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Speaker : CONSIGLIERE ANZIANO.
La seduta è aperta. (Segue inno nazionale) Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la XII legislatura.
Prima di iniziare, vorrei far giungere la mia e, pensando di interpretare il pensiero di tutta l’Assemblea, la nostra solidarietà ai poliziotti che sono stati aggrediti a Torino.
Saluto il Presidente Antonio Decaro, le assessore e gli assessori già in carica, le consigliere e i consiglieri. Saluto a nome di tutta l’Assemblea la Presidente Loredana Capone, che ha guidato sino ad oggi questa Assise. (Applausi)
Saluto le signore e i signori presenti, unitamente a tutti i giornalisti, che ringrazio per il loro prezioso lavoro.
Un particolare ringraziamento va alla Segretaria generale del Consiglio, Mimma Gattulli. (Applausi). A tutti i dirigenti, i funzionari e i dipendenti della Regione che, con il loro prezioso e silente lavoro, consentono la giornaliera funzionalità operativa di questo difficile, complesso e prestigioso Ente.
È per me un privilegio e un onore aprire questa XII legislatura del Consiglio regionale. Oggi è un grande giorno per tutta l’Istituzione regionale, in quanto oggi entrano ufficialmente in carica e diventano operative tutte le consigliere e i consiglieri di maggioranza e di minoranza, i quali saranno chiamati, ognuno per le proprie competenze, i propri ruoli e le proprie responsabilità anche di governo, a proporre e offrire soluzioni di sviluppo del nostro territorio, di crescita e di lavoro, oltre che soluzioni ai problemi che i cittadini pugliesi si aspettano vengano da noi tutti risolti. Come solo esempio, fra i vari e noti problemi cito solo quelli della sanità, del lavoro e delle risorse idriche, problemi che a mio personale avviso non sono e non devono essere di destra, di centro o di sinistra, ma sono problemi di tutti i cittadini, non solo, sono problemi di tutta la nostra comunità, che noi abbiamo il dovere non solo istituzionale ma anche morale di risolvere.
Il mio auspicio, infatti, è che questa XII legislatura, pur nel normale e logico distinguo e rispetto dei ruoli e delle appartenenze politiche, quindi di maggioranza e di minoranza, sia improntata a una leale collaborazione istituzionale, alla trasparenza, alla correttezza e all’educazione politica del rispetto delle persone, il tutto nell’interesse supremo dei cittadini pugliesi, che ci hanno dato la loro fiducia.
Con questo auspicio, augurando a tutti un sincero buon lavoro, passo all’ordine del giorno.
L’ordine del giorno di oggi reca cinque argomenti. Il primo riguarda l’insediamento del Consiglio regionale e costituzione dell’Ufficio provvisorio di Presidenza (articolo 33, comma 3, dello Statuto della Regione Puglia e articolo 1 del regolamento interno del Consiglio); il secondo riguarda la convalida degli eletti (articolo 24, comma 3, e articolo 33, comma 4, dello Statuto della Regione Puglia e articolo 1 del regolamento interno del Consiglio); il terzo punto riguarda l’elezione del Presidente e dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale (articolo 27, commi 1 e 2, e articolo 33, comma 5, dello Statuto della Regione Puglia e articolo 1 del regolamento interno del Consiglio); il quarto punto riguarda il giuramento del Presidente della Giunta regionale (articolo 41, comma 3, dello Statuto della Regione Puglia); il quinto punto riguarda le comunicazioni del Presidente della Giunta regionale su composizione della Giunta e programma di governo (articolo 41, comma 4, dello Statuto della Regione Puglia).
Si passa, quindi, al punto n. 1) all’ordine del giorno: “Insediamento del Consiglio regionale e costituzione dell’Ufficio provvisorio di Presidenza del Consiglio (articolo 33, comma 3, dello Statuto della Regione Puglia e articolo 1 del regolamento interno del Consiglio)”.
Invito il Segretario generale del Consiglio a dare lettura dei consiglieri regionali proclamati eletti.
Speaker : GATTULLI, Segretario generale.
Dal verbale dell’Ufficio centrale regionale, modello 283/AR, risultano proclamati eletti:
- in data 9 gennaio, 2026, paragrafo 25, del verbale, il signor Luigi Lobuono, consigliere regionale, ai sensi dell’articolo 2, comma 4, della legge regionale 28 gennaio 2005, n. 2;
- in data 9 gennaio 2026, paragrafo 27, del verbale, i consiglieri regionali:
per il Gruppo di liste collegate al candidato Presidente Antonio Decaro avente contrassegno: Per la Puglia Decaro candidato Presidente
- nella circoscrizione di Bari: Tammacco Saverio;
- nella circoscrizione di Barletta-Andria-Trani: Passero Ruggiero;
- nella circoscrizione di Foggia: Tutolo Antonio;
- nella circoscrizione di Lecce: Leo Sebastiano Giuseppe;
per il Gruppo di liste collegato al candidato Presidente Antonio Decaro avente contrassegno: Decaro Presidente
- nella circoscrizione di Bari: Spaccavento Felice Antonio;
- nella circoscrizione di Barletta-Andria-Trani: Rutigliano Nicola;
- nella circoscrizione di Brindisi: Gioia Tommaso;
- nella circoscrizione di Foggia: Starace Graziamaria, Scapato Giulio;
- nella circoscrizione di Lecce: Silvia Miglietta;
- nella circoscrizione di Taranto: Fischetti Giuseppe;
per il Gruppo di liste collegato al candidato Presidente Antonio Decaro avente contrassegno: Partito Democratico
- nella circoscrizione di Bari: Paolicelli Francesco, Vaccarella Elisabetta, Pagano Ubaldo;
- nella circoscrizione di Barletta-Andria-Trani: Ciliento Debora, De Santis Domenico, Vurchio Giovanni;
- nella circoscrizione di Brindisi: Matarrelli Antonio, Lettori Isabella;
- nella circoscrizione di Foggia: Piemontese Raffaele, Falcone Rossella;
- nella circoscrizione di Lecce: Minerva Stefano, Capone Loredana;
- nella circoscrizione di Taranto: Pentassuglia Donato, Borraccino Cosimo;
per il Gruppo di liste collegato al candidato Presidente Antonio Decaro avente contrassegno: Movimento 5 Stelle
- nella circoscrizione di Bari: La Ghezza Maria;
- nella circoscrizione di Foggia: Barone Rosa;
- nella circoscrizione di Lecce: Casili Cristian;
- nella circoscrizione di Taranto: Angolano Annagrazia;
per il Gruppo di liste collegato al candidato Presidente Luigi Lobuono avente contrassegno: Forza Italia
- nella circoscrizione di Bari: Minuto Anna Carmela;
- nella circoscrizione di Barletta-Andria-Trani: Lanotte Marcello;
- nella circoscrizione di Foggia: Dell’Erba Paolo Soccorso;
- nella circoscrizione di Lecce: Mazzotta Paride;
- nella circoscrizione di Taranto: Di Cuia Massimiliano;
per il Gruppo di liste collegato al candidato Presidente Luigi Lobuono avente contrassegno: Lega Puglia
- nella circoscrizione di Bari: Romito Fabio;
- nella circoscrizione di Foggia: Cera Napoleone;
- nella circoscrizione di Lecce: De Blasi Gianfranco;
- nella circoscrizione di Taranto: Scalera Antonio Paolo;
per il Gruppo di liste collegato al candidato Presidente Luigi Lobuono avente contrassegno: Fratelli d’Italia
- nella circoscrizione di Bari: Scatigna Tommaso;
- nella circoscrizione di Barletta-Andria-Trani: Spina Antonia, Ferri Andrea;
- nella circoscrizione di Brindisi: Caroli Luigi, Scianaro Antonio;
- nella circoscrizione di Foggia: Gatta Nicola, De Leonardis Giovanni;
- nella circoscrizione di Lecce: Pagliaro Paolo, Basile Cataldo;
- nella circoscrizione di Taranto: Perrini Renato, Vietri Giampaolo.
In precedente data 7 gennaio 2026, paragrafo 7 del verbale, è stato proclamato eletto il Presidente della Giunta regionale Antonio Decaro (Applausi) ai sensi dell’articolo 2, comma 2, della legge regionale 28 gennaio 2005, n. 2.
Speaker : CONSIGLIERE ANZIANO.
Nel prendere atto delle avvenute proclamazioni nella provvisoria qualità di Presidente, dichiaro insediato il Consiglio regionale della Puglia della XII legislatura (Applausi). Ai sensi dell’articolo 33, comma 3, dello Statuto della Regione Puglia e dell’articolo 1 del regolamento interno del Consiglio, costituiscono l’Ufficio provvisorio di Presidenza, il consigliere più anziano, che funge da Presidente, e i due consiglieri più giovani, che fungono da segretari. Invito, pertanto, i consiglieri Fabio Romito e Paride Mazzotta, quali consiglieri più giovani di età, a fungere da segretari.
Speaker : PRESIDENTE PROVVISORIO.
L’ordine del giorno al punto n. 2) reca: “Convalida degli eletti (articolo 24, comma 3, e articolo 33, comma 4, dello Statuto della Regione Puglia e articolo 1 del regolamento interno del Consiglio)”.
Ai sensi del combinato disposto degli articoli 24, comma 3, e 33, comma 4, dello Statuto della Regione Puglia e articolo 1 del Regolamento interno del Consiglio, si deve procedere alla convalida degli eletti. Lo Statuto e il Regolamento interno del Consiglio, pur prevedendo l’istituto della convalida degli eletti, non lo disciplinano. In ossequio alla prassi consolidata nelle precedenti legislature, propongo che il Segretario generale del Consiglio proceda alla lettura dei nomi dei consiglieri regionali proclamati eletti.
Invito il Segretario a procedere all’appello.
Speaker : GATTULLI, Segretario generale.
Come da verbale dell’Ufficio centrale regionale, risultano proclamati eletti:
Presidente della Giunta regionale, Decaro Antonio; consiglieri regionali: Angolano Annagrazia, Barone Rosa, Basile Cataldo, Borraccino Cosimo, Capone Loredana, Caroli Luigi, Casili Cristian, Cera Napoleone, Ciliento Debora, De Blasi Gianfranco, De Leonardis Giovanni, Dell’Erba Paolo Soccorso, De Santis Domenico, Di Cuia Massimiliano, Falcone Rossella, Ferri Andrea, Fischetti Giuseppe, Gatta Nicola, Gioia Tommaso, La Ghezza Maria, Lanotte Marcello, Leo Sebastiano Giuseppe, Lettori Isabella, Lobuono Luigi, Matarrelli Antonio, Mazzotta Paride, Miglietta Silvia, Minerva Stefano, Minuto Anna Carmela, Pagano Ubaldo, Pagliaro Paolo, Paolicelli Francesco, Passero Ruggiero, Pentassuglia Donato, Perrini Renato, Piemontese Raffaele, Romito Fabio, Rutigliano Nicola, Scalera Antonio Paolo, Scapato Giulio, Scatigna Tommaso, Scianaro Antonio, Spaccavento Felice Antonio, Spina Antonia, Starace Graziamaria, Tammacco Saverio, Tutolo Antonio, Vaccarella Elisabetta, Vietri Giampaolo, Vurchio Giovanni.
Speaker : PRESIDENTE PROVVISORIO.
Gli uffici hanno provveduto a inoltrare a ciascuno di voi un modulo di autocertificazione per dichiarare la non sussistenza di cause di ineleggibilità e incompatibilità con la carica di consigliere regionale, ai sensi della normativa vigente. Dagli atti acquisiti dagli uffici del Consiglio regionale non emergono cause di ineleggibilità o incompatibilità.
Do atto, tuttavia, che è pervenuta una nota, acclarata al protocollo dell’Ente al n. 20260001957 del 28 gennaio 2026, a firma del signor Antonio Raone, primo dei non eletti nella circoscrizione di Lecce nella lista Forza Italia, con la quale l’esponente assume che il dottor Paride Mazzotta, consigliere eletto nella medesima circoscrizione e lista, versa in una situazione che si ritiene integri gli estremi della incompatibilità e che preclude la convalida dell’elezione o, comunque, comporta la decadenza del candidato dall’ufficio di consigliere regionale. Il signor Raone individua la presunta causa di incompatibilità nella circostanza della pendenza di una lite giudiziaria tra il consigliere eletto Mazzotta e la Regione Puglia per effetto della costituzione in giudizio della Regione Puglia quale parte civile nel giudizio penale pendente dinanzi al tribunale di Lecce, che vede quale imputato, tra gli altri, anche il consigliere eletto Mazzotta. La predetta segnalazione è stata portata a conoscenza di tutti i consiglieri regionali con comunicazione, a mezzo mail, del 29 gennaio 2026 ed è stata rimessa alla Sezione supporto legislativo e assistenza giuridico-istituzionale del Consiglio regionale per i necessari approfondimenti istruttori. Con nota n. 2026000273 del 30 gennaio 2026, detta Sezione ha espresso parere, anch’esso immediatamente comunicato a tutti i consiglieri regionali e rimesso agli atti della presente seduta, e in tale parere, premessa la ricostruzione sistematica del quadro normativo vigente in materia di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale, nonché dei consiglieri regionali, si è rilevato anzitutto che le disposizioni normative in materia di incompatibilità contenute nell’articolo 3 della legge n. 154/1981 andranno, quindi, lette in modo conforme al quadro dei princìpi fondamentali enucleati nella legge n. 156/2004.
Con specifico riferimento all’oggetto della segnalazione, la pendenza è di una lite che può determinarsi anche nell’ipotesi di costituzione di parte civile, ammessa dall’autorità giudiziaria all’interno di un procedimento penale (riferimento articoli 78 e 79 del codice di procedura penale), costituisce causa di incompatibilità nel caso in cui il soggetto sia parte attiva della lite (riferimento articolo 3, comma 1, lettera d), punto 1, della legge n. 165/2004), diversamente l’incompatibilità dovrà ritenersi verificata esclusivamente nel caso in cui la lite medesima sia conseguente o sia promossa a seguito di giudizio definitivo, con sentenza passata in giudicato (riferimento articolo 3, comma 1, lettera d), punti 1 e 2, della legge n. 165/2004).
In conclusione, premesso il quadro normativo e giurisprudenziale sopra ricostruito, nonché i princìpi fondanti stabiliti dalla legge statale n. 165/2004, deve ritenersi che la mera pendenza di un procedimento penale nel quale la Regione Puglia risulti costituita parte civile non integri di per sé una causa di incompatibilità alla carica di consigliere regionale in assenza dei presupposti espressamente richiesti dalla normativa vigente. In particolare, la causa di incompatibilità per lite pendente può configurarsi esclusivamente nei casi in cui il consigliere eletto rivesta la qualità di parte attiva della lite, ossia quando la stessa sia conseguente o promossa a seguito di un giudizio definitivo con sentenza passata in giudicato, circostanze che allo stato degli atti non risultano sussistenti nel caso di specie.
Nel processo verbale della seduta odierna si riporterà integralmente l’istruttoria. Ove non dovessero esserci osservazioni in merito alle conclusioni di cui sopra in relazione alla segnalazione pervenuta o registrarsi ulteriori opposizioni, l’elezione di ogni consigliere sarà considerata convalidata con il consenso di tutta l’Assemblea e l’astensione del singolo consigliere sul proprio nominativo.
Qualora dovessero successivamente insorgere ulteriori segnalazioni circa eventuali cause di incompatibilità, non essendo la materia disciplinata a livello regionale, nella prossima seduta il Consiglio regionale, previ gli opportuni approfondimenti e accertamenti, procederà, ove ne ricorrano i presupposti, alla relativa contestazione, secondo le procedure dettate dalla legge 23 aprile 1981, n. 154.
Si procede alla votazione per alzata di mano.
Dichiaro convalidati tutti i consiglieri i cui nominativi sono stati letti dal Segretario generale del Consiglio, con l’astensione del singolo consigliere sul proprio nominativo.
(Applausi)
Proseguiamo con il successivo punto all’ordine del giorno, il punto n. 3), che reca: “Elezione del Presidente e dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale (articolo 27, commi 1 e 2, e articolo 33, comma 5, dello Statuto della Regione Puglia e articolo 1 del regolamento interno del Consiglio)”.
Ai sensi del combinato disposto degli articoli 27, commi 1 e 2, dello Statuto della Regione Puglia e 1 del Regolamento interno del Consiglio, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio è composto dal Presidente, da due Vicepresidenti e da due segretari.
Il Presidente o un Vicepresidente e un segretario sono attribuiti alle opposizioni per l’intera durata della legislatura. All’elezione degli stessi si procede con votazione a scrutinio segreto.
Procediamo alla votazione per l’elezione del Presidente del Consiglio regionale. Risulterà eletto colui che avrà riportato il maggior numero di voti.
Chiedo se ci sono indicazioni di voto da parte delle coalizioni. Ha chiesto di parlare il consigliere Minerva Stefano. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : MINERVA.
Buongiorno, Presidente. La ringrazio. Rispetto all’ordine del giorno mi permetto di avanzare a questa importante Assise alle colleghe consigliere e ai colleghi consiglieri la proposta che viene dalla maggioranza, una proposta di voto che tiene conto di una serie di criteri, dell’esperienza della persona che andremo a proporre, fatta di una grande capacità istituzionale, una grande esperienza all’interno delle Istituzioni, che è frutto della consapevolezza che ogni territorio della regione Puglia deve avere il proprio protagonismo, nonché frutto del consenso riportato nelle elezioni, che non solo rappresenta la testimonianza di un grande lavoro svolto sul territorio, ma anche la testimonianza della buona politica. Quando penso alla persona che andrò fra poco a proporvi, mi viene in mente la differenza fra due parole che hanno la stessa radice, fra la parola “populismo” e la parola “popolarismo”, perché mentre la prima indica chi prova a prendere voti aizzando le masse senza dare risposte concrete alle esigenze dei territori, dietro la forza del popolarismo c’è, invece, la capacità di stare fra la gente, di ascoltare i cittadini e di provare a risolvere i loro problemi. Ecco, quando penso alla differenza fra queste parole e quando penso alla forza che la politica deve ritornare ad avere, penso al consigliere Antonio Matarrelli, detto Toni, che propongo a questa Assise come nuovo Presidente del Consiglio regionale della XII legislatura della Regione Puglia.
Grazie.
(Applausi)
Speaker : PRESIDENTE PROVVISORIO.
Non essendovi altri iscritti a parlare, invito i consiglieri alla votazione.
Speaker : ROMITO.
Procediamo con l’appello.
(Seguono le operazioni di voto e di scrutinio)
Speaker : PRESIDENTE PROVVISORIO.
le operazioni di voto, proclamo il risultato della votazione:
Consiglieri presenti 51
Consiglieri votanti 51
Voti validi 51
Schede bianche 13
Hanno conseguito voti:
Matarrelli Antonio 36
Decaro Antonio 1
Scatigna Tommaso 1
Risulta, pertanto, eletto Presidente del Consiglio regionale della Puglia il consigliere Antonio Matarrelli.
Procediamo, ora, alla votazione per l’elezione dei due Vicepresidenti del Consiglio.
Nel rispetto dell’articolo 27, comma 1, dello Statuto e dell’articolo 1 del Regolamento interno del Consiglio, il voto è limitato a un solo nominativo. Risulteranno eletti i due consiglieri che avranno riportato il maggior numero di voti.
Chiedo ai consiglieri presenti se ci sono interventi. Ha chiesto di parlare il consigliere Pagliaro. Ne ha facoltà.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Presidente. Intanto voglio fare gli auguri al nuovo Presidente del Consiglio, Toni Matarrelli. Conoscendone le doti umane e politiche, sono certo che saprà essere super partes e garantire pari dignità a ciascuno dei consiglieri, a prescindere dagli schieramenti. Auguri e buon lavoro.
Per il centrodestra il candidato alla Vicepresidenza è Renato Perrini.
Speaker : PRESIDENTE PROVVISORIO.
Si è prenotato a parlare il consigliere Stefano Minerva. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : MINERVA.
Grazie, Presidente. Anch’io faccio i più sinceri auguri al Presidente Toni Matarrelli, nella consapevolezza che la sua forza del ruolo istituzionale sarà utilissima al percorso di questa consiliatura.
Dopo la proposta del consigliere Pagliaro, aggiungo la proposta alla Vicepresidenza del Consiglio regionale, a nome della maggioranza, della consigliera Elisabetta Vaccarella, una donna forte, tenace, capace, che ha dimostrato con la sua attività politica di sapersi occupare degli ultimi e di portare i valori che ha sempre professato avanti con determinazione, ottenendo, in particolare da assessore del Comune di Bari, grandissimi risultati. Per queste ragioni, a nome della maggioranza propongo alla Vicepresidenza del Consiglio regionale la consigliera Elisabetta Vaccarella.
(Applausi)
Speaker : PRESIDENTE PROVVISORIO.
Possiamo procedere alla votazione con appello nominale. Prego i consiglieri di procedere.
(Seguono le operazioni di voto e di scrutinio)
Ultimate le operazioni di voto, proclamo il risultato della votazione.
Consiglieri presenti 51
Consiglieri votanti 51
Voti validi 51
Schede bianche 0
Schede nulle 1
Hanno conseguito voti:
Vaccarella 27
Perrini 21
De Leonardis 3
Risultano, pertanto, eletti Vicepresidenti del Consiglio regionale della Puglia...
Scusate, un attimo soltanto. Calma. Ricontate le schede.
Ripeto, 27 voti Vaccarella, 21 voti Perrini, 3 voti De Leonardis.
Risultano, pertanto, eletti Vicepresidenti del Consiglio Vaccarella e Perrini.
(Applausi)
Passiamo ora alla votazione per l’elezione dei due consiglieri segretari, nel rispetto dell’articolo 27, comma 1, dello Statuto e dell’articolo 1 del regolamento interno del Consiglio.
Il voto è limitato a un solo nominativo. Risulteranno eletti i due consiglieri che avranno riportato il maggior numero di voti.
Vi sono interventi? Dalla maggioranza ci sono interventi? Il consigliere Minerva. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : MINERVA.
La ringrazio, Presidente.
Sempre a nome della maggioranza, avanzo la proposta per il Segretario d’Aula del consigliere Tommaso Gioia. Anche lui ha una grande esperienza politica. Si è occupato negli ultimi anni di sanità, affiancando il Presidente della Regione e portando avanti per il suo territorio delle battaglie che sono state importanti per il raggiungimento di importanti obiettivi. Per la sua esperienza, ripeto, a nome della maggioranza, propongo a Segretario d’Aula il consigliere regionale Tommaso Gioia.
Speaker : PRESIDENTE PROVVISORIO.
Ha chiesto la parola il consigliere Mazzotta. Ne ha facoltà.
Speaker : MAZZOTTA.
Grazie, Presidente. È giusto che le discussioni ci siano all’interno dei Gruppi, ma che poi alla fine si trovi sempre la quadra e che il centrodestra esca compatto. Quindi, anche su questa elezione io propongo il nome di Massimiliano Di Cuia. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE PROVVISORIO.
Indìco la votazione a scrutinio segreto.
Vengono distribuite le schede.
Invito il consigliere segretario provvisorio ad effettuare l’appello.
Romito, consigliere segretario provvisorio, fa la chiama.
Si proceda alla votazione.
Speaker : ROMITO.
Facciamo l’appello.
(Seguono le operazioni di voto e di scrutinio)
Speaker : PRESIDENTE PROVVISORIO.
Ultimate le operazioni di voto, proclamo il risultato della votazione.
Consiglieri presenti 51
Consiglieri votanti 51
Voti validi 51
Schede bianche 0
Schede nulle 0
Hanno conseguito voti:
Gioia 29
Di Cuia 22
Risultano eletti Segretari del Consiglio regionale della Puglia i consiglieri Di Cuia e Gioia.
(Applausi)
Invito il neoeletto Presidente del Consiglio a prendere il mio posto insieme all’Ufficio di Presidenza, augurando buon lavoro a loro e all’intera nuova Assise consiliare. Grazie.
(Applausi)
Speaker : PRESIDENTE.
Sono un po’ emozionato. Buongiorno. Sono particolarmente emozionato. È un momento importante per la mia vita di pubblico amministratore. Vorrei salutare il signor Presidente Decaro, le signore consigliere e i signori consiglieri, le autorità, le cittadine e i cittadini pugliesi.
Assumo oggi l’incarico di Presidente del Consiglio regionale della Puglia, con un sentimento che tiene insieme gratitudine, consapevolezza e profondo senso del dovere. Gratitudine innanzitutto per il voto che ha reso possibile la mia elezione. In questo voto leggo non un riconoscimento personale, ma un mandato chiaro e impegnativo: far sì che questa Assemblea sia sempre all’altezza della sua funzione costituzionale e del tempo storico che siamo chiamati a vivere.
Attraversiamo una fase complessa e per molti aspetti drammatica. Le tensioni internazionali, le crisi economiche e sociali, le diseguaglianze che si accentuano, il senso diffuso di incertezza che attraversa le comunità impongono alle Istituzioni democratiche una responsabilità supplementare, anche e soprattutto nella Puglia dell’accoglienza, della convivenza civile, della pace. Nei momenti difficili le Istituzioni non possono apparire fragili o divise sui principi fondamentali, devono essere salde, riconoscibili, credibili, devono essere presidio di legalità, di rispetto, di giustizia sociale.
Il Consiglio regionale della Puglia, in quanto massima espressione della rappresentanza democratica, ha il dovere di incarnare questi valori attraverso il suo operato. Il ruolo del Presidente del Consiglio regionale si colloca esattamente in questo orizzonte. Non è un ruolo di parte, né può esserlo. È una funzione di garanzia per tutti i consiglieri, di tutela delle prerogative dell’Assemblea, di custodia delle regole che rendono possibile un confronto libero, ordinato e proficuo.
Il Presidente ha il compito di assicurare che il Consiglio sia luogo di dialogo autentico, anche quando il confronto è aspro e le differenze politiche trovino espressione senza mai degenerare, in contrapposizione sterile, e il rispetto istituzionale prevalga sempre sulla contesa.
Svolgerò questo incarico con imparzialità e rigore, consapevole che l’autorevolezza delle Istituzioni nasce dalla coerenza tra il ruolo esercitato e i principi che lo fondano.
Garantire il corretto funzionamento dei lavori consiliari, valorizzare il contributo di ogni consigliere, assicurare tempi certi e trasparenza nelle decisioni, rafforzare il ruolo delle Commissioni sono tutti elementi che concorrono a rendere il Consiglio regionale un’Istituzione viva e vivace, capace di incidere concretamente nella vita dei nostri concittadini.
Il Consiglio regionale è, infatti, molto più di un luogo di votazioni delle leggi. È lo spazio nel quale si costruisce l’indirizzo politico della Puglia, si esercita il controllo democratico sull’azione dell’Esecutivo, si dà voce ai territori, si interpretano i bisogni e le aspirazioni delle comunità. È qui che la pluralità della nostra Regione deve trovare sintesi, dalle grandi città alle aree interne, dalle coste alle zone rurali, dai contesti più dinamici a quelli che soffrono maggiormente lo spopolamento e la marginalità.
Rappresentare l’intera Puglia significa non lasciare indietro nessuno, riconoscere pari dignità ad ogni territorio e considerare le differenze come una ricchezza da governare e non come un problema da rimuovere. In questo quadro, il rapporto con il Governo regionale è cruciale. Il Consiglio che mi onoro di presiedere sarà un’Istituzione leale e responsabile nel sostenere l’azione del Governo guidato dal Presidente Decaro, con l’obiettivo comune di conseguire i migliori risultati possibili per i cittadini pugliesi. Leale collaborazione, però, non significa rinuncia al ruolo di indirizzo e di controllo che spetta al Consiglio, ma esercizio pieno e maturo di tali funzioni nella consapevolezza che l’efficacia dell’azione pubblica dipende dalla capacità delle Istituzioni di lavorare in modo coerente e coordinato.
Negli ultimi decenni, la Puglia ha compiuto un percorso di trasformazione profonda, che l’ha portata a superare stereotipi e ritardi storici per affermarsi come uno dei territori più dinamici del Mezzogiorno e sempre più come interlocutore credibile nella dimensione nazionale ed europea.
Questo processo non è stato lineare né privo di difficoltà, ovviamente, ma si è fondato su una visione di lungo periodo che ha saputo coniugare identità e innovazione. Il risultato di un percorso di tale portata è una Puglia consapevole delle proprie potenzialità, meno periferica e più protagonista; una regione che cresce e che ha imparato a considerarsi parte attiva dell’Italia e dell’Europa che verranno. Qui intendo spendere qualche considerazione, per così dire, sentimentale. Il senso di appartenenza alla Puglia va oltre la semplice condizione geografica.
È una identità profonda che mi piace definire “pugliesità”, perché costituisce il filo invisibile che unisce ciascun cittadino della nostra regione, in nome di un orgoglioso sistema di valori e di visioni consolidate e condivise.
Per tutta la mia vita politica ho saputo, all’occorrenza, essere un uomo delle Istituzioni e anche uomo di parte. Da oggi proverò ad essere entrambi, rappresentando il Consiglio nella sua interezza e schierandomi sempre dalla parte dei pugliesi, anch’io fiero della pugliesità. In tale articolato contesto un sostegno istituzionale serio e responsabile è tanto più necessario di fronte a sfide decisive che ci attendono, dagli investimenti sul lavoro giovanile, alla riduzione delle diseguaglianze territoriali, dal rafforzamento della sanità alla sostenibilità ambientale, dall’istruzione alle politiche di sviluppo, sempre consapevoli della complessità dell’agenda politica e della fatica che occorrerà spendere. Fronti diversi, ma complementari, da un lato l’impegno verso i pilastri su cui si regge l’eguaglianza sostanziale dei cittadini, dall’altro la necessità di strutturare un’economia solida e sicura, sostenendo l’innovazione, valorizzando il nostro straordinario capitale umano e sociale.
In linea con lo spirito di questi tempi durissimi e con l’indirizzo di governo della Giunta regionale, chiedo fin d’ora a ciascuno di noi un sovrappiù di responsabilità e anche di rispetto verso i nostri concittadini.
Voglio ricordare le riflessioni di Guglielmo Minervini, che ho conosciuto in Regione nella mia prima esperienza di consigliere regionale. (Applausi) Un amministratore illuminato che ancora oggi è fonte di ispirazione. A proposito della politica generativa Guglielmo diceva: “Usare le risorse pubbliche, limitate e insufficienti, come leva per mobilitare il diffuso patrimonio di risorse latenti che giacciono sottopelle nella comunità. Dunque, le politiche generative producono più valore di quanto ne spendono, raccolgono più di quanto seminano”.
Anche alla luce di quel lascito morale, possiamo convenire fin d’ora sulla necessità di essere sobri e lineari negli atti, nei comportamenti e perfino nel linguaggio. Non è questo il momento, ad esempio, per aumentare i costi della politica. Oppure potremmo già oggi riprometterci di non fare mai più ricorso alle cosiddette “legge mancia”, le quali, in assenza di criteri di equità e merito, possano apparire come una distribuzione clientelare di fondi pubblici, non dico che lo siano, ma possono apparire, ed è una mia idea, tra l’altro, quindi non stiamo imponendo nulla. Tutto dovrà concorrere a costruire una Puglia capace di trattenere i suoi giovani e di attrarne altri, di competere senza rinunciare alla propria identità, di crescere senza consumare il futuro.
Su questi obiettivi, il contributo dell’opposizione è necessario esattamente quanto quello della maggioranza. La dialettica democratica non è un ostacolo, ma una risorsa quando è orientata al bene collettivo.
Il Consiglio regionale può e deve essere il luogo in cui si individuano temi comuni, si sperimentano convergenze alte, si costruiscono soluzioni che abbiano il respiro della legislatura e non la brevità delle contingenze politiche.
Come Presidente, mi impegnerò a favorire questo clima di collaborazione istituzionale senza confondere i ruoli, ma valorizzandoli tutti, perché una democrazia matura non è quella che cancella le differenze, ma è quella che le governa nel perimetro di regole e obiettivi definiti.
È con questo spirito che intendo esercitare il mio mandato, difendere e rinnovare ogni giorno la qualità della nostra democrazia al servizio esclusivo della Puglia e delle generazioni che verranno. Grazie.
(Applausi)
Passiamo ora al quarto punto all’ordine del giorno, che reca il giuramento del Presidente della Giunta regionale, articolo 41, comma 3, dello Statuto della Regione Puglia.
Passo subito la parola al Presidente Antonio Decaro per il giuramento.
Presidente, le passo la filigrana. Ce l’ha già.
Speaker : DECARO, Presidente della Giunta regionale.
Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservare lealmente la Costituzione e lo Statuto della Regione Puglia; di adempiere ai doveri del mio ufficio nell’interesse dell’Amministrazione e per il pubblico bene.
(Applausi)
Speaker : PRESIDENTE.
Dobbiamo prima comunicare il contenuto dell’ordine del giorno. L’ordine del giorno, al punto n. 5), reca: “Comunicazioni del Presidente della Giunta regionale: composizione della Giunta e programma di governo (articolo 41, comma 4, dello Statuto della Regione Puglia)”.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta regionale, Antonio Decaro. Prego, Presidente.
Speaker : DECARO, Presidente della Giunta regionale.
Colleghe e colleghi, è per me un grande onore, dopo il giuramento, dare avvio alla XII legislatura del Consiglio regionale della Puglia.
Colleghe e colleghi, sì, ho voluto rivolgermi a voi in qualità di colleghi, perché io in quest’Aula sarò, prima che un Presidente, un consigliere regionale, tra di voi e con voi. Prendo questo impegno con voi, Presidente Matarrelli, e colgo anche l’occasione per augurarle buon lavoro. Lavoreremo insieme. Sarò qui insieme a voi. Queste stanze all’interno di questo edificio saranno il mio ufficio e sarò al vostro fianco nelle iniziative che questo Consiglio deciderà di intraprendere per il futuro della nostra Puglia. La stessa cosa chiederò agli assessori che siedono insieme a me tra i banchi della Giunta oggi e che vi presento come da protocollo.
Cristian Casili sarà il Vicepresidente e assessore al welfare e allo sport; Debora Ciliento, assessore all’ambiente e al clima; Francesco Paolicelli, assessore all’agricoltura e allo sviluppo rurale; Silvia Miglietta, assessore alla cultura e alla conoscenza; Raffaele Piemontese, assessore alle infrastrutture e alla mobilità; Marina Leuzzi, assessore all’urbanistica e alla casa; Donato Pentassuglia, assessore alla salute e al benessere; Graziamaria Starace, assessore al turismo e alla promozione; Eugenio Di Sciascio, assessore allo sviluppo economico e al lavoro; Sebastiano Leo, assessore al bilancio e al personale.
Per me, assessori e consiglieri rappresentano un’unica squadra che lavora per tutta la Puglia. A dimostrazione di questo, chiederò a voi le stesse cose che ho chiesto agli assessori qualche giorno fa: lavoro, passione, dedizione per la Puglia, ogni giorno per i prossimi cinque anni. Questo è il mandato che ci hanno consegnato con il voto di novembre e, in nome di quella fiducia che ci è stata consegnata, io vi chiedo oggi qui di lavorare insieme. Mantenere gli impegni presi e non tradire la fiducia dei cittadini sono gli obiettivi dei prossimi cinque anni. Per questo mi impegno davanti a voi a lavorare ogni giorno per questa terra.
Come sapete, ho lasciato il mio incarico in Europa, sono tornato a mettermi a disposizione della mia gente, della mia terra perché la politica, l’impegno nelle Istituzioni non devono essere mai strumento di rendita personale, ma sempre un servizio nei confronti della comunità. Qualche volta lo dimentichiamo, ho rischiato di dimenticarlo anch’io. Guai a perdere questa consapevolezza. Sacrificio e impegno, questo chiedo a tutti noi, mi rivolgo a tutti noi, agli assessori, ai consiglieri di maggioranza e ai consiglieri di opposizione.
Il primo obiettivo deve essere quello di rendere orgogliosi i pugliesi di noi. Dovranno essere orgogliosi per quello che faremo e anche per come lo faremo. Rispetto per le Istituzioni innanzitutto. Quest’Aula non è un teatro della politica, ma il luogo dove si assumono le decisioni che possono fare la differenza per la Puglia del futuro, nel rispetto delle idee politiche di ciascuno di noi, dei rispettivi ruoli. Quest’Aula deve essere uno spazio di confronto civile e propositivo, dal primo all’ultimo giorno di questo mandato.
Teniamo fede al nostro mandato anche quando ci saranno dissidi, scelte impopolari o provvedimenti che magari richiederanno di fare un passo indietro. Alle forze di opposizione, a Luigi Lobuono, che ringrazio per lo stile e la correttezza con cui ha partecipato alla contesa elettorale, do la mia disponibilità sin da subito per una piena e totale collaborazione. (Applausi)
Chi mi conosce lo sa, per me le Istituzioni vengono prima di qualsiasi ambizione politica e i pugliesi vengono prima di qualsiasi contesa elettorale. Non mi vedrete mai in quest’Aula difendere una parte, mi vedrete difendere sempre le ragioni di una scelta. Saremo interlocutori attenti, legislatori disponibili quando ci saranno proposte o attività che giungeranno dai vostri banchi che possano migliorare la vita dei pugliesi.
I cittadini pugliesi ci hanno chiesto di occuparci del loro futuro ed è a loro che tanto la maggioranza quanto l’opposizione devono delle risposte. Nessun invito a confondere le carte, sia chiaro. La maggioranza deve fare la maggioranza e l’opposizione deve fare l’opposizione, ed è in questa dialettica costruttiva e leale che si fa il bene delle Istituzioni, con l’obiettivo di riconquistare quella fiducia dei cittadini, anche dei tanti che nell’ultima tornata elettorale hanno deciso di restare a casa. Per farlo c’è solo un modo, interessarci ai loro problemi, alle loro difficoltà, ma anche alle loro ambizioni, le loro aspirazioni, che poi è anche la parte più bella dell’attività della politica sul territorio: dimostrare con i fatti che la politica non si occupa dei posti di potere, di fare riunioni a palazzo per scegliere la corrente nel proprio partito, nel proprio Gruppo politico, di fare dibattiti senza mai decidere niente. Della politica noi in quest’Aula dobbiamo occuparci, perché siamo noi la politica in quest’Aula. Dobbiamo occuparci di come ridurre le liste d’attesa negli ospedali, di come far arrivare l’acqua nei campi degli agricoltori, di come fare restare qui i nostri talenti e di far sì che tutti possano costruirsi una famiglia e permettersi una casa.
La politica si deve occupare di diminuire le disuguaglianze. Noi politici dobbiamo smetterla una buona volta di parlare solo di noi stessi e a noi stessi.
La politica deve parlare alle persone, non ai propri fan. Anzi, noi politici dobbiamo parlare di meno e lavorare di più per risolvere i problemi delle persone.
La Puglia è una terra straordinaria che merita tutto il nostro impegno e tutto il nostro rispetto. Abbiamo presentato ai pugliesi, nei mesi scorsi, un programma di governo e su quello abbiamo chiesto loro di darci fiducia, impegni concreti, niente promesse irrealizzabili.
Il programma di mandato nasce da un’idea semplice, ma ambiziosa: prendersi cura di tutta la Puglia, di quella che corre veloce, ma anche di quella che fatica a tenere il passo, di quella che si afferma nel mondo e di quella che ogni giorno lotta per restare in piedi, di quella che abita le città e di quella che resiste nei paesi più piccoli, nei campi, nelle aree interne, nei quartieri magari dimenticati. Viviamo un tempo di trasformazioni profonde, lo ha ricordato nel suo intervento il Presidente del Consiglio. La Puglia, come il resto del mondo, è chiamata ad affrontare sfide nuove, sfide complesse: l’impatto delle tecnologie sul lavoro e sulle imprese, i cambiamenti demografici che ridisegnano la nostra società, la crisi climatica che impone un nuovo modo di pensare il territorio, le città, l’economia, la vita quotidiana. A queste sfide si aggiunge una consapevolezza che non possiamo più rinviare: le risorse stanno finendo, non solo quelle naturali, anche quelle sociali, quelle economiche, e richiedono nuove forme di cura, equilibrio e responsabilità collettiva.
Viviamo in un mondo che ha superato i propri confini di equilibrio e oggi ci chiede di riscoprire il senso del limite, non come una rinuncia, però, ma come una misura di intelligenza e di giustizia. Limitare gli sprechi, contenere le disuguaglianze, restituire valore al tempo, all’acqua, al suolo, alle relazioni, questa è la condizione per costruire un futuro possibile.
Per affrontare tutto questo dobbiamo lavorare per una Regione capace di guardare al futuro con fiducia e con responsabilità, che non si limiti a resistere, ma che trovi nel cambiamento la propria forza, una Regione che cresce ogni volta che viene messa alla prova, che impara dagli errori, che trasforma le crisi in occasioni di conoscenza, innovazione e solidarietà.
La Puglia è una Regione viva e contraddittoria. Dentro le sue differenze c’è la sua energia più autentica, però, la capacità di reagire, di reinventarsi, di trovare soluzioni proprio dove sembrano mancare, nel lavoro e nell’impresa. La transizione digitale ed ecologica chiede di unire innovazione, formazione e ricerca, valorizzando competenze, creando opportunità per tutti e per tutte. Nel welfare, nella sanità, nella scuola serve la stessa logica, mettere al centro le persone, costruire legami, generare fiducia.
La Puglia conosce bene il significato delle grandi sfide, il conflitto tra la salute e il lavoro a Taranto, il paesaggio da rigenerare nel Salento che è stato colpito dalla Xylella, l’inverno demografico che svuota paesi, svuota le nostre scuole. Sono questioni che interrogano il nostro tempo e chiedono politiche lungimiranti, capaci di tenere insieme il lavoro, l’ambiente e la comunità. Il nostro programma nasce da mesi di ricerca, confronto, partecipazione diffusa tra le Istituzioni, le università, le imprese, i sindacati, le associazioni, i movimenti civici, migliaia di cittadine e di cittadini. È stato un esercizio di democrazia reale, lo guardate in quelle immagini, costruito ascoltando la Puglia nei suoi territori e in quelle che sono le sue differenze.
È un programma di mandato che racconta di una Regione che cresce quando tiene insieme le sue parti, innovazione e tradizione, città e campagne, lavoro e diritti, cultura e impresa, persone giovani e anziani. Persone. È una parola che ritorna sempre. È una Regione che vuole essere accogliente e dinamica, capace di attrarre giovani, creare nuove famiglie, rafforzare il welfare e promuovere integrazione, solidarietà e coesione.
Prendersi cura della Puglia significa credere che lo sviluppo non nasca dalla somma dei risultati individuali, ma dalla capacità di connettere le persone, le comunità, le Istituzioni e i luoghi. Significa costruire una visione comune che metta al centro il valore umano, la qualità delle relazioni, la capacità di apprendere dal cambiamento e di trasformarlo, però, in una opportunità condivisa. Significa anche affrontare con responsabilità la sfida climatica, curando il territorio, le infrastrutture, con una manutenzione costante e una visione di lungo periodo, creando reti territoriali distribuite e resilienti, capaci di proteggere la Regione e di renderla più sostenibile.
Questo è il senso più profondo delle linee di mandato: un nuovo modello di sviluppo anti fragile, capace di riconoscere i limiti del nostro tempo e di trasformare le crisi in occasioni di rigenerazione e di prosperità. È un modello che unisce la crescita economica e la giustizia sociale, l’innovazione e la cura, l’efficienza e la solidarietà. È un invito a camminare insieme nella stessa direzione, con fiducia e coraggio, perché la Puglia, quando unisce le sue differenze, non è solo più grande, ma è più giusta, è più forte, è più libera ed è pronta ad affrontare un mondo che cambia con equilibro, intelligenza e determinazione.
Le linee di mandato delineano una strategia unitaria che è fondata su cinque aree di Governo, che adesso vado ad illustrare, e mi faccio aiutare dalle slide per non abbassare la tensione. Sono cinque sfide: guidare la transizione creando lavoro di qualità, prendersi cura delle persone per ridurre le disuguaglianze e generare fiducia facendo comunità, costruire reti, chiudere i cicli, il ciclo dei rifiuti, l’energia, il ciclo dell’acqua, i trasporti, tutelare il territorio, governare i rischi.
Noi crediamo che lo sviluppo debba essere basato sulle idee e sulle persone, perché la competitività non è disgiunta dalla qualità del lavoro, dalla tutela dell’ambiente e dalla coesione territoriale.
Per guidare la transizione serve creare lavoro di qualità e quindi rafforzare un nuovo modello di sviluppo, che è fondato sulla qualità del lavoro, sull’innovazione, sulle filiere che sono già nel nostro territorio. Rafforzare quelle filiere e creare filiere nuove sarà la vera sfida. Ci sono filiere che esistono, penso alla meccatronica, alla nautica, all’aerospazio, all’agroindustria, all’information technology in tante città della nostra regione.
Abbiamo la necessità di attrarre investimenti, di accompagnare le aziende con investimenti regionali, come è accaduto in questi anni, e governare le transizioni del lavoro, la transizione energetica, la transizione digitale ci porterà necessariamente a cambiare i cicli produttivi, ma questa può essere un’opportunità per il futuro della nostra Regione se sapremo anticipare questa sfida rispetto ad altre Regioni del nostro Paese, rispetto ad altri Paesi nel mondo.
Rafforzare l’agricoltura, che oggi rappresenta già una importante leva economica, il 6 per cento del PIL, il doppio della media del PIL italiano, perché l’agricoltura rappresenta il 3 per cento del PIL nel nostro Paese, il 6 per cento nella nostra Regione, ma abbiamo necessità di trasformare i prodotti agricoli che noi coltiviamo.
Abbiamo parlato di Puglia Innovation Valley, dove c’è innovazione e ricerca c’è lo sviluppo, lo dicono le statistiche. Dobbiamo connettere la ricerca con le Università, le Istituzioni, le imprese, per attrarre investimenti, ma anche per creare valore con l’innovazione e con il capitale umano. Penso ai poli dell’innovazione con i Centri territoriali per attrarre capacità, per attrarre menti, per attrarre talenti.
Una governance unitaria, che chiameremo one top shop, mettere insieme l’Assessorato allo Sviluppo economico, alla Formazione, al Lavoro è stata una scelta per tenere insieme, per anticipare le crisi che ci saranno, per anticipare la necessità di trasformazione. Guardate, la situazione per il futuro non è rosea, abbiamo avuto una crescita al Sud e abbiamo avuto una crescita nella nostra Regione dal punto di vista economico, dal punto di vista sociale, se guardate i dati del PIL e dell’occupazione, sono cresciuti negli ultimi anni, magari in maniera diversa, alcune Province sono cresciute di più, alcuni territori di meno, ma è cresciuta, ma è legato anche a tanti investimenti che sono stati fatti.
Si sta chiudendo quella fase degli investimenti, il PNRR, quei fondi scadono a giugno del 2026, abbiamo vissuto l’anno scorso il picco della spesa, terminano i fondi europei, la programmazione nel 2027, il picco c’è stato tra l’anno scorso e l’inizio di quest’anno, adesso quei dati cominceranno a scendere. C’è stata una revisione nel medio termine, non so se si riuscirà a mantenere le stesse risorse della coesione, perché sapete che l’Unione europea, da cui vengo da qualche giorno (qui c’è il mio collega Francesco Ventola, che saluto), riuscirà a mantenere quelle risorse, perché le risorse dell’Agricoltura, le risorse della Difesa, le risorse della Coesione sono finite in un grande Fondo, che prende il nome di Fondone almeno qui, in Italia, e poi sarà una scelta dei singoli Governi destinare quelle risorse, mantenendo solo la prima gamba dell’agricoltura. Non è assicurato nemmeno quello che chiamiamo PSR, la seconda gamba dell’agricoltura, quindi rischiamo di ridurre nella nuova programmazione le risorse che vengono messe a disposizione, che hanno portato a una crescita economica dell’occupazione e quindi a una crescita sociale della nostra Regione.
Cos’è one stop shop? Tiene insieme i finanziamenti, ma tiene insieme anche le Istituzioni, la ricerca, tiene insieme Puglia Sviluppo con le risorse regionali, che tendono ad esaurirsi se non arriva alla nuova programmazione, e, se non riusciremo a fare da sponda con altri Fondi (ne parleremo in futuro, sarete chiamati a scegliere insieme a me, sto parlando dei fondi dell’FSC) rischiamo che si esauriscano quei fondi a chiamata che sono stati utilizzati per sviluppare la nostra Regione.
La Regione si è sviluppata economicamente e sotto il profilo del dell’occupazione anche grazie alle risorse che sono state messe a disposizione da Puglia Sviluppo. C’è poi Invitalia, un’altra agenzia, questa volta nazionale, che mette a disposizione risorse a fondo perduto, Mediocredito Centrale, istituto nazionale che mette a disposizione risorse a tasso agevolato per attrarre investimenti, per investire anche sul nostro territorio.
Queste sono le risorse, però le risorse non bastano, perché quando un’azienda vuol venire da noi, non chiede soltanto incentivi economici, anzi molte volte glieli abbiamo offerti noi in Puglia, perché loro venivano qui per altre motivazioni, le aziende cercano servizi, cercano una presenza di personale qualificato, cercano scelte di ricerca, di innovazione. Perché molte aziende sono venute qui? Perché ci sono le Università, c’è il CNR, c’è il Politecnico.
Racconto sempre che l’Alfa Romeo e la Bosch arrivano nella nostra Regione non perché ci conoscevano, diciamo la verità, chi ci conosceva tanti anni fa? Non ci conosceva nessuno, oggi, grazie anche agli interventi fatti sul turismo, ci conoscono in tutto il mondo, in Europa, quando diciamo che siamo pugliesi, Francesco, ci riconoscono tutti, prima magari dovevamo dire "abitiamo in un luogo che sta sotto Napoli" perché Napoli lo conoscevano tutti, oggi è diverso, però all’epoca l’Alfa Romeo e poi la Bosch vennero qui perché c’era un ricercatore, un fisico che aveva inventato il common-rail, la pompa per iniettori diesel, quindi si sono stabiliti qui.
La ricerca è importante, e dentro one stop shop, oltre alle agenzie per i finanziamenti, ci saranno sicuramente le Università, il Politecnico, l’ARPAL, il CNR, gli ITS per i giovani che si specializzano, quella forma tra il diploma e l’Università, e poi ci saranno le aree di sviluppo industriale e gli Enti locali, i Comuni e le Province, che sono fondamentali per vincere questa sfida. Non lo dimentico. Tu sei stato Sindaco come me, oggi ho firmato con la penna dell’ANCI, ho conservato la penna dell’Associazione Nazionale Comuni, per ricordare innanzitutto a me stesso il ruolo importante che hanno i Sindaci nel nostro Paese e nella nostra Regione.
Poi programmi per tenere i ragazzi, perché se vogliamo investire sulle capacità, sui talenti, sull’innovazione nella ricerca, la prima cosa che dobbiamo fare è tenere qui i ragazzi. Abbiamo detto che il capitale umano è importante per lo sviluppo economico, bene 41.000 studenti all’anno, il 35 per cento degli studenti pugliesi, si iscrivono fuori dalla Regione Puglia, abbiamo l’esodo universitario. Se è una scelta, bene, "voglio fare una specializzazione particolare", per giurisprudenza tanti vanno a Trento, per esempio, se è una scelta, bene, ma se andare via è un obbligo, no, è un problema che ci dobbiamo porre.
Questo problema ce lo dobbiamo porre, perché per tanti di loro è un obbligo, quindi dobbiamo migliorare i servizi, i trasporti, gli alloggi per gli studenti. Sono in fase di realizzazione con i fondi del PNRR 3.000 alloggi da destinare agli studenti nelle sedi universitarie. Qualche giorno fa ho firmato a Foggia il protocollo tra il Comune di Foggia e l’ADISU per ristrutturare una vecchia caserma e metterla a disposizione degli studenti.
Il sostegno agli studenti con le Borse di studio durante gli studi. Qualche giorno fa le abbiamo pagate tutte, per fortuna, con un po’ di ritardo, ma anche l’attrazione delle Borse di studio nel post laurea, così come l’attrazione di studenti internazionali, modificando anche la didattica, andando incontro alle esigenze delle Università, perché le Università ci chiedono di lavorare insieme ad innovare la didattica attraverso laboratori, esperienze, contenuti digitali. In raccordo con le Università, possiamo mettere a disposizione le risorse come Regione per creare una piattaforma, quella che si chiama blended, la possibilità di avere dei contenuti. Le lezioni si fanno in presenza, ma ci sono dei contenuti digitali che vengono messi a disposizione degli studenti.
Poi i trasporti, di cui parleremo dopo, stavo citando Pagliaro, che citerò dopo, quando arriveremo alla slide dei trasporti.
Ho parlato dell’agricoltura come esempio della filiera, è un esempio importante, perché ho detto che è il 6 per cento del PIL, però i numeri sono importanti, non perché facevo l’ingegnere, ma perché credo che l’analisi dei dati sia la base per costruire una visione e un programma che ci facciano crescere dal punto di vista economico, dal punto di vista sociale. Poi ci vuole la passione, il cuore, però la mente ci aiuta con i dati.
Solo il 30 per cento di quello che coltiviamo, che produciamo lo trasformiamo, ed è un problema. Trasformiamo da sempre l’olio, per fortuna, da qualche anno, grazie agli incentivi regionali, sono state attivate tante cantine, trasformiamo, produciamo e vendiamo il vino in tutto il mondo. Ho detto spesso che troviamo le bottiglie di vino pugliese, prima il nostro vino serviva a tagliare il vino delle altre Regioni (Veneto, Emilia-Romagna), c’era il vino pugliese dentro, però l’etichetta non era pugliese, oggi abbiamo le nostre etichette e quelle bottiglie di vino - diciamo la verità - è una soddisfazione quando giriamo il mondo e le troviamo sulle tavole dei ristoranti più importanti.
Questo è frutto di un investimento che è stato fatto tanto tempo fa, anche Trump (però qua mi verrebbe una battuta e non la faccio) beve vino pugliese, beve un vino prodotto qui vicino, a qualche chilometro di qui, però è quello che è accaduto in questi anni.
Dobbiamo trasformare, dobbiamo finanziare le filiere, le filiere dell’agricoltura sono fondamentali, ce ne sono di straordinarie, le ho conosciute in questi anni, anche negli ultimi mesi, la filiera del cotone, da cotone diventano camicie, la filiera del pomodoro, quella più importante (guardo i miei colleghi consiglieri regionali del Gargano, del foggiano). Ho incontrato agricoltori che si sono messi insieme e dicevano "io prima facevo scegliere il prezzo a un’azienda che esportava il mio prodotto", io venendo a Bruxelles pensavo fosse fuori dal Paese, mentre lo portavano a Salerno, che è a qualche chilometro da appoggia, però il prezzo lo facevano quelle aziende nel salernitano, invece oggi si sono consorziati, hanno aperto aziende che trasformano il pomodoro, diventa passata di pomodoro e lo vendono in tutto il mondo.
Ho scoperto che la vendono in tutto il mondo perché pensavo di avere problemi di vista. Sapete che, superati i quaranta o cinquant’anni si vede di meno da vicino, io vedevo questi barattoli che giravano sulla linea di distribuzione nelle aziende e dicevo "non vedo più da vicino", in realtà non è che non vedessi più da vicino, ci vedo, è che le etichette erano scritte in inglese, in tedesco, in francese, in lingue assurde, in giapponese, perché vendono in tutto il mondo, quindi si può fare.
Come dicevo prima, la Puglia ha già delle esperienze, dobbiamo replicarle, dobbiamo aiutare queste aziende a crescere, tutta la Puglia e tutte le aziende. Se vado a guardare i fondi, su 1 miliardo e 800 milioni di euro che abbiamo messo a disposizione in questi anni, 1,5 miliardi sono stati finanziati con contratti di programma e PIA, e i contratti di programma e i PIA sono le grandi aziende, quindi 1,4 su 1,8 miliardi, solo 375 milioni di euro sono andati ai mini PIA, che sono le aziende più piccole, quelle che facevano investimenti fino a 5 milioni di euro.
È stato positivo, perché se non avessimo attratto quelle aziende, non avremmo avuto quei dati sul PIL, sull’occupazione, il tema è che adesso dobbiamo occuparci anche delle aziende più piccole. Se vado a guardare le micro e le piccole aziende, quelle con meno di 10 dipendenti, le aziende artigiane, non hanno avuto finanziamenti. Con la procedura del Mini PIA è molto complicato raggiungere l’obiettivo, ti chiedono di fare un progetto di innovazione e ricerca con le Università.
Una persona che ho incontrato durante questo percorso elettorale mi diceva "io devo cambiare il forno del panificio, mi hanno chiesto di fare un progetto di innovazione", aveva bisogno di 100.000 euro, quindi dobbiamo trovare un sistema semplificato per accedere a quei fondi, un sistema per ottenere un fondo che ti permetta di avere delle risorse a tasso agevolato con il sistema creditizio, con il sistema bancario, e delle risorse a fondo perduto.
Una volta che la banca ha fatto la procedura, le verifiche del progetto per finanziare il tasso agevolato, visto che non ho mai conosciuto nessun dipendente regionale più rigido di un funzionario di banca nel vedere le procedure e i documenti per rilasciare un finanziamento, credo che quindi potremmo basarci sulle verifiche che faranno le banche insieme alle strutture regionali.
Questi aiuti devono servire anche a restituire qualcosa, a restituire valore alla comunità. Dovremmo accompagnarli dal punto di vista del supporto. Questi incentivi devono permetterci di ottenere qualcosa in cambio, noi ti diamo delle risorse, piccola azienda, micro azienda, impresa artigiana, tu però fai delle cose in cambio, vieni nelle scuole a spiegare che fare l’artigiano non solo è un bel mestiere, ma è un mestiere che ti permette di vivere bene. Se mi mettessi a citare tutti gli esempi dell’artigianato pugliese, ne scorderei qualcuno e farei una lite con qualcuno, però le ceramiche, senza caratterizzarle territorialmente, le luminarie, dei prodotti artigianali che esportiamo in tutto il mondo, fare l’artigiano è un bel mestiere.
Chiederemo alle piccole aziende di darci in cambio qualcosa rispetto al finanziamento, anche la possibilità di prendere in adozione per qualche mese un piccolo spazio pubblico da rigenerare, da custodire.
Dobbiamo però prenderci cura delle persone per ridurre le disuguaglianze, e l’ho detto prima. Abbiamo il tema di costruire una sanità pubblica territoriale, di rigenerare il welfare regionale come leva di coesione, di innovazione sociale, tenere insieme i servizi sociali e la sanità, integrarli, farli parlare e farli discutere. Oggi è tutto sociosanitario, è difficile individuare la linea di demarcazione, Donato, dov’è sanità, dov’è welfare, dove sono servizi sociali.
Poi il diritto all’abitare come uno dei pilastri, Marina, per le politiche sociali. Cominciamo dalla sanità, dove abbiamo un problema, un problema di carattere nazionale, e non mi troverete pronto a fare polemiche, non lo farò mai, rappresento le Istituzioni da tanto tempo, poi i ruoli che ho svolto, anche l’ultimo di Presidente di Commissione ENVI, mi hanno reso una persona equilibrata, balance, dicevano i componenti della mia Commissione, che sono 90, avevo da Carola Rackete a Vannacci nella mia Commissione, per non parlare dei Sindaci, dei Ministri della salute, dei Ministri della difesa di Paesi conservatori e di Paesi progressisti, balance, sarò anche qui equilibrato, però dobbiamo metterci d’accordo sui dati, perché la sanità sconta un problema dal punto di vista economico.
Io sono pronto a dire "grazie, Governo, che hai messo a disposizione 120 milioni di euro", però, se qualcuno dice "abbiamo dato 120 milioni di euro alla Puglia, adesso vogliamo vedere come devono aumentare i servizi" devo rispondere e dire attenzione, perché lo stesso Ministero ha detto che dava 120 milioni e quei 120 milioni sono l’1 per cento del Fondo, ma lo stesso Ministero dice che il costo dei servizi, del personale, dell’energia è aumentato del 4 per cento, quindi abbiamo avuto un aumento pari a 370 milioni di euro, quindi 120 sono arrivati, ne servivano 370 per coprire l’aumento dei costi, senza aumentare i servizi, abbiamo meno 250 milioni.
Questo significa che sarà difficile aumentare i servizi. Dobbiamo cercare di mantenere gli stessi servizi con un po’ di risorse in meno, non perché il Governo ci abbia dato meno risorse, perché il Governo ci ha dato più risorse rispetto a quelle dell’anno precedente, solo che, come sapete perché tutti paghiamo le bollette, i costi aumentano, quelli energetici, quelli dei servizi, il costo del personale.
Credo che dovremmo intestarci tutti - non voglio usare il termine battaglia, soprattutto in questo momento particolare sullo scenario nazionale - un impegno con determinazione, quello di rivedere il modello con il quale vengono distribuite le risorse, perché le risorse a disposizione per la sanità vengono distribuite sulla base di quattro parametri. Il primo è la popolazione, e mi sembra giusto, la Lombardia è più grande della Puglia e quindi c’è bisogno di più risorse, sulla base dell’età, più va avanti l’età più aumentano le patologie, e quando aumentano le patologie aumenta la domanda di salute, quindi è giusto che, più alta è l’età media in una Regione, più risorse servono.
Ci sono poi altri due parametri, la mortalità evitabile e un indice importantissimo per il Sud, che si chiama indice di deprivazione. Tutte le statistiche ci dicono che, quando vivi in un luogo che ha un indice di deprivazione più alto, ti ammali di più, perché ci sono condizioni di vita più complicate, si beve di più, si fuma di più, si vive in ambienti meno salubri, gli stili di vita sono meno corretti, quindi l’indice di deprivazione porta a una maggiore domanda di salute.
Sapete qual è la percentuale per la distribuzione del Fondo nazionale sulla base dell’indice di deprivazione? L’indice di deprivazione incide per lo 0,75 per cento, cioè meno dell’1 per cento. Le regioni del Sud, ovviamente, che hanno quegli indici di deprivazione, hanno quel problema, devono fare fronte comune, indipendentemente dal colore politico, per cercare di spostare quell’indice di deprivazione ad una percentuale più alta.
Se domani mattina vado a dire alle altre Regioni che da domani cambia il modo di calcolare la distribuzione delle risorse, è chiaro che facciamo saltare i bilanci alle altre Regioni, però i Comuni, che sono 8.000, un po’ di più delle Regioni, hanno fatto questo percorso, si chiama perequazione, che sembra una brutta parola, ma è una cosa bella, abbiamo tolto a chi aveva di più e dato a chi aveva di meno, lo abbiamo fatto un passo alla volta con le risorse storiche, con quella che si chiama spesa storica, abbiamo fatto un passettino alla volta, tolgo un poco a te e ti do la possibilità di adeguare la tua offerta, prendo un poco di più io, toglievamo un po’ a Reggio Emilia e davamo un po’ di più a Reggio Calabria.
Le risorse nuove, però, quelle che ad esempio sono arrivate adesso, che sono nuove, potevano essere distribuite sulla base di un principio di perequazione, con quell’indice di deprivazione che tutte le statistiche, tutti gli studi che sono stati fatti ci dicono che deve essere sicuramente più alto dello 0,75, ma, mentre stavamo andando in Conferenza delle Regioni per decidere quanto dovesse essere questo indice di deprivazione come percentuale, abbiamo aperto un tavolo con degli studiosi, che devono stabilire (sarà la sesta volta che lo facciamo in Italia) qual è l’impatto dell’indice di deprivazione sulla salute e quale dovrebbe essere la percentuale per la distribuzione dei soldi. Come facciamo noi in politica, quando apriamo un tavolo o costituiamo una Commissione, è un modo per prendere tempo e buttare la palla a fallo, come direbbero gli esperti di calcio, quindi dobbiamo evitare di farlo.
Sono convinto che cercheremo di intestarci questa richiesta, che dobbiamo fare tutti insieme, indipendentemente dai Governi che si succedono, perché comunque staremo qui per cinque anni e in questi cinque anni dobbiamo cercare di ottenere le risorse che ci spettano. Non vogliamo risorse così, anche perché è aumentata l’offerta sanitaria nella nostra Regione, lo dicono le statistiche, le statistiche ci dicono che eravamo al penultimo posto, siamo al decimo per i LEA, lo dice la statistica del Ministero, l’AgeNaS (non lo invento io), addirittura al nono posto per l’offerta ospedaliera.
La sanità è in buona salute? No, altrimenti non si lamenterebbero i cittadini, quindi dobbiamo cercare di efficientare il sistema anche a parità di risorse, e in questo può aiutarci molto la sanità di prossimità.
Il PNRR ha fatto finalmente una cosa, è sempre l’Europa che ci aiuta con i suoi valori e i suoi ideali a orientarci. Ci ha orientato e, in un sistema nazionale in cui ogni Regione si muove in ordine sparso, ci ha dato delle indicazioni: rafforzate la sanità territoriale, realizzate le Case di comunità, che finalmente si chiameranno tutte alla stessa maniera (ogni Regione le chiamava con un acronimo diverso) e realizzate gli ospedali di comunità.
Cosa sono? La Casa di comunità è il luogo dove saranno insieme i medici di medicina generale, ci sarà la possibilità di assumere gli infermieri, la segreteria. Se non c’è il tuo medico, ce n’è un altro, che in un orario diverso può visitarti, prenderti in carico, curarti, può prendersi cura di te.
Contemporaneamente, si realizzeranno gli ospedali di comunità. Che sono gli ospedali di comunità? Quegli ospedali che non sono ospedali, perché se vedete nella slide sul lato sinistro, quello è l’ospedale per acuti, che è quello più importante, ma spero che non ci andremo mai, perché, se andiamo là, vuol dire che abbiamo un’acuzie, abbiamo un problema, dobbiamo essere operati, dobbiamo essere ricoverati, lì dobbiamo andare il meno possibile.
Se ci capita di andarci, per fortuna il Sistema sanitario nazionale ci permette di scegliere la struttura migliore dal punto di vista dell’efficienza sanitaria, quella pubblica o quella privata convenzionata.
È su tutto il resto che dobbiamo investire. L’ospedale di comunità è l’ospedale in cui vanno o quelli che escono dall’ospedale per acuti e devono fare un percorso di riabilitazione e, siccome non possiamo portarli a casa, li teniamo nell’ospedale per acuti e togliamo un posto a chi invece ne ha bisogno e si allunga la lista d’attesa, oppure quei pazienti cronici che vedono riacutizzarsi il proprio problema, la persona malata che ha un problema con l’ammonio nel fegato per cui, quando sale, perdi anche conoscenza, quindi non puoi stare a casa, ma non dovresti stare nemmeno in ospedale, perché non c’è bisogno di ricoverarti, dovresti stare nell’ospedale di comunità.
Sono in fase di realizzazione 121 Case di comunità e 38 ospedali di comunità, 41 Case di comunità sono già attive, non sono state nemmeno tutte finanziate con il PNRR, sono una sorta di riorganizzazione interna di edifici che già esistevano. Gli ospedali di comunità, che hanno vissuto o stanno vivendo la stessa organizzazione, sono in tutto 9.
Ho promesso, però, che avrei realizzato una task force per accelerare i progetti di edilizia sanitaria, che stanno ognuno nella propria ASL, ma ci vuole un coordinamento unico per cercare di accelerare la spesa, perché quando acceleriamo la spesa acceleriamo anche l’offerta di un servizio.
Dobbiamo utilizzare il digitale per la sanità, che è fondamentale. Tutti parliamo di intelligenza artificiale e - diciamo la verità - se avessi voluto scrivere un discorso, ve lo avrei detto se l’avessi fatto con l’intelligenza artificiale, ma bastava scrivere "fammi un bel discorso di insediamento del mio Consiglio regionale della mia amata Puglia e me l’avrebbe fatto.
Perché non può rispondere l’intelligenza artificiale alle prenotazioni del Centro unico di prenotazione? Sono state affidate le attività del CUP regionale, perché ogni CUP ragiona per i fatti suoi, la ASL non parla con l’ospedale consortile, l’ospedale consortile non parla con la ASL, non parliamo con il privato convenzionato, lo paghiamo noi, offre servizi a noi, però ha delle prenotazioni chiuse, si aprono tutte nel CUP, ci vorrà tempo, ma entro la fine dell’anno riusciremo almeno su due o tre strutture, inizieremo tutto, non completeremo tutto in un anno, ma due o tre strutture spero che a fine anno saranno complete e faranno anche da apripista per le altre strutture rispetto al Centro unico per le prenotazioni.
La telemedicina, possiamo collegarci, il Covid ci ha creato tanti problemi, ma ci ha permesso di scoprire che esistono le videoconferenze, la telemedicina. Il paziente cronico che deve verificare il proprio piano terapeutico per il diabete (sto diventando esperto anche di medicina, a furia di studiare queste cose) non c’è bisogno che ogni volta si rechi dal medico e prenotare, si fa un collegamento, se le condizioni del paziente non sono cambiate.
Normalmente, i pazienti cronici che sono in una situazione di tranquillità fanno la visita e viene loro prescritto il rinnovo del piano terapeutico, si può fare con la telemedicina, se ci sono problemi, va in ospedale, vai in ambulatorio a fare la visita di controllo, altrimenti lo fai con la telemedicina, e i dati ovviamente devono essere interoperabili.
Ho parlato di aumento della domanda di sanità. Aumenta soprattutto da noi, perché da noi la prospettiva di vita è aumentata sensibilmente (82,2 anni), la prospettiva di vita nella nostra Regione. Questo vuol dire che è una Regione dove si vive bene, negli Stati Uniti quel numero è molto più basso.
Questo vuol dire che nella nostra Regione si vive bene, nonostante gli stili di vita scorretti, nonostante gli ambienti poco salubri nei quali viviamo, comunque si vive bene e quindi aumenta la prospettiva di vita.
Se aumenta la prospettiva di vita, aumenta necessariamente la domanda di sanità. Le statistiche dicono che dopo i 65 anni cominci ad avere la prima patologia, io ne ho già una e ho 55 anni, spero che statisticamente dopo i 65 mi resti quella che ho adesso e non aumentino.
Dobbiamo porci il problema dell’invecchiamento della popolazione, dobbiamo invecchiare meglio: questo è l’impegno che dobbiamo prendere con i pugliesi. Ho istituito la delega Stili di vita, che credo sia importante, l’alimentazione, perché c’è differenza tra carboidrati e proteine, quando li mangi e li devi mettere insieme, non è semplice, lo dobbiamo capire. Camminare e muoversi è importante come stile di vita, correre fa bene, però correre tanto non fa benissimo, se cammini a una certa velocità... queste cose qualcuno deve spiegarcele, non ce le insegnano a scuola, quindi ho voluto istituire una delega agli stili di vita, perché credo sia importante.
Ci aiuterà a migliorare anche gli indici di deprivazione, perché gli stili di vita incidono molto sulla deprivazione.
Il silver housing, la possibilità di avere abitazioni condivise per le persone più anziane, servizi di prossimità per rendere quelle persone autonome, la cultura della socialità per permettere alle persone più anziane di partecipare alle attività culturali e sportive, le palestre gratuite per gli over 65, i Centri per anziani, recuperare gli immobili e fare spazi di incontro, laboratori di comunità, e poi chiedere di fare i civil servant, di mettersi a disposizione della nostra comunità magari nella cura dei beni pubblici.
Poi i progetti di vita autonoma, passare dal welfare dei servizi al welfare della persona, con il budget di salute che deve essere un nostro impegno importante, anziché mandare una persona con disabilità al Centro diurno, creare le condizioni finanziando con il budget della salute (magari risparmiamo anche delle risorse) e organizzare un percorso autonomo di vita, l’accompagnatore, un’attività quotidiana per rendere queste persone autonome, il co-housing che ho citato prima, si vive insieme con la dignità ognuno di avere una propria stanza e poi ci sono i luoghi di aggregazione. La presenza, magari, all’interno del co-housing dell’OSS, dell’operatore sociosanitario, di un infermiere che vive lì dentro e fa anche un’attività di carattere lavorativo. Non sto inventando, queste cose esistono, non le fanno dall’altra parte nel mondo, le fanno, per esempio, in Emilia-Romagna da un po’ di tempo.
Poi, sempre per parlare di servizi sociali, ho detto prima a Marina che deve essere un pilastro: la casa, l’abbiamo chiamato Primo tetto. Dobbiamo garantire soprattutto ai giovani pugliesi una casa dignitosa e accessibile. Useremo i fondi europei per l’housing, la revisione del medio termine, grazie a una collaborazione stretta tra le Regioni e il Commissario Fitto, che voglio ringraziare anche in quest’Aula, che ha ascoltato le Regioni, ha ascoltato i Comuni.
Abbiamo modificato nella revisione, nel medio termine, i finanziamenti europei per le nostre comunità. Oggi cioè si possono usare fondi anche per la resilienza idrica e l’housing. I fondi europei prima non si potevano usare per la casa, dovevamo aspettare fondi nazionali, o fondi dei bilanci delle Regioni e dei Comuni, che sapete che non abbiamo. Non si potevano fare, per esempio, gli impianti di affinamento, per restare a un tema che oggi la revisione di medio termine ci permette di finanziare.
La Regione Puglia è stata antesignana, ma l’ha fatto con fondi propri, o con gli FSC, non l’ha fatto con i fondi europei. Oggi si può fare con i fondi europei, visto che andiamo incontro alla crisi idrica e si parla tanto di resilienza idrica.
Per il fondo per la prima casa quindi ci saranno risorse a favore delle giovani coppie. Ovviamente, ci sarà una graduatoria, l’ISEE, il luogo dove scegli di andare a vivere. Edilizia sociale: ci sono tanti alloggi popolari che le ARCA regionali stanno ristrutturando; e poi un finanziamento anche a chi vuole ristrutturare e fittare a prezzi calmierati alle giovani coppie: quindi, o un fondo alla giovane coppia che acquista un immobile; o un fondo a chi ha la proprietà di un immobile, lo riqualifica e si impegna però a fittarlo per un certo numero di anni a prezzi calmierati alla giovane coppia.
Abbiamo la necessità di costruire la fiducia, di creare una comunità. Avete sentito nel discorso, sentirete spesso parlare di persone, di comunità, di relazioni, di parrocchie, di scuole, di associazioni che stanno insieme, che si tengono per mano. È fondamentale, un pezzo importante della comunità sono sicuramente la cultura, l’istruzione e anche la partecipazione. Dobbiamo rafforzare la comunità educativa regionale, sostenere la cultura, la creatività e le produzioni, anche le piccole produzioni dobbiamo sostenere. Negli anni, la cultura è diventata un attrattore turistico, ed è stato un bene. Ringrazio Michele Emiliano e Nichi Vendola: li ringrazio per tante cose, anche per il fatto che io sono qua, perché se non ci fossero stati loro, io non sarei diventato né Sindaco della mia città, né Presidente della mia Regione. Ma li ringrazio anche per gli investimenti che hanno fatto: sulla cultura, sullo sviluppo economico, sull’industria. La cultura è stata un attrattore anche dal punto di vista turistico; altrimenti, non avremmo avuto questo turismo, il 10 per cento del PIL pensate.
Il 6 per cento del PIL nella nostra regione è l’agricoltura, un settore straordinario doppio rispetto al resto d’Italia. Il turismo fa oggi il 10 per cento, quando prima non ci conosceva nessuno. In molte città come la mia, come dice qualcuno, i turisti erano visti come delle figure mitologiche, cioè, sapevamo che esistevano, salivano sui traghetti per andare in Grecia, da Bari o Brindisi. Oggi stanno tra di noi e rappresentano anche una leva economica importante. Quegli eventi culturali, però, oggi devono tornare ad essere eventi culturali che sostengono le piccole produzioni.
Abbiamo lavorato sull’offerta culturale. Ora lavoriamo anche sulla domanda della cultura, aiutiamo i ragazzi col passaporto cultura, con un voucher. Li aiutiamo ad andare al teatro, al cinema, ai concerti, lavoriamo sulla formazione del pubblico anche attraverso corsi che si fanno di accompagnamento nelle scuole, nei quartieri. Si fanno dei corsi per accompagnare a teatro, all’opera lirica, a una rappresentazione teatrale. Li si accompagna prima, settimane prima: li si accompagna spiegandogli, anche attraverso la presenza del regista, dello sceneggiatore, degli attori. È successo. La Regione lo ha fatto sperimentalmente da qualche parte. Quindi, la cultura sì, attrattore turistico, ma la cultura soprattutto per aiutare la scena creativa a continuare a produrre.
Faccio un esempio per tutti, e poi chiudo sulla cultura (ho quasi chiuso anche con le slide). Qual è l’evento culturale che oggi è più attrattivo di tutti, che porta centinaia di migliaia di persone in piazza? La Notte della Taranta. Ma la Notte della Taranta non nasce come un evento turistico, lo diventa. La Notte della Taranta nasce come elemento, come rappresentazione che doveva tutelare il valore, l’identità, la cultura di un popolo. Quel movimento – vedete se vado bene, lo dico a Loredana e a Stefano – dei tarantolati era un movimento, una danza accompagnata da musiche che doveva allontanare la malattia, era un elemento identitario di una comunità che rischiavamo di perdere. Per dare continuità quindi a quell’identità, a quei valori abbiamo costruito la Notte della Taranta, partendo da un Comune piccolissimo, Melpignano, oggi diventato un elemento conosciuto in tutto il mondo, che è stato valorizzato, è un attrattore di turismo.
Può capitare quindi che un elemento possa essere valorizzato e possa diventare un attrattore turistico. Ma dobbiamo tornare a quegli eventi che servono alle nostre produzioni. Bene quindi far venire i turisti da noi; ma bene pure che godiamo della nostra cultura anche noi pugliesi.
Questo è un impegno che ho preso con una persona che conoscete tutti: si chiamava Donato Metallo. Purtroppo non c’è più. (Applausi)
È stato in quest’Aula… Ci sono persone che attraversano quest’Aula e lasciano una traccia. Tu hai citato prima Guglielmo Minervini, che ho conosciuto, col quale ho lavorato anche nel momento più difficile della sua malattia. Ho citato Donato Metallo, sono persone che lasciano una traccia.
Donato ha lasciato questa traccia, una legge, la Scuola d’Amore, l’aveva chiamata. Sono percorsi formativi con programmi sull’affettività, sulle mozioni, sulla parità, sulla prevenzione delle violenze, un linguaggio inclusivo, di contrasto agli stereotipi, di contrasto al bullismo.
Ebbene, quella legge è stata approvata, dobbiamo dare attuazione a quella legge coinvolgendo i centri antiviolenza, le scuole, le associazioni educative, è un impegno che dobbiamo prendere tutti. E poi c’è la costruzione delle reti. Questa sarà la sfida più difficile. Dobbiamo garantire la sicurezza idrica, promuovere l’economia circolare, i rifiuti, aumentare la raccolta differenziata, valorizzare i rifiuti, realizzare delle aziende di filiera. Anche qui la filiera è importante: la più grande azienda di produzione di bottiglie di vetro del nostro Paese sta in Puglia, a Castellana Grotte, non lo sappiamo nemmeno noi. Però noi non trasformiamo il vetro, cioè, il vetro che raccogliamo, lo raccogliamo, lo mandiamo con i TIR nel Veneto: lo trasformano, lo sminuzzano, ritorna un’altra volta giù per produrre bottiglie e prodotti di vetro.
Dobbiamo fare la filiera anche qui, aumentando la raccolta differenziata, modificando i nostri impianti, investendo sugli impianti di compostaggio, sui centri di recupero. Uno non può dire “no alle discariche”, è giusto, ma nemmeno “no agli impianti di compostaggio” per l’umido, perché ci sono le sostanze odorigene. Ho capito, ma l’umido lo trasformiamo in compost, lo utilizziamo in agricoltura, dobbiamo fare il revamping di alcuni impianti pubblici che sono andati in crisi, che ci mettono più tempo, oggi, a stagionare i rifiuti. E poi, garantire il diritto alla mobilità.
La mobilità è uno dei diritti fondamentali della nostra comunità: come la salute, come il diritto alla casa, c’è anche il diritto alla mobilità. E poi dobbiamo costruire una Puglia connessa dal punto di vista digitale, dobbiamo collegare la nostra Regione, la dobbiamo collegare con gli enti locali e promuovere una transizione energetica equa, utilizzando le energie rinnovabili. Non è solo una questione ambientale: pannelli fotovoltaici e pale eoliche non inquinano, non emettono CO2, quindi tuteliamo l’ambiente, contrastiamo i cambiamenti climatici che abbiamo. Avete visto cosa è successo qualche giorno fa, con il ciclone Harry. Però, contemporaneamente, quegli impianti ci permettono di abbassare il costo dell’energia, perché l’energia oggi viene valutata col prezzo unico di mercato sulla base del valore del prezzo del gas. Noi quindi compriamo a 20 euro, a 30 euro, a 50 euro, energia da pannelli fotovoltaici, da pale eoliche, la acquistiamo, questa energia; e poi, però, man mano che aumenta l’esigenza, la compriamo dagli impianti idroelettrici, poi cominciamo a comprare il gas, e poi, l’ultimo prezzo del gas, che ultimamente era attorno ai 140 euro, è quello che fa il prezzo di tutto. Quindi, a anche quelli che ci avevano venduto l’energia da fonti rinnovabili a 20 euro dobbiamo dare 140 euro, spendendo 120 euro in più. Se puntiamo sulle rinnovabili, abbassiamo il costo dell’energia, perché comprando oggi energia da un impianto di pannelli fotovoltaici che si insedia oggi, a cui quindi devi pagare anche l’investimento nella rata che gli dai giornalmente, non paghi più di 70 euro, che è la metà dei 140 euro. Altro che competitività, se riusciamo a dimezzare il costo dell’energia, altro che bollette alte per le famiglie, se riusciamo ad abbassare i prezzi dell’energia. È importante, quindi, avremo una norma da fare tutti insieme per individuare le aree idonee, ci sono nuove tecnologie, c’è il revamping della pala eolica.
La pala eolica più alta, con un nuovo sistema, produce tre, quattro volte l’energia che vi dicevo prima. Bene, riduciamo: io ti autorizzo, però riduciamo il numero delle pale eoliche, se c’è un elemento innovativo che produce per quattro volte, possiamo ottenere e trovare una mediazione per fare le due cose contemporaneamente.
Poi ho parlato di reti. La rete più importante oggi, in questo momento, è quella dell’acqua. Abbiamo fatto l’incontro col Presidente del Molise, finalmente, insieme al Governo abbiamo individuato quali sono le risorse che vengono messe a disposizione. Servono 190 milioni di euro da studio preliminare, forse ce ne vorranno di più; 40 milioni sono stati messi a disposizione dal Governo; inizia la progettazione.
Abbiamo chiesto un unico commissario. Ho chiesto di nominare commissario e soggetto attuatore Acque Sud S.p.A., un’azienda dello Stato, del Ministero dell’economia. Il commissario è stato nominato dal Governo, tra l’altro il commissario è pure un nostro conterraneo, è di Bari. Perché quindi non scegliere quell’Agenzia nazionale e quel commissario come soggetto attuatore? Perché il commissario dovrà poi accelerare le procedure per ottenere le autorizzazioni. Collegare il Liscione con la Puglia sarà uno dei temi, e ci vorrà tempo, come ho detto più volte.
Adesso proviamo a lavorare sugli impianti di affinamento, ne sono in corso di realizzazione tre, adesso, che si stanno per completare, nove in esercizio, per 14 milioni di metri cubi. Potremmo riutilizzare fino a 150 milioni di metri cubi, col 2 per cento di riduzione delle perdite. È tanto il 2 per cento, però si può ottenere, non possiamo ottenere il 100 per cento, le media degli acquedotti sono quelle, ormai, 35- 40 per cento, però un piccolo passaggio in più lo possiamo fare. Possiamo recuperare altri 15 milioni di metri cubi di acqua. Sono tanti, sono pochi? Dobbiamo guardare i dati, per quello dico: studiamo i dati.
I dati ci dicono che la Puglia ha bisogno di 1,2 milioni di metri cubi di acqua, 470 milioni di metri cubi per l’acqua potabile, 800 milioni per l’agricoltura, 30 milioni per l’industria.
Dal Liscione otterremo nel tempo 60 milioni di metri cubi. Oggi possiamo ottenere l’equivalente più velocemente, mettendo a regime gli impianti di affinamento anche con una norma nazionale, perché oggi la norma prevede che la presa in carico di un’acqua affinata da un altro ente (l’Acquedotto Pugliese per noi) la debbano prendere in carico i Consorzi di bonifica. Ovviamente, i Consorzi di bonifica italiani, non quelli pugliesi, non la vogliono prendere in carico, quindi dobbiamo trovare una norma che tenga insieme la possibilità di utilizzare quell’acqua almeno per l’agricoltura, con la responsabilità, poi, delle Agenzie che se ne devono occupare.
Vengo ai trasporti. Per i trasporti non ci sono risorse [...]. Non so le altre cose come sono andate, questo però è il mio mestiere, ho fatto solo questo nella vita, ero bravo, prima di fare politica.
Dobbiamo efficientare il sistema. Non ci sono risorse, scontiamo la spesa storica, la spesa è sempre la stessa. Vedo alcuni esponenti della stampa che oggi seguono la Regione e seguivano il Comune, quando io facevo l’assessore al Comune. Sono rimaste quelle, le risorse, la spesa storica: a Bari aspetto l’autobus venti minuti, nella migliore delle ipotesi, perché a Bologna e a Firenze l’autobus lo aspetto dieci minuti? Io dicevo che gli assessori prima, e i Sindaci dopo, di quei Comuni, non sono più bravi di me, io sono pure ingegnere dei trasporti, ma è un fatto di risorse. Storicamente, lo Stato, attraverso le Regioni, a Comuni come Firenze e Bologna mette a disposizione 39 e 41 milioni di euro, per la precisione; il Comune di Bari riceve 20 milioni di euro. È chiaro che con la metà delle risorse i tempi di attesa sono il doppio, perché le frequenze di passaggio sono la metà. È un fatto matematico, non è che ci vuole tanto per studiare. Se arrivano le stesse risorse, non so se arriveranno, se si supererà la spesa storica, se ci sarà la perequazione. Anche qui, so che invece adesso la discussione è taglio. C’è un taglio sul trasporto, quindi è inutile che vengo a dire: miglioreremo, Paolo, il servizio sarà più efficiente perché metteremo più risorse, più corse alle Ferrovie del Sudest. Quello che vi posso dire è innanzitutto che quelle due ore e 50 che da Gagliano oggi ci vogliono – me l’ero pure segnato, avevo chiamato le Sudest – per arrivare a Lecce, diventeranno un’ora e 35 quando termineranno i lavori sulla tratta, forse si riuscirà a fare anche uno scambio in un punto. Il doppio binario dappertutto no, sarebbe antieconomico e nemmeno efficiente, però un pezzo di doppio binario Ferrovie del Sudest lo può fare, però ci sarà sempre poi il problema delle risorse per far muovere i mezzi, perché tu migliori la Bari-Napoli, Lecce-Bari-Napoli-Roma, però se le coppie restano sempre quelle, cioè che da Lecce parte un treno ogni sei ore, e da Bari un treno ogni quattro ore e mezza, non abbiamo risolto il problema, anche se ci mettiamo meno tempo ad arrivare. Il tempo di attesa è lo stesso, però sul livello nazionale stiamo già lavorando per raddoppiare quelle corse, quando da Bari a Napoli a Roma sarà finita l’infrastruttura, e spero che quella infrastruttura possa scendere ammodernata, sempre alta capacità, non è alta velocità. Ci dobbiamo accontentare, non fa niente, però se ce la fanno scendere a Brindisi e a Lecce, ci accontentiamo di più dell’alta capacità.
Dobbiamo lavorare quindi sulle “i” del trasporto pubblico, dall’integrazione tariffaria: non è normale che uno deve comprare due, tre biglietti, quando scende da un mezzo per andare su un altro. La somma del biglietto è la somma dei costi dei singoli biglietti. L’integrazione degli orari, magari da Gagliano uno deve andare all’Università a Lecce; prende il treno, sa che deve stare due ore e 50 sul treno, però arriva che è già iniziata la lezione, quindi, magari se c’è qualcuno che si occupa dell’integrazione degli orari, anche in raccordo con le università e con le scuole, magari aspetta 2 ore e 50, per ora, poi un’ora e 35, ma arriverà in tempo a fare la lezione, o arriverà in tempo per prendere un autobus che lo porta alla lezione. Questa è un’altra “i” importante.
La “i” più importante, però, è l’interoperabilità. Noi abbiamo la grandissima fortuna di avere tante reti ferroviarie, tanti gestori ferroviari, siamo la Regione probabilmente col maggior numero di incidenza di chilometri di rete ferroviaria sia in base alla popolazione, sia in base all’estensione territoriale, ma le aziende dei trasporti pensano che il binario sia di loro proprietà, quindi lo gestiscono gelosamente, come se fosse una proprietà loro. Invece, non è proprietà loro, la devono mettere a disposizione.
Certo, si paga, ci chiamano tracce, però se uno da Gagliano deve andare a Brindisi, mi devi spiegare perché deve prendere il treno a Gagliano, scendere a Lecce, salire su un altro treno, scendere da quello delle Ferrovie del Sudest, e salire su uno di Trenitalia, che sono pure la stessa società, quando ti va bene… È lo stesso gruppo, ne faccio parte pure io, ANAS è diventato Ferrovie, siamo un unico gruppo, non la stessa società, è vero, non è la stessa società, ma è lo stesso gruppo. Scendi dal treno e devi prendere il treno di Trenitalia per poi andare a Brindisi: ma perché? Se ti va bene hai la coincidenza e lo prendi subito. Se ti va male, quando scendi da un treno e sali su un altro treno, si chiama rottura di carico. Quando invece non c’è l’integrazione degli orari… Sta a mia madre, qua, oggi, ho visto, non posso dirlo, però si perde tempo, è una rottura del tempo, e non è possibile, non si può fare. C’è bisogno quindi dell’interoperabilità.
Quel treno delle Sudest, arrivato a Lecce, deve proseguire per Brindisi. Se uno scende all’aeroporto di Bari e deve andare a Lecce, perché ha trovato comodo quel volo, perché deve prendere un treno della Ferrotranviaria che arriva a Bari, scendere e prendere il treno di Trenitalia che arriva a Lecce? Quel treno tira dritto e arriva fino a Lecce, si paga la traccia. Magari Trenitalia da Brindisi, da Lecce, sale fino a Foggia, si scambiano e usano quel pezzo di binario, c’è una compensazione anche dal punto vista economico. Questo dobbiamo fare, questo possiamo fare, se non arrivano altre risorse. L’ho detto da sempre: se non ci sono le risorse, possiamo efficientare il servizio.
Chiudo con il mare democratico, perché dobbiamo governare il territorio e anche i rischi, soprattutto, tra i rischi c’è la costa, tra i rischi ci sono le possibilità di frane in alcune zone del nostro territorio. Dobbiamo fare il Piano delle coste: se solo quattro Comuni su 257 hanno fatto il Piano delle cose c’è qualche problema, non è che è tutta colpa dei miei ex colleghi Sindaci, compreso me.
C’è qualche problema, quindi capiamo qual è, però con un principio: la costa deve essere a disposizione dei privati convenzionati che fanno una gara, ma la costa deve essere anche pubblica, non può essere che se ho 10 chilometri di costa, 5 di arenile (la sabbia) e 5 di roccia, se do 5 di arenile in concessione e 5 di roccia restano al pubblico, ho mantenuto un equilibrio: non è così, perché alla roccia non ci va nessuno, all’arenile ci vogliamo andare tutti, quindi utilizziamo una proporzione corretta quando, nel Piano delle coste, distribuiamo tra concessioni e spiaggia pubblica, perché il mare è di tutti, e l’accesso lo devono avere tutti, anche quelli che non se lo possono permettere economicamente.
Boschi di Puglia. I nostri nonni e i nostri padri hanno piantato gli alberi per contrastare il dissesto idrogeologico. Noi invece pianteremo gli alberi per contrastare il cambiamento climatico, perché gli alberi assorbono la CO2 ed emettono ossigeno, lo abbiamo studiato alle scuole elementari, si chiama fotosintesi clorofilliana. Oggi ci aiuta tanto contro il fenomeno ritrovato nella letteratura, sui giornali, in televisione, della decarbonizzazione: la fanno gli alberi. Quest’anno sono cent’anni dall’inaugurazione della foresta di Mercadante. La foresta di Mercadante non nasce spontaneamente, non è autoctona. È la Forestale che decide insieme ai cittadini, dopo l’ultima alluvione, di piantare alberi per tenere con le radici il terreno, ed evitare che il terreno con l’acqua potesse scendere a valle, com’era successo più volte. Sono passati cento anni, adesso rimbocchiamo noi, lavoriamo per piantare alberi nella nostra regione.
E poi – e chiudo, ho finito – Puglia semplice: affidiamo anche ai Comuni una Regione più vicina dal punto di vista gestionale, dal punto di vista digitale, ma anche dal punto di vista dell’organizzazione dei finanziamenti, perché se l’Autorità di Gestione me lo permetterà, e voi mi dovete aiutare tutti, io non voglio fare i bandi dove partecipano i Comuni. Abbiamo fatto una programmazione attraverso le Province, sulla ciclabilità che tiene insieme i diversi Comuni, e poi al bando partecipa un Comune, solo perché aveva un progetto nel cassetto, è successo questo, quando facevo il Sindaco metropolitano, e vince lui con un progetto che non c’entra niente con la pianificazione che avevamo deciso tutti insieme.
Le Province sono importanti perché con le Province dobbiamo fare la programmazione. Scegliamo con le Province le linee di indirizzo, l’agricoltura, il centro storico, la cultura? Sulla cultura vogliamo finanziare i musei, vogliamo finanziare la riqualificazione del centro storico? Vogliamo riaprire i piccoli teatri? Bene, mettiamo le risorse a disposizione. Sulla base della popolazione, fermo restando che ci sono progetti che interessano tutta la Regione, noi daremo i soldi sulla base della popolazione, se ci riusciamo, ai Comuni e sarà il Sindaco di quel Comune a decidere se i soldi che ha avuto per la cultura li utilizza per il museo o li utilizza per riqualificare un teatro. Perché il Sindaco di quel Comune è quel Sindaco, non sono diventato io Sindaco di quel Comune. Io lo devo aiutare a mantenere i propri obiettivi nell’ambito di linee di indirizzo che ci siamo dati tutti insieme.
Questo che vi ho presentato è il lavoro che ci impegniamo a fare, le promesse che sentiamo anche il dovere di mantenere. In mezzo a tutto questo, però, c’è la vita delle persone, c’è il futuro dei giovani pugliesi, di quelli che oggi partono, di quelli che tornano e di quelli che io spero veramente con tutto me stesso che sceglieranno questa terra per restare, per costruire qui il proprio domani e per far crescere qui i propri figli.
C’è la nostra storia, quella dei nonni che ci hanno preceduto, quella dei paesaggi che abbiamo il dovere di custodire; e c’è il futuro, non un’idea astratta, da immaginare, ma una responsabilità concreta, da realizzare giorno dopo giorno.
Se nei prossimi cinque anni ognuno di noi penserà solo a sé stesso, alla propria carriera, alla propria storia personale, allora avremo fallito, e avremo fallito tutti, maggioranza e opposizione. Perché sedere in quest’Aula come individui singoli e non come cittadini pugliesi tra i cittadini pugliesi sarebbe l’errore più grosso che noi tutti che abbiamo l’onore di sedere qui oggi, potremmo commettere.
Il nostro lavoro avrà senso solo se sapremo scrivere insieme una storia che sia la storia di tutta la Puglia, solo se sapremo tendere la mano a chi non ha creduto, a chi ha smesso di sperare, a chi pensa che nulla possa davvero cambiare. Se riusciremo a far sentire anche loro parte di qualcosa di più grande, allora avremo restituito dignità e valore al mandato che ci è stato affidato.
Questo deve essere il nostro impegno oggi, un impegno di tutti: essere parte di una storia collettiva, una storia che appartenga a tutti i pugliesi, una storia che qualcuno dopo di noi prenderà per mano e porterà più avanti, una storia che dobbiamo onorare con il lavoro, con l’umiltà e con il rispetto, una storia di cui i pugliesi possano essere orgogliosi, qui, nelle nostre città, e ovunque nel mondo, una storia che ha un nome semplice e bellissimo: si chiama Puglia.
Grazie. (Applausi)
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Presidente.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ci sono già degli interventi.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Fabio Romito. Prego, ne ha facoltà… Chiedo scusa, mi correggo, Presidente Pagliaro, mi scusi. Tocca a lei intervenire. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Presidente.
Presidente Decaro, assessori, colleghi di minoranza e di maggioranza, comincia una nuova legislatura ed auguro a noi tutti buon lavoro: lavoro nell’interesse di tutti e nel rispetto della volontà di tutti gli elettori e di tutti i pugliesi. Auguro al presidente Antonio Decaro, affinché sappia essere il primo cittadino dell’intera Regione, di restituire dignità e centralità a questa Istituzione, garantendo la sua presenza in assemblea ed anche nelle Commissioni, quando richiesta, al contrario di quanto è accaduto finora.
Da lei ci aspettiamo considerazione e attenzione… [...]
ma governare senza schiacciare chi è dalla parte opposta.
Ho apprezzato molto il fatto che si sia definito prima di ogni cosa un consigliere regionale, così come ho apprezzato la sua richiesta di collaborazione, ma - sia chiaro - sì alla collaborazione, ma ognuno nel suo ruolo, niente corteggiamenti.
Auguri ancora al neo Presidente del Consiglio Toni Matarrelli, conoscendone le doti umane e politiche, sono certo che potrà essere super partes e garantire pari dignità a ciascuno dei 50 consiglieri. Sono certo, conoscendola, che avrà come bussola il rispetto del mandato che le è stato affidato dagli elettori.
Difenda sempre la dignità e le prerogative del Consiglio regionale e dei singoli consiglieri, le chiediamo ascolto, prontezza nelle risposte e celerità nella gestione dei lavori, per procedere in modo spedito e sereno nel lungo cammino che ci attende.
Auguri a tutti i componenti dell’Ufficio di Presidenza. Mi sia consentito un saluto alla Vice Presidente Elisabetta Vaccarella, al Segretario d’Aula, Tommaso Gioia, espressione della maggioranza, e un augurio speciale ai rappresentanti dell’opposizione, al nostro Vice Presidente, Renato Perrini, al Segretario d’Aula Massimiliano Di Cuia, che sono certo sapranno far valere la voce e le ragioni di tutti, incarnando con senso di responsabilità il proprio ruolo di garanzia.
Questa Regione ha bisogno di una stagione nuova, che rimetta al centro i bisogni della comunità rispetto agli interessi di Partito e di fazione, che hanno sfibrato questo Consiglio, paralizzandolo soprattutto nella seconda parte della passata legislatura.
Come Presidente del Gruppo più importante e più grande dell’opposizione, sento la responsabilità di garantire un controllo rigoroso dell’azione della Giunta e di offrire alla Puglia un’alternativa credibile di Governo. Misureremo ogni atto con il metodo dell’interesse collettivo, valutando se opporci e presentare soluzioni alternative oppure se condividere proposte utili.
La nostra idea è quella di costituire una Giunta ombra, che metta a frutto le competenze di ciascun nostro consigliere in ogni materia che ci troveremo ad affrontare in questi anni. Questo perché la nostra non sarà solo critica, che pure ci sarà, sia chiaro, ma sarà anche studio, proposte e competenze. Assessori dei pugliesi e non della Puglia: è così che lei, Presidente, ha definito la sua squadra di Governo, noi le chiediamo di dare il buon esempio, rispettando il suo impegno elettorale, tutta la Puglia, glielo ripeterò in ogni occasione, basta con il Bari-centrismo. Anche se lei è l’ennesimo Presidente barese, che per giunta ha fatto il Sindaco di Bari per 10 anni, pensi e agisca da Presidente di tutti i pugliesi, allarghi i suoi orizzonti.
La Puglia non finisce a Bari, ma si estende dal Capo di Leuca al Gargano, la Puglia è policentrica, unisce Salento, terra di Bari e Capitanata. La storia, la geografia, le tradizioni, la cultura non si cancellano, si valorizzano. Per questo le chiediamo di dare finalmente attuazione al Consiglio delle Autonomie Locali, il CAL, che garantisce il diritto dei territori di avere voce in capitolo nelle decisioni che incidono sulla vita e sul destino delle singole comunità.
Lo prevede l’articolo 45 dello Statuto della Regione Puglia e lo prevede la legge regionale n.29 del 2006, una legge che esiste da vent’anni, ma non è stata mai messa in pratica. Ora penso che sia arrivato il momento.
Intanto le ribadiamo che il nostro appello è quello di dare pari attenzione e pari opportunità a ognuna delle sei Province pugliesi, per noi i campanili non sono fortini, ma sono fari, sono simboli identitari da difendere con orgoglio e da valorizzare, non la Puglia, Presidente, ma le Puglie.
Tutti si chiedono cosa cambia da Emiliano a De Caro, questa è la domanda che ci rivolgono i cittadini e che noi giriamo a lei, Presidente De Caro, perché lei ha fatto di una parola, discontinuità, il mantra della sua campagna elettorale e i cittadini si aspettano che lei mantenga questa promessa.
Lei invece ha scelto Michele Emiliano come suo consulente, una scelta fiduciaria, che certamente non è un segnale di rottura rispetto al metodo poltronificio di chi l’ha preceduta. Lei anzi ha fabbricato una poltrona su misura, extra large ed extra lusso, per l’ex Governatore, nominandolo consulente giuridico a 11.000 euro al mese, pagati dai pugliesi, 130.000 euro l’anno per farsi aiutare a risolvere i problemi da chi questi problemi non è riuscito a risolverli in 10 anni, anzi ne ha creati di nuovi e tanti.
La discontinuità si misura nei fatti, non negli slogan, e questa scelta non va nella direzione giusta. Per noi di Fratelli d’Italia la coerenza è un valore irrinunciabile.
Per questo riproporremo la proposta di legge che presentammo esattamente un anno fa in VII Commissione, il cui obiettivo è scoraggiare il trasformismo imperante nella politica regionale, obbligando a dimettersi da incarichi istituzionali (l’Ufficio di Presidenza del Consiglio, compresa la Presidenza stessa, la Vice Presidenza della Commissione) quei consiglieri regionali che passino da un Gruppo o un Partito a un altro, una proposta di legge che aveva come punto di riferimento il modello introdotto dal Senato della Repubblica, che Fratelli d’Italia ritiene opportuno applicare allo Statuto della Regione Puglia, attraverso una specifica modifica.
Il collega Caroli ne è stato l’alfiere, e va riportata in Consiglio e lo faremo sicuramente, un giro di vite, anzi un muro che vogliamo innalzare contro l’opportunismo e le porte girevoli, a cui ci ha tristemente abituati il Grand Hotel Emiliano.
Mi ha fatto molto piacere che lei abbia parlato di temi, Presidente, è quello che chiediamo da sempre, parliamo di temi, parliamo di problemi veri, che riguardano i cittadini.
Ora mi rivolgo, oltre che a lei, Presidente, anche ai suoi Assessori con dei piccoli messaggi, che approfondiremo sicuramente in seguito, in primis alle vecchie conoscenze, e sono tante, anche qui - mi consenta - altro che discontinuità! Parto chiaramente dall’assessore Pentassuglia. Assessore, lei ha il compito più gravoso, oggettivamente, quello di gestire un problema sentitissimo dai cittadini, la sanità.
Lei passa dall’agricoltura alla sanità, la Regione - lo ricordo – è in Piano di rientro dal 2011, da 15 anni, per disavanzi gestionali. La Corte dei conti, nella sua relazione al Parlamento del 19 gennaio scorso sulla gestione dei servizi sanitari regionali, attesta un netto peggioramento dei risultati finanziari della Puglia, l’ultimo buco certificato è di ben 400 milioni. Nel bilancio 2025 si stima un deficit di almeno altri 110 milioni.
Le ferite della sanità pubblica regionale le pagano soprattutto i cittadini più fragili e poveri, che non possono permettersi cure a pagamento. Quasi il 12 per cento dei pugliesi rinuncia a curarsi, la sanità territoriale è stata smantellata, le Case di comunità e gli ospedali di comunità sono ancora un miraggio, i Pronto Soccorso scoppiano.
Questa è l’eredità di vent’anni di mala gestio della sanità targati Vendola ed Emiliano. Ora bisogna rivoltare la sanità pubblica come un calzino, tagliando gli sprechi e non i servizi. Abbiamo un elenco dettagliato delle criticità che abbiamo verificato e continueremo a scovare nelle nostre ispezioni, che mettiamo a sua disposizione perché lei intervenga.
Finalmente avete cominciato ad entrare negli ospedali e nei Pronto Soccorso, bene, noi lo facciamo da anni, ma finora tutti i nostri appelli ad accompagnarci nelle ispezioni, rivolti all’ex governatore Emiliano e ai suoi Assessori di turno, sono caduti nel vuoto.
Speriamo che si inauguri una stagione nuova di collaborazione, con visite a sorpresa e ascolto di pazienti e operatori, secondo il nostro metodo.
Apprezziamo che abbiate voluto mettere mano, come primo provvedimento, al problema dei problemi, le liste d’attesa, leggiamo di 100.000 prestazioni urgenti e brevi da smaltire in 18 mesi, quando le urgenti dovrebbero essere fatte in 72 ore e le brevi entro 10 giorni.
Ci auguriamo che il vostro Piano straordinario possa servire realmente a migliorare una situazione drammatica e che bastino i 15 milioni stanziati per pagare gli straordinari e i turni aggiuntivi necessari a tenere aperti gli ambulatori 12 ore al giorno anche nel fine settimana, ma contestiamo con forza il freno alle cosiddette "prescrizioni inappropriate", perché rischia di condannare a morte la prevenzione. Come si fa a sapere a priori, prima di aver fatto una TAC o un elettrocardiogramma, se i campanelli d’allarme di un paziente sono sintomo di una patologia? Chi si assumerà la responsabilità di un approfondimento diagnostico non fatto, perché ritenuto non necessario?
Chiediamo di essere costantemente aggiornati sugli effetti del Piano straordinario per la riduzione delle liste d’attesa, che non resti solo una buona intenzione e un tentativo. Restituire il diritto alla salute a tutti i cittadini deve diventare la priorità assoluta, Assessore.
Passo all’Assessore Paolicelli, al mio amico Assessore Paolicelli. Subito lo stop al tributo 630 per le mancate opere di bonifica del Consorzio Centro Sud Puglia. Mantenga l’impegno che il suo Partito, il PD, ha scritto a pagina 43 del suo programma elettorale.
C’è poi da fare un tagliando sulla legge del fermo pesca triennale dei ricci di mare, che è in vigore dal maggio del 2023, per consentire il ripopolamento di questa specie, fondamentale per l’ecosistema marino. Rischiava, come sappiamo, l’estinzione.
Chiediamo di condividere gli esiti dei monitoraggi e di attuare la campagna di sensibilizzazione contro la pesca selvaggia.
Sulla Xylella che, dopo aver messo in ginocchio l’intero Salento, ora è arrivata a Bari e a Foggia, chiediamo un intervento deciso e forte della Regione. Laddove restano le macerie, bisogna rigenerare i territori devastati, accelerando sui reimpianti e ricostruendo il territorio agricolo sfigurato.
Abbiamo appreso dal Sottosegretario La Pietra che ci sarebbero 45 milioni non spesi nelle casse della Regione e vogliamo avere risposte su questo, Assessore, e su tutti i passi che verranno compiuti, in quali tempi, sul fronte della rigenerazione e del contenimento.
Visto che le misure messe in campo finora sono state inefficaci, chiediamo alla Regione di collaborare con il Governo nazionale per mettere in piedi una struttura commissariale per la Xylella, che va gestita come un’emergenza e oltre l’emergenza, altrimenti rischiamo di perdere non solo gli ulivi, ma anche altre colture sotto attacco dal batterio, come viti e ciliegi.
Le chiediamo inoltre, Assessore, di dar seguito alla legge approvata due anni fa per il riutilizzo e la valorizzazione del legno pregiato degli ulivi disseccati dal batterio, mettendo insieme olivicoltori, artigiani e comparto del mobile. Trasformiamo questa tragedia in opportunità di sviluppo.
Assessore all’ambiente, Debora Ciliento, mi rivolgo a lei che assume la delega delle politiche ambientali. La Puglia soffre per la carenza di impianti, è soffocata dalle discariche, paga la TARI più alta d’Italia, con una spesa media annua che sfiora i 450 euro a famiglia, 100 euro in più rispetto alla media nazionale.
Bisogna chiudere il ciclo dei rifiuti, lo diciamo per l’ennesima volta, realizzando impianti pubblici - sottolineo pubblici - di nuova generazione, che preservino i territori dall’inquinamento ambientale che ha avvelenato molte comunità, basta guardare i dati tremendi delle patologie tumorali.
C’è poi il capitolo dell’energia, Assessore. Aspettiamo da quasi 10 anni l’aggiornamento del PEAR, il Piano Energetico Ambientale Regionale, che è fermo al 2017, e questa mancanza di paletti ha lasciato campo libero alle speculazioni. Le chiediamo di riaprire subito la discussione sul disegno di legge sulle aree idonee per i nuovi impianti FER, i punti di criticità, come sa, sono tanti e abbiamo le nostre proposte per superarli.
Ci siamo battuti e continueremo a farlo contro la proliferazione selvaggia di richieste per impianti eolici galleggianti in mare, troppi e troppo vicini alle coste, troppo grandi per i nostri mari, troppo devastanti nelle opere di allaccio a terra della rete elettrica, addirittura previsti in aree sotto tutela paesaggistica e architettonica. Tutto questo è inaccettabile. La Regione e i territori hanno voce in capitolo nella localizzazione degli impianti eolici off shore e dobbiamo rivendicarla.
Con la delibera del 7 marzo 2022, la Giunta regionale ha recepito gli obiettivi delle linee guida del Piano di gestione dello spazio marittimo per le aree adriatiche e ioniche, e al punto 4 viene evidenziato il diritto di riserva, ancora inutilizzato dalla Regione Puglia, che le da margini di intervento sulla pianificazione dei mari in queste due aree.
Non facciamoci commissariare, prendiamo le redini della pianificazione del nostro mare, Assessore.
Ora passiamo all’assessore Piemontese, l’Assessore alle infrastrutture e alla mobilità. Le infrastrutture e i trasporti che le sono stati affidati sono la dimostrazione lampante dello sbilanciamento su Bari degli investimenti della Regione, che ha condannato le periferie dell’impero, dal Salento alla sua Foggia, all’arretratezza e addirittura all’isolamento.
Viaggiamo ancora sui treni a gasolio del Far West, è stato citato il percorso Lecce-Gagliano del Capo, 2 ore e 50 minuti. Presidente, venga insieme all’Assessore a farsi un giretto con noi, attendiamo insieme l’elettrificazione, ci farà piacere quando riusciremo almeno a ridurre questa tratta, però apriamo anche un nuovo capitolo di collaborazione sui territori e sicuramente potremo migliorare le condizioni complessive della nostra Regione.
Abbiamo l’aeroporto del Salento sottodimensionato, con un quinto dei voli di Bari in media a costi molto più alti, servizi e collegamenti carenti. Il Gino Lisa di Foggia stenta ancora a decollare, nonostante il grande bacino potenziale di utenza che comprende anche il Molise. L’aeroporto di Grottaglie è un’infrastruttura inattiva, nonostante i lavori di adeguamento e di prolungamento della pista. Anche in questo caso sarebbe molto utile, non solo a Taranto, ma anche a tutta l’area che va da Matera al nord della Calabria.
Quanto alle strade, servono una ricognizione di tutte le incompiute, il monitoraggio dei cantieri aperti, la revisione delle stime fatte dal Nucleo di valutazione regionale, come quella della Statale 7-ter Lecce-Taranto, i soli due capoluoghi che ancora non sono collegati con una quattro corsie. Come sapete, dal Nucleo di valutazione regionale questa strada è stata giudicata non prioritaria.
Senza collegamenti efficienti e moderni, si condannano i residenti a una mobilità di serie B e si scoraggiano i turisti. Bisogna potenziare trasporti e infrastrutture di tutti i territori, come è stato fatto per Bari.
Ora mi rivolgo all’Assessore al turismo. Assessora Starace, il brand Puglia è vincente, ma bisogna fare un salto di qualità per mettere a sistema l’intera offerta ricettiva, dalle case vacanze al segmento del lusso, lavorando anche sulla formazione del personale.
C’è bisogno di un giro di vite su vetrine ed eventi e di una gestione più oculata e corretta dell’Agenzia Regionale Puglia promozione. Basta con le trasferte extralusso, che servono solo agli amici degli amici.
Speaker : PRESIDENTE.
Presidente Pagliaro, il suo tempo è esaurito, si avvii a conclusione.
Speaker : PAGLIARO.
Io ne ho per tutti gli Assessori, non voglio trascurare alcuno, non vorrei che qualcuno pensasse che lo sto trascurando, ho fatto una cosa molto veloce, era solo un piccolo passaggio, chiaramente, quando parlo delle trasferte extra lusso, non posso non ricordare la nostra posizione come Fratelli d’Italia, abbiamo denunciato lo scandalo del Miami Gate, quasi mezzo milione speso per un bando farsa, il sospetto di un enorme spreco di risorse pubbliche su cui sta indagando la Corte dei conti.
All’assessore Miglietta avrei tanto da dire, anch’io vorrei ricordare il nostro Donato Metallo, le chiediamo di sbloccare l’iter di istituzione della Fondazione Tito Schipa, che è una legge voluta e approvata all’unanimità da me, da Massimo Bray e da Donato Metallo. Anche questa è una traccia del suo impegno. Un’altra fondazione, quella del Petruzzelli di Bari, è da valorizzare, e così via. Ci sarebbe tanto da dire, proprio tanto. Anche sulla Notte della Taranta qualcosa vorremmo dirla, visto che siamo stati determinanti nella fase iniziale.
All’assessore allo sviluppo economico avrei ancora tanto da dire. Anche in questo caso, c’è tanto lavoro da fare. Ci riserviamo di farlo più in là, non ho il tempo necessario per farlo.
Anche all’assessore al bilancio, al nostro assessore: ci aspettiamo un giro di vite sulle consulenze esterne, visto che lo scorso anno ne sono state affidate ben 175.
Concludo, Presidente.
All’assessore all’urbanistica: nelle nostre ispezioni abbiamo verificato che c’è veramente tanto da fare per l’edilizia popolare, abbiamo visto situazioni drammatiche, infiltrazioni di umidità, muffa, pavimenti divelti, palazzine senza ascensore da anni, con persone anziane e disabili murate in casa. C’è veramente tanto da fare, assessore.
Infine, al mio amico assessore Cristian Casili, che eredita una delega importante, nevralgica per la cura delle persone, soprattutto per quelle più fragili: si affronti subito la crisi delle cooperative del terzo settore, che è una vera emergenza. Non sono a rischio soltanto i servizi per gli utenti anziani, minori, disabili e famiglie, ma anche 24.000 posti di lavoro, 400 milioni di euro di salari.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Speaker : PAGLIARO.
Sto concludendo. Sono alla fine. Mi fermo qui, dottoressa Gattulli.
Presidente Decaro, assessori, Fratelli d’Italia, come principale Gruppo di opposizione di questo Consiglio regionale, eserciterà fino in fondo il ruolo che i pugliesi ci hanno affidato: controllo rigoroso, proposte concrete e difesa dell’interesse generale. Non faremo sconti quando saranno calpestati i diritti dei cittadini, quando prevarranno sprechi, inefficienze o logiche di potere, ma non saremo nemmeno un’opposizione pregiudiziale. Ogni provvedimento utile alla Puglia troverà il nostro senso di responsabilità.
La vera discontinuità non si misura negli slogan o nelle nomine, ma nel rispetto delle istituzioni, nella trasparenza delle scelte, nella capacità di ascoltare tutti i territori, anche chi sta all’opposizione. Se questa sarà la direzione ci troverete pronti a confrontarci con serietà e lealtà. Se, invece, prevarranno ancora una volta i teatrini della politica e i poltronifici, che vengono pagati dai cittadini, Fratelli d’Italia sarà una sentinella vigile e inflessibile. È questo l’impegno che prendiamo oggi davanti a quest’Aula e davanti a tutti i pugliesi. Solo insieme possiamo raggiungere ciò che ciascuno di noi cerca di raggiungere, senza guerre ideologiche, ma con il rispetto reciproco, pur nella dialettica degli schieramenti.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Chiedo un po’ di pazienza: essendo oggi il primo giorno in cui si riunisce l’Aula, abbiamo consentito lo sforamento dei tempi. In futuro, attraverso anche un accordo dell’Ufficio di Presidenza, dovremo rispettare i tempi, altrimenti sarà difficile governare l’Aula.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Si è iscritto a parlare il consigliere Romito. Ne ha facoltà.
Speaker : ROMITO.
Grazie, Presidente.
È il primo giorno dell’era Decaro, dunque è d’obbligo rivolgere gli auguri di buon lavoro al Presidente della Giunta regionale, al Presidente del Consiglio regionale neoeletto, all’Ufficio di Presidenza, ai colleghi consiglieri regionali tutti.
È doveroso, però, rivolgere un saluto anche ai consiglieri regionali della passata legislatura che non sono stati riconfermati, a tutti coloro i quali si sono candidati all’interno dei propri schieramenti politici per rivendicare le istanze dei propri territori e che continueranno a fare politica anche lontano da quest’Aula.
È d’obbligo un saluto e un ringraziamento a tutti i presenti. Sarebbe bello vedere quest’Aula sempre così gremita di gente, così gremita di giornalisti. Dobbiamo ricordarci, e questo spesso nell’ultima legislatura lo abbiamo perso di vista, che questa è l’Assemblea legislativa di tutti i pugliesi, questa è la più alta Assemblea legislativa del nostro territorio chiamata a promulgare e ad approvare leggi per i pugliesi e non piccole scorciatoie per i politici.
Presidente Decaro, è il primo giorno della sua legislatura, la XII della nostra Regione, ma in realtà di giorni ne sono passati 7.586 ‒ anche solo a leggerlo è pesante questo numero, 7586 ‒ da quel 27 aprile 2005, io ero minorenne e neppure votavo, giorno in cui per la prima volta si è insediato un Governo di centrosinistra in questa Regione, all’epoca guidato da Nichi Vendola, che ‒ lo ricorderemo tutti ‒ è stato ancora protagonista di questa campagna elettorale, di tutta la prima parte della campagna elettorale insieme all’ex Presidente Michele Emiliano.
Il garbo istituzionale mi impone di non parlare degli assenti, ma di questo non si tratta, perché lo ha già ricordato prima il collega: il Presidente Emiliano è ancora assolutamente presente in questa legislatura da consigliere giuridico del Presidente della Giunta regionale. Dunque, avrò occasione di parlare anche di quello che in quell’ultimo tratto di legislatura questo Consiglio regionale non ha fatto: non si è occupato dei pugliesi, ha pensato a litigare, a dividersi, a rincorrere un incarico in più, a rincorrere un assessorato in più rispetto ai colleghi di partito e si è completamente dimenticato della nostra Regione.
Io ho ascoltato con attenzione la sua relazione, Presidente Decaro. Evidentemente, sia per carattere che per una forma anche di rispetto istituzionale, le si deve perlomeno la fiducia dell’esordio, dell’avvio. Lei ha raccontato di tanti obiettivi, di tante speranze, di tante aspirazioni, legittime, sacrosante, doverose, che i pugliesi ripongono in noi, però dobbiamo partire da quello che è stato fatto. Dimenticare questi vent’anni in un solo discorso è certamente l’atteggiamento retorico più comodo per chi governa, ma non è rispondente né alla verità dei fatti né alla realtà che i cittadini pugliesi sono costretti a vivere da troppo tempo, certamente in questi ultimi vent’anni.
Per parlare di ospedali noi dobbiamo parlare anche di quello che la Puglia può e deve fare per migliorare la situazione dei nostri pronto soccorso. Noi, Presidente, lo deve sapere, abbiamo provato a migliorare quella situazione proponendo in diversi anni nel bilancio del nostro ente risorse aggiuntive per i medici di emergenza-urgenza, per tutto il nostro personale sanitario stremato. La maggioranza ci ha sempre risposto di no.
Lei, Presidente, ha parlato di risorse, e lo ha fatto ‒ devo dire ‒ con grande abilità retorica, ponendo sempre l’obiettivo su questo tema, che in realtà è un refrain dei politici: mancano le risorse; mancano le risorse; mancano le risorse. Questo è vero soltanto per metà. Noi non dobbiamo lamentarci delle risorse che mancano, ma dobbiamo essere bravi a impiegare quelle che già abbiamo. Io non so che dati ha preso lei, Presidente Decaro, da dove ha tratto quei dati sulle case di comunità e gli ospedali di comunità, ma se finanche la Corte dei conti ha acceso un faro sulle lungaggini con cui questa Amministrazione regionale sta procedendo per consegnare ai pugliesi strutture sanitarie che sono state finanziate (ecco le risorse) e che ancora oggi sono sostanzialmente ferme (corriamo il rischio di perdere quei finanziamenti), qualcosa sulla capacità di agire e di gestire la macchina pubblica di questa nostra Regione abbiamo il dovere di dirla, altrimenti continueremo ad allontanare i cittadini pugliesi da questa istituzione.
Ricordo a me stesso che le Regioni nascono come un compromesso, però un compromesso nobile, quello che nel 1948 i costituenti provarono ad ottenere tra chi voleva un sistema più federale del nostro Stato, che aveva quale padre il grande pensatore Cattaneo, e chi, invece, aveva una propensione più stato-centrica, in quel caso era il Partito Comunista. La Regione già fu il frutto di un compromesso, un compromesso che dal 1948 ci ha messo tanti anni per arrivare ad essere effettivamente reale, tangibile. Siamo arrivati agli anni Settanta per parlare di Regioni, poi abbiamo avuto la legge Bassanini, poi abbiamo avuto la riforma del Titolo V della Costituzione, che è il nostro punto di partenza, è da qui che le Regioni hanno iniziato a diventare protagoniste, almeno in potenza, in teoria, in ipotesi, della vita dei cittadini pugliesi. Ricordiamocelo questo, ricordiamoci delle nostre prerogative che la Costituzione affida alle Regioni ogniqualvolta esercitiamo male l’azione legislativa, che noi, invece, siamo chiamati ad esercitare nel rispetto e per la dignità del popolo pugliese.
La politica in questi anni è assai cambiata. De Gasperi, uno dei padri della nostra Patria, si raccomandava di promettere in campagna elettorale sempre meno di quello che si pensava di poter mantenere se eletti. Da questa idea di Stato, da questa idea di Repubblica, da questa idea di istituzioni, di dignità delle istituzioni ad oggi, in cui, invece, avviene esattamente il contrario, si promette almeno per cinque rispetto a quello che già si sa di poter mantenere, ne è passato di tempo e ne è passata anche di capacità della politica di essere attenta ai cittadini pugliesi, ed è il motivo per cui la gente si allontana dalle istituzioni.
Anche l’ultima tornata elettorale, che pure l’ha vista vincere con un largo consenso la competizione elettorale, è stata, in realtà, una competizione che ha visto pochi pugliesi recarsi alle urne per scegliere il proprio Presidente e i propri consiglieri regionali. Dobbiamo ripartire esattamente da qui, da questo punto, dal riavvicinare la gente alle istituzioni. Per farlo dobbiamo provare a essere più concreti, più pratici, meno teorici e soprattutto meno ipocriti. Anche questa è una odiosa abitudine della politica che, per comunicazione, per taglio anche legato ai media, alla capacità nostra di essere immediatamente vicini alla gente, accade con i social network, accade con le radio, con le tv. Prima era più complicato arrivare direttamente all’eletto per l’elettore, oggi è più facile questo, ma è quello che ci deve dare più responsabilità, ci deve conferire più responsabilità ogni volta che pronunciamo una parola, un’idea o un’asserzione.
È troppo facile parlare di agricoltura e di rimettere al centro delle politiche pugliesi l’agricoltura se poi esistono partiti politici che in Europa, per esempio, da dieci anni aprono le porte della nostra terra, del nostro Paese all’olio tunisino. Lo dobbiamo dire con forza questo. Non voglio rompere la pax retorica che è giusto che il primo Consiglio regionale conservi, ma dobbiamo anche dirci le cose esattamente per quelle che sono e far seguire sempre alle parole i fatti, non soltanto in quest’Aula, ma anche nelle Assemblee legislative, la Camera, il Senato della Repubblica e l’Europarlamento, dove gran parte dei Gruppi consiliari rappresentati in questa Assemblea legislativa muovono, invece, i propri passi da istituzioni europee e nazionali.
Ecco la rispondenza tra quello che noi dobbiamo fare qui, quello che abbiamo l’obbligo di fare qui e quello che viene fatto altrove.
Presidente, noi viviamo una regione veramente di grandi paradossi, dove per un ristoratore di una piccola cittadina di Bari è più complicato utilizzare e mettere un condizionatore a causa dei vincoli, delle Sovrintendenze e delle 150.000 difficoltà burocratiche, che, invece, per grossi gruppi industriali riempire gran parte del nostro territorio di pale eoliche e pannelli fotovoltaici. Ci dovrete spiegare ‒ perché l’ha detto nel suo discorso ‒ come mettere insieme la tutela del paesaggio (cito le sue parole) e la necessità, oggi, di dotarci di energie rinnovabili, che però non depauperino il paesaggio, perché ‒ quello sì ‒ è un bene di tutti. Questo ce lo dovrete raccontare e dovremo provare a metterlo in atto attraverso le norme.
È rimasta ferma al palo la legge sulle aree idonee. Da un certo punto di vista, io ne sono anche felice, perché non era affatto vicina al mio sentiment. Mi dicono spesso che io ho una ideologia, ho un modo di pensare la vita e la politica non espressamente, non marcatamente vicina a quella che, invece, dovrebbe essere propria del capitalismo. Sono per il paesaggio, sono per la povera gente, sono per tutte quelle persone che dalla politica cercano una risposta. Facciamo molta attenzione a come ancora oggi e nei prossimi cinque anni utilizzeremo le competenze gigantesche e le prerogative della Regione Puglia, Presidente, per attrarre altri pugliesi, quindi per convincerli a rientrare e per convincere anche i pugliesi che oggi ancora soffrono di grandi difficoltà nella sanità, nel mercato del lavoro, nell’occupazione a rimanere.
Mentre noi ci raccontiamo di quanto siamo belli e bravi, facciamo i nostri ragionamenti retorici, la Puglia, Presidente, è maglia nera per depopolamento all’interno del nostro sistema Paese: 13.000 pugliesi in meno nell’ultimo dato rilevabile. In questi ultimi vent’anni, l’ho detto prima, non abbiamo governato noi. Concordo con lei, sono d’accordo, apprezzo la sua idea di voler riattirare qui a casa i pugliesi che sono andati via. Possiamo dire che fino ad ora non lo avete fatto perfettamente, perché 13.000 pugliesi hanno abbandonato la Puglia, anche per quei problemi di cui abbiamo parlato prima.
Non possiamo dimenticarci del tema dei temi: il mercato del lavoro. Avere l’opportunità di dare ai giovani pugliesi, e non soltanto ai giovani, perché questo è un problema che oggi colpisce tutte le fasce della nostra popolazione, l’opportunità di un lavoro dignitoso, e questo non si ferma al salario minimo, su cui avrei molto da dire, sull’ipocrisia di chi, da un lato, rivendica il salario minimo e, dall’altro, va in piazza per manifestare, dimenticandosi dei contratti collettivi che ha firmato consapevolmente, oppressivi del lavoro, che non danno dignità al lavoro.
Utilizziamo bene uno strumento straordinario, quello degli accordi di programma. Assessore Di Sciascio, ci siamo già conosciuti in un’altra epoca, quando lei era assessore al Comune di Bari e io ‒ sempre quello facevo ‒ consigliere di opposizione. Utilizziamo con intelligenza, con sapienza gli accordi di programma. Non possiamo neanche permetterci più un dumping a danno delle nostre imprese che vedono multinazionali venire qui in Puglia, utilizzare contributi pubblici, grande risorse, grande disponibilità da parte della Regione Puglia, e dimenticarsi, una volta ultimato quel momento, quel periodo legato ai benefici, di mantenere saldi i livelli occupazionali e la dignità dei lavoratori pugliesi. Ripeto: dignità non è soltanto salario minimo, ma anche non dare turni di lavoro a spezzatino, dove, però, venerdì, sabato, domenica e festivi non mancano mai. Questo accade per i giovani pugliesi che sono costretti a rincorrere un posto di lavoro quando vogliono restare qui in Puglia e costruire qui il proprio futuro e il proprio avvenire.
Rispetto a questo, Presidente, abbiamo davvero tanto da fare, spero insieme, condividendo l’indirizzo che la Regione Puglia dovrà tenere, ma non grazie a quelle tecniche di abigeato, cioè il furto del bestiame, che abbiamo visto negli ultimi anni attraverso migrazioni di massa da una parte all’altra, accordi trasversali (che trasversali non erano, erano solo accordi di convenienza).
Noi ci stiamo a ragionare insieme sul futuro della Puglia, come è stato detto, saldi nelle nostre posizioni e consapevoli del ruolo che i cittadini pugliesi hanno affidato a ciascuno di noi, a ogni singolo consigliere di questa Regione, ma dobbiamo farlo con uno spirito diverso rispetto al passato.
Lei, Presidente, ha parlato di cambiamento, e io ne sono assolutamente lieto, della necessità di cambiare approccio, eppure questa è la Giunta più conservativa di sempre. Michele Emiliano, nella sua seconda Giunta, ha confermato meno assessori di quanti non ne abbia confermati lei nella nuova legislatura. Siamo nel primo Consiglio regionale, lei mi conosce: le stiamo staccando un assegno di fiducia, nonostante la pratica e le cose tangibili che abbiamo avuto modo di vedere non dicano esattamente lo stesso. Oggi abbiamo la possibilità di inaugurare un diverso metodo di stare insieme in Consiglio regionale, e questo parte dal senso di responsabilità di ciascuno di noi.
Io, Presidente, sento forte la responsabilità di rappresentare questo territorio, il territorio della nostra regione, sono certo che ciascuno di noi avverte la stessa identica responsabilità, però dobbiamo evitare, nel prosieguo del tempo, nel corso di questi cinque anni di questa legislatura che ci attende, di arroccarci sulle nostre reciproche posizioni, imponendo alla forza delle idee quella dei numeri. Anche questo lo abbiamo visto molto spesso quando si arrivava in Aula e si decideva che una tesi dovesse passare per forza anche quando illogica, anche quando oggetto di impugnativa da parte del Governo, quindi anche a spese dei cittadini pugliesi: al di sopra di tutto e al netto di tutto, andare dritti per la nostra strada. Questo non ha fatto bene alla Regione Puglia, non ha fatto bene al nostro modo di legiferare.
Presidente, le faccio un’altra richiesta: rivendichi forte il ruolo legislativo di questa Regione. Capita sovente che il Consiglio regionale approvi norme assai chiare e si decida, invece, sul territorio regionale, la giurisdizione decida sul territorio regionale di applicarle in modo diverso a Taranto rispetto a Foggia, rispetto a Bari, rispetto a Lecce (la cito altrimenti il Presidente Pagliaro si indispettisce). Questo è un compito che lei, Presidente, credo debba tenere assolutamente in considerazione, perché la dignità di quest’Aula e del lavoro a cui tutti siamo chiamati in quest’Aula passa anche dal metodo con cui le leggi che noi saremo bravi e in grado di approvare verranno applicate e verranno rese patrimonio di tutti all’interno della giurisdizione e della vita dei cittadini pugliesi.
Presidente, credo che lei abbia addosso ‒ e credo anche che la avverta ‒ una grandissima responsabilità, quella di guidare un centrosinistra a una metamorfosi, a un parziale cambiamento rispetto a quello che fino a oggi abbiamo avuto modo di osservare, per la verità, tra mille difficoltà, Presidente. Anche questo glielo dobbiamo dire e ce lo dobbiamo dire.
Noi, da questo lato, come centrodestra pugliese, vi abbiamo messo nelle migliori condizioni, a causa delle nostre mancanze, per arrivare comodi, per arrivare in buona salute e, soprattutto, per arrivare così costantemente al traguardo elettorale.
Vi possiamo fare una promessa: questo non accadrà mai più, perché questo centrodestra ha il dovere di rappresentare e costruire in questi cinque anni un’alternativa che possa essere apprezzabile in Regione Puglia, nelle città che ci vedranno presenti al voto e spero, finalmente, nelle Province, che devono tornare ad essere elettive e non terra di conquista dei politici e dei politicanti.
Per questo, Presidente, termino il mio intervento rivolgendole un “in bocca al lupo”, ma ‒ non se ne dispiacerà ‒ rivolgendo il più grande “in bocca al lupo” a tutti i cittadini pugliesi e alla nostra regione, che ne ha un gran bisogno.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Romito.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva. Ne ha facoltà.
Speaker : MINERVA.
Grazie, Presidente.
Un rinnovato saluto a quest’Aula, in questo che per me è il primo giorno da consigliere regionale. Un saluto alle colleghe e ai colleghi consiglieri, un saluto al nostro Presidente della Giunta regionale, un saluto a tutti gli assessori.
È con tanta emozione che mi approccio a questo primo intervento, nella consapevolezza che l’emozione non è debolezza, ma il carico emotivo di un sentimento che traspare. In questa giornata non c’è solo quello che accade in quest’Aula, ma c’è il vissuto di ognuno di noi, c’è il nostro passato, le nostre storie, le nostre difficoltà, le nostre speranze e le speranze dei tanti cittadini che, attraverso il loro voto, ci hanno dato la fiducia per essere rappresentati da noi.
È un onore, oltre che una grande responsabilità, essere, Presidente, il Capogruppo del più grande Gruppo di maggioranza di questa Assise. Lo è per me, che sono il più giovane della maggioranza, ma sono uno degli ultimi, che viene dalla gavetta di partito, che ha dormito nelle sezioni della giovanile, che oggi fa politica con chi è partito nei comitati studenteschi nella difesa dei diritti degli studenti e poi ha capito e ha scelto la politica ‒ lo dico sempre ‒ come arma di cambiamento per una generazione.
Presidente, io ho scelto di fare politica perché nella periferia di Gallipoli con i ragazzi con cui ero cresciuto giocando per strada a un certo punto mi sono perso di vista. Io venivo da una famiglia che mi ha fatto capire l’importanza degli strumenti culturali per poter essere artefice del mio destino (homo faber fortunae suae). Gli altri, invece, che non hanno avuto questa fortuna si sono persi e si sono ritrovati da più grandi a essere incapaci di dire la propria, di comprendere il valore della rappresentanza e l’utilità di poter dire quando un parco giochi doveva essere cambiato, quando un servizio in una comunità non c’era. Ho scelto per questo di fare politica ed è per queste ragioni che oggi con grande orgoglio provo a svolgere, forse indegnamente, questa funzione.
Ringrazio i quindici componenti del Partito democratico che mi hanno dato la loro fiducia e mi hanno chiesto di guidare questo Gruppo consiliare, nella consapevolezza, e mi rivolgo a tutti i colleghi e a tutte le colleghe, che oggi non siamo qui solo per un mero ruolo funzionale, non siamo qui per espletare una funzione istituzionale, ma siamo qui per stringere un patto con i pugliesi, tutti insieme, il governo di questa Regione, il Presidente, il Presidente del Consiglio, i consiglieri di maggioranza e di opposizione, nella consapevolezza che in quest’Aula ci vuole la responsabilità di capire che nei nostri dialoghi, nei nostri dibattiti in questo luogo, che è il luogo del dissenso, ma è anche il luogo delle scelte, c’è bisogno di responsabilità e di coraggio, il coraggio di scegliere chi rappresentiamo. Noi sappiamo, cari colleghi, chi rappresentiamo da questa parte. Lo ha detto il Presidente della Regione.
È con questo spirito, Presidente, che noi in maniera incondizionata le daremo supporto in questi anni di sacrificio, di lavoro, ma anche di soddisfazione, perché siamo consapevoli che la Regione Puglia ha bisogno di servizio e non di potere, ha bisogno di chi sa che la politica, le istituzioni e amministrare un ente come la Regione Puglia è la capacità della concretezza che attiene agli amministratori, ma anche la capacità di una visione politica che attiene alla Politica con la “P” maiuscola.
Stiamo segnando la differenza, e lo ha dimostrato, Presidente, dai suoi primi atti. Quello che oggi ha narrato a quest’Aula è l’inizio di una storia bella, che siamo felici di poter condividere, di cui siamo consapevoli di poter essere protagonisti, una storia che tiene insieme la Regione Puglia, che tiene insieme i pugliesi, i miei pescatori di Gallipoli come quelli di Manfredonia, con le facce scottate dal sole e tagliate dalla salsedine, che hanno nella nostra capacità di occuparsi del mare e delle loro vite datoci fiducia; degli agricoltori del Salento, da quelli frastornati dalla piaga della Xylella a quelli a quelli della Daunia, della Capitanata, che sanno che c’è bisogno di conoscere i problemi, di tenere i piedi saldi nella terra se si vuole provare a essere credibili quando si prendono le decisioni che insieme andremo a prendere.
È una storia lunga, questa, Fabio, una storia iniziata circa 8.000 giorni fa. Non vedo il Capogruppo della Lega, che io ho ascoltato e avrei avuto piacere mi ascoltasse. È una storia lunga più di 8.000 giorni. Mi dispiace che tu per pochi mesi non potevi votare vent’anni fa, quando, invece, quelli come me si sono appassionati alla politica come visione, agli straordinari comizi emozionanti di Nichi Vendola, che ha riportato i giovani alla consapevolezza della politica, come ho detto prima, come arma di riscatto generazionale, come è stato in queste elezioni. Se noi continuiamo così e voi continuate così, preparatevi ad altri 14.000 giorni di governo riformista di questa Regione, perché i pugliesi hanno scelto da che parte stare, lo fanno da vent’anni.
Così come mi sento di ringraziare, oltre ai dieci anni di Nichi Vendola, che ha riacceso il fuoco della politica nell’area riformista, il Presidente Michele Emiliano, che ha creduto in una nuova generazione di amministratori, di cui io mi sento essere uno dei protagonisti, e ci ha lanciato verso la maturità politica.
Certo, condivido e richiamo a noi la responsabilità, nella consapevolezza delle funzioni che abbiamo. Lo dico da osservatore esterno: lo spettacolo che ha dato questo Consiglio regionale nella fine della scorsa legislatura non è stato per i cittadini, per noi osservatori esterni un bello spettacolo. Come spesso succede nella politica che non ci piace, con i comportamenti si è espletato il pensiero hobbesiano “homo homini lupus”, ognuno agisce da solo per provare a fregare l’altro, prova a salvarsi a discapito anche del suo compagno di banco. È avvenuto questo, consigliere Pagliaro, ma non solo con la responsabilità di chi ha corteggiato, ma anche con la responsabilità di chi si è consegnato oggi al Governo regionale e ieri o domani o dopodomani al Governo nazionale, con un cambio di casacca repentino. Io sono d’accordo con lei, non era del partito di Fratelli d’Italia e poi è diventato di Fratelli d’Italia, anche per me la coerenza di stare nello stesso partito da sempre è un valore. Penso sia giusto ritornare a quel tipo di politica, in cui la coerenza è necessaria.
Come è accaduto a Lecce ieri, non solo per lo straordinario lavoro di Francesco Volpe, a volte alcuni di voi si sono consegnati autonomamente, senza che nessuno li abbia corteggiati, questo perché probabilmente il centrosinistra unito è più forte, caro Fabio, del centrodestra unito. Ne avete avuto testimonianza ieri nella provincia di Lecce. È un onore, Presidente, stare su questi banchi, su cui si sono seduti grandi uomini della mia terra, che sono stati grandi rappresentanti istituzionali, cui da ragazzo ho appreso la bellezza di fare politica, di ascoltarli, di capire la funzione delle Istituzioni, dai compianti Vittorio Potì a Salvatore Negro, in questo solco in cui sono passati prima di me per il Partito Democratico salentino insieme a Loredana Capone grandi uomini della politica del mio territorio, come Sergio Blasi, come Antonio Maniglio, come il grande Ernesto Abaterusso (Applausi) che è stato uno straordinario politico, capace, che ha sempre difeso il suo territorio, e come il mio amico, il nostro amico Presidente Donato Metallo, che ha lasciato una traccia, su cui il nostro lavoro dovrà continuare, tenendo conto del fatto che la politica è una cosa bella e che ognuno di noi sceglie dove passa la traccia che può lasciare. Come diceva lui, ciò che si semina non smetterà mai di germogliare. Oggi siamo qui anche per lui, per continuare a seminare nel nostro territorio, questa Puglia straordinaria, che ha bisogno di continuare a fare lo straordinario lavoro che abbiamo fatto sul turismo, sulla cultura. Ha fatto rendere conto a questa Regione che la cultura, l’identità e il turismo si tengono insieme, nella narrazione di una storia che può raccontare una diversità rispetto a molte altre parti del mondo. Vedete, il mare bello come quello della Puglia c’è in tanti luoghi del mondo, ci sono bei paesaggi in giro per tutto il mondo, ma la storia del nostro popolo, lo spirito delle nostre genti, la nostra capacità di accoglienza, la nostra musica, il nostro cibo non c’è da nessun’altra parte, e noi questo dobbiamo riuscire a costruire per raccontare ciò che siamo, partendo, appunto, dalla capacità di tenere insieme, Presidente, come ha detto, le persone, i giovani, i piccolissimi, i bambini, le mamme, le donne di questa terra, gli studenti, che sono valore fondamentale per lo sviluppo di una comunità, i nostri anziani e le tante solitudini, che dobbiamo raccogliere e provare a tenere insieme, i servizi, su cui dobbiamo migliorare, le foreste, grazie per averle citate, i reimpianti, che dobbiamo fare, come abbiamo fatto in provincia di Lecce, a partire da iniziative pubbliche, perché il cittadino deve vedere che la politica dà l’esempio, che le Istituzioni danno l’esempio rispetto alla direzione che proviamo a tracciare, il ciclo dei rifiuti. Insomma, tutta una serie di iniziative che abbiamo bisogno di concordare con il protagonismo dei nostri cittadini, i lavoratori, a partire da quelli a cui abbiamo garantito l’applicazione del contratto del salario minimo, fino ai lavoratori ARIF, che questa mattina erano qui fuori e ci hanno chiesto di essere ascoltati. Siamo partiti con il tema dei temi, la sanità, e so che su questo, come abbiamo già iniziato a fare, daremo risposte fondamentali.
Agli assessori auguriamo un ottimo lavoro, nella consapevolezza che avete fra questi banchi colleghi che vi saranno da stimolo, che vi consiglieranno, che vi accompagneranno nei nostri territori e faranno da “grillo parlante” quando ci sarà bisogno di dare ascolto alle persone. Così come, di questo la ringrazio, Presidente, perché, come noi, non dimentichi il tuo passato, siamo consapevoli che in un momento storico in cui la rappresentanza vive una difficoltà, in cui le crisi mondiali ci portano a un racconto di tutto ciò che di negativo l’uomo può fare, vediamo le guerre, vediamo come, invece, dobbiamo riconquistare una centralità come Puglia nel Mediterraneo, in un sistema in cui neanche i parlamentari vengono scelti dai cittadini, noi, il Consiglio regionale e i sindaci, invece, continuano a essere scelti dalla più alta forma di democrazia, appunto il voto diretto dei cittadini alle persone. È da ex sindaco, ma anche da ex Presidente della Provincia, qui siamo in tre ex Presidenti di Provincia, c’è anche Giuseppe in platea, so quanto è importante costruire politiche comuni sui servizi… Ho detto tre: io, Nicola e Toni in Consiglio, Giuseppe fuori. Dicevo, sappiamo, al netto di questa riforma delle Province, che però, Fabio, il Governo non mi sembra aver messo in agenda rispetto al cambiamento, una riforma nefasta, di cui è complice anche il mio partito, che quella visione e quella capacità di essere Ente di coordinamento, di fare rete tra i Comuni, di costruire una pianificazione e una strategia generale che tiene insieme i tanti piccoli comuni della Puglia diventano fondamentali l’interlocuzione per raggiungere determinati risultati.
Se mi chiedete qual è la cosa di cui da Sindaco di Gallipoli vado più fiero, e ne abbiamo fatte tante, un campetto, con 120.000 euro di fondi di coesione, fatto in un quartiere popolare della mia città, in cui abbiamo dato il segnale che l’uguaglianza per noi è una questione di merito e non solo di forma, perché non è giusto che i figli delle famiglie che se lo possono permettere mandano i bambini alla scuola calcio e chi non se lo può permettere non può giocare più a pallone, ecco queste misure, queste forme che tengono insieme la tenuta sociale e l’uguaglianza, ma anche la capacità di costruire quella comunità fatta di persone, a cui stiamo lavorando, per quegli obiettivi è fondamentale interloquire con i singoli sindaci, con i singoli amministratori, che sono il cuore pulsante di questa regione.
Ho iniziato a fare politica, Presidente ‒ ci tengo a dire questa cosa ‒ per rappresentare la mia generazione. Oggi, a trentanove anni, sento il dovere di continuare a provare a fare bene per i miei nipoti, Beatrice, Leonardo e Lorenzino, per mia figlia Margherita, per il bambino o la bambina che con mia moglie stiamo aspettando, per Pietro, per i tanti nostri figli, Domenico, Raffaele. L’altro giorno abbiamo fatto una bellissima Conferenza dei Capigruppo di maggioranza e io e Maria avevamo i nostri figli in braccio, perché penso che il nostro modello di politico sia quello di provare a non fare come ho fatto io con le persone più grandi, guardarle in faccia e dire loro che hanno sbagliato perché ci hanno consegnato un mondo ingiusto, che non hanno fatto niente, non si sono rimboccati le maniche e ci hanno lasciato un mondo fatto di diseguaglianze, di problemi climatici, di territori che franano, di ingiustizia. Allora noi, con il nostro compito, siamo consapevoli che è complicato fare le rivoluzioni, ma sappiamo che, passo dopo passo, possiamo cambiare in meglio, con le nostre azioni, con il nostro voto, con le nostre discussioni, il futuro di questa terra. Lo dobbiamo ai nostri anziani, lo dobbiamo ai nostri coetanei, ma lo dobbiamo a quei bambini che un domani ci guarderanno in faccia e ci diranno che abbiamo fatto male o abbiamo fatto bene, nella consapevolezza che ogni giorno noi camminiamo insieme per fare bene e per dare seguito al più alto compito che la politica deve assumersi, ovvero la responsabilità e il coraggio di rappresentare i nostri cittadini, in particolare gli ultimi, quelli che voce non l’hanno mai avuta.
Grazie e buon lavoro a tutti noi.
(Applausi)
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Scalera. Ne ha facoltà.
Speaker : SCALERA.
Grazie, Presidente. Colleghe e colleghi consiglieri, oggi si apre una nuova legislatura, la XII, e mi viene subito in mente una citazione latina, dopo aver ascoltato la lectio magistralis del Presidente Antonio Decaro, al quale faccio i miei migliori auguri, a lui e a tutta la sua Giunta, e ai cinquantuno consiglieri che oggi sono qui in questa Assise a rappresentare la Puglia e i pugliesi. Mi torna subito alla mente una citazione latina che ho usato nella passata legislatura, perché io credo che fra la passata e la nuova niente sia cambiato, ed è: acta, non verba.
Signor Presidente, bisogna passare dalle parole ai fatti. Lei ha parlato e ci ha esposto un programma che, se veramente realizzato alla fine di questi cinque anni, farà della Puglia la regione pilota di tutte e venti le regioni italiane. Bravo, Presidente, per aver esposto così bene il programma e le intenzioni che, con la tua Giunta, con il tuo Esecutivo, vuoi portare all’attenzione dei pugliesi. Una raccomandazione, se è possibile, da umile consigliere tarantino, sono oggi onorato di rappresentare Taranto e la sua provincia, quella di usare, Presidente, come ebbi modo di dire anche nella passata legislatura, meno termini inglesi e parlare meglio l’italiano, perché noi siamo in un’Assise italiana e vogliamo parlare la lingua italiana. Anche perché io, da umile consigliere regionale di Taranto, non capisco molti termini in inglese, quindi mi costringe a fare lezioni di inglese, Presidente. Quindi, per evitare che io debba ritornare fra i banchi di scuola per parlare l’inglese, cerchiamo di parlare l’italiano, almeno lo capisce Antonio Scalera. So che voi tutti lo capite, ma io ho difficoltà a capire l’inglese. Grazie, Presidente.
Oggi voglio soffermarmi su Taranto e sulla sua provincia. Taranto, Presidente, non chiede più attenzione, ma chiede rispetto e risposte. Il capoluogo ionico e la sua provincia da troppi anni vivono una condizione di fragilità, fragilità economica, sociale e occupazionale. Lei, nel suo programma, ha parlato, anche se in maniera fulminea, di Taranto, ma su Taranto bisogna soffermarsi. Le donne e gli uomini e i giovani di Taranto e della sua provincia appartengono a una storia, a una cultura millenaria e chiedono atti concreti, atti non più rinviabili. Taranto è terra di lavoro, Taranto è terra di sacrificio, Taranto e la sua provincia vogliono riconquistare la loro dignità. È proprio di lavoro che voglio parlare oggi. Oggi è al centro di vertenze che stanno preoccupando centinaia di famiglie. Presidente, me lo sono segnato, anche perché mi devo mantenere nei tempi. È di queste ore la notizia della delocalizzazione della commessa Mediamarket dal call center Teleperformance di Taranto verso la Romania. Questa è l’ennesima beffa che Taranto non può più accettare.
La vertenza Vestas, con il rischio del trasferimento delle attività a Melfi, situazione, questa, che mette in discussione il futuro occupazionale di tanti lavoratori altamente specializzati. La drammatica situazione dei lavoratori della gloriosa Cittadella della Carità, una vergogna che non può più essere tollerata. Solo in questi giorni si è sbloccata la questione degli stipendi, che dal mese di ottobre scorso tanti lavoratori e lavoratrici non percepivano, e ciononostante hanno continuato e continuano a garantire servizi essenziali con grande senso di responsabilità. Ringrazio pubblicamente il neoassessore Donato Pentassuglia per aver voluto, dopo poche ore dalla sua nomina assessorile, occuparsene in prima persona, di fatto sboccando la questione degli stipendi. È giusto ringraziare l’assessore per quello che ha fatto in queste ore. La vertenza hub di Statte, altra realtà industriale che rappresenta un presidio occupazionale fondamentale per il territorio ionico.
Per Taranto e per la provincia di Taranto il lavoro resta la prima emergenza, caro Presidente. Le vertenze in atto non sono episodi isolati, ma è il segno di una fragilità strutturale, che va affrontata con una visione chiara, con una visione precisa, con progetti concreti e non con gli annunci.
Accanto alla crisi del lavoro, Taranto sta pagando un prezzo altissimo sul fronte della sanità, una crisi che, più che altrove, si manifesta nella carenza cronica di personale, di medici, di infermieri, di operatori sociosanitari. Questa è una situazione che incide direttamente sulla qualità delle cure e sul diritto alla salute dei cittadini. È necessario accelerare con decisione l’iter dei concorsi per infermieri e OSS, perché non possiamo più metterci o permetterci reparti in sofferenza e turni massacranti. Soprattutto va data una risposta chiara e definitiva a una domanda che da tempo tutti si pongono: quando partirà a Taranto il nuovo ospedale San Cataldo? In questi anni, caro Presidente, ho assistito a tante promesse, ho assistito a tante inaugurazioni, ma soprattutto ho assistito a tantissimi rinvii. Spero che di questi rinvii non ce ne siano più, perché Taranto è stanca anche di questi rinvii. Quel presidio deve diventare al più presto una realtà operativa, non solo un simbolo di attesa per un’intera comunità, ma al contempo deve avere una visione, una visione importante, e io ritengo che l’unica visione seria sia quella di far diventare il San Cataldo di Taranto un policlinico, altrimenti non abbiamo fatto niente.
La sanità non può più essere governata, caro Presidente, con gli annunci, ma deve essere governata dai fatti, dalle concretezze, e in questi ultimi anni di governo di centrosinistra non mi pare che di fatti in questo settore ne siano stati fatti molti, anzi molto pochi.
Un altro settore strategico, che non va dimenticato, è il settore agricolo, è il comparto agricolo, il più e spesse volte dimenticato dai Governi che hanno governato in questi vent’anni la Regione Puglia. Devo dire con onestà intellettuale che chi ha parlato prima di me, il Capogruppo del PD Minerva, si è attestato tutti e venti gli anni di governo di centrosinistra, quindi si è attestato un fallimento che il centrosinistra ha dato alla Puglia e ai pugliesi. Grazie, Presidente Minerva. Fanne molti di questi interventi e più spesso. Come dicevo, altro settore strategico è il comparto agricolo. L’importazione di prodotti di dubbia provenienza, la Xylella, la lunga siccità, unita alle gelate delle scorse settimane, che hanno duramente messo in ginocchio i comuni di Palagiano, Castellaneta e Palagianello della provincia di Taranto, non solo hanno colpito duramente il comparto agricolo, ma hanno messo in ginocchio molte aziende agricole, che per Taranto e la provincia sono eccellenze. Serve un intervento regionale forte, tempestivo, strutturale, capace di sostenere chi produce reddito, tutela il territorio e garantisce cibo di qualità.
Infine, non è da mettere in secondo piano la questione che riguarda la sospensione del tributo 630, una battaglia che porto avanti da anni, sulla quale non intendo arretrare di un solo millimetro e che considero una priorità per questa legislatura. Lo avete messo nel vostro programma, lo avete enunciato, lo avete detto in tutta la Puglia, oggi dovete passare dalle parole ai fatti. Noi siamo qui, siamo disponibili a votare da subito la sospensione del tributo 630, aspettiamo che lo portiate in Consiglio regionale. Si parla di coerenza, di programmi, di atti di Governo. Queste non sono questioni tecniche, caro Presidente, ma sono questioni politiche e con la politica, quando la politica si fa con la “P” maiuscola, non si scherza, non si scherza in questa Assise, non si deve scherzare con la pelle dei pugliesi e della Puglia. La politica con la “P” maiuscola vuole e deve dare risposte certe, deve dare certezze alla Puglia, ai pugliesi, ai cittadini pugliesi che con sacrifici vanno avanti, portano avanti le loro famiglie e oggi non hanno nessuna certezza nei campi che ho enunciato prima, a partire dalla sanità, dai posti di lavoro, dall’agricoltura. Molti emigrano e vanno via da questa regione. Andate a vedervi i dati prima di parlare.
Taranto è una città che ha pagato troppo e per troppo tempo. Ha pagato a causa di scelte sbagliate. Io sarò qui in questi banchi a tentare, così come ha detto lei, Presidente, di confrontarci e di essere anche collaborativi. Io sarò collaborativo se si faranno leggi in funzione della Puglia e dei pugliesi, ma sarò altrettanto duro e alzerò muri e barricate se queste leggi andranno contro i pugliesi e la Puglia. Da parte mia ci sarà un impegno serio, costante, ci sarà un’azione politica forte, coerente e determinata, sempre a difesa del lavoro, dell’ambiente, per la sanità, per l’agricoltura e soprattutto per la dignità di Taranto, per la dignità della Puglia, per la dignità dei pugliesi. Taranto è una terra che ha dato tanto, che ha dato tanto alla regione Puglia, ma che da troppo tempo ha ricevuto meno di quanto meritasse. Signor Presidente, lei che rappresenta il Consiglio deve essere vigile su queste cose.
Oggi quella stagione deve finire. Taranto è stato per anni il luogo delle decisioni più difficili, è stato il luogo dei sacrifici più pesanti, ora deve diventare il luogo delle scelte politiche più coraggiose. Taranto è una terra che ha tenuto insieme lavoro, salute e ambiente, pagando spesso il prezzo più alto, senza mai essere, però, luogo delle decisioni giuste.
Concludo usando le stesse parole che il Governatore, il Presidente Decaro, ha utilizzato: il cittadino al centro dell’agenda di questo Governo. Presidente, se è vero quello che ha detto, con me lei sfonda una porta aperta. Sarò collaborativo. Viceversa, in me lei avrà uno ‒ fammi usare un termine brutale ‒ da combattere seriamente in questa Assise.
Grazie, Presidente.
(Applausi)
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Scalera.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Passero. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : PASSERO.
Grazie Presidente. Auguro a lei e a tutto l’Ufficio di Presidenza un buon lavoro. Ringrazio e saluto il Presidente della Giunta regionale, tutti gli assessori, le colleghe e i colleghi consiglieri regionali. Intervengo anche per augurare un buon lavoro alla stampa e a tutto il personale del Consiglio regionale.
È una giornata che caratterizza l’avvio di una nuova fase delle attività del Consiglio regionale, nonché un nuovo inizio per un percorso politico che vede all’opera un nuovo Governo regionale e il Consiglio regionale stesso. Sono emozionato. Sento forte la responsabilità con cui, dopo il voto che i cittadini hanno attribuito a me, così come a voi tutti, abbiamo l’onore di rappresentarli nella più importante Assise regionale. Dalle elezioni è stata avviata una fase di organizzazione dei singoli Gruppi consiliari e a questo proposito intendo ringraziare i colleghi consiglieri del Gruppo Per la Puglia, Sebastiano Leo, Saverio Tammacco e Antonio Tutolo, per avermi indicato e nominato all’unanimità Presidente del Gruppo, un ruolo che intendo svolgere portando avanti un’azione sinergica rispetto a quella del Presidente Antonio Decaro e di tutti gli altri Gruppi presenti in Consiglio regionale. Ci siamo dati come obiettivo comune la volontà di rappresentare in Consiglio quei valori e quelle istanze del civismo che sono stati e continuano a essere un valore aggiunto per la coalizione di centrosinistra. Sono grato ai colleghi consiglieri per l’indicazione a Capogruppo, perché sebbene io sia alla prima esperienza in Consiglio regionale, mi hanno dato la possibilità di poter operare in un ruolo di collegamento tra i consiglieri e tra i vari Gruppi Consiglio.
L’auspicio è che possiamo confrontarci e operare affinché Per la Puglia si evolva sempre di più come soggetto politico sui territori, ma soprattutto che sia in grado di elaborare quelle proposte e sviluppare quelle idee da trasformare in azioni che contribuiscono a migliorare la qualità di vita dei pugliesi e le condizioni delle nostre città.
Siamo tutti reduci da una campagna elettorale difficile, in cui abbiamo registrato un livello di astensionismo che ci dà il senso del distacco da una parte consistente della cittadinanza. È un segnale chiaro di sfiducia a cui abbiamo il dovere di rispondere.
Penso che il compito del Governo e di tutto il Consiglio regionale sia quello di recuperare lavorando quella fiducia che tanti ormai non ripongono più nella classe dirigente. Perché questo sia fattibile, siamo tutti chiamati ad operare nel bene esclusivo dei cittadini. È importante evitare, ad esempio, quelle strumentalizzazioni che allontanano sempre più i cittadini dal voto, e che soprattutto allontanano i cittadini dalle Istituzioni.
Dovremmo essere bravi nel portare risultati concreti, nel riuscire con i fatti a dare quelle risposte tangibili che i cittadini si aspettano da noi. È opportuno far comprendere, giorno dopo giorno, che le nostre attività hanno come obiettivo una Puglia con più lavoro, con più servizi, una Puglia più vivibile, ma soprattutto una Puglia più giusta.
Lavoriamo contro gli sprechi, lavoriamo per garantire diritti. Bene ha fatto il Presidente Decaro a lanciare, fin dai primi giorni di lavoro, segnali forti e inequivocabili in tema di sanità, perché il lavoro sulla sanità e sugli altri fronti che possiamo indicare, su cui soprattutto possiamo incidere, è ciò su cui la Puglia si aspetta da noi ogni giorno un nuovo corso politico.
Il Consiglio regionale ha il ruolo chiave di fortificare questa azione programmatica e di fortificare questa azione amministrativa nella nostra regione. Il centrosinistra è chiamato a realizzare il programma elettorale che i cittadini hanno scelto. In questo senso, anche l’opposizione ha un ruolo decisivo. Per la qualità che il Consiglio regionale potrà e dovrà esprimere, un’opposizione attenta è la condizione necessaria perché l’azione di pungolo costante nei confronti di chi ha l’onere di governare, sia un’azione efficace.
Il Consiglio regionale dovrà essere il luogo del confronto, ma dovrà essere anche il ruolo della sintesi, da raggiungere come frutto di un confronto necessariamente costruttivo. Siamo tutti animati da una volontà, ossia quella di fare della nostra Puglia una Regione sempre più all’avanguardia, una Regione sempre più sviluppata, una Regione equa, una Regione giusta, soprattutto dal punto di vista sociale.
Per questo ogni contributo in materia legislativa, e tramite il lavoro delle Commissioni, sarà di supporto all’azione di Governo. In un mondo che cambia velocemente la Puglia dovrà e potrà caratterizzarsi dotandosi di strumenti normativi in grado di cogliere al meglio le opportunità.
Partiamo da un lavoro degli ultimi decenni che ha visto la nostra Regione fare passi da gigante in tutti i settori. Uno fra questi è il turismo, ad esempio. Rendere omogeneo lo sviluppo in molti settori dovrà essere tra gli obiettivi congiunti di Giunta e Consiglio regionale.
Avviandomi alla conclusione, mi collego alle parole pronunciate dal Presidente in occasione della presentazione della sua Giunta, Presidente. Ha parlato dell’importanza della storia, dell’esperienza, del percorso professionale e politico messo al servizio di tutta la comunità regionale dai singoli assessori. Ha richiamato la necessità di lavorare per tutto l’anno, 365 giorni all’anno, e di lavorare soprattutto per tutta la Puglia, dal Salento fino al Gargano, andando oltre i campanili e mettendo al primo posto esattamente i cittadini pugliesi.
Ebbene, questo è lo stesso impegno che potrà diventare l’impegno o, spero sia già valido, per tutti coloro che fanno parte di questa Assemblea elettiva. Andando oltre le divisioni, il Consiglio potrà dare prova di maturità, potrà consentire l’approvazione di proposte di leggi condivise.
Su temi come la creazione delle opportunità e delle condizioni necessarie per consentire e rendere possibile il ritorno in Puglia, dei ragazzi nati in questa terra, non può che esserci condivisione, non può che esserci un’unione di intenti.
L’Assemblea ha l’opportunità di approvare leggi per semplificare, ad esempio, l’accesso ai servizi essenziali ai cittadini residenti nella nostra Regione. Vogliamo quindi poter parlare di lavoro, di occupazione senza contrapporlo ai temi e alle tematiche ambientali, perché in questi anni di Governo regionale abbiamo imparato che preservare l’ambiente e il territorio può creare decisamente occupazione stabile.
Sono consapevole dell’impegno che ci aspetta e sono anche fiducioso che con il Presidente Decaro e con l’intero Consiglio regionale ci sarà modo di intervenire subito, per migliorare la qualità di vita e le condizioni dei pugliesi e della nostra terra.
L’augurio che intendo condividere con tutti i colleghi oggi è che questa che inizia oggi possa essere una sorta di consiliatura costituente, una consiliatura in cui, con la consapevolezza di aver fatto tanto, si potrà migliorare in ambiti dove evidentemente si rende necessario fare un ulteriore scatto.
Con una presa di coscienza che dovrà andare oltre le contrapposizioni di parte, credo che tutti insieme possiamo sicuramente dare un contributo importante.
Dal campo dello sviluppo economico, dalla formazione e dal lavoro, dall’agricoltura ai trasporti, al welfare e alla cultura, ogni ambito è decisivo per il futuro di una Regione innovativa che deve continuare a crescere nel pieno rispetto delle peculiarità del suo territorio: un territorio vasto, un territorio ricco di tante professionalità, e soprattutto di tante specificità, una Regione che ha già dimostrato di riuscire a diventare punto di riferimento per l’intero Sud Italia. Sono e siamo a favore, Presidente, di una politica concreta, pragmatica, fatta di competenze, fatta di ascolto. Ed è proprio dall’ascolto delle persone che traduce i bisogni e che li trasforma in quell’azione politica e amministrativa efficace.
Con sintonia e con sintonia di valori intendo impegnarmi in questi anni di responsabilità e lavoro in Consiglio regionale. I giovani e il lavoro saranno senza dubbio il cuore dell’impegno dei prossimi anni. Formazione, opportunità, sostegno, sostegno alle imprese, sostegno alle nuove generazioni: dobbiamo valorizzare e attrarre le esperienze migliori, dobbiamo diventare calamita per i talenti e moltiplicare quelle opportunità di sviluppo ed occupazione, con un occhio di riguardo soprattutto alle fasce più deboli.
Oggi inizia un nuovo percorso che affronterò con la passione e con la promessa di lavorare bene per il bene pubblico e per la nostra comunità. Tenderò sempre a confrontarmi con le esigenze della comunità che siamo chiamati a rappresentare al meglio.
Sulla base di queste promesse auguro a tutti un buon lavoro. (Applausi)
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Passero.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Mazzotta. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : MAZZOTTA.
Grazie, Presidente.
Faccio gli auguri al Presidente della Giunta neoeletto, Antonio Decaro e a tutti i suoi assessori, all’Ufficio di Presidenza oggi eletto, con Toni Matarrelli Presidente del Consiglio, i due Vicepresidenti e i due Segretari d’Aula; faccio gli auguri a tutti i miei colleghi eletti in questa XII legislatura.
Devo dire, Presidente, che il suo compito è impegnativo, in quanto in questi anni noi abbiamo assistito ad una Puglia che non è cresciuta come doveva. Probabilmente noi qui, dai banchi dell’opposizione, anche nella scorsa consiliatura, abbiamo sempre dimostrato un grande senso di responsabilità nei confronti dell’Assise, nei confronti soprattutto dei pugliesi. Quando c’è stato da votare per qualcosa che noi ritenevamo giusto, lo abbiamo fatto senza batter ciglio, proprio perché noi non faremo l’opposizione urlata, quella del no a prescindere.
Noi saremo un’opposizione che chiede solamente di migliorare la vita dei pugliesi, quindi sarà sempre di pungolo nei confronti della sua Giunta, affinché possiamo migliorare le tante cose che in Puglia non vanno.
Noi abbiamo notato che lei ha inaugurato il giorno dopo la sua proclamazione a Presidente, ha inaugurato il suo primo giorno da Presidente attraverso un’ispezione all’ospedale Perrino, insieme all’assessore Donato Pentassuglia.
La sanità è stata per anni, e lo è ancora, il grosso problema dei pugliesi. Noi abbiamo visto che nella scorsa consiliatura addirittura si sono avvicendati quattro assessori alla sanità, perché per un periodo di tempo ricordiamo tutti che la sanità è stata una delega che ha trattenuto il Presidente Emiliano. Non si è data quindi quella continuità che serviva ad un Assessorato così importante e delicato che riguarda la vita di ognuno di noi.
Mi auguro, quindi, assessore Pentassuglia, che ci sia veramente un cambio di marcia. Io ho visto, ho letto dai giornali, dai media che ci sono state delle iniziative per quanto riguarda l’abbattimento delle liste d’attesa. Poi, magari, nei prossimi Consigli entreremo nel merito di quelle che sono le vostre iniziative, perché noi abbiamo la necessità di comprendere come questa Giunta regionale vuole affrontare il tema sanitario, un tema a noi molto caro, ma soprattutto molto caro a tutte quelle persone che ogni giorno versano ore e ore nei pronto soccorso, senza l’assistenza, non perché i medici non sono in grado di farli, anzi, noi abbiamo dei medici che sono veramente bravi, sono delle eccellenze, perché stanno all’interno dei pronto soccorso, anche in sotto numero, e affrontano costantemente la gente disperata, le urla e la disperazione dei parenti che vedono un proprio familiare costretto a stare per ore e ore su una barella.
Il tema sanitario va affrontato quindi veramente in maniera precisa e puntuale. Noi abbiamo bisogno di risposte immediate, non possiamo continuare sulla scia che per anni si è tirata dietro la Puglia, perché è un tema sul quale i pugliesi si aspettano delle risposte. Noi saremo lì, a verificare se ci sarà realmente questo cambio di passo.
Poi ci sono dei temi che interessano tutti, perché il tema sanitario chiaramente entra ovunque, ma incide sulla Puglia e sul futuro dei pugliesi, vari temi che riguardano tutti noi. Un tema molto importante è quello dei trasporti.
Il neo nominato assessore Piemontese, un treno per far vedere che vuole dare una sterzata decisiva, soprattutto diversa rispetto al passato, noi ci auguriamo che anche su questo tema ci sia un’attenzione.
Io vengo dal Salento, una terra mortificata, da questo punto di vista, perché abbiamo visto in tema di trasporti che noi siamo molto più indietro rispetto ad altre zone della Puglia e dell’Italia in generale. Mi auguro quindi che anche da questo punto di vista, soprattutto con i collegamenti verso l’aeroporto, soprattutto con una facilità maggiore di muoversi all’interno delle nostre province, all’interno della nostra regione, noi abbiamo bisogno anche lì di una sterzata decisiva, perché il tema dei trasporti sarà il grande tema che ci porterà soprattutto alla crescita e allo sviluppo del nostro territorio.
Crescita e sviluppo del nostro territorio possono avvenire… Il Presidente, prima faceva un cenno al Piano delle coste, che solamente quattro Comuni su 265 Comuni costieri hanno affrontato questo tema. Noi, attraverso la Giunta regionale, dobbiamo cercare un dialogo maggiore con questi Comuni costieri, dobbiamo cercare di trovare le soluzioni perché fra un anno scadranno le concessioni e noi, in Puglia, non abbiamo un Piano delle coste: una cosa che va affrontata, una cosa sulla quale anche gli operatori si aspettano delle risposte.
Abbiamo poi il tema dei rifiuti, un tema anche caro ai cittadini, perché tocca le tasche di tanti cittadini. Noi abbiamo la TARI più alta perché non si è riusciti a chiudere un ciclo dei rifiuti in Puglia. Anche lì, Presidente, noi ci aspettiamo che il tema venga affrontato in maniera concreta. La Puglia non può attendere, i cittadini pagano la TARI tra le più alte d’Italia e non possiamo permetterci – la più alta, mi suggerisce il collega Pagliaro – di continuare su quest0’onda.
Poi c’è il tema dell’agricoltura. Prima il mio collega Antonio Scalera lo ha affrontato: sappiamo le battaglie che abbiamo fatto tutti quanti su questo tema, perché in Puglia l’agricoltura è uno dei volani dell’economia pugliese, quindi certamente è un tema che va affrontato. Noi in Puglia abbiamo questo grave, annoso problema del tributo 630 che abbiamo affrontato nella scorsa consiliatura, ma che ormai in Puglia è diventato all’ordine del giorno. Mi auguro che anche su questo questa Giunta voglia prendere di petto questa situazione, e voglia affrontarla.
Io ricordo che nel vostro programma elettorale era presente questo tema, e mi auguro che realmente, insieme, possiamo finalmente porre fine a questo tributo che ha in questi anni mortificato tanti e tanti agricoltori.
Il tema della siccità è un altro tema molto caro ai pugliesi, soprattutto del nord della Puglia, perché la mancanza di acqua è un tema all’ordine del giorno e noi dobbiamo anche qui cercare di affrontarlo in maniera concreta.
Presidente, a lei l’arduo compito quindi di guidare in questi anni la Giunta e il Consiglio verso la risoluzione di tante problematiche che ancora oggi ci sono in Puglia.
Ci auguriamo che ci sia un cambio di marcia. Noi ci aspettiamo che in Puglia finalmente possiamo dire che stiamo cominciando ad affrontare e a risolvere i tanti problemi rimasti ancora irrisolti. Un in bocca al lupo alla Giunta regionale, quindi, un augurio a tutti quanti i miei colleghi di buon lavoro, e mi auguro che la Puglia possa cominciare a riavere quella dignità che dovrebbe avere.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Mazzotta.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Vietri. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : VIETRI.
Grazie, Presidente.
Mi permetta di esordire ringraziando quanti mi hanno permesso di essere qui, i cittadini che mi hanno votato, coloro che mi sono stati accanto in tanti anni di militanza e di impegno politico, il mio partito, Fratelli d’Italia, e la mia famiglia. Auguro buon lavoro al Presidente Decaro, alla sua Giunta e a tutti i colleghi eletti, in particolare a quelli del mio Gruppo consiliare.
Oggi qui rappresentiamo il Gruppo più numeroso che la destra abbia mai avuto in questa Assemblea legislativa, e sentiamo questa responsabilità. Saremo, come è stato detto, critici ma anche costruttivi.
Insieme ad altri colleghi, io rappresenterò con orgoglio la provincia di Taranto, spesso dimenticata, ma ha delle straordinarie potenzialità che richiedono però giuste opportunità per potersi sviluppare: infrastrutture, trasporti, l’aeroporto di Grottaglie, l’avvio del nuovo ospedale, la buona riuscita dei Giochi del Mediterraneo, solo per citare alcuni esempi.
Presidente Decaro, mi rivolgo a lei: in questi giorni ho ascoltato tutte le sue dichiarazioni con grande attenzione. Lei ha usato spesso le parole “disuguaglianze” –lo ha fatto anche oggi – e “fragilità”, che sono ciò che inducono le persone a non partecipare neanche più ai processi democratici.
L’astensione dal voto in Puglia è passata dal 30 per cento del 2005 al 60 per cento delle ultime elezioni. Presidente Decaro, quando lei parla di disuguaglianze, dovrebbe avere anche il coraggio di dire fino in fondo da dove nascono. Le disuguaglianze non sono solo economiche, sono anche disuguaglianze di accesso, di relazioni, di possibilità. Tra quei fragili, in questa Regione, Presidente, c’è chi non si è visto garantire in modo adeguato un servizio sanitario: il diritto alla salute, quei malati e quei disabili che non hanno nessun santo in paradiso, che non hanno nessuno a cui chiedere un piacere per ricevere una prestazione sanitaria urgente che è loro diritto ricevere.
Ci sono anche, Presidente, le persone che non trovano lavoro perché non hanno nessuno a cui chiedere una raccomandazione. Tra questi, tanti giovani che partono, perché in Puglia, troppo spesso il talento che lei cita non basta, se non è accompagnato da una giusta segnalazione.
E che dire della sfiducia e delle disuguaglianze prodotte dalla mancata erogazione di servizi a fronte di tributi versati dai cittadini, come il tributo 630? Oppure, della sistematica occupazione delle strutture regionali da parte di persone scelte da equilibri di poteri e da grandi elettori?
Ci sono poi i Comuni che hanno corsie preferenziali nelle interlocuzioni e ci sono Sindaci che attendono a lungo risposte, non avendo in tasca evidentemente la stessa tessera di partito di chi magari governa un Assessorato regionale.
Presidente, le disuguaglianze crescono anche quando si vedono assicurare risorse a realtà organiche alla politica che ha vinto, affidamenti e concessioni a chi ha garantito sostegno elettorale, quindi pacchetti di voti, dinanzi a mancette che vengono elargite pos-elezioni.
Queste sono le gravi disuguaglianze che aumentano le fragilità. Chi oggi non vota non è disinteressato alla democrazia, ma si sente escluso da un sistema che percepisce chiuso, autoreferenziale e riservato a pochi.
Presidente Decaro, per essere coerente, per abbattere le disuguaglianze occorre abbattere le clientele, occorre abbattere le posizioni di rendita, cambiare completamente la politica regionale senza ambiguità.
Io sarò all’opposizione senza se e senza ma, quindi da questa posizione non ho la pretesa di cambiare questo mondo. Credo convintamente, però, che le cose possano sempre essere migliorate. Per questo voglio dare un contributo insieme a quanti abbiano voglia di far bene. A questa speranza, però, noi sentiamo di far seguire il coraggio, per questo noi di Fratelli d’Italia combatteremo da questi banchi ogni forma di potere e di sistema che voglia continuare a premiare le comparanze a discapito dei diritti e del merito delle persone. Solo così possiamo davvero ricostruire fiducia, abbattere le disuguaglianze e dare un senso vero alla nostra presenza qui, nell’interesse di ogni cittadino pugliese e nell’interesse delle future generazioni.
Buon lavoro a tutti.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere, Vietri.
Ha chiesto di intervenire la consigliera La Ghezza.
Prego, ne ha facoltà.
Speaker : LA GHEZZA
Grazie, Presidente.
Buon pomeriggio a tutte e a tutti. Anzitutto rivolgo gli auguri di buon lavoro al Presidente Antonio Decaro, alla Giunta e a tutti noi consiglieri regionali, di maggioranza e di minoranza.
Tengo a rivolgere anzitutto un pensiero di vicinanza da parte di questo Consiglio alla Regione Sicilia, in particolare la popolazione di Niscemi. Ciò che sta accadendo ci deve far capire quanto sia importante investire sulla prevenzione contro il dissesto idrogeologico, perché la Puglia, come la Sicilia, ha territori bellissimi e unici, ma fragili.
Dobbiamo fare di tutto per evitare che simili tragedie accadano. Molti investimenti sono in corso grazie anche ai fondi del PNRR ottenuti dal Presidente Conte, ma dobbiamo continuare a salvaguardare il nostro territorio e dobbiamo fare ancora di più.
Stiamo vivendo un’epoca di grandi cambiamenti, per cui il nostro primo obiettivo deve essere quello di governare questi mutamenti, dando a tutti i pugliesi le stesse possibilità, che vivano nei grandi centri urbani o nelle aree interne, che siano uomini o siano donne.
Non siamo all’anno zero, e molto è stato fatto, ma abbiamo davanti a noi tante sfide che siamo chiamati a vincere per una Puglia migliore. Per la prima volta il Movimento 5 Stelle si è presentato in coalizione. Ciò lo faremo mantenendo la nostra identità.
Collaboreremo in maniera leale con le altre forze di maggioranza per realizzare i punti del programma che abbiamo condiviso, e faremo anche da pungolo, quando necessario.
Saremo inflessibili sui temi che da sempre ci contraddistinguono, e lavoreremo per realizzare le proposte con cui ci siamo presentati ai cittadini. Legalità e trasparenza, con la piena attuazione del Patto per la legalità, lavoro, con la promozione di appalti pubblici etici, misure per incentivare l’occupazione femminile e giovanile, e premialità per le imprese che applicano il salario minimo. Ambiente, per una Puglia che punti ad essere carbon free.
Ci sono leggi approvate e non ancora attuate da rendere operative e migliorare, ove possibile. Penso ad esempio al reddito energetico, che va potenziato per aumentare la platea dei fruitori, ed esteso anche alle piccole e medie imprese. Per noi è fondamentale che lo sviluppo economico della nostra Regione sia sostenibile e basato sull’utilizzo delle rinnovabili, uno sviluppo che non lasci indietro nessuno, e che sia il frutto di un lavoro sinergico tra i diversi Assessorati, che metta al centro le persone, come giustamente ha detto il Presidente, specie i più fragili.
Il Movimento 5 Stelle, con l’assessore Cristian Casili adesso, ma in precedenza, anche con Rosa Barone, quando è stata assessora, e il cui impegno è stato encomiabile, ha la delega al welfare, tema delicato e complesso, perché tocca da vicino la vita dei cittadini.
Tra le priorità c’è quella di una nuova misura regionale di sostegno al reddito, che dovrà agire non solo sulla dimensione economica, ma anche per contrastare le disuguaglianze di partenza, attraverso l’investimento anche sulle opportunità educative, relazionali e di partecipazione dei minori e delle loro famiglie.
Particolare attenzione va dedicata alla disabilità, che non va vista come un tema settoriale, ma come una priorità trasversale, che coinvolge pienamente sia il sistema sanitario sia quello del welfare. Parallelamente va convocato al più presto il tavolo sull’autismo e vanno attivati i moduli, i centri diurni e le strutture residenziali, ancora troppo pochi rispetto al reale fabbisogno: una situazione che spesso costringe le famiglie a ricorrere al privato, con costi notevoli che non tutti sono in grado di sostenere.
Occorre costruire politiche capaci di accompagnare le persone lungo tutto l’arco della vita, riconoscendo come l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle cronicità e la trasformazione dei modelli familiari rendano sempre più evidente il bisogno di risposte integrate, continue e vicine alle nuove esigenze della popolazione, un obiettivo che richiede anche un forte investimento sulle comunità. Dobbiamo impegnarci per costruire una comunità che protegga, che sostenga e restituisca dignità a chi ha subìto maltrattamenti e che prevenga le cause profonde della violenza e non lasci sole le vittime. Non basta solo proteggere: occorre dare anche strumenti di autonomia. La prevenzione della violenza parte dalla cultura e sarà importante anche sensibilizzare.
Uno dei problemi più sentiti della nostra regione è quello della denatalità, che dobbiamo affrontare con la massima urgenza. Le famiglie rappresentano il nucleo fondante della nostra società: investire su di esse significa costruire una comunità più solida, capace di offrire a ogni bambino e ragazzo le stesse opportunità di crescita. Occorre mettere al centro la famiglia come bene sociale, il contrasto alla povertà educativa come priorità assoluta e la promozione della natalità come investimento strategico per il futuro.
Non trascureremo il tema del disagio giovanile. La Puglia nel 2018 è stata la prima Regione ad approvare la legge per il contrasto ai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo. Dobbiamo continuare a percorrere quella strada, supportando i progetti e rafforzando quanto già fatto per il sostegno e la promozione del benessere psicologico nelle scuole pugliesi. Le famiglie con più figli rappresentano una risorsa per la società: occorre rifinanziare il fondo destinato ad agevolazioni fiscali, riduzioni sulle tariffe dei servizi comunali, sconti sui trasporti pubblici, cosicché la numerosità non diventi motivo di disagio economico. D’altra parte, la natalità non è solo una questione privata, ma è un bene pubblico. Pertanto, occorre anche rafforzare gli investimenti in servizi educativi di qualità e di prossimità, sostegno economico alle giovani coppie, housing sociale, incentivi alle imprese che adottano piani di welfare aziendale per la genitorialità e la parità di genere. Insomma, una visione semplice e ambiziosa: costruire una regione che riparta dalle famiglie, che investa sui giovani, che contrasti la povertà educativa e che sostenga con decisione la natalità, una Regione che guardi al futuro proteggendo i più piccoli, sostenendo i più fragili e offrendo opportunità a chi cresce.
Non possiamo, inoltre, sottovalutare la necessità di lavorare sulle politiche migratorie, superando gli insediamenti abusivi oggi presenti. Occorre rafforzare la collaborazione tra servizi sociali, centri per l’impiego, scuole e università, costruendo percorsi concreti di inserimento lavorativo. I giovani, i disoccupati di lunga durata e le persone in difficoltà devono avere nuove opportunità grazie a programmi mirati di formazione e a partnership con il mondo produttivo. Il lavoro può e deve essere creato anche valorizzando le nostre peculiarità, con la destagionalizzazione del turismo, la promozione del patrimonio culturale. La Puglia, ad esempio, vanta diversi siti patrimonio UNESCO sulla cui promozione dobbiamo continuare a lavorare, perché questo vuol dire promuovere l’intera regione.
Serve una Puglia più accessibile e interconnessa, con trasporti adeguati sia per i pugliesi sia per i visitatori sia per i turisti. Dobbiamo lavorare affinché i nostri ragazzi scelgano di restare in Puglia: per farlo è indispensabile anche garantire il diritto alla casa. Abbiamo pensato per questo a un fondo per il sostegno all’acquisto della prima casa per le giovani coppie. È altrettanto importante garantire alloggi a chi decide di studiare in Puglia.
Altro grande tema su cui la Giunta si è messa da subito al lavoro è quello della riduzione delle liste d’attesa, senza dubbio tra le questioni più sentite dai pugliesi. Serve accelerare per la realizzazione di case e ospedali di comunità e centrali operative territoriali, possibilità, anche questa, legata al PNRR. All’interno di questi presìdi sarà centrale la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità, per cui ci battiamo da anni.
Per migliorare la qualità della vita dei cittadini è indispensabile proteggere e tutelare l’ambiente. Tra i punti su cui abbiamo trovato subito convergenza c’è il contrasto al consumo di suolo, una delle emergenze ambientali a cui siamo chiamati a dare risposta. Dobbiamo continuare a cambiare in meglio il volto delle nostre città, e su questo un capitolo a parte è doveroso dedicarlo alla città di Taranto, dove la riconversione economica, sociale e culturale a cui stiamo lavorando da anni deve diventare realtà. I tarantini non devono essere più costretti a scegliere tra salute e lavoro.
Non possiamo neppure trascurare la crisi industriale di Brindisi. Stamattina c’erano fuori dei lavoratori che chiedono di poter lavorare. Una Regione che governa i processi di transizione deve avere una maggiore attenzione anche per gli spazi verdi, per la rigenerazione degli spazi urbani e per l’educazione alla sostenibilità ambientale, partendo dai più piccoli. Il nostro impegno continuerà per diffondere sempre di più questo tipo di educazione ed essere di esempio anche per altre Regioni.
Abbiamo grandi possibilità di crescita e di sviluppo, puntando sulle nostre eccellenze, ad esempio in agricoltura. L’agricoltura, l’ha detto anche il Presidente, rappresenta un pilastro economico della nostra Regione, nonostante solo una piccola parte di prodotti venga trasformata; rappresenta la nostra identità, contribuisce al nostro PIL e racconta la nostra forza. Per la nostra agricoltura sarà necessario trovare anche soluzioni per l’emergenza idrica. Nella nostra regione si registra ancora uno sperpero di acqua che non possiamo più permetterci, dovuto alla mancanza di reti di distribuzione sul territorio. Dobbiamo sostenere l’economia locale e credere nell’agricoltura di qualità. Dobbiamo sostenere, infine, ma è giusto un accenno, anche le imprese, perché senza imprese non c’è futuro.
Tante sarebbero ancora le cose da dire, ma soprattutto le cose da fare. Il Movimento 5 Stelle si è impegnato a rappresentare tra questi banchi, tra gli altri, chi ogni giorno lotta per una prestazione specialistica, per far sopravvivere la propria azienda, nonostante costi e bollette sempre più alte, per restare in Puglia nonostante offerte di lavoro all’estero, per un lavoro dignitoso e tutelato, per garantire la prima casa alle giovani coppie che non riescono a ottenere un mutuo perché non hanno garanzie.
Se vogliamo che i pugliesi credano ancora nella politica dobbiamo mantenere gli impegni presi e trasformare le linee programmatiche in misure concrete. Da parte nostra, l’impegno sarà massimo.
Buon lavoro a tutti.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera La Ghezza. Ha chiesto di intervenire il consigliere Fischietti. Ne ha facoltà.
Speaker : FISCHIETTI.
Buongiorno a tutti. Buongiorno, Presidente. Buongiorno ai componenti della Giunta, ai consiglieri e alle consigliere.
Oggi apriamo un nuovo percorso, un percorso fatto di responsabilità e di impegno al servizio di tutti i cittadini pugliesi. Da questo momento siamo chiamati a rappresentare un’intera comunità, la nostra straordinaria Puglia, con la consapevolezza che ogni nostra scelta avrà un impatto concreto sulla vita dei pugliesi.
Voglio ricordare a me stesso e a tutti che quest’Aula ha un compito legislativo e che le leggi che andremo a scrivere insieme impatteranno inevitabilmente sulla vita di ogni singolo cittadino pugliese. Per cui, l’invito che rivolgo a tutti i componenti del Consiglio e a tutti i Gruppi consiliari è quello di procedere alla stesura di queste norme non sulla base della contrapposizione politica, ma esclusivamente nell’interesse dei cittadini pugliesi.
Come Capogruppo della lista “Decaro Presidente”, prima di ogni cosa intendo ringraziare tutti i colleghi consiglieri del mio Gruppo per la fiducia accordata. Permettetemi di ringraziare anche l’ideatore di questo progetto politico, che si è rivelato vincente in Puglia, ovvero il Presidente Antonio Decaro, e anche colui che ha coordinato la lista in tutta la Regione Puglia, ovvero l’amico Michele Abbaticchio.
Assumo questo incarico con senso di grande responsabilità, con spirito di servizio, consapevole dell’importanza del lavoro di squadra. Il mio, il nostro impegno sarà quello di valorizzare il contributo di ogni consigliere e rafforzare l’azione del nostro progetto politico, mantenendo come priorità l’ascolto dei territori, dei Sindaci e degli amministratori locali.
Permettetemi, sulla collaborazione con i Sindaci voglio spendere qualche parola in più. In questa Assemblea ci sono tre Sindaci uscenti, tre Sindaci che hanno dovuto lasciare il proprio mandato nel rispetto della norma, che prevedeva l’incandidabilità. Io avverto ancora oggi la forte emozione nel momento in cui ho dovuto sottoscrivere quelle dimissioni sofferte, perché davanti a me avevo una scelta: quella di continuare a servire sul campo il mio paese Fragagnano oppure allargare gli orizzonti e provare a risolvere i problemi a un livello superiore e a beneficio non più di una piccola comunità, ma di una grande collettività, come quella dei cittadini pugliesi.
Dobbiamo soffermarci sull’importanza e la necessità di ascoltare i Sindaci, perché loro rappresentano il primo presidio istituzionale sui territori. Lo dico da diretto interessato e sono certo che il Presidente mi comprende perfettamente avendo rivestito anche lui, prima di me, il ruolo, in maniera magistrale, di Sindaco della città di Bari.
Auspico che questo Governo regionale sappia dialogare con le Amministrazioni locali, anche nella programmazione, nella progettazione, nella pianificazione, perché troppo spesso è accaduto in passato che ci siano stati bandi calati dall’alto, che non rispecchiavano le vere esigenze delle collettività. Io chiedo che ci sia un’inversione di rotta, che, invece, siano i cittadini, i Sindaci, gli amministratori a proporre al Governo regionale le reali esigenze da governare attraverso la pubblicazione di bandi, attraverso una corretta e più giusta pianificazione.
Il Consiglio regionale deve saper costruire un rapporto stabile e concreto con le Amministrazioni comunali, sia quelle grandi sia quelle più piccole. Qui devo esprimere la difficoltà da parte soprattutto dei piccoli e piccolissimi Comuni. Credo di essere il rappresentante del Comune con meno abitanti qui in Consiglio regionale, ed è per questo che chiedo che vi sia una particolare attenzione per quelle strutture comunali che non hanno la capacità burocratica, non hanno l’apparato sufficiente per poter avanzare proposte concrete, per poter intervenire presso l’ente regionale. Io sicuramente mi farò portavoce di questi Sindaci delle piccole collettività.
Ascoltare i cittadini significa migliorare la qualità delle decisioni, evitare interventi calati dall’alto e rafforzare la credibilità delle istituzioni. Questo è il metodo che intendiamo seguire: una Regione che dialoga con i Comuni, che valorizza le competenze locali e che considera gli amministratori locali alleati strategici nello sviluppo della Puglia.
Come Gruppo consiliare sentiamo forte il dovere di ribadire il senso di questo mandato: lavorare per il bene dei pugliesi, con l’obiettivo di migliorare i servizi, le infrastrutture, la sanità, creare nuove opportunità per le nostre imprese e i nostri giovani, valorizzare il turismo e le nostre bellezze naturali.
Sui giovani vorrei porre un focus particolare. È stato già fatto dal Presidente, ma è fondamentale attivare politiche regionali che portino a un’inversione di tendenza, cioè a far rimanere i giovani in questa terra, a farli studiare in questa terra, a farli crescere, a farli lavorare su questo territorio.
Passando ad affrontare le tematiche più importanti di questa consiliatura, al primo posto non posso che citare la sanità. Il diritto alla cura deve essere garantito a tutti, ovunque, con servizi efficienti e tempi certi. Devo riconoscere e dare merito al Presidente Decaro di aver avviato il suo percorso qui in Regione, un minuto dopo la proclamazione, recandosi presso l’Ufficio di Presidenza e firmando un importante provvedimento che è andato a beneficio di oltre 16.000 pugliesi, che hanno visto, quindi, anticipare le visite specialistiche.
Visto che il tracciato è quello corretto e che questa consiliatura, questo Governo regionale non opera esclusivamente attraverso slogan, io devo citare anche uno dei primissimi provvedimenti della Giunta, che ha stanziato 15 milioni di euro per il recupero delle prestazioni che risultano prenotate oltre i tempi soglia indicati per classi di priorità. Questo provvedimento ‒ facciamo un plauso all’assessore Pentassuglia ‒ va a colpire in maniera positiva 124.320 cittadini pugliesi.
Presidente, anche a me piacciono i numeri, facendo di professione il commercialista, quindi ne citerò anche io più di qualcuno durante i miei interventi qui in Consiglio regionale.
Sicuramente è un primo passo, ma è un passo concreto. Credetemi, quando ho ascoltato gli interventi dell’opposizione mi è venuto da pensare che fossimo alla chiusura di questa consiliatura, sembrava ci fosse stata la presentazione delle linee di fine mandato. Ovviamente ci saremmo aspettati una maggiore condivisione di intenti. Credo che il programma elettorale qui presentato oggi sia un programma ambizioso, difficile da realizzare, ma un programma che ha visto già nelle prime mosse del Governo regionale i suoi risultati.
Naturalmente, sappiamo che le difficoltà sono tante, la carenza di personale è un problema centrale, un problema collegato anche al mondo della sanità, e non solo, ma siamo convinti che con la collaborazione delle aziende sanitarie, degli operatori e dei cittadini si possano davvero raggiungere risultati importanti e positivi di crescita.
Ora vorrei fare un passaggio doveroso sull’argomento “lavoro”, perché senza il lavoro non esiste la dignità dell’uomo e della donna. Provengo da una provincia in cui le vertenze sindacali si moltiplicano e dobbiamo provare con tutte le nostre forze e con tutti gli strumenti che ci sono consentiti ad arginare queste problematiche, a conservare il lavoro e a tutelare migliaia di famiglie, che probabilmente hanno riposto grandissima fiducia in questa nuova Amministrazione regionale. Anche qui devo dire, al contrario di quello che mi è parso di intendere dalle opposizioni, che, invece, il binario che è stato intrapreso è un binario corretto, ed è un binario corretto perché già da subito il Governo regionale si è impegnato con l’attivazione del salario minimo, salario minimo richiesto a gran voce anche a livello nazionale. Noi qua in Puglia, invece, già da subito siamo stati in grado, grazie al lavoro svolto dal Presidente e dalla Giunta, di dare un segnale concreto per quel che concerne gli affidamenti della Regione.
Ci sono, poi, le infrastrutture. Anche qui parlo soprattutto in riferimento alla provincia da cui provengo, ma non solo. Credo che il problema delle infrastrutture debba essere considerato prioritario anche negli stanziamenti. Perché dico questo? A volte è accaduto che fiumi di denaro siano stati investiti da parte dei Governi regionali per interventi che sono stati, sì, realizzati da parte delle Amministrazioni locali, ma sono stati realizzati solo perché quelli erano i fondi destinati a quel settore specifico. Dobbiamo provare ad allargare questa visione e a comprendere che a volte si devono stornare dei fondi in favore, invece, di quelle necessità prioritarie, come le infrastrutture perché ‒ non devo dirlo io ‒ in moltissime zone della Puglia, aree geografiche della Puglia percorrere le strade è davvero un’impresa difficile.
La nostra azione di Governo si costruirà su un insieme di princìpi trasversali, che orienteranno in modo unitario le politiche pubbliche per garantire coerenza, efficacia e trasparenza, fondando un approccio coordinato e condiviso alle sfide dello sviluppo, della coesione sociale e della sostenibilità.
Crediamo in un Consiglio regionale che sappia confrontarsi in modo leale, dove maggioranza e opposizione spero possano dialogare nel rispetto dei ruoli, mettendo al centro sempre l’interesse generale e non il proprio tornaconto politico o elettorale. Il nostro dovrà essere un lavoro fondato sull’ascolto, sulla concretezza, sulla responsabilità istituzionale. La nostra sarà un’azione politica aperta, determinata, coerente e sempre orientata ai bisogni reali dei cittadini.
Alla regione Puglia dobbiamo rispetto e non promesse. A questa Aula dobbiamo rispetto. Ai pugliesi dobbiamo, invece, risultati veri tangibili e concreti.
Buon lavoro a tutti noi.
(Applausi)
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Fischetti.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Dell’Erba. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : DELL’ERBA.
Grazie, Presidente. Formulo i miei auguri al Presidente Decaro, alla sua Giunta, al neo Ufficio di Presidenza eletto, alle colleghe consigliere e ai colleghi consiglieri.
Prima del mio intervento, volevo ricordare il consigliere regionale Cecchino Damone (Applausi) che il 6 gennaio scorso ci ha lasciati. Lui è stato consigliere regionale per dieci anni, dal 2005 al 2015, e ha difeso con abnegazione e con il lavoro la vicinanza ai cittadini, al territorio di Capitanata, soprattutto quello dell’Alto Tavoliere, terra da cui provengo. Facciamo un applauso a Cecchino. (Applausi)
Signor Presidente, intervengo oggi in quest’Aula con un sentimento che oscilla tra la speranza di un nuovo inizio e la stanchezza accumulata da un territorio, quello della Capitanata, che da troppo tempo si sente periferia non solo geografica ma politica di questa regione. Colgo l’occasione per salutare il qui presente Presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe Nobiletti. Il suo insediamento, Presidente, avviene in un momento cruciale. Lei eredita una Puglia a due velocità e la provincia di Foggia è quella che, nonostante le potenzialità immense, segna il passo, frenata da criticità che non sono più emergenze ma ferite strutturali. Dobbiamo essere onesti: gli ultimi vent’anni di Governo regionale sono stati caratterizzati da una preoccupante assenza di programmazione a lungo termine e da un’approssimazione degli interventi, che ha prodotto solo palliativi. Abbiamo assistito a una politica dei due tempi o degli interventi a pioggia, che non hanno mai costruito una visione organica per il nord della Puglia. La Capitanata non chiede assistenza, chiede infrastrutture, servizi e dignità.
Il primo grido d’allarme viene dalla terra. L’agricoltura foggiana, granaio d’Italia e cuore pulsante dell’economia pugliese, è in ginocchio. La carenza idrica è diventata un cappio al collo per i nostri agricoltori. Mentre si discute di grandi opere, i nostri campi restano a secco, mancano invasi, manca una manutenzione seria delle reti irrigue e manca una strategia per il riuso delle acque reflue. A questo si aggiunge l’ombra inquietante della Xylella. Non possiamo permettere che l’errore commesso nel Salento si ripeta qui. Il rischio che il batterio risalga fino a distrugge gli oliveti secolari del Gargano e dell’Alto Tavoliere è reale e imminente. Non servono protocolli burocratici lenti, serve un cordone sanitario e scientifico immediato. Proteggere l’olivicoltura del Gargano significa proteggere l’identità stessa della nostra terra, che è un ecosistema unico al mondo. Ma confido nel lavoro che l’assessore Paolicelli farà per questa terra, come per il resto della Puglia.
C’è, poi, il tema dolente e drammatico della sanità, Presidente. I ritardi nelle prestazioni sanitarie in provincia di Foggia hanno superato il livello della decenza. Le liste d’attesa sono voragini, che spingono i cittadini verso la migrazione sanitaria o, peggio, verso la rinuncia alle cure. Ma c’è un aspetto ancor più grave: l’isolamento dei nostri comuni. Un cittadino dei Monti Dauni o di un centro interno del Gargano non ha lo stesso diritto alla salute di un abitante di Bari o di Foggia. Le distanze chilometriche, aggravate da una viabilità spesso precaria, rendono il raggiungimento dei poli d’eccellenza come il policlinico Riuniti di Foggia o la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo un’odissea pericolosa. In caso di emergenza il tempo è vita e oggi per molti residenti della nostra provincia il tempo gioca contro. Serve un potenziamento reale della medicina territoriale e una rete di emergenza-urgenza che non lasci nessuno indietro, garantendo presidi operativi anche nelle zone più disagiate.
In questi vent’anni la Capitanata ha pagato il prezzo di una visione baricentrica della Puglia. Ora, però, siamo a un bivio: lei, Presidente Decaro ‒ mi dispiace che non sia presente ‒ ha l’occasione di invertire questa rotta. Da parte mia non troverà un’opposizione pregiudiziale o ideologica, troverà, invece, una disponibilità totale alla collaborazione, ma a una precisa condizione, vale a dire che la provincia di Foggia torni al centro dell’agenda politica regionale con fatti concreti e cronoprogrammi certi. Siamo pronti a lavorare insieme per sbloccare i progetti infrastrutturali, per modernizzare la rete idrica, per blindare il nostro patrimonio olivicolo e per riorganizzare una sanità che sia veramente a misura d’uomo e non di bilancio.
Se invece proseguirà sulla strada dell’approssimazione che ha segnato l’ultimo ventennio, saremo il baluardo invalicabile, a difesa dei diritti della Capitanata. Presidente, ascolti Foggia: non so se è stata la Divina Provvidenza, o la legge elettorale a fare eleggere dieci consiglieri regionali, e ci ha anche onorato con due Assessorati. Deve ascoltarci non per concessione, ma per dovere verso una terra che ha dato tanto e che ora pretende il giusto riconoscimento.
Il tempo delle promesse è scaduto. Ora è il tempo del coraggio e della programmazione seria.
Grazie. (Applausi)
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Dell’Erba.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Minuto. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : MINUTO.
Grazie, Presidente.
Presidente Decaro, assessori, consiglieri regionali, è con grande onore che assumo questo incarico di consigliere regionale. Anch’io, come il consigliere Minerva che mi ha preceduto, vengo da una lunga militanza. Non tutti qui sono persone che non hanno militato all’interno dei partiti, io faccio la consigliera comunale dall’età di 18 anni, quindi sono parecchi anni. Sono stata assessore, senatrice della Repubblica, quindi abbiamo militato, abbiamo visto le diverse stagioni, abbiamo fatto grandi battaglie.
Mi dispiace che il consigliere Minerva non c’è, perché è stato un discorso emozionale, ma allo stesso tempo volevo ricordargli che anche noi tutti abbiamo fatto grandi battaglie sul pescato e sui pescatori. Veniamo da una terra di pescatori, veniamo da una terra di agricoltori, quindi noi insieme a voi, abbiamo fatto grandi battaglie.
Come dicevo, per me è un onore assumere questo incarico, da consigliera regionale della Puglia, un ruolo che vivo soprattutto come una profonda responsabilità verso i cittadini e verso la terra che merita risposte concrete. Non scorciatoie, non retorica.
Entro in questo Consiglio con uno spirito di servizio. Ho ascoltato, ascolteremo, proporremo, ma soprattutto il ruolo che spetta a noi oppositori è quello di vigilare, di controllare, ed è quello che faremo in una maniera molto attenta.
Tra le cinque sfide che ho ascoltato attentamente del Presidente Decaro, c’è quella sanitaria, quella che ahimè, come mi disse un medico, “mia cara Minuto, di qui passano tutti”. Quindi, noi tutti dobbiamo concentrarci per porre degli obiettivi e portarli a termine, sulla sanità. È una sfida urgente. I cittadini affrontano quotidianamente liste d’attesa interminabili, carenza di personale, un pronto soccorso sempre sotto pressione, territori privi di servizi essenziali.
Le polemiche sulle prescrizioni inappropriate dimostrano quanto il problema sia articolato e quanto servono soluzioni strutturali, basate su dati, su risorse reali e investimenti sul personale sanitario, per il quale nessuna riforma può funzionare: i viaggi della speranza e la mobilità passiva, e questo mi va di ricordarlo, costano, negli ultimi 10 anni, 2 milioni di euro. Sono il segno di una ferita profonda, che va sanata con serietà e responsabilità.
Sempre tra le cinque sfide del Presidente abbiamo l’agricoltura, tema molto caro a tutti noi. Faccio gli auguri all’assessore, perché so che si impegnerà in una maniera eccellente, e noi saremo lì, a verificare, a controllare e a proporre, laddove ce ne sarà bisogno. È un settore strategico, per la nostra Regione.
Tutti abbiamo parlato della Xylella. Sono anni che aspettiamo di risolvere il problema. La Xylella sta distruggendo e ha distrutto milioni e milioni di alberi, lasciando intere comunità senza certezze.
Presidente Decaro, leggo quello che lei ha detto qualche giorno fa in visita al all’Expo: “dalle indagini che abbiamo svolto anche con le agenzie europee non esiste un luogo dove la Xylella è stata debellata. Possiamo solo e dobbiamo frenare e rallentare l’espansione del batterio seguendo scrupolosamente i protocolli fitosanitari, sperando che la scienza ci aiuti nel futuro”. La domanda nasce spontanea, però, Presidente, e mi chiedo e chiedo a voi: avete controllato che i protocolli fitosanitari abbiano avuto dei risultati? Avete controllato seriamente quei protocolli? Ci fate capire perché, che fine hanno fatto tutti quei soldi che sono arrivati? Perché, ahimè, non mi risulta che siano stato seguiti scrupolosamente i protocolli.
Avete parlato di estirpare oggi, dopo 10 anni, gli alberi d’ulivo: e fino a ieri che cosa abbiamo fatto? Sono morti. Adesso ci stiamo pensando. Forse c’era qualche partito all’epoca che vi diceva che non bisognava togliere, ma che bisognava studiare non so cosa.
Detto questo, sono 10 anni che ci interroghiamo. Ci sono responsabilità politiche sulla mancanza di una strategia chiara e sull’assenza di risposte efficienti per gli agricoltori. A questo aggiungiamo la crisi idrica che impone l’attivazione di impianti di depurazione e affinamento. Ad oggi non sono stati mai messi in atto, molti non vengono utilizzati.
Il problema della fauna selvatica richiede una gestione concreta, capace di trasformare un danno in un’opportunità. Presidente, sempre lei nella sua relazione, sono stata molto attenta, credo, ha parlato dei giovani, uno degli obiettivi, delle sfide. Lei dice che l’economia è migliorata, che il PIL è in crescita, ma sappiamo bene come funziona il PIL. Ha anche aggiunto che ci sono state non so quante assunzioni. Mi dispiace, e anche qui mi rivolgo al consigliere Minerva quando diceva di voler vedere un futuro, quindi i figli, i nipoti, restare nella nostra grande Puglia. Però, Presidente, io le devo dire che negli ultimi anni oltre 130.000 giovani hanno lasciato questa terra, hanno lasciato la Puglia: parliamo di 130.000 giovani. Che cosa significa? Che c’è stata una mancanza di prospettive, una perdita di energia e di competenze che denuncia un fallimento di politica, incapace di offrire lavoro, stabilità. Perché vanno bene, consigliere, i campi di calcetto, van bene tutto quello che vogliamo fare per i giovani; ma i giovani non vogliono assistenzialismo, i giovani vogliono altro, vogliono una visione, vogliono coraggio, vogliono politiche serie che consentano loro di costruire il proprio futuro in questo Paese, nella nostra amata Puglia.
Ha fatto un piccolo accenno per il commercio di prossimità. Io ho fatto l’assessore, fino a qualche giorno fa, e mi sono occupata di commercio di prossimità. Anche lì vanno fatte delle scelte ben precise. Meno burocrazia, tempi certi, fiscalità regionale più equa, accompagnata da una reale innovazione, cosa che fino ad oggi non c’è stata.
I negozi sono presìdi sociali, elementi di sicurezza e identità, e difenderli significa mantenere vive le nostre città. Negli ultimi anni, me ne darete atto, noi vediamo solo spegnere luci. Senza pregiudizi ideologici, ci sarà piena disponibilità a collaborare su proposte serie, realmente utili ai cittadini. Questo non esclude il ruolo dell’opposizione che eserciteremo con rigore, denunciando ritardi, inefficienze e scelte sbagliate.
Basta con la politica degli annunci, questo lo dico anche a noi. La politica ha bisogno di competenza, serietà amministrativa e lavoro quotidiano. Noi saremo vigili, saremo costruttivi, difenderemo sempre i nostri cittadini e la nostra Puglia, per costruire una Regione più giusta, efficiente e forte.
Buon lavoro, Presidente, buon lavoro, assessori. Credo che nelle cinque sfide del nostro Presidente, probabilmente una sfida all’anno, fino ai cinque anni della fine della legislatura riusciremo a portarli avanti.
Grazie. (Applausi)
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Minuto.
È iscritto a parlare il consigliere Tutolo. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : TUTOLO.
Grazie, Presidente.
Cercherò di essere molto sintetico, molto breve. Comincio dall’ormai famoso tributo “1890”, lo possiamo declinare oggi, perché sono tre quelli che da quella parte hanno fatto un appello per eliminare questo famoso tributo. Ormai sono passati cinque anni: ricominciamo da quel punto.
Vorrei dire una cosa banale su questo: lì ballano 300 milioni, Presidente, se non sbaglio. Mi pare di aver capito, non soltanto da una parte politica... Recentemente un Sottosegretario di questo Governo ha detto che non è possibile sospendere il tributo. Qualcuno ci deve mettere i soldi. Immagino che in questo caso debba metterci i soldi quello più grande, quello con più disponibilità. Immagino debba e possa essere lo Stato, se veramente si vuole intervenire in tal senso.
Nel caso in cui voi riteniate che debba essere la Regione a mettere 300 milioni, ci dite pure, però, da dove li prendiamo e li togliamo. Il bilancio mi pare sia quello. Li dobbiamo mettere lì e li dobbiamo togliere da qualche altra parte. Quindi, ci dite questi 300 milioni se li togliamo dal welfare. Anzi, dobbiamo azzerare diverse offerte politiche, diverse offerte di servizi che diamo.
Se vogliamo fare un ragionamento pragmatico, credo sia questo. Se, invece, vogliamo per cinque anni ancora cavalcare questa cosa del tributo 630... Siamo arrivati a 1890, ma sono certo che dopo questo mio intervento arriveremo non so a quanto. Diciamo chiaramente quei 300 milioni dove li togliamo per poter finanziare quella roba là. È semplice. A meno che non intercedete o non intercediamo verso il Governo e diciamo: guardate che qui c’è questo problema, mettete questi soldini e non se ne parla più. Questo è il mio pensiero su questo punto.
Io ho preso qualche appunto, Presidente. Lei, Presidente, diceva giustamente che quando un’azienda deve investire guarda diverse cose che offre il territorio. Parlava di servizi, parlava di cose assolutamente sacrosante. Io le posso dire che da noi quello che si avverte di più come bisogno oggi... O meglio, uno di quelli più sentiti è sicuramente quello della sicurezza, perché viviamo nella terra della quarta mafia, ma che ormai è la prima per efferatezza. Credo che le cronache siano note a tutti quanti. Qui faccio un appello. Non è una responsabilità di questo Governo, però non ci possiamo buttare addosso fango continuamente. Oggi dobbiamo tutti insieme provare a incidere e a far cambiare il corso della storia per alcune vicende.
Vi faccio un esempio. Il Molise, che ha 290.000 abitanti ‒ a proposito di Molise, Presidente ‒ rispetto a Foggia, che ne ha 590.000, quindi la metà, ha il tribunale di Campobasso, quello di Isernia e quello di Larino, cioè ha tre tribunali. La Provincia di Foggia ha un solo tribunale, Presidente. Nell’ultima riforma che fu fatta, scellerata, che chiamavano “riforma della geografia giudiziaria”, la Puglia è stata quella che ha perso nel territorio più svantaggiato, da questo punto di vista, il secondo tribunale, però poi abbiamo in una Provincia, ripeto, sanguinaria, violenta, dove la malavita oggi probabilmente ha preso il sopravvento ed è chiaro che ci vorrebbe qualcosa di diverso come risposta da parte dello Stato. Qual è il presidio di legalità per eccellenza se non un tribunale? Invece no, non se ne fa nulla. Anche nell’ultima riforma che hanno fatto adesso o, meglio, è stato mandato ‒ se non ricordo male ‒ alle Camere un disegno di legge, vengono fatti salvi i tribunali, che all’epoca erano stati falcidiati, dell’Abruzzo: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e le sedi distaccate di Avezzano, Sulmona, Vasto e Lanciano. Questi sono i tribunali, Presidente, dell’Abruzzo. Tutti conoscete l’efferatezza della malavita di Sulmona, ne parlano tutti i giorni. È vero? A me vengono in mente i confetti di Sulmona, onestamente, non mi pare che ci siano segni di una delinquenza efferata in quel territorio, nemmeno immaginabile rispetto a quella che viviamo noi. Di quella di Larino non ne parliamo e di quella di Isernia nemmeno. È chiaro che questa riforma fu fatta in base ai padrini politici. Il Molise aveva Di Pietro, all’epoca, che era un personaggio politico in auge, quindi ha messo un bel vincolo su quella regione. Noi eravamo orfanelli.
Quello che le chiedo, Presidente, e sono certo che lei lo farà e lo farà bene, è di far sentire questo bisogno della nostra regione, perché non è possibile che quella Provincia abbia un solo tribunale, con un carico di lavoro inferiore soltanto al tribunale di Napoli, di Milano e di Roma. Dopodiché viene quello di Foggia, che si trova in una condizione di collasso. Questo lo dicono i dati freddi ed oggettivi.
Chiedo, oltre agli interventi strutturali e infrastrutturali, un intervento per far sì che... Siccome adesso mi pare sia alle Camere, collega Pagano, il nuovo decreto legge, che dovrebbe essere anche emendabile... Il Milleproroghe? Bene.
Il collega Dell’Erba diceva che siamo dieci, adesso, della Provincia di Foggia. Bene, facciamoci sentire dai nostri rappresentanti politici a Roma, facciamo capire che in Provincia di Foggia probabilmente è una grossa ingiustizia quella di non avere almeno un secondo tribunale, se non la Corte d’appello. Sennò veniamo qua: qua governa il centrosinistra e scarichiamo qua; lì governa il centrodestra e scarichiamo là, e ci prendiamo in giro alla fine. Facciamo squadra e spingiamo in una direzione, che è quella di dare almeno giustizia a quella terra, sennò ci lamentiamo tutti dell’efferatezza della criminalità, della perdita di democrazia, perché è una questione di democrazia, ma se non incidiamo per come possiamo... Mi pare abbiano istituito finanche un nuovo tribunale, quello di Bassano del Grappa, che sta tutti i giorni, mi pare, sulle cronache nazionali per l’efferatezza della malavita pure di Bassano del Grappa, oltre che di Sulmona.
Ho fatto una battuta: a me non risulta che più dei coperchietti delle biciclette rubino da quelle parti. Il ministro si è giustificato o, meglio, ha giustificato quella scelta dicendo che è necessaria perché quella terra è una terra dove molti vanno a investire, quindi bisogna creare le condizioni affinché ci sia una giustizia veloce e certa, sennò gli investitori non vanno.
Siccome da noi non vengono a investire probabilmente anche per quello, restate così che state bene così. Questo è il ragionamento. Credo che, invece, vada guardato il territorio nazionale nella sua interezza.
Dopodiché, volevo fare un piccolo passaggio. Ho sentito dei colleghi, e mi fa piacere, parlare del salario minimo. Caro collega Minerva, le voglio dire una cosa. Quelli che stamattina ci hanno accolto giù sono quelli che prendono 500 euro al mese e che li prenderanno ancora per sette anni, perché tra un po’ firmeranno il nuovo contratto. Lo firmeranno adesso, quindi si dovranno aspettare sette anni per far sì che quelli prendano un reddito dignitoso. Io credo che sia uno sforzo che dobbiamo fare... poi, per l’amor del Cielo, non è possibile? Io credo che sia possibile, del resto l’articolo 120 del Codice degli appalti prevede che, se interviene qualche provvedimento legislativo nuovo, possano essere riviste le condizioni, è vero che dice "a parametri economici"... non dice proprio così, c’è un bel termine che ci viene in soccorso, ma, attenzione, sono invariati per quanto riguarda l’utile dell’azienda, perché l’azienda non avrebbe un centesimo di euro in più.
Questo significa semplicemente che non c’è alcun vantaggio per quello che si aggiudica l’appalto, perché quei soldi in più che andremmo a dare sono già in bilancio, se ricordo bene, Presidente, perché mi preoccupai di far votare un emendamento di 800.000 euro per finanziare quella roba là e non andrebbe un centesimo di euro in più nella tasca di colui che ha vinto l’appalto e che ancora non firma il contratto.
Ritengo che quando il legislatore dice che i parametri devono essere... adesso non ricordo il termine, perdonerete se la mia memoria non è precisa, quando dice che bisogna sostanzialmente far rimanere invariata quella cosa, si riferisce al fatto che all’appaltatore nuovo a gara avvenuta non puoi dare altri soldi che si mette in tasca.
Questo è il senso, se poi la vogliamo interpretare burocraticamente, in maniera – perdonatemi - ottusa, allora è un altro ragionamento, ma noi la dobbiamo interpretare nella maniera in cui noi mettiamo dei soldi che non vanno all’appaltatore, quindi il secondo classificato, che tanto ci spaventa, a me non spaventa, perché non prenderebbe un centesimo di euro in più, quindi non gli si arrecherebbe alcun danno.
Lo sforzo che dobbiamo fare è provare in tutti i modi, cari colleghi, a dare i soldi a quei cristiani, perché sette anni sono duri da passare a 500 euro al mese, sono molto duri! Dopodiché, potremo essere belli e soddisfatti, ma veramente mi sorprenderebbe se non riuscissimo almeno a provare a farlo, perché – ripeto - un contratto non ancora firmato... questa roba è vecchia di un anno o più di un anno, forse due anni, quando la gara ancora non era stata espletata chiesi in Commissione di fermare tutto, e si è voluti andare avanti. Ora, però, cerchiamo di risolvere.
Io credo che sia possibile, mi perdonerete se mi permetto di segnalarlo a voi che avete la mia stessa sensibilità, e di questo sono certo, facciamo lo sforzo, non ci facciamo convincere da qualche burocrate che non è possibile, perché hanno provato a convincermi che non fosse costituzionale, sebbene io sostenga che l’incostituzionalità debba essere sancita dalla Corte Costituzionale, non qui, eppure volevano convincermi qui che così fosse, collega Paolicelli.
Poi potremo essere soddisfatti, perché, onestamente, sono felice che la Corte Costituzionale abbia detto che quella legge è perfettamente costituzionale, avevo buone speranze, però sarò davvero felice se avremo risolto questo problema per tutti, perché sapere che a 200 metri di distanza ci saranno dei colleghi di quelli là, e ringrazio il Presidente con gli Assessori che hanno fatto il bando a quelle condizioni, ovviamente dovevano perché c’era quella legge, ma ci sarà a 200 metri chi avrà una remunerazione e chi un’altra, che mi pare la cosa più aberrante che possa avvenire, quindi dobbiamo provare a risolverla.
Collega Paolo dell’Erba, mancano le dighe, ma vuoi vedere che dobbiamo fare noi le dighe quando da cinquant’anni ci sono dei progetti in Capitanata progettati e mai finanziati da nessun Governo.
Ora al Governo c’è però una parte politica che ha una responsabilità politica di dare quelle risposte, perché, attenzione, anche questa condotta sul Liscione che è 60 milioni di metri cubi di acqua, Presidente, tanta roba, noi l’anno scorso avremmo salvato migliaia di imprenditori, avremmo salvato un’intera stagione agricola, quindi è tanta roba, ma è nulla rispetto al potenziale, a quello che è possibile fare se si ha l’acqua in una terra come quella, quindi dopo altre opere progettate da una vita e mai finanziate – insisto - da nessuna parte politica credo che questa Regione debba far sentire la propria voce sui bisogni di quel territorio, perché se è vero che la delinquenza regredisce con lo sviluppo, bisogna capire quali sono le direttrici di sviluppo che bisogna dare a un territorio, e io onestamente diverse da quella dell’agricoltura in quella parte di mondo non ne vedo.
Il Padre Eterno ci ha donato un posto meraviglioso in cui vivere, è quello che ci aiuta nel turismo, perché noi non abbiamo fatto nulla, mentre potremmo invece incidere sull’agricoltura, quindi la richiesta che faccio, ma sono certo che il Presidente ne abbia contezza, è quella di finanziare questi interventi, perché altrimenti alla fine ci saremo presi in giro.
Sulla sanità dirò una banalità: oltre alla differenza di risorse che vengono date a noi rispetto agli altri territori, siamo veramente convinti che questa roba del numero chiuso debba ancora andare avanti? Veramente non ci rendiamo conto che, se la sanità si fa con i medici, dobbiamo avere più medici? Si dice di investire su risorse del personale, bene, ma voi conoscete qualche medico che sta senza lavoro, uno solo, per favore, me lo segnalate? Significa semplicemente che non vengono pagati...
(Intervento fuori microfono "Tutti al nord")
Evidentemente si è persa qualche puntata, perché posso dirle che anche al nord c’è una carenza ormai endemica di medici, cara collega, si è assentata dalla realtà per un po’ di tempo, si è persa qualche puntata per vedere che dappertutto mancano i medici, non ce n’è uno solo che sia senza lavoro, questo significa che sono pochi rispetto al bisogno, mi pare banale questa roba qua.
A me pare banale, però, se vogliamo raccontarcela così, raccontiamola così, ci faremo del male da soli. La verità è che oggi il medico ha mille possibilità, e qualcuno deve dirmi perché i figli dei nostri conterranei devono andare a studiare in Bulgaria o in Albania piuttosto o in un altro Paese di questi e non farlo qui, non siete a conoscenza che sono centinaia di migliaia che mancano nel sistema del Servizio sanitario nazionale o non è così? Se poi vogliamo raccontare che se ne vanno tutti al nord, raccontiamola così, e dovremo fare un’altra sfida, quella di dire ai nostri ragazzi che sono andati a studiare al nord probabilmente anche per mancanza di infrastrutture nella scuola, e anche lì bisognerebbe investire, sennò anche lì ci prendiamo in giro, di tornare ad esercitare la loro professione qua, perché lasciano qua i loro genitori, i loro nonni, le persone a cui tengono, e capire, Presidente, quali sono le ragioni ostative per questo ritorno qui.
Io sarò puntualissimo, Presidente, non mi farò riprendere la prima volta, avremo modo. Intanto grazie e chiedo scusa a tutti per il tono di voce, ma è uno dei miei più grandi difetti.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Tutolo.
Non essendoci altri iscritti a parlare, dichiaro chiuso il dibattito e chiedo al Presidente Decaro se abbia in animo di replicare.
Speaker : DECARO, Presidente della Giunta regionale.
Grazie, Presidente. Sarà una replica molto breve, anche perché ho ascoltato con molto interesse, con molta attenzione gli interventi, gli stimoli, le proposte che sono arrivate, non ero abituato, nel senso che fino a ieri da un lato coordinavo io i lavori, quindi avevo la tentazione qualche volta di dare la parola o togliere la parola, e non posso farlo più perché c’è il Presidente del Consiglio, dall’altro lato non so quanti lo sappiano, ma in Europa non puoi parlare per più di 60 secondi, quindi io avevo abolito anche il "gentile colleghe e gentili colleghi" e "grazie, Presidente", perché perdevo 20 dei 60 secondi che avevo a disposizione.
Come avrete capito dal mio intervento, ho recuperato tutto il tempo che ho perso in Europa, perché anche io, da Presidente di Commissione, avevo soltanto 60 secondi, quindi mi scuso se il tempo del mio intervento è stato molto lungo.
Ho apprezzato la disponibilità al dialogo che è emersa da più parti. Ho ascoltato temi di carattere generale, la sanità, il lavoro, l’agricoltura, l’acqua, e temi di carattere più specificano, come nell’ultimo intervento del consigliere Tutolo il tributo 1890, il tribunale, il commercio di prossimità. Ho ascoltato interventi anche di carattere territoriale, si è posta molta attenzione sul tema del tarantino e sulla zona del foggiano, però, come ho detto in campagna elettorale, io sarò il Presidente dei pugliesi e i pugliesi sono tutti per me, certo, con le loro specificità, con le specificità del territorio che andranno valorizzate, andranno tenute in considerazione, ma lo sforzo sarà quello di occuparci di tutta la Puglia.
Mi permetterete due piccole battute. Non voglio fare polemiche, però anche io concordo con alcuni interventi che sono arrivati da questo lato del Consiglio rispetto al passaggio da una parte all’altra dei consiglieri, che sono liberi di fare le loro scelte. Attenzione, però, perché il consigliere Romito ha parlato di abigeato, che è un reato, è il furto del bestiame. Nasce, però, da un verbo latino, abigere, che parla di allontanamento spingendo, quindi ci sono alcuni casi in cui c’è il furto del bestiame, alcuni casi in cui c’è l’allontanamento.
Ricordiamoci, visto che il consigliere Romito ha voluto parlare del bestiame, che la transumanza è una pratica di tipo stagionale, nel senso che nel periodo invernale il bestiame va sui pascoli di pianura, nel periodo estivo invece i pascoli sono quelli montani, quindi è una cosa che dobbiamo tenere presente tutti, non solo una categoria di consiglieri regionali.
Credo che oggi i pugliesi possano essere contenti del livello della discussione, dell’impegno di ciascuno di noi, dell’attenzione che abbiamo dimostrato, che credo sarà importante, rispettare gli orari, rispettare i consiglieri (sto facendo la parte del Presidente del Consiglio) che parlano, rispettare il lavoro delle persone che lavorano per noi, rispettare anche il lavoro della stampa, che ha i suoi tempi, e noi esistiamo con le nostre proposte anche grazie a loro, potremmo avere le proposte migliori per questa Regione (non sempre ci capita), se però non c’è la possibilità di farle arrivare ai nostri concittadini, questo ovviamente diventa un problema.
Come dicevo, credo che i pugliesi oggi possano essere soddisfatti del livello del dibattito, dell’attenzione che abbiamo mostrato ai loro problemi, alle difficoltà, ma anche alle ambizioni della nostra comunità.
Ripeto quello che ho detto prima: sarà importante per noi rendere orgogliosi i pugliesi, lavorando ogni giorno dobbiamo far parte di una storia collettiva. Se ciascuno di noi verrà qui e penserà solo alla propria storia personale, alla propria carriera personale, che ci sta perché facciamo tutti politica, rischiamo di commettere un errore. Se invece pensiamo a una storia collettiva, alla storia della Puglia, sarà un beneficio anche per noi, un beneficio dal punto di vista umano, perché cresceremo umanamente, saremo delle persone migliori, e un beneficio anche dal punto di vista elettorale, perché siamo una delle poche categorie in questo Paese che riceve il consenso dei cittadini, ed è la cosa più bella ricevere il consenso dei cittadini.
Qui rappresentiamo dei cittadini che ci hanno dato la loro fiducia e a quella fiducia dobbiamo dare riscontro, non accade la stessa cosa dappertutto.
In più interventi ho sentito parlare dei parlamentari, loro stanno in un listino, quindi non è nemmeno colpa loro, secondo me, è più comodo stare dietro la porta del leader di Partito, del capo di una corrente di Partito che stare dietro la porta dei cittadini per cercare di capire quali sono i problemi e come proporre una soluzione a quei problemi, perché non sono i cittadini a scegliere chi sarà eletto alle elezioni politiche, ma lo decide il capo di un Partito, il capo corrente di un Partito.
Noi abbiamo la fortuna, ma soprattutto abbiamo l’onore di essere scelti dai cittadini, quindi cerchiamo di rispettare quella scelta rendendo orgogliosi i cittadini pugliesi di quello che faremo, ma anche del modo in cui lo faremo.
Grazie per i vostri interventi, ci rivedremo nei prossimi giorni in queste Aule, nelle Aule delle Commissioni, chi mi conosce sa che mi piace venire in Commissione, essere presente in Consiglio e partecipare al dibattito. Grazie, buon lavoro a tutti voi, buona fortuna a tutti voi.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Presidente Decaro.
Prima di togliere la seduta, vorrei ringraziare il consigliere Dell’Erba e il consigliere Tutolo, che hanno voluto ricordare Francesco Damone che è venuto a mancare lo scorso 6 gennaio. Abbiamo già in animo di commemorare la figura di Cecchino, persona a cui ero anch’io personalmente affezionato, nella prossima seduta.
Colleghi consiglieri, vi prego di lasciare le tessere delle votazioni inserite, quando uscite. Inoltre, per aiutarci ad accelerare tutte le procedure entro le prossime ore e comunque entro cinque giorni da oggi, vi chiediamo di inviare all’Ufficio di Presidenza le adesioni ai Gruppi e invitiamo i Gruppi a comunicare l’elezione del loro Presidente, Vice Presidente e componenti.
Ciò è importante anche al fine di consentirci di convocare la Conferenza dei Capigruppo, per stabilire un calendario di lavori e per tutte le attività connesse.
Ringrazio l’Ufficio di Presidenza per la collaborazione, formulo anche all’Ufficio di Presidenza i miei auguri. Auguro a tutti buon lavoro, buona XII Legislatura.
Chiedo a tutte le consigliere elette e all’assessore Leuzzi di venire da questa parte, perché abbiamo pensato di omaggiare le nostre donne con un piccolo pensiero floreale.
La seduta è tolta.
