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C.r. Puglia 01.04.26
TIPO FILE: Video
Speaker : PRESIDENTE.
La seduta è aperta. (Segue inno nazionale) Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta.
Se non vi sono interventi al riguardo, diamo per approvato il verbale della seduta del 19 marzo.
Non ci sono interventi, quindi procediamo con i lavori.
Hanno chiesto congedo la consigliera Barone, per motivi istituzionali, e il consigliere Gatta.
Procediamo preliminarmente alle comunicazioni, ai sensi dell’articolo 30 del Regolamento interno.
Invito la Vicepresidente Vaccarella a dare lettura delle interrogazioni e delle mozioni presentate, nonché delle proposte e dei disegni di legge assegnati alle Commissioni.
Speaker : VACCARELLA.
Sono pervenute le risposte scritte alle interrogazioni. Si comunica che, in data 31 marzo 2026, è pervenuta, da parte dell’assessore competente Graziamaria Starace, risposta scritta alla seguente interrogazione ordinaria, a firma del consigliere Pagano: “Riconoscimento di ulteriori titoli di studio ai fini dell’abilitazione alla professione di direttore tecnico di agenzia di viaggio e di turismo”.
Assegnazioni alle Commissioni.
Commissione I: riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a), decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, relativi al disegno di legge n. 35 del 17 marzo 2026 e al disegno di legge n. 36 del 24 marzo 2026.
Commissione II: proposta di legge a firma del consigliere Minerva ed altri “Norme di interpretazione autentica in materia di proroga delle graduatorie concorsuali”; Acquedotto Pugliese Spa ‒ Designazione di un componente effettivo e di un componente supplente del Collegio Sindacale ‒ articolo 242 legge regionale n. 42 del 2024 e articolo 30 dello Statuto dell’Acquedotto Pugliese.
Commissione II e Commissione III (Parere): proposta di legge a firma del consigliere Cera ed altri “Disposizioni per la soppressione delle società in house Sanitaservice delle Aziende sanitarie locali pugliesi per l’internalizzazione dei servizi e per il reclutamento del personale nelle dotazioni organiche delle ASL”.
Commissione III: proposta di legge a firma del consigliere Pagliaro ed altri “Proposta di modifica della legge regionale 19 febbraio 2024, n. 1, avente ad oggetto ‘Programma di eliminazione del carcinoma del collo dell’utero e altre patologie HPV-correlate’”; proposta di legge a firma del consigliere Scalera “Disposizioni per la tutela e la cura delle donne affette da endometriosi e da infertilità”; proposta di legge a firma del consigliere Perrini ed altri “Istituzione del numero verde regionale h24 per il supporto psicologico per ansia e attacchi di panico”; proposta di legge a firma del consigliere Scalera “Disposizioni per la tutela e la cura delle donne affette da endometriosi e da infertilità”; proposta di legge a firma del consigliere Perrini ed altri “Istituzione del numero verde regionale h24 per il supporto psicologico per attacchi di panico e ansia”; proposta di legge a firma del consigliere Pagano “Misure per la facilitazione dell’accesso alle cure dei soggetti in condizioni di fragilità e privi di rete di sostegno mediante servizi di accompagnamento verso le strutture sanitarie”; proposta di legge a firma del consigliere Scatigna ed altri “Disposizioni per il potenziamento dei punti di primo intervento nei comuni a forte presenza turistica”; proposta di legge a firma del consigliere Scalera “Osservatorio regionale per l’educazione alla salute e la prevenzione delle tossicodipendenze fra i giovani”; proposta di legge a firma del consigliere Spaccavento ed altri “Disposizioni organiche per il riconoscimento, la tutela, la diagnosi e la cura delle persone affette da sindrome fibromialgica nella regione Puglia”; proposta di legge a iniziativa popolare “Procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito, ai sensi e per l’effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 242 del 2019 ‒ ex articolo 15, comma 2 dello Statuto della Regione Puglia”.
Commissione IV: proposta di legge a firma del consigliere Cera “Disposizioni per il rafforzamento delle attività di prevenzione del rischio incendi boschivi e per l’utilizzo continuativo del personale ARIF Puglia”.
Commissione VI: proposte di legge a firma del consigliere Cera “Promozione e valorizzazione della tradizione pirotecnica di San Severo e della batteria alla sanseverese”.
Commissione VII: atto amministrativo “Proposta di modifica al Regolamento interno del Consiglio regionale”.
Sono state presentate le seguenti mozioni: Caroli ed altri “Richiesta applicazione della legge regionale n. 7 del 2022”; Pagliaro ed altri “Elettrochemioterapia nelle strutture sanitarie pugliesi pubbliche e private accreditate di tutte le ASL pugliesi”; Pagliaro ed altri “Istituzione zone cuscinetto nei mari della Puglia da interdire e stazionamento motonavi da pesca”; Mazzotta “Riattivazione del centro cottura del presidio ospedaliero Vito Fazzi di Lecce”; Barone ed altri “Mozione per impegnare la Giunta a prevedere la richiesta per i Vigili del fuoco di biomonitoraggio, potenziamento dei controlli sanitari e riconoscimento dello status di categoria sottoposta a impieghi altamente usuranti e invalidanti”; La Ghezza ed altri “Gara europea a procedura aperta per l’appalto relativo all’affidamento dei servizi di vigilanza armata (lotto n. 1) e di custodia e portierato (lotto n. 2) per le sedi della Regione Puglia esercizi 2026-2027 indizione. Cig lotto 1 BA24AAFA11 CIG lotto 2 BA24F4619 indetta con determinazione n. 22 del 28 gennaio 2026 della Segreteria generale della Presidenza – Richiesta di sospensione della procedura di affidamento; Angolano ed altri “Mozione per impegnare la Giunta a provvedere circa l’installazione di colonnine pubbliche per la ricarica di veicoli elettrici nella sede del Consiglio regionale della Puglia”; Pagliaro ed altri “Ipertermia oncologica in tutte le ASL pugliesi”; Scalera “Prevenzione dell’infezione da virus HCV nuove e maggiori campagne di informazione”.
Speaker : PRESIDENTE.
Esaurite le comunicazioni del diritto, passiamo all’esame dei punti all’ordine del giorno.
Il primo punto all’ordine del giorno è il seguente: “Disegno di legge n. 32 del 10 marzo 2026 ‘Riconoscimento di debito fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo del 23 giugno 2011 n. 118 derivante dalla sentenza dell’ufficio del giudice di pace di Foggia n. 118/2026 e dal decreto di liquidazione del c.t.u. del tribunale di Taranto causa n.r.g. 979/2024” - 71/A».
La I Commissione ha provveduto ad accorpare, attraverso due emendamenti, i disegni di legge n. 32, n. 33 e n. 34 del 2026, che oggi siamo chiamati a votare.
Pertanto, invito, il Presidente della I Commissione, Ubaldo Pagano, a relazionare in merito.
Speaker : PAGANO.
Grazie, Presidente.
La diamo per letta.
Speaker : PRESIDENTE.
Ci sono interventi sul punto all’ordine del giorno?
Se non ci sono interventi sul punto all’ordine del giorno, lo metto in votazione.
Io ho chiesto se ci fossero interventi, non si è iscritto a parlare. Si iscrive a parlare in ritardo, quindi le cedo la parola. Prego.
Speaker : TUTOLO.
Chiedo al collega Pagano di relazionarci sul punto, per essere consapevoli dell’argomento in discussione.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Prego, consigliere Pagano.
Speaker : PAGANO.
Grazie, Presidente.
Come giustamente ricordava lei nella lettura della relazione tecnica introduttiva a questo disegno di legge, siamo nel merito di tre debiti riferiti ai DDL nn. 32, 33 e 34, accorpati in un unico disegno di legge. La prima parte del provvedimento riguarda due debiti derivanti da soccombenza in giudizio, debiti da sentenze esecutive ex articolo 73, comma 1, lettera a).
Il primo debito è pari a euro 9.868,72 e scaturisce da una sentenza del giudice di pace di Foggia e da un decreto del tribunale di Taranto. La vicenda riguarda il risarcimento dei danni causati da cinghiali a colture agricole.
La somma copre la sorte capitale di euro 3.385; gli interessi 355 euro e le spese legali e di consulenza tecnica pari a 6.128,69 euro.
Il secondo debito è di 2.747,78 euro e deriva da una sentenza del Tribunale regionale delle Acque Pubbliche presso la Corte d’appello. Anche qui la cifra è ripartita tra sorte capitale, interessi e spese di giudizio.
Il totale per i debiti da questa sentenza ammonta a 12.616,50 euro. La seconda tipologia riguarda invece un unico debito per prestazioni già ricevute dall’ente, e il debito per servizi in assenza di impegno. Trattasi di un costo difficilmente preventivabile: lo andiamo a sanare ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera e). Parliamo di 6.100 euro dovuti dalla società InfoCamere per servizi informativi relativi alle annualità 2023-2025.
Segnalo che per questo debito non vi sono nuovi oneri a carico del bilancio, poiché le somme risultano già impegnate e pagate con atti dirigenziali degli anni scorsi. Si tratta quindi di una semplice ma necessaria regolarizzazione contabile in cui il totale del delle somme cui stiamo facendo fronte è pari a 18.716,50 euro. Per la copertura sono stati utilizzati i capitoli per oneri da ritardati pagamenti e le quote accantonate dal risultato di amministrazione per le sorti capitali.
La Commissione ha espresso parere favorevole a maggioranza e, visti i referti tecnici che risultano agli atti positivi, invito i colleghi a procedere a un’approvazione immediata per evitare ulteriori aggravi di interessi.
Come ci siamo detti da quando abbiamo cominciato questa avventura legislativa, stiamo cercando di essere altamente tempestivi nell’istruttoria di tutti i debiti fuori bilancio, anche per fare in modo che questo costituisca un viatico affinché anche le strutture regionali procedano con la stessa solerzia. In tal caso abbiamo anche provveduto, come da indicazione della Commissione stessa a inviare una nota all’Ufficio legale, all’Avvocatura generale della Regione in cui chiediamo anche di capire quali possano essere le modalità operative più fruttuose affinché si possa procedere più speditamente possibile rispetto alla prevenzione di questi processi, di questi fenomeni, dove, come successo in un caso rispetto al primo debito fuori bilancio, la sorte per interessi e per spese legali supera di gran lunga la sorte capitale. Questo è a dir poco purtroppo usuale, ma non auspicabile, e su questo dovremmo provare a intraprendere azioni di efficientamento, su cui siamo evidentemente impegnati.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagano.
Ci sono interventi sul punto all’ordine del giorno? Se non ci sono interventi, metto in votazione il primo punto all’ordine del giorno.
Articolo 1.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 44, votanti 42, favorevoli 27, contrari 15.
L’articolo è approvato.
Articolo 2.
Lo mettiamo in votazione.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 43, votanti 43, favorevoli 29, contrari 14.
L’articolo 2 è approvato.
Ora mettiamo in votazione la legge nel suo complesso.
È aperta la votazione. È chiusa la votazione.
Presenti 44, votanti 44, favorevoli 29, contrari 15.
Il disegno di legge è approvato.
Dobbiamo mettere in votazione anche l’urgenza per alzata di mano.
È approvata.
Procediamo ora con il secondo punto all’ordine del giorno: “Proposta di legge a firma dei consiglieri Minerva, Fischetti, La Ghezza, Passero – ‘Norme di interpretazione autentica in materia di proroga delle graduatorie concorsuali’ (atto consiliare 77/A).
Invito il Presidente della II Commissione, Cosimo Borraccino, a relazionare in merito.
Prego, consigliere Borraccino.
Speaker : BORRACCINO.
Signor Presidente, colleghi, consiglieri, siamo chiamati, in questa Assemblea, ad esaminare e ad approvare la proposta di legge a firma del consigliere Minerva ed altri “Norme di interpretazione autentica in materia di proroga delle graduatorie concorsuali”.
La presente proposta di legge regionale fornisce l’interpretazione autentica di alcune norme della Regione Puglia in materia di proroga delle graduatorie concorsuali e chiarisce la portata delle proroghe alle graduatorie concorsuali della Regione Puglia già disposte con l’articolo 178 della legge regionale 31 dicembre 2024, n. 42, e con l’articolo 3 della legge regionale 29 settembre 2025, n. 15.
L’impianto normativo consta di due articoli. L’articolo 1 è suddiviso in tre commi: il primo chiarisce che l’espressione “le disposizioni di cui alla legge regionale n. 27/2024 si applicano anche alle graduatorie in scadenza nell’anno 2025” si intende riferita a tutte le graduatorie in scadenza tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2025, comprese quelle già oggetto di proroga, ai sensi e per gli effetti della legge regionale 16 ottobre 2024, n. 27; il secondo comma chiarisce che l’espressione “le disposizioni di cui alla legge regionale 16 ottobre 2024, n. 27, si applicano anche alle graduatorie in scadenza nell’anno 2026” si intende riferita a tutte le graduatorie in scadenza tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2026, comprese quelle già oggetto di proroga, ai sensi e per gli effetti della legge n. 27/2024 e dell’articolo 178, comma 2, della legge regionale n. 42/2024; il terzo comma dell’articolo 1 prevede che le proroghe si applicano anche a tutte le graduatorie approvate da enti pubblici vigilati, strumentali, agenzie regionali e aziende del servizio sanitario.
L’articolo 2 della proposta di legge contiene la clausola di invarianza finanziaria, in quanto la proposta di legge non comporta maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Nel corso della seduta della Commissione del 26 marzo è stato presentato ed approvato un emendamento al terzo comma dell’articolo 1, a firma del capogruppo Minerva.
Sulla presente proposta, così come emendata, la II Commissione consiliare, sempre nella seduta del 26 marzo, ha espresso parere favorevole all’unanimità dei commissari presenti.
Si rimette, quindi, il provvedimento alla valutazione del Consiglio regionale e si ringrazia per il proficuo lavoro i colleghi e la struttura della II Commissione.
Una semplice integrazione alla relazione. Con questo provvedimento l’intera Commissione, quindi l’intero Consiglio regionale, rispetto a un’esigenza molto avvertita, non si è girata dall’altra parte, ha guardato con interesse a tanti lavoratori, a potenziali lavoratori idonei che potranno essere assunti e, quindi, ha votato favorevolmente all’unanimità in quella Commissione. Spero che anche oggi il Consiglio regionale voglia procedere ugualmente.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Borraccino.
Prima di procedere con la discussione, devo sottoporre all’attenzione dell’Aula tre emendamenti che sono stati presentati alla Presidenza.
Il primo è stato presentato dalla consigliera Anna Carmela Minuto, un emendamento aggiuntivo: dopo l’articolo 1 aggiungere l’articolo 2, che recita così: “Il personale infermieristico e gli operatori sociosanitari precari in tutte le ASL della Regione Puglia sono da ritenersi ricompresi nei commi 1, 2 e 3 dell’articolo 1”.
Poi c’è un emendamento a firma del consigliere Domenico De Santis. È un emendamento all’articolo 3: “Disposizioni per la stabilizzazione di personale non dirigenziale della Regione Puglia, degli enti strumentali, delle agenzie regionali e delle aziende del sistema sanitario regionale. Al fine di superare il precariato e in attuazione della facoltà prevista ai sensi dell’articolo 3, comma 5, del decreto-legge 22 aprile 2023, n. 44, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2023, n. 74, entro il 31 dicembre 2026 gli enti strumentali della Regione Puglia, le agenzie regionali e le Aziende del servizio sanitario regionale possono procedere, nei limiti dei posti disponibili e della vigente dotazione organica, previo colloquio selettivo e all’esito della valutazione positiva dell’attività lavorativa svolta, alla stabilizzazione nella qualifica ricoperta dal personale non dirigenziale che entro il predetto termine abbia maturato almeno trentasei mesi di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni presso l’amministrazione che procede all’assunzione, che sia stato assunto a tempo determinato a seguito di procedure concorsuali conformi ai princìpi di cui all’articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e che sia in possesso dei requisiti di cui all’articolo 20, comma 1, lettere a) e b) del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti con le risorse umane strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente”.
Poi c’è un ulteriore emendamento, presentato dal consigliere Fabio Saverio Romito ed altri: attraverso l’approvazione dell’articolo 47, l’emendamento prevede: «All’atto di Consiglio n. 77/A è aggiunto il seguente articolo “Interpretazione autentica del comma 1-bis dell’articolo 23 della legge regionale n. 26/2020, così come modificato dall’articolo 47 della legge regionale n. 7/2025. Il comma 1-bis dell’articolo 23 della legge regionale 1° agosto n. 26 (Disposizioni varie e urgenti) è sostituito dall’articolo 47 della legge regionale 30 maggio 2025, n. 7 (Disciplina regionale dell’utilizzo delle acque superficiali e sotterranee e disposizioni diverse). L’espressione “assegnatari pensionati entro i 15 anni” si intende riferita anche ai soggetti già in quiescenza alla data di entrata in vigore della norma, purché rientranti nei limiti dei 15 anni già specificati».
Consiglieri, un po’ di silenzio, per cortesia.
La presente proposta non comporta oneri per il bilancio regionale.
Distribuiamo i tre emendamenti e apriamo il dibattito sul punto all’ordine del giorno.
Chi si iscrive a parlare? Consigliere Scalera, prego.
Speaker : SCALERA.
Grazie, signor Presidente.
Cari colleghi, la proposta di legge all’esame oggi in quest’Aula recante “Norme di interpretazione autentica in materia di proroga delle graduatorie concorsuali”, che ha come finalità la proroga di ulteriori 12 mesi delle graduatorie regionali, proroga al 2027 delle graduatorie dei concorsi della Regione, degli enti di emanazione regionale e delle ASL, società in house, approvato all’unanimità in II Commissione nei giorni scorsi, è senza dubbio una misura necessaria e indispensabile.
Voglio, però, ricordare a quest’Aula e ai quattro firmatari della proposta di legge in esame che tale provvedimento nasce da un’iniziativa legislativa avviata due anni fa, quando proposi con i miei emendamenti la proroga di tali graduatorie prima a tutto il 2025 e poi a tutto il 2026, proposta che trovò il parere unanime del Consiglio regionale e, per correttezza, anche il sostegno del collega che oggi è assessore all’agricoltura, dottor Paolicelli, firmatario con me di quell’emendamento. Questa ulteriore proroga garantirà agli idonei ulteriori dodici mesi, proroga, questa, che potrà assicurare, ad esempio, anche agli ausiliari pulitori idonei della graduatoria Sanitaservice della mia provincia, quella di Taranto, la speranza di un lavoro con l’apertura del San Cataldo di Taranto. Questa ‒ è bene ricordarlo ancora una volta, così come è stato rimarcato durante i lavori della II Commissione ‒ sarà l’ultima proroga. Nel frattempo, però, continua a esserci una gestione emergenziale permanente, fatta di rinvii e promesse non mantenute. In questi anni si sarebbero dovuti raggiungere obiettivi chiari, a partire proprio dall’apertura del San Cataldo di Taranto, che resta ancora oggi l’emblema di un fallimento in termini temporali e che sino ad ora ha visto solo passerelle e diverse e inutili inaugurazioni fatte nella passata legislatura. Questo è un fatto gravissimo e inaccettabile. Peraltro, ancora oggi non vi è data certa per l’ingresso del primo paziente. Ad oggi noi non sappiamo quando il San Cataldo di Taranto riceverà il primo paziente.
In merito a questa vicenda ho depositato, all’inizio di questa legislatura, una richiesta di audizione urgente in Commissione sanità, audizione che ancora non si è tenuta. Colgo l’occasione per ricordare e ringraziare il Presidente della III Commissione, dottor Spaccavento, che mi ha già assicurato di calendarizzare la mia richiesta subito dopo le festività pasquali.
Mentre i cittadini e gli operatori sanitari attendono risposte concrete, è intollerabile che ci siano queste perdite di tempo. Ritengo che in questo momento particolare che sta vivendo la nostra regione in campo sanitario servono responsabilità, trasparenza e risultati immediati.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Scalera.
È iscritto a parlare il consigliere Pagliaro. Ne ha facoltà.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Presidente.
Noi siamo, chiaramente, contrari alla pratica sistematica delle proroghe. Questo lo preciso in premessa. Con questa proposta di legge si applicano le proroghe non soltanto alle graduatorie della Regione Puglia, ma anche a quelle degli enti pubblici vigilati dalla Regione, dagli enti strumentali delle agenzie regionali, delle aziende del servizio sanitario regionale.
Noi siamo un po’ perplessi, per la verità, sulla sostenibilità di queste proroghe e ribadiamo che è necessario porre fine a questa stortura delle proroghe per fare i concorsi. Dobbiamo fare i concorsi, assessore. Lei ci ha detto in Commissione e ci ha garantito che si sta lavorando per preparare i nuovi concorsi, e noi le crediamo, anzi le chiediamo di accelerare, dopo quest’ultima scadenza delle graduatorie che abbiamo fissato con questa proposta di legge ad aprile 2027. C’è anche quella dei dirigenti, che sono fermi dal 2009.
Ci auguriamo che si passi dalle parole ai fatti. Su questa questione vigileremo. Ci sembra un po’ paradossale, da una parte, prorogare le graduatorie e, dall’altra parte, prevedere dei concorsi. Sperando che i vincitori dei prossimi concorsi non abbiano sempre questa incertezza. Ci sono molte professionalità nuove, nuove competenze, giovani laureati che stanno sperando in questi concorsi. Dobbiamo dare loro questa opportunità, questa possibilità.
Nonostante quello che abbiamo dichiarato, di essere contrari alla pratica sistematica delle proroghe, eccezionalmente, in questa occasione, ma solo per questa occasione, lo ribadiamo in maniera molto forte e decisa, voteremo a favore di questa proposta di legge.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
È iscritto a parlare il consigliere Stefano Minerva. Ne ha facoltà.
Speaker : MINERVA.
Grazie, Presidente.
In realtà, la norma di cui sono primo firmatario abbiamo deciso di depositarla con i quattro Capigruppo della maggioranza perché è una norma che abbiamo non solo condiviso, ma anche pensato per rispondere alle esigenze che alcune categorie ci hanno sottoposto.
Il Presidente della Commissione, Borraccino, ha illustrato in maniera egregia il percorso che ha portato la PDL, dopo la presentazione in Commissione, votata all’unanimità. Infatti, il consigliere Pagliaro nella parte iniziale del suo intervento pensavo si fosse dimenticato del voto favorevole in Commissione. Dopo un confronto con l’assessore, che ringrazio per il lavoro che ha fatto, ci ha assicurato che si aprirà la nuova fase concorsuale, la stagione concorsuale per la Regione Puglia, anche per i dirigenti. Ci siamo resi conto che c’erano alcune categorie che se non fossimo intervenuti in maniera tempestiva, ne abbiamo parlato con l’assessore Paolicelli più volte, alcune graduatorie sarebbero o decadute e alcuni servizi fondamentali per la nostra Regione Puglia non si sarebbero potuti svolgere quest’anno.
Ad esempio, il servizio dell’antincendio, svolto dai lavoratori ARIF, non sarebbe potuto partire. Sappiamo quanto è importante, viste le discussioni di queste ore e di questi giorni. Sappiamo che l’assessore Cilento è stata ieri in una Prefettura dove si è parlato di antincendio, perché quelle graduatorie, la proroga di quelle graduatorie, ci serve a dare la possibilità a quelle persone di svolgere quel compito.
La proroga delle graduatorie serve anche, nell’immediato, a coprire i posti scoperti. Come è stato spiegato, la proroga è solo per un anno. Nel frattempo l’assessore ci ha già garantito, ma ce lo dirà, che inizierà tutto l’iter di approfondimento dei nuovi PIAO per far partire la nuova stagione concorsuale.
Grazie a tutti i consiglieri che già in Commissione hanno votato favorevolmente. Ci aspettiamo che anche oggi il Consiglio dia un voto favorevole unanime a questa proposta di legge.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Si è iscritto a parlare il consigliere Romito. Ne ha facoltà.
Prego.
Speaker : ROMITO.
Grazie, Presidente.
Credo che oggi il Consiglio regionale, lo abbiamo già detto in altre circostanze, lo abbiamo detto anche in Commissione, sta provando a porre rimedio, perché la rubrica di questo articolo è “Interpretazione autentica”. Difatti, noi stiamo interpretando in modo corretto, per evitare ulteriori contenziosi e ulteriori incertezze, un provvedimento di legge che è stato approvato sempre in quest’Aula nel Consiglio regionale della passata legislatura.
Per la verità, è un provvedimento scritto non in modo esemplare, dal momento che da lì in poi si sono verificate tutta una serie di ulteriori audizioni in Commissione e richieste di chiarimenti. Addirittura in alcune circostanze, devono sapere i colleghi, che i chiarimenti che avrebbero dovuto rendere i legislatori, i consiglieri regionali, sono stati chiesti agli uffici impropriamente e in modo assolutamente non utile. Questo è evidente che ci mostra una grande difficoltà da parte di questa Assise del Consiglio regionale della Puglia nell’approvare delle norme che possano spiegare legittimamente degli affetti per tutti i consociati. Ma nel caso di specie io credo sia necessario ‒ rispetto a questo io vorrei le rassicurazioni da parte dell’assessore Leo ‒ che, oltre a dirimere questioni vecchie, come si sta facendo con questo provvedimento, si possa parlare anche di nuovo, perché attraverso questa norma si prorogano ancora delle graduatorie che hanno anche quattro o cinque anni, cosa che da un certo punto di vista può trovare anche il riscontro nella necessità di tanti pugliesi di avere una certezza rispetto alla propria aspettativa occupazionale, dall’altro lato, però, abbiamo il dovere di rivolgerci alle decine di migliaia di giovani pugliesi che, quando questi concorsi sono stati banditi, non avevano neppure l’opportunità di potervi partecipare perché, banalmente, non possedevano i requisiti anagrafici, i requisiti curriculari o i requisiti di studio necessari per poter concorrere a quelle procedure.
Oggi si pone ‒ credo ‒ e si scrive ‒ spero ‒ la parola definitiva rispetto a quella stagione concorsuale che ormai ha quattro o cinque anni sulle spalle, ma credo che l’intendimento dell’assessore, della Giunta e di questa Assemblea regionale sia, oltre a chiarire e a mettere un punto sulle questioni passate, inaugurare una stagione che possa guardare al futuro e possa parlare alle migliaia di giovani pugliesi che oggi un’occupazione non ce l’hanno e che quattro o cinque anni fa non avevano i titoli per poter partecipare a quei concorsi. Quindi, da un lato, la necessità di chiarire posizioni che sono state ormai assodate quattro o cinque anni fa, dall’altro la necessità di dare delle risposte alle migliaia di giovani pugliesi che coltivano legittimamente oggi, nel 2026, il sogno di poter lavorare per l’Assemblea regionale della Puglia, per la Regione Puglia o per una delle sue aziende o ramificazioni. Ecco perché credo che prima di tutto il resto serva, da questo punto di vista, un chiarimento da parte dell’assessore Leo, che so avere questa sensibilità, perché so tenerci assai all’occupazione dei giovani pugliesi e alle prospettive che noi dobbiamo ai tanti ragazzi della nostra regione.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Romito.
Si è iscritto a parlare il consigliere Lanotte. Ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : LANOTTE.
Grazie, Presidente. Presidente della Giunta, assessori, colleghe e colleghi consiglieri, io penso che non sia possibile immaginare un voto differente se non quello favorevole a questo provvedimento, perché quando ci troviamo di fronte a delle necessità…
Chiedo ai consiglieri di fare silenzio, altrimenti mi viene difficile intervenire. Grazie.
Mi sembra impossibile immaginare di non facilitare la proroga di graduatorie già approvate, però questo denota, come diceva chi mi ha preceduto, un evidente e probabile difetto di programmazione anche sulla gestione delle risorse umane. Se astrattamente noi oggi non approvassimo una proroga per graduatorie relative al 2026, vorrei vedere tutte le circolari che vengono fatte dal DG nuovo in questa Regione, che impediscono il ricorso al lavoro interinale e alle agenzie come potrebbero essere esauditi gli auspici di queste circolari.
È evidente che, per un verso, c’è la necessità di garantire ai giovani la possibilità di avere un altro anno di chance per essere assunti a tempo determinato piuttosto che indeterminato; dall’altro lato, c’è anche un evidente difetto di programmazione della politica delle risorse umane in questa Regione.
Diceva bene il collega Romito: occorre necessariamente che, visto che siamo agli albori di questa legislatura, si possano assaporare in ambito di politica e di risorse umane i nuovi indirizzi di questo Governo regionale. È altrettanto importante ed è altrettanto chiaro che il “mercato” del concorso possa essere aperto anche a quei ragazzi, a quei giovani che, purtroppo, per ragioni anagrafiche o per assenza di titoli che si sono dovuti andare a conquistare sul campo con la fatica dello studio e dell’esperienza, possano in quel momento partecipare alle nuove graduatorie, purché, però, questo è un monito che sento di lanciare perché siamo agli inizi di questa legislatura, tutto venga fatto con serietà e sobrietà. Non possiamo assistere ad altre scene come quelle che hanno caratterizzato le campagne elettorali del 2020 e, per alcuni aspetti, anche quelle del 2025, quando si facevano firmare a 10 giorni, 15 giorni dal voto i contratti di quelli che stavano nella graduatoria della Sanità Service o della ASL X piuttosto che Y, in diretta Facebook, in urbi et orbi, addirittura, direi. Lo facevamo quasi in eurovisione.
C’è un discorso di serietà sulla gestione delle risorse umane. Con il diritto al lavoro, con la volontà dei giovani pugliesi di rimanere in Puglia non si può scherzare e non si deve in alcun modo non essere trasparenti e al di sopra di ogni sospetto, come la moglie di Cesare. Questo lo voglio dire, Presidente, perché noi confidiamo in questo nuovo avvio, siamo convinti che verrà fatto, ma allo stesso tempo bisogna avere un approccio di serietà e pragmaticità.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Lanotte. Si è iscritto a parlare il consigliere De Santis. Ne ha facoltà.
Speaker : DE SANTIS.
Buongiorno, Presidente. Grazie. Saluto la Giunta, gli assessori e i consiglieri.
La norma che è stata presentata e votata all’unanimità in Commissione sia una norma molto importante, perché ci troviamo in una fase complicata del mercato del lavoro e consentire l’opportunità di poter prorogare le graduatorie nelle agenzie, nelle società partecipate, nelle ASL consente di poter dare una risposta immediata sul tema del lavoro a centinaia di ragazzi e ragazze pugliesi. Allo stesso tempo, siccome è un tema delicato, vorrei porre l’attenzione di questo Consiglio al lavoro che è stato fatto anche negli anni passati, perché ritengo sia doveroso da parte nostra. Ritengo che il lavoro che è stato fatto negli anni passati è un lavoro che ha consentito nella Regione Puglia di fare uno sforzo importante attraverso quelle che sono le norme nazionali, di stabilizzare il lavoro nelle agenzie della Regione Puglia, perché fino a qualche anno fa, fino a sei, sette, otto, dieci anni fa, noi avevamo nelle agenzie regionali, nelle società partecipate dalla Regione Puglia, pletore di lavoratori precari che, invece, sono stati stabilizzati negli anni a seguire attraverso prima la norma cosiddetta “Madia” e poi attraverso le modifiche legislative che si sono succedute.
Noi dobbiamo provare a tenere insieme, mi rivolgo all’assessore al personale della Regione Puglia, le necessità di questa legge, ovvero la proroga delle graduatorie in essere per consentire di tenere insieme e garantire il lavoro nel mentre, così come si è impegnata la Giunta dovranno essere banditi nuovi concorsi, immagino anche quello dei dirigenti della Regione Puglia che non si svolgono dal 2009, quindi è un grande tema che attiene anche all’efficientamento e alla qualità della macchina amministrativa regionale. Quindi, da un lato, la proroga delle graduatorie, dall’altro l’impegno della Giunta a bandire nuovi concorsi per venire incontro anche alle sollecitazioni che venivano dall’opposizione, ovvero garantire il diritto a coloro i quali non hanno partecipato due o tre anni fa di poter partecipare a nuovi concorsi, quindi ambire a entrare nella macchina regionale, ma dobbiamo tenere anche insieme tutta una pletora di persone che sono state, attraverso avvisi pubblici, assunti dalle società regionali, dalle agenzie regionali, che sono state formate dalla macchina amministrativa regionale, che hanno acquisito i requisiti prima della legge Madia e poi della nuova legge, quella del 21 giugno 2023, che porta la firma del Ministro Zangrillo e del Governo Meloni, che cambia i parametri della passata normativa, della legge Madia, che garantiva dopo trentasei mesi la stabilizzazione automatica, mentre questa norma prevede un colloquio semplificativo nel momento in cui si hanno i requisiti, ritengo che noi dobbiamo tenere insieme ‒ mi rivolgo alla Giunta ‒ anche tutto il mondo dei precari, perché non possiamo disperdere le capacità, le conoscenze, le competenze che nei diversi settori hanno acquisito i lavoratori che oggi sono in capo alle amministrazioni regionali. Penso agli infermieri, al mondo medico, ma penso anche alle agenzie regionali. Quelle competenze, quelle risorse che noi abbiamo speso per fare questi avvisi e per formarli noi non possiamo disperderle. Per questo ho presentato l’emendamento aggiuntivo a questa norma.
L’assessore, poco prima del mio intervento, mi ha chiesto di intervenire dopo la presentazione di questo emendamento, che ho appena fatto, spero che ci sia da parte della Giunta un impegno serio, perché vi dico con molta franchezza che questa è la Regione che ha combattuto il precariato e vorrei che continuasse a combattere il precariato e a stabilizzare i lavoratori pugliesi.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere De Santis.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Vurchio. Ne ha facoltà.
Speaker : VURCHIO.
Grazie. Signor Presidente, Presidente della Giunta, colleghe e colleghi consiglieri, innanzitutto ringrazio, per questo provvedimento, tutti coloro che si sono prodigati, quindi dal Presidente della II Commissione al Capogruppo Minerva e agli altri colleghi consiglieri che hanno partecipato alla stesura di questa proposta di legge. Il mio è un intervento che vedo fatto da molti colleghi e che va, come quello di tutti, nella stessa direzione, ovvero quella di apprezzare questo lavoro, un intervento che brevemente cerco di provare a esprimere per evidenziare il senso e l’importanza nel contesto amministrativo regionale.
Siamo di fronte a un provvedimento che, pur nella sua natura tecnica, assume un valore tutt’altro che secondario. Si tratta di intervenire su un tema molto sentito, quello della validità e della gestione delle graduatorie concorsuali. La scelta di riconoscere una norma di interpretazione autentica nasce proprio dall’esigenza concreta di superare tutti quei dubbi applicativi e possibili letture difformi delle disposizioni già approvate nei mesi scorsi.
È importante sottolineare come il testo definisca in maniera puntuale l’ambito territoriale delle proroghe, includendo tutte le graduatorie in scadenza negli anni 2025 e 2026 e, come tale, estendere tali disposizioni anche a tutti gli enti strumentali alle agenzie regionali, alle aziende del servizio sanitario.
Con questo provvedimento si eviteranno blocchi e rallentamenti nelle procedure di reclutamento.
In più questo intervento richiama tutti noi a una riflessione più ampia: la necessità di programmare il fabbisogno del personale, di rendere sempre più ordinario, trasparente ed efficiente tutti i percorsi di accesso alla pubblica amministrazione.
In definitiva, tale provvedimento mette anche in evidenza una responsabilità, ovvero quella di rendere più chiaro, più stabile soprattutto un settore strategico, quello del personale, che merita attenzione e condivisione. Sono certo che attraverso questo provvedimento, da un lato, si dà maggiore tranquillità a un potenziale personale, che da anni attende la stabilizzazione, dall’altro, si dà un indirizzo agli uffici ad agire ancora per i prossimi bandi con un modus operandi trasparente, che non contenga dubbi interpretativi.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Vurchio.
È iscritto a parlare il consigliere Tammacco. Ne ha facoltà.
Speaker : TAMMACCO.
Grazie, Presidente.
Mi riferisco all’emendamento dal collega De Santis. Pur apprezzando le finalità dell’emendamento, vorrei capire se si è fatta un’analisi dei costi che deriverebbero da questo emendamento. Chiedo, dunque, se rispetto alla stabilizzazione di tutte le persone che, anche in maniera non continuativa, hanno ricoperto dei ruoli e hanno svolto dei lavori all’interno di tutti gli enti strumentali della Regione Puglia, l’emendamento De Santis, se non erro, vi è stata una valutazione sull’impatto sul bilancio regionale. La finalità è sicuramente da premiare, però non vorrei che poi ci trovassimo in difficoltà con il bilancio non avendola adeguatamente valutata dal punto di vista finanziario, perché naturalmente quando uno è precario significa che può terminare in qualsiasi momento. Quindi, l’impatto dell’inserimento a titolo indeterminato di tutte le persone, in tutti i ruoli, perché in questo caso avrebbero tutto il diritto di essere inseriti, per capire ruoli, sezioni, enti, società eccetera, eccetera, è stato valutato dall’assessorato? Se così non dovesse essere, pur ritenendo importante questo tipo di emendamento, chiederei al collega eventualmente di ritirarlo, laddove non sia stata fatta una valutazione del genere, per poi riportarlo settore per settore, oppure nei settori più importanti e più strategici per la Regione Puglia. Diversamente, se fosse stata fatta la valutazione di impatto finanziario, allora io sarei d’accordo. Ma se questa valutazione di impatto finanziario su tutti questi enti, su tutte le strutture, su tutte le società non vi è, io chiederei al collega, dopo la relazione dell’assessore, di ritirarlo e di ripresentarlo dopo la relazione più specifica da parte dell’Assessorato.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere.
Si è iscritta a parlare la consigliera La Ghezza. Ne ha facoltà.
Speaker : LA GHEZZA.
Grazie, Presidente. Questo intervento normativo era necessario per chiarire che nelle precedenti proroghe sono comprese le graduatorie che erano già state oggetto di proroga, per cui è chiaro che su queste proroghe non si interverrà più dalla prossima scadenza ma si andrà nel 2027 con i concorsi. È un intervento normativo necessario per due ragioni: per i professionisti, che dopo aver superato i concorsi pubblici aspettano di mettere le loro competenze al servizio della comunità pugliese, ma anche per il buon andamento della Pubblica amministrazione, quindi per dare continuità piena ai servizi pubblici essenziali, evitando di disperdere il patrimonio delle professionalità che sono state già selezionate.
È con questo spirito che abbiamo sottoscritto questa proposta e che la voteremo favorevolmente.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera La Ghezza.
È iscritto a parlare il consigliere De Leonardis. Ne ha facoltà.
Speaker : DE LEONARDIS.
Grazie, Presidente.
Vorrei capire che cosa sta succedendo nel Partito democratico. Mi sembra che si stia attivando un cortocircuito. Qualche giorno fa in Commissione Sanità discutevamo della questione dei concorsi in essere per quanto riguarda gli operatori della sanità, abbiamo discusso della mobilità intraregionale sempre dei lavoratori della sanità, abbiamo discusso della mobilità extraregionale. Ricorderete tutti che prima della campagna elettorale c’è stata questa manifestazione di interesse della ASL/BT per la mobilità extraregionale. Abbiamo detto ai nostri operatori sanitari pugliesi che lavorano in giro per l’Italia: “Fateci sapere se siete interessati a tornare a lavorare in Puglia o meno. Vediamo quanti di voi sono interessati a lavorare in Puglia, e forse facciamo questa mobilità extraregionale”.
Ebbene, l’assessore in Commissione l’altro giorno ci ha detto che per quanto riguarda i concorsi che sono stati attivati prima della campagna elettorale per gli operatori sanitari, in parte attivati dalla ASL/BAT e in parte dal Policlinico di Foggia, per quanto riguarda gli operatori sociosanitari, il Governo regionale intende procedere nel fare i concorsi. Quindi, presumibilmente, ha detto l’assessore Pentassuglia, entro maggio dovrebbero partire i concorsi, con la preselezione e con tutte le conseguenti di seguito attività, per arrivare ‒ lei ha detto ottobre, ma mi sembra fiducioso ‒ entro la fine dell’anno a finire e, quindi, ad arrivare all’assunzione. Di mobilità extraregionale ci ha detto che non se ne parla proprio, forse la possiamo fare dopo i concorsi, ma naturalmente la pianta organica è quella, una volta che fai i concorsi e c’è una graduatoria la porta avanti.
Adesso il Segretario del Partito Democratico, che è il Segretario del Presidente della Giunta e dell’assessore alla sanità, presenta un emendamento che recita: “Disposizioni per la stabilizzazione del personale non dirigenziale della Regione Puglia, degli enti strumentali, delle agenzie regionali e delle aziende del servizio sanitario regionale”. Io vorrei capire qual è la linea di questo Governo regionale: dobbiamo fare i concorsi o non li dobbiamo fare? Qui il Segretario regionale del PD, consigliere De Santis, dice: noi abbiamo del personale che è stato chiamato ‒ semplifico ‒ tramite avvisi pubblici, OSS, infermieri e tutti questi, portiamoli a trentasei mesi, poi gli facciamo un concorsino riservato e li assumiamo. L’assessore non ci aveva detto questo, ci aveva detto: no, noi dobbiamo fare i concorsi. Abbiamo bandito i concorsi e sono arrivate migliaia di domande. La domanda che sorge spontanea, assessore Pentassuglia, Presidente Decaro, è la seguente: questo cortocircuito del PD vuol dire che ci sono due linee? Qual è la linea del Governo? Gli operatori sanitari, mi riferisco soprattutto a quelli, che cosa si devono aspettare, di fare i concorsi, di essere stabilizzati tramite le procedure di avvisi pubblici? Vorremmo capire, noi e il popolo pugliese: se il Segretario del PD dice una cosa e la Giunta ne dice un’altra, qual è la verità? Dove volete andare da questo punto di vista?
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere.
Si è iscritto a parlare il consigliere Minerva. Ne ha facoltà.
Speaker : MINERVA.
Grazie, Presidente. A volte quando si chiede di capire è perché non si è spiegato bene chi ha parlato oppure c’è un deficit di comprensione rispetto alle cose dette. Dico questo perché il Segretario del PD, consigliere De Santis, è stato chiaro: non ha detto che bisogna prorogare i termini per far arrivare... Non ha detto che bisogna fare concorsini apposta per privilegiati. Ha detto che chi ha i requisiti previsti dalla norma di legge, che non è una norma che abbiamo deciso noi qui, ma è una norma nazionale, e vanta un diritto è giusto che gli sia riconosciuto. Una cosa non esclude l’altra. Lo dico per maggiore chiarezza, prima di tutto a me stesso. Non esclude il fatto che ci sono dei concorsi avviati e che bisogna procedere al loro compimento il fatto che chi sta in delle graduatorie e in due tre mesi non è possibile organizzare dei concorsi abbia la possibilità di continuare a svolgere quella funzione o abbia la possibilità di essere chiamato qualora il PIAO lo preveda.
L’assessore in Commissione è stato chiarissimo. La nuova stagione dei concorsi si aprirà, ma non possono essere banditi in tre giorni, in quattro giorni, in un mese, in due mesi. Il nuovo assessore al personale, che parlerà dopo, perché si era prenotato, ci spiegherà quali sono i tempi, quali sono le modalità, come si aggiornerà il PIAO, e noi saremo ben contenti di avviare questa nuova fase di concorsi. Una cosa non esclude l’altra. Il fatto che chi ha già diritti maturati debba vederseli vantati con il fatto che chi ha, invece, la possibilità di partecipare a un concorso già bandito lo possa fare non è escludente.
Quindi, non c’è nessuna doppia strada di interpretazione o nessuna doppia via percorsa dal PD. La linea è unica e stiamo procedendo per dare la possibilità a chi fa parte di quelle graduatorie di avere una speranza, ma la stessa speranza non viene negata a chi partecipa a un concorso già bandito o che sarà bandito nei tempi e nei modi che l’assessore ci dirà.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
È iscritto a parlare l’assessore Sebastiano Leo. Ne ha facoltà.
Speaker : LEO, assessore al bilancio e al personale.
Grazie, Presidente.
Grazie a tutti. Abbiamo già discusso in II Commissione sull’interpretazione autentica in materia di proroga delle graduatorie concorsuali. È stata data questa autentica interpretazione, quindi è una legge che può essere approvata. Ringrazio il Presidente Borraccino e tutta la Commissione che ha lavorato per dare questo risultato.
Mi è sembrato di comprendere qui in Consiglio regionale che siamo favorevoli a questo scorrimento di graduatorie. Devo anche aggiungere, ovviamente, che la nuova stagione concorsuale si aprirà quanto prima, perché stiamo strutturando questo percorso, questo è ovvio, come è stato già stabilito e detto, questo percorso sicuramente inizierà con i bandi per i dirigenti, che non sono stati svolti, anzi sono stati conclusi nel 2009. Su questo posso garantire ai colleghi che si sono già espressi, Pagliaro, Romito, Lanotte, ma un po’ tutti quanti abbiamo auspicato questo percorso. Siamo assolutamente in linea su tutto quanto.
Rispetto, invece, agli emendamenti presentati, c’è un emendamento presentato da Anna Carmela Minuto che io invito a ritirare perché questo articolo è già compreso nella PDL presentata. Invito a ritirarlo.
Per quanto riguarda il secondo emendamento presentato da Fabio Saverio Romito diamo un parere favorevole. Questo riguarda la legge Gozzini e la permanenza nei propri alloggi fino ad un massimo di quindici anni dalla data di pensionamento per gli aventi diritto, eccetera, eccetera.
C’è stata questa interpretazione. L’abbiamo data. Si riferisce anche ai soggetti già in quiescenza alla data di entrata in vigore della norma, purché rientranti nei limiti di quindici e cinque anni già specificati. Quindi, è assolutamente favorevole.
Rispetto all’ultimo emendamento presentato dal consigliere De Santis, il Presidente Tammacco ha ragione, nel senso che gli impatti ovviamente non possono essere preventivati e quindi stabiliti, ma aggiungo anche che chiaramente noi garantiremo la legge: chi ha maturato i requisiti della stabilizzazione deve essere chiaramente stabilizzato.
Invito il consigliere De Santis a ritirare questo emendamento.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore Leo.
Si è iscritto a parlare il consigliere Tutolo. Ne ha facoltà.
Speaker : TUTOLO.
Grazie.
Volevo un chiarimento sull’emendamento del collega Romito. Più specificatamente, vado a memoria, però potrei sbagliare, se non ricordo male, quando votammo quella legge, il tutto era vincolato al parere delle Prefetture. Ricordo male?
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Tutolo.
Ha chiesto di intervenire il consigliere De Santis. Prego, consigliere.
Speaker : DE SANTIS.
Ringrazio l’assessore e il Governo. Capisco che qualcuno è nervoso in quest’Aula per fatti che non attengono alla Puglia, però quando si tratta del lavoro e della vita delle persone io vorrei che ci fosse una particolare attenzione, perché far sì che il Governo, dentro il quadro di questa norma che viene presentata quest’oggi, tenga presente la necessità di garantire la stabilizzazione a coloro i quali hanno i requisiti acquisiti io penso che sia estremamente importante in quanto riguarda il diritto di stabilizzazione di precari previsti dalla norma nazionale. Quindi, ringrazio l’assessore e ritiro l’emendamento, perché penso che l’impegno politico che è stato preso sia molto più importante di discussioni e divisioni su questo emendamento. Grazie, assessore.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere De Santis.
Se non ci sono altri interventi, io procederei con la votazione.
Articolo 1.
Lo metto in votazione.
È aperta la votazione.
C’è qualche altro consigliere che intende votare? Prego, consiglieri. Vi do altri dieci secondi per votare. Prego, consigliera, può votare.
È chiusa la votazione.
Presenti 45, votanti 45, favorevoli 45, contrari nessuno.
L’articolo è approvato.
Aggiungiamo il voto favorevole dei consiglieri Scalera e Minuto.
Ora procediamo con la votazione del primo emendamento, a firma della consigliera Minuto.
Parere della Giunta. Il parere è sfavorevole?
Consigliera, prego.
Speaker : MINUTO.
Ritiro l’emendamento. Avevamo già deciso di ritirarlo.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
La firmataria dell’emendamento lo ritira, per cui non va messo in votazione.
Il consigliere De Santis ha ritirato il suo emendamento.
Rimane un unico emendamento, a firma Romito e altri.
Qual è il parere del Governo? Bene.
Metto in votazione l’emendamento.
Chi si è prenotato? Prego, consigliere. C’è il parere favorevole del Governo.
Speaker : ROMITO.
Grazie, Presidente.
Ringrazio il Governo e tutti i colleghi consiglieri regionali che hanno apposto la propria firma su questo emendamento. Ringrazio il Presidente Decaro per la sensibilità istituzionale che ha raccolto rispetto a una vicenda che ci aveva già occupato nella precedente legislatura e che vede, purtroppo, tante donne e uomini dello Stato in pensione, in quiescenza vedersi recapitare ‒ e stanno, purtroppo, ancora oggi patendo la stessa vicenda ‒ in alcuni territori della Puglia gli avvisi di sfratto per liberare gli alloggi di servizio che erano stati destinati loro in ragione della propria attività al servizio dello Stato.
È evidente che con quella norma, quella che abbiamo approvato nel Consiglio regionale del maggio 2025, abbiamo provato a dare una risposta unitaria a questi servitori dello Stato, che purtroppo si sono visti in condizioni di gravi necessità, costretti ad adire il tribunale, a difendersi addirittura in Corte d’appello, per poter rivendicare un diritto sacrosanto, quello di poter permanere per almeno altri 15 anni, come da norma che abbiamo già approvato, collega Tutolo, all’interno degli alloggi di servizio.
Si rende necessario questa, che è una mera interpretazione autentica, perché sul territorio regionale vi sono state nel corso di quest’anno, quindi nella prima applicazione della norma, delle differenti interpretazioni, a seconda dei territori, a seconda delle Prefetture ove ricadevano questi immobili. Con questa interpretazione autentica noi scriviamo la parola “fine” rispetto ad una vicenda che tutto il Consiglio regionale ha inteso dirimere con una votazione, anche quella all’unanimità, nel maggio del 2025, che sono certo anche oggi vedrà lo stesso Consiglio regionale esprimersi unanimemente.
Grazie, Presidente. Ringrazio tutti i colleghi.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Romito.
A questo punto, metto in votazione l’articolo 2.
L’emendamento, quello che avevamo illustrato.
Mettiamo in votazione l’emendamento in questione. Si è intromesso il consigliere Romito. Si è intromesso in fase di votazione.
È aperta la votazione. In realtà l’avevo già aperta la votazione.
Consigliera Minuto, vuole votare? Così correggiamo.
È chiusa la votazione.
Presenti 46, votanti 46, favorevoli 46, contrari nessuno.
L’emendamento è approvato all’unanimità.
Procediamo con la votazione dell’articolo 2 del provvedimento.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 47, votanti 47, favorevoli 47.
Anche l’articolo 2 è stato approvato all’unanimità.
Mettiamo in votazione la norma nella sua interezza, così come emendata.
Consigliere Cera, per dichiarazione di voto, prego.
Speaker : CERA.
Presidente, colleghi consiglieri, annuncio il mio voto favorevole a questa proposta di legge. Lo faccio con senso di responsabilità, perché quando ci sono di mezzo lavoro, continuità dei servizi e necessità di evitare vuoti amministrativi, il compito delle Istituzioni è quello di dare risposte e non di creare ulteriori incertezze.
Proprio perché il nostro voto è favorevole, voglio essere altrettanto chiaro su un punto. Il voto favorevole non può e non deve essere confuso con una soluzione politica della maggioranza. Noi votiamo “sì” perché riteniamo giusto non penalizzare lavoratori, famiglie e servizi essenziali. Votiamo “sì” perché sarebbe irresponsabile fare propaganda sulla pelle di chi aspetta risposte concrete. Votiamo “sì” perché una Regione non può permettersi rallentamenti o blocchi in settori delicati. Però, Presidente, non accettiamo che questa norma venga raccontata come un grande successo politico, perché la verità è diversa. Se oggi siamo costretti a intervenire ancora con una proroga significa che in questi anni non c’è stata quella programmazione che sarebbe stata necessaria. Allora questa norma, più che rappresentare una vittoria, rappresenta il tentativo di rimediare a un ritardo.
Noi non contestiamo l’utilità del provvedimento, contestiamo il fatto che si sia arrivati fin qui senza aver costruito per tempo una prospettiva chiara, una prospettiva stabile e soprattutto una prospettiva ordinata. Una amministrazione efficiente non vive di proroga in proroga, una amministrazione efficiente programma i fabbisogni, bandisce i concorsi nei tempi giusti, valorizza le professionalità esistenti e dà certezze a chi lavora, a chi aspira legittimamente a entrare nella macchina pubblica. Invece, oggi ci troviamo, ancora una volta, davanti a una misura tampone, utile certamente, ma che non può diventare il simbolo di una buona amministrazione.
Per queste ragioni, il nostro voto favorevole è un voto di responsabilità istituzionale, non di adesione politica alla narrazione della maggioranza. Noi diciamo “sì” al provvedimento, ma diciamo anche con chiarezza che da domani non basteranno più annunci, serviranno atti concreti, tempi certi, procedure trasparenti e una vera stagione concorsuale che metta fine alla logica dell’emergenza continua. Chi oggi governa ha il diritto di non trasformare ogni scadenza in un’urgenza e ogni urgenza in propaganda.
Noi oggi votiamo a favore dell’interesse della Puglia, dei lavoratori e dei servizi, ma restano tutte le responsabilità politiche di chi negli anni non ha saputo prevenire questo scenario.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Cera.
Se non ci sono altri interventi per dichiarazione di voto, procederei con la votazione del provvedimento, così come emendato.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 47, votanti 47, favorevoli 47.
Il provvedimento è approvato all’unanimità.
Metto in votazione l’urgenza, per alzata di mano.
È approvata.
Procediamo con il terzo punto all’ordine del giorno: «Disegno di legge n. 27 del 03/03/2026 “Disciplina del sistema integrato di educazione e istruzione per l’infanzia” ‒ 62/A».
Invito la Presidente della VI Commissione, Annagrazia Angolano, a relazionare in merito.
Speaker : ANGOLANO.
Grazie, Presidente.
La Regione Puglia con questo disegno di legge, nell’ambito delle proprie competenze e nel rispetto delle raccomandazioni europee, nonché della normativa nazionale vigente in materia, intende dotarsi di una legge regionale in materia di disciplina del sistema integrato di educazione e istruzione per l’infanzia, in attuazione della riforma istitutiva del sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai 6 anni, di cui al decreto legislativo n. 65/2017.
Questa legge, in raccordo con le previsioni dello stesso decreto, persegue le seguenti finalità: sviluppo e programmazione del sistema integrato 0-6 in Puglia; definizione delle linee di intervento per il supporto professionale al personale addetto nel sistema; promozione dei coordinamenti pedagogici territoriali; adeguamento dei sistemi informativi alla riforma del sistema integrato 0-6; monitoraggio e valutazione del sistema integrato, in concorso con gli Enti locali e gli attori del sistema di offerta per l’infanzia; definizione dei requisiti strutturali, organizzativi, funzionali e qualitativi dei servizi educativi per l’infanzia; disciplina delle procedure di autorizzazione, accreditamento e vigilanza effettuate dagli enti locali con riguardo ai servizi educativi che accolgono minori di età compresa tra tre mesi e tre anni.
Queste finalità sono perseguite mediante: la progressiva gratuità di accesso al sistema integrato 0-6, considerando prioritaria la situazione economica delle famiglie e ulteriori condizioni di fragilità; l’attribuzione di centralità al progetto educativo; la diffusione dei coordinamenti pedagogici territoriali per assicurare omogeneità nella pluralità, efficienza e qualità dei sistemi di offerta locali 0-6 sia sul piano educativo sia su quello organizzativo; la riduzione di svantaggi culturali, sociali e relazionali e la valorizzazione di tutte le bambine e di tutti i bambini ad una adeguata organizzazione degli spazi e delle attività; il sostegno della primaria funzione educativa delle famiglie, la definizione delle caratteristiche degli edifici e delle attrezzature e dei servizi educativi con riguardo alle condizioni di salute e benessere delle bambine e dei bambini, nonché delle addette e degli addetti alla partecipazione della comunità a vario titolo coinvolta in questo sistema, alla connessione urbana con il territorio circostante; l’inclusione delle bambine e dei bambini con disabilità certificata e con bisogni educativi speciali nei percorsi educativi attraverso progetti e percorsi personalizzati, azioni di coordinamento con il sistema di tutela delle bambine e dei bambini dal rischio di abusi e maltrattamenti da parte degli adulti; l’individuazione degli strumenti di monitoraggio del benessere lavorativo del personale; l’integrazione tra servizi pubblici e privati per assicurare un sistema omogeneo nella pluralità dell’offerta in funzione delle esigenze educative; la promozione della qualità dell’offerta; la promozione della continuità del percorso educativo e scolastico.
La Regione programma e coordina l’avvio e l’attuazione del sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 nell’ottica di favorire l’equilibrato sviluppo psicofisico e l’adeguata crescita educativa delle bambine e dei bambini quali soggetti titolari di diritti individuali, senza distinzione di alcun tipo e quindi in relazione alle famiglie di appartenenza, garantendo sostanzialmente la parità di opportunità nell’accesso all’apprendimento inteso come elaborazione di significati, educazione, istruzione, cura e relazione.
La Regione rende effettivo quanto disposto da questa legge, anche attraverso misure di sostegno economico per le famiglie.
L’articolato, lo ricordiamo, si compone di 32 articoli. Nella seduta di VI Commissione dello scorso 26 marzo, giovedì scorso, il disegno di legge nel testo così come emendato è stato approvato all’unanimità dei voti dei commissari presenti. Quindi, si rimette il provvedimento al vaglio dell’Assemblea regionale.
Mi permetto di aggiungere, come Presidente della VI Commissione, che quella di cui parliamo non è solo una riforma tecnica ma un vero e proprio patto generazionale per la Puglia. Per troppo tempo, infatti, i servizi educativi per i più piccoli e la scuola dell’infanzia sono stati binari quasi paralleli. Oggi con questa legge abbattiamo quel muro, superiamo la vecchia concezione del nido, per esempio, come semplice servizio di assistenza per le famiglie, per riconoscerlo come primo fondamentale gradino del percorso educativo di ogni bambino.
Ci sono pilastri di questa legge che hanno il loro valore, la continuità pedagogica, l’inclusione e l’equità, il sostegno alle famiglie. Questa legge è il frutto di un ascolto attento del territorio e degli operatori del settore. Approvandola, la Puglia non si limita a recepire una normativa nazionale ma sceglie di essere avanguardia, investendo sulla risorsa più preziosa che abbiamo, vale a dire il futuro dei nostri figli.
Sottolineo l’importanza di alcuni punti cardine di questa riforma in maniera veramente sintetica, elencando l’articolo 3, la finalità e gli obiettivi, l’articolo 6, i poli per l’infanzia, cuore pulsante della legge. I poli diventano laboratori permanenti di innovazione, dove strutture diverse condividono spazi e risorse per favorire la continuità educativa, riducendo i costi di gestione e aumentando l’efficacia pedagogica. Mi viene da dire creazione di comunità, citando le espressioni utilizzate dalle dirigenti. A questo proposito, ringrazio il lavoro dell’assessora Miglietta, qui oggi presente.
L’articolo 14 parla del coordinamento pedagogico territoriale. A proposito dell’articolo 26, relativo al cofinanziamento e al monitoraggio, assicuriamo la sostenibilità economica attraverso l’integrazione dei fondi nazionali con il bilancio regionale, prevedendo un sistema di monitoraggio costante, anche per verificare l’impatto sociale della spesa. A questo proposito mi viene da precisare ‒ ritengo che possa essere condivisibile ‒ che non stiamo semplicemente spendendo fondi, ma stiamo attuando sostanzialmente l’articolo 3 della Costituzione, rimuovendo gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana sin dalla primissima infanzia.
Approvare questo testo significa dare gambe a una visione in cui la Puglia diventa un modello di eccellenza. Chiedo, dunque, a quest’Aula di votare per i più piccoli cittadini della nostra Puglia.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Presidente Angolano.
Dichiaro aperta la discussione.
È iscritto a parlare il consigliere Pagliaro. Ne ha facoltà.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Presidente. Intanto, faccio i complimenti alla collega Angolano per la dizione, la modulazione della voce, l’impostazione: veramente molto brava.
Stiamo discutendo di un provvedimento che tocca uno dei temi più delicati e strategici per il futuro della nostra comunità: l’educazione dei bambini nella fascia 0-6 anni, un ambito che non riguarda solo i servizi, ma riguarda il modello di società che vogliamo costruire, il sostegno alle famiglie e il diritto di ogni bambino a crescere in un contesto educativo di qualità.
Proprio per questo ci aspettavamo una legge più chiara e soprattutto più concreta. Il punto politico è semplice: questa è una legge che enuncia princìpi condivisibili, ma che non mette il sistema nelle condizioni di funzionare davvero. Ci troviamo di fronte a un impianto che, da un lato, amplia obiettivi e ambizioni, integrazione di servizi, qualità, inclusione, ma, dall’altro, non stanzia risorse nuove.
La domanda è inevitabile: chi la paga questa riforma? Chi la realizza concretamente? La risposta, leggendo il testo, è altrettanto chiara: i Comuni, che sappiamo bene in quali condizioni si trovano. Ancora una volta, quindi, si scaricano sui territori responsabilità sempre più ampie, senza garantire strumenti adeguati, e questo per noi non è accettabile perché significa mettere in difficoltà gli enti locali e, alla fine, penalizzare proprio le famiglie che si dice di voler sostenere.
C’è un altro tema altrettanto politico: il ruolo del Consiglio regionale. Questa legge rinvia, secondo noi, troppo alla Giunta, al regolamento attuativo, agli atti successivi. In sostanza, oggi ci viene chiesto di approvare una cornice, mentre le scelte, quelle vere, verranno fatte dopo, fuori da quest’Aula. È un metodo che non condividiamo, perché riduce il ruolo dell’Assemblea elettiva e concentra eccessivamente il potere decisionale. Anche sul piano operativo il sistema disegnato rischia di essere più complicato che efficace: autorizzazioni, registri, accreditamenti e così via. Tutto giusto, ripeto, in linea teorica, ma senza regole chiare e senza semplificazione si rischia solo di aumentare la burocrazia, mettendo in difficoltà chi i servizi li gestisce davvero.
Inoltre, c’è un punto per noi fondamentale, ossia la qualità: non basta dichiararla, bisogna garantirla. Alcune scelte, come la possibilità di utilizzo promiscuo degli spazi o la durata estremamente lunga delle autorizzazioni, vanno nella direzione opposta, perché rischiano di abbassare nel tempo gli standard anziché rafforzarli.
Noi crediamo che per un sistema educativo 0-6 serva un approccio diverso, meno annunci e più concretezza, meno centralismo e più rispetto per i territori, meno norme generiche e più strumenti reali per sostenere famiglie e operatori.
Noi siamo contrari a una riforma di questo settore. O meglio, noi non siamo contrari ad una riforma di questo settore, anzi, ma riteniamo che una riforma debba essere seria, sostenibile, realmente attuabile. Così come è questo provvedimento rischia di essere una buona dichiarazione di intenti, ma una cattiva legge.
Per questo chiediamo all’assessore se è possibile sospendere la votazione di questa legge e approfondirne possibilmente i contenuti e darci la possibilità anche di poter entrare nel merito in maniera più precisa emendandola con le dovute cautele.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
A lei, consigliere.
Si è iscritto a parlare il consigliere Tammacco. Prego.
Speaker : TAMMACCO.
Grazie. Colleghi, Presidente, sinceramente sono un po’ confuso perché non solo dalla ottima dizione, ma anche dalla ottima relazione della Presidente Angolano ho appreso che è stato approvato all’unanimità all’interno della Commissione. Per cui, mi aspettavo un’unità di intenti su questa legge.
Tra l’altro, ho ascoltato anche l’intervento e la relazione sempre della Presidente, che ha chiarito quali sono le fonti di finanziamento, che tutti quanti sappiamo essere quelle europee e quelle nazionali, il cofinanziamento regionale su tali su finanziamenti.
Signori, la proposta di legge che portiamo all’attenzione dell’Aula e che, grazie al lavoro dell’Assessorato, grazie al lavoro anche dell’intera Commissione, non è semplicemente un intervento normativo, è una scelta di visione per lo sviluppo della Puglia.
Non è un appesantimento burocratico, ma parliamo del sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai sei anni. È un ambito che non riguarda solo i servizi, ma incide direttamente sullo sviluppo della persona, sull’equità sociale e sulla crescita complessiva della nostra comunità. Oggi, senza questa legge, nella Regione Puglia questo sistema esiste, ma si fonda su un impianto normativo costruito su una fase storica diversa, in cui i servizi per l’infanzia erano collocati prevalentemente nell’ambito di politiche sociali e non avevano una legge apposita. Tale impostazione, pur avendo garantito negli anni risposte importanti, mostra evidenti limiti rispetto ai nuovi bisogni educativi e all’integrazione del quadro nazionale data dalla legge del 2017. L’utilità di questa legge risieda innanzitutto, secondo noi, secondo il mio Gruppo, nella capacità di superare la frammentazione attuale. Un sistema regolato da norme stratificate, regolamenti e atti amministrativi non può garantire quella chiarezza e quella coerenza di cui hanno bisogno i Comuni e i gestori dei servizi e le famiglie. Una disciplina organica, invece, grazie a questa legge, consente di costruire un quadro unitario leggibile e stabile.
In secondo luogo, questa legge è importante e utile perché rafforza la qualità educativa. Non si tratta soltanto di aumentare i servizi ma di qualificarli, introducendo strumenti fondamentali, come il coordinamento pedagogico, la formazione del personale e standard su tutto il territorio regionale. In questo modo si garantisce che ogni bambino, indipendentemente dal luogo in cui nasce, possa accedere a un’offerta educativa adeguata.
Un terzo elemento di utilità riguarda la continuità educativa. Il sistema 0-6 non può essere diviso tra nido e scuola d’infanzia come comparti separati. Questa legge favorisce un percorso unitario, accompagnando il bambino nella sua crescita, senza interruzioni, nel rispetto dei suoi tempi e dei suoi bisogni.
Vi è, poi, un impatto diretto anche sulle famiglie. Un sistema più chiaro, più accessibile e più diffuso significa sostenere concretamente la genitorialità, facilitare la conciliazione tra vita e lavoro e contribuire in modo significativo all’occupazione, in particolare a quella femminile.
Non va, infine, sottovalutato l’aspetto strategico. Investire nei servizi per la prima infanzia significa ridurre le disuguaglianze alla radice, prevenire fenomeni di disagio e costruire una società più coesa.
Le esperienze di altre realtà territoriali dimostrano che una regolazione organica del sistema 0-6 produce effetti positivi e duraturi nel tempo, e l’Emilia-Romagna ne è un esempio, l’esempio più lampante, oltre alla Toscana e altre.
Per questo motivo il nostro Gruppo ritiene che questa legge non introduca un livello burocratico in più, ma semplifichi, ordini e renda più efficace ciò che già esiste. Non sostituisce le esperienze maturate sul territorio, ma le va a valorizzare e le mette in rete. È per questo motivo che tutti quanti noi voteremo positivamente, anche perché tutta la Commissione ha votato in maniera positiva per questa legge.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, consigliere Tammacco.
Prego, consigliere Tutolo.
Speaker : TUTOLO.
Grazie, Presidente.
Mi chiedevo e ho chiesto ai miei colleghi: è quella legge che abbiamo votato l’altro giorno in Commissione all’unanimità? Credevo di aver capito male, che probabilmente mi ero distratto. La loro risposta affermativa mi tranquillizza, quindi avevo capito bene.
Se c’è da parte di qualcuno qualche elemento che possa migliorare la legge è comunque emendabile, non ci sottrarremmo al confronto su qualche emendamento migliorativo. Assolutamente. Se avete qualche elemento che possa, a vostro dire, sburocratizzare, presentatelo e lo discutiamo. L’intenzione di tutti è quella di migliorare le condizioni di vivibilità per tutti. Siamo assolutamente ‒ credo di interpretare il pensiero di tutti ‒ aperti al confronto e a valutare eventuali emendamenti migliorativi.
È strano, però, che una legge votata all’unanimità... Anche, se non ricordo male, la rappresentante di Fratelli d’Italia in Commissione e il Vicepresidente del Consiglio, Renato Perrini, l’hanno votata favorevolmente. Oggi sono sorpreso. Devo supporre che il Presidente Pagliaro abbia parlato a nome personale. Non ho ben compreso. Me lo ripeta, perché voglio capire se è la posizione di Fratelli d’Italia perché lei è il Capogruppo di Fratelli d’Italia o se è quella di Paolo Pagliaro, o se ci sono due Fratelli d’Italia, tre Fratelli d’Italia. Quanti fratelli siete alla fine? Tirate fuori lo stato di famiglia e vediamo quanti componenti stanno sullo stato di famiglia nel nucleo familiare.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Tutolo.
Si è iscritto a parlare il consigliere Fischetti. Prego.
Speaker : FISCHETTI.
Buongiorno a tutti. Grazie alla collega Angolano per la relazione che credo sia abbastanza esaustiva di ciò che questa legge ha voluto programmare per la Puglia.
Intanto, mi piace precisare che trattasi di un perimetro normativo, come lo stesso capogruppo di Fratelli d’Italia ha evidenziato. È una sorta di legge quadro che chiaramente demanda, come tutte le leggi quadro, al Governo regionale le modalità di attuazione della stessa.
Ritengo che questo non possa essere considerato come un deficit della proposta che oggi portiamo qui in Aula, che è stata oggetto di un lavoro certamente non di qualche giorno ad opera dell’Assessorato attuale, ma anche precedente e ad opera di tutta la struttura tecnica del Dipartimento che, in sede di Commissione, ha relazionato in maniera puntuale tutti i passaggi che hanno portato poi alla redazione di questa norma.
Credo, come hanno sollevato un po’ tutti i colleghi, che ci sia una distonia tra il parere espresso, la votazione espressa dalla minoranza in Commissione e quello che invece oggi qui sentiamo in Aula. In ultimo volevo sottolineare anche il processo importante di natura partecipativa che poi ha portato oggi alla proposta di legge quadro; un processo che è stato avviato il 20 febbraio 2025, quindi parliamo di un lasso temporale anche abbastanza ampio, data in cui si è riunito il Comitato regionale per la promozione di un sistema integrato di educazione e di istruzione, che poi è uno degli obiettivi principali di questa norma, cioè integrare questi due sistemi, quello educativo e quello dell’istruzione, che fino a poco tempo fa, invece, erano considerati due compartimenti completamente diversi.
Naturalmente, annuncio il voto favorevole del sottoscritto, ma di tutta la maggioranza rispetto a questa importante norma per tutta la Puglia.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere.
Si è iscritto a parlare il consigliere Vurchio. Prego.
Speaker : VURCHIO.
Grazie, Presidente. Presidente della Giunta, colleghe e colleghi consiglieri, un sentito ringraziamento lo rivolgo a tutti coloro che hanno partecipato alla stesura di questo importante disegno di legge e naturalmente anche alla Presidente della VI Commissione, collega Angolano.
Intervengo su questo provvedimento con la consapevolezza che stiamo discutendo di una legge che non è solo tecnica ma profondamente politica. Parlare del sistema integrato 0-6 significa parlare dei diritti, delle pari opportunità e soprattutto del futuro. Significa scegliere se una Regione vuole limitarsi a gestire servizi oppure intende costruire un modello educativo capace di incidere realmente sulla qualità della vita delle famiglie e sullo sviluppo delle nuove generazioni.
Questo disegno di legge va nella direzione giusta, perché prova a mettere soprattutto ordine, a creare una integrazione tra pubblico e privato e a rafforzare la qualità dell’offerta educativa.
C’è un passaggio che considero fondamentale, che voglio sottolineare e ribadire, lo ha già detto il collega Tammacco, ovvero la riduzione delle disuguaglianze. È in questo che si misura la forza della legge.
Allo stesso tempo, una buona legge da sola non basta. Servono le risorse, serve continuità, serve un forte coinvolgimento degli Enti locali e degli operatori del settore. Senza questi elementi, giustamente, il rischio è che resti un impianto condivisibile ma poco incisivo. Tuttavia, nella presentazione della legge la collega Angolano credo abbia chiaramente spiegato che sono servizi che possono essere oggetto di finanziamenti europei, cofinanziamenti regionali e soprattutto fondi nazionali.
Per questo motivo esprimo un parere positivo sul testo e ritengo fondamentale accompagnare l’attuazione con un impegno concreto e costante dal punto di vista politico.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, consigliere Vurchio.
Prego, consigliere Scalera.
Speaker : SCALERA.
Grazie, Presidente. Nei giorni scorsi, signor Presidente, il sindacato regionale pugliese che raccoglie le strutture educative per l’infanzia ha inviato a tutti i consiglieri regionali un’istanza, nella quale lamentava la mancata pubblicazione dell’avviso pubblico e il mancato finanziamento delle istanze. Ad oggi non vi è alcuna traccia dell’avviso pubblico per la conferma dell’accreditamento e per l’accreditamento di nuove unità di offerta nel catalogo telematico per minori da 0 a 6 anni, relativamente all’anno 2026-2027. La Regione Puglia non ha ancora finanziato l’istanza presentata dalle famiglie per l’anno educativo 2025-2026. Su questo argomento, signor Presidente, il 27 marzo ho presentato un’interrogazione urgente.
Questa proposta di legge la voterò favorevolmente, è una proposta buona, la ritengo utile per l’intero comparto, ma rispetto a questi argomenti che ho innanzi detto volevo sapere cosa intenda fare il Governo regionale, sollevate le strutture per la prima infanzia. Vorrei sapere, signor Presidente, qual è il parere del Governo regionale.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, consigliere Scalera.
Prego, consigliera Angolano.
Speaker : ANGOLANO.
Grazie.
Vorrei fare solo una precisazione. A questo punto, mi sento quasi in colpa. Non vorrei che la mia buona e mai perfetta dizione possa aver distolto qualcuno dai contenuti di una relazione che, invece, ho cercato di metter su e di costruire in maniera esaustiva. Probabilmente non è stato sufficiente.
Come dicevano i latini, repetita iuvant, mi permetto di ricordare ‒ di ripetere, a questo punto ‒ che proprio nel corso della relazione avevo specificato e sottolineato l’importanza, a mio avviso, di alcuni punti che ho definito “cardine” all’interno dell’articolato composto da 32 articoli.
A questo proposito, ho sottolineato l’importanza, per esempio, dell’articolo 26, che parla proprio della programmazione finanziaria e della formula del cosiddetto “cofinanziamento”, facendo esplicito riferimento ai fondi utilizzabili, quindi da quelli comunali certamente è vero, ma fino ad arrivare a quelli che derivano dalla Comunità europea.
Mi scuso se probabilmente, ripeto, la mia buona e mai perfetta dizione abbia potuto distogliere dai contenuti, ma ribadendo, spero adesso di essere stata maggiormente esaustiva a conclusione di una relazione che penso e mi auguro a questo punto possa essere stata recepita da tutti i colleghi presenti.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
A lei, consigliera.
Si è iscritta a parlare la consigliera Capone. Prego.
Speaker : CAPONE.
Grazie, Presidente.
Noi siamo non solo a favore di questa legge, ma ne siamo ferventi sostenitori, e questo in virtù degli articoli 33 e 34 della Costituzione. Ne siamo ferventi sostenitori perché il sistema della educazione non può non essere integrato, a partire dalla più tenera età. È per questo che ci siamo battuti nel corso di questi anni per i nidi, nidi all’esterno delle amministrazioni pubbliche, nidi nelle nostre città, nidi all’interno delle strutture pubbliche. È questa la Regione che ha sostenuto maggiormente i nidi aziendali con una serie di misure. Questa norma completa l’attuazione degli articoli 33 e 34 della Costituzione, perché è giusto che questo sistema di educazione tra 0-6 e il resto, la scuola primaria, sia completamente integrato. È giusto che ci sia un insieme di norme regionali che aiutino anche genitori e, a vario titolo, rappresentanti della scuola ad organizzarsi e a comprendere bene qual è il modello di organizzazione educativa che ci si intende dare.
Ecco perché siamo favorevoli e ci chiediamo come sia possibile che, dopo aver visto l’approvazione in Commissione da parte di tutta l’opposizione... Questa legge, lo ricordo, è passata all’unanimità e ringrazio la Presidente Angolano per l’attività che ha svolto e ringrazio altresì gli uffici che non da ora stanno lavorando su questo testo e anzi avevano già presentato una proposta approvata precedentemente con un disegno di legge, avevano fatto una lunga consultazione pubblica con il sistema tutto intero della scuola.
Non capisco perché l’opposizione oggi, invece, palesa un voto diverso da quello manifestato in Commissione. Non abbiamo compreso i motivi. Verifichiamo come ci sia una distonia all’interno dell’opposizione.
Ci ha fatto piacere ascoltare i consiglieri che si sono pronunciati a favore, ma chiediamo che su una questione così importante, come quella dell’educazione, su cui anche l’assessora, ovviamente, ha dato sino ad oggi il suo contributo, ci possano essere queste divisioni.
Abbiamo approvato all’unanimità le leggi precedenti, abbiamo sostenuto con forza anche le proposte provenienti dall’opposizione, cito da ultimo quella del consigliere Romito, emendamento all’interno della proposta che riguarda le proroghe. Non comprendiamo, veramente, perché ci sia questa differenza e aspettiamo di ascoltare il consigliere Pagliaro per capire quale argomento ci possa essere in dissonanza con un disegno di legge che abbiamo discusso, che abbiamo sostenuto, che abbiamo portato in giro nei territori e che oggi si presenta, dopo un lungo e compiuto esame, anche in Commissione.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera.
È iscritto a parlare il consigliere Scianaro. Ne ha facoltà.
Speaker : SCIANARO.
Grazie, Presidente.
Per stemperare un po’, il mio Capogruppo ha non ha espresso contrarietà, ma ha detto di rivalutare la proposta, una proposta sicuramente meritevole, tanto che il Gruppo di Fratelli d’Italia l’ha sostenuta in Commissione. Sono tante, però, le problematiche. Questa è una problematica importante, ma sono tante le problematiche che affliggono i cittadini, dall’infanzia alla senilità.
È importante che noi valutiamo con attenzione, ecco perché volevamo un attimino rivedere un po’ il tutto. Mi consentano i colleghi, perché ho sentito dire tante cose, anche da parte del consigliere Vurchio, che dobbiamo costruire servizi, da chi mi ha preceduto, ma noi dobbiamo lavorare a 360 gradi. Vogliamo abbattere le liste d’attesa. Stiamo facendo tanto, perché è giusto, e poi abbiamo i CUP che non funzionano, dove abbiamo centinaia di persone che attendono di potersi prenotare.
Dobbiamo lavorare a 360 gradi su tutto. Qualcuno si è permesso anche di dire, leggevo oggi, che probabilmente l’opposizione è stata anche distratta, perché abbiamo addirittura avallato il buco sanitario. Quindi, sicuramente adesso saremo molto, molto più attenti e vigili per contenere la spesa, perché tutti i servizi devono essere garantiti, dall’infanzia fino alla morte. Quindi, sicuramente da parte nostra troverete tutta la vicinanza a sostenere provvedimenti come questo, che bene ha fatto la consigliera a presentare, però il mio Capogruppo aveva chiesto soltanto una riflessione per riportare all’attenzione di questo Consiglio o del prossimo questa proposta per sostenerla all’unanimità.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Caracciolo.
È iscritto a parlare il consigliere Caroli. Ne ha facoltà.
Speaker : CAROLI.
Grazie, Presidente. Vorrei intanto fare una precisazione rispetto a quanto rappresentato dai colleghi in precedenza. Il nostro Gruppo ‒ mi permetto di parlare a nome del Presidente ‒ circa il contenuto e la ratio della legge non ha nulla a che ostare. Tutti sappiamo che oggi le risorse che vengono utilizzate per la gestione di questi servizi sono risorse dirette, che provengono dallo Stato, e ci sono risorse che vengono trasferite ai Comuni per i fondi europei e voucher che vengono trasferiti per il tramite della Regione.
Il collega Tammacco ha rappresentato la volontà di elevare il livello dei servizi, pedagoghi, staff di lavoro, assessore e Presidente, le risorse sono sempre le stesse. Allora noi ‒ mi permetto di rappresentare nuovamente il pensiero del mio Capogruppo ‒ vogliamo comprendere un aspetto: la riorganizzazione e l’elevazione dei servizi che passa per il tramite dell’aumento dello stanziamento di spese in che termini verranno effettuate nei Comuni, che sono i soggetti deputati all’organizzazione e a far sì che si possa verificare tutto questo? Per questo motivo, in maniera molto garbata abbiamo chiesto che la proposta di legge, approvata all’unanimità in Commissione, possa ritornare in Commissione e ci possano essere fornite quelle risposte alle nostre indicazioni. Questo perché noi vorremmo, domani mattina, mettere nelle condizioni le pubbliche amministrazioni di poter garantire tutto quanto rappresentato dal collega Tammacco.
Noi abbiamo la necessità di comprendere in che termini si eleva lo stanziamento e in che percentuale verrà trasferita alle pubbliche amministrazioni. Non abbiamo detto nulla di trascendentale. Vogliamo comprendere, perché la Presidente Angolano deve tornare nella sua città e deve dire alla sua Amministrazione che da domani mattina, per far sì che tutto questo si possa verificare, noi stanzieremo, in aggiunta, ulteriori risorse. Possiamo comprendere di che risorse stiamo parlando? Solo allora noi potremo uscire ed essere convinti di aver approvato una legge che dal giorno dopo farà sì che i vostri desiderata, che sono i nostri desiderata, possano essere ottemperati.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Caroli.
È iscritto a parlare il consigliere Pagano. Ne ha facoltà.
Speaker : PAGANO.
Grazie, Presidente.
Io sto assistendo a questo confronto, dibattito, anche piuttosto inusuale, evidentemente, per la mia breve esperienza in questo consesso, però, anche per confrontarmi con chi ha più esperienza di me, vorrei provare a comprendere, con un po’ di colleghe e colleghi consiglieri, quale sia il punto della questione.
Mi pare di comprendere che la Presidente Angolano ha fatto una relazione in cui, tralasciando la caduta di stile, sicuramente malintesa, sulla sua perfezione nella dizione, ha spiegato le ragioni e le fondamenta di una legge che è evidentemente una normativa di principio, che per la prima volta, rientrando nel solco di quanto è stato fatto a livello nazionale, sta declinando a livello territoriale, a livello regionale i princìpi su cui intendiamo muoverci, questo nell’ambito di una sussidiarietà tra enti dello Stato, che dovrebbe essere non solo auspicata, ma addirittura favorita.
Su questo crinale mi pare evidente che anche lo stesso strumento normativo che stiamo utilizzando ci dia la possibilità, anche dal punto di vista sostanziale, di emendare quei princìpi, ovviamente lasciando alla normativa più di dettaglio, che sono i regolamenti, la fase più operativa, anche per entrare nel merito di alcune disfunzioni dal punto di vista amministrativo e burocratico, che possono rallentare l’ottenimento dei princìpi previsti dalla norma.
Peraltro, anche la suggestione riportata dal consigliere Caroli nel suo ultimo intervento non mi sembra molto conferente, perché una norma, di per sé, laddove non preveda delle azioni specifiche che richiedono un impegno di spesa, impone dei princìpi e quei princìpi, allorquando viene fatto il regolamento, hanno bisogno di essere sostanziati dal punto di vista della sostenibilità economica.
Allora, mi chiedo, qual è il punto? Qual è lo scalpo politico su cui il Gruppo di Fratelli d’Italia, che ha votato in Commissione all’unanimità questa legge e che oggi fino ad ora non ha ancora depositato degli emendamenti per entrare nel merito delle problematiche che stanno sollevando, si sta comportando in questa maniera? Forse ci risparmiamo tutti quanti una discussione che finisce per diventare anche un po’ surreale per chi, in maniera propositiva, anche facendo ammenda di una scarsa interlocuzione che evidentemente c’è stata in questo avvio di legislatura, ha depositato degli emendamenti, facendo ovviamente un confronto sul merito, e attende di potersi confrontare con l’assessora competente, col Governo regionale tutto, per la possibilità o meno della sua accoglibilità.
Noi siamo qui, invece, a chiedere un rinvio e non ho ancora compreso, ma è evidente che è un mio limite di comprensione, evidentemente avrò qualche deficit cognitivo che spero con questa norma si possa anche un po’ colmare. Non sarò così proditorio come il collega Tutolo, che addirittura ha messo in discussione la possibilità che ci sia un collegamento tra i rappresentati del Gruppo di Fratelli d’Italia e il proprio Presidente, che evidentemente ha richiamato una levata di scudi più formale che sostanziale. Non ho ancora compreso, consigliere Scianaro, che cosa c’entri il deficit sanitario con la Pdl che ci stiamo approntando ad approvare. Non vorrei che noi continuassimo semplicemente a buttarla in caciara e in propaganda, aggirando i problemi sostanziali. Ve lo dico in maniera chiara e netta, saremo noi i primi, noi della maggioranza a chiedere un’operazione verità e non so quanto quell’operazione verità, con carte alla mano, come sono abituato a dire, vi converrà renderla pubblica. Ma noi lo faremo e lì ci attenderemo delle risposte che saranno sostanziali, sperando che, dopo che ci siamo chiariti su questa rassicurazione, ci sia anche la possibilità adesso di parlare nel merito dei provvedimenti che ci occupano, altrimenti, se volete prenderci per sfinimento, sappiate che, grazie a Dio, ciascuno di noi ha una ragionevole esperienza istituzionale per poter comprendere queste manovre, che sono legittime, che sono politicamente anche sostenibili, ma che non dovete ammantare con questioni di altra natura, altrimenti è evidente che quelli che sono al di fuori di questo Consesso finiscono per non capirci più nulla.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagano.
È iscritto a parlare il consigliere De Leonardis. Ne ha facoltà.
Speaker : DE LEONARDIS.
Grazie, Presidente.
Mi sembra che qui, come giustamente è venuto fuori, ci si stia un po’ arrovellando. Il collega Tutolo ha detto che il Gruppo di Fratelli d’Italia ragiona in un modo e il Capogruppo in un altro. E questa cosa l’ha ripresa il collega Pagano.
Non voglio ricordare quello che è successo poco più di mezz’ora fa, dove il segretario del PD ha presentato un emendamento e il Governo gli ha chiesto di ritirarlo. Quindi, ognuno guardi in casa propria prima di parlare degli altri. Il Presidente del Gruppo del PD ha detto che forse non riusciamo a leggere bene le cose, ha detto che non abbiamo capacità intellettive. La prendo sul piano scherzoso, per l’ultima volta, poi non sarà più così, Presidente Minerva. Presidente Minerva, ognuno ha la sua intelligenza, non ci manca, sappiamo leggere e scrivere. Peraltro, tornando indietro, le ASL stanno facendo la proroga degli avvisi pubblici e arrivano a 36 mesi. Questa è una cosa molto semplice.
Quello che stiamo chiedendo qui, come Gruppo di Fratelli d’Italia, anche alla luce di richieste che ci sono arrivate dalle associazioni preposte, è di approfondire la normativa perché, per esempio, la Federazione italiana scuole materne e nidi ha mandato a tutti i consiglieri regionali una mail con degli approfondimenti su temi specifici e la richiesta che stiamo facendo di rimandare in Commissione la legge per approfondirla non vuol dire essere contrari all’approvazione, ma probabilmente (non ne abbiamo avuto il tempo) La richiesta è quella di avere più tempo in Commissione per presentare degli emendamenti, per approfondire la norma, per fare delle audizioni anche da parte di questi sindacati e ‒ perché no? ‒ anche dall’ANCI, che è l’associazione preposta a confrontarsi con noi su questa normativa. Quindi, c’è questa richiesta di approfondimenti che abbiamo fatto come Gruppo di Fratelli d’Italia, ma penso questo venga fatto a nome di tutta l’opposizione, per cui chiediamo ufficialmente che questo disegno di legge venga riportato in Commissione per approfondirlo, fare le audizioni e chiedere anche al variegato mondo che gira attorno a queste situazioni cosa ne pensano di questa legge, se ci sono degli emendamenti, degli approfondimenti, delle novità. Questo è tutto. Non vogliamo fare tattiche dilatorie. Non mi sembra il caso su questa legge fare tattiche dilatorie. Stiamo solo cercando di migliorare assieme questa norma.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere De Leonardis.
Non ci sono altri iscritti a parlare. Si è appena iscritto il consigliere Lanotte. Prego, consigliere.
Speaker : LANOTTE.
Grazie, Presidente. Sono esterrefatto che una semplice richiesta di sospensione dell’analisi di un provvedimento così importante possa destare cotanta polemica politica, sino a stigmatizzare eventuali incomprensioni nei Gruppi che si sono fatti promotori di questa richiesta di sospensione.
C’è evidentemente un deficit del percorso partecipativo o, quantomeno, una richiesta di soccorso in approfondimento sul tema. Tant’è vero che, come è stato detto dai consiglieri che mi hanno preceduto, anche a me sono arrivate, a mezzo mail, delle richieste di approfondire opportunamente questo disegno di legge, che, peraltro, mi permetto di dire che è una sorta di legge quadro a tutti gli effetti, che poi dovrà essere effettivamente recepita nel regolamento che viene approvato dalla Giunta, salvo che questa mattina non ci voglia essere un impegno da parte dell’assessore competente a dire: sì, è vero che si può approvare in Giunta il regolamento, ma lo si può anche far passare, magari con tempi un po’ più lunghi, in Consiglio regionale. Quindi, in quel caso ci potrebbe essere un maggiore approfondimento.
Dico questo perché non ho alcuna difficoltà a dire che il sistema del welfare creato dal Governo Vendola sia uno dei servizi di welfare più avanguardista che nel periodo in cui è stato proposto e promosso, è sicuramente stato partorito e ha messo questa Regione di pari passo con tutte le altre Regioni.
Parte di lì il percorso del welfare. So che non stiamo parlando di quel periodo, quando ci riferiamo al regolamento dei servizi educativi, lo so, però quella stagione politica con l’assessore Gentile ha partorito un importante risultato in ambito di welfare. Lo dico io che sto all’opposizione, perché prima non c’era niente, era tabula rasa il sistema dei servizi sociali in questa Regione. Quindi, è un fatto di riconoscimento politico del lavoro.
Se lo spirito è questo, mi associo assolutamente alla richiesta che ha fatto il consigliere Pagliaro, Capogruppo di Fratelli d’Italia, di una sospensione, riportando il lavoro in Commissione, in maniera tale che anche questa consiliatura, anche questi nuovi consiglieri regionali possano ascoltare tutti gli stakeholders e approvare in maniera convinta questa proposta oggi all’attenzione del Consiglio regionale.
Non c’è un atteggiamento aprioristico, non c’è una polemica politica di natura nazionale o quant’altro. Per giunta, come mi suggerisce il consigliere De Leonardis, finalmente arriva in questa Assise una proposta di legge che non ha una scadenza. Non abbiamo la spada di Damocle delle scadenze di adeguamento alle leggi nazionali. Qual è il tema che non può essere o non merita di essere approfondito? Perché bisogna correre? Non vi si sta chiedendo di ritirarlo sine die. Vogliamo convenire una scadenza, di 30 giorni o 60 giorni? Facciamolo, purché poi si possa votare ‒ auspico ‒ anche all’unanimità, in maniera convinta e condivisa, un provvedimento che incide sulle generazioni future. Stiamo parlando delle persone che verranno dopo di noi e che saranno attori protagonisti nel futuro e nella prossima società pugliese.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Lanotte.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Tammacco. Ne ha facoltà.
Speaker : TAMMACCO.
Mi scusi, Presidente, se intervengo di nuovo, perché sono già intervenuto nella discussione generale, ma il collega Caroli mi ha preso per i pochi capelli che ho e mi ha tirato in ballo nella discussione.
Innanzitutto vorrei ricordare a me stesso e anche a qualche collega presente in Aula che questa legge oggi all’attenzione del Consiglio regionale e qualche giorno fa all’attenzione della Commissione è allo studio degli uffici da più di un anno. Tutti gli uffici ci hanno lavorato, hanno chiamato gli stakeholder, hanno avuto tutti i contatti, hanno rilevato tutte le casistiche, dopodiché… Collega Pagliaro, evidentemente stava in un altro Consiglio regionale la volta scorsa. Sicuramente poi avrete modo, attraverso altri utilizzi, che sono anche convocazioni di audizioni del settore, di avere le spiegazioni in ordine a questa legge che oggi sta venendo, per la quale noi non possiamo più aspettare, più attendere, perché le altre Regioni, tutte le altre Regioni le hanno attuate, evitando la burocrazia, come lei prima ha detto, perché questo, invece, semplifica e rende più efficace l’azione sullo 0-6. Noi non possiamo andare oltre, non possiamo andare oltre.
Detto questo, però, se ci sono ulteriori associazioni, ulteriori strutture, ulteriori stakeholder che fanno richiesta di attenzionare determinati punti, ci sono altri meccanismi, quali sono gli emendamenti a una legge oppure le mozioni, visto che noi stiamo derogando il regolamento alla Giunta. Per cui, attraverso delle mozioni apposite che derivano dalla richiesta degli stakeholder, un Gruppo, un consigliere ha la facoltà di presentare le mozioni e chiedere alla Giunta di valutare determinati tipi di situazioni.
Una legge più completa di questa, secondo me, con gli emendamenti che sono stati presentati, qualche emendamento credo sia stato presentato, non lo so, in Commissione, e uno studio fatto dagli uffici di più non si può. Noi possiamo andare solo a compromettere una proposta di legge. Per cui, io invito tutti quanti ad approvarla, altrimenti credo che i pugliesi avranno una cattiva rappresentazione di quest’Aula, perché potrebbe sembrare che a noi dello 0-6 importi veramente poco.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Tammacco.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pagliaro. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : PAGLIARO.
Sono veramente sorpreso da questa reazione scomposta da parte dei colleghi di maggioranza. Premesso che io in maniera molto chiara ho detto che siamo favorevoli e condividiamo l’impianto di questa legge. Abbiamo soltanto evidenziato alcune criticità. Ma se ritenete di essere infallibili e perfetti, scusateci, ma diamo anche un senso al nostro spirito collaborativo che abbiamo dimostrato sino a ora. Invece ho ascoltato interventi piccati, risentiti. È incomprensibile, veramente incomprensibile, per quanto mi riguarda.
Abbiamo chiesto di poter approfondire questo tema; l’ho chiesto anche all’assessore, perché – devo dire – fino ad ora ho sempre trovato grande disponibilità quando c’è la volontà di lavorare e di impegnarsi per migliorare qualcosa. Posso assicurarvi che noi siamo un Gruppo unito e coeso, quindi state tranquilli, state sereni se eravate preoccupati per questo. Proprio perché abbiamo intenzione di fare le cose per bene, riteniamo che questa sia una proposta di legge, ripeto, condivisibile, ma è una cornice che avrebbe bisogno di maggiori approfondimenti.
In Commissione abbiamo votato favorevolmente e vi posso dire che la nostra prospettiva è quella di continuare a farlo, però, se ci è consentito, anche alla luce di alcune richieste che abbiamo ricevuto da parte degli stakeholder e di chi vive ogni giorno queste esigenze, chiediamo di poterla rinviare in Commissione.
Per questo chiedo di votare per verificare se c’è questa disponibilità o meno.
Presidente, se è possibile chiediamo di votare per questa volontà, per questa disponibilità a rinviarla e riportarla in Commissione. Soltanto questo, non abbiamo assolutamente detto di essere contrari. Veramente vi chiedo di astenervi da strumentalizzare posizioni che non esistono.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Tutolo. Ne ha facoltà.
Speaker : TUTOLO.
Grazie, Presidente. Nessuno vuole strumentalizzare o quant’altro, però, siccome il collega Pagliaro ha poc’anzi utilizzato il termine «incomprensibile», onestamente quello che è incomprensibile è come si possa variare il pensiero politico rispetto a una legge che qualche giorno fa è stata votata all’unanimità in Commissione, e non nella scorsa consiliatura, dove c’erano praticamente tutti quelli che fanno parte della Commissione e l’hanno votata favorevolmente. In verità, devo dire che qualcuno l’ha votata favorevolmente, qualcun altro è uscito e qualcun altro sta esprimendo la contrarietà. L’ha bombardata quella legge, ha parlato di eccesso di burocrazia, praticamente l’ha massacrata. Non è una richiesta di rivedere qualcosa. Vedete, non è nemmeno bello che si vota in Commissione una proposta all’unanimità, si arriva in Consiglio e durante la discussione si chiede di ritirarla perché praticamente andrebbe a decimare probabilmente i bambini da 0 a 6 anni. Probabilmente, magari, anche nella Capigruppo, però – non vi ho interrotto – se mi fate esprimere il mio pensiero compiutamente.
Magari in Capigruppo potevate esprimere qualche perplessità, in quella sede, perché sennò sembra veramente incomprensibile. Fateci capire: ci sono, ed è un fatto, almeno tre o quattro posizioni. C’è chi lascia i lavori al momento della votazione, chi vota favorevolmente, e chi qui vuole praticamente un rinvio della legge.
Dopodiché, caro collega De Leonardis, l’unica osservazione che è arrivata da uno solo degli stakeholders è stata recepita con l’emendamento del collega Ubaldo Pagano, e praticamente nulla quaestio, cioè, non se ne capisce onestamente la ragione. Se foste venuti qui con degli emendamenti per cercare di migliorarla, saremmo stati assolutamente favorevoli. Così, onestamente, non se ne capisce la ragione.
Se ci convincete che ci sono… Qual è l’aspetto negativo? Qual è la parte da cancellare, da migliorare…? Non se ne capisce la ragione, mi sembra veramente una motivazione che non regge.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Tutolo.
Si è iscritta a parlare l’assessore Silvia Miglietta, che ne ha facoltà… Cede la parola al consigliere Napoleone Cera. Prego, consigliere.
In realtà, il dibattito sta andando oltre le regole, perché diversi consiglieri sono intervenuti più volte. Ritengo che si debba arrivare alla conclusione di questa discussione, quindi dopo il consigliere Cera chiedo all’assessore di esprimere il suo orientamento sul provvedimento. Grazie.
Speaker : CERA.
Il mio non sarà un intervento sul testo della legge.
Presidente, io mi rivolgo al Presidente Decaro, soprattutto al Governo. C’è l’esigenza, da parte delle forze politiche di centrodestra, di approfondire l’argomento, anche a seguito, evidentemente, di mail, di discorsi intrapresi con stakeholder che probabilmente non sono stati interpellati durante la fase della Commissione, ed è giusto, secondo me e secondo le forze politiche di centrodestra, approfondire il dibattito, riportare la legge in Commissione, sentire gli stakeholder e riportarla in Consiglio. Noi non stiamo dicendo che la legge non va bene, stiamo soltanto dicendo di approfondire l’argomento in Commissione, che è l’organo deputato nello stilare questa proposta di legge, onde evitare, caro Presidente Decaro e caro assessore, uno sfaldamento del Consiglio.
Guardate, anche noi vorremmo approvare favorevolmente questa proposta di legge, ma dateci la possibilità di approfondire questa proposta di legge ascoltando gli stakeholder. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Ci sono altri interventi? È iscritta a parlare l’assessore Miglietta. Prego, assessore, ne ha facoltà.
Speaker : MIGLIETTA, assessore alla cultura e alla conoscenza.
Grazie, Presidente. Ringrazio i colleghi e le colleghe per i contributi che hanno offerto alla discussione. Ringrazio la Presidente della VI Commissione, consigliera Angolano. Ringrazio l’assessore Leo, che ha lavorato nella scorsa consiliatura alla redazione di questo disegno di legge, che come neoassessora mi sono ritrovata e al quale non ho dovuto apportare nessuna modifica, se non dei piccoli emendamenti che abbiamo condiviso l’altro giorno. Questo lo dico perché, indipendentemente da chi sedeva in Consiglio regionale nella scorsa legislatura e chi siede oggi, il disegno di legge è stato condiviso ampiamente con il Comitato per la promozione del sistema integrato 0-6. Questo lo dico ai consiglieri di minoranza che hanno sollevato il tema degli stakeholder, che hanno fatto delle osservazioni. All’interno del Comitato siedono gli stakeholder, siedono i sindacati, siede l’ANCI.
Il disegno di legge, ripreso non appena ci siamo insediati, è stato licenziato con favore e ribadito dagli stessi presenti nel Comitato quanto fosse importante licenziarlo, perché recepisce una normativa che ha già qualche anno e dà attuazione alla riforma, definisce il campo nel quale il sistema integrato dei servizi deve poi realizzarsi, e non abbiamo avuto in quella sede, né in questa occasione, né nelle precedenti, le osservazioni sono state certamente raccolte, quindi per questo motivo il disegno approda in Commissione.
In Commissione non avevamo nessuna urgenza di licenziarlo, avremmo potuto prenderci due, tre, quattro o cinque sedute. Come giustamente facevate notare, non c’è una urgenza. Abbiamo la necessità. di adottarlo perché vogliamo poi passare al più presto alla fase successiva, che è quella del regolamento. In Commissione, come è stato già ricordato da chi è intervenuto prima di me, gli emendamenti sono stati accolti, recepiti, votati, e per questo motivo, poi, il disegno di legge è stato licenziato. Se in quella sede, che è la sede corretta per affrontare eventuali modifiche o integrazioni, avessimo ricevuto sollecitazioni diverse, non avremmo avuto nessun motivo per proseguire la discussione.
Voglio anche sottolineare che nella legge l’articolo 26 parla della programmazione finanziaria. Non è una nuova legge per la quale abbiamo bisogno di risorse finanziarie, è la riorganizzazione di un sistema per il quale già stanziamo diversi milioni di euro e da anni. Bene è stato ricordato lo straordinario lavoro che si è fatto nel settore welfare negli anni, di cui tutta la Regione e i cittadini e le cittadine hanno beneficiato, ma sicuramente il cambiamento oggi si impone con questo decreto, perché il sistema 0-3 è uscito dal perimetro del welfare ed è entrato nel perimetro dell’istruzione.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessora. Prego, continui.
Speaker : MIGLIETTA, assessore alla cultura e alla conoscenza.
Grazie. In aggiunta solo all’esaustiva introduzione fatta dal Presidente, voglio sottolineare che con questa legge noi definiamo il polo per l’infanzia come quel servizio che accoglierà i bambini e le bambine da 0 a 6 anni, discipliniamo le funzioni del coordinamento pedagogico territoriale, discipliniamo l’ubicazione dei servizi educativi per i minori, sempre dai tre mesi ai tre anni, recepiamo l’evoluzione legislativa in tema di titoli di studio che danno accesso alle professioni educative. È la cornice regionale che dobbiamo dare a una norma nazionale.
Con l’articolo 28 del disegno di legge rinviamo l’attuazione della disciplina all’approvazione di un apposito regolamento regionale, che nuovamente sarà condiviso dai consiglieri e dalle consigliere nelle sedi opportune, quindi nella Commissione consiliare, vedrà il confronto dell’Assessorato, della struttura tecnica con il Comitato per la promozione del sistema integrato. Avremo quindi poi un altro luogo per la discussione, per l’approfondimento e per la redazione che vedrà ognuno di noi nuovamente coinvolto, e ognuno potrà dare il proprio contributo.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore Miglietta.
Si è iscritto a parlare il consigliere Minerva. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : MINERVA.
Abbiamo assistito, Presidente, a una discussione lunga. In alcuni punti ci sono sembrati quasi inverosimili, i ragionamenti, andando fuori dal tema, o provando a difendere posizioni difficili da difendere. Se non ci si organizza, se non si arriva in Commissione, se non ci si ragiona, e poi in Consiglio ci si rende conto di questo, è chiaro che non si può ogni volta chiedere per queste ragioni il rinvio del punto.
Siccome, però teniamo all’unità della famiglia, non siamo sfascia famiglie, nonostante la divisione che c’è fra i vari fratelli, perché noi proviamo a rimanere uniti, ma soprattutto proviamo, al netto delle contrapposizioni politiche, al netto degli sfottò., consigliere De Leonardis, al netto delle battute, che non erano rivolte a lei, ma in generale a me stesso, cose che l’agone politico ci impone, riteniamo che la collaborazione di questo Consiglio per migliorare tutto ciò che è migliorabile sia necessaria come metodo di lavoro.
Tale metodo di lavoro accompagnerà il Presidente e la Giunta nel percorso amministrativo. Per queste ragioni, nonostante la discussione, nonostante pensiamo che già in Commissione avesse dovuto provare a portare delle modifiche, chiediamo al Presidente di rinviare la discussione, di sospendere il punto e di riportarla nel più breve tempo possibile in Consiglio, nella consapevolezza che se c’è qualcosa migliorabile, come ha fatto il consigliere Pagano, seguendo gli ordini del Consiglio, come è stato riportato dal consigliere Tutolo, approvando con un emendamento per adeguare la legge alla proposta fatta dagli stakeholder accettiamo questa proposta, nella consapevolezza che per noi il dialogo vale su tutto, purché e a patto che non sia un metodo per creare ostruzione rispetto ai lavori del Consiglio. Lo facciamo accogliendo la vostra richiesta nella consapevolezza che non è la prassi ma è un accogliere la buona volontà di non essere i responsabili di coloro che hanno sfasciato la famiglia, come sembra essere successo dentro Fratelli d’Italia.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Angolano. Prego consigliera.
Speaker : ANGOLANO.
Grazie, Presidente. Intervengo solo per aggiungere, tenuto conto dei tempi, che evidentemente adesso vanno accelerati, perché in effetti non ci si aspettava che si prolungassero così tanto, e per ribadire che personalmente non credo sia stata una modalità o un intervento pretestuoso per creare difficoltà. Credo nella buonafede dell’opposizione e nella volontà di approfondire, seppure al netto ‒ dobbiamo constatarlo ‒ che le modalità di approfondimento c’erano già, c’erano in Commissione, c’erano quest’oggi in Capigruppo, ma ci sono anche tutte quelle altre ulteriori modalità, espresse in maniera chiara ed esaustiva dall’assessora Miglietta qualche istante fa.
Al netto di tutto questo, in qualità di Presidente della VI Commissione mi metto nuovamente a disposizione per ulteriori approfondimenti. Qualora ce ne fossero stati così tanti e numerosi, come ho ascoltato prima dall’opposizione, certamente avremmo dato spazio a loro nella scorsa Commissione. All’unica sollecitazione abbiamo risposto con un emendamento, ma evidentemente ce ne sono altri silenti nei confronti della Commissione che sollecitano questi interventi nei confronti dell’opposizione, che noi facciamo nostri. Quindi, ritorniamo in Commissione. Io sono disponibile a riprendere i lavori perché ci interessa il risultato, ci interessa che possa esserci condivisione su un tema che riguarda non soltanto i figli che stanno da questa parte ma anche da quell’altra.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Angolano.
Giusto per intenderci, consigliere Minerva, lei ha di fatto chiesto il rinvio del provvedimento alla Commissione, per cui adesso dobbiamo mettere in votazione una decisione. Bene, a verbale: c’è stato un intervento a favore, quello della consigliera Angolano, a favore… Prego, un unico intervento, uno a favore e uno contrario, o uno a favore e uno e a favore. Se lei è a favore, è chiusa la partita e possiamo andare a votare.
Speaker : PAGLIARO.
Solo per sgombrare il campo. Non c’è mai stata, da parte nostra, voglia di fare ostruzionismo, lo dovreste sapere. Mi rivolgo ai colleghi che per cinque anni hanno condiviso già la scorsa legislatura, quindi sgombriamo il campo da ipotesi di questo tipo.
Da parte nostra c’è solo ed esclusivamente la voglia di collaborare e di poter essere utili per migliorare questa legge che, ripeto, condividiamo.
Ringraziamo la Presidente Angolano, ringraziamo l’assessore Miglietta. Penso che se questo è lo spirito con il quale abbiamo iniziato questa legislatura, è bene continuare così. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Metto in votazione il rinvio di questo provvedimento.
È aperta la votazione.
Avevo già avevo già specificato prima questo passaggio.
È chiusa la votazione.
Presenti 40, votanti 40, favorevoli al rinvio, 40.
Quindi è approvato il rinvio di questo provvedimento alla VI Commissione.
Ora procediamo con l’ordine del giorno discutendo le mozioni. Così come concordato all’interno della Conferenza dei Capigruppo, partiamo dalla mozione n. 13, a firma Tutolo, Ruggiero Passero, Saverio Tammacco su “Valorizzazione dei prodotti di qualità e dei prodotti ‘a chilometro 0’ nella ristorazione delle strutture ospedaliere, assistenziali, sociosanitarie gestite da enti pubblici o da soggetti privati in regime di convenzione”.
Chi illustra questa mozione? Prego, consigliere Tutolo.
Speaker : TUTOLO.
Con questa mozione noi chiediamo l’impegno del Presidente della Giunta regionale a dare attuazione a una legge regionale del lontano 17 aprile 2018, che tra le altre cose, prevedeva – sintetizzo per convenienza probabilmente dei tempi, per andare avanti sugli altri punti – di utilizzare prodotti “a chilometro zero”, quindi quelli nostri, principalmente, nelle mense degli ospedali, nelle strutture convenzionate con la Regione Puglia, le RSA, tutte quelle che fanno il servizio di mensa, di utilizzare almeno il 35 per cento dei prodotti “a chilometro zero” e di prevedere dei punteggi, evidentemente, quindi, per i direttori generali delle varie ASL che fanno le gare per il servizio di mensa all’interno di queste strutture, di prevedere quello che la legge ha previsto all’epoca, perché sennò non si spiega, Presidente cosa vengono fatte a fare queste leggi, se poi non vengono attuate.
I punteggi migliorativi sarebbero un modo per incentivare le aziende che rispondono alle gare con un prodotto sicuramente migliore, perché più è fresco il prodotto, più è un prodotto che uno vede come un prodotto conosciuto, quindi locale, più, probabilmente, anche il pranzo per chi sta in una struttura migliora sicuramente dal punto di vista qualitativo, oltre che incentivare gli agricoltori, quindi l’agricoltura.
C’è un calcolo: il numero dei pasti serviti ogni anno nel settore della sanità e del welfare rappresenta un quarto del totale dei pasti prodotti dalla ristorazione collettiva in Puglia, quindi sono numeri significativi, ma soprattutto immagino che nel 2018, a seguito di questa legge, ci siano stati comunicati di giubilo, parole come «finalmente miglioriamo i pasti per i malati e per quelli che sono ricoverati nelle strutture della Regione Puglia». Bene, dovete sapere che nulla di tutto questo è accaduto, perché chi doveva applicare questa legge se n’è infischiato e quindi hanno somministrato quello che hanno voluto, in barba a una precisa legge del Consiglio regionale. Quindi, io chiedo al Presidente della Giunta e alla Giunta di impegnarsi affinché questa legge sia rispettata, per dare un miglior vitto ai malati della Regione Puglia e per dare anche una maggiore visibilità ai prodotti della nostra terra. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Tutolo.
È iscritto a parlare il consigliere Paolo Pagliaro. Ne ha facoltà.
Speaker : PAGLIARO.
Nella linea dello spirito collaborativo poc’anzi definito, noi siamo favorevoli a questa mozione che promuove i prodotti agroalimentari di qualità e a chilometro zero nella ristorazione collettiva pubblica e in convenzione. È l’esatto indirizzo, questo, che proviene dal Ministero dell’agricoltura e della sovranità alimentare, che punta al consumo alimentare di qualità nelle mense scolastiche, ospedaliere e aziendali, nell’ambito di una più ampia strategia di valorizzazione del cibo italiano e di sostegno agli agricoltori locali.
Crediamo che sia giusto premiare negli appalti pubblici le aziende di ristorazione collettiva che garantiscono pasti sani, con prodotti stagionali e di filiera corta, perché il servizio mensa può contribuire a diffondere tra i consumatori scelte alimentari consapevoli che antepongano la qualità alla quantità e al prezzo.
Quindi, siamo favorevoli a questa mozione del collega Antonio Tutolo.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Caroli. Ne ha facoltà.
Speaker : CAROLI.
Grazie, Presidente.
Il collega Tutolo è sempre attento, sensibile, puntuale sui problemi. Ma – vorrei rivolgermi al Presidente Decaro – probabilmente a qualcuno è sfuggito che qualche anno addietro sono stati affidati i maxi lotti di refezione ospedaliera e all’interno di quelle procedure era previsto, in maniera chiara ed inequivocabile, l’obbligo di utilizzare prodotti a chilometro zero. Quindi noi, caro collega Tutolo – scusate, non ho avuto modo di confrontarmi con lei – non dovremmo approvare questa mozione, dobbiamo solo chiedere al Presidente Decaro di attivarsi per far sì che i responsabili unici dei procedimenti vadano a controllare che le aziende aggiudicatrici dei servizi rispettino quanto offerto in fase di gara… È già previsto, forse ti è sfuggito.
Qualche anno addietro sono stati affidati maxi-lotti da decine e decine di milioni di euro per una durata importante. Quindi, all’interno dei bandi era già recepita la legge. Il problema è questo: comprendere i responsabili dei procedimenti, figure deputate al controllo. Si sono attivati per far sì che l’impegno assunto in fase di aggiudicazione, quindi di offerta, ora venga rispettato? Non dobbiamo fare nient’altro.
Presidente, cortesemente: faccia controllare, faccia sì che i responsabili dei procedimenti vadano a controllare che quanto offerto in fase di gara, e quindi ritenuto valido, quindi di qualità rispetto all’offerta fornita, possa poi essere riscontrato rispetto a quanto viene offerto nella refezione ospedaliera. Dobbiamo solo fare questo.
Quindi, ritengo che sia quanto mai ultroneo seguitare a parlare della mozione, ma che sia quantomai necessario chiedere che l’azienda aggiudicatrice, ottemperi agli impegni presi in fase di offerta. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Caroli.
Se non ci sono altri interventi, chiederei il parere… Consigliere Tutolo.
Speaker : TUTOLO.
Presidente, dobbiamo ritirarla o no?
Speaker : PRESIDENTE.
Prego, prego.
Speaker : TUTOLO.
Non tutti i bandi… È incompleta la sua lettura, collega Caroli. Non tutti i bandi presentati in questi anni presentavano quell’obbligo, questo glielo posso assicurare.
Come ne avrà trovato lei qualcuno che prevedeva quell’obbligo, le posso assicurare che ce ne sono molti che di quell’obbligo non hanno fatto alcun cenno e alcuna menzione. Quindi andiamo a chiedere, se non dispiace ad alcuno, alla Giunta regionale, di verificare, magari possiamo aggiungere anche quello, ma sicuramente di ricordare che nei prossimi bandi c’è una legge regionale del 2018 che prevede alcune cose, e bene sarebbe che venisse attuata quella legge, perché sennò possiamo fare un’altra cosa semplice. Annulliamo quella legge, ma qualcosa va fatta, perché ignorare che c’è un problema, secondo me non è certamente la soluzione.
Speaker : PRESIDENTE.
Perdonatemi… Per fatto personale, prego.
Speaker : CAROLI.
La rappresenti come meglio ritiene la mia richiesta di parola.
Sono stati appaltati dei lotti che hanno coperto tutte le ASL della Puglia, potrà essere sfuggito qualcosa, per eccesso di zelo non abbiamo problemi, noi, a votare la mozione.
Lo ripeto: la copertura totale è stata effettuata per il tramite dell’aggiudicazione dei sei maxi-lotti, cinque maxi-lotti… Perfetto. Siccome quelli coprivano il 90 per cento, è giusto che per eccesso di zelo noi comunque approviamo questa mozione, per far sì che quel delta che non sarebbe coperto venga impegnato per far sì che si ottemperi a quanto da lei richiesto. Però, ripeto, il 90 per cento della somministrazione dei pasti ospedalieri viene già garantito per il tramite dell’affidamento di quei cinque maxi-lotti, quindi, non c’è bisogno di ritirarlo, la voteremo per far sì che venga…
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere.
Ho necessità di registrare il parere del Governo.
Il parere del Governo è favorevole. Quindi, metto in votazione la mozione.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 37, votanti 37, favorevoli 37.
La mozione è approvata all’unanimità.
La seconda mozione da discutere è la n. 10, a prima firma di Paolo Pagliaro: “Prenotazione visite ed esami per pazienti oncologici direttamente dai medici specialisti in tutte le ASL”.
Prego, consigliere Pagliaro.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Presidente. Con questa mozione chiediamo che la Regione aiuti i pazienti oncologici liberandoli dalla trafila delle prenotazioni e delle attese al CUP o al telefono. Ogni giorno ci arrivano segnalazioni di questo tipo. Chiediamo che siano direttamente i loro medici specialisti a prenotare esami e visite diagnostiche per i malati di tumore, bypassando così le liste d’attesa.
L’agenda riservata ai malati oncologici è già da anni nelle linee guida della Regione alle ASL, ma di fatto rimane inattuata. Noi crediamo che sia doveroso garantire ai pazienti oncologici la prenotazione automatica di visite ed esami di controllo, possibilmente nella struttura sanitaria pubblica più vicina, senza costringerli ad andare al CUP e sottoponendoli a stress e a tempi d’attesa incompatibili con la loro malattia, oppure a pagare di tasca propria per eseguirli privatamente, che è quello che sta succedendo, ahimè, troppo, troppo spesso.
È necessaria, quindi, un’agenda riservata con TAC, ecografie e risonanze magnetiche in tempo utile per la successiva visita di controllo, prenotata direttamente dal medico specialista. Il cancro non aspetta le lungaggini della burocrazia sanitaria e per questo chiediamo alla Regione di ridurre tempi e disagi a chi ne soffre attuando questa mozione.
A questa mozione abbiamo anche agganciato un emendamento a firma del collega Antonio Scianaro, che vorrei che il collega potesse rendere pubblica.
Speaker : PRESIDENTE.
C’è una proposta di emendamento del consigliere Scianaro. Prego, consigliere, la illustri.
Speaker : SCIANARO.
Grazie, Presidente. Chiedo di aggiungere alla presente mozione l’istituzione di un numero verde per pazienti oncologici in tutte le ASL della regione Puglia. Considerato che attualmente il numero verde per pazienti oncologici è già attivo in una specifica azienda sanitaria della regione Puglia e che tale iniziativa ha dimostrato di migliorare l’accessibilità e la qualità del servizio di prenotazioni sanitarie per i pazienti oncologici, si rende necessario disporre l’istituzione di un numero verde per pazienti oncologici in tutte le aziende sanitarie locali della regione Puglia. Il numero verde dovrà garantire un servizio di prenotazione centralizzato e uniforme, facilitando l’accesso alle prenotazioni sanitarie per i pazienti oncologici, basato sulle best practices già attuate dall’Azienda sanitaria in cui il servizio è già operativo con un gruppo di lavoro interaziendale per la creazione e l’implementazione di linee guida comuni, assicurando standard qualitativi e omogenei, anche con la formazione del personale dedicato al servizio, affinché possa offrire supporto e assistenza adeguata ai pazienti oncologici.
Inoltre, sarà necessario prevedere campagne informative per sensibilizzare i pazienti e le loro famiglie riguardo l’assistenza e l’utilizzo del numero verde, e valutata nel tempo l’efficacia del servizio attraverso feedback dai pazienti per eventuali miglioramenti del servizio, per un eventuale continuo adeguamento alle esigenze dei pazienti oncologici.
Con questo emendamento si intende garantire un supporto adeguato e uniforme per i pazienti oncologici di tutto il territorio della Regione Puglia, migliorando l’accesso alle cure e la qualità del servizio sanitario.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Scianaro.
Ci sono interventi sul punto all’ordine del giorno? Se non ci sono interventi, chiederei il parere del Governo anche sull’emendamento.
Assessore Pentassuglia, prego.
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore alla salute e al benessere.
Il parere non è contrario, ma questa mozione nasce all’indomani del lavoro che ho già comunicato a mezzo stampa, che è stato oggetto di incontri con la rete oncologica pugliese, con i direttori generali. Onestamente è superfluo e pleonastico anche votarla, però non tolgo… Due anni fa, con tutto il rispetto – io l’assessore lo faccio da quasi tre mesi – ho parlato di questo tema, di come prendere in carico i malati oncologici, di come non girare per CUP, perché è vergognoso, di come ho verificato che nella stessa provincia due strutture su sei non fanno girare per i CUP, quattro invece sì, quindi è un problema di organizzazione, è un problema di persone, anche della politica, perché piace buttarla sempre in politica.
Avendo trattato il tema, quindi, al di là della mozione, stiamo ragionando su come, i CORO che hanno determinato un orientamento, invece, le oncologie della rete devono prendere in carico il paziente, e stiamo discutendo solo sul follow-up, perché ci sono due anni per alcuni casi, cinque anni, come recita la norma europea, e siamo arrivati a discutere anche del codice 048, che, una volta guariti, impropriamente determina per qualcuno il fatto di passare avanti e, quindi, di bypassare le liste d’attesa, che sono un tema legato al codice di prenotazione. Per cui, il ragionamento sui malati oncologici, a cui abbiamo aggiunto ‒ lo dico in Aula per rispetto ai colleghi ‒ il tema della oncoematologia pediatrica, perché dei bambini ce ne dobbiamo occupare non dico di più ma alla pari, quindi stiamo valutando come integrare questo tipo di azione.
Pertanto, avendo già attivato, con tre incontri, due con i direttori generali delle ASL e la rete oncologica, uno con la sola rete oncologica e i nodi della rete, perché la rete va settata, questo ragionamento è già in itinere. Stiamo valutando l’impatto sul CUP e, quindi, gli slot, come li chiamano tecnicamente quelli che sanno parlare bene dal punto di vista informatico, che mettono a disposizione del primario, o dello specialista, o del medico che ha in cura il paziente una presa in carico diretta che dica in quel momento, finita la visita, a quale giorno e a quale ora deve fare gli esami, per tornare poi alla presa in carico e alla definizione del percorso, che significa ospedale, oppure che sarà determinato da quella struttura. Quindi, il ragionamento è già attivato, è abbastanza avanti, lo dobbiamo integrare anche nel lavoro ‒ aggiungo ‒ rispetto al CUP unico, perché molti cittadini hanno una mobilità ‒ in questi giorni di mobilità si parla tanto ‒ abbiamo esaminato casi della provincia di Taranto, seguiti al Miulli, che è un ente ecclesiastico, che vanno a Verona, e quando tornano non può prescrivere né l’uno né l’altro perché non conoscono la storia. Stiamo tenendo dentro anche questo tipo di ragionamento proprio per evitare che la presa in carico sia parziale, non perché non la voglia fare un medico, ma perché il tema di alcune patologie, viste anche in termini multidisciplinari da diverse strutture, ha bisogno di una stretta correlazione. Quindi, stiamo puntualizzando anche questo.
Mi auguro di portare in Commissione e allo stesso Consiglio le risultanze e l’esito di questo lavoro che, partendo dal malato oncologico e dall’oncoematologia pediatrica, si estende, perché stiamo già valutando le altre reti di patologia come l’ematologia, come le malattie rare, come altre questioni, con riunioni già fatte in Assessorato per determinare un diverso approccio al CUP.
Mandare in tilt il sistema del CUP come è avvenuto a Lecce nelle ultime 48 ore ha determinato un caos nella prenotazione che dobbiamo gestire anche quando il sistema va in tilt in termini completamente diversi.
Mi scuso, Presidente, se ho splafonato di due secondi.
Speaker : PRESIDENTE.
Quindi, assessore, se ho inteso bene, lei esprime un parere favorevole, essendo in linea con il lavoro che si sta svolgendo, sia sull’emendamento che sul testo emendato. Il suo punto di vista è chiaro.
Metto quindi in votazione la mozione.. Presidente, chiedo scusa, ma evidentemente non funzionava il tasto. Prego.
Speaker : SPACCAVENTO.
Io penso, come ha detto l’assessore, che sono già percorsi in via di definizione, quindi penso che una mozione già superata è non votabile.
Stiamo parlando di cose che stiamo già discutendo e che stiamo già portando alla definizione. Non ha senso che si possa tornare indietro, a votare una mozione di cui già stiamo parlando.
Peraltro, quello che voglio dire è anche questo: oggi ogni specialista in campo di tutte le patologie può già prenotare visite di controllo. Quindi, non è una cosa che non si fa.
Al massimo, si può indurre di più a farlo. Dobbiamo arrivare al 100 per cento, perché lo fa il 50 per cento. Ma dire che questa è una cosa nuova in ambito oncologico, ma non solo in ambito oncologico, ogni specialista non solo può, ma deve farlo. Il medico di base, cioè, il medico di medicina generale deve soltanto prenotare la prima visita. Poi, lo specialista prende in cura il percorso del paziente. Probabilmente, quello che dobbiamo fare è stimolare questo percorso. Ma andare ora a dire che noi dobbiamo ritornare indietro per prendere in cura, secondo me non ha senso. Quindi, secondo me, questa mozione è inaccettabile.
Speaker : PRESIDENTE.
Perdonatemi.
Io ho chiesto il parere del Governo e il Governo mi ha spiegato che i contenuti di questa mozione sono in linea con il lavoro che già si è svolto e che si sta svolgendo. Credo, però, di aver compreso anche che non vi era una contrarietà all’approvazione della mozione. Credo di aver capito questo. Il parere era favorevole.
Io ritengo, se mi permettete, se non ci sono richieste ufficiali di ritiro della mozione, di mettere ai voti la mozione, visto che è in linea con il lavoro che l’Assessorato ha già svolto. Posso procedere? No. Prego, consigliere Minerva.
Speaker : MINERVA.
Sempre nella buona collaborazione del Consiglio, come è stato fatto prima, non possiamo pensare che le cose che ci sono state dette dall’assessore sono ultronee o far finta che non le abbia dette, perché l’assessore è stato chiaro. Con il suo Assessorato sono già partite, insieme al lavoro fatto con il Presidente Spaccavento, tutta una serie di iniziative che già hanno superato la mozione. Quindi, nonostante ci sia una condivisione politica di massima rispetto alla mozione, votare favorevolmente significa oggi, dal nostro punto di vista, dal mio punto di vista, mettere in discussione il lavoro che l’assessore sta facendo. Consigliere, se non vuole che votiamo contrari, perché è superflua la mozione ed è superata dal lavoro che il Governo regionale sta già facendo, vi chiediamo di ritirarla. Altrimenti, saremo costretti a votare contro, non perché siamo in disaccordo… Consigliere Pagliaro, sto provando a ragionare. Dicevo, noi non vorremmo votare contrari, ma non sarebbe una contrarietà rispetto ai contenuti della mozione, sarebbe un atto di fiducia rispetto alle parole dette qui dall’assessore regionale e al lavoro che la Giunta e il Presidente stanno facendo su questo tema. Ci ha spiegato in maniera chiara che questa mozione è superata dal lavoro che stiamo già facendo. Quindi, non ha senso votarla. L’eventuale voto contrario non è rispetto ai contenuti della mozione, ma rispetto al fatto che la mozione è superata ed è superflua la votazione in questo momento storico.
Speaker : PRESIDENTE.
Ha chiesto di intervenire il Presidente Decaro. Prego, Presidente.
Speaker : DECARO, Presidente della Giunta regionale.
Intervengo per chiarire che il Governo, in particolare l’Assessorato su questo tema non solo si è già attivato, ma c’è un tavolo tecnico che vede coinvolti tutti i responsabili dei settori della rete oncologica della nostra Regione, per la cosiddetta presa in carico: presa in carico che è obbligatoria, non è una scelta che facciamo noi come Regione Puglia.
La presa in carico dei pazienti da parte degli specialisti, come ci ricordava il Presidente della Commissione, è un obbligo. È chiaro che poi, dall’obbligo alla fase attuativa della presa in carico, passano tutta una serie di procedure organizzative, perché devi avere la possibilità di disporre di un’équipe interdisciplinare, per passare visite specialistiche al collega, la possibilità di fare delle prenotazioni, che non devono essere però le prenotazioni che si fanno attraverso il CUP, altrimenti il medico specialista fa la stessa procedura che farebbe il paziente.
Detto questo, sulla questione, nello specifico, della presa in carico del paziente oncologico, c’è un tavolo tecnico che è attivo. L’assessore ha specificato che quella è una mozione condivisibile che è già partita. Quindi, per bon ton istituzionale, normalmente, l’assessore, il Governo, in questo caso io, si alza e dice: consigliere, la ringraziamo per la mozione, la prendiamo sotto forma di raccomandazione, nel senso che la sua mozione si trasforma in una raccomandazione, il Governo prende in carico la raccomandazione che arriva dal consigliere regionale, procederà e nei prossimi giorni darà i risultati del tavolo che è stato costituito. Questo solo per evitare che possano crearsi delle diatribe su una mozione sulla quale ho capito che siamo tutti d’accordo, anche perché siamo già partiti, nel senso che è un’attività che è già iniziata.
Sui banchi del Consiglio comunale e del Parlamento, che ho calcato fino a qualche anno fa, normalmente mi sono alzato per questo. Non lo faccio mai perché sono molto attento alle prerogative dei consiglieri regionali, avendolo fatto pure io, però, per uscire dall’impasse, che chiedere al consigliere Pagliaro di accettare il fatto che il Governo prende come raccomandazione quella mozione che è stata oggi presentata, con l’impegno da parte dell’assessore Pentassuglia, e anche mio personale, di venire magari in Commissione a presentare il risultato della riorganizzazione che stiamo facendo proprio per la presa in carico dei pazienti oncologici, mi sembrava doveroso fare questa proposta.
Poi, è nella libertà del consigliere accettare o farla mettere ai voti.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Presidente Decaro.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pagliaro. Ne ha facoltà.
Prego, consigliere.
Speaker : PAGLIARO.
Presidente, sulle questioni che riguardano la sanità, e poi, in particolar modo, se vogliamo parlare anche dei problemi dei malati oncologici, avremo tempo e modo per discuterne, perché abbiamo fatto una richiesta specifica di un Consiglio monotematico, anzi, colgo l’occasione per chiedere al Presidente di poterlo calendarizzare il prima possibile, perché, ripeto, questi temi sono importanti e vorremmo che fossero ampiamente discussi.
Poi, se oltre alle mozioni e alle interrogazioni vogliamo mettere anche la voce “raccomandazioni”, possiamo cambiare anche lo Statuto per questo, Presidente, se lei ritiene. Però, consentitemi, qualcuno ha avuto da ridire addirittura sul fatto che in Commissione alcuni colleghi avessero votato favorevolmente e che poi il Gruppo si fosse espresso chiedendo un semplice rinvio per aggiornarci e per approfondire, e adesso addirittura siamo arrivati a una cosa mai vista in questo Consiglio regionale, che la stessa maggioranza si opponga, contesti e bocci la lettura e l’approvazione dell’assessore su una mozione. È una cosa mai vista, sinceramente. Non solo è irrituale, ma è anche irrispettosa nei confronti di chi ha proposto la mozione, Presidente.
Io prendo atto della sua buona intenzione di mantenere sempre un bon ton istituzionale, ma io chiedo di attenersi al bon ton istituzionale dando valore anche ai consiglieri che propongono le mozioni. Il fatto che ci sia un tavolo mi fa piacere, ma il tavolo potrebbe decidere qualsiasi altra cosa. Qui parliamo specificatamente di un punto, che è quello che vengano prenotati gli esami, le visite diagnostiche per i pazienti malati di tumore direttamente dai medici specialisti. È semplice.
Poi c’è tutto il resto, possiamo parlare di tutto quello che vogliamo, ma questo è il tema e su questo gradirei che ci fosse una votazione chiara da parte del Consiglio. Se è vero, come è vero, che dovrebbe essere un dovere, purtroppo non è così, perché se tutti noi costantemente e quotidianamente riceviamo sollecitazioni di gente disperata, che va al CUP e si fa tre giorni di fila, poi al CUP è sempre guasto qualcosa, il COrO non funziona, al telefono non risponde nessuno, per ore e ore i pazienti oncologici stanno lì a chiamare, senza considerare poi le cure. Lasciamo perdere, ma ne parleremo a tempo debito. È chiaro che su questa cosa mettiamo un punto fermo, e mettiamolo oggi, che problema c’è? Mettiamo un punto fermo.
C’è una mozione che dice alcune cose. L’assessore si è espresso favorevolmente. È incomprensibile che ci siano posizioni differenti.
Io chiedo di votare la mozione. Bocciamola pure, se volete bocciarla.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Tutolo. Ne ha facoltà.
Speaker : TUTOLO.
Credo che bisogna prendere atto di una cosa, che c’è un piglio importante dell’assessore, del Presidente, su questi temi. Lo stanno facendo, non hanno pensato di farlo, ma lo stanno facendo. Mi è sembrato chiaro il percorso descritto dall’assessore. Onestamente è come se si volesse negare questo lavoro. È come se uno se ne fosse infischiato fino ad ora. Mi pare di ricordare che la prima cosa che ha fatto il Presidente Decaro sia stata quella di cercare di avere un approccio diverso riguardo alle liste d’attesa dicendo immediatamente, appena insediato, che il successivo passo, ed è quello che è stato messo in campo, sarebbe stato quello rispetto ai malati oncologici.
A questo punto proporrei un emendamento alla mozione per chiedere all’assessore e al Presidente di venire in Commissione a renderci edotti delle iniziative messe in campo affinché questo problema possa essere affrontato. Però, negare questa cosa mi pare un’offesa al lavoro che si sta facendo. Onestamente, è come se uno se ne stesse… Perdonatemi, io non vi interrompo. La cosa che mi dà fastidio è ignorare il lavoro che si sta facendo su un tema così importante. Qualora se ne stessero infischiando, sarei il primo io ad andare in questa direzione. Siccome mi pare che tutt’altro stiano facendo che infischiarsene, onestamente è negare l’evidenza. Io se fossi in loro mi sentirei offeso del fatto che non si stia vedendo tutto il lavoro che si sta facendo su quel tema.
Tutto è migliorabile, attenzione. I problemi che abbiamo…. E non entriamo in questo, sennò dobbiamo metterla in politica, come al solito. Su questa cosa, per favore, risparmiamocela. Apprezziamo il lavoro che si sta facendo almeno su questi temi. Poi scontriamoci su tutto, ma non mi pare che questo tema sia ignorato, perché tutti abbiamo la massima sensibilità su questo tema e su quei tipi di malati, perché sono malattie che coinvolgono tutti, nessuno escluso.
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere Tutolo, c’è un emendamento, che state elaborando. Bene, quindi noi attendiamo che venga depositato alla Presidenza.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Antonio Scianaro.
Speaker : SCIANARO.
Grazie, Presidente. Voglio ritornare sul tema perché, nel ringraziare l’assessore per aver appreso che il parere è favorevole, la mia preoccupazione sono i tempi.
Noi già in Commissione abbiamo sviscerato alcuni aspetti sulla presa in carico, sul CUP unico. Il problema del numero verde per pazienti oncologici io l’avevo già segnalato, e lo ricorderà bene il Presidente della Commissione, consigliere Spaccavento, perché disse che una ASL lo sta facendo in via sperimentale. E questa, secondo me, non è una cosa positiva, perché un Dipartimento salute deve garantire in tutta la Regione Puglia questo servizio, non ci può essere un numero verde per un’Azienda sanitaria e per le altre no. Quindi, la presa in carico del paziente, come recita la mozione è qualcosa di fondamentale e chiaro.
Capisco i tempi, che non saranno sicuramente brevi, ma io mi metto nei panni del paziente. Conosco bene la problematica, perché un paziente che va – e su questo vorrei che mi ascoltasse il consigliere Tutolo – a visita oncologica il 1° gennaio, lo specialista sicuramente lo tratterà, farà la sua chemioterapia, e lo rimanderà al 1° maggio per valutarlo nuovamente. Nelle more gli farà probabilmente anche le richieste con una priorità programmabile, perché se gli inserisce la “U” o la “P”, probabilmente, se il paziente va al CUP dovrebbe trovare spazio dopo poche ore o pochi giorni.
E quando andrà qualche giorno prima del controllo, non troverà mai la disponibilità per portare gli accertamenti alla visita di controllo il 1° maggio. Ecco perché io chiedevo una via, una linea preferenziale per questi pazienti, perché non devono subire un calvario.
Io sono d’accordo con l’assessore – stiamo lavorando – ma che tempi ci saranno? Che tempi saranno necessari affinché il paziente oncologico trovi respiro? Ecco perché avevo inserito questo emendamento a margine della mozione.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Scianaro.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva.
Speaker : MINERVA.
Presidente, grazie.
Volevo reinterviene sulla politica. Sulla prima parte, consigliere Scianaro, siamo d’accordo, nella consapevolezza che c’è il sistema CORO che ti permette subito di avere di avere la visita, appena uscito dallo specialista, se sei purtroppo un paziente oncologico.
Dopodiché, collega Capogruppo, a me veramente dispiace, sei tornato sulle cose di prima. Sulle cose di prima, se in Commissione i suoi colleghi non si sono letti le carte, hanno votato favorevole e poi decidete di cambiare posizione e noi lo rileviamo, non è che deve dare la colpa a noi. L’abbiamo rilevato, dopodiché, per bon ton istituzionale, dopo un’ora di discussione, proprio per non dividere la famiglia, cosa che a voi, come ho detto prima con una battuta, evidentemente piace perché vi interessa soltanto mettervi le stellette e la targhetta dei meriti, abbiamo detto che siamo d’accordo sulla mozione.
Lei ha riportato la parte dell’intervento dell’assessore Pentassuglia, che ha detto che il parere è positivo, e nel restante 90 per cento dell’intervento ha spiegato perché era superflua questa mozione, perché era superata, e io le ho detto che sia politicamente, sia per la fiducia che abbiamo nelle istituzioni – e non perché l’assessore è del Partito Democratico o perché si chiama Donato Pentassuglia, ma perché è un assessore che in tre mesi sta dimostrando di portare avanti il mandato che il Presidente gli ha assegnato e sta dando delle risposte concrete rispetto a questo tema – avevamo chiesto di fidarci di quello che ha detto l’assessore per evitare di arrivare allo scontro politico, su una cosa su cui nessuno vuole arrivare allo scontro politico. Ma mi sembra che tutto deve diventare sempre vetrina.
Sappiamo quali sono i compiti dei consiglieri. Anche sulla battuta fuori luogo fatta al Presidente, il Presidente ha chiesto a voi consiglieri e a lei che ha presentato la mozione uno sforzo per tenere unito questo Consesso da un punto di vista istituzionale. Fargli la battuta sulla raccomandazione, sul cambio dello Statuto… È per i nostri buoni rapporti, ma siccome siamo d’accordo su quello che dice, ma ci rendiamo conto ancora una volta che strumentalizzate ogni cosa perché avete bisogno solo di targhette e titoli sui quotidiani, siccome siamo d’accordo ma riteniamo di dare fiducia all’assessore Pentassuglia per il lavoro fatto, emendiamo, come ha detto il consigliere Tutolo, questa mozione almeno dando la possibilità all’assessore di venire in Commissione, visto che il tavolo è già partito, visto che il lavoro è stato in parte già svolto, per aggiornare tutti noi consiglieri, sempre nella sede opportuna, ossia la Commissione sanità, dandogli la possibilità di spiegare a tutti noi i dati, di farceli leggere e di dare in quell’occasione anche il contributo al miglioramento del percorso. Quindi, emendiamo la mozione e votiamo la sua mozione con un voto favorevole, così sarà contento.
Speaker : PRESIDENTE.
Perdonatemi, stiamo andando un po’ oltre le regole. Io ho già consentito a diversi consiglieri di intervenire più volte sul punto all’ordine del giorno. Non è permesso, al limite si può intervenire per fatto personale o per replica. Ora io chiederei di chiudere qui la discussione, perché lei, consigliere Pagliaro, ha già parlato diverse volte sul punto all’ordine del giorno. Le chiedo di aiutarmi nel dare… Però, mi risulta che ci sia un emendamento alla mozione. C’è un emendamento che sta per essere depositato, in questi secondi, che poi leggeremo, evidentemente. Vi chiedo che questa tolleranza non sia considerata una disattenzione da parte del Presidente.
Siccome non abbiamo ancora l’emendamento, facciamo un’ulteriore, ultima eccezione, però chiedendole, consigliere, di chiudere qua questa questione e di andare al voto. Prego.
Speaker : PAGLIARO.
Presidente, la raccomandazione la accetto. Non faccio polemica. Solo questa, però. Mi sembra sinceramente ‒ mi rivolgo al Capogruppo e amico Stefano Minerva ‒ che si stia buttando ancora una volta in politica, anche con toni lievemente offensivi, le stellette, le vetrine, i titoli. Si è detto anche che non leggiamo le carte. Gentilmente, rimaniamo nelle prerogative di noi consiglieri. Noi abbiamo la prerogativa di prevedere le mozioni. Oltretutto, in questo caso stiamo cercando di recuperare i danni che oggettivamente ci sono stati nel corso degli ultimi anni, riconosciuti da voi stessi, quindi sinceramente non mi sembra opportuno continuare con una vena polemica.
Siamo tutti d’accordo ‒ l’ha confermato anche lei ‒ su questa mozione. Si tratta di chiudere questa mozione nell’ambito di quello che abbiamo richiesto, senza allargarci oltre.
Consigliere Tutolo, avrà notato che in tante occasioni abbiamo spalancato porte e finestre di fiducia nei confronti del Presidente Decaro e di questa nuova Amministrazione. Non potete dirci il contrario. Ci accusano di essere addirittura troppo collaborativi. Quindi, sinceramente non mi aspetto che ci siano posizioni così tranchant.
Detto questo, chiedo nuovamente, Presidente, di votare.
Speaker : PRESIDENTE.
Ora vi chiedo di poter giungere al voto… Lo stanno definendo. Prego, consigliere Tammacco. Io tengo anche a dire che all’interno dell’Ufficio di Presidenza abbiamo discusso del Consiglio monotematico sulla sanità che ci è stato richiesto, quindi a breve avrete notizie rispetto alla calendarizzazione dello stesso.
Prego, consigliere Tammacco, sperando che sia l’ultimo intervento, è l’auspicio. Prego.
Speaker : TAMMACCO.
L’auspicio è quello veramente che sia l’ultimo intervento e che si prenda atto dei lavori del Consiglio odierno. Il bon ton ci ha portato prima a rinviare un argomento all’ordine del giorno, cioè una legge che stavamo per portare… Un attimo, se mi fa parlare, collega Pagliaro, anche perché stiamo parlando di qualcosa su cui la Puglia è avanti rispetto a tutte le altre Regioni, sulla parte della sperimentazione, per ciò che si sta facendo in questo periodo, e questo non possiamo negarlo.
Collega Pagliaro, il bon ton, il rapporto fra maggioranza e minoranza ci hanno portato prima a rinviare alla Commissione una legge. È intervenuto il Presidente della Regione, e in maniera anche inusuale, sempre per il bon ton, ne ha chiesto il ritiro per il lavoro che si sta facendo, per dare atto poi, all’interno delle Commissioni, di ciò che si sta facendo.
Ho ascoltato per la prima volta il Presidente Decaro intervenire: siccome non è che interviene ogni giorno, bon ton vorrebbe, considerato che si sta lavorando, considerato che tutte le altre parti, vedi numero verde, vedi ciò che è stato richiesto anche da parte di Fratelli d’Italia, è inserito all’interno della volontà di prenderne atto, bon ton vorrebbe che si ritirasse, come è sempre stato fatto, la mozione, evitando di emendarla.
Chiaramente, se poi lei dice “no, dobbiamo votare per forza la mozione”, senza prendere atto di una richiesta di bon ton da parte non del consigliere Tammacco o del consigliere chicchessia, ma del Presidente della Regione Puglia, che chiede di poter portare nelle Commissioni apposite i risultati del lavoro dell’Assessorato e della Presidenza, ebbene, è una forzatura che sinceramente non andrebbe fatta in un rapporto collaborativo, considerato che non stiamo parlando solo ed esclusivamente di politica, ma stiamo ragionando sulla pelle delle persone, sulla sofferenza delle persone, e tutti quanti noi vorremmo arrivare ad un risultato serio, cioè che le persone possano avere direttamente assistenza nel più breve tempo possibile e nei modi migliori consentiti dalla legge. Questa richiesta che le è stata fatta avrebbe dovuto subito portare al ritiro e a ritenerla raccomandazione, come si è fatto anche alcune volte cinque anni fa. Non può non ricordare che cinque anni fa alcune mozioni sono state anche cambiate in raccomandazioni, perché l’ascolto da parte dell’Assessorato e della Presidenza c’è stato, c’è e ci sarà. Quando saranno pronti verranno in Commissione, a noi interessano i dati di fatto, come credo a lei interessino i dati di fatto. Ci porteranno i dati di fatto all’interno della Commissione.
Ora, il garbo istituzionale avrebbe voluto il ritiro di quella mozione. Se poi lei proprio non la vuole ritirare, noi siamo costretti a dare il nostro parere sul lavoro che sta facendo l’Assessorato e che sta facendo la Presidenza, emendando naturalmente la mozione e portandola all’attenzione evitando anche strumentalizzazioni su questo problema che è importante per le famiglie e per chi subisce questo problema. Innanzitutto, ripeto, le chiedo gentilmente di ritirarla. Poi, laddove non volesse ritirarla, è pronto l’emendamento alla mozione e andremo a votare l’emendamento alla mozione, che sinceramente – lei lo sa quanto la stimo – è una cosa inutile, visto e considerato che porteranno i risultati all’interno della Commissione nel più breve tempo possibile. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Ha chiesto di intervenire la consigliera La Ghezza. Prego, consigliera, ne ha facoltà.
Speaker : LA GHEZZA.
Grazie, Presidente. Intervengo a nome del Gruppo soltanto per invitare gentilmente a mia volta i colleghi della minoranza a ritirare la mozione, perché se è chiaro, come è emerso dalla discussione, che si sta lavorando in questo senso, è intervenuto anche il Presidente Decaro a fare questo invito, visto che, comunque, è emersa la comune volontà e si sta lavorando nel senso di raggiungere il risultato, io credo sia questo l’importante, vale a dire il risultato che vogliamo raggiungere e per cui si sta lavorando. Pertanto, credo sia opportuno che la minoranza ritiri la sua mozione, altrimenti saremo costretti a procedere con l’emendamento. Però, nell’ottica collaborativa, con lo stesso criterio che abbiamo utilizzato per la discussione ai punti precedenti, insisto affinché avvenga il ritiro da parte della minoranza.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera La Ghezza. Ha chiesto di intervenire il consigliere Fischetti. Prego.
Speaker : FISCHETTI.
Mi unisco al coro dei consiglieri regionali di maggioranza che stanno cercando di sensibilizzare i nostri colleghi e lo stanno facendo partendo da un presupposto, vale a dire che quando parliamo di mozione cerchiamo di dare un impulso all’attività di Governo, ma nel momento in cui il Governo regionale sta già lavorando su questa tematica, ha già attivato un tavolo tecnico, e il Presidente Decaro lo ha ben specificato, mi pare, anche alla luce del nostro comportamento rispetto a quanto è accaduto precedentemente in quest’Aula, che sia eccessiva questa insistenza da parte dell’opposizione, un’insistenza che non tiene conto del lavoro svolto. È come dire: dovete lavorare su un tema che già state affrontando, su cui avete già attivato dei tavoli di natura tecnica.
Mi dispiace dirlo, ma questa insistenza rappresenta esclusivamente la volontà di una parte politica di mettere una medaglia rispetto a un lavoro che, invece, viene puntualmente svolto dall’assessore e dal Presidente, come hanno ben specificato.
Anche il Gruppo che rappresento chiede ai consiglieri di minoranza di ritirare la mozione e di condividere invece, apprezzandolo, il lavoro che in queste settimane viene svolto dall’Assessorato e dalla Presidenza.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Fischetti.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Borraccino. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : BORRACCINO.
Grazie, Presidente.
Io non sarei dovuto intervenire, perché penso che quando c’è l’intervento del proprio Capogruppo, quell’intervento racchiuda tutti gli interventi dei consiglieri di quel Gruppo consiliare.
Ho chiesto al Capogruppo Minerva, quindi, il permesso di poter intervenire e di chiarire un aspetto che probabilmente i colleghi della minoranza hanno sottovalutato, che stanno sottovalutando.
In uno dei punti all’ordine del giorno, il terzo punto all’ordine del giorno, la minoranza in Commissione aveva votato a favore. Quel provvedimento nella VI Commissione era stato votato all’unanimità.
La maggioranza aveva i numeri per approvare quel punto all’ordine del giorno, ma su richiesta dell’opposizione, noi abbiamo rimandato quel punto, che pure era importante, e a cui si lavorava da tempo.
Su questa mozione c’è stato un ulteriore slancio da parte del Presidente della Regione, non di uno qualsiasi dei consiglieri regionali, ma del Presidente della Regione, che in un suo intervento, specificando che rispettava le prerogative del Consiglio regionale, diceva di fare propria quella mozione, trasformandola in una raccomandazione, e si impegnava, insieme all’assessore, a tornare in Consiglio per dire, da lì a breve tempo, quali sarebbero state le cose che si sarebbero realizzate.
Purtroppo, rispetto a questo slancio di generosità da parte del Presidente della Regione, il centrodestra continua ostinatamente a voler portare avanti un provvedimento che, come ha detto l’assessore alla sanità, è già oggetto di lavoro da parte del Dipartimento e dei dirigenti dell’Assessorato alla sanità. Pertanto, non si comprende la ragione per la quale la maggioranza è a favore di quel provvedimento, ma votare quella mozione così come è stato fatto, di fatto non soltanto non raccoglie l’invito da parte del Presidente della Regione, che è un invito alla distensione, a ragionare insieme e a lavorare insieme, ma nello stesso tempo è anche un non voler ascoltare le cose che l’assessore alla sanità ha detto in maniera chiara e netta sull’operato del Dipartimento.
Ovviamente abbiamo proposto la possibilità dell’emendamento e di emendare quell’articolato, vale a dire quella mozione. Io ritengo – e l’invito lo faccio al collega Pagliaro che si aggira tra i banchi della Presidenza in questo momento – che si debba ascoltare… Tanto io parlo lo stesso, sono abituato a parlare, non ci sono problemi, capisco che ci sono altre cose. Mi dispiace che il collega Pagliaro in particolare non abbia ascoltato totalmente le cose che ho detto, ma mi rendo conto…
Speaker : PRESIDENTE.
Consiglieri, un po’ di ordine in Aula, per favore.
Speaker : BORRACCINO.
… che era in giro ad ascoltare anche i pareri del Governo. L’invito che faccio al consigliere Pagliaro, last minute, visto che il mio forse è l’ultimo intervento, è di ascoltare l’invito da parte del Presidente della Regione, così come fatto dai colleghi Capigruppo della maggioranza, perché quella volontà espressa in quella mozione è la nostra volontà, quel desiderato vostro è quello che già l’assessore insieme al Dipartimento sta facendo. Abbiamo la stessa posizione, quindi proviamo – chiedo scusa se sono andato oltre i cinque minuti, Presidente – a stare insieme su questa decisione, così come proposto anche dai colleghi Capigruppo della maggioranza.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Borraccino.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Scatigna. Con l’auspicio che possa essere l’ultimo intervento, grazie.
Speaker : SCATIGNA.
Grazie, Presidente. Non pretendo certo di mettere d’accordo tutti, però invito il Consiglio regionale a una riflessione. Faccio appello non solo alla sensibilità di ognuno di noi, ma all’esperienza politica di ognuno di noi. Io sono uno di coloro che conoscono meglio l’assessore Pentassuglia, quindi so perfettamente come lavora, quanto ci tiene e quanto si impegna, e sono uno di coloro che si sentono rassicurati dall’intervento del Presidente Decaro. Però, è possibile, colleghi, che noi stiamo facendo politica su un argomento del genere? È possibile che noi non riusciamo a guardarci intorno e a bloccare l’istinto di fare politica su un argomento del genere? Firmate anche voi, se volete, il nostro emendamento. Ben vengano anche cento di questi emendamenti, che tutti noi saremmo favorevoli a firmare.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Si è chiusa la discussione.
Per dichiarazione di voto, il consigliere Tutolo. Prego.
Speaker : TUTOLO.
La mozione è quell’atto politico con il quale si dice a qualcuno di fare qualcosa e onestamente, dire a qualcuno di fare qualcosa che già sta facendo è un’offesa. Non può essere ignorata una roba del genere.
Dobbiamo comprendere qual è il senso, tant’è che la definizione, la frase con la quale si impegna la Giunta e il Presidente della Giunta è quella di fare qualcosa. Noi, quindi, dobbiamo dire all’assessore Pentassuglia e al Presidente Decaro di fare qualcosa che stanno già facendo e che ci hanno comunicato. E lo hanno detto non a noi ma al mondo intero e a chi ha voluto ascoltare. Dopodiché, andiamo in Commissione, vi spiegheranno quello che stanno facendo e se c’è qualcosa in più da aggiungere, tipo il numero verde unico per tutta la regione, che condivido, lo aggiungiamo. Ma diamo qualcosa in più rispetto a quello che già stanno facendo, se ne abbiamo la capacità. Ma voler dire a loro di fare qualcosa che già stanno facendo a me pare un’offesa, scusatemi. Veramente vogliamo fare politica su questi temi? Non può essere una roba del genere, perdonatemi.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Tutolo.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Spaccavento. Lo ribadisco, sono saltate tutte le regole. Questa è veramente l’ultima eccezione che farò, perché su questo tema non vorrei che si andasse a speculare in maniera eccessiva. Stiamo parlando della salute dei pugliesi, stiamo parlando di azioni virtuose e probabilmente anche di un punto di vista che coincide nel merito. Per cui, ripeto, è un’eccezione che ovviamente non sarà replicata in futuro.
Prego, consigliere Spaccavento.
Speaker : SPACCAVENTO.
Intervengo per dichiarazione di voto.
Vorrei far capire soltanto questo: il mio punto di vista è quello di non offendere chi, da quando ci siamo insediati, sta lavorando su questo tema. Non vorrei far sì che domani esca qualcuno, e dica: “grazie a noi ora si fa attenzione ai pazienti oncologici”. Questa cosa non deve essere, perché i pazienti sono di tutti.
Io quei pazienti li vivo, quindi non faccio strumentalizzazione politica. So benissimo che cosa succede in quelle case, so benissimo quello che succede negli ospedali. Però c’è qualcuno che dal primo giorno che si è insediato sta lavorando: il Presidente, l’assessore, la Giunta, anche i consiglieri che danno le idee. Dire “ora ritorniamo indietro, voi non state facendo niente, domani grazie a noi stiamo iniziando a lavorare sugli oncologi”, io questa cosa non la permetto!
Mi dispiace, ma ora o ritiriamo, e secondo me è meglio che ritiriamo; oppure, emendiamo e votiamo il nostro provvedimento.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Spaccavento.
Per dichiarazione voto, il consigliere Pagliaro. Prego.
Speaker : PAGLIARO.
Mi fa piacere che questo argomento abbia suscitato l’attenzione, l’interesse e anche la veemenza di tutti.
Per quanto mi riguarda, sono più che soddisfatto. Hai ragione, collega Spaccavento, questo è un problema che riguarda tutti. I malati oncologici li ascoltiamo tutti ogni giorno, ogni santo giorno, ci chiedono aiuto, e noi siamo qui per dare un aiuto ai malati oncologici che, lo diciamo da sempre, riteniamo meritino una via preferenziale, anche se il termine non è il massimo, per poter ottenere gli esami diagnostici, le visite specialistiche e tutto un percorso che gli possa garantire la presa in carico efficiente.
Qui, fino adesso, così non è stato, questo discorso deve essere molto chiaro. Noi lo diciamo sempre: noi non facciamo la caccia alle streghe, però vogliamo che ci si assuma la responsabilità di ciò che non è stato e di quello che noi ci auguriamo ci possa essere d’ora in avanti.
Abbiamo aperto, ripeto, più volte, con grande disponibilità e fiducia, a questa nuova fase della Regione Puglia e della governance della Regione Puglia, quindi questo emendamento da voi presentato noi l’abbiamo sottoscritto. È quello che vi ho chiesto all’inizio, che questa potesse diventare una mozione condivisa da tutti. Quindi, accolgo i vari appelli, ma, ripeto, non ce ne sarebbe stato bisogno, perché quando si parla di dare delle risposte concrete ai pazienti, in particolar modo oncologici, della nostra regione, ci troverete sempre pronti e in prima linea.
Abbiamo firmato tutti questo emendamento, quindi è un emendamento che ritorna a dare senso al bon ton istituzionale che è stato richiesto dal Presidente Decaro, conferma la volontà dell’assessore Pentassuglia e ci mette tutti d’accordo. Quindi, per me va bene così. Votiamolo.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Se non ci sono altri interventi, dovrei sottoporre all’attenzione dell’Aula due mozioni, una prima mozione presentata dal consigliere Scianaro, che immagino possa essere ritirata, evidentemente, da quello che ho compreso. Perdonatemi, c’è una mozione presentata dal consigliere Scianaro che va votata o ritirata.
Bene. Allora ho inteso bene. Ho detto mozione, pardon, mi state facendo confondere. Ho detto mozione, ma volevo dire emendamento, evidentemente intendevo dire emendamento, pardon. Lei, consigliere Scianaro, ritira il suo emendamento. Lo dichiari al microfono.
Speaker : INTERVENTO.
Presidente, possiamo avere copia degli emendamenti? Non ce li abbiamo.
Speaker : PRESIDENTE.
Prego, consigliere Scianaro.
Speaker : SCIANARO.
Presidente, io ritiro l’emendamento e il Capogruppo, a nome di tutto il gruppo, ha firmato l’emendamento che ha assorbito il mio.
Speaker : PRESIDENTE.
È chiaro, grazie.
Quindi è ritirato l’emendamento Scianaro e vi è solo l’emendamento presentato da tutti i Capigruppo.
Consigliere Pagano.
Speaker : PAGANO
Presidente, giusto per non essere fraintesi. Il Presidente Pagliaro aveva depositato una mozione, a quella mozione era stato depositato, se non ricordo male, stamane, un emendamento presentato dal consigliere Scianaro. Noi abbiamo presentato un emendamento alla mozione del Presidente Pagliaro. Adesso mi pare di capire che tutta la minoranza avrebbe firmato l’emendamento che abbiamo depositato. Quindi, di fatto, siccome non sono sovrapponibili, o il consigliere Scianaro ritira il suo emendamento…
Speaker : PRESIDENTE.
L’ha appena fatto.
Speaker : PAGANO.
Quindi, votiamo il testo del Presidente Pagliaro, così come emendato da voi.
Speaker : PRESIDENTE.
Se permettete, faccio la sintesi, così possiamo procedere alla votazione. L’emendamento del consigliere Scianaro è stato ritirato perché ha ritenuto che nell’emendamento proposto dalla maggioranza ci fossero anche le sollecitazioni che il consigliere ha sottoposto all’attenzione del Consiglio attraverso il suo emendamento. Per cui, rimane solo un emendamento, sottoscritto da tutti i Capigruppo e anche da diversi consiglieri, che sottopongo alla votazione del Consiglio regionale, prima di votare la mozione eventualmente emendata.
È aperta la votazione sull’emendamento.
Perdonatemi, ho dato per scontato, perché avevo chiesto di distribuirlo, che tutti avessero l’emendamento. A questo punto leggo l’emendamento. Avevo chiesto di distribuire l’emendamento. Assessore, mi dispiace che non sia stato fatto. Ne do lettura: “Il Consiglio regionale della Puglia, premesso che la Regione Puglia, già da anni, ha dato indirizzo alle ASL di riservare un’agenda di prenotazione dei malati oncologici per dare loro priorità nella esecuzione degli esami diagnostici”. Questa è la mozione presentata da Fratelli d’Italia, che rimane invariata. Viene emendata, invece, nella parte successiva, dove viene modificato il secondo punto con le seguenti parole: “Con decreto del Presidente della Giunta regionale è stata resa obbligatoria la prenotazione di visite ed esami per pazienti oncologici direttamente dai medici specialisti in tutte le ASL”. Questa è la prima modifica. Poi c’è un’ulteriore modifica. Nel punto dove è scritto “considerato che” occorre aggiungere: “Attualmente il numero verde per pazienti oncologici è già attivo in una specifica azienda sanitaria della Regione Puglia, e che tale iniziativa ha già dimostrato di migliorare l’accessibilità e la qualità del servizio di prenotazione per prenotazioni sanitarie per pazienti oncologici, e per questa ragione si rende necessario disporre l’istituzione di un numero verde per pazienti oncologici in tutte le ASL della Regione Puglia”.
Poi, al punto c) dopo le parole “impegna la Giunta della Regione”, il punto 1 è sostituito dal seguente “a dare costante e puntuale aggiornamento delle procedure messe in atto per rispondere a tale esigenza”.
Assessore, questi sono gli emendamenti. Lei può esprimere il suo parere sugli emendamenti sottoscritti da tutti.
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore alla salute e al benessere.
Non vorrei che si riaprisse la bagarre, ma obiettivamente, per come è stato scritto, io mi astengo, per due ordini di motivi. La mia serietà, la mia franchezza non possono essere…Con tutto il rispetto per il lavoro che si mette in campo, ho detto che la questione è fatta, che il numero c’è dappertutto, che è il numero verde non funziona alla stessa maniera, l’ho detto io in Aula perché sto verificando delle cose, su mandato del Presidente, perché la gente va aiutata, supportata, non fatta sbattere a destra e a sinistra, perché poi qualcuno deve stare 24 ore sulla stampa ad autocelebrarsi.
Il fatto di stare vicino a quei medici che stanno lì e che assistono persone che prendono in carico, perché sono persone, sono donne, bambini e anziani, e non solo, non può essere trattato a questa maniera. Ve lo dico con estrema franchezza: il numero c’è, il numero verde in alcuni casi non risponde dopo un’ora e dieci minuti, perché non abbiamo persone che rispondono per tutte le chiamate che arrivano. Quindi, stiamo lavorando sul fatto che la prenotazione dello specialista abbia lo slot in tutta la Puglia, dedicato. Non si va al CUP. Quindi, stiamo parlando di un’altra storia che è già presa in carico, che ha delle sperimentazioni.
Il riferimento che avete fatto al CUP unico è un tema, di cui ho parlato in Commissione, che viene sperimentato sulla ASL di Bari, e che sarà esteso a tutta la Puglia, ma è stato appaltato. Non ci sono al momento situazioni dove è possibile ufficialmente verificare, quindi ci diamo delle indicazioni, come le questioni dei CUP sono diverse su tutti i territori, nonostante a qualcuno sia venuta l’orticaria a occuparsi dei CUP, perché i CUP lavorano e fanno quel lavoro ma hanno orari diversi, addirittura abbiamo CUP aperti la mattina e non aperti il pomeriggio. Anche qui è stato dato mandato alle aziende, su quattro sportelli di averne tre aperti la mattina, ma di lasciarne uno il pomeriggio, perché bisogna consentire alle persone di accedere a un servizio pubblico. Si tratta di organizzazione del lavoro, e in una fase così complessa, per le enormi criticità che abbiamo, non dovrebbe essere l’assessore a occuparsi anche di questo pezzo. Però lo faccio, perché è giusto rispondere qui.
Vorrei che si ritornasse a quella che è la ratio di una mozione, come è stato accennato da qualcuno. La mozione impegna… Capisco che era stata fatta due anni fa. Guardate, io non guardo mai indietro. Come vedete, sono rispettoso, ma non consento a nessuno di denigrare il lavoro che si sta facendo. Ai tavoli tecnici, se passate e partecipate, non è che qualcuno vi manda via. Ci vogliono ore e ore di pazienza e di riunioni per tenere una Puglia lunga e larga con situazioni diverse. La mozione impegna il Presidente e l’assessore a fare quello che stiamo facendo, ma non è che qui c’è un obbligo tassativo. Quante mozioni non sono state applicate, non hanno avuto nulla? Allora, per un fatto di chiarezza e di lealtà, prima umana e poi istituzionale, che è quello che mi ha fatto procedere nella vita, l’impegno è a chiudere il prima possibile un modello organizzativo valutabile da tutti sul territorio, perché ognuno di voi rappresenta un territorio, e le questioni sono diverse, con delle punte avanzate e alcuni che devono recuperare, perché, per quello che vi ho detto prima, si lavori in maniera corretta e coerente. Dire allo specialista che deve farlo non serve perché lo fa già, quindi noi abbiamo già quest’obbligo. Stiamo determinando quello che già la prima delibera del Presidente Decaro ha recuperato, ma lo stiamo implementando con i servizi, perché il CUP, come il numero verde, sono servizi che devono integrarsi.
Il tema che l’assessore Pentassuglia pone è di uscire dal confronto con lo specialista già con le date degli esami, perché questo è quello che dobbiamo fare, e quando avremo il CUP unico e quando ragioneremo con i medici di medicina generale, è la stessa cosa di uscire dallo studio medico o dalla AFT (aggregazione funzionale territoriale) o dalla casa della salute con la prescrizione e la prenotazione, perché così governeremo puntualmente. Direte: ma tu tendi in un lasso temporale? Guardate, se non ci impegniamo su questo, guardiamo alla sanità del passato, non a quella del futuro. Considerando, perché ho sentito chiamare… No, mi scusi, collega Caroli, sapete, io ho garbo istituzionale, ho rispetto, però ho sentito anche una serie di nefandezze. Ho sentito ancora parlare di codici di prenotazione. Il malato oncologico, poiché la prima visita è l’urgenza, non va nelle programmabili. Le programmabili sono un’altra storia. Stiamo dicendo che il follow-up, vi ho detto i due o i cinque anni, quindi il periodo successivo, deve essere gestito direttamente da chi ha in cura il paziente. L’esperienza dei centri di orientamento oncologico (COrO) va ampliata, è positiva ma va ampliata, perché viene implementata di tutte queste cose, avendo dietro, come ci ha richiamato il Ministero della salute, avendo nella rete chi fa cosa, chi può fare cosa, perché stiamo determinando chi non può fare delle cose e non le deve fare, perché anche qui non mettiamo a rischio la salute dei cittadini, perché qualcuno non può accreditarsi per pochi interventi non avendo i volumi richiesti dal Ministero. Altrimenti, il confronto non è corretto rispetto a quello che rappresentiamo.
Speaker : PRESIDENTE.
Assessore, prendo atto delle sue parole, però siamo al punto in cui abbiamo da mettere in votazione un emendamento.
È aperta la votazione sull’emendamento presentato.
È chiusa la votazione.
Presenti 46, votanti 39, favorevoli 39, astenuti 7.
L’emendamento è approvato.
Ora dobbiamo votare la mozione così come emendata.
È aperta la votazione.
Consigliere Caroli, ha votato? È riuscito a votare? Bene.
È chiusa la votazione.
Presenti 46, votanti 39, favorevoli 39, astenuti 7.
La mozione è approvata.
Siamo giunti alla chiusura dei lavori. Vi comunico che la seduta è chiusa e auguro a tutti voi buone festività pasquali. Grazie a tutti.
