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Speaker : PRESIDENTE.
Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta.
(Segue inno nazionale) Prima di procedere con le comunicazioni di rito e con l’apertura dei lavori, desidero ricordare il nostro collega recentemente scomparso, Girolamo pugliese.
Vi chiedo di mettervi in piedi.
Colleghe e colleghi, oggi ricordiamo Girolamo Pugliese, una figura che ha attraversato da protagonista una lunga stagione della vita politica e istituzionale della nostra Regione. Storico dirigente del Partito Repubblicano, consigliere comunale a Bari, poi consigliere regionale e assessore regionale con delega alla cultura, all’istruzione, ai lavori pubblici e al bilancio, Girolamo Pugliese ha sempre contribuito a costruire politiche moderne e lungimiranti. Tra i tanti incarichi, ha guidato il Consorzio ASI di Bari e il Parco dell’Alta Murgia. Il suo timbro di voce inconfondibile rifletteva una personalità attenta, rigorosa e profondamente intelligente. Nel ricordarlo oggi rendiamo omaggio a un modo di intendere il servizio pubblico, fatto di serietà e dedizione.
Alla famiglia e ai suoi affetti giunga la vicinanza di tutto il Consiglio comunale. Regionale, pardon.
Chiedo a tutti di procedere con un minuto di silenzio.
(L’Assemblea osserva un minuto di silenzio)
Grazie.
Ho fatto per molto tempo il Sindaco, devo ancora abituarmi a questa nuova dimensione.
Procediamo con la seduta odierna.
Se non vi sono interventi a riguardo, diamo per approvato il verbale della seduta del 2 febbraio.
Ci sono interventi? No. Quindi, possiamo procedere.
Procediamo preliminarmente con le comunicazioni, ai sensi dell’articolo 30 del Regolamento interno.
Invito il signor consigliere segretario Gioia a dare lettura delle interrogazioni e delle mozioni presentate, nonché delle proposte e dei disegni di legge assegnati alle Commissioni.
Prego, consigliere segretario.
Speaker : GIOIA.
Alla I Commissione sono stati assegnati: riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a) ed e), del decreto legislativo 23 giugno 2011 n. 118 relativi al disegno di legge n. 2 del 03/02/2026, ai disegni di legge n. 25, n. 26 e n. 28 del 03/03/2026 e ai disegni di legge n. 32, n. 33 e n. 34 del 10/03/2026; proposta di legge a firma del consigliere Scalera “Disposizioni per la rottamazione delle cartelle esattoriali relative alla tassa automobilistica regionale (Bollo Auto) e emesse dall’Agenzia delle Entrate”.
Alla II Commissione: disegno di legge n. 30 del 10/03/2026 “Articolo 242, comma 27 della legge regionale 31/12/2024, n. 42 per la revisione delle normative vigenti in materia di nomine e designazioni di competenza della Regione. Disposizioni attuative nonché modificative di norme in materia di ricambio generazionale e revisione della spesa di personale per il sistema delle partecipazioni regionali”; proposta di legge a firma del consigliere Pagliaro ed altri “Soppressione delle Agenzie della Regione Puglia”.
Commissione III: proposta di legge a firma della consigliera Barone ed altri “Interventi a sostegno della mobilità dei pazienti oncologici non deambulanti per trattamenti chemioterapici e radioterapici”; proposta di legge a firma del consigliere Scalera “Disposizioni in favore delle persone affette da disturbi del linguaggio e di prevenzione dei fenomeni voice shaming”; proposta di legge a firma del consigliere Scalera “Norme in materia di sicurezza del personale sanitario e sociosanitario”; proposta di legge a firma del consigliere Perrini ed altri “Disposizioni in materia di rilascio gratuito della documentazione clinica in attuazione della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea C-307/22”; proposta di legge a firma del consigliere Scalera “Disposizioni in materia di rilascio gratuito della documentazione clinica in attuazione della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea C-307/22”; proposta di legge a firma del consigliere Scalera “Istituzione della Giornata regionale per l’utilizzo sicuro, responsabile e consapevole della rete internet e dei social”; proposta di legge a firma del consigliere Perrini ed altri “Proposta di modifica e integrazione della legge regionale n. 26 del 6 agosto 2021 avente come oggetto ‘Affrancamento dall’obbligo di corrispondere ticket e sanzioni per la mancata disdetta delle prenotazioni’”; proposta di legge a firma dei consiglieri Scalera e Cera “Norme per il riconoscimento della rilevanza sociale della celiachia”; proposta di legge a firma del consigliere Tammacco “Disposizioni per il riconoscimento, la diagnosi, la cura e la tutela delle persone affette da Sindrome Fibromialgica”.
Commissione V e IV (parere): proposta di legge a firma della consigliera Barone ed altri “Interventi per la salvaguardia e la valorizzazione e la corretta gestione delle lagune pugliesi”; proposta di legge a firma della consigliera Falcone “Disciplina regionale delle acque superficiali e sotterranee e disposizioni diverse”.
Commissioni V e IV (congiunta): disegno di legge n. 31 del 10/03/2026 “Individuazione delle superfici e delle aree per l’installazione degli impianti a fonti rinnovabili in attuazione dell’articolo 11-bis del decreto legislativo 25 novembre 2024, n. 190 (Disciplina dei regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili, in attuazione dell’articolo 26, commi 4 e 5, lettere b) e d) della legge 5 agosto 2022, n. 118”.
Commissione VI: proposta di legge a firma del consigliere Scatigna ed altri “Istituzioni di un piano di monitoraggio e censimento del lupo in Puglia”.
Commissione VII: proposta di legge a firma del consigliere Pagliaro ed altri “Modifiche del Regolamento interno del Consiglio regionale”; proposta di legge a firma del consigliere Pagliaro ed altri “Modifiche alla legge regionale 28 novembre 2023, n. 30”; proposta di legge a firma del consigliere Pagliaro ed altri “Modifiche della legge regionale 19 febbraio 2024, n. 5”; proposta di legge a firma del consigliere Caroli ed altri “Modifiche alla legge statutaria 12/05/2004, n. 7 (Statuto regionale della Puglia)”.
Interrogazioni e mozioni presentate. Interrogazioni ordinarie: Pagano “Stato di operatività dell’elisuperficie del Policlinico di Bari”; Pagano “Riconoscimento di ulteriori titoli di studio ai fini dell’abilitazione alla professione di direttore tecnico di agenzia di viaggio e turismo”. Interrogazioni a risposta scritta: Mazzotta “Costi elevati per il noleggio in sostituzione delle Ambulanze nell’ASL di Lecce”. Mozioni: Angolano ed altri “Ipotesi di un impianto rigassificatore nel porto di Taranto”; Tutolo ed altri “Revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari”; Tutolo ed altri “Valorizzazione dei prodotti di qualità e dei prodotti a chilometro zero nella ristorazione delle strutture ospedaliere, assistenziali e sociosanitari gestiti da enti pubblici o da soggetti privati in regime di convenzione; Tutolo e altri “Semplificazione dei controlli sulle imprese agricole, alimentari e mangimistiche; implementazione dati del registro unico dei controlli sulle imprese agricole, alimentari e mangimistiche; potenziamento dell’istituto della diffida nel settore agroalimentare”; Scalera “Stato delle persone con demenza nella regione Puglia. Richiesta di istituzione del tavolo regionale sull’Alzheimer e le demenze correlate”; Minerva e altri “Misure urgenti per la stabilizzazione del personale precario del Consiglio Nazionale delle Ricerche operante nel territorio della Regione Puglia”; Lobuono “Attivazione di unità di coordinamento regionale a supporto dei cittadini pugliesi presenti nei Paesi del Golfo interessati dalla crisi internazionale Iran-USA-Israele”; Minuto “Assunzione infermieri e operatori sociosanitari precari”; De Santis e altri “Per la tutela dei diritti umani in Iran, per la protezione delle popolazioni civili in Medio Oriente e per un’iniziativa diplomatica internazionale di de-escalation”; Angolano e altri “Iniziative per il mantenimento e la riconversione a polo museale della Nave ‘Giuseppe Garibaldi’ nella città di Taranto”; Perrini e altri “Prevenzione e contrasto di diabete e obesità per la promozione di corretti stili di vita”; Capone e altri “Proposta di modifica del decreto legislativo n. 382 (norma di delega: articolo 1 della legge 13 giugno 2025, n. 91) ‘Attuazione delle direttive (UE) 2024/1499 e 2024/1500 in materia di organismi per la parità di trattamento’”; La Ghezza e altri “Mozione su Disegno di Legge Consenso”; Scalera “Misure di prevenzione per l’uso di fiamme libere e articoli pirotecnici nei locali aperti al pubblico, nei luoghi di pubblico spettacolo e intrattenimento e nelle strutture ricettive, indirizzi regionali e condizionalità nei programmi e contributi regionali”; Scalera “Sicurezza sul lavoro e prevenzione in Puglia”; Scalera e altri “Criticità del sistema sanitario della Regione Puglia, situazione finanziaria del comparto sanitario regionale e richiesta di istituzione di una unità di crisi per la tutela del diritto alla salute dei cittadini pugliesi”; Perrini “Futuro del Presidio Ospedaliero ‘SS. Annunziata’ di Taranto e programmazione dei servizi sanitari territoriali in vista della realizzazione del nuovo ospedale”; Borraccino e altri “Sostegno al personale giuridico-amministrativo a tempo determinato dei Tribunali pugliesi e alla stabilizzazione dei ‘precari PNRR’ del Ministero della Giustizia”; Scalera “Violenza di genere. Rafforzamento delle politiche regionali di contrasto e prevenzione”.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, segretario Gioia.
Si può procedere con l’esame delle mozioni iscritte all’ordine del giorno.
Prego, consigliere Scalera.
Speaker : SCALERA.
Grazie, Presidente.
Signor Presidente, cari assessori, colleghi consiglieri, ho chiesto la parola sull’ordine dei lavori per sottoporre oggi a quest’Aula, in occasione della festa del papà, una mia proposta di legge, che depositerò alla fine dei lavori di questo Consiglio, proposta di legge che ritengo di particolare valore: valore istituzionale, valore civile e valore umano.
Oggi, in questa ricorrenza profondamente radicata nella nostra cultura e nel nostro tessuto sociale, ho ritenuto opportuno predisporre una proposta di legge sull’istituzione del Garante dei diritti degli anziani. Non si tratta soltanto di un atto normativo, ma ritengo si tratti di un gesto di responsabilità e di riconoscenza verso i nostri padri, che rappresentano la memoria viva delle nostre comunità, il patrimonio di esperienza, sacrifici e valori su cui si fonda la nostra società. Sono uomini che hanno costruito con il loro lavoro e con il loro impegno il presente che oggi viviamo. Molti di loro sono padri che hanno rinunciato, spesso in silenzio...
Scusate, un po’ di silenzio, sennò non riesco a parlare.
Speaker : PRESIDENTE.
Vi prego di fare silenzio, soprattutto il pubblico.
di loro, come dicevo, sono padri che hanno rinunciato, spesso in silenzio, a opportunità personali per garantirci un futuro migliore; padri che hanno rappresentato un punto di riferimento, un presidio di stabilità, una guida nei momenti difficili.
Istituire la figura del Garante dei diritti degli anziani significa dare voce a chi troppo spesso è ai margini, significa rafforzare gli strumenti di tutela, significa affermare con chiarezza che la dignità non ha età e che lo Stato e le Istituzioni non dimenticano.
Nel segno di questa consapevolezza, rivolgo a tutto il Consiglio un appello: facciamo in modo che questa proposta di legge venga calendarizzata quanto prima e che trovi la sua approvazione entro la fine di questa legislatura.
Consentitemi ancora di rivolgere un pensiero, oggi che è la Festa del Papà a tutti i padri, a quelli che hanno preceduto e che hanno affrontato sacrifici e difficoltà per consegnarci un Paese migliore, un Paese più solido; a quelli più giovani che oggi guardano al futuro con legittime aspettative, e talvolta, anche con preoccupazione.
A loro dobbiamo fare una promessa chiara: che il nostro impegno nelle Istituzioni non sia sterile esercizio, ma azione concreta. Il nostro compito è quello di lasciare un Paese più sicuro, un Paese più prospero, un Paese più giusto e capace di garantire pace e opportunità alle nuove generazioni.
Grazie, Presidente. Naturalmente il disegno di legge, per chi vorrà controfirmarlo è qui, lo deposito agli atti, quindi tutti i colleghi che vogliono controfirmarlo lo possono fare.
Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere Scalera.
Se permettete, procederei con l’ordine del giorno, a partire dal primo punto dello stesso.
Disegno di legge n. 9 del 19 febbraio 2026 “Riconoscimento di debito fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo del 23 giugno 2011, n. 118. Atto di precetto su decreto ingiuntivo n. 1216 del 2020 del Giudice di pace di Bari. Rimborso imposta di registro”. Invito il Presidente della I Commissione, Ubaldo Pagano, se lo ritiene, a relazionare in merito.
Si è iscritto ad intervenire il consigliere Saverio Tammacco. Prego.
Speaker : TAMMACCO.
Grazie, Presidente. Intervengo sull’ordine dei lavori, visto che è partito con l’ordine dei lavori. Ho ricevuto dal mio capogruppo una mezz’oretta fa l’ordine delle mozioni e interrogazioni che nella riunione dei Capigruppo si è deciso. Va tutto bene finché sono mozioni e interrogazioni.
Vorrei fare un appello a tutti i colleghi consiglieri, assessori e a lei, Presidente, invece, per ciò che riguarderà le leggi, perché le proposte di legge sono tantissime e i consiglieri non possono venire a conoscenza all’ultimo momento delle proposte di legge che vanno all’ordine del giorno dal Consiglio regionale, anche perché in quel momento saranno presentati, a norma di regolamento, anche eventuali emendamenti. Per cui, la preghiera che faccio a tutti i capigruppo, all’Ufficio di Presidenza e a lei, Presidente, per ciò che riguarda le proposte di legge, i disegni di legge da discutere, è di saperlo almeno il giorno prima, per poter essere preparati, perché noi andiamo a legiferare, in maniera positiva o meno, sulla pelle dei cittadini pugliesi.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Tammacco. Terremo conto di questa sua osservazione.
Ha chiesto la parola il Presidente della I Commissione, Ubaldo Pagano.
Speaker : PAGANO.
Grazie, Presidente.
I primi tre punti all’ordine del giorno sono tre disegni di legge che riguardano il riconoscimento di debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive che, come sappiamo, è un obbligo di legge ai sensi dell’articolo 73, comma 1, del decreto legislativo n. 118 del 2011. Non procedere significherebbe esporre la Regione a pignoramenti presso la Tesoreria, con il conseguente blocco di spese per servizi essenziali. È la ragione per cui abbiamo inteso, da quando questa Commissione si è insediata, essere tempestivi come non mai, nell’iter…
Speaker : PRESIDENTE.
Vi chiedo un po’ di silenzio, per cortesia.
Speaker : PAGANO.
Nell’iter di valutazione e approvazione dei debiti fuori bilancio, anche perché nel frattempo abbiamo promosso in maniera unitaria e su sollecitazione dei colleghi della minoranza un’interlocuzione con l’Avvocatura regionale e la Sezione bilancio ragioneria in uno spirito di leale cooperazione istituzionale, invitando le strutture competenti a relazionare sulle iniziative e sulle prassi organizzative necessarie per ottimizzare i tempi di liquidazione.
L’obiettivo comune che la Commissione si è data è quella di garantire una gestione dei flussi di spesa improntata alla solerzia e alla tempestività, affinché anche le risorse regionali siano impegnate con la massima efficienza, escluso ogni beneficio alla collettività pugliese.
Nello specifico, abbiamo proceduto a depositare l’emendamento n. 1 che tende ad accorpare in un unico articolo i debiti fuori bilancio precedentemente istruiti. Essendo debiti da sentenza, come sapete, anche in assenza di approvazione, sarebbero comunque liquidabili dagli uffici, perché non farlo si configurerebbe come un’omissione di atti d’ufficio.
Questo emendamento, fatto nella logica di economia e celerità, sostituisce integralmente l’articolo 1 del disegno di legge 9 del 2026 e assorbe i contenuti del disegno di legge 23/2026 e 25/2026.
Segnalo inoltre che rispetto all’istruttoria iniziale abbiamo richiesto e operato lo stralcio del disegno di legge n. 2 del 2026, relativo al compenso di una consulenza tecnica di ufficio. Abbiamo effettuato questa valutazione di stralcio rispondendo alla volontà della Commissione di garantire una massima trasparenza e quindi separando questa specifica posizione per chiedere agli uffici una verifica supplementare sulla documentazione a supporto, prima del riconoscimento definitivo.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Presidente Pagano.
Ci sono interventi? Non ci sono interventi.
Così come anticipato dal Presidente Pagano, procediamo, attraverso un emendamento tecnico che accorpa tutti i debiti fuori bilancio iscritti nella seduta odierna, a includere il disegno di legge n. 23 del 24 febbraio 2026, iscritto al punto n. 2), e il disegno di legge n. 25 del 3 marzo 2026, iscritto al punto n. 3) dell’ordine del giorno. Pertanto, si procederà alla votazione dell’emendamento n. 1, che sostituisce interamente l’articolo 1, unico articolo del disegno di legge n. 9 del 19 febbraio 2026.
Rammento che, ai sensi dell’articolo 35 dello Statuto regionale, le deliberazioni concernenti materie tributarie e di bilancio sono valide se adottate con il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri regionali in carica. Occorre, quindi, per questa votazione, il voto favorevole di ventisei consiglieri.
Se non ci sono dichiarazioni di voto, procederei con il voto.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Il provvedimento viene approvato con 28 voti favorevoli e 19 voti contrari, presenti 47 e votanti 47. Questo era scontato.
Questo provvedimento necessita dell’urgenza, per cui chiedo di esprimervi sull’urgenza, per alzata di mano.
È approvata.
Si può, ora, procedere con l’esame delle mozioni iscritte all’ordine del giorno, la cui trattazione avverrà secondo l’ordine condiviso in Conferenza dei Capigruppo.
Accolgo le sollecitazioni legittime pervenute dal consigliere Tammacco. Consideriamo questa di oggi un’eccezione, evidentemente.
Cominciamo dall’ordine stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo. Abbiamo anche stabilito che la durata massima degli interventi per relazionare sulle mozioni sarà di dieci minuti, mentre gli interventi nel merito saranno di massimo cinque minuti.
La prima mozione in discussione è quella al punto n. 10), a firma Pagliaro e altri (così è più semplice, altrimenti dovrei fare l’elenco di tutti i consiglieri che l’hanno sottoscritta): “Notifica entro 6 mesi sanzioni per mancata disdetta delle prenotazioni per prestazioni sanitarie (modifica DGR n. 2268/2010)”,
Prego, Presidente Pagliaro.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Presidente.
Intanto volevo chiedere se fosse possibile sollecitare, prevedere una via preferenziale per l’approvazione delle tre proposte di legge che rimettono in sesto le Commissioni speciali, in particolar modo la prima, quella sulla criminalità organizzata, ma anche quelle sulla Xylella e sulle risorse idriche. Se potessimo accelerare già dal prossimo Consiglio, quando si tratteranno le PDL, e inserirle tra i primi punti all’ordine del giorno.
Impiego molto poco per presentare questa mozione, dove noi chiediamo di modificare la delibera di Giunta regionale del 2010, che prevede sanzioni per la mancata disdetta delle prenotazioni di prestazioni sanitarie. In particolare, chiedo di ridurre da 10 anni a 6 mesi il periodo massimo di retroattività delle sanzioni e di annullare tutte quelle relative a prenotazioni antecedenti ai 6 mesi dalla mancata disdetta.
Per quanto sia giusto responsabilizzare gli utenti attraverso le sanzioni, il periodo di prescrizione attuale è troppo lungo. In particolare, ci giungono continue segnalazioni dell’invio di avvisi da parte dell’ASL di Lecce per prenotazioni non annullate fino a 10 anni prima. Questo crea una situazione in cui è estremamente difficile per gli utenti dimostrare di aver effettivamente disdetto la prenotazione.
Evidenziamo che c’è una incongruenza tra la durata della conservazione del numero di disdetta, che sono sei mesi, e il periodo di prescrizione delle sanzioni che sono dieci anni. Se i cittadini non sono tenuti a conservare il numero di disdetta per più di sei mesi, allora le sanzioni per la mancata disdetta dovrebbero essere notificate entro questo stesso periodo per consentire agli utenti di dimostrare di aver adempiuto a questo obbligo.
La situazione è aggravata dal fatto che molti utenti potrebbero aver effettuato la disdetta di persona o per telefono, senza aver avuto una ricevuta, rendendo difficile dimostrare l’avvenuta disdetta con documentazione. Di conseguenza, molti utenti finiscono per pagare per evitare ulteriori addebiti.
Con questa mozione chiediamo che vengano previste anche campagne di informazione sul giusto obbligo di disdire le prenotazioni entro 48 ore lavorative e sulle modalità di farlo correttamente. Sappiamo il problema delle liste d’attesa, quindi è molto importante che i cittadini sappiano che se non possono fare una visita o un esame diagnostico, devono immediatamente comunicarlo per consentire ad altri cittadini di poter accedere più velocemente.
Ricordiamo su questo che nell’aprile del 2022, nella scorsa legislatura, proprio in quest’Aula, rispondendo a una nostra interrogazione, l’ex assessore alla sanità, Palese, assicurò che nessun pagamento sarebbe stato dovuto alla ASL Lecce per mancata disdetta delle prenotazioni. Purtroppo, questo non è avvenuto, nonostante dichiarò “perché si trattava di un’iniziativa tardiva, inopportuna e sbagliata, a cui non verrà dato seguito”, invece, purtroppo, il seguito c’è stato e molti cittadini sono stati costretti a pagare, nonostante avessero anche disdetto la prenotazione, ma non avevano avuto la possibilità di poterlo dimostrare.
Ecco perché chiediamo di mettere nero su bianco, in maniera definitiva, che la prescrizione avviene entro sei mesi dalla mancata disdetta.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere, Presidente Pagliaro.
Ci sono interventi? Prego, si è iscritto a parlare l’assessore Donato Pentassuglia. Prego.
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore alla salute e al benessere.
Grazie, Presidente.
Questa mozione viene accolta. Ho dato mandato agli uffici di valutare il termine dei sei mesi, come da allegato A, punto 6 della delibera del 2010, perché c’era un’incongruenza tra ciò che stava scritto sulla circolare e ciò che, invece, riporta la legge. Questa è una questione che è stata richiamata ad ottobre 2024, nella precedente legislatura, che proprio quel comma non prevede, per cui c’è un disallineamento nell’ambito dei dati. Quindi, è la prima parte. Modifico la delibera di Giunta. Così chiariamo e ufficializziamo i termini.
Il secondo aspetto, poiché è attenzionato dalla Corte dei conti, giustamente, per quello che è il termine prescrizionale, se cambiamo il termine dei sei mesi già lì si delinea e si denota un termine perentorio.
Anche il terzo punto è condiviso, perché le campagne d’informazione vanno fatte e, a seguito della modifica della delibera, consentiremo non solo sui portali ma anche presso gli uffici del CUP di attenzionare questo aspetto per evitare una disomogeneità e una diseguaglianza tra chi lo fa al CUP, chi lo fa sul portale “PugliaSalute” e chi lo fa telefonicamente rispetto a quello che è il ventaglio. Ci sono anche le farmacie, che, però, non sono state richiamate. Anche perché questo non è previsto dalla legge nazionale, quindi ci dobbiamo uniformare a questo articolo 3, comma 15, del decreto legislativo.
Il parere, pertanto, è favorevole con questa distinzione, che poi porterò in delibera di Giunta per le modifiche dove la delibera di Giunta n. 2268 del 2010 può essere rivista ed emendata.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore Pentassuglia.
Si è iscritto a parlare un consigliere che non ha inserito la tessera. Si era prenotato il collega Stefano Minerva. Prego.
Speaker : MINERVA.
Grazie. A nome del PD e della maggioranza, dopo l’intervento dell’assessore, che ha colto il senso della mozione che porta avanti questa possibilità dopo l’intervento dell’assessore, con le precisazioni che sono state fatte, annuncio il voto favorevole a sostegno della mozione presentata dal consigliere Pagliaro.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Presidente Minerva. Ci sono altri interventi?
Se non ci sono altri interventi, metto in votazione la mozione.
È aperta la votazione.
Ci sono ancora alcuni consiglieri che non hanno votato.
Dichiaro chiusa la votazione.
49 presenti, 49 votanti, 49 favorevoli.
La mozione è approvata all’unanimità.
Passiamo alla seconda mozione prevista dall’ordine del giorno, così come modificato. Passiamo al punto n. 24), mozione a prima firma di Domenico De Santis per la tutela dei diritti umani in Iran.
Prego, consigliere De Santis.
Speaker : DE SANTIS.
Signor Presidente, care colleghe e cari colleghi, tre settimane dopo l’inizio della guerra in Iran e la conseguente crisi in tutta la regione del Medioriente, la situazione appare sempre più complessa e preoccupante. Pesante è il bilancio delle implicazioni sia umanitarie sia di natura economico-finanziaria nel mondo, come pure le conseguenze sui già delicati equilibri geopolitici che si stanno verificando, compreso l’intervento in Libano.
Riteniamo che questo conflitto armato sia da disinnescare il prima possibile e per questo, all’indomani dell’inizio delle operazioni militari, abbiamo presentato questa mozione affinché dalla Puglia, terra di pace, terra di Don Tonino Bello, cuore del Mediterraneo, parta una spinta forte e decisa a una risoluzione diplomatica della crisi in corso, capace di portare una risoluzione disarmata in Medio Oriente.
Un nostro conterraneo durante la Conferenza di Helsinki nel 1975 da Ministro degli esteri italiano disse che la politica estera è una politica di pace e aggiunse che la politica è paziente costruzione di equilibri nella politica internazionale. A chi ritiene che mozioni come questa possano apparire uno sterile esercizio dialettico, richiamo proprio le sue parole, le parole di Aldo Moro, che pronunciò in quell’occasione, all’indomani dei fatti del Cile, dando vita in quella conferenza alla cooperazione tra gli Stati europei: “chi tace davanti ad una guerra è connivente con essa. Per costruire la pace servono anche atti simbolici, che però sono importanti sul piano politico”.
Con questa mozione ribadiamo la ferma condanna per le gravi violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime teocratico e liberticida di Teheran. In questi ultimi anni il Movimento “Donna, Vita, Libertà”, la voce delle donne libere dell’Iran, ha pagato il più alto prezzo del regime con carcerazioni, violenze, torture, uccisioni di massa e donne sparite nel nulla.
Da qualche anno, ho avuto la fortuna di conoscere il marito di Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace del 2023 e leader del Movimento “Donna, Vita, Libertà”, da anni purtroppo incarcerata a Teheran.
Assieme al marito abbiamo organizzato convegni e confronti pubblici. Dai suoi racconti ho conosciuto la realtà di un Paese passato dalla civiltà della democrazia al regime in pochi giorni. Uomini e donne che hanno vissuto all’improvviso limitazioni delle libertà personali, religiose, culturali, di pensiero. Le ferite del regime sono presenti ovunque, e allo stesso tempo, con questa mozione vogliamo esprimere una disapprovazione per le azioni militari, perché a pagarne le conseguenze sono i civili, donne, bambini.
Mi ha molto colpito il bombardamento alla scuola iraniana di Minab, dove sono morti 150 bambini dell’asilo: avevano quattro, cinque, sei anni. Ai costi umanitarie e ai morti innocenti di questa guerra, si aggiungono inoltre i costi economici e le speculazioni che stanno già gravando sui cittadini pugliesi italiani ed europei.
Nelle ultime ore sono state prese di mira soprattutto le infrastrutture energetiche del Golfo, di greggio e di gas, creando gravi conseguenze economiche a tutto il mondo, sia in termini di inasprimento delle tensioni, sia in termini di aumento dei prezzi del gas e del petrolio.
Il caro carburante nel nostro Paese e in Europa, e in particolar modo in Puglia, sta mettendo in crisi le marinerie pugliesi, il mondo agricolo e tutto i comparti produttivi. I cittadini pugliesi stanno pagando due volte il costo di questa guerra, sia per il caro-benzina, sia per l’aumento dei prezzi dei beni di consumo. Per questo, chiediamo a questa Assise di esprimere la più ferma condanna della repressione esercitata dal regime iraniano contro la propria popolazione, violandone i diritti e le libertà fondamentali. Allo stesso tempo, rifiutiamo l’escalation militare in Medio Oriente per le conseguenze umanitarie e geopolitiche che sta comportando. Chiediamo, quindi, al Governo nazionale di sostenere una soluzione diplomatica delle tensioni, nel rispetto del diritto internazionale, del ruolo dell’Europa e delle Nazioni Unite.
Con questa mozione, infine, chiediamo un impegno alla Giunta regionale a sostenere, nelle sedi istituzionali nazionali, europee e internazionali, ogni iniziativa diplomatica volta a favorire la de-escalation delle tensioni in Medio Oriente, a promuovere iniziative di cooperazione internazionale e di dialogo tra i popoli del Mediterraneo, a sostenere programmi di protezione umanitaria per attivisti e cittadini perseguitati per ragioni politiche e per la difesa dei diritti umani. Già negli ultimi anni la Puglia ha fatto la stessa cosa con il popolo palestinese.
Si chiede alla Giunta, inoltre, di impegnarsi a monitorare gli effetti economici della crisi energetica internazionale sull’economia pugliese, a promuovere iniziative istituzionali di sensibilizzazione sui diritti umani, sulla pace e sulla cooperazione internazionale.
Vedete, casualmente oggi è 19 marzo e domani è 20 marzo e in Iran si festeggia il Capodanno persiano, che si chiama Nawruz, che significa nuovo giorno, il primo giorno dell’anno. Auspico che possa essere domani una giornata di festa per gli italiani liberi che vivono in quel Paese, ma soprattutto spero che quanto prima possa arrivare un nuovo giorno per l’Iran che sia di pace e libertà.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere De Santis.
Ha chiesto di intervenire il consigliere e Presidente Paolo Pagliaro. Prego.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Presidente. La posizione del Governo italiano, guidato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in merito al conflitto in corso in Iran si fonda su alcuni princìpi chiari e coerenti, che riflettono la tradizione diplomatica del nostro Paese in rispetto del diritto internazionale. In primo luogo, l’Italia ribadisce con fermezza di non essere parte del conflitto e di non volere in alcun modo essere coinvolta sul piano militare. La scelta è quella di mantenere una linea di responsabilità e prudenza, evitando ogni escalation che possa compromettere ulteriormente la stabilità regionale e internazionale. Allo stesso tempo, il Governo ha espresso una posizione equilibrata rispetto agli sviluppi recenti. Da un lato, ha sottolineato come alcune azioni militari si pongano al di fuori del quadro del diritto internazionale, dall’altro, ha confermato la solidità dell’alleanza dell’Italia in particolare in ambito euro-atlantico, evitando contrapposizioni che possano indebolire il fronte occidentale.
L’Italia mantiene, inoltre, una valutazione critica nei confronti del ruolo dell’Iran nella regione, riconoscendo le responsabilità del regime in dinamiche di instabilità, ma distinguendo chiaramente tra il giudizio politico su tali comportamenti e la necessità di evitare una spirale militare che aggraverebbe la crisi.
In questo contesto, il Governo pone al centro della propria azione la via diplomatica. L’obiettivo prioritario è favorire una de-escalation del conflitto e promuovere la ripresa del dialogo anche attraverso il coordinamento con i partner europei e internazionali, nella convinzione che solo una soluzione negoziale possa garantire stabilità duratura.
Parallelamente, l’Italia è impegnata nella tutela dei propri cittadini e dei propri interessi strategici, mantenendo un ruolo di vigilanza e, se è necessario, di supporto difensivo nell’ambito degli impegni internazionali, ma sempre nel rispetto dei limiti costituzionali e del diritto internazionale.
In conclusione, la linea del Governo si caratterizza per equilibrio, senso di responsabilità e impegno per la pace e nessun coinvolgimento diretto nel conflitto, pieno sostegno alla legalità internazionale e determinazione nel proseguire ogni possibile spazio di dialogo e mediazione.
Quindi, anche noi esprimiamo ferma condanna alla repressione esercitata dal regime iraniano contro la propria popolazione e alle gravi violazioni dei diritti umani registrate negli ultimi anni. Piena solidarietà al popolo iraniano, alle donne, agli studenti, agli attivisti che chiedono libertà, diritti civili e rispetto delle libertà fondamentali.
La forte preoccupazione che per questa de-escalation in Medio Oriente è chiaramente nello spirito del nostro Governo.
Anche noi crediamo che sia giusto impegnare la Giunta regionale a sostenere nelle sedi istituzionali, nazionali ed europee, ogni iniziativa diplomatica volta a favorire la de-escalation delle tensioni in Medio Oriente, a promuovere iniziative di cooperazione internazionale, a sostenere programmi di protezione umanitaria e monitorare gli effetti della crisi energetica internazionale anche nella nostra economia pugliese.
Siamo favorevoli all’approvazione di questa mozione.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Presidente Pagliaro. Ci sono altri interventi su questa mozione?
Prego, consigliere Romito.
Speaker : ROMITO.
Grazie, Presidente.
Anche noi voteremo favorevolmente rispetto a questa mozione assai moderata e che ha tratteggiato in poche battute una situazione davvero complessa, che sta vedendo purtroppo tutto il mondo protagonista nelle ultime settimane, per la verità, negli ultimi mesi.
Il Consiglio regionale della Puglia, ma più in generale, ogni cittadino, ogni uomo libero, non può che condannare i continui attacchi sui civili che purtroppo ci stiamo abituando a guardare e a commentare sui social network, nelle televisioni, nei telegiornali, qualcosa di assolutamente inaccettabile.
Abbiamo visto quello che il regime iraniano è stato in grado di fare ai propri cittadini che manifestavano per la libertà e siamo fermamente convinti che quel regime sia un regime che va combattuto, perché è una delle cause principali di destabilizzazione all’interno del Medio Oriente. Ma siamo altrettanto convinti che gli attacchi sui civili, che spesso sono arrivati anche dalle forze occidentali, non sono per questo meno gravi e vanno ugualmente condannati.
Così come io credo che sia nostro dovere esprimere la più totale solidarietà, conforto e vicinanza a tutti i popoli che in questo momento stanno soffrendo per delle guerre che diventano sempre più intollerabili e che rendono spesso i propri protagonisti sempre più irriconoscibili.
Fra questi popoli c’è certamente il popolo di Cuba, che sta vivendo una delle più gravi crisi alimentari e sanitarie a causa dell’embargo, finanche sul petrolio, che si fa ogni giorno più cruento. Non possiamo che essere al fianco di ogni popolo, compreso il popolo palestinese, che sta soffrendo da troppi mesi, anzi, da anni, continui bombardamenti e attacchi sui civili.
Non possiamo che condannare gli attacchi, anche sconsiderati, che stanno provenendo in queste ore dal Medio Oriente verso le città e verso i civili inermi delle città israeliane. Credo quindi che sia assolutamente necessario, per quanto questa sia un’Assemblea regionale, esprimere la nostra vicinanza e solidarietà a questi popoli.
Sono lieto di poter commentare oggi con voi, invece, per quanto riguarda il profilo interno, il profilo più propriamente pugliese: l’iniziativa del Governo di abbassare di 25 centesimi le accise sui carburanti potrà andare nella direzione di sostenere le marinerie, gli agricoltori, ma più in generale gli automobilisti e i cittadini pugliesi che hanno visto dall’oggi al domani incrementare del 40 per cento i costi energetici.
Rispetto a questo io spero che non si renderanno necessari ulteriori interventi, ma credo, Presidente, che come Assemblea legislativa della Puglia noi si debba porre in essere ogni genere di attività e di iniziativa per essere accanto ai cittadini pugliesi. Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Presidente Romito. Ci sono altri interventi? Se non ci sono altri interventi, devo mettere in votazione un emendamento sostitutivo che ci è giunto, a firma della consigliera Maria La Ghezza: “Testualmente le parole ‘a sostenere nelle sedi istituzionali nazionali ed europee’ sono sostituite con le seguenti ‘a sostenere nelle sedi istituzionali nazionali, europee e sovrannazionali’”.
Metto in votazione questo emendamento.
Vuole presentare un ulteriore emendamento?
Consigliera, lei ha chiesto di intervenire? Prego, consigliera La Ghezza.
Speaker : LA GHEZZA.
Grazie. Se mi dà un minuto, lo presento velocissimamente. È chiaro che condividiamo lo spirito, l’oggetto e il contenuto di questa mozione. Chiaramente siamo a favore della tutela dei diritti umani per la protezione delle popolazioni civili in Medio Oriente e per questa iniziativa diplomatica di de-escalation.
La storia, purtroppo, ci ha insegnato che la destabilizzazione di aree così delicate non ha mai portato né alla pace né a prosperità, soprattutto per i popoli che le vivono. Sono ancora poco chiare le motivazioni che hanno portato all’operazione militare contro l’Iran, ma siamo tutti d’accordo sul fatto che il primo elemento da mettere sul campo sia spostare sul piano negoziale la gestione di ogni conflitto. Per questo, per dare ancora maggiore efficacia agli impegni, proponiamo di sostituire la frase “nelle sedi istituzionali nazionali ed europee” con le seguenti “a sostenere nelle sedi istituzionali, nazionali, europee e sovranazionali”.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Presidente La Ghezza.
Ci sono altri interventi? Se non ci sono altri interventi, metto in votazione l’emendamento.
È aperta la votazione.
Ci sono consiglieri che non hanno ancora votato. Dichiaro chiusa la votazione.
L’emendamento è approvato con 47 voti favorevoli.
È approvato.
Prima di mettere in votazione il provvedimento, si era iscritta a parlare l’assessore Silvia Miglietta. Prego, assessore.
Speaker : MIGLIETTA, assessore alla cultura e alla conoscenza.
Grazie, Presidente.
Volevo ringraziare il Gruppo del Partito Democratico per aver portato all’attenzione dell’Aula un tema così importante come quello della guerra che si svolge in questi giorni e che conta già quasi 3.000 vittime civili.
Vorrei ringraziare i colleghi della minoranza per il contributo che hanno voluto dare a questa mozione e dichiarare, naturalmente, come già per l’emendamento il voto favorevole del Governo. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore Miglietta.
Ci sono ulteriori interventi sul punto all’ordine del giorno, sulla mozione… Abbiamo votato l’emendamento.
Metto in votazione la mozione così come emendata.
È aperta la votazione. Hanno votato tutti?
È chiusa la votazione.
47 presenti, 47 votanti, 47 voti favorevoli.
È approvata all’unanimità.
Passiamo alla terza mozione, la n. 7, a firma di Paride Mazzotta e altri “Introduzione di una definizione agevolata (rottamazione) dei tributi regionali”.
Prego, consigliere Mazzotta.
Speaker : MAZZOTTA.
Grazie, Presidente.
La nostra è una proposta fatta in linea con le dinamiche nazionali per le quali il Governo ha dato la possibilità agli enti locali e alle Regioni di rottamare i propri tributi, noi chiediamo la rottamazione dei tributi regionali che, sia chiaro, non è un condono, ma è un qualcosa che permette alle persone di aiutarle in un momento di difficoltà, anche perché toglierebbe eventuali sanzioni e interessi.
L’assessore Leo, con il quale abbiamo interloquito poc’anzi, mi ha chiesto ulteriore tempo. Assessore, ricordo che entro il 30 aprile bisogna decidere se approvarla o meno, anche perché altrimenti si perderebbe lo spirito stesso della cosa.
Noi chiediamo al prossimo Consiglio regionale utile di poterla discutere, ricordando che è una misura importante per le imprese e per i cittadini ai quali noi teniamo molto.
Assessore, questo è un impegno che le chiediamo di prendere e al prossimo Consiglio regionale utile di poterla discutere e votare.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Presidente Mazzotta.
Ci sono interventi su questa mozione?
Si è iscritto a parlare l’assessore Sebastiano Leo. Prego.
Speaker : LEO, assessore al bilancio e al personale.
Grazie, Presidente.
Come concordato con il Presidente Mazzotta, l’Amministrazione ha ancora bisogno di tempo per valutare alcuni profili sia di carattere tecnico, ma anche giuridico. Nel più breve tempo possibile porteremo il parere dell’Amministrazione regionale per quanto riguarda questa mozione.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Ci sono altri interventi?
Non ci sono altri interventi. Dobbiamo chiedere al consigliere Mazzotta se è favorevole a questa ipotesi di rinvio.
Speaker : MAZZOTTA.
Sì, Presidente, con la promessa che nel prossimo Consiglio regionale utile la discuteremo, altrimenti il 30 aprile scadono gli effetti della mozione.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Questa mozione viene rinviata al prossimo Consiglio regionale.
Passiamo al punto n. 25), mozione a prima firma di Anna Grazia Angolano “Iniziative per il mantenimento e la riconversione a polo museale della Nave Garibaldi nella città di Taranto”.
Se la vuole illustrare, collega Angolano, prego.
Speaker : ANGOLANO.
Grazie, Presidente. È attualmente in discussione l’ipotesi di cessione a titolo gratuito, come è noto dai giornali e dai media della portaerei Giuseppe Garibaldi, un bene pubblico del valore di 54 milioni di euro.
Per chi conosce la realtà tarantina, e non solo. anche quella della Difesa italiana, parliamo di una storica unità della Marina militare e di un’ipotesi di cessione alla Repubblica Indonesiana che in passato, e questo è un dato storico, l’avrebbe acquistata per un valore di 450 milioni di dollari, ma pare che questo scenario, poi, col tempo sia cambiato.
Questa unità navale rappresenta un elemento fondamentale della storia navale del nostro Paese, ed un simbolo dell’identità stessa della città di Taranto che da decenni ospita le principali funzioni della flotta italiana. Ci chiediamo politicamente se non ci sia, se non sia sottesa un’altra operazione, un’altra strategia, ma a questo proposito, come forse anche già saprete, il Movimento 5 Stelle ha depositato una interrogazione parlamentare.
Già durante il Governo Conte II era stato avviato un progetto volto a trasformare la Nave Garibaldi in un Polo Museale galleggiante, di rilevanza internazionale. La proposta di valorizzazione dell’unità navale è parte integrante di una visione strategica di riconversione culturale, turistica ed economica del territorio ionico, promossa con forza e convinzione dal Movimento 5 Stelle nell’ambito di un progetto di riconversione economico, sociale e culturale chiamato Cantiere Taranto, che rientra in un percorso di riconversione in una città che, come è noto, ha subìto notevoli danni per quella che è la realtà legata a un percorso di sviluppo sempre arrestato.
Considerato che la realizzazione di un museo galleggiante richiederebbe un investimento tutto sommato contenuto a fronte dell’altissimo potenziale di ritorno turistico e dell’indotto economico per l’intera Puglia, il territorio di Taranto necessita di interventi concreti che favoriscano la diversificazione economica e lo sviluppo di nuovi asset legati alla cultura e al turismo, superando quindi il modello basato esclusivamente sulla grande industria.
Esiste la possibilità tecnica, per esempio, ma questa è solo un’ipotesi, di attingere ai ribassi d’asta legati ai progetti dei Giochi del Mediterraneo per coprire i costi necessari all’avvio della riconversione.
In ogni caso, la cessione all’estero della nave priverebbe la comunità di un patrimonio storico nazionale di un’opportunità unica di sviluppo, configurandosi come una scelta penalizzante per le prospettive future della città.
Aggiungo, come certamente saprete anche in questo caso, la totale disponibilità di Federalberghi, di Camera di Commercio di intraprendere, di co-intraprendere un progetto di riconversione, quello in oggetto. Esistono altri esempi, proprio in Italia, il sommergibile di Milano, quello di Genova, che sono stati sostenuti in questo percorso da risorse pubbliche, con l’aiuto anche di privati.
La Regione Puglia ha già espresso in passato la volontà di sostenere politiche di risanamento e di riconversione per l’area di Taranto, e quindi il silenzio delle Istituzioni locali e regionali di fronte a scelte del Governo che potrebbero penalizzare il territorio rischierebbe di essere interpretato come una rinuncia alla difesa degli interessi della comunità tarantina.
Questa mozione impegna il Presidente della Giunta e la Giunta regionale ad esprimere ufficialmente contrarietà alla cessione della Nave Giuseppe Garibaldi alla Repubblica Indonesiana, attivando ogni canale di interlocuzione con il Ministero della difesa e il Governo nazionale per chiederne lo stop immediato; a sostenere attivamente il progetto di trasformazione della portaerei in un polo museale galleggiante da dislocare stabilmente nel porto di Taranto; a sollecitare altresì il Commissario straordinario dei Giochi del Mediterraneo affinché valuti la destinazione di una quota dei ribassi d’asta disponibili per la copertura finanziaria dell’opera di riconversione; a promuovere, infine, un tavolo tecnico che coinvolga il Comune di Taranto, la Marina militare e gli attori economici del territorio per definire un piano di gestione del polo museale che ne garantisca la sostenibilità e la massima valorizzazione turistica. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Angolano. Ci sono altri interventi?
Prego, consigliere Giampaolo Vietri.
Speaker : VIETRI.
Grazie, Presidente.
Ho ascoltato l’intervento della consigliera Angolano e ho letto questa mozione. Chi meglio di me potrebbe essere a favore del mantenimento a Taranto della Nave Garibaldi? Io sono un militare della Marina nella vita e sono tarantino. Non capisco come si può chiedere l’approvazione di una mozione all’intero Consiglio scrivendo alle forze di minoranza in questo Consiglio che il Governo penalizza con le sue scelte la città di Taranto, perché tra i vari fondi nazionali che stanno ricadendo su Taranto.
Ricordiamoci sono i fondi del JTF, i soldi per i Giochi del Mediterraneo. Ci sono tante altre risorse come quelle del PNRR, quindi sono tanti milioni di euro che in questo momento stanno ricadendo sulla nostra città.
La proponente dice che ci sono i ribassi d’asta, e che quindi i soldi si potrebbero prendere, per esempio, dai Giochi del Mediterraneo. Noi sappiamo che ribassi d’asta non ce ne sono, perché sostanzialmente con l’aumento dei prezzi ci sono i rincari sulle forniture che occorrono per realizzare le opere dei Giochi del Mediterraneo.
Non so chi abbia sentito la consigliera Angolano per arrivare a questa conclusione, che ci siano dei risparmi sui Giochi del Mediterraneo, da poter utilizzare per la nave galleggiante. Però, se questa è la posizione del Governo regionale, che occorrono solo 5 milioni, sarebbe anche necessaria una verifica di natura tecnica da parte degli organi competenti della Regione.
Impegniamo anche il Governo regionale, trattandosi solo di 5 milioni, a renderli disponibili, cioè, se diamo contrarietà e non ci sono altri canali di finanziamento, noi che siamo qui, Governo regionale, chiediamo alla Giunta regionale di prendere l’impegno di finanziare la realizzazione del Polo museale a Taranto, mantenendo a Taranto la Nave Garibaldi.
Io non so se siano sufficienti 5 milioni di euro per mantenere un’unità navale in porto, per le manutenzioni che occorrono a una portaerei, quindi ad una unità di tale portata. Però, se ci deve essere l’impegno, da parte della Regione, per risorse minime, 5 milioni di euro, chiediamo anche la copertura economica da parte del Governo regionale. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Vietri.
Credo che si fosse iscritto a parlare il consigliere Pagano, ma c’è un problema tecnico che stiamo risolvendo.
Prego, Presidente.
Speaker : PAGANO.
Grazie, Presidente, ringrazio la collega Angolano per aver introdotto un tema che è pressoché identitario, non solo della città di Taranto, ma di tutta la Puglia e di tutto il sistema Paese. La Nave Garibaldi penso che sia uno di quei simboli unificanti su cui è difficile dividerci, e non ci piacerebbe che in questo Consesso trovassimo modo di dividerci sull’importanza che diamo al valore storico di quella nave.
La notizia della possibile cessione gratuita della portaerei Garibaldi all’Indonesia è evidente che ha suscitato nelle ultime settimane un dibattito politico e istituzionale non solo per le modalità dell’operazione, che secondo alcune ricostruzioni giornalistiche presenterebbero anche profili poco chiari e persino potenziali conflitti di interesse, ma anche e forse soprattutto per ciò che questa scelta rappresenta dal punto di vista simbolico e strategico per il nostro Paese, in particolare per il territorio ionico. Secondo quanto sta emergendo in questi giorni, il Governo starebbe trasferendo gratuitamente all’Indonesia questa nave ammiraglia della Marina militare, perché il valore economico significativo relativo all’ipotesi di riattamento della nave sarebbe poco strumentale rispetto al beneficio che ne potrebbe derivare.
Allora, se c’è ancora tempo per poter fare una riflessione ulteriore, penso che sarebbe opportuno che, partendo da quelli che sono stati forse i cittadini e le cittadine più affezionate alla portaerei Garibaldi, ovvero quelli pugliesi, si possa partire per una valutazione, partendo dal presupposto che già tre anni fa le forze produttive della città avviarono un percorso di interlocuzione con tutto l’arco costituzionale per immaginare una possibilità di nuova definizione della portaerei Garibaldi. Proprio per questo motivo, nel settembre 2024, interpretando questo afflato, mi permisi di fare da portavoce di una proposta di legge che prevedeva la trasformazione della portaerei Garibaldi in un grande polo museale e culturale, da allocare nell’area dell’ex cacciatorpediniere, peraltro con la possibilità che una parte potesse essere adibita a struttura ricettiva. Questo per avere un piano economico-finanziario che potesse renderla sostenibile rispetto all’investimento iniziale.
Molte città portuali nel mondo hanno già fatto scelte simili, rappresentando anche un incoming attrattivo importante, trasformando navi militari dismesse in luoghi di cultura, memoria e innovazione.
In questo modo avremmo preservato, o si potrebbe comunque ancora fare qualcosa, laddove ci fosse la possibilità di resipiscenza da parte del Governo italiano, un pezzo di storia nazionale e allo stesso tempo provare a generare una diversificazione su cui Taranto sta provando a costruire un nuovo modello economico.
Ecco perché è importante che su questo non si faccia un dibattito sbrigativo, semplicemente legato a difese di parte che peraltro non hanno nulla a che vedere con gli interessi delle pugliesi e dei pugliesi, ma di difesa d’ufficio dei Governi nazionali.
Da questo punto di vista, partendo dal presupposto che nessuno, mi pare evidente, abbia la soluzione in punta economica, se abbiamo però l’ambizione di trasformare questa grande opportunità di memoria in una grande opportunità di futuro, potremmo tutti quanti muovere un appello convinto al Governo affinché, raccogliendo quello che non una parte politica, non semplicemente il Movimento 5 Stelle rappresentato dalla consigliera Angolano, ma tutta la comunità tarantina, che ha avviato questo percorso di riscrittura della propria storia, ambirebbe a poter vedere coronato.
Evitiamo semplicemente di dividerci sui punti e virgola, quando, in realtà, abbiamo il contesto che è a nostro favore.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagano.
Si è iscritta a parlare la consigliera Angolano. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : ANGOLANO.
Grazie, Presidente.
Solo per precisare che l’investimento per avviare questo percorso avrebbe in ogni caso, che sia di 5 milioni, che sia di 10 milioni...
Chiedo oggi a questo Consiglio una posizione, un indirizzo politico. Chiedo che si dica di no all’ennesimo scippo alla città di Taranto. Da tarantini, quindi, evidentemente, forse, dovremmo unirci, come è stato precedentemente detto, per difendere (quindi non una difesa d’ufficio) il nostro patrimonio e soprattutto una possibilità concreta, quella di una via di sviluppo alternativo, di una riconversione socioeconomica di cui ci riempiamo la bocca molto facilmente nelle campagne elettorali, ma che quando poi ci si presenta l’occasione ci lasciamo sfuggire perché non siamo in grado di mettere in campo azioni concrete.
Ebbene, questa potrebbe essere un’azione concreta, un no deciso ad una cessione gratuita, che nasce tra l’altro con delle modalità piuttosto poco chiare, per usare un eufemismo, e sulle quali già vi anticipavo che stiamo cercando di chiedere chiarezza. Ribassi d’asta: è un’ipotesi, l’ho precisato nel mio intervento, non sono io la tecnica che deve decidere quale potrebbe essere l’opportunità migliore. Sono solo qui a registrare anche dei dati di fatto importanti, perché le dichiarazioni pubbliche ufficiali di Camera di Commercio, di Federalberghi, di realtà importanti sul territorio, che vengono ad adiuvandum rispetto a questa proposta, danno il sentore e la misura di quanto un territorio in realtà non voglia arrendersi pedissequamente, in maniera passiva come è stato fatto per altre situazioni.
La modalità dell’operazione, dicevamo prima, verrà poi accertata. Nessuna difesa d’ufficio, dunque, solo la difesa di un’opportunità per il futuro, lo ribadisco, di riconversione della città di Taranto. E da tarantini dovremmo evidentemente tutti sposare questa opportunità.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Angolano, si è iscritto a parlare il consigliere Pagliaro, prego.
Speaker : PAGLIARO.
Presidente, prima di far intervenire il collega Perrini, io chiedo, se siete d’accordo, amici della maggioranza, che su questa mozione possiamo ragionare emendandola, in maniera che non sia quello che invece è stato previsto nella presentazione, e nella premessa un attacco al Governo.
Se vogliamo ragionare tutti insieme per trovare soluzioni condivise, noi ci siamo, per cui chiediamo la possibilità di poter emendare questa mozione in maniera condivisa.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Chiede di intervenire il consigliere Perrini. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : PERRINI.
Grazie.
Cara collega, su questa faccenda della nave, o su altre cose che riguardano Taranto, quando si tratta di fare squadra sul territorio, lo dobbiamo fare veramente. Se dobbiamo iniziare a fare populismo, non per Taranto, perché siamo tutti bravi a dire “Taranto sta in difficoltà, Taranto la dobbiamo far diventare la capitale del mondo, Taranto…”. Abbiamo l’occasione di fare questa mozione e di discutere tutti quanti insieme, perché già io e il collega Vietri nei giorni scorsi e nei mesi scorsi abbiamo già fatto un intervento su Roma con chi ci rappresenta lì, così insieme, senza tirarci la giacca l’uno con l’altro, il partito, destra o sinistra, ma pensiamo veramente a Taranto, facciamo questi emendamenti, così tutti quanti insieme cerchiamo di iniziare a portare i risultati e soprattutto, essendo consiglieri regionali di Taranto, chiediamo anche alla Regione di fare la sua parte, e la sua parte sono i soldi.
A proposito di Regione, i Giochi del Mediterraneo sono domani. Siamo arrivati ad aprile, mancano quattro mesi all’apertura dei giochi e, nonostante i 35-40 milioni di euro che la Regione Puglia aveva promesso alcuni anni fa, sul territorio di Taranto non è arrivato ancora un euro. Allora, proprio per Taranto o iniziamo tutti quanti insieme, perché c’è una vetrina importante, che è domani, ovvero i Giochi del Mediterraneo, invece di ostacolare, perché se ognuno di noi ostacola quello che si sta facendo su Taranto, io ostacolo Bitetti, che è del vostro colore politico, voi ostacolate il Governo di centrodestra perché è di un altro colore politico, il danno lo facciamo a Taranto e provincia. Quindi, l’invito che faccio al Presidente Decaro, che purtroppo oggi non è presente, è capire, a proposito del fare, dove stanno i soldi per i Giochi del Mediterraneo, visto che ancora un metro lineare e quadrato di strada su Taranto non è stato finanziato. Chi è di Taranto sa benissimo qual è la situazione infrastrutturale, dunque sono seriamente preoccupato per quello che avverrà fra quattro o cinque mesi, non per le opere. Se qualcuno viene a Taranto, oppure se non venite vi faccio io i video, può constatare personalmente che le imprese che stanno facendo i lavori per i Giochi stanno anche lavorando di notte per arrivare all’obiettivo di fare i Giochi ad agosto. Ma sono molto preoccupato per quello che riguarda tutto quello che c’è intorno a Taranto e provincia: come dobbiamo accogliere i turisti e cosa devono venire a vedere i turisti a Taranto e negli altri comuni della provincia se le strade sono devastate? Sapete benissimo sui lavori della BRT a Taranto cosa sta succedendo. Allora, grazie di questo invito sulla nave, ma abbiamo una cosa che sta lì, su cui stanno lavorando. Spero che anche in questa situazione ci aiutate a sbloccare i fondi regionale, perché a livello governativo sono arrivati oltre 300 milioni di euro, a livello regionale, con tutte le promesse che avevamo negli anni precedenti, ad oggi non è arrivato neanche un euro.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Perrini.
Si è iscritto a parlare il consigliere Lobuono. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : LOBUONO.
Buongiorno. Grazie, Presidente.
Relativamente a questa mozione della consigliera Angolano, devo dire che può essere sicuramente una valutazione da fare, da approfondire, perché credo che potrebbe essere un ritorno anche per tutta la Regione dal punto di vista di immagine e turistico. Il vero problema, però, è un altro: capire quanto è avanti il Governo nell’impegno che è stato assunto e sottoscritto con l’Indonesia e, in secondo luogo, i 5 milioni di cui si parla relativi alla manutenzione, al mantenimento della nave credo che siano l’ultimo dei problemi, perché il vero problema è che la riconversione di una nave da guerra di quelle dimensioni in un polo museale presumo, conoscendo un po’ come si svolgono le manutenzioni e come agisce il comparto navale, il comparto nautico, preveda costi molto, molto importanti.
Sarebbe opportuno fare una valutazione di un piano industriale di costi che dovrebbe eventualmente affrontare la Regione per capire quali sono, alla fine, i costi e i benefici che potrebbero divenire da questa iniziativa, che comunque è da attenzionare e da portare avanti e da non escludere oggi in maniera così tassativa. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Lobuono.
Si è iscritto a parlare il consigliere Scalera. Prego.
Speaker : SCALERA.
Grazie, Presidente. Sarò estremamente breve.
Concordo con la collega Angolano sul discorso che la Nave Garibaldi debba rimanere a Taranto per fare un polo museale, anche perché, tra l’altro, il 28 marzo 2025 io stesso presentai una mozione all’allora Governo regionale affinché la Nave Garibaldi fosse trasformata in un museo e questo museo rimanesse a Taranto.
L’allora Governo non la ritenne una mozione valida, quindi non è stata mai discussa. Sono contento che oggi la stiamo discutendo e voglio concludere il mio intervento, Presidente, invitando la collega Angolano, che ha presentato la mozione, per ritirarla, ridiscuterla tutti quanti insieme. La firmiamo, anche perché fare attacchi al Governo nazionale non serve.
Se noi oggi dobbiamo fare squadra su questi temi che riguardano l’intera comunità tarantina, un territorio, così come ha detto lei, che è stato martoriato in termini ambientali, in termini sanitari, e chi più ne ha, più ne metta, io ritengo che questa mozione la possiamo ridiscutere temi più sereni, mettendoci insieme intorno a un tavolo e riportarla al Governo regionale affinché effettivamente questa nave non la perdiamo e diventi un polo museale per Taranto, per i tarantini, ma non dico soltanto per Taranto e per i tarantini, ma per la Puglia e per l’intera Nazione. Anche perché, Taranto non merita di essere trattato, come ho detto in molte e in più occasioni, come fanalino di coda della Regione Puglia.
Se quindi la collega Angolano vuole cogliere l’invito a ritirare e a ridiscutere la mozione, io sono disponibile a firmarla, purché di questa mozione non si faccia una questione politica, ma una questione sociale per Taranto e per i tarantini, ma io dico per la Puglia e per l’intera nazione.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, consigliere Scalera.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Di Cuia che ne ha facoltà. Prego.
Speaker : DI CUIA.
Grazie, Presidente.
Raccolgo e faccio mie le considerazioni dei colleghi che mi hanno preceduto, negli interventi, molti dei quali espressione del mio stesso territorio, dell’area ionica, perché credo, e con sincerità voglio dirlo, che i temi che riguardano certamente tutta la Regione, ma che riguardano l’area di crisi di Taranto, meritino serietà, ma soprattutto vanno trattati, vanno approcciati abbandonando un approccio ideologico, ma entrando seriamente nel merito dei problemi.
Soprattutto voglio richiamare l’invito che hanno fatto i colleghi che mi hanno preceduto. Lì dove è possibile, su questi temi, bisognerebbe davvero cercare di fare squadra. Ho letto la mozione della collega Angolano. È visibile ed evidente un approccio che tende a demolire l’azione del Governo. Leggo una serie di azioni che starebbero penalizzando il territorio di Taranto. Li hanno ricordati prima i colleghi: il CIS, i Giochi del Mediterraneo, il JTF, una serie di azioni poste in essere da questo Governo a tutela della città di Taranto, dell’intera provincia, ma soprattutto di una prospettiva di diversificazione rispetto a quella che oggi il territorio vive. Non meritano certamente di essere derubricate ad azioni che stanno penalizzando il territorio. Io voglio ricordare, lo hanno fatto i colleghi, ma voglio ribadirlo, che se oggi abbiamo la prospettiva di celebrare a Taranto i Giochi del Mediterraneo ad agosto è perché il Governo di centrodestra ha stanziato le somme necessarie nel totale disinteresse della Regione Puglia, che era impegnata formalmente per un cofinanziamento di 50 milioni di euro. Oggi voglio ricordarlo, e non perché voglio fare polemica, ma perché, se si pone la questione in questi termini, mi sembra giusto ricordarlo. La Regione Puglia, ad oggi, nei Giochi del Mediterraneo non ha messo un euro. Il contributo di Regione Puglia ai Giochi del Mediterraneo è solo in termini di gravi ritardi che hanno messo a rischio il poter celebrare la manifestazione.
Vale per Nave Garibaldi, ma davvero lo voglio dire per tutti i temi che riguardano la città di Taranto. Lo dico da candidato consigliere e consigliere eletto in questa legislatura del territorio jonico. Invito tutti i colleghi, di tutti i partiti, sui temi che riguardano la città, che oggi attraversa una crisi drammatica, a fare squadra realmente. Quindi, avrei avuto piacere, lo voglio dire della brava collega Angolano, ma anche agli altri colleghi, a condividere già nella fase di presentazione una mozione che però fosse stata depurata da toni polemici e devo dire anche, a mio parere, con maggiori certezze sui costi di questa mozione, perché dire che mantenere Nave Garibaldi a Taranto costa 5 milioni di euro credo che sia un’inesattezza. È una cifra tanto approssimativa quanto ridotta rispetto alle reali esigenze. Io credo che 5 milioni di euro non bastino neanche per disarmare la nave dagli armamenti che oggi ha a bordo. Va fatto un piano industriale serio, lo ricordava il collega Lobuono. Dopodiché, ci sediamo intorno a un tavolo e ragioniamo. Certamente, da questo punto di vista, come un approccio serio, asettico, ma è improntato ed ispirato al reale interesse del territorio, ci troverete sempre dalla stessa parte: quella della tutela degli interessi dei tarantini e dell’intera provincia.
Quindi, faccio un invito alla collega Angolano, condividendo il principio, cioè l’idea che Nave Garibaldi possa restare a Taranto ed essere valorizzata come merita, come patrimonio della nostra Marina militare: le chiedo di ritirare la mozione per approfondimenti e anche, possibilmente, per una condivisione.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Di Cuia. Si è iscritto a parlare il consigliere Fischetti. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : FISCHETTI.
Buongiorno a tutti e a tutte.
Sulla tematica della Nave Garibaldi, io credo che questa discussione vada fatta nella giornata odierna, perché non è possibile perdere ulteriore tempo giacché, come sappiamo, è in procinto di essere ceduta gratuitamente alla Repubblica Indonesiana. Quindi, l’intervento deve essere rapido e immediato.
Noi abbiamo otto consiglieri regionali tarantini, tra maggioranza e opposizione, e ritengo che la serietà e l’appartenenza territoriale debbano oggi portare ad un ragionamento condiviso.
Io ho apprezzato l’intervento del Capogruppo Pagliaro, molto moderato sul tema, e condivido questa possibilità, oggi, di arrivare a una mozione che sia votata quantomeno dai consiglieri della provincia di Taranto. Se è vero che ci possono essere dei risentimenti circa le premesse, e posso anche capirlo dal punto di vista della posizione politica, è altrettanto vero che poi gli interventi, seppur non formalizzati ab origine, ma portati in Consiglio dai consiglieri della minoranza sono sostanzialmente equiparabili.
Quindi, l’invito che oggi mi sento di dover fare è quello di ragionare in questo momento, in quest’Aula sul testo, portare all’approvazione la mozione e provare a realizzare finalmente a Taranto un polo museale rappresentato dalla Nave Garibaldi che deve restare a Taranto.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Fischetti.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Borraccino, Ne ha facoltà.
Speaker : BORRACCINO.
Grazie, Presidente.
Colleghi, oggi abbiamo la possibilità di approvare una mozione che, ovviamente, è un indirizzo, una sollecitazione al Governo centrale per sfruttare un’opportunità: la nave ammiraglia della Marina italiana, che è stata di base a Taranto per tantissimi anni, può trasformarsi da strumento di difesa militare ‒ se non di guerra, sicuramente di difesa militare ‒ a grande attrattore turistico per la nostra città.
Fatta questa premessa, quindi ovviamente un giudizio positivo sulla mozione presentata dalla collega Angolano, devo ricordare che anche in passato, ad esempio, non molto tempo fa, il collega Pagano, quando era deputato della Repubblica, si interessò attivamente a questo. È una questione che un po’ tutti avvertono come necessaria, come anche dagli interventi dei colleghi della minoranza è stato chiarito.
L’appello che rivolgo sia alla presentatrice, che è sicuramente favorevole, che ai colleghi della minoranza è di provare a emendare oggi, adesso questa mozione, per provare ad arrivare oggi stesso, come diceva poc’anzi il collega Fischetti, all’approvazione di questa mozione.
Qualcuno ha parlato di Giochi del Mediterraneo. Uno dei problemi più importanti che ha trovato la struttura organizzativa dei Giochi del Mediterraneo, ad esempio, è stato quello dei posti letto. La trasformazione di quella nave, di quella imbarcazione, anche in possibilità di essere un albergo galleggiante, non soltanto risponderebbe, ovviamente non nell’immediato, perché non ci sarebbe il tempo per i Giochi del Mediterraneo, ma in futuro garantirebbe qualcosa che oggi a Taranto purtroppo, come città potenzialmente turistica, con grande possibilità di ricettività turistica, manca.
Mi rivolgo con un senso accorato alla deputazione tarantina, che per una parte vedo impegnata sicuramente a lavorare operativamente per emendare la mozione della collega Angolano, mi rivolgo alla deputazione tarantina per chiederle di dare prova oggi di unità e di compattezza rispetto agli obiettivi che abbiamo da qui ai prossimi mesi per la città di Taranto, quindi emendando adesso questa mozione e approvandola tutti quanti insieme come Consiglio regionale, invitando, chiaramente, tutti gli altri colleghi della maggioranza e dell’opposizione a fare propria questa mozione presentata dalla collega Angolano, invitando, ripeto, richiamando allo spirito del Capogruppo di Fratelli d’Italia, consigliere Pagliaro, a un emendamento che possa essere accolto anche con i voti della minoranza per votare tutti insieme e per non fare la contrapposizione di approvare la mozione soltanto con i voti della maggioranza.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Borraccino.
Si è iscritto a parlare il consigliere Caroli. Ne ha facoltà, prego.
Speaker : CAROLI.
Grazie, Presidente. Vorrei fare chiarezza rispetto a quanto rappresentato fino a oggi. Appare opportuno evidenziare che la decisione relativa al futuro della Nave Garibaldi non si esaurisce nella mera dismissione di una unità navale ma si inserisce in una più ampia visione strategica di lungo periodo, volta a valorizzare il ruolo internazionale del Paese e a consolidare il posizionamento della nostra industria della difesa…
Speaker : PRESIDENTE.
Mi scusi, consigliere. Vi prego di non fare comunella. Vi rammento che stiamo procedendo con i lavori del Consiglio, quindi vi chiedo di fare silenzio, nel rispetto reciproco.
Prego, consigliere.
Speaker : CAROLI.
Grazie, Presidente. Dicevo, volta a valorizzare il ruolo internazionale del Paese e a consolidare il posizionamento della nostra industria della difesa anche attraverso possibili ritorni in termini occupazionali e tecnologici nel comparto nazionale.
Nel merito si rappresenta che l’interesse manifestato dalla controparte indonesiana per la Nave Garibaldi si inserisce in un più ampio quadro di cooperazione bilaterale nel settore difesa dei due Paesi. In particolare, dal lontano 2021 sono state avviate interlocuzioni di carattere generale, nell’ambito delle quali la Repubblica di Indonesia ha manifestato l’interesse per unità navali dismesse per riallestire secondo le proprie esigenze operative. Tale interesse è stato successivamente circoscritto proprio alla Nave Garibaldi, posta in posizione di riserva dal 31 dicembre 2024 per manifesta obsolescenza tecnico-operativa.
Il quadro giuridico di riferimento delle interlocuzioni è rappresentato dall’accordo quadro di partenariato globale e cooperazione tra l’Unione europea e la Repubblica di Indonesia, ratificato dall’Italia con legge 27 ottobre 2011, n. 192, nonché dal Memorandum d’intesa fra i due Paesi nei settori degli impianti, della logistica e dell’industria della Difesa, ratificato con legge 29 dicembre 2004, n. 322.
Inoltre, è attualmente in corso di negoziazione – in verità è alle battute finali – un accordo di cooperazione nel settore della Difesa, che costituirà la cornice di una cooperazione ampia e stabile.
Più recentemente i rappresentanti dei Ministri delle difese dei due Paesi hanno sottoscritto una lettera di intenti per la cooperazione nel campo della Difesa marittima e un joint statement relativo alla possibile cessione di Nave Garibaldi, documenti di natura non vincolanti siglati rispettivamente il 1° ottobre e il 5 dicembre 2025.
A valle della firma di tali documenti, l’unità navale è stata oggetto di approfondite valutazioni tecnico-amministrative da parte delle componenti strutture amministrative della Difesa. In particolare, il 24 dicembre 2025 è stato attivato il tavolo tecnico interforze, presieduto dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, con la partecipazione del Capo di Stato Maggiore della Marina, nonché di rappresentanti dello Stato Maggiore della Difesa, del Segretariato generale della Difesa, della Direzione nazionale degli armamenti e del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.
Il tavolo tecnico, conclusi i propri lavori il 5 febbraio 2026, ha formulato una proposta di cessione a titolo gratuito dell’unità navale alla Repubblica Indonesiana. Le valutazioni svolte hanno riguardato in particolare la convenienza economica delle diverse opzioni disponibili per l’Amministrazione. In tale contesto, il valore inventariale residuo dell’unità è stato valutato in circa 54 milioni di euro dalla Direzione degli armamenti navali, ente tecnico competente sotto la Direzione nazionale degli armamenti.
Dalle ulteriori analisi sulle spese sostenute e da sostenere è emerso che la cessione gratuita dell’unità rappresenta la soluzione più conveniente sotto il profilo finanziario. Essa consente, infatti, di evitare i costi di mantenimento della nave stimati in circa 5 milioni di euro nel 2025, nonché gli oneri connessi all’avvio delle procedure di demolizione dell’unità quantificate in 18,7 milioni di euro e caratterizzati da tempi procedurali non inferiori a 24 mesi, ai quali potrebbero aggiungersi ulteriori costi qualora la demolizione avvenisse a titolo oneroso o a carico dell’Amministrazione, come già verificatosi in precedente casistica analoga.
In tale prospettiva, la cessione dell’unità consente di trasformare un onere certo per l’Amministrazione in una opportunità di cooperazione internazionale.
Si precisa pertanto ed inoltre che da parte italiana non è mai stata presa in considerazione alcuna forma di intermediazione di soggetti privati nei negoziati tra i due Stati.
Concludo che con riferimento, invece, alla prospettata ipotesi di destinazione museale dell’unità navale, si rappresenta che pur non avendo mai ricevuto alcuna proposta concreta – mi riferisco a questo Governo – tale opzione è stata vagliata e ritenuta non perseguibile, anche alla luce delle esperienze maturate in precedente casistica a livello nazionale e di altri Paesi.
Interventi indispensabili per adeguare l’unità a finalità espositive per garantire nel tempo la sicurezza, la manutenzione e la fruibilità pubblica risulterebbero particolarmente gravosi, rendendo di fatto insostenibile il progetto a lungo termine.
Questa, Presidente è la posizione del Governo, che ha rappresentato in maniera chiara ed inequivocabile che fino a oggi alcuna ipotesi è stata prospettata al Governo italiano.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Bene. Grazie, consigliere Caroli.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Angolano. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : ANGOLANO.
Grazie, Presidente, solo per comunicare che è stato avviato un confronto con i colleghi della minoranza, perché in maniera saggia e intelligente rispetto a quella che è l’appartenenza non ad una bandiera ma ad un territorio, in questo caso Taranto, anche se le ripercussioni non sono soltanto ed esclusivamente locali per i contenuti, adesso ci stiamo confrontando, lo abbiamo già fatto, e non appena pronti, penso in una manciata di minuti, sarò pronta a leggere la versione della mozione da ripresentare in questa stessa sede per raccogliere il voto del Consiglio regionale.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
A questo punto, se siamo tutti d’accordo, io sospenderei… Siamo già pronti, quindi non c’è da sospendere nulla.
Quindi possiamo procedere con una riformulazione della mozione, giusto? Con un emendamento sostitutivo.
Speaker : ANGOLANO.
Posso?
Speaker : PRESIDENTE.
Prego.
Speaker : ANGOLANO.
Colleghi…
Speaker : PRESIDENTE.
Perdonate, ma...
Speaker : ANGOLANO.
Presidente, chiedo scusa, pensavo fossimo tutti pronti. Le chiedo davvero due minuti e ritorniamo.
Speaker : PRESIDENTE.
Se siete d’accordo, propongo una sospensione di quindici minuti, dieci minuti.
Perdonate, sospendo il Consiglio per dieci minuti. Riprenderà alle ore 14.38.
Vi invito a prendere posto, perché mi pare di aver compreso che è stato elaborato un emendamento che integra e sostituisce parti della mozione precedentemente presentata.
Consiglieri, prendete posto.
Chiede di intervenire la consigliera Angolano. Ne ha facoltà.
Speaker : ANGOLANO.
Grazie, Presidente.
Possiamo dire che questo è uno di quei casi che rientra a pieno titolo in quei casi in cui la politica vince gli steccati a favore di un territorio.
Rileggo la mozione con le modifiche che abbiamo apportato: «È attualmente in discussione l’ipotesi di cessione a titolo gratuito della portaerei Giuseppe Garibaldi, storica unità della Marina militare italiana, alla Repubblica indonesiana. Tale unità navale rappresenta un elemento fondamentale della storia navale del nostro Paese e un simbolo dell’identità stessa della città di Taranto, che da decenni ospita le principali funzioni della flotta italiana.
Considerato che il territorio di Taranto necessita di interventi concreti che favoriscano la diversificazione economica e lo sviluppo di nuovi asset legati alla cultura e al turismo, superando il modello esclusivamente basato sulla grande industria.
Tenuto conto che la Regione Puglia ha già espresso in passato la volontà di sostenere politiche di risanamento e di riconversione per l’area di Taranto, un eventuale silenzio rischierebbe di essere interpretato come una rinuncia alla difesa degli interessi della comunità tarantina.
Impegna il Presidente della Giunta e la Giunta regionale a esprimere ufficialmente contrarietà alla cessione della Nave Giuseppe Garibaldi alla Repubblica indonesiana, attivando ogni canale di interlocuzione con il Ministero della difesa e il Governo nazionale per chiederne il mantenimento a Taranto; a sostenere attivamente il progetto di trasformazione della portaerei in un polo museale galleggiante da dislocare stabilmente nel porto di Taranto; a promuovere un tavolo tecnico che coinvolga anche il Comune di Taranto, la Marina militare e gli attori economici del territorio, per definire insieme un piano di gestione del polo museale che ne garantisca la sostenibilità e la massima valorizzazione turistica.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Angolano.
Ci sono altri interventi? Se non ci sono altri interventi, metto in votazione la mozione così come emendata.
È aperta la votazione.
Prego, consiglieri, votate.
Consiglieri, vi prego di votare tutti.
È chiusa la votazione.
35 presenti, 35 votanti, 35 voti favorevoli.
La mozione è approvata all’unanimità dei presenti.
Procediamo con la mozione n. 23, a prima firma della consigliera Anna Carmela Minuto, avente ad oggetto “Assunzione infermieri e operatori socio-sanitari precari”.
Prego, consigliera Minuto.
Speaker : MINUTO.
Grazie, Presidente e colleghi consiglieri. Porto all’attenzione di quest’Aula un argomento che riguarda non solo l’organizzazione del nostro sistema sanitario ma anche il rispetto e la dignità di molti professionisti che hanno garantito assistenza ai cittadini in un periodo particolare quale quello del Covid. Parliamo di uomini e donne che hanno sacrificato il loro tempo e la loro esperienza in un periodo molto particolare, uomini e donne che lavoravano in condizioni disagiate, bardate, che non rientravano in casa e lavoravano 24 ore su 24.
Noi siamo un popolo strano, finito il Covid, abbiamo completamente rimosso queste persone. Parlo di circa 300 infermieri e 300 OSS, no 300 in totale, tra gli OSS e gli infermieri, che ancora oggi vivono una situazione precaria. Passano da uffici in uffici, vanno in altre strutture private, non sapendo e non avendo ancora uno stipendio fisso. Parliamo di infermieri e OSS. La domanda nasce spontanea, però, credetemi, non voglio in questo momento fare polemiche. L’unica cosa che mi va di pensare è che in campagna elettorale è stato messo su un bando per un concorso per nuovi infermieri, mentre, invece, oggi parliamo di 300 infermieri, compresi gli OSS, che fanno parte di una graduatoria già esistente e che allo stesso tempo hanno maturato l’esperienza che il bando richiedeva.
Non voglio aggiungere altri argomenti. Semplicemente spero nel buon senso di quest’Aula, spero nel buonsenso degli assessori e soprattutto del Presidente Decaro. Dobbiamo dare dignità a queste persone.
Nel periodo del Covid li chiamavamo eroi, facevamo slogan. Cerchiamo di cambiare la rotta. Evitiamo gli slogan e diamo dignità a queste persone che ancora oggi sono persone non tenute in considerazione.
Vi ringrazio. Spero semplicemente nel vostro buonsenso. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Minuto. Ci sono altri interventi? Se non ci sono interventi, chiedo il parere al Governo. Prego, assessore Pentassuglia.
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore alla salute e al benessere.
Grazie, Presidente. Il parere sulla mozione è un parere favorevole perché riprende una questione. Sui toni e sui titoli utilizzati non intervengo, perché ho rispetto della collega e di quello che possono pensare gli altri. Chi vi parla non ha mai considerato in alcun modo con quei termini il personale né medico né delle professioni sanitarie né tutto quello che circonda il mondo della sanità, perché è fatto di persone che lavorano, che hanno fatto delle procedure, quindi vado al merito.
I concorsi sono stati banditi e sbloccati tanto per gli OSS quanto per gli infermieri. Le procedure saranno definite con una preselezione a partire dal mese di maggio e terminate entro settembre-ottobre, cioè nel minor tempo possibile.
Un momento, ci arrivo. Nelle more dell’espletamento ‒ le rispondo puntualmente ‒ del concorso, avendo io seguito le riunioni con le direzioni generali e con gli uffici che devono definire queste procedure, le aziende sono titolate e autorizzate a rinnovare i contratti per quelli in scadenza, proprio perché ci sono le procedure di espletamento del concorso a tempo indeterminato. Sono, invece, da avvisi a tempo determinato quelle assunzioni per cui la trasformazione degli stessi è nelle mani delle aziende, perché la procedura di stabilizzazione, secondo i criteri di legge, è in capo a loro, che con i loro uffici del personale sanno chi ha maturato i 18 mesi con la nuova norma, i 36 con la vecchia. Per cui, le aziende sono messe nella condizione ‒ tenuto conto del piano di fabbisogno e tenuto conto di quanto è stato detto, poi le darò copia della relazione con la puntuale definizione delle norme ‒ di rinnovare i contratti.
Alla luce di quello che stiamo facendo in questo momento, la rivisitazione degli atti aziendali e dei piani di fabbisogno, perché alcuni non contemplavano, per esempio, nuovi servizi avviati e attivati, determineremo l’utilizzazione di quelle graduatorie. Quelle graduatorie, dopo l’espletamento dei concorsi per gli infermieri e per gli OSS, determineranno gli idonei all’assunzione a tempo indeterminato. Probabilmente qualcuno di quelli a tempo determinato che non può essere stabilizzato parteciperà alla evidenza pubblica per il tempo indeterminato. Questa è la norma e questo è consentito.
Quindi, non c’è nessuna interruzione, perché le aziende possono rinnovare i contratti nelle more dell’espletamento delle procedure concorsuali.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Scalera. Ne ha facoltà.
Speaker : SCALERA.
Grazie, Presidente.
Condivido la mozione della collega, però volevo chiedere all’assessore Donato Pentassuglia se si elimina la preselezione e si passa direttamente alla selezione, perché la preselezione, secondo la mia visione, diventa soltanto una perdita di tempo. Facciamo direttamente la selezione: vuol dire che gli idonei o chi sarà vincitore va de plano.
Grazie, Presidente, solo questo.
Speaker : PRESIDENTE.
Ci sono altri interventi? Se non ci sono altri interventi, mettiamo in votazione la mozione a prima firma della consigliera Minuto.
Si è appena iscritto l’assessore Pentassuglia. Prego.
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore alla salute e al benessere.
Giusto perché a domanda bisogna rispondere, siamo in Aula. Le preselezioni sono previste per entrambi i concorsi, perché abbiamo 21.000 partecipanti su un concorso e 13.000 su un altro. No, non in un colpo, perché non si assumono direttamente. C’è il tema della selezione pubblica, quindi ci sarà la preselezione. Punto.
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere Minuto, la prego di far terminare.
Chiede di intervenire la consigliera Minuto. Ne ha facoltà.
Speaker : MINUTO.
Io parlavo della vecchia graduatoria. Ho detto che non volevo fare polemiche, ma non parlavo assolutamente dei nuovi concorsi futuri. Se abbiamo un budget che non esiste e abbiamo dei problemi seri nella sanità, la domanda nasceva spontanea: stabilizzate? Basta un input da parte della Regione alle ASL. Tutti coloro che hanno lavorato, che sono 300 persone, per cui non è ancora scaduto quel bando, dovevano essere stabilizzati, ma ad oggi ancora nulla. Vi assicuro che ci sono sindacati di mezzo. Hanno chiesto 20.000 colloqui. Era questa la domanda.
Aiutiamo queste persone prima di promuovere nuove altre iniziative, nuovi altri concorsi e nuove altre assunzioni. Questo era il discorso.
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore alla salute e al benessere.
Provo a spiegarmi meglio.
Speaker : PRESIDENTE.
L’assessore ha chiesto di parlare, prego, le concedo la parola.
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore alla salute e al benessere.
Grazie, Presidente. Distinguiamo i due momenti. La graduatoria dell’ASL di Bari per gli infermieri e quella per gli OSS a Foggia sono scadute, graduatorie a tempo indeterminato. Vi è stata copertura finanziaria e indizione di un bando l’anno scorso. Le procedure, come vi ho detto, saranno operative da maggio. Nel mese di aprile saranno messi i test in linea perché la gente si possa preparare e fare la preselezione prima e poi il concorso. Questa è la parte relativamente a chi ha lavorato assunto a tempo determinato, perché se uno è già indeterminato non c’è il tema che pone lei.
La velata polemica, che non vuole fare, però accenna, mi trova sempre molto sensibile a essere educato e corretto, perché non serve polemizzare, in quanto per fare il concorso c’è la copertura. Il tema del disequilibrio economico-finanziario 2025 non ha nulla a che fare con le graduatorie, perché ci sono i piani di fabbisogno Azienda per Azienda. Le aggiungo e aggiungo all’Aula che abbiamo lavorato anche sulla mobilità infraregionale, perché se un’Azienda poteva prendere solo 100 persone, ma ne ha 300 che se ne vanno, come al policlinico di Bari, avendo già fatto domanda per mobilità infraregionale, vuol dire che il policlinico da quei 100 ne perde 300, ne mancano 400, quindi ne autorizziamo 400. Chiudo la parentesi.
Chi ha fatto 18 mesi, 20 mesi o 36 mesi, a seconda dell’avvio del contratto, rientra nelle norme che il Governo ci ha dato per stabilizzare chi ed entro quanto termine. Tutto è riportato in una nota che abbiamo fatto il 25 febbraio, perché stiamo dando alle ASL… Nel frattempo ‒ questa è la domanda più frequente, che è stata posta negli incontri ‒ che cosa succede? Succede che per aspettare il concorso e la definizione di esso la gente non viene rinnovata? I contratti vengono rinnovati nelle more della definizione del concorso pubblico, perché si accede per concorso pubblico. Quindi, il contratto a tempo indeterminato avverrà tramite quelle selezioni.
Spero di aver chiarito la questione.
Speaker : PRESIDENTE.
In via eccezionale, però non può essere un dibattito a due, le concedo la parola. Prego, si metta in piedi e intervenga.
Speaker : MINUTO.
I sindacati mi dicono che la vecchia graduatoria scade il 15 aprile. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Va bene.
A questo punto evidentemente è giunto il momento di chiedere se ci sono altri interventi o se posso mettere in votazione la mozione a prima firma della consigliera Minuto.
Non ci sono altri interventi.
Metto in votazione la mozione.
È aperta la votazione. Il parere del Governo mi pare chiaro.
Assessore? Avevo inteso in questi termini l’intervento dell’Assessore.
È aperta la votazione.
Hanno votato tutti?
Se hanno votato tutti, chiudo la votazione.
44 presenti, 44 votanti, 44 voti favorevoli.
La mozione è approvata all’unanimità.
Procediamo con la mozione successiva, punto n. 17), a prima firma di Antonio Tutolo: “Revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari”.
Prego, consigliere Tutolo.
Speaker : TUTOLO.
Grazie, Presidente.
Con questa mozione vorrei far presente che c’è un problema che potrebbe essere non facilmente risolto, ma sicuramente sarebbe bene che venisse rappresentato ai vari livelli.
Parliamo della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli ed alimentari. Il Regolamento UE n. 952 del 2013 prevede cosa? Lo traduco in termini più semplici. Prevede che un prodotto che ha una ulteriore lavorazione in un Paese diverso da quello di origine del prodotto diventa praticamente un prodotto del posto dove c’è stata l’ultima lavorazione. In buona sostanza è come se un pollo sudamericano, un petto di pollo del Sud America, viene impanato in Italia e poi può essere esportato e venduto come madre in Italy. Credo che questa sia una cosa curiosa. La stessa cosa accade per i formaggi, e sappiamo che sull’agroalimentare e sull’alimentare noi siamo forti come marchio, come made in Italy, e quindi sarebbe opportuno che si facesse presente alle autorità, quindi al Governo – e a sua volta il Governo all’Europa – che probabilmente sarebbe utile togliere dall’articolo 60 del Regolamento appena citato i prodotti alimentari e agroalimentari. Un altro esempio può essere la cagliata ucraina che viene lavorata qui e alla fine quelle mozzarelle vengono vendute come made in Italy. Sappiamo tutti quanto sono ricercate, invece, le nostre produzioni agroalimentari nel mondo. Il consumatore viene «ingannato», poiché è convinto di comprare qualcosa che è stato fatto in Italia e invece sta comprando qualcosa per cui probabilmente in Italia hanno fatto poco o nulla, ma l’origine è completamente diversa.
Credo che questo possa essere utile al settore agricolo, al settore agroalimentare della Regione Puglia, ma credo dell’Italia intera. Siccome in altre Regioni già si sono preoccupati di promuovere e di approvare questa mozione per sensibilizzare l’Unione europea a modificare questa norma, io chiedo a voi di approvarla alla stessa maniera, per provare ad eliminare questa stortura. Ma questo vale davvero per tutti, per il vino, per l’olio, per tutti i nostri prodotti agroalimentari che vengono scopiazzati, anche in malo modo, a volte, e poi ci mettono il made in Italy. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Tutolo.
È iscritto a parlare l’assessore Paolicelli. Ne ha facoltà.
Speaker : PAOLICELLI, assessore all’agricoltura e allo sviluppo rurale.
Grazie, Presidente.
Voglio solo ringraziare il Presidente Tutolo e il Gruppo per aver prodotto questa mozione, che ritengo assolutamente utile, la quale mi aiuterà a rafforzare un ordine del giorno che verrà proposto nella Commissione politiche agricole, utile per sollevare la questione del codice doganale e quindi rafforzare il made in Italy. Quindi, grazie. Il parere del Governo è assolutamente positivo.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore Paolicelli.
Ci sono altri interventi? Non ci sono altri interventi.
Metto in votazione la mozione.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 41, votanti 41, favorevoli 41.
La mozione è approvata all’unanimità.
Procediamo con la mozione n. 15, a prima firma del consigliere Perrini, ad oggetto “Riconoscimento della fibromialgia come malattia cronica e invalidante e istituzione di un percorso regionale strutturato di presa in carico”.
Prego, consigliere Perrini.
Speaker : PERRINI.
Grazie. Per quanto riguarda questa mia mozione, che è stata presentata il 16 febbraio 2026, nella riunione dei Capigruppo è stata ritirata perché già con il Presidente della Commissione Sanità è stata inserita nelle Commissioni perché c’è anche già una ATN positiva, così nelle prossime Commissioni già possiamo iniziare per far sì che questa mozione possa diventare legge, perché è una problematica molto importante, che non ha colori politici. Con un lavoro di squadra sicuramente nel giro di pochi mesi arriveremo all’obiettivo.
Ritiro la mozione. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Perrini.
La mozione è ritirata.
Procediamo con la successiva, la mozione n. 11, a prima firma del consigliere Paolo Pagliaro, ad oggetto “Obbligo pubblicazione importo contributi regionali erogati per eventi e manifestazioni culturali”. Chiedo scusa, ma non risultava dallo schermo.
C’è sicuramente un problema tecnico.
Prego, è evidente che le concediamo la parola.
Speaker : CAPONE.
Continua ad esserci.
Grazie. Volevo dire soltanto che già nella scorsa legislatura noi abbiamo approvato una mozione sulla fibromialgia, anzi due mozioni. Magari, chiedo (lo chiedo anche al consigliere Perrini e al Presidente Spaccavento) se vogliamo unire quelle mozioni già approvate rispetto a questa nell’ambito di quel progetto di legge che dobbiamo costruire. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Capone. Ha fatto bene a ricordarci della presenza di mozioni già approvate dal Consiglio regionale.
Mi chiede di intervenire il consigliere Spaccavento. Prego.
Speaker : SPACCAVENTO.
Assolutamente sì. Voglio anche ricordare a tutti che nel mentre sono arrivate tutte queste mozioni, la fibromialgia da parte del Governo è stata messa nei LEA, quindi dobbiamo anche guardare a questo provvedimento. Ci serve reperire le mozioni, ma anche considerare che già il Governo sta agendo e peraltro il provvedimento sta per essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Grazie a tutti.
Speaker : PRESIDENTE.
Quindi confermiamo il ritiro di questa mozione, con l’impegno evidentemente a costruire un percorso condiviso.
Passiamo alla mozione a prima firma del consigliere Pagliaro, a cui concedo la parola.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Presidente. Sulla mozione precedente colgo l’occasione per ricordare un po’ a tutti i colleghi che è stata comunque già protocollata una proposta di legge a firma del Gruppo di Fratelli d’Italia, a prima firma del collega Tommaso Scatigna, sull’argomento della fibromialgia, quindi, si potrebbe già lavorare su quella se c’è questa disponibilità.
Dunque, questa è una mozione, credo, molto importante e va proprio nella direzione della trasparenza e del nuovo corso Decaro, quindi vi invito a una riflessione, perché penso che si stia andando nella direzione giusta, della maggiore trasparenza possibile e anche della gestione più oculata della spesa pubblica della nostra Regione.
Noi chiediamo la pubblicazione obbligatoria dell’importo del contributo regionale erogato per manifestazioni ed eventi culturali. Attualmente funziona così: vengono pubblicati solo i loghi della Regione Puglia, del Dipartimento Turismo e Cultura o di enti o progetti che erogano i contributi tramite avviso pubblico. Invece, vogliamo che venga pubblicato l’importo erogato in maniera chiara. È evidente che tutti sappiano che ogni manifestazione o iniziativa prevede un importo che la Regione Puglia destina e vorremmo che ci fosse questa trasparenza. Tutti devono sapere la consistenza dei fondi pubblici assegnati. Si tratta di cifre spesso importanti ed è bene che i cittadini possano avere contezza di come vengono distribuite dal Dipartimento, da enti partecipati, come Apulia Film Commission, Teatro Pubblico Pugliese, Pugliapromozione o altri progetti regionali con budget cospicui, come ad esempio anche Puglia Sound.
A questa lacuna, perché crediamo che sia una vera e propria lacuna, chiediamo di porre rimedio con questa nostra mozione che va nella direzione della massima limpidezza nella gestione dei fondi pubblici regionali. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Ci sono interventi su questa mozione? Se non ci sono interventi, chiederei il parere del Governo.
Prego, assessore.
Speaker : MIGLIETTA, assessore alla cultura e alla conoscenza.
Grazie, Presidente. Ringrazio il consigliere Pagliaro per la mozione. Dichiaro il parere favorevole del Governo. Riteniamo che sia una giusta norma di trasparenza, che probabilmente sfugge rispetto ad alcune Istituzioni che lei ha nominato, che voi avete nominato nella vostra mozione.
Inoltre, le aziende e le imprese, anche culturali, sono tenute, per la legge sulla trasparenza, ad evidenziare i contributi pubblici ricevuti per le loro attività.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore Miglietta.
Se non ci sono altri interventi, metto in votazione la mozione.
È aperta la votazione.
Chi non ha votato? Hanno votato tutti?
È chiusa la votazione.
Presenti 41, votanti 41, favorevoli 41.
La mozione è approvata all’unanimità.
Procediamo con la mozione di cui al punto n. 21), a prima firma di Stefano Minerva: “Misure urgenti per la stabilizzazione del personale precario del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) operante nel territorio della Regione Puglia”.
Prego, consigliere Minerva.
La presenta il consigliere Fischetti. Prego.
Speaker : FISCHETTI.
Grazie, Presidente.
La mozione in oggetto riguarda la stabilizzazione del personale precario del CNR operante nel territorio della Regione Puglia.
Il Consiglio nazionale delle ricerche, il CNR, appunto, è il principale ente pubblico di ricerca in Italia, con oltre 12.000 addetti distribuiti sul territorio nazionale e svolge un ruolo fondamentale nella promozione della ricerca scientifica, dell’innovazione tecnologica e del trasferimento delle conoscenze al sistema produttivo e alle società.
Delle predette unità circa 8.000 sono dipendenti di ruolo e oltre 4.000 rientrano nel personale non di ruolo con rapporto a tempo determinato, che quindi rappresenta una percentuale superiore al 30 per cento del personale complessivo.
Nel territorio della Regione Puglia operano diversi istituti del CNR, tra cui il Nanotech, con sede a Lecce, l’Istituto per la protezione sostenibile delle piante, IPSP, con sede a Bari, l’Istituto per la microelettronica e i microsistemi, IMM, con sede a Lecce, l’Istituto di fotonica e nanotecnologie, IFN, oltre all’Istituto di ricerca sulle acque. Gli istituti pugliesi del CNR operano in settori strategici per il territorio regionale, quali quello agroalimentare e la gestione sostenibile delle risorse idriche, nanotecnologie, microelettronica, biosanitario, materiali avanzati, energia e transizione ecologica.
Riteniamo che questa condizione di protratta precarietà, che evidentemente è riferita a figure altamente specializzate, comporti una carenza che incide negativamente sulla vita personale, sociale e familiare delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, ma anche e forse soprattutto incide negativamente sul progresso della nostra Regione.
Una quota del personale non di ruolo del CNR risulta già in possesso dei requisiti di cui all’articolo 20 del decreto legislativo n. 75/2017, anche a seguito della proroga che è stata concessa con il decreto legislativo n. 90/2025 e la legge di bilancio del 2025. Tuttavia, con tale ultima norma le risorse stanziate per questa stabilizzazione risultano al momento insufficienti.
Rilevato che il sistema della ricerca pubblica costituisce un’infrastruttura strategica per la competitività del sistema produttivo regionale e anche in riferimento all’attuazione della strategia di specializzazione intelligente della Regione Puglia e rilevato che il personale non di ruolo del CNR frequentemente impiegato su progetti finanziati con fondi competitivi nazionali ed europei, incluso il programma PNRR, con elevato livello di qualificazione scientifica, la mancata stabilizzazione di tale personale rischia di compromettere la continuità scientifica, la gestione dei progetti in corso e la capacità di attrarre ulteriori finanziamenti.
Rilevato che il sottofinanziamento strutturale del CNR rispetto alle dimensioni dell’ente e al volume delle attività progettuali e delle concrete esigenze necessariamente determina un ricorso sistemico a rapporti a termine, configurando una precarietà non occasionale, bensì strutturale, che evidentemente vogliamo combattere.
Ritenuto altresì che, nel rispetto delle competenze statali in materia di pubblico impiego, è legittimo che le Istituzioni regionali rappresentino nelle sedi competenti le esigenze del territorio e valorizzino il capitale umano altamente qualificato operante negli enti pubblici di ricerca presenti in Puglia, la stabilizzazione del personale non di ruolo del CNR costituisce misura necessaria per garantire continuità, qualità e programmazione di lungo periodo nelle attività di ricerca e trasferimento tecnologico, anche al fine di garantire lo sviluppo della competitività del sistema produttivo regionale e attrarre finanziamenti e investimenti utili per il territorio pugliese. Tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030 rivestono particolare importanza l’Obiettivo 8, 5 e 4.
Tutto quanto premesso, considerato e ritenuto, si impegna la Giunta regionale, per quanto di propria competenza, a promuovere nelle sedi nazionali competenti, incluse, quindi, la Conferenza delle Regioni e la Conferenza Stato-Regioni, ogni necessaria e opportuna iniziativa finalizzata all’adozione di provvedimenti utili a garantire la piena attuazione dell’articolo 20 del richiamato decreto legislativo n. 75/2017, a beneficio del personale non di ruolo del CNR in possesso dei requisiti, tra cui lo stanziamento delle necessarie risorse per la copertura integrale delle stabilizzazioni, assicurando in particolare la stabilizzazione del personale rientrante nel comma 1 dell’articolo 20, l’avvio delle procedure di cui al comma 2 dell’articolo 20. Ed infine a promuovere nelle competenti sedi istituzionali l’adozione di una programmazione strutturale del fabbisogno di personale negli enti pubblici di ricerca, con pubblicazione periodica di procedure di reclutamento a tempo indeterminato, al fine di prevenire le suddette condizioni di precarietà.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Fischetti.
Ci sono altri interventi? Ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva. Ne ha facoltà.
Speaker : MINERVA.
Ringrazio il consigliere Fischetti per come ha presentato la mozione, che nasce dall’esigenza di non buttare, di non fare andare perdute le competenze che in questi anni, grazie ai fondi del PNRR, hanno sostenuto la ricerca. Tutti gli enti scientifici hanno costruito dei percorsi di crescita collettiva che servono al nostro territorio, ma che servono al nostro Paese con l’assunzione a tempo determinato di professionalità che, con grandissima competenza, hanno fatto fare non solo delle scoperte importanti, ma anche dei passi in avanti, dal settore dell’agroalimentare a quello del nanotech, a tutti i settori dell’innovazione tecnologica. Lasciare a casa, non permettere di vedere rinnovato quel contratto, tramutato a tempo indeterminato, a chi ne ha i requisiti, vuol dire non soltanto spezzare il sogno di under 30, under 40 di poter continuare a costruire le basi della propria esistenza investendo su ciò che sanno fare, per le competenze che hanno acquisito, ma significa anche indebolire il sistema culturale che si fonda sulla ricerca del nostro Paese. Un sistema che ha scritto la storia della ricerca, dell’innovazione e dell’avanzamento tecnologico e che oggi, se vedrà andare a casa tutte queste straordinarie risorse, sarà indebolito.
Siccome noi siamo a favore della cultura della ricerca, chiediamo con forza il sostegno di questa mozione.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva. Ci sono altri interventi?
Se non ci sono altri interventi, chiederei il parere del Governo.
Prego, assessore Miglietta.
Speaker : MIGLIETTA, assessore alla cultura e alla conoscenza.
Grazie, Presidente. Il parere non può che essere favorevole con la garanzia del massimo impegno in questa direzione e nelle sedi opportune, come richiesto giustamente dai consiglieri. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore Miglietta.
È iscritto a parlare il consigliere Caroli. Prego.
Speaker : CAROLI.
Grazie, Presidente. Vorrei fare una domanda all’assessore.
Anche per coloro i quali non hanno maturato i requisiti?
Speaker : PRESIDENTE.
Chiederei al consigliere Minerva, che è l’estensore della mozione, se ha previsto questo aspetto.
Le concedo la parola. Si metta in piedi.
Speaker : MINERVA.
Assolutamente. Soltanto agli aventi diritto, cioè coloro che rientrano nel comma 1 della legge, che hanno maturato i diritti alla stabilizzazione. Sono circa 800 le domande fatte dagli aventi diritto in Italia. La copertura c’è per soli 200 ricercatori. Quindi, basterebbe un piccolo sforzo, considerando che, dai dati delle ultime stabilizzazioni, su 800 domande, 120-130 dovrebbero non essere legittime e quindi non accolte. È richiesta la stabilizzazione solo per gli aventi diritto.
Speaker : PRESIDENTE.
È previsto esplicitamente nella mozione. C’è un richiamo.
Speaker : CAROLI.
Ha parlato sia di coloro i quali non hanno raggiunto i requisiti sia per gli altri. Era solamente per puntualizzare, per precisare il contenuto della mozione. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Caroli.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Fischetti.
Speaker : FISCHETTI.
Soltanto per specificare che c’è scritto espressamente sulla mozione.
Speaker : PRESIDENTE.
Va bene. Ne abbiamo preso già atto. Ci siamo intesi.
Possiamo procedere con la votazione della mozione.
È aperta la votazione.
Non votate? Ci sono molti non votanti. È una scelta. Bene.
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 35, votanti 28, favorevoli 28.
La mozione è approvata con 28 voti favorevoli.
Passo alla prossima mozione, punto n. 20), a prima firma di Antonio Paolo Scalera “Stato delle persone con demenza nella regione Puglia. Richiesta di istituzione del tavolo regionale sull’Alzheimer e le demenze correlate”.
Prego, consigliere Scalera.
Speaker : SCALERA.
Grazie, Presidente.
“Stato delle persone con demenza nella Regione Puglia. Richiesta di istituzione di un tavolo regionale sull’Alzheimer e le demenze correlate”.
Premesso che in Puglia si stima che le persone con demenza siano circa 72.000, tra casi ad inizio tardivo e casi ad inizio precoce, ed altri 62.000 siano i casi di persone con deterioramento cognitivo lieve. Si stima, altresì, che due su tre persone con demenza, circa 50.000, non ricevono una diagnosi formale di demenza, con conseguente isolamento sociale e occultamento della propria condizione di desolante solitudine.
Premesso che questi cittadini e le loro famiglie, senza una diagnosi formale, non possono accedere alle cure, trattamenti e supporti socioeconomici propri del Servizio sanitario nazionale e del sistema socioassistenziale, come cure mediche, trattamenti psicosociali e riabilitativi, trattenimenti residenziali e semiresidenziali, assistenza infermieristica e domestica, indennità di accompagnamento e benefici della legge 104, a cui avrebbero teoricamente diritto.
Premesso che questi esclusi, circa un terzo, vive da solo in casa con rischi quotidiani per la propria incolumità e quella dei vicini.
Premesso che le associazioni ETS, Enti del Terzo settore Alzheimer, chiedono da anni alla Regione Puglia di essere coinvolti per co-programmare e co-progettare azioni di sensibilizzazione alle comunità e per le implementazioni e il sostegno ai servizi sanitari e sociali integrati per le demenze.
Premesso che tra le sfide non secondarie che attendono la Regione Puglia è quella di definire il percorso diagnostico terapeutico assistenziale per le demenze PDTA, che rappresenta lo strumento di governo del percorso di cura volto a migliorare la presa in carico e la gestione dei pazienti affetti dalla demenza Alzheimer e demenze correlate.
Considerato che la Regione Puglia risulta priva di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale regionale operativo dedicato alle persone con demenza e che delle sei aziende sanitarie locali presenti sul territorio regionale la sola ASL di Brindisi ha pubblicato un percorso diagnostico terapeutico assistenziale nel 2018, ottenendo un punteggio complessivo di 9/43, mostrando una conformità molto bassa rispetto alle linee di indirizzo nazionale sui percorsi diagnostico terapeutici assistenziali per le demenze.
Considerato che la diffusione dei Centri per i disturbi cognitivi e demenze sul territorio della nostra regione, come emerge dallo studio dell’Istituto superiore di sanità, è a macchia di leopardo, con una discreta diffusione di centri per i disturbi cognitivi e demenze nelle province di Bari e Lecce, e una carenza di centri per i disturbi cognitivi e demenze a funzione complessa nelle province di Foggia, BAT, Brindisi e Taranto.
Considerato che una recente ricerca ha accertato che i centri per i disturbi cognitivi e demenze presenti in Puglia uno solo sarebbe nelle condizioni di personale e risorse tecniche per erogare i nuovi farmaci, per rallentare il processo neurodegenerativo delle demenze.
Considerato che questi servizi sono in generale aperti uno o due giorni a settimana, hanno tempi di attesa di mesi per una prima visita e caratteristiche di semplici ambulatori e non forniscono generalmente servizi essenziali come case management, l’assistenza domiciliare domestica e infermieristica, centri diurni, ricovero di sollievo, servizio di trasporto, servizio di telesoccorso, punti di ascolto telefonico, promozione delle figure giuridiche, attività di formazione e aggiornamento professionale e contatti con gli enti del terzo settore.
Considerato, altresì, che l’insorgenza subdola e insidiosa di una demenza in una famiglia tradizionale o in uno dei due partner di una coppia di anziani o un singolo o una single vecchio e fragile crea sconcerto e smarrimento e che la mancanza di certezze mediche e un diffuso pessimismo nell’opinione pubblica provocano un senso di sfiducia e impotenza la cui unica risposta è la solidarietà familiare.
Considerato che l’assistenza di uno o una coniuge o di una figlia o di un figlio, destinata a protrarsi, in un crescendo di dedizione e di sacrificio personale, per il lungo percorso della malattia, va dai cinque ai dieci anni e che essa assorbe energie e risorse fisiche ed economiche fino all’esaurimento in termini economici e assistenziali a carico delle famiglie, è stata stimata nell’ordine dell’85-95 per cento dei costi totali, pari in media a 25.000 euro per anno.
Considerato che, pur essendo l’assistenza al proprio domicilio, tramite l’assistenza comunitaria, la forma preferita delle persone non autosufficienti e dai familiari delle persone con demenza, questa resta un libro dei sogni. L’assistenza comunitaria, nelle sue varie forme, come aiuto domestico, assistenza infermieristica, visite mediche domiciliari, interventi di sollievo, pasti a domicilio, trasporti e, soprattutto, come supporto finanziario e psichico-sociale ai caregiver resta un impegno scritto nelle linee guida, ma di fatto ignorato nella pratica.
Considerato che l’assistenza semiresidenziale costituisce un elemento importante dell’assistenza comunitaria per il paziente e per i familiari.
Considerato che il ricovero in RSA è un evento di vita critico e impattante sulla famiglia. La rinuncia ad un ruolo assistenziale della famiglia avviene assai spesso dopo lunghi anni di disagio emotivo, fisico ed economico ed è vissuta con enormi sensi di colpa.
Considerato che le RSA hanno in totale un numero di posti letto per le persone con demenza assolutamente insufficiente e inadeguato, ne consegue che l’attesa per un ricovero dura tanto a lungo – in media da cinque a sei mesi – da indurre a ricoveri in strutture non convenzionate, anche non autorizzate. C’è il ricorso crescente a strutture private dai costi altissimi dentro e fuori regione.
Considerato, infine, che una società che voglia rispondere con umanità ai bisogni della dignità delle persone più fragili non può occultare la sfida rappresentata dalla condizione esistenziale delle persone con demenza e delle loro famiglie.
Considerato che le associazioni di Alzheimer presenti e attive in tutte le province della regione hanno deciso di mettere al primo posto nell’agenda del loro impegno sociale questa sfida e sono impegnate in tutto il territorio regionale in attività di sensibilizzazione, informazione e formazione dell’opinione pubblica con campagne di prevenzione Alzheimer, comunità amiche nella demenza, screening nelle persone a rischio, Caffè Alzheimer, formazione informale a supporto di familiari, sportello di ascolto.
Si impegna la Giunta regionale e l’assessore alla sanità a istituire un tavolo Alzheimer regionale con tutti gli altri attori coinvolti nella cura, nell’assistenza e nel sostegno alle persone con demenza, ai caregiver, per la definizione di un piano diagnostico terapeutico assistenziale per le demenze aperto alle associazioni Alzheimer, rappresentanti dei servizi delle demenze e delle professioni; co-programmare, co-progettare i servizi per le demenze con chiari riferimenti a condizioni di prossimità e accessibilità ai servizi da parte dei pazienti e familiari, un ruolo attivo e coordinato dalle associazioni Alzheimer, con i centri per i disturbi cognitivi e demenze (CDCD) di riferimento; promuovere attività e sensibilizzazione di prevenzione e di socializzazione delle demenze, campagne di prevenzione in comunità e della demenza; individuazione delle persone a rischio e sportello di ascolto.
Grazie, Presidente. Credo che si debba esprimere il Governo.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Scalera.
Si è iscritto il consigliere Borraccino, al quale cedo la parola.
Speaker : BORRACCINO.
Presidente, aspetto prima il parere del Governo.
Speaker : PRESIDENTE.
Assessore Pentassuglia, la parola va a lei per il parere del Governo. Ha ceduto a lei la parola.
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore alla salute e al benessere.
Presidente, mi scusi. Avevo inteso una prenotazione.
Il parere è favorevole perché i gruppi che hanno dentro diversi centri Alzheimer devono essere implementati. Quindi, il lavoro è già in itinere. Prendo spunto per ufficializzarlo rispetto alla mozione, a cui do parere favorevole.
Aggiungo soltanto che il tema posto sulla legge 104, che non è in capo a noi, come il caregiver familiare, deve vedere un lavoro sinergico tra il Governo regionale, la maggioranza in Consiglio regionale e l’opposizione, perché il tema del caregiver è un tema serio che dobbiamo sviluppare in tutta la sua articolazione. Quello della legge 104 ha dei parametri e dei criteri che le Commissioni per la invalidità civile determinano, che non sono in capo a noi, ma fanno riferimento a delle tabelle del Ministero. È altra storia. Però, sul tema oggetto della mozione, il parere è favorevole.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore. Cedo la parola al consigliere Borraccino.
Speaker : BORRACCINO.
Grazie, Presidente.
Prendendo il parere favorevole del Governo e quindi dell’assessore alla sanità, vorrei fare una considerazione su questo tema. Chiaramente ho ascoltato con attenzione le parole del collega Scalera. Anziché esprimermi su tutte le cose enunciate, molte delle quali appartengono a dei desiderata, cose che tutti quanti vorremmo ma poi dobbiamo fare anche i conti con la realtà, con la realtà anche del bilancio regionale, io ritengo che l’approvazione del PDTA, del Piano diagnostico terapeutico assistenziale sia la cosa più importante contenuta in quella mozione e apprendo con grande soddisfazione il parere favorevole del Governo.
Su questa vicenda vorrei segnalare ai colleghi, perché da tempo, insieme a tante persone nella provincia di Taranto, ci occupiamo del tema dell’Alzheimer, che la percentuale italiana, stranamente, rispetto a quella della media dei 27 Paesi UE, è notevolmente più alta. Passiamo dal 2 per cento della popolazione della media europea dei 27 Paesi, ad oltre il 2,4 per cento. Ciò significa che noi in Italia abbiamo oltre 1.430.000 persone che sono affette da demenza, non soltanto dell’Alzheimer, ma anche da altri tipi di demenza.
Una cosa che, ad esempio, si potrebbe fare velocemente, senza l’istituzione del tavolo dell’Alzheimer e senza l’approvazione poi del nucleo centrale di quella mozione proposta dal collega Scalera, che è appunto l’approvazione del PDTA, è la possibilità, come fatto in molte regioni e che timidamente si sta iniziando a fare anche in Puglia con l’ausilio dei volontari dei centri Alzheimer, di creare il centro di sollievo, vale a dire un primo punto di ascolto che, ad esempio, in questo periodo, in provincia di Taranto, cito la provincia di Taranto perché è la mia provincia e quindi la conosco bene, stanno provando a fare a Marina di Ginosa. Questo è un esempio che noi potremmo mutuare con un costo irrisorio, se non praticamente ad isorisorse per la Regione, che potrebbe comunque iniziare già ad instradare i parenti dei malati di Alzheimer e delle varie demenze per orientarsi rispetto alcune volte ad una burocrazia sanitaria che non sempre aiuta, almeno nei primi passi.
Saluto con gioia il parere favorevole da parte del Governo e quindi, ovviamente, voterò anch’io a favore di questa mozione che ritengo quanto mai appropriata per l’altissimo numero di persone, al di sopra della media europea, che purtroppo in Italia subiscono queste patologie invalidanti.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, consigliere Borraccino.
Si è iscritto il consigliere Lanotte. Prego.
Speaker : LANOTTE.
Grazie, Presidente. Presidente Decaro, signore e signori della Giunta, colleghe e colleghi consiglieri, devo ringraziare il collega Scalera per la nota di sensibilità che si individua in questa mozione rispetto ad un problema sociale ancora fortemente sottovalutato. Lo dico anche per esperienza atteso che mi consta da vicino, almeno nel circondario delle province Bari e BAT, l’unico esempio lungimirante è il Caffè Alzheimer di Bari, che il Presidente Decaro conoscerà abbastanza bene, che rappresenta un primo fronte presso il quale i pazienti o meglio i familiari e i caregiver si affacciano quando si trovano di fronte a questa realtà assolutamente devastante, perché avere in casa o assistere un malato di Alzheimer è un fatto assolutamente difficoltoso e pregiudica la vita non solo di chi ha la malattia, ma anche di chi deve assistere.
Penso positivamente a quelli che sono gli aspetti sottolineati dalla mozione, però ritengo, assessore, che anche ai fini di una sorta di raccomandazione da associare alla mozione, occorrerebbe, anche in questo momento particolare per la sanità pugliese, valorizzare alcune esperienze, tipo quella che si sta sperimentando nella neurologia dell’ospedale Dimiccoli di Barletta, dove si è per la prima volta provveduto alla infusione sperimentale di un farmaco. Questo farmaco riesce a prevenire e a limitare e a rallentare l’Alzheimer, e soprattutto consentirebbe anche un risparmio della spesa pubblica, perché, se si riesce a rallentare o quantomeno a prevenire, è chiaro che poi tutti i costi relativi alle RSA o RSSA dedicate alla malattia dell’Alzheimer subirebbero forti tagli, che consentirebbero alla spesa pubblica un giovamento nemmeno indiretto, bensì diretto. Quindi, va bene l’assistenza al paziente, ma la raccomandazione che secondo me andrebbe associata alla mozione è quella di continuare ad investire in queste cure sperimentali, laddove in Lombardia come in America sul medesimo farmaco (di cui non faccio il nome per ragioni ovvie) stanno avendo delle ripercussioni positive sulla popolazione.
Peraltro, è chiaro ed evidente il motivo per cui questa malattia sta diventando una malattia molto diffusa, anche rispetto agli altri 27 Paesi dell’Unione europea, poiché purtroppo il tasso di natalità nel nostro Paese è molto basso, ed è evidente che c’è un invecchiamento più diffuso rispetto a quello delle altre nazioni europee. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, consigliere Lanotte.
Non ci sono altri iscritti, procediamo con la votazione. Scusi, si è iscritto il consigliere Scianaro. Prego.
Speaker : SCIANARO.
Ringrazio, forse mi sono iscritto in ritardo, ecco perché non mi aveva visto.
Voglio ringraziare nel mio breve intervento il consigliere Scalera per questa sua sensibilità a portare all’attenzione questo argomento importante, perché questa patologia è in forte aumento. Quindi, voglio sensibilizzare anche il Presidente della Commissione, Spaccavento, perché, come abbiamo fatto l’altro giorno in Commissione portando all’attenzione i centri per l’autismo, così anche dobbiamo lavorare affinché questa patologia sia attenzionata sempre più, perché purtroppo anche i familiari e chi vive questi problemi ha sicuramente bisogno di un sostegno maggiore soprattutto da parte di questo Governo.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere.
Passo la parola al consigliere Spaccavento.
Speaker : SPACCAVENTO.
Grazie per aver portato questo importante tema, perché la patologia dell’Alzheimer non è una patologia del malato, ma è una patologia della famiglia e della socialità. Qui dobbiamo lavorare creando dei percorsi che sono non solo per la persona, ma anche per tutto quello che c’è intorno, perché questa patologia non è la sofferenza globale del malato, ma è la sofferenza globale di tutto ciò che ruota attorno. Sono assolutamente convinto e favorevole a questa mozione, ricordando anche che dobbiamo investire sulla ricerca, ma che molte patologie sulla demenza non sono soltanto l’Alzheimer, ma sono patologie legate alla demenza senile e anche alle demenze con altre patologie neurodegenerative.
Il contesto è molto complesso. Quello che noi dobbiamo fare è rafforzare i percorsi di presa in carico dei pazienti, cioè seguirli dalla prima diagnosi fino al tentativo di riabilitazione di questi pazienti e non lasciarli soli, anche nelle prime avvisaglie: formazione dal medico di base, dal personale dell’ospedale e anche dal personale dell’emergenza, perché questi pazienti, quando vanno in pronto soccorso, devono avere un canale diverso dai pazienti che non hanno la demenza. Dobbiamo porre attenzione anche a queste piccole cose. Non servono costi, ma serve identificazione. Il paziente con Alzheimer quando va in emergenza-urgenza deve essere trattato diversamente, avendo anche queste piccole attenzioni. Abbiamo fatto una cosa importante, abbiamo rispettato la dignità del malato. Grazie. Sono assolutamente d’accordo su questo.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Spaccavento.
Ci sono altri interventi? Se non ci sono altri interventi, chiedo il parere del Governo.
Prego, assessore Pentassuglia.
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore alla salute e al benessere.
Grazie, Presidente.
Avevo dato già parere favorevole. Ringrazio tutti per il contributo, come è stato l’ultimo. Tutti gli interventi hanno aggiunto qualcosa di positivo che sta alla discussione al tavolo, ma poi alla implementazione di quei servizi, compreso il percorso dedicato a cui si è accennato adesso, che è stato già oggetto di approfondimento, vi garantisco, nell’ambito delle due riunioni con la rete di emergenza-urgenza. Quindi, grazie. Ogni contributo sarà utile, perché lì ascoltiamo la voce delle persone, dei cittadini, degli interessati, come è successo l’altro ieri con l’associazione dei sordomuti, che non veniva ascoltata da tempo, infatti hanno ringraziato. Ti rendi conto che c’è una disattenzione umana, l’ho chiamata così l’altro giorno. Fare una telefonata da un recall telefonico, ti passano un parente che per motivi di privacy dice di non poter rispondere, ma se stai chiamando, quindi non è codificato tutto il percorso (dico questo per essere chiari e inequivoci) per cui la persona non può rispondere al telefono, il tema della privacy è un’altra storia rispetto al caregiver che accompagna. Ecco perché ho aggiunto anche il tema del caregiver, che diventa fondamentale nella gestione della quotidianità.
Parere favorevole.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore Pentassuglia.
Se non ci sono altri interventi, metto in votazione la mozione.
È aperta la votazione. Avete votato tutti? Bene.
È chiusa la votazione.
Presenti 41, votanti 41, favorevoli 41.
La mozione è approvata all’unanimità.
Ora procediamo con l’ultima mozione prevista dall’ordine del giorno di oggi rispetto ai tempi che ci siamo dati all’interno della Conferenza dei Capigruppo. È la numero 14, a prima firma di Stefano Minerva “Misure di sostegno e rafforzamento delle unità delle Forze dell’ordine sul territorio pugliese”.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Capone, che illustrerà la mozione. Grazie.
Speaker : CAPONE.
Grazie a lei, Presidente.
Care colleghe e cari colleghi, noi abbiamo presentato questa mozione con una certa preoccupazione, dovuta al fatto che da alcuni anni il territorio del Salento e in particolare la Provincia di Lecce è interessata da una persistente e preoccupante escalation di fenomeni criminali, incendi dolosi, danneggiamenti, assalti a sportelli bancomat mediante esplosivi, sparatorie e gravi atti intimidatori, fino all’ultimo assalto al portavalori, che è stato seguito poi da ulteriori atti di danneggiamento. Dov’è la preoccupazione ulteriore? Nel fatto che il personale che arriva nel Salento è sempre minore e soprattutto assolutamente inadeguato a coprire i pensionamenti che ci sono stati, gli esodi che ci sono stati.
Rispetto al contingente che viene individuato a rafforzamento delle varie aree del Paese, la Puglia purtroppo vive una sofferenza e il Salento in particolare. Perciò è chiaro che se noi non diamo una maggiore sicurezza ai cittadini, allargando la presenza delle Forze dell’ordine e rafforzando quei centri, soprattutto i piccoli centri che soffrono di problemi che ho descritto prima, è evidente che anche la percezione di sicurezza ne risente e quindi che sempre di meno c’è poi collaborazione. È un’escalation che si presuppone grave. Questo riguarda oggettivamente anche altre aree della Regione ed è perciò che faccio appello, facciamo appello tutti quanti alla Giunta perché intervenga presso la Conferenza delle Regioni, la Conferenza Stato-Regioni, al fine di sollecitare una maggiore presenza delle forze dell’ordine, strutturale, però, non solo contingentata nell’ambito dei mesi estivi, quando effettivamente l’incremento dei turisti nelle nostre zone è notevole e quindi qualche rafforzamento c’è, seppure non in grado di compensare sempre gli esodi, ma strutturale, in maniera tale che si possano anche organizzare quegli elementi di supporto alla cittadinanza, come è necessario, anche al fine di fare da deterrente.
La proposta contenuta nella mozione è proprio questa. Sosteniamo la nostra azione a supporto della legalità e delle forze dell’ordine, senza sottovalutare quello che sta succedendo, sapendo che l’azione della magistratura in questi anni è stata veramente importante, che sono state compiute azioni fondamentali per evitare una recrudescenza della criminalità, che sono state compiute azioni importanti, importantissime contro la sacra corona unita, che pure era diventata estremamente capillare nell’ambito della nostra regione, prevalentemente nel Salento, e però ora non dobbiamo abbassare la guardia e dobbiamo lavorare tutti perché questi fenomeni possano non verificarsi più. Grazie. Ovviamente contiamo sul sostegno mai mancato da parte della Giunta.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, collega Capone.
Erroneamente avevo annunciato che trattavasi dell’ultima mozione, ma ce ne sono due, in realtà, da approvare.
Nel frattempo, ha chiesto di intervenire il consigliere Tutolo. Ne ha facoltà. Prego.
Speaker : TUTOLO.
Grazie, Presidente.
Sono ovviamente favorevole a questa mozione. Devo ricordare, però, alla cara Presidente a cui voglio veramente bene, che quando dice che la Puglia, in particolare il Salento... Capiamo che l’intercalare particolare quando lei parla del Salento la accompagna sempre, però, almeno su questo tema, saremmo felici di poter dare il primato...
No, neanche saremmo felici, saremmo felicissimi se nessuno avesse un primato in questa cosa. Però, ahimè, tristemente, la provincia di Foggia credo che sia martoriata. Ormai i bancomat da noi neanche li mettono più. Le banche li consegnano direttamente ai banditi. Si risparmiano almeno la fase dell’installazione. Hanno capito che fanno un po’ di economia consegnandoli direttamente.
Scherzi a parte, perché ci si scherza su, per alcuni comuni diventa drammatico, perché non avere uno sportello bancario, non avere un bancomat nei piccoli comuni dei Monti Dauni significa che la situazione è drammatica. Anche per fare il piccolo prelievo, per fare il minimo indispensabile, tu vieni impossibilitato.
A questa mozione, che chiede di aumentare le forze dell’ordine, probabilmente dovrebbe essere pure collegato un qualcosa per dire alle banche che non possono scappare semplicemente e andarsi a mettere nei centri dove i fanno più utili. Non è possibile. In una settimana da noi sono spariti sette bancomat. C’è un attacco puntuale e specifico. Mi dispiace dover dire che, ad esempio, solo nella città di Foggia mancano 100 agenti della Polizia, solo nella città di Foggia, senza contare i Carabinieri e altre Forze dell’ordine.
La città di Foggia, ahimè, è tristemente sulle cronache quotidiane per episodi criminali, anche efferati. Che ci sia un sotto organico in quei posti onestamente fa specie. Attenzione, il sotto organico non è soltanto nelle Forze dell’ordine, ma anche nei magistrati. La provincia di Foggia ha un solo tribunale pur avendo uno dei territori più estesi della Regione Puglia e probabilmente d’Italia ha un solo tribunale, che è sovraccarico all’inverosimile e che manca di personale. Questa è una roba che non si può sentire.
Giusto per farvi un esempio: a Lecce avete la sede distaccata della Corte d’appello. Vi dico un altro dato: più del 50 per cento dei processi iscritti alla Corte d’appello di Bari appartengono tristemente alla Provincia di Foggia. Questo la dice lunga sulla non considerazione del fenomeno. Al di là di quelle che possono essere... Attenzione, colleghi, c’è da sempre questa roba qua. Non da questo Governo, ma da sempre. Ci si muove soltanto quando succede qualcosa di veramente eclatante. Ormai da noi i blindati sono diventati un gioco. No. Assolutamente sì a questa mozione, ma vediamo che dobbiamo fare per far sentire la nostra voce. Non è possibile.
L’invito, Presidente, è a vedere in quale maniera... Le banche: non è che possono scappare. Si portano i bancomat, e l’abbiamo capito, però come si fa a lasciare dei Comuni che sono già isolati senza quel minimo servizio che viene garantito? Non dico nemmeno lo sportello, perché ormai sono spariti tutti quanti, ma pure quella miseria del bancomat, che diamine.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Tutolo.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Barone. Ne ha facoltà.
Speaker : BARONE.
Grazie, Presidente.
Mi associo alle parole del collega Tutolo. Indubbiamente una mozione come questa, che nasce il 9 febbraio, dopo l’assalto sulla Statale 16, all’altezza di Brindisi... Non mi voglia autocitare, ma nel mio post scrissi proprio che, essendo usciti un po’ dalla Provincia, se ne sarebbe parlato in maniera diversa. Purtroppo quello che è avvenuto quel giorno nel Salento, di cui siamo assolutamente dispiaciuti, anche per quella povera ragazza che si è vista minacciare dai banditi, purtroppo è quello che spesso e volentieri sul nord della Puglia capita. Probabilmente bisognava alzare ancora di più l’attenzione, come è successo il 9 agosto 2017, quando i due fratelli Luciani, poveretti, vennero ammazzati in agro di San Marco in Lamis, e soltanto allora lo Stato si accorse della gravità che viviamo in una nostra provincia, dove ci sono ben tre mafie conclamate e, come ha detto bene Antonio, abbiamo un unico tribunale, che serve qualcosa come 600.000 cittadini, quando abbiamo il vicino Molise che ne tiene tre e l’Abruzzo che ne tiene tre, con, purtroppo, una prevalenza di criminalità molto più bassa rispetto alla nostra e con un numero di cittadini anche minore rispetto alla Provincia di Foggia.
Tutto questo è per alzare l’attenzione. Chiaramente votiamo tutti a favore di un aumento dell’organico, però deve essere strutturale e probabilmente deve riguardare in primo luogo una zona, come quella del territorio foggiano, che soffre fortemente di una delinquenza che non ha fine, che ha alzato sempre di più i limiti, che non ha veramente neanche più timore delle forze dell’ordine, non ha più il timore neanche del minimo rispetto della persona.
Prima mi leggevano che oggi hanno arrestato a Bologna 14 persone, 13 foggiani e 2 cerignolani. Questi sono i dati. Noi li esportiamo.
Inoltre, come diceva prima Antonio, abbiamo avuto in una settimana ben quattro attacchi agli sportelli bancari di paesi che sono isolati e che perlopiù sono veramente oasi di pace e di tranquillità. Quindi, anche zone che vivevano momenti più sereni si trovano oggi a dover contrastare, magari da soli, magari con tre carabinieri, situazioni che non sono più gestibili.
Ci accodiamo l’appello e nella stessa maniera crediamo che vada veramente alzata la voce per una provincia che veramente soffre, soffre sempre quotidianamente, sicuramente anche per una problematica nostra, di cultura del diritto e della legge. Però credo vada sicuramente alzata l’attenzione. Sebbene lo Stato abbia fatto già tantissimo dal 2017 in poi, oggi c’è da fare ancora altro. Dobbiamo alzare ancora di più i temi, l’attenzione e dare risposta a territori che veramente necessitano. Ci sono tantissimi bravi cittadini che oggi hanno timore la sera di lasciare la macchina, hanno timore di dormire vicino a uno sportello bancario e magari sentire un boato nella notte. Il disagio veramente si sente sulla pelle.
Ringraziando e sicuramente votando a favore, crediamo che l’attenzione debba esserci per tutta la regione Puglia e che sia dovuta quotidianamente. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Barone.
È iscritto a parlare il consigliere Pagliaro. Ne ha facoltà.
Speaker : PAGLIARO.
Se Foggia piange, Lecce non ride. È un fenomeno, quello della carenza delle forze dell’ordine nell’intera regione, che va oggettivamente preso in considerazione. Devo dire che il Governo nazionale, proprio nell’ultimo mese, ha previsto degli aumenti di organico nella nostra regione. I numeri sono questi: 61 a Bari, 51 nella BAT, 32 a Foggia, 9 a Lecce e Taranto, 8 a Brindisi.
Tonino, non ricominciamo con il mercato. Poi prendi la parola e dici quello che vuoi. Io sto dicendo dati concreti. Ho fatto una premessa, l’avrai ascoltata. Non hai ascoltato la premessa.
Fermo restando che è un’esigenza sentita in tutta la regione, ho voluto soltanto dare dei dati degli ultimi arrivi dell’ultimo mese. Tutto qui.
A Brindisi sono soltanto otto, quindi è un problema diffuso in tutta la regione.
Questi e altri argomenti – sottoscrivo pienamente le dichiarazioni della collega Barone – possiamo sicuramente affrontarli non appena insedieremo la Commissione sull’antimafia e sulla criminalità organizzata. A tal proposito ho parlato un po’ con gli uffici e sembrerebbe che già mercoledì prossimo in Commissione potremo trattare l’argomento che rimette in pista questa Commissione e poi già nel Consiglio del 1° aprile deliberare a favore di questa Istituzione che per noi è importantissima.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
È iscritta a parlare la consigliera Capone. Ne ha facoltà.
Speaker : CAPONE.
Intanto a nessuno di noi aveva intenzione, nel promuovere questa mozione, di distinguere le aree della regione a seconda di quale favorire di più nell’intervento delle Forze dell’ordine. Sappiamo che nella nostra regione c’è una forte presenza ancora di criminalità, nonostante tutte le azioni di contrasto. Quello che chiediamo è che per tutta la regione si possa intervenire, facendo riferimento non ad un dato oggettivo come numero di invii, ma tenendo conto dei pensionamenti, tenendo conto degli esodi.
Riporto i dati. Nel corso del 2024 sono state registrate solo in provincia di Lecce 36 nuove assegnazioni contro 56 pensionamenti.
Nel 2025, fino ad oggi, si contano 42 ingressi a fronte di 70 uscite e si prevede per il 2026 un ulteriore esodo di 44 dipendenti. Questi sono i dati che ci arrivano direttamente dalle Forze dell’ordine. Che cosa possiamo fare noi? Dobbiamo tenere conto che tutte le ragioni espresse dal consigliere Tutolo prima e dalla consigliera Barone dopo sono realissime e questo Consiglio regionale se ne è occupato in un Consiglio monotematico sulla legalità. Venne il procuratore Vaccaro – lo ricorderete – a sostenere esattamente che (si trattava del PNRR, dei tribunali) che quell’unico tribunale non era assolutamente in grado di affrontare tutte le vicende della provincia di Foggia e chiedeva che ci fosse un rafforzamento di quelle attività e che ci fosse finalmente la re-istituzione di un altro tribunale.
Sono questioni che effettivamente possono ben essere trattate in una Commissione in maniera approfondita. Nessuno di noi intende fare un’accusa. Io dico, però, consigliere Pagliaro, che dobbiamo agire tutti insieme sul Governo per far sì proprio che non si debba abbassare la guardia.
Se c’è un assalto al portavalori, come è successo vicino alla provincia di Brindisi, tra Brindisi e Lecce, proprio nel momento in cui abbiamo fatto la mozione, se viene fatto in quel modo, ciò vuol dire che la presenza dello Stato deve dare immediatamente conto ai cittadini che quelle persone che vivono a favore dello Stato, che sacrificano la propria vita, sono disponibili a sacrificare la propria vita, purtroppo, a favore dello Stato non sono lasciate sole. A questo serve la mozione, facendo sì che questo impegno, riguardando tutto il Consiglio regionale, sia tale che non facciamo distinzione tra maggioranza e opposizione, ma ci muoviamo tutti con un unico obiettivo: rafforzare la legalità nella nostra regione. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Capone. Ha chiesto di intervenire il consigliere Lanotte. Ne ha facoltà.
Speaker : LANOTTE.
Grazie, Presidente.
Sono contento che la puntualizzazione della past president Capone relativamente alla necessità di intendere questa mozione, che sono convinto nessuno di noi avrà difficoltà ad accogliere, a tutto il territorio della Puglia. Non so a quale numero di mozione siamo arrivati stasera, ne abbiamo discusso sette-otto, di più, anche, peggio ancora. Consentitemi un po’ di scetticismo sulla efficacia di queste mozioni rispetto agli intendimenti dell’intera Assise. Però, voglio dare fiducia a chi ancora ci crede. Non vorrei essere io, che peraltro sono uno degli ultimi arrivati, ad essere disilluso. Però, la vorrei rafforzare quella mozione, Presidente Capone. La vorrei rafforzare perché oggi, stranamente, mi trovo anche in accordo con il consigliere Tutolo.
Il consigliere Tutolo, insieme alla consigliera Barone, ha fatto presente come il fenomeno dei portavalori che vengono assaltati sulle statali piuttosto che l’autostrada sia fortemente radicato nella provincia di Foggia, ma anche nella mia provincia, la BAT.
Però, nella mia provincia abbiamo fatto addirittura un salto di qualità. Voglio dire questo sempre perché come al solito, queste battaglie hanno una connotazione bipartisan. Io vi parlerò dell’esperienza del Sindaco di un Comune sotto i 15.000 abitanti, il Sindaco di San Ferdinando di Puglia, il quale, a seguito di un assalto che è stato fatto ad una filiale di Poste Italiane per prelevare il bancomat ivi ubicato, poi si è visto chiudere lo sportello delle Poste. Immaginate voi il disagio per tutti gli anziani, in una comunità sotto i 15.000 abitanti, che non è nemmeno collegata bene, come potevano fare a pagare il bollettino postale piuttosto che chiaramente recuperare i soldi per pagare quel bollettino postale.
Vorrei dare un segnale, da parte di questo Consiglio regionale, anche e soprattutto rispetto agli istituti come quello delle Poste Italiane; non voglio parlare di istituti bancari, che sono istituti privati, quindi potrebbero anche dire “Regione Puglia, noi vi vogliamo bene”, però con le Poste, proprio perché le poste hanno una storicità su tutto il territorio nazionale, io penso che occorra anche effettuare, insieme a quella mozione, delle raccomandazioni. Perché non è che quel bancomat, come l’ufficio postale, perché l’ufficio postale era diventato inagibile: immaginate che con una ruspa si assalti una palazzina e che quindi tutto lo stabile diventi inagibile perché vi sono evidenti ripercussioni statiche. La raccomandazione è quella di non chiudere quegli sportelli, di trovare insieme la soluzione affinché quegli sportelli che molte volte sono l’unico presidio a cui gli anziani soprattutto si devono rivolgere per fare gli adempimenti della quotidianità.
Io quindi accolgo bene l’invito a votarla, quella mozione, ci mancherebbe, chi potrebbe essere contro la condanna di ogni azione criminosa? Chi non vorrebbe maggiori forze dell’ordine sul territorio? Tutti. Però, associamo anche, rispetto a quelle che possono essere le nostre sensibilità, delle raccomandazioni, ripeto, non voglio dire agli istituti bancari, ma a Poste Italiane, perché io penso che presso Poste Italiane la Regione Puglia possa far sentire il proprio peso, partendo da quell’esperienza storica che secondo me rimarrà negli annali. Immaginate un Sindaco che si deve recare in Procura per fare una denuncia di interruzione di pubblico servizio, perché le Poste non garantiscono il servizio.
Presidente, se vi fosse questa sensibilità, penso che insieme ai Capigruppo della minoranza si potrebbe fare una mozione più compiuta che abbia un’efficacia maggiore anche rispetto agli intendimenti di ciascuno di noi.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Lanotte.
Ha chiesto di intervenire il consigliere De Santis, a cui cedo la parola. Prego.
Speaker : DE SANTIS.
Grazie.
Questa mozione ci consente di fare un ragionamento molto importante per il nostro territorio.
Io davvero ringrazio i presentatori della mozione, la consigliera Capone, che ha presentato questa mozione, e il dibattito che sta venendo fuori questa sera dal Consiglio, per due ordini di ragioni. Uno, perché su un tema come questo bisogna fare fronte comune, e su un tema come questo bisogna provare anche a capire come si può, sul piano istituzionale, costruire un’interlocuzione col Governo nazionale, affinché si possa davvero rafforzare il numero delle forze dell’ordine sul territorio.
Lo diceva poco fa il consigliere Lanotte. Noi ci siamo trovati in un territorio in cui proprio il giorno in cui c’è stato non il prelievo dal bancomat, ma il prelievo del bancomat dall’ufficio postale di San Ferdinando di Puglia, con una situazione militare. L’assalto è stato militare, ed è inquietante, perché mentre veniva fatto il ritiro del bancomat, la stazione dei Carabinieri del paese di San Ferdinando di Puglia era stata chiusa e le vie d’accesso al paese erano state bloccate con una serie di strumenti militari, per cui le auto, se non quelle dei malviventi, scappare o entrare nel paese.
Ebbene, oltre che esprimere solidarietà ai Carabinieri di San Ferdinando di Puglia, della provincia BAT, della Puglia, alle forze dell’ordine e alla Polizia di Stato, alla Guardia di Finanza, noi abbiamo bisogno di capire che c’è oggettivamente un’emergenza che tocca tutta la Puglia e le Regioni limitrofe anche il Molise, la Basilicata, la Campania, per una serie di organizzazioni militari che stanno compiendo queste azioni davvero pericolose per le forze dell’ordine e pericolose per tutti i cittadini.
Da questo punto di vista quindi io penso che la mozione sia stata molto utile perché ci consente di avere una forza importante nell’interlocuzione con il Governo. A questo riguardo voglio dire che fuori da quest’Aula le forze politiche di centrodestra e di centrosinistra nelle scorse settimane, proprio per quanto riguarda il territorio di Foggia e della BAT, hanno insieme, attraverso i loro parlamentari, presentato un emendamento per sistemare proprio la geografia giudiziaria della Provincia di Foggia e della Provincia BAT, che oggettivamente è ancora mischiata. Questo consentirà un rafforzamento di tutta l’interforze con la Procura della Repubblica di Trani, perché alcuni Comuni verranno dal foggiano, si sposteranno nella BAT, ci sarà un alleggerimento, quindi, del lavoro del tribunale di Foggia, che ha un peso enorme, perché contempla anche Comuni di altre Province. L’emendamento è stato depositato dal senatore Damiani, con le firme anche dell’opposizione governativa, che qui è maggioranza.
Ritengo giusto anche notiziare il Consiglio del fatto che su questi temi penso sia necessario costruire davvero un lavoro sinergico di fatti e non di chiacchiere.
Grazie a tutti voi.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere De Santis.
Ha chiesto di intervenire la consigliera La Ghezza. Ne ha facoltà.
Speaker : LA GHEZZA.
Grazie, Presidente.
Aggiungo all’intervento dei colleghi di maggioranza, in particolare di Rosa Barone, che come forza politica da tempo a tutti i livelli denunciamo una situazione di sicurezza sempre più preoccupante, con organici di polizia ormai insufficienti e con territori che sono lasciati senza adeguate risorse. È una situazione, questa, che penalizza i cittadini, ma anche gli stessi operatori di polizia, che sono costretti a lavorare in condizioni sicuramente sempre più difficili e con turni insostenibili.
È chiaro, quindi, che condividiamo questa mozione, che servono misure concrete per tutta la Puglia, quindi sicuramente l’approvazione corale e auspicabilmente unanime di questa mozione sarebbe sicuramente un segnale forte da parte di questo Consiglio.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera La Ghezza.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Scianaro. Ne ha facoltà.
Speaker : SCIANARO.
Ringrazio la consigliera Capone per aver portato all’attenzione di quest’Assemblea questo particolare argomento, la sicurezza, che non ha colore politico, quindi ci vede tutti allineati.
Io quel giorno mi sono trovato proprio sulla statale, in direzione Lecce, ero fermo pensando che fosse l’ennesimo rallentamento dovuto ai lavori, oramai estenuanti, che continuano tutti i giorni, però poi capii, poiché mi arrivavano i messaggi, che era c’era stata quella rapina.
Devo dire, però, che le Istituzioni stanno facendo tanto, prova ne sia quello che vediamo tutti i giorni, anche degli arresti sono molto contento per quello che abbiamo letto in queste ore. Finalmente sono stati assicurati alla giustizia i responsabili, quindi ritengo che le Prefetture, tutte quante insieme, stiano lavorando sinergicamente.
È chiaro che le forze di polizia sono quelle. È giusto anche che questa sua proposta veda la condivisione massima per sensibilizzare ancora di più il Governo, affinché si faccia qualcosa di più. L’assalto ai bancomat è diventata oramai una cosa quotidiana, quindi vanno prese delle contromisure. Io poi mi chiedo: come mai ancora di notte avvengono questi assalti?
Ne facciamo tutti uso, però probabilmente la notte, che è il momento più utile per fare queste azioni, quantomeno probabilmente ci dovremmo rassegnare a che i bancomat siano vuoti dopo una certa ora, perché chiaramente i danni, probabilmente… Questo potrebbe essere anche un momento per frenare. Probabilmente aumenteranno le rapine di giorno, perché trovando i bancomat vuoti la notte, la criminalità si organizzerà diversamente. Però bene ha fatto la consigliera a presentare questa proposta, però credo che siano necessarie misure straordinarie per frenare questo fenomeno che oramai dilaga quotidianamente.
Grazie ancora.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Scianaro.
È iscritto a parlare il consigliere Gatta, e dopo nuovamente Scianaro… C’è sicuramente qualche problema tecnico.
Prego, consigliere Gatta.
Speaker : GATTA.
Grazie, Presidente, grazie alla consigliera Capone che ha posto questa questione, un problema ormai atavico, che non interessa certamente solo la provincia di Lecce ma, come diceva giustamente il collega Tutolo, interessa principalmente la provincia di Foggia, che sconta tantissimi problemi, tra cui, in primis il problema della criminalità che è diventata una vera e propria emergenza.
Si parlava del problema legato ai bancomat. Il consigliere Tutolo ha un po’ criminalizzato solo e soltanto la provincia di Foggia, ma credo che sia un problema ormai dappertutto. Leggevo qualche giorno fa che anche in Piemonte assaltano i bancomat, quindi è un problema serio in tutto il Paese… Li esportiamo.
È chiaro che il problema della criminalità, che è una vera e propria emergenza in provincia di Foggia, credo che non sia soltanto con la repressione che si possa eliminare questo problema, seppur la squadra Stato sta lavorando alacremente per poter cercare di arginare questo fenomeno.
A mio avviso, invece, bisogna fare un lavoro sinergico, tutti insieme, maggioranza e minoranza, anche di concerto con il Governo nazionale, per far uscire la provincia di Foggia da una situazione di grave crisi economica. Gran parte della manovalanza della criminalità è composta da tanti giovani che forse sono quei giovani che non trovano occupazione, non trovano lavoro. Il consigliere Tutolo annuisce a quello che sto dicendo. La provincia di Foggia, purtroppo, ha un dato allarmante, quello legato alla disoccupazione, con oltre il 16 per cento di disoccupazione. È la provincia che sconta di più questo deficit anche rispetto ad altre province della stessa Puglia. Su questo noi dobbiamo cercare di lavorare insieme nel mettere a terra delle politiche che possano favorire l’occupazione e possano cercare di far rimanere i nostri giovani, di non farli diventare manovalanza della criminalità, ma per dare loro la giusta occupazione. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Gatta.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva. Ne ha facoltà.
Speaker : MINERVA.
Grazie, Presidente. Ne stavo facendo a meno, ma la discussione mi ha stimolato perché a un certo punto mi è sembrato che ognuno di noi dovesse soltanto difendere il proprio territorio. Rappresentiamo qui la Puglia e il senso della mozione è quello di denunciare uno scarso livello di percezione di sicurezza che i nostri cittadini hanno.
La consigliera Capone ha fatto la battuta su Lecce, perché i dati sono quelli che ha detto il consigliere Pagliaro, nel senso che sono dati oggettivi. Le assunzioni di quest’anno saranno 9 per la provincia di Lecce, 8 per la provincia di Brindisi, 9 per la provincia di Taranto, 112 per la BAT, 32 per la provincia di Foggia. Al netto dei numeri assoluti, come ha detto il consigliere Tutolo, la cosa che insieme dobbiamo denunciare per tutta la Regione Puglia è che sono numeri assolutamente inadeguati rispetto non solo alle esigenze sui temi della sicurezza che abbiamo. Non c’è solo il problema del bancomat, c’è il problema della criminalità organizzata, ci sono una serie di problemi che abbiamo sul territorio, che sono inadeguati anche rispetto alla copertura del turnover. Non è possibile, come è stato detto, che a Foggia ci siano 32 assunzioni a fronte dei 150 pensionamenti, che a Lecce siano 9 rispetto ai 45 pensionamenti. Vuol dire che ne assumiamo uno per ogni cinque pensionati circa, vuol dire che non ci sarà neanche la possibilità di fare i turni notturni nelle comunità.
Non si arrabbi il consigliere Scalera, perché ogni volta che lo dico si arrabbia: io ho fatto il Sindaco prima di fare il consigliere regionale, l’ho fatto per dieci anni, quindi ho visto diversi Governi succedersi. Non do la colpa solo a questo Governo e da Sindaco di una città che è la regina del turismo estivo, insieme a Vieste e Porto Cesareo, che passa da 20.000 a 200.000 abitanti, non ho mai visto un numero congruo di forze dell’ordine assegnato a comunità in cui c’è bisogno di uomini e di donne, di personale per fronteggiare anche le più semplici banalità di organizzazione delle comunità.
Qual è il tema vero, il nocciolo di questa mozione? Che ci viene sollecitata dai sindacati di polizia, anche loro arrabbiati rispetto alle promesse non mantenute. È vero che ci sono delle nuove assunzioni, ma concorderemo tutti che le assunzioni fatte delle forze dell’ordine, dei corpi di polizia negli ultimi anni, a prescindere dai Governi che si sono succeduti, non sono state necessarie a colmare quella percezione di mancanza di sicurezza che c’è nelle nostre comunità, da Santa Maria di Leuca a Vieste. Stavo dicendo “a Candela”.
Quindi, la necessità, al netto del problema che ognuno ha sulla propria Provincia, è quella di impegnare questo Consiglio regionale, al netto dei colori politici, rispetto all’idea comune, venuta fuori dalla discussione, che in tutta la Puglia c’è bisogno di più personale delle forze dell’ordine per dare seguito a quelle cose che ci siamo detti, ossia alla possibilità di dare ai cittadini pugliesi la forza di non assistere al portavalori derubato piuttosto che alla criminalità organizzata che continua a compiere atti mafiosi sul nostro territorio, rispetto al controllo del territorio, che diventa necessario in tutte le comunità, a maggior ragione quando nei Comuni grandi del nord, vi assicuro, il numero di copertura dei posti vacanti è superiore rispetto alle forze dell’ordine che vengono mandate al sud.
Quindi, l’impegno comune deve essere questo: chiedere più personale delle forze dell’ordine in Puglia, a Lecce, a Brindisi, a Taranto, a Bari, nella BAT e a Foggia, perché siamo stanchi di continuare ad assistere a questo, e perché i sindacati di Polizia che ci hanno sollecitato tutti rispetto a questo tema, se continuiamo così, dovranno chiudere le stazioni. Altro che aumentare la sicurezza nei territori! Significa non garantire neanche i servizi minimi che oggi le forze dell’ordine fanno all’interno delle nostre comunità.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Prego, consigliere Lobuono.
Speaker : LOBUONO.
Grazie, Presidente.
Io volevo fare una piccola variazione all’ordine del giorno. Avevo presentato una mozione il 2 marzo, relativa all’attivazione di unità di coordinamento regionale a supporto dei cittadini pugliesi presenti nei Paesi del Golfo, ma visto che ne discutiamo soltanto oggi, dopo un’azione svolta dal Ministro degli esteri Tajani, nei confronti di tutti i cittadini italiani, credo che sia in qualche maniera superabile. Volevo intervenire invece sul problema della sicurezza, che mi appassiona e mi appassiona molto.
Quello che volevo dire è questo: io credo che si stia facendo un po’ di confusione su quella che deve essere la sicurezza dei cittadini con il livello occupazionale delle forze dell’ordine, che certamente è deficitario, ma come è deficitario in Puglia credo sia deficitario un po’ in tutta Italia. Credo, leggendo le cronache, che si possa riscontrare il fatto che ovunque venga denunciata una carenza di personale di sicurezza.
Il problema della sicurezza credo che oggi vada affrontato in maniera leggermente diversa da com’era in passato, fermo restando che bisogna battersi tutti per cercare di ottenere più forze dell’ordine sul territorio, che bisogna batterci tutti insieme per ottenere più sicurezza sul territorio. Credo che dobbiamo rivolgere la nostra attenzione anche a quelle che sono oggi le tecnologie che possono essere messe a disposizione della sicurezza dei sistemi bancari, dei sistemi industriali.
Avere oggi la possibilità di poter avere sicurezza con tele-sicurezza, quindi con sicurezza da remoto, con visualizzazioni da parte delle forze dell’ordine, o di agenzie ciò preposte possa dare maggior garanzia anche a tutti i nostri cittadini.
Credo quindi che vada affrontata dal punto di vista della Giunta l’ipotesi di immaginare quelli che potrebbero essere degli incentivi a poter meglio videosorvegliare in maniera seria il nostro territorio, le nostre strade e quindi offrire una sicurezza da remoto, perché sono certo che coprire 255 comuni, tutti i bancomat di tutti i vari comuni sarà praticamente impossibile per qualsiasi tipo di assunzione dovessero immaginare di fare.
Il fatto che giustamente viene rilevato, che vanno in pensione 300 funzionari pubblici destinati alla sicurezza e ne assumono soltanto il 40 per cento, il 30 per cento credo che non sia risolutivo del problema. Per questo, vorrei insistere sul concentrarci tutti su quelle che sono oggi le tecnologie che vengono messe a disposizione anche del settore sicurezza. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, consigliere Lobuono.
Prego, consigliera Falcone.
Speaker : FALCONE.
Buonasera a tutti. Presidente, colleghe e colleghi, intervengo su questa mozione con molta emozione, perché stiamo parlando di una mozione che ha per me un peso legato all’esperienza diretta vissuta in un territorio che ha conosciuto sulla propria pelle cosa significa quando lo Stato arretra anche solo di pochi passi nel presidio della legalità. Parlo dell’esperienza vissuta proprio a Vieste, così come ha detto prima il capogruppo Minerva, una comunità che negli anni ha visto la propria economia turistica, il cuore pulsante del Gargano, sotto attacco da parte della criminalità organizzata. Non una minaccia astratta, ma incendi dolosi, intimidazioni, estorsioni, tentativi sistematici di infiltrazione nelle attività ricettive, nella ristorazione e nei servizi. Una aggressione diretta alla libertà di impresa e all’immagine della stessa Puglia. Eppure, proprio da lì, da quella stagione difficile, è nata una reazione forte delle Istituzioni, delle Forze dell’ordine, degli imprenditori, della società civile, una reazione che ha dimostrato una cosa molto semplice: quando lo Stato c’è in modo visibile, stabile e organizzato la criminalità arretra. Quando lo Stato si indebolisce anche solo nei numeri, nei turni, nella capacità di presidio quotidiano, gli spazi si riaprono. Per questo questa mozione inquadra una questione sostanziale di tenuta democratica e di difesa del nostro modello di sviluppo. I numeri che leggiamo non possono lasciarci indifferenti: 170 unità complessive assegnate alla Puglia, di cui appena 32 alla provincia di Foggia e 26 complessivamente a Lecce, Brindisi e Taranto. Sono numeri che, così come evidenziato e sottolineato anche dalle organizzazioni sindacali, rischiano di essere puramente nominali, erosi dai turnover, dai pensionamenti, dalle carenze strutturali che conosciamo da anni.
Non basta annunciare rinforzi se questi non si traducono in presenza reale sulle strade, nei commissariati e nei presìdi territoriali. Chi conosce territori come il Gargano sa che il tema non è solo quantitativo, ma qualitativo e territoriale. Parliamo di aree vaste e complesse, con una pressione turistica enorme per molti mesi l’anno, con centinaia di migliaia di presenze che si moltiplicano rispetto alla popolazione residente. Parliamo di chilometri di costa, di centri urbani e di aree interne, di una mobilità stagionale che cambia completamente la domanda di sicurezza.
In queste condizioni, avere organici insufficienti significa rincorrere le emergenze, sovraccaricare il personale, rinunciare alla prevenzione per limitarsi alla gestione dell’urgenza. La prevenzione, lo dico per esperienza diretta, è tutto, è ciò che ha permesso a territori come Vieste di rialzarsi, è ciò che ha dato fiducia agli imprenditori onesti, è ciò che ha consentito ai nostri giovani di non dover scegliere tra lavoro e legalità.
Per questo condivido pienamente il cuore della mozione, la richiesta di un rafforzamento stabile, effettivo, non apparente degli organici della Polizia di Stato in Puglia e condivido anche la necessità che la Regione Puglia faccia fino in fondo la propria parte, portando questa battaglia nelle sedi nazionali, nella Conferenza Stato-Regioni, coinvolgendo i parlamentari del territorio.
Voglio aggiungere un punto politico, prima ancora che amministrativo: noi non stiamo chiedendo un privilegio per la Puglia, ma stiamo chiedendo equità, stiamo chiedendo che i criteri di distribuzione delle risorse tengano conto delle specificità dell’estensione territoriale, della pressione turistica, della presenza di fenomeni organizzati, della fragilità di alcuni contesti economici. Se queste variabili non entrano nei criteri, il rischio è che questa mozione denunci con lucidità un divario crescente tra territori, un’Italia a più velocità, anche sul terreno della sicurezza, e questo non ce lo possiamo permettere. Lo dobbiamo alle donne e agli uomini in divisa, che lavorano spesso in condizioni difficili, con turni gravosi e con il peso di responsabilità enormi. Lo dobbiamo agli amministratori locali, che sono il primo fronte istituzionale sui territori. Lo dobbiamo soprattutto ai cittadini e agli operatori economici, che ogni giorno tengono aperte le saracinesche, investono creando lavoro e chiedendo una sola cosa, poterlo fare in sicurezza.
La Puglia ha dimostrato di saper reagire, ha dimostrato che legalità e sviluppo possono andare insieme, ma questa è una battaglia che non si vince una volta per tutte, è una presenza che va garantita ogni giorno. Per questo voterò convintamente a favore di questa mozione e auspico un voto ampio, perché sulla sicurezza, sulla legalità, sulla difesa del nostro tessuto economico e sociale non possono esserci divisioni.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Falcone. Ha chiesto di intervenire il consigliere Caroli. Io vi chiedo di limitare gli interventi, perché ci eravamo dati un orario e siamo andati ben oltre quell’orario. Per cui, se fosse possibile, chiederei a voi tutti di accogliere questo come ultimo intervento. Prego.
Speaker : CAROLI.
Grazie, Presidente. Mi atterrò pedissequamente alle sue volontà.
Ho ascoltato gli interventi di tutti i colleghi, in particolare quello del collega Minerva, che da sindaco l’ho sempre rispettato, è stata una persona che sicuramente ha ricoperto il suo ruolo in maniera adeguata. È stato bravo. Questo glielo riconosco. Collega Minerva, nella pubblica amministrazione funziona così: capacità assunzionali, percentuali di turnover, procedure concorsuali e formazione. Oggi parliamo delle difficoltà di poter rimpinguare gli organici tenuto conto delle quiescenze che andrebbero parametrate alle assunzioni.
Lei lo sa perfettamente, perché l’ha vissuto, noi abbiamo trascorso anni difficili, anch’io da sindaco, quando il turnover era disciplinato da una percentuale folle, il 25 per cento, che è andato avanti quasi fino al 2020. I cittadini devono comprendere che andava via un carabiniere e, per sostituirlo con un altro carabiniere, bisognava attendere quattro quiescenze. La situazione sta mutando. Certo, siamo da tre anni al Governo, c’è una sequela di procedure concorsuali in atto, ma il carabiniere, il poliziotto, il finanziere non è una figura che, il giorno dopo aver superato la procedura concorsuale, è già pronta ad andare in strada. Ci sono dei periodi di accompagnamento, anni. Di certo, oggi possiamo dire in maniera chiara che noi abbiamo voluto la discontinuità. Nel 2025 era previsto un turnover al 75 per cento. Oggi possiamo dire in maniera chiara ed inequivocabile che questo Governo per il 2026 prevederà che a fronte della quiescenza di un carabiniere, di un poliziotto o di un finanziare, ci sarà la sostituzione con un carabiniere, con un poliziotto e con un finanziere.
C’è bisogno di tempo, c’è bisogno di formarli, questi ragazzi. Nessuno di noi vuole che i nostri figli il giorno dopo vengano catapultati per strada a ricoprire un ruolo molto, molto delicato.
Sicuramente quindi io oggi non posso non considerare la recrudescenza che insiste, di fenomeni criminali che insistono in questo momento sul nostro territorio, ma dobbiamo essere altrettanto obiettivi e oggettivi nel dire che il Governo ha fatto quello che doveva, riportando il turnover al 100 per cento e consentendo a tutte le forze dell’ordine di rimpinguare le quiescenze con un’altrettanta immediata assunzione.
Poi noi saremo disponibilissimi a far sì che ci possa essere una maggiore percentuale di trasferimenti verso questi territori, far comprendere che in questo momento la Puglia sta soffrendo in maniera particolare; ma dobbiamo riconoscere al Governo nazionale che davvero ha preso in considerazione non solo le problematiche che attengono alle forze dell’ordine, ma anche quelle delle pubbliche amministrazioni.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Caroli.
Non essendoci altri interventi, chiederei il parere del Governo su questa mozione e procederei con la votazione.
Il Governo esprime parere favorevole.
Metto in votazione la mozione. Hanno votato tutti? Lei non vota, assessore Miglietta? Abbiamo votato tutti.
Chiudiamo la votazione.
Presenti 42, votanti 42, favorevoli 42.
È approvata all’unanimità.
Avendo abbondantemente superato l’orario previsto per la chiusura dei lavori, rinviamo le rimanenti mozioni al prossimo Consiglio regionale.
Dichiaro chiusa la seduta. Grazie.
