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C.r. Puglia 25.02.25
TIPO FILE: Video

Speaker : PRESIDENTE.
La seduta è aperta . (Segue inno nazionale)
Buongiorno a tutte e a tutti, care colleghe e cari colleghi, gentile pubblico.
Diamo per letto il processo verbale e approvato della seduta di martedì 18 febbraio 2025.
Hanno chiesto congedo i colleghi Ciliento, Metallo e Stea.
Comunicazioni al Consiglio regionale.
Si informa che: il consigliere Napoleone Cera, giusta nota acquisita agli atti con protocollo n. 20250003329 del 20 febbraio 2025, ha comunicato che, a far data dalla stessa comunicazione, non intende più appartenere al Gruppo consiliare “Forza Italia” e che aderisce al Gruppo consiliare “Lega”; la consigliera Anita Maurodinoia, giusta PEC acquisita agli atti con protocollo n. 20250003407 del 20 febbraio 2025, ha comunicato che, a far data dalla stessa comunicazione, non intende più appartenere al Gruppo consiliare “Partito Democratico” e che aderisce al Gruppo consiliare “Misto”, dichiarando la sua appartenenza alla minoranza.
Vi leggo con piacere una nota dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) segnalata dal dottor Renato Perrini, Presidente della Commissione regionale di studio e di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia, che si è dimesso da Presidente per assumere l’incarico di Capogruppo del Gruppo Fratelli d’Italia, che ha ricevuto dal Presidente dell’ANAC la seguente nota: “Illustre Presidente, desidero innanzitutto ringraziarla per la cortesia di avermi voluto inviare la relazione sull’attività svolta dalla Commissione regionale di studio e di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia da lei presieduta e complimentarmi per le iniziative e le attività svolte. Dalla lettura della relazione emerge con chiarezza la vostra scelta di investire sui giovani, sul sensibilizzarli rispetto a temi radicati sul loro territorio, come le mafie, la corruzione, le forme di criminalità e illegalità.
Il successo registrato dalle vostre iniziative in ambito scolastico dimostra come ci sia assoluto bisogno di tali interventi per aiutare e affiancare la scuola e la comunità, per formare cittadini più consapevoli e in grado di contrastare e combattere i fenomeni criminali e del malaffare.
Voglia, pertanto, gradire ancora i miei complimenti, oltre ai miei più cordiali saluti. Avvocato Giuseppe Busia”.
Questa nota è arrivata all’ufficio del nostro Consiglio, all’ufficio legislativo, e con piacere ho inteso condividerla con voi, per il lavoro ben fatto dalla Commissione fino ad ora, augurando il proseguimento con il medesimo stile e con il medesimo impegno al Presidente Luigi Caroli e a tutti i componenti, colleghe e colleghi, della Commissione, ringraziando, ovviamente, il Presidente Perrini per l’attività fin qui svolta.
Passo la parola al collega De Leonardis per la lettura delle assegnazioni alle Commissioni.
Speaker : DE LEONARDIS.
Alla III Commissione è stata assegnata la proposta di legge a firma del consigliere Scatigna e altri “Priorità al pronto soccorso per i disabili” e alla VI Commissione la proposta di legge a firma del consigliere Cera “Valorizzazione e tutela della tradizione pirotecnica di San Severo e della batteria alla sanseverese come patrimonio culturale regionale”.
Sono state presentate le seguenti interrogazioni: interrogazione Mazzotta “RSA ‘San Raffaele’ di Campi Salentina: aumento delle tariffe regionali per l’assistenza sociosanitaria”; sempre del collega Mazzotta “Aeroporto di Brindisi ‘Papola-Casale’. Criticità”.
Sono state presentate le seguenti mozioni: mozione Scalera “Disposizioni in materia di Consorzi di bonifica”; mozione Galante “Mozione sul fenomeno dello spopolamento dei monti Dauni”.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, collega De Leonardis.
Passiamo adesso all’ordine del giorno.
L’ordine del giorno oggi si tiene in seduta monotematica sul tema “Consorzio di bonifica Centro Sud Puglia”.
La richiesta è stata effettuata a suo tempo da alcuni consiglieri regionali. Oggi ne discutiamo sulla base di una decisione assunta unanimemente in Conferenza dei Capigruppo.
Nella Conferenza dei Capigruppo odierna abbiamo stabilito che si interverrà per ciascun Gruppo. da parte di un consigliere, o massimo due consiglieri; si interverrà da parte del consigliere proponente per un tempo non superiore a venti minuti; e da parte degli altri consiglieri che intendono intervenire, invece, per un tempo di dieci minuti.
Interverrà l’assessore Pentassuglia a margine della discussione, o comunque, quando riterrà di intervenire.
Sempre relativamente agli interventi in Aula, abbiamo condiviso che sulla base anche di quanto asserito dall’assessore Pentassuglia, a seguito dell’incontro che si terrà domani presso il Ministero, si perverrà poi alla discussione eventuale di una mozione condivisa, in maniera tale che le mozioni che sono state presentate possano essere raggruppate, sempre laddove ci sarà la disponibilità di tutti i colleghi, in un’unica mozione, in maniera tale da portare avanti una posizione che valga per tutto il Consiglio, sempre se la discussione porterà a questa tesi.
Diversamente, varrà la democrazia, come sempre.
Hanno chiesto di intervenire i consiglieri Pagliaro, Parchitelli e Scalera.
Prego, Presidente Pagliaro.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Presidente.
La ringrazio anche per aver dato seguito alla richiesta, accordando questo Consiglio monotematico su questo tema molto sentito nei nostri territori.
Questa seduta si è resa necessaria per fare il punto sulla gestione del Consorzio di bonifica Centro Sud Puglia. In premessa, voglio sottolineare che questo è un problema che non interessa soltanto gli agricoltori ma tutti i consorziati e anche chi non è tenuto a pagare i servizi affidati ai Consorzi, perché dalla manutenzione dei canali di irrigazione e di scolo delle acque dipende la sicurezza del territorio. Quindi, la cattiva gestione del Consorzio di bonifica Centro Sud Puglia è un problema che riguarda tutti i cittadini pugliesi, dal Capo di Leuca alla BAT, esclusa la provincia di Foggia, dove sono operativi due distinti Consorzi.
Arriviamo a questa seduta monotematica dopo aver denunciato da mesi le disfunzioni e gli sprechi del Consorzio di bonifica Centro Sud Puglia, il 10 ottobre con una prima audizione in Commissione agricoltura, l’11 novembre 2024 con una conferenza stampa congiunta con Fratelli d’Italia, il 21 novembre con una seconda audizione in Commissione agricoltura, dove sono emersi debiti per oltre 200 milioni di euro e il disastro gestionale dei primi undici mesi del 2024, appena 26 milioni di euro incassati a fronte di cartelle emesse per 199 milioni, lavori appaltati per soli 5,6 milioni di euro. Il bilancio di previsione per quest’anno mette in conto 8,4 milioni di spese di funzionamento a fronte di opere di manutenzione dei canali programmate per soli 7 milioni di euro.
Questo Consorzio unico, nato, come sapete, dalla fusione a freddo dei quattro Consorzi commissariati e soppressi nel Salento e nella terra di Bari, è entrato in esercizio a gennaio 2024. In un anno ha visto precipitare la sua gestione, affidata al Commissario Francesco Ferraro, lo stesso che dirige l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali (ARIF). Già qui c’è una prima grave anomalia, perché si è concentrata nelle mani di una sola persona la gestione di due enti fondamentali per la nostra agricoltura, determinando di fatto un conflitto di interessi. Abbiamo evidenziato l’incompatibilità del dottor Ferraro, dipendente della Regione come direttore dell’ARIF e, allo stesso tempo, Commissario del Consorzio.
Speaker : PRESIDENTE.
Scusi un attimo, Presidente Pagliaro. Questo suono? Si sente un campanello.
Speaker : PAGLIARO.
Dicevo, abbiamo evidenziato l’incompatibilità del dottor Ferraro, dipendente della Regione come direttore dell’ARIF e, allo stesso tempo, Commissario del Consorzio Centro Sud Puglia, e di fatto braccio operativo di disposizioni che arrivano dall’alto, direttamente dall’Assessorato all’agricoltura.
Veniamo ai problemi di manutenzione di canali e bacini, praticamente in uno stato di totale abbandono. Da anni si interviene solo per le emergenze, non si fa manutenzione ordinaria per carenza di risorse e di personale. Un esempio su tutti: nel territorio di Ugento, dove ho effettuato un sopralluogo il 6 febbraio scorso, canali e bacini sono sporchi, ostruiti e in alcuni tratti sfondati, una situazione di abbandono e perfino di pericolo. In caso di piogge intense l’acqua esonda, mettendo a rischio non solo le coltivazioni, ma la stessa sicurezza degli agricoltori. Inoltre, l’acqua stagnante, per il mancato deflusso dovuto all’ostruzione dei canali, causa vere e proprie paludi, che emanano cattivi odori e sono infestate di zanzare e altri insetti, con il rischio ‒ che non è soltanto un rischio, perché ne abbiamo certezza ‒ di infezioni per i cittadini.
A fronte di questi mancati o carenti o discontinui interventi di manutenzione, dai consorziati si continua a esigere il pagamento del famigerato Tributo 630 e si continuano a spendere fiumi di denaro per ricorrere in giudizio e in appello contro chi oppone ricorso per vedere affermato il principio che sta alla base del tributo di bonifica: si paga solo a fronte di un beneficio ricevuto. Quindi, mancando il beneficio, il tributo non sarebbe dovuto. Questo è il vero tasto dolente. Su questo noi insistiamo da anni, ma la Regione ha sempre opposto un muro di gomma, insistendo che il tributo si debba pagare per garantire le opere di manutenzione, anche se poi queste opere di fatto continuano a non essere realizzate. Eppure le cartelle pazze continuano a piovere sui consorziati. Addirittura viene disposto ‒ queste sono le ultime notizie particolarmente rilevanti ‒ il fermo amministrativo sulle auto di proprietà di chi non ha pagato. Qui pensiamo che veramente ci sia da aprire una riflessione. Il caso più eclatante è quello di Manduria su veicoli intestati a due persone con gravi disabilità. Le ganasce fiscali sono state applicate addirittura su un FIAT Doblò modificato per il carico posteriore della sedia a rotelle. Questa crediamo sia una vera vergogna.
Da anni il Consiglio regionale nella legge di bilancio stanzia a titolo di anticipazioni (quindi sono somme che dovremmo avere in restituzione, dovranno essere restituite) circa 10 milioni per mantenere in piedi i Consorzi, soldi che vengono prosciugati per le spese di funzionamento, senza che rimanga nulla per gli interventi.
Nell’ultima legge di bilancio è stato approvato l’emendamento proposto dall’assessore Pentassuglia che modifica le norme regionali in materia di Consorzi di bonifica e prevede che entro il prossimo 30 giugno la Giunta debba approvare il piano di rientro delle anticipazioni ricevute.
Questo piano di rientro è stato elaborato dal Consorzio è un piano al massimo decennale, finalizzato a raggiungere il pareggio di bilancio della gestione corrente, al netto dei contributi regionali, riducendo così i costi di gestione e adeguando le tariffe e i contributi consortili.
C’è un altro aspetto da evidenziare: il grave deficit di personale. Su questo, la situazione è drammatica. Per fare le bonifiche servono i dipendenti, ma il Consorzio ne conta appena un centinaio a tempo indeterminato e 150 stagionali, per un Consorzio, ripetiamo, che è il Consorzio più esteso d’Italia, a fronte, considerata anche la proporzione, dei 520 dipendenti dei due Consorzi di bonifica dell’area foggiana.
Il piano di fabbisogno, che risale al dicembre 2018, prevedeva 278 unità di personale dirigente e dipendente. A giugno 2022 fu stabilita la necessità di 51 figure indispensabili e infungibili per far funzionare il Consorzio Centro Sud Puglia.
In realtà, servirebbero 800 assunzioni, di cui il 10 per cento di figure dirigenziali. Al momento il Consorzio è senza dirigente dell’area tecnica, per scadenza del contratto, e senza dirigente dell’area agraria, per pensionamento e mancata sostituzione.
Il paradosso è che sono stati espletati i concorsi pubblici un anno fa, sono state pubblicate le prime graduatorie dei vincitori in provincia di Lecce, ma sono stati assunti solo cinque geometri. Quei concorsi sono stati poi congelati con una delibera non ancora revocata: un altro colossale spreco e una presa in giro di tutti i partecipanti ai quali continuano ad essere fatte promesse.
Le ultime rassicurazioni dell’assessore Pentassuglia garantivano che da gennaio 2025 sarebbero partite le assunzioni, ma non ci risulta che si stia procedendo.
Impegni disattesi anche per le stabilizzazioni degli OTD, gli operai a tempo indeterminato: parliamo di stagionali che lavorano per i quattro Consorzi assorbiti da quello unico anche da trent’anni. Alcuni sono andati o sono prossimi alla pensione e non hanno mai avuto la tanto sospirata assunzione a tempo indeterminato. Condannati a una vita da precari, a differenza dei colleghi al servizio dell’ARIF, che invece sono stati stabilizzati con bandi interni.
Nell’audizione di novembre è emerso poi il bubbone delle spese legali fuori controllo, 1,7 milioni di euro nei primi undici mesi del 2024, incarichi affidati senza regolamento, che hanno trasformato il Consorzio, di fatto, in un bancomat per gli avvocati. Ma l’andazzo continua, perché solo nelle prime tre settimane di febbraio, come potete vedere nell’elenco che ho messo agli atti, la fonte è l’Albo pretorio del portale istituzionale del Consorzio, sono stati affidati incarichi per 43.634 euro, con ben trentadue delibere del Commissario Ferraro. I ricorsi dei consorziati contro le cartelle di pagamento del tributo 630 sono stati più di 2.000 solo nel 2024. Faranno così lievitare ancora le spese legali, in una situazione che – lo ripeto – è totalmente fuori controllo. Aspettiamo ancora chiarimenti sul contratto di consulenza da oltre 100.000 euro in due anni, a cui si aggiungono le spese di trasferta fatte ad agosto scorso all’avvocata Maria Stefania Camerlengo, di San Giorgio del Sannio, comune in provincia di Benevento, che, guarda caso, è lo stesso di origine di Gianluca Nardone, che è il direttore del Dipartimento Agricoltura e braccio destro dell’assessore Pentassuglia (destro o sinistro, scelga lei, assessore).
Parliamo di un non meglio precisato incarico di “supporto alle attività del Consorzio – leggo testualmente, ditemi voi cosa significa, perché io sinceramente non l’ho capito – per l’accelerazione e l’ottimizzazione della fase di omogeneizzazione delle procedure amministrative e gestionali e tecnico-giuridiche tra gli ex quattro Consorzi di bonifica, rielaborare per il Consorzio unico”. Praticamente un inutile giro di parole. Inoltre, pur ammettendo che questo incarico abbia un senso, di nuovo chiediamo perché non è stato fatto un bando pubblico per l’affidamento di questo incarico. comunque, in sei mesi ci farebbe piacere sapere che cosa ha prodotto.
Queste consulenze del Commissario Ferraro e gli incarichi legali affidati a pioggia, nonostante le numerose sentenze che hanno visto soccombere il Consorzio, fanno lievitare le spese di funzionamento e potrebbero rappresentare un danno erariale. Troppo facile spendere soldi pubblici e non rispondere di tasca propria su decisioni singole.
Ora sta emergendo un altro problema colossale: il costo esorbitante dell’acqua per l’uso irriguo per l’anno 2022. Parliamo di tariffe raddoppiate per il conguaglio del servizio irriguo del 2022. All’epoca le tariffe trasmesse agli utenti erano di 0,72 euro a metro cubo, salvo conguaglio, per venire incontro agli agricoltori nel momento in cui la crisi energetica fece schizzare i costi di emungimento. Di quei maggiori costi energetici si sarebbe dovuta fare carico la Regione, invece oggi viene emesso un ruolo a conguaglio con una maggiorazione di 0,73 euro a metro cubo. Questo vuol dire che gli agricoltori dovranno versare una differenza di 73 centesimi a metro cubo per l’acqua che hanno attinto dai Consorzi nel 2022. Un’ulteriore mazzata insostenibile.
Questa seduta monotematica serve non solo a fare chiarezza sulla gestione commissariale del Consorzio Centro Sud Puglia, ma anche a capire quale sarà la sua governance futura. In buona sostanza, vorremmo capire dove stiamo andando. Per il prossimo 15 giugno è stata convocata l’Assemblea dei consorziati per eleggere gli organi di amministrazione dell’ente. In parole chiare, questo vuol dire che la Regione vuole l’autogoverno del Consorzio da parte degli stessi consorziati, cioè gli agricoltori dovrebbero farsi carico di un debito che supera i 200 milioni di euro, ma se andiamo a quantificare il danno subìto dal Consorzio per la gestione dell’Acquedotto rurale, che per circa 25 anni è stato scaricato sulle spalle degli ex quattro Consorzi soppressi assorbiti, una gestione, invece, dovrà essere affidata all’Acquedotto pugliese, alla Sezione risorse idriche della Regione. Parliamo di circa 300 milioni, di cui il Consorzio è creditore, che quindi andrebbero a compensare ampiamente i debiti.
Non possono essere gli agricoltori e i consorziati a pagare di tasca propria il fallimento del sistema di bonifica del Salento e della terra di Bari. Una cosa è certa: oggi l’attività del Consorzio è paralizzata, e lo conferma lo stesso portale istituzionale alla Sezione attività e lavori in corso. Alla Sezione attività irrigazione compare la scritta “pagina in costruzione”. Non c’è bisogno di aggiungere altro.
In conclusione di questo intervento-premessa, voglio fare appello a tutti i colleghi consiglieri, che di sicuro avranno accolto e raccolto anche loro sui territori di appartenenza la protesta vibrante contro il tributo 630 che viene vissuto come un balzello da tutti gli utenti, affinché si possa approvare questa mozione, la mozione che abbiamo presentato anche noi, ma anche i colleghi dei 5 Stelle hanno predisposto una mozione analoga, che però mi sembra non abbia ottenuto il consenso da parte di tutti i Capigruppo, in buona sostanza, soltanto i Capigruppo, consiglieri di minoranza, sono disposti oggi ad affrontare e ad approvare questo tipo di mozione, che prevede quattro impegni per la Giunta regionale: 1) la verifica dello stato di conservazione, manutenzione, efficienza e idoneità delle opere gestite dal Consorzio di bonifica Centro Sud Puglia; 2) l’avvio immediato delle procedure per eseguire tutte le necessarie opere di manutenzione straordinaria e ordinaria e anche di realizzazione di nuove opere se necessarie e urgenti; 3) la sospensione – e questo è il punto più importante che tengo a sottolineare – del pagamento del tributo 630 fino all’ultimazione delle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, l’annullamento delle iscrizioni al ruolo e delle procedure di riscossione coatte e cautelari pendenti. È chiaro che per questo si prevede che sia la Regione a farsi carico delle risorse necessarie, perché se vogliamo continuare a trascinarci questa situazione attuale non usciremo mai da questo circolo vizioso; 4) disporre la ripresa della riscossione del tributo 630 una volta avvenuta l’esecuzione degli adempimenti e degli interventi di bonifica e manutenzione delle opere gestite dal Consorzio.
Questo crediamo sia il modo corretto e giusto di procedere per tirare finalmente una riga sulla gestione fallimentare del Consorzio di bonifica Centro Sud Puglia e metterla sui binari di un risanamento necessario e improcrastinabile per gli utenti, per i lavoratori, per il territorio agricolo in abbandono e perché questa è una storia che penso prima o poi bisogna definire.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Presidente.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Parchitelli.
Presidente Parchitelli, prego.
Speaker : PARCHITELLI.
Grazie, Presidente.
In verità, io ho chiesto di intervenire subito dopo le comunicazioni, prima di entrare nel merito dell’ordine del giorno, semplicemente perché oggi è una giornata importantissima per la nostra Regione.
In queste ore le tre finaliste di Capitale della cultura sono a Roma, e sono presso il Ministero della cultura e si stanno tenendo le relative audizioni. La prima si è tenuta alle 9, l’ultima si terrà alle 16. Ho avuto il piacere di seguire la diretta della prima, di “Pietramadre”, che vede capofila il Comune di Alberobello, ma oggi ci sono anche Gallipoli, con “La bella tra terra e mare” e Brindisi, con “Navigare il futuro”. La Regione Puglia, con la nostra Assessore e il Dipartimento, sono lì ad affiancare le nostre finaliste e io volevo che arrivasse tutto il supporto del Consiglio regionale della Puglia e, quindi, fare tutti insieme il tifo per la Capitale della cultura in Puglia.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie. Manifestiamo senz’altro il nostro orgoglio per la presentazione e facciamo i migliori auspici per poter avere la Capitale in Puglia. La ringrazio di questa memoria.
Aveva chiesto di intervenire il consigliere Conserva e il consigliere Scalera. Prima il Presidente Conserva, perfetto. Prego, dieci minuti.
Speaker : CONSERVA.
Buongiorno a tutti, consiglieri, assessori, Governo. Ricordo come se fosse ieri una delle mie prime interrogazioni, proprio quella che riguardava il tributo 630. Fondamentalmente vorrei spiegarlo in poche parole cosa sarebbe. Sarebbe la manutenzione ordinaria, la pulizia dei canali, dello scolo e degli impianti idrovori. Se n’è parlato, e vi è una lunghissima giurisprudenza sul punto, una giurisprudenza ondivaga, ma quella maggioritaria parla fondamentalmente del fatto che si tratta…
Speaker : PRESIDENTE.
Le chiedo scusa, Presidente Conserva, un secondo solo. Possiamo alzare il volume del microfono, per favore? Non si sente bene.
Speaker : CONSERVA.
Adesso si sente meglio? Sì.
Dicevo, si tratta fondamentalmente di una contribuzione iniqua, perché, come dicevo, la giurisprudenza maggioritaria dei tribunali ha fondamentalmente detto che vi deve essere, giustamente, e lo ha confermato anche la Corte costituzionale, un “do ut des” giuridico. Evidentemente, qualora non vi sia un beneficio, la Corte costituzionale, con sentenza del 2018, ha detto legittimamente che si tratta di una dazione illegittima.
Vi è un altro orientamento che, paradossalmente, chiede una probatio diabolica al contribuente, ovverosia il contribuente dovrebbe dimostrare di non aver ricevuto alcun beneficio dalle opere del Consorzio di bonifica.
Io sento dei fischi in questo microfono. Oggi non riesco a capire che cos’ha. Okay, va bene.
A prescindere da tutto questo, voglio solamente dire che i Consorzi di bonifica hanno rappresentato negli ultimi vent’anni – e lo ha detto soprattutto chi oggi siede tra i banchi del Governo, che ha fatto delle vere e proprie crociate, andando contro tutto e tutti. Fondamentalmente, l’abbiamo visto e bisogna dare atto all’assessore Amati, nell’ultimo bilancio, obiettivamente, dopo non so quanti anni, non è stato previsto il contributo speciale. Anche all’assessore Pentassuglia un merito lo devo dare oggi. Finalmente non è stato previsto il contributo speciale. Si va avanti da quattro anni dicendo “vedremo”, “faremo”. Con il Consorzio unico, che funziona dal 2024, previsto da una legge del 2017, siamo all’inizio, va fatta una governance, ma fondamentalmente quello che manca è la struttura. Ritengo che negli ultimi vent’anni il centrosinistra abbia proprio fallito sui Consorzi di bonifica. Sappiamo benissimo che cosa è avvenuto nel consuntivo, nell’assestamento, dove è stata accertata, dopo anni e anni, forse vent’anni, la debitoria, che ammonta ‒ vorrei ripeterlo per ricordarlo anche a me stesso ‒ a 190 milioni di euro. Hanno un debito di 190 milioni di euro, che devono rientrare con un piano di 25 anni, un piano che chiaramente deve essere prima istruito dal Servizio di irrigazione e bonifica. Dopodiché, serve una delibera della Giunta.
I Consorzi di bonifica, così come diceva l’assessore Amati, la Regione non solo li ha mantenuti, a danno di tutte le tasche dei pugliesi, ma dava anche il contributo annuale nel bilancio di previsione di 15 milioni.
Così come ho detto prima, è l’esempio tipico di come la Regione abbia fallito in un comparto così importante, in un comparto così difficile in questo momento storico. Gli agricoltori ‒ lo sappiamo tutti ‒ vivono un momento difficile e non sono sicuramente aiutati dalla Regione Puglia. Parleremo di emergenza idrica. Sicuramente più in là faremo anche un Consiglio sulla Xylella, sui ritardi che si sono accumulati, sul libero arbitrio che è stato lasciato agli agricoltori senza una programmazione. La stessa cosa è avvenuta per i Consorzi di bonifica. Che cosa è avvenuto? È avvenuto che il tributo richiesto è evidentemente obsoleto e ultroneo rispetto a quello che devono essere i piani di bonifica. Ormai l’assessore ce ne parla da quattro anni, dicendo che siamo in fase ultima. Ultimamente l’ho sentito in Commissione dire che praticamente i piani di bonifica sono pronti, e che ci sono delle osservazioni alle quali bisogna rispondere.
Se quindi non vi è la struttura, se non vi sono delle regole, evidentemente noi chiediamo un contributo ai consorziati, presuntivo, senza sapere la motivazione e le ragioni per le quali noi andiamo a chiedere quel tipo di contributo. Quindi, non ci sono i piani di bonifica, la struttura che deve reggere la dazione, la richiesta del tributo, e ancor di più si parla e si continua a parlare degli ultimi quattro anni. Evidentemente, io conosco l’assessore Pentassuglia, una persona che ha lavorato e che lavora, ma che evidentemente ha trovato un comparto lasciato a morire da 15 anni, non parlo solamente dei Consorzi di bonifica: negli ultimi anni anche Xylella, emergenza idrica. Evidentemente è stato abbandonato un comparto che ha rappresentato per tanti anni la vera locomotiva della Puglia, quindi evidentemente non abbiamo i piani di bonifica rinnovati, e chiaramente, per l’effetto, non abbiamo i piani di classifica che definiscono gli indici tecnici ed economici per poter chiedere quel tipo di contributo.
Dice: dobbiamo ancora resistere, non possiamo sospendere, chi siamo noi? È un tributo locale. Non dico la sospensione, però evidentemente non sono solo gli agricoltori, le associazioni, i partenariati, ma anche i Sindaci. Avete fatto un incontro in ANCI, dove tutti hanno rappresentato le doglianze effettive per essere costretti ad essere vessati da questo tributo assolutamente inutile.
Per non parlare poi obiettivamente della situazione dei Consorzi, debiti accertati di 190 milioni, una pianta organica che, da quello che ci è dato sapere, rappresenta almeno la metà di quella che deve essere effettiva. Stipendi spropositati, incarichi affidati senza evidenza pubblica, ne parlava il consigliere Pagliaro.
Questo per dire cosa? Per dire che c’è stato un fallimento, per vent’anni, della Regione Puglia, su quella che doveva essere l’organizzazione, la programmazione, ovvero non ha rinnovato i piani di bonifica, che rappresentano lo strumento regionale di pianificazione del tutto. Quindi, io insisto su quello che è il deliberato che abbiamo rappresentato nella mozione a firma Scalera e mi riservo di intervenire anche dopo l’intervento dell’assessore.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, Presidente Conserva.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Casili. Prego.
Speaker : CASILI.
Grazie, Presidente.
Come Gruppo del Movimento 5 Stelle non abbiamo mai assunto una posizione protesa alla demagogia sulla questione dei Consorzi di bonifica, neanche nella passata legislatura, perché è evidente che la nostra regione, una regione prevalentemente agricola, una regione che ha problemi di dissesto idrogeomorfologico lungo tutto il suo territorio, una regione che ha bisogno del governo della regimazione delle acque e, quindi, del governo delle opere idraulico-forestali, ha bisogno di un ente che si occupi, appunto, di governare un territorio così complicato com’è il territorio regionale.
Negli anni abbiamo avuto anche una propositiva azione anche nei confronti dell’oggi assessore Pentassuglia, nella passata legislatura Presidente della IV Commissione (Agricoltura), tuttavia oggi le problematiche sono sotto gli occhi di tutti, ci sono punti di equilibrio difficilmente raggiungibili, ma soprattutto bisogna ricordare a tutti i colleghi di maggioranza e di opposizione, perché la storia è magistra vitae, che una sospensione tout court, come peraltro avvenuta negli anni 2000, 2001 e 2002, voluta proprio da un Governo di centrodestra, all’epoca Governo Raffaele Fitto, quella sospensione a freddo della contribuzione comportò un innalzamento di una debitoria, che nel tempo si è acuita e che ha comportato una impasse di un ente che nel tempo non è riuscito più ad affrancarsi da una debitoria che non gli ha consentito, così come per legge, per norma, di assolvere ai suoi compiti di governo del territorio.
Oggi, però, siamo di fronte a una situazione ‒ come dicevo ‒ il cui punto di equilibrio è difficile da raggiungere. Siamo in una situazione in cui cittadini e agricoltori, vessati anche dal rincaro energia, vessati da una serie di congiunture che non consentono più di portare in pareggio il bilancio, sarebbe una delle proposizioni più ottimistiche, ma non si raggiunge più da tempo l’equilibrio di bilancio aziendale, in queste situazioni in cui i cittadini rammentano la mancanza di benefici, di servizi sui propri territori, bisogna assumere una postura di responsabilità di fronte a questo tema, privo, scevro ‒ ripeto ‒ da demagogia, scevro dalla campagna elettorale imminente, che potrebbe in un certo qual modo edulcorare, alterare un dibattito importante come questo sui Consorzi di bonifica.
È per questo che, insieme ai colleghi, abbiamo anche noi predisposto una mozione ben strutturata e finalizzata alla sospensione del Tributo 630, una sospensione, però, non figlia della problematica di dare risposte politico-elettorali ai territori, ma una mozione che si impegna a creare una prospettiva strutturale organica, che possa, poi, portare al rilancio di un ente, se veramente crediamo a un ente che può funzionare.
Qui sono due le cose: o crediamo a un ente che può funzionare; altrimenti, se non si crede a un ente che non funziona e che non dà risposte, come possiamo pretendere dai cittadini o dagli agricoltori la corresponsione di un tributo?
All’interno della mozione, o comunque del dibattito, nella proposizione del dibattito chiediamo che sia fatta una ricognizione puntuale delle azioni poste in essere dai Consorzi di bonifica, quali azioni sono state fatte in ordine alla manutenzione, in ordine alle opere idraulico-forestali, tutti temi che in un mondo che sta cambiando, in un’epoca di cambiamenti climatici anche drammatici, con piogge poche e scarse, con l’acqua che ormai diventa una risorsa preziosa per il nostro territorio, purtuttavia con precipitazioni sempre più forti e che non comportano un ripascimento degli invasi, non comportano un ripascimento della falda, bensì, molto spesso, quando sono violente, comportano purtroppo delle tragedie anche nei nostri centri urbani.
A questo punto chiediamo che venga fatta una ricognizione puntuale rispetto a quanto è stato fatto dai Consorzi di bonifica. Inoltre, siamo in fieri nella predisposizione di una pianificazione importante, che per noi può essere una pianificazione storica, quale quella della predisposizione del nuovo piano di bonifica, quindi a cascata dei piani di classifica, quindi siamo in un punto cruciale nella ridefinizione della pianificazione, e con questo anche la possibilità di poter espungere tutta una serie di cittadini, di cittadine e di imprese che non hanno un beneficio.
Ma oltre a questo, ripeto, da una parte il lavoro che si sta facendo nella pianificazione, dall’altra è il lavoro che si dovrebbe fare nella ricognizione generale di quanto è stato fatto sul territorio. Noi, come Gruppo politico, chiediamo di soffermarci su una situazione che non riusciamo più su un contesto che non riusciamo più a controllare. Non vogliamo, ripeto, essere soggiogati o suggestionati dalla campagna elettorale che incombe, ma vogliamo mettere un punto fermo su un dibattito che si protrae da anni e che, ahimè, ahinoi, non ha in questi anni comportato un rilancio efficace, effettivo dei Consorzi stessi.
Ecco che noi chiediamo all’assessore che per la verità sui territori ci ha messo sempre la faccia, è stato sempre presente, non ultimo in un incontro in cui abbiamo avuto la possibilità, e ci ha dato la possibilità di confrontarci con gli amministratori locali della Provincia di Lecce, quindi non si è mai sottratto di fronte alle criticità che questi enti vivono.
Tuttavia, è anche compito e prerogativa dei singoli consiglieri, in questo caso del Gruppo che rappresento, il Movimento 5 Stelle, chiediamo di strutturare un percorso, ma questo percorso deve essere strutturato senza questa mannaia, perché continuano a pioggia ad arrivare sul territorio, in un periodo difficile, molto complicato, per una serie di congiunture, come ho detto prima, noi chiediamo in questa fase di dimostrarci aperti, sì, aperti fattivamente, perché poi i cittadini, nella misura in cui percepiscono che noi stiamo facendo tutto questo lavoro non per fare gli errori del 2000, 2001 e 2002, perché quelli sono stati errori molto gravi, quelli di non strutturare un percorso, di pensare soltanto a incassare il dato elettorale di un’azione di sospensione del tributo priva di una visione, ecco noi siamo distanti da questo modo di fare politica. Vorremmo, insieme a tutta la rappresentanza del Consiglio, sia di maggioranza sia di opposizione, per voce dell’assessore Pentassuglia, strutturare un percorso che guardi alle necessità dei territori. E in un solo modo si può guardare alle necessità dei territori, ossia cercando di non far pervenire a pioggia la montagna di cartelle che i territori oggi subiscono e cercando di essere propositivi nella prefigurazione e nella costruzione di uno scenario futuro, ma i territori chiedono misure fattive, misure reali che possono percepire. Forse in questo modo ci riappacifichiamo con il settore agricolo, ci riappacifichiamo con i tanti cittadini, che capiscono questo sforzo che il nostro Ente vuole fare, veramente a quel punto con la consapevolezza di voler rilanciare un ente che, per quanto mi riguarda, anche per sensibilità professionale, so che è un ente importante, perché qualcuno si deve pur occupare del governo del territorio. Però, questo si deve ottenere raggiungendo quel punto di equilibrio, quel punto di pacificazione con i territori, che da anni, però, subiscono purtroppo la mancanza di un’azione efficace e propositiva da parte degli stessi Consorzi per gli errori di cui prima, che noi oggi non vogliamo che siano ripetuti.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Casili.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Scalera. Prego.
Speaker : SCALERA.
Grazie, Presidente.
Io non so se entrare direttamente nell’argomento o dare la risposta al collega Casili, dicendo che la Regione Puglia è governata da vent’anni dal centrosinistra e che in vent’anni poteva risolvere i problemi che egli stesso ha enunciato e che io sottoscrivo. Tanto è vero, Presidente, che la mia mozione, presentata e firmata soltanto dai Capigruppo di minoranza, sono disponibile a ritirarla subito, a firmare la mozione di Casili, e oggi stesso la discutiamo, così passiamo subito dalle parole ai fatti.
Ritiro la mia mozione, firmo quella di Casili, e la presentiamo. Mi deve portare le firme di tutti i consiglieri e i Presidenti dei Gruppi di maggioranza in questo momento. Sennò stiamo parlando di niente, oggi facciamo un’ulteriore vetrina senza dare risposte certe e concrete a un mondo, quello agricolo, che è in sofferenza e che si è stancato di sentire queste corbellerie. Dicevano i latini, l’ho detto in più occasioni: acta non verba. Passiamo dalle parole ai fatti.
Questo Consiglio ha scelto come tema monotematico quello dei Consorzi di bonifica. Oggi passiamo dalle parole ai fatti. Io sono pronto a firmarla e credo di interpretare la volontà di tutta l’opposizione, che è pronta a firmare questa mozione. Voglio vedere i fatti. Oggi prendiamo la mozione e firmiamola. Poi faccio l’intervento.
Speaker : PRESIDENTE.
Prego.
Speaker : SCALERA.
Voglio sapere se in questo momento passa tra i banchi questa mozione, la firmiamo e la discutiamo adesso. Voglio questa risposta prima ancora di fare il mio intervento. Questa era una premessa all’intervento, Presidente, un preambolo.
Speaker : PRESIDENTE.
Ha chiesto di intervenire il Presidente Parrini, se non c’è una risposta alla sua premessa. Diversamente, continui.
Speaker : SCALERA.
Quello era un preambolo.
Speaker : PRESIDENTE.
Continui il suo intervento, perché noi in Conferenza dei Capigruppo abbiamo deciso...
Speaker : SCALERA.
Presidente, le Conferenze dei Capigruppo ogni volta che noi abbiamo fatto i Consigli sono state puntualmente stravolte, disattese.
Non vedo perché non possono essere disattese oggi. Io sono qui e aspetterò fino a quando la mozione di Casili non passa tra i banchi di maggioranza e opposizione per poterla firmare, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Vuole concludere però il suo intervento, consigliere Scalera?
Speaker : SCALERA.
Va bene, passo all’intervento.
Grazie Presidente… Quindi, non c’è nessuna risposta rispetto alla domanda. Va bene, mi riservo di intervenire dopo. Intanto continuo sull’intervento.
Caro Presidente, signor Presidente, colleghi consiglieri, la situazione economica e strutturale in cui versa il Consorzio unico di bonifica Sud Puglia entrato in funzione il 1° gennaio 2024 è nota a tutti, quindi non starò a ripetere quello che i colleghi Pagliaro e Conserva hanno già detto, perché non solo condivido i loro interventi, ma dico che sono stati anche sintetici e puntuali.
Più volte il sottoscritto in IV Commissione, con diverse audizioni, molte, come dicevo prima, a firma mia, sono state affrontate le diverse criticità del Consorzio, alla presenza del Commissario e dell’assessore all’agricoltura, che è sempre stato puntuale e presente, ogni volta che in Commissione è stato chiamato per le sue deleghe e competenze.
L’ultima, in ordine di tempo, è quella del mese di novembre scorso, quindi non ripeterò i dati della situazione debitoria che più volte sono stati esplicitati dal sottoscritto, ma vorrei soffermare l’attenzione di quest’Aula su una questione che ho portato avanti già dalla legge di bilancio del 2024, quella relativa alla sospensione del tributo 630, l’annullamento delle iscrizioni a ruolo e delle procedure di riscossione coatte e cautelari pendenti.
Voglio ricordare a me stesso e a tutti noi che in quella legge di bilancio presentai un emendamento, stralciato e inserito nel disegno di legge “Omnibus”, un disegno di legge mai portato in votazione in quest’Aula e finito, non si sa in quale cassetto e in quale ufficio, un emendamento che ho ripresentato anche nella legge di bilancio 2025, durante la seduta del 18 dicembre scorso, emendamento respinto, che ebbe solo i voti favorevoli dell’intera opposizione e, in verità, anche di qualche collega della maggioranza.
Lo scorso 18 febbraio, dopo aver appreso della convocazione di questo Consiglio monotematico sul Consorzio di bonifica, ho depositato una mozione avente ad oggetto “Sospensione del tributo 630 e annullamento delle iscrizioni a ruolo e delle procedure di riscossione coatte e cautelari pendenti”, mozione che, come ho già detto prima, sono disposto a ritirare, per sottoscrivere quella del collega Casili, se la presenta oggi, visto che stiamo parlando di Consorzi e il tema è quello, appunto, del tributo 630 e dell’annullamento delle iscrizioni.
Quel tributo, come tutti sapete, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge regionale n. 4 del 2012, sono tenuti a versare i proprietari di beni immobili, agricoli ed extragricoli (articolo 13) situati nel perimetro di contribuenza e che traggono un beneficio diretto e specifico (articolo 18) dalle opere pubbliche di bonifica gestite dal Consorzio, un contributo di bonifica relativo alle spese per la manutenzione, esercizio e gestione delle opere pubbliche di bonifica e alle spese di funzionamento del Consorzio, detratte le somme erogate dalla Regione e/o da altri enti pubblici. Non essendo trascorsi, però, i dieci giorni previsti dal Regolamento interno del Consiglio regionale, per poterla discutere in questa seduta ho tentato di trovare, così come da Regolamento del Consiglio regionale, le firme di tutti i Capigruppo, dell’intero Consiglio regionale, per poter anticipare ad oggi la discussione. Purtroppo, ho trovato solo la piena disponibilità dei Capigruppo consiliari di opposizione e un rifiuto da parte di quelli della maggioranza.
Si è persa, a mio modo di vedere, ancora una volta una grande occasione per dare un segnale forte al mondo agricolo, che chiede la sospensione del pagamento, e non l’annullamento del contributo consortile di bonifica, avente come codice 630, e l’annullamento delle iscrizioni al ruolo delle procedure di riscossione coatte e cautelari pendenti, una sospensione che deve durare sino alla data dell’ultimazione di adempimenti ed esecuzioni delle opere dopo il monitoraggio e la verifica dello stato di conservazione, manutenzione, efficienza e idoneità delle opere consortili gestite dal Consorzio unico di bonifica Centro Sud Puglia.
È di dominio pubblico lo stato di fatiscenza e inefficienza delle opere di bonifica, peraltro vetuste, ricadenti nelle aree gestite dal Consorzio di bonifica unico Centro Sud Puglia. Nonostante ciò, il Consorzio di bonifica insiste e minaccia di procedure con azioni esecutive, disattendendo anche l’invito del garante e del contribuente ad annullare in autotutela gli atti impositivi di esecuzione e cautelari e rimborsare i contributi indebitamente riscossi da coloro che erano stati costretti a pagare per evitare esecuzioni forzate.
Ritengo che dette vessazioni da parte del Consorzio nei confronti degli agricoltori siano ingiuste e mortifichino un comparto che oggi è in grave sofferenza, uno stato di sofferenza aggravato da una crisi idrica che nella nostra Regione persiste, e che le piogge degli ultimi giorni non bastano per superare.
In Puglia l’emergenza acqua c’è, c’è ancora e di questo passo avremo un’estate a corto di risorse idriche, se non si avvieranno interventi urgenti. Serve un’azione immediata, un’azione concreta che prevede investimenti di carattere ordinario e straordinario.
La crisi idrica delle estati scorse ha toccato in maniera pesante le imprese agricole, soprattutto nella zona occidentale della mia provincia, quella di Taranto, in un’area che va dal Comune di Ginosa, passando per i Comuni di Laterza, Castellaneta, Mottola, Palagianello, Palagiano, sino a raggiungere quello di Massafra.
La situazione attuale fa prefigurare una prossima campagna irrigua, quella che va da marzo ad aprile 2025 in poi, estremamente difficile. Le campagne del tarantino attingono acqua da invasi lucani. Lo scorso novembre rispetto a quello dell’anno precedente nella diga di San Giuliano, in provincia di Matera, c’erano circa 13,5 milioni di metri cubi di acqua in meno, invece, in quella di Monte Cotugno, in provincia di Potenza, addirittura 117 milioni di metri cubi in meno.
Da allora non è cambiato quasi nulla: il livello degli invasi è molto basso, sta piovendo poco, e nel mondo agricolo c’è molta preoccupazione. Vanno sollecitati i lavori di completamento e manutenzione straordinaria alla diga San Giuliano, altrimenti, per la prossima stagione irrigua la Puglia rischia di non poter utilizzare nemmeno il 50 per cento dell’acqua presente nella diga di San Giuliano, di cui è comproprietaria.
Ultima cosa, e chiudo. La mancanza di pulizia dei canali e la scarsissima manutenzione degli impianti completano un quadro che desta molte preoccupazioni. Bisogna rendere fruibili tutte le possibili fonti idriche presenti nel versante occidentale della provincia di Taranto, il Tara, il Bradano, i pozzi esistenti, che ancora non sono stati messi in esercizio. In questo quadro abbastanza preoccupante sarà proprio il Consorzio unico di bonifica ad avere un ruolo determinante e cruciale.
Resta, però, l’amara constatazione che, ancora una volta, il Governo regionale chiude qualsiasi possibilità a una richiesta che il mondo agricolo chiede a gran voce, non da oggi, ma da molto tempo. La sospensione del tributo 630 e l’annullamento delle iscrizioni a ruolo delle procedure di riscossione coatta e cautelari pendenti sarebbe stato un grande e importante segnale di attenzione verso questo mondo, che si vede trascurato e messo da parte. Porterò avanti questa battaglia. Sono convinto, come lo sono sempre stato, che l’agricoltura è il motore trainante dell’economia dell’intera regione e in particolar modo della mia provincia, Taranto.
Grazie per l’ascolto, Presidente. Mi riservo di intervenire dopo.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei. Abbiamo consentito un lungo tempo in più di quello prevista, oltre quattro minuti. È vero, Presidente Pagliaro? Va bene.
Il Presidente Perrini ha chiesto di intervenire. Prego.
Speaker : PERRINI.
Sarò molto breve.
Tanto che si tiene nel cuore questo tema, tanto che è sentito da tutti, c’è un interesse su questa cosa incredibile, questi sono i numeri, i numeri che vediamo da quella parte. Dalla parte della maggioranza io vedo sedute sempre le stesse persone. Se dovessimo votare, decidere qualcosa per cui serve il voto (perché possiamo decidere, insieme all’assessore, di prendere un provvedimento), se dovessero servire i numeri della maggioranza, non ci sarebbero.
Dobbiamo iniziare così. Ho sentito un passaggio di Cristian Casili. Mi sembrava strano che in alcuni ragionamenti, da alcuni mesi, il nome di Fitto non usciva. È uscito oggi. La colpa è del 2002, quando il nonno aveva i pantaloncini. Siamo tornati al 2002. O cominciamo veramente a essere seri, e io so che Cristian, come tutti quanti noi, tiene a questo problema, oppure iniziamo a fare di nuovo le stesse cose. Io sono qui dal 2015, insieme all’assessore Pentassuglia. Bisogna ricordare un po’ di fatti. Oggi vi dico un’altra novità. Vi chiederete che cosa c’entra con la sanità. Nel 2015 all’epoca c’era l’assessore Leonardo Di Gioia. In quel momento si iniziava a parlare dei Consorzi, di nuovo. Io sentivo parlare per la prima volta di Consorzi (che cosa dobbiamo fare, vedremo, faremo). Tutte le cose che c’erano da fare, si dovevano fare in quel momento. Essendo uno pratico, mi piace anche aspettare. Questo “faremo”, questo “stiamo vedendo”, va a finire come tutte le cose, come sta succedendo adesso. Tra poco tutta questa colpa, anche del Consorzio, è del Governo Meloni. Arriveremo là.
Nel 2015 questo signore disse, a proposito di sanità... Oggi è uscito Emiliano, proprio un’oretta fa. Nel 2015 disse: “Per fare il San Cataldo ci vogliono oltre 350 milioni di euro. Programmate questi soldi”. All’epoca c’era l’ex direttore generale Stefano Rossi, che, giustamente, essendo una persona molto simpatica, a cui piace ridere, perché è uno che rideva, col suo modo di fare, “va tutto bene”, lo conosce anche l’assessore Pentassuglia, perché è della mia stessa provincia. Disse che con 150 milioni di euro noi avremmo fatto tutto.
Non solo non sono bastati 150 milioni di euro, Presidente Capone, ma ne sono arrivati dal Governo Meloni altri 100, e oggi Emiliano scrive a Schillaci e dice, a proposito del 2015 – oggi, sulla sanità –: caro Ministro Schillaci per la provincia di Taranto, per l San Cataldo, servono 70 milioni per il San Cataldo, 15 milioni per il Moscati, totale 100 milioni.
Se poi il Ministro Schillaci non darà questa somma, perché ci vuole del tempo, bisogna organizzare, bisogna fare, si chiama questa programmazione. Perché sto parlando dell’ospedale agli operatori agricoli? Perché sarà la stessa cosa da questa parte.
Io ho un’unica fiducia, però: si chiama assessore Pentassuglia. Perché? A me che piace girare nei campi e andare a controllare i canali, vi posso dire – perché bisogna dire anche i fatti – che da più di un anno, dopo varie sollecitazioni, vari sopralluoghi, alcuni interventi sono stati fatti.
Assessore Pentassuglia, è inutile che ci giriamo le parole: il Governo Meloni è un Governo che vuole collaborare a risolvere il problema. Dobbiamo essere meno populisti, dobbiamo essere più concreti, con questa cosa non si può giocare più, è inutile che uno dia la colpa a uno e uno all’altro. Io non sto dando colpe a nessuno, sto dicendo i fatti, perché non voglio che vada a finire nello stesso modo del San Cataldo.
Cari mici, il San Cataldo doveva aprile nel 2022, 2023, 2024, 2025… Oggi si accorgono, Tommaso, che mancano altri 100 milioni di euro, e non aprirà neanche nel 2026.
Su questo argomento, assessore Pentassuglia, so il grande lavoro che state facendo. Non è facile sanare. Per me il debito dei Consorzi di bonifica ammonta ad oltre 200 milioni di euro. Non so come si farà. So che lei è un grande lavoratore, so che lei si impegna, però, visto che da questa parte c’è apertura, come vi è stata anche apertura sulla Xylella, e se sono nati degli equivoci in queste settimane li abbiamo anche superati, perché so che lei domani va a Roma per parlare di questa problematica, sono nati degli equivoci di comunicazione, dobbiamo risolvere i problemi. Non mi interessa più dire che la colpa è di Tizio o di Caio.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, Presidente Perrini, anche per i tempi.
Ha chiesto di intervenire il Presidente Mazzotta. Prego, ne ha facoltà.
Una sospensione? Che cosa è successo? Scusate, noi abbiamo già concordato che non c’è oggi il voto sulle mozioni. Avremmo dovuto concordarlo prima: io l’ho detto fin dall’inizio. Nell’ordine dei lavori abbiamo detto che oggi non si discute della mozione e non si vota la mozione. Si discute, oggi è dibattito.
Prego, Presidente Mazzotta.
In ogni caso oggi la vostra mozione non si poteva discutere, perché non rispettava i tempi. Per discuterla ci volevano dieci giorni, ovvero la firma dell’unanimità. È già stata esclusa questa possibilità. Ma con la massima disponibilità altrettanto dell’assessore di discuterne in un prossimo Consiglio, specialmente una volta tornato dall’incontro con Roma che si svolgerà domani.
No, non ora, non si fa ora. La modifica dell’ordine del giorno si sarebbe potuta fare solo dopo la comunicazione dell’ordine del giorno. Una volta approvato, è quello. Questo per Regolamento. Non sto inventando niente.
Speaker : MAZZOTTA.
Presidente, se c’è la volontà da parte dei colleghi di modificare l’ordine del giorno per portare alla votazione la mozione?
Speaker : PRESIDENTE.
Si può chiedere subito dopo le comunicazioni. Va bene?
Prego, Presidente Mazzotta, può fare il suo intervento.
Speaker : MAZZOTTA.
Nella sostanza cambia poco, però noi volevamo, visto che è un Consiglio monotematico, portare il risultato di far esprimere l’Aula su questo tema. Era solo per questo, Presidente.
Noto l’assenza dell’assessore, che nel frattempo è uscito dall’Aula. L’assessore lo sa che in questi anni questo è stato un tema ricorrente nelle nostre attività di Commissione, nei Consigli regionali, anche all’esterno dei Consigli regionali, in quanto diverse attività sul territorio sono state espletate in questi anni proprio sul tema dei Consorzi di bonifica. Tra l’altro, vengo da una Provincia, quella di Lecce, nella quale il tema è molto sentito. Abbiamo organizzato, insieme a dei comitati spontanei che sono nati in questi anni, varie manifestazioni sul territorio, varie iniziative, anche nei vari Comuni, proprio per spiegare il problema che i cittadini avanzavano rispetto a questo tema.
Assessore, l’ho detto in premessa, vedo che è rientrato ora: è un tema sul quale abbiamo discusso più e più volte nelle varie Commissioni, nei vari Consigli, anche in giro, nelle varie sedi istituzionali sul territorio, proprio perché è un tema sentito. L’altro giorno, aprendo il giornale, leggevamo di una serie di iniziative a discapito di quegli agricoltori o di quelle persone che non sono riuscite a pagare il tributo perché non lo ritenevano giusto o magari per una disattenzione o per tanti motivi, che oggi si vedono purtroppo le cartelle esattoriali, oggi si vedono dei sequestri sui propri mezzi. È un qualcosa che sta incidendo e impattando su diverse famiglie pugliesi.
È per questo che noi abbiamo chiesto un Consiglio monotematico, insieme a tutti i colleghi della minoranza, proprio per ancora una volta cercare di trovare le soluzioni su questo tema. Devo dire che l’apertura del collega Perrini è stata molto importante. Non siamo, qui, alla ricerca del colpevole. Stiamo cercando un modo per risolvere questo problema che ci portiamo avanti da anni.
È inutile ribadire tutti i vari sprechi, le consulenze, le varie convenzioni. Ci sono circa 2000 ricorsi nel 2024 su questo tema. Immaginate quanti avvocati, quante cause, quanto questo possa incidere sul bilancio del Consorzio stesso, che oggi, chiaramente, è un bilancio che ha varie problematiche. Dall’altra parte, però, c’è il cittadino, che spesso non usufruisce del beneficio che dovrebbe trarre per pagare il tributo, quindi, le spese di manutenzione, quelle di servizio, le spese di gestione che il Consorzio dovrebbe garantire all’agricoltore, spesso non è corrisposto a quello che dovrebbe fare: perché i canali sono vetusti, perché purtroppo ci sono delle problematiche ormai annose, perché la manutenzione ordinaria e straordinaria è saltata in questi anni, per una serie di problematiche che l’assessore conosce e che è inutile stare qui a ribadire.
Quindi, oggi la richiesta che noi facciamo è quella di impegnarci, è quella di trovare la strada tutti insieme per affrontare al meglio ancora una volta questo problema. So quanto l’assessore ci tiene, quanto ha lavorato in questi anni, non stiamo qui, ripeto, a puntare il dito contro uno o contro l’altro. Siamo qui per cercare di mettere anche la nostra forza, anche la nostra parte, perché comprendo che la nostra parte politica magari può avere maggiore aderenza nei confronti del Governo nazionale che si è dimostrato aperto verso il tema. Però è pur vero che anche la vostra parte politica deve cercare di trovare le soluzioni e deve cercare soprattutto di risolvere un problema che per la Puglia ormai è diventato annoso.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Presidente Mazzotta.
Ha chiesto di intervenire il Presidente Leoci. Prego.
Speaker : LEOCI.
Grazie, Presidente.
Faccio una piccola premessa per quanto riguarda soprattutto il risultato raggiunto quest’anno nel bilancio di fine anno. Per la prima volta, in questa legislatura, non abbiamo approvato il contributo speciale per quanto riguarda i Consorzi di bonifica.
Io sono stato uno di quelli che all’interno di una maggioranza di Centrosinistra hanno votato contro dal lontano 2022, sino a creare anche dei problemi di incomprensione con il mio Gruppo politico.
Fui uno dei primi a dire all’assessore Pentassuglia che avrei votato qualsiasi provvedimento, attinente a rimpinguare le casse dei Consorzi di bonifica dopo che fosse stata avviata un’attività di riforma dei Consorzi.
Questo pian piano è avvenuto. È avvenuto nel 2024, con la realizzazione del Consorzio unico, sino a oggi, pur avendo ancora delle difficoltà di avvio del Consorzio. Questo perché, come è stato già detto anche da altri colleghi, la storia è lunga. Naturalmente oggi non voglio stare qui a precisare o a dire che la colpa è di questo Governo o non è di questo Governo, la colpa è di questo consigliere o di un altro consigliere, o anche dei Presidenti passati. La presa di posizione per la sospensione e l’annullamento fu votata nel 2003, con un Governo che naturalmente scadeva il 27 aprile 2005. Quel provvedimento sicuramente in quel periodo storico ha comunque accontentato il proprio bacino elettorale di una Amministrazione, parlando di maggioranza e opposizione, perché votando quel provvedimento ci sono stati voti di centrosinistra e voti di centrodestra, che appunto provvedevano alla sospensione e all’annullamento per circa 13-14 anni. Sospendere un contributo per circa 13-14 anni è come dire, a casa mia, che non faccio più una manutenzione. 13-14 anni sono tanti, tanti da creare una serie di difficoltà che poi si vanno a innestare all’interno della burocrazia anche con quelli che sono gli altri Enti, parlo dei Comuni. Con una sospensione di 13-14 anni i Comuni delle varie province interessate, io parlo soprattutto della mia provincia, della provincia di Brindisi, non si sono più interessati del contributo. Tant’è che i Comuni stessi non hanno mai avuto quello spirito, a seguito anche di alcune comunicazioni, di aggiornare o, comunque, commissionare a un tecnico per valutare e confrontarsi per quanto riguarda i piani di classifica e capire se nuove zone su cui sono sorte delle costruzioni edilizie, perciò ormai urbane e non agricole, siano ricadenti o meno nel reticolo. Io su questo il 2023, a seguito sempre di quel voto contrario contro l’assessore, ma fu soltanto un’incitazione a un lavoro che oggi è pervenuto, e di questo gliene devo dare atto, con il costante impegno che ha avuto in questi anni, in quella audizione furono specificate alcune cose tecniche, che d’altra parte è difficile capire se non si hanno quelle competenze tecniche, che neanche io nel mio campo ho. Cosa vi voglio dire oggi? Noi tutti ‒ io soprattutto, che ero nuovo a questa legislatura e non facevo parte di decisioni del passato ‒ abbiamo a cuore questa situazione. Qui vedo presenti tanti rappresentanti di associazioni che si sono battute e che molte volte ho accolto giù all’ingresso, non entrando in quest’Aula, anche per far sì che non ci fosse il numero legale, affinché qualcuno di voi fosse ricevuto qui.
Oggi è bello parlare tra maggioranza e opposizione e dire: risolviamo il problema. Ci sono diversi ostacoli tecnici e giuridici, anche, da superare, che molti di voi conoscono e molti avvocati che si sono interessati del caso a seguito di vostre richieste hanno anche specificato in un determinato modo.
Oggi, a seguito anche dell’incontro che c’è stato con i Capigruppo, si è pattuito quanto è stato detto anche dal Presidente Loredana Capone. Voglio chiedere all’assessore, che naturalmente oggi è quello che bisogna coinvolgere, ma bisogna coinvolgere con spirito collaborativo, cosa possiamo davvero fare in questo momento, guardando anche alla questione della Corte dei conti. Soprattutto, dato che si è creato questo gap tra Amministrazioni comunali, se possiamo fornire anche un supporto ai Comuni, anche attraverso l’ANCI, a seguito di una collaborazione che può avvenire tra noi, i Comuni e il Consorzio, affinché alle molte istanze che a volte vengono presentate da parecchi contribuenti sia dato ascolto sul territorio, anche organizzando uno sportello. Già dare ascolto e iniziare a verificare alcune delle questioni che stanno a cuore ad alcuni contribuenti che dicono “io ormai non devo pagare perché ho realizzato la casa, perciò non ricade più nel reticolo”... Però poi c’è da specificare una questione tecnica: se al Comune non è stato concesso di sversare la fogna bianca, non sversarla nel reticolo, perciò sganciarsi, non può non pagare.
Pertanto, inizierei da un punto anche di interlocuzione maggiore con i contribuenti del territorio attraverso coloro che sono i primi a doversi confrontare quotidianamente con i contribuenti. Poi naturalmente noi siamo disponibili a fare qualsiasi cosa, però oggi il problema c’è, e il problema, come ho detto prima, è che quando in una casa, nella propria abitazione non si fa manutenzione, si rischia poi di ritrovarsi con un arretrato che è difficile andare a risanare.
Chiedo a tutti, quindi… È vero che dobbiamo fare politica, ma una serie di situazioni, si sono generate in questi anni nell’agricoltura, che non riguardano soltanto la parte regionale, perciò soltanto il comparto agricolo pugliese, ma quello nazionale. Ci sono stati rappresentanti, ci sono state associazioni che hanno avuto al tempo la possibilità di incidere in un determinato modo.
Oggi facciamo una sintesi di tutto per programmare quello che resta e, soprattutto, cerchiamo di sapere come volerlo sfruttare per il futuro.
Io ascolterò con attenzione quello che relazionerà l’assessore e sarò disposto a venire incontro anche alle minoranze, su qualsiasi provvedimento che però non sia un gioco di parole su “è colpa mia, è colpa tua”, ma su una risoluzione attuale del problema, o quantomeno sull’iniziare ad affrontare il problema con dei piccoli interventi nei vostri confronti.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Presidente Leoci.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Romito. Prego.
Speaker : ROMITO.
Grazie, Presidente.
Stiamo vivendo una delle peggiori crisi idriche degli ultimi 35 anni nella nostra regione. Rispetto ai valori medi ordinari, ad oggi, mentre noi stiamo discutendo, abbiamo il 28 per cento in meno per ciò che attiene le sorgenti, il 46 per cento in meno per quanto attiene gli invasi.
Le proiezioni, come direbbero. l’outlook, non è affatto positivo. È però vero che non possiamo governare noi il clima, il tempo, non possiamo decidere noi, magari fosse così.
Sul se e quando far piovere si interrogano gli umani dacché l’uomo è nato, sulla capacità di intervenire anche sugli eventi atmosferici. Per la verità, ad alcune latitudini del mondo ci sono riusciti con la coltivazione delle nuvole, con degli strumenti tecnologici che però noi rifuggiamo, e concordo.
Abbiamo però uno strumento per combattere il fenomeno che sta flagellando la nostra Regione rispetto alla scarsità di risorsa: il corretto utilizzo di quella che abbiamo. Dacché mi sono insediato in questa Assemblea legislativa, sento parlare tanto di Consorzi di bonifica, per la verità in maniera anche abbastanza disomogenea, in tutti gli interventi che abbiamo fatto, però ho sentito molto poco parlare, lo abbiamo fatto invece in maniera puntuale l’altro giorno in Commissione speciale in seduta congiunta con la Commissione ambiente, quella che è stata istituita con legge regionale appositamente per affrontare il tema della risorsa idrica, di infrastrutture e di tecnologia. Quindi, è in disparte il tema legato alla gestione dei Consorzi, che ha bisogno di una completa riforma oggi, non possiamo più procrastinare questo evento, non prima di aver utilizzato anche dei vocaboli che spesso hanno destato stupore e qualche divisione in quest’Aula, penso a “sanatoria”. Bisogna partire da un punto e per partire da un punto bisogna azzerare il pregresso. Questo non vuol dire fare sconti a chi ha fatto il furbo. Questo vuol dire mettere nelle condizioni l’Ente Regione Puglia di organizzare un tema importante come quello dei Consorzi a partire dall’anno zero. Finché non sarà così continueremo ad avere una eccessiva litigiosità fra la nostra agricoltura e i Consorzi di bonifica, continueremo a ingenerare la sbagliata idea in alcuni casi che l’acqua può non pagarsi, continueremo a ingenerare l’idea totalmente sbagliata che disinteressarsi dei Consorzi di bonifica è qualcosa di assolutamente normale, quasi necessario, perché importa all’agricoltura di questa regione, a tutti gli altri no. E questa è una grande sciocchezza, perché dall’agricoltura deriva la nostra sovranità alimentare, la nostra economia, la nostra capacità di poter essere competitivi in Italia e fuori dal nostro Paese.
Quindi dovremo affrontare, io spero entro il termine di questa legislatura, al netto delle mozioni e degli ordini del giorno che approveremo in questa seduta, una norma definitiva che parta da un punto, da un anno zero, e che metta nelle condizioni rispetto sia al tributo di cui abbiamo parlato fino ad oggi sia alla gestione ordinaria dei Consorzi di bonifica di poter ripartire. Questo ci chiedono gli agricoltori pugliesi. Ma gli agricoltori pugliesi ci chiedono anche di parlare di infrastrutture e di tecnologie, perché utilizzare ancora oggi, nel 2025, acqua potabile per fini irrigui è qualcosa di assolutamente inconcepibile, quando abbiamo strumenti tecnologicamente puntuali, pertinenti, economici, che sono gli impianti di dissalazione, che potrebbero dare risposte straordinarie al nostro territorio sia sotto il profilo ambientale, sia sotto il profilo della nostra economia, sia sotto il profilo della ricchezza della nostra agricoltura.
Allora, rispetto a un tema così importante, non ci possono essere pregiudizi ideologici, non ci possono essere veti e non si può fare a gara a chi tiene di più all’ambiente, chi combatte e contrasta un impianto tecnologico con chi, invece, dall’altro lato, pretende o assume che si possa continuare a sprecare una risorsa che diventa sempre più rara, come l’acqua, ancora oggi, nel 2025, con delle proiezioni e delle prospettive future che sono assolutamente preoccupanti.
Abbiamo parlato con AQP degli investimenti sulle nostre condotte, sulla capacità di ammodernare la nostra rete. 5.500 chilometri su circa 22.000 hanno un’età compresa fra i 120 e i 40 anni, hanno più di un secolo alcune grandi condotte della nostra regione, che portano una risorsa fondamentale come l’acqua, oggi, a tutti.
Dobbiamo parlare di questo. Per poter parlare di infrastrutture e tecnologie dobbiamo abbandonare i retaggi pregiudiziali, che ciascuno di noi legittimamente conserva per la propria natura ed estrazione politica. Se non arriveremo a un ragionamento pratico, concreto, attuale di un bene straordinariamente importante, come quello dell’acqua, io temo che di qui in avanti la discussione di questo Consiglio regionale continuerà ad avvitarsi sempre su posizioni che fanno come il tavolo da ping-pong: oggi tocca alla maggioranza, domani all’opposizione, dopodomani si inventerà qualcun altro uno strumento, un pretesto per allontanare la discussione, che mi rendo conto essere complicata, complessa, ma che è l’unico strumento che noi abbiamo oggi, come Assemblea legislativa, per provare a dare una risposta a migliaia di pugliesi, decine di migliaia di pugliesi che sono in grandissima difficoltà.
Spero che la seduta di oggi, che non potrà essere risolutiva perché non voteremo provvedimenti ordinamentali, possa contribuire, insieme a quelle che continueremo a svolgere in Commissione Ambiente e in Commissione Speciale, per poter arrivare entro la fine della legislatura a una soluzione che possa mettere d’accordo tutti, ma prima di chiunque altro i cittadini pugliesi, che da noi si aspettano risposte pratiche e meno teoria.
Grazie, Presidente. Io ho concluso.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a voi.
Io non ho altri iscritti a parlare.
La parola all’assessore Pentassuglia. Grazie a lei.
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore all’agricoltura, alle risorse idriche, alla tutela delle acque e all’autorità idraulica.
Proviamo anche oggi a fare un attimo il punto su una serie di questioni che sono state richiamate.
Ringrazio i colleghi che hanno apprezzato il lavoro fin qui svolto. È un lavoro che a volte ha avuto anche dei ritardi di qualche mese rispetto all’impostazione che avevo dato. Ricordo a tutti, però, che all’indirizzo politico ci sono atti di gestione. Non è uno scaricabarile, ma gli atti camminano con le persone e, purtroppo, non tutti viaggiano alla stessa velocità, e soprattutto ala velocità di quello che la politica chiede.
Lo dico perché il ritardo nell’emettere gli avvisi che abbiamo discusso l’anno scorso ha messo nella condizione di avere tre anni in uno, di avere un ritardo nell’arrivo degli avvisi. Sono state dette una serie di incongruenze che proverò solo a richiamare, ma perché si abbia una visione completa, poi ci sarà la Commissione, ci sarà il ritorno in Aula sulle mozioni.
Sono due quelle che mi sono state passate questa mattina; se c’è la terza, la valuteremo. Mi conoscete tutti: io non amo lo scaricabarile, ma continuate a parlare di tributo, non avendo competenza, come Consiglio regionale, a parlare del tributo.
Il tributo è in capo ad altri. Questo scaricabarile io non l’ho mai accettato e non lo accetto neanche oggi, perché ho rispetto per le questioni dette, di quello che i Consorzi di bonifica fanno sul territorio, e del fatto che si parli questa mattina di cattiva gestione del Consorzio unico. Il Consorzio unico nasce cioè perché un assessore si incaponisce a rispettare la legge 1 del 2017, e si parla di cattiva gestione del Consorzio, nonostante noi abbiamo fatto prima di oggi, negli ultimi tre mesi, quattro incontri nei quali sono state sviscerate la procedura, le carte, gli atti. Purtroppo, i ritardi sono di qualcuno che dalla sua postazione non ha fatto quello che doveva fare nei termini, e che oggi, con il primo anno di gestione del Consorzio unico, addirittura con un avanzo di amministrazione, ma questo è il meno, perché vedo che la questione non interessa, quindi, una gestione corretta e puntuale, che ha messo mani e piedi nei bilanci per valutare come si classifica un bilancio, come si classificano entrate e uscite, come si determina una corretta relazione con chi ha l’onere di controllare i bilanci della Regione Puglia.
Io sono corretto nella esplicazione, ma sono anche cosciente e convinto che il controllo fatto, che ha determinato la puntuale riosservazione di tutta la partita Consorzi, dove non ho visto chiaro, perché nella legge di assestamento, quando vi ho chiesto di aggiungere la falcidia al 2023 non era a caso, perché siamo partiti dal 1° gennaio 2024 e tutto quello che è il 31.12.2023 sarà oggetto di possibile falcidia, ma metteremo a disposizione, perché l’assessore si è reso conto che la debitoria Enel, per esempio, che non era stata classificata, per 31 milioni, più Iva, andava correttamente individuata. L’attenzione del Consorzio unico rispetto alla classificazione sul MEPA e all’acquisizione di energia a un costo più basso, almeno alla pari di ARIF, perché abbiamo anche la possibilità di valutazione, ci mette nelle condizioni di essere puntuali. Lo dico perché ho sentito parlare di disastro gestionale, in un anno disastro gestionale, ma dovuto a che cosa? Allora, vi prego di esplicitare il disastro…
Lei ha parlato, collega Pagliaro, adesso mi faccia rispondere. Io sono per attenzionare il disastro gestionale. Non a caso, mentre voi oggi non avete accennato a quello che avete scritto sulla stampa, vale a dire che l’arrivo di Deloitte era una fumosa rappresentazione, e Deloitte arriva per certificare i bilanci, perché non c’era un censimento delle matita, delle sedie e delle scrivanie, perché adesso ci sono dieci persone al giorno che stanno facendo un lavoro puntuale che metta in riga in maniera puntuale le attività e le passività e che dica quello che noi dobbiamo sapere relativamente ai Consorzi, quanti sono i debiti, quanti sono i crediti e come dobbiamo lavorare per questo piano di rientro, che stanno preparando, senza il quale – è scritto nella norma – noi non faremo una serie di altre cose.
Questo lo dico perché è precipitata la gestione. Veramente, a volte i termini vanno pesati, perché servono 800 persone? Lo dirà il POV che stiamo facendo predisporre. Intanto l’anno scorso gli OTD hanno fatto più dieci giornate, perché servivano le giornate a quei lavoratori. Entro il mese di marzo, come ho detto in Commissione e come ho detto in bilancio, saranno assunti i vincitori di concorso.
Non ho capito, collega. Certo, perché la revoca viene fatta nel momento in cui il revisore unico fa la relazione di copertura della spesa.
Ascolti, collega Pagliaro, non mi faccia perdere il filo. Questa seduta è registrata, c’è la stenotipia e la stanno vedendo anche in streaming i lavoratori, gli agricoltori e quelli che hanno competenze a sapere che il tributo è di altra partita, non è in capo alla Regione, e che quello che si dice qua viene apprezzato, ridicolizzato o sbeffeggiato. Onestamente, fino ad oggi, in vent’anni non mi è mai capitato.
Voglio essere chiaro e inequivoco. Il bilancio della Regione ha il suo gestionale, che quest’anno, per la prima volta, e ringrazio il collega Amati, è arrivato un mese prima degli anni precedenti, perché c’è un’organizzazione anche nel fare le cose. Questo significa disporre di somme che erano previste nel bilancio tra il Fondo di rotazione e i 5 milioni per gli investimenti della pulizia dei canali, che ha determinato nell’insieme le partite a disposizione del Commissario, quindi della predisposizione. Sarà il POV a determinare quante persone servono, in che termini, di concerto con i sindacati, che ringrazio perché, nonostante qualche scontro, c’è stato sempre un corretto relazionarsi, sia con le agricole, per le partite che sono date dalla gestione dei Consorzi, sia per quella dei dipendenti. Gli OTD hanno fatto un grande lavoro. Parafrasare gli OTD del Consorzio che hanno fatto più giornate di quelli di ARIF, a differenza di quello che le hanno detto e di quello che lei ha richiamato questa mattina, è che quelli di ARIF hanno fatto un concorso perché erano somministrati da agenzie interinali, non erano assunti direttamente, come, invece, sono assunti direttamente quelli del Consorzio. I quattro Consorzi sono confluiti nel Consorzio unico. Di fatto, determineremo con l’assunzione dei vincitori di concorso entro il 31 marzo e con l’assunzione degli OTD, una delle determine è stata fatta già due settimane fa, i primi dieci, perché stiamo organizzando per marzo e aprile quella manutenzione che serve per stare all’interno del processo, detto ieri e richiamato puntualmente dal collega Romito ieri mattina, che vede i Consorzi alla pari di ARIF nel fare attività con Acquedotto pugliese, con Acque del Sud (ex EIPLI) e con il distretto di bacino. Sono state richiamate le opere. Le opere per vettoriare le acque non sono tutte in capo ai Consorzi, non sono tutte in capo ad Acquedotto o ad ARIF. Stiamo lavorando molto bene, per esempio, con l’avvocato Decollanz, che anche oggi ringrazio in maniera particolare, perché la differenza sul lavoro la fanno le persone, che con le loro strutture, piccole, grandi, medie che hanno intorno, riescono a dare risposte perché il combinato disposto di una organizzazione e una pianificazione dei lavori, a volte arretrati… L’anno scorso, mettere acqua nella Paoloni, che è gestita da Acque del Sud, dopo che da vent’anni quella condotta non prendeva acqua, ha visto la condotta in tre punti collassare, allagare i campi: tre volte intervenuti, l’acqua è arrivata sulla dorsale, verso la Basilicata. e non è vero che sono quei metri cubi. Noi non abbiamo preso un metro cubo dalla Basilicata per il franamento della galleria che porta l’acqua nella provincia di Taranto. Ieri ci hanno detto che i lavori sono stati appaltati.
Noi ci auguriamo che i lavori vengano fatti concretamente, perché quei 24 milioni di metri cubi di acqua che aspettano alla Puglia arrivino alla Puglia in un momento così drammatico per la situazione data a ieri mattina, anche per quello che abbiamo fatto.
Per cui, il tema dei conguagli già sollevato dalle agricole, che cambia e differisce da distretto a distretto, con importi e percentuali diverse, che sono determinati dal costo dell’acqua, che è determinato dal costo dell’emungimento e da tutta una serie di cose, è stato riportato l’anno scorso all’importo di prima dell’aumento del costo energetico che ha impattato sul costo.
Questo è un tema che abbiamo affrontato già con ARIF, adeguandoci con il de minimis a salvaguardare le imprese agricole, procedura che stiamo facendo. Sul tema che era partito col collegamento, la sta seguendo la collega Spina, che sta particolarmente seguendo la questione relativamente ai distretti che hanno avuto un conguaglio, questo lo dico per dimostrare il rispetto istituzionale, oltre che umano, in Aula, ma istituzionale, per quelle che i nostri colleghi pongono come questioni vere, che vanno affrontate, perché noi di questo abbiamo bisogno.
Poi, se l’autogoverno previsto dalla norma entro il 30 giugno si è pronti a farlo, perché durante la campagna elettorale – io non ero assessore, io ho letto il documento – questo è stato chiesto dalle organizzazioni agricole. Al 30 giugno si vuole fare? Noi siamo pronti a farlo.
Se invece l’autogoverno, per motivi “x” non può essere fatto a quella data, e ha bisogno di qualche mese, ci siamo strutturati per continuare a governarlo in una fase che – lo capite bene – non possiamo spostare nei due mesi successivi, dobbiamo splittare le elezioni per evitare che nessuno parli a sproposito di un’azione di risanamento e di rivisitazione del Consorzio unico che finalmente sta mettendo le basi a pianificare e a programmare, prendendo anche il lavoro che abbiamo fatto nei tre anni precedenti.
Vi ricordo che il Fondo per lo sviluppo e la coesione, condiviso con il Governo Meloni e con il Ministro Fitto, non ha visto togliere un euro all’agricoltura e alle bonifiche. Sono 400 milioni, 300 per il risanamento delle reti e finalmente per la definitiva sistemazione di queste perdite, che sono vergognose, con percentuali che arrivano anche all’80 per cento, la media sta sul 62 per cento. È un tema che io vi ho detto con estrema lealtà su cui abbiamo concentrato risorse e tempo e abbiamo appostato come Consiglio regionale 5 milioni di euro come fondo di rotazione. Prima volta nella storia. Io penso che ognuno di noi debba essere anche convinto che abbiamo votato per cose che nel tempo, perché sono procedimenti che hanno bisogno di tempistica, portano a risolvere le questioni. Quindi, anche nella norma di fine anno il passaggio degli Acquedotti rurali ad Acquedotto Pugliese, cosa che ha già visto due incontri ufficiali, si sono già aggiornati, perché vanno recuperati tutti gli atti che portavano quegli Acquedotti rurali, sui quali – non c’ero io, non c’eravate voi – abbiamo l’onere, l’obbligo, il dovere di spostare gli Acquedotti rurali ad Acquedotto Pugliese, con tutto quello che ne consegue, perché – l’ho detto ieri in Commissione e lo ridico oggi – dobbiamo distinguere questa storia degli Acquedotti rurali, e forse come Consiglio regionale avremmo dovuto farlo già a dicembre, come abbiamo fatto io e il collega Amati, attenzionare le estensioni di rete, ai sensi della legge n. 41, fuori dall’abitato, perché una regione così attenta al turismo, così inclusiva, con un appeal turistico ricettivo molto forte, ha bisogno di acqua potabile nelle zone deputate al turismo, perché il turismo si evolve grazie all’agricoltura e ai prodotti della filiera agroalimentare, grazie ai territori, ma anche grazie alla nostra ospitalità e alla qualità dei servizi che offriamo.
Lo dico perché parlare di fallimento a un anno dall’inizio dell’esperienza, prevista già dalla legge, perché nessuna legge regionale ha modificato la costituzione del Consorzio unico… Poi, io sono aperto, come voi, a ragionare. Mi conoscete. Se ci sono soluzioni migliorative, certo che le affrontiamo, come abbiamo sempre fatto, anche modificando in corsa qualche cosa.
Il tema della sospensione, così come dicono le due mozioni, che vede ancora una volta ritornare sull’argomento e chiedere a me di rispondere su una cosa che non è di mia competenza, nella relazione mandata alla Presidente c’è la nota e c’è il periodo che ho chiesto in passato ai diversi Governi, di appostare risorse, perché quella contropartita va garantita in bilancio. Quella è una posta in bilancio che viene messa e deve essere garantita da entrate che vanno a sostituire. Io avevo detto: la Xylella, la siccità, una serie di attività, che anziché ristorare con la 102, mettiamo i soldi per... Era una delle ipotesi di lavoro in campo.
Anche qui voglio essere chiaro, non equivocato. Stavolta non starò zitto. Risponderò a tono ai provocatori che non sanno di che parlano e pensano di impegnarsi a offuscare, a offendere il lavoro di quattro anni e due mesi fatto con onestà e dignità, perché messe in campo proposte per provare a trovare una soluzione a legislazione data. Quindi, non voteremo oggi, non discuteremo oggi. Domani sono stato convocato al Ministero, come diceva il collega Perrini, rispetto agli impegni assunti in Fiera con le agricole. Non parleremo solo di Xylella, perché per parlare di Xylella devi parlare di acqua. Vi ricordo che per quanto riguarda la diga del Pappadai, che lì stava e lì ho trovato, questa settimana sono stati consegnati i lavori del secondo appalto per portare l’acqua nel Salento, fatti durante la mia gestione. Stiamo lavorando al terzo appalto. Avete ragione: le foto sono vergognose, dell’abbandono, del degrado. Avete ragione. Bisogna nascondere la verità? Tra qualche mese vi darò il reportage di che cosa ho trovato, di che cosa ho combinato, dei mezzi lasciati in deposito e della impossibilità di creare anche formazione, riqualificazione di personale, che va fatta perché gli OTD hanno un contratto e delle mansioni che possono svolgere.
“Faremo” e “vedremo” lo dica lei e se lo tenga per lei. Le sto dicendo cose che ho fatto, collega Pagliaro. Gliele mando io su WhatsApp. Vada lei con la sua TV, faccia quello che vuole. Non mi metta nella polemica, perché io nella polemica sterile non ci cado. Le ho detto atti e fatti. Va bene? Lei non deve provocare. Lo faccia per strada, non in questa Assise e in questo Consesso, Presidente! Io faccio il mio dovere, lei faccia il suo!
Speaker : PRESIDENTE.
Presidente Pagliaro, lasci parlare l’assessore Pentassuglia.
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore all’agricoltura, alle risorse idriche, alla tutela delle acque e all’autorità idraulica.
Non se ne può più! Può anche evitare di ascoltare, “professore” lo vada a dire a qualche altro.
Speaker : PRESIDENTE.
Continui il suo intervento, assessore…
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore all’agricoltura, alle risorse idriche, alla tutela delle acque e all’autorità idraulica.
Io ci parlo sempre, e lei non faccia demagogia e populismo, non ne abbiamo bisogno, in Aula. Basta! Basta! Che ce ne facciamo di questo galvanizzare il populismo: su che cosa? C’è un Consorzio unico, ci sono cose concrete, di che cosa state parlando?
Speaker : PRESIDENTE.
Per cortesia, colleghi!
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore all’agricoltura, alle risorse idriche, alla tutela delle acque e all’autorità idraulica.
Ancora gli incarichi? Gli incarichi sono stati spiegati in Aula, non serve ritornare sugli incarichi. Vada a consegnare gli esposti in Procura.
Speaker : PRESIDENTE.
Assessore Pentassuglia, continui il suo intervento.
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore all’agricoltura, alle risorse idriche, alla tutela delle acque e all’autorità idraulica.
Vada a portare gli esposti in Procura.
Speaker : PRESIDENTE.
Presidente Pagliaro, non interrompa più! Prego.
Presidente Pagliaro, non può interrompere. Assessore Pentassuglia, continui il suo intervento.
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore all’agricoltura, alle risorse idriche, alla tutela delle acque e all’autorità idraulica.
Vedremo, faremo… Vada nei consessi deputati a consegni una sua denuncia circostanziata. Gli atti di gestione non sono suoi e miei. Io sugli atti di gestione… Lei faccia il suo percorso che io faccio il mio.
Attento quando proferisce le parole, “professore”, “coach”…: con chi sta parlando? Con un suo parente?
Speaker : PRESIDENTE.
Assessore Pentassuglia, continui a stare il suo intervento, lasci stare, non risponda al Presidente Pagliaro, continui il suo intervento. Presidente Pagliaro, però silenzio! Silenzio! Ha già fatto il suo intervento, Presidente Pagliaro.
Prego, assessore Pentassuglia… Silenzio!
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore all’agricoltura, alle risorse idriche, alla tutela delle acque e all’autorità idraulica.
Collega Pagliaro, “vedremo”, “faremo” chi l’ha detto?
Speaker : PRESIDENTE.
Però, assessore Pentassuglia, il Presidente Pagliaro sta parlando senza microfono, lei non deve sentirlo.
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore all’agricoltura, alle risorse idriche, alla tutela delle acque e all’autorità idraulica.
Faccia l’altro intervento, che poi le rispondo di nuovo.
Speaker : PRESIDENTE.
Assessore Pentassuglia, lei deve continuare il suo intervento.
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore all’agricoltura, alle risorse idriche, alla tutela delle acque e all’autorità idraulica.
Però in tre mesi è la quarta volta, e io una provocazione continua sul lavoro fatto e su atti concreti, non “vedremo”, “faremo”… Ci sono atti concreti, ci sono fatti, stiamo svolgendo azioni. Se il 1° aprile gli operai non stanno in campo, uno può dire “tu sei un pagliaccio”, ma nessuno può permettersi di parlare in questi termini. perché è sminuire il valore delle istituzioni e il sacrificio quotidiano di dare indirizzo e controllo. Questo facciamo noi, non atti di gestione.
Se qualcuno vede nell’atto di gestione qualcosa che non va, può andare dove ritiene opportuno e, secondo la prerogativa dei consiglieri, acquisire gli atti secondo quello che è previsto dalla norma, senza provocare nessuno.
Ancora, andiamo avanti. Con richiesta specifica delle agricole, il tema della rateizzazione è stato rivisto a seguito di apposito incontro e c’è stata una modifica: la rateizzazione è stata adeguata alla norma nazionale fino a dieci anni. Questo è un tema su cui il revisore unico ha costruito il parere, che ha consentito al direttore generale del Consorzio e poi al Commissario di adeguarsi, perché era una legittima richiesta, che ha portato avanti due mesi rispetto alla sua soluzione solo perché c’era una diversità di vedute. Questo quando parlo dell’atto di gestione e, quindi, del rispetto dei ruoli in campo, che però abbiamo aiutato con quello su cui la norma nazionale ci veniva incontro e ha risolto come attività. Anche perché la richiesta nasceva da coloro i quali con la rateizzazione hanno sbloccato i fermi amministrativi ma soprattutto hanno dato la possibilità di entrare in quell’elettorato attivo che, se si faranno le elezioni per l’autogoverno, potranno partecipare liberamente alle elezioni.
Questo è il percorso che abbiamo messo in campo, che vede il tema del piano di bonifica avere esaurito al 15 dicembre i termini entro cui andavano fatte le osservazioni. Abbiamo già fatto, rispetto a quelle dieci osservazioni arrivate, le nostre controdeduzioni, abbiamo trasferito ai Consorzi, stiamo nel procedimento che conclude questa fase, quella della VIA e della VINCA, perché finalmente la chiusura di questo procedimento mette nella condizione entro aprile-maggio i territori di tornare definitivamente e ufficialmente a parlare dei piani di classifica, che sono il tema che mette mano a fare tutte quelle variazioni rispetto a tutto quello che ho sentito in questi anni, salvo verificare, come ho dato la possibilità nei diversi incontri, che tutti quelli che lamentavano piani di classifica non congrui poi a quei piani di classifica e a quelle riunioni non hanno mai partecipato, non hanno fatto osservazioni, non hanno detto la loro. Qui mi è venuto in soccorso un sindaco, che ringrazio, che non conoscevo, della provincia di Lecce, che spiegò proprio in provincia di Lecce che il suo Comune aveva fatto un lavoro puntuale, che aveva determinato quali zone nel piano. Questo soltanto come esempio per evitare che si massifichi sempre. Serve l’attività dei sindaci, del partenariato economico e sociale, di tutti a collaborare, a partecipare alle riunioni e a costruire quelle relazioni, per poi provare a trovare una soluzione ai problemi.
La soluzione che qui è stata prospettata è solo la sospensione. Con la sospensione si sospende oggi e si paga domani. Ti porti dietro una debitoria. Come risolviamo il problema? Come il periodo Covid? Abbiamo sospeso i contributi all’INPS e dopo tre anni la gente doveva pagare quelli di quell’anno e quelli precedenti.
Il tema vero è trovare una soluzione che metta nelle condizioni di sanare e definire le questioni di bilancio e le questioni di norma, che ci vedono poi esposti verso la Corte dei conti e verso l’attività ufficiale; lavorare compiutamente, come abbiamo fatto, ad accelerare il processo di lavoro del Consorzio unico, perché la fase iniziale è una fase difficile, perché mettere i quattro Consorzi insieme, ragguagliare i bilanci, mettere a posto le carte, le sedi, soprattutto il trasferimento dei mezzi, che sembra una cosa banale, ma nell’estate scorsa, con l’emergenza che c’era, non c’era il passaggio di proprietà dei mezzi dal Consorzio X a Consorzio unico. Lo dico solo perché ci sono nel procedimento, ma sono tutti atti svolti. Questo è un fatto importante.
Porterò in Giunta una delibera che vedrà la collaborazione ufficiale, alla luce del sole, perché nessuno faccia confusione. I Consorzi hanno bisogno dei vincitori di concorso e degli operai. L’ARIF ha bisogno dei suoi operai. In regime di mutuo aiuto, se abbiamo dei mezzi che in una fase delicata possono essere utilizzati senza che spendiamo altri soldi, stiamo aiutando indirettamente ‒ sono sempre soldi regionali che abbiamo messo lì ‒ a fare attività con mezzi, con il personale dei Consorzi, legittimati da una convenzione puntuale che riprende la legge regionale.
Su questo abbiamo perso due settimane. L’Avvocatura e i tecnici, oltre agli avvocati di Consorzio e ARIF hanno puntualmente lavorato. Questo significa affrontare seriamente le questioni.
Io lo so che dopo 22-23 anni il tema si è appesantito. Vi chiedo scusa anche per il tono e per l’enfasi, però, onestamente, capite bene che sono quattro anni: corri dietro alla notifica degli avvisi, ritardi in tutte le procedure, appesantimento, sospensioni, giudizi… Avete ragione. Però capite pure che abbiamo svoltato, l’anno scorso, insieme. Vi ho spiegato le ragioni, è partito il Consorzio unico, stiamo facendo delle cose che non si sono fatte, stiamo instradando un’attività corretta, coerente, puntuale. Certo, tutto perfettibile, tutto migliorabile, lo so. Però tra i fondi regionali che abbiamo messo in campo, il fondo di sviluppo e coesione, la programmazione quindi più generale ci vede guardare in maniera diversa. Poi, i territori con i piani di classifica nei prossimi mesi potranno ridefinire i confini, il proprio distretto e quelle che sono le attività.
Lì noi possiamo soltanto accompagnare il procedimento senza alcun problema. Di questo noi abbiamo bisogno perché, condivido, noi dobbiamo spingere sulle nuove tecnologie. Tenete conto che i consorzi ARIF possono essere, l’ho detto ieri nella Commissione speciale, stiamo lavorando perché già da aprile-maggio 27 Comuni pugliesi possano utilizzare l’acqua dei depuratori, quindi il riuso.
È stato fatto un lavoro puntuale prima che io avessi la delega alle risorse idriche, perché mi preoccupavo di quant’acqua all’agricoltura, perché è un processo culturale che venga utilizzato il prima possibile, perché venga sollecitato, in quanto fosforo e azoto sono presenti in quell’acqua, e ne abbiamo bisogno per le piante. Evitiamo l’emungimento, perché molti pozzi, e io vi ringrazio che la Conferenza dei Capigruppo abbia attenzionato la legge sui pozzi prima della prossima seduta di Consiglio regionale, cioè del prossimo monotematico, perché è voluta all’unanimità, è un tema che è stato sollecitato dalle agricole e dagli operatori. Dentro c’è anche la sanatoria per tirare una linea e mettere tutti nella condizione di giocare a carte scoperte, di avere contezza.
Lì c’è proprio la visione strategica di futuro, tra i fondi e la pianificazione e la programmazione. Poi i Sindaci potranno decidere, si possono avvalere dei Consorzi e delle reti consortili, si possono avvalere di ARIF, si possono avvalere delle cooperative di agricoltori, o fare loro la gestione per la distribuzione di quest’acqua.
Il tema non è chiuso, è aperto, perché non possono chiamare noi consiglieri regionali anche a quella responsabilità, per chi vive il territorio. Mi auguro di non vedere invece territori come qualcuno l’anno scorso, che avendo l’impianto nuovo e la possibilità di utilizzare acqua, non è stato preso un metro cubo, nonostante una stagione siccitosa, con gravi difficoltà, che ha visto i diversi territori della Puglia molto, molto in sofferenza. Penso alla BAT per quello che è successo dal 16 agosto al 30 settembre e agli altri territori che hanno visto centellinare l’arrivo dell’acqua. E alcuni territori hanno visto i colleghi collaborare con ARIF e Consorzi per quella che era la risposta che andava data agli agricoltori.
Chiudo, perché è giusto che, se ci sono altre domande, il confronto sia aperto e vero, senza alcun problema. Sulla storia del Consorzio unico vi ho detto. L’operazione di questo momento è il confronto aperto con il Governo, che mi auguro di portare con qualche novità, ma tutta l’attività è stata instradata perché finalmente si guardi in maniera diversa, davvero diversa, perché il Consorzio unico, così come sta operando, sta provando a lenire le questioni e a parlare con i territori, perché i sindaci stanno avendo grande supporto e trovano porte aperte. Io vi prego di segnalare qualsiasi disfunzione, perché noi la si possa approfondire. Daremo le risposte, qualcuna può piacere e qualcuna no. Però, proviamo a crescere e ad avanzare, perché è frutto del nostro lavoro. Obiettivamente, dopo ventidue anni io so che sembro un bastian contrario. Onestamente trovare un politico che non dica subito “sì” alla sospensione e che non si paga è difficile. Però, per come abbiamo impostato il lavoro, stiamo cambiando un paradigma e dobbiamo aiutare davvero gli agricoltori, ma li aiutiamo facendo cose concrete, ovvero reti che non perdano acqua e che ci sia la pressione. Ma soprattutto ognuno fa quello che è deputato per legge. Non è che io parlo di quello che devono fare gli altri e non parlo di quello che devo fare io. Io faccio la mia parte. Poi, ripeto, l’autogoverno non porterà a tempi brevi, non sarà giugno, sarà dicembre, ma io di quello non mi preoccupo. Sono pronto, con le organizzazioni agricole e professionali, con gli ordini, a lavorare affinché sia una struttura che, come quella in provincia di Foggia, che viene sempre richiamata, che però ha la risorsa acqua a disposizione in termini diversi, ma è autogovernata, pagano gli agricoltori, fa i servizi e rende un servizio secondo quello che dice la nostra Costituzione, perché di questo stiamo parlando. Quindi, si tratta di migliorare queste cose.
Mi fermo qui, Presidente e colleghi, avendo provato anche a rispondere puntualmente alle diverse questioni che sono state richiamate, anche in aggiornamento, come tempi e atti, all’ultimo incontro fatto a novembre in Commissione. Poi facemmo l’assestamento e ne parlammo di nuovo, però l’ultimo è stato il 21 novembre scorso. Mi permetterò di riportarle, Presidente, via mail le relazioni con gli atti ufficiali a cui ho fatto riferimento, così ci sono non solo gli atti, ma la cadenza puntuale con il percorso che si è condiviso con il partenariato, che sta seguendo in maniera molto attiva e stringente tutta questa attività relativa al Consorzio unico, che viene fuori dai quattro commissariati.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, assessore.
Ha chiesto di intervenire il Presidente Pagliaro. Tenga conto che lei è già intervenuto, quindi a seguito dell’intervento dell’assessore. Prego.
Speaker : PAGLIARO.
Intanto chiariamo un aspetto. Io parlavo con il mio collega. Lei, che ha le antenne, ascolta quello che dico con il mio collega, il che non vuol dire interromperla o in qualche maniera provocare. Io parlo con il mio collega. Giusto per la precisione dovuta.
Intanto voglio fare un po’ di storia e rispondere al collega Casili, quando ancora una volta ha tirato in ballo il Governo Fitto, dopo tanti anni. Voglio ricordare la storia. La storia ci dice che nel 2003 il Presidente era Raffaele Fitto e l’assessore era Nino Marmo. Ci fu una gravissima siccità, una calamità eccezionale. Gli agricoltori salentini scesero in piazza, occuparono l’Assessorato e si decise, così, la sospensione temporanea ed eccezionale del Tributo 630, durato due anni, perché poi nel 2005, come sappiamo, è arrivato Nichi Vendola, che, con l’assessore all’agricoltura Enzo Russo, decise di non ripristinare il 630. Per i cinque anni del primo mandato di Vendola non fu ripristinato il Tributo 630. Si continuò così con la seconda Giunta Vendola, con l’assessore all’agricoltura Dario Stefàno, fino al 2014. Questi sono dati. Per undici anni a guida del centrosinistra il tributo è stato sospeso, ma la Regione non si è mai preoccupata di finanziare opere di bonifica e manutenzione. Sono andate via via nel degrado. Questo è un dato di fatto.
Gli stanziamenti che abbiamo visto – io è da pochi anni che sono qui – quei 10 milioni che poi sono potrebbe diventati 9 milioni, sono serviti solo ed esclusivamente per coprire le spese di funzionamento, di fatto, quindi, ancora una volta una situazione di stallo, assessore: una situazione di stallo.
Poi, a proposito del disastro gestionale, vi faccio un po’ il riassunto di alcuni punti, che sono quelli che ho evidenziato: 26 milioni di euro incassati a fronte di cartelle emesse per 199 milioni, lavori appaltati solo 5,6 milioni di euro, il bilancio di previsione per quest’anno mette nel conto 8,4 milioni di euro per il funzionamento, e per opere di manutenzione dei canali programmati soli 7 milioni. Se cioè questo non è un disastro gestionale, che lei stesso ha confermato… Dice: non sapevamo neanche se ci sono le sedie, le matite… È del tutto evidente, non si può negare l’evidenza. Lei è bravissimo, assessore, gliele ne do sempre atto, bravissimo, puntuale, lavoratore, non ci sono dubbi; però, mi faccia una gentilezza, entri nella considerazione… Lei dice che parla sempre con gli agricoltori, lo so, lei gira ovunque, ci mette la faccia, gliene devo dare atto, anche con il piglio che le riconosco. Però, c’è un dato di fatto: quando io le dico che sono state messe le ganasce fiscali a dei disabili, con la macchina, per il trasporto dei disabili, io non riesco, non ce la faccio. Poi lei dice: non è colpa mia, per il ruolo non dovete rivolgervi a me… Non è così, perché verificammo in occasione di quella Commissione, che ci confermò, in buona sostanza, che le richieste di pagamento affidate a un ente esterno, ad una società di servizi esterna non venivano neanche recapitate, ma arrivavano direttamente le ingiunzioni di pagamento con cartella, e questo è un dato di fatto che abbiamo verificato proprio nel corso di quella Commissione del 21 novembre.
Lei oggi ha fatto una serie di promesse, e noi ne prendiamo atto. Ha detto che l’assunzione dei vincitori di concorso saranno effettuate il 31 marzo, quindi noi, nodo al fazzoletto, questa cosa la metteremo in agenda, perché vorremmo ritornare poi il 1° aprile, felici che questo sia avvenuto.
Poi ci ha parlato anche della stabilizzazione degli operai stagionali. Queste due notizie quindi noi la acquisiamo… Non è così?
Però rimangono, mi consenta, assessore, alcune domande senza risposta, o meglio, alcune risposte alle mie domande non ci sono state sugli sprechi di questo primo anno di gestione: spese legali fuori controllo, per 1,7 milioni di euro di spese legali. Poi, ripeto, qui soltanto nelle ultime tre settimane abbiamo visto insomma… D’altronde, quando noi lo definiamo un bancomat per gli avvocati, sarà una frase ad effetto un po’ forte, ma è quello che succede, è quello che avviene. Gli incarichi che vengono assegnati senza evidenza pubblica. Non voglio nuovamente citare il caso dell’avvocato Camerlengo, dove, anche lì, ho evidenziato quali sono le motivazioni di questo incarico incomprensibile, in un linguaggio incomprensibile. E ancora una volta non ci ha detto nulla sul conflitto di interessi del Commissario straordinario Ferraro. Ci ha confermato che l’accorpamento dei quattro Consorzi in uno ha creato e continua a creare grossi problemi, perché oggettivamente non era semplice – noi l’avevamo detto che non sarebbe stata una buona idea – scollegando ulteriormente i territori periferici dal potere gestionale centralizzato, e lei di fatto ce lo conferma ogni volta, ma perché è così, per giustificare questo disastro gestionale. Del resto, non era facile mettere insieme quattro Consorzi, lo sapevamo. Ci ha dato ragione sul degrado dei canali e dei bacini. Almeno di questo ci ha dato atto, e questo mi fa piacere.
Comunque, le ribadisco che io non provoco. Lei è bravissimo a elencare tutto ciò che ha fatto, ma i risultati purtroppo non si vedono. Non si vedono! Lei girerà sicuramente le campagne della nostra regione, per cui le chiedo: vede risultati? Vedo che scuote la testa. Non mi sembra che ci siano dei risultati. Anzi, la situazione peggiora sempre di più. Questo è un dato di fatto. Ecco perché non voglio sembrare un provocatore, ma uno che porta la realtà all’attenzione del Consiglio regionale in questo caso, grazie alla Presidente Capone che ci ha consentito nuovamente di intervenire su questo tema molto sentito. Io le farei vedere i messaggi che mi sono arrivati oggi, che sono gli stessi… No, le persone sono diverse. Mi sono arrivati ieri, l’altro ieri e così via. Sono messaggi di gente che dice: mi è arrivata la cartella, ma io non ho avuto alcun servizio, per cui devo pagare, non devo pagare, che devo fare? Io, purtroppo, dico che purtroppo deve pagare, perché se no poi succede che gli fanno anche il blocco amministrativo, ed è un problema ancora più grave.
La situazione è questa: i cittadini si sentono giustamente vessati e non ci sono servizi. Dunque, penso che questa sia una cosa che bisogna risolvere.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Assessore, vuole intervenire anche lei come replica? Ci sono altri interventi? Ha chiesto di intervenire il consigliere Caroli. Prego,
Speaker : CAROLI.
Grazie, Presidente.
L’argomento è stato ben argomentato da parte dei miei colleghi.
Io vorrei porle alcune domande, assessore. Presumo che lei ricordi la Commissione che si è tenuta qualche mese addietro alla presenza del commissario, dove da parte sua c’era stato l’impegno a meglio attenzionare quanto accadesse all’interno del Consorzio stesso.
A tal proposito, mi fa piacere che lei abbia esordito rappresentando la situazione finanziaria dell’ente con la certificazione di un avanzo di amministrazione, ma spero con altrettanta franchezza ‒ e voglio essere diretto ‒ che lei ci dica, dopo un lavoro... Vorrei comprendere anche quale incarico è stato conferito a Deloitte e, sulla scorta di quello, comprendere quello che Deloitte stesso farà. Il commissario concluse l’audizione in Commissione rappresentando che sarebbe stata sua premura presentare un piano di riequilibrio finanziario. Voglio comprendere se questa attività ricade in capo al commissario o se verrà conferita a un soggetto terzo esterno.
Lei ha fatto bene ed è giusto che rappresenti la certificazione di questa situazione, però, assessore, oggi non possiamo prescindere da una questione fondamentale. Noi dobbiamo avere contezza, dobbiamo avere certezza del quadro che caratterizza i residui in capo al Consorzio. Noi potremo avere una situazione chiara solo quando avremo contezza reale di quelli che sono i residui.
Mi consenta, non è tutta colpa sua, ma lì rischia davvero di scoppiare una bomba perché i residui sono fuori controllo. Spero che di qui a qualche mese, al di là che sono convinto che probabilmente l’incarico che è stato conferito a Deloitte prevederà anche una valutazione di questo genere, si ritorni in Consiglio o in Commissione e ci venga rappresentata in maniera pedissequa, in maniera chiara, in maniera inequivoca la situazione dei residui, perché solo da quel punto noi possiamo partire e capire quale prospettiva ha il Consorzio.
Vorrei porle una domanda. Probabilmente verrò preso per folle. Noi oggi ci troviamo in una situazione delicatissima, quella che attiene ai territori della Provincia di Brindisi, Lecce e buona parte della Provincia di Taranto. È inutile nasconderci. Su questi territori si è abbattuta una calamità. Non vogliamo definirla calamità? Definiamola un evento naturale.
Come tutte le calamità, tutti gli eventi naturali prevedono un primo intervento, quello della sospensione dei tributi. Noi dobbiamo, e faccio appello a lei, utilizzare quanto accaduto sui nostri territori, della provincia di Lecce, Brindisi e di buona parte della provincia di Taranto, per sospendere il tributo, perché se vale per l’evento atmosferico in Emilia-Romagna, se vale per l’evento atmosferico in Piemonte, se vale per l’evento atmosferico in Liguria, noi dobbiamo, e lei se ne deve fare portavoce, creare le condizioni perché la Xylella venga trattata alla stessa stregua di una calamità o di un evento naturale.
Ci sono le condizioni. Da parte nostra avrà tutto l’appoggio possibile, però noi dobbiamo rispondere a coloro i quali oggi si trovano a riscontrare e a vedere il paesaggio su cui insistono, ci sono territori che mostrano un paesaggio spettrale, di fatto non più un terreno coltivabile, ma va trattato alla stregua di seminativo. Vanno assecondati, gli vanno date risposte, e probabilmente questa potrebbe essere la prima.
Con tutto il Gruppo di minoranza siamo al suo fianco: la prego, questa è una strada percorribile ed è una delle possibilità che noi abbiamo per poter dare risposta agli agricoltori pugliesi.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Caroli.
Ha chiesto di intervenire il Presidente Di Gregorio. Prego.
Speaker : DI GREGORIO.
Grazie, Presidente, mi rivolgo direttamente all’assessore, perché il dibattito ormai è stato abbastanza corposo, fra schiaffi al Salento e schiaffi ad altre zone della Puglia. Mi rivolgo a lei, assessore. Domani lei si recherà a Roma per affrontare questa questione con il Governo, soprattutto la questione legata al tributo 630, del quale tanto si è parlato in centinaia di riunioni sui territori. La proposta è sempre la solita, derivante da un’esperienza degli agricoltori, da chi è coinvolto in questa cosa che è stata la mancanza di un servizio a fronte di un tributo pagato, quindi la richiesta è sempre la stessa.
Le chiedo, domani, di affrontare a nome di tutto il Consiglio regionale che rappresenterà una posizione forte sulla sua sospensione, così come chiedono le varie mozioni, che sono le mozioni dei cittadini pugliesi, che lei conosce bene, perché lei è molto attento e competente in questo settore, anche se non siamo riusciti a votare oggi nessuna mozione perché la Capigruppo ha deciso di non…
Lei è veramente un birbante. Volevo usare un’altra parola, ma non la utilizzo per correttezza. Ci sono troppe persone.
Dicevo, la Capigruppo ha deciso di usare questo metodo. Noi lo accettiamo democraticamente, però la posizione non cambia. Ufficialmente lei vada lì domani a rappresentare i pugliesi e spieghi che questo tributo non è giusto, tributo che tutti gli agricoltori vogliono pagare. Lo ribadiamo: non c’è un agricoltore che non vuole pagare questo tributo. Tuttavia, vogliono un servizio adeguato, come è giusto che sia. D’altronde, l’agricoltura è il pilastro fondamentale della nostra economia, della Puglia, della nostra provincia. È grazie a questi signori che operano con tanto sacrificio, passione e amore se riusciamo a portare avanti la nostra nazione, quindi credo che meritino rispetto, e so che nella sua testa questo rispetto ce l’hanno.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere Caroli, prego.
Speaker : CAROLI.
Assessore, vorrei attirare la sua attenzione su un’altra questione. Va meglio controllato, va meglio seguito il soggetto deputato all’esazione del tributo. Ci sono migliaia di avvisi e, quindi, agli avvisi gli atti consequenziali che seguitano a essere inviati sia ai legittimi proprietari che agli usufruttuari. Se non viene bloccata questa procedura, questo modo di fare, non si farà altro che ingenerare e seguitare ad aumentare ancora di più l’imponenza dei residui. Probabilmente c’è un deficit di comunicazione tra il Consorzio e il soggetto. Le chiedo di intervenire immediatamente, perché la situazione è fuori controllo.
Poi, siccome a me sfugge, le chiedo: ad oggi chi è il soggetto deputato affidatario del servizio di gestione dell’incasso dei tributi relativi al Consorzio?
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Caroli.
Prego, Presidente Tutolo.
Speaker : TUTOLO.
Grazie, Presidente.
Volevo dire, prima di ogni altra cosa, che ero presente alla Conferenza dei Capigruppo e avevo percepito un accordo di natura diversa. Siccome domani c’era questo incontro a Roma, l’assessore avrebbe verificato ogni possibilità per risolvere in maniera non dico “pulita”, termine che può sembrare esagerato, ma “legittima”, senza alcuna preoccupazione per nessuno e che si sarebbero potute sicuramente trarre le conseguenze di questo incontro.
Son vent’anni, mi pare, che va avanti questa roba. Non credo muoia nessuno se si aspetta domani. Dopodiché, dopo qualche giorno ognuno potrà, in piena libertà, con scienza e coscienza, dare il proprio contributo, anche in un voto. Chiederlo oggi, onestamente, mi sembra più un modo per cercare di dare dimostrazione a qualcuno che non un sentiment vero.
Intanto, io mi chiedo: chi vanta i crediti è il Consorzio di bonifica? Correggetemi. Io, ripeto, parteciperò a quel Consiglio dove eventualmente si dovrà discutere una mozione. Ho sempre partecipato, però voglio per dare il mio contributo in piena scienza e coscienza. Ci sono alcune mie lacune che non mi vergogno a rappresentare. Faccio delle domande per conoscere, per sapere, per regolarmi. Il creditore è il Consorzio di bonifica? Noi abbiamo la facoltà per legge di dire “sospendete”? Quale potestà abbiamo?
Mi perdoni, collega Caroli. Io sto chiedendo, se mi permette. Ne parlerò anche con lei e mi documenterò. Non è che prima sento lei, poi sento lui e scendo dal pero. Io voglio capire. Noi abbiamo questa potestà? Possiamo dire di non far pagare a questi qua?
Collega Pagliaro, alla prossima tornata tu farai il Viceministro e chiederemo a te. Ora non sei tu.
Voglio capire prima di tutto se questa cosa è possibile farla, perché è facile dire… Io aggiungo un quarto punto a quella cosa: e il quarto è punto è di restituire le somme a chi le ha pagate. Se vogliamo alzare il tiro, io sono il più bravo di tutti, non mi frega nessuno, potete scommettere quello che volete. Restituiamo le somme anche a quelli che hanno pagato, perché se voi non dovete pagare perché non avevano diritto a riscuotere quelle somme, quelli che hanno pagato non è che sono fessi. Quindi tutti, alziamo, alziamo il tiro all’infinito. Ma qualcuno, però, poi quei soldi ce li deve mettere, perché non è che quelli se ne vanno… Quelle cioè non sono somme che evaporano, qualcuno ce le deve mettere. E magari, visto che avete anche un’appartenenza politica importante in questo momento per la nostra nazione, visto che domani si va a Roma, ci può essere pure qualcuno… Non so se la Meloni, il grappolo d’uva, o dell’altra frutta, però qualcuno dei soldi là ce li deve mettere. Anche le banane, bravo: qualcuno ce li deve mettere, i soldi, perché parliamo, se non sbaglio, di 130-140 milioni di euro, assessore? Quindi, 40…? 400. Qualcuno, quei soldi credo che ce li deve mettere, non è che si volatilizzano.
Se è vero che tutti insieme vogliamo cercare di andare incontro alle esigenze legittime degli agricoltori, tutti insieme ci dobbiamo impegnare. Il morto non è di uno solo, se ce lo dobbiamo piangere, ce lo dobbiamo piangere insieme! E voi non è che venite da sopra la luna, ma siete una parte politica importante, in questo momento, e potete determinare delle cose importanti, insieme, magari.
Domani si pone il problema? Stasera vi mettete al telefono, e cominciamo a lavorare in questa maniera. Magari avrà un’accoglienza importante, costruttiva. Poi, nessuno di noi… Quale dovrebbe essere il motivo per il quale l’assessore Pentassuglia… Non è che va a percentuale, non è che lui si prende una percentuale di questo, non gliene può fregar di meno. A lui starebbe benissimo, farebbe la sua bellissima figura, probabilmente quella più bella di tutti quanti, intestandosi anche lui il merito di questa cosa. Bisogna poterla fare, però. È facile dire “fai”. Oggi, intanto, io non vedo un Consiglio... Da nessuna parte, né da questa parte e oggi nemmeno da quella parte. Normalmente è più da questa parte che manchiamo e da quella parte ci sono. Io nemmeno là li vedo.
Se oggi la Presidente metterà ai voti qualcosa sapete quale sarà il risultato? Mancherà il numero legale ancora una volta. Stavolta non è soltanto colpa nostra. È pure vostra. Dove state pure voi? Questa è la realtà.
Domani l’assessore sarà a Roma. Vediamo quello che farà. Sicuramente lavorerà per il nostro territorio, quello di tutti, e per i nostri conterranei. È suo interesse. È suo interesse politico, ma è suo interesse come rappresentante di una popolazione. Non ci guadagna nulla. Lui sarebbe stata la persona più felice del mondo, oggi, di venire qua e dire: bene... Che ci guadagna lui a fare la contrapposizione, a beccarsi con Pagliaro piuttosto che con Caroli piuttosto che con Tutolo? Nulla ci guadagna. Qua tutti siamo per cercare di dare delle risposte positive alle legittime richieste dei cittadini, però dobbiamo essere messi nelle condizioni di poterlo fare. Tutto qua.
Credo sia la cosa più naturale del mondo. Sono passati vent’anni. Passa un’altra settimana, perché domani andrà e vedremo quello che porterà qua. Per l’amor del cielo, ognuno verrà qua e alzerà o non alzerà la mano, in piena scienza e coscienza, ma senza rimetterci o guadagnare nulla. Noi siamo qui per cercare di risolvere qualche problema. Quando ci riusciamo vi posso garantire che ne siamo felici: significa aver dato un senso alla nostra presenza qui, sennò non si spiega la ragione della nostra presenza.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Scalera.
Speaker : SCALERA.
Più che un intervento, Presidente, volevo rispondere al collega Tutolo, al quale tocca fare adesso un’altra protesta: occupare l’Aula, parlare contro la Meloni e dire “fino a quando non ci manda i soldi, io da qua non me ne vado”. Volevo invitare Tutolo, visto che lui è bravo a fare queste cose, a fare un’altra protesta. È troppo bello, è troppo facile parlare in questo modo, Presidente. Come ho già detto prima, dobbiamo essere concreti, dobbiamo ragionare sugli atti. Oggi abbiamo estrinsecato tutto quello che dovevamo dire. Credo che il prossimo Consiglio sarà quello dell’11 marzo, se non erro, Presidente. L’11 marzo cerchiamo di votare la mozione che il mondo agricolo... Collega Tutolo, il 10, il 12, l’11: stabiliamo una data, a me qualsiasi data va bene, tanto un giorno non ci cambia la vita, e votiamo finalmente questa mozione, che tutto il comparto agricolo si aspetta da noi.
Le chiacchiere, come ho sempre detto, stanno a zero. Passiamo ai fatti. Io sono qui non per venire a riscaldare la sedia, ma per dare risposte certe a una regione che ha bisogno già da tanto tempo di avere risposte che non sta avendo, non solo nel campo agricolo, ma in tutti gli altri campi. Ci saranno altre occasioni per parlare degli altri comparti e delle altre cose. Diamoci da fare ad essere concreti, a parlare meno e ad agire di più. Io sono qui per questo.
Per quanto riguarda le accuse che il collega fa all’opposizione, che non è presente oggi il numero legale, il numero legale, fino a prova contraria, collega Tutolo, noi lo abbiamo sempre mantenuto, soprattutto sugli atti importanti, sugli atti che andavano in funzione del popolo ‒ uso questo termine che a lei, collega Tutolo, piace molto ‒ della regione Puglia.
Su questi argomenti, quindi, con noi sfonda una porta aperta. Noi non siamo qui per dibattere o per fare i primi della classe, ma per dare atti concreti ai cittadini pugliesi. Credo di interpretare il pensiero di tutta l’opposizione. Noi non ci alzeremo da quest’Aula fino a quando questi atti non saranno compiuti.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei.
Non avendo altri iscritti a parlare, mi pare che l’intervento conclusivo possa essere assegnato all’assessore Pentassuglia. Dopodiché, aggiorneremo i nostri lavori.
Prego.
Speaker : PENTASSUGLIA, assessore all’agricoltura, alle risorse idriche, alla tutela delle acque e all’autorità idraulica.
Grazie, Presidente.
Per mantenere questa costruzione rispetto alla situazione di stallo, valuteremo cammin facendo. L’ho sentito prima. Mi auguro, vedendo anche in Aula il Presidente Paolicelli, di convocare prima di fine marzo, cioè entro venti giorni, una Commissione monotematica, che aggiorni gli atti chiesti questa mattina, e i fatti, come abbiamo sempre fatto… Lo dico perché in Commissione mi farò coadiuvare dal Commissario e dalle organizzazioni agricole, così ognuno vedrà il pezzo che si è fatto, o quello che stiamo facendo, proprio per essere concreti e coerenti alle azioni: sto parlando di tutti, organizzazioni agricole, lavoratori, perché ho detto che sono state fatte le prime determine.
Sicuramente, il dato che vedrete nella relazione, mentre prima del 2003 pagava il 90 per cento dei contribuenti, adesso paga mediamente il 45 per cento. Vi sto girando, perché ho capito stamattina che non era stata data una informazione puntuale sulla rateizzazione decennale, il provvedimento. Sulla storia, quindi, di evitare a famiglie che hanno problemi familiari di reddito o altro, ce ne facciamo carico, per carità, per fare tutta una serie di valutazioni che però siano puntuali.
Io tengo a sottolineare che bisogna distinguere tra le assunzioni dei vincitori di concorso, che faremo entro fine marzo, e revocheremo, perché il revisore ha fatto una puntuale osservazione del bilancio, quindi delle uscite a pensione, che determina un risparmio di 1,800 milioni di euro; 1,670 milioni saranno destinati alle assunzioni. Stiamo dando quindi tutta la copertura che serve non creando ulteriore debitoria, non appesantendo, perché la Corte dei conti ci ha chiesto di ridurre, ed è il lavoro che stiamo facendo da due tre anni, molto apprezzato, di riduzione dei costi di gestione.
La partita, invece – mi sono permesso prima, le chiedo scusa – relativamente alle stabilizzazioni è un termine improprio. Gli OTD, che sono gli operai a tempo determinato, già nel Consorzio unico, l’anno scorso, hanno fatto 10 giornate in più perché serviva forza lavoro. Quest’anno saranno assunti… Come vi ho detto, due atti sono stati già fatti per partire con le prime unità per le manutenzioni. Tra marzo e aprile tutti saranno assunti, perché dal 1° aprile tutti saranno in campo per fare quel lavoro delle manutenzioni, con quell’attenzione sui canali anche di valutazione, non solo di quello che è arrivato, ma noi stiamo facendo una valutazione puntuale, con il Consorzio, dei lavori fatti e di quelli da fare. Delle priorità, perché anche i lavori devono avere un elenco prioritario, che ci metta nelle condizioni… Per il tema stabilizzazioni in agricoltura, se arrivano a 181 giornate, il contratto prevede alcune cose per gli avventizi, che non sono previste per altre categorie. Ma senza entrare nella tecnicalità, perché io questa cosa l’ho già messa a disposizione del tavolo sindacale, perché è giusto che lì si discuta di queste cose. L’attività che è stata messa in campo, quella del conflitto di interessi, è stata superata da un parere che è stato dato, perché era stata già richiamata in Commissione ed è stato anche approfondito, adesso, rispetto al dato che ci è stato fornito per formare nel concreto l’attività di deliberazione del mutuo aiuto fra ARIF e Consorzi. Nessuno si sostituisce all’altro, quindi gli operai del Consorzio saranno operai del Consorzio, gli operai di ARIF saranno ARIF.
L’utilizzo di qualche mezzo, come alcuni di quei mezzi che abbiamo comprato e che compreremo anche per i Consorzi, per fare delle lavorazioni, per mettere anche in sicurezza i lavoratori, tipo i robot, ci metteranno in quella condizione.
La delibera della rateizzazione del contributo consortile è la 1118 del 2024, del 16 dicembre per dire con precisione mentre sulle spese legali i milioni di euro che sono stati richiamati nel 2024 sono state ridotti a 344.549,58. Quindi, vi prego, l’attenzione del Consorzio unico e della razionalizzazione delle spese sta in questo: sono gli atti ufficiali e gli importi ufficiali che faranno parte del bilancio su cui sta lavorando il revisore unico, perché la società è stata chiamata a fare tutta questa rivisitazione sui vecchi bilanci dei Consorzi che sono confluiti nel Consorzio unico, perché il piano lo deve redigere il Commissario sulla scorta di atti ufficiali.
Noi consiglieri regionali, il Consiglio regionale, le Commissioni e le articolazioni di questa Regione devono sapere puntualmente quali sono le attività e le passività, quali sono i residui attivi e quelli passivi, perché noi dobbiamo avere contezza di tutto. È particolare questo, perché ognuno aveva una sua impostazione, come Consorzio, ognuno lavorava in un modo, ognuno determinava la gestione di quel Consorzio. Adesso stiamo unificando le procedure, avendo capitoli che hanno una loro denominazione, una codifica puntuale. Condivido con lei che quello può essere un boomerang e che abbiamo bisogno di conoscere concretamente... Infatti, a novembre e oggi io non vi ho fatto cenno puntuale sugli importi, perché gli importi devono scaturire da questo lavoro. Ho bisogno della certezza. Noi siamo fermi a quel 2022, la relazione è arrivata a novembre in Aula. Abbiamo il 2023 che è stato setacciato e sezionato. Stiamo lavorando sul 2024, che è il primo anno del Consorzio unico, ma che si porta dietro tutto quello che i quattro Consorzi fino al 2023 si sono... Quindi, il piano sarà a firma del commissario. Quel lavoro è perché, mancando forza lavoro nel Consorzio, quindi gli amministrativi, i tecnici... Io non do numeri, vedremo il POV, vedremo la copertura finanziaria. Oggi non è che assumi chi ti pare e vai a sbilanciare di nuovo. Anche perché il rispetto dei contratti di riferimento, altra cosa usata e abusata in termini da qualcuno all’esterno, confliggendo anche tra lavoratori... Dispiace, perché i contratti di riferimento hanno quei valori contrattuali che dobbiamo rispettare. Per rispettare le leggi e le norme sulla contabilità non è che prendiamo tutto quello che ci serve, ma dobbiamo prendere persone perché attivino e avviino la macchina amministrativa e tecnica. Gestire tutti i progetti e i cantieri che c’erano e gestire i nuovi cantieri sarà assai complicato, complesso. Stiamo provando a portarci avanti con i progetti. Vi ho detto prima quello del Pappadai, una diga che esisteva, si sapeva dell’esistenza, pagavamo la manutenzione, ma mai utilizzata. La stiamo mettendo in campo.
Tutta questa attività deve essere corroborata da atti ufficiali.
Relativamente agli eventi atmosferici, l’anno scorso c’è stata la delibera del 31 luglio e la delibera di ottobre, quella sui danni che abbiamo ricevuto ad ottobre, con le percentuali. Vi ho detto prima, al di là delle colture assicurabili che poi determinano il non approdo alla legge 102, sono state fatte queste come le cause di forza maggiore ed anche quella di luglio sulla crisi idrica proprio per determinare tutte quelle attività non ex post, le abbiamo fatte durante, al 31 luglio abbiamo fatto una delibera di Giunta, mandata alla Presidenza del Consiglio, mandata al Ministro, e vi devo dire che non nel primo, perché era puntuale sulla rendicontazione della norma Xylella, ma nel secondo incontro, nella stanza del Sottosegretario c’è stata una riunione puntuale a cui il Sottosegretario ha fatto partecipare il dottor Lupo, Capo di Gabinetto, per parlare esattamente di questo aspetto che lei ha richiamato.
Si sono riservati, perché anche loro hanno ragione, devono fare una serie di provvedimenti che impattano sulle Regioni. Io non so domani cosa avrà sviluppato quel ragionamento. Io mi auguro di portare delle notizie puntuali, ma quello delle calamità, quello degli eventi naturali, ma anche delle cause di forza maggiore che sono intervenute sulle aziende, che non è solo Xylella, che non è solo la siccità, possano stare nel ragionamento complessivo che ci metta nelle condizioni di chiedere la sospensione del ruolo, che è sempre un tributo, collega Pagliaro.
Io non scarico mai la responsabilità su altri. Come vedete, sono quattro anni e due mesi che provo ad essere corretto con tutti, qualsiasi Governo ci sia, di qualsiasi colore, e questo me lo riconoscono.
Io vi prego: domani, in maniera puntuale… Poi, gli atti che potrò proporre io alla Giunta, o il lavoro che sta facendo il Presidente per altre ragioni, col Presidente del Consiglio, su altre partite molto interessanti, se questo può stare dentro… Io sono disponibilissimo, l’importante è che non creo buchi di bilancio, attività che sono attenzionate dalla Corte dei conti, semmai devo andare a relazionare per dire alla Corte dei conti qual è il percorso che ci porta a fare un certo tipo di valutazione, perché le attività di cui abbiamo parlato oggi sono attività ufficiali. Anche quella, la troverete nella relazione, è un’attività che io ho fatto, vi ho fatto i nomi degli incontri. All’incontro c’eravamo io, il capo dipartimento, professor Nardone, e il dottor Infantino dell’Osservatorio, perché ero partito proprio da questa attività per chiedere un ristoro dei danni. Ma questo sarà oggetto di discussione aperta con il Governo.
Chiudo perché le richieste e l’attività che verranno fuori, siccome stiamo lavorando con l’Agenzia delle entrate 2023, perché avete visto che sono già ruoli, mentre prima erano avvisi che sono stati tramutati, per rispondere compiutamente alla sua, lo dico al collega Di Gregorio, in Commissione proveremo, entro 20 giorni, ad avere queste informazioni perché anche questo poi possa essere oggetto di un collazionamento… Io non so cosa decideranno i colleghi sulle mozioni: sarà una, saranno due, vedremo cosa sarà scritto nelle mozioni, perché far votare una mozione che impegna soltanto l’assessore a parare con il Governo è una cosa; che impegna l’assessore a sospendere una cosa che però è in capo a un altro, mi sembra scorretto istituzionalmente. Ma siccome sul tema siamo tutti convinti del lavoro che stiamo facendo, ma soprattutto dell’attività che va ancora compiuta, io mi aggiorno a quello che sarà il risultato del lavoro, domani al Ministero, delle interlocuzioni che ho aperto, ma anche dell’aggiornamento che sarà fatto in Commissione, Presidente, così da far partecipare anche i soggetti che potranno rispondere delle attività precise e puntuali che stanno svolgendo in un contraddittorio che in Consiglio non si può avere, ma che lì potremo determinare con il rispetto dei ruoli, e soprattutto per dare contezza ai cittadini pugliesi, perché sono soldi pubblici, e agli agricoltori di quelle che sono le attività che eventualmente vanno fatte, vanno migliorate, e dell’inversione di tendenza, che mi auguro… Ringrazio i colleghi che hanno segnalato positivamente il fatto che siamo partiti e che ci siamo messi nel solco di provare a dare una risposta nuova, definitiva. Mentre gireremo, non è che faremo solo i controlli dei canali che non sono puliti, ma vedremo anche i canali spostati, i canali che non ci sono più, vedremo una serie di cose, e su questo relazioneremo puntualmente a tutto il Consiglio regionale, perché è giusto che si parli in maniera seria del nostro territorio.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, assessore.
Giusto per fare una sintesi dell’attività futura, per darci anche un programma: prevediamo che ci sia una Commissione agricoltura, perfetto, in cui sarà esaminata l’intera questione ma si cercherà anche di verificare le mozioni presentate, in maniera tale da valutare la possibilità di realizzare una mozione condivisa, di scrivere una mozione condivisa. Dopodiché, torneremo in Consiglio quando saranno fatte queste attività. Va bene, assessore? Era questa la proposta.
Grazie a tutti… Prego, un’altra domanda all’assessore? Un chiarimento, prego, consigliere Caroli.
Speaker : CAROLI.
Quindi, la gestione contabile e finanziaria dell’ente rimane in capo al Commissario? Il piano di riequilibrio, così come gli accertamenti legislativi, i residui passivi, il riscontro di riequilibri, la valutazione di tutte le spese, il commissario... Se non mi sbaglio, il Collegio dei revisori è composto da uno. E da un revisore? Quindi, Deloitte lo abbiamo solamente come audit? La figura di Deloitte.
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere Caroli, finisca la sua domanda così l’assessore le risponde.
Speaker : CAROLI.
Siccome il consigliere Scalera è il ragioniere capo del Comune di Milano, mi stava... Voglio comprendere questo. Il piano di riequilibrio, quindi, sarà a firma del commissario e tutta la ricognizione in questo caso dei residui attivi e dei residui passivi, che sono la madre di tutte le questioni, verrà da Deloitte. Perfetto. Questo sì. Credevo che anche quello ricadesse in capo a loro.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a tutti, anche a coloro i quali hanno avuto la pazienza di restare fino ad ora. Ci vediamo alla prossima seduta.