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Speaker : PRESIDENTE.
Buongiorno a tutte e a tutti.
Colleghe e colleghi, diamo per approvato il processo verbale della scorsa seduta, di martedì 11 marzo.
Non ci sono osservazioni. Procediamo.
Ha chiesto congedo il consigliere collega Metallo.
Per l’assegnazione alle Commissioni, passo la parola al collega Vicepresidente De Leonardis.
Speaker : DE LEONARDIS.
Alla I Commissione è stato assegnato il disegno di legge n. 43 “Riconoscimento di debito fuori bilancio”; il disegno di legge n. 44 “Riconoscimento di debito fuori bilancio”; il disegno di legge n. 45 “Riconoscimento di debito fuori bilancio”; il disegno di legge n. 46 “Riconoscimento di debito fuori bilancio”; il disegno di legge n. 47 “Riconoscimento di legittimità del debito fuori bilancio”; il disegno di legge n. 48 “Riconoscimento di legittimità di debito fuori bilancio”; il disegno di legge n. 49 “Riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio”, il disegno di legge n. 50 “Riconoscimento di debito fuori bilancio”; il disegno di legge n. 51 “Riconoscimento del debito fuori bilancio”; il disegno di legge n. 52 “Riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio”; il disegno di legge n. 53 “Riconoscimento di debito fuori bilancio”; il disegno di legge n. 54 “Riconoscimento di debito fuori bilancio”; il disegno di legge n. 55 “Riconoscimento di debito fuori bilancio”; il disegno di legge n. 56 “Riconoscimento di legittimità di debito fuori bilancio”; il disegno di legge n. 57 “Riconoscimento di debito fuori bilancio”; il disegno di legge n. 58 “Riconoscimento del debito fuori bilancio”; il disegno di legge n. 59 “Riconoscimento di debito fuori”.
In V Commissione è stata presentata la proposta di legge a firma del consigliere Romito “Istituzione giornata regionale dell’acqua”.
In VI Commissione è stata presentata la proposta di legge a firma del consigliere Romito “Interventi volti alla conoscenza, diffusione e ricordo del dramma delle foibe e dell’esodo istriano fiumano dalmata”,
Sono state presentate le seguenti interrogazioni a risposta scritta: Splendido “Ritardi nella revisione e aggiornamento dell’albo regionale delle associazioni per la protezione degli animali. Richiesta di chiarimenti”; Splendido “Aumento delle rette RSA e richiesta di pagamento arretrato, con riferimento alla RSA San Raffaele, dopo il percorso di regionalizzazione”. Mozioni: Tutolo e Barone “Emergenza idrica in provincia di Foggia”; Scalera “Stato delle persone con demenza nella Regione Puglia”; Splendido, “Superamento della presenza degli animali nei settori delle attività circensi e degli spettacoli viaggianti”; Parchitelli “Liberazione del cooperante italiano Alberto Trentini“; Pagliaro “Chiusura impianto biostabilizzazione RSU Poggiardo“; Galante e altri “Piano di riarmo europeo ‘ReArm Europe Plan /Readiness 2030”; Scalera “Dimissione Nave Garibaldi e trasformazione in museo”.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Procediamo con l’ordine del giorno.
In Conferenza dei Capigruppo, abbiamo deciso di seguire l’ordine già previsto con queste eccezioni: all’interno del punto 2, oltre alla mozione di Antonio Tutolo e Rosa Barone “Emergenza idrica per la Provincia di Foggia”, che è la n. 376, si aggiunge la mozione siglata da tantissimi consiglieri, ma fatta predisporre dai Presidenti Romito e Mazzarano relativa all’emergenza idrica come indicato nello scorso Consiglio, quando dicemmo che affidavamo alle due Commissioni il compito di fare una mozione più generale che raccogliesse le firme dei consiglieri di entrambe le Commissioni.
Di seguito, si procederà come da ordine del giorno sino alla mozione 6.
Dopo la mozione n. 6 è prevista l’anticipazione della mozione al numero 11, Dopodiché, si segue con le mozioni, come precedentemente concordato, sino alla 12.
Dopo la 12 abbiamo deciso di inserire la n. 164 e la n. 165, che sono le due mozioni sui call center, ma è probabile che non riusciremo ad arrivare a quelle mozioni, e quindi che ci dobbiamo fermare, come da previsione, alla mozione n. 12.
In ogni caso abbiamo voluto indicarle all’interno della Conferenza.
Ribadisco: punti n. 1) e n. 2), compresa la mozione Romito, Mazzarano ed altri; poi il n. 3), il n. 4), il n. 5), il n. 6), il n. 11) e, di seguito, i nn. 7), 8), 9), 10) e 12).
Procediamo seguendo l’esame del disegno di legge n. 47 del 11/03/2024 “Misure di promozione in materia di innovazione aperta”.
Eravamo arrivati all’articolo 1.
Ha chiesto di intervenire l’assessore Delli Noci. Ne ha facoltà.
Speaker : DELLI NOCI, assessore allo sviluppo economico e alla competitività, alle attività economiche e ai consumatori, alle politiche internazionali e al commercio estero, all’energia, alle reti e alle infrastrutture materiali per lo sviluppo, alla ricerca industriale e all’innovazione, alle politiche giovanili della Regione Puglia e alla programmazione dei fondi di sviluppo e coesione ed europei.
Buongiorno a tutti e a tutte, cari colleghi. Abbiamo voluto provare a dare un’accelerata su questa legge, presentando una serie di emendamenti. Questa legge è stata approvata in Commissione oltre un anno fa. Come sapete, l’innovazione è un’opportunità, un processo che necessita di uno sviluppo, di una celerità che purtroppo le tempistiche dell’Aula non sono riuscite a mantenere. Però abbiamo voluto provare a modernizzarla, trattando un tema che in questo momento il Governo ha voluto anche trattare in maniera forte, approvando un disegno di legge già approvato al Senato. Noi volevamo seguire questo passo, provando a legiferare su un tema su cui abbiamo un indirizzo ben specifico, legato all’intelligenza artificiale.
La proposta che oggi facciamo all’Aula non è solo di approvare questa legge sull’innovazione aperta, che è uno strumento non solo legislativo, ma fisico e virtuale per generare una collaborazione tra due mondi che non sempre si sono parlati, che hanno creato particolare sviluppo e crescita nel nostro territorio. Penso soprattutto a determinati settori della ricerca che sono riconosciuti e riconoscibili a livello nazionale e internazionale. Penso al biotech, alle nanotecnologie, alla meccatronica e anche al mondo delle start-up, che in questi anni è cresciuto fortemente. Ricordo a tutti e all’Aula che le start-up che sono nate e cresciute in questi anni sono passate da circa 20 cinque anni fa a oltre 700.
È un ecosistema importante che vogliamo far dialogare con il nostro tessuto economico produttivo, per fare quel salto di qualità cui oggi l’economia pugliese dimostra di voler ambire. A questo abbiamo voluto aggiungere alcune azioni che abbiamo strutturato in con decisioni di governo legate all’intelligenza artificiale, attraverso accordi di collaborazione con multinazionali che in questi anni hanno sviluppato tecnologie che stiamo implementando e che utilizziamo tutti noi tutti i giorni, provando a costruire azioni di formazione nei nostri giovani, nelle nostre imprese per sfruttare le opportunità che derivano dall’intelligenza artificiale, provando a costruire anche quel patrimonio di conoscenza che ci mette anche allerta da eventuali rischi legati all’intelligenza artificiale. Questa piattaforma genererà un importante connubio in cui l’intelligenza artificiale farà da protagonista, ma lo sviluppo e l’accompagnamento prevederà la realizzazione anche di hub territoriali e di centri di competenza.
L’articolato, composto da otto-nove articoli, si trasforma in tredici articoli che abbiamo emendato e presentato qualche giorno fa e che avete presente in piattaforma. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie. Ci sono altri interventi? Voleva intervenire forse il Presidente Paolicelli, Presidente della Commissione. Prego.
Speaker : PAOLICELLI.
Ha già detto tanto l’assessore Delli Noci. Purtroppo con i tempi del Consiglio ci siamo ritrovati ad un anno di ritardo. Questa è una legge che è stata già approvata all’unanimità in Commissione.
Con il presente disegno di legge, al fine di promuovere la crescita economico-produttiva regionale nell’ambito della strategia di specializzazione intelligente e in linea con gli orientamenti dell’Unione europea in tema di innovazione, si intende diffondere l’approccio strategico dell’open innovation introdotto circa venti anni fa.
Tale modello delinea un approccio collaborativo volto a fare innovazione sulla scorta di un processo basato su flussi di conoscenza in entrata ed in uscita in cui gli interessi di ogni singola azienda si intrecciano con quelli dei competitor, dei fornitori, delle università e degli altri organismi di ricerca e sviluppo, nonché degli utenti finali, secondo dinamiche di connessione e di interazione continue, al fine di creare un cortocircuito virtuoso che stimoli tutti gli stakeholders ad integrare proficuamente.
In linea con tali tendenze virtuose, e con la direttiva della Commissione europea e del PNRR, che pongono il concetto di ecosistema al centro delle politiche di sostegno all’innovazione, la Regione già da tempo ha orientato le proprie energie nella direzione della contaminazione tra il mondo della ricerca e quello dell’industria, a supporto della crescita economica e occupazionale del territorio. A tal proposito, si vedano il modello Apulian ICT Living Labs, avviato con un primo avviso pubblico nel marzo 2012, i bandi Innonetwork ed Innolabs, che hanno cercato di stimolare tutti gli stakeholders regionali e di implementare le filiere tecnologiche integrate, e sviluppare nelle comunità pugliesi la cultura del networking. L’intento è l’estrazione dei talenti con cui la Regione, attraverso l’Agenzia ARTI, sostiene il ruolo ed il protagonismo dei giovani nello sviluppo della dimensione imprenditoriale e dell’innovazione sociale.
Da ultima, la strategia di sviluppo “Mare a sinistra”, approvata con DGR n. 1989/2023, finalizzata ad attrarre i migliori talenti creativi e tecnologici a livello internazionale nei settori altamente innovativi richiamati dalla strategia regionale di specializzazione intelligente.
L’oggetto del provvedimento rientra tra le materie di competenza concorrente delle Regioni, essendo riconducibili tanto alla ricerca scientifica e tecnologica, sia a sostegno dell’innovazione per i sistemi produttivi di cui all’articolo 117, comma 3, della Costituzione.
Quanto alla ricerca scientifica, occorre precisare che secondo un consolidato orientamento della Corte costituzionale essa deve essere considerata non solo quale materia, bensì come valore costituzionalmente protetto, a prescindere da ambiti di competenza rigorosamente delimitati. Inoltre, la Corte costituzionale in diverse sentenze ha ricondotto le disposizioni volte ad accelerare il processo di circolazione della conoscenza e ad accrescere la capacità competitiva delle piccole e medie imprese e delle piattaforme industriali a materie spettanti della competenza legislativa concorrente delle Regioni.
Il presente progetto di legge si propone pertanto di responsabilizzare e coinvolgere gli attori del territorio, implementare iniziative legate ad attività di ricerca e sviluppo per cogliere proficuamente le opportunità offerte dai nuovi contesti, rispondere attivamente ai cambiamenti in atto a livello sociale, digitale e tecnologico, favorire l’identificazione di talenti e nuove professionalità, promuovere le trasformazioni digitali, studiare l’impatto sociale, concorrere a trovare nuove soluzioni per le emergenti sfide dell’innovazione.
Il provvedimento si compone di 10 articoli: all’articolo 1 sono dichiarate le finalità, all’articolo 2. si forniscono, tra le definizioni dell’Open Innovation e di ecosistema dell’innovazione. All’articolo 3 si prevede l’approvazione da parte della Giunta regionale dell’Agenda strategica triennale. All’articolo 4 è disposta l’istituzione della piattaforma digitale dell’innovazione, oltre che il censimento delle pregresse esperienze regionali in tema di Open Innovation. All’articolo 5 si promuove la costituzione degli Hub Innovation. All’articolo 6 sono enunciate ulteriori azioni che la Regione potrebbe intraprendere, attingendo agli strumenti e a delle metodologie più diffuse nell’approccio inbound all’open innovation per stimolare l’ecosistema pugliese dell’innovazione.
Si specifica che per realizzazione degli interventi e delle iniziative di cui agli articoli 5 e 6, la Regione intende avvalersi del contributo operativo di ARTI.
L’eventuale attivazione di quanto disposto dall’articolo 6 verrà in armonia con le azioni in materia di ricerca e innovazione già previste nell’ambito del programma regionale FESR FSE 2021- 2027.
Gli eventuali oneri graveranno sulle risorse stanziate nell’ambito dello stesso articolo 7. Si prevede che entro 120 giorni dall’entrata in vigore sia definita con delibera di Giunta, la parte attuativa della legge.
All’articolo 8 è introdotta la clausola valutativa. All’articolo 9 è specificata la copertura finanziaria. Infine all’articolo 10, si dispone l’immediata entrata in vigore del provvedimento all’indomani della pubblicazione sul Bollettino ufficiale.
Va bene così. La CNA Puglia ha trasmesso alla Commissione delle proposte emendative e nella seduta del 20 giugno 2024 la Commissione IV, dopo ampia discussione, ha espresso parere favorevole al disegno di legge, così come emendato, all’unanimità dei voti dei commissari presenti.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei.
Sull’articolo 1 c’è un emendamento presentato direttamente dall’assessore Delli Noci. Ce lo vuole illustrare?
Speaker : DELLI NOCI, assessore allo sviluppo economico e alla competitività, alle attività economiche e ai consumatori, alle politiche internazionali e al commercio estero, all’energia, alle reti e alle infrastrutture materiali per lo sviluppo, alla ricerca industriale e all’innovazione, alle politiche giovanili della Regione Puglia e alla programmazione dei fondi di sviluppo e coesione ed europei.
Avendo unito e poi modificato in uno degli ultimi emendamenti anche il titolo “innovazione aperta e intelligenza artificiale”,
il primo emendamento mira ad aggiungere i commi 4 e 5 rispetto alle finalità della legge, quindi comprensive della parte relativa all’intelligenza artificiale.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore.
Mettiamo in votazione l’emendamento.
La votazione è aperta.
La votazione è chiusa.
Presenti 22, votanti 22, favorevoli 22.
Il Consiglio si aggiorna di un’ora. Non posso che essere d’accordo con lei.
Il Consiglio è aggiornato tra un’ora, riprende tra un’ora. Riprendiamo i lavori.
Invito tutti i consiglieri a prendere posto. Ripongo in votazione l’emendamento n. 1 all’articolo 1.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Tammacco, prima di aprire la votazione. Chiedo scusa, non l’avevo vista. Mi dispiace.
Prego.
Speaker : TAMMACCO.
Grazie, Presidente.
Per una mozione d’ordine. Volevo capire se si riprende già dalla votazione intesa già come voto acquisito oppure dalla votazione, cioè dall’esemplificazione. Siccome vorrei fare una dichiarazione di voto, chiedo se sono in tempo o meno. Questa è la domanda.
Io vorrei fare la dichiarazione di voto perché non sono riuscito a farla prima.
Grazie, Presidente.
A nome del Gruppo Per la Puglia, considerato l’esito della valutazione nella Commissione, dove la legge è stata approvata all’unanimità, riteniamo di dover dare forza a questo schema di disegno di legge, soprattutto per quei punti che riguardano la diffusione dell’approccio strategico dell’Open Innovation, responsabilizzando e coinvolgendo gli attori del territorio, implementando iniziative legate ad attività di ricerca e sviluppo per cogliere proficuamente le opportunità offerte dai contesti e rispondere attivamente ai cambiamenti in atto a livello sociale, digitale e tecnologico, identificando talenti e nuove professionalità, promuovendo la trasformazione digitale, studiando l’impatto sociale e producendo, di conseguenza, cultura, pensiero e strumenti, concorrendo a trovare soluzioni per le emergenti sfide dell’innovazione.
Presidente, mi rifaccio alle dichiarazioni fatte dall’assessore Delli Noci su “Mare a sinistra”. Noi dobbiamo fare in modo che la Puglia, attraverso l’innovazione tecnologica, così come disse l’assessore, e le competenze possa giocare un ruolo in Serie A e non in Serie B.
A noi non piace essere i primi, o i secondi in serie B. La Puglia deve giocare il proprio ruolo in serie A, e credo che questa legge proposta oggi ci aiuti a giocare questo ruolo in serie A.
È per questo che il Gruppo per la Puglia appoggia completamente questa legge.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei.
Metto ai voti l’emendamento n. 1 all’articolo 1.
La votazione è aperta.
La votazione è chiusa. Dobbiamo aggiungere il voto del consigliere Lopalco, che risulta astenuto, invece è favorevole.
Presenti 28, votanti 28, favorevoli 28.
L’emendamento è approvato all’unanimità.
Passiamo all’articolo 1, come emendato. La votazione è aperta. Possiamo aggiustare il pulsante del consigliere Lopalco, per cortesia? Potete vedere che è successo? Consigliere, il suo voto? Favorevole.
La votazione è chiusa.
Presenti 28, votanti 28, favorevoli 28.
L’articolo 1 è approvato all’unanimità.
Articolo 2.
La votazione è aperta.
La votazione è chiusa.
Presenti 28, votanti 28, favorevoli 28.
L’articolo 2 è approvato all’unanimità.
Articolo 3.
La votazione è aperta.
La votazione è chiusa.
Presenti 29, votanti 28, favorevoli 28, astenuti 1. La votazione è chiusa.
È approvato a maggioranza.
Articolo 4 “Piattaforma digitale dell’innovazione”.
La votazione è aperta.
La votazione è chiusa.
Presenti 31, votanti 28, favorevoli 28, astenuti 3.
È approvato.
Articolo 5 “Hub territoriali dell’Open Innovation”.
La votazione è aperta.
La votazione è chiusa.
Presenti 29, votanti 28, favorevoli 28, astenuti 1.
È approvato a maggioranza.
Articolo 6 “Ulteriori interventi in favore dell’Open Innovation”.
La votazione è aperta.
La votazione è chiusa.
Presenti 28, votanti 28, favorevoli 28.
È approvato all’unanimità.
Articolo 7 “Disposizioni attuative”.
La votazione è aperta.
La votazione è chiusa.
Presenti 28, votanti 28, favorevoli 28.
È approvato all’unanimità.
C’è un emendamento aggiuntivo, dopo l’articolo 7 “Promozione dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione”, presentato dall’assessore Alessandro Delli Noci.
La votazione è aperta.
La votazione è chiusa.
Presenti 29, votanti 28, favorevoli 28, astenuti 1.
È approvato a maggioranza.
Emendamento n. 3, aggiuntivo, presentato sempre dall’assessore Delli Noci.
La votazione è aperta.
La votazione è chiusa.
Presenti 27, votanti 27, favorevoli 27.
L’emendamento n. 3 è approvato all’unanimità.
Altro emendamento aggiuntivo, n. 4, presentato sempre dall’assessore Delli Noci.
La votazione è aperta.
La votazione è chiusa.
Presenti 28, votanti 28, favorevoli 28.
L’emendamento n. 4 è approvato all’unanimità.
Ora passiamo all’articolo 8 “Clausola valutativa”.
La votazione è aperta.
La votazione è chiusa.
Presenti 29, votanti 28, favorevoli 28, astenuti 1.
L’articolo 8 è approvato a maggioranza.
Sull’articolo 9 c’è un emendamento sostitutivo. È l’articolo della norma finanziaria.
La votazione è aperta. Emendamento sostitutivo, presentato sempre dall’assessore Delli Noci, modificativo del primo comma. Correggiamo in “modificativo”.
Abbiamo votato tutti?
La votazione è chiusa.
Presenti 28, votanti 28, favorevoli 28.
L’emendamento è approvato all’unanimità.
Adesso votiamo l’articolo 9, come emendato.
La votazione è aperta. Aspettate un attimo, si erano nascosti due emendamenti. Sul comma 3 della norma finanziaria c’è un precedente emendamento.
Emendamento n. 6 presentato dall’assessore Delli Noci alla norma finanziaria.
La votazione è aperta.
La votazione è chiusa.
Presenti 30, votanti 28, favorevoli 28, astenuti 2.
È approvato a maggioranza.
Votiamo l’articolo 9.
La votazione è aperta.
La votazione è chiusa.
Presenti 30, votanti 28, favorevoli 28, astenuti 2.
È approvato a maggioranza.
Dobbiamo votare l’articolo 9 come modificato. Abbiamo già votato l’articolo 9? Perfetto.
Adesso abbiamo una serie di emendamenti che riguardano correzioni dovute agli interventi del Governo, quindi sono interventi di adeguamento, oppure correzioni di errori materiali compiuti nella legge di bilancio.
Questo è un emendamento aggiuntivo presentato dal consigliere Casili e da me, l’emendamento n. 8: «Al comma 1 dell’articolo 23 della legge regionale n. 42/24 le parole “negli asili nido” sono sostituite con le seguenti parole “nei nidi”», come ci aveva chiesto il Governo.
La votazione è aperta. Consigliere Tutolo, prego.
Speaker : TUTOLO.
Vorrei capire la sostanza di questo emendamento, perché onestamente mi sfugge.
Speaker : PRESIDENTE.
Non esiste una sostanza, è una questione formale chiesta dal Governo quella di sostituire le parole “asili nido” con le parole “nidi”. È un emendamento che ci hanno chiesto.
La votazione è aperta.
La votazione è chiusa.
Presenti 31, votanti 28, favorevoli 28, astenuti 3.
L’emendamento è approvato a maggioranza.
Adesso passiamo all’emendamento n. 9, sempre su richiesta del Governo, sulla base delle osservazioni che ci ha fatto alla legge.
La votazione è aperta. È quello che abbiamo deciso nella Conferenza dei Capigruppo per evitare l’impugnazione. Sono solo adeguamenti.
La votazione è chiusa.
Presenti 28, votanti 28, favorevoli 28.
Scusate, quelli erano emendamenti su richiesta del Governo. Ce ne sono arrivati alcuni che non hanno queste caratteristiche, per cui prego il consigliere Scalera di venire di qua. Cioè, si cambia il beneficiario, e lo stesso vale per La Notte. Si cambia il beneficiario da una legge a un’altra.
Continuo con gli emendamenti richiesti dal Governo.
Emendamento n. 12.
La votazione è aperta.
La votazione è chiusa.
Un attimo solo, si è creata un po’ di confusione con alcuni emendamenti presentati che non avevamo concordato.
In Conferenza dei Capigruppo abbiamo concordato alcuni emendamenti ed eravamo rimasti d’accordo che venivano presentati solo quelli. Io li stavo leggendo di default, invece, evidentemente, non c’è stato un controllo sugli emendamenti, controllo che facciamo immediatamente.
Adesso cito solo ed esclusivamente quelli che sono stati decisi in Conferenza dei Capigruppo.
Cancelliamo questo, non vi dispiacete. Togliamo questo voto.
Emendamento n. 14. Il 12 lo sospendiamo perché attiene a un emendamento che non era stato concordato. Lo saltiamo.
Passiamo al n. 14. L’emendamento n. 14 prevede solo l’aggiunta del Comune Margherita di Savoia, che per errore materiale non era stato inserito nel bilancio pluriennale di previsione. L’emendamento è a firma Caracciolo e lo metto subito al voto. Lo abbiamo condiviso in Conferenza dei Capigruppo.
La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti 28, votanti 28, favorevoli 28.
L’emendamento è approvato all’unanimità.
Adesso torniamo un attimo all’emendamento n. 12.
L’emendamento n. 12 è sempre stato richiesto dal Governo.
Il presente emendamento è finalizzato a superare i profili di criticità evidenziati dall’Ufficio legislativo del Ministero dell’università e della ricerca e del Ministero dell’istruzione e del merito. Riguarda una norma che afferiva al corso di laurea magistrale in Scienze e tecniche dello sport. Su richiesta del Governo sono stati precisati alcuni termini della legge. Se non ci sono obiezioni, su questo possiamo votare.
Assessore, aveva qualche cosa? Il dottore Musicco, credo che abbia parlato direttamente con gli uffici prima di presentare l’emendamento: “a carattere ordinamentale e non comporta oneri per il bilancio regionale”, Fabiano. Questo ci viene dichiarato dagli uffici nella relazione.
Prego.
Speaker : AMATI, assessore al bilancio, alla ragioneria, alle finanze e agli affari generali.
È chiaro, se è così non abbiamo difficoltà, purché sia però agli atti, una traccia, e qui mi rimetto all’Ufficio di Presidenza, sulla insussistenza di oneri sia sul bilancio 2025 che sul pluriennale, questo soltanto. Il parere del Governo è favorevole alla condizione che vi sia una traccia documentale, anche corrispondenza nelle forme più ordinarie, da cui risulta che non ci sia un impatto, oltre che nel bilancio 2025 anche sul pluriennale. Questa è soltanto la condizione che viene posta, perché non vorremmo ritrovarci nella condizione che abbiamo già visto per altre leggi.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Questo risulta dagli accertamenti fatti dagli uffici tra di loro e da quello che ci ha chiesto al Ministero. Io non ho altro.
Fabiano, sostanzialmente, è caricato e non c’è niente.
Facciamo un accertamento. Un attimo solo di sospensione, facciamo un accertamento. Vuole chiederlo lei stesso? Lo chiediamo all’ufficio.
Dall’accertamento fatto con gli uffici, emerge che noi abbiamo dato seguito al nostro esclusivo impegno assunto col Ministero dell’Università. L’emendamento che proponiamo è senza oneri. Rispetto ad altri rilievi, nessun impegno abbiamo assunto. Quindi, ve lo sottopongo al voto.
la votazione è aperta.
La votazione è chiusa.
Presenti 36, votanti 36, favorevoli 36.
L’emendamento è approvato all’unanimità.
Ora abbiamo l’emendamento n. 13.
Il presente emendamento è finalizzato ad evitare sempre i profili di criticità evidenziati dall’Ufficio legislativo del Ministero dell’Università e della ricerca e del Ministero dell’istruzione e del merito, di conseguenza, l’impugnativa di detta disposizione dinanzi alla Corte costituzionale, atteso che le dizioni utilizzate di… Assessore all’istruzione, le chiedo scusa, un attimo di ascolto: le dizioni utilizzate di “scuole medie inferiori” e “scuole secondarie inferiori” non risultano conformi a quanto stabilito dal decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010 n. 89.
La presente proposta ha carattere ordinamentale e pertanto non comporta oneri per il bilancio regionale.
Praticamente, la correzione è questa: il comma 1 dell’articolo 204 della legge regionale 42/2024 rubricato “Contributi straordinari in favore delle scuole paritarie” è sostituito dal seguente “per sostenere il buon funzionamento delle scuole secondarie di primo grado”, quindi, non “scuole medie inferiori”, ma “scuole secondarie di primo grado” e prevenire situazioni di scopertura nel territorio, è disposto un contributo straordinario in favore delle scuole secondarie di primo grado paritarie con sede nel territorio regionale.
Come vedete, si tratta di una correzione formale. La votazione è aperta. Presidente Mennea, il prossimo è il suo, se vuole illustrarlo, perché l’errore non si capisce.
La votazione è chiusa.
Presenti 28, votanti 28, favorevoli 28.
È approvato all’unanimità.
Passiamo all’emendamento n. 15 (il n. 14 è già stato approvato) che ci illustra il consigliere Mennea. Prego.
Speaker : MENNEA.
Grazie, Presidente. È un emendamento simile all’altro, perché non era stato definito il destinatario di questo contributo, quindi mancava questa parte, che adesso viene evidenziata nella Fondazione di San Pio da Pietrelcina, così come stabilito nella riunione dei Capigruppo, in cui lo avevo già evidenziato.
Speaker : PRESIDENTE.
La votazione è aperta, se non ci sono interventi.
È l’ultimo emendamento, il n. 15, che introduce il destinatario laddove non c’era.
La votazione è chiusa.
Presenti 29, votanti 29, favorevoli 29.
È approvato all’unanimità.
Adesso dobbiamo fare la modifica del Titolo, introducendo la dizione Misure di promozione in materia di innovazione aperta, di intelligenza artificiale e disposizioni varie.
La votazione è aperta.
La votazione è chiusa.
Presenti 28, votanti 28, favorevoli 28.
È approvato all’unanimità.
Ultima norma, articolo 10 “Entrata in vigore”.
La votazione è aperta.
La votazione è chiusa.
Presenti 28, votanti 28, favorevoli 28.
È approvato all’unanimità.
Votiamo la legge nel suo complesso.
La votazione è aperta.
La votazione è chiusa.
Presenti 28, votanti 28, favorevoli 28.
È approvata all’unanimità.
La legge è approvata.
Passiamo al secondo punto all’ordine del giorno, che riguarda le due mozioni. Prego di prestare attenzione.
Si tratta della mozione Tutolo e Barone sull’emergenza idrica in provincia di Foggia e della mozione Romito, Mazzarano e altri. In Conferenza dei Capigruppo abbiamo deciso di portarle entrambe. Non sono, in realtà, sovrapponibili, ma integrabili. Mi rimetto alla discussione che avverrà in Aula.
Chi vuole fare una relazione? Prego.
Ho detto che sono integrabili, se ritenete di integrarle, sennò si vota separatamente.
Consigliere Tutolo, prego.
Speaker : TUTOLO.
Grazie, Presidente.
Questa mozione vuole porre l’accento e l’attenzione su un problema di cui ormai si parla tantissimo e si è parlato tantissimo negli anni. Spero che adesso si possa chiedere di agire. Ovviamente non è una nostra competenza o, meglio, una nostra esclusiva competenza, quindi dobbiamo chiedere che ci si applichi alla risoluzione di questi problemi.
Il paradosso sapete qual è? L’11 marzo, quindi qualche giorno fa, abbiamo fatto un Consiglio regionale dove parlavamo di crisi idrica e anche di una tragedia economica, perché le conseguenze sono collegate. Il 12 marzo, il giorno successivo, la diga del Liscione ha aperto le paratie perché c’era acqua in eccesso. Quell’acqua è andata in mare.
Abbiamo dunque questo paradosso, Presidente, e qui io chiedo, ripeto, il suo intervento, il suo aiuto, perché non è accettabile una cosa del genere: abbiamo un comprensorio agricolo di 140.000 ettari, con migliaia di agricoltori che hanno questa attività, è e la loro attività, che non vedranno un goccio d’acqua, da quella diga nata per l’agricoltura, perché non ce n’è, perché forse è sufficiente per gli usi civici, forse perché è stata diminuita la pressione dell’acqua, e vi informo, forse lo sapete già: capisco che da quella parte questo argomento non è probabilmente interessante, però abbiate la pazienza di eliminare questo sottofondo perché non riesco, non sono bravo, mi distraggo facilmente. Vi chiedo scusa, colleghi.
Dicevo: 140.000 ettari non vedranno un goccio d’acqua, quindi, un’impresa, un comprensorio fatto di imprese non potranno fare quello che fanno abitualmente. Quindi, da una parte si butta l’acqua, da un’altra parte non ce n’è. Dicevo: ci sono migliaia di cittadini della provincia di Foggia che non vedono l’acqua manco dai rubinetti, perché per far sì che quella disponibile sia sufficiente per gli usi civici per l’estate che sta arrivando, si è diminuita la pressione, quindi al terzo e quarto piano non arriva proprio, quindi ti devi alzare la mattina alle 5 per avere la possibilità di fare le cose che normalmente tutti facciamo.
Si è azzerata la vivibilità per queste persone. Io mi chiedo: siccome la perdita di PIL di questa mancanza di irrigazione di questi terreni ha un valore che non mi invento, sono numeri facilmente riscontrabili, di 1,5 miliardi di euro, e di milioni di giornate lavorative perse, non di qualche giornata, ma milioni di giornate lavorative perse, io credo che ci sia l’obbligo morale di intervenire, anche perché a fronte dei 90 milioni di euro di cui sento parlare, necessari per completare questa opera che non servirebbe soltanto a noi, perché nei 90 milioni ci sarebbe anche la infrastrutturazione del basso Molise, quindi dare acqua anche ai terreni del basso Molise, noi avremmo immediatamente, l’anno successivo, 1,5 miliardo di maggiore PIL e milioni di giornate lavorative in più.
Mi chiedo: non serve un Nobel dell’economia per capire che questa opera è non conveniente, ma la meraviglia è che di questa cosa se ne parla da sempre, da cinquant’anni, e non si riesce a fare.
Colleghi, mi fate la gentilezza di parlare, se volete, da un’altra parte?
Speaker : PRESIDENTE.
Presidente Pagliaro, le spiace tornare al suo posto?
Prego.
Speaker : TUTOLO.
Quello che chiedo è semplice - ripeto - siccome sento parlare di dissalatori, buttiamo l’acqua nel mare e poi andiamo a riprenderla e gli togliamo il sale, di condotta dall’Albania, che costerà l’ira di Dio ma, se è necessaria, ci vuole, ma abbiamo l’acqua a fianco, possiamo evitare che si disperda per utilizzarla dove non c’è, cioè - ripeto - in un comprensorio agricolo di 140.000 ettari, che quest’anno non avrà un goccio d’acqua? Mi pare una cosa banale, capisco che probabilmente non a tutti interessa, però credo che sia di vitale importanza per migliaia di imprese, per migliaia di famiglie, per milioni di persone che avrebbero fatto di quell’attività la loro ragione di vita.
C’è la possibilità, Presidente, di intervenire e di far capire al Governo che questa opera è essenziale? Perché non se ne può più di leggere sui giornali che non c’è accordo tra Puglia e Molise, non c’è bisogno di alcun accordo tra la Puglia e il Molise, perché l’acqua non è del Molise, l’acqua è di tutti, e quella che viene chiesta è quella in più, quella che, una volta assecondati tutti i bisogni del Molise, invece di andare in mare va a finire in questa benedetta condotta, che la porta al potabilizzatore di Finocchito, e sono 50 milioni di metri cubi che possono dare una possibilità di sviluppo, di lavoro per l’ultima provincia d’Italia, che, ahimè, si trova in questa regione.
Questo chiede questa mozione, oltre, ovviamente, a un’altra infrastruttura altrettanto importante, questa probabilmente di più facile realizzazione, immediata. Non è un’opera faraonica. Si tratta veramente di una banalità. Se penso, ripeto, all’Acquedotto dell’Albania, al dissalatore, a tante altre opere, questa è una cavolata. Poi c’è la diga di Piano dei Limiti, che non è alternativa, perché sono altri 50 milioni di metri cubi. Significa infrastrutturare altri 25.000 ettari e significa centinaia di milioni di possibilità di produrre e di trasformare, magari.
Poi c’è la famigerata di Palazzo D’Ascoli, di cui è stata nuovamente finanziata la progettazione. Sono cento volte che si fa la progettazione della diga di Palazzo D’Ascoli, poi la progettazione non è più attuale e la rifinanziamo (8 milioni di euro). Ora la progettiamo, poi tra vent’anni si ricorderanno un’altra volta che non è stata realizzata perché non è stata finanziata, e la progettiamo un’altra volta. Poi possano altri vent’anni e la progettiamo un’altra volta. Quando la dobbiamo fare?
Credo sia arrivato il momento di farla. La prima volta la diga di Palazzo D’Ascoli è stata progettata nel 1970. Sono passati 50 anni. Nel 1984 c’era qui una mozione per chiedere questa realizzazione, ma se ne parla soltanto. Sembra veramente che stiamo parlando del sesso degli angeli, e qui siamo specialisti nel parlare del sesso degli angeli. Non mi pare, però, che sia questo il caso.
Mi rivolgo a questo Consiglio regionale, tutto, a prescindere dai colori politici. C’è questa compagine governativa oggi, ma se ci fosse stata quell’altra per me non sarebbe cambiato di una virgola, perché i temi sono di interesse assoluto. Non bisogna guardare l’appartenenza politica. C’è una parte di questa regione che ha bisogno assolutamente di questi interventi, sennò ‒ ripeto ‒ migliaia di aziende... Avete idea di cosa significa 140.000 ettari che uno non può programmare? Immaginate un distretto produttivo. Qui parliamo di un comparto agricolo di 140.000 ettari, che non ha la possibilità di avere l’acqua, quindi gli è stato detto “quest’anno non avrete acqua”. Bene.
Voi immaginate se a un distretto produttivo industriale del nord dicessero domani mattina “voi non avrete più la corrente per un anno”. Verrebbe la rivoluzione: Consigli dei ministri straordinari, l’iradiddio! Succede la stessa cosa in provincia di Foggia, e pare che non sta succedendo nulla, pare una cosa normale. La colpa è tua che vuoi coltivare la terra, la colpa è tua, che vuoi mettere i pomodori! Invece di mettere i pomodori, i cavoletti, metti i fichi d’India, là non ci vuole l’acqua. Chi se li deve mangiare questi fichi d’India!
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Presidente Tutolo. Abbiamo finito il tempo.
Speaker : TUTOLO.
Concludo, però chiedo accoratamente a tutti, a prescindere, ripeto, dalle appartenenze, una votazione, ma non solo quella, un impegno vero ad affrontare questa questione.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei.
Io non ho altri iscritti a parlare, però l’altra mozione andrebbe illustrata.
Prego, consigliere Cera.
Speaker : CERA.
Grazie, Presidente.
Non ho capito se facciamo un’unica votazione sulle due mozioni, o se facciamo singolarmente…
Speaker : PRESIDENTE
Se non c’è una richiesta di votazione unitaria, perché la mozione viene integrata, si votano le due mozioni separatamente.
Speaker : CERA.
Va bene, grazie, Presidente.
Intanto io approfitto per parlare sulla mozione che riguarda la crisi idrica. Presidente e colleghi consiglieri, oggi siamo qui chiamati per discutere una mozione che fotografa senza troppi giri di parole una realtà che grida giustizia.
La provincia di Foggia è letteralmente a secco, le campagne del Tavoliere stanno morendo di sete, gli agricoltori sono allo stremo, le imprese agricole stanno per alzare bandiera bianca. E mentre tutto questo accade, noi siamo ancora qui a parlare di emergenza, come se fosse una novità. Questa non è un’emergenza, è un fallimento. È il fallimento di una politica che per anni ha promesso invasi, collegamenti, raddoppi delle dighe, riuso dei reflui, infrastrutture moderne, ma alla fine ha lasciato gli agricoltori da soli, con le bollette in mano e i pozzi asciutti, perché è questo che sta succedendo nel foggiano, si continua a chiedere agli agricoltori di pagare un servizio che non ricevono, pagano per l’irrigazione, ma non arriva una goccia, pagano i consorzi di bonifica, ma l’acqua non la vedono. Pagano, ma nel frattempo devono guardare i campi seccarsi, i raccolti bruciare sotto il sole, le colture fallire.
Stiamo parlando di un territorio che è il cuore agricolo della Puglia, tra i più importanti d’Italia per produzione cerealicola, ortofrutticola, vitivinicola e olivicola, un territorio che, se si ferma, ferma l’intera regione Puglia, l’intera economia regionale, e oggi è tutto a rischio, le colture sono in pericolo, le aziende agricole sono al collasso, le famiglie non ce la fanno più.
Noi non possiamo più limitarci a prendere atto della situazione, abbiamo il sacrosanto dovere di intervenire subito, con misure vere, concrete e tangibili. Basta promesse, basta rinvii, basta scaricabarile.
Questa mozione è un piccolo passo nella direzione giusta, ma non basta dichiarare lo stato di emergenza, serve una vera e propria rivoluzione nella gestione dell’acqua, serve il potenziamento immediato delle dighe di Occhito e di Palazzo d’Ascoli, l’attivazione rapida dei piccoli invasi montani sull’Appennino dauno, il completamento dell’interconnessione con il Molise e soprattutto l’obbligo per i Consorzi di bonifica di garantire l’acqua a chi paga oppure sospendere immediatamente i pagamenti!
Ripeto e sottolineo infatti che non è più tollerabile far pagare chi non riceve nulla in cambio, chi lavora la terra non può essere trattato come un bancomat, chi manda avanti l’economia reale della nostra regione non può essere lasciato da solo, sotto il sole cocente, ad aspettare l’acqua che non arriverà mai! È una questione di rispetto, di giustizia, di dignità.
Oggi, votiamo questa mozione, sì, ma da domani voglio vedere i fatti, voglio un cronoprogramma, voglio finanziamenti certi, voglio responsabilità chiare. Se qualcuno non è in grado di garantire l’acqua a chi ha diritto, lo dica chiaramente. Se continuiamo così, non sarà più solo un problema idrico, ma sarà un disastro sociale, economico e umano. Noi davanti a tutto questo non possiamo più tacere.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, anche per il rispetto dei tempi.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Barone. Prego.
Speaker : BARONE.
Sarò ancora più veloce.
Volevo soltanto sottoscrivere. Abbiamo fatto già un Consiglio monotematico e in quell’occasione non avevamo dato vita a un atto, quindi è importante che oggi, insieme alla mozione che i colleghi hanno preparato per il resto della Puglia, venga portata avanti, venga votata in maniera unanime.
Il tema dell’acqua è diventato sempre più centrale. Penso capiti a tutti voi colleghi che sempre più spesso anche cittadini comuni sollecitino un intervento da parte della politica.
Mi associo a questa mozione, che abbiamo voluto fortemente e che sicuramente verrà votata in maniera unanime da tutto il Consiglio, per dare vita a una programmazione. Quelli che sono stati grandi atti di indirizzo passati, grandi progettazioni passate devono necessariamente rivedere in questo futuro una programmazione unica proprio nelle infrastrutture, un modo diverso di intendere l’economia, così come il sociale e tutto il comparto stesso, non soltanto agricolo, ma che si riversa nei nostri territori, nel nostro territorio, in particolare nella provincia di Foggia, come centrale: l’acqua, l’agricoltura e tutto quello che comporta.
Questa mozione ha sicuramente un valore politico molto più alto dal semplice tema dell’acqua, perché abbraccia ‒ se vogliamo ‒ il tema centrale tanto dell’agricoltura quanto della produzione, quanto dello sviluppo di un terreno, di una parte di questa regione che ha necessità di avere il supporto politico, là dove è richiesta non soltanto l’attivazione dello stato di emergenza, ma anche sollecitare a livello governativo il tema dell’acqua come centrale, ma soprattutto chiediamo, e mi associo a quanto detto dal consigliere Cera, una programmazione più ampia, più vasta. Non si può continuare a lavorare soltanto di emergenza e di urgenza, ma necessariamente, partendo da questa mozione, speriamo vivamente che si possa avere una visione differente, molto più programmatica e molto più a lungo raggio, a lunga visione, altrimenti staremo sempre a parlare di emergenze e sempre a parlare di urgenza. Oggi è così, magari fra tre anni nuovamente.
Abbiamo necessità di dare vita a quelle infrastrutture centrali e fondamentali per uno sviluppo vero, serio, preciso di un territorio e di tutta la regione.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, anche per i tempi brevi.
Ha chiesto di intervenire il Presidente Romito per l’altra mozione. Le illustriamo entrambe.
Speaker : ROMITO.
Presidente, le illustriamo entrambe, le voteremo separatamente, immagino, quindi per abbreviare la discussione.
Grazie, Presidente…
Speaker : PRESIDENTE.
Mi chiarisca lei: non avete raggiunto un’intesa per metterle insieme?
Speaker : ROMITO.
In Conferenza dei Capigruppo, mi è parso di comprendere che i colleghi Tutolo e gli altri colleghi presentatori di questa mozione intendessero tenerle separate, perché una è un po’ più specifica per l’area della Capitanata, l’altra, invece, quella sottoscritta dai colleghi Capigruppo, dal Presidente Mazzarano e dai colleghi Perrini, Conserva e da tutti gli altri colleghi consiglieri, è più generica, vale per tutta la Regione, è una mozione che intende assegnare dei compiti precisi al Governo regionale e al Presidente della Giunta per azioni che possono essere valide tanto in Capitanata quanto nel Salento.
Intendiamo quindi illustrarla in maniera separata, perché quest’ultima, quella che ho detto poco fa è stata il frutto di un lavoro collegiale che noi abbiamo svolto sia all’interno delle Commissioni, la V permanente ambiente e la Commissione speciale sulla crisi idrica, hanno voluto svolgere, queste due Commissioni, un lavoro congiunto, perché crediamo che il tema della crisi che noi stiamo vivendo è un tema assai globale, e se è un problema che attanaglia tutto il globo, tutto l’universo, tutto il pianeta, figuratevi se possiamo dividerci in una Regione piccola come la nostra. Crisi idriche che ormai sono diventate purtroppo non più una emergenza ma una triste verità. La prima, negli anni più recenti, è avvenuta nel 2001, ce lo ricordiamo ancora, poi nel 2002, nel 2007, nel 2008, nel 2017, nel 2018.
Oggi, per quella del 2024, che arriverà fino a fine 2025, non possiamo più parlare di crisi, dobbiamo parlare di un sistema che non funziona e che deve essere migliorato da azioni concrete. Ancora oggi noi dobbiamo immaginare che nella scarsità di risorse – qui ci sono tanti pugliesi che a causa della scarsità di risorsa stanno mettendo a dura prova il lavoro di intere generazioni, il lavoro fatto di sacrifici, di onore, di dignità – questo lavoro non può essere reso vano da mancanze strutturali, infrastrutturali e soprattutto programmatiche. Come infatti diceva prima il collega Scalera, noi siamo un’Assemblea legislativa, abbiamo il dovere di legiferare. Questo non vale soltanto per le riforme istituzionali, e io approfitto di questa sessione, Presidente, anche per ringraziare il Presidente De Blasi per l’egregio lavoro che ha svolto alla guida della Commissione affari istituzionali. Ma noi siamo un’Assemblea legislativa, e abbiamo quindi il dovere di legiferare e di porre in essere tutti quegli accorgimenti, normativi e non solo, per affrontare i problemi, non soltanto per raccontarli. La mozione nei fatti è uno strumento molto politico, non è uno strumento legislativo, ma, attraverso la mozione, il Consiglio regionale può dare un indirizzo preciso su come affrontare questo problema, che per la Puglia va di pari passo con la gestione della nostra infrastrutture più importante, l’Acquedotto pugliese, 24.000 chilometri di rete idrica, un’infrastruttura straordinaria che è nata e ha potuto, in questi anni, in questi decenni, in questi 100 anni, dare il proprio contributo a quasi 260 Comuni grazie alla genialità, al lavoro, allo spirito di sacrificio di tanti pugliesi, ma che oggi ha bisogno di importanti investimenti da un punto di vista infrastrutturale per quanto riguarda i dissalatori.
Rispetto a questo, abbiamo una visione diversa io e il collega Tutolo, perché per me una cosa non deve escludere l’altra, in una parte della Regione c’è bisogno dei dissalatori, in un’altra parte della Regione c’è bisogno di recuperare risorsa idrica da altre regioni che spesso la non la sfruttano a dovere.
Dobbiamo guardarci in faccia, non siamo autosufficienti da un punto di vista idrico, il 72 per cento del fabbisogno idrico pugliese rinviene da fonti extra regionali, il 47 lo prendiamo dalla Basilicata, il 6 dal Molise, il 48 dalla Campania, è evidente che quindi la soluzione va cercata prima di tutto in casa, utilizzando meglio infrastrutture che spesso non hanno neanche visto la luce del sole.
Abbiamo affrontato nell’ultimo Consiglio regionale un caso di scuola, quello degli invasi di Gioia del Colle, ultimati nel 1987 e mai entrati in funzione. Rispetto a questo, è evidente che abbiamo il dovere di fare di più non soltanto sulle opere che sono state progettate e finanziate, ma anche su tutte le opere presenti oggi sul territorio pugliese e dimenticate, che potrebbero già oggi dare grande risposta alla nostra agricoltura e alla nostra economia, recuperando l’acqua piovana, recuperando i reflui, dando vita a quella circolarità che declamiamo tanto in economia e spesso nella fiscalità, ma che nell’acqua dovrebbe vedere un punto di partenza e non di arrivo.
La soluzione sta proprio qui, nell’implementare e migliorare i nostri investimenti infrastrutturali, chiedendo evidentemente più risorse al Governo, che fino a oggi, però, ha dato una risposta importante alla Puglia. È infatti notizia di qualche giorno fa che per la Capitanata il Ministro delle Infrastrutture ha stanziato una cifra importante, 54 milioni di euro, che è l’inizio di un percorso che deve vederci uniti non soltanto nelle richieste, ma anche nell’assunzione di responsabilità, perché Acquedotto Pugliese è, il nostro principale player, il principale strumento attraverso cui dare risposta al problema atavico della crisi idrica, e dipende da noi la corretta gestione di Acquedotto Pugliese. Così come dipende dalla Regione Puglia la corretta gestione dei Consorzi di bonifica, che non possono tradursi esclusivamente in enti che si svegliano di tanto in tanto per chiedere il pagamento di tributi, alle volte neanche non legittimamente corrisposti, ma dobbiamo intervenire da un punto di vista normativo e da un punto di vista infrastrutturale, l’ho già detto, con una visione d’insieme, complessiva, per poter dare una risposta agli agricoltori, ai pugliesi tutti, ai cittadini che oggi hanno paura. Noi abbiamo letto, notizia di qualche giorno fa su un quotidiano importante della nostra regione, che corriamo il rischio ad agosto di dover razionalizzare l’acqua.
Noi ne stiamo parlando oggi, ad aprile.
Razionare, Presidente. Razionare. È un piacere averla qui e poter usufruire anche del suo contributo, Presidente. Abbiamo questo dovere, Presidente. Rispetto a questo non possiamo dividerci, ma non possiamo neanche dimenticare. Non possiamo dimenticare che per vent’anni il Governo di questa Regione e degli enti che sono stati responsabili della gestione della risorsa idrica è un Governo che appartiene a una classe politica. È altrettanto evidente che questo non ci metterà nelle condizioni di dividerci, perché siamo di fronte a un’emergenza importante.
Ritengo che quello che noi abbiamo il dovere di fare e di promettere ai cittadini pugliesi in disparte dalla campagna elettorale, l’ho detto nell’ultimo Consiglio regionale, è inaugurare la prossima legislatura, perché siamo arrivati ormai al termine di questo quinquennio... Abbiamo visto prima che per una legge assai semplice c’è stato bisogno di riconvocare il Consiglio regionale dopo un’ora. Sappiamo che questo è un momento complesso, anche dal punto di vista della gestione dei numeri e della gestione interna della maggioranza. Non siamo degli illusi e non siamo degli sprovveduti. Immaginiamo e auspichiamo, però, che la prossima legislatura, mettendo le basi fin da adesso, possa essere dedicata al tema dell’acqua, da non affrontare più come una emergenza, come una questione da guardare one shot, come se fosse uno spot, ma come un tema cruciale rispetto al quale dedicare tutte le nostre energie, anche e soprattutto dal punto di vista eminentemente legislativo.
Questa mozione, sostanzialmente, racconta questo, racconta dello sforzo che fino a oggi questa Regione ha compiuto, assolutamente non sufficiente e inadeguato, e di quello che dovrà compiere in futuro.
Mi auguro, Presidente, che rispetto a questo l’intervento assai poco polemico e politico che ho svolto possa darci l’opportunità di inaugurare da ora un fine di legislatura che ci metta nelle condizioni di ricominciare ad affrontare questo tema con praticità, con concretezza e senza troppi proclami e spot, perché di questo i nostri cittadini che vengono spesso a guardare i Consigli regionali, credo siano arcistufi.
In ordine a quest’ultima osservazione, io credo che lo sforzo di tutti debba essere, dato che ci avviciniamo al momento elettorale, a lasciare fuori i comizi, a lasciar fuori da quest’Aula gli intendimenti che spesso vengono affidati esclusivamente ai quotidiani o alle TV, e di concentrarci, invece, e anche rispetto a questo noi faremo la nostra parte, a fare quello per cui i cittadini pugliesi ci hanno eletti, cioè predisporre atti legislativi adeguati, se è il caso, come quello di oggi, mozioni, qualcosa che possa dire ai cittadini pugliesi che noi ce la metteremo tutta per provare ad affrontare un tema che non è particolare, ma che diventa ogni giorno più problematico e globale.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, Presidente Romito, anche per il lavoro che avete svolto in Commissione con il Presidente Mazzarano. Presidente Mazzarano, vuole… No, perfetto, è insufficiente.
Dopo il voto sulla mozione mi aveva chiesto di intervenire il Presidente Emiliano. Non abbiamo votato ancora: preferisce intervenire dopo? Prego.
Speaker : EMILIANO, Presidente della Giunta regionale.
L’Avvocatura regionale ha predisposto la delibera per la costituzione davanti alla Corte costituzionale di fronte alle impugnative che il Governo ha fatto, credo, sulla legge di bilancio, su una serie di circostanze, una serie di normative.
Mentre sulla totalità di queste impugnative, la Giunta deciderà, cosa che faremo dopo il Consiglio, quindi ve lo sto anticipando, di resistere formalmente alle impugnative del Governo, c’è un punto sul quale l’istruttoria secondo l’Avvocatura non è stata sufficiente. Mi riferisco alla legge che prevede le dimissioni dei sindaci per potersi candidare 180 giorni prima.
Su questo punto, l’Avvocatura ritiene di non avere elementi per resistere, quindi, se non ci sono suggerimenti da parte vostra di tipo diverso, la Giunta deciderà, o potrebbe decidere fondatamente, stasera, di non frapporre su questo punto argomentazioni a confutazione.
Questo volevo dirvi, così lo sapete da prima. Noi andiamo in Giunta stasera, più tardi. Se ci sono suggerimenti o posizioni diverse, perché l’Avvocatura ha tentato di ottenere, anche credo dagli uffici del Consiglio, argomenti per poter contrastare la irragionevolezza che viene contestata dal Governo di questa anticipazione delle dimissioni rispetto alla possibilità di candidatura, e non ne ha ricavato argomenti secondo l’Avvocatura sufficienti ad argomentare a confutazione dell’impugnativa che abbiamo subito. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Presidente.
Vuole intervenire, consigliere Scalera, su quanto affermato dal Presidente? Prego.
Speaker : SCALERA.
Grazie, Presidente.
Volevo intervenire limitatamente al discorso del Presidente riferito ai 180 giorni per i Sindaci che si devono dimettere prima.
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere Scalera, facciamo una cosa: adesso votiamo sulle mozioni e poi lasciamo incardinato questo tema, in maniera tale che lei interviene tranquillamente, però dopo il voto.
Votiamo prima sulla mozione proposta dal Presidente Tutolo e dalla consigliera Barone.
La votazione è aperta.
Sì, sono compatibili, l’Assessore Pentassuglia le ha viste entrambe.
Avete votato tutti?
La votazione è chiusa.
Presenti 39, votanti 39, favorevoli 39.
La mozione approvata all’unanimità.
Adesso votiamo per la mozione presentata da Romito, Mazzarano ed altri.
La votazione è aperta.
Sì, è quella che hanno fatto le due Commissioni riunite, emergenza idrica e ambiente, hanno preferito così.
Della consigliera Spina non risulta il voto, che è favorevole, quindi dobbiamo aggiungere il voto della consigliera Spina.
La votazione è chiusa.
Presenti 36, votanti 36, favorevoli 36.
È approvata all’unanimità.
Relativamente a questo tema, unitamente al Patto per il clima e alla questione del rapporto tra gli agricoltori e la concorrenza sleale, devo riferirvi velocemente una cosa. Ho avuto l’onore di ricevere dal Comitato europeo delle Regioni l’incarico di redigere un parere legislativo sulla questione del rapporto tra imprenditori agricoli e grande distribuzione e sulla questione della concorrenza sleale, in collegamento anche con l’emergenza idrica e il Patto per il clima. Abbiamo organizzato, d’intesa con il Comitato europeo delle Regioni, un local event a Lecce sabato mattina, al quale parteciperanno parlamentari europei e rappresentanti della Commissione AGRI e della Commissione NAT del Comitato europeo delle Regioni. Si terrà alle ore 10, al Convitto Palmieri. Siete tutti invitati. Ovviamente, informate le associazioni agricole, in maniera tale che su questo tema facciamo squadra. Colleghi, purtroppo è quella la data fissata dal Comitato europeo delle Regioni. D’altra parte, si tratta di un parere che attiene alla necessità di rafforzare il potere degli imprenditori agricoli rispetto a una concorrenza sleale che viene esercitata dalle multinazionali, quindi la previsione di contratti scritti e la previsione di tutte quelle regole che servono a tutelare gli imprenditori, soprattutto quelli piccoli. Tanto vi dovevo.
Prego, consigliere Scalera, la parola a lei rispetto all’argomento che stavamo trattando prima.
Speaker : SCALERA.
Presidente, io non riesco a capire una cosa. Chiedo scusa della mia ignoranza in merito. Non riesco a capire perché una legge votata da questa Assise non venga impugnata, a differenza di tutte le altre, dalla Giunta regionale. Mi riferisco alla legge che questa Assise ha votato per i 180 giorni dei sindaci. Io credo che a questa legge si sia data un’interpretazione completamente errata, nel senso che si è parlato in molti luoghi di legge “anti sindaci”, “anti Decaro”, chi più ne ha più ne metta. Io dico che questa è una legge che va in funzione delle comunità amministrate, caro Presidente, perché i sindaci che si propongono alle comunità amministrate intanto non sono legislatori, ma sono amministratori e si propongono alle comunità amministrate con un loro programma e con un loro progetto per la comunità, per dare a quelle comunità che si propongono una visione programmatica e diversa. Per questo vengono scelti dai cittadini.
Perché 180 giorni prima? Lo dico io, che sono stato quello che ha portato l’emendamento in questa assise mettendoci la faccia, e ce la metto anche oggi, caro Presidente. Se noi diamo 180 giorni ai Sindaci per dimettersi, c’è l’Election Day insieme alle regionali, quindi il commissariamento è inferiore rispetto a quello che si dà nel momento in cui i Sindaci si dimettono 45 giorni prima e danno alle comunità amministrate un anno di commissariamento. Questo è il senso della legge, caro Presidente.
C’è da dire un’altra cosa. Non è giusto e non è onesto, visto che ogni volta si parla di spesa pubblica, portare le comunità, per ambizioni personali, al commissariamento e a un’ulteriore spesa. Ritengo che queste spese possano essere ridimensionate e viste quando c’è l’Election Day, quindi votare insieme alle regionali. Questo è il senso della legge, non “anti Decaro” o “anti Sindaci”. Anti nessuno. Io dico “pro comunità amministrate”.
Caro Presidente, lei ha il dovere di difendere quello che viene approvato in quest’Aula, perché è stata approvata e c’è la volontà dei consiglieri, è stata votata bipartisan questa legge, dalla maggioranza e dall’opposizione. Lei deve difendere quello che noi abbiamo fatto.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Ha chiesto di intervenire il Presidente Tutolo.
Grazie, consigliere Scalera.
Speaker : TUTOLO.
Avevo spento la richiesta, ma l’ultima parte non mi ha convinto proprio: votata bipartisan. La verità è che ci siamo nascosti, la verità è che non abbiamo avuto il coraggio di metterci la faccia, la verità è che non abbiamo motivato, nemmeno provato a motivare quell’articolo della legge di bilancio. Abbiamo semplicemente, probabilmente, fatto un calcolo opportunistico: meno Sindaci ci sono, meno concorrenti ci sono, perché sono quelli che detengono il voto sui territori. Io l’ho letta così, è la mia lettura, ognuno la può leggere come preferisce. Però, se non ci fosse stata una lettura del genere, non capisco per quale ragione noi avremmo dovuto fare la votazione segreta.
La prima cosa che bisogna fare è essere responsabili e metterci la faccia, non che nascondiamo dietro al voto segreto. Il voto segreto, l’ho detto quel giorno e lo ripeto oggi, è stato istituito perché se ci sono delle questioni delicate, private, antipatiche anche da discutere e da votare pubblicamente, c’è questa possibilità, perché magari si creano dei rapporti, ma non per questa roba.
Quella è stata una pagina brutta: se si fosse votato dopo una discussione, dopo un’argomentazione, ognuno poteva legittimamente pensarla nel modo più opportuno per lui, ci poteva stare.
Io ho chiesto quel giorno, e lo ricordo ancora adesso, di uscire dall’Aula a quelli che erano contrari, per non dare la mano a quelli che si sono nascosti dietro al voto segreto. Perché poi magicamente 33 o 31 furono i voti favorevoli, non ricordo; il giorno dopo nessuno l’aveva votato, quella cosa… Vuoi vedere che l’ho votata io, quella cosa? Tutti poi alla fine si erano nascosti.
È questo che non è bello e che non è facile da comprendere. A me sarebbe piaciuto, lo abbiamo detto mille volte, ritornare in Aula e togliere quella cosa, perché che ci debba essere un’impugnativa è una questione indifendibile, e probabilmente bene fa a non difenderla.
Il ragionamento che faccio io non è quello, io ho fatto il Sindaco e una norma del genere non mi sarebbe piaciuta. Se uno costringe un altro a dimettersi sei mesi prima, è chiaro che è come se lo costringi a fare una lotteria, e non è la cosa più bella di questo mondo. Che poi ci sia… Sai cosa, Renato? La politica, per fortuna, è ciclica. Oggi probabilmente avvantaggia una parte politica, quel tipo di ragionamento. Domani, chissà, evidentemente siete pessimisti per voi.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Il Presidente ha chiesto di intervenire, l’argomento non era all’ordine del giorno, però l’urgenza lo determinava. C’è stato il diritto di replica da parte di due colleghi consiglieri, quindi adesso possiamo ritenere chiuso l’argomento e procedere all’altra mozione.
Vuole dire qualcosa? Prego. Dopo, però, non riattiviamo il dibattito.
Speaker : EMILIANO, Presidente della Giunta regionale.
Scusate, ho bisogno di stare seduto, perché la gamba mi fa male.
L’Avvocatura riferisce di avere ricevuto riscontro, quindi non si tratta di decisioni politiche da parte nostra, sono decisioni tecniche.
Io ho detto chiaramente che l’Avvocatura, avendo richiesto al Consiglio il supporto istruttorio, ha ricevuto dalla dottoressa Gattulli della Sezione Affari e studi giuridici e legislativi del Consiglio, il referto tecnico sulla proposta, che già evidenziava la irragionevolezza di un termine così ampio, pari a 180 giorni, previsto dalla norma regionale.
Sono state richiamate in questo caso anche le leggi regionali dell’Abruzzo e della Campania, che contengono un meccanismo simile, ma con un termine di 90 giorni, che è la metà di 180, dopodiché ha rimesso all’Avvocatura ogni valutazione.
Da parte del Consiglio, invece, non è arrivato niente, cioè l’Avvocatura ha richiesto anche al Consiglio, ove lo ritenesse, tramite un deliberato dall’Ufficio di Presidenza o una qualunque cosa, e non è arrivato nulla, quindi io non sto dicendo come la penso (eventualmente potrei anche dirlo, ma non mi pare il caso di complicare la cosa), io ho fatto una comunicazione tecnica e vi ho detto che l’istruttoria ha portato l’Avvocatura a predisporre la delibera, dicendo alla Giunta "guardate che non ho argomenti per resistere, non ho argomenti giuridici, non di natura politica".
Dopodiché io vi ho chiesto se abbiate argomenti tecnici che consentano di dire che il termine di 180 giorni è ragionevole anziché irragionevole, come ha detto il referto tecnico, come hanno detto gli uffici tecnici del Consiglio, non mi pare che sia arrivata nessuna risposta.
Ha ragione il consigliere Tutolo quando dice che, se avessimo fatto un dibattito più chiaro, è probabile che qualcuno avrebbe potuto dimostrare, anche comunicandolo all’Avvocatura che ha chiesto questo punto di vista, perché il termine di 180 giorni invece è ragionevole, siccome questa cosa non è avvenuta, io vi sto dicendo che, non avendo alcuna intenzione di sostituirmi all’Avvocatura nel giudizio tecnico sulla concreta possibilità di resistere all’impugnativa, mi pare corretto dirvi prima che, salvo diverse argomentazioni, che in questo momento alla Giunta non sono arrivate, noi saremo “costretti” ad accogliere la proposizione della delibera che ci è stata avanzata dall’Avvocatura oppure a sovvertirla ma senza argomenti. D’altronde, come la dobbiamo sovvertire, sulla base di quali argomenti? Questa è la domanda che vi ho fatto. Mi pare anche un quid pluris: avrei potuto anche non farlo. Però, siccome è una questione che vedo, sia pure con il meccanismo del voto segreto, ha coinvolto molti di voi, dite quello che avete da dire oppure tacete per sempre. Sapete che noi non resisteremo a questo punto e diremo che l’impugnativa del Governo è fondata.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Presidente.
Colgo l’occasione per precisare che l’opinione della Presidente del Consiglio è quella riportata dalla nota della dottoressa Gattulli, ovvero il termine è quello del referto tecnico e il termine è irragionevole, diversamente avremmo riportato un’opinione diversa. Quindi, per quanto riguarda la Presidente del Consiglio – il parere ovviamente è soggettivo – l’opinione è quella.
Detto questo, mi sembra che dall’invito del Presidente scaturisca, oggi, una possibilità per ciascun Gruppo di inviare alla Presidenza eventuali note tecniche che ritengano di disporsi in maniera diversa. Mi sembra che questo sia stato l’invito. Quindi, rimetto a ciascun Gruppo questa opportunità. Io confermo quanto detto dalla dottoressa Gattulli.
Dobbiamo passare adesso all’esame dell’altra mozione, quella relativa ai Consorzi di bonifica. A questo proposito c’è una sola mozione, perché preciso che quella a firma del consigliere Scalera è stata ritirata per coincidenza di valutazioni con la mozione firmata più in generale dal consigliere Casili, rifirmata dal consigliere Scalera, e dai consiglieri Galante, Di Bari, Barone, Laricchia, Mazzotta, Tupputi, De Blasi, Conserva, Pagliaro, Perrini, Basile e Caroli. È una formazione vera e propria.
Rispetto a questa mozione chi vuole intervenire? Ha chiesto di intervenire il consigliere Scalera. Prego, ne ha facoltà.
Il dibattito, ovviamente, è stato già fatto. Questa è la mozione. Il dibattito è stato già fatto, questa è la mozione che scaturisce dal dibattito.
Semmai, consigliere Scalera, forse solo il Governo potrebbe intervenire. Lei l’ha presentata e il Governo deve dire se è favorevole o non è favorevole. Ha qualcosa da aggiungere rispetto alla mozione?
Speaker : SCALERA.
Devo proprio fare l’intervento, Presidente, sulla mozione.
Speaker : PRESIDENTE.
Abbiamo già fatto il dibattito nello scorso Consiglio, ricorda? Abbiamo discusso con un Consiglio monotematico sui Consorzi.
Speaker : SCALERA.
Abbiamo discusso della mozione lo scorso 25 febbraio. Giusto?
Speaker : PRESIDENTE.
Sì, abbiamo discusso già nel Consiglio monotematico sulla mozione.
Speaker : SCALERA.
Quindi, si vota e basta la mozione.
Speaker : PRESIDENTE.
Si vota e basta, tranne che il Governo non abbia delle controdeduzioni da dire oralmente rispetto alla mozione.
Speaker : SCALERA.
Votiamo la mozione.
Speaker : PRESIDENTE.
Il Governo non ha nulla da dire, perfetto.
La mozione è quella depositata, caricata sul GIAC, ce l’abbiamo tutti.
Ho citato uno per uno i consiglieri firmatari. La mozione è la n. 370, primo firmatario Cristian Casili. Vuole leggerla? Prego.
Legge la mozione e si vota.
Speaker : CASILI.
Grazie, Presidente.
Non leggo la struttura dell’intera mozione, ma l’oggetto è “Consorzio di bonifica Centro Sud Puglia e contributo di bonifica codice 630”. Nella parte dell’impegno, impegna a disporre una puntuale verifica ‒ la Giunta, chiaramente ‒ dello stato di conservazione, tenuta ed efficienza delle opere di bonifica del Consorzio e a disporre la sospensione delle procedure relative agli oneri di contribuenza, di cui al codice tributi 630, con annullamento delle procedure di esecuzione forzata dei fermi amministrativi dei veicoli fino alla data dell’approvazione definitiva del Piano generale di bonifica, di cui all’articolo 3 della legge regionale n. 4/2012 e della ultimazione della verifica dello stato di conservazione, tenuta ed efficienza delle opere di bonifica, nonché dell’esecuzione dei necessari interventi pubblici di bonifica”.
Questa mozione è stata firmata da un cospicuo gruppo di colleghi, e assorbe anche la mozione del consigliere Scalera, con il quale abbiamo condiviso questo percorso.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
La votazione è aperta. Guardi, abbiamo fatto un Consiglio monotematico intero.
Scusi, consigliere Cera. Siamo in corso di votazione. Il parere del Governo sulla mozione è stato contrario. Votiamo.
Scusate: vedo che nel pubblico ci sono persone che registrano. Vi prego però di non utilizzare questi metodi, perché siamo in streaming, tutto è registrato, quindi rimane tutto.
È tutto registrato, è in streaming. Siamo in streaming, tutti possono vedere, da qualsiasi parte d’Italia.
Abbiamo votato tutti. La consigliera Spina vota favorevolmente. Dobbiamo aggiungere il voto della consigliera Spina, perfetto.
La votazione è chiusa.
Presenti 36, votanti 36, favorevoli 19, contrari 17.
La mozione è approvata.
Fermi, sennò vi devo far uscire dall’Aula, non mi costringete a farlo. Prego, che cosa stava dicendo, consigliere Cera? Si era prenotato l’assessore Pentassuglia.
Abbiamo votato. Prego.
Speaker : CERA.
Siccome il Presidente della Giunta prima...
Speaker : PRESIDENTE.
Scusi, giusto per precisare ai colleghi che per Regolamento il Governo può intervenire quando chiede la parola, sempre.
Lei, consigliere, Cera, ha chiesto cortesemente all’assessore Pentassuglia di poter intervenire prima di lui, l’assessore Pentassuglia glielo ha concesso. Prego.
Speaker : CERA.
Siccome però non è stato possibile parlare prima, perché chiaramente non era possibile in quanto il tempo non lo consentiva, rispetto alle dichiarazioni che ha fatto poc’anzi il Presidente della Giunta Emiliano e rispetto alla volontà del Governo di impugnare la legge sui Sindaci volevo fare una proposta.
Siccome eravamo nel momento della votazione, stavamo votando le mozioni, per venire incontro al referto sia del Consiglio regionale che del Governo che reputavano il tempo di 180 giorni molto lungo rispetto alle dimissioni dei Sindaci, volevo proporre durante le votazioni della mozione, visto che ci sono i tempi per farlo, una mozione all’Aula, al Consiglio regionale e quindi alla Giunta per venire incontro ai dettami sia del Governo che del Consiglio regionale, proporre una mozione che dimezzasse i 180 giorni a 90 giorni, così come il Consiglio regionale della Campania e il Consiglio regionale dell’Abruzzo.
Siccome eravamo in fase di votazioni, volevo fare una mozione.
Speaker : PRESIDENTE.
Non occorre la mozione, serve un emendamento, perché altrimenti non c’è una norma alla quale appellarsi, quindi presenti tranquillamente un emendamento.
Speaker : CERA.
Volevo sapere se il Governo era favorevole o meno a questo subemendamento all’emendamento che poi verrà fatto, verrà consegnato.
Speaker : PRESIDENTE.
Quindi serve una proposta di legge che modifichi la legge esistente.
Assessore Pentassuglia, sui Consorzi di bonifica, prego.
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore all’agricoltura, alle risorse idriche, alla tutela delle acque e all’autorità idraulica.
Grazie, Presidente.
Io non mi sono mai sottratto e neanche oggi volevo sottrarmi, però sono rispettoso di chi regola i lavori di quest’Aula. Vorrei solo aggiungere alla discussione fatta in Consiglio monotematico alcuni elementi, preannunciandovi che il voto favorevole alla mozione non mi indurrà a fare nessun atto, perché la mozione è contro legge, per una serie di aspetti, che vi ho detto l’altra volta. Vi aggiungo solo oggi, visto che in questi giorni più di qualcuno si è cimentato a fare l’elenco dei buoni e dei cattivi, tra cui l’assessore, che è contro la sospensione, che non può fare né la Giunta regionale, né l’assessore regionale, né il Consiglio regionale della Puglia, non a caso a titolo meramente indicativo la norma del 2019 sulle sospensioni è stata ripresa dal Governo, con me e con il Presidente Emiliano. Vi ho portato anche le note, tre mie e una a firma del Presidente Emiliano del 7 maggio 2024. Le mie facciamo finta che non esistano, perché vedo che c’è una scarsa attenzione al lavoro che è stato riproposto al Governo appena quindici giorni fa al tavolo interministeriale, di cui vi ho raccontato, sul quale stiamo lavorando. Ma vi do solo cenno, visto che il voto enfatizzerà nelle prossime ore l’elenco dei buoni e dei cattivi, che il decreto legislativo 24 marzo 2025, n. 33, ha ribadito che la riscossione, se si verificano situazioni eccezionali a carattere generale o relative a un’area significativa del territorio – non a caso, quello che vi ho detto quindici giorni fa – tali da alterare gravemente lo svolgimento di un corretto rapporto con i contribuenti, può essere sospesa per non più di dodici mesi, con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze. È un decreto del Governo del 24 marzo 2025. Questa è la sospensione.
Il Governo regionale, mio tramite, sta ragionando con il Governo nazionale per la revoca oppure per mandare in procedura di cartolarizzazione visto quello che è avvenuto, perché la sospensione – lo dico per l’ennesima volta – non dice agli agricoltori che non pagheranno più, dice che non pagano oggi, ma pagheranno domani. Che sia chiaro anche per quella che è l’attività di registrazione e soprattutto per quella che sarà la storia di questa legislatura, tenuto conto che, al di là di una mozione fuori dalle regole, fuori dalle norme, sui punti nn. 1 e 2 le risposte le ho date la volta scorsa e le troverete nella relazione, perché nel redigendo Piano di bonifica la puntuale osservazione... Oggi abbiamo portato anche le carte dei lavori fatti, dei lavori appaltati e soprattutto di quello che abbiamo chiesto. I comitati, che io ricevo in Assessorato, come in ogni piazza dove si fanno le iniziative, per esempio ai sensi dell’articolo 19 della n. 4 per le aree urbane, delle quali nessuno si è interessato durante i piani di classifica, ma le cose sono state evidenziate, abbiamo dato mandato al Consorzio, che è l’unico che può revocare in autotutela quanto è stato richiamato dai Consorzi nella mia stanza con nota ufficiale.
Questo per dirvi che non c’è disattenzione o voglia di far pagare gli agricoltori, come se non avessero nessuno. Gli agricoltori sono rappresentati, si fanno rappresentare e, grazie a Dio, i dati dall’agricoltura in Puglia rappresentano un’altra agricoltura, che sicuramente vive di stagionalità, che sicuramente vive di gente che è stata disattenta negli anni 2012 e 2016 nei vari piani di classifica, che sarà chiamata tra maggio e giugno a fare i nuovi piani di classifica, dove ognuno potrà dire la sua, a condizione che si sieda al tavolo e che non faccia come il piano di bonifica, chiedendo ex post soltanto proroghe dei termini, che con la mia gestione non ci sono state e non ci saranno. La serietà comportamentale sta nel sedersi nei luoghi della decisione e nell’assumere responsabilmente e consapevolmente, a norma vigente, su chi fa cosa e chi può fare cosa, che non è il Consiglio regionale, che non è la Giunta regionale, a poter sospendere il ruolo o revocare un tributo di questa portata, per quello che ci siamo già detti.
Lo volevo soltanto lasciare agli atti e volevo farlo prima del voto. È giusto lasciare questa dichiarazione, perché, onestamente, il lavoro è come se non si fosse fatto o non ci fosse una interlocuzione aperta, di cui vi ho reso edotti in Commissione, in Consiglio regionale ed oggi di nuovo, in maniera puntuale e corretta con il Governo rispetto al percorso che eventualmente può essere messo in campo.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Prego, Presidente.
Speaker : EMILIANO, Presidente della Giunta regionale.
Vorrei chiarire, per trasparenza nei confronti di tutti coloro che potrebbero pensare che questa mozione possa servire davvero a sospendere le cartelle, che pur trattandosi di una sospensione illegittima, non potrete certo pensare che basti una mozione per indurre l’Amministrazione a fare degli atti illegittimi sotto l’aspetto amministrativo e contabile.
Non vorrei che domani i giornali scrivessero che non si pagano le cartelle, perché non è così. Semplicemente, siccome c’è la campagna elettorale che incombe, c’è nuovamente qualcuno che fa la campagna elettorale sull’ospedale che si chiude, o che si apre, sulla strada che c’è o che non c’è, se le buche ci sono o non ci sono… Quelle campagne elettorali dei film, quelle di Cetto Laqualunque, quelle che si fanno dicendo… La battuta non la posso rifare, ma la ricorderete sicuramente, essendo una battuta che attrae moltissimo soprattutto la parte maschile dell’umanità.
Non funzionano così, le campagne elettorali, la gente non va presa in giro. Non vanno presi in giro. Le cartelle esattoriali dei Consorzi, purtroppo si devono pagare: fino a che non con vinceremo il Governo nazionale? Perché la norma che prevede i Consorzi sta nella Costituzione, immaginate che non li possiamo neanche sciogliere, cosa che avrei fatto ben volentieri. Li dobbiamo tenere lì, e dobbiamo convincere il Governo italiano, che non lo fa, a trovare delle soluzioni condivise con il mondo dell’agricoltura, non a livello locale, dove uno fa una piccola riunione in parrocchia e porta a casa qualche decina di consensi, peraltro di gente che pensa in maniera sbagliata, dopo il lavoro che è stato fatto per risanarli.
Immaginate, lo ribadisco ancora una volta, che quegli scriteriati dei miei precedenti colleghi, chiamiamoli così, che avevano sospeso le cartelle, hanno determinato un buco nel bilancio della Regione di più di 250 milioni di euro, che per miracolo non ci ha buttati gambe all’aria. Siamo riusciti a risanarli senza far saltare il bilancio dell’intera Regione Puglia in maniera miracoloso, restituendo, peraltro, proprio da quest’anno attività ai Consorzi, che non sono della Regione Puglia. Noi non ricaviamo nulla dai Consorzi, non è una cosa che ci appartiene, abbiamo solo, come abbiamo per le fiere, purtroppo, il controllo su questi enti e il potere di commissariamento, non possiamo neanche chiuderli, cosa che avremmo fatto volentieri, però si continua a giocare con la coscienza di gente che va a lavorare in campagna e che è venuta qui a perdere una giornata intera, credendo che qualcuno potessero sospenderle le cartelle, ma non è così, ed è questa la cosa che mi fa male al cuore, perché prendere in giro gente perbene, gente che va a lavorare e che certamente campa non su di noi, ma del proprio lavoro, che crede di aver trovato il salvatore della patria, non funziona.
Noi abbiamo l’obbligo, da Costituzione, di far funzionare i Consorzi, perché i Consorzi funzionino bisogna pagare le cartelle esattoriali, e, con un sacco di soldi che gli altri pugliesi, non agricoltori, hanno dato ai Consorzi (dovete saperlo) li abbiamo risanati e, man mano che i Consorzi riescono ad effettuare i lavori, stiamo emettendo cartelle nell’ambito e nella misura in cui i lavori vengono effettuati, che non è neanche esattamente il principio che ispira la cartella esattoriale.
Noi rispettiamo queste persone dicendogli la verità, senza prenderli in giro, invece si insiste a prenderli in giro, quindi ho dovuto fare questo intervento perché nell’Assemblea legislativa dire con il voto segreto una cosa che non si può dire apertamente o votare mozioni del genere è il maggior tradimento che si possa immaginare, perché questa è l’Assemblea legislativa, non è un’Assemblea che può mentire alla gente o fare finta di aiutarli, quando sapete tutti benissimo che non li aiutate e che, nella peggiore delle ipotesi, se qualche pazzo dovesse davvero decidere di sospendere il pagamento, significa solo che dovrà pagarle tutti insieme dopo.
Questa è una cosa intollerabile e bisogna che qualcuno glielo dica, e io glielo sto dicendo. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Presidente.
Il Presidente ha chiarito anche l’atteggiamento del Governo rispetto alla mozione, non possiamo riprendere la discussione, abbiamo votato sulla mozione, non ci sono state accuse personali, Presidente Perrini, non è un comizio, il Presidente ha precisato quali sono le ragioni per cui la mozione è inattuabile. Prego.
Speaker : PERRINI.
Io stavo tranquillo e stavo sentendo, poi quando ho sentito parlare il Presidente Emiliano mi son detto: o è un film, o non è il Presidente Emiliano. Presidente, la mozione, insieme alla sua maggioranza, l’ha votata pure lei. Qualcuno ha votato, la maggioranza, perché è passata. Qualcheduno l’ha votata. Io la penso come lei. Sul Consorzio sono stato il tipo che non ha illuso mai nessuno. Condivido alcuni suoi passaggi. Però, caro Presidente, non parli proprio lei di questo problema di illusioni e di campagna elettorale, perché sa benissimo cosa avete combinato negli ospedali: in ogni campagna elettorale ha fatto almeno 5-6 presentazioni e inaugurazioni. Non si dimentichi che a settembre 2020 lei è venuto a Taranto a fare i contratti di Sanitaservice, un mese fa l’avete fatto… Non illudiamo. Il primo che non deve illudere i pugliesi è lei. Il primo che non deve illudere i pugliesi è lei. Se la mettiamo su questo piano, mi perde dalle mani. Sul fatto dei Consorzi io la penso come lei, vale a dire che non bisogna illudere le persone. Io la penso come lei. Però, questa mozione l’hanno condivisa il collega Scalera e il collega Casili. Si è perso del tempo, l’altra volta, con il Presidente Capone, e insieme hanno trovato un accordo.
Se questa era una pagliacciata, perché è stata portata? Lo voglio capire. Perché doveva essere votata. Allora, la maggioranza ha votato. Questo voglio dire. Allora, o siamo corretti, perché c’è una platea di persone, ci sono gli agricoltori… Ma io, da persona che sta qua ad osservare, ritengo che dobbiamo dire la verità a chi sta sopra, al pubblico, dove ci sono gli imprenditori agricoli. Non si può fare populismo. Quando lei stava parlando, mi sembrava che fosse un’altra persona. Del resto, lei prima ha detto che non dobbiamo promettere, ma sono dieci anni che promette l’apertura di ospedali che stanno ancora là.
Sul fatto dei Consorzi condivido: non bisogna illudere nessuno. Chi andrà a illuderli dicendo che non si paga… Io non l’ho mai detto. Io, quando viene un agricoltore da me e mi chiede qualcosa, dico che bisogna pagare. Poi bisogna cercare un modo per risolvere il problema.
Voglio che anche il collega Casili su questo tema, che insieme a Scalera hanno sposato battaglie firmate anche da noi, spieghi meglio la cosa. Altro che dobbiamo andare a casa. Tanto è il lavoro che facciamo, stiamo sudando, che dobbiamo andare a casa alle ore 17. Possiamo rimanere anche fino alle ore 22, però, caro Presidente, dobbiamo spiegare bene la situazione. Dopo l’intervento del Presidente Emiliano, se chiediamo a chi sta sopra, non si è capito questa mozione a cosa serve.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Io non vorrei riaprire il dibattito, colleghi.
Prego.
Speaker : SCALERA.
Grazie, Presidente.
Oggi credevo che si fosse chiuso un bel capitolo della storia di questa Regione Puglia, un bel capitolo per il comparto agricolo, così come detto prima di me dal collega Fabio Romito, da Cera e da tutti quelli che sono intervenuti, dal collega Casili, un’agricoltura che oggi soffre per la siccità, per le gelate, per le grandinate, e chi più ne ha più ne metta. Credevo che oggi si fosse chiuso un bel capitolo per il comparto agricolo e di poter dire agli agricoltori che oggi stanno annaspando, che stanno alla canna del gas: abbiamo fatto una cosa che funziona, per aiutarvi, per darvi un po’ di sollievo rispetto a tutto quello che sta accadendo in questo momento.
Si è parlato in molte occasioni del tributo 630, della sua sospensione, ne abbiamo parlato in Commissione, ne abbiamo parlato in Consiglio, ne abbiamo parlato dappertutto, ma io voglio capire oggi se noi siamo un’assise legislativa o siamo un’assise che viene a fare show pubblici da far vedere poi ai nostri elettori, alle nostre comunità, per fare ognuno di noi le campagne elettorali.
Il mio intento ‒ e credo di interpretare l’intento di tutti quelli che hanno firmato questa mozione ‒ non è assolutamente di metterci in piazza a fare campagne elettorale, perché le campagne elettorali lasceranno il tempo che trovano e saranno fatte a tempo giusto, con gli argomenti giusti e con i dibattiti e i confronti diretti che ci saranno tra chi si candiderà da una parte o dall’altra.
Ma questo non è un momento per fare politica. Io ritenevo che questo fosse stato un momento per fare squadra, per dire ad un comparto, che è trainante per la nostra economia, così come è stato esplicitato da tutti, un comparto che oggi è in ginocchio.
E se questa mozione è stata votata, è evidente che c’è una volontà non politica, ma legislativa e tecnica di chi è seduto in quest’Aula per poter vedere e dare mandato al Governo regionale di poter sospendere il 630 e di farsi togliere le ganasce dagli automezzi che servono per lavorare a chi oggi non ha pagato le bollette dei Consorzi, perché c’è il gusto di non pagare.
Mai nessuno di noi si è permesso di dire agli agricoltori “non pagate le bollette che arrivano dai Consorzi”. Noi abbiamo detto che bisogna pagare, però dobbiamo vedere insieme, con la Giunta regionale, con i colleghi di maggioranza e opposizione, di trovare soluzioni ad un comparto che, come ho già detto prima, oggi in Puglia, purtroppo, per le varie calamità naturali… Non ho capito… Sospesa. Questo poi vediamo se si può fare o non si può fare. Io ritengo che si può fare.
Per quanto mi riguarda, io qua non sono venuto a riscaldare, caro Amati, la sedia, o a fare show televisivi, ma sono venuto convinto che è una cosa che si può fare, anzi, si ha il dovere di farla, in questo momento!
E se poi queste cose le abbiamo fatte giusto per giocare, consentitemi, questo è il mio ultimo Consiglio, non mi verrò più a sedere a questo Consiglio, se noi facciamo cose inutili, Presidente! La dobbiamo finire di giocare sulla pelle degli agricoltori, la dobbiamo finire di giocare sulla pelle delle persone e degli agricoltori! Se noi non siamo capaci di recuperare, abbiamo il dovere di dimetterci tutti in massa, ora, in questo momento! Che caspita veniamo a fare?
Si parla delle mozioni in Consiglio, fuori dal Consiglio, nelle Commissioni. E poi, una volta approvate e votate si dice che non servono a niente: siamo venuti a giocare.
Ebbene, il sottoscritto non vuole giocare, ha finito di giocare.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliere, la prego di abbassare la voce.
Speaker : SCALERA.
Presidente, su questi argomenti il sangue bolle, perché io vengo da una civiltà contadina e quindi è un peccato mortale prendere in giro la gente, e io non sono venuto a prendere in giro nessuno, tantomeno un comparto, e qui oggi, Presidente, si vuole far passare come se noi avessimo portato questa mozione per prendere in giro gli agricoltori, e non è così!
Speaker : PRESIDENTE.
Adesso la sua posizione è chiara.
Speaker : SCALERA.
Nessuno deve permettersi di dire queste cose, perché facciamo politica con il cervello, ma anche con il cuore.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei.
Hanno chiesto di intervenire il consigliere Casili e poi il consigliere Campo.
Speaker : CASILI.
Grazie, Presidente.
Evidentemente non si è compresa la natura della mozione o non si è letto bene come è strutturata.
Fa specie vedere il collega Amati, che è stato uno dei più fervidi, anche quando il sottoscritto aveva una posizione più laica di fronte a questa faccenda che riguarda i Consorzi di bonifica, e oggi dovrebbe essere contento che finalmente anche quanto da lui proposto quando era in opposizione trovi spiegazione in questa mozione.
Assessore Amati, se lei vorrà prenderà la parola, perché altrimenti ci ripetiamo.
La mozione non prevede tout court la sospensione, e questo mi dispiace perché ho sentito dire che si vogliono prendere in giro gli agricoltori, ma questa mozione nasce sui tavoli, sui territori, ascoltando gli agricoltori, non è che si viene qui e si partorisce una mozione senza un ascolto dei territori, quindi mettiamo le cose in chiaro su qual è stata la genesi di questa mozione.
Peraltro, nella mozione si dice una cosa molto importante. Oggi l’onere della prova spetta ai poveri contribuenti, che spesso per cartelle di piccolo importo non hanno la forza di ricorrere in tributaria, quindi oggi si dice una cosa molto semplice nella mozione: si impegna la Giunta a predisporre quanto nelle sue competenze per fare una ricognizione puntuale e precisa rispetto a tutte le opere che vengono fatte sul territorio, opere di natura idraulico-forestale, quindi di governo delle acque e di pulizia dei canali. All’interno della mozione è ben specificato anche il passaggio più volte evocato dall’assessore, che ho precisato nell’intervento fatto durante il Consiglio monotematico, perché ci ho messo sempre la faccia su questa problematica, siamo in procinto di predisporre i piani di classifica, quindi tutta una serie di procedure che chiariscono e circostanziano le attività svolte sui territori.
Nelle more di tutta questa serie di attività, si impegna la Giunta a predisporre procedure – collega Scalera, parla di procedure – relative agli oneri di contribuenza di cui al codice 630. Poi, se questo Consiglio e se i consiglieri non hanno alcuna prerogativa e vengono qui a cincischiare con le mozioni, o le mozioni non hanno più alcuna importanza, Presidente del Consiglio, dobbiamo evidentemente derubricare il concetto di mozione e circoscriverlo meglio per spiegare ai cittadini pugliesi che le mozioni di questo Consiglio non hanno alcuna valenza, le mozioni non impegnano alcunché e le prerogative delle consigliere e dei consiglieri non valgono nulla, visto evidentemente che non si vuole assorbire alcun punto della mozione, e di questo sono molto dispiaciuto. Lo ripeto, la mozione mette in campo diversi punti importanti, nati da interlocuzioni, colloqui e tavoli fatti ognuno nei corrispettivi territori, e nessuno qui ha avuto il benché minimo pensiero, neanche per un attimo, di venire in Consiglio per prendere in giro i cittadini. Noi non saremmo usciti da questo Consiglio dicendo che non si pagano più i tributi. Dispiace che il Presidente Emiliano abbia dovuto precisare e stigmatizzare questo passaggio, perché non è scritto all’interno della mozione.
A questa mozione seguirà un provvedimento, cercheremo di predisporre un provvedimento normativo, che voteremo in Aula, visto che le mozioni non hanno alcuna valenza, che segue ed è consequenziale rispetto a quanto indicato nella mozione.
Credo che oggi l’unico dispiacere sia quello che arrechiamo sui territori, perché avremmo potuto votare la mozione, avremmo potuto tranquillamente accettare l’esito della mozione, invece abbiamo trovato scomposto il modo in cui è stata delegittimata questa mozione, che ‒ ripeto ‒ se ben letta, se ben studiata sicuramente non voleva sortire gli effetti così come sono stati stigmatizzati dalla Giunta.
Presidente, chiediamo rispetto innanzitutto per le prerogative dei consiglieri. Abbiamo votato, peraltro, questa mozione anche grazie al voto dei consiglieri di maggioranza. Però, ripeto, le prerogative dei consiglieri vanno rispettate e credo che i toni utilizzati per denigrare e delegittimare la mozione non siano accoglibili per la dignità di questo consesso.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Casili. A dire la verità, non si è annullato il senso della mozione, così mi è parso di capire. Si è detto solo che la mozione ha un contenuto illegittimo.
Al di là delle motivazioni politiche, è stato detto questo. Quello è stato il parere del Governo. L’assessore ha parlato come Governo.
Prego, Presidente Campo.
Speaker : CAMPO.
Rinuncio.
Speaker : PRESIDENTE.
Assessore Amati, prego.
Speaker : AMATI, assessore al bilancio, alla ragioneria, alle finanze e agli affari generali.
Io devo ringraziare il consigliere Casili, che mi ha chiamato in causa, perché avevo deciso di tacere perché troppo informato sui fatti. Poi, per fortuna, la collega Spina, che è una persona deliziosa, si è avvicinata ai banchi del Governo e ha mostrato un post pubblicato qualche minuto fa probabilmente da una persona... La collega Spina non c’è la necessità di espellerla da Fratelli d’Italia. Ha soltanto comunicato un fatto.
Presidente, mi fa terminare? Lo faccio apposta, a me hanno insegnato da ragazzo che si fa così...
Speaker : PRESIDENTE.
Lasciate finire l’assessore.
Speaker : AMATI, assessore al bilancio, alla ragioneria, alle finanze e agli affari generali.
Io lo faccio apposta, io fare pure la versione light, però qui serve la versione strong.
Ora, non potete insorgere sul fatto che io abbia detto che la collega Spina è deliziosa. Ci ha mostrato, la collega Spina, un post, probabilmente di una persona che era seduta qui nei banchi, con delle aspettative, la quale ha scritto: “Il Consiglio regionale evviva – sostanzialmente riassumo – ha approvato la sospensione del tributo, evviva, evviva, evviva”.
Ora, stiamo generando, e la prova è lì, l’idea che una mozione si può approvare, è un atto di indirizzo. C’era un vecchio parlamentare che diceva: le mozioni sono come i sigari ad un ospite che viene a casa, non si negano a nessuno. Era un parlamentare che sapeva bene, queste cose, peraltro, era un parlamentare che fumava i sigari, Franco Marini. Quindi, da quel punto di vista un sigaro è presto dato. Il collega Casili lo rivendica, va bene, è legittimo approvarlo. Il punto è eseguirla, quella mozione.
Quella mozione è ineseguibile, perché eseguirla significa che un dirigente qualsiasi deve sottoscrivere un parere di regolarità tecnica su una delibera, una determina, o qualcosa. Quindi, io non è che faccio il professore, io vi sto parlando dell’ordinamento, e deve dire che il sistema tributario italiano, mi spiace che non c’è il mio avvocato, nominato su questa vicenda, è andato via, il collega Romito, che è persona esperta di questi argomenti, e io l’ho già nominato: in materia tributaria, e di tributi statali, noi non possiamo toccare palla, né in termini impositivi, né in termini abrogativi, né in termini sospensivi.
L’assessore Pentassuglia vi ha letto, con la pazienza che gli riconosciamo, addirittura una circolare del Ministero, recentissima, su questo punto. Basta. I Consorzi di bonifica, come è stato detto anche dal Presidente, noi non possiamo cancellarli perché sono previsti da un regio decreto degli anni 30, ispirato peraltro da un Ministro dell’epoca che si chiamava Serpieri. Non possiamo modificarli, perché la bonifica, come è stato già detto, è prevista dalla Costituzione: un regio decreto, legge statale. Ora, voi dite “sospendiamo”. Che cosa dobbiamo sospendere, collega Scalera? Lei si vuole dimettere da consigliere regionale per questa causa? Ascolti il mio consiglio, non lo faccia. Sono certo che in realtà lei non ha questa intenzione e mi sta assicurando il collega De Leonardis che forse lei ha già cambiato idea.
Non lo faccia, se deve farlo, ci sono eventualmente altre cause, ma non è questa, perché su questa è inutile che lei lo faccia, perché non la ascolterà nessuno.
Sappiate che potrei anche dire che chi può sospendere o eliminare è il Governo nazionale, infilarmi nella polemica su chi siete voi e chi sono io, ma non lo faccio, perché sapete meglio di me che il Governo nazionale non lo farà mai, purtroppo non lo ha fatto questo, non l’ha fatto, collega Casilli, quello con Presidente Conte, non l’ha fatto quello con i Presidenti degli altri partiti, non l’ha fatto mai nessuno, perché purtroppo la storia dei Consorzi di bonifica in questo Paese è una storia che non si vuole affrontare mai mettendo nella fiscalità generale l’argomento che non si chiama più bonifica, si chiama mitigazione del rischio isogeomorfologico.
Non vuole farlo nessuno per via dello psicodramma del potere, perché i Consorzi di bonifica - non in Puglia, perché in Puglia non ne vale la pena, ma altrove - rientrano nel paradigma del potere, e non lo farà mai nessuno.
Il problema è un altro, il problema è provare a dare i Consorzi di bonifica. toglierli dalla gestione regionale, darli a chi obiettivamente dovrebbe farlo, e speriamo che questo accada al più presto, perché non si può pesare sulla Regione e sperare che prima o poi arrivi una riforma che lo introduca nell’ambito della fiscalità generale, per risolvere tutti i problemi su cui si disputa dinanzi ai giudici tributari.
Questo è il fatto piano. Dico a chi ha scritto e a chiunque scriverà i post, scrivete ciò che volete, ma sappiate che quei like non servono a nulla, potesse anche venire il fondatore di Facebook ad alimentare i like di tutti gli utenti di Facebook, non si può fare, è un problema di verità tecnica, poi possiamo dire quello che vogliamo, è un problema di verità e dire le bugie, collega Scalera, lei che ha detto che è un peccato quello che abbiamo fatto noi, dire bugie è un vero peccato ai sensi del Catechismo, al quale immagino che lei, per ispirazione, si riferisca, il catechismo della Chiesa cattolica. Anch’io vengo di lì. Ecco, quella è una bugia, illudere, turlupinare la fiducia delle persone, ossia derubare la fiducia delle persone. Quello è il limite della politica. Le mozioni si possono fare, ma con questo limite non sono delle mozioni, sono delle falsificazioni, e quello che conta è sempre un atto di verità.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie. Mi auguro che non dobbiamo riprendere un Consiglio monotematico già fatto. Presidente De Leonardis, comprenda. Per fatto personale. Consigliera Spina, che cosa è successo? No, purtroppo l’assessore Amati è stato chiamato in causa. Allora, scegliete chi deve intervenire. Solo uno. Decidete. Adesso basta, assessore Amati. Lei è già intervenuto, però, adesso basta. Uno solo di voi intervenga. Scegliete chi interviene. Non possiamo riprendere il dibattito, la mozione è stata approvata. No, in questo senso: abbiamo già votato la mozione. È solo che il Regolamento dice che il Governo può intervenire quando vuole. Come no? È così.
Prego, consigliera Spina.
Speaker : SPINA.
Non possiamo pensare che il Regolamento valga quando ci fa comodo e quando non ci fa comodo siamo fuori dal Regolamento. Certo che siamo fuori dal Regolamento, però se sono chiamata in causa è chiaro che è così.
Il problema, assessore Amati, è questo: la mozione, prima di essere discussa in Aula, siccome stiamo parlando non del tavolo, del telefono o di una cosa qualsiasi, ma stiamo parlando di un problema grave e serio, come la crisi idrica, che riguarda il problema degli agricoltori, un fatto importante che riguarda tutta la Regione, riguarda tutti quanti noi. Quindi, in quest’ottica è stata promossa la mozione.
Prima ancora di essere esaminata, l’ufficio legislativo, non l’assessore Pentassuglia né l’assessore Amati, valutava il contenuto della mozione ed eventualmente riteneva che la mozione non poteva essere accolta per queste motivazioni.
In questo modo, non avremmo fatto uno show né noi né lei e avremmo discusso in maniera tranquilla delle possibilità di aiuto che potevano essere concretamente messe in atto per il settore dell’agricoltura. Questo è un fatto essenziale. Non stiamo facendo campagna elettorale sugli agricoltori né la possiamo o dobbiamo fare. Dobbiamo solo metterci al servizio di un settore trainante per la nostra economia, che in questo momento particolare ha bisogno di tutta la nostra attenzione, perché evidentemente negli ultimi periodi nessuno è stato al fianco del settore stesso.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Vicepresidente De Leonardis, prego.
Speaker : DE LEONARDIS.
Molto rapidamente, Presidente. Lei ha ragione, stiamo andando oltre i termini.
Volevo dire una cosa al Presidente Emiliano, in tutta calma e tranquillità. Presidente, quello che lei ha detto oggi è vero, non si potrebbe fare la sospensiva del 630, ma in questo Consiglio regionale, io ero da poco in Consiglio regionale, nel 2005, in una variazione di bilancio, la maggioranza all’epoca di centrosinistra, il Governo Vendola, l’assessore Loizzo, fece ‒ io cerco di parlare sempre a ragion veduta ‒ una sospensiva del 630 per tutti i Consorzi di bonifica della Puglia. Il sottoscritto fece un emendamento per non far rientrare i due Consorzi di bonifica della Provincia di Foggia, quello della Capitanata e quello del Gargano, sennò il buco di bilancio non sarebbe stato di 200-300 milioni di euro, ma saremmo arrivati forse al miliardo.
In buona sostanza, che cosa è successo? Perché oggi sono qui gli agricoltori? Ce lo chiediamo? Perché il Governo di centrosinistra nel 2005 ha sospeso i tributi e loro si sono abituati a non pagare. Io li capisco: come mai fino ad oggi non ho pagato e adesso devo pagare? Non li voglio pagare più. All’epoca non erano stati fatti i piani di classifica, oggi c’è stata tutta una ripresa di questo, i piani di classifica sono stati fatti, verranno fatti, alcuni dicono che non ci sono benefici dai lavori che sono fatti dal Consorzio di bonifica, quindi non è giusto che debbano pagare queste cose.
Ma la situazione che viene fuori oggi politicamente è una situazione vecchia, da parte di qualcuno che gliel’aveva promesso nella campagna elettorale del 2005 e che poi gliel’ha fatta, quindi l’aspettativa della soluzione del problema ce l’hanno. Forse nella mozione si sarebbe dovuto anche mettere la copertura finanziaria, perché chi deve pagare il funzionamento di questi Consorzi di bonifica? Le opere che dal 2005 non sono state fatte dai Consorzi di bonifica del sud della Puglia.
È stato fatto un danno enorme, perché oggi ci troviamo a dover recuperare tutte queste situazioni. Io ho voluto fare un intervento non polemico, ma giusto esclusivamente per ricordare la genesi e la storia di questa cosa, anche perché con l’assessore Amati abbiamo avuto sempre posizioni non univoche, sulla questione dei Consorzi di bonifica. Almeno quello della Capitanata lo dobbiamo ringraziare, oggi, perché se c’è l’acqua per il potabile, deriva dal fatto che c’è una diga fatta dal Consorzio di bonifica della Capitanata.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Consigliere Scalera, è intervenuto dieci volte, adesso basta.
Noi dobbiamo vederci per il 15, abbiamo il Consiglio. Dobbiamo continuare con la legge sui pozzi. Vi informo che faremo l’8 la Conferenza dei Capigruppo per ragionare sugli argomenti da mettere all’ordine del giorno del 15. Grazie a tutti, anche alla stampa che ho visto presente fino alla fine.
Saluto il pubblico che è rimasto. Ci rivediamo al prossimo Consiglio.