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CONTATTACI
Speaker : PRESIDENTE.
La seduta è aperta. (Segue inno nazionale) Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta.
Se non vi sono interventi al riguardo, diamo per approvato il verbale della seduta del 28 aprile scorso.
Ci sono interventi al riguardo? No. Quindi, possiamo dare per approvato il verbale della seduta del 28 aprile.
Non sono pervenuti congedi.
Procediamo preliminarmente alle comunicazioni ai sensi dell’articolo 30 del Regolamento interno.
Invito la Vicepresidente Vaccarella a dare lettura delle interrogazioni e delle mozioni presentate, nonché delle proposte e dei disegni di legge assegnati alle Commissioni. Prego, Vicepresidente.
Speaker : VACCARELLA.
Assegnazioni alle Commissioni.
Commissione I: riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, relativi ai disegni di legge dal n. 54 al n. 58 del 29 aprile 2026, ai disegni di legge dal n. 60 al n. 69 del 5 maggio 2026, ai disegni di legge dal n. 70 al n. 73 del 12 maggio 2026, al disegno di legge n. 74, al disegno di legge n. 77 del 19 maggio 2026.
Sempre I Commissione: disegno di legge n. 79 del 22 maggio 2026, sentenza n. 4519 del 2025 (RG 15408 del 2020) emessa dal Tribunale ordinario di Bari ‒ Sezione specializzata in materia di imprese (contenzioso 1134 del 2020). Comunicazione intervenuta sospensione efficacia esecutiva sentenza e contestuale revoca del DDL n. 54 del 29 aprile 2026.
Terza Commissione: Proposta di legge a firma del consigliere Scalera “Disposizioni per il riconoscimento della rilevanza sociale dell’obesità nella regione Puglia”; proposta di legge a firma del consigliere Romito e altri “Interventi a favore della famiglia, della natalità e della crescita demografica”; proposta di legge a firma del consigliere Scalera “Disposizioni regionali per il contrasto alla povertà sanitaria e la promozione e il sostegno delle attività solidali di recupero e donazione di medicinali e altri prodotti farmaceutici invenduti o inutilizzati”; proposta di legge a firma del consigliere Scalera “Misure di responsabilizzazione familiare e sostegno educativo nei casi di coinvolgimento di minorenni in condotte penalmente rilevanti”. Quarta Commissione: Disegno di legge n. 76 del 19 maggio 2026 “Disposizioni in materia di locazioni turistiche e modifica alla legge regionale 1° dicembre 2017 n. 49 (Disciplina della comunicazione dei prezzi e dei servizi delle strutture turistiche ricettive, nonché delle attività turistiche ricettive ad uso pubblico gestite in regime di concessione e delle rilevazioni dei dati sul movimento turistico ai fini statistici)”.
Proposta di legge a firma del consigliere Scalera “Disposizioni per la promozione e lo sviluppo del mototurismo nella regione Puglia”.
Quinta Commissione: Proposta di legge a firma del consigliere Minerva “Modifiche all’articolo 3 della legge regionale 24 settembre 2012 n. 25 – regolazione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili”.
Sesta Commissione: Proposta di legge a firma del consigliere Scalera “Istituzione del Consiglio regionale dei ragazzi”.
Commissione VIII e III, si tratta di un parere: Proposta di legge a firma del consigliere Pagliaro ed altri, “Istituzione di una Commissione d’indagine per accertare eventuali responsabilità amministrative e contabili nell’attività che ha comportato il disavanzo sanitario nella Regione Puglia e al conseguente piano di riequilibrio economico del sistema sanitario regionale riferito all’esercizio 2025”.
Interrogazioni ordinarie: del consigliere Scatigna “Emergenza posti nelle RSA e criteri di accesso penalizzanti per gli anziani non ospedalizzati”.
Interrogazioni a risposta scritta: del consigliere Pagano “Adozione da parte della Regione Puglia di misure analoghe a quelle introdotte dalla Regione Lazio con deliberazione di Giunta regionale del 23.12.2025 n. 1298 in materia di riduzione della validità delle ricette dematerializzate per le classi di priorità con maggiore urgenza”; del consigliere Pagano “Viabilità urbana di Turi e rischi per la sicurezza pubblica, causata dai tempi di chiusura dei passaggi a livello FSE”; del consigliere Pagano “Criticità tecniche impianti irrigui ARIF nel comprensorio Bari Sud-Est ed interventi di manutenzione straordinaria”; Consigliere Pagano: “Misure per garantire la continuità operativa dell’area fitosanitaria e coperture del relativo posto dirigenziale vacante”.
Mozioni presentate.
Consigliera Barone e altri: “Mozione per impegnare la Giunta a favorire la mobilità sostenibile in favore degli studenti di ADISU Puglia”.
Consigliere Scatigna e altri “Mozione per l’istituzione di un tavolo di coordinamento interistituzionale per l’attuazione efficace delle misure di contenimento del vettore di Xylella fastidiosa”.
Consigliera Lettori e altri: “Salvaguardia dell’autonomia e del ruolo strategico dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale nel quadro della riforma della governance portuale”.
Consigliere Pagano: “Impegno per la definizione e l’adozione del secondo Piano regionale delle politiche familiari della Regione Puglia e attivazione di un nuovo percorso partecipativo”. Consigliera Barone: “Mozione per impegnare la Giunta a sensibilizzare il Governo nazionale a valutare ogni opportuna iniziativa volta ad arginare i gravi episodi che nelle ultime settimane hanno messo in pericolo l’ordine pubblico nella provincia di Foggia”.
Consigliere Scalera: “Interventi urgenti a sostegno delle famiglie in condizioni di sovraindebitamento nella Regione Puglia”.
Consigliera Falcone e altri: “Nuova classificazione dei Comuni montani”.
Consigliere Pagliaro e altri: “Ambulanze 118 attrezzate e percorsi di triage dedicati per i pazienti con disabilità gravi, in carrozzina”.
Consigliere Mazzotta e altri: “Sospensione del contributo di bonifica 630 del Consorzio di bonifica Centro-Sud Puglia”.
Consigliere Lanotte e altri: “Riconoscimento dell’indennizzo ai soggetti affetti da sindrome da talidomide”.
Consigliere Perrini: “Sostegno ai pazienti affetti da diastasi dei retti addominali”.
Ho finito.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Vicepresidente.
Procedo con le comunicazioni al Consiglio.
Si comunica che il Consiglio dei Ministri, in data 28 aprile 2026, ha deliberato di non impugnare la legge regionale n. 1 del 3 marzo 2026, recante “XII legislatura, primo provvedimento di riconoscimento dei debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a), del decreto legislativo del 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126.
Si comunicano, altresì, le seguenti pronunce della Terza Sezione del TAR Puglia in materia elettorale.
Con sentenza n. 544 del 2026, n. 545 del 2026 e n. 546 del 2026, del 7 maggio 2026, sono stati respinti i ricorsi presentati rispettivamente dai candidati Sergio Blasi, Domenico Damascelli e Francesca Bottalico.
Con sentenza n. 612 del 21 maggio 2026 è stato respinto il ricorso presentato dai candidati Samuele Calabrese, Gerardo De Letteriis, Annagrazia Maraschio e Nicola Vendola.
Con sentenza n. 613 del 2026, n. 614 del 2026, n. 616 del 2026, n. 617 del 2026, del 21 maggio 2026, sono stati respinti i ricorsi presentati rispettivamente dai candidati Sergio Clemente, Alessandro Leoci, Lucia Parchitelli e Giovanni Francesco Stea.
Con sentenza n. 615 del 2026, del 21 maggio 2026, è stato respinto il ricorso presentato dai candidati Raffaele Foglio e Giuseppe Scarpiello.
Esaurite così le comunicazioni di rito, passiamo all’esame dei punti all’ordine del giorno.
Il primo punto all’ordine del giorno riguarda i debiti fuori bilancio. Essendo pervenuti ulteriori debiti fuori bilancio, iscritti all’ordine del giorno integrativo, si è provveduto a redigere un emendamento tecnico per accorpare tutti i debiti iscritti nella seduta odierna, emendamento sostitutivo dell’articolo 1, unico articolo del disegno di legge n. 55 del 29 aprile 2026, che siamo chiamati a votare.
Prendiamo, quindi, in esame il punto n. 1 all’ordine del giorno.
Sull’ordine del giorno può intervenire.
Spero che non sia un’occasione per parlare di argomenti che non siano inerenti all’ordine del giorno, perché il Regolamento non lo permette. Consigliere Scalera, mi guardi. Non vorrei mai toglierle la parola.
L’auspicio è che lei possa intervenire sull’ordine del giorno, così come previsto dal Regolamento, attenendosi a indicazioni che evidentemente hanno a che fare con la modifica del punto all’ordine del giorno, eventualmente. Prego.
Speaker : SCALERA.
Grazie, Presidente. Cari colleghi e care colleghe, io ritengo che questo Consiglio regionale debba fermarsi un momento davanti a una tragedia che ha colpito nelle scorse settimane Taranto e l’intera provincia di Taranto. Oggi voglio ricordare Bakari Sako, un giovane maliano assassinato mentre si recava al lavoro nelle campagne del tarantino. Questo ragazzo è stato aggredito da un gruppo di giovanissimi nel centro storico di Taranto, colpito con violenza brutale e lasciato lì, senza scampo.
Noi che siamo nelle Istituzioni non possiamo limitarci soltanto allo sgomento. La morte di Bakari Sako deve interrogare profondamente le Istituzioni, la politica, il mondo educativo, le famiglie e le comunità, deve interrogare il senso stesso della convivenza civile.
La Puglia è ed è sempre stata terra di accoglienza e di lavoro. La Puglia è ed è sempre stata terra di approdi, di incontro, di umanità. È la terra che per secoli ha visto arrivare popoli, lingue e culture diverse. Taranto ha un’immagine diversa di quella che si è voluta dare in questi giorni. Taranto è una città di lavoro e di accoglienza, una città di dignità, che nella sua storia ha conosciuto il sacrificio, ha conosciuto la sofferenza e ha conosciuto anche e soprattutto la solidarietà. Non possiamo permetterci che diventi una terra in cui qualcuno venga ucciso perché considerato meno degno degli altri.
È proprio per questo che non possiamo accettare che odio, violenza e disumanità trovino spazio nelle nostre città, soprattutto tra le giovani generazioni. Ricordare Bakari Sako oggi significa assumere un impegno, contrastare ogni forma di razzismo, ogni forma di marginalizzazione sociale e di cultura delle violenze.
Bisogna rafforzare i presìdi educativi e sociali, costruire comunità in cui nessuno venga lasciato solo, in cui nessuno venga lasciato ai margini. Mi sono permesso, caro Presidente, di dire queste poche parole, queste esigue parole perché sono certo di condividere il sentimento di ognuno di voi, di ognuno di noi che è seduto in questa Assise. Credo di interpretare il volere di quest’Aula.
Esprimo quindi vicinanza e cordoglio innanzitutto alla famiglia di Bakari Sako, che lascia una moglie e figli minorenni, alla comunità maliana e a tutti coloro che oggi chiedono giustizia e verità.
Presidente, concludo chiedendo che quest’Aula possa fare un minuto di silenzio. Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Intanto, grazie a lei, consigliere Scalera, perché evidentemente ha interpretato bene il pensiero di ognuno di noi. Ho visto che ha chiesto di intervenire il consigliere Cosimo Borraccino, immagino sullo stesso tema, e successivamente io accetterei la proposta di osservare un minuto di silenzio per questa tragedia terribile che ha colpito la nostra terra, una giovane vita è stata purtroppo spezzata senza motivo.
Prego, consigliere Borraccino.
Speaker : BORRACCINO.
È stato un efferato delitto.
Io raccolgo l’invito del collega Scalera, e lo ringrazio per aver posto all’attenzione della massima Assise regionale un tema scabroso: sei persone, sei ragazzi, molti minorenni, che all’alba hanno vilmente colpito una persona che era lì per andare a lavorare. Anche nella narrazione degli extracomunitari, Bakari Sako non era un irregolare, non era uno che campava di elemosina, non era una persona atta a delinquere le leggi dello Stato. Era una persona che aveva lavorato e che lavorava. Era lì per prendere il treno per andare a lavorare nei campi in un paese della zona occidentale della nostra provincia.
Non voglio assolutamente guastare il clima di unità che si deve a un evento del genere, però una considerazione la voglio fare. La faccio citando anche qualche articolo di giornale che il giorno dopo commentava quella manifestazione. Io in quella piazza un paio di giorni dopo quell’omicidio c’ero, a piazza Fontana, che alcuni rappresentanti politici della città di Taranto stanno proponendo di trasformarla in piazza Sako Bakari o Bakari Sako (io l’ho sempre chiamato Sako Bakari). Quindi, c’è una grande attenzione su questo tema. Ma in quella piazza, dove c’è stata una manifestazione di solidarietà per quelle persone, purtroppo mancava lo Stato. Lo ha scritto Piero Sansonetti su l’Unità, quello che io ho letto: mancava lo Stato. Non dico che ci doveva essere la Premier, né tantomeno i rappresentanti di Camera e Senato, o il Presidente della Repubblica. Ma tra tanti rappresentanti del Governo ci saremmo aspettati la presenza di un Ministro, di un Sottosegretario, di un rappresentante del Governo per quello che è accaduto a Taranto. Purtroppo non c’era. Io dicevo, lo ripeto al collega Scalera, che ancora una volta ringrazio per la sensibilità mostrata: Antonio, in quella piazza c’ero e devo dirti, caro Antonio, che la cosa che mi faceva male ‒ lo dico a tutti quanti noi ‒ era che la maggior parte delle 400-500 persone presenti, non di più, aveva un colore della pelle diverso da quella mia. Quella sera io mi sentivo maledettamente in minoranza in quella piazza. Mi sarebbe piaciuto essere in maggioranza, tante persone della pelle come la mia e come la tua essere presenti su quella piazza, invece quella sera, oltre all’assenza dello Stato che io voglio stigmatizzare perché per me è stata grave, c’è stata anche l’assenza delle persone italiane, che hanno vissuto quella vicenda come una vicenda, nella migliore delle ipotesi, di cronaca, purtroppo, per quello che è accaduto.
Non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se le parti fossero state invertite, quindi io condivido, collega Scalera, l’attenzione su questo tema, penso però che, su vicende come queste, scivolate come quelle che ha fatto lo Stato non debbano essercene più, perché su temi come questi la risposta del Governo deve essere ferma, deve essere netta nel condannare gesti come quelli che sono stati perpetrati nella nostra città, dico nostra visto che io e te siamo conterranei e siamo della stessa Provincia.
Ovviamente, ringrazio per l’attenzione e la sensibilità il Presidente del Consiglio regionale per aver accolto questo invito, quindi da tarantino grazie per questa sensibilità.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Borraccino.
Così come proposto dal consigliere Scalera che ringrazio nuovamente, vi propongo di mettervi in piedi per osservare un minuto di silenzio.
Prima di passare all’esame del primo punto all’ordine del giorno, vi comunico che i lavori del Consiglio si chiuderanno alle 16.30.
Passiamo al primo punto all’ordine del giorno: Disegno di legge n. 55 del 29/04/2026 “Riconoscimento di debito fuori bilancio ai sensi dell’art. 73 comma 1 lett. a) del d.lgs. 23 giugno 2011 n. 118 e ss.mm.ii. – Decreto comma 1, lettera a) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118. Decreto di liquidazione del 17 dicembre 2025, tribunale di Taranto, compenso CTU, atto consigliere 120/A.
Relaziona il presidente della I Commissione. Quindi invito il presidente della I Commissione, Ubaldo Pagano, a relazionare in merito.
Speaker : PAGANO.
Signor Presidente, colleghi consiglieri, l’Assemblea è chiamata oggi a deliberare sull’attività istruttoria che abbiamo svolto come I Commissione nel corso del mese corrente e che ha riguardato la verifica tecnica di una serie di debiti fuori bilancio che oggi approdano in Aula per il riconoscimento definitivo.
Dalle risultanze abbiamo provveduto all’accorpamento in un unico testo, attraverso l’emendamento sostitutivo a firma del Presidente del Consiglio che razionalizza l’iter di approvazione come da consuetudine, di tutti i disegni di legge che abbiamo affrontato in Commissione, segnatamente dal n. 55 al n. 58 collegati al disegno di legge n. 55 del 2026; dal n. 60 al n. 73 collegati al disegno di legge n. 70 del 2026.
Nel primo blocco di debiti fuori bilancio che abbiamo approvato nella seduta del 12 maggio sono tutti derivanti da sentenze esecutive, per un importo complessivo di 25.579,03 euro. Nella seduta del 25 maggio 2026, invece, abbiamo esaminato un secondo blocco di disegni di legge, dal n. 60 al n. 73, ed è stato approvato un emendamento utilizzando come veicolo il disegno di legge n. 70 del 2026. Si è trattato anche in questo caso di debiti tutti riconducibili alla casistica di cui all’articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo n. 118 del 2011 ovvero debiti derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi, in questo caso per un importo complessivo di un milione e 723.148,14 euro.
Abbiamo ovviamente effettuato tutta l’attività istruttoria per verificare la legittimità degli esborsi a seguito di contenziosi che hanno visto soccombente l’ente in diversi ambiti, prevalentemente di contenzioso civile e risarcitorio nonché lavoro e previdenza, gestione del territorio e acque. Per trasparenza verso quest’Aula, l’importo così cospicuo di questo secondo disegno di legge è facilmente riconducibile soprattutto a una sentenza relativa ad una trasfusione da cui è derivata la contrazione di una patologia direttamente riconducibile alla trasfusione, se non ricordo male una trasfusione effettuata nel 1968. e di cui oggi purtroppo, ahinoi, siamo chiamati a rispondere. Anche in questo caso è avvenuto tutto quanto quando addirittura la competenza rispetto all’organizzazione dei servizi sanitari in realtà era espressamente una competenza di carattere nazionale, ma noi siamo chiamati a rifondere le spettanze risarcitorie.
Sotto il profilo procedurale precisiamo che l’emendamento sostitutivo a firma del presidente Matarrelli opera una razionalizzazione definitiva nei testi, e nell’articolo 1 accorpa ora tutte le fattispecie riconducibili alle sentenze esecutive, quindi di lettera a) emerse nella seduta del 12 e del 25 maggio. Quindi, per quanto ci riguarda, nulla osta all’approvazione, però, essendo il Presidente Matarrelli firmatario del disegno di legge unico sostitutivo, è lui che metterà ai voti.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagano.
Si apre la discussione.
Ci sono interventi?
Se non ci sono interventi, passerei alla votazione, intanto, dell’emendamento sostitutivo, che ha già annunciato il consigliere Pagano, sottoscritto da me e di cui siete già a conoscenza.
Per cui, metto in votazione l’emendamento. Prima di passare alla votazione, ovviamente, rammento che ai sensi dell’articolo 35 dello Statuto regionale, le deliberazioni concernenti materia tributaria di bilancio sono valide se adottate con il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri regionali in carica. Occorre quindi per questa votazione il voto di 26 consiglieri favorevoli.
Apro la votazione.
Chiudo la votazione.
48 presenti, 46 votanti, 2 astenuti, 36 favorevoli, 10 contrari
Ora approviamo il provvedimento così come emendato.
È interamente sostitutivo, quindi va semplicemente votata l’immediata eseguibilità per alzata di mano.
L’immediata eseguibilità è approvata.
Si può ora procedere con l’esame delle mozioni iscritte all’ordine del giorno, a partire dalla mozione n. 5/M iscritta al punto n. 2 dell’ordine del giorno.
Per ogni mozione, si chiede preventivamente al proponente di illustrare la mozione, segue eventuale discussione e, se ci sono richieste di intervento, acquisto il parere del Governo, si passa alla votazione.
Mozione n. 2, Paolo Pagliaro, Assistenza alla persona per studenti con disabilità nelle Università pubbliche pugliesi.
Prego, consigliere Pagliaro, illustri la mozione. Cinque minuti
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Presidente, faccio una piccola premessa.
Eccoci qui, a distanza di un mese dall’ultimo Consiglio regionale, riprendendo il filo di un discorso che avevamo interrotto, che si riannoda nel punto più spinoso per tutti i cittadini pugliesi, che è la sanità.
Presidente Decaro, noi di Fratelli d’Italia insieme a tutto il Centrodestra contestiamo non solo la vostra scelta di aumentare le tasse, l’addizionale IRPEF, ma anche le vostre giustificazioni che scaricano le colpe sul Governo nazionale. Per questo motivo, domani protesteremo insieme ai cittadini davanti al palazzo della Regione e per questo abbiamo chiesto anche una Commissione d’indagine, perché vogliamo che vengano fuori tutte le spese fuori controllo e le responsabilità...
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere Pagliaro, mi scusi, solo un istante, lei deve illustrare la mozione “Assistenza alla persona per studenti con disabilità...”, non vorrei che non fosse chiaro.
Speaker : PAGLIARO.
Ci sto arrivando.
Dicevamo che abbiamo anche chiesto una Commissione d’indagine, perché vogliamo che vengano fuori tutte le spese fuori controllo e le responsabilità gestionali che hanno portato a un buco di 349 milioni nel 2025, l’anno scorso, l’anno delle elezioni regionali, in cui la sanità è diventata un fondo cassa elettorale. Non è giustizialismo, sia chiaro, ma giustizia, per individuare gli errori del passato, perché non si ripetano più.
Serve fare piazza pulita per ricostruire la sanità pugliese, altrimenti l’anno prossimo ci ritroveremo a subire altri aumenti delle tasse e altri tagli dei servizi per ripianare altri debiti e, purtroppo, dobbiamo dire che i preconsuntivi delle ASL del primo trimestre di quest’anno fanno già emergere un disavanzo di 90 milioni.
Ecco perché, Presidente Decaro, noi chiediamo un risanamento radicale, ma le nomine di 7 nuovi Direttori generali di ASL e istituti di ricerca e cura confermano figure del vecchio sistema di gestione del Centrosinistra, radicato da oltre vent’anni in questa Regione, che ha portato la Puglia nel vicolo cieco dei Piani di rientro e di un debito colossale.
Ho finito la premessa, state tranquilli, adesso abbiamo finito con la premessa necessaria, perché non possiamo fare finta che viviamo su Marte, noi abbiamo qui, in questa Regione, dove avvengono queste cose, dove c’è stato un aumento dell’IRPEF nei giorni scorsi, non possiamo far finta di niente, ragazzi, se non ne parliamo qui, dove dobbiamo parlarne?
Comunque era una piccola premessa...
Speaker : PRESIDENTE.
Io non voglio disturbarla ulteriormente, giusto per calibrare e per intenderci, se lei passa all’illustrazione della mozione, secondo me fa cosa utile, anche perché noi ci siamo impegnati...
Speaker : PAGLIARO.
Presidente, ho fatto la premessa che ho finito, però sembrava opportuno...
Speaker : PRESIDENTE.
Ci siamo impegnati a discuterne.
Speaker : PAGLIARO.
I cittadini non capirebbero, dicendo “si riuniscono dopo un mese, sono successe alcune cose e facciamo finta di niente?”.
Entrando nel vivo dei lavori di oggi, all’ordine del giorno ci sono mozioni e interrogazioni, e anche questa è una questione importante, l’elenco è già molto lungo e, come avevo promesso nella scorsa seduta, voglio fare un promemoria delle attività in sospeso, perché rischiamo ancora una volta di impantanarci dopo pochi mesi dall’inizio di questa legislatura.
Approvare leggi e mozioni che non vengono attuate, lavorare a proposte di legge che rimangono bloccate perché non ci sono fondi per finanziarle, presentare interrogazioni che rimangono senza risposta è un andazzo che vanifica il nostro lavoro di ascolto, confronto, scrittura, revisione, esame nelle Commissioni e infine in Aula.
Questo riguarda tutti, cari colleghi, chiediamo rispetto per noi consiglieri e per i cittadini che rappresentiamo, e chiediamo chiarezza, qui ed ora, sul Fondo regionale per le nuove leggi, Presidente. Non abbiamo risorse, perché se c’è il nostro impegno, ma non c’è la copertura finanziaria, i cittadini devono saperlo, quindi, Presidente, dateci la possibilità di lavorare in modo serio e concreto, abbiamo bisogno che si finanzi il fondo per le leggi del Consiglio regionale.
E veniamo alla mozione, che è una questione molto importante, che riguarda l’assistenza alla persona per studenti universitari disabili negli atenei pugliesi. Se il diritto allo studio è garantito dalla Costituzione, ogni ostacolo dev’essere rimosso per una vera e piena integrazione degli studenti con disabilità. Al momento, nelle università pugliesi ci sono uffici che assistono gli studenti disabili, per quanto riguarda la didattica, con personale e servizi dedicati, ma non è prevista l’assistenza alla persona, cioè l’aiuto pratico per accompagnare gli studenti con disabilità in bagno, per aiutarli a muoversi all’interno dell’università e partecipare pienamente alla vita di facoltà; una lacuna grave da colmare ed ecco il senso di questa mozione, che impegna la Giunta regionale a rafforzare…
Ragazzi, è una cosa molto importante, riguarda i ragazzi disabili che non possono andare in università. Alcuni hanno rinunciato a studiare e questo non va bene. C’è un progetto sperimentale, che si chiama “Rotte variabili”, che ha dato buoni frutti introducendo nelle nostre università figure professionali che si occupano di trasporto e assistenza alle persone. Il problema sono i limiti di budget e un numero di ore insufficienti a coprire i bisogni della platea di studenti con disabilità.
Quindi, con questa mozione, noi di Fratelli d’Italia chiediamo di replicare e incrementare i fondi per questo progetto o di prevedere altre misure con la stessa finalità, così da garantire il necessario aiuto materiale per superare barriere e ostacoli fisici senza la pazienza di parenti o amici dello studente disabile, che ora suppliscono a questa carenza.
In molti casi gli studenti con disabilità non sono autonomi nella deambulazione, nella manualità, nella cura della propria persona, nella gestione di attrezzature e strumenti. Ecco perché chiediamo intanto a tutti noi del Consiglio regionale di approvare questa mozione e chiediamo che la Giunta regionale si faccia carico di questa carenza e finanzi con maggiori risorse i progetti di vera e completa inclusione nelle nostre università. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Ci sono interventi sul punto all’ordine del giorno? È iscritto a parlare il consigliere Cera. Ne ha facoltà, prego.
Speaker : CERA.
Signor Presidente, colleghi consiglieri, intervengo per sostenere convintamente questa mozione presentata dal collega Pagliaro e dall’intero Gruppo dei colleghi di Fratelli d’Italia. È una mozione che, in mezzo a un’Aula occupata in queste settimane quasi esclusivamente da debiti fuori bilancio, ha il merito di mettere finalmente al centro qualcosa di diverso, una persona, un diritto, una vita. Parliamo del diritto allo studio degli studenti con disabilità delle nostre università pubbliche pugliesi, un diritto che la nostra Costituzione sancisce come diritto universale, ma che nei fatti troppo spesso si ferma sulla soglia di un’aula universitaria.
La mozione lo ricorda con precisione: la legge n. 17 del 1999 ha integrato la legge quadro sull’handicap, la legge n. 104 del 1992, riconoscendo agli studenti con disabilità il diritto di frequentare l’università. Ma questa legge ‒ qui sta il punto ‒ si occupa di assistenza didattica, pedagogisti, psicologi, tutor. Tutto giusto, tutto necessario, ma non basta. Un giovane con disabilità motoria, infatti, non chiede soltanto aiuto sui libri, chiede di poter salire le scale di un dipartimento, di usare i servizi igienici, di muoversi con dignità tra una lezione e l’altra. Chiede l’autonomia, sostanzialmente, quella che per tutti gli altri è scontata, ma che per lui o per lei troppo spesso è una conquista lasciata sulle spalle della famiglia.
La mozione, signor Presidente, segnala un’esperienza importante, il progetto “Rotte Variabili”, finanziato dall’ADISU Puglia, che dal 2023 ha portato in tutti gli atenei pugliesi, Lecce, Brindisi, Bari, Taranto, BAT e Foggia, figure come operatori sociosanitari, psicologi e pedagogisti, per servizi che vanno oltre la didattica, trasporto, accompagnamento, assistenza alla persona. È un passo nella direzione giusta però ‒ lo dice la mozione stessa con onestà ‒ è un passo insufficiente, perché le ore non bastano, i budget non bastano. La platea di studenti che ha bisogno di questo supporto è più ampia delle risorse stanziate, così l’autonomia per molti dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze resta un miraggio. Per questo, dico “sì” senza riserve all’impegno chiesto a questa Giunta regionale di incrementare il finanziamento del progetto “Rotte Variabile” oppure introdurre altre finalità di pari finalità. Un diritto costituzionale infatti non può vivere di buona volontà, ha bisogno di risorse stanziate, sufficienti e continue.
Permettetemi, signor Presidente, di allargare lo sguardo, perché questa mozione, oltre al suo merito, è anche il sintomo di una cosa più grande. Questa mozione è stata depositata dai colleghi di Fratelli d’Italia il 6 febbraio. Siamo alla fine di maggio, tre mesi e mezzo, e arriva solo oggi in discussione.
Anche questo è il segno di un’Aula che in queste prime sedute della legislatura è stata sostanzialmente occupata da una sola voce all’ordine del giorno, “debiti fuori bilancio”. Sei sedute, sei convocazioni, sei volte la stessa parola. In tutte queste sei sedute, signor Presidente, non un solo provvedimento, uno solo, porta la firma di questa Giunta regionale.
Nessun atto di iniziativa, nessuna proposta, nessuna visione: solo debiti vecchi da sistemare. E così, oggi, su un tema così importante come l’inclusione degli studenti con disabilità nei nostri Atenei, a portarlo in Aula deve essere l’opposizione. Lo dico senza polemiche, lo dico come fotografia.
Lo stesso vale per altre fragilità, per altri diritti, per altra Puglia, vale per i pazienti che aspettano mesi una visita specialistica, vale per i cittadini costretti a salire su un treno per curarsi fuori regione. Vale per le famiglie che sotto Natale si troveranno in busta-paga 242 milioni di euro di tasse in più, chieste a loro, mentre la Giunta regionale non produce. Vale in fondo per tutta una Regione che non vede atti di iniziativa, ma vede crescere il conto.
Questo è il punto, colleghi: si chiede ai pugliesi di pagare. Non si propone in cambio alcuna direzione. Per questo, mercoledì, alle ore 12, davanti al lungomare Nazario Sauro, il centrodestra unito sarà in piazza, non solo per dire no alle tasse di Antonio Decaro, ma per chiedere una Regione che proponga, una Regione che programmi, una Regione che metta al centro le persone, tutte le persone, a partire da quegli studenti con disabilità che oggi questa mozione ci richiama giustamente a non dimenticare.
Concludo, signor Presidente: voterò insieme al mio Gruppo questa mozione favorevolmente e ringrazio i colleghi di Fratelli d’Italia per averla portata in Aula, perché in un Consiglio regionale che troppo spesso si limita a contare i debiti è importante che ci sia ancora chi propone, chi guarda alle persone, chi tiene insieme questa Puglia con uno sguardo sui suoi cittadini più fragili. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Cera.
Ci sono ancora interventi sulla mozione? Non ci sono interventi, per cui prego, Assessore, esprima il parere sulla mozione. Prego, assessore Miglietta.
Speaker : MIGLIETTA, assessore alla cultura e alla conoscenza.
Grazie, Presidente, buongiorno a tutte e a tutti.
Ringrazio i consiglieri Cera e Pagliaro per aver affrontato l’argomento dell’integrazione degli studenti con disabilità nelle nostre Università e li rassicuro che è un argomento sul quale l’ufficio sta già lavorando da quando ci siamo insediati e che ci sono delle progettualità, delle attività che vanno avanti anche senza le sollecitazioni delle mozioni in Consiglio, soprattutto su argomenti importanti come questo, che vede la conclusione di un’attività sperimentale condotta nelle nostre Università.
Questo con un esperimento che si è fatto a cura di una cooperativa sociale, che ha assicurato non solo l’assistenza alla persona, ma anche la possibilità di attività integrative come viaggi, accompagnamento alle attività sportive e alle attività teatrali, e oggi vede la disponibilità nel nostro bilancio di un residuo di 337.615 euro, per il quale stiamo cercando di capire che azioni intraprendere.
Questo perché, a seguito di un confronto che abbiamo avuto nel corso di una riunione con i rappresentanti degli uffici per persone con disabilità delle nostre Università, abbiamo doverosamente ragionato sugli effetti positivi di questa sperimentazione, ma anche sulle criticità che ci sono state.
Abbiamo ad esempio rilevato una disparità di utilizzo delle ore per l’assistenza alla persona, molto richieste in alcune sedi e meno richieste in altre, e stiamo cercando di ragionare con loro su come riorganizzarle, perché la presenza degli operatori e delle operatrici sociosanitarie è fondamentale, ma non ha lo stesso tipo di domanda in tutte le università. Allo stesso modo, anche su richiesta degli studenti e delle studentesse, vorremmo trovare il modo, invece, di incrementare le attività collaterali che sono state previste e attuate in questo progetto, in particolare le attività sportive, le possibilità di fare dei viaggi, con ovviamente offerta rivolta a tutti gli studenti e alle studentesse, i laboratori teatrali, quindi cercare anche di implementarle.
Disporremo di queste risorse e capiremo, stiamo capendo come gestirle al meglio e se continuare con il coinvolgimento di ADISU, che ci ha accompagnato nella prima parte della sperimentazione, o se ragionare direttamente con le università. Il parere che esprime il Governo per la mozione è favorevole. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore Miglietta.
Ha chiesto di intervenire, immagino per dichiarazione di voto, la consigliera Capone.
Speaker : CAPONE.
Grazie, Presidente. Sì, per dichiarazione di voto del nostro Gruppo. Io ho aspettato di ascoltare il parere dell’assessora Miglietta per conto della Giunta perché volevo conoscere magari le ultime disponibilità da parte dell’Assessorato, però una cosa mi preme dirla.
La legge nazionale introduce una opportunità per gli studenti con disabilità che attiene all’accompagnamento e alla didattica, non introduce altro. Le Regioni troppo spesso sui temi della salute sono chiamate a svolgere un’attività di supplenza e questa attività di supplenza ha un costo, ed è un costo anche notevole. Dobbiamo dire che troppo spesso le Regioni devono svolgere questa attività di supplenza facendo ricorso alle risorse europee, che quindi devono sottrarre ad altro tipo di utilizzazione, questo perché, purtroppo devo dire, l’intervento dello Stato troppe volte riduce le somme che per la salute sarebbero destinate alle Regioni, poi accusando le Regioni di non provvedere e sottoponendole alla condizione in cui, per esempio, le Regioni sono sottoposte ora.
A me fa un po’ strano, ve lo devo dire con una certa amarezza, vedere che non c’è una sola proposizione nella mozione che si riferisca all’intervento nazionale, e c’è soltanto il richiamo, per fortuna positivo, a quanto invece la Regione Puglia ha fatto nel corso di questi anni a favore della salute.
Ma gli interventi sono costosi, gli interventi per mettere figure specializzate all’interno delle Università, così come all’interno delle scuole, sono veramente onerosi. Possibile che di questo si debba far carico la Regione, e che si debba far carico, peraltro, con una spesa che comporta un deficit così contestato dalla stessa opposizione che in questo momento chiede alla Regione di intervenire?
A me pare che siamo di fronte a un ossimoro rispetto al quale noi dobbiamo essere onesti, reciprocamente. Noi non possiamo chiedere alla Regione di spendere sempre di più a favore di servizi che talvolta sono essenziali, e poi lamentarci che la Regione è in deficit.
Non possiamo proprio assumere una responsabilità così grave a carico della Regione e poi lamentarci che la Regione non provvede. Siccome il Governo ha le disponibilità, nell’ambito dei consiglieri regionali, lavoriamo insieme perché possano essere stanziate queste risorse, da parte del Governo, però; da parte del Governo, e soprattutto nei confronti di quelle Regioni che con volontà, con tenacia, con disponibilità nel corso degli anni hanno fatto progetti innovativi, come è stato il caso della Regione Puglia, proprio nel campo delle disabilità.
Voglio dirvi una cosa: il problema, che è stato giustamente sollevato da voi, colleghi consiglieri, è un problema che riguarda tantissime situazioni, non solo l’Università. Ho incontrato proprio ieri delle associazioni che per esempio chiedono di intervenire a favore di quei soggetti che non hanno bisogno di sostegno, unica garanzia offerta dallo Stato, e anche con riduzioni sempre maggiori, ma hanno bisogno di ulteriore supporto educativo, hanno bisogno di quelle figure, come l’educatore, che purtroppo non sono previste dalla legge.
Dire a un ragazzo iper emotivo che ha bisogno di una figura professionale non vuol dire che ha bisogno di una figura di sostegno, significa, per esempio, che ha bisogno di garantire l’effettivo espletamento e l’effettiva applicazione di quei progetti sull’educazione e la gestione delle emozioni, che sono fondamentali e di cui lo Stato italiano non si interessa per nulla.
Purtroppo, la maggioranza di Governo ostacola. Impedire l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole e farlo con principi ideologici comporta che, sempre di più... sono aderente alla mozione, sono completamente aderente alla mozione, capisco che vi dà fastidio, capisco che vi disturba, però purtroppo questo è il problema.
Propongo questa dichiarazione di voto: noi siamo favorevoli, ma facciamo un appello, che non si scarichino sulla Regione tutte le responsabilità di una difficoltà di finanziamento di progetti educativi seri, di supporto serio nei confronti delle disabilità. Non si scarichino sulla Regione responsabilità che sono purtroppo nazionali, tant’è che citate voi stessi la legge nazionale, evidenziandone le carenze, e purtroppo non si fa nulla da parte vostra invece per sollecitare un intervento del Governo.
Favorevoli oggi sì, ma accanto a voi ‒ ci piacerebbe ‒ a sollecitare un intervento del Governo su questi stessi temi.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Capone.
Per dichiarazione di voto, quindi cinque minuti, consigliere Romito. Prego.
Speaker : ROMITO.
Grazie, Presidente.
Per dichiarazione di voto, perché la Lega evidentemente voterà a favore della lodevole mozione del collega Pagliaro, che affronta con onestà intellettuale e correttezza un tema straordinariamente importante, legato alla disabilità.
Purtroppo, devo ricordare a me stesso (troppo spesso ce ne dimentichiamo) che anche questo tema così importante e centrale, quello della disabilità, non è che sia stato gestito in modo così eccellente negli ultimi anni, quando non c’era questo Governo di cattivi, perché io ricordo benissimo le manifestazioni dei genitori con bimbi con disabilità sotto il palazzo della Regione. Lo ricordo sapete perché? Perché per farli entrare in Consiglio regionale, visto che erano rimasti fuori, mi presi una bronchite, perché rimasi sotto la pioggia con loro.
Protestavano già all’epoca, quando non c’era tutto questo gran parlare del buco, non c’era tutta questa grande ipocrisia sulle responsabilità di un deficit che oggi, ancora una volta, come ascoltiamo dalle vostre parole, qualcuno cerca di ribaltare sul Governo di Centrodestra, che invece dal 2022 alla Regione Puglia ha affidato 700 milioni di euro in più sul nostro fondo sanitario, 130 milioni di euro in più per la modifica dei criteri di riparto.
Di questo dovreste parlare, invece non lo fate, omettendo ‒ questa volta sì ‒ gli sperperi, e gli sperperi non sono i servizi da affidare ai nostri cittadini, non è una sanità più giusta, più equa, non sono le attenzioni da dare alle famiglie, alle persone con disabilità, agli anziani, ai giovani del nostro territorio, quelli non sono sperperi, quelli sono investimenti umani, investimenti sociali. Gli sperperi, caro Presidente, di cui qualcuno da quel lato si dimentica di parlare, sono i 30 milioni di euro che avete buttato per l’ospedale Covid, oltre a quelli che sono stati necessari per tenerlo lì come una fabbrica nel deserto, i 10 milioni di euro che avete buttato per la fabbrica di mascherine e ci ricordiamo anche chi gestiva quell’operazione, quella della fabbrica delle mascherine. Vi dimenticate dei 6 milioni di euro all’anno che questo Ente spende in consulenze, pagate fino a 110 euro all’ora.
Allora, avete deciso di dimenticare l’onestà intellettuale e di fare politica. Noi ci siamo approcciati in modo totalmente diverso a questa vicenda, perché, come diceva prima il collega di Fratelli d’Italia, l’aumento dell’addizionale regionale sull’IRPEF non è che colpisce solo i cittadini di centrodestra o i cittadini che hanno votato per il centrodestra. Colpisce tutte le famiglie pugliesi e non risolveremo mai il problema senza guardare in faccia la realtà e senza assumerci la nostra dose di responsabilità, tutti, da amministratori regionali.
Questo dovremmo fare, non scaricarci reciprocamente le colpe, perché con questo metodo continueremo a produrre deficit e continueremo a chiedere ai cittadini pugliesi di curarsi privatamente perché il pubblico costa tanto e offre pochi servizi. Allora, anche rispetto a questo, Presidente, basta con l’ipocrisia. Basta, basta. Presidente, lei aveva chiesto a tutta l’Aula un sussulto di serietà. Noi ci siamo approcciati esattamente con questo fine, con questa finalità di tenere fuori la polemica politica da quest’Aula. Però, se dall’altro lato ci provocano, non ci può chiedere di tacere.
Ecco perché è importante, domani alle 12.00, essere a Bari sotto il palazzo della Presidenza della Regione per parlare di verità, per parlare di correttezza, di coerenza, di atti amministrativi, esattamente quelli. Presidente, mi rivolgo a lei, che ha una sensibilità istituzionale dimostrata nel tempo. Esattamente quegli atti giuridici legislativi che questo Consiglio regionale dimentica di approvare. Lo hanno detto prima. Ci stiamo occupando di debiti fuori bilancio, di mozioni, di polemiche. Ci stiamo occupando di tutto anziché delle leggi, esattamente quello che il Consiglio regionale della Puglia dovrebbe fare. Perché? Perché non ci sono soldi. Dobbiamo raccontare ai pugliesi la verità. Il fondo destinato alle nuove leggi, quello che serve per far funzionare e migliorare la nostra regione, non esiste. È totalmente incapiente.
Allora, rispetto a questo, Presidente, io mi rivolgo a lei, a cui riconosco serietà e correttezza. Proviamo a fare tutti insieme un passo indietro e comprendere in che modo migliorare l’attività legislativa di questo Consiglio, che costa un mucchio di quattrini ai cittadini pugliesi. Allora, le elezioni amministrative sono finita. È finita l’ennesima campagna elettorale che vi ha visti partecipare, ci ha visti partecipare nei Comuni. Adesso possiamo pensare, per piacere, alla Puglia? Possiamo pensare ad approvare delle leggi o, come in questo caso, delle mozioni, dimenticandoci della polemica politica? Altrimenti, Presidente, continueremo a notare sulla nostra pelle, a danno di tutta la regione, il continuo disaffezionamento dei cittadini alla politica. Se lo spettacolo ‒ consentitemi ‒ che la politica offre alla propria gente nel momento in cui le chiede un sacrificio in un momento economico tremendo è quello che noi stiamo offrendo da qualche mese, forse hanno ragione proprio quei cittadini a rimanere a casa e a essere indignati da chi dovrebbe rappresentarlo.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Romito.
Ha chiesto la parola la consigliera Spina. Prego, per dichiarazione di voto.
Speaker : SPINA.
Per dichiarazione di voto. Mi fa veramente specie che una mozione così importante su un tema così delicato come quello dell’assistenza ai ragazzi con disabilità sia oggetto di strumentalizzazione di carattere politico. È anche vero che c’è qualcuno che utilizza l’handicap e la tutela ai portatori di handicap solo durante i comizi elettorali. Ma è anche vero che noi siamo qua per chiedere e ottenere che i ragazzi con disabilità che usufruiscono di assistenza per la deambulazione, non parliamo di aiuto scolastico, possano legittimamente frequentare l’università con l’aiuto che è previsto dalla Costituzione e dalle leggi. Noi abbiamo il dovere di entrare nel merito di queste questioni e di fare in modo che possano legittimamente frequentare la scuola.
Prendo atto del parere del Governo e, quindi, dell’intervento dell’assessore, ma questo “faremo, diremo, va bene” parla di una mozione che è già stata presentata nella scorsa consiliatura e non è stata oggetto di attenzione. Io penso che il ragazzo con disabilità che legittimamente intende frequentare un corso di studi universitari non possa fermarsi di fronte all’impossibilità di salire le scale, di andare al bagno da solo o di essere aiutato, perché non sempre, consigliera Capone, l’assegno di accompagnamento è di per sé giustificativo e risolutivo di tutti i problemi che i portatori di handicap hanno, verso i quali abbiamo grosse responsabilità e il dovere di occuparci.
Presidente, io penso che non sia un dibattito fra me e la consigliera Capone, ma dobbiamo dare atto che siamo in grado di occuparci di queste cose e non dobbiamo solo accompagnarli alla gita o fargli frequentare corsi di teatro, abbiamo la necessità di occuparci di loro, perché se legittimamente sono in grado di completare gli studi universitari, dobbiamo consentirglielo, e mi fa specie – ripeto ‒ che per un argomento così complicato, così delicato ci siano polemiche di carattere politico di certa parte di maggioranza. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Spina.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Cera per dichiarazione di voto, ma lei è già intervenuto... per fatto personale? Non c’è fatto personale in questo caso, perché è un fatto politico.
Mi scusi, siccome si era iscritto a parlare anche chi non è intervenuto, faccio intervenire intanto il consigliere Minerva.
Speaker : MINERVA.
Grazie, Presidente.
Il fatto che noi riteniamo che non si debba strumentalizzare la disabilità (usiamo i termini che si usano oggi e non quelli che si usavano vent’anni fa) sta nel fatto che, a seguito dell’intervento dell’Assessora Miglietta, avevamo espresso la disponibilità a votare positivamente rispetto a una mozione che fa fare un passo in avanti rispetto all’attenzione alle persone, agli uomini e alle donne che hanno più bisogno di vedere le Istituzioni vicine, ma, come sempre, non si apprezza questa disponibilità e si vuole buttarla in caciara, riportando i ragionamenti e i vostri discorsi sempre su temi che poco hanno a che fare con l’ordine del giorno.
Capisco che dobbiate approfittarne per provare ad attaccarci ed è normale che la consigliera Capone vi risponda in questo modo. Sul Fondo unico per l’inclusione che ha tagliato di 50 milioni le spese per l’assistenza agli alunni con disabilità, il sostegno dei caregiver, l’inclusione delle persone sorde, per i progetti per l’autonomia e la partecipazione sociale, è stato il Governo, e lo dice la relazione alla manovra di bilancio del 2024.
Si è costruito un fondo unico, ma da quel fondo unico, lo dicono le stesse associazioni di categoria, sono stati sottratti 50 milioni anche a quei progetti sociali che, ricordo alla consigliera Spina, sono fondamentali per l’inclusione. Quando si parla di inclusione, infatti, le Istituzioni devono dare la possibilità, anche finanziando corsi di teatro ai ragazzi con disabilità, per sentirsi partecipi della vita di tutti i giorni, insieme ai loro coetanei e alle persone che svolgono quelle attività.
Per questo ci sembra strano che ribattiate su questo, ci sembra strano che mettiate in mezzo, consigliere Romito, l’ospedale Covid. C’è una dichiarazione del 2021 del senatore Marzi, che era venuto a complimentarsi per l’ospedale Covid. Mi fa specie che Cera batta le mani quando si parla di questo, visto che stava in quel periodo in maggioranza, e mi fa specie che il consigliere Romito si lamenti che non portiamo in Consiglio regionale le leggi, quando per correttezza istituzionale abbiamo accolto la sua richiesta di spostare la legge che si stava votando tre Consigli regionali fa, perché ci ha chiesto approfondimenti, e di poter portare degli emendamenti che non sono stati neanche presentati.
Sbagliamo ad essere istituzionalmente corretti nel dialogo – Romito lo aveva chiesto – sulle questioni disponibili.
Per quanto riguarda quanto fatto sulla Regione Puglia, Scalera si arrabbierà se riprendo sempre l’esperienza degli amministratori locali, ma anche con l’ultimo piano del welfare presentato, la Regione ha dimostrato quanto la vicinanza agli ambiti di zona significhi vicinanza istituzionale ai territori, alle persone, e significhi mettere in condizione gli amministratori locali di andare a coprire una marea di servizi, facendoli rimanere pubblici a sostegno delle famiglie.
Per tutte queste ragioni, anche per tutte queste ragioni, non facciamo polemica politica sulla disabilità e voteremo favorevolmente alla mozione.
Speaker : PRESIDENTE.
Deve indicare… Certo, prego, si alzi e mi dica in cosa consiste il fatto personale.
Speaker : CERA.
Il Presidente Minerva mi ha tirato in causa, quindi io ho deciso di intervenire.
Speaker : PRESIDENTE.
No, no, nel fatto personale deve essere intaccata la sua condotta…
Speaker : CERA.
Mi ha addebitato delle condotte che non corrispondono a quelle…
Speaker : PRESIDENTE.
Faccia brevemente. Io vorrei che in quest’Aula… Poi il caso vuole sempre che capiti il consigliere Cera, che, tra l’altro, è sempre garbato. È sempre casuale, per cui io spero che mi perdoni. La parte per il tutto. Io vorrei che ci fosse un po’ di ordine e che, dopo l’illustrazione della mozione e dopo il parere dell’assessore, si possa liberamente esprimere un orientamento rispetto all’indirizzo di voto entro i cinque minuti, ma poi tornare per dibattere ulteriormente per un fatto personale che dal mio punto di vista in questo caso non è ravvisato dalla sua richiesta mi pare un errore non solo nei suoi riguardi ma nei riguardi tutti. Quindi, se questa cosa accadesse da qualunque altra parte, io mi sentirei di non concedere la parola, ma solo perché non si possa inaugurare una stagione in cui il caos possa regnare in quest’Aula.
Io le chiedo scusa, consigliere Cera. Spero che lei mi comprenda. È facoltà del Presidente concedere o non concedere la parola sul fatto personale. Per quanto mi riguarda, la sua richiesta non ha i crismi per poter avere la parola per fatto personale. Nulla di personale, ovviamente. Grazie.
Questo varrà per tutti. È un criterio che mi voglio dare.
Sì, con la dichiarazione di voto, che credo lei abbia già fatto. L’ho già fatto.
No, no, varrà per tutti. Consigliere Cera, non è così. Interverrà nella prossima mozione.
Ha chiesto di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Casili. Prego.
Speaker : CASILI, assessore al welfare e allo sport.
Grazie, Presidente. Ringrazio i colleghi per la mozione, anche se poi si è un po’ andati fuori perimetro, perché si discuteva di alcune problematiche afferenti alle università e poi si è parlato sensu lato di disabilità.
Allora, io vorrei dirvi, cari colleghi e colleghe, che noi, come Regione Puglia, non eravamo tenuti a predisporre un piano delle politiche sociali, tuttavia lo abbiamo fatto. Abbiamo predisposto il sesto piano delle politiche sociali, che vale, cuba oltre un miliardo di euro, e lo abbiamo fatto in mezzo a tantissime difficoltà anche in Conferenza Stato-Regioni, con altre Regioni non propriamente rosse. Devo ringraziare anche in questo caso il presidente Fedriga, che si è fatto carico, di fronte alle rimostranze delle Regioni al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di alcuni decreti che sono in grandissimo ritardo.
Alcuni colleghi, penso alla collega Capone, ma anche al collega Minerva, hanno già evidenziato alcuni punti e quanto quei ritardi impattano. Tuttavia, ed è oggetto questo della delibera della Giunta che faremo oggi, noi abbiamo l’FNA, il Fondo nazionale per le non autosufficienze gravissime, i cui decreti attendono ancora risposte, bloccato. Tuttavia abbiamo deciso con responsabilità di predisporre un piano delle politiche sociali, dove all’interno c’è tutta una programmazione, anche non avendo chiarezza rispetto ai fondi nazionali. E qui parliamo di situazioni gravissime. Penso al sostegno familiare, che scade a fine maggio e noi dobbiamo cercare, almeno si cerca di prorogarlo per altri mesi.
Io avrei voluto, per la serenità di queste famiglie, prorogarlo fino a dicembre, ma a causa di quel ritardo questo non sarà possibile. Stiamo comunque facendo uno sforzo importante per cercare di dirimere questi ritardi da parte del Ministro, della Ministra in questo caso. Quindi, io chiedo ai colleghi prudenza nel riferire alcune questioni che riguardano, appunto, la disabilità e su cui noi stiamo cercando, con un lavoro molto serio, soprattutto di ascolto degli ambiti… Si diceva anche degli ambiti. Stiamo cercando di superare le disomogeneità nella governance degli ambiti della nostra regione.
Abbiamo fatto uno sforzo importante per mettere nelle condizioni la nostra Regione su un welfare che… Vi prego di verificare, noi abbiamo ricevuto, ma questo lo dico fuori da autoreferenzialismo, perché questo non ci serve quando si parla di disabilità, abbiamo ricevuto congratulazioni da parte anche di altre Regioni per l’impegno profuso su alcune tematiche importanti. Il collega Minerva ricordava i caregiver, ma anche qui, in discontinuità rispetto a quanto fatto dal Governo nazionale, cerchiamo di tutelare figure imprescindibili nella tutela e nell’accompagnamento delle disabilità.
La mozione è quindi una mozione come tante altre, che ha in sé un approccio positivo, perché come si fa a non approcciarsi positivamente ad una mozione di questa natura? Vorrei però ricordare ai colleghi che in mezzo a mille difficoltà (possiamo anche verificarlo insieme, se volete, non ci sono problemi a confrontarmi con voi, documenti alla mano) quante sono le difficoltà che incontrano le Regioni di qualsiasi colore politico, peraltro la disabilità non dovrebbe far parte e non fa parte di colori politici, però tutte le Regioni italiane sollevano problemi a seguito di ritardi nella programmazione della redistribuzione delle risorse, che per noi sono importantissime, senza le quali non possiamo garantire continuità assistenziale, soprattutto quando siamo a rispondere di non autosufficienze gravissime.
Per quanto riguarda le Università, sempre ai colleghi vorrei dire che c’è una proposta di deliberazione da portare in Giunta, su cui ci sarà alcun tipo di problema, per rispondere a studenti e studentesse con disabilità uditiva. Qui stiamo facendo uno sforzo importante per dare un supporto anche a una platea di studenti e studentesse che chiedono questi servizi, per cui le progettualità sono in essere.
Chiedo semplicemente un po’ di prudenza quando trattiamo argomenti così sensibili, dove tutti quanti, anche i vostri Sindaci, i Sindaci di qualsiasi colore politico si confrontano propositivamente sulla predispose predisposizione di un piano che è stato veramente partecipato da tutte e da tutti.
Ho già fatto la mia dichiarazione di voto favorevole.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Giusto per intenderci, consigliere Cera, io credo che nella prossima Conferenza dei Capigruppo allargata, tutti insieme dobbiamo provare a darci un ordine, perché possiamo incorrere in errore tutti.
Non è bene che questa… Fatemi dire, così spero che ci si possa intendere, perché sulle regole, secondo me, possiamo intenderci. Poi, sui contenuti possiamo esprimere punti di vista diversi. Quindi, intanto, consigliere Cera, la prego di rimuovere l’idea che io voglia zittire una parte rispetto all’altra, perché sarebbe un peccato, non è così e non sarà così. Avrò commesso anche un errore, probabilmente… Mi faccia dire: io sto dicendo un’altra cosa. Io ritengo che sulle regole si debba fare un ulteriore approfondimento. Sulla mozione, in realtà, potrebbe intervenire per dichiarazione di voto un consigliere per Gruppo politico. In realtà, non lo stiamo facendo. Siamo andati in deroga, molte volte, e le deroghe probabilmente vengono fraintese.
Fatemi dire: le deroghe evidentemente vengono fraintese, quindi la prossima volta io penso che si debba essere più rigidi, perché lì dove quella rigida viene applicata a tutti, nessuno può pensare di essere penalizzato.
Per cui, ora noto che si è iscritto a parlare il consigliere Scianaro. Se ne ha volontà, ne ha anche facoltà… Io ho detto un’altra cosa: che in teoria non potrebbero parlare due dello stesso Gruppo per dichiarazione di voto, ma lo stiamo facendo tutti, quindi, si figuri se io posso impedirlo a lei.
Prima il consigliere Cera interveniva per fatto personale, non per dichiarazione di voto. Non gli avrei mai impedito di parlare, altrimenti.
Prego, consigliere Scianaro.
Speaker : SCIANARO.
Grazie, Presidente.
Su una proposta di assistenza alla persona per studenti con disabilità nelle università pubbliche, qui abbiamo aperto una polemica. Mi dispiace constatare che in questa Assise la buttiamo sempre sul fatto che le responsabilità… Chiaramente, l’assist ce lo ha dato la consigliera Capone, dicendo che la responsabilità dello Stato è deficitaria, che la Regione deve intervenire, che gli interventi sono costosi, che la Regione si deve far carico… Proprio ieri ho partecipato a una Commissione bilancio: non vogliamo scaricare responsabilità sulla Regione, ma vogliamo venire incontro al disagio che hanno i cittadini.
Come ha detto anche il consigliere Pagano, dobbiamo pagare un debito fuori bilancio per un problema accaduto nel 1960. Non si conosceva, prima, l’epatite C, non si facevano gli screening sulle sacche di sangue, e purtroppo tanta gente si è ammalata di epatocarcinoma, cirrosi, è deceduta, ed è normale che i familiari abbiano fatto ricorso a questo. Ieri abbiamo parlato anche di una cosa importante, lo dico alla consigliera Capone, del progetto “Genoma Puglia”, che voi tanto avete portato avanti e io sono stato assolutamente favorevole, lo dico anche da medico, perché noi dobbiamo fare ricerca. La Puglia è stata la prima Regione d’Italia. Quindi, tutte queste belle parole. E quanto è costato questo progetto, però è stato fatto ed è stato sostenuto da tutti, come anche questa proposta che noi oggi abbiamo presentato. Le dirò di più: probabilmente ‒ ieri ho evitato di fare un comunicato sull’argomento ‒ io avrei esteso gli screening per il carcinoma mammario non solo alle fasce di età da 50 a 69 anni, perché altre Regioni ‒ possiamo prendere esempio ‒ lo hanno allargato, addirittura con frequenza annuale, a fasce di età che vanno dai 45 ai 74 anni, non dai 50 ai 69 anni, perché la casistica sta crescendo tantissimo. Lo stesso dicasi per lo screening per il carcinoma del colon retto: potremmo fare non solo lo screening ogni due anni ma elevare, anche qui, la fascia d’età, perché questo sta incidendo tantissimo sul costo della patologia. Spero, quindi, che qui troviamo, al netto delle problematiche, soluzioni che vadano incontro al benessere dei nostri cittadini, perché non solo salviamo la vita, ma probabilmente lo facciamo anche a costi inferiori.
Tutta la polemica che è emersa in questi giorni è sul deficit sanitario. Certo non l’abbiamo determinato noi. Sono vent’anni che non governiamo questa Regione. Io mi aspetterei da questo Governo, invece, che cominciasse a pensare a dei tagli, a fare delle proposte serie per eliminare quei carrozzoni che da tanti anni sono assolutamente diventati inutili, ma servono solo a garantire poltrone e incarichi agli amici degli amici.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Scianaro.
Chiede di intervenire il consigliere Tutolo per dichiarazione di voto.
Speaker : TUTOLO.
Grazie, Presidente. Io volevo, veramente con molta calma, far notare qualcosa che prevede la legge n. 17 del 1999, perché è di quella, mi pare, che stiamo parlando. La legge n. 17 del 1999 prevede una cosa semplice: il Ministero finalizza un’apposita quota a valere sul fondo di finanziamento ordinario delle università destinata ad interventi per studenti con disabilità e con DSA. La legge che ha istituito, viva Iddio, questi tipi di servizi, più specificatamente la n. 17 del 1999, non disse le Regioni si preoccuperanno di coprire i costi di questo servizio. È un qualcosa di cui il Ministero stesso, sta scritto nella legge, ogni anno se ne occupa, se ne dovrebbe occupare.
Ora si tratta di verificare, evidentemente, se queste risorse, che sono state messe quest’anno, ma non solo quest’anno, negli ultimi anni, sono state messe e se c’è bisogno di incrementarle. Non è che con una mozione andiamo ad annullare una legge nazionale. A me pare chiaro. Quella legge dice che il Ministero ogni anno stanzia delle risorse per quello che si sta chiedendo, legittimamente e giustamente sottolineo. Mi chiedo? Sono state stanziate queste risorse in questi anni dal Ministero competente? Perché probabilmente la prima domanda che ci dobbiamo fare è quella.
Io lo voglio sottolineare, Assessore. La n. 17 del 1999 dice testualmente. Se poi la vogliamo cancellare quella legge, cancelliamola, ma non mi pare che lo possiamo fare. Dice che è il Ministero che finanzia ogni anno, dal fondo ordinario, quelle misure. Ora, se c’è bisogno di incrementarle, bene. Noi la vogliamo votare questa mozione? Bene, la voterò, ma diciamocelo che non produrrà nulla, perché sennò dobbiamo cambiare l’indirizzo e probabilmente manco produrrà nulla, perché è al Governo che la dobbiamo rivolgere, ma non per un fatto di parte politica. Perché la legge istitutiva, la n. 17 del 1999, prevede che sia il Ministro ad occuparsene.
A me pare veramente chiaro. È scritto nella legge, mi pare chiaro. Anzi vi voglio rilanciare un altro tema a proposito di ambiguità. Vorrei rilanciare un altro tema a proposito di ambiguità. Le rette che i Comuni pagano per i minori che sono posti in case famiglia dai giudici tutelari lo sapete che spesso mandano gambe all’aria i Comuni, perché sono ci sono dei Comuni che non ce la fanno perché costano milioni di euro all’anno quegli interventi? Immaginate quei Comuni piccoli, che hanno tre, quattro bambini in una comunità: significa mandarli in dissesto. Questo è un problema che ci dobbiamo porre noi, e capire chi deve intervenire. Probabilmente, anche qui ci vorrebbe un intervento superiore, perché non è che il giudice condanna, o meglio, dispone il ricovero di un bambino in una comunità, che so, ne dico uno a caso, il Comune di celle: mi dite come fa a coprire quella spesa? E non è soltanto il Comune di Celle. Io ricordo che quando facevo il Sindaco, aveva un costo, il mio Comune, di un milione di euro all’anno per questo tipo di incombenza.
Io un milione di euro all’anno, non l’ho mai avuto, da poter spendere per dare migliori servizi ai cittadini. Non li ho mai avuti, ma avevo quest’obbligo. Queste questioni vanno poste, e facciamo bene a porle. Però facciamolo senza strumentalizzare, perché quello che diceva la Presidente non era un cercare responsabilità altrove, era semplicemente dire: siamo d’accordo, ma poniamo la questione a tutti i livelli, non è che possiamo ignorare una legge. La legge n. 17 del 1999, vi prego di leggerla: dice che il Ministero ogni anno stanzia delle risorse dal Fondo ordinario. Mi pare così chiara. Ora, se sono insufficienti, bisognerebbe che quel fondo venga implementato, oppure, se non ne hanno stanziati per niente, bisogna ricordare che c’è una legge che va applicata.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Tutolo.
Ha chiesto di parlare il consigliere Lanotte. Prego, consigliere.
Speaker : LANOTTE.
Grazie, Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, signore e signori assessori, colleghi e colleghe consigliere, io sono rimasto allibito da questa discussione, consigliere Minerva, perché ieri – diceva bene il consigliere Scianaro – ci siamo trovati in Commissione bilancio, e oggi io credo di aver rimediato ad un errore fatto in sede di approvazione del debito, votando gli incontri in Commissione bilancio, oggi in Consiglio ho votato favorevolmente.
C’è il risarcimento, sostanzialmente, di una persona che ha contratto il virus dell’epatite C nel 1983, mi pare. Ci sono temi sui quali a mio avviso non si dovrebbe minimamente aprire la discussione. Però, questa Assise, in particolare un emiciclo di questa Assise, è stata capace anche di discutere e di aprire una polemica strumentale su un tema così importante come l’assistenza, la vicinanza e la sensibilità che ciascuno di noi deve alle persone con disabilità.
Io ho pure approfondito la questione sollevata dal consigliere Tutolo sulla competenza rispetto alla materia ed effettivamente, anche se c’è stata poi la sopravvenuta riforma del Titolo V, credo che sia rimasta in capo allo Stato, però il punctum pruriens della questione è questo: siamo d’accordo o non siamo d’accordo? Noi crediamo che possano essere destinate delle somme, si possa manifestare attraverso questa indicazione di somme la sensibilità alle persone con disabilità, sì o no? Stiamo parlando da tre quarti d’ora, stiamo assistendo anche, cosa che mi ha lasciato abbastanza basito ‒ sarei anche più crudo nell’esposizione e devo dire che forse il Presidente del Consiglio regionale ha avuto la mia stessa sensazione ‒ a delle quasi lezioni da parte di qualche assessore, che si deve sempre ricordare di essere assessore oggi, poi anche consigliere regionale, su inviti anche alla prudenza quando si parla di questi temi, come se qui ci fossero dei Consigli regionali che vogliono parlare della disabilità in maniera strumentale e che, pertanto, devono essere invitati a parlarne con prudenza. Io non ho necessità di essere invitato a parlare con prudenza di un tema. Ho una responsabilità istituzionale, anche non essendo assessore di una Giunta regionale. Anzi, personalmente ho un bagaglio culturale e politico che potrei esporre a qualcuno che si è immedesimato in queste lezioni di prudenza.
Questo è un Consiglio regionale che non sta legiferando. Non sta legiferando, consigliere Minerva. E non è solo quello del regolamento il tema su cui non abbiamo legiferato. Io mi sono trovato ad assistere anche ad altri temi su cui non abbiamo legiferato, tipo la legge ‒ lo semplifico, così chi ci ascolta può comprendere più facilmente di che cosa stiamo parlando ‒ sui pozzi. Non so quante Commissioni con il consigliere Gatta e il consigliere Dell’Erba abbiamo dovuto fare, a volte anche prendendo atto dell’assenza del numero legale da parte della maggioranza, per affrontare il tema.
Quello è un tema importante per gli agricoltori e per tutti gli operatori, che, per vivere e per produrre, hanno bisogno di pozzi, quindi bando alle ciance, qui nessuno può dare patenti di moralità o di sensibilità ad altri, se siamo d’accordo, se siete d’accordo, votate la mozione.
Io sono d’accordo e la voto, non ho fatto polemica, vi ho semplicemente detto che non siete nelle condizioni di dire quello che è giusto e quello che è sbagliato fare a nessuno, quindi l’invito la prossima volta è ad arrivare al sodo, discutere meno e fare di più. Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Lanotte.
Non ci sono più interventi...
Consigliere Pagliaro, siamo in dichiarazione di voto, per cui lei poteva intervenire precedentemente, eventualmente nella discussione generale, presentando un emendamento... un attimo, ci sono altri interventi, non possiamo votare.
È iscritta a parlare la consigliera Rosa Barone. Ne ha facoltà, sempre per dichiarazione di voto.
Speaker : BARONE.
Sull’emendamento, volevo soltanto sottolineare... va bene, presento l’emendamento anche a nome di Tutolo...
Speaker : PRESIDENTE.
No, la discussione generale è chiusa, siamo per dichiarazione di voto, non c’è più la facoltà di presentare alcun emendamento... un po’ di silenzio, per cortesia, forse non avete notato che abbiamo fatto la discussione generale, c’è stata la presentazione dell’emendamento. Poi c’è stato il parere dell’assessore, c’è stata la replica, ora siamo solo per dichiarazione di voto, quindi non c’è più l’opportunità di presentare emendamenti. Se era questo l’intento, è chiusa qui la questione e dovremmo andare al voto.
Speaker : BARONE.
Io volevo soltanto esprimere il voto del Gruppo nostro, che è un voto favorevole, ma alla stessa maniera rispondere un attimo al consigliere Lanotte: quando parlava dell’assessore, immagino sia il nostro assessore, Casili, quando parlava di prudenza, parlava probabilmente di un’attenzione e di una cura verso le persone, detto in questo senso, non prudenza delle persone o dei politici.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Barone. La sua dichiarazione di voto è favorevole.
Speaker : BARONE.
Volevo sottolineare che nel tempo l’attenzione alla disabilità, questa Regione… L’attenzione alla disabilità, questa Regione… Mi sembrava corretto in qualche modo sottolineare… Va bene.
Speaker : PRESIDENTE.
Quindi, la dichiarazione di voto è favorevole?
Speaker : BARONE.
È favorevole, però tenevo anche a sottolineare che l’attenzione alla disabilità questa Regione la stava portando avanti, l’ha sempre portata avanti con assoluta serietà e con tanta consapevole.
Speaker : PRESIDENTE.
Per cortesia, consigliere Lanotte, non fuori microfono.
Consigliere Lanotte… Ha chiesto di parlare il consigliere Caroli.
Mi conferma che vuole intervenire, consigliere? Consigliere Caroli, per dichiarazione di voto.
Per dichiarazioni di voto. Basta, silenzio.
Ordine in Aula.
Speaker : CAROLI.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Perdonatemi… Consigliere Caroli, per dichiarazione di voto, per l’ultima volta.
Rispetto alle mozioni, sia chiaro, dalla prossima mozione in poi, nella discussione generale intervengono tutti coloro che hanno in animo di intervenire, ma nelle dichiarazioni di voto, lo dico prima, così nessuno può accusarmi di essere di parte, può intervenire soltanto un consigliere per Gruppo.
Dalla prossima volta in poi.
Speaker : CAROLI.
Che sia un criterio univoco.
Speaker : PRESIDENTE.
Benissimo, grazie, ci siamo intesi.
Speaker : CAROLI.
Pochissimi secondi per porre una domanda all’assessore Miglietta, che si era dimostrata sensibilissima.
Speaker : PRESIDENTE.
Per dichiarazione di voto, interviene.
Speaker : CAROLI.
Grazie.
Rispetto a quanto rappresentato nei vari interventi, io vorrei porre una domanda all’assessore che mi era parsa sensibilissima rispetto al tema trattato all’interno della mozione e, se non ho compreso male, ha anche ribadito che sta già lavorando, che gli uffici stanno già lavorando, che hanno riscontrato 390.000 euro di risorse e che le metteranno a disposizione.
Quindi vorrei chiedere se rimane ferma la posizione del Governo e dell’assessore e rispetto a questo noi ci comporteremo di conseguenza. Grazie, assessore.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Caroli. Non ci sono più interventi e quindi metto in votazione… No, no, metto in votazione. È aperta la votazione.
È aperta la votazione! È aperta la votazione! Non c’erano interventi. È aperta la votazione. Silenzio in Aula.
Chi deve votare ancora? Chi deve votare? Chi deve votare? Bene, bene, avete votato tutti.
È chiusa la votazione.
Presenti 44. Votanti 44. Favorevoli 44.
La mozione è approvata all’unanimità dei presenti.
Passiamo alla mozione successiva.
Consigliere Tutolo. La replica… La replica spetta prima del voto. Come no? Come no… Il provvedimento è stato approvato.
Dove sta la replica? Faglielo vedere…
Prego. Prego, consigliere. Quindi lei vuole esprimere soddisfazione. Prego, prego.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Io voglio ringraziare i colleghi e ringraziare l’assessore Miglietta per la sua sensibilità. Io penso che su questo argomento avremmo potuto fare come abbiamo fatto in tantissime occasioni anche nella scorsa Legislatura, ritrovarci insieme senza la necessità di sollevare polemiche di carattere politico.
Loredana cara, sai quanto ti voglio bene… Consentimi… Un attimo, ragazzi. Sto dicendo… Se non sai neanche cosa… Ma se non sai neanche quello che sto dicendo.
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere Pagliaro, mi perdoni, siccome stiamo andando per l’ultima volta in deroga, lei la replica ce l’ha alla fine della discussione generale, non ha la replica dopo la votazione.
Speaker : PAGLIARO.
Non è così.
Speaker : PRESIDENTE.
Come no? Prego, porti il Regolamento al consigliere. Prego, prenda visione del Regolamento.
Speaker : PAGLIARO.
Ma la prassi è sempre stata quella.
Speaker : PRESIDENTE.
Un conto è la prassi, perdonatemi, ma qua stiamo andando molto oltre la prassi, perché tutti stanno andando oltre la prassi. Consigliere, una volta che è chiusa la votazione, non ha più la possibilità di replica.
Speaker : PAGLIARO.
Non è così.
Speaker : PRESIDENTE.
C’è il Regolamento. Prego, Segretario generale, se vuole, può mostrare…
Speaker : PAGLIARO.
Abbiamo sempre fatto così. Poi, Presidente, posso esprimere soddisfazione o no? Me lo fate fare? Ma dove siamo arrivati qui, Presidente. La prego. Mi deve consentire di poter esprimere la soddisfazione per aver avuto questa…
Speaker : PRESIDENTE.
Lo sta facendo in deroga. Non è previsto. Lo stiamo facendo in deroga, va bene? Deve essere chiaro.
Speaker : PAGLIARO.
Facciamo come vuole. L’assessore ha già risposto, Luigi ha già detto che è d’accordo, ci sono risorse a disposizione, io mi auguro che queste risorse possano essere realmente utilizzate e che questa mozione non vada nei cassetti, dove c’è un insieme di mozioni che non sono mai state attuate. Me lo fate dire, per cortesia, nell’interesse di tutti? Ho fatto una premessa all’inizio, ho detto: vale per tutti. Questo Consiglio regionale faccia il suo dovere, e lo fa nella misura in cui legifera o porta avanti delle mozioni, dando un’indicazione alla Giunta perché possa renderle operative. Le mozioni che abbiamo già approvato quest’anno ancora non lo sono. Non voglio fare un elenco. Però, vi prego, rimaniamo fermi qui.
Poi, ripeto, nel mare magnum delle esigenze per i portatori di disabilità c’è di tutto e di più. Non basterebbero mai i fondi che ci sono a disposizione per le loro esigenze. Questa cosa la sappiamo bene. Ognuno faccia quello che può. Mi sono incaricato da ventisei anni a fornire a questi che erano bambini e che adesso sono diventati grandi e vogliono andare all’università la possibilità di poterlo fare. Io ho fatto in modo che potessero essere trasportati per arrivare in ateneo, ma poi c’è bisogno di altro.
Speaker : TUTOLO.
C’è una legge specifica che se ne dovrebbe occupare.
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere Tutolo, non si parla fuori microfono.
Consigliere Tutolo, lei non può urlare. Non può urlare! Non si può urlare!
Consigliere Pagliaro, io la ringrazio... non le ho tolto la parola, non le ho tolto la parola, consigliere Pagliaro! Non le ho tolto io la parola, vada a conclusione, per favore.
Consigliere Pagliaro, mi aiuti a ristabilire l’ordine, mi aiuti!
Speaker : PAGLIARO.
Faccio del mio meglio, infatti ‒ ripeto ‒ sto dicendo soltanto una cosa che penso sia nell’interesse di tutti. L’Assessore Miglietta con la sua sensibilità ha detto che ci sono le risorse e che la Regione e la Giunta si sta attivando, benissimo, l’unica preghiera che le faccio, ma lo faccio a nome di tutti è che questa cosa possa essere definitiva e attuata nel più breve tempo possibile, perché ‒ ripeto ‒ ci sono ragazzi che hanno rinunciato a studiare.
Questa cosa ‒ consentimi, Tutolo ‒ sono risorse che sono state già impiegate da parte della Regione, che sono state sospese perché il bando è scaduto il 31 ottobre 2025, quindi c’è la possibilità di riattivarlo senza che ci siano tutte queste discussioni. Stiamo parlando di quattro soldi, non stiamo parlando di grandi cifre, quanti ragazzi pensate ci siano che hanno bisogno di questi servizi? Non sono tantissimi, quindi ci siamo arrovellati in discussioni assolutamente inutili.
Vi ringrazio per aver approvato questa mozione, ma proviamo, Presidente, a dare anche un senso diverso a queste discussioni che a volte sono sterili e non producono nulla di utile. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Va bene, l’approvazione delle mozioni non è un fatto banale, perché le mozioni esprimono un indirizzo che viene fatto proprio dalla Giunta e quindi dal Governo e possiamo chiederne conto in ogni occasione, per cui è più che legittimo che questo avvenga.
Ora vorrei approfittare di questa bagarre che si è ingenerata per chiedere un impegno solenne ai Capigruppo affinché sulle regole ci si intenda prima, perché perfino i Regolamenti non chiariscono alcune situazioni, per cui credo che dobbiamo produrre almeno questo sforzo di buona volontà, lo chiedo veramente a tutti, perché ci troveremmo altrimenti in queste condizioni di imbarazzo che non fanno bene a nessuno di noi.
Stabiliamo insieme, siccome – ripeto ‒ in alcune parti neanche i Regolamenti riescono ad arrivare a indicare esattamente le fattispecie che potrebbero ingenerarsi, tutti insieme credo che si possa produrre questo sforzo, facciamo qualche ora di discussione e troviamo insieme le regole che possono evidentemente rifarsi a una prassi che si consoliderà nel tempo.
Grazie a tutti.
Ora passiamo alla mozione successiva, a prima firma di Cosimo Borraccino, “Sostegno il personale giuridico-amministrativo a tempo determinato dei Tribunali pugliesi e alla stabilizzazione dei precari PNRR del Ministero della giustizia”.
Prego, consigliere Borraccino, ha facoltà di illustrare la mozione.
Speaker : BORRACCINO.
Presidente, colleghi, è una mozione che non impegna economicamente il Consiglio regionale, la Regione, la Giunta, ed è una mozione che spero possa essere accolta favorevolmente dall’intero Consiglio regionale.
Si tratta di una mozione che riguarda il personale assunto con i fondi PNRR per quanto riguarda la giustizia. Parliamo dei cosiddetti AUPP (assistenti dell’ufficio per il processo).
Stiamo parlando di oltre 12.000 lavoratori assunti circa tre anni fa. Per molti di loro il Governo ha predisposto, dopo una lunga discussione, durante la fase di approvazione della recente finanziaria, procedimento di stabilizzazione per una parte importante di loro, ha trovato la copertura finanziaria per una parte importante di loro.
Ne resterebbero fuori un numero orientativamente quantificabile, più o meno tra i 1.700 e i 1.800 lavoratori, dei quali oltre 200 lavoratori pugliesi che prestano il proprio servizio nei tribunali della nostra regione.
L’invito che faccio è quello di farci carico moralmente di queste persone, e oggi di approvare questa mozione, all’unanimità, possibilmente, inviandola al Ministero della giustizia, al Capo di gabinetto del Ministero della giustizia e al Capo Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, per fare in modo che anche questa parte residuale di lavoratori che resteranno fuori dall’assunzione possa essere portata a termine.
Tenete presente che il lavoro, l’azione svolta da queste persone è stata encomiabile, giacché hanno aiutato a ridurre le moli notevoli di arretrato che c’erano negli uffici giudiziari di tutta Italia, così come dalla Regione Puglia. Rappresentano oramai una parte importante dell’organizzazione della giustizia italiana.
Pertanto chiedo ai colleghi di poterla votare, possibilmente di votarla all’unanimità e di inviarla subito nei tempi più veloci e più celeri possibili. Ricordo che questa mozione era l’ultima, quella che si sarebbe dovuta discutere nell’ultima seduta di Consiglio regionale. Poi arrivammo all’orario prestabilito e saltò. Quindi abbiamo perso già alcune settimane. Chiedo a tutti di farsi carico di questa esigenza, che non è un’esigenza di destra né di sinistra, ma è un’esigenza non soltanto per tutelare questi lavoratori, ripeto, dei quali anche 200 pugliesi, ma soprattutto per consentire al sistema giustizia di essere più veloce, di essere più celere e di essere più performante.
Vi ringrazio per l’attenzione.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Borraccino. Si è iscritto a parlare il consigliere Cera. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : CERA.
Signor Presidente, colleghi, intervengo brevemente su questa mozione presentata da numerosi colleghi del centrosinistra che sostengono questo Governo regionale. sul merito esprimo sostegno convinto. La stabilizzazione dei lavoratori PNRR del Ministero della giustizia è una battaglia giusta, sulla quale, lo ricorda la stessa mozione, la legge di bilancio 2026 ha visto un ordine del giorno approvato in modo bipartisan. Sono migliaia di lavoratori che in questi anni hanno acquisito una professionalità preziosa nei nostri uffici giudiziari, contribuendo all’abbattimento dell’arretrato e alla digitalizzazione dei procedimenti.
È bene riconoscerlo, per questo voterò favorevolmente, però, signor Presidente, permettetemi una domanda. Voi, colleghi del centrosinistra, oggi chiedete giustamente di stabilizzare questi lavoratori, di dare loro continuità, sicurezza, dignità ed è sacrosanto, ma sapete qual è la prima cosa che la vostra Regione, dal mese prossimo, farà esattamente a quegli stessi lavoratori che oggi rivendicate di voler tutelare? Glielo dico io, gli aumenterà le tasse.
Lo dico con i numeri, perché qui si fa la politica con la matematica, non con le chiacchiere. Un operatore data entry, uno di quei profili centrali, oggetto della stabilizzazione che state proponendo, ha uno stipendio che, secondo il contratto collettivo nazionale delle funzioni centrali, si attesta indicativamente intorno a 22.000-24.000 euro lordi all’anno, mentre un addetto all’ufficio per il processo, profilo più qualificato, può arrivare a 28.000-30.000 euro. Sono lavoratori pubblici, i cui stipendi ricadono in pieno nella seconda fascia dell’addizionale IRPEF regionale, la fascia tra i 15.000 e i 28.000 euro, che con la manovra del Presidente Antonio Decaro è stata portata dallo 0,2 allo 0,9 per cento, quattro volte e mezzo. Per chi, per anzianità o livello, supera i 28.000 euro, entrando nella terza fascia, l’aliquota è stata addirittura quintuplicata, passando dallo 0,4 al 2 per cento. Tradotti in soldi reali, cari amici della sinistra, per questi lavoratori l’aggravio sarà nell’ordine di 50, 100 o 200 euro, a seconda dello stipendio e del livello. È tutto retroattivo, lo voglio ricordare, dal 1° gennaio, con i conguagli che peseranno sulle buste paga di Natale.
Facciamo il punto, colleghi. Voi oggi presentate questa mozione per chiedere la stabilizzazione di questi lavoratori, e fate bene, la parte politica del vostro Presidente Antonio Decaro in Giunta contemporaneamente gli mette le mani in tasca. La sinistra in Parlamento si batte in modo bipartisan per garantirgli il posto, la sinistra in Regione li tassa per ripianare i debiti di una sanità che quei lavoratori non hanno mai gestito. Poi, spiegateglielo voi, signor Presidente, a un operatore data entry del tribunale di Foggia, di Bari, di Brindisi o di Lecce che la stessa parte politica che oggi gli firma la mozione per stabilizzarlo domani gli prende 80, 100 o 150 euro per coprire il buco della sanità.
È per questo motivo ‒ e chiudo, Presidente ‒ che domani, alle ore 12.00, non davanti a questo palazzo, ma al palazzo del Presidente della Regione, sul lungomare Nazario Sauro, il Centrodestra unito sarà in piazza per dire una cosa semplice: i pugliesi, compresi i lavoratori dei nostri tribunali, non sono un bancomat, cari amici del Centrosinistra, anche questi lavoratori non sono un bancomat!
Ecco perché voto favorevole alla mozione, signor Presidente. Un invito sincero ai colleghi del Centrosinistra: la tutela dei lavoratori, cari colleghi, non si firma a giorni alterni. Provate a fare con il vostro presidente, Antonio Decaro, in Giunta quello che oggi fate qui in Consiglio regionale, sarebbe un atto di coerenza con i pugliesi, che gli stessi pugliesi apprezzerebbero e che soprattutto restituirebbe credibilità a una battaglia che è giusta. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Cera.
Ha chiesto la parola il consigliere Pagliaro. Prego, consigliere Pagliaro.
Speaker : PAGLIARO.
Proviamo a pacificare la cosa, adesso ci provo, Presidente, su sua sollecitazione.
Mozioni come questa sono mozioni condivisibili, quindi non c’è necessità a tutti i costi di portarla sul terreno della politica nazionale (faccio riferimento anche agli interventi che a volte provengono dalla nostra postazione, mi ha chiesto il Presidente di dare una mano e lo faccio).
Sappiamo bene che la situazione della giustizia in Puglia è segnata da una cronica e grave carenza di personale amministrativo, che ha causato il rinvio dei processi fino al 2027. Questa emergenza si ripercuote su tutti gli uffici giudiziari regionali, quindi i precari del PNRR sono fondamentali per l’attività quotidiana, senza le loro assunzioni il sistema rischia il collasso.
Pertanto siamo favorevoli a questa mozione, però voglio ricordare comunque che il Governo Meloni sta già andando in questa direzione. Il 16 marzo scorso, il Ministero della giustizia ha pubblicato l’avvio delle procedure di stabilizzazione del personale PNRR in servizio presso l’Amministrazione giudiziaria. All’esito della selezione, quasi 7.000 funzionari verranno stabilizzati a tempo pieno e indeterminato dal 1° luglio prossimo. Quindi, per i precari assunti con il PNRR, che hanno contribuito a tenere in piedi il sistema giuridico-amministrativo in Puglia, si prospetta la piena stabilizzazione.
Rafforziamo quindi l’azione del Governo con la nostra mozione. Siamo favorevoli e voteremo sicuramente in questa direzione.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : MINERVA.
Grazie, Presidente.
Dicono a noi di non fare polemica. Poi, stranamente, per ogni punto all’ordine del giorno si torna sempre allo stesso argomento, andando contro le Istituzioni, perché si va fuori tema, e poi provocandoci alla polemica.
Ho apprezzato l’intervento del consigliere Pagliaro. Il consigliere Cera se n’è andato perché il rispetto istituzionale, ovviamente, “parlo io – ah, sei qu, meno male, non ti vedevo – e quando parlano gli altri me ne vado”.
Ringrazio il consigliere Borraccino, abbiamo visto tutti quanto è necessaria questa mozione, anche perché alle soglie del voto sul referendum c’erano stati annunci importanti dei quali, come ha detto sviscerando i numeri, il consigliere Pagliaro, soltanto per una parte sono andati a buon fine perché oltre 2.000 di quelli assunti con i fondi del PNRR, invece, non hanno copertura per le nuove stabilizzazioni, 7.000, e questo arrecherà un danno al lavoro che i tribunali fanno.
Avremmo dovuto parlare di questo. Di questo parliamo, consigliere Cera, noi, sicuramente di sinistra, e che siamo, consigliere Cera, di sinistra quando vinciamo e quando perdiamo, a differenza sua, che non so se chiamarla consigliere dei Popolari, consigliere di Forza Italia, o consigliere della Lega, insomma, consigliere dei partiti in base alle stagioni politiche.
Noi rimaniamo sempre dalla stessa parte e conduciamo le nostre battaglie, fedeli rispetto ai nostri ideali, che non sono quelli di cambiare partito in base a chi deve essere eletto, o cambiare parte dell’emisfero regionale, in base a quello che mi conviene fare.
Vi prego poi siccome non me lo sono appuntato, anche al prossimo intervento, di ricordarmi a che ora è la manifestazione di domani.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Ha chiesto la parola la consigliera La Ghezza.
Prego, consigliera, ne ha facoltà… Prima La Ghezza, fidatevi. Adesso c’è un Ubaldo Pagano prima. Prego, Ubaldo Pagano.
Speaker : PAGANO.
Figuriamoci, per la collega La Ghezza avrei ceduto la parola volentieri. Guarda, sarò abbastanza rapido anche perché il tema sollevato dal collega Mino Borraccino è uno di quei temi che ci ha appassionato molto anche nel corso delle precedenti stagioni politiche, dove il sottoscritto ha avuto qualche responsabilità. Uno degli intenti su cui ci siamo confrontati quando abbiamo lavorato al Piano di ripresa e resilienza era appunto quello di provare ad affrontare alcuni nodi strutturali su cui il sistema Paese perdeva anche posizioni di competitività. Se voi chiedete a un qualsiasi investitore estero qual è la prima causa per cui non intende investire in Italia, prima ancora della criminalità organizzata, è la burocrazia e i tempi non certi della giustizia, ancor più quella amministrativa e civile di quella penale.
Allora, essendo questo un problema di competitività importante, avevamo immaginato di destinare delle risorse cospicue, una delle poche risorse che abbiamo destinato, a valere sul capitale umano, cioè l’investimento sui giovani, donne e uomini professionisti che andassero a comporre l’ufficio del processo e potessero, in quella sede, provare a dare una mano a velocizzare i tempi della giustizia, rendendo il Paese più competitivo. 12.000 persone hanno in questi anni lavorato a ridurre l’arretrato ed è stato uno dei pochissimi target previsti che è stato raggiunto addirittura con un anno e mezzo di anticipo, in una logica in cui, ci dice la Corte dei conti, allo stato attuale abbiamo raggiunto solo un terzo degli obiettivi che erano stati posti in maniera sfidante dall’Unione europea nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, con il rischio evidente che tutti gli altri, laddove non dovessero esserci proroghe, rischiano di gravare sui bilanci già asfittici di tante pubbliche amministrazioni, che purtroppo, anche non per causa loro, non raggiungeranno quei target.
Bene, a fronte di questo, tu ti aspetteresti che un Governo avveduto, che ha ereditato il testimone di un grandissimo piano di investimenti che non ha voluto, perché hanno votato contro quel piano di investimenti che noi abbiamo richiesto e fatto approvare dall’Unione europea, quantomeno si mettesse a lavorare per provare a fare in modo che quel piano potesse essere anche vissuto con una certa continuità. Se un’esperienza aveva funzionato e avevamo ridotto l’arretrato, probabilmente continuando a funzionare in quella maniera e utilizzando anche l’esperienza che quei ragazzi e quelle ragazze avevano fatto avremmo potuto addirittura nei prossimi due o tre anni azzerare l’arretrato. Invece no, cosa fa questo Governo? Di tutto si occupa, tranne che di stabilizzare quel personale che ormai è diventato quasi indispensabile negli uffici del processo.
La richiesta che ha fatto il consigliere Borraccino non viene soltanto dagli utenti del settore giustizia, viene addirittura dai presidenti dei tribunali, i quali hanno scritto all’unanimità, tutti quanti, di qualsiasi estrazione politica, al Ministro di grazia e giustizia chiedendogli di occuparsi della vicenda, e a fronte di tutto questo, invece, il silenzio assordante, anzi no, la presa in giro di ordini del giorno approvati in Parlamento all’unanimità, anche su proposta di riformulazione dello stesso Governo, in realtà vengono puntualmente disattesi. Siamo arrivati a giugno praticamente e ad oggi non si ha nessun passaggio reale rispetto a quello che bisogna fare.
Io dico ai colleghi di centrodestra, che capisco stiano provando a cavalcare l’onda della polemica politica del momento, come se si fosse in presenza di un momento modaiolo, che potrebbero anche provare a consumare maggiore potassio, perché evidentemente la memoria gli difetta. Stiamo parlando del Governo della Repubblica che, dopo quindici anni, ha portato la pressione fiscale più alta in assoluto, al 43,2 per cento. Stiamo parlando del Governo della Repubblica che da ben trentasei mensilità ha una produzione industriale negativa. Stiamo parlando di un Governo che ha una crescita prevista per il 2025 che è la più bassa d’Europa. Se non ci fossero i fondi del PNRR, saremmo addirittura in recessione tecnica. Se le condizioni geopolitiche a livello internazionale dovessero continuare, noi probabilmente in quella recessione tecnica ci andremmo. Allora, a fronte di tutto questo, un dato era dalla vostra, ossia l’aumento dell’occupazione. Cavolo, siete riusciti a portarvi sfortuna pure su questo, perché a marzo e aprile anche l’indice sulle assunzioni, quindi sui nuovi occupati, si è bloccato ed è andato in contrazione.
Io non vorrei che, come avete fatto nel corso anche del primo turno delle elezioni amministrative in questa tornata, andando in giro raccontando delle verità supposte, anziché provare a condividere la responsabilità di trovare una soluzione al sotto finanziamento dei sistemi sanitari in tutte le Regioni d’Italia, soprattutto meridionali, probabilmente continuerete a raccontare una realtà virtuale che vivrà semplicemente dei video e dei like di qualcuno che in maniera frustrata non affronta i nodi e prova a fare concorsi di bellezza.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagano.
Ha chiesto di intervenire la consigliera La Ghezza. Prego, consigliera.
Speaker : LA GHEZZA.
Grazie, Presidente.
Chiaramente, mi spiace constatare che ogni punto all’ordine del giorno diventa un pretesto per parlare di IRPEF, ma credo che il collega Pagano abbia egregiamente descritto le inefficienze del Governo nazionale di Centrodestra.
Per quanto riguarda il tema all’ordine del giorno, proviamo a stare su questo per dare risposte ai cittadini sulle tante emozioni che sono all’ordine del giorno, ma invece ci riduciamo a discutere per due ore quando già dichiariamo di essere d’accordo rispetto ai punti proposti.
Come forza politica siamo stati i primi a credere nell’Ufficio per il processo, come si evince chiaramente già da quella che fu la prima bozza del PNRR, che prevedeva un maggiore investimento proprio per la giustizia.
Per questo motivo, la nostra forza politica ha portato avanti una battaglia per la stabilizzazione dei lavoratori precari assunti tramite i fondi del PNRR, in particolare anche nel settore giustizia, ma non solo. Per questo abbiamo partecipato ad una serie di scioperi dei lavoratori e delle lavoratrici precari della giustizia del PNRR.
Io vorrei concentrarmi sui numeri, perché nei soli uffici dibattimentali del Tribunale di Bari le pendenze sono passate, grazie al lavoro di questi lavoratori, dalle oltre 13.000 del 2021 alle 7.400 di oggi, con una riduzione dell’arretrato di quasi il 56 per cento. Questo significa che grazie al loro lavoro è stato possibile ridurre l’arretrato, accelerare i procedimenti e spingere in modo concreto anche per la digitalizzazione del sistema giudiziario, quindi si tratta di professionalità preziose che ogni giorno affiancano i magistrati e il personale amministrativo e che contribuiscono sicuramente al buon funzionamento degli uffici.
Per questo, la loro stabilizzazione non è solo una battaglia per il lavoro, ma è anche una scelta strategica per garantire una giustizia che sia più forte e più giusta per tutti quanti.
In questi mesi quindi abbiamo portato avanti battaglie a tutti i livelli, a livello parlamentare, ma anche con incontri sul territorio, perché è giusto che abbiano voce coloro che vivono nella precarietà, quindi queste persone hanno diritto di sapere quale sarà il loro futuro. Del resto, la giustizia si costruisce anche così, dando valore a tutti coloro che ogni giorno si adoperano perché sia più efficiente.
Quindi, quello che noi chiediamo…
Speaker : PRESIDENTE.
Chiedo agli ospiti che sono qui, ad assistere ai lavori di mantenere un po’ di silenzio, per cortesia, ospiti.
Grazie.
Speaker : LA GHEZZA.
Quindi, non solo voteremo favorevolmente questa mozione, che condividiamo pienamente, ma auspichiamo che ci sia la stabilizzazione di tutti i lavoratori precari, anche nel settore giustizia del PNRR.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera La Ghezza.
Ha chiesto la parola il consigliere Mazzotta. Prego, consigliere Mazzotta.
Speaker : MAZZOTTA.
Grazie, Presidente, per dichiarazione di voto.
Noi voteremo a favore di questa mozione. Mi dispiace però constatare in quest’Aula come i lavori vadano a rilento, pur essendoci due mozioni sulle quali tutti i Gruppi politici si sono detti favorevoli e che quindi dovremmo votare all’unanimità. Però, ogni volta, in ogni occasione, non si perde il momento per accusare il Governo nazionale.
Io devo dire che ho sentito molte cose su questo, tra l’altro, collega Pagano, io comprendo che ha fatto il parlamentare fino a poco fa, però oggi siede qui in Consiglio regionale. Quindi, se proprio dobbiamo parlare, dobbiamo parlare dei disastri che sono stati fatti in Puglia e che continuano ad esserci nella sanità, che fa acqua da tutte le parti, di un debito pubblico incredibile.
Noi domani, così lo ripeto, anche se non vedo più il collega Minerva. saremo alle 12 in piazza, così invitiamo anche il collega Minerva, magari, a venire con noi, in modo tale da comprendere la rabbia dei cittadini pugliesi di fronte a un aumento, ancora, delle tasse, quindi di fronte alla scelta di questo Governo regionale di mettere le mani nelle tasche dei cittadini.
Volevo concludere il mio intervento dicendo che noi siamo pronti a discutere su qualsiasi tema che riguardi però questa Regione. Siamo stufi delle continue lamentele verso il Governo nazionale, anche quando i temi non lo riguardano.
Io ricordo a tutti quanti che probabilmente questi lavoratori sono stati assunti durante il Governo Meloni, quindi oggi noi ci troviamo insieme a voi su questa battaglia. Quindi, voteremo favorevolmente e auspichiamo che sulle prossime mozioni possiamo andare più celeri nelle discussioni, anche perché altrimenti, come sempre, rischiamo di rallentare i lavori del Consiglio. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere. Prego, consigliera Angolano.
Speaker : ANGOLANO.
Grazie. Io cercherò di rimanere in tema perché dovete scusarmi, ma ad un certo punto pensavo di essermi colpevolmente disconnessa. Mi sembrava di partecipare a un monotematico su Irpef e dintorni. Poi mi sono resa conto che in realtà non è così. Ringrazio il consigliere Borraccino per l’opportunità di riportare al centro un tema che ci tocca tutti, quello, appunto, della precarietà di questi lavoratori.
Intervengo anche per rimarcare l’assoluta urgenza di un atto che, come dicevo, tocca da vicino la carne viva dei nostri uffici giudiziari e la dignità di centinaia di lavoratori della nostra regione. Parliamo, parliamo anche di numeri. Parliamo di oltre 600 professionisti in Puglia e circa 11.200 a livello nazionale, che negli ultimi anni sono stati il vero e proprio motore della transizione digitale, dell’abbattimento dell’arretrato del lavoro dei nostri tribunali, come è stato già anticipato e detto prima.
Donne e uomini che sono entrati nella pubblica amministrazione con contratti a termine legati al PNRR e che, con grande dedizione, hanno permesso di raggiungere certi obiettivi europei, come è stato anticipato prima dal collega Pagano, addirittura in anticipo rispetto alle scadenze prefissate. Peccato che il PNRR non è stato votato da quelle che sono le forze politiche attualmente al Governo e peccato anche che la stessa Confindustria, non il Movimento 5 Stelle, Confindustria nazionale abbia dichiarato che, se non ci fosse stata la risorsa enorme del PNRR, adesso saremmo in recessione.
Ma torniamo a noi. Di fronte a questi risultati eccezionali, qual è la risposta dello Stato? La risposta è l’incertezza. A poco più di un mese dalla scadenza dei contratti fissata per il 30 giugno 2026, alcuni di questi lavoratori si trovano ancora a vivere nel limbo del precariato, nonostante le promesse di stabilizzazione strutturale. Come Movimento 5 Stelle lo abbiamo sempre detto e lo ribadiamo oggi. La giustizia non si fa col precariato. Non si può pensare di modernizzare la macchina dello Stato usando i lavoratori come persone usa e getta.
Se il 1° luglio questi contratti dovessero scadere senza una stabilizzazione totale e definitiva, assisteremo a due drammi paralleli, il primo umano e professionale di centinaia di famiglie pugliesi che vedrebbero svanire il proprio futuro lavorativo, il secondo, invece, di natura più funzionale, con il collasso immediato dei servizi amministrativi dei nostri tribunali, già drammaticamente sotto organico.
Accogliamo con favore l’intenzione del Ministero di procedere alla stabilizzazione di una quota consistente di questo personale, quindi di quasi 9.000 unità. Ne va dato atto. Tuttavia, ci sono oltre 1.800 funzionari il cui destino è ancora del tutto indefinito. La Puglia non può permettersi di disperdere questo patrimonio di competenze e professionalità, che è stato faticosamente costruito in questi anni e ‒ lo ribadisco ancora una volta ‒ grazie al PNRR. I nostri distretti di corte d’appello hanno bisogno di risorse non solo oggi, ma in modo strutturale, per garantire ai cittadini processi rapidi e la risposta di una giustizia efficiente, che, come è stato ricordato prima, diventa elemento indispensabile e fondamentale per la competitività del nostro Paese.
Chiediamo, quindi, al Presidente e alla Giunta di non limitarsi a un formale invio cartaceo ma di fare pressing sul Ministero della giustizia affinché la stabilizzazione sia totale e inclusiva, senza lasciare indietro nessuno di questa categoria lavorativa, per restituire dignità al lavoro e stabilità alla giustizia anche della nostra regione.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, consigliera.
Ha chiesto la parola il consigliere De Leonardis. Prego.
Speaker : DE LEONARDIS.
Grazie. Visto che sta facendo il suo esordio alla Presidenza, le auguro buon lavoro a lei e agli altri componenti dell’Ufficio di Presidenza.
Stiamo assistendo a un dibattito un po’ surreale. Che cosa sta succedendo? Che, mentre noi di centrodestra stiamo svolgendo il nostro ruolo da consiglieri regionali, dall’altra parte dell’emiciclo mi sembra che ci si sia inventati un nuovo ruolo, quello del consigliere regionale a supporto del Parlamento, perché trattano solo ed esclusivamente temi che non riguardano la nostra regione. Cercano di distogliere l’attenzione da quello che è il nostro ruolo e quella che è la nostra attività.
Su questa mozione del collega e compagno Borraccino noi siamo favorevoli. Peraltro, il nostro Governo nazionale sta procedendo in maniera spedita alla stabilizzazione di oltre 9.000 persone, come è stato anche ricordato dalla collega dei 5 Stelle e dagli altri componenti, quindi questo non può che trovarci favorevoli, però ci facciamo anche delle domande.
Mentre il Governo nazionale sta procedendo in maniera spedita verso stabilizzazioni di questo tipo, ci chiediamo perché il concorso degli autisti al Policlinico di Foggia sia stato bloccato, quali sono le motivazioni che portano, da un lato, a voler procedere in un certo modo, dall’altro a non essere capaci come Regione a procedere in questo modo.
Del concorso da 1.000 OSS, che è stato sbandierato in campagna elettorale a lungo per le assunzioni, non si sa ancora quale sarà la prospettiva, quindi io, Assessore Pentassuglia, da quello che mi risulta ci sono le date per il concorso degli infermieri, il concorso degli OSS forse sarà uscito in queste ore.
Ho ascoltato poi degli interventi paradossali, che segnano il nervosismo del Centrosinistra. Accusare colleghi consiglieri di aver militato in un Partito o in un altro Partito, io non so qua chi sia stato così coerente sempre... Io ricordo il Presidente precedente, che era un campione nel riuscire a far passare, come diceva il collega Zullo, gli uccelli migratori da una parte all’altra dell’emiciclo, quindi, prima di parlare, terrei un attimo. le bocce ferme, parlare di mancanza di potassio da questa parte politica... noi siamo colleghi, consiglieri regionali, abbiamo la stessa dignità, se dobbiamo scendere a livelli diversi, siamo capaci di farlo tutti in maniera forte e compatta. Vogliamo rispetto e quindi anche il Presidente del Consiglio deve intervenire quando ci sono queste dichiarazioni da una parte politica, perché questo è il ruolo che deve avere anche la Presidenza del Consiglio, essere attenta alle dichiarazioni che si fanno. Non pensate che ci facciamo intimorire, non pensate che ci facciamo intimorire, poi se vi invitiamo domani a una manifestazione a mezzogiorno davanti alla Presidenza della Giunta, è un invito che stiamo facendo perché vogliamo dire che state sbagliando ad aumentare le tasse ai cittadini pugliesi, a mettere le mani nelle tasche dei cittadini pugliesi, non dovete offendervi, dovete essere consapevoli che vi stiamo offrendo una possibilità di redimervi e di fare mea culpa su quello che state facendo!
Questo è quello che vogliamo dirvi in buona sostanza, colleghi del Centrosinistra, senza scendere nelle questioni personali, questo stiamo cercando di dirvi.
Sulle stabilizzazioni siamo a favore e chiediamo che non si parli più di offese a livello personale, perché quelle siamo capaci di farle tutti, ci siamo sempre rispettati, in quest’Aula. Probabilmente c’è qualcuno che è arrivato da poco e che non ha ancora piena coscienza del ruolo.
Vi invitiamo, quindi, e chiudo ad essere più attenti a quando si parla e a come si parla, perché il ruolo di consigliere regionale è uguale per tutti, e da questo punto di vista dobbiamo rispettarci, sempre nella giusta dialettica politica.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Prego, consigliere Cera.
Speaker : CERA.
Presidente, per dichiarazione di voto, o per fatto personale, decida lei, oppure, in caso contrario, chiederò all’Ufficio di Presidenza di riunirsi.
Detto questo, e la ringrazio per l’intervento, signor Presidente, colleghi, dichiaro subito il mio voto favorevole alla mozione.
Lo dico subito perché su questo non ci sono ambiguità. Chi viene da una storia di servizio al territorio e ai lavoratori vota a sostegno dei lavoratori, sempre.
Permettetemi però una replica, breve ma necessaria, al capogruppo del Partito democratico che nel suo intervento, invece di rispondere ai numeri che ho messo sul tavolo, ha pensato bene di parlare della mia biografia politica. Mi ha detto che quando parlo non capisce se io sono un Popolare, un esponente di Forza Italia o un Consigliere della Lega.
Io capisco il nervosismo del Capogruppo del PD, anche perché, dopo la mazzata che ha avuto a Gallipoli, è chiaro che sia nervoso. Ma glielo dico in tre secondi, così non ha più dubbi: sono un consigliere regionale della Lega, eletto con la Lega, e in questo Gruppo vengo da una storia politica che è stata sempre, e lo sottolineo, nei Popolari, in Forza Italia, oggi nella Lega, dentro la stessa area politica, e nello stesso centrodestra, con la stessa attenzione al territorio, al lavoro, alle famiglie, alle imprese, alle nostre comunità.
Mai cambiato campo, glielo dico, mai cambiato pelle e mai cambiato priorità. Lei, signor Capogruppo, da vent’anni sostiene la stessa parte politica che governa la Regione Puglia, e quella parte politica che ha prodotto in vent’anni un buco nel sistema sanitario, che oggi presenta il conto ai pugliesi, per ben 350 milioni di euro di deficit.
Se la coerenza politica si misura dai risultati, capisco che possa essere un tema imbarazzante, e forse è per questo che si preferisce parlare delle biografie altrui, ma a me, signor Presidente, le polemiche sulle biografie non interessano. A me interessano i numeri e quei numeri li ho messi davanti a quest’Aula poco fa.
Ho ricordato che un operatore del data-entry di un tribunale pugliese, uno dei lavoratori che questa mozione giustamente vuole stabilizzare, pagherà tra i 60 e i 100 euro in più di addizionale IRPEF retroattivi, glielo ricordo, in busta paga, sotto Natale, decisi dal presidente Antonio Decaro, di centrosinistra, di questa Regione.
A questo, signor Capogruppo, non ha risposto, nemmeno una parola. Mi ha parlato di Lega, di Popolari, di Forza Italia, tutto fuorché del lavoratore che oggi voi ricordate di voler tutelare e che la vostra Giunta sta già tassando. Ve lo dico con franchezza perché è una vecchia tecnica e merita di essere chiamata per nome. Quando si risponde ai fatti con le etichette è perché ai fatti non si sa rispondere. È sempre stato così in ogni stagione politica, no? Ed è sempre stato il segno di chi ha esaurito gli argomenti.
Concludo, signor Presidente. È voto favorevole perché i lavoratori dei tribunali, dei nostri tribunali, meritano la stabilizzazione che oggi chiediamo e meritano anche che, mentre li tuteliamo qui in Consiglio, non li stanghi la Giunta regionale di Antonio Decaro a Bari. Da Foggia, da Bari, da Brindisi, da Lecce, quei lavoratori guardano questo Consiglio e si aspettano coerenza, la stessa coerenza che mercoledì alle ore 12.00, in via Lungomare Nazario Sauro, il centrodestra unito porterà in piazza. Ho concluso. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere. Prego, consigliere Minerva.
Speaker : MINERVA.
Per dichiarazione di voto o per fatto personale. Come il consigliere Cera, che è intervenuto due volte, reintervengo anch’io. Capisco, consigliere, che quando uno dice la verità uno si sente solleticato. Io ho solo risposto al suo modo spocchioso di dire voi di sinistra, ricordandole che noi siamo orgogliosi di essere di sinistra, avevo detto, quando vinciamo e quando perdiamo. A casa mia, anche se non ero candidato direttamente, ho perso, ma sono rimasto coerente ai miei ideali. Sette dei consiglieri che oggi tenete voi nel centrodestra… Vi siete dovuti prendere un ex comunista per vincere le elezioni. Le ho perso io come le hanno perse altri colleghi della vostra parte a casa loro, rimanendo però coerenti al loro percorso, come ho fatto io. Sette dei consiglieri stavano con me e ho deciso di lasciarli a voi perché o erano persone da me ritenute poco perbene o non si rivedevano più nella mia area politica e allora, come dire, ho preferito lasciarli andare, ma in politica si perde e si vince. Non è un problema. Abbiamo perso una battaglia, alla lunga vedremo chi vince la guerra.
Lei era andato fuori tema. Lei ci aveva appellato in questa maniera e io l’ho ricordato. Non sapendo se dire, come lei ha detto a noi voi di sinistra, dirle voi di destra o voi di sinistra, ho detto tu, ex popolare, ex Forza Italia e adesso Lega. Sei stato candidato con i popolari nel centrosinistra e poi con gli altri partiti nel centrodestra. Ripeto, al di là dei temi, per me la coerenza politica ha un valore. Per voi che siete opportunisti della politica no, ma questo non è un mio problema…
Speaker : PRESIDENTE.
Se non ci sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione e cedo la parola al Governo.
Interviene lei, assessore Leo? Chi interviene?
Il Governo ha espresso parere favorevole, perfetto.
Consigliere Borraccino vuole intervenire a seguito… No, perfetto. Ci sono dichiarazioni di voto? Non ci sono dichiarazioni di voto. Metto in votazione la mozione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 42, favorevoli 42.
La mozione è approvata.
Passiamo al punto n. 4 all’ordine del giorno “Mozione presentata dal consigliere Pagliaro ed altri ‘Pagamento bollo auto scaduto senza interessi o sanzioni’”.
Cedo la parola al consigliere Pagliaro.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Presidente.
Con questa mozione noi di Fratelli d’Italia chiediamo alla Giunta regionale di esentare da interessi e sanzioni e, se possibile, anche qualcosa di più, visto che ne abbiamo parlato con l’assessore Leo, i cittadini morosi che provvedono a pagare il bollo auto scaduto da tre anni.
L’obiettivo è incentivare il recupero di questa tassa che va destinata a finanziare i servizi importanti come manutenzione delle strade, sicurezza, servizi di trasporto e ambientali.
In caso di mancato pagamento, le sanzioni crescono progressivamente in base al numero dei giorni di ritardo, e se il ritardo supera tre anni, la Regione può inviare una richiesta di pagamento del tributo evaso e può anche passare l’incartamento all’Agenzia delle entrate per l’iscrizione al ruolo.
Se la tassa non viene pagata per più di tre anni consecutivi, il veicolo viene radiato dal Pubblico registro automobilistico, e di conseguenza vengono ritirati la carta di circolazione e la targa.
Siccome ci risulta che vi sia un’alta percentuale di cittadini pugliesi morosi, vorremmo sapere innanzitutto se la Regione li ha quantificati, e quindi, se è stato calcolato a quanto ammonta il mancato introito.
Quindi, con questa mozione puntiamo a recuperare queste somme evase, incoraggiando i cittadini morosi a mettersi in regola con il bollo auto scaduto, visto che vengono alleggeriti da sanzioni e interessi e dovranno pagare solo per l’importo iniziale.
Oltre a questa mozione, so che l’assessore ha delle buone notizie da darci, c’è anche la mozione dei colleghi di Forza Italia. Avevamo pensato anche, in Ufficio di Presidenza, di accorparle, però, avendo ragionato con l’assessore Leo, abbiamo pensato che fosse il caso di scinderle, così come le abbiamo presentate, sperando nella disponibilità da parte della Giunta e dell’assessore.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Si è iscritto a parlare il consigliere Scalera. Prego.
Speaker : SCALERA.
Grazie, Presidente.
Io sono favorevole, ovviamente, a questa mozione presentata dai colleghi di Fratelli d’Italia e sono d’accordo su quanto ha detto poc’anzi il collega Paolo Pagliaro, però vorrei ricordare a questa Assise che il 2 marzo 2026 ho depositato un disegno di legge in riferimento alla rottamazione del bollo auto, avente come titolo “Disposizioni per la rottamazione delle cartelle esattoriali relative alla tassa automobilistica regionale ‒ quindi riferite al bollo auto ‒emesse dall’Agenzia delle entrate”, e in riferimento a questo disegno di legge presentato il 2 marzo 2026 ho anche il parere dell’ATN, che non è assolutamente negativo, anzi ‒ se volete posso leggerlo anche in questo momento ‒ dice: “Alla luce delle considerazioni suesposte ‒ riferite, quindi, al disegno di legge ‒ si suggerisce di approfondire, nel corso dell’iter di discussione in Commissione della PDL in argomento, gli aspetti evidenziati, al fine di superare le criticità rilevate ed evitare il rischio di impugnativa dinanzi alla Corte costituzionale”.
Noi siamo disponibili ad andare in Commissione per discutere di questa proposta di legge, per me possiamo modificarla, sistemarla, firmarla tutti quanti insieme, se siamo d’accordo, in maniera tale che possiamo dire ai pugliesi che purtroppo non hanno pagato il bollo per ovvi motivi… E sono sotto gli occhi di tutti. Non voglio ribadire il momento difficile che le famiglie pugliesi stanno ripercorrendo in questi ultimi anni. Non voglio dire dei disastri ventennali che il centrosinistra ha fatto qui, in Regione Puglia, perché non è questo il momento. Ma credo, Presidente, che su questi temi e su altri ancora più importanti, mi riferisco anche al buco nella sanità che oggi purtroppo i pugliesi devono affrontare, quindi voi sarete costretti a mettere le mani in tasca ai pugliesi, e per questo domani faremo questa manifestazione alle ore 12, dove il collega Tutolo sarà avanti, con la bandiera. Presidente, quindi domani vedrà una sua fotografia, perché il collega Tutolo, quando c’è una manifestazione o qualche casino da fare, è il primo con la bandiera e verrà con il tre ruote, l’ha detto a me, verrà con il tre ruote a manifestare insieme a noi.
Grazie, Presidente, io volevo ribadire che noi siamo pronti (credo di interpretare il pensiero dei colleghi) a tornare in Commissione a discutere di questo disegno di legge, perché i pugliesi non possono essere vessati, come sono stati vessati in questi ultimi anni, da balzelli e tasse e purtroppo non ne possono più!
Grazie, Presidente, mi riservo di intervenire dopo per dichiarazione di voto. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, consigliere.
Prego, consigliere Pagano.
Speaker : PAGANO.
Grazie, Presidente, per dare un contributo all’Assise rispetto a una mozione che sicuramente non ci ha visto in queste settimane inoperosi nell’approfondimento di tutti gli aspetti che erano meritevoli di essere indagati meglio rispetto alla p responsabilità di chi, dai banchi dell’opposizione, si erge a paladino di difese di interessi particolari, senza doversi poi porre il problema di doverli risolvere realmente.
Quando invece hai la responsabilità di dover risolvere le questioni e soprattutto entri nel merito di alcuni equilibri rispetto agli obiettivi che devi raggiungere, ti poni delle domande e provi anche a vedere come si sono comportati gli altri Enti della tua stessa natura.
Non è un caso, ad esempio, che rispetto alla proposta contenuta nella mozione e, come ha giustamente ripetuto il consigliere Scalera, è stata anche oggetto di una PdL, nessuna delle Regioni italiane fino ad oggi aveva proceduto a riconoscere questa possibilità, che era stata prevista dalla legge di bilancio per il 2026.
Perché era avvenuto tutto questo? 1) Perché la normativa contenuta nella legge di bilancio presentava molte criticità dal punto di vista interpretativo, 2) perché il lavoro che avrebbe dovuto ricadere sugli uffici rispetto al beneficio reale che ne sarebbe potuto derivare non era sostanziale, come ci vogliono far credere i presentatori di questa mozione e il presentatore della PdL.
Per quale ragione, come Gruppo del Partito Democratico, ma come maggioranza tutta, invece abbiamo in questa fase storica, l’assessore entrerà di più nel dettaglio, accettato il confronto e ci siamo messi a lavorare con uno spirito collaborativo come ci caratterizza? Perché nel frattempo, tanto avevamo ragione che la cosa non era chiara rispetto alla normativa approvata in legge di bilancio, che il Governo, all’interno di una legge di conversione di un decreto, ha inteso entrare nel merito di tutti i punti oscuri che prevedeva la normativa nazionale di cui alla legge di bilancio e per cui la stessa relazione tecnica degli uffici aveva aperto alla possibilità che in realtà ci potessero essere contenziosi successivamente dinanzi alla Corte costituzionale rispetto alla proposta del consigliere Scalera.
In quel provvedimento, in quella legge di conversione, che è stata, se non ricordo male, approvata in via definitiva il 20 maggio scorso, quindi soltanto sei giorni fa, ed è in attesa di pubblicazione in Gazzetta ufficiale, abbiamo avuto contezza che molte delle questioni che erano aperte e che frenavano la nostra adesione a una proposta che comunque ritenevamo di buonsenso e di cui avevamo già parlato in un precedente Consiglio, dando già allora delle aperture, ma chiedendo un rinvio per fare in modo che il rinvio fosse funzionale a vedere anche che tipo di atteggiamento avrebbero assunto le altre Regioni, ebbene, a fronte della specificazione che c’è stata in sede di conversione soltanto sei giorni fa, riteniamo che molte di quelle questioni siano state affrontate in maniera fruttuosa.
Per questo siamo qui oggi a dire che, come Gruppo del Partito Democratico e penso di interpretare anche gli umori di molti colleghi, riteniamo che il punto di sintesi su cui si concentrerà l’assessore Leo, che ottimamente ha condotto con i suoi uffici un’attività anche di collegamento all’interno della Conferenza Stato-Regioni, possa essere utilmente accolto. Ecco perché riteniamo che queste mozioni, almeno per quanto riguarda il bollo auto, possano essere fruttuosamente applicabili e soprattutto sostenibili dal punto di vista della condizione economico-finanziaria della Regione Puglia.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagano.
Prego, consigliere Romito.
Speaker : ROMITO.
Presidente, io non so se avete compreso dove saremo domani alle 12. È chiaro a tutti.
Presidente, contrariamente agli usi e ai costumi di quest’Aula, io ritengo che questa mozione sia una mozione assai pertinente, anche perché il tributo di cui parliamo è uno dei tributi tipici delle Regioni, proprio il bollo, peraltro uno dei più detestati dagli automobilisti e dai cittadini, e rispetto a questo dobbiamo anche ricordarci che la Puglia non è certamente una Regione virtuosa. Presidente Decaro, in questo momento non sto riferendomi alla sua azione amministrativa, perché sta qua da qualche mese. Ma la Regione Puglia notoriamente è una delle Regioni che fa pagare ai propri cittadini il bollo auto fra i più cari d’Italia. Ad esempio, 180 euro per un’auto di media cilindrata in Lombardia, 220-230 euro per la stessa auto in Puglia. Quindi, certamente non siamo parchi, non siamo economici. Rispetto a questo, il tributo del bollo è uno di quelli che il legislatore ma anche la dottrina ha studiato essere fra le cause più importanti di deflazione delle vendite di automobili e in Puglia il settore automobilistico è uno dei settori più floridi ed economicamente più trainanti. Abbiamo esempi virtuosi di concessionarie che in Puglia occupano migliaia e migliaia di addetti. È un settore che noi dobbiamo cercare di tutelare e dobbiamo provare a tutelare in ogni modo. Andare incontro al contribuente eliminando una parte sostanzialmente non dovuta alla Regione, gli interessi e le sanzioni, equivale a far pagare, come è giusto che sia, il tributo a tutti gli automobilisti, depurandolo, però, assessore, di interessi e sanzioni, che, peraltro, nel corso di tutti i Governi della Repubblica ciclicamente il legislatore ha pensato di operare. Lo hanno fatto per i tributi maggiori, possiamo farlo certamente noi con il bollo, che, peraltro, è uno dei tributi propri delle Regioni, una delle fonti di finanziamento dirette delle Regioni, assieme ad un’altra fonte diretta di finanziamento delle Regioni. E qual è? L’addizionale regionale sull’IRPEF, ma di questo ci siamo già occupati.
Se vi fate sentire che dite la TARI, che invece è il tributo dei Comuni, vi mandano di nuova scuola, quindi non è la TARI, è certamente il bollo auto.
Presidente, anche rispetto a quello che la Regione farà di qui a pochissimo, credo che sia un atto di buonsenso e di collaborazione nei confronti dei cittadini e dei contribuenti veder ridotti sanzioni e interessi, impregiudicato il pagamento del tributo rispetto al quale nessuno osserva alcunché.
Spero, Assessore, che lei voglia accogliere positivamente questa mozione, che so essere condivisa da tutto il Centrodestra e quindi indicare alla sua maggioranza di votare favorevolmente rispetto a questo, che è un impegno che vorremmo si potesse tradurre in una legge, che peraltro il collega Scalera in modo assai puntuale, come è solito fare, si è già occupato di depositare qualche settimana fa.
Grazie, Presidente, grazi, Assessore.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, consigliere.
Prego, consigliere Cera.
Speaker : CERA.
Signor Presidente, colleghi, intervengo per sostenere convintamente questa mozione, presentata dal Gruppo di Fratelli d’Italia, primo firmatario il collega Pagliaro, una mozione semplice, di buonsenso, che chiede una pace fiscale regionale sul bollo auto.
Permettere a chi è in arretrato di mettersi in regola, pagando solo il capitale dovuto, l’imposta originaria, senza essere strangolato da interessi e sanzioni accessorie, che in molti casi superano l’imposta stessa è una proposta concreta, voto favorevole (lo dico senza giri di parole, signor Presidente), il fatto che oggi, maggio 2026, stiamo ancora discutendo se sia opportuno o meno recuperare risorse dai morosi del bollo auto è già di per sé una notizia, perché su questo capitolo, come dice testualmente la mozione, la Giunta non ha mosso un dito.
Vediamoci chiaro, in Puglia esiste una platea numerosa di cittadini morosi sul bollo auto, una parte sono evasori veri, da perseguire con il rigore della legge, ma una parte sono persone in difficoltà economica, famiglie che, tra mutuo, le bollette che raddoppiano e i prezzi al supermercato hanno saltato un anno di bollo e oggi si trovano sommerse da interessi e penali che li rendono davvero inesigibili.
Quel cittadino per le casse regionali è un’entrata che non vedremo mai, perché se gli chiede capitale più interessi, più 30 per cento di sanzione, lui non pagherà. Continuerà a non pagare fino alla radiazione del veicolo, e la Regione da lui non incasserà un solo centesimo.
Se invece gli si dice “paga solo il dovuto, senza sanzioni e senza interessi”, quel cittadino il portafoglio lo apre, si rimette in regola. La Regione incassa, e si avvia una sequenza virtuosa, perché chi rientra oggi dalla porta principale, domani continuerà a pagare puntualmente come gli altri pugliesi onesti.
Ed eccoci, signor Presidente, al cuore politico della questione. Questa mozione mette il dito esattamente nella piaga: una Regione che ha bisogno di entrate ha due strade. Può recuperare risorse da chi è rimasto indietro (l’evasione, il bollo non pagato, le cartelle aperte, gli sprechi); oppure può chiedere ancora a chi è già in regola, stangare i contribuenti onesti.
La Giunta di Antonio Decaro in quattro mesi ha avuto il tempo di varare in fretta e furia una manovra Irpef da 242 milioni di euro, retroattiva dal 1° gennaio, in busta-paga sotto Natale. Quattro mesi sono bastati, ma su questa proposta dei colleghi di Fratelli d’Italia, depositata il 10 febbraio, signor Presidente, oltre sei mesi fa, la Giunta non si è espressa, non ha portato in Aula un controprogetto, non ha annunciato iniziative analoghe sul recupero dell’evasione, non ha presentato un piano alternativo. Silenzio.
Colleghi, tagliamo la lezione: le tasse a chi paga si alzano in quattro mesi; il recupero dell’evasione, invece, sembra richiedere tempi geologici. Questa è la fotografia della Giunta di Antonio Decaro, che ha una sola idea di finanza pubblica: prelevare di più da chi è in regola, mentre lascia in piedi un sistema che non recupera niente da chi non lo è.
E qui torna il filo rosso, ormai conclamato. Anche stavolta, signor Presidente, una proposta concreta arriva dai banchi dell’opposizione. La Giunta studia, ragiona, valuta, ma non propone, non agisce, non incassa quello che dovrebbe incassare. E intanto, per coprire quello che non incassa, chiede di più a chi non c’entra nulla. Voto favorevole alla mozione. Tre risultati con un solo atto: risorse vere nelle casse regionali, sollievo per tante famiglie pugliesi in difficoltà, rapporto rinnovato tra cittadino e Amministrazione. Tutto questo senza chiedere un euro in più a chi le tasse le ha pagate puntualmente.
Mercoledì, cioè domani, alle ore 12, davanti al palazzo della Giunta regionale sul lungomare Nazario Sauro il centrodestra unito sarà in piazza per dirlo chiaro a chi ci governa: ai pugliesi… Lo so, cari colleghi, che con il sorriso avete messo le mani nelle tasche dei pugliesi, però dobbiamo dirlo. Dicevo, regole certe e sostenibili e ai pugliesi rimasti indietro una mano per rientrare. La stangata? No, grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei.
Prego, consigliere Fischetti.
Speaker : FISCHETTI.
Grazie, Presidente. Mi mantengo seduto per via del microfono.
Intanto vorrei dare un consiglio ai colleghi dell’opposizione: avendo ascoltato più volte della manifestazione, state attenti al “Decreto Sicurezza”, non si sa mai, potete incappare in qualche conseguenza prevista dal decreto stesso.
Rispetto alla mozione c’è da fare un ragionamento di chiarezza. L’ha già affrontato il collega Ubaldo Pagano. Questa maggioranza, unitamente all’assessore, ha lavorato e ha ragionato attorno alla proposta. La problematica importante delle mozioni che vengono portate all’attenzione del Consiglio regionale è che molto spesso, perché ovviamente non è previsto diversamente, le mozioni non sono dotate di un parere di regolarità tecnica, non hanno una valutazione di fattibilità, per cui purtroppo accade fin troppo spesso che siano soltanto degli strumenti per andare sui social con dei reel e ottenere visualizzazioni, perché chiunque può proporre mozioni in una specifica direzione a favore dei cittadini, sapendo perfettamente che quella mozione non è attuabile, non è fattibile, non ha copertura finanziaria e serve esclusivamente ad avere un minimo di visibilità politica.
Noi con serietà, invece, abbiamo atteso la modifica della norma che, come qualcuno ricordava, è avvenuta addirittura il 20 maggio. Vorrei chiedere ai firmatari della mozione come facevano a intervenire tecnicamente sulla proposizione della rottamazione quinquies regionale, quando non esistevano gli strumenti tecnici per poterla attuare e il vostro Governo è dovuto intervenire, perché nessuna Regione in Italia era riuscita a praticare questo tipo di mozione.
Noi oggi (lo dirà sicuramente l’Assessore Leo) siamo pronti a votare favorevolmente rispetto a questa mozione, perché ci rendiamo conto che va nella direzione di favorire i cittadini che non sono riusciti a pagare nei tempi giusti il bollo auto, ma ci rendiamo anche conto che lo facciamo con serietà in un momento in cui tecnicamente questa opportunità è concessa dalla norma. Viceversa, avreste dovuto rivolgervi ai vostri rappresentanti di Governo per intervenire a modificare una legge incomprensibile, inattuabile, che prevede un perimetro, anche dal punto di vista della natura del tributo, che ancora oggi impedisce l’estensione della rottamazione a determinati tributi.
Per concludere, l’invito è a presentare tutte le mozioni che vogliamo, ma se queste mozioni non hanno un senso, non hanno una base giuridica, non sono strutturate, avendo anche la possibilità di comprenderne la copertura finanziaria, facciamo soltanto pubblicità, propaganda politica, la sappiamo fare tutti, i comizi li abbiamo fatti tutti nel corso della nostra carriera politica, non mi sembra il caso di continuare a farli anche in Consiglio regionale.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Fischetti.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Lanotte. Prego, consigliere.
Speaker : LANOTTE.
La ringrazio, Presidente.
Prima sono rimasto sbigottito dall’intervento del Capogruppo del PD Minerva, adesso rimango assolutamente sbigottito dall’intervento del consigliere Fischetti. Perché? Ho sentito parlare di necessità di copertura finanziaria; ho sentito parlare di obbligo da parte nostra di rivolgerci ai nostri rappresentanti nazionali. Ma lei ha capito di che cosa stiamo parlando? Io l’ho capito bene: so che la finalità di questa mozione è quella di chiedere alla Giunta di predisporre un regolamento attraverso il quale arrivare all’esenzione degli interessi, di quello che si chiede… Siccome ogni tanto sento che qualcuno esprime dissenso, io ascolto tutti e non creo problemi a nessuno, anche perché io li ho finiti ieri sera, i comizi, quindi non ho intenzione di venire in quest’Aula a farne degli altri.
L’esenzione dal pagamento degli interessi e delle sanzioni accessorie viene fatta con un regolamento, ed è proprio quello che noi oggi chiediamo. Non è l’approvazione di una mozione fine a sé stessa.
Presidente, rinuncio al mio intervento. Rinuncio al mio intervento.
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere Lanotte, insisterei nel farglielo concludere, ha pienamente ragione.
Grazie.
Speaker : LANOTTE.
La ringrazio, signor Presidente, perché il suo garbo istituzionale davvero diviene merce rara, ultimamente.
Io ascolto tutti, non interrompo, a meno che non vengano dette delle corbellerie. Con estrema franchezza, non credo di averne dette. Per cui, è un fatto: non riesco a comprendere perché dobbiamo fare polemica, e ritorno al mio precedente intervento.
Inutile dire: andate al Governo nazionale a chiedere. Il Governo dà una facoltà a tutti gli enti locali, comprese le Regioni, di garantire ai cittadini la possibilità, quando non si è potuto, non voluto, quando non si è potuto pagare, di rimediare con un ravvedimento direi operoso, al netto di interessi e sanzioni.
Non è che si sta facendo la cancellazione con un colpo di spugna del bollo che non è stato pagato, si sta dicendo semplicemente: paghiamo tutti, ma paghiamo quello che avremmo dovuto pagare e che non abbiamo pagato perché non potevamo pagarlo, non perché non lo volevamo pagare. Allora, il voto personale è di assoluta positività, quindi sarà favorevole a questa mozione presentata dai colleghi consiglieri del Gruppo di Fratelli d’Italia. Veramente lo spirito è quello di non fare polemica tra di noi ma di approvare ciò che si ritiene giusto approvare.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Lanotte.
Non abbiamo più iscritti a parlare. No, collega, non può intervenire nuovamente. No, il fatto personale prima non l’ho acconsentito perché era inappropriato.
Siccome sono appena arrivato, siamo ancora in discussione, giusto? Bene, se siamo ancora nella discussione e non ci sono altri interventi, chiudo la discussione e chiedo all’assessore di esprimere un orientamento, successivamente chi vorrà potrà intervenire per dichiarazione di voto.
Speaker : LEO, assessore al bilancio e al personale.
Grazie, Presidente. Ringrazio l’Aula. Gentili consiglieri, in relazione alla mozione presentata il 10 febbraio 2026, con la quale si impegna la Giunta a predisporre l’esenzione da interessi e sanzioni per i cittadini morosi del pagamento della tassa automobilistica, cosiddetta “rottamazione”, nei tre anni addietro, voglio innanzitutto ringraziare i firmatari della stessa, ma anche la Conferenza dei Capigruppo e l’Ufficio di Presidenza, perché questa mozione è stata, su mia richiesta, rinviata più volte. E bene abbiamo fatto a rinviare il punto, altrimenti non avremmo potuto svolgere, come è stato più volte ribadito, anche e soprattutto dal collega Ubaldo Pagano, le necessarie interlocuzioni con il Governo e con le altre Regioni, nonché i dovuti approfondimenti tecnici, la cui mancanza ci avrebbe impedito di arrivare alla decisione di oggi.
Solo qualche comunicazione per ripercorrerne rapidamente la storia. La legge nazionale di bilancio 2026 ha introdotto all’articolo 1 una disciplina che attribuisce alle Regioni e agli Enti locali la facoltà di adottare forme di definizione agevolata delle proprie entrate tributarie e patrimoniali. Questa norma nella sua originaria formulazione, perché poi, come è stato ribadito anche in Aula, è stata modificata, poneva una serie di complessità. Questo è il tema che abbiamo affrontato di carattere operativo e di gestione della riscossione, perché, a differenza di tributi erariali per i quali lo Stato ha previsto procedure automatizzate, la definizione delle entrate regionali non prevedeva un obbligo di collaborazione automatica con l’Agenzia delle entrate e riscossione.
Ciò avrebbe ovviamente comportato per la Regione Puglia e per tutte le altre Regioni l’onere di gestire direttamente l’imponente mole di attività straordinaria, dalla predisposizione della modulistica al supporto tecnico contribuenti, fino alla complessa integrazione di sistemi informatici. Questo è il vero tema.
Tale aggravio amministrativo avrebbe richiesto un potenziamento di organico e tecnologie digitali non immediatamente disponibili motivo (anche questo è stato ribadito in Aula) per cui nessuna Regione, pur individuando nella norma un’opportunità, ha avuto la stessa legge.
In questi mesi, quindi, abbiamo avuto cosa? Abbiamo lavorato in sede di Commissione Affari finanziari, dando vita ad un fitto confronto tra le Regioni e il Governo, che ha portato ad un nuovo decreto, è stato fatto un nuovo decreto, la legge n. 38 del 27 marzo 2026, approvata in via definitiva il 20 maggio scorso, qualche giorno fa, di cui è in pubblicazione la relativa legge di conversione.
Tale provvedimento ‒ attenzione, questo è il tema vero della discussione di oggi ‒ ridetermina radicalmente le facoltà concesse alle Regioni e agli Enti locali in materia di definizione agevolata dei propri carichi affidati all’Agenzia delle entrate e riscossione, estendendone l’applicabilità ai debiti tributari e non tributari iscritti nei ruoli degli Enti territoriali, affidati all’Agenzia di riscossione dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2023.
Questo è quello che il Governo ha fatto e per noi è un’occasione importante per inoltrarla nella Commissione e quindi produrre una legge, in quanto l’eventuale attivazione di questa procedura di definizione agevolata è tuttavia rigidamente vincolata ad una sequenza temporale di termini perentori, stabiliti dalla norma statale (mi rivolgo al consigliere Scalera).
Entro il 15 giugno 2026, l’Agenzia delle imposte rende disponibile sul proprio sito internet la modalità telematica con cui gli Enti creditori trasmettono i provvedimenti adottati ed entro il 30 giugno 2026 (questo è un termine perentorio) la Regione approva la legge regionale e la comunica telematicamente all’Agenzia delle entrate e riscossione, quindi sarà la Commissione e quindi il Consiglio a decidere l’approvazione di questa legge e l’adesione a questa nuova legge, che chiaramente è vincolata all’obbligatorietà delle Regioni. Le Regioni si devono esprimere, in quanto è un tributo regionale.
Ciò premesso, alla luce della rinnovata disciplina frutto del confronto, come ho già detto precedentemente, tra le Regioni e il Governo, di cui la Puglia è stata protagonista, scongiurato il blocco degli uffici regionali, grazie a questa norma di coordinamento, ritengo che la Regione Puglia possa aderire alla Rottamazione Quinquies per il bollo auto, garantendo un sollievo fiscale sul territorio, offrendo ai contribuenti pugliesi la possibilità di sanare i debiti pregressi, addirittura dal 2000 al 2023, attraverso un piano di ammortamento, eccezionalmente dilazionato (poi seguiranno i vari tecnicismi, eccetera). Quindi, limitatamente al bollo auto, il parere del Governo è parzialmente favorevole alla mozione. Parzialmente favorevole, perché chiaramente escludiamo gli ultimi tre anni, però diamo la possibilità di quasi 13 anni per sanare questa situazione con l’Agenzia delle entrate, quindi, mi sembra davvero un passo importante.
Io ringrazio veramente opposizione e maggioranza per aver dato lo stimolo ad affrontare questo tema importante. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore Leo.
Ha chiesto di intervenire per dichiarazione di voto il consigliere Fischetti. Prego.
Speaker : FISCHETTI.
Dichiarazione di voto, Presidente.
Naturalmente, annuncio il voto favorevole del Gruppo, ma sono convinto, di tutta la maggioranza, volendo però fare una precisazione. Dato che sono stato accusato di non aver letto il provvedimento, giusto a beneficio di chi ci ascolta, vorrei rappresentare che il sottoscritto ha studiato e messo in pratica cinque di questi provvedimenti, visto che siamo alla Rottamazione Quinquies, e che non trattasi esclusivamente dell’approvazione di un regolamento, perché questa affermazione denota l’assoluta non conoscenza della portata della norma, in quanto si tratta di cancellare dei residui attivi della Regione Puglia, e questo non può non comportare un’attenta valutazione economico-finanziaria.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Fischetti.
Se non ci sono altri interventi, metto in votazione la mozione.
È aperta la votazione.
Lei interviene ogni volta che io chiudo la discussione. Ho già aperto la votazione. Sicuramente non è malafede, per carità, ma ormai siamo in fase di votazione.
Assessore, mi perdoni, possiamo procedere con la votazione? Penso di sì. C’è un’altra mozione successivamente.
Assessore, non è stato colto il suo orientamento. Dia un parere.
Annullo la votazione, perdonate. No, ormai stiamo votando.
Speaker : LEO, assessore al bilancio e al personale.
Scusate, io ho chiesto di ritirare la mozione, perché la mia proposta, la proposta del Governo è quella di sanare una situazione, di portare in Commissione. Scusate, è il vostro Governo che ha fatto questa rottamazione, per cui inviterei il vostro Governo a.. Siccome è passato il tributo 630, a cui siete molto affezionati in Commissione Agricoltura, anche questo è un motivo per agevolare un ragionamento di rottamazione per questo tributo. Questa rottamazione addirittura è prevista dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, una rottamazione che ci porterà in Consiglio regionale… Ho dato anche la scadenza, scusate.
Va bene, fate come volete. Ho capito, però se non si sta attenti a quello che dico… Mi dispiace per il Presidente, però… Fate come volete.
Speaker : PRESIDENTE.
Perdonatemi, tanto oggi è la giornata delle deroghe. Assessore, se c’è la possibilità di addivenire a una… Ho interrotto le operazioni di voto. Non avevamo votato. Ho interrotto le operazioni di voto. È facoltà del Presidente interrompere le operazioni di voto, ve lo posso garantire.
Io dico un’altra cosa: se c’è la possibilità di addivenire a un punto di vista condiviso, posso chiedere la sospensione di due minuti del Consiglio affinché si possa... perdonatemi, se parlate fuori microfono non comprendo.
Sospendiamo per un minuto e trenta secondi.
Speaker : MINERVA.
La seduta andrebbe sospesa per riprenderla domani alle 12.
Domani alle 12 riprendiamo la seduta…
Speaker : PRESIDENTE.
No, no, questa sicuramente viene respinta.
Speaker : MINERVA.
C’è qualcuno che ha altri impegni? Domani alle 12.
Speaker : PRESIDENTE.
La sospensione andrebbe votata… Non è necessaria.
Prego, assessore. Anche se non siamo stati ineccepibili dal punto di vista della forma, perdonatemi, se abbiamo trovato un punto di vista condiviso, siamo stati più bravi nella sostanza.
Prego, assessore.
Speaker : LEO, assessore al bilancio e al personale.
Scusate, forse non ci siamo spiegati.
Io vorrei chiaramente ribadire alcuni concetti a trovare il modo per includere anche la mozione che è stata presentata.
Fermo restando che noi partecipiamo a questa Rottamazione, perché il Governo nazionale ha dato questa possibilità, quindi di rottamare tributi che vanno – è del bollo auto, ovviamente, che parliamo – dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, e mi sembra una procedura, questa, importante, che noi dobbiamo attivare attraverso la Commissione e attraverso il Consiglio regionale, perché dobbiamo inviare all’Agenzia delle entrate perentoriamente entro il 30 giugno 2026, noi facciamo un emendamento a questa mozione. Diciamo che gli uffici valuteranno questa mozione degli ultimi tre anni per cercare di ridurre, di togliere gli interessi e le sanzioni, quindi, dando apertura a questa possibilità. Mi sembra che questo possa andare bene, valutando la possibilità, in seguito, di estenderla anche a questi ultimi tre anni.
Va bene?
Speaker : PRESIDENTE.
Interpreto dai vostri volti e dalle vostre espressioni che condividete i contenuti di questa mozione nei termini in cui… Serve una copia dell’emendamento. Scrivente l’emendamento, così lo mettiamo in votazione.
Prego, consigliere Pagliaro.
Speaker : PAGLIARO.
Confermando che è un po’ irrituale questa nostra attività odierna, vediamo l’emendamento per capire se ci stiamo capendo, perché poi non vorrei che commettessimo l’errore... Ripeto: io ho dato la disponibilità ad emendarlo nella misura in cui vada nella direzione prevista, oltretutto, confermato anche dai colleghi della maggioranza.
In maniera molto chiara, bisogna eliminare interessi e sanzioni, basta.
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere De Leonardis, lei che è uomo e consigliere di lungo corso ed esperto, prego.
Speaker : DE LEONARDIS.
Presidente, io vorrei dirle questo: non è nella sua prerogativa annullare una votazione, perché, se così fosse, quando le votazioni non sono gradite alla maggioranza lei avrebbe la facoltà di annullarle.
Parliamoci chiaro: Presidente, non è nella sua facoltà annullare una votazione. Noi avevamo votato, avevamo già votato tutti, non l’aveva chiusa. Quindi, Presidente, se lei annulla le votazioni che non sono a suo favore, non funziona.
Ciò che voglio dirle è questo. Capisco che c’è una volontà di giungere a un accordo, quindi potremmo anche ragionare su quello, ma non è nella sua facoltà nemmeno sospendere una votazione. Una volta che è partita la possibilità del voto, lei lo deve chiudere, perché se poi in base ai numeri che vengono fuori non sono come la maggioranza, o l’opposizione, o qualche altro desidera, non va bene questa cosa. Glielo voglio dire perché non vorrei che questo costituisca un precedente per il futuro.
Accogliamo la mediazione che si sta tenendo fra maggioranza e opposizione sulla questione specifica, però cerchiamo di mantenere le regole in quest’Aula.
Speaker : PRESIDENTE.
Va bene, consigliere De Leonardis, ho compreso cosa vuole dire. Però, le posso garantire che anche da parlamentare ho assistito a diverse votazioni interrotte, non annullate. Comunque, colgo il senso di quello che dice, anche perché il voto è palese, quindi potrebbe anche essere interpretato in maniera errata. Di conseguenza, faremo in modo che non accada mai più. Grazie.
Prego, consigliere Tutolo.
Speaker : TUTOLO.
Solo per chiedere: quindi, sarei potuto intervenire alla fine? Ho capito, alla fine, che sarei potuto intervenire pure io. Alle 12.00.
Speaker : PRESIDENTE.
È giunto un emendamento a firma, credo, dei colleghi Pagliaro e Leo, credo di aver capito condiviso anche con gli altri Capigruppo.
Se può darmi voce e può leggere, perché io non ne comprendo la grafia.
Speaker : MUSICCO, Dirigente della Sezione Assemblea legislativa e Commissioni consiliari.
Emendamento alla mozione 3/M “Il dispositivo viene così sostituito: ‘impegna la Giunta regionale della Puglia, impegna il Governo regionale ad aderire alla definizione dei propri carichi affidati all’Agenzia di riscossione dal 1° gennaio 2020’”, 2020 dovrebbe essere, non 2000: assessore, “2020”?
Speaker : PRESIDENTE.
Assessore, “2000” o “2020”?
Speaker : MUSICCO, Dirigente della Sezione Assemblea legislativa e Commissioni consiliari.
Qua è scritto “2000”, immagino “2020”…
Speaker : PRESIDENTE.
Va corretto perché è scritto “2000”.
Speaker : MUSICCO, Dirigente della Sezione Assemblea legislativa e Commissioni consiliari.
“al 31.12.2023, per quanto afferisce al recupero delle tasse automobilistiche scadute; a valutare l’opportunità di estendere la definizione agevolata anche all’ultimo triennio, previa compatibilità tecnico-giuridica con la normativa nazionale e sostenibilità economica e finanziaria dell’Ente Regione”.
PRESIDENTE.
Allora “previa verifica della compatibilità”, giusto? Possiamo aggiungere la parola “verifica”. Per l’ultimo triennio, cosi è scritto. Va bene? Perfetto.
Mettiamo in votazione l’emendamento in questione.
È aperta la votazione.
Non funziona, collega? Scusate, non stanno funzionando i tasti. C’è un problema tecnico in corso. Invito i tecnici a verificare la problematica.
Se c’è un problema tecnico, possiamo acquisire il voto con alzata di mano, eventualmente. Ma gli altri che risultano “gialli” scelgono di votare astenendosi o hanno un problema tecnico? Non sono presenti, bene.
Acquisiamo il voto favorevole del collega Caroli.
Collega Rutigliano, lei ha votato? Chi deve votare ancora? Bene.
Dando per acquisito il voto favorevole del consigliere Caroli, dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 41, votanti 41, favorevoli 41.
L’emendamento è stato approvato.
Ora metto in votazione la mozione, così come emendata.
È aperta la votazione.
Avete votato tutti?
Se avete votato tutti, dichiaro chiusa la votazione.
Come abbiamo fatto in precedenza, va aggiunto il voto favorevole del consigliere Caroli, quindi presenti 36, votanti 36, favorevoli 36.
Essendoci ormai avvicinati all’orario di chiusura del Consiglio, a cui mancano pochi minuti, dichiaro chiusi i lavori del Consiglio. Grazie a tutti.
