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Speaker : .
(Segue inno nazionale)
Speaker : PRESIDENTE.
Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta.
Prima di procedere con le comunicazioni di rito e con l’apertura dei lavori, desidero esprimere il mio personale cordoglio e quello dell’intera Assemblea per la improvvisa e prematura scomparsa del figlio del nostro collega Dino Basile. A lui e alla sua famiglia giunga la vicinanza di tutto il Consiglio regionale.
Chiedo a tutti voi di mettervi in piedi e di osservare un minuto di silenzio.
Procediamo con la seduta odierna.
Se non vi sono interventi al riguardo, diamo per approvato il verbale della seduta del 1° aprile scorso. Non ci sono interventi.
Consigliere Scalera Antonio Paolo, appena finisco le comunicazioni.
Devo finire le comunicazioni, perdonatemi, subito dopo, se è su un cordoglio.
Hanno chiesto congedo, per motivi istituzionali, l’assessore Starace e il consigliere Lobuono. Risulta in congedo anche il consigliere Basile.
Procediamo preliminarmente alle comunicazioni ai sensi dell’articolo 30 del Regolamento interno. Quindi, invito il consigliere segretario Di Cuia a dar lettura delle interrogazioni e delle mozioni presentate, nonché delle proposte e dei disegni di legge assegnati alle Commissioni.
Prego, consigliere Di Cuia.
Speaker : DI CUIA.
È stata assegnata alla Commissione I: “Riconoscimento di legittimità dei debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 23 giugno 2011 n. 118 relativi ai disegni di legge dal n. 37 al n. 40 del 31 marzo 2026 e i disegni di legge dal n. 41 al n. 44 del 9 aprile 2026, al disegno di legge n. 45 del 14 aprile 2026 e ai disegni di legge dal n. 47 al n. 53 del 21 aprile 2026.
Sempre alla Commissione I sarà assegnata la deliberazione dell’Ufficio di Presidenza n. 13 del 23 aprile 2026 “Bilancio di previsione 2026 e pluriennale 2026- 2028 del Consiglio regionale. Riproposizione della deliberazione dell’Ufficio di Presidenza di prima variazione”.
Alla Commissione I e III: Petizione proposta dal signor Battaglini Luciano per l’ampliamento delle esenzioni permanenti dal bollo auto per persone con disabilità in Regione Puglia.
È stata assegnata alla Commissione II la proposta di legge a firma del consigliere Minerva e altri, recante “Modifiche all’articolo 9 della legge regionale 25 marzo n. 18”, il disegno di legge n. 46 del 21 aprile 2026 “Valutazione d’impatto generazionale e valutazione di impatto di genere nell’ambito dei disegni di legge e delle proposte di legge e dei regolamenti delegati ai sensi del comma 1 dell’articolo 44 dello Statuto regionale. Modifiche alla legge regionale 2 novembre 2011 n. 29 “Semplificazione e qualità della normazione”.
Sempre alla Commissione II: “Petizione proposta dal signor Nicola Colaianni e altri per una rappresentanza trasparente e partecipata nel Comitato misto paritetico per le servitù militari”.
Commissioni II e III, per il parere: “Petizione regionale proposta dal signor Mastronuzzi Giuseppe sull’assenza del Difensore civico nella Regione Puglia”.
Commissione III: “Proposta di legge a firma del consigliere Tutolo e altri, recante ‘Accentramento degli appalti delle aziende sanitarie locali e delle aziende ospedaliere della Regione Puglia’”;
“Proposta di legge a firma del consigliere Scalera ‘Istituzione del Garante regionale per i diritti delle persone anziane’”.
Commissioni III e VI, per il parere: “Proposta di legge a firma del consigliere Scalera ‘Interventi preventivi in materia di abuso di sostanze alcoliche in età adolescenziale e giovanile’”. Commissioni VI e V: “Proposta a firma del consigliere Gatta ‘Modifiche alla legge regionale 12 dicembre 2016, n. 38. Norme in materia di contrasto agli incendi boschivi e di interfaccia’”.
“Petizione proposta dal signor Antonio Chiella in materia di aree idonee per le fonti rinnovabili in Puglia”.
Commissione IV: “Proposta di legge a firma del consigliere Romito e altri ‘Promozione, valorizzazione e tutela dei mercati locali’”.
Commissione IV e VI, per il parere: “Proposta di legge a firma del consigliere Romito e altri ‘Murgia viva. Tutela, lavoro e valorizzazione dei territori murgiani’”.
Commissione V: “Proposta di legge a firma del consigliere Romito e altri ‘Targhette Braille su mezzi di trasporto pubblici pugliesi’”;
“Proposta di legge a firma del consigliere Scalera ‘Disposizioni in materia di educazione alla sicurezza stradale’”;
“Petizione regionale proposta dal signor Mastronuzzi Giuseppe per l’assenza di impianti idrici e fognanti nelle marine di Pulsano e Leporano”;
“Petizione regionale proposta dal signor Mastronuzzi Giuseppe sull’utilizzo delle guardie ecologiche volontarie per contrastare l’illecito abbandono dei rifiuti”.
Commissione V e IV, per il parere: “Proposta di legge a firma del consigliere Romito e altri ‘Tutela, valorizzazione e promozione del territorio paesaggistico culturale e agricolo della Valle d’Itria’”.
Commissione VI: “Proposta di legge a firma della consigliera Barone e altri ‘Interventi per favorire l’accesso agli studi universitari e la frequentazione dei relativi corsi per la durata degli stessi in favore degli studenti orfani di uno o di entrambi i genitori. Modifiche alla legge regionale 4 marzo 2022, n. 4. Sostegno economico in favore degli studenti pugliesi orfani di uno o di entrambi i genitori per l’accesso agli studi universitari’”.
Sono state presentate le seguenti interrogazioni e mozioni: interrogazione a risposta scritta, Mazzotta e altri “Linee guida manutenzione spiagge”; Di Cuia “Ampliamento codici Ateco bandi PIA e MINIPIA per Taranto finanziati dal Just Transition Fund”; Mazzotta “Attivazione Centro per pazienti OCA (Disturbi del comportamento alimentare) al P.O. Vito Fazzi di Lecce”; Mazzotta “Avvio operativo Centri ILMA, Istituto Multidisciplinare per la lotta ai tumori.
Mozioni: “Mazzotta e altri “Estensione delle terapie di ipertermia oncologica in tutte le ASL pugliesi”; Romito “Impegno della Regione Puglia per la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nell’utilizzo dei social network da parte dei minori di anni 14”; Mazzotta e altri “Difendere la legge e la trasparenza della Commissione unica nazionale (CUN) del grano duro ‒ rispetto della sede legale, del principio del prezzo unico nazionale e della libertà di rappresentanza”; Pagliaro e altri “Attuazione legge regionale 1/22 estensione screening mammario”; Borraccino e altri “Vertenza lavoratori call center commessa ENEL e difesa a livelli occupazionali”; Scalera “Vertenza Taranto. Istituzione di una cabina di regia e di un tavolo permanente di lavoro”; Di Cuia e altri “Promozione di un programma regionale straordinario per la sicurezza stradale”; Scalera “Iniziative mirate al riconoscimento e alla presa in carico delle condizioni di insulino-resistenza e di pre-diabete e al rafforzamento delle politiche di prevenzione volte ai soggetti in età giovanile”; Minerva e altri “Misure per l’accesso equo all’ipertermia oncologica e alle terapie oncologiche innovative ed integrate in tutte le ASL pugliesi ed inserimento dell’ipertermia oncologica nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza)”; Scalera “Bonus da erogare a favore delle imprese da pesca per contrastare l’aumento dei costi del carburante”; Scalera e altri “Vertenza Natuzzi”; Romito “Iniziative della Regione Puglia ai sensi dell’art. 47 della Costituzione per la tutela dei piccoli azionisti della ex Banca Popolare di Bari (oggi Banca del Mezzogiorno - MedioCredito Centrale S.p.A.), nonché per la salvaguardia dei livelli occupazionali e della presenza territoriale dell’istituto”.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Di Cuia.
Procediamo con i lavori. Si comunica che il candidato signor Antonio Raone ha proposto ricorso ‒ iscritto al n. 2844/2026 R.G. ‒ presso il Tribunale Ordinario di Bari, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 22 del decreto legislativo 150 del 2011 per l’accertamento e la declaratoria delle condizioni di ineleggibilità preesistenti, in capo al consigliere Paride Mazzotta.
Esaurite le comunicazioni di rito, passiamo all’esame dei punti all’ordine del giorno.
Si è prenotato, sull’ordine dei lavori, immagino, il consigliere Pagliaro. Il consigliere Scalera è stato cancellato. Prego, consigliere Scalera, tocca a lei.
Speaker : SCALERA.
Grazie, Presidente.
Gentile Presidente, care colleghe e cari colleghi, ho chiesto di intervenire sull’ordine dei lavori per porre all’attenzione di quest’Aula una delicatissima questione che da tempo preoccupa le nostre comunità.
Mi riferisco alla vertenza Natuzzi, un gruppo storico, che sta attraversando una grave crisi strutturale che minaccia l’intero distretto del mobile imbottito tra Puglia e Basilicata, coinvolgendo l’indotto di oltre 600 piccole imprese.
La Natuzzi ha aperto la cassa integrazione straordinaria per 1.755 dipendenti, con richieste di innalzamento al 45, all’80 per cento dell’orario e piani aziendali che prevedono esuberi per circa 497 unità.
Il piano industriale prevede la chiusura anche di siti produttivi. Da tempo c’è forte tensione tra azienda e organizzazioni sindacali, con scioperi compatti e presìdi davanti agli stabilimenti.
Le parti sociali chiedono un piano industriale che salvaguardi l’occupazione e la produzione in Italia. La richiesta di Natuzzi al Ministero del lavoro è quella di modificare il programma di cassa integrazione straordinaria, già autorizzato a gennaio, portando la riduzione dell’orario fino al massimo consentito dalla normativa. Oggi, però, non siamo chiamati ad un semplice confronto politico, ma scegliere da che parte stare. Non possiamo permetterci ambiguità. La vertenza Natuzzi è una ferita aperta nel tessuto produttivo della nostra terra. È il volto concreto di centinaia di lavoratrici e lavoratori che rischiano di perdere tutto. È il silenzio pesante di famiglie che non sanno più come programmare il proprio futuro.
La vertenza dello stabilimento Natuzzi è arrivata anche all’attenzione della Diocesi di Castellaneta. Monsignor Sabino Iannuzzi nei giorni scorsi ha incontrato in Curia una delegazione delle rappresentanze sindacali del sito produttivo di Laterza e ha mostrato forte preoccupazione per il futuro dei lavoratori e per le possibili ricadute sull’intero territorio.
Sua Eccellenza ha rivolto un appello alle Istituzioni a tutti i livelli ad un impegno urgente per evitare scelte che possano compromettere il futuro del mobile, del made in Italy e quello dei lavoratori.
Caro Presidente Decaro, mi rivolgo a lei, caro assessore Di Sciascio, caro Presidente del Consiglio Matarrelli, cari colleghi e care colleghe, oggi vi è la necessità urgente di riaprire un dialogo con l’azienda, d’intesa anche con la Regione Basilicata, con l’obiettivo di affrontare la crisi del comparto e costruire condizioni condivise. Mentre i lavoratori scioperano, presidiano, resistono, noi oggi siamo chiamati ad una presa di posizione chiara, ad una presa di posizione forte ed immediata. Questa è una crisi che sta degenerando. Ogni giorno che passa aumenta la distanza tra azienda e sindacati, cresce la tensione sociale, si indebolisce un intero comparto produttivo. Se salta Natuzzi non salta solo un’azienda: salta una filiera, salta un modello economico, salta la credibilità delle istituzioni. Serve, quindi, un’iniziativa politica immediata, serve riaprire un tavolo vero con l’azienda che metta al centro il lavoro e la produzione in Italia.
Ho appreso nella giornata di ieri che il MIMIT oggi ha convocato a Roma il Presidente Decaro e quello della vicina Basilicata. Presidente Decaro, mi rivolgo soprattutto a lei. Nella mia Provincia, quella di Taranto, e nel Comune di Laterza, dove insiste uno stabilimento Natuzzi, da diversi giorni tantissimi lavoratori stanno protestando a difesa del loro futuro e di quello delle loro famiglie. Presidente, le voglio fare un appello: dedichi più tempo alle problematiche che attanagliano il nostro territorio piuttosto che continuare a perdere tempo per trovare lavoro a qualche disoccupato eccellente.
Nella giornata di venerdì scorso ho depositato una mozione sulla vertenza Natuzzi. Chiedo a lei, al Presidente Matarrelli, all’intero Consiglio di discuterla oggi e approvarla con senso di unità, perché su questi temi non c’è maggioranza od opposizione: c’è una comunità che chiede risposte. È una richiesta di assunzione di responsabilità. Oggi noi, che siamo nelle istituzioni, abbiamo il dovere di agire per salvare lavoro, per salvare dignità e futuro. Un rinvio certificherebbe la corresponsabilità di un fallimento annunciato.
Oggi qui si misura il coraggio della politica. Dare certezze a quelle donne e a quegli uomini è nostro dovere. Se non accadrà, sarà notte fonda e di quella notte noi porteremmo tutti la nostra responsabilità.
Concludo dicendo che il “qui ed ora” è rappresentato dal nostro coraggio, dalla nostra determinazione. Grazie, Presidente, per avermi ascoltato.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Scalera.
Per onore di Regolamento devo dirle che quando si interviene sull’ordine dei lavori, si può intervenire sull’ordine del giorno presentato per questo Consiglio.
È ovvio che il tema è un tema cruciale, le ho consentito di esprimersi, però non è lo strumento più legittimo per porre una questione, ripeto, importante, di cui dovremo discutere.
Sull’ordine dei lavori ha chiesto di intervenire il consigliere Pagliaro, e chiedo a lui di attenersi ovviamente all’ordine dei lavori.
Speaker : PAGLIARO.
È chiaro che ci atteniamo all’ordine dei lavori del Consiglio regionale.
Io vorrei che si facesse attenzione su un tema che ritengo molto importante: sul fatto che le leggi che abbiamo approvato e quelle che andremo a discutere e ad approvare, visto che siamo un’Assemblea legislativa, purtroppo non hanno copertura finanziaria. Quindi c’è da porsi seriamente il tema di quanto abbia senso la nostra attività. Per questo credo che sia più che attinente, questo argomento, così come altri che proverò a trattare, nel corso di questo mio intervento, all’ordine del giorno del Consiglio.
Siamo a quasi tre mesi dall’avvio di questa XII legislatura, ed è tempo di fare un primo bilancio sui provvedimenti approvati da quest’Aula. Questo promemoria proverò a fare in modo, Presidente, se lei me lo consentirà, che diventi un appuntamento fisso, è necessario per non perdere la bussola di quello che noi realizziamo, un po’ come è successo in passato, per poter evitare la mancata attuazione di tutti gli atti che vengono approvati dopo un lungo lavoro di tutti noi consiglieri, fatto di ascolto, di confronto, di scrittura, di revisione, di esame nelle Commissioni e infine, qui in Aula.
Chiediamo che la nostra attività venga rispettata e messa a frutto, a beneficio dei cittadini che ci hanno affidato questo compito di rappresentarli, e chiediamo, appunto per questo, dignità a questa Assemblea per il lavoro di consiglieri, di collaboratori, degli uffici, di tutti quelli che fanno parte di tutto questo nostro organismo.
Voglio fare soltanto come esempio, solo semplicemente come esempio, riferimento a due mozioni che sono state approvate un mese e mezzo fa, di cui sollecitiamo l’attuazione, che sono quella dell’obbligo di pubblicare l’importo dei contributi erogati dalla Regione per eventi e manifestazioni e la notifica entro e non oltre sei mesi delle sanzioni per la mancata disdetta delle prenotazioni di visite ed esami medici.
Al momento non abbiamo avuto notizie di queste due mozioni. Poi ci sono tutta una serie di leggi, oltre alle mozioni, che sono state approvate nella scorsa legislatura. Faccio ancora una volta un piccolo esempio: quella della valorizzazione del legno d’ulivo disseccato dalla Xylella, quella per la promozione del mototurismo.
Ci sono leggi molto importanti, approvate da tutta l’Aula, proposte dalla maggioranza, e mi rifaccio, per esempio, alla legge sullo psiconcologo, tanto voluta dal nostro collega Tonino Tutolo, che si è impegnato tantissimo per questo, così come l’incentivo ai Comuni per la qualificazione e la valorizzazione del verde pubblico, così come i voucher per esempio per i minori, per lo sport dei minori o la promozione della parità retributiva tra i generi in sostegno dell’occupazione e dell’imprenditoria femminile. Sono tutte leggi importanti, come tante nostre mozioni, sono veramente tantissime, che non hanno avuto attuazione.
Sono convinto che il Presidente e i colleghi condividano questo pensiero, perché, se vogliamo dare un senso alla nostra attività e al ruolo che svolgiamo, penso che sia un atto dovuto da parte della Giunta dare seguito ai provvedimenti che si approvano in quest’Aula.
Poi c’è un altro tema che vorrei sottoporre all’attenzione di tutti noi, che è quello di cui si sente discutere in questi giorni relativamente al rischio di aumentare le tasse nella nostra Regione. Non possiamo non affrontare il bubbone del deficit in sanità. C’è questa voragine di ben 369 milioni nel 2025. Noi vogliamo vederci chiaro e chiediamo una Commissione d’indagine. Come è stato accumulato questo disavanzo vorremmo capirlo. È troppo semplice dire “per beni e servizi”. Vorremmo l’elenco dettagliato di tutto questo. Su questa cosa non c’è un approccio di carattere politico, non è un attacco politico. Lo dico già da adesso, in modo che non iniziamo a fare, come spesso avviene, un botta e risposta su un tema che dovrebbe, anzi, sono sicuro interessa tutti noi, ma principalmente interessa tutti i pugliesi, in particolare le fasce più deboli che ho ascoltato, che si vorrebbero tutelare, e sinceramente non ho capito come.
A sollevare dubbi, senza timore di esporsi pubblicamente, è stato perfino l’ex assessore regionale della Giunta Vendola, Tommaso Fiore, un medico scrupoloso ed esperto di politiche sanitarie, che chiede le stesse cose che abbiamo chiesto noi. Vorremmo capire perché la giunta Decaro si dice costretta a ricorrere all’aumento dell’IRPEF per coprire questo buco della sanità.
Non c’è una relazione trasparente sull’andamento del deficit, su come ci si è arrivati. Vorremmo chiedere come mai, se fino a sette-otto anni fa il buco era trascurabile, anzi si era via via ridotto, nell’ultimo anno è letteralmente esploso. Da persona seria, l’ex assessore Fiore ipotizza una mala gestio e chiede di individuare i responsabili, esattamente come facciamo noi da settimane. Vorremmo capire, proprio nomi e cognomi, chi è stato responsabile di questo buco, di questo bubbone pazzesco, e non molleremo, che sia chiaro, finché non avremo tutte le risposte.
Il centrosinistra, che in vent’anni ha distrutto la sanità pubblica di questa regione e che adesso ci consegna un debito spaventoso, ha la memoria corta, invece il passato, anche recente, deve essere ricordato. Ricordiamo che quando Michele Emiliano scelse Rocco Palese come assessore tecnico alla sanità, affidandogli il compito di risanarla, l’obiettivo fu sfiorato. Nel 2023, infatti, sotto la gestione oculata...
Speaker : PRESIDENTE.
Presidente Pagliaro, era sull’ordine dei lavori. Quando concedo la parola lo faccio anche sulla fiducia. Voi avete da ricambiare questa fiducia attenendovi...
Speaker : PAGLIARO.
Quindi lei, Presidente, mi sta dicendo che non vogliamo discutere in Consiglio regionale di questo tema.
Speaker : PRESIDENTE.
No, lei è intervenuto sull’ordine dei lavori. Questo è un tema che verrà affrontato...
Speaker : PAGLIARO.
Più “ordine dei lavori” di questo. Comunque, sto concludendo.
Speaker : PRESIDENTE.
Prego.
Speaker : PAGLIARO.
Vorrei che su questo tema ci fosse una riflessione sin da ora, perché il 30 aprile è esattamente tra due giorni e se tra due giorni quello che si legge sui giornali... Perché non abbiamo avuto ancora possibilità di trattare questo tema qui in Consiglio, nonostante abbiamo chiesto, come sa, Presidente, un Consiglio monotematico, almeno che si tratti l’argomento, che è l’argomento principale che riguarda la nostra Regione. Questo deficit di 669 milioni il Presidente ci dica come intende risanarlo e come intende affrontarlo. Mi auguro senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Soltanto questo.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Ubaldo Pagano.
Speaker : PAGANO.
Grazie, Presidente.
Solo per ricordare al consigliere Scalera, che è intervenuto sulla vertenza Natuzzi, che è sicuramente una vertenza molto importante per la Puglia, ma è innanzitutto una vertenza nazionale.
Ricordo sommessamente che giovedì siamo stati convocati ad un Consiglio comunale monotematico congiunto delle città coinvolte, tra cui c’è anche una città non pugliese, Matera. In queste ore c’è un tavolo nazionale che si è insediato presso il Ministero dello sviluppo economico, coordinato dal Ministero dello sviluppo economico, perché questa non è una vertenza, evidentemente, che ci possiamo cantare e suonare da soli, perché è una vertenza che riguarda lo stesso impatto che il sistema Paese ha verso i temi del made in Italy.
È una vertenza, e ci dobbiamo parlare con un linguaggio di verità, se veramente vogliamo affrontare il problema, e non semplicemente fare un po’ di convegnistica, per colpire l’immaginario collettivo, che di fatto riguarda il cambiamento continuo delle regole di aiuto che il Governo nazionale sta facendo rispetto all’occupazione nel Mezzogiorno. Ricordo a me stesso, infatti, che nel 2021 l’azienda aveva depositato un processo di reshoring da siti industriali fuori dall’Italia qui in Italia, soprattutto in Puglia. Reshoring che si è fermato a seguito dell’annullamento della decontribuzione Sud, che significava l’abbattimento di circa un 30 per cento degli oneri sociali per le assunzioni nel Mezzogiorno d’Italia.
Fu detto che in realtà tutto questo era una procedura ipotetica di infrazione che si sarebbe aperta a livello comunitario, però, in contemporanea con l’abbattimento della decontribuzione Sud fu estesa la Zona Economica Speciale a tutto il Mezzogiorno. Quindi, da questo punto di vista, la sensazione che vi fosse in quel momento un baratto era evidente. Se mettiamo insieme tutte queste vicende, comprendiamo che è una di quelle materie in cui la propaganda sta evidentemente a zero, ed è per questa ragione che magari, facendo una caduta di stile anche rispetto alla dignità politica e morale del consigliere Scalera, ha anche fatto un riferimento a eccellenti personalità, di cui ci si starebbe occupando per trovare collocazioni lavorative a persone che però un’attività lavorativa ce l’hanno da circa 40 anni, mentre se magari dovessimo indagare su colleghi e compagni di partito del consigliere Scalera, che magari non avevano un’occupazione diretta, là ce ne siamo veramente occupati, anche sottoponendoci al pubblico ludibrio all’interno delle Commissioni parlamentari. Quando lui vuole scendere su questo binario sappia che, con cognizione di causa e dovizia di particolari, siamo abbastanza edotti delle questioni. Se vogliamo arrivare a un livello di questo tipo, accomodiamoci, ma magari facciamolo non all’interno del Consiglio regionale e prima di cominciare i lavori.
Speaker : PRESIDENTE.
Ringrazio il consigliere Pagano. A me dispiace che sulla fiducia che deve guidare il nostro rapporto poi si inseriscano argomenti che non hanno nulla a che fare con l’ordine dei lavori, fermo restando che si tratta di argomenti importanti, che andranno affrontati nei modi e nei tempi che dovremo decidere insieme.
Ribadisco la richiesta di lealtà. Quando il Presidente vi concede la parola sull’ordine dei lavori, attenetevi a questa richiesta e non andate oltre, perché altrimenti compromettete anche questo rapporto di fiducia necessario affinché il Consiglio venga gestito nel miglior modo possibile.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Romito. Ne ha facoltà.
Speaker : ROMITO.
Presidente, voglio illustrare all’Aula il perché questa richiesta di intervento attiene assolutamente all’ordine dei lavori di questa seduta del Consiglio regionale.
Presidente, io la ringrazio per la consueta moderazione con cui dirige quest’Aula, però dalla lettura e dal semplice esame dell’ordine del giorno di questo Consiglio regionale, cioè dei provvedimenti che saranno posti all’attenzione dei colleghi consiglieri per essere sottoposti a votazione, credo emerga chiaramente quanto ci sia un disallineamento totale fra la realtà che fuori da questo palazzo vivono 4 milioni di pugliesi e quello che, invece, il Consiglio regionale ritiene dover essere una priorità da affrontare.
Non eserciterò oggi il ruolo di avvocato difensore del collega che è intervenuto poc’anzi, ma credo che abbia detto sostanzialmente la verità, perché qui fuori c’è una categoria enorme di cittadini pugliesi, di giovani e meno giovani, padri di famiglia che stanno vivendo delle crisi occupazionali straordinarie e straordinariamente lunghe, l’ultima delle quali è quella che sta vedendo e che vede coinvolta un’impresa storica del nostro territorio, la Natuzzi, ma ce ne sono molte altre. A Gioia del Colle c’è la AC Boilers. Ce ne sono decine di vertenze occupazionali che richiedono la nostra attenzione sotto ogni profilo.
Il consigliere evidentemente ha puntato in tono sarcastico, ma anche questo fa parte del linguaggio politico che voi avete insegnato a noi e non il contrario, che mentre fuori da questo palazzo ci sono migliaia di pugliesi che cercano di difendere con le unghie e con i denti il proprio posto di lavoro faticosamente guadagnato, qui ci si occupa, crede il collega e crediamo anche tutti noi, in modo fin troppo approfondito dei destini delle singole persone. Di questo credo che alcuno in quest’Aula possa fare una colpa al collega Scalera semplicemente per aver detto la verità.
Sull’ordine dei lavori perché? Perché, ripeto, mentre in regione Puglia stiamo vivendo ancora oggi delle crisi drammatiche occupazionali dal punto di vista ambientale, dal punto di vista della sicurezza sociale e soprattutto dal punto di vista della tenuta economica della nostra regione, perché con un tratto di penna sono state cancellate tutte quelle misure, per esempio, di finanza agevolata che le imprese ancora attendono e rispetto alle quali hanno investito, hanno prodotto dei sacrifici economici giganteschi, ebbene, da un giorno all’altro, con un tratto di penna si è cancellato tutto il programma di finanza agevolata che questa Regione aveva messo in piedi, secondo me in modo sbagliato, con regole sbagliate, che hanno consentito a pochi furbi di incassare ingenti risorse e a migliaia di imprese sane, di aziende sane di rimanere in attesa e di vedersi cancellati quegli strumenti (PIA e MINIPIA) con un tratto di penna.
Da un lato abbiamo i problemi occupazionali, dall’altro quello economico, dall’altro ancora quello dell’accesso alle cure e alle sanità, con un provvedimento che limita la possibilità per i pugliesi di curarsi fuori da questa regione, quasi fosse una velleità, quasi fosse un piacere andarsi a curare fuori regione. Presidente, perché l’ordine dei lavori? Perché da un lato abbiamo queste emergenze e dall’altro, Presidente, se io leggo l’ordine del giorno...
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere Romito, mi perdoni...
Speaker : ROMITO.
Presidente, ho terminato. Ho capito già quello che mi vuole dire. Ho terminato.
Speaker : PRESIDENTE.
Chiedo scusa a tutti...
Speaker : ROMITO.
Da un lato ci sono queste emergenze, Presidente; dall’altro lato, nell’ordine del giorno del Consiglio regionale non c’è lo straccio di una di queste emergenze, non c’è lo straccio di uno di questi motivi per cui noi dovremmo riunirci.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Non viene colta la disponibilità del Presidente...
Speaker : ROMITO.
Presidente, le semplifico il mestiere: mi taccio.
Speaker : PRESIDENTE.
Solo ed esclusivamente sull’ordine dei lavori. Prego, consigliere Minerva. Sull’ordine dei lavori e solo sull’ordine dei lavori, per cortesia.
Speaker : MINERVA.
Parlo come Capogruppo del PD, ma penso a nome della maggioranza, Presidente. Se intervenire in quest’Aula su un tema libero, come ha fatto il collega Romito facendo in maniera eccezionale l’avvocato, difendendo il suo collega e provando, attraverso la retorica, a portare delle motivazioni inesistenti rispetto alla modalità di intervento, e non è possibile continuare così. Abbiamo fatto una Conferenza dei Capigruppo in cui voi avete scelto le mozioni dei vostri partiti, da portare oggi in Consiglio, e non avete citato nessuna delle cose che state dicendo oggi.
Dovete essere coerenti, quando state in Capigruppo, e dire che vi serve qualche minuto… Consigliere Scalera, se fosse interessato alle cose che dicevamo, poteva ascoltare il consigliere Pagano che le rispondeva su questo, invece di passeggiare per l’Aula…
Speaker : PRESIDENTE.
Io devo avere uno strumento per togliere la voce.
Perdonatemi, affinché sia chiaro: da adesso in poi, quando un consigliere mi chiederà di intervenire sull’ordine del giorno, sull’ordine dei lavori, valuterò personalmente se quell’intervento è attinente o meno, e me ne assumerò la responsabilità, perché non può accadere che sulla fiducia del Presidente si possano affrontare argomenti disparati, fuori dall’ordine del giorno, utilizzando uno spazio che non è adeguato.
Sui temi di cui stiamo parlando, faremo degli approfondimenti, il Consiglio non si sottrarrà.
Ora vado avanti con l’ordine del giorno.
Nella Conferenza dei Capigruppo si è convenuto di trattare i seguenti punti, partendo dal n. 37 dell’ordine del giorno. Si è provveduto a redigere un emendamento tecnico per accorpare tutti i debiti iscritti nella seduta odierna, emendamento sostitutivo dell’articolo 1 del disegno di legge n. 48 del 21 aprile 2026, che siamo chiamati a votare.
Prendiamo quindi in esame il punto n. 37 dell’ordine del giorno integrativo, “Disegno di legge n. 48 del 21 aprile 2026 ‘Riconoscimento ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo del 23 giugno 2011 n. 118 della legittimità dei debiti fuori bilancio relativi a servizi afferenti all’Avvocatura regionale e variazione al bilancio di previsione – secondo provvedimento 2026’ atto consiliare 113/A”.
Invito il Presidente della I Commissione, Ubaldo Pagano, a relazionare in merito. Prego, consigliere, ne ha facoltà.
Speaker : PAGANO.
Grazie, Presidente.
Nella seduta del 20 aprile 2026 la Commissione ha esaminato un primo blocco di disegni di legge, segnatamente quelli dal n. 37 al n. 45 del 2026. Erano esclusivamente debiti derivanti da sentenze esecutive ai sensi della lettera a) dell’articolo 73 del decreto legislativo n. 118 del 2011, per un importo complessivo di 53.730,82 euro. Abbiamo verificato attraverso tutta l’attività istruttoria che vi è una legittimità pedissequa degli esborsi dovuti a contenziosi che hanno visto, ahinoi, soccombente l’ente in diversi ambiti strategici.
Se i consiglieri me lo permettono, eviterei di entrare nel dettaglio dei singoli debiti fuori bilancio derivanti da sentenze che abbiamo esaminato e passerei, invece, a descrivere quello che è stato il lavoro della seduta del 27 aprile, che è seguita con l’esame del disegno di legge n. 48 a cui sono stati accorpati i disegni di legge dal n. 47 al n. 53.
Complessivamente, sono provvedimenti esaminati per un ammontare determinato di 30.968,01 euro, suddivisi in due diversi pacchetti, un primo pacchetto di sentenze esecutive, lettera a), per complessivi 28.578,69 euro, che sono assimilabili ai debiti fuori bilancio che avevamo esaminato nella seduta precedente, e un compenso per servizi professionali derivante dalla lettera e) per 2.389,32 euro. Nello specifico, si tratta di un importo per l’attività svolta dal difensore di Regione Puglia presso la Corte d’appello di Bari per un contenzioso definito con sentenza che è stata pubblicata a giugno del 2022.
In sintesi, l’intero pacchetto di provvedimenti relativi al riconoscimento dei debiti fuori bilancio riconosce debiti per un totale di 84.698,83 euro.
Sotto il profilo procedurale precisiamo che l’emendamento sostitutivo a firma del presidente Matarrelli opera una razionalizzazione definitiva dei testi, accorpandoli in un unico disegno di legge composto di due articoli.
Nel primo articolo ci sono tutti i debiti di cui alla lettera a) e nell’articolo 2, invece, c’è l’unico debito relativo alla lettera e).
Credo che per la proposta di votazione dovrò lasciare la parola al Presidente Matarrelli, che è il firmatario dei disegni di legge di accorpamento.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagano.
È aperta la discussione. Ci sono interventi sul punto all’ordine del giorno?
È iscritto a parlare il consigliere Vietri. Ne ha facoltà.
Speaker : VIETRI.
Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti.
Il Gruppo di Fratelli d’Italia voterà contro questo provvedimento.
Mi consenta, però, Presidente, ringraziando tutti i colleghi consiglieri proponenti delle mozioni iscritte all’ordine del giorno, di sottolineare che, vista la condizione in cui oggi vive la nostra regione ci saremmo aspettati che fosse stata iniziativa del Presidente Decaro chiedere la convocazione del Consiglio o aprire i lavori di questa seduta parlando di quello che sta avvenendo nella sanità. Non è possibile, di fronte a una situazione con un buco di 370 milioni di euro, con la sanità che sarà commissariata, assistere solo ai video su TikTok del Presidente, dove lui va, dà la spalla al cittadino che è al pronto soccorso senza accostare mai la sua figura a chi ha portato la sanità in queste condizioni. Lei è diventato un idolo di chi sa sui social, perché è bravissimo a ingannare i cittadini pugliesi. Lei è responsabile, insieme a tutta la squadra politica che ha attorno a lei, di questi vent’anni di mala gestione della sanità in Puglia.
È vergognoso che lei in Aula non prenda la parola e ci soffermiamo su altri provvedimenti che, seppur utili, che seppur importanti, non sono così importanti quanto la sanità. Noi vorremmo sentire la sua parola. Lei, che pubblica sempre questi dati delle liste d’attesa, ci dà i dati sulle liste d’attesa attuali? Se oggi una persona chiama per prenotare una visita ha la prenotazione fissata da qui a due anni. Smettiamola di fare scena, smettiamola di prendere in giro i pugliesi. Parliamo della sanità, assumiamoci la nostra responsabilità.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere.
Ha chiesto la parola il consigliere Fischetti. Ne ha facoltà.
Speaker : FISCHETTI.
Grazie, Presidente.
Io sento il dovere di intervenire in questo momento, perché mi pare che il Consiglio regionale si sia trasformato. Siamo evidentemente in periodo di campagna elettorale, perché il 24 e il 25 maggio ci saranno le amministrative in molti Comuni, ma credo che i palchi delle piazze siano stati trasferiti qui nei banchi del Consiglio regionale. Non abbiamo assistito e non stiamo assistendo a degli interventi che hanno una pertinenza rispetto all’ordine del giorno. Stiamo assistendo a slogan che mirano esclusivamente, come diceva il consigliere Giampaolo Vietri, ad uscire sui social, sui giornali, a pubblicare su TikTok quello che oggi state dicendo. E siamo convinti tutti che fra qualche ora tutti voi avrete la vostra sovraesposizione mediatica esattamente su ciò che state dicendo.
Però, ripeto: non c’è stato un solo intervento che abbia un’attinenza rispetto a ciò di cui oggi si sta discutendo.
Rispetto alla questione del buco in materia di sanità, questo deficit di 369 milioni di euro, mi pare che nessuno possa disconoscere il fatto che il Presidente Antonio Decaro, così come gran parte della sua maggioranza è alla sua prima esperienza come Presidente, e noi alla prima esperienza come consiglieri regionali.
Quindi, andando a inglobare questa responsabilità solo per un’appartenenza di natura politica, mi pare di non riuscire a centrare il problema, e vi spiego anche il motivo. Quando qualcuno di voi andava a chiedere pubblicamente, e lo continua a fare oggi, per quale motivo il Consiglio regionale dovrà procedere, eventualmente, perché ancora non abbiamo portato nessun provvedimento concreto all’attenzione del Consiglio, quando qualcuno chiedeva perché bisogna aumentare l’addizionale IRPEF, ebbene, la risposta dovete trovarla in una legge di natura nazionale, statale, non certamente regionale, che prevede, e lo sapete perfettamente, ma evitate di dirlo, che qualora il deficit non sia finanziabile con il bilancio autonomo della Regione, a quel punto esiste un obbligo normativo di intervenire attraverso l’addizionale regionale.
Ora, io non entrerò nel merito, perché sicuramente lo farà molto meglio di me nelle sedi opportune l’assessore alla sanità, ma sono convinto, anche perché ci è stato riferito, che è stata condotta un’analisi puntuale su questo deficit. Il dossier è in corso di predisposizione e sicuramente verrà portato all’attenzione di tutti. Però mi corre l’obbligo di fare una preghiera anche all’opposizione, perché se vogliamo risultare seri agli occhi di chi ci ascolta, dobbiamo provare a centrare i problemi ed evitare di fare comizi nell’Aula del Consiglio regionale.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Fischetti.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Borraccino. Prego, consigliere.
Speaker : BORRACCINO.
Presidente Matarrelli, innanzitutto, lo dico scherzando, in ogni legislatura lo faccio, quindi lo devo fare anche in questa, è Borraccino, con la doppia C. Ricordiamolo.
Scherzi a parte, anche un po’ per svelenire il clima teso. Capisco l’importanza dei social e quindi comprendo molto bene che intervenire, fare un’arringa all’inizio del Consiglio regionale ci porta qualche sostenitore, qualche like in più. Oramai c’è la democrazia dei social, dei like. Ci fu una bella canzone in uno degli ultimi Festival di Sanremo che parlava dei cuoricini, perché ci sono i like, ma su alcuni social, invece, ci sono i cuoricini e quindi tutto era secondo la logica dei cuoricini.
Per stare al punto all’ordine del giorno, dico che è opportuno questo disegno di legge che il presidente Pagano ci ha mirabilmente illustrato perché ci pone più vicino ai cittadini. Ho colto l’occasione di intervenire perché ho chiesto nello specifico al Presidente Pagano se ci fossero stati debiti fuori bilancio su questo disegno di legge per quanto riguarda la sanità e mi ha detto di no. Ciò a dimostrazione di quanto detto, senza, Presidente Matarrelli, uscire fuori dal punto all’ordine del giorno, perché voglio stare sul punto all’ordine del giorno, ma una considerazione di quaranta secondi me la consentirà.
Questo che hanno chiamato “buco”, questo disavanzo sulla sanità, chiamiamolo tecnicamente per come è, deriva da un aumento delle prestazioni che sono state fatte in questi anni, che hanno consentito...
Io non ho interrotto, però. Io non ho interrotto.
Speaker : PRESIDENTE.
Consiglieri, un po’ di buona educazione.
Speaker : BORRACCINO.
Io non ho interrotto.
Speaker : PRESIDENTE.
Non si parla fuori microfono.
Speaker : BORRACCINO.
Hanno consentito alla Regione Puglia di passare dal ventunesimo posto al decimo posto per quanto riguarda i LEA, così come siamo in compagnia soltanto di altre 8 Regioni per quanto riguarda gli obiettivi centrati per tutte le prestazioni più importanti che dovevano essere messe.
Oltre a tutto ciò, senza fare polemica, voglio ricordare - e chiudo davvero - che rispetto agli aumenti che ci sono stati nel corso anche dell’ultimo anno, ma non soltanto nell’ultimo anno, da parte del Governo centrale non ci sono stati gli adeguamenti di quei prezzi.
Queste cose io le direi con calma e senza enfasi, ma soltanto per ristabilire un minimo di verità, altrimenti non si capisce perché su questo disegno di legge, ad esempio, non ci sono debiti fuori bilancio sulla sanità, però alla fine si vuole fare una narrazione da questo punto di vista.
Chiudo non facendo l’avvocato difensore del Presidente Decaro, che non ne ha assolutamente bisogno, è molto bravo sui social, magari io posso essere molto bravo sullo strumento della televisione, lui è molto bravo sui social e quindi magari riesce ad avere questa capacità di convincere tante persone attraverso una comunicazione democratica, la rete democratica è di tutti e possiamo utilizzarla come vogliamo. Lui è bravo, io non sono bravo, ma ne prendiamo atto da questo punto di vista, sempre raccontando la verità fattuale. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Borraccino.
Ha chiesto la parola il consigliere De Leonardis.
Speaker : DE LEONARDIS.
Grazie, Presidente, avevo visto che prima si era prenotato il collega Minerva, ma non c’è problema.
Solo per un chiarimento, perché parliamo di debiti fuori bilancio e il tema si è portato sul grande debito fuori bilancio, Cosimo, perché la sanità funziona che il Governo ci da 7 miliardi di euro, con questi 7 miliardi di euro dobbiamo pagare la sanità dei pugliesi, quindi quando tu mi dici che non ci sono debiti fuori bilancio nella sanità, mi corre l’obbligo di dirti che c’è un debito fuori bilancio della sanità ed è un debito di 370 milioni, perché dobbiamo coprire con i soldi nostri (poi vedremo come fare, se si taglieranno i costi della politica o si andrà ad aumentare le tasse) un unico debito fuori bilancio di quell’importo.
Io non volevo intervenire, perché è una materia che valuteremo dopo il 30 aprile anche in relazione alle questioni che ci sono, però che siamo una Regione virtuosa sulla sanità non mi sembra proprio.
La Calabria e la Campania sono uscite dal Piano di rientro, quindi non so come possiamo metterci medagliette su questo tema, poi, collega Fischetti, è appena arrivato il Presidente, ma, se mi consente, mezza Giunta che sta qua c’era anche qualche mese fa, l’Assessore alla sanità c’è ancora, ha un’altra competenza (mi dispiace, Raffaele, perché ha avuto anche un infortunio qualche giorno fa), quindi tanti colleghi che erano nel Consiglio regionale l’altra volta sono qua in Giunta, quindi dire che la colpa è di altri...
Dobbiamo capire che bisogna prendersi le proprie responsabilità, questo Governo deve prendersi le proprie responsabilità e mi sembra che le stia prendendo, quindi poi valuteremo se il modo di procedere di questo Governo coincide con un modo di procedere diverso, ma cerchiamo di riportare nell’ambito della correttezza questo ragionamento.
Qui c’è questo problema e vedremo come affrontarlo, quindi il debito fuori bilancio, Cosimino, c’è ed è di 370 milioni. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere De Leonardis.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva. Prego, consigliere.
Speaker : MINERVA.
Avevo rinunciato all’intervento, poi il consigliere De Leonardis mi ha convinto che dovessi intervenire per fare la dichiarazione di voto a nome del Partito Democratico.
Il voto sarà favorevole, perché noi, quando votiamo, analizziamo il provvedimento. Si tratta di debiti fuori bilancio, 17 a seguito di una sentenza e 1 per un onorario, che nulla ha a che fare con quello che ha detto il consigliere Vietri, che poi si voglia votare con in maniera contraria, perché si sta da quella parte dell’Assise, anche a debiti che ci tocca pagare a seguito di sentenze lo capisco, ma non può essere giustificato quel voto contrario ribadendo la discussione e riportandola sempre sulla sanità o criticando i metodi di comunicazione del Presidente, che sono gli stessi di tanti consiglieri regionali, di tanti altri Presidenti di Regione.
Fare un video e comunicare ciò che si sta facendo non vuol dire sottrarsi ai propri doveri, e questo lo stiamo vedendo.
Se sul tema della sanità vogliamo discutere, siamo disponibili a farlo, non nascondendoci, ma neanche dicendo fesserie, come ha fatto il Sottosegretario Gemmato, che ha detto che stiamo chiudendo gli ospedali. Forse si è dimenticato che gli ospedali li ha chiusi la sua parte politica vent’anni fa e che è nostro dovere, invece, interrogarci rispetto... Solo voi potete parlare di passato? Parlo pure io di passato. Voi gli ospedali vent’anni fa li avete chiusi. Noi ragioneremo su come provare ad evitare la chiusura a causa di un deficit che non è tecnicamente, consigliere, un debito fuori bilancio. Attenzione a non confondere tecnicamente le cose. Può essere tecnicamente definito “deficit”, ma non debito fuori bilancio.
Riporto ciò che la Corte dei conti oggi, nella seduta comune di Camera e Senato, ha detto, la seduta comune della Commissione bilancio, ossia che le maggiori spese sanitarie sono dovute ai rinnovi contrattuali, alla spesa sui farmaci, ai dispositivi medici, agli aggiornamenti sulle tariffe in tutta Italia e non a causa di una cattiva gestione in Puglia. Questo per onore di verità. Su questo il Presidente ha costruito delle task force e appena sarà pronto, dando dei dati certi, verremo a discuterle in Consiglio, così come certi sono i dati sulle liste d’attesa. Si è detto prima: una visita tra due mesi. Quale visita? Se dobbiamo parlare, dobbiamo parlare con cognizione di causa. Parliamo di visita specialistica, parliamo di diagnostica, parliamo di interventistica? Rispetto alle scelte fatte dall’assessore e dal Presidente, rispetto ad alcune priorità, le liste d’attesa si sono ridotte a una settimana, dieci giorni, e i numeri che il Presidente, anche nei suoi video, ha reso pubblici sono sotto gli occhi di tutti.
Dico al consigliere Vietri che quando vogliamo parlare di dati effettivi siamo disponibili a farlo, ma studiamo prima per non dare dati a casaccio, così possiamo entrare nel merito ed essere più pedissequi nella discussione.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Ha chiesto di parlare la consigliera La Ghezza. Ne ha facoltà.
Speaker : LA GHEZZA.
Grazie, Presidente.
Vorremmo riportare la discussione nel merito del punto all’ordine del giorno. Chiaramente voteremo a favore di questo provvedimento. Sono prevalentemente sentenze esecutive, oltre un onorario. Torniamo al punto all’ordine del giorno anche per rispetto di tutti i cittadini che non solo ci seguono qui, ma ci seguono anche da fuori, a distanza, e che veramente stanno assistendo oggi a strumentalizzazioni che nulla hanno a che vedere con l’ordine del giorno.
Il nostro voto quindi sarà favorevole. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera La Ghezza. Ha chiesto di intervenire il consigliere Scatigna. Prego, consigliere.
Speaker : SCATIGNA.
Grazie, Presidente.
Io mi rifaccio all’intervento dell’amico e collega Stefano Minerva, che giustamente dice “non portiamola sempre sul piano della sanità”. Sono d’accordo, collega Minerva, sono d’accordo.
Collega Fischetti, tanti di voi sono nuovi, ma vi voglio ricordare, vorrei ricordare a me stesso, che non vi siete candidati sotto l’effige o sotto la bandiera dell’Onu o della NASA, sapevate perfettamente da che parte candidarvi e sapevate perfettamente, compreso il Presidente Decaro, del fardello che vi siete portati addosso e che state portando anche oggi, in questo Consiglio regionale.
Detto questo, ci sono una serie di anomalie che possiamo tranquillamente affiancare alla vostra bravura, probabilmente, o al paradosso della politica stessa. Se l’assessore Paolicelli ha fatto per cinque anni, e anche bene, il Presidente della Commissione agricoltura, e se per cinque anni le varie sigle delle organizzazioni dell’agricoltura si sono lamentate; se i prezzi dell’olio sono stati dimezzati, eccetera, e poi prende 33.000 voti, probabilmente 30.000 sono delle stesse organizzazioni dell’agricoltura.
Se l’assessore Pentassuglia è stato – come lo è stato – assessore all’agricoltura e poi è stato promosso, e secondo me è uno spreco promuovere un uomo così valido a un Assessorato così pericolante e pericoloso come quello della sanità, fa tutto parte di un paradosso.
Noi siamo politici, amici e colleghi. Noi siamo politici e abbiamo il dovere di fare politica, in quest’Aula. E se la politica significa oggi andare indietro di vent’anni, quando io a te, Stefano, probabilmente facevamo altro, quando c’era quel piano di riordino che a sua volta riveniva da un decreto Prodi, poi Bindi, dobbiamo andare veramente a ritroso nel tempo, e ne paghiamo le conseguenze.
Oggi la sanità in Puglia, senza fare falsa retorica, è un’azienda, Presidente. E quando il capo di un’azienda non produce, o va in deficit, va sostituito.
È inutile quindi dare colpe al Presidente Decaro, dare colpa all’assessore Pentassuglia, che è assessore da cinque mesi. Questa voragine – Presidente Borraccino, non è un disavanzo, non è neanche un buco, è una voragine – ha dei responsabili precisi, che non siamo né io né lei né il Presidente Decaro.
Dobbiamo chiamare le cose con il loro nome. Dobbiamo dare le responsabilità, altrimenti facciamo come quelli che giudicano, come quelli che condannano e come quelli che sbagliano e non pagano.
Detto questo, questo Consiglio regionale ha un dovere su tutti, quello di creare, fra le varie task force positive e propositive per diminuire le liste d’attesa, per cercare di dare più servizi, ha il dovere etico, morale e politico di creare una vera task force interforze per dire ai pugliesi come stanno le cose e per dire ai pugliesi chi realmente ha causato questa voragine.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere.
Noto che non ci sono più iscritti, quindi procederei con la votazione.
Prima di passare alla votazione... Non c’erano interventi, però, anche se in maniera tardiva, perdonatemi... Oggi volete anche spiegare al Presidente come deve svolgere la sua funzione? Non credo. E tra l’altro non lo consentirò a nessuno.
Prego, consigliere Scianaro.
Speaker : SCIANARO.
Presidente, grazie. Avevo aspettato perché c’era il consigliere Fischetti che aveva impegnato l’intervento.
Voglio esprimere anche la mia perché ho sentito dal collega Fischetti che non era stata condotta un’analisi puntuale, dalla consigliera La Ghezza che c’è speculazione e dal collega Minerva che abbiamo chiuso gli ospedali. Gli ospedali sono stati chiusi dal 2017 e c’è anche il Presidente... Parlo per la Provincia da dove provengo, quando con una bella sforbiciata... Quando ero in Commissione era Presidente della Commissione Sanità Pino Romano, capogruppo del PD. Si chiuse l’ospedale di San Pietro, di Mesagne, di Ceglie e di Fasano, e quindi la sforbiciata è avvenuta già nel lontano 2017 con la trasformazione dei PTA. Che cosa si è continuato a fare? Assolutamente nulla. La polvere è rimasta sotto il tappeto e, come ha detto chi mi ha anticipato, ci sono tanti attori che erano presenti nella precedente legislatura. La spesa sicuramente è cresciuta. In che maniera? Attendo di capire chi sono i veri responsabili e come si sono spese le risorse senza dare servizi, perché sento tanto parlare di mobilità passiva, ospedale in Fiera, spesa farmaceutica. Questo è un altro argomento che dobbiamo affrontare, che era una legge votata in questa Assise, dovevano decadere i Direttori generali se si splafonava la spesa e nulla è stato fatto dal precedente Governo.
Attendo di vedere la terapia (lo dico da medico): cosa intende fare questo Governo per mettere ordine in questa sanità? Voglio vedere anche i conti della Sanitaservice quanto sono lievitati, ASL per ASL per fare cosa? Non vorrei essere nei panni dell’Assessore, perché tanto sta facendo, spero ì con lui di vedere un cambio di passo, ne sono consapevole.
Aspettiamo con fiducia l’apertura di questo nuovo ospedale con tante criticità, perché sento i dirigenti, i Direttori delle Unità operative che hanno paura di entrare in questa struttura con tante e tante criticità! Quindi vediamo cosa accadrà nel mese che viene, sperando di cominciare a dare risposte tutti insieme. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Scianaro.
Ha chiesto di parlare il consigliere Cera. Ne ha facoltà.
Speaker : CERA.
Grazie, Presidente.
Intervengo solo per un fatto metodologico e lo dico soprattutto all’Assessore Donato Pentassuglia e al Presidente Decaro, perché non vorrei che la questione dei debiti e del deficit sanitario arrivasse troppo tardi in Aula.
Il fatto che possa intervenire il Commissario ad acta sui debiti è reale, il fatto che i cittadini pugliesi vedano aumentarsi le tasse è reale, il fatto che un Commissario ad acta, che si chiama Antonio Decaro, aumenti le tasse ai cittadini pugliesi, senza spiegare il perché e il percome si sia arrivati a questa debitoria è molto reale, il fatto che i cittadini pugliesi debbano pagare i debiti con un provvedimento ad acta del Commissario da gennaio 2026 a dicembre 2026 è molto reale, quindi conoscendo soprattutto la trasparenza che utilizza il Presidente Decaro, vorrei che lui attendesse qualche minuto per portare questi provvedimenti da Commissario e venisse in Aula, in Consiglio regionale, e tutti quanti decidessimo il da farsi. È una mano che vogliamo noi porgere alla maggioranza nel dire “decidiamo insieme quello che dobbiamo fare”.
Mascherare l’aumentare delle tasse ai cittadini pugliesi, mascherare a mo’ di “il Governo non ci ha dato soldi”, “sono aumentate”, non regge nei fatti. Io non so se avete letto e sfido il Presidente Decaro a leggere i bilanci delle Sanitaservice. Io l’ho fatto. Quando io leggo delle Sanitaservice che, a parità di servizi, aumentano di 5 milioni di euro il costo del personale mi viene non da sorridere, ma da piangere. Qualcuno si dovrà pur porre questi quesiti, queste domande e darsi anche una risposta. Questi debiti di 369 milioni di euro, nemmeno a farlo apposta, sono debiti che vengono nel solo anno 2025 e nel solo anno in cui questo Consiglio regionale è andato al voto.
Il fatto che qualcuno della maggioranza dica “avete chiuso gli ospedali”, sì, ha avuto ragione e avete ragione a dire che Raffaele Fitto ha chiuso gli ospedali, perché a differenza vostra Raffaele Fitto, leggendo i dati, aveva ragione. Perché devo tenere, come fate voi, come fa questa Giunta, ospedali in piedi che non funzionano solo per dire ai cittadini “abbiamo gli ospedali su”?
Ogni volta che vengo in Consiglio regionale mi reco al CUP e voglio sapere esattamente dall’ASL di Foggia quando un cittadino foggiano può fare un eco-addome completo. Al CUP di Foggia, tolte le urgenze, che non ci sono proprio, le urgenze sull’ASL di Foggia non ce ne sono, il cittadino foggiano la prima visita...
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere, le pare che stia trattando l’argomento in questione?
Speaker : CERA.
No.
Speaker : PRESIDENTE.
Le pare il modo corretto di agire?
Speaker : CERA.
Lo hanno fatto...
Speaker : PRESIDENTE.
Lo state facendo tutti. Io non consentirò più che in quest’Aula si utilizzino spazi dedicati ad una discussione su un argomento, perché comprendo che l’argomento dei debiti fuori bilancio ha a che fare con il bilancio, si può fare un accenno, ma voi state oggi utilizzando un Consiglio regionale, che ha un altro ordine del giorno…
Speaker : CERA.
Presidente, io comprendo…
Speaker : PRESIDENTE.
Scusatemi, secondo me, non in maniera adeguata.
Voglio fermarmi qui, quindi io la prego di chiudere quanto prima il suo intervento, e chiedo ai prossimi consiglieri di tenere conto dell’ordine del giorno e di non abusare della pazienza e anche del rispetto che il Presidente del Consiglio ha nei vostri riguardi. Altrimenti, evidentemente, si compromette questo rapporto di fiducia.
Prego.
Speaker : CERA.
Io capisco che questo tema sia un tema assai caldo, per la maggioranza, e capisco anche come la maggioranza…
Speaker : PRESIDENTE.
Mi scusi, guardi che io non sto parlando da membro della maggioranza, io sto parlando da Presidente del Consiglio, quindi è fuori strada, e mi dispiace che abbia fatto questa considerazione.
Da Presidente del Consiglio devo garantire che il Consiglio si svolga in maniera corre e che ognuno di noi sia corretto nello svolgimento delle proprie funzioni, quindi non faccia mai più riferimenti alla maggioranza, quando fa riferimento alla mia persona.
Speaker : CERA.
Però, Presidente, è pur corretto il fatto di stoppare un consigliere regionale su un tema di cui hanno parlato tutti, mica solo io. Quindi, queste parole dovevano arrivare al primo intervento su questo ordine del giorno.
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere, non ce l’ho con lei. Io ho fatto un richiamo a tutti voi, Minerva, Fischetti, De Leonardis, tutti voi. Quindi, agisco da buon padre di famiglia, in questi termini.
Speaker : CERA.
Chiudo da figlio di questa grande famiglia, dicendo al Presidente Decaro, rispetto al grande debito della sanità: caro Presidente Decaro, non ci faccia trovare con atti già fatti in testa e nelle tasche dei pugliesi. Venga qui in Consiglio regionale a parlare dei debiti della sanità, prima che i cittadini abbiano questa mannaia.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Cera.
Ribadisco che la mia considerazione non era rivolta alla sua persona, evidentemente, spero che lei abbia inteso che non era rivolta alla sua persona.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Caroli. Spero che tenga conto di quanto io ho appena detto.
Prego, le do la parola confidando nella sua correttezza.
Speaker : CAROLI.
Mi atterrò pedissequamente a quelle che sono state le sue indicazioni. Due passaggi, sarò velocissimo, mi spiace per l’assessore. L’ho scrutato, l’ho guardato e la sua faccia fa trasparire chiaramente una preoccupazione. Da attento tecnico l’assessore sa perfettamente che il riparto annuale del Fondo sanitario viene distribuito considerando la popolazione, l’età e la mobilità passiva.
Le risorse vengono ripartite in maniera proporzionale. Poc’anzi il collega De Leonardis parlava di Campania e parlava di Calabria. Utilizzando lo stesso criterio, la Campania oggi ha fatto un passo avanti importante, quindi non è più sottoposta al commissariamento. Nel marzo del 2016 la Campania è riuscita a rientrare dal Piano di rientro.
Oggi non voglio dilungarmi, faccio mia la rappresentazione del Presidente del Consiglio. Caro assessore, il problema non è il 2025, il problema è il 2026. Gli stanziamenti sono uguali per tutti. So quanto lei è persona oculata, precisa, meticolosa, quasi maniacale, e so che non sta dormendo la notte, perché il 30 aprile, quando chiuderà la prima quadrimestrale, lei sa perfettamente che anche per il 2026 la spesa è fuori controllo. Il problema non sono i quasi 400 milioni di euro di quest’anno, il problema è quanto accadrà nel 2026. Dovete già prepararvi da oggi, perché il problema, caro assessore, non è...
Qui c’è qualcosa che non va, caro Presidente. È cambiata la proprietà. Si assuma la responsabilità di cambiare tutti gli amministratori delegati. Non si può gestire un’azienda così come la Puglia oggi gestisce la sanità.
Assessore, io la attendo il 2 maggio. Non credo che già dobbiamo preparare i pugliesi ad un nuovo aumento dell’addizionale o a chissà quale altra fonte di entrata. In questo momento, la sofferenza è tanta, quindi far leva sulla fiscalità diventa un problema serio. La preoccupazione che i pugliesi debbono avere non è quella del 2025. Avete deciso, avete chiuso, avete aumentato l’addizionale IRPEF, i pugliesi sanno che si sobbarcheranno questo ulteriore onere. Il problema sarà il 2026.
Per cui, la prego, non appena lei avrà il consuntivo al 30 aprile di venire in Consiglio e comunicarci il dato preciso. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Caroli.
Ha chiesto la parola il consigliere Pagliaro, a cui chiedo solennemente di attenersi al punto all’ordine del giorno. La ringrazio.
Speaker : PAGLIARO.
Promesso, non ritorno sugli argomenti già trattati da tutti i colleghi, però, per onor di verità, posso capire che il collega Minerva voglia tornare indietro negli anni per rafforzare una mistificazione vera e propria, una non verità, una bugia, il fatto che nel 2005 siano stati chiusi gli ospedali, ma non è così.
Voglio soltanto ricordare, con una certa attenzione cronologica, i fatti che ha vennero in quegli anni. Ci si rifece a un Decreto Bindi, quando c’era il Governo Prodi, che chiedeva un riordino del sistema sanitario in tutta Italia, il Presidente Fitto solo nel 2004 iniziò questo percorso di riordino di alcuni reparti, ma gli ospedali sono stati chiusi successivamente, perché nel 2005 Fitto perse le elezioni, Vendola vinse le elezioni e iniziò il riordino ospedaliero, che poi ha portato alla chiusura di tanti ospedali e alla fase della trasformazione degli ospedali in PTA, che avviene poi nel 2017, come ha voluto richiamare il collega Scianaro.
Solo per mettere ordine per ragione di verità tenevo a fare questo intervento. Per il resto, condivido tutto quello che i colleghi hanno voluto evidenziare, chiedendo al Presidente di fare attenzione sia al tema dell’aumento delle tasse che a quello del commissariamento. Sarebbe una iattura, come può immaginare.
Chiediamo sempre che ci sia una sorta di risanamento cui si metta mano se c’è questa task force, che lavori con la mannaia per abbattere i tantissimi sprechi che incrociamo ogni giorno. Non le faccio l’elenco, lo abbiamo fatto in altre occasioni, quindi basta mettere in colonna tutte queste voci, fare un taglio netto e deciso, e probabilmente non ci sarà bisogno di mettere le mani nelle tasche dei cittadini pugliesi. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Lei è già intervenuto, consigliere Romito, su questo punto all’ordine? Prego, chiedo anche a lei di attenersi scrupolosamente al punto all’ordine del giorno. Prego.
Speaker : ROMITO.
Presidente, l’ordine del giorno su cui siamo chiamati a esprimerci contiene una serie di debiti fuori bilancio (rispetto a questo farò una digressione, ma la farò al termine di questo intervento), alcuni dei quali pare rinvengano addirittura da contenziosi cominciati nel 2013. In un paio di queste occasioni non stiamo neanche corrispondendo gli onorari (parliamo di Avvocatura regionale) ai colleghi avvocati che hanno patrocinato in questo caso l’interesse, hanno difeso la Regione Puglia in un giudizio, ma stiamo pagando gli eredi di questi avvocati, proprio perché è decorso molto tempo da che questo contenzioso ha avuto inizio ad oggi, che, invece, il Consiglio regionale salda i suoi debiti con questi avvocati esterni. Addirittura in una di queste circostanze, è scritto in delibera, vi è stato l’accertamento della mancata prescrizione decennale in ordine ai crediti.
Io credo, Presidente, che questa delibera ci debba far riflettere in primis sull’utilizzo degli avvocati esterni necessari per patrocinare l’ente regionale dinanzi alla magistratura, e rispetto a questo vorrei fare una richiesta al Presidente Decaro. Presidente, lei si è espresso in modo chiaro e netto in ordine al conferimento di incarichi esterni, incarichi a professionisti esterni per quanto riguarda l’Amministrazione regionale e le proprie diramazioni, quindi le agenzie regionali tutte. Io le chiedo, Presidente, di voler fare un’attività di accertamento rispetto agli incarichi esterni conferiti dall’Amministrazione regionale per garantire a tutti i consiglieri regionali, ma soprattutto ai cittadini pugliesi e alle migliaia di avvocati che esistono nella nostra regione, che sia sempre rispettato, con scrupolosa dovizia di attenzione, il principio della rotazione degli incarichi.
Dico questo perché, Presidente, con questa idea della continuità difensiva... Lei mi conosce bene, Presidente, ho fatto il consigliere comunale di opposizione nel Consiglio comunale di Bari quando lei era Sindaco, sempre all’opposizione. Ho 38 anni, Presidente. Se Dio vorrà, al netto delle considerazioni del collega Scalera, un giorno faremo anche la maggioranza. Intanto mi ricordo del mio ruolo di consigliere di opposizione quando il suo capo di gabinetto era l’amico e assessore Francesco Paolicelli, che ho ritrovato piacevolmente in un’altra veste in questa esperienza legislativa.
Quello che sto dicendo, Presidente, lo sa già, perché è un chiodo fisso e un filo rosso della mia attività di consigliere di opposizione, che, però, cerca, nella sua esperienza, di dare voce alle migliaia di professionisti, commercialisti, consulenti del lavoro, ingegneri, architetti, tecnici, avvocati, che il privilegio di poter difendere l’Amministrazione comunale prima e l’Amministrazione regionale oggi non l’hanno avuto mai, Presidente Matarrelli. Perché? Perché da un lato c’è questo totem della continuità difensiva, quindi se io ho difeso qualcuno in un giudizio che poteva avere un parallelismo con un altro, per la continuità difensiva, ho diritto...
No.
Allora, Presidente, utilizzo questa delibera posta all’ordine del giorno per affrontare un tema che a me sta a cuore da sempre: la rotazione nell’affidamento di incarichi professionali esterni. Di nomi eccellenti, visti, stravisti, letti, straletti, ne abbiamo un’infinità, Presidente, dalle agenzie regionali in giù.
Quello che le chiedo, e rispetto a questo, siccome io, quando qualcuno fa qualcosa di buono, non ho difficoltà ad ammetterlo, e questo per la verità avviene assai di rado, però, così come gli orologi rotti, anche la maggioranza, un paio di volte al giorno può fare una cosa giusta. Ho dato conto, così, meritoriamente, della circolare del direttore Pellegrino, che ha chiesto con grande attenzione una rivisitazione completa del metodo attraverso cui vengono ancora oggi affidati gli incarichi esterni.
Fatto sta, che questa delibera ci dà l’occasione per rivedere completamente, Presidente Decaro, se lei ne avrà voglia, l’organizzazione anche della nostra Avvocatura regionale, che è un elemento di grande qualità; al suo interno ha elementi di grande qualità e di grandissima professionalità.
Io credo, Presidente, che sia necessario da parte di tutti, avviata una nuova stagione legislativa e avviata una nuova legislatura, mettersi attorno a un tavolo e chiarirci sulle regole di ingaggio che di qui in avanti bisognerà affrontare anche su temi assai delicati come questi.
Presidente, credo di essere stato mai così puntuale rispetto al riferire in merito ad una delibera all’ordine del giorno. Non so se capiterà nuovamente, quindi mi prendo la sua benevolenza, non foss’altro che perché è una rarità. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Effettivamente, si è attenuto scrupolosamente all’ordine del giorno.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pagano. Ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : PAGANO.
Grazie, Presidente.
Solo per interloquire in risposta, rispetto ai rilievi che puntualmente poneva il consigliere Romito.
Questa Presidenza di Commissione bilancio, d’intesa con tutti i commissari, ha inteso da subito inaugurare una nuova stagione. In effetti, state rilevando che siamo abbastanza tempestivi rispetto a tutti i debiti fuori bilancio che ci vengono sottoposti. Allo stato attuale abbiamo di fatto smaltito quasi tutto l’arretrato che, non riesco a comprenderne la ragione, prima veniva riportato con tempistiche avanti col tempo. Così come vorrei rilevare che anche rispetto al potenziamento dell’Avvocatura regionale che c’è stata negli ultimi anni, siamo qui a coglierne anche i frutti, se è vero come è vero che su 18 debiti fuori bilancio, soltanto uno è un debito riguardante la lettera e) per pagamento di compensi di sentenze passate in giudicato e risalenti nel tempo per un incarico esterno.
Lo dico perché è evidente che tutto quel processo di razionalizzazione che si ha attraverso l’internalizzazione dell’avvocatura interna evidentemente sta dando buoni risultati, da questo punto di vista proveremo a interloquire, come stiamo già facendo (lo sanno benissimo i commissari della Bilancio), con l’Avvocatura regionale, a cui abbiamo chiesto quali azioni intendano mettere in atto per prevenire che, prima di procedere al riconoscimento del debito fuori bilancio, addirittura si lasci andare alla fase dell’atto di precetto, che, come sapete, prevede un’ulteriore imposizione di sorte capitale rispetto a quello che dovrebbe essere il punto di partenza.
In pochi mesi abbiamo fatto questo e siamo fiduciosi che nel giro di qualche anno riusciremo ad arrivare a soluzione definitiva di tutto l’arretrato e a ridurre notevolmente il contenzioso.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagano.
Visto che non ci sono più interventi, dichiaro chiusa la seduta. Ci sono brevi interventi per dichiarazione di voto? Prego, consigliere Fischetti.
Speaker : FISCHETTI.
Una dichiarazione di voto brevissima. Annunciamo ovviamente il voto favorevole del Gruppo consiliare Prossima, ma colgo l’occasione - non posso non farlo, Presidente, e me ne scuso - per fare una piccola puntualizzazione.
Oggi parliamo di debiti fuori bilancio, è stato più volte erroneamente detto che il disavanzo di 369 milioni di euro rappresenta un debito fuori bilancio, non lo è assolutamente, è una differenza che deriva dal rapportare alcune cifre a un parametro ben preciso, altrimenti non ci sarebbe stata copertura finanziaria.
Nel momento in cui utilizziamo determinati argomenti, credo che la precisione, soprattutto se si tratta di questioni tecniche, sia dovuta, perché trasferire all’Assemblea legislativa il messaggio che la Regione Puglia ha 369 milioni di euro di debiti fuori bilancio è un messaggio, ovviamente, falso e fuorviante, c’è un disavanzo...
Scusate, non ricordo di aver mai interrotto nessuno.
Ritornando alla questione del disavanzo, andiamo a capire anche...
Presidente, posso continuare?
Ho voluto semplicemente fare una puntualizzazione, che credo sia assolutamente necessaria.
In ultimo, voglio ricordare, visto che abbiamo una particolare passione per la storia, vedo, in questo Consiglio regionale, che la previsione di incremento dell’addizionale IRPEF deriva dall’articolo 1, comma 174, della legge n. 311/2004, ovvero la finanziaria per il 2005, che ‒ vado a memoria ‒ è di provenienza del Governo Berlusconi.
Speaker : PRESIDENTE.
Visto che non ci sono più interventi, prima di passare alla votazione, rammento una cosa. Vi chiedo di prenotarvi tempestivamente per dichiarazione di voto.
C’è stata la discussione, ho chiuso la discussione generale, ora ci sono le dichiarazioni di voto.
Fatemi fare il Presidente del Consiglio, voi fate i consiglieri.
Prego, consigliere Pagliaro.
Speaker : PAGLIARO.
Per dichiarazione di voto. Chiaramente noi voteremo contro.
Sempre per ricostruzione storica, nel 2005 la Regione Puglia aveva un bilancio favorevole di 500 milioni di euro sulla sanità. Un avanzo di bilancio favorevole di 500 milioni di euro nel 2005. Voglio ricordare questo dato: 500 milioni di euro.
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere, lei è intervenuto per dichiarazione di voto. La dichiarazione di voto è contraria. Ne prendo atto.
Semmai qualcuno dovesse prenotarsi è fuori tempo.
Prima di passare alla votazione, rammento che, ai sensi dell’articolo 35 dello Statuto regionale, le deliberazioni concernenti materie tributarie e di bilancio sono valide se adottate con il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri regionali in carica. Occorre, quindi, per questa votazione, il voto favorevole di almeno 26 consiglieri.
Metto in votazione il provvedimento. Pardon, dobbiamo mettere prima in votazione l’emendamento sostitutivo dell’articolo 1. Perdonatemi, stavo commettendo un errore.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 42, consiglieri votanti 42, voti favorevoli 29, voti contrari 13.
Il provvedimento è approvato.
Si procede ora alla votazione dell’articolo 2.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consiglieri presenti 42, votanti 41, favorevoli 29, contrari 13.
L’articolo 2 è approvato.
Ora votiamo il provvedimento così come emendato.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il provvedimento è approvato con 29 favorevoli e 14 contrari.
Metto in votazione l’immediata eseguibilità per alzata di mano.
Prego, consiglieri.
È approvata.
Procediamo. Il punto n. 36 è stato ritirato.
Quindi, ora dobbiamo andare al successivo punto all’ordine del giorno: “Nomina – Comitato tecnico regionale faunistico-venatorio – Legge regionale 12 del dicembre del 2017 n. 59 (articolo 5, comma 3, lettera b) – Elezione di due consiglieri regionali, di cui uno della minoranza e uno dell’opposizione”.
Si tratta di una nomina che non è soggetta al parere della Commissione consiliare competente, poiché è disciplinata dalla legge regionale 12 del dicembre del 2017 n. 59, articolo 5, comma 3, lettera b), che prevede fra i componenti del Comitato tecnico regionale faunistico-venatorio, che vi siano il Presidente della Commissione consiliare competente in materia venatoria, ovvero il Presidente della II Commissione, e due consiglieri regionali eletti nel Consiglio regionale, di cui uno della minoranza.
All’elezione dei due consiglieri si procederà con votazione a scrutinio segreto, con voto limitato a un solo nominativo. In tal modo, risulteranno eletti i due consiglieri, uno di maggioranza e uno di minoranza, che avranno ottenuto il maggior numero di voti.
Chiedo se vi siano indicazioni di voto delle coalizioni. C’è qualcuno che interviene per le indicazioni di voto? Consigliere Borraccino, prego.
Speaker : BORRACCINO.
Presidente, grazie.
Per la maggioranza il nominativo indicato è quello del collega Stefano Minerva.
Speaker : PRESIDENTE.
Per le opposizioni chi interviene? Consigliere Pagliaro, prego, non sia timido.
Speaker : PAGLIARO.
Con calma. Per conto della minoranza, l’indicazione è il collega Tommaso Scatigna.
Speaker : PRESIDENTE.
Si procederà con l’appello, appena verrete chiamati depositate la scheda nell’urna.
Prego.
(Seguono le operazioni di voto)
Dichiaro chiusa la votazione.
(Seguono le operazioni di scrutinio)
Consiglieri, vi chiedo di prendere posto, così possiamo procedere con la proclamazione degli eletti all’interno del Comitato. Prendete posto, per cortesia.
Potete prendere posto, consiglieri, per favore.
Appena prenderete posto vi darò i dettagli. Consiglieri, insisto nel chiedervi di prendere posto. Ognuno al suo posto.
Riprendiamo i lavori, intanto proclamando gli eletti.
Consiglieri presenti al voto 45, consiglieri votanti 45, voti validi 45.
Hanno riportato voti: 27 Stefano Minerva e 18 Tommaso Scatigna.
Risultano pertanto eletti come membri del Comitato tecnico regionale faunistico- venatorio per la maggioranza il consigliere Stefano Minerva, per la minoranza il consigliere Tommaso Scatigna.
Auguro agli eletti buon lavoro.
Si può procedere ora con l’esame delle mozioni presenti all’ordine del giorno, nell’ordine stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo.
La prima mozione che discutiamo è la mozione a firma di Napoleone Cera, “Istituzione di una Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l’IRCCS ‘Casa Sollievo della Sofferenza’ di San Giovanni Rotondo”.
Prego, consigliere Cera, può illustrare la mozione.
Mi perdoni, dovevo semplicemente ricordare che la chiusura dei lavori è prevista per le ore 16.00.
Speaker : CERA.
Presidente e colleghi consiglieri, oggi non stiamo discutendo di una semplice mozione, stiamo decidendo se la Puglia voglia continuare a inseguire il futuro o iniziare finalmente a costruirlo nei propri territori.
Partiamo da un dato che tutti conosciamo: mancano medici, mancano nei nostri ospedali, nei Pronto Soccorso, nei territori. Allora, la domanda è: dove formiamo questi medici? Perché se continuiamo a concentrare tutto nelle grandi città, se continuiamo a dire ai ragazzi del Gargano, della Capitanata, delle aree interne “andate via, formativi altrove”, la stiamo aggravando.
Qui arriviamo al punto centrale, e lo dico a tutti i consiglieri regionali, perché Casa Sollievo della Sofferenza rappresenta un’eccellenza regionale, del Sud, una struttura che rappresenta ricerca, che rappresenta cura, che rappresenta professionalità e storia.
Diciamoci la verità con coraggio: oggi quella realtà sta attraversando una fase complessa. Proprio per questo, oggi serve una scelta forte, davvero forte, perché nei momenti difficili ci sono due strade, o si assiste e si commenta oppure si interviene e si rilancia. Credo che la politica debba fare questo, trasformare una difficoltà in un salto di qualità.
Questa mozione va esattamente in questa direzione, non si limita a difendere Casa Sollievo della Sofferenza: la proietta nel futuro. Portare la facoltà di Medicina lì significa rafforzarne il suo ruolo strategico, integrarla con un sistema universitario, attrarre giovani, attrarre competenze, ricerca e creare un ecosistema stabile e duraturo. Non è una risposta tampone, ma una scelta strutturale, il passaggio da presidio sanitario a polo formativo, scientifico e sanitario integrato.
Diciamolo chiaramente: questa mozione non nasce contro qualcuno, ma per non lasciare solo un pezzo fondamentale della nostra terra.
Colleghi, questa è una scelta che ha tre effetti immediati: trattenere i giovani (i nostri ragazzi non devono più essere costretti a partire); rafforzare la sanità (più formazione significa più medici, più qualità, più stabilità); dare centralità alla Capitanata, non più periferia, ma protagonista.
Oggi abbiamo una responsabilità: possiamo limitarci a gestire le difficoltà oppure possiamo trasformarle in una visione. Sinceramente io ho scelto: sto dalla parte di chi non si rassegna, di chi non aspetta, di chi costruisce.
Per questo vi chiedo, cari colleghi consiglieri, di approvare questa mozione, perché il futuro non si commenta, si decide, e oggi possiamo decidere di costruirlo.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, consigliere Cera.
Ci sono interventi? Prego, consigliere Scianaro.
Speaker : SCIANARO.
Grazie.
Esprimo il mio parere favorevole a questa proposta presentata dal consigliere Cera perché è importante aumentare l’offerta formativa qui in Puglia, anche su un argomento, quello sanitario, che ci vede molto coinvolti anche per l’assenza di medici.
Una scelta del genere sicuramente favorirà anche probabilmente le iscrizioni, quindi daremo la possibilità ai giovani, anche di territori, vista la Puglia, molto lunga e distante, di poter contenere anche i costi di questa offerta formativa che a volte le famiglie sono costrette, fra tasse, locazioni e quant’altro, anche a vanificare queste scelte formative per i propri figli.
Quindi, non posso che esprimere il mio parere favorevole a questa proposta del consigliere. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
A lei, consigliere.
Ci sono altri interventi? No. Passo la parola al Governo.
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore alla salute e al benessere.
Grazie, Presidente.
Con riferimento a questa mozione, nello spirito e sul tema che pone, siamo pure d’accordo, ma non è la Regione che può determinare tutto ciò.
Ai sensi della normativa vigente, le competenze relative all’attivazione dei nuovi corsi di laurea in sede formativa decentrata da parte di Università statali e non statali legalmente riconosciute, non risiedono in capo all’ente Regione, ma sono attribuite al Ministero dell’università e della ricerca, all’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca e CUN (Consiglio universitario nazionale). L’istituzione di una nuova facoltà soggiace a regole procedurali che esulano dalle attribuzioni della Regione.
Per completezza, noi abbiamo cinque corsi di laurea in Puglia, a ciclo unico, in Medicina e chirurgia a Bari, a Foggia, a Taranto, a Lecce e LUM. Pertanto, l’offerta formativa nell’ambito della medicina e delle professioni sanitarie risulta anche pienamente garantita, anche se chi vi parla ha già incontrato alcuni presidi e incontrerà il Magnifico Rettore per una valutazione più puntuale su alcuni profili che stiamo valutando nell’ambito della pianificazione e programmazione dei corsi.
Ad ogni modo, l’istituzione della Facoltà di Medicina e chirurgia richiede il successivo coinvolgimento del Servizio sanitario regionale, da realizzarsi attraverso la definizione di un apposito protocollo d’intesa. così come verificata la sussistenza delle prerogative e delle condizioni previste dal decreto legislativo 517 del 1999 e dal DPCM 2001 del 24 maggio. Infine, quanto all’obiettivo di valorizzare il polo sanitario di San Giovanni Rotondo e le competenze professionali che vi operano, si segnala all’Aula e al collega proponente, nell’ambito dell’Allegato B al protocollo d’intesa tra Università di Foggia e Regione Puglia, l’elenco delle sedi decentrate, con la collaborazione tra Ateneo e Servizio sanitario regionale, e in questo figura l’ospedale, Istituto di ricerca a carattere scientifico Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, con la previsione di incarico di Programma in pediatria, equiparato a Direzione di struttura complessa, ai sensi dell’articolo 5, comma 4, del decreto legislativo n. 517/1999, afferente al Dipartimento di Scienze mediche e Unità operativa semplice dipartimentale di emostasi e trombosi, afferente al Dipartimento dei Servizi di Diagnosi e cura di medicina trasfusionale.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore.
Ha chiesto di intervenire il consigliere De Leonardis.
Speaker : DE LEONARDIS.
Grazie, Presidente. Un breve passaggio perché sulla questione San Giovanni Rotondo ci sono delle partite aperte importanti.
Nel condividere l’impostazione dell’assessore sulla modalità di arrivare alla eventuale istituzione del Corso di laurea, la mozione che noi sosteniamo cerca di attivare un percorso e quindi il Governo si dovrebbe fare, per quanto possibile, parte in causa sia con Casa Sollievo della Sofferenza che con il Governo nazionale e il Ministero dell’Università. Sono sicuro che questo sarà all’attenzione del Governo regionale.
Colgo l’occasione per attivare l’attenzione (non lo dico io, ma lo dicono importanti riviste a livello nazionale) sul migliore ospedale del Sud Italia, uno dei primi in Italia in assoluto, che in questo periodo ha delle difficoltà di natura finanziaria che l’assessore ben conosce e che hanno visto protagonista il precedente Presidente della Giunta, che aveva cercato... e si era arrivati anche ad un accordo che poi non so se sia andato avanti, mi risulta di no, perché ci sono state divergenze tra quello che Casa Sollievo richiedeva e quello che veniva riconosciuto dall’ASL. Insomma, ci sono state interlocuzioni che non sono andate a buon fine.
Vorremmo sottoporre all’attenzione dell’assessore, visto che peraltro Casa Sollievo è uno dei pochi ospedali che produce mobilità attiva, mi sembra che questa le venga riconosciuta anche fuori dal budget, assegnato, assessore, vorremmo che un’attenzione particolare a questo ospedale dalla Regione venisse. Quindi, oltre a sottolineare l’importanza di una eventuale, nel tempo, realizzazione di una nuova facoltà di Medicina... Ricordo che nella scorsa consiliatura abbiamo dato risorse importanti per la costituzione dell’Università di Taranto e all’epoca il Presidente Emiliano fece riferimento al fatto che in Emilia-Romagna ci fossero tante facoltà universitarie di Medicina, che in qualche modo hanno anche potuto assorbire il contrarsi dei medici che ci sono a livello nazionale.
Assessore, noi le chiediamo un’attenzione particolare a questo ospedale. In questo periodo di difficoltà per quanto riguarda le risorse finanziarie è difficile, però, in prospettiva, le chiediamo di far sì che questo ospedale possa continuare a vivere e ad operare, come ha fatto fino ad oggi, perché è un’eccellenza, ci sono ricoveri che vengono da tutta Italia, anche dal nord. Chiediamo che un occhio particolare la Giunta regionale lo tenga.
Noi sicuramente voteremo questa mozione, anche in considerazione del valore e dell’importanza di questa struttura al panorama italiano. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
A lei, consigliere.
Prego, consigliere Cera.
Speaker : CERA.
Assessore, quando io ho depositato questa mozione sapevo benissimo che la competenza non era regionale. Sappiamo che l’accreditamento dipende soprattutto dal Ministero dell’università. Però, così come ho detto nella mozione, che leggo, la Regione può svolgere un ruolo di impulso e coordinamento attraverso specifici protocolli d’intesa, accordi di programma e atti di indirizzo istituzionale.
È chiaro che stiamo parlando di una mozione che impegna la Giunta regionale ad avviare un’interlocuzione con Casa Sollievo della Sofferenza, le università pugliesi, statali e non statali, e anche con il Ministero dell’istruzione.
Con questa mozione, quindi, vogliamo dare impulso ad una nuova azione che parta dal territorio, che parta dalla Regione Puglia al fine di promuovere quel territorio, il territorio di Capitanata, e soprattutto Casa Sollievo della Sofferenza come sede universitaria.
Non è tanto il riconoscimento che tutti noi facciamo, che fanno le riviste, che fa tutto il mondo accademico per Casa Sollievo della Sofferenza, ma è un riconoscimento a quel territorio che può sicuramente aspirare a di più, che può attivare risorse positive, e soprattutto, tengo a dirlo, non è una corsa contro qualcuno, l’ho detto già prima, nel mio primo intervento, L’Università di Foggia resta l’Università di Foggia, Casa Sollievo della Sofferenza farà il suo lavoro. È solo una maggiore attrattività per quel territorio, ma soprattutto diamo la possibilità a tanti giovani pugliesi di potersi formare anche a Casa Sollievo della Sofferenza e a restare qui in Puglia.
Io quindi vi chiedo davvero di cuore, al netto di quello che ha detto, perché è chiaro che se noi parlassimo il burocratese, ad ogni cosa noi potremmo dire di no, ma è una mozione che dà la possibilità alla Regione, in particolare al suo Assessorato, di dare impulso a questa iniziativa.
Lo meritiamo. Lo merita Casa Sollievo, lo merita la Regione.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Cera.
La parola all’assessore Pentassuglia.
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore alla salute e al benessere.
Grazie, Presidente.
Generalmente non ritorno sugli argomenti, per rispetto ai colleghi che pongono una questione legittima. Io mi attengo alla richiesta: istituzione di una Facoltà di Medicina e chirurgia.
Ho detto che l’interlocuzione con l’Università di Foggia c’è, non a caso ho fatto riferimento a due strutture. Il fatto che io stia incontrando i Magnifici Rettori con la possibilità di interloquire per pianificare e programmare nuovi corsi, perché abbiamo carenza di alcune figure in maniera pesantissima, ci dobbiamo interrogare.
Quindi, il lavoro come Regione, in termini di pianificazione e programmazione che è di stimolo per il territorio, non mancherà. Il tema del rispetto per San Giovanni Rotondo è nei fatti, perché è un’eccellenza, abbiamo discusso, siamo intervenuti anche in una interlocuzione molto seria e puntuale rispetto al confronto che la ASL di Foggia, come ha detto molto bene il collega De Leonardis rispetto a quello che lamentava San Giovanni Rotondo, ha relazionato, stiamo lavorando su quello per trovare un punto di sintesi e chiudere una partita rispetto alle argomentazioni che hanno posto.
Il tema del budget, che ho sentito richiamare, non c’entra nulla né con l’Università... devo riprenderla come assessore perché il tema degli Enti ecclesiastici è che hanno un loro budget, che è all’interno di un plafond di risorse che per la Puglia utilizza San Giovanni Rotondo, utilizza il Miulli di Acquaviva, utilizza Tricase, che per il bacino sud della provincia di Lecce è ospedale di riferimento (addirittura il servizio di 118 porta direttamente a Tricase, ne stiamo valutando i flussi e le attività), quindi, pur avendo delle limitazioni date dalla legge, abbiamo di fatto una struttura quale Ente ecclesiastico che determina una risposta di salute a un territorio macro a sud di Lecce.
Lo dico soltanto per farvi capire che stiamo entrando puntualmente nelle questioni territoriali, quindi non c’è alcuna avversione. Stiamo ragionando con le Università su cosa serve fare e dove apriamo queste opportunità, perché parlare aprioristicamente come assessore e come Regione Puglia di istituire non è in capo a noi, ma lo facciamo con enorme rispetto, accompagnando i territori in questa voglia di recuperare culturalmente anche dal punto di vista della visibilità, per preparare il capitale umano che ci serve per le sfide del futuro.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore Pentassuglia.
Sarebbe il terzo, però facciamo un’eccezione.
Speaker : CERA.
Andiamo fuori Regolamento, lo capisco, però, Assessore, non mi faccia fare questa battuta, non limitiamoci a leggere solo il titolo della mozione, perché il corpo della mozione dice altro.
Detto questo, dico nuovamente e rinnovo l’invito a questo Consiglio di votare favorevolmente questa mozione. Anche perché c’è già un’esperienza della Regione Puglia, c’è l’esperienza del Miulli. La Regione Puglia è già stata d’impulso per la creazione di quell’università. Capisco l’Università di Foggia, va bene l’Università di Foggia. Stiamo discutendo di una istituzione nuova, di una facoltà di Medicina a Casa Sollievo, ma si faccia promotore.
Stiamo chiedendo soltanto che la Regione Puglia si faccia promotore rispetto a questa richiesta che nasce dall’esigenza del Consiglio regionale. Non vedo perché ci debba essere questa chiusura così netta alla mozione. Chiedo solo alla Regione, così come ha fatto in altre esperienze, di farlo anche con Casa Sollievo della Sofferenza, per dare una risposta al territorio, ai cittadini, ai giovani e a Casa Sollievo della Sofferenza stessa.
Speaker : PRESIDENTE.
Prego, consigliere Tutolo. Oggi è la giornata delle eccezioni, prego.
Speaker : TUTOLO.
Perché?
Speaker : PRESIDENTE.
Perché avrebbe chiuso l’assessore.
È intervenuto il consigliere Cera, quindi prego.
Speaker : TUTOLO.
Io voglio sollecitare il collega Cera, perché mi pare di capire che c’è la disponibilità da parte di tutti, a formularla in maniera coerente con i nostri compiti, sennò diventa fuorviante, qualcuno ci può pure dire da lassù “non sono affari vostri”.
Visto che c’è questa intenzione da parte dell’Assessorato di fare la propria parte, credo che il Consiglio non sia assolutamente negativo, magari la riformuliamo, la riformuli, in maniera che sia coerente con le nostre possibilità, e credo che tutti quanti saranno felici di sostenerla. Facciamolo in modo che sia coerente. Non è soltanto il titolo, quello che dice che bisogna istituire un nuovo corso. Ahimè, è il Governo che lo deve fare. Lo deve fare principalmente il Ministro, e Valditara mi pare che appartenga alla Lega. Magari la potrà pure sostenere questa cosa in seno al Governo, e ne saremmo tutti felici, però strutturiamola in maniera coerente, saremo tutti quanti assolutamente felici di votarla. Penso che sia la cosa migliore se vogliamo arrivare al risultato, sennò resta lettera morta una delle tante mozioni che abbiamo presentato, e che magari crediamo di aver fatto qualcosa di buono, ma nulla.
Io sono assolutamente a disposizione anche per firmarla, nel caso in cui la condividessimo non nella sostanza per renderla fattibile dal punto di vista di quelli che sono i compiti della Regione.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere.
Non ci sono altri interventi.
Mettiamo in votazione la mozione. Siamo in fase di votazione.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Aggiungiamo il voto del consigliere Caroli. Chiede la verifica.
Presenti 37, favorevoli 17, contrari 19.
La mozione è respinta.
Passiamo alla mozione iscritta al punto n. 15) dell’ordine del giorno, presentata dalla consigliera Loredana Capone prima firmataria più altri: “Proposta di modifica del Decreto Legislativo n.382 (norma di delega: articolo 1 della legge 13 giugno 2025 n.91 “Attuazione delle direttive (UE) 2024/1499 e 2024/1500 in materia di organismi per la parità di trattamento”.
Prego, consigliera.
Speaker : CAPONE.
Grazie, Presidente.
Questa mozione riguarda un fatto di grande attualità: è in discussione presso il Parlamento un decreto che ha sostanzialmente abrogato le norme che riguardano le consigliere territoriali di parità. Lo ha fatto purtroppo negando l’attività eccezionale che è stata compiuta dalle consigliere di parità nell’arco di questi anni, vent’anni in cui è avvenuto che le consigliere di parità hanno difeso le donne sia nei luoghi di lavoro dove prestano la loro attività e spesso sono oggetto di mobbing o di discriminazioni di genere, sia nell’ambito della vita quotidiana, in cui subiscono tutta una serie di discriminazioni e sono difese, come è avvenuto nell’arco di questi anni, da consigliere di parità che hanno svolto un ruolo importantissimo anche sedendo nelle Aule di giustizia e difendendo gratuitamente le donne che facevano opposizione.
Questo ha garantito un grande lavoro di dignità delle donne e un modello nel quale le competenze territoriali si sono svolte proprio tenendo conto di un lavoro di prossimità. La donna, che doveva denunciare una discriminazione, si poteva rivolgere alla consigliera di parità provinciale o alla consigliera di parità territoriale, manifestando quali fossero i problemi e denunciandoli, in maniera tale da ottenere giustizia.
La Regione Puglia, in questo senso, ha fatto anche di più: ha istituito un fondo regionale che andava a sostituire il fondo nazionale, che nel corso degli anni è stato estremamente ridotto fino a scomparire, proprio per dotare la consigliera territoriale di parità delle risorse necessarie per svolgere un’attenta e compiuta difesa.
Le consigliere di parità, peraltro, erano individuate sulla base di appositi avvisi e disciplinate con competenze specifiche nel campo del lavoro. Svolgevano, infatti, ancor più, a differenza delle Commissioni di pari opportunità, un lavoro che andava a incidere direttamente nelle tematiche dei diritti del lavoro. Noi sappiamo qual è la situazione nell’ambito del lavoro, sono molte le donne che hanno una retribuzione inferiore, a parità di funzioni, rispetto agli uomini e sono molte quelle che, purtroppo, sono vittime di mobbing sui luoghi di lavoro, specialmente quando hanno competenze che spesso sarebbero da valorizzare.
Che cosa è avvenuto? Due direttive europee ‒ ben due direttive europee ‒ chiedono agli Stati membri di adottare una disciplina che aiuti le competenze delle consigliere di parità e le supporti. In particolare, precisa la direttiva europea 1499, di seguito la 1500, al “considerato” che “lo scopo della presente direttiva è stabilire requisiti minimi per il funzionamento degli organismi per la promozione della parità di trattamento” organismi per la parità e per migliorarne l’efficacia e garantirne l’indipendenza, al fine di rafforzare l’applicazione del principio della parità di trattamento, aggiungendo che devono prescrivere facilità di accesso per i cittadini, che deve declinarsi anche in chiave di diffusione territoriale.
La n.1499 al considerato, che, come sapete, è quello che entra nel merito, aggiunge “gli Stati membri, fatta salva l’autonomia delle autorità regionali e locali, dovrebbero inoltre accertarsi che i servizi dagli organismi per la parità siano a disposizione di tutte le potenziali vittime in ogni parte del loro territorio”, enfatizzando la necessità che le consigliere di parità siano effettivamente quanto più possibile diffuse.
Il Governo, purtroppo, nel recepire queste direttive ha individuato invece un unico organismo nazionale, ha abrogato gli articoli che riguardano le consigliere di parità territoriali, ha attribuito un Fondo di ben 7 milioni di euro a quell’unico organismo territoriale.
Si sono mosse tutte le consigliere di parità territoriali in rete, hanno fatto dei documenti, hanno fatto delle osservazioni, sono state ascoltate dalle Commissioni alla Camera e al Senato e hanno proposto, ovviamente, le loro modifiche, supportate da tutte le associazioni che si occupano di discriminazione di genere.
Presso la Commissione della Camera, alla fine la Commissione ha dovuto prendere atto di questo movimento di tutte le donne e delle consigliere di parità e ha proposto una revisione del decreto, che era stato emanato. A noi fa molto piacere che la maggioranza sia tornata sui propri passi, prevedendo una revisione del decreto.
Qual è il problema però e perché questa mozione è ancora attuale? Perché dobbiamo convergere tutti su una posizione, e questo è il mio auspicio: nella proposta di parere della Commissione cosa si dice? Formalmente si riprende in considerazione la circostanza che possano rimanere le consigliere di parità territoriali, ma nella sostanza si svuotano le loro funzioni, quindi si evita, ad esempio, che possa esserci la decisione di costituirsi in giudizio a difesa delle donne che hanno subìto una discriminazione di trattamento direttamente da parte della consigliera di parità, il che sarebbe gravissimo, gravemente lesivo delle posizioni delle consigliere, perché questa possibilità di costituirsi in giudizio gratuitamente è una delle maggiori e migliori opzioni che oggi hanno le consigliere di parità.
Ecco perché chiediamo che il nostro Presidente e la nostra assessora, che ha seguito questa questione anche direttamente, possano intervenire in Conferenza Stato-Regioni e poi in tutti i luoghi deputati per chiedere una revisione di quel decreto e sostenere l’importanza delle funzioni della consigliera di parità.
Insisto anche per un punto. Non sono qui a rivelare tutto il dossier, che pure è stato costruito da parte della rete delle consigliere di parità, ma insisto su un punto. È stato preso in considerazione il modello della Regione Puglia, relativamente proprio al fondo specifico a disposizione della consigliera di parità, anche dalle altre Regioni, perché le consigliere di parità territoriali, proprio essendo di prossimità, raccolgono praticamente la denuncia e possono difendere, come dicevo, in giudizio. Che cosa è avvenuto da noi? Che proprio qui, in Consiglio regionale, noi abbiamo dato la sede alla consigliera di parità, che non aveva la disponibilità presso gli uffici della Giunta, e la Giunta ha dato le risorse economico-finanziarie.
In questo modo noi abbiamo una consigliera di parità che è a disposizione davvero di tutto il territorio e delle consigliere di parità provinciali. In questo modo si garantisce esattamente quello che dicono le direttive europee, cioè che d’intesa Regioni, Province, Enti locali e Governo possano stabilire il miglior modo per tutelare la presenza degli organismi di parità contro ogni discriminazione di genere.
Chiedo quindi che ci sia una disponibilità a sostenere la mozione, non soltanto per una ragione politica del Consiglio regionale, ma per sostenere l’azione di tutte le consigliere di parità che con grande fatica, ma anche con grande dedizione e, devo dire, a prescindere dal partito, perché sono organismi indipendenti, nominati da tutte le amministrazioni (non tutte sono ovviamente di centrosinistra), oggi difendono il ruolo delle donne. Lo dico a maggior ragione oggi – e chiudo – che il Parlamento europeo ha votato una norma contro lo stupro e l’ha votata chiarendo ancora una volta che non si possono fare passi indietro, che non è possibile immaginare che ci debba essere il dissenso da parte dell’interessata, come purtroppo è avvenuto nelle norme approvate dall’Italia.
Noi non possiamo fare passi indietro su questo tema dei diritti e ci stupisce che ancora una volta dobbiamo intervenire per sollecitare. Ma siccome siamo tutti vicini alle persone e sappiamo come la prossimità sia indispensabile, a maggior ragione lo dobbiamo fare con riferimento alla necessità delle consigliere di parità territoriale.
Insomma, togliamo alle donne i presìdi che ci sono, di legalità, di supporto, di stimolo, di assistenza, e avremo fatto passi indietro rispetto addirittura a tutto quanto si è disciplinato fino ad ora. Sono vent’anni che esiste la consigliera di parità e le sue funzioni le ha sapute svolgere in ogni regione e in ogni provincia. Togliere questa opportunità significa davvero rinunciare o far rinunciare all’esercizio dei diritti che spettano alle donne per la costituzione. Negli ottant’anni della costituzione del diritto di voto alle donne abbiamo l’obbligo di fare passi avanti e non passi indietro.
Cominciamo con le consigliere di parità e sosteniamo l’azione che svolgono. Preciso: l’azione che svolgono senza avere un euro di rimborso, perché le consigliere di parità non hanno un’indennità. Oggi ‒ che cosa si fa? ‒ si mettono 7 milioni sull’organismo nazionale, ma si tolgono addirittura, se rimane quel decreto, le consigliere di parità regionali e territoriali. Alle prime si danno compensi giganteschi, evidentemente nella previsione, e alle altre addirittura si impedisce di lavorare.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Capone.
Prego, consigliere Pagliaro.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie.
La parità non è uno slogan, si misura dai fatti, e stando ai fatti non si può certo dubitare del Governo e dell’impegno del Governo di Giorgia Meloni ‒ che, ricordo, è la prima Premier nella nostra Nazione ‒ per rafforzare l’emancipazione femminile e contrastarne le discriminazioni.
Il decreto legislativo oggetto di questa mozione, a nostro avviso, non ha bisogno di alcuna modifica. Troviamo pretestuose le critiche delle opposizioni perché crediamo che il testo proposto dal Governo Meloni dia piena applicazione alle direttive europee, con impegni concreti contro le discriminazioni, per rafforzare gli organismi di parità e garantire le pari opportunità.
Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera preliminare all’istituzione di un nuovo organismo indipendente per la parità, operativo entro il 2027, con piena autonomia funzionale e organizzativa. La riforma prevede la soppressione delle attuali consigliere di parità territoriali, che vengono sostituite dal nuovo organismo unico.
Andando al cuore della direttiva europea, viene rafforzata la parità retributiva tra uomini e donne, introducendo meccanismi di trasparenza salariale, cosa che non si era mai avuta. L’azione normativa del Governo Meloni si concentra sull’aumento dell’occupazione femminile, che già sta avvenendo (i dati ce lo confermano) e sulla promozione della certificazione di parità di genere nelle aziende.
Ribadiamo che le critiche dell’opposizione sono infondate, dunque dichiariamo il nostro “no” a questa mozione.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere.
Prego, consigliera Spina.
Speaker : SPINA.
Grazie, Presidente.
Il tema delle pari opportunità è un tema che sicuramente interessa tutti noi e deve portarci a ragionare e a fare in modo che siano eliminati tutti gli ostacoli che portano alla disparità di trattamento fra uomini e donne.
Mi preme tuttavia porre all’attenzione di questo Consiglio un problema. Noi abbiamo due organismi che si occupano di parità, le consigliere di parità, che giustamente hanno un ruolo di tutela e, di promozione della parità e possono difendere anche in giudizio le discriminazioni, e la Commissione Pari Opportunità.
Vorrei portare all’attenzione di questo Consiglio l’impossibilità che è stata data alla Commissione Pari Opportunità da ben due consiliature di poter operare in piena autonomia. Dovremmo quindi, secondo me, siccome la Regione può entrare nel merito non come raccomandazione al Governo perché faccia, ma in prima battuta fare in modo che la Commissione Pari Opportunità sia legalmente costituita e abbia l’opportunità di lavorare in piena autonomia, perché rappresenta tutte le forze politiche, ma anche le organizzazioni del mondo produttivo e sociale.
Come Consiglio regionale possiamo fare in modo che la Commissione Pari Opportunità (questo dipende da noi) possa operare con lo stesso fine della consigliera di parità.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Spina.
Prego, consigliere Minerva.
Speaker : MINERVA.
Condivido le cose dette dalla consigliera Spina e mi auguro che il voto suo e della consigliera Minuto sia differente rispetto alla dichiarazione di voto fatta dal Capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha mosso una difesa al Primo Ministro. Ma la mozione presentata dalla collega Capone va nel merito della questione trattata. C’è un dato di fatto, che il Governo ha deciso di cancellare le consigliere di parità elette nei territori, nelle Province, nei Comuni, nelle Regioni, decidendo di costruire un organo tutto romano, che decide lì ciò che deve accadere sui territori e che va in contrasto rispetto al principio che noi difendiamo, che è quello della prossimità. Cosa si sta facendo con questa norma? Si stanno delegittimando i territori, si sta facendo sì che venga meno quello che noi abbiamo fatto per anni – non “noi” parte politica, ma noi istituzioni, e lo fanno tutte le Regioni, tutte le Province – cioè tenere all’interno delle istituzioni territoriali quel seme di garanzia rispetto alla parità, che non è un’enunciazione, ma deve essere un modus operandi.
Io, da Presidente della Provincia, ho visto la consigliera di parità andare nelle scuole, promuovere progetti veri che vanno a incidere sulla formazione dei bambini e delle bambine rispetto a una cultura retrograda che dobbiamo combattere. Ecco, che cosa si fa con questa norma? Si elimina la prossimità, si tolgono dei presìdi istituzionali territoriali e si allontana il cittadino rispetto alle decisioni prese al centro.
Cosa dovrebbe fare una scuola, un’associazione quando ha bisogno della consigliera di parità per costruire con i ragazzi un esempio di cambiamento culturale? Deve mandare una PEC a Roma, ma la consigliera di parità nazionale non potrà mai essere su tutte le scuole del territorio. Quindi, stiamo rendendo una funzione che era importante quasi inutile rispetto agli obiettivi da raggiungere.
Quindi, grazie consigliera Capone, Presidente Capone, per aver presentato questa mozione. Mi auguro che all’interno dell’opposizione non ci sia solo un voto di difesa del Primo Ministro, come ha annunciato il Capogruppo Pagliaro, ma almeno da parte delle donne della minoranza ci sia una presa di coscienza rispetto al fatto che eliminare le consigliere di parità elette dalla Provincia, dai Comuni e dalle Regioni vuol dire lasciare libero un presidio territoriale che ci dovrebbe invece vedere tutti insieme tutori di una cultura, quella della parità e del rispetto, che deve vederci uniti rispetto al percorso da fare.
Su quello che è stato detto sono d’accordo: sono due organi diversi, oggi stiamo parlando della consigliera di parità. Su quello che ha detto io sono d’accordo, c’è bisogno di uno sforzo comune, ma se lo facciamo non si può votare contrario a questa mozione, che invece rafforza la tutela e l’idea culturale che dobbiamo avere rispetto alle conquiste, che sono conquiste di modernità, rispetto alle quali il Governo centrale sta provando a farci fare dei passi indietro.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Ha chiesto la parola la consigliera La Ghezza. Prego.
Speaker : LA GHEZZA.
Grazie, Presidente.
Noi abbiamo fortemente criticato la decisione del Governo di abrogare la figura delle consigliere territoriali di parità, per farne un organismo centralizzato. È evidente che l’accentramento è lo strumento preferito dalla maggioranza di Governo nazionale, invece quello che bisogna fare è investire sulla parità, sulla formazione e sul sostegno per le lavoratrici. Mentre con provvedimenti di questo tipo il Governo vuole forse rendere le donne invisibili.
Noi abbiamo convintamente condiviso, quindi sottoscritto questa mozione, che veramente riporta al centro l’operato che le consigliere di parità hanno svolto in tutti questi anni sul nostro territorio.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
A lei.
Prego, consigliera Barone.
Speaker : BARONE.
Grazie, Vicepresidente.
Voglio continuare a rafforzare la posizione non credo soltanto della maggioranza, ma, al contrario, spero vivamente che le donne elette in minoranza possano con noi votare nella stessa direzione. Che un tema come quello di un ruolo così importante che fa da garante sui territori del lavoro piuttosto che delle problematiche legate alle donne possa diventare motivo di divisione politica, maggioranza-minoranza, quello che succede a Roma, è assurdo. Un tema così importante, di tutela di tante lavoratrici dovrebbe unire e non creare dissapori o storture. Invece, al contrario, siamo qui oggi a discutere e addirittura a parlare di Roma, di territori.
Credo che verrà sicuramente accolta la proposta della collega Spina nel riproporre qui in Regione anche la Commissione che possa ancor di più rafforzare il ruolo, ma sicuramente creare nel tempo delle reti tra gli Enti territoriali, in modo da rafforzare il lavoro di queste donne, di queste figure che sui nostri territori hanno un ruolo fondamentale.
Non ultimo, ho ascoltato qualche giorno fa la consigliera di parità della provincia di Foggia, che aveva aiutato una donna a chiudere un contenzioso, e lei mi diceva che “se questa istruttoria avessi dovuto portarla a Roma, la cosa sarebbe stata molto più lunga e complessa, un conto è conoscere il territorio”, conoscere le problematiche, conoscere magari gli enti piuttosto che le dinamiche che si svolgono sui territori, in conto è trasportare e trasferire tutto quanto a livello centrale, addirittura a Roma.
Crediamo invece che siano assolutamente presidi da tutelare e garantire, ruoli capaci di rafforzare i diritti sui territori, quindi non si può sicuramente demandare a Roma un ruolo così centrale, che sempre più sta diventando importante quanto più si comprende il ruolo della consigliera o del consigliere di parità sicuramente il lavoro sui territori viene smaltito.
A me è capitato come Assessore al welfare al tempo della scorsa legislatura di avere contatti continui e devo dire che fanno un lavoro egregio, come diceva prima la collega Capone pagate niente, perché si parla veramente di pochi euro, andrebbe forse rafforzato in questo senso il lavoro, dovrebbero essere pagate di più proprio per il grandissimo lavoro che fanno sui territori giorno dopo giorno, quindi va sicuramente tutelato questo impegno e questo ruolo. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera.
È iscritta a parlare la consigliera Spina. Prego.
Speaker : SPINA.
Grazie, Presidente. Volevo solo precisare che la lotta alla discriminazione non appartiene né agli uomini, né alle donne, rispondendo al consigliere Minerva, che voleva conoscere il voto mio e della collega Minuto, ma deve appartenere a tutti i componenti di questo Consiglio regionale, che, come ho detto prima, dovrebbe dare l’esempio.
Il Consiglio regionale può e ha la competenza per consentire a un organismo collegiale, che ha gli stessi compiti della consigliera di parità che lavora da sola (non è un organismo collegiale) contro le discriminazioni.
Possiamo mettere la Commissione Pari Opportunità in condizioni di lavorare nella difesa delle donne, nella difesa contro le discriminazioni e per quelli che sono i compiti che la stessa legge regionale ha consentito alla Commissione di poter esercitare.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Prego, consigliera Capone.
Speaker : CAPONE.
Grazie, Presidente.
Io penso che dobbiamo fare un po’ di chiarezza. Il compito della Commissione Pari Opportunità, che pure auspico che possa essere rigenerata, è completamente diverso dal compito della consigliera di parità, diverso sia per nomina, sia per elezione, sia per funzioni, sia per poteri.
La consigliera di parità, infatti, è l’unico soggetto che ha il potere di costituirsi nel giudizio lavoristico, di monitorare le discriminazioni sui luoghi di lavoro, di partecipare ai tavoli istituzionali con la funzione prevista dalla legge, perché è la legge che attribuisce questo potere. E la costituzione in giudizio è un potere specifico della consigliera di parità, che non è un organo della Regione, ma è nominata dal Ministero del lavoro, alla fine, su proposta della Regione. Quindi, stiamo parlando di soggetti che hanno funzioni diverse.
Effettivamente tutti questi soggetti hanno il compito di lottare contro le discriminazioni di genere, ma la discriminazione può essere colpita in vario modo e la consigliera di parità, oggi, in virtù delle direttive europee e in virtù delle leggi nazionali ad oggi vigenti, prima che ci fosse questo decreto sciagurato del Governo, ha dei poteri enormi.
Voglio però richiamare l’attenzione vostra, colleghi cari e colleghe care, su un dato. Supponiamo che una donna sia vittima di discriminazione sul luogo di lavoro. Voi ve la immaginate a chiedere l’appuntamento all’organismo centrale di Roma, che si occupa di tutta l’Italia? E avendo ottenuto l’appuntamento, a prenotare il viaggio in treno o in aereo, a sostenerne il costo, a riferire di una situazione che a Roma dovrebbero conoscere facendo un’istruttoria, mandando ispettori, facendo insomma un lavoro enorme, che a livello di prossimità si può fare? È questa la ragione che spinge l’Europa, con due direttive, a chiedere che i Governi possano nominare delle consigliere di parità che siano di prossimità.
Ecco perché dobbiamo batterci perché questi diritti siano garantiti tutt’oggi. “Io non credo” aveva ragione Teresa Mattei quando lo diceva, una delle 21 costituenti che ha scritto la Costituzione nella Commissione “che i diritti siano acquisiti per sempre”. Lo diceva anche Piero Calamandrei. I diritti sono sempre da confermare e noi stiamo procedendo nel senso di ridurre i diritti delle donne, non di confermarli e non di aumentarli: ridurli. Come? Abbiamo tolto “Opzione donna” e l’ha fatto questo Governo, purtroppo; abbiamo legiferato in maniera diversa sullo stupro, chiedendo e addirittura facendolo ad opera di una donna, la Bongiorno, che ci possa essere la manifestazione del dissenso e chiedendo...
Consigliere Caroli, è proprio quell’atteggiamento misogino che, purtroppo, deve spingerci a lavorare a sostegno delle donne.
Chiedendo alla fine, con questo decreto, di ridurre gli organismi di prossimità. Insistiamo perché siano ascoltate le donne e insistiamo perché ci si renda conto una volta per tutte, uomini e donne, che difendere la parità vuol dire migliorare la vita, la qualità della vita e il benessere di tutti i cittadini e di tutte le cittadine, significa migliorare la vita nelle comunità e nei luoghi di lavoro.
Potrebbe non interessare a lei, consigliere Caroli, però io sono fermamente convinta che nelle Aule consiliari noi determiniamo anche la vita dei nostri cittadini e delle nostre cittadine, ecco perché questo impegno deve essere forte.
Sono contenta che ci sia stata una prima resipiscenza. La maggioranza di questo Governo ha detto che vuole cambiare effettivamente quel decreto. Non vorrei che in Consiglio regionale la minoranza di questo Consiglio fosse addirittura indietro rispetto a quello che ha detto di voler fare la maggioranza nel Governo.
Speaker : PRESIDENTE.
Perdonatemi, questo vociare non va bene. Ha chiesto di intervenire la consigliera Annagrazia Angolano, alla quale concedo volentieri la parola. Prego, consigliera.
Speaker : ANGOLANO.
Grazie, Presidente.
Approdo in questa Assise dopo un trascorso, peraltro abbastanza breve, in Consiglio comunale a Taranto e da neofita della politica, sotto il profilo operativo-procedurale, mi sono ritrovata a partecipare coinvolta in tutte le Commissioni, perché ero capogruppo della mia forza politica, giornalmente lavorando per il Comune di Taranto. Nei primi giorni di questa attività mi è stato immediatamente specificato che avrei potuto partecipare, in quanto Capogruppo, anche alla Commissione Pari Opportunità, quindi della parità di genere, ma immediatamente a questa informazione se n’è aggiunta un’altra, la seguente: “però, consigliera, se partecipa a quella di Parità di genere, si ricordi che non è riconosciuto il gettone”, quindi, da un lato, si mettono su delle Commissioni per evitare le discriminazioni in una Commissione che, di fatto, è di per sé discriminata, perché, a differenza di tutte le altre, non prevede un riconoscimento.
Questo vuol dire che evidentemente abbiamo da fare ancora tanta strada, l’organismo centrale, quello nazionale, sicuramente può aiutare, può esistere, direi può coesistere per differenze anche di competenze, soprattutto sotto il profilo territoriale, perché in campagna elettorale mi pare di ricordare che tutti noi, indipendentemente dalla forza politica di appartenenza, quindi in maniera del tutto trasversale, fossimo gioiosi nel dire che avremmo fatto una politica di prossimità, una politica tra i cittadini, tra le persone, perché la politica deve stare tra le persone.
Cosa facciamo invece con questo provvedimento? Togliamo delle figure come le consigliere di parità, che invece occorrono per sensibilizzare la politica della parità di genere, per essere un esempio sul territorio, anche per costituirsi in giudizio, come ricordava la Presidente Capone, per essere una presenza fisica e ricordarci ogni giorno che la parità di genere deve essere applicata quotidianamente, non con una richiesta di PEC a Roma, non con questa distanza fisica e temporale chilometrica, la parità di genere deve essere misurata, deve essere vissuta sul territorio, quindi anche la presenza di chi ha quel ruolo, non una tantum, non in maniera occasionale, ma con un impegno costante e - consentitemi di dirlo - anche retribuito, perché significa riconoscere l’impegno sociale e giuridico di questa figura sul territorio.
Io andrei oltre, non solo non abbandonerei questi ruoli sul territorio, ma darei loro la possibilità di essere maggiormente riconosciuti. Ecco perché forse oggi, poiché, come ricordava Calamandrei, i diritti sono sempre da confermare, questa presenza non è solo da confermare, ma, a mio avviso, anche da rafforzare. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie alla consigliera Angolano. Ci sono altri interventi? Se non ci sono altri interventi, chiedo all’assessore di esprimere un parere e di intervenire sul punto all’ordine del giorno. Prego, assessore.
Speaker : MIGLIETTA, assessore alla cultura e alla conoscenza.
Grazie, Presidente.
Ringrazio la consigliera Loredana Capone e i sottoscrittori e le sottoscrittrici di questa mozione, che spero, come ci siamo augurati negli interventi precedenti, sia condivisa da tutta l’Aula. Questo perché, rispetto a quello che inizialmente sembrava questa proposta, cioè una riorganizzazione del ruolo delle consigliere di parità, di fatto si sta configurando come una abolizione di queste figure, con i problemi immediati che i territori avrebbero e che sono stati rappresentati nei precedenti interventi, soprattutto da un punto di vista di presidio delle nostre comunità e per quello che hanno rappresentato queste figure in questi anni come punti di riferimento per le donne che hanno avuto necessità di avere sostegno non solo legale in seguito a discriminazioni o, peggio, violenze di cui sono state vittime.
Questa riorganizzazione, oltre che colpire un sistema che è stato finora virtuoso e lasciare scoperti i territori, inizierebbe a ridurre anche quella consapevolezza che attività di questo tipo hanno sviluppato nei Comuni, nei nostri territori, in questi anni. Oggi possiamo dire che è grazie a questo lavoro se riusciamo a parlare, in molti contesti, di violenza di genere e a fare prevenzione, per esempio, o a rivendicare diritti rispetto alla parità salariale o a sottolineare le disuguaglianze che ancora contraddistinguono la nostra società.
Quindi, il Governo – e io come assessora regionale con delega – si impegna a rappresentare nelle sedi opportune, così come chiesto nella mozione, l’importanza di salvaguardare queste figure così importanti. Penso che – mi dispiace che non ci sia il consigliere Pagliaro, che giustamente evoca sempre la Presidente del Consiglio nei suoi interventi – non basti essere una donna per attivare e attuare politiche a sostegno delle donne. Anzi, penso che le politiche pubbliche non siano mai politiche neutre: in base a quello che si decide, poi si segna la rotta. Se questo Governo in questi anni ha tagliato i fondi, per esempio, al contrasto della violenza contro le donne, riduzioni significative di 15 milioni di euro da un anno all’altro, o se, come per il decreto sullo stupro, sta lavorando per trasformare il dissenso in consenso o se si concentra sulle politiche a sostegno delle donne madri mettendo al centro esclusivamente questa funzione rispetto alle altre, penso che siamo ancora lontani dall’attuare veramente una politica a sostegno dell’uguaglianza di genere.
Ribadisco l’impegno del Governo a sostegno della mozione, che mi auguro venga condivisa da tutte le consigliere e tutti i consiglieri del nostro Consiglio.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore Miglietta.
Registrando il suo parere favorevole, pongo in votazione la mozione Loredana Capone e altri “Attuazione delle direttive (UE) 2024/1499 e 2024/1500 in materia di organismi per la parità di trattamento. 24/M”.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 32, votanti 26, voti favorevoli 26.
La mozione è approvata.
Così come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, essendo giunti alle ore 16, dichiaro chiusi i lavori del Consiglio.
La seduta è tolta.
