attimo in bagno.
A questo punto, se la richiesta di verifica del numero legale era precedente all’intervento, chiedo di spegnere intanto il microfono e di procedere alla verifica del numero legale.
Prego. Verifica del numero legale. Votate.
Perdonatemi, un po’ di rispetto: ho messo in votazione la richiesta di verifica del numero legale. Intanto, ci sono presenti che non hanno votato.
Abbiamo votato tutti? Se abbiamo votato tutti, procedo alla verifica.
Prego, è chiusa la votazione.
28 presenti… ? Un po’ di ordine, per cortesia. Procediamo con i lavori. Aveva chiesto di intervenire la consigliera Capone.
Prego, ne ha facoltà, consigliera. Consigliera Capone, prego… Il consigliere Minerva… Il consigliere Minerva ha chiesto di sospendere per cinque minuti il Consiglio. Ovviamente sulla sospensione possono intervenire… Possono intervenire un consigliere per parte.
Allora, prego, a favore della sospensione. Tutolo, attenzione, ascolti il Presidente. Il consigliere Minerva ha chiesto… È ritirata già la sospensione, quindi non c’è più.
Ha chiesto la parola Tutolo. A che titolo? Nell’intervento come discussione generale. Prego, prego, consigliere.
Speaker : TUTOLO.
Io volevo far… Scusate, io volevo… Veramente sono… Scusatemi. Scusatemi, colleghi… Scusatemi… Scusatemi. Presidente… Eh lo so, però in questa maniera è complicato.
Speaker : PRESIDENTE.
Allora, io chiedo scusa. Si è iscritto a parlare il consigliere Tutolo. Consentiamogli di intervenire, per favore. Per favore! Per favore!
Speaker : TUTOLO.
Scusatemi, posso fare l’intervento? Credo che sia… Io rifletto tra me e me. Non voglio far riflettere gli altri ma, tra me e me, noi oggi andiamo a modificare una legge. Andiamo a prevedere cosa? Una riduzione delle sanzioni che abbiamo concordato, come è stato richiesto da più parti. Andiamo a provvedere la possibilità di regolarizzare dei pozzi abusivi e quindi di dare la possibilità a chi è oggi in un grave procedimento, processo di pericolo di infrazione, lo andiamo ad assolvere. Andiamo a regolare diversamente l’utilizzo delle acque nei casi in cui ci sono degli affitti brevi, andiamo a fare diversi miglioramenti e oggi dobbiamo rimandare. Non se ne capisce la ragione.
Io dico: se questi sono dei motivi di miglioramento, facciamolo, dopodiché, se ci sarà l’esigenza di qualche altra variazione che potrà avvenire sempre, la si potrà sempre fare, ma mi pare veramente strumentale un atteggiamento del genere.
Noi andiamo a migliorare, come abbiamo detto tutti, una legge che era migliorabile, miglioriamo dove è possibile. Dopodiché, la prossima volta, se c’è l’esigenza di fare un ulteriore emendamento, perché non dobbiamo farlo? Io non mi sento onestamente e non voglio responsabilità nel caso in cui ‒ ripeto ‒ domani mattina ci fossero problemi in aziende agricole a causa di alcune cose che oggi andiamo a cambiare, quindi approviamo e andiamo avanti.
Speaker : PRESIDENTE.
Ha chiesto di intervenire il consigliere De Santis. Prego, ne ha facoltà. Consigliere De Santis, prego.
Speaker : DE SANTIS.
Grazie, Presidente.
A me pare che ci sia nervosismo in quest’Aula, un nervosismo davvero incomprensibile, perché, davanti alla richiesta in Commissione di sospendere e di rinviare la discussione di questa legge, noi abbiamo spiegato le ragioni della necessità di procedere all’approvazione della norma oggi in Aula e ci siamo ritrovati questa mattina con la presentazione da parte del Centrodestra di alcuni emendamenti.
Proprio per venire incontro all’opposizione, il Capogruppo del Partito Democratico ha proposto, all’inizio della discussione di questa importante norma, una sospensione di 10 minuti sia per valutare la parte tecnica degli emendamenti che sono stati presentati dall’opposizione, sia per trovare un accordo di natura politica.
Dopodiché, siamo ritornati a discutere in quest’Aula di argomenti che nulla c’entrano con i pozzi, che nulla c’entrano con la legge presentata e ci domandiamo se questa mancanza di rispetto istituzionale, uscendo ora dall’Aula, sia una scelta per continuare a fare il giochino per cui da un punto di vista si chiede in Commissione di rinviare le leggi che noi stiamo presentando per concordarle insieme e sulla stampa e fuori si accusa la maggioranza di non approvare le leggi.
Ora, io penso che si può sempre sbagliare, nella vita, si possono sempre commettere degli errori.
Penso che possiamo proporre, se siamo d’accordo, una sospensione di cinque minuti per vedere se questo gioco dell’opposizione è strumentale per non far approvare le leggi al Consiglio regionale, visto che noi siamo legislatori, oppure se c’è davvero la disponibilità ad andare avanti. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Lei ha chiesto dieci minuti di sospensione, ho colto bene? O cinque minuti?
La sospensione va votata. Se non ci sono interventi, per alzata di mano.
Chi è favorevole?
La richiesta è approvata.
La seduta è sospesa.
Consiglieri, vi chiedo di prendere posto, per favore, così possiamo riprendere i lavori del Consiglio.
Come? Alle quattro.
Vedo ancora consiglieri che non prendono posto. Prego.
Prego, prendete tutti posto, così possiamo riprendere i lavori del Consiglio.
Intanto c’è da dire che, nonostante le incomprensioni, siamo nuovamente qui. Evidentemente lo spirito costruttivo rimane inalterato. Quindi possiamo riprendere i lavori.
Si è iscritto a parlare il consigliere Romito, che ha facoltà di intervenire. Prego, consigliere.
Speaker : ROMITO.
Presidente, il centrodestra, per spirito di responsabilità e anche su suo invito, dal momento che condividiamo l’impostazione che lei sta dando all’Aula dall’inizio di questa legislatura, ha scelto di tornare sui propri banchi, perché stiamo per discutere, anzi dovremmo continuare a discutere una norma che interessa migliaia di pugliesi. Però, Presidente, io la invito e affidiamo a lei, in qualità di garante di tutti i consiglieri regionali, questo impegno. Non possiamo più consentire che accadano scene che abbiamo visto in passato nella precedente legislatura e che abbiamo già all’epoca censurato.
Dunque, se a norma di Regolamento, si chiede la verifica del numero legale, Presidente, questo vale anche per l’Ufficio di Presidenza, perché lei non era in Aula in quel momento, la verifica del numero legale va fatta immediatamente. Non possiamo consentire né possiamo permettere che la gente che ci sta guardando abbia del Consiglio regionale un’immagine quasi caricaturale, peraltro rispetto a un dato pratico inesistente, perché non c’era neanche bisogno di prolungare l’attesa per consentire ai colleghi di tornare in Aula perché i numeri c’erano già.
Dunque, Presidente, noi ancora una volta abbiamo dimostrato senso delle istituzioni e decoro. Decoro. Ci auguriamo e auspichiamo, Presidente, che sotto la sua Presidenza e la sua guida, le regole del gioco possano essere una volta per tutte sempre valide, senza meccanismi che chi ci sta guardando non soltanto non comprende, ma che trasferiscono un’immagine distorta del Consiglio regionale della Puglia. Non ne abbiamo bisogno. Davvero non ne abbiamo bisogno. Quindi, Presidente, noi ci affidiamo alla sua competenza, al suo garbo e al suo senso delle istituzioni pro futuro, perché per l’immediato, invece, abbiamo fatto buona dose del nostro.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Romito.
Si è iscritto a parlare il consigliere Pagliaro. Prego, consigliere,
Speaker : PAGLIARO.
Presidente, per noi è stata un’azione dimostrativa, è del tutto evidente che da parte nostra c’è tutta la volontà di proseguire nei lavori di questo Consiglio regionale, però è stata un’occasione importante per ribadire, come abbiamo fatto nel corso degli anni della scorsa legislatura, che il numero legale è una cosa seria, quindi vi chiediamo sin da ora l’impegno a mantenere, perché è vostra prerogativa farlo, il numero legale.
Noi l’abbiamo fatto in tantissime occasioni nella scorsa legislatura e ci è sembrato corretto oggi richiamare ai doveri anche del Presidente del Consiglio a essere tempestivo quando c’è una richiesta di verifica del numero legale, ma fondamentalmente il richiamo ai colleghi a non fare, com’è successo anche in passato, le chiamate uno per uno ai consiglieri per farli arrivare in Aula.
Oggi, addirittura, è stato il presidente Decaro che si è precipitato per poter garantire il numero legale, o meglio per provare a farlo, ma ‒ ripeto ‒ al di là di questo, quando viene meno il numero legale c’è un’ora di tempo, in quell’ora di tempo si può tranquillamente provare a chiamare i colleghi e trovare un modo per essere presenti in Aula.
A tal proposito, proprio per dirvi ancora una volta quanto ci sia la necessità che questo Consiglio regionale abbia un senso, perché addirittura oggi qualcuno ci ha voluto accusare di fare melina, proprio noi fare melina, quando siamo quelli che chiedono, in ogni occasione, che vengano attuate le nostre mozioni, che vengano attuate nelle nostre proposte di legge.
Io vi ho annunciato, lo ho annunciato anche al Presidente, ma mi sono voluto attenere alla sua richiesta iniziale di rimanere sul tema dell’ordine del giorno e non ho fatto il mio consueto intervento, che colgo l’occasione per fare, così come mi è stato richiesto dal Presidente, quindi vorrei ancora una volta tornare su un argomento molto importante, che vale per tutti noi consiglieri, è una sorta di promemoria che farò in ogni occasione e nella parte iniziale del Consiglio. Sarà un appuntamento fisso per non perdere la bussola, come è accaduto nella passata legislatura, ed evitare la mancata attuazione degli atti approvati.
Tutto questo, purtroppo, rischia di vanificare un lavoro importante che facciamo tutti noi. Oggi ho sentito qualche collega che ha voluto richiamare questo aspetto, cioè i cittadini attendono risposte, ma le attendono da anni, ci sono leggi importanti che sono state anche approvate all’unanimità, che non hanno avuto ancora attuazione, quindi chiediamo più di chiunque altro, ma insieme a tutti voi che venga rispettata questa prerogativa dei consiglieri regionali, chiediamo dignità per questa Assemblea, per il lavoro dei consiglieri, dei collaboratori, degli uffici.
Ricordo che ancora non abbiamo a disposizione un solo euro per le nostre leggi, non abbiamo la possibilità di legiferare a favore dei cittadini, perché non c’è un euro, e questo non va bene.
È vero, siamo in clima di spending review. Però, se viene meno la prerogativa del Consiglio regionale viene meno tutto ciò che facciamo, e questo non va bene. Noi non vogliamo rinvii, qualcuno ci ha detto “voi volete rinviare”. Noi siamo per l’efficienza, noi siamo gente che vuole essere operativa, che vuole dare un senso al proprio tempo, al proprio lavoro. L’abbiamo sempre fatto anche nella nostra attività, nella vita che conduciamo anche fuori da questa Assise.
Ci sono leggi che sono state approvate nella scorsa legislatura che ancora attendono l’attuazione. Faccio riferimento a un paio, giusto per esempio, ma sono proprio tante. C’è la legge, per esempio, sulla valorizzazione del legno d’ulivo disseccato dalla Xylella, e mi rivolgo all’assessore Francesco Paolicelli, che nel corso della passata legislatura era Presidente della Commissione, quindi sa perfettamente che lavoro c’è stato, quanta gente è in attesa che possa essere attuata questa legge. Voglio parlarvi di un’altra legge altrettanto importante: quella che prevede il passaggio degli acquedotti rurali dall’ARIF all’Acquedotto Pugliese. Ci sono ancora cittadini che sono senza acqua, dopo anni e anni, ed era di 30 giorni la prescrizione che avevamo dato per questo passaggio, per poter oltretutto eliminare queste tubazioni in amianto che hanno creato seri problemi di salute ai cittadini in alcune zone del nostro territorio: tubi di amianto per l’acqua potabile, una follia.
Vorrei parlarvi poi delle mozioni, delle tante emozioni, lo chiedo al Presidente Matarrelli e anche al Presidente Decaro, ai quali ho inviato un elenco con tutte le mozioni che sono state approvate anche nel corso di questa legislatura. Voglio ricordarne solo alcune: l’obbligo di pubblicare l’importo dei contributi regionali per eventi e manifestazioni culturali, approvata il 19 marzo di quest’anno, ma ancora non c’è stata attuazione. Ci sono tante iniziative… Guardi che il tema non lo decide lei: sto facendo riferimento alla richiesta del Presidente Matarrelli, ma vi prego di capire come funziona, perché è difficile. Colleghi che hanno avuto esperienza nella scorsa legislatura, spieghino come funziona il Consiglio regionale, quindi sono sicuramente nel tema previsto e nelle mie prerogative di consigliere regionale.
Ci sono eventi che erano stati già sponsorizzati, ma che ancora non hanno visto l’applicazione di questa mozione, la necessità di rendere visibili gli importi che vengono stanziati dalla Regione Puglia. C’è un’altra mozione molto importante: i cittadini ci chiedono “scusate, avete detto che è passata una mozione”, e faccio riferimento alla mozione per le sanzioni sulle disdette delle prenotazioni di visite o esami medici. Abbiamo fatto passare una mozione. È passata all’unanimità. Abbiamo detto entro sei mesi massimo si può richiedere questa cauzione, chiamiamola così, per la mancata disdetta. Non è successo ancora nulla. La prenotazione diretta delle visite ed esami per malattie oncologiche da parte dei medici specialistici, ancora nessuna attuazione. L’assistenza alla persona per i nostri studenti universitari con disabilità. Insomma, tutto questo penso che sia proprio necessario che abbia un’applicazione quanto prima, così come ci sono anche le mozioni della scorsa legislatura, il potenziamento dell’aeroporto del Salento, piuttosto che il raddoppio della statale 7 ter Bradanico-Salentina, dove si chiese che il Nucleo di valutazione regionale riprendesse in mano questa questione, perché sono gli unici due capoluoghi, Lecce e Taranto, che non sono collegati con una quattro corsie. Insomma una serie di mozioni, tutte molto importanti, che ancora non vedono attuazione.
Quindi rifaccio questo appello al presidente Matarrelli e al presidente De Caro. Diamo senso al lavoro del Consiglio regionale. Ricordo a me stesso che la Giunta è tenuta, diciamo obbligatoriamente, a obbedire alle decisioni che si prendono in quest’Aula. Quindi questa non è una mozione del centrodestra, non è una richiesta del centrodestra. È una richiesta dell’intero Consiglio regionale perché si possa dare senso e seguito alla nostra attività.
Riguardo a quello che è successo, siamo qui in Aula, continuiamo a lavorare. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro. Si è iscritto a parlare il consigliere Mazzotta, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : MAZZOTTA.
Grazie, Presidente. Il mio intervento per specificare quello che noi abbiamo fatto poco fa, perché è un gesto che va nel rispetto di quest’Aula, di questa Assise, in quanto noi sin dall’inizio abbiamo dimostrato una certa collaborazione nei confronti della maggioranza. Quando ci sono state delle questioni, le abbiamo sempre discusse. Molto spesso abbiamo anche concesso nella discussione, soprattutto nella Capigruppo. Nelle vicende che riguardavano la maggioranza noi ci siamo fatti sempre portatori degli interessi nei confronti dei cittadini.
Quindi non comprendiamo il motivo per il quale in ogni Consiglio regionale ci sono sempre discussioni che alterano invece la buona riuscita del Consiglio stesso, perché non dimentichiamo che negli scorsi Consigli abbiamo approvato una o due leggi al massimo o delle mozioni, perché su ogni punto all’ordine del giorno ci sono state sempre delle discussioni che si sono protratte anche oltre il livello, perché si è parlato sempre del Governo regionale, facendo, cercando di lanciare la palla altrove.
Noi invece siamo qui nell’interesse dei cittadini, quindi vogliamo che il dibattito rimanga in quest’Aula e che non vada a sfociare sempre nelle dinamiche nazionali, ma soprattutto pretendiamo che ci sia rispetto delle parti, e questo rispetto può venire solo se le regole vengono rispettate. Quindi, nel momento in cui abbiamo chiesto di verificare se c’era in quel momento il numero legale, ci siamo accorti, perché nello scorso mandato, nella scorsa legislatura più e più volte quando chiedevamo la verifica del numero legale il Consiglio regionale non si è concluso per mancanza dello stesso, non vorremmo che si verificasse lo stesso. Però, vogliamo il rispetto nei confronti di chi è da questa parte.
Noi, tra l’altro, Presidente, abbiamo presentato varie mozioni che non stiamo ancora riuscendo a discutere. Voglio ricordare che da quattro mesi abbiamo fatto una mozione, tra le altre, che riguarda la rottamazione dei tributi regionali e ogni volta mi è stato detto che sarebbe stata discussa al prossimo Consiglio. Siamo arrivati a quattro mesi dalla presentazione della stessa e ancora dobbiamo discuterla. Noi non abbiamo fatto polemica, non siamo andati sui giornali, però vorremmo il rispetto da parte di quest’Aula e vorremmo soprattutto che le nostre mozioni possano essere portate all’attenzione dell’Aula, perché è nell’interesse unico dei cittadini.
Voglio anche ricordare che due bilanci fa, quindi non l’ultimo ma quello precedente, abbiamo approvato un emendamento a mia prima firma che riguardava l’identificazione e, quindi, il rilascio del codice cifra a tutti i consiglieri regionali. Per quanto mi riguarda è importante, perché vuol dire dare la facilità ai consiglieri regionali di sapere fin da subito gli atti che l’Istituzione approva, quindi che la Giunta regionale approva, in quanto questo ci faciliterebbe il compito. Quindi, Presidente, l’appello che le faccio è quello di cercare di ristabilire l’ordine e soprattutto il rispetto delle parti.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Mazzotta.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : MINERVA.
Presidente, sono dispiaciuto di come si prova a raccontare la realtà in maniera differente. Il garbo istituzionale lo abbiamo sempre tenuto quando in molti Consigli molti consiglieri di opposizione sono venuti, sono stati 10-15 minuti e se ne sono andati, quando c’è stato quell’evento in cui con sei persone presenti fra i banchi risultavano 13-14 presenti a una votazione. E non abbiamo alzato polveroni perché siamo persone perbene, come non li alziamo quando nelle Commissioni rimaniamo da soli ad ascoltare le audizioni. Non mi sembra che oggi mancasse il numero legale. Ci sono stati cinque minuti in cui qualche assessore si era allontanato, perché nel frattempo c’erano questioni da risolvere, ma dopo un minuto eravamo tutti in Aula. Mi dispiace, consigliere Lanotte, che passi il messaggio che Capogruppo del PD insulti gli altri, non mi sembra che le parole utilizzate siano offensive. Ho utilizzato “fuori luogo”, che non mi sembra una definizione offensiva, anzi, consigliere, approfondisco il ragionamento che faccio quando la uso.
Avendo fatto il classico e studiato le lingue morte a volte utilizzo fuori luogo, dando al luogo non l’etimologia latina che è locus, quindi spazio, ma logos, discorso, quella greca, quindi utilizzando questa forzatura che viene dal termine greco quando dico fuori luogo intendo fuori dalla discussione che al momento si sta tenendo.
Ho solo riportato, consigliere, l’ordine dei fatti. Voi ci avete chiesto ancora una volta di rinviare una legge che volevamo portare a votazione, una legge a cui abbiamo lavorato insieme, come hanno dimostrato gli emendamenti del consigliere Gatta, rispetto alla quale però vi siete astenuti nel momento della votazione in Commissione, dopo che abbiamo per quattro o cinque Commissioni portato in discussione emendamenti.
Ci avete chiesto l’altra volta di rimandare una legge sullo 06, lo abbiamo fatto ascoltandovi, dopo due mesi la riportiamo in Aula e oggi avete detto in Capigruppo che non voterete favorevolmente. Allora ci chiediamo: è un garbo istituzionale accogliere le vostre richieste o è un inseguirvi rispetto alla possibilità che vi diamo di dire poi ai giornalisti che tanto le leggi non le approviamo?
Vi avevo anche dato disponibilità a chiedere 10 minuti di sospensione per il buon dialogo istituzionale, per verificare se l’emendamento del consigliere Gatta fosse possibile portarlo a votazione dal punto di vista tecnico avete alzato un polverone abbiamo tardato di un’ora sono le 15.00 e siamo arrivati al punto per cui abbiamo visto che probabilmente quell’emendamento non è tecnicamente sostenibile, che potrebbe portare all’impugnazione della legge, quindi il Partito Democratico è disponibile alla discussione, ma pensa che rinviare di una settimana non cambi il dato di questa legge che abbiamo abbondantemente discusso in Commissione.
Vi siamo venuti incontro in un ragionamento istituzionale che abbiamo fatto nelle Commissioni e oggi è arrivato il momento di votarla. Per questo penso che sia giusto andare avanti. Mi dispiace, consigliere, se sono sembrato maleducato, ma, ripeto, non penso che siano stati termini offensivi. Ho detto solo quello che penso e, come sono abituato, ci metto passione quando provo a rappresentare le mie le mie idee, ma noi siamo disponibili al dialogo.
Far passare che oggi mancava il numero legale o che noi non siamo disponibili a ragionare su richieste che abbiano un minimo di fondamento mi sembra un attacco irricevibile da parte non solo del Partito Democratico, ma di tutta la maggioranza di questa Assise.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva. Ha chiesto di intervenire il consigliere Lanotte, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : LANOTTE.
Grazie, Presidente. Io ho serie difficoltà, consigliere Minerva, ad intervenire dopo cotanta saccenza e con un intervento cattedratico da parte sua. Io, a differenza sua, non vado a sciorinare i miei studi e il mio percorso studentesco e poi anche universitario, con qualche altro titolo a latere. È un fatto di forma mentis e di formazione. Sono abituato alla sobrietà e non saper parlare bene in italiano sicuramente non è una condizione per non poter accedere a un ragionamento rigoroso e logico o di far parte delle istituzioni, e mi fa specie doverlo ricordare a lei, che segnala il suo percorso di studi classico e quant’altro. Mah, strano.
Io conoscevo, conosco un uomo che mi ha insegnato la sobrietà, la responsabilità e il linguaggio istituzionale. Questa persona si chiama Pasquale Cascella. Forse a lei dovrebbe dire qualche cosa. Forse a lei dovrebbe dire qualcosa. È lì che ho imparato a non usare il linguaggio politico in modo aggressivo. È lì che ho imparato ad avere rispetto di tutti. È lì che ho imparato che, se ho le cartucce da giocarmi, me le gioco, ma se l’arroganza si deve trasformare in presunzione e in volontà di non accogliere quelle che erano delle proposte di buonsenso, che credo unanimemente si possa riconoscere…
Se ci togliamo di dosso l’armatura del pregiudizio ideologico o del voler qualificare una richiesta di buonsenso come un atteggiamento ostruzionistico da parte delle minoranze, credo che si possa arrivare a produrre dalle leggi fatte perbene. Fatte perbene, perché non è produrre una legge. È consentire a quella legge l’applicazione senza cadere nel contenzioso, senza creare problemi a chi, magari pensando di applicarla, poi si trova a dover subire o ricevere una sanzione. È per questo che, se vogliamo immaginare di fare un percorso legislativo serio, non possiamo farlo con la fretta. È questo il concetto. Ma che questo concetto di buonsenso possa passare come una pratica ostruzionistica da parte dei banchi dell’opposizione è un fatto che non rende merito al servizio pubblico che noi stiamo esercitando. Se lei ci taccia di questo, poi mi costringe, per amore della verità, a dire che non c’è stata una dichiarazione pubblica sui giornali o sui social sulla mancanza del numero legale in una Commissione, quella deputata a rilasciare il parere su questa proposta di legge, durante la settimana santa. Nessuno di noi ha detto: la maggioranza non aveva il numero legale, avete ritardato un provvedimento per i cittadini pugliesi. È accaduto, si è dato un segnale per richiamare tutti alla responsabilità e lo abbiamo fatto.
Che mi si venga a dire in questo momento, quando uno dice “ma perché devo approvare una legge se prima di aprire la discussione so che devo approvare degli emendamenti tecnici, chiedo un approfondimento”, per rinviare a un Consiglio regionale già stabilito, già fissato, che questa sia una pratica ostruzionistica, piuttosto che una pratica di buonsenso per licenziare una legge che rispetti i criteri generali, la generalità, l’astrattezza, la tassatività, la tipicità, io non lo posso accettare. Perché questo? Noi non siamo venuti qua per provocarvi. Noi siamo venuti qua per produrre un atto insieme a voi. Non abbiamo avuto un atteggiamento ostruzionistico. Questo lo devo dire perché, facendo io parte, a differenza sua, di quella Commissione, io ho seguito tutti i lavori di quella Commissione e posso dire che la Presidente Capone e noi commissari che si erano fatti carico di portare avanti le esigenze degli operatori economici, dei cittadini che vivono e devono interagire con questa legge abbiamo lavorato con il massimo spirito di collaborazione, non di consociazione, ma di collaborazione. Non siamo stati consociativi, siamo stati collaborativi nell’interesse dei pugliesi. Quindi, ascoltare un linguaggio istituzionale di rottura da parte vostra crea rammarico e poi chiede a noi di esercitare, quelle sì, le pratiche che sono consentite alle minoranze, di far venire meno il numero legale. Io le posso garantire ‒ in matematica avevo tre, in greco antico nove, ci sono le pagelle che lo dicono ‒ che, se fosse stata tempestiva e non dilatoria, e non l’ha fatto il Presidente Matarrelli, ma chi lo sostituiva, ma l’ha fatto sicuramente in assoluta buonafede, la verifica del numero legale forse oggi stavamo parlando di un’altra storia, quindi invito a tutti a riprendere con spirito istituzionale la produzione di atti nell’interesse pubblico e nell’interesse della comunità pugliese. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere.
Ha chiesto di intervenire la consigliera La Ghezza. Ne ha facoltà, prego.
Speaker : LA GHEZZA.
Grazie, Presidente, soltanto per ricordare alla minoranza che nella scorsa legislatura il disegno di legge era stato approvato all’unanimità anche dai Gruppi di Centrodestra.
Oggi, stiamo tornando in Aula dopo un esame approfondito, dopo settimane di confronto in Commissione, addirittura ci siamo resi disponibili anche a discutere in questa sede gli emendamenti, che sono cosa ben diversa dal drafting tecnico che è stato fatto e che viene fatto in caso di disallineamento del testo.
Voglio invece ringraziare la Commissione e tutti i suoi componenti per il lavoro che è stato fatto su questo tema così importante, quindi credo che sia giusto rispondere alle istanze degli agricoltori e degli operatori del settore della nostra Regione. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera.
Se non ci sono interventi, procederei con la votazione di una serie di emendamenti che sono giunti qui.
Segretario, sull’articolo 1 non ci sono emendamenti, quindi procediamo con la votazione.
Pongo in votazione l’articolo 1.
È aperta la votazione.
Prego, consigliere Pagliaro, si affretti. Ha votato, consigliere Pagliaro? Bene, grazie, tutti i consiglieri hanno votato.
È chiusa la votazione.
L’articolo 1 viene votato con 40 voti favorevoli su 40 presenti, quindi all’unanimità dei presenti.
Passiamo alla votazione dell’articolo 2, che però registra quanti emendamenti? Due emendamenti, il primo a firma del consigliere Gatta, che probabilmente vuole illustrarlo. Non è necessario. Quindi possiamo procedere… Prego, prego, può intervenire.
Speaker : GATTA.
Grazie, Presidente, volevo esattamente chiedere se fosse possibile anche indicare chi ha presentato gli emendamenti. Infatti all’emendamento n. 1 non è stato indicato chi è stato l’autore dell’emendamento.
Speaker : PRESIDENTE.
Primo emendamento Gatta, a prima firma di Gatta.
Speaker : GATTA.
Non è stato detto.
Speaker : PRESIDENTE.
No, l’ho detto, l’ho detto. L’ho detto, questa volta si è distratto lei.
Speaker : GATTA.
Va bene, grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Sull’emendamento chiedo il parere del Governo. Prego, il referto.
Bene, bene, pongo in votazione l’emendamento a prima firma di Gatta. È aperta la votazione. Il parere del Governo è sfavorevole.
Chi deve votare? Non funziona il tasto della consigliera La Ghezza. Potete… Il voto è contrario, acquisiamo comunque il voto contrario.
Prego, nella maggioranza c’è qualcuno che non ha votato. Bene, avete votato tutti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 44, astenuti 1, votanti 43, favorevoli 17, contrari 26.
L’emendamento è respinto.
Abbiamo un ulteriore emendamento sempre all’articolo 2, a firma del consigliere Tutolo. Vuole illustrarlo o possiamo procedere con la votazione? Possiamo procedere direttamente con la votazione.
Chiedo il parere del Governo. Bene, favorevole. Quindi il referto è positivo.
Metto in votazione l’emendamento a prima firma di Tutolo all’articolo 2 della norma.
È aperta la votazione. È chiusa la votazione.
Presenti 41, votanti 41, favorevoli 41.
L’emendamento è approvato all’unanimità.
Ora mettiamo in votazione l’articolo 2 così come emendato.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 43, votanti 43, favorevoli 43.
L’articolo è approvato all’unanimità.
Ora poniamo in votazione l’articolo 3.
Non ci sono emendamenti su questo articolo.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 43, votanti 43, favorevoli 43.
L’articolo è approvato all’unanimità.
Metto in votazione l’articolo 4, che non registra emendamenti.
È aperta la votazione.
Siamo in fase di votazione. Il consigliere ha parlato fuori microfono, quindi il suo intervento non ha... devo chiudere la votazione, consigliere, la prego di accomodarsi, devo prima chiudere la fase di votazione!
Abbiamo votato tutti?
È chiusa la votazione.
Consigliere Minerva, fuori microfono la prego di non intervenire più, altrimenti induce a fraintendimenti.
Il consigliere Pagliaro è presente, semplicemente non muove il dito, ma è lì.
Procediamo. Per cortesia, io non voglio polemiche di questa natura, non mi piacciono queste polemiche, quindi andiamo avanti con l’articolo 5 della norma, che non registra emendamenti, quindi procediamo con la votazione.
È aperta la votazione.
Siamo in fase di votazione, siamo in fase di votazione, un po’ di buona educazione, per cortesia.
Chi deve votare?
È chiusa la votazione.
Presenti 42, votanti 42, favorevoli 42: all’unanimità.
L’articolo 5 è approvato all’unanimità.
Passiamo all’articolo 6. Che ha un emendamento a prima firma della consigliera Capone.
Consigliera, vuole intervenire in merito all’emendamento? È l’emendamento. Sta illustrando l’emendamento, scusatemi.
Speaker : CAPONE.
L’emendamento è suggerito anche dai tecnici perché era saltata una previsione relativa all’articolo 17, comma 3, che bisogna inserire a tutela proprio della possibilità di proroga. In sostanza, durante il periodo di validità della concessione abbiamo inserito, con l’indicazione dell’ufficio, “fatto salvo quanto previsto dall’articolo 17, comma 3, la derivazione delle acque non venga utilizzata per oltre 36 mesi, come evincibile dalle comunicazioni periodiche del consultivo” eccetera, eccetera.
Perché questo “fatto salvo”? Perché l’articolo 17, comma 3 della legge proprio dice la possibilità che l’ufficio può dare ulteriori 12 mesi. Quindi in questo modo è salvaguardata una norma che è a tutela dell’agricoltore. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Caroli. Ora ha facoltà di intervenire. Durante la votazione non si può intervenire. Consigliere, non me ne voglia. Prego, ora lei ha facoltà di intervenire per dieci minuti. Prego.
Speaker : CAROLI.
Grazie, Presidente. Era solo per rappresentare rispetto all’intervento fatto dal collega… Sì, era giusto che rappresentassimo quello che è il nostro comportamento, quello che è stato sempre il nostro comportamento e mi faceva specie che in quel momento là mi era parso di presagire che da parte sua non ci fosse stata la possibilità di poter intervenire. Ne prendo atto, la ringrazio, ma probabilmente per il presidente Minerva ancora una volta ha ritenuto di venir fuori senza che ci fosse alcun nesso rispetto a quanto accaduto.
Dispiace davvero, mi dispiace davvero, Presidente. Non è nostro costume comportarci in quel modo. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Gatta, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : GATTA.
Grazie, Presidente. Ho appena ascoltato la proposta emendativa della collega Capone. Tra l’altro, se non erro, mi dispiace perché comunque era un emendamento presentato in Commissione da parte del Gruppo di Fratelli d’Italia, che chiedeva 24 mesi. Tra l’altro era stato chiesto comunque di ripresentare l’emendamento dopo il parere tecnico per soli 12 mesi e questo emendamento doveva essere condiviso anche con la minoranza.
Quindi mi fa piacere alla fine che ha fatto proprio un nostro emendamento, scopiazzando quello che è stato il nostro lavoro. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Gatta.
No, consigliera, lei è già intervenuta nel merito. Se non fosse per fatto personale, io eviterei ulteriori polemiche e andrei avanti. Stiamo per approvare la norma, quindi le chiedo la cortesia personale di procedere con la votazione. Tanto ci saranno altri emendamenti successivamente, quindi entrerà nel merito nei prossimi emendamenti.
Intanto registriamo un referto favorevole. Chiedo il parere del Governo su questo emendamento, che è favorevole.
È aperta la votazione sull’emendamento n. 2 all’articolo 6 della norma.
È chiusa la votazione.
Presenti 40, votanti 40, favorevoli 40.
L’emendamento è approvato all’unanimità.
Ora pongo in votazione l’articolo 6 così come emendato.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 41, votanti 41, favorevoli 41.
L’articolo è approvato all’unanimità.
Passiamo ora alla votazione dell’articolo 7.
Anche in questo caso vi è un emendamento a prima firma della consigliera Loredana Capone, che chiede di intervenire. Ne ha facoltà. Prego, consigliera.
Speaker : CAPONE.
Grazie, Presidente. Giusto per chiarire con il consigliere Gatta, ma per tutta l’Aula. È importante una questione. Noi ci siamo lasciati in Commissione proprio con il fatto che gli uffici si sarebbero rivisto tutto l’articolato, ce l’avrebbero presentato con gli emendamenti che sono stati approvati e anche con quei suggerimenti che chiarivano, o per drafting o perché qualcosa era sfuggita in Commissione, ricordo che abbiamo fatto un lavoro enorme tutti insieme su tanti emendamenti, avrebbero portato all‘approvazione dell’Aula tutti quegli aggiustamenti che si fossero rivelati necessari. Di questo stiamo parlando. Quindi, in questi emendamenti trovate drafting, trovate qualche emendamento che è sfuggito, trovate qualche considerazione che è stata fatta e merita un’attenta valutazione.
Questo è tutto, nessuno si appropria di niente, anzi è la riconduzione al testo delle volontà che sono emerse in Commissione e che magari per refusi non sono state riportate.
Questi sono gli emendamenti tecnici che ho firmato io, non hanno nulla di aggiuntivo rispetto alle considerazioni che abbiamo fatto in Commissione.
Voglio precisare anche un’altra cosa per chiarezza, ma la preciserò dopo, relativamente all’andamento dei lavori di Commissione, giusto per dare a ciascuno il merito di quello che è stato fatto. Lo dirò dopo, quando avremo finito di votare gli articoli.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Gatta. Ne ha facoltà Prego, consigliere.
Speaker : GATTA.
Per ribadire che abbiamo fatto un bel lavoro in Commissione, poi, siccome stiamo parlando di una legge molto complicata, perché molto tecnica, questo emendamento è frutto di un emendamento presentato dal sottoscritto, che chiedeva ulteriori 24 mesi ai 36 mesi, cioè se un’azienda agricola non attinge acqua per 36 mesi, dopo 36 mesi viene revocata la concessione.
Il mio emendamento suggeriva una proroga di 24 mesi, l’Ufficio ha ritenuto opportuno concedere ulteriori 12 mesi. Presidente Capone, eravamo rimasti che avremmo presentato questo emendamento di rettifica e di aggiustamento del testo in maniera condivisa. Tutto qua.
Ho visto che comunque il nostro lavoro è stato preso nella giusta considerazione da parte vostra, quindi sono felice che il nostro lavoro sia condiviso tra i banchi della maggioranza. Rispetto alla questione dell’emendamento all’articolo 7, comma 20, ho presentato un emendamento, ma mi sa che non è stato citato, l’articolo 7, comma 20.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Gatta. Quindi, è chiusa la discussione sull’emendamento.
Chiedo il referto. Certo che può. Basta prenotarsi, basta pigiare il bottone, chiedere la parola e le sarà concessa. Prego.
Speaker : TUTOLO.
Semplicemente per chiarire. Il collega Gatta chiedeva conto dell’emendamento presentato al sette, ma che era il primo se non ho capito male, e che era quello che prevedeva lo sforamento del 20 per cento sui prelievi. Beh, mi pare chiaro che era inammissibile dal punto di vista proprio normativo. Mi permetto, questa è una mia valutazione soggettiva, di aggiungere anche per fortuna e ne spiego anche le ragioni perché io non devo avere timore di spiegare qual è il motivo.
Se in una parte della regione Puglia c’è un problema di salinizzazione delle falde è perché probabilmente nel tempo non c’è stato quello che bisognava fare, cioè regolamentare. Oggi c’è un problema enorme in una parte importante del nostro territorio. Bisogna evitare che ciò possa avvenire in maniera indiscriminata in tutta la regione e per fortuna che il legislatore nazionale ci ha pensato, aggiungo, perché, se è stata prevista dalla norma una modalità autorizzatoria che prevede il parere dell’Autorità di bacino che certifica la disponibilità della risorsa idrica e dopo ne rilascia la autorizzazione, se noi andiamo a prevedere il 75 per cento, fino al 75 per cento del prelievo in più, è chiaro che quella previsione normativa viene praticamente eliminata e non è difficile capire che di lì a breve ci troveremmo con tutte le falde svuotate e con tutte le falde salinizzate.
Con quella che dovrebbe essere… Perché vedete quello che stiamo… Almeno nel mio ragionamento è questo. Le riserve d’acqua che si prelevano dai pozzi dovrebbero essere utilizzata in maniera eccezionale se solo fosse stato fatto un lavoro di costruzione di infrastrutture importanti nel nostro territorio, perché noi accumuliamo soltanto il 10 per cento delle acque che cadono dal cielo. Dopodiché, andiamo a mettere mano alla falda perché non c’è l’alternativa. È qui il problema. Probabilmente quelle infrastrutture ‒ lo ripeto ‒ fondamentali per tutto il territorio dovrebbero vedere finalmente la luce, invece facciamo finta di non vedere il problema. Il problema è proprio quello della mancanza di accumulo delle acque piovane. La buttiamo a mare. Dopodiché, vogliamo andare a utilizzare in maniera non solo non prevista dalla legge ma anche innaturale la falda, andando a correre il rischio di lì a breve di lasciare tutta la regione senza un goccio d’acqua da poter utilizzare. Ripeto, se andiamo a vedere quali sono le cause della salinizzazione delle falde, ce n’è una che è la principale, ovvero quella dello sfruttamento selvaggio senza tenere in considerazione la capienza. Faccio un esempio banale. Se una falda ha una capacità di un milione di metri cubi e l’autorizzazione rilasciata non può prevedere il superamento, con quello sforamento noi andremmo a prevedere il superamento certamente e, quindi, lo svuotamento e l’arrivo dell’acqua salata nelle falde, con la morte per gli agricoltori. Noi non faremmo un favore agli agricoltori, noi li massacreremmo. Quindi, abbiamo il dovere morale di difendere quel bene, di farlo utilizzare, ma nei limiti della disponibilità, non farlo svuotare e non lasciare ai figli degli agricoltori nulla, perché questo è ciò a cui si andrebbe incontro. In altri termini, noi vorremmo prelevare come se non ci fosse un domani, come se dopo di noi non venisse più nessuno. È qualcosa che non ci possiamo permettere e non possiamo fare.
Per fortuna, ripeto, è intervenuto il legislatore nazionale, anche se qui volevamo farlo, ma questa legge ci sarebbe stata sicuramente impugnata, e aggiungo anche per fortuna, perché sarebbe stato un massacro non soltanto della legge nazionale ma anche delle falde. Quindi, vivaddio che esiste questa norma. Noi dobbiamo dare tutte le possibilità di questo mondo, ma tenendo presente che c’è un bene da salvaguardare, un valore da salvaguardare per tutti i cittadini della regione, e non solo.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Tutolo.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Gatta. Prego, consigliere.
Speaker : GATTA.
Non sono assolutamente d’accordo con il consigliere Tutolo, perché in questa modifica di legge abbiamo finalmente bilanciato al concetto della tutela delle acque anche il sacrosanto diritto di tutelare le nostre aziende agricole.
Qui, caro consigliere Tutolo, non stiamo parlando di prelevare acqua, si tratta comunque, perché qualora un’azienda agricola andasse a prelevare lo 0,1 per cento in più del 20 per cento, decade la concessione.
Non sono quindi assolutamente d’accordo con la sua presa di posizione, secondo cui è una legge nazionale, qui stiamo parlando di competenza esclusiva della Regione Puglia, di competenza non concorrente, quindi l’emendamento che avevo presentato prevedeva un effetto anche scalare rispetto alla questione, prevedendo, al superamento del 20 per cento, non la revoca della concessione, ma solo una sanzione, e così via, fino ad arrivare al 70 per cento con la revoca della concessione.
Stiamo parlando non di materia concorrente, stiamo parlando di materia amministrativa, quindi sanzionatoria, che è di esclusiva competenza della Regione Puglia.
Sinceramente, ascoltare il consigliere Tutolo che a Foggia a tutela ‒ permettetemi ‒ si è fatto baluardo delle aziende agricole per la crisi idrica l’anno scorso e poi in Consiglio regionale io non ho approvato questa legge regionale, l’ha approvata il consigliere Tutolo e oggi, ancora una volta, dimostra che vuole portare avanti una tesi non a favore delle aziende agricole, ma soltanto un indirizzo ambientalista e ‒ fatemi passare il termine ‒ molto integralista. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Gatta.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Tutolo. Sapete che in sede di discussione di leggi si può intervenire sino a due volte sullo stesso argomento, quindi il consigliere Tutolo ha facoltà di parlare per la seconda volta, magari gli chiedo di essere sintetico, perché ha questa capacità di sintesi.
Speaker : TUTOLO.
Sarò molto sintetico.
È chiaro che la contrarietà alla norma nazionale la statuisce l’ufficio con il referto. Non so se è stato letto da quella parte il referto, ma mi pare chiaro. Io sono andato oltre. Forse non è chiaro quello che ho spiegato e lo vorrei delucidare ancora meglio.
La difesa degli agricoltori non è far sì che venga sfruttato tutto quello che c’è, senza tener conto che esiste un domani. In parti rilevanti della regione Puglia, nel Salento, nella Murgia, le falde sono tutte quante salinizzaate. Questo significa che utilizzare quell’acqua significa anche rendere inutilizzabili i terreni, perché con l’effetto della evaporazione ti resta soltanto il sale, che vai a mettere quando irrighi. Oltre quindi a rendere improduttiva quella stagione si rendono improduttive intere zone del nostro territorio e noi, se vogliamo far bene non soltanto gli agricoltori, ma anche ai figli degli agricoltori, dobbiamo salvaguardare quel bene e dare la possibilità di emungere quella che è emungibile.
E per fortuna che il legislatore ha dato la possibilità a un’altra autorità terza, che è l’Autorità di bacino, di dire se da quella falda è possibile prelevare acqua in più o no. Se c’è l’agricoltore che ha un bisogno maggiore, può farne richiesta. Questo, sì, lo prevede la legge, senza incorrere noi nel rischio di vedercela impugnata e di fare anche una pessima figura oltre che con i nostri figli e i nostri nipoti, anche con quelli che assistono a questi lavori.
Quello che è possibile fare è fare richiesta di un maggiore utilizzo perché c’è la necessità di una maggiore risorsa. L’Autorità di bacino ti certifica che c’è quella risorsa in più e te la fa utilizzare. Se invece noi diamo la possibilità indiscriminatamente di prelevare fino al 75 per cento in più di quello autorizzato, noi andremo a svuotare quelle falde e non li avremo difesi gli agricoltori! Li avremo massacrati, messi in ginocchio e impoveriti, perché quella risorsa termina! Non è una risorsa infinita. Quindi non è che si vuole difendere falsamente gli agricoltori semplicemente facendo finta di voler allargare le maniche. Gli facciamo un danno!
È come non spiegare a un figlio che va bene un cucchiaino nel barattolo della Nutella, ma non si può mangiare tutta quanta la Nutella sennò gli fa male, se mangia tutto in una volta il barattolo. A me sembra una cosa molto… A te non l’ha spiegato nessuno il fatto della Nutella? Vedi? Neanche a me. Caro collega Gatta, io ho fatto la campagna elettorale difendendo sì gli agricoltori, chiedendo quello che probabilmente bisognerebbe fare finalmente, cioè quei benedetti o maledetti invasi, progettati da sessant’anni e che nessuno veramente finanzia e fa, a prescindere dai colori politici. In quel modo i pozzi, le falde sono la riserva d’acqua del mondo e di tutti gli abitanti che esistono in regione Puglia, e bisogna preservarla e difenderla. Ciò che bisogna fare seriamente, se vogliamo difendere gli agricoltori e quel settore di vitale importanza, è mettere i soldi per fare quelle opere infrastrutturali di cui parliamo soltanto da sempre. I pozzi si dovrebbero utilizzare in via del tutto eccezionale. Invece, noi vogliamo promuoverne l’utilizzo indiscriminato, danneggiando proprio gli agricoltori.
Io non voglio avere la responsabilità di aver contribuito alla salinizzazione delle falde del nostro territorio, dove oggi, per fortuna, questo problema ancora non l’abbiamo. Da voi mi pare, invece, che siano quasi tutte quante salinizzate. Perché? Perché c’è stato un utilizzo indiscriminato negli anni. Ma questa legge si chiama tutela della risorsa idrica e noi dobbiamo tutelare la risorsa idrica e gli agricoltori e possiamo fare un buon lavoro tutelando entrambi, la risorsa idrica e l’agricoltore, perché, ripeto, all’agricoltore noi dobbiamo assicurare la risorsa idrica non un anno, non due anni, ma per sempre, ai figli, ai nipoti e a tutte le generazioni future.
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere Gatta, credo che lei sia intervenuto già due volte sull’argomento. Si tratta dell’articolo 7… Consigliere Caroli, tanto poi si potrà vedere la registrazione e lei mi darà ragione. Siccome trattasi dell’emendamento all’articolo 7, su questo emendamento siete intervenuti due volte a testa. Ve lo posso garantire. Potete verificare la registrazione. Purtroppo io non posso andare oltre le regole.
Credo che ora si debba procedere, se non ci sono altri interventi, con la votazione dell’emendamento all’articolo 7 a prima firma della consigliera Capone.
Il referto è positivo. Il parere del Governo è favorevole.
È aperta la votazione. Certo, bene. Avete votato tutti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Quindi, 38 presenti, 38 votanti, 38 favorevoli.
Manca il voto del consigliere Scatigna.
Quindi i presenti sono 39, correggete. Votanti 39, favorevoli 39.
L’emendamento viene approvato all’unanimità.
Ora metto in votazione l’articolo 7 così come emendato.
È aperta la votazione.
Chi deve votare? Lì in alto, in alto, in alto, prego. Avete votato tutti.
Dichiaro chiusa la votazione.
L’articolo 7, così come emendato, è approvato con 40 voti favorevoli su 40 votanti e 40 presenti.
Quindi è votato all’unanimità.
Ora procediamo con la votazione dell’articolo 8, che non registra emendamenti.
Se non ci sono interventi, dichiaro aperta la votazione.
Chi deve votare? Avete votato tutti.
È chiusa la votazione.
40 presenti, 39 votanti, 1 astenuto, 39, favorevoli.
L’articolo 8 è approvato con 39 voti favorevoli.
Ora passiamo all’articolo 9, che registra un emendamento a firma della consigliera Capone.
Consigliera ha intenzione di intervenire sul punto? Bene, quindi potremmo procedere alla votazione, se non ci sono altri interventi. Il referto è favorevole.
Chiedo il parere del Governo. È favorevole anche il parere del Governo.
Quindi dichiaro aperta la votazione.
Avete votato tutti. Prego, consigliere Scianaro, ha votato? Posso chiudere la votazione.
I presenti sono 41, i votanti 40, quindi abbiamo un astenuto. I voti favorevoli sono 40.
L’emendamento è approvato.
Ora passiamo alla votazione dell’articolo 9 così come emendato.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 38, votanti 37, astenuti 1, favorevoli 37.
L’articolo è approvato.
Passiamo alla votazione dell’articolo 10, che non registra emendamenti.
Se non ci sono interventi, passerei alla votazione.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 40, votanti 39, astenuti 1, favorevoli 39.
L’articolo è approvato.
Passiamo all’articolo 11, che registra due emendamenti, uno a firma della consigliera Capone e uno a firma del consigliere Scalera.
Passiamo prima alla discussione dell’emendamento della consigliera Capone. Se non deve intervenire, posso passare alla votazione.
Il referto è favorevole. Il parere del Governo è favorevole.
Passiamo alla votazione dell’emendamento all’articolo 11 a prima firma della consigliera Capone.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 41, astenuti 1, votanti 40, favorevoli 40.
L’emendamento è approvato.
Abbiamo un altro emendamento a prima firma del consigliere Scalera.
Consigliere, lei ha intenzione di intervenire? Possiamo procedere. Il referto è negativo, quindi metto in votazione con parere negativo da parte del referto e del Governo.
È aperta la votazione.
Chi deve votare? Avete votato tutti?
Dichiaro chiusa la votazione.
I presenti sono 42, i votanti 41, 1 astenuto, i favorevoli 14, i contrari 27.
L’emendamento viene respinto con 27 voti contrari.
Ora metto in votazione l’articolo 11, così come emendato con l’emendamento a prima firma della consigliera Capone.
È aperta la votazione.
Avete votato tutti?
Se avete votato tutti, dichiaro chiusa la votazione.
I presenti sono 42, i votanti 41, quindi si registra 1 astenuto, i voti favorevoli sono 41 e l’articolo 11, così come emendato, viene approvato con 41 voti favorevoli.
Passiamo all’articolo 12, che non registra emendamenti.
Se non ci sono interventi, metto in votazione l’articolo 12.
È aperta la votazione.
Avete votato tutti? Sì, quindi posso procedere con la chiusura della votazione.
I presenti sono 41, i votanti sono 41, i voti favorevoli sono 41, quindi l’articolo 12 viene approvato con 41 voti favorevoli.
Passiamo all’articolo 13.
Anche in questo caso non sono pervenuti emendamenti.
Quindi, se non ci sono interventi, metto in votazione l’articolo 13.
È aperta la votazione. Avete votato tutti?
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 37, votanti 37, favorevoli 37.
L’articolo 13 viene approvato con 37 voti favorevoli.
Ora passiamo alla votazione dell’articolo 14.
Anche in questo caso non abbiamo ricevuto emendamenti.
Dichiaro aperta la votazione. Ebbene, avete votato tutti. Se avete votato tutti, dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 39, votanti 39, favorevoli 39.
L’articolo 14 è approvato con 39 voti favorevoli.
Ora passiamo alla votazione dell’articolo 15.
Anche in questo caso non sono pervenuti emendamenti.
Se non ci sono interventi, metto in votazione l’articolo 15.
È aperta la votazione.
Se avete votato tutti, dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 43, votanti 29, astenuti 14, e favorevoli 29.
L’articolo 15 viene approvato con 29 voti favorevoli.
Ora dobbiamo procedere con la votazione di una serie di emendamenti aggiuntivi, a partire dal n. 7, a prima firma di Antonio Scalera, il cui referto è negativo. Il parere del Governo è negativo.
Se non ci sono interventi, metto in votazione l’emendamento n. 7, a prima firma del consigliere Scalera.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
44 presenti, 43 votanti, 1 astenuto, 16 favorevoli, 27 contrari.
L’emendamento non è approvato.
Metto in votazione l’emendamento n. 8, a prima firma della consigliera Capone, che registra il referto favorevole e il parere del Governo favorevole.
Se non ci sono interventi, metto in votazione l’emendamento n. 8.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
43 voti favorevoli a fronte di 44 votanti, 43 presenti e 1 astenuto.
L’emendamento è approvato.
Passiamo all’emendamento aggiuntivo n. 9, a prima firma della consigliera Capone, il cui referto risulta essere favorevole e il parere del Governo favorevole.
È aperta la votazione.
Avete votato tutti? Deve votare ancora qualcuno? Collega Tutolo, vuole votare? Il collega Tutolo è presente in Aula, può votare a distanza? Lo autorizziamo? Bene, allora può pigiare. Tanto è presente.
È chiusa la votazione.
I presenti sono 44, i votanti 43, quindi abbiamo 1 astenuto e 43 voti favorevoli.
L’emendamento è approvato.
Passiamo all’emendamento n. 10, a prima firma della consigliera Capone.
Il referto è favorevole.
Non essendoci interventi, passiamo alla votazione dell’emendamento.
È aperta la votazione.
Consigliere Tutolo, voti, così poi possiamo procedere. Consigliere Dettori, vuole votare? All’opposizione avete votato tutti, sì? Posso dichiarare chiusa la votazione?
È chiusa la votazione.
I presenti sono 43, i votanti 42, quindi abbiamo 1 astenuto, e i voti favorevoli sono 42.
L’emendamento è approvato con 42 voti favorevoli.
Ora passiamo all’emendamento n. 11, a firma del consigliere Scalera.
Il referto è negativo, il parere del Governo è negativo.
Se non ci sono interventi, passiamo alla votazione dell’emendamento n. 11.
È aperta la votazione.
Avete votato tutti? Posso chiudere la votazione?
Bene, è chiusa la votazione.
Presenti 45, votanti 44, astenuti 1, favorevoli 17, contrari 27
L’emendamento è respinto con 27 voti contrari.
Siamo all’ultimo emendamento, il n. 12, a firma della consigliera Capone, il cui referto risulta essere favorevole e il parere del Governo è favorevole.
Sul punto all’ordine del giorno, prego.
Speaker : FALCONE.
Vorrei chiedere la cortesia di motivare il parere negativo dell’ufficio, perché nelle Commissioni che abbiamo fatto è stato evidente che molti dei nostri emendamenti hanno avuto un parere negativo a causa del contrasto con la normativa nazionale o europea, quindi è bene che questo si evinca, perché noi abbiamo cercato di tradurre in atti e in fatti le istanze degli agricoltori, ma non vorrei che oggi passasse un messaggio differente.
Non tutti quegli emendamenti, purtroppo, abbiamo potuti approvarli per contrarietà alle norme, quindi è un’altra la sede di discussione, che non è quella del Consiglio regionale. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Quindi, consigliera, lei vuole conoscere il contenuto del parere? Noi abbiamo dato per scontato che fossero… Se non ci sono altri interventi, metto in votazione l’emendamento n. 12, a firma della consigliera Capone, con referto favorevole.
Parere del Governo.
È aperta la votazione. Avete votato tutti? Ha votato anche il consigliere Gatta. Possiamo dichiarare chiusa la votazione.
43 presenti, 43 votanti, 43 voti favorevoli.
Quindi, anche questo emendamento è approvato all’unanimità dei presenti.
Ora passiamo all’approvazione dell’articolo 16.
Se non ci sono interventi, approviamo l’ultimo articolo della legge.
È aperta la votazione. Avete votato tutti?
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 41, votanti 41, favorevoli 41.
Quindi, anche l’articolo 16 è approvato all’unanimità.
Ora che abbiamo approvato tutti gli articoli, metto in votazione l’intera norma.
Ci sono interventi? Per dichiarazione di voto, il consigliere Tutolo.
Speaker : TUTOLO.
Non è per dichiarazione di voto, è il voto sulla legge, semplicemente sulla legge.
Io vorrei mettere in evidenza qualcosa di importante, perché ci sono dei particolari che sfuggono e chi ne dovrebbe conoscere l’esistenza spesso li ignora, con un potenziale grave danno. In questa legge, oltre alle tante migliorie che sono state fatte rispetto all’aspetto sanzionatorio, a mille altre situazioni, ce n’è uno che c’era, che c’è e che bisogna mettere in evidenza, vale a dire la possibilità di regolarizzare le utenze abusive, ricordando a chi ne ha una o magari più di una che la sanzione è di 50.000 euro. Per ogni utenza abusiva sono 50.000 euro di sanzione. Quindi, che si dica che è tanto quello che è previsto da pagare per sanare una utenza abusiva non è corretto. Diamo, allora, l’informazione corretta. Quello che si paga per sanare un’utenza abusiva è il minimo del minimo previsto da una normativa nazionale. Quindi, se noi Regione Puglia avessimo voluto prevedere la gratuità per chi deve sanare un’utenza abusiva, non lo avremmo potuto fare, perché c’è una legge nazionale che prevede dei parametri, più precisamente il “DL Siccità” all’articolo 12 recita che si passa, come aspetto sanzionatorio, da una sanzione minima da 4.000 a 40.000 euro a una sanzione minima da 8.000 a 50.000 euro, mentre il minimo passa da 400 a 2.000 euro. La Regione Puglia ha applicato, quindi, il minimo del minimo. È come se venisse fuori un condono edilizio e uno non vi aderisse. È non conveniente, di più, perché il rischio è enorme. Questo deve essere chiaro. Vorrei che si mettesse in evidenza questo aspetto.
L’altro aspetto è non meno importante. C’è un altro emendamento che è stato approvato all’unanimità, quindi non è una questione di paternità. L’80 per cento, forse esagero, no, non esagero se dico che il 90 per cento di quelli che prima erano definiti pozzi oggi è tirato fuori da questa legge, cioè quelli che non prelevano l’acqua dalla falda e che avevano, al pari degli altri, la necessità di apporre l’etichetta, il contatore, fare le comunicazioni annuali, tutti obblighi previsti anch’essi da leggi nazionali che noi abbiamo dovuto riprendere, il 90 per cento di quelle che erano le utenze sono fatte fuori da questa legge, perché c’è un emendamento che dice che le utenze che non prelevano l’acqua dalla falda direttamente non sono dei pozzi, ma sono delle vasche di accumulo, dei serbatoi, quindi vengono fatti salvi.
L’unico obbligo che hanno è quello di farsi fare un’attestazione da un tecnico, che attesta che non si preleva dalla falda, ed è finita, non è più un pozzo, quindi il 90 per cento delle utenze viene tirata fuori da questa legge. È molto importante, affinché si proceda con un’informazione corretta, per dare la possibilità a chi è in questa situazione di seguire la via giusta, quella più breve, quella più economica.
Ripeto: tutti adempimenti previsti da norme nazionali.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere.
Si è iscritto a parlare il consigliere Romito. Prego.
Speaker : ROMITO.
Grazie, Presidente.
Noi preannunciamo il nostro voto di astensione, è un’astensione costruttiva perché molti emendamenti sono stati recepiti e di questo noi siamo assolutamente soddisfatti, soprattutto sotto il profilo sanzionatorio, che era l’aspetto di questa norma che più ci preoccupava, perché è impensabile immaginare di cambiare la vita di persone che finora hanno aspettato questa norma con delle sanzioni che erano in realtà assolutamente sproporzionate anche rispetto a quelli che potevano essere i comportamenti da colpire.
Rispetto a questo, quindi, noi siamo assolutamente soddisfatti del lavoro fatto dai colleghi di maggioranza, che hanno inteso accogliere questi accorgimenti. Lo abbiamo detto però all’inizio in Conferenza dei Capigruppo, riteniamo (speriamo di non essere ascoltati dalla storia) che saremo chiamati nuovamente a intervenire su questa norma di qui a qualche mese, perché le numerose interlocuzioni che abbiamo avuto con le associazioni di categoria ci suggeriscono che, rispetto all’impianto complessivo della norma, che è un impianto buono, ci sono ancora passi in avanti da fare. È un’astensione con riserva, perché ci riserviamo di votare favorevolmente questo progetto di legge, questa legge, non appena saremo chiamati nuovamente in quest’Aula per mettere a punto gli ultimi tasselli che le associazioni di categoria ci hanno rappresentato nel corso di queste ore che ci avvicinavano al Consiglio regionale.
Rispetto a questo, Presidente, vorrei chiedere un impegno formale all’assessore Paolicelli, che conosce benissimo questa materia, perché ne abbiamo discusso insieme nella precedente legislatura, quando eravamo consiglieri regionali, poi Francesco ha fatto carriera, è diventato assessore, io sono rimasto un consigliere regionale di opposizione. Per adesso va così, Presidente, poi Dio vede e provvede. L’assessore Paolicelli sa perfettamente qual è il punto focale di questo nostro ragionamento. Oggi abbiamo approvato una norma. Non riusciamo, però, a sistemare definitivamente uno dei drammi della nostra regione, che è quello relativo ai furti di materiale elettrico che rendono, invece, impossibile l’approvvigionamento idrico rispetto a quelle strutture gestite da ARIF che già oggi esistono. Ci sono interi territori della provincia di Bari che sono senza acqua: ogniqualvolta ARIF predispone le migliorie agli impianti che sono stati oggetto di furti, esattamente nel giro di 24-48 ore i ladri, come se avessero un orologio o fossero sincronizzati con un AirTag, sono di nuovo lì in grado di combinare disastri e di rendere quelle infrastrutture inutilizzabili da parte degli agricoltori.
Anche rispetto a questo, ricordo, assessore Paolicelli, noi avemmo un confronto in Commissione agricoltura: io ritenevo inutile l’investimento sotto il profilo della videosorveglianza, perché la videosorveglianza interviene allorquando un furto c’è già stato. Basta andare con un cappellino e il volto coperto e si riesce ad ovviare a questo tema. Dobbiamo, invece, ricorrere, io credo, ai vecchi metodi, che sono quelli della sorveglianza attiva, probabilmente attingendo anche alle risorse che abbiamo già sul territorio. Io so, e lo ha detto lei in modo molto franco poco tempo fa, che erano state già messe da parte delle risorse per questi interventi, ma credo che, rispetto a quello che dobbiamo fare, mettere in sicurezza le nostre infrastrutture sia un punto di cui non possiamo assolutamente fare a meno.
Ripeto: mentre noi stiamo parlando, c’è tutto il comparto florovivaistico dei territori di Ruvo ‒ assessore, ne abbiamo parlato prima ‒ che oggi sono senza acqua in una stagione importantissima per loro, quindi abbiamo il dovere di risolvere questo problema. Lo abbiamo affrontato tante volte, ma abbiamo un po’ di tempo per risolverlo.
Presidente, spero di aver esaustivamente spiegato la nostra posizione di astensione costruttiva. Esiste nella Carta costituzionale francese, non lo abbiamo ancora introdotto nello Statuto della Regione Puglia e nel Regolamento che disciplina i lavori del Consiglio regionale. Chissà che, insieme alla modifica della legge elettorale, riusciremo anche a introdurre qualche elemento che dia la possibilità ai consiglieri di maggioranza di esprimere una posizione diversa rispetto a quella dell’astensione secca o, come più spesso siamo abituati a fare, della contrarietà ai provvedimenti di legge. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
A lei, consigliere.
Prego, consigliere Gatta.
Speaker : GATTA.
Grazie, Presidente.
Il nostro voto sarà favorevole. Penso sia stato fatto un discreto lavoro. Abbiamo lavorato in sinergia, non guardando i colori e le appartenenze. Abbiamo migliorato il testo sulle cose che attualmente erano possibili e modificabili. Certamente avremmo potuto fare di più. Avevamo chiesto anche una settimana, dieci giorni, per approfondire le questioni. Tutto sommato, la legge è stata migliorata e modificata, e credo sia un elemento di grande soddisfazione da parte del Gruppo di Fratelli d’Italia, che ha lavorato con una serie di emendamenti seri e concreti. Devo anche riconoscere da parte della maggioranza, da parte della Presidente Capone che molti di questi emendamenti sono stati accolti. Grazie.
Speriamo che possa essere una legge che possa migliorare la vita delle nostre aziende agricole e degli agricoltori. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
A lei, consigliere.
Prego, consigliere Lanotte.
Speaker : LANOTTE.
Grazie, Presidente.
Probabilmente ci è voluto più del tempo che avevamo preventivato per addivenire alla votazione di questa legge. Certamente abbiamo partorito una legge perfettibile, come, peraltro, sono tutte le cose umane. Lo abbiamo fatto con un confronto serrato, mi dispiace dirlo, più in Aula che in Commissione. L’auspicio è che si riscopra lo spirito con il quale si è lavorato nelle Commissioni senza esacerbare i toni in Aula, perché forse riusciamo ad essere più produttivi e riusciamo anche a dare più cognizione ai pugliesi di quello che noi facciamo.
Per cui, il voto non può che essere favorevole, Presidente Decaro, perché da questa parte non ci sono persone che non vogliono costruire insieme a chi è chiamato ad una responsabilità pubblica atti, leggi e fatti che possano essere a favore dei pugliesi.
Il contributo che riteniamo di aver offerto a questa legge non è un contributo di mera partecipazione, ma è un contributo che ha inciso nell’impianto stesso della legge. Lo abbiamo fatto quando, insieme al collega Nicola Gatta e anche agli altri colleghi della maggioranza, ci siamo interrogati sulla necessità di mitigare le sanzioni previste, e lo abbiamo fatto con la consapevolezza che la risorsa acqua in questa Regione costituisca ancora oggi un problema e non una opportunità.
Il paradosso è che quest’anno abbiamo vissuto un inverno che ci ha garantito piogge copiose, ma quando vengono messi in pressione i canali che devono essere utilizzati per approvvigionare di acqua le colture pugliesi, questi scoppiano perché qualcuno si dimentica di fare la manutenzione: altro che opere pubbliche o faraoniche che venivano richiamate dal collega consigliere Tutolo. Ci accontenteremmo, a volte, di una manutenzione ordinaria, che non ci faccia vivere il paradosso che l’abbondanza della pioggia poi non riesce ad essere sfruttata, perché quando non piove il problema è che non riusciamo ad avere sufficiente acqua per i campi, per quell’indotto agricolo, per quella filiera agroalimentare, per l’occupazione che da questi settori deriva nelle nostre famiglie, nelle famiglie dei pugliesi, che garantisce anche la serenità, perché senza lavoro non c’è serenità e, ahimè, purtroppo, lo devo dire, molte volte neanche la dignità che deve essere riconosciuta a ciascuno di noi, avendo questa opportunità.
In ragione di tutte queste considerazioni, di questa volontà propositiva e di questa opposizione costruttiva in questo momento, in questo contesto e in quest’ambito, io preannuncio il voto favorevole al provvedimento.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei.
Si è iscritta a parlare la consigliera Barone. Prego.
Speaker : BARONE.
Grazie, Presidente.
Chiaramente il voto del Movimento 5 Stelle sarà a favore rispetto a questa norma, che interviene su una norma che è stata votata non più di un anno fa, qui, a maggio, all’unanimità, in questa stessa Aula, che però prevedeva alcune criticità che quasi subito sono state evidenziate, in particolare dal comparto agricolo.
È stata quindi– credo ‒ anche una bella prova di maturità, perché gli interventi fatti tanto della maggioranza quanto della minoranza, ma anche dalla parte tecnica, che va ringraziata, durante le Commissioni sono stati sicuramente migliorativi per creare una norma che, da una parte, prorogava alcune date e alcuni i termini di legge, dall’altra parte rimodulava le sanzioni, rendendole più opportune e congrue rispetto alle normali e formali violazioni, mantenendo però fermo (è quello che come Movimento 5 Stelle sottolineiamo e in cui crediamo fortemente) l’esigenza di mantenere fermo il principio del rispetto degli obblighi previsti per legge, per permettere che ci sia una tutela perfetta e perfettibile della gestione stessa delle acque.
Del resto, il cuore della legge è proprio la tutela delle acque, la gestione delle acque che, se vogliamo, è la sfida più prossima che ci vedrà tutti interessati. Il consigliere Tutolo diceva come alcune zone di questa Regione siano ormai salificate, altre abbiano necessità di tutelare il più possibile questa riserva, che è veramente un’importantissima risorsa non soltanto per il comparto agricolo, ma ovviamente anche per tutti noi.
Se da una parte questo provvedimento conferma quindi l’assetto fondamentale della legge votata un anno fa, dall’altra parte questa “manutenzione” cui abbiamo dato il nostro contributo segna in maniera piena e mirata gli obiettivi per migliorare la qualità della risorsa idrica stessa, rendendo sempre più centrale il Piano di tutela delle acque, in una visione che tutela quello che per noi è fondamentale, che è la tutela dell’ambiente e della risorsa idrica.
Secondo me, abbiamo centrato pienamente il cuore del problema, sicuramente è tutto perfettibile, saremo interessati ad approfondire le criticità che il consigliere Romito ha già proposto in quest’Aula e vedremo di approfondirle insieme, perché l’interesse e l’impegno è quello di poter permettere, attraverso queste leggi, che risorse da noi oggi considerate “quasi banali” possano nei secoli essere conservate e conservate con la qualità adatta e congrua rispetto alle esigenze non tanto forse dell’aspetto civico, ma soprattutto del mondo agricolo che vive di acqua, che necessita di acqua. È necessario, anche tramite delle forzature, come possono essere misure quali le sanzioni piuttosto che le applicazioni più agevoli possibili, tutelare questa risorsa.
In piena linearità rispetto alla maggioranza, soprattutto con la grossa consapevolezza che abbiamo fatto un cammino importante nella tutela della risorsa più utile e che sarà la vera sfida del futuro, una sfida che vedrà tutti noi impegnati, una sfida che deve vedere soprattutto impegnati noi tutti nella tutela di una risorsa che non sarà infinita e che va conservata nella sua qualità e nella sua opportunità maggiore.
Nel considerare che il nostro voto sarà favorevole, auspico veramente il pieno sostegno dell’Aula. Mi dispiace che la Lega si astenga. Credo che il lavoro fatto sia stato importante e che i miglioramenti siano sempre possibili. Sono certa che anche in futuro, con lo stesso impegno e la stessa volontà di fare cose buone e giuste, riusciremo a fare sempre meglio.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Barone.
Prego, consigliera Capone.
Speaker : CAPONE.
Grazie, Presidente.
Innanzitutto rivolgo un ringraziamento alla IV Commissione, al Presidente Tutolo, perché abbiamo lavorato in piena sintonia, abbiamo ascoltato le associazioni di categoria, abbiamo aiutato un settore ad esprimersi. Le difficoltà della prima applicazione della legge ci sono state rivelate come impeditive rispetto all’adeguamento. Quindi, l’unione tra la V Commissione Ambiente e la IV Commissione Attività produttive e agricoltura ci dà proprio il senso di quanto questi due interessi abbiamo cercato di contemperarli al meglio. In effetti, questo è stato l’obiettivo principale della legge.
Ai colleghi componenti della V Commissione esprimo un sincero ringraziamento. Anche perché, come avevo accennato prima, alcuni di loro, in particolare la consigliera Falcone e il consigliere Gatta, avevano presentato delle proposte di legge. Siamo arrivati alla definizione di un testo comune proprio con lo sforzo di individuare al massimo quella sintesi tra gli interessi. Tutti abbiamo condiviso che l’interesse degli agricoltori dovesse essere tutelato, perché l’agricoltura è fondamentale nella nostra regione non solo come attività economica, quindi ai sensi dell’articolo 41, ma anche per i prodotti che ne vengono fuori, per la salute alimentare. Sappiamo che produrre, per esempio, nell’ambito delle orticole, richiede acqua. Produrre, oggi, anche nell’ambito degli uliveti richiede acqua, perché sono piante che a differenza degli alberi che conosciamo richiedono oggettivamente l’uso della risorsa idrica.
Ma la risorsa idrica è scarsa, ecco perché era necessario contemperare l’esigenza dell’ambiente e con le esigenze delle imprese. Ora, io non voglio aggiungere altro, se non la necessità che questa legge abbia ampia diffusione, che le associazioni di categoria che rappresentano tutti gli agricoltori sappiano che abbiamo fatto tutto quanto è in nostro potere per andare incontro alle esigenze di un’agricoltura insofferenza, e laddove non abbiamo potuto, questo è stato perché c’è un conflitto con la legge nazionale.
Anche sulla legge nazionale quindi bisogna intervenire, specialmente in un momento in cui le strategie europee ci mettono in una sorta di difficoltà per molti versi. Anche lì, nel Comitato europeo delle Regioni, cerchiamo di dare il nostro contributo perché non si perdano le caratteristiche di un’agricoltura sostenibile che vogliamo nella nostra regione.
Ora, lascio al nostro Presidente del Gruppo l’intervento per la dichiarazione di voto. Intanto, fatemi fare un ringraziamento anche all’assessore Pentassuglia, perché questa legge è anche il frutto di tanto studio che è stato compiuto in precedenza, quindi sono sempre congiunte le attività che si fanno tra quanto era stato scritto nella legge 7 e quanto noi oggi stiamo andando ad integrare anche con l’aiuto degli uffici.
Infine, un ringraziamento all’assessore Paolicelli, perché non ha fatto mancare il suo contributo in sede di valutazione e approvazione degli emendamenti.
Grazie ancora.
Speaker : PRESIDENTE.
Un attimo.
Io ho concesso la parola alla consigliera Capone solo ed esclusivamente perché lei è la presentatrice della legge e mi aveva chiesto di ringraziare. Consideriamo quella della consigliera Capone una dichiarazione di voto. Colleghi, siamo in dichiarazione di voto, per cui devo considerare quella della consigliera Capone una dichiarazione di voto.
No, consigliere, non interverranno. Interviene uno per Gruppo, per cui non può intervenire più nessuno.
Consigliere Tutolo, lei è già intervenuto. Consigliere Tutolo, siamo in fase di voto e lei è intervenuto in fase di voto. No, collega, lei è intervenuto dopo che abbiamo votato l’ultimo articolo. Ripeto, consigliere Tutolo, lei è intervenuto.
Consigliere Tutolo, mi dispiace, ma devo mettere in votazione la legge nella sua interezza. Lei è intervenuto. Non ho concesso la parola al consigliere Minerva perché era intervenuta la consigliera Capone.
Mettiamo in votazione il disegno di legge n. 22 nel suo complesso.
È aperta la votazione.
Votate, colleghi. Vi prego di votare.
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 43, votanti 40, astenuti 3, favorevoli 40.
Il disegno di legge è approvato.
Vi ringrazio tutti.
Essendo giunti all’orario previsto di chiusura dei lavori, dichiaro chiusa la seduta. Grazie.
